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Bresciaoggi – La voce di Fabrizio Bolpagni Da «bambino della Clerici» a diciottenne che sa incantare

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I tempi in cui incurante dei suoi dodici anni appena azzannava il palco di Raiuno in prima serata a «Ti lascio una canzone», dov’era soprannominato «il bambino della Clerici» (correva il 2011), sembrano ormai lontani un’eternità. Fabrizio Bolpagni, che di anni oggi ne ha 18, è cresciuto, ma non ha perso il vizio per il talento: l’altra sera si è infatti classificato al terzo posto alla 31esima edizione del Forettefestival, il concorso canoro per voci emergenti svoltosi a Ferragosto nella piazza Unità d’Italia a Forette di Vigasio, nel Veronese. Bresciano originario di Cellatica, fresco di diploma all’ «Arnaldo», Bolpagni ha colpito nel segno con la sua versione delicata e intimista di «Jaelous», successo planetario firmato da Labrinth, pseudonimo del cantautore britannico Timothy McKenzie. Malgrado la giovane età, quest’ultimo risultato è solo l’ennesimo tassello che va ad aggiungersi a un curriculum punteggiato, oltre che dalle già citate apparizioni televisive, anche da tantissime partecipazioni a manifestazioni analoghe, dove spesso il cantante bresciano ha ottenuto risultati lusinghieri. OTTIMI PIAZZAMENTI, dalle semifinali dell’undicesima edizione del concorso nazionale Vocine nuove di Castrocaro alla sfilza di altri concorsi sbancati uno dopo l’altro (Torneo dei talenti di Verona, Sanremo Expo, Montecampione Music Festival, Veneto Music Contest, Duets alle terme di Boario, Festival del cuore di Cremona, Canta anche tu di Manerba, Una canzone sotto le stelle di Verona). Il feeling di Bolpagni per la musica è pressoché innato: dall’età di dieci anni canta, suona il pianoforte e dà del «tu» ad artisti come Eduardo De Crescenzo, con la cui rilettura di «Ancora» aveva fatto breccia durante «Ti lascio una canzone»; dna soul / R&b, voce capace di grandi acuti e sfumature profonde, il primo segno tangibile della sua avventura discografica in divenire («sono impegnato in un nuovo progetto musicale che spero mi possa dare tante soddisfazioni in futuro…»), Bolpagni lo aveva invece impresso con l’inedito «L’anima che vola», brano scritto da Max Corfini. PRIMI PASSI verso un futuro all’orizzonte che si annuncia entusiasmante e ancora tutto da scrivere: «Forettefestival è stata una bellissima esperienza fin dalle selezioni, poiché tra noi concorrenti si sono instaurate una sana competizione e nuove amicizie… Ora però l’obiettivo è trovare una strada tutta mia, un percorso originale che permetta di contraddistinguermi da chiunque altro». «Arrivare», per il 18enne di Cellatica, vuol dire «fare il musicista». «Il successo? Non ci penso troppo e non lo vedo necessariamente come un punto di arrivo, come un obiettivo focale. Diciamo che mi piacerebbe diventare un artista di nicchia. Ciò che sogno davvero è poter trasformare la mia passione in una futura professione: sto lavorando per questo».

Elia Zupelli

Sorgente: La voce di Fabrizio Bolpagni Da «bambino della Clerici» a diciottenne che sa incantare – Musica – Bresciaoggi


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