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Mercoledì a Montecampione, parliamo di funghi con Dario Dogali – Flammulina velupites e Pleurotus ostreatus

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Buongiorno e Buon Anno a tutti

Oggi riprendiamo la nostra rubrica dedicata ai funghi e, come vi avevo già anticipato mercoledì 19-12-2018, vi parlerò di due interessanti funghi reperibili in questa stagione:

Flammulina velutipes e Pleurotus ostreatus

La Flammulina velutipes è una specie saprofita-parassita di medie dimensioni che cresce solitamente dopo il “chiodino” (Armillaria mellea), su tronchi o ceppaie degradate di latifoglie, raramente su conifere, dal tardo autunno alla primavera.

Può essere quindi considerato uno degli ultimi funghi dell’anno o, visto che ci siamo, anche il primo fungo del nuovo anno. Secondo il mio modesto parere è un buon fungo commestibile che merita di essere conosciuto. Cosa importante è che per svilupparsi ha bisogno “dell’inverno” di un inverno “vero” con l’umidità e la neve e non teme il freddo, difatti mantiene inalterata la propria commestibilità anche dopo ripetute gelate senza che la stessa ne venga compromessa. Per l’utilizzo in cucina usufruire del solo cappello e della sola parte chiara del gambo, scartare il gambo quando lo si rinviene scuro e fibroso (come ben si vede negli esemplari in alto nella fotografia sotto proposta). Pur essendo un fungo facilmente riconoscibile è necessario comunque prestare estrema attenzione a non confonderlo con alcuni Hypholoma quali: Hypholoma fasciculare e Hypholoma lateritium, entrambi hanno gambi lisci, non vellutati, lamelle giallo-grigio verdastre, sono TOSSICI e crescono preferibilmente nella stagione estivo-autunnale ma, alcune volte (da me personalmente ritrovati) anche nel tardo autunno e perfino in inverno. Per i caratteri descrittivi di questi vedere il primo articolo di questa rubrica pubblicato il 6-11-2018.

Scheda descrittiva di:

Flammulina velutipes (Curt. : Fr.) P.Karsten

Nome italiano (volgare): Fungo dell’Olmo

Spore ellissoidali

Cappello di 30-80 (100) mm di diametro, inizialmente emisferico, poi piano-convesso e, a volte, anche debolmente depresso; la cuticola si presenta spesso vischiosa, di colore giallo-arancio più o meno carico, tendente a scurirsi verso il disco, specialmente con la maturità; il margine è prima involuto-incurvato, poi disteso, sovente ondulato. Le lamelle si presentano piuttosto larghe, spaziate, ventricose, annesse al gambo, intercalate da lamellule, prima biancastre, poi di colore crema paglierino; si macchiano di bruno – ruggine con la maturità.

Il gambo, di 40-80 (100) x 4-10 mm, è cilindrico, sovente incurvato, a volte eccentrico, fistoloso poi cavo, radicato al substrato legnoso su cui si sviluppa; la superficie è vellutata, crema-giallastra nei giovani, poi scura, bruno – nerastra per buona parte o nella totalità, specialmente con la maturità.

La carne è sottile, giallina nel cappello e nel gambo giovane, fibrosa e scura nel gambo maturo, con sapore insignificante e odore debole di Pelargonium (foglie di geranio).

…cespi di Flammulina velutipes su tronchi di Platano…

Il Pleurotus ostreatus, fungo conosciuto e ricercato per la buona commestibilità, cresce perlopiù cespitoso, in più esemplari sovrapposti, su alberi (specialmente corticati) sia di latifoglie (con preferenza su pioppi) che di conifere, sia vive che morte, dal tardo autunno all’inverno inoltrato, comune nei luoghi di crescita ma non ovunque diffuso. È un fungo che si presta egregiamente alla coltivazione. La varietà columbinus ha colori uniformemente grigio – azzurri e crescita esclusiva su conifere. Può essere confuso con Hohenbuehelia petaloides, fungo anch’esso commestibile, anch’esso dalla forma di conchiglia o di ventaglio, di crescita su ceppaie di latifoglie, ma che differisce per avere una zona sottocuticolare gelatinosa.

Scheda descrittiva di:

Pleurotus ostreatus (Jacq. : Fr.) Kummer

Nome italiano :    Orecchietta

Nome dialettale:  Peerune – Garganèle – Fons dè la nebia – Mignine

Spore strettamente ellissoidali – subcilindriche

Con cappello di diametro di 30-120 (150) mm, a forma di conchiglia o di ventaglio, inizialmente convesso, poi appianato, infine depresso in corrispondenza dell’inserzione con il gambo; la cuticola è liscia, facilmente asportabile, glabra, brillante, da bruna-grigiastra a grigia-bluastra con riflessi violacei; il margine è sottile, a lungo involuto, tende poi a distendersi con la maturità e a presentare, a volte, una leggera striatura.

Le lamelle sono fitte, piuttosto strette, ineguali, forcate, fortemente decorrenti sul gambo, colore da bianche – grigiastre a bianche-crema più o meno pallide; filo intero.

Il gambo, di 10-40 x 10-20 mm, è sodo, pieno, laterale o eccentrico, cilindrico, sovente incurvato, attenuato alla base, a volte corto o pressoché assente e poco differenziato dal cappello, pruinoso-pubescente, di colore biancastro con leggere sfumature grigiastre.

La carne è consistente, elastica, inizialmente tenera nel cappello, poi più fibrosa e tenace, specialmente nella zona nel gambo, di colore biancastra, con odore leggero, particolare, a volte di muffa e poco gradevole nei soggetti maturi e di sapore dolciastro.

…cespo di Pleurotus ostreatus ai piedi di un Pioppo nero…

Conclusione:

Solo la conoscenza delle specie raccolte preserva da gravi rischi alla nostra salute.

Vi avevo lasciato il 19 dicembre dicendo:

tra poche ore dovrebbe iniziare a nevicare, speriamo anche a Montecampione così i boschi e le piste si riempiranno di neve, con tanta felicità per tutti.

Purtroppo ancora niente, speriamo in bene… i nostri “VECCHI” dicevano: sotto la neve, pane… sopra la neve, fame… parole semplici per ricordare l’importanza della neve, anche se il pensiero di allora non era per lo svago ma per il cibo.

Mentre scrivo questo breve articolo guardo fuori dalla finestra del mio piccolo “studio” di casa, a Lodetto di Rovato… guardo su verso la mia Valle… stamattina mi sarei aspettato di vedere quello che vedevo da bambino in questo periodo, la NEVE, almeno sulle cime delle montagne ma, ancora niente, purtroppo questo è il “nostro, ingrato, tempo”, speriamo in bene. Ma torniamo ai funghi con un invito per chi volesse iniziare quel percorso di conoscenza sui funghi non solo per conoscere i porcini e i finferli, percorso intrapreso anche dalla nostra, rimpianta amica Bruna Missarelli. Tra qualche giorno, con gli amici del gruppo di Lovere, di cui lei ne era una socia entusiasta ed attiva, vedremo di organizzare un’uscita presso i boschetti golenali del fiume Oglio dove potrebbe essere possibile ritrovare Flammulina velutipes e Pleurotus ostreatus.

Chi fosse interessato può dare il suo consenso contattando Ettore Cerruto al numero di cellulare 348 5410315 o il mio 339 4510153.

Mercoledì 12-1-2019 vi parlerò di Hygrophorus marzuolus, il ”dormiente”

Cordialmente.

Dario Dogali


Qui l’elenco dei funghi che sono stati argomento della rubrica da quando è nata (21/11/18).

AVVERTENZA : Indicazioni o considerazioni, riguardanti la commestibilità dei funghi trattati, non devono in alcun modo essere considerate informazioni sicure per la raccolta ed il consumo degli stessi. Pertanto ci si deve astenere dal consumare funghi solo sulla base di queste indicazioni o della presunta somiglianza con le fotografie pubblicate. Si declina pertanto qualsiasi responsabilità, sia penale che civile, derivante dalla inosservanza di questa avvertenza.

E’ buona cosa leggere sempre e comunque:

Informazioni generali

Glossario

Biografia di Dario Dogali

Nota bene: Il testo di colore ROSSO nelle pagine della rubrica sui funghi, indica pericolo e non commestibilità.


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