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Mercoledì a Montecampione, parliamo di funghi con Dario Dogali – Marasmius oreades, Marasmius collinus, Agrocybe praecox e Clitocybe dealbata

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Buongiorno a tutti

Oggi vi parlerò di:

Marasmius oreades

Ricercato e apprezzato per l’ottima commestibilità, tanto che diversi Autori lo paragonano per le sue qualità organolettiche addirittura al prelibato porcino, è un fungo igrofano e revivescente (visibili nella prima fotografia), di piccole dimensioni, con cappello inizialmente emisferico, poi convesso e infine disteso con, a volte, un piccolo umbone ottuso. Il colore, variabile in relazione al grado d’idratazione, va da crema – biancastro beige se disidratato fino a crema – bruno fulvo a tempo umido o se imbevuto d’acqua. Le lamelle sono spaziate, larghe e sinuose, di colore da biancastro – nocciola a crema. Il gambo è concolore al cappello, sottile, cilindrico, a volte leggermente ingrossato alla base, pieno e duro, tenace e coriaceo tanto da consentire di torcersi e ritornare come prima dopo averlo lasciato. La carne è soda, biancastra con odore gradevole fungino-mandorlato e sapore dolciastro. Cresce dalla primavera e fino all’inizio dell’inverno, in file o cerchi (cosiddetti “delle streghe”) in gruppi spesso numerosi, nei prati, pascoli, ma anche nei vigneti e luoghi incolti, nei giardini, sia in pianura sia in montagna e sovente anche ad alte quote. Per il consumo alimentare (importante è il luogo di crescita, non raccogliere per esempio presso campi, vigneti e altri luoghi soggetti a trattamenti con diserbanti, pesticidi e similari) scartare il gambo, troppo coriaceo, mentre si utilizza il cappello che può essere usato fresco per la composizione di sughi, zuppe, frittate, risotti, misti di funghi ecc. Si presta ottimamente anche ad essere essiccato. In seguito può essere rinvenuto in acqua e latte ritornando dopo breve tempo come fresco e appena colto. In natura Marasmius oreades potrebbe essere confuso con alcune specie crescenti nello stesso periodo ed habitat che a volte per varie cause potrebbero, per dimensioni, aspetto e colori trarre in inganno il raccoglitore. Alcune di queste sono: Agrocybe praecox (e alcune del relativo gruppo, ritenuti commestibili ma di poco pregio), Clitocybe dealbata (e relativo gruppo, tossiche), Marasmius collinus, specie molto simile a Marasmius oreades, da ritenere fungo non commestibile, Lepiota cristata (e relativo gruppo, funghi fortemente tossici) di queste vi ho già parlato nel terzo articolo pubblicato il 5/12 2018.

Scheda descrittiva di:

Marasmius oreades (Bolt. : Fr.) Fries  

Nome italiano: Gambesecche

Nome dialettale: Gambesèche

Spore da allissoidali allungate o agmidalidormi

Cappello: con diametro di 15-50 mm, carnosetto, tenace, inizialmente emisferico-campanulato, infine appianato con leggero umbone centrale; cuticola liscia, igrofana, da isabella – carnicina ad avorio – ocra brunastra con tempo umido, crema – nocciola biancastra con tempo secco; margine liscio, a volte leggermente ondulato.

Lamelle: spaziate, larghe, libere e sinuose, da biancastre – nocciola a crema; sono presenti lamellule di varia lunghezza.

Gambo: 30-70 (100) x 2-5 mm, cilindrico, slanciato, pieno, tenace, elastico, biancastro-crema nella parte alta, brunastro verso la base, con presenza di residui miceliari concolori.

Carne: sottile, elastica, igrofana, biancastra, odore gradevole, di mandorle, sapore dolce, di nocciola

Copiosa fruttificazione di Marasmius oreades nel caratteristico “cerchio delle streghe”

DA NON CONFONDERE CON:

  • Marasmius collinus (Scop.: Fr.) Singer

Probabilmente spesso raccolto e consumato perché confuso con le ottime “gambesecche”, con le quali condivide sia il periodo che l’habitat di crescita, sembra sia stato causa di alcune intossicazioni, seppur leggere. Pertanto è importante la certezza della sua determinazione. Marasmius oreades si caratterizza per il sapore gradevole fungino, lamelle abbastanza spaziate e gambo caratteristico, fibroso, che si torce e non si spezza, Marasmius collinus si può distinguere con una certa facilità da questi in base a seguenti caratteri: aspetto Collybioide, piuttosto fragile, odore da erbaceo a lievemente gommoso, sapore poco gradevole, lamelle piuttosto fitte e gambo cavo, fragile che sottoponendolo alla torsione non si torce ma si lacera con facilità.

  • Agrocybe praecox (Pers.: Fr.) Fayod

Fungo di dimensioni medio-piccole, ha il cappello di colore bianco – citrino, assume poi tonalità bruno – ocra grigiastre, specialmente verso il centro, tende infine a decolorarsi verso il giallo-beige nei soggetti maturi. Le lamelle sono fitte, di colore biancastro nei soggetti giovani, poi crema e infine bruno – ocra. Il gambo è cilindrico, ingrossato alla base, farcito, fibrilloso, di colore crema pallido. L’anello è collocato nella parte alta, di colore biancastro. La carne è abbastanza consistente e dura nel cappello, fibrosa nel gambo, di colore biancastro, con odore di farina e sapore al pari farinoso e leggermente amaro.

Commestibile di poco pregio per il sapore amaro, sconsigliato al consumo.

  • Clitocybe dealbata (Sow.: Fr.) Kummer

Fungo di piccole dimensioni, poco consistente, si presenta con il cappello inizialmente convesso, poi piano e alla fine anche depresso e imbutiforme. La cuticola è igrofana, ricoperta da una caratteristica pruina biancastra, con la maturità tende a screpolarsi e ad assumere tonalità brunastro – rosate. Il margine è involuto e ondulato. Le lamelle sono fitte, da adnate a brevemente decorrenti sul gambo, di colore biancastro, poi con la maturazione assumono toni bruno – rosati. Il gambo è biancastro, piuttosto corto, farcito, poi fistoloso, cilindrico ma a volte anche ricurvo e leggermente ingrossato alla base, dove a volte è presente una feltrosità con residui miceliari. La carne è igrofana, di colore biancastro, con odore rancido, sgradevole e sapore dolciastro, fungino. Cresce gregaria, nei prati, nei campi, al limitare dei boschi, in estate/autunno. È un fungo tossico come quasi tutte le Clitocybe bianche; rispetto a Marasmius oreades è piuttosto diverso ma può essere confuso perché spesso cresce negli stessi ambienti e anche perché con la maturità possono assumere colorazioni che possono ricordare le “gambesecche” come si può ben vedere nella fotografia di seguito presentata (autore l’amico Micologo Nicola Sitta) si evidenziano alcuni Marasmius oreades (a sinistra, quattro esemplari, tre coricati più uno sopra) cresciuti nello stesso habitat con alcune Clitocybe dealbata, tossiche.

Conclusione:

Solo la conoscenza delle specie raccolte preserva da gravi rischi alla nostra salute.

Ed è anche per questo motivo mi permetto di riproporre un Corso di Introduzione allo Studio dei Funghi che potrebbe essere tenuto dal Circolo Micologico G.Carini di Brescia, qui a Montecampione, in un mese da decidere ma preferibilmente a giugno, così si potrebbero abbinare serate di “conoscenza” con alcune uscite domenicali nei boschi.

Anche questo è diffondere la conoscenza e fare prevenzione.

Se può interessarvi e se volete ulteriori informazioni contattatemi:

Dario Dogali cell. 339 4510153  e-mail dario.dogali@libero.it

Mercoledì 13/2 2019 vi parlerò di alcuni “prataioli”, di Agaricus campestris, un buon commestibile e di alcuni altri non commestibili.

Arrivederci e buon fine settimana a tutti, vi saluto cordialmente.

Dario Dogali


Qui l’elenco dei funghi che sono stati argomento della rubrica da quando è nata (21/11/18).

AVVERTENZA : Indicazioni o considerazioni, riguardanti la commestibilità dei funghi trattati, non devono in alcun modo essere considerate informazioni sicure per la raccolta ed il consumo degli stessi. Pertanto ci si deve astenere dal consumare funghi solo sulla base di queste indicazioni o della presunta somiglianza con le fotografie pubblicate. Si declina pertanto qualsiasi responsabilità, sia penale che civile, derivante dalla inosservanza di questa avvertenza.

E’ buona cosa leggere sempre e comunque:

Informazioni generali

Glossario

Biografia di Dario Dogali

Nota bene: Il testo di colore ROSSO nelle pagine della rubrica sui funghi, indica pericolo e non commestibilità.


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