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Mercoledì a Montecampione, parliamo di funghi con Dario Dogali – Suillus grevillei, Suillus granulatus e Suillus collinitus

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Buongiorno a tutti

Oggi vi parlerò…… dei SUILLUS…

Nella terminologia dialettale, i Suillus, sono conosciuti come laricini, pinaröle, boasine, pratine, ecc… Sono funghi di medie dimensioni, vischiosetti, di crescita spesso numerosa presso larici e pini, mai associati ad Abete rosso o latifoglie. Sono dei discreti commestibili da imparare a conoscere perché possono arricchire gradevolmente un buon piatto di funghi misti. Vi propongo le tre specie più comuni che sono: Suillus grevillei, Suillus granulatus e Suillus collinitus.

Schede descrittive.

Suillus grevillei (Klotzsch. : Fr.) Singer

Nome volgare: Laricino

Spore elissoidali

Con cappello di diametro 20-80 (120) mm, inizialmente emisferico, poi convesso – pulvinato e solo raramente appianato; la cuticola è liscia, più o meno vischiosa, specialmente con tempo umido, asportabile, colore variabile da giallo a giallo fulvo, giallo oro, giallo arancio e fino a bruno – arancio; margine a lungo incurvato, poi un poco più disteso, regolare, a volte con presenza di deboli resti del velo generale. L’imenoforo è formato da tubuli lunghi fino a 10 mm, da adnati a debolmente decorrenti sul gambo, da gialli a giallo – brunastri, e da pori inizialmente piccoli, arrotondati poi, con la maturità, più grandi e angolosi, concolori ai tubuli, bruno – rossastri se sottoposti a compressione. Il gambo, di 60-80 x 10-20 mm, è pieno, cilindraceo, diritto e slanciato, a volte un poco incurvato e sovente ingrossato alla base, colore variabile da giallo più o meno carico a brunastro con la maturità, con un reticolo fulvo sopra l’anello, con punteggiatura concolore al cappello sotto l’anello e imbrunente verso la base; anello da ampio a molto ridotto, bianco – giallastro, collocato nella parte alta. La carne è inizialmente soda poi molle e acquosa nel cappello, fibrosa nel gambo, gialla, di colore rosa – violetto al taglio, talora bluastra alla base del gambo, con odore gradevole, fruttato e sapore dolce, un poco acidulo.

Conosciuto anche come Suillus elegans, è un discreto commestibile, scartare il gambo se troppo fibroso e togliere la cuticola perché può avere effetti lassativi. È una specie molto comune e diffusa negli ambienti di montagna e la si trova esclusivamente associata ai larici, in gruppi spesso numerosi, in estate e fino a inizio autunno.

Suillus granulatus (L. : Fr.) Roussel

Nome italiano:     Boleto granuloso – Pinarello

Nome dialettale: Pinaröle – Boasine – Pratine

Spore elissoidali fusiformi

Con cappello di diametro 40-120 mm, inizialmente emisferico, poi convesso – pulvinato e alla fine appianato; la cuticola è facilmente asportabile, glutinosa, da bruna – rossastra a gialla – ocracea; margine involuto, tendente a distendersi con la maturità. L’imenoforo e formato da tubuli non molto lunghi (fino a 10 mm), da adnati a decorrenti, di colore giallo più o meno carico, e da pori piccoli, concolori, che secernono, nel fungo giovane, goccioline opalescenti, poi simili a granuli brunastri quando secche. Il gambo di 40-90 x 10-25 mm, è solitamente cilindrico, ma talvolta ingrossato e leggermente incurvato alla base, colore da biancastro a giallo pallido; alla sommità presenta granulazioni concolori che, come i pori e con il tempo, diventano brune. La carne è bianca giallina, tenera, di sapore dolciastro e odore debole e immutabile alla sezione. Di crescita precoce, già dalla primavera, prosegue a fruttificare poi fino all’autunno inoltrato, sempre associato a pini a 2 e 5 aghi quali: Pino silvestre, Pino mugo, Pino nero, Pino strobo. Può essere confuso con Suillus collinitus, che cresce nello stesso habitat ma che non ha le caratteristiche goccioline sotto i pori e che reca sovente delle formazioni miceliari rosate alla base del gambo e che sono di aiuto alla sua corretta determinazione.

Buon commestibile, va consumato ben cotto asportando sempre la cuticola del cappello, specialmente quella degli esemplari più grossi e maturi perché può essere causa di effetti lassativi. Si presta ad essere utilizzato sia nel misto con altri funghi eduli che conservato sott’olio o sott’aceto e, secondo alcuni amici, è ottimo nelle minestre.

Suillus collinitus (Fr.) Kuntze

Spore elissoidali

Con cappello di diametro 40-120 mm, inizialmente emisferico, poi convesso – pulvinato e alla fine appianato; la cuticola è vischiosa con tempo umido, liscia e brillante con tempo secco, facilmente asportabile, glutinosa, da bruna chiara a bruno scura, con fibrille radiali innate più scure; margine a lungo involuto, poi disteso, più o meno regolare. L’imenoforo è formato da tubuli lunghi fino a 12 mm, da adnati a debolmente decorrenti sul gambo, gialli, poi giallo – verdastri e da pori inizialmente piccoli, arrotondati poi, con la maturità, più grandi e angolosi – allungati quelli in vicinanza al gambo, concolori ai tubuli, imbrunenti con la maturità. Il gambo, di 40-80 x 10-20 mm, è pieno, cilindraceo, diritto o leggermente incurvato, ingrossato e anche appuntito verso la base, ricoperto da granulazione giallo – bruno nerastre su colore di fondo giallo limone nella parte alta che si schiarisce al giallo biancastro in quella mediana e ocraceo con sfumature rosate alla base dove sovente sono presenti formazioni miceliari, concolori. La carne è inizialmente soda, poi molle nel cappello e fibrosa nel gambo, di colore giallo chiaro, giallo cromo con la maturità, con odore debole di fenolo e sapore dolce. Cresce in gruppi numerosi, associato esclusivamente a Pino a due aghi, dall’estate all’autunno inoltrato.

È un gradevole commestibile (scartate il gambo se troppo fibroso) da utilizzare specialmente nei misti con altri funghi eduli. È facilmente confondibile con Suillus granulatus che però si caratterizza per la presenza di goccioline lattiginose emesse dai pori. Di entrambi va sempre eliminata la cuticola del cappello perché può causare effetti gastroenterici lassativi.

Conclusione:

Solo la conoscenza delle specie raccolte preserva da gravi rischi alla nostra salute.

Come già vi accennavo la scorsa settimana ci avviciniamo verso la conclusione di questi miei articoli sui funghi che si concluderà mercoledì prossimo 29 maggio. Spero poi di rivedervi nei boschi di Montecampione dove sarò ben felice di proseguire sul campo ciò che ho cercato (spero) di trasmettervi in questi mesi… non stancandomi mai di ricordarvi questa mia “raccomandazione” (che vale anche per me)… “conservate sempre una elevata dose di dubbio perché questo vi aiuterà ad essere prudentissimi… perché con i funghi non si scherza!”

Intanto vi informo che mercoledì 29/5 vi parlerò di Tartufi… “Come? Tartufi a Montecampione…? Mi sembra di vedervi strabuzzare gli occhi!!!”

Sinceramente non lo so…. forse sì, forse no…. Bisogna provare a cercarli, intanto, mercoledì prossimo comincerò a parlarvene… adesso vi presento alcuni miei Amici, che presto conoscerete e con i quali proveremo a cercare i tartufi.

a sinistra : Anita e Dario Dogali (da Piancamuno-Rovato)

in centro: Spedy, Schon e Paolo Bolis (da Salò)

a destra: Pepita e Ezio Venturini (da Caino)

Arrivederci e buon fine settimana a tutti, vi saluto cordialmente, alla prossima…

Dario Dogali


Qui l’elenco dei funghi che sono stati argomento della rubrica da quando è nata (21/11/18).

AVVERTENZA : Indicazioni o considerazioni, riguardanti la commestibilità dei funghi trattati, non devono in alcun modo essere considerate informazioni sicure per la raccolta ed il consumo degli stessi. Pertanto ci si deve astenere dal consumare funghi solo sulla base di queste indicazioni o della presunta somiglianza con le fotografie pubblicate. Si declina pertanto qualsiasi responsabilità, sia penale che civile, derivante dalla inosservanza di questa avvertenza.

E’ buona cosa leggere sempre e comunque:

Informazioni generali

Glossario

Biografia di Dario Dogali

Nota bene: Il testo di colore ROSSO nelle pagine della rubrica sui funghi, indica pericolo e non commestibilità.


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