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Bresciaoggi – «Elena e Nadia Fanchini? Due vere grandi stelle»

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L’addio all’attività agonistica di Elena e Nadia Fanchini era nell’aria da tempo ma, nonostante l’evidenza dei fatti, gli addetti ai lavori hanno sperato fino all’ultimo in un ripensamento. Che non c’è stato ed è giusto così. Gli appassionati di sci ieri hanno subissato di messaggi le campionesse di Montecampione, compresi coloro i quali le hanno allenate per più di 25 anni. Da Bendotti a Belingheri, da Parravicini a Magoni, per finire con Tino Pietrogiovanna e Alberto Ghidoni. Tino Pietrogiovanna, valtellinese doc, nazionale ai tempi della valanga azzurra, ha fatte esordire Elena e Nadia in Coppa del mondo in Alta Val Badia e Santa Caterina Valfurva. «Due atlete molto brave e davvero in gamba – dice – perché sono riuscite a superare momenti molto difficili per i frequenti infortuni. Nadia l’ho convocata per il gigante in Alta Val Badia nel 2003, Elena per la discesa libera a Santa Caterina vicino nel 2005. Anche se giovani, non hanno deluso le aspettative: sono state subito performanti anche ai massimi livelli. Ai mondiali valtellinesi del 2005 Elena è stata splendida seconda, Nadia ha chiuso quarta. E alla rassegna iridata juniores di Bardonecchia hanno conquistato due ori, due argenti e un bronzo». COSÌ le descrive Pietrogiovanna: «Veloce come poche al mondo Elena, dotata di tecnica sopraffina Nadia: due campionesse a tutto tondo. Rimpianti? Non averle allenate e guidate alle Olimpiadi di Torino 2006: al termine della stagione precedente la Fisi ha deciso di raggruppare i tecnici delle squadre femminili e maschili. Peccato… Ora devono guardare al futuro e sono certo riusciranno ad essere campionesse anche nella vita perché sono due ragazze fenomenali». Alberto Ghidoni, bresciano di San Colombano, per 10 anni azzurro, per quasi 30 allenatore, prima delle Alpi Centrali e poi delle Nazionali azzurre, ha vissuto con Nadia e Elena un bel periodo sportivo: «Parlare delle sorelle Fanchini è quasi un invito a nozze per me. Elena è stata un talento spaventoso delle prove veloci, Nadia un autentico carro armato. Determinatissima, ha sempre raggiunto gli obiettivi prefissati. Elena, oltre ad avere una fantastica sensibilità di piede, riusciva a fare velocità con grande facilità: è nata per sciare insomma. Gli infortuni le hanno sicuramente penalizzate, ma sono riuscite a fornire rendimento altissimo dall’inizio alla fine della loro carriera. In alcuni periodi sono state semplicemente devastanti: nel 2008-2009 Nadia sper un soffio non ha vinto la coppa di specialità in supergigante, superata sul filo di lana dalla fuoriclasse americana Vonn. In discesa quell’anno ha chiuso terza. Sua sorella Elena l’ho vista vincere a Lake Louise nel 2005: una discesa da favola. Brave, bravissime». UN RUOLO significativo nella carriera delle atlete delle Fiamme Gialle l’ha avuto anche Franco Zecchini, da alcuni anni presidente della Fisi regionale, in precedenza responsabile tecnico dei comitato provinciale e lombardo: «Conservo un bel ricordo dei tempi in cui Elena e Nadia Fanchini hanno difeso i colori bresciani e regionali. Ne ricordo in particolare 3: la gara sulla Misa del Gaver vinta da Nadia sulla sorella in lacrime; il successo al Topolino proprio di Elena. Quando è andata a Whistler Mountain in Canada per le finali mondiali abbiamo messo in campo la nostra organizzazione per favorirne il viaggio». C’è un altro episodio legato a Elena: «Al primo intervento chirurgico eseguito da un ortopedico in provincia di Bergamo qualcosa non era andato per il verso giusto e allora, attraverso il dottor Guglielmo Marrale, l’abbiamo messa a contatto con il dottor Giacomo Stefani, in seguito l’ortopedico di fiducia delle 3 sorelle. Ho sempre cercato di agevolarle, lo meritavano per la serietà».

Angiolino Massolini

Sorgente: «Elena e Nadia Fanchini? Due vere grandi stelle» | Sport


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