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Bresciaoggi – I 7 cavalieri che fecero l’impresa sulla porta di casa

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Vincere una corsa tra i professionisti è molto difficile, riuscirci sulla porta di casa davanti a parenti e amici ancora di più: richiede una forza morale eccezionale, considerata anche l’attesa snervante del pre-gara. Bresciabici però vanta una tradizione straordinaria e ha festeggiato per ben 7 volte i suoi beniamini: Michele Dancelli, Davide Boifava, Fausto Bertoglio, Pierino Gavazzi, Domenico Perani, Bruno Leali, Enrico Zaina. A rompere il ghiaccio è stato Michele Dancelli il 17 maggio 1964 nella seconda tappa del Giro d’Italia scattata da Riva del Garda, terminata sul Cidneo davanti a pubblico numeroso e entusiasta. La tappa prima di entrare in territorio bresciano percorse la sponda veronese del lago di Garda. E quando la corsa si spaccò l’ex muratorino di Castenedolo si fece trovare pronto ed entrò nella fuga decisiva. In Castello con uno scatto perentorio riuscì a prevalere con 2” di vantaggio su Nevio Vitali, 3” su Carlo Chiappano, Enzo Moser, Carlo Brugnami. Risultato? vittoria di tappa e conquista della maglia rosa, sfilata al compagno di squadra Giancarlo Polidori: primo bresciano a conquistare successo parziale e leadership nella corsa rosa. SETTE ANNI abbondanti dopo, il 2 giugno 1971 toccò a Davide Boifava aggiudicarsi la dodicesima tappa del Giro d’Italia: la Desenzano-Serniga di Salò contro il tempo. Il biondo di Nuvolento riuscì a mettere in fila alcuni specialisti della cronometro in virtù di un finale a dir poco eccezionale. Ole Ritter fu secondo a 7”, Felice Gimondi terzo a 33”, Gosta Pettersonn quarto a 1’13”, Herman Van Springel quinto a 1’24”, Gianni Motta sesto a 1’24”. Il provagliese Pierfranco Vianelli e il camuno Roberto Sorlini chiuse al quindicesimo e diciassettesimo posto con 2’24” e 2’32” di ritardo. Claudio Michelotto conservò la maglia rosa con 2’13” di vantaggio su Aldo Moser, mentre Pierfranco Vianelli, Davide Boifava e Michele Dancelli occuparono la quindicesima, trentaquattresima, quarantaquattresima posizione con 36’47”, 57’40”, 1h12’04” di distacco. Boifava subito dopo aver concluso la cronometro tornò in albergo al Belle Rive di Salò e apprese di avere vinto la tappa. Quando il risultato venne ufficializzato insieme all’amico fraterno Gabriele Scalmana saltò sulla 124 di Antonio Inzoli per raggiungere l’arrivo e sottoporsi al controllo medico. La fiumana di gente che scendeva da Serniga però bloccò l’auto. Risultato? Una ventina di tifosi sollevarono di peso l’auto che scese a Salò e raggiunse Serniga dal versante di Gardone Riviera. Boifava riuscì a sottoporsi al controllo medico per il rotto della cuffia. Tre anni dopo nel classico appuntamento del 16 agosto a Piancamuno-Montecampione, salì alla ribalta Fausto Bertoglio. Nella corsa in linea con arrivo a quota 1.200 superò Costantino Conti, Giovanni Battaglin, Roberto Poggiali, Giacinto Santambrogio, Enrico Maggioni, Felice Gimondi, Walter Riccomi. Nel pomeriggio si disputò la corsa a cronometro dove il campione di San Vigilio brillò nuovamente su Costano Conti staccato di 12”, Giovanni Battaglin distanziato di 25”, Roberto Poggiali giunto a 41”, Giacinto Santambrogio quinto a 1’16”. Naturalmente vinse la combinata. Il bassaiolo Giovanni Varini concluse undicesimo, Pierino Gavazzi quindicesimo, Roberto Sorlini diciassettesimo. IL 25 GIUGNO 1978 a Odolo nel campionato italiano è stato Pierino Gavazzi a imporsi. Sul circuito a forma di otto comprendente le ascese di Agnosine e Preseglie il provezzese si diede al rush finale insieme ad altri 6 concorrenti. Nella volata in leggera ascesa davanti allo stabilimento Leali sfoderò uno sprint che annichilì gli avversari: Francesco Moser in maglia iridata, Beppe Saronni, Vittorio Algeri, Alfio Vandi, Vladimiro Panizza, Giovanni Battaglin. In quell’edizione del tricolore fu ottavo Angelo Tosoni, mentre Alessio Antonini chiuse undicesimo. Il 9 agosto 1983 salì alla ribalta Domenico Perani, splendido vincitore a Manerba sul Garda nella terza tappa della Ruota d’Oro. Nello sprint a ranghi compatti riuscì a prevalere su Giovanni Mantovani, Patrizio Gambirasio, Silvano Riccò, il lodettese Giuseppe Martinelli, il solito Pierino Gavazzi. Per Dodo, cresciuto al Gs Ospitaletto, un successo di grande prestigio colto al cospetto del campione italiano Pierino Gavazzi e del campione del mondo Beppe Saronni. In quella edizione della corsa organizzata da Mino Baracchi i bresciani la fecero da padroni: nel prologo si affermò Roberto Visentini, nella tappa precedente colse il successo. Guido Bontempi. La vittoria finale andò a Visentini. L’ANNO DOPO nella stessa breve corsa a tappe centrò la vittoria per distacco il 26 agosto a Salò il gavardese Bruno Leali. Decisivo l’allungo operato sul Serniga dove riuscì a sparigliare le carte e concludere con 21” di vantaggio su Guido Van Calster, Giovanni Mantovani, Pierino Gavazzi, Ezio Moroni. Vinse a pochi metri dalla Trattoria l’Orologio gestito da Marika Regosa che sarebbe diventata sua moglie, mentre patron Achille Prandelli pianse come un bambino: «Sono felicissimo per Bruno perché è un ragazzo molto speciale che meritava di vincere a poca distanza da casa sua». Conquistò anche il primato con 19” su Guido Van Calster, Leali, ma nella tappa successiva venne detronizzato dallo svizzero Serge Demierre e concluse secondo con 12” di distacco. Settimo e ultimo bresciano a cogliere il successo nella nostra provincia è stato Enrico Zaina, navese doc, primattore il 17 aprile 1999 nella terza tappa della Settimana Lombarda by Bergamasca, a Roncadelle. Lo stambecco di Nave quel giorno dominò gli avversari sulla scalata del Muratello.. Solo Raimondas Rumsas cercò di ostacolarlo, invano. Con la vittoria Zaina conquistò anche la leadership che perse però nella cronoscalata finale in terra bergamasca vinta proprio da Rumsas. Non ha centrato la vittoria ma ha ottenuto due podi al Giro il provezzese Pierino Gavazzi: il 26 maggio 1978 ha chiuso secondo la tappa Trento-Sarezzo a 18” dal vincitore solitario Giuseppe Perletto scattato sul Polaveno. Il 2 giugno 1980 è salito sul terzo gradino nella frazione Gatteo Mare-Sirmione preceduto allo sprint da Beppe Saronni e il francese Bertin.

Angiolino Massolini

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