I ♥ MONTECAMPIONE

Montecampion'è per sempre!

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11/02/2023L’ultimo saluto alla campionessa di sci 37enne morta mercoledì sera. Applausi e palloncini in cielo per renderle omaggio Un amore troppo grande per la piccola Solato. Duemila persone sono salite nella piccola frazione di Pian Camuno per l’ultimo saluto a Elena Fanchini, la campionessa di sci morta mercoledì sera a 37 anni dopo la battaglia contro il cancro. Tutta la comunità di Pian Camuno e Montecampione, ma anche sportivi, ex compagne di squadra e non solo si sono stretti intorno al marito Denis, a mamma Giusy e papà Sandro, alle sorelle Nadia e Sabrina per i funerali. Un silenzio composto ha accolto il feretro, giunto accompagnato da un corteo a piedi dalla casa di Elena, applausi scroscianti hanno poi rotto il silenzio nel momento dei ricordi, in chiesa, davanti alla bara avvolta dal tricolore e con un pettorale di partenza della camuna. Poi, all’uscita della piccola parrocchiale di san Giovanni Battista, palloncini liberati in cielo per l’ultimo addio. Fabio Tonesi Sorgente: Elena Fanchini, in duemila ai funerali di Solato per dirle addio – Giornale di Brescia [...] Leggi di più...
11/02/2023Una giovane campionessa di sci e amante dello sport è venuta a mancare, stroncata da una grave malattia che l’aveva colpita nel 2018. Un lutto che lascia senza parole.  Era stata aggredita da un grave tumore cinque anni fa, nel 2018, quando aveva 32 anni e si stava preparando per le Olimpiadi. Le cure sembravano aver sortito effetto. Ma il male si è poi ripresentato la scorsa estate, due anni dopo il ritiro dall’agonismo, e dopo mesi terribili non le ha purtroppo lasciato scampo. La Valcamonica ha perso nelle scorse ore una delle sue stelle più grandi luminose: la campionessa di sci Elena Fanchini. L’atleta, una ragazza bellissima, solare e piena di gioia di vivere, se ne è andata a soli 37 anni, lasciando senza parole familiari, colleghi, amici e un po’ tutti noi. Il lutto improvviso che ha sconvolto il mondo dello sport (e non solo) Elena Fanchini, nata e cresciuta a San Maurizio di Monteampione ma poi residente a Vissone di Piancamuno (Brescia), era sorella di Nadia e Sabrina, anche loro sciatrici di alto livello. Ed era un’affermata atleta olimpionica, con all’attivo decine di gare e vittorie. In particolare, ha trionfato nella coppa del mondo ben due volte: nel 2005 a Lake Luoise in Canada e poi a Cortina d’Ampezzo. La sciatrice di discesa libera aveva dato l’annuncio della malattia alla vigilia dei Giochi invernali di Pyeongchang nel 2018, ai quali aveva dovuto rinunciare proprio a causa del tumore al colon che l’aveva aggredita. In carriera ha vinto anche un argento mondiale in discesa nel 2005 a Bormio. A gennaio Sofia Goggia le aveva dedicato al vittoria in discesa a Cortina: “Eli è per te”, aveva detto l’olimpionica. E lei le aveva risposto: “Quel pettorale rosso mi ha regalato un sorriso”. lena Fanchini era diventata testimonial dell’Airc e aveva reso la sua testimonianza in occasione della giornata delle arance del 2021: “Come sportiva ho sempre tenuto un corretto stile di vita – aveva spiegato -. Niente fumo né alcol, tanta attività fisica e un’alimentazione bilanciata in cui abbondano frutta e verdura. Ho scoperto che il mio tumore è di origine genetica, eppure nella mia famiglia non ci sono mai stati casi di tumore, ma credo nell’importante ruolo della prevenzione”. Parole che ora sono come un pugno al cuore. Il tumore al colon è purtroppo uno dei più diffusi in Italia, con 50mila nuove diagnosi ogni anno. Un’équipe di ricerca dell’Università di Bologna ha scoperto che in Europa c’è stato un aumento nei morti per cancro al colon-retto dell’11,9% a causa della pandemia di Coronavirus Sars-CoV-2. La diffusione del Covid ha infatti causato ritardi negli screening salva-vita, riducendo il tasso delle diagnosi precoci della neoplasia, con conseguenze letali. Enrico Del Sero Sorgente: Grave lutto nel mondo dello sport italiano: muore a soli 37 anni   [...] Leggi di più...
11/02/2023Winter Tour Valle dei Segni Sabato 4 marzo si svolgerà la VI edizione di Ciaspolando sotto il Muffetto, la ciaspolata in notturna al Plan di Montecampione ad Artogne. Partenza prevista alle ore 19.00 dal complesso Le Baite 1800: il percorso si snoda su due tracciati non competitivi di circa 4 km e 8 km con un dislivello che varia tra 100 e 250 metri. Lungo i percorsi ci saranno punti ristoro e all’arrivo è previsto il buffet. In allegato il programma completo. Per info e iscrizioni: sul sito della pro Loco di Artogne è consultabile il regolamento. Il programma completo del circuito di ciaspolate e raduni di sci d’alpinismo sulle montagne della Valle Camonica è disponibile qui: Winter Tour Valle dei Segni  Sorgente: Ciaspolando sotto il Muffetto 2023 a Montecampione da 04/03/2023 al 04/03/2023   [...] Leggi di più...
10/02/2023Conoscere Elena Fanchini, come persona e come atleta, per la Federazione Italiana Sport Invernali, è stato un privilegio. Perché la campionessa di Montecampione, al mondo dello sci ha dato tutta se stessa, e chi come la Fisi ha seguito con orgoglio ed emozione ogni sua impresa sportiva, condividendo con la persona, oltre che con l’atleta, gioie e sofferenze, vuole oggi, in questo momento di dolore, di esprimere il proprio ringraziamento ad Elena Fanchini, per tutto quello che ha dato al mondo dello sport, allo sci, alla Federazione, per l’esempio che ha saputo dare, restando sempre umile e legata alle sue origini e alla sua Valle Camonica, per tutti i sorrisi che ha saputo regalare, anche nei momenti più bui, quando dopo una caduta trovava la forza di rialzarsi, quando dopo aver sconfitto un tumore per la prima volta, si è ritrovata di nuovo a combatterlo, con la forza e il coraggio che solo una campionessa, nello sport come nella vita, può avere. Elena Fanchini si è spenta all’età di 37 anni, nella sua casa di Solato di Piancamuno, circondata dall’affetto dei suoi famigliari a cui va in queste ore il cordoglio di tutta la grande famiglia della Fisi Alpi Centrali, che si aggiunge ai tanti messaggi di vicinanza che giungono dalla squadra femminile di Coppa dlel mondo di sci alpino, dalle big dello sci mondiale che hanno condiviso con Elena vittorie e sconfitte e che hanno tifato per lei durante la sua sfida più dura, quella contro la malattia. Nel frattempo la Valle Camonica si appresta ad ospitare amici, conoscenti e tifosi che giungeranno numerosi questo sabato mattina nella piccola frazione di Solato dove alle 10.30 sono in programma i funerali. I Comuni di Piancamuno e Artogne hanno proclamato il lutto cittadino e l’amministrazione di Piancamuno ha messo a disposizione un servizio di bus navetta dal parcheggio in zona industriale e in via provinciale, per tutti coloro che vorranno stringersi attorno alla mamma Giusi, a papà Sandro, alle sorelle Nadia e Sabrina e ai famigliari. Sorgente: +Valli TV – LA FISI: “UN PRIVILEGIO CONOSCERE ELENA FANCHINI”   [...] Leggi di più...
10/02/2023Una carriera lunga 23 anni e ricca di successi: tutto ebbe inizio il 16 gennaio 1994 sulla pista Fodestal di Montecampione. Quel giorno Elena Fanchini affrontò la sua prima gara praticamente sulla porta di casa, dove concluse seconda dietro la sorella Nadia. Elena era al secondo anno della categoria baby, Nikky al primo. Dovette attendere il 6 febbraio per festeggiare la sua prima vittoria. Poi una sequela di successi e podi. Quando gareggiava insieme a Nadia divideva le prime 2 posizioni che spesso si invertivano, mentre quando era da solo non sapeva fare altro che vincere. Prima di debuttare nella categoria giovani ha conquistato numerosi titoli provinciali e regionali. Il primo podio tricolore lo ha ottenuto nel febbraio 1998 a Limone Piemonte dove giunse seconda nel superG ragazze. L’anno dopo a Sappada il primo oro nello slalom allieve. Poi il clamoroso tris a Ravascletto 2000 dove vinse slalom, supergigante e gigante allieve. A Colere si affermò nella discesa libera giovani. Prima di debuttare tra le grandi si affermò nel Trofeo Topolino nel 1998 sul Monte Bondone dove fece suoi i due giganti nazionali e internazionali. In aprile disputò la finalissima della più prestigiosa rassegna giovanile a Whistler Mountain in Canada dove conquistò un oro e un argento nel gigante e un altro primo posto tra i pali. Fu primattrice naturalmente anche al Pinocchio sugli sci dove primeggiò all’Abetone nel 1997. Quindi il settebello tricolore negli assoluti di discesa libera a Colere 2005, Santa Caterina Valfurva 2007, Passo San Pellegrino Falcade 2010, Pila 2011, Roccaraso 2012, Sella Nevea 2015 e 2016. Nel 2006 a Santa Caterina Valfurva 2006 chiuse seconda, mentre l’anno dopo nella stessa località giunse seconda in supercombinata. A Bardonecchia 2008 si classificò sempre seconda nelle 2 gare veloci. Nella categoria maggiore ha disputato tre Olimpiadi a Torino 2006, Vancouver 2010, Sochi 2014. Il miglior risultato; il 12° posto nella libera di Sochi. Sei le partecipazioni ai Mondiali: Santa Caterina Valfurva 2005, Are 2007, Garmisch Partenkirchen 2011, Schladming 2013, Vail Beaver Creek 2015, Saint Moritz 2017. Brilla l’argento di Santa Caterina Valfurva 2005. A Schladming 2013 è stata nona in libera e quinta in quella valida per la supercombinata. All’ultima apparizione ha chiuso al 15° posto in libera. In Coppa del Mondo ha debuttato il 6 gennaio 2005 a Santa Caterina Valfurva dove è stata al 17° posto: risultato replicato il giorno dopo. Dopo 173 presenze ha chiuso 39ª a Val d’Isere il 17 dicembre 2017, pochi giorni prima che si ammalasse con il pass per le Olimpiadi coreane in tasca. Nel Circo Bianco ha vinto due volte: a Lake Louise il 2 dicembre 2005 e il 16 gennaio 2015 a Cortina d’Ampezzo. Il 29 novembre 2013 e il 5 dicembre dello stesso anno ha concluso in terza posizione a Beaver Creek e Lake Louise. In Coppa del Mondo ha gareggiato in 12 Paesi: Italia, Stati Uniti, Canada, Francia, Austria, Svizzera, Svezia, Norvegia, Germania, Russia, Bulgaria, Andorra, per un totale di 27 località. Lake Louise è il posto che l’ha vista più protagonista: 35 volte. A Cortina d’Ampezzo le sue presenze sono 29 e non è un caso che abbia vinto le 2 gare di Coppa in Canada e nella Perla delle Dolomiti. Angiolino Massolini Sorgente: A Montecampione i suoi primi trionfi | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
10/02/2023Le tre sorelle Fanchini unite da un legame indissolubile. Sabrina, la più giovane, ricorda così Elena: “Noi tre saremo insieme per sempre”. Erica Calissi Sorgente: Sorelle Fanchini, un legame indissolubile – TeleBoario   [...] Leggi di più...
10/02/2023PROCLAMAZIONE LUTTO CITTADINO PER SABATO 11/02/2023 PER ELENA FANCHINI Prot. N. 11>56 Artogne li, 10.02.2023 Oggetto:  ORDINANZA N. 05/2023 IL SINDACO PREMESSO che il giorno 08 febbraio 2023 è purtroppo venuta a mancare agli affetti di familiari, amici e della comunità tutta la stimata concittadina Elena Fanchini; DATO ATTO che la cerimonia funebre avrà luogo Sabato 11 febbraio 2023 alle ore 10:30 a Solato presso la Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista; RITENUTO di interpretare il sentimento dell’intera comunità, profondamente colpita da questa drammatica notizia, e che ha manifestato unanime desiderio di partecipazione al dolore dei familiari di Elena; RITENUTO pertanto doveroso proclamare il lutto cittadino in segno di cordoglio, vicinanza e riflessione; VISTO il Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267/2000 e s.m.i.; ORDINA La proclamazione del lutto cittadino per il giorno sabato 11 febbraio 2023, giorno nel quale si svolgeranno le esequie di Elena Fanchini. L’esposizione delle bandiere a lutto negli edifici comunali e negli altri uffici pubblici. INVITA I titolari di attività commerciali e di pubblici esercizi ad evitare di porre in essere comportamenti che contrastino con lo spirito del lutto La cittadinanza tutta a tenere comportamenti ed evitare iniziative che contrastino con il carattere luttuoso della cerimonia e del decoro urbano   La presente ordinanza è trasmessa alla Prefettura di Brescia ed alla Stazione Carabinieri di Artogne. E’ fatto obbligo a chiunque spetti, osservare e/o far osservare la presente Ordinanza.   Sorgente: ORDINANZA 5/2023 – PROCLAMAZIONE LUTTO CITTADINO PER SABATO 11/02/2023 | Comune di Artogne   [...] Leggi di più...
10/02/2023Lutto cittadino per Elena Fanchini Si avvisa la cittadinanza che è stato proclamato per domani 11.02.2023 il lutto cittadino per le esequie della cara Elena Fanchini, azzurra di sci, prematuramente scomparsa L’Amministrazione comunale mette a disposizione un servizio di bus navetta per consentire la partecipazione al rito funebre che avrà luogo nella piccola frazione di Solato. Sono stati individuati due luoghi di parcheggio da dove partirà il servizio di bus navetta e più precisamente: – parcheggio in zona industriale (Planet Kart) – parcheggio in Via Provinciale (adiacente al supermercato Migross). I bus navetta saranno disponibili presso i due parcheggi sopra indicati a partire dalle ore 8:30 e svolgeranno il servizio di andata e ritorno con passaggio anche da Piazza Verdi. Per chi proviene da Montecampione e da Vissone sarà possibile parcheggiare presso il campo sportivo di Solato. Il gruppo comunale di Protezione Civile coadiuverà le operazione fornendo le indicazioni a chi proviene dalla superstrada SS.42. Sorgente: Proclamazione lutto cittadino e organizzazione servizio bus navetta per partecipazione alle esequie | Comune di Pian Camuno   [...] Leggi di più...
10/02/2023A disposizione i bus navetta per raggiungere Solato Le amministrazioni comunali di Piancamuno e di Artogne, nell’interpretare il sentimento dell’intera comunità – profondamente colpita dalla morte della sciatrice di Montecampione Elena Fanchini, e che ha manifestato unanime desiderio di partecipazione al dolore dei familiari – hanno proclamato per sabato, giorno dei funerali, il lutto cittadino. I sindaci Ramazzini e Bonicelli ordinano inoltre l’esposizione delle bandiere a lutto negli edifici comunali e negli altri uffici pubblici, e invitano i titolari di attività commerciali e di pubblici esercizi ad evitare di porre in essere comportamenti che contrastino con lo spirito del lutto cittadino. Inoltre gli enti metteranno a disposizione un servizio di bus navetta per consentire la partecipazione al rito funebre, che avrà luogo nella chiesa di Solato, in modo da non intasare le vie della piccola frazione. Sono stati individuati due luoghi di parcheggio da dove partirà il servizio di bus navetta: il parcheggio in zona industriale e il parcheggio in Via Provinciale a Piancamuno. I funerali si terranno alle 10:30, pertanto i bus saranno in loco a partire dalle 8:30 e svolgeranno il servizio di andata e ritorno, con passaggio anche da Piazza Verdi. Per chi proviene da Montecampione e da Vissone sarà possibile parcheggiare presso il campo sportivo di Solato. Le esequie della campionessa di sci saranno trasmesse in diretta dall’emittente locale Teleboario sul canale 81. Linda Bressanelli Sorgente: Lutto cittadino ad Artogne e Piancamuno nel giorno dei funerali di Elena Fanchini | Radio Voce Camuna   [...] Leggi di più...
09/02/2023Appuntamento, come per tutte le due settimane della rassegna iridata di Courchevel Méribel, questa sera dalle ore 19.00 in diretta sul sito, sulla pagina Facebook e sul canale YouTube di NEVEITALIA. Nel salotto condotto da Alessandro Genuzio, partiremo dal ricordo della campionessa azzurra scomparsa nelle scorse ore. La quarta puntata in versione Mondiale di “Ghiaccio Verde”, in diretta su NEVEITALIA con il nostro Paolo De Chiesa, per rivivere quanto successo oggi sulle nevi francesi, partendo però dall’omaggio, doveroso, ad una dolce stella del nostro sci che ci ha lasciati, visto che la morte di Elena Fanchini ha lasciato tutti con un vuoto enorme per quanto, anche a livello umano, la campionessa di Montecampione ha trasmesso nei suoi tanti anni nel circo bianco. La gara iridata di giornata, della quale analizzeremo ogni dettaglio tecnico, è il super-g maschile che parla canadese con il colpaccio di James Crawford, capace di battere per un solo centesimo Kilde, mentre i grandi delusi sono Odermatt e Kriechmayr, fuori dal podio che si è preso ancora uno splendido Pinturault. E gli azzurri? Malino, e un gran peccato per la prova di Paris, caduto fortunatamente senza troppi danni, pensando già alla discesa. Vi aspettiamo, dalle ore 19.00, con la possibilità per gli appassionati di rivolgere domande in diretta: potrete seguire la puntata su neveitalia.it, sulla nostra pagina Facebook, sui canali YouTube e Twitch. Sorgente: ‘Ghiaccio Verde’ con Paolo De Chiesa per rendere omaggio a Elena Fanchini e parlare del super-g mondiale   [...] Leggi di più...
09/02/2023Si è spenta ieri sera nella sua casa a Pian Camuno Elena Fanchini. Aveva solo 37 anni, e combatteva contro la malattia dal 2018. A piangerla, il marito Denis e tutta la famiglia insieme all’intera valle Camonica. Sorgente: Elena, la leonessa cresciuta a Montecampione – TeleBoario   [...] Leggi di più...
09/02/2023A soli 37 anni la malattia si porta via l’ex velocista. Da Montecampione fino all’argento iridato in discesa Non temiamo di cadere nella retorica, se diciamo che Elena Fanchini è stata un esempio di grinta e coraggio. Lo è stata sugli sci, vincendo e cadendo, rialzandosi sempre dopo i tanti infortuni, perfino dopo un tumore. Quella malattia subdola che s’è ripresentata negli ultimi mesi e l’ha portata via per sempre ieri, in una fredda sera di febbraio, a soli 37 anni. Il dolore Elena, classe 1985, lascia troppo presto un vuoto immenso. Nella sua famiglia, unita più che mai, in mamma Giusy e in papà Sandro, nelle sorelle minori Nadia Fabio Tonesi Sorgente: Le lacrime per Elena Fanchini: addio, campionessa coraggiosa | Giornale di Brescia [...] Leggi di più...
09/02/2023La campionessa è deceduta, dopo una lunga lotta con un tumore, nella sua casa a Solato, in provincia di Brescia Il nostro paese perde una campionessa che ha contribuito a scrivere una pagina indelebile della disciplina. “Sono arrivata a questa decisione con molta sofferenza, avrei voluto concludere diversamente la mia carriera. Sono consapevole che, fisicamente e mentalmente, non posso tornare a gareggiare in Coppa del Mondo. Mi mancherà tantissimo lo sci e tutto il suo contorno. Ringrazio la mia famiglia, la Federazione, le Fiamme Gialle, gli sponsor e i miei meravigliosi tifosi. Vi abbraccio!”. Così l’atleta azzurra annunciava, assieme alla sorella Nadia, il ritiro all’attività agonistica, il 22 aprile 2020. Prima di tre sorelle (seguita da Nadia e Sabrina), tutte protagoniste della storia recente dello sci alpino italiano, Elena aveva già affrontato un tumore nel 2017, uscendone vincente, ma sfortunatamente la scorsa estate si è presentata una ricaduta e le sue condizioni sono peggiorate. Tra i maggiori traguardi del suo palmarès ricordiamo un argento nella discesa libera a Bormio/Santa Caterina Valfurva 2005, un argento nella discesa libera ed un bronzo nel supergigante, entrambi a Bardonecchia 2005, oltre al primo posto nelle coppe del mondo di Lake Louise 2005 e Cortina d’Ampezzo 2015. La Fanchini, originaria di Montecampione d’Artogne, ha cominciato a partecipare a gare FIS dal 2001. Il 2003 la vede presente nella nazionale italiana, conquistando il suo primo podio (medaglia di bronzo) il 19 dicembre dello stesso anno, nella discesa libera presso Ponte di Legno/Passo del Tonale. Dopo un intervento chirurgico per una lesione al ginocchio, esordisce nella Coppa del Mondo di Santa Caterina Valfurva, specialità discesa libera. Seguono diverse partecipazioni ai Giochi Olimpici Invernali ed ai campionati mondiali, fino al 12 gennaio 2018. Alla vigilia dei XXIII Giochi olimpici invernali di Pyeongchang, infatti, annuncia di dover “essere costretta a fermarmi” per curarsi da un tumore. Una caduta durante gli allenamenti per il supergigante di Killington le causa un brutto infortunio (frattura di un dito della mano, trauma distorsivo-contusivo al ginocchio sinistro e frattura del perone prossimale) e la costringe a rinunciare anche alla Coppa del Mondo per la stagione 2018-2019. Nessuno avrebbe immaginato che, purtroppo, il supergigante della Coppa del Mondo a Val-d’Isère (17 dicembre 2017) sarebbe stata l’ultima gara della sua carriera. Gli scorsi giorni, dopo il trionfo nella prima tappa della Coppa del Mondo di sci, la sua amica e collega-campionessa Sofia Goggia le aveva dedicato il successo: “Elli è per te, voglio dedicare la vittoria a Elena Fanchini che sta attraversando un momento delicato”. “Quel pettorale rosso mi ha regalato un sorriso” aveva prontamente replicato la Fanchini. Si è unito al cordoglio, anche a nome dell’intero movimento sportivo, Giovanni Malagò, presidente del Coni. Enrico Bessolo Sorgente: Elena Franchini, stroncata da un tumore all’età di 37 anni | News – SardegnaLive   [...] Leggi di più...
09/02/2023Anche l’Inter Club ha espresso dolore e cordoglio dopo la scomparsa della giovane Il dolore per la prematura scomparsa di una grande campionessa ha colpito il mondo dello sport nel suo complesso, fino all’Inter Club di Brugherio. Non solo lo sci: Elena Fanchini, infatti, aveva anche un altro amore, per il calcio e per l’esattezza per i colori nero e azzurro. Un filo e una vita che si sono spezzati a soli 37 anni e che la legavano a Brugherio, essendo socia onoraria dell’Inter Club Black&Blue Legend. In carriera aveva conquistato l’argento nella discesa libera ai Mondiali di Bormio/Santa Caterina Valfurva e due gare di Coppa del Mondo, sempre in discesa. Sorella di Nadia, anche lei argento iridato nel 2013, e di Sabrina, aveva sconfitto la malattia nel 2018 ed era tornata sulle piste, prima di ritirarsi definitivamente nell’aprile 2020. Poi ad agosto dello scorso anno la recidiva. E mercoledì una parola, addio, che nessuno avrebbe mai voluto pronunciare. Nemmeno gli iscritti all’Inter Club brugherese, che potevano avere tra le loro fila una “madrina” e testimonial d’eccezione. Nel 2019,  Fanchini compilò e firmò il modulo che la fece entrare nella loro grande famiglia. A ricordarla il presidente Giovanni Libutti. L’avevamo conosciuta a Montecampione, località dove molti di noi soci, me compreso, abbiamo una casa di villeggiatura. Era animata da un grande tifo e una grande passione. Riposa in pace, campionessa. Ora l’Inter Club sta pensando a un’iniziativa in sua memoria, magari in occasione delle prossima partita in casa, a San Siro, stadio nel quale i brugheresi non mancano mai di far sentire il loro supporto. E chissà che sugli spalti possa apparire uno striscione con su scritto: “Grazie Elena”. Sorgente: L’Inter club di Brugherio saluta la sua iscritta: “Ciao campionessa, grazie di tutto” – Prima la Martesana   [...] Leggi di più...
09/02/2023Il ricordo dell’ex azzurra Elena Fanchini morta a soli 37 anni La Valcamonica ha perso una delle sue stelle più luminose: Elena Fanchini, 37 anni, atleta olimpionica e campionessa di sci. La giovane mamma, ritiratasi dalle gare nel 2020, ha fallito la sua ultima gara: quella contro il tumore all’intestino che aveva sconfitto nel 2018, dopo 10 mesi di dolorose cure e che si era ripresentato questa estate, diventando sempre più aggressivo. A lei la collega e grande amica bergamasca Sofia Goggia lo scorso 20 gennaio ha dedicato la vittoria a Cortina, urlando: “Elly questo è per te”!. Vicino a Elena, quando ieri è spirata nella sua casa di Solato di Piancamuno, c’erano i volti delle sorelle Nadia e Sabrina, anche loro sciatrici di alto livello, dei genitori, del marito, e del resto della famiglia, che subito dopo si è chiusa nel proprio dolore. La campionessa era stata messa sugli sci a pochi anni di età, dopo essere nata a Montecampione, in località San Maurizio. “Ho seguito Elena, Nadia e Sabrina sin da quando erano tre cucciole – ha spiegato il presidente del Comitato Regionale sci Franco Zecchini – e non le ho mai lasciate. Ieri sera ero a Ponte di Legno per una qualificazione agli italiani. Stavo aspettando Sabrina, che è la nostra responsabile regionale per la categoria “Children”. Non è arrivata. Mi ha avvisato con un messaggio che “Elly ha avuto qualche problema”. Purtroppo la svolta non è stata positiva. Elena l’ho conosciuta nel 1999 e con me è cresciuta. Perdo un affetto vero”. Nel giro di pochi minuti la notizia della scomparsa dell’atleta camuna, che tantissimi ricordano non solo per le sue vittorie ma perché lavorava nel bar di famiglia alla piazzetta di Montecampione. Nonostante fosse già una atleta di alto livello non aveva paura di mettersi al bancone con le sorelle. A caratterizzarla erano il sorriso e la gentilezza. Perché Elena era una donna buona, che rappresentava il meglio dello sport e della brescianità, a cui ha sempre tributato amore e rispetto. “Non ho parole. Ho una tristezza infinita nel cuore – rimarca l’ex sciatrice Nicoletta Merighetti, che col marito Silvano Sorio gestisce gli impianti della Val Palot: a pochissimi chilometri in linea d’aria da casa di Elena- Qualche giorno fa ho visto Enrico Serioli, presidente dello sci club Rongai, il primo Club di Elena e delle sue sorelle. Mi ha rassicurato sul fatto che fosse a casa. Lunedì sono state in Valpalot Nadia e Sabrina coi loro bimbi ma non ho avuto coraggio di chiedere. Il nostro mondo, quello dello sci, oggi è devastato. Domenica, qui in Val Palot, abbiamo in programma la gara organizzata dal Rongai. Doveva essere una festa, diverrà una commemorazione”. Non sono mancati il ricordo e il dolore dei sindaci di Artogne Barbara Bonicelli e di Pinacamuno Giorgio Ramazzini. Entrambi conoscevano molto bene Elena: “Siamo storditi e increduli- hanno detto i due primi cittadini – tutti noi abbiamo sperato nel miracolo fino alla fine. Stringiamo i famigliari di Elena nell’ideale abbraccio dei nostri paesi e delle loro località ” Milla Prandelli Sorgente: Valcamonica in lutto “Si è spenta la nostra stella più luminosa” – Cronaca – ilgiorno.it   [...] Leggi di più...
09/02/2023Nadia Fanchini aveva raccontato ad Araberara la battaglia della sorella Elena contro quel tumore che era tornato in estate. La sciatrice camuna è scomparsa ieri, mercoledì 8 febbraio, a 37 anni Gliel’ha insegnato lo sport a combattere, gliel’ha insegnato lo sport a non arrendersi di fronte a niente e a prendersi le vittorie più belle nonostante gli ostacoli che si presentano senza preavviso. Elena Fanchini quella forza ce l’aveva dentro quando i primi giorni del 2018 la malattia, un tumore all’intestino, si è presentata la prima volta. Ad agosto è tornata, senza lasciarle scampo. La sciatrice è scomparsa prematuramente a 37 anni nella serata di mercoledì 8 febbraio, lasciando un vuoto enorme. Elena ha affrontato le cure circondata dall’amore della sua famiglia, che è il guscio più prezioso, e con un’amica speciale come Sofia Goggia, che quel vento in faccia nella discesa di Cortina se l’è preso un po’ anche per Elena.
”‘Regalami quel pettorale rosso… vincente’ – ha detto Sofia – e io ti promisi che, nel caso in cui l’avessi vinta, te l’avrei dedicata, questa gara. Ora posso dirlo, con tutta la forza e la veemenza di cui dispongo, ad alta voce, in quello che è un urlo che esorta a combattere e a non arrendersi: ‘Elly, questa è per te’”. Una dedica dolce, di quelle che ti fanno bene al cuore. “Sofia è un’amica, la sentiamo spesso perché siamo state compagne di squadra, in particolare di Sabrina” raccontava ad Araberara dall’altra parte del telefono Nadia, la sorella di Elena, mentre i suoi due bambini riempiono in sottofondo il silenzio di casa. Erano gli ultimi giorni della sorella Elena: “Le aveva scritto un messaggio qualche giorno prima per dirle che era stata brava e che quel pettorale era bellissimo… qualche giorno dopo è arrivata la dedica. Elena è stata contenta, gliel’aveva chiesto lei”. Un sorriso nel mezzo di una delle ‘gare’ più toste della vita: “È difficile e penso di non poter capire cosa prova Elena, perché non ci sono io al suo posto e forse anche fuori è complicato capire cosa stiamo provando noi, ma come è già successo con la prima neoplasia che ha avuto nel 2018, sta lottando tantissimo, è forte, anche se sono momenti difficili per tutta la famiglia e soprattutto per lei”. Elena quel tumore l’aveva sconfitto dopo dieci lunghi mesi di chemioterapie, radioterapie e altre cure, ed era tornata in pista con quella tenacia di sempre, fino all’infortunio al perone e poi al ritiro nel 2020: “Stava bene, aveva fatto da poco i controlli di routine ai quali sei sottoposto quando hai un tumore di quel tipo ed era tutto a posto. L’anno scorso in estate ha iniziato ad accusare un piccolo dolore alla gamba, così ha deciso di fare delle visite per capire cosa fosse, anche se le hanno confermato che non era nulla di preoccupante. Il dolore però è diventato sempre più insopportabile e ha fatto degli esami più approfonditi… era una recidiva”. Elena ha continuato a combattere con lo stesso coraggio di quella prima volta, ricorda Nadia: “Ha tanta voglia di lottare, non si è mai data per vinta e questa è sicuramente la sua forza. Anche noi ci crediamo, siamo fiduciosi e quindi siamo con lei in tutto e per tutto in questa battaglia”. La sua Montecampione è imbiancata e l’amore per la neve ha continuato a farle battere il cuore: “Seguiamo spesso insieme le gare in tv perché la passione c’è sempre anche se non sciamo più. Le mancano le gare e quando ci troviamo a guardarle non ti nascondo che ci viene un po’ di tristezza per non poter essere lì e doverle guardare dal divano di casa. Sciamo da quando siamo piccoline e abbiamo iniziato a livello professionale quando avevamo quindici, sedici anni, eravamo in Nazionale e siamo rimaste fino a 32 e 33 anni; la nostra è stata una lunga carriera ma purtroppo ostacolata da tanti infortuni, non siamo state per niente fortunate e sai, trovarsi a casa a fare altro e cambiare radicalmente la nostra vita non è stato facile. Cosa proviamo davanti alla tv? Certo, un filo di amarezza c’è, un po’ perché la passione sicuramente non svanisce, anche se comunque sappiamo di aver sempre dato il massimo. Non abbiamo il rammarico di non averlo fatto, però gli infortuni ci hanno limitato troppo e anche Elena dice sempre che non abbiamo dimostrato quello che eravamo veramente… potevamo dare di più, questo è sicuro, ma anche la fiducia viene meno dopo gli infortuni, anche perché sono sempre stati abbastanza gravi. E poi non c’è mai stato un anno in cui ci si poteva rilassare, perché se non subivi infortuni tu, c’era quello della sorella a preoccupare e quindi era un continuo soffrire”. Quattordici mesi di differenza separano Elena, classe 1985, e Nadia, classe 1986, e poi c’è Sabrina che invece è nata nel 1988, non poteva che esserci un legame speciale tra loro: “Abbiamo sempre avuto un rapporto molto stretto e adesso ancora di più, non riusciamo proprio a fare a meno l’una dell’altra. E poi ci sono i nipotini, i miei bambini e quelli di Sabrina, quattro maschietti, che sono la sua gioia e le danno tanta forza, la stanno aiutando tanto in questo periodo. La nostra è una grande famiglia, siamo circondati dall’affetto di mamma Giusy e papà Sandro, i cugini, gli zii, i miei nonni… siamo molto uniti e questa è la cosa più bella”. Le sorelle Fanchini, la carriera, gli infortuni e il ritiro Nadia, Elena e Sabrina Fanchini – che si era ritirata nel 2016 – sulla neve di Montecampione ci sono nate e proprio da quelle prime discese hanno costruito la loro lunga carriera, portando la Valle Camonica nello scenario internazionale dello sci. Tanti i successi, così come gli infortuni che spesso le hanno fermate. Da interventi chirurgici e lunghe convalescenze, Nadia ed Elena si sono sempre rialzate, l’annuncio del ritiro era previsto nel 2020 a Cortina d’Ampezzo durante le finali della Coppa del mondo annullate causa della pandemia. Nadia era diventata mamma di Alessandro l’estate precedente, Elena, dopo aver sconfitto il tumore nel 2018, in autunno era pronta per ritornare alle gare ma pochi giorni prima del gigante di Coppa negli Stati Uniti si era infortunata durante l’allenamento: trauma distorsivo-contusivo al ginocchio sinistro e frattura del perone prossimale. Insomma era tutto da rifare, un’altra volta. Nadia ed Elena erano entrambe appartenenti alle Fiamme Gialle, hanno partecipato a tre Olimpiadi ritrovandosi insieme all’edizione di Torino 2006 e Sochi 2014. La prima ad esordire in Coppa del mondo era stata Nadia il 13 dicembre del 2003 sulle nevi della Val Badia in un gigante insolito per il circuito femminile. Nell’occasione non si qualificò per la seconda manche. Il primo risultato utile era stato il 26esimo posto nel supergigante di Aare del successivo 21 febbraio. Nel 2004 il primo grande risultato, l’oro iridato juniores in supergigante. Per Elena l’esordio è arrivato il 6-7 gennaio 2005 sulle nevi di Santa Caterina Valfurva con due 17esimi posti in discesa libera. Un mese dopo Elena, 19 anni, stupì tutti conquistando l’argento in discesa ai Mondiali di Bormio. Il 6 febbraio sulla pista ‘Deborah Compagnoni’, l’azzurra arrivò a 26 centesimi dalla fuoriclasse croata Janica Kostelic. Cadute, fratture e lesioni alle ginocchia costrinsero Elena e Nadia a lunghi e dolorosi stop. Il più amaro quello di Nadia nel gennaio del 2010 a un mese dalle Olimpiadi di Vancouver quando saltarono in un colpo solo, crociato anteriore, crociato posteriore e collaterali delle ginocchia. Elena si è invece fermata poche settimane prima dell’inizio dei Giochi di PyeongChang 2018 per combattere contro un tumore. L’argento di Bormio per Elena resta l’unica medaglia iridata in una carriera contrassegnata da due vittorie in Coppa, entrambe in discesa, la prima nel dicembre 2005 e la seconda nove anni dopo a Cortina. Più abituata a salire sul podio, 13 volte in Coppa a differenza della sorella (4), Nadia ha vinto la sua prima gara di Coppa il 7 dicembre 2008 a Lake Louise, successo che venne coronato con il bronzo iridato qualche mese dopo in Val d’Isere. Dopo l’argento mondiale nel 2013 a Schladming a soli 16 centesimi dalla ‘Carneade’ francese Marion Rolland (non vinse nulla nella sua carriera), l’ultimo acuto il 20 febbraio del 2016, la vittoria in discesa sulle nevi di La Thuile. Sabrina Pedersoli Sorgente: Gli ultimi giorni di Elena Fanchini: il racconto della sorella Nadia – BergamoNews   [...] Leggi di più...
09/02/2023Elena Fanchini ci ha lasciato, a 37 anni. Ricordiamo oggi il suo impegno come testimone della ricerca, da sempre al fianco di AIRC. Gli appassionati di sport, e non solo, se la ricordano a Cortina d’Ampezzo, il 16 gennaio 2015, quando ha alzato gli sci al cielo per celebrare una straordinaria vittoria nella gara di discesa libera. Per Elena Fanchini, ogni podio è stato una lotta non solo contro le avversarie, ma anche contro la sfortuna. La sua carriera, infatti, è stata costellata da tanti, troppi infortuni, e anche da un tumore. Ad aprile 2020 aveva annunciato il ritiro dall’attività agonistica e il suo sguardo e le parole dimostravano quanto gli fosse pesata questa decisione. “Io e le mie sorelle Nadia e Sabrina siamo sciatrici ‘dentro’. Abbiamo iniziato a 3 anni e siamo arrivate al top realizzando il sogno della nostra vita. Avrei voluto lasciare il campo in modo diverso, ma ho capito che il mio fisico non poteva più reggere ad alti livelli.” Sono stati anni critici quelli trascorsi: l’ultima gara nel dicembre 2017, la voglia di prepararsi per le Olimpiadi in Corea del Sud e poi quell’improvviso malessere che la costringe a una serie di esami. “Quando un medico dell’ospedale Humanitas di Milano mi ha detto che avevo un cancro all’intestino non riuscivo quasi a crederci. Avevo 33 anni, mi sentivo all’apice della carriera ed era una malattia che onestamente non avevo mai visto con i miei occhi, nessuno in famiglia l’aveva avuta.” Ma Elena non si è arresa. Lo sport le ha insegnato lo spirito di sacrificio: ripensa agli allenamenti tosti quando le sue coetanee si divertivano in discoteca, al dolore dopo i tanti infortuni, alla concentrazione infinita delle gare… “Mi sono data uno scopo: volevo tornare a sciare. Pensavo a quello mentre facevo le terapie e ogni cura rappresentava un passo in avanti verso le mie amate piste innevate. Lo consiglio a tutti quelli che combattono contro il cancro: ponetevi un obiettivo, un sogno, anche piccolo. In fondo, chiunque ne possiede uno, e in questi momenti bui bisogna ‘rispolverarlo’: è la meta a cui tendere.” Oggi vogliamo ricordare Elena con quel sorriso che portava sulle sue amate piste da sci. Ciao, Elena, grazie per il tuo impegno come testimone della ricerca, tutti noi di AIRC continueremo a portarlo avanti con il nostro lavoro quotidiano. Stringiamo in un abbraccio i tuoi familiari e amici. Ci mancherai. I familiari di Elena hanno aperto una pagina di raccolta fondi in sua memoria, a sostegno della ricerca. Sorgente: Ciao, Elena   [...] Leggi di più...
09/02/2023Addio alla campionessa Elena Fanchini Stroncata dal tumore con cui aveva a che fare da tempo, è morta a soli 37 anni l’ex sciatrice Elena Fanchini: la malattia le era stata diagnosticata nel 2017, dopo le prime terapie (e la chemio) aveva anche ripreso a gareggiare, poi un altro infortunio, il lungo stop causato dalla pandemia, il silenzio di questi ultimi mesi fino al tragico epilogo. La salma riposa nella sua abitazione di Solato, Pian Camuno, dove è stata allestita la camera ardente. Lascia nel dolore il marito Denis Ottelli Zoletti, i genitori Giusy e Sandro, le sorelle Nadia con Devid e Sabrina con Stefano, gli amati nipotini Nicolò, Alessandro, Davide ed Edoardo, i nonni Piero e Orsola, gli zii e i cugini. Il funerale sarà celebrato sabato mattina alle 10.30 nella chiesa parrocchiale di Solato: venerdì sera è in programma una veglia di preghiera. La famiglia non chiede fiori, ma per volontà di Elena donazioni all’Airc, l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro. La carriera di Elena Fanchini Nata a Lovere, sul lago d’Iseo bergamasco, il 30 aprile 1985, ma cresciuta sulle piste di Montecampione, Elena Fanchini si è messa in luce la prima volta nella discesa libera dei Mondiali di Santa Caterina Valfurva del 2005 quando, a nemmeno 20 anni, conquistò una strepitosa medaglia d’argento alle spalle di Janica Kostelic. Nel suo palmares anche due vittorie in Coppa del Mondo (a Lake Louise nel 2005 e a Cortina d’Ampezzo 10 anni più tardi) e due podi, una vittoria e 4 podi in Coppa Europa, 11 medaglie (tra cui 7 primi posti) ai Campionati italiani, un argento e un bronzo ai Mondiali juniores, tre partecipazioni alle Olimpiadi invernali (Torino 2006 , Vancouver 2010 e Sochi 2014). Una famiglia di campionesse: era sorella di Nadia e Sabrina, anche loro sciatrici di livello internazionale. Il cordoglio per la campionessa Tantissimi i messaggi di cordoglio arrivati in queste ore. “Il presidente Flavio Roda e tutta la famiglia della Federazione italiana Sport invernali è vicina a Nadia, Sabrina, papà Sandro e mamma Giusi in queste tristi ore di sofferenza”, si legge in una nota. La sezione di Brescia della Fisi “si stringe a Denis e alla famiglia Fanchini per la scomparsa di Elena che fino all’ultimo ha lottato con la grinta, la determinazione, la forza che l’hanno sempre contraddistinta. Vogliamo ricordarla per l’amore per lo sci e nei successi della sua straordinaria carriera agonistica. Ciao Elena”. Sorgente: E’ morta a 37 anni la sciatrice bresciana Elena Fanchini   [...] Leggi di più...
09/02/2023Elena Fanchini è stata uno dei talenti più cristallini della squadra di velocità, capace di vincere 2 discese a 10 anni di distanza nel 2005 in Canada e nel 2015 a Cortina Ci sono sfide che anche i grandi campioni preferiscono non affrontare oltre. Ci sono gare dove il traguardo non è la vittoria, ma la liberazione. Dal dolore, dalle ansie. Elena Fanchini lo aveva capito da tempo e con la saggezza delle persone miti ha affrontato tutte le prove che una vita troppo breve le aveva inanellato davanti come le porte di uno slalom troppo gigante per i suoi grandi occhi e il suo sorriso largo, sempre sincero. Ieri sera Elena è morta: classe 1985, la più grande delle sorelle di Montecampione, ha chiuso gli occhi, dopo una lunga malattia che aveva scoperto negli ultimi anni della sua attività, prima del ritiro nel 2017 a pochi mesi dai Giochi Olimpici. Aveva 37 anni, uno in più della sorella Nadia e tre in più rispetto a Sabrina. Le sorelle Fanchini erano e resteranno una cosa sola, uno dei doni più belli dello sci azzurro. Elena era la più forte e la più fragile insieme. Sfortunata, quanto brava. Sette anni fa aveva scoperto quel male per caso, attraverso dei controlli. Da allora aveva combattuto come sempre, vinto ancora poi perso. Sempre accanto alle sorelle che intanto arrivavano pure al termine della loro carriera, ma iniziavano la seconda manche della loro vita. Amore, nozze, figli. Quattro nipotini che per Elena sono stati la linfa fino all`ultimo. Il male si era riaffacciato questa estate, come un avversario senza scrupoli. Sofia Goggia ne aveva parlato poche settimane fa, dedicandole una delle sue vittorie e recapitandole quel pettorale rosso che anche Elena aveva spesso indossato. Fanchini è stata uno dei talenti più cristallini della squadra di velocità, capace di vincere 2 discese a 10 anni di distanza nel 2005 in Canada e nel 2015 a Cortina. In curriculum aveva anche l`argento Mondiale targato Santa Caterina 2005, alle spalle di Janica Kostelic, quando non aveva ancora 20 anni. Gli allenatori parlarono di miracolo. Ciao Elena, campionessa per sempre. Lucia Galli Sorgente: Addio alla dolce ragazza tutto coraggio e velocità – ilGiornale.it   [...] Leggi di più...
09/02/2023E’ deceduta l’ex sciatrice Elena Fanchini. Nel 2018 aveva rinunciato alle Olimpiadi, a causa della sua malattia. A 37 anni l’ex sciatrice azzurra è morta nella sua casa di Solato in provincia di Brescia. Stava combattendo contro un tumore che aveva sconfitto, ma la scorsa estate si era ripresentato con una recidiva. Nata a Lovere il 30 aprile 1985, sorella maggiore di Nadia, atleta di livello della nuova valanga rosa e di Sabrina, Elena in carriera ha vinto un argento nella discesa libera a Bormio ai Mondiali del 2005 quando, a nemmeno 20 anni, arrivò seconda alle spalle di Janica Kostelic. Ha preso parte a sei edizioni iridate e a tre Olimpiadi. In Coppa del mondo conquistò due vittorie in discesa a Lake Louise nel 2005 e dieci anni dopo a Cortina: una carriera in cui non sono mancati gli infortuni, dai quali Elena si era sempre rialzata. “Voglio tornare a sciare” aveva detto non senza commozione quando aveva annunciato di dover sospendere l’attività agonistica prima dei Giochi in Corea. Dopo la guarigione a fine 2018, il ritorno agli sci era durato davvero poco: una caduta in allenamento a Copper Mountain con frattura del perone l’aveva costretta tra le lacrime a dover rinunciare ancora. E sembrava un addio definitivo. Legatissima alla sorella Nadia, proprio con l’azzurra più forte aveva poi annunciato lo stop definitivo della carriera: un addio per due quello delle Fanchini sisters, arrivato ad aprile 2020, con Nadia diventata mamma di Alessandro pochi mesi prima, e Elena decisa a guardare al futuro senza gare. La scorsa estate però il male all’intestino che la sciatrice lombarda non è riuscita a vincere. Il comitato  Fisi Alpi Centrali scrive su Facebook: ” Ha lottato fino all’ultimo, come era nel suo carattere di combattente, Elena Fanchini che si è spenta oggi nella sua casa di Pian Camuno. La malattia che l’aveva colpita alla vigilia delle Olimpiadi del 2018 e che aveva sconfitto una prima volta, è ritornata ancora più forte e si è portata via un puro talento dello sci che, a causa degli infortuni che hanno costellato la sua carriera, non ha raccolto quanto meritava. Nata sciisticamente, e non solo sulle piste di Montecampione, dove il padre era un addetto agli impianti, dopo aver difeso i colori dello Sci Club Montecampione 90 e del Comitato Alpi Centrali, dal 2003 ha fatto parte del gruppo Sportivo delle Fiamme Gialle fino al 2020 quando si è ritirata dall’agonismo per tesserarsi poi con lo Sci Club Rongai Pisogne. Il Comitato tutto, con in testa Franco Zecchini, è vicino in questo triste momento ai famigliari e al marito Denis a cui va il più caloroso abbraccio. Il funerale si svolgerà sabato 11 febbraio alle ore 10.30 nella chiesa di Solato (fraz di Pian Camuno)”. Sorgente: E’ morta l’ex sciatrice Elena Fanchini – Online News   [...] Leggi di più...
08/02/2023Era malata da tempo, a gennaio Sofia Goggia le aveva dedicato la vittoria in discesa a Cortina. È morta a 37 anni l’ex sciatrice azzurra Elena Fanchini. Bresciana di Montecampione, nata il 30 aprile 1985 a Lovere, lottava contro un tumore. Si è spenta nella sua casa di Solato, frazione di Pian Camuno. Era la sorella maggiore di Nadia e Sabrina Fanchini, anche loro sciatrici alpine di alto livello. Nel 2018 aveva dovuto rinunciare ai Giochi invernali di Pyeongchang 2018, proprio a causa della malattia. In carriera ha vinto un argento mondiale in discesa nel 2005 a Bormio e conquistato due vittorie in Coppa del Mondo. Sconfitto il tumore che l’aveva colpita nel 2017, l’ex azzurra si è dovuta arrendere alla recidiva della malattia. Elena era la maggiore delle sorelle Fanchini. A gennaio Sofia Goggia le aveva dedicato al vittoria in discesa a Cortina: «Eli è per te» le parole dell’olimpionica. E Elena Fanchini le aveva risposto: «Quel pettorale rosso mi ha regalato un sorriso». Sorgente: Sci, Elena Fanchini è morta a 37 anni: il mondo dello sport in lutto – Sport   [...] Leggi di più...
08/02/2023Elena Fanchini ripeteva: “La vita mi ha messo davanti a questa nuova prova e non mi faccio domande. È la mia forza”. Sofia Goggia a gennaio le aveva dedicato la vittoria sull’Olympia delle Tofane Il mese scorso, Sofia Goggia le aveva dedicato la vittoria nella discesa di Cortina sull’Olympia delle Tofane, la preferita da Elena Fanchini. “Questa è per Elli che sta attraversando un momento delicato”. Elena si è spenta oggi a 37 anni, vinta dal tumore che l’aveva colpita 5 anni fa e che si era ripresentato. “Alla fine la vita mi ha messo davanti a questa nuova prova e non sto tanto a farmi domande sul perché e il per come. Questa è la mia forza, ce l’ho dentro da sempre. Come le mie sorelle Nadia e Sabrina” aveva detto nel 2018, dopo aver scoperto di essere ammalata e di dover rinunciare allo sci. Legatissima alla famiglia, alle sorelle e ai nipotini che le hanno dato forza in questi anni, sciatrice con una sensibilità unica sulla neve e piedi sopraffini, Elli – come la chiamavano in famiglia e in squadra – era esplosa ai Mondiali 2005 sulle piste di Santa Caterina Valfurva. “Quelle giornate le ricordo come le più belle della mia vita. Fu tutto magico” spiegava. Aveva 19 anni, conquistò l’argento in discesa, lei che aveva esordito in Coppa del Mondo solo qualche settimana prima e perso tre delle precedenti quattro stagioni per curarsi gli infortuni alle ginocchia. Dedicò la medaglia a Marco Pantani, una delle sue passioni insieme all’Inter. INIZIO A Montecampione è cominciato tutto, Elena ha cominciato a sciare sulle piste di casa, con Nadia e Sabrina. Papà Sandro lavorava agli impianti di risalita, loro passavano ore e ore sulla neve. Mamma Giusi, prima tifosa, si è sempre presa cura della famiglia e ha percorso migliaia e migliaia di chilometri per assicurare alle figlie le migliori cure. Talento polivalente, solo gli infortuni hanno limitato una carriera che avrebbe potuto avere altri trionfi. Ad aprile 2000 vinse il primo tricolore di gigante, categoria allievi. Poi si prese anche i titoli di slalom e superG, e in questa specialità solo due ragazzi riuscirono ad andare più veloci di lei. Voleva correre in slalom perché “la discesa è quella che mi piace di meno, la velocità non mi dà fastidio, ma è un rischio”. Non ha mai amato i salti, ma era più spaventata per l’effetto che le sue cadute avrebbero potuto fare a casa, con mamma e papà davanti alla tv, o negli occhi di Nadia, magari ancora al cancelletto di partenza. Oltre all’argento mondiale, Elena aveva vinto due discese in Coppa del Mondo – a Lake Louise e nella sua amata Cortina – e collezionato una serie infinita di infortuni, interventi e recuperi. Con le sorelle Nadia (di 14 mesi più piccola) e Sabrina c’è sempre stato un rapporto strettissimo. Insieme a Nadia, il 22 aprile 2020, ha annunciato ufficialmente il ritiro. Una vicina all’altra, come sempre: insieme hanno cominciato a sciare, sono entrate nello sci club e poi in nazionale, si sono incoraggiate dopo i tanti gravi infortuni. SCOPERTA A gennaio 2018 scoprì di essere ammalata di tumore, ma non si è mai arresa: “Voglio tornare a sciare” disse. E dopo l’intervento e le cure, sei mesi dopo era già in pista con le compagne, allo Stelvio, pronta a coronare il sogno del ritorno in Coppa, spento dall’ennesimo infortunio, una caduta in allenamento a Copper Mountain che le procurò una frattura al perone. “Non volevo finisse così, ma l’ultimo infortunio è stato devastante, mi ha lasciato anche una gamba un po’ storta – raccontava -. Tanti dicono che lo senti quando è il momento di lasciare, per me non è così, è come se mi mancasse qualcosa, come se al percorso mancasse ancora qualche tappa”. Ma, nonostante tutto, ebbe il coraggio di non mollare. E lottare sino alla fine. Come sulla pista. Marisa Poli Altre immagini e video al link della sorgente: Morta Elena Fanchini: carriera, medaglia, lotta alla malattia – La Gazzetta dello Sport   [...] Leggi di più...
08/02/2023Lo sport è in lacrime per la scomparsa di Elena Fanchini. La sciatrice originaria di Montecampione aveva 37 anni ed era la sorella maggiore di Nadia e Sabrina, altre due campionesse dello sci. Dal 2018 lottava contro un tumore, con alti e bassi. Il 22 aprile 2020, dopo l’ennesima ricaduta, aveva deciso di ritirarsi. In carriera ha vinto un argento in discesa libera ai Mondiali di Bormio/Santa Caterina Valfurva nel 2005, mentre in Coppa del Mondo ha ottenuto 4 podi: 2 vittorie (Lake Louise 2005 e Cortina d’Ampezzo 2015, entrambe in libera) e altrettanti terzi posti. E piovono i messaggi di cordoglio. Il presidente della Provincia di Brescia, Emanuele Moraschini, sindaco di Esine, in serata ha inviato ai giornali un comunicato in cui si unisce con cordoglio al lutto della famiglia di Elena: “Un grande dolore per il mondo dello sport, che perde una campionessa che ha regalato grandi emozioni nella storia dello sci alpino italiano. Successi in Italia e all’estero, nonostante le difficoltà e le interruzioni degli ultimi anni. Elena è stata un esempio di dedizione, coraggio e tenacia. Brescia non ti dimenticherà“. Pochi giorni fa (il 21 gennaio 2023) Sofia Goggia le aveva dedicato pubblicamente la vittoria in Coppa del Mondo sulla pista delle Tofane, a Cortina. “Elly, questa è per te”, aveva esclamato Sofia. Oggi la notizia del decesso. Sorgente: Lo sport è in lacrime: morta a 37 anni la sciatrice camuna Elena Fanchini | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
08/02/2023E’ finita la battaglia contro il cancro, tornato a 5 anni di distanza dalla prima diagnosi del 2017, per la velocista di Montecampione che lascia un vuoto enorme, proprio nei giorni dei trionfi azzurri a Méribel. Un pugno nello stomaco, la notizia che mai si vorrebbe scrivere. Una campionessa che ci lascia, una campionessa dalla dolcezza infinita e dai piedi magici, lei che sapeva fare correre lo sci come poche al mondo. Elena Fanchini non c’è più, portata via da un tumore maledetto, comparso per la prima volta nel 2017, sconfitto per tornare in pista e lottare ancora, da vera leonessa di quel gruppo meraviglioso di azzurre che lei e la sorella Nadia (ma anche Sabrina è stata azzurra di buon livello) hanno contribuito a rendere grande per anni. Nelle straordinarie giornate dei trionfi mondiali di Federica Brignone e Marta Bassino, la morte della velocista di Montecampione, a soli 37 anni, lascia tutti sgomenti, senza parole, solo con la voglia di piangere una donna davvero amata da chiunque nell’ambiente. Lei che a 19 anni fu capace di cogliere un fantastico argento, sulla “Deborah Compagnoni” di Santa Caterina Valfurva, nel Mondiale di Bormio 2005 che la vide esplodere quale fenomenale talento della velocità, seconda nella discesa iridata dietro a Janica Kostelic e davanti ad altre stelle come Goetschl e Vonn. Poi i mille infortuni, le ginocchia martoriate e quella voglia matta di tornare sempre, per rivincere in Coppa del Mondo, a quasi 10 anni dalla prima volta a Lake Louise, ancora nella sua discesa, in un tempio come Cortina. Il cancro l’ha fermata prima delle Olimpiadi di PyeongChang 2018, ma Elena è riuscita ancora a rimettere gli sci ai piedi, prima di salutare tutti con quel suo sorriso contagioso. Addio, dolce campionessa. Fabio Poncemi Sorgente: Addio, dolce campionessa: Elena Fanchini è morta a 37 anni   [...] Leggi di più...
08/02/2023Mondo dello sport in lutto, è morta la sciatrice Elena Fanchini, aveva 37 anni. Stava lottando contro un male incurabile da tempo, a gennaio 2018 aveva infatti dichiarato di essere malata di cancro, e in quella occasione aveva deciso di rinunciare ai Giochi olimpici di Pyeongchang. Originaria di Montecampione era la sorella maggiore di Nadia e Sabrina Fanchini. Anche loro conosciute nel mondo dello sci alpino di alto livello. Sorgente: E’ morta la sciatrice Elena Fanchini: aveva 37 anni   [...] Leggi di più...
08/02/2023L’azzurra aveva 37 anni, era malata da tempo. A gennaio Sofia Goggia le aveva dedicato la vittoria: «Elli, è per te». Nel 2005 aveva vinto l’argento mondiale nella discesa libera Quando aveva trionfato nella discesa libera a Cortina, il 20 gennaio, Sofia Goggia le aveva dedicato la vittoria. «Elli, è per te». L’amica aveva risposto: «Quel pettorale rosso mi ha regalato un sorriso». C’era commozione, stima, affetto sincero. Gli stessi sentimenti a cui oggi si aggrappa lo sport italiano. Se n’è andata Elena Fanchini, sciatrice azzurra. Aveva 37 anni, era malata da tempo. L’Italia che ama lo sport piange l’ex discesista che nel suo palmares vantava un argento mondiale, conquistato nel 2005 a Bormio, e due vittorie in Coppa del Mondo, sempre nella discesa libera, datate 2005 (Lake Louise) e 2015 (Cortina). Quando vinse l’argento a colpire fu anche la dedica: «A Marco Pantani, il mio eroe». Raccontò che teneva la sua foto sempre sul comodino e ogni volta – prima di una gara – guardava la foto del ciclista. «Di lui mi piaceva tutto», spiegò ai cronisti, aggiungendo che non l’aveva mai conosciuto. Nel riavvolgere il film della sua più grande impresa spiegava: «Quelle giornate le ricordo come le più belle della mia vita. Fu tutto magico». Nella sua carriera ha preso parte a sei edizioni dei Mondiali e a tre Olimpiadi. Di Elena Fanchini, Elli come la chiamavano in famiglia – che viveva a Montecampione, in provincia di Brescia – le colleghe e gli amici ricordano il sorriso, la grande passione per lo sci, la naturale inclinazione a condividere i bei momenti che sa regalare lo sport. E il tifo per l’Inter, che l’ha salutata con un post: «Ti ricordiamo con il sorriso allo stadio». Elena era bergamasca, di Lovere. Era cresciuta in una famiglia di sportive: anche le sorelle minori Nadia e Sabrina sono state buone sciatrici. La velocità come vizio di famiglia. Tre sorelle legatissime, un’anima sola. La malattia l’aveva colpita nel 2017, un anno dopo sembrava superata, ad agosto la recidiva del tumore. Fanchini si era ritirata ufficialmente nel 2020, ma già nel 2018 la sua carriera aveva subito un brusco stop: si era infortunata al perone, aveva cominciato a programmare l’addio all’agonismo. E sono stati proprio i tanti infortuni a non regalarle un percorso più vincente, come avrebbe meritato per la tecnica e il coraggio. Aveva detto egli ultimi tempi: «Lo sci è la mia terapia». E quando aveva rimesso gli sci ai piedi si era fatta fotografare sorridente, con le braccia alzate verso il cielo. E aveva postato: «La mia felicità è essere di nuovo qui sulla neve». In quei giorni la sorella Nadia, riferendosi alla malattia di Elena e al suo addio allo sport, commentò: «Dio affida le battaglie più difficili ai suoi migliori soldati». Furio Zara Sorgente: Lo sci piange Elena Fanchini | Vanity Fair Italia   [...] Leggi di più...
08/02/2023Il mondo dello sci è in lutto: è morta Elena Fanchini, la fortissima sciatrice italiana, vincitrice di una medaglia d’argento ai Mondiali 2005 aveva solo 37 anni Il mondo dello sci è in lutto: è morta Elena Fanchini, la fortissima sciatrice italiana, vincitrice di una medaglia d’argento ai Mondiali 2005 aveva solo 37 anni. Da tempo soffriva di un brutto male. Sci, è morta Elena Fanchini Il mondo dello sci è a lutto per la scomparsa improvvisa di Elena Fanchini, ex sciatrice e medaglia d’argento ai Mondiali del 2005. Anni fa era stata colpita da un tumore che oggi l’ha stroncata. Elena Fanchini nel 2018 annunciò la rinuncia alla partecipazione alle Olimpiadi di Pyeongchang, rese nota la malattia, pochi mesi dopo diede una gioia facendo sapere di aver vinto il male. Poi purtroppo però la malattia è tornata. Lascia il marito. Chi era l’ex sciatrice Elena Fanchini è stata un’ex sciatrice alpina italiana. Era sorella di Nadia e Sabrina, a loro volta sciatrici alpine di alto livello. Originaria di Montecampione di Artogne e attiva in gare FIS dal marzo del 2001, ha fatto parte della nazionale italiana dal 2003. In Coppa Europa ha esordito il 23 gennaio 2003 all’Abetone in slalom gigante, senza completare la gara, e ha conquistato il primo podio il 19 dicembre dello stesso anno a Ponte di Legno/Passo del Tonale in discesa libera (3ª); nel 2004 ha subito un intervento chirurgico per una lesione al ginocchio. Nel 2005 ha esordito in Coppa del Mondo, il 6 gennaio a Santa Caterina Valfurva in discesa libera (17ª) e ai Campionati mondiali: nella rassegna iridata di Bormio/Santa Caterina Valfurva ha vinto la medaglia d’argento nella discesa libera, è stata 20ª nella combinata e non ha concluso lo slalom gigante. Il 23 febbraio seguente ha vinto la medaglia d’argento nella discesa libera anche ai Mondiali juniores di Bardonecchia, dietro alla sorella Nadia; il giorno dopo ha vinto la medaglia di bronzo nel supergigante, sempre in coppia con la sorella (argento). Il 2 dicembre 2005 ha vinto la sua prima gara di Coppa del Mondo aggiudicandosi la discesa libera di Lake Louise, suo primo podio nel circuito. Alessia Benincasa Sorgente: Mondo dello sci in lutto, è morta Elena Fanchini   [...] Leggi di più...
08/02/2023Elena Fanchini non ce l’ha fatta. La sciatrice lombarda è morta oggi a causa di un tumore che l’aveva aggredita nel 2018 e per cui era stata curata. Il male si era ripresentato la scorsa estate: due anni dopo il ritiro dalle gare da parte dell’atleta camuna. Elena Fanchini, sorella di Nadia e Sabrina, anche loro sciatrici di alto livello, era un’atleta olimpionica, con all’attivo decine di gare e vittorie. Ha trionfato nella coppa del mondo due volte: nel 2005 a Lake Luoise in Canada e a Cortina d’Ampezzo. “Ci sono cose che non puoi comandare” disse in una delle ultime interviste al Corriere della Sera. Elena era nata e cresciuta a San Maurizio di Montecampione e risiedeva a Vissone di Pian Camuno. I funerali della giovane donna, con ogni probabilità, si terranno proprio in Valcamonica. Questo il ricordo dell’Inter con un post: “Ci mancherai”.  Sorgente: Morte Elena Fanchini, chi era la sciatrice lombarda scomparsa oggi a 37 anni   [...] Leggi di più...
08/02/2023Ha lottato fino all’ultimo, come era nel suo carattere di combattente, Elena Fanchini che si è spenta oggi nella sua casa di Pian Camuno. La malattia che l’aveva colpita alla vigilia delle Olimpiadi del 2018 e che aveva sconfitto una prima volta, è ritornata ancora più forte e si è portata via un puro talento dello sci che, a causa degli infortuni che hanno costellato la sua carriera, non ha raccolto quanto meritava. Nata sciisticamente, e non solo sulle piste di Montecampione, dove il padre era un addetto agli impianti, dopo aver difeso i colori dello Sci Club Montecampione 90 e del Comitato Alpi Centrali, dal 2003 ha fatto parte del Gruppo sportivo delle Fiamme Gialle fino al 2020 quando si è ritirata dall’agonismo per tesserarsi poi con lo Sci Club Rongai Pisogne. Il Comitato tutto, con in testa Franco Zecchini, è vicino in questo triste momento ai famigliari a cui va il più caloroso abbraccio Sorgente: ELENA FANCHINI CI HA LASCIATI – Fisi Alpi Centrali – Federazione Italiana Sport Invernali – Alpi Centrali   [...] Leggi di più...
08/02/2023La campionessa di Montecampione è morta l’8 febbraio, uccisa dal cancro, ripresentatosi in estate. Aveva solo 37 anni Il coraggio non le è mai mancato: discesiste si nasce e non si diventa. Elena Fanchini è nata sugli sci, con papà Sandro, mamma Giusy, le inseparabili sorelle Nadia e Sabrina. Un’anima sola, un corpo unico. Lo saranno sempre. Anche adesso che Elena, la primogenita di casa, a 37 anni è volata via, strappata troppo presto agli affetti, alla vita e alle sue passioni da un male che era comparso nel gennaio 2018 ed è riapparso quest’estate. Lo ha combattuto in silenzio e con discrezione, ogni tentativo è stato fatto anche quando la situazione era apparsa disperata: erano i giorni in cui l’amica Sofia Goggia le dedicò l’ultima vittoria in Coppa del Mondo e tutti capirono che una nuova battaglia era in corso. Non c’è sconfitta per chi lotta contro il cancro, ogni malato è un guerriero che lotta con le forze che ha. Elena era abituata a remare contro le avversità sin da giovane: lei e la sorella Nadia hanno sommato una dozzina di operazioni alle ginocchia, che non hanno impedito alla più grande delle Fanchini di vincere un clamoroso argento mondiale 18 anni fa a Bormio quando tutta Italia si innamorò del suo sorriso inconfondibile e genuino. Non si era accorta di quello che aveva fatto, fu solo l’inizio di una carriera che l’ha vista vincere due volte in Coppa del Mondo – Lake Louise 2005, la sua pista del cuore, e Cortina 2015 – a 10 anni di distanza, a riprova di un talento e di una tenacia rara in uno sport dove il ricambio generazionale sa essere spietato. Goggia (compagna di club al Rongai di Pisogne), Brignone e Bassino, queste ultime due fresche di medaglia d’oro mondiale a Meribel, sono cresciute ispirandosi alle due sorelle di Montecampione. Impossibile non affezionarsi a Elena e Nadia, che hanno sempre saputo farsi forza a vicenda: quando una cadeva, l’altra vinceva per lei. E quando Nadia e Sabrina sono diventate madri, lei è divenuta anche una zia sempre presente, l’approdo sicuro dei propri nipoti. Tutto lo sport azzurro è in lutto. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, fu tra i primissimi a chiamare la Fanchini quando si ruppe il piatto tibiale in Canada nell’autunno del 2018: aveva da poco ricevuto l’idoneità per riprendere a gareggiare dopo la neoplasia, ma il destino interruppe lì la sua carriera, anche se l’addio definitivo avvenne solo durante la pandemia quando lei e Nadia salutarono lo sci. Insieme, come sempre. Rimarranno insperabili (anche Sabrina è stata slalomista azzurra, ma si è ritirata prima delle sorelle) per i loro tanti tifosi. Chi avesse nostalgia di Elena, potrà rivedere le sue vittorie nei tanti video che circolano in rete: gli sportivi sono artisti, i loro quadri migliori restano. Come il sorriso, l’esempio, l’umiltà di una ragazza che è sempre rimasta se stessa. Ora sarà il dolore di ogni giorno, però, il grande avversario per tutta la sua famiglia. A loro va l’abbraccio più grande. Luca Bertelli Sorgente: Addio a Elena Fanchini, leonessa della neve- Corriere.it   [...] Leggi di più...
08/02/2023Aveva avuto la forza di rimettersi sugli sci dopo un intervento (30 ottobre 2018) e la chemioterapia, attirata irresistibilmente da quella neve che aveva imparato a conoscere e amare a Montecampione, la montagna di casa per lei che era nata a Lovere il 30 aprile 1985, prima di tre sorelle impavide, e la neve aveva usato per darsi l’obiettivo di seminare la malattia: «Lo sci mi ha regalato tantissima forza — spiegava —, volevo guarire per tornare alle gare». Elena Fanchini è mancata ieri a 37 anni nella sua casa di Solato, bassa Val Camonica, lasciando sgomenta la squadra femminile di sci alpino, due gare e due vittorie ( Brignone in combinata e Bassino in superG) a Meribel, e tutta la famiglia degli sport invernali che quella ragazza capace di conquistare l’argento nella libera al Mondiale 2005 pochi giorni dopo il debutto in Coppa del mondo aveva amato da subito per la genuinità e l’entusiasmo con cui desiderava lasciare una scia in Nazionale, da sola (due gare di Coppa vinte a dieci anni di distanza: Lake Louise 2005 e Cortina 2015) e insieme a Nadia e Sabrina (con la prima aveva dominato i Mondiali junior di Bardonecchia), le sorelle Fanchini che ora la piangono. Del tumore, che si era ripresentato l’estate scorsa, parlava come di un male necessario («È un peccato che sia ricapitato»), quasi fosse il salto nel vuoto sul tracciato di una pista nera che, volendo arrivare in fondo, non si poteva evitare. Si era rimboccata le maniche («Non posso arrendermi») e aveva chiesto a Sofia Goggia, l’amica di una vita (non a caso l’azzurra, in costante contatto con le Fanchini, è rimasta silenziosa e defilata in avvicinamento al Mondiale), un regalo: «È nato come un gioco dopo aver visto alla tv Dorothea Wierer vincere nel biathlon — aveva raccontato Elena al —, allora ho chiamato Sofia: adesso tocca a te». E a lei, puntuale e di parola, Goggia aveva dedicato il successo nella libera di Cortina. Era il 22 gennaio scorso. In quell’occasione, Elena era stata generosa di particolari: «Alla fine di agosto ho cominciato le prime cure. Una recidiva. La prima volta ero guarita completamente. Ma purtroppo, lo vedo in ospedale, di recidive ne capitano tante. Ci sono cose che non puoi comandare, l’ho imparato dalla malattia e anche dallo sci». Gli infortuni, tanti. Quello di Copper Mountain disastroso. Elena era friabile e delicata, come la sua neve. Gaia Piccardi Video del Corriere della Sera al link della sorgente: Elena Fanchini, morta la sciatrice: aveva 37 anni   [...] Leggi di più...
08/02/2023È morta Elena Fanchini, la sciatrice era di Montecampione, aveva 37 anni. Era la sorella maggiore di Nadia e Sabrina Fanchini, sciatrici professioniste Nata e cresciuta nella regione della Lombardia, aveva iniziato a sciare a soli 4 anni e ha presto raggiunto grandi risultati nelle competizioni nazionali. Nel 2017, è diventata la prima donna italiana a vincere una medaglia di bronzo nella discesa libera. Nel corso degli anni, Elena ha riscosso l’ammirazione di molti. La sua determinazione e il suo coraggio sono stati ammirati e celebrati da atleti, fan e appassionati di sport. La lotta contro il cancro e gli infortuni Da tempo lottava contro il cancro, che aveva annunciato di avere a gennaio del 2018, quando dovette rinunciare ai Giochi olimpici di Pyeongchang. A novembre 2018, aveva condiviso la gioia di aver sconfitto la malattia. Subito dopo dovette affrontare un infortunio alla mano e uno al ginocchio che le impedirono di prendere parte alle competizioni in Coppa del Mondo. Il 22 aprile 2020 annunciò il ritiro, insieme alla sorella Nadia. Le medaglie e i premi La sua carriera come sciatrice professionale è iniziata nel 2003, quando ha vinto una medaglia d’argento alle Olimpiadi Invernali di Torino. Ha vinto un argento nei Mondiali del 2005 a Bormio, una medaglia d’argento e una di bronzo nei Mondiali Juniores di Bardonecchia del 2005. In Coppa del Mondo ha centrato ben quattro podi in discesa libera, di cui due vittorie a Lake Louis nel 2005 e a Cortina d’Ampezzo nel 2015, più due terzi posti. Oltre a ciò, ha vinto in Coppa Europa cinque podi (una vittoria a Pila nel 2012 e quattro terzi posti) e ottenuto anche una vittoria in South American Cup, a Las Leñas nel 2005. Ai Campionati italiani, Elena ha totalizzato 11 medaglie, tra cui 7 ori in discesa libera (2005, 2007, 2010, 2011, 2012, 2015 e 2016), e 4 argenti (discesa libera nel 2006, supercombinata nel 2007, discesa libera e supergigante nel 2008). Il suo ricordo rimarrà vivo nei cuori di tutti coloro che hanno seguito la sua storia. Con la scomparsa di Elena Fanchini, il mondo dello sci alpino ha perso una stella. L’eccezionale carriera di Elena Fanchini, la grande sciatrice italiana, ha lasciato un ricordo indelebile nella storia dello sci alpino. Sorgente: La sciatrice Elena Fanchini è morta   [...] Leggi di più...
08/02/2023Montecampione, 8 feb 2023 A 37 anni è morta, a causa di un tumore, la sciatrice azzurra Elena Fanchini. Dal sorriso solare e impegnata nel sociale, in questi anni è stata testimonial anche dell’Airc, l’associazione che si occupa di promuovere la ricerca. In Coppa del Mondo ha nel palmares due vittorie nella discesa libera e due terzi posti. Al Mondiale conquistò un argento, sempre in discesa, nel 2005 a Bormio. Lo sci, passione respirata in Valcamonica (viveva a Solato, frazione di Pian Camuno), era il sogno condisivo con le sorelle Sabrina e Nadia (argento nel 2013).Quel sogno che era stato interrotto proprio dall’insorgere della malattia e poi riacceso quando, apparentemente sconfitto il tumore nel 2018, era tornata sulle piste, fino al ritiro definitivo nell’aprile 2020. Un’assenza pesante, quella di Elena, nello sci nazionale. Tanto che lo scorso 20 gennaio, nella discesa di Cortina d’Ampezzo, Sofia Goggia le aveva dedicato il suo successo: “Questa vittoria è per Elena Fanchini che sta attraversando un momento delicato”. In questi momenti, molte sono le testimonianze in ricordo di Elena Fanchini: “Al di là dell’aspetto agonistico, quello che ci resterà per sempre di lei è la capacità di affrontare con decisione le sfide dello sport e della vita senza mai perdere la capacità di regalare un sorriso e uno sguardo di gentilezza a chi ha avuto la fortuna di incrociare la sua strada in questo percorso troppo breve”. Queste le parole con cui il presidente del Coni Regionale Lombardia, Marco Riva, ha voluto ricordare Elena Fanchini. Anche il Presidente della Provincia di Brescia, Emanuele Moraschini, si è unito al cordoglio per il lutto: “Un grande dolore per il mondo dello sport, che perde una campionessa che ha regalato grandi emozioni nella storia dello sci alpino italiano. Successi in Italia e all’estero, nonostante le difficoltà e le interruzioni degli ultimi anni. Elena è stata un esempio di dedizione, coraggio e tenacia. Brescia non ti dimenticherà!”. Mikaela Shiffrin la ricorda su Twitter: “Questa è stata una giornata piena di emozioni. C’è così tanto che vorrei condividere… ma ciò che pesa di più è la perdita di Elena Fanchini . Porgo le mie condoglianze a tutta la Famiglia Fanchini, che hanno avuto un impatto così forte e positivo sul nostro sport e sul nostro mondo con la loro passione e soprattutto sempre gentilezza. Il mio cuore è anche con la squadra italiana, che si presenta davvero come una famiglia per tutti noi che guardiamo, e che ora soffre molto profondamente. Stiamo condividendo un hotel durante questi campionati mondiali con le azzurre e quello che posso dirvi è che il loro amore e la loro forza sono pura e vera, e io tifo per tutta la sua squadra, ora più che mai. Chi abbiamo perso, non sarà mai dimenticato”. La ricordiamo nella preghiera e ci uniamo al dolore dei familiari. I funerali sono in programma sabato 11 febbraio, alle 10.30, nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista a Solato. Sorgente: L’addio a Elena Fanchini – La Voce del Popolo   [...] Leggi di più...
08/02/2023Sci in lutto, Elena Fanchini non ce l’ha fatta. La sciatrice originaria di Montecampione, aveva 37 anni. Era la sorella maggiore di Nadia e Sabrina Fanchini, anche loro sciatrici alpine di alto livello. Da tempo stava lottando contro il cancro, che aveva annunciato di avere a gennaio del 2018, quando decise di rinunciare ai Giochi olimpici di Pyeongchang. Dopo pochi mesi, a novembre, aveva condiviso la gioia di aver sconfitto la malattia, ma poi un infortunio alla mano e uno al ginocchio le hanno impedito di prendere parte alle competizioni in Coppa del Mondo, compromettendo l’intera stagione. Classe 1985, in carriera ha vinto un argento mondiale in discesa nel 2005 oltre a due vittorie in Coppa del Mondo. Goggia le aveva dedicato la recente vittoria in discesa a Cortina. : “Questa vittoria la dedico ad Elena Fanchini che sta vivendo di. nuovo un momento difficile con la sua malattia. Mi aveva chiesto il pettorale rosso, le ho voluto dare di più“. Insieme a sua sorella, sono state premiate nel 2020 con il Premio Internazionale Fair Play Menarini.  Aveva infine scelto di ritirarsi il 22 aprile 2020, insieme alla sorella Nadia. Il Palmares di Elena Fanchini : Mondiali 1 medaglia 1 argento (discesa libera a Bormio/Santa Caterina Valfurva 2005) Mondiali juniores 2 medaglie: 1 argento (discesa libera a Bardonecchia 2005) 1 bronzo (supergigante a Bardonecchia 2005) Coppa del Mondo Miglior piazzamento in classifica generale: 17ª nel 2015 4 podi (in discesa libera): 2 vittorie 2 terzi posti Coppa del Mondo – vittorie Data Località Paese Specialità 2 dicembre 2005 Lake Louise  Canada DH 16 gennaio 2015 Cortina d’Ampezzo  Italia DH DH = discesa libera Coppa Europa Miglior piazzamento in classifica generale: 33ª nel 2005 5 podi: 1 vittoria 4 terzi posti Coppa Europa – vittorie Data Località Paese Specialità 16 marzo 2012 Pila  Italia SG SG = supergigante South American Cup Miglior piazzamento in classifica generale: 23ª nel 2006 1 podio: 1 vittoria South American Cup – vittorie Data Località Paese Specialità 18 settembre 2005 Las Leñas  Argentina SG SG = supergigante Campionati italiani 11 medaglie: 7 ori (discesa libera nel 2005; discesa libera nel 2007; discesa libera nel 2010; discesa libera nel 2011; discesa libera nel 2012; discesa libera nel 2015; discesa libera nel 2016) 4 argenti (discesa libera nel 2006; supercombinata nel 2007; discesa libera, supergigante nel 2008) Stefano Ghezzi Sorgente: Sci in lutto, morta Elena Fanchini a 37 anni   [...] Leggi di più...
08/02/2023Ci ha lasciato a 37 anni la sciatrice azzurra, vincitrice di una medaglia d’argento ai Mondiali del 2005: dai suoi trionfi al rapporto con la famiglia per finire alle sue passioni, ripercorriamo la sua carriera. Dedicò a Pantani l’argento vinto ai Mondiali PRIMI PASSI SUGLI SCI A tramandarle la passione era stato il padre. “A 3 anni ci aveva già messo sugli sci” ammetteva lei, sempre in compagnia delle sorelle. Famiglia che ha rappresentato sempre la base solida per un talento che è riuscito a sbocciare molto presto L’INIZIO DI CARRIERA Classe 1985, Elena Fanchini fa il suo ingresso nella Fia a 16 anni, mentre due anni dopo arriva quello in Nazionale. Il 2003, infatti, è il momento in cui la sciatrice fa il suo debutto in Coppa Europa e conquista il primo podio in discesa libera a Pontedilegno-tonale. Poi, però, arriva il primo infortunio… 2005 ANNO MAGICO! Archiviata la lesione al ginocchio, per Fanchini arriva il memorabile 2005: l’esordio in Coppa del Mondo e ai Campionati Mondiali dove, a Bormio, vince la medaglia d’argento in discesa libera. Un mese dopo, nella stessa specialità, porta a casa un argento anche nella categoria Juniores a cui si aggiunge la medaglia di bronzo nel supergigante: in entrambe le occasioni, ad anticiparla sul traguardo, era stata la sorella Nadia. L’anno si conclude con la prima vittoria in Coppa del Mondo, a Lake Louise UNA VITTORIA PER IL ‘PIRATA’ Dopo la vittoria dell’argento a Bormio, la sciatrice azzurra aveva dedicato il trionfo a Pantani. Fu lei stessa a spiegare il motivo: “Avevo solo dodici anni quando il Giro d’Italia arrivò a Montecampione a poche centinaia di metri da casa mia. Pantani mi regalò un’emozione molto forte, quando lo vidi tagliare il traguardo mi vennero i brividi e mi sentii le lacrime scorrere sul viso: lacrime di gioia per un’impresa ottenuta dal mio beniamino. È stato uno degli atleti capace di catalizzare l’interesse del mondo intero“ NON SOLO SCI Una passione smisurata per gli sci, ma non l’unica nella vita di Elena. Solare e curiosa, amava viaggiare per il mondo, tifava per l’Inter e ascoltava le canzoni di Vasco Rossi, tra una passeggiata in bici e il tempo passato in compagnia dei nipotini L’ESPERIENZA OLIMPICA Le Olimpiadi non hanno regalato medaglie a Fanchini, ma un pezzo che resta comunque inscalfibile nella sua carriera. La prima partecipazione è arrivata a Torino 2006, poi è stato un crescendo di prestazioni culminate con un 12° posto nella discesa libera in Russia nel 2014. L’anno dopo è arrivato il secondo successo in Coppa del Mondo, questa volta ‘in casa’, a Cortina GLI INFORTUNI Nonostante i successi siano arrivati, i tanti infortuni hanno segnato la carriera della sciatrice. Oltre alla lesione del ginocchio già citata, Fanchini nel 2008 si era procurata la rottura dei legamenti del ginocchio sinistro che l’aveva costretta a saltare tutta la stagione successiva QUEL RITORNO MANCATO Nel 2017 l’azzurra aveva scoperto di avere un tumore e aveva dovuto rinunciare alla sua quarta Olimpiade. Un male da cui sembrava fosse guarita, ma che invece, purtroppo, è tornato e la recidiva è stata fatale. Nel mezzo Fanchini aveva anche intrapreso la strada del ritorno sugli sci, ma durante un allenamento un altro infortunio le aveva impedito di partecipare alla Coppa del Mondo: un trauma distorsivo-contusivo al ginocchio sinistro, con frattura del perone prossimale, che ha messo di fatto fine alla sua carriera IL RAPPORTO CON LE SORELLE Indissolubile e affine dal punto di vista sportivo il legame di Elena con le sorelle Sabrina e Nadia, anche loro campionesse di sci. Un percorso cominciato insieme da bambine e che poi ha visto Nadia ed Elena in particolare trionfare insieme sulle stesse piste a livelli altissimi. Proprio da Nadia era arrivato nel 2018, poco dopo la scoperta del tumore, la dedica alla sorella dopo il terzo posto ottenuto in Coppa del Mondo a Bad Kleinkirchheim: “È stata una grande impresa che dedico proprio a lei” RIVALITÀ SOLO A CARTE Al contrario della sana competizione svolta sulle piste da sci, era a carte che tra le due c’era una sorta di rivalità. Lo avevano rivelato proprio loro durante un’intervista doppia a Le Iene di qualche anno fa. Un rapporto che ha permesso loro di dare il meglio nei momenti belli e di rialzarsi in quelle difficili. Una determinazione che entrambe hanno messo in pratica: Elena non si era arresa e, quando aveva superato in un primo momento il tumore, era pronta per tornare a gareggiare IL RITIRO E insieme, Elena e Nadia (anche lei protagonista di una carriera con successi e infortuni), avevano annunciato l’addio: “Ho cominciato a gareggiare con Elena e insieme finiamo” aveva detto Nadia “SPERO DI AVERVI FATTO EMOZIONARE” “Una giornata piena di emozioni, di sofferenza e tristezza – erano state le parole di Elena -. Non avrei voluto ritirarmi così, ma il mio fisico mi impedisce di continuare. Vorrei ricordare la mia carriera, partita con quella bellissima giornata del 2005 che porterò nel mio cuore: è stata una carriera bellissima che ricorderò con grandi emozioni, con grande orgoglio per ciò che ho fatto. Mi mancherà tutto. Voglio ringraziare la mia famiglia perché mi ha aiutato sempre. Spero di avervi fatto emozionare con le mie vittorie” GOGGIA E IL REGALO DI UN SORRISO Emozioni che ha suscitato e che ha al contempo provato lei stessa, come quando pochi giorni fa Sofia Goggia le aveva dedicato la vittoria in discesa libera a Cortina. “Eli è per te” era stato il messaggio della bergamasca, con tanto di risposta dalla Fanchini. “Quel pettorale rosso mi ha regalato un sorriso” aveva detto la discesista: uno degli ultimi regali prima di lasciarci Altre immagini al link della sorgente: Elena Fanchini è morta. La sua carriera: dai trionfi al legame con le sorelle | Sky Sport   [...] Leggi di più...
08/02/2023Elena Fanchini non ce l’ha fatta. La sciatrice lombarda è morta oggi a causa di un tumore che l’aveva aggredita nel 2018 e per cui era stata curata. Il male si è ripresentato questa estate: due anni dopo il ritiro dalle gare da parte dell’atleta camuna. Elena Fanchini, sorella di Nadia e Sabrina, anche loro sciatrici di alto livello, era una atleta olimpionica, con all’attivo decine di gare e vittorie. Ha trionfato nella coppa del mondo due volte: nel 2005 a Lake Luoise in Canada e a Cortina d’Ampezzo. È nata e cresciuta a San Maurizio di Montecampione e risiedeva a Vissone di Pian Ccamuno. I funerali della giovane donna, con ogni probabilità, si terranno proprio in Valcamonica. Sorgente: Morte Elena Fanchini: in Valcamonica i funerali della sciatrice morta oggi dopo aver lottato contro la malattia   [...] Leggi di più...
08/02/2023Terribile lutto nel mondo dello sport: è morta a soli 37 anni l’ex sciatrice Elena Fanchini. Sorella di Nadia e Sabrina, entrambe sciatrici professioniste, Elena, da tempo gravemente malata, si è spenta nella sua abitazione di Solato, in provincia di Brescia. Specialista nella discesa libera, nel Supergigante e nella combinata, nella sua carriera ha vinto, tra le altre cose, una medaglia d’argento nella discesa libera ai Mondiali di Bormio/Santa Caterina Valfurva e due vittorie di Coppa del Mondo sempre nella stessa specialità, una a Lake Louise e l’altra a Cortina. Elena Fanchini era già stata colpita dal cancro nel 2017, ma era riuscita a guarire. La scorsa estate, però, è arrivata una recidiva, che si è rivelata purtroppo fatale. Di recente, Sofia Goggia aveva dedicato la vittoria ottenuta nella discesa libera a Cortina proprio a Elena Fanchini, che aveva assistito alla gara. “Quel pettorale rosso mi ha regalato un sorriso” aveva dichiarato l’ex sciatrice ringraziando la collega per il pensiero. “Noi in famiglia eravamo tutte sciatrici. C’era un gruppo di ragazze, fra le quali mia sorella Sabrina, che spesso si allenavano insieme. Ci siamo conosciute qui dalle nostre parti (Montecampione ndr), Sofia frequentava casa nostra” aveva dichiarato al Corriere della Sera Elena Fanchini raccontando la sua amicizia con Sofia Goggia. “Sofia è stata molto dolce, e molto delicata. Per questo dico che non ho molto da aggiungere: sto combattendo” aveva aggiunto l’ex sciatrice. “È un peccato che sia capitato di nuovo, ma non posso arrendermi” aveva poi parlato a proposito del tumore, raccontando come aveva scoperto la recidiva: “Ad agosto, alla fine del mese ho cominciato le prime cure. Una recidiva. La prima volta ero guarita completamente. Ma purtroppo, e me ne sto accorgendo in questi giorni in ospedale, di recidive ne capitano tante. Ci sono cose che non puoi comandare, l’ho imparato dalla malattia e anche dallo sci”. Niccolò Di Francesco Sorgente: È morta l’ex sciatrice Elena Fanchini: aveva 37 anni ed era malata   [...] Leggi di più...
08/02/2023È morta la sciatrice Elena Fanchini, originaria di Montecampione, aveva 37 anni. Era la sorella maggiore di Nadia e Sabrina Fanchini, anche loro sciatrici alpine di alto livello. Si è spenta nella sua casa di Solato, frazione di Pian Camuno, dove è stata allestita la camera ardente e dove si terrà la veglia funebre, venerdì alle 19. Il funerale è in programma sabato 11 febbraio alle 10.30 nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista a Solato. Sul manifesto funebre si legge: «Per volontà di Elena puoi sostenere la ricerca sul cancro con una donazione all’Airc tramite donazioneinmemoria.airc.it». Da tempo Elena Fanchini stava lottando contro il cancro, che aveva annunciato di avere la prima volta a gennaio del 2018, quando decise di rinunciare ai Giochi olimpici di Pyeongchang. Dopo pochi mesi, a novembre, aveva condiviso la gioia di aver sconfitto la malattia, ma poi un infortunio alla mano e uno al ginocchio le hanno impedito di prendere parte alle competizioni in Coppa del Mondo, compromettendo l’intera stagione. Aveva infine scelto di ritirarsi il 22 aprile 2020, insieme alla sorella Nadia. Una recidiva del tumore la stava mettendo a dura prova da qualche mese. Il palmarès Ha esordito nelle gare sciistiche nel 2001 e due anni dopo è entrata a far parte della Nazionale italiana. Elena Fanchini ha vinto un argento ai Mondiali (Bormio 2005) e una medaglia d’argento e una di bronzo nei Mondiali Juniores (Bardonecchia 2005). In Coppa del Mondo ha centrato quattro podi in discesa libera (una vittoria a Lake Louis nel 2005, un’altra a Cortina d’Ampezzo nel 2015, oltre a due terzi posti). In Coppa Europa ha ottenuto cinque podi (una vittoria a Pila nel 2012 e quattro terzi posti) e ha vinto anche in South American Cup, a Las Leñas nel 2005. Ai Campionati italiani ha totalizzato 11 medaglie: 7 ori in discesa libera (2005, 2007, 2010, 2011, 2012, 2015 e 2016) e 4 argenti (discesa libera nel 2006, supercombinata nel 2007, discesa libera e supergigante nel 2008). L’affetto delle compagne In occasione della vittoria in Coppa del mondo a Cortina d’Ampezzo, Sofia Goggia lo scorso 20 gennaio le aveva dedicato il successo. «Elli, questa è per te» aveva detto la campionessa bergamasca, che poi aveva specificato:  «Voglio dedicarlo a Elena Fanchini, che mi aveva chiesto il pettorale rosso». Nel 2021, era stata invece Fanchini a spronare Goggla, che considerava una quarta sorella, quando la sciatrice bergamasca si era rotta il piatto tibiale destro a Garmisch. «So cosa significa – aveva detto Elena -. È una brutta botta, ma so che si rialzerà». Il ricordo della Federazione Con un comunicato, la Fisi (Federazione Italiana Sport Invernali) ha voluto ricordare la campionessa bresciana. «Un lutto ha colpito la squadra femminile di Coppa del mondo di sci alpino e tutta la famiglia degli sport invernali – si legge nella nota -. Nata a Lovere (Brescia) il 30 aprile 1985, Elena si mise in luce nella discesa libera dei Mondiali di Santa Caterina Valfurva del 2005 quando, a nemmeno 20 anni, conquistò una strepitosa medaglia d’argento alle spalle di Janica Kostelic. Sorella delle ex nazionali Nadia e Sabrina, ha preso parte a sei edizioni dei Mondiali e a tre Olimpiadi. In Coppa del mondo conquistò due vittorie in discesa a Lake Louise nel 2005 e a Cortina nel 2015, per un totale di quattro podi, nonostante una serie ripetuta di infortuni che non le hanno mai tolto il sorriso e la capacità di farsi amare dalle compagne di squadra e dalle avversarie. Il Presidente Flavio Roda e tutta la famiglia della Federazione Italiana Sport Invernali è vicina a Nadia, Sabrina, papà Sandro e mamma Giusi in queste tristi ore di sofferenza». Altre immagini e video al link della sorgente: È morta la sciatrice Elena Fanchini, aveva 37 anni – Giornale di Brescia   [...] Leggi di più...
08/02/2023Lo sci alpino piange Elena Fanchini: una carriera condivisa con le sorelle, grande tenacia ed un sorriso che si è spento troppo presto Elena Fanchini ha sempre combattuto, ma questa volta la battaglia l’ha vinta la malattia. “Come è già successo con la prima neoplasia che ha avuto nel 2018, sta lottando tantissimo, è forte” aveva detto solo pochi giorni fa la sorella Nadia, ma purtroppo non è bastato per vincere la seconda manche della gara più importante. La prima manche invece Elena l’aveva vinta. Aveva scoperto di avere un tumore poche settimane prima delle Olimpiadi di Pyeongchang 2018, guardate da casa proprio per dedicarsi alle cure. Dopo dieci lunghi mesi di terapie, la tenacia ha premiato Elena, che non aveva affatto intenzione di chiudere la sua carriera nello sci alpino con un ritiro forzato. Così la bresciana si è rimessa gli sci ai piedi, ma la sfortuna ancora una volta ci ha messo lo zampino. Nemmeno il tempo di festeggiare il ritorno in Nazionale che arriva un nuovo infortunio a cambiare piani. Nel corso di un allenamento negli Stati Uniti, a Killington, una caduta le causa la frattura di un dito della mano, un trauma al ginocchio sinistro e la frattura del perone. Infortunio grave che la costringe a saltare l’intera stagione 2018/2019, ma il richiamo dello sci era irresistibile. Elena è tornata nuovamente sulla neve, senza però tornare in gara. L’annuncio ufficiale del ritiro arriva il 22 aprile 2020, assieme alla sorella Nadia. Elena ha dunque chiuso la sua carriera dopo 171 presenze in Coppa del Mondo, dove ha conquistato quattro podi e due vittorie (2006 e 2015). Nel palmares anche una medaglia d’argento nella discesa libera dei Mondiali casalinghi di Santa Caterina 2005 e nello stesso anno l’argento, sempre in discesa, ai Mondiali juniores di Bardonecchia, alle spalle della sorella Nadia. Quella di Elena è infatti una famiglia di sciatrici. Oltre alla già citata Nadia (classe 1986), anche Sabrina (classe 1988) è arrivata ad alti livelli condividendo la stessa passione. Elena era la maggiore, nata il 30 aprile 1985, originaria di Montecampione in provincia di Brescia. La determinazione è stata il marchio di fabbrica delle sorelle Fanchini, le cui carriere sono state costellate di infortuni. Elena non ha mai perso la forza, diventando un punto di riferimento anche per le compagne di squadra. Compagne di squadra che continueranno a ricordarla, magari dedicandole una medaglia ai Mondiali in corso di svolgimento a Courchevel/Méribel. Meno di tre settimane fa era già arrivato il pensiero di Sofia Goggia, di quelli che scaldano il cuore. “Ti promisi che, nel caso in cui l’avessi vinta, te l’avrei dedicata questa gara – ha detto la bergamasca al termine della discesa di Cortina d’Ampezzo a fine gennaio -. Ora posso dirlo, con tutta la forza e la veemenza di cui dispongo, ad alta voce, in quello che è un urlo che esorta a combattere e a non arrendersi: ‘Elly, questa è per te’“. Elena ha combattuto fino alla fine, fino all’8 febbraio 2023, quando all’età di 37 anni si è spenta al termine di una nuova lotta. Lascia il marito Devid Salvadori, tecnico azzurro, e due figli piccoli, Alessandro e Davide. Il mondo dello sport piange un talento azzurro, una campionessa anche fuori dalla pista, una combattente il cui sorriso si è spento troppo presto. Deborah Sartori Sorgente: Elena Fanchini: una combattente che si è spenta troppo presto   [...] Leggi di più...
06/02/2023La partnership consentirà di combinare le competenze e l’expertise nelle operazioni straordinarie di gestione del personale di ArlatiGhislandi con i progetti di assistenza e consulenza nella gestione dei processi di risanamento aziendale di Special Situations ArlatiGhislandi, firm di diritto del lavoro e fiscale, punto di riferimento in Italia per le operazioni straordinarie nelle risorse umane, downsizing, merger & acquisition e Special Situations, società specializzata nella consulenza e gestione straordinaria delle aziende in crisi, stringono una partnership strategica finalizzata alla gestione a 360° delle operazioni e dei processi di ristrutturazione aziendale. L’avvio della collaborazione tra le due realtà rende possibile una consulenza integrata in ambito restructuring e un nuovo modello di efficienza operativa in grado di rafforzare ulteriormente le singole practice e supportare le aziende durante ogni fase del processo di riorganizzazione. La partnership combina le competenze specialistiche e l’expertise di ArlatiGhislandi nelle relazioni istituzionali e sindacali con l’esperienza e la capacità operativa di Special Situations nella gestione dei processi di risanamento aziendale. Dall’affiancare le aziende nei tavoli di crisi con i sindacati fino alla predisposizione del piano industriale di risanamento e la ricerca del partner industriale o finanziario. Le due società hanno lavorato negli anni a numerose operazioni straordinarie in questi ambiti. In particolare, Special Situations ha seguito – tra le altre – Acciaierie d’Italia-Ilva, affiancando i fornitori strategici, il Gruppo Campedelli, nella gestione della crisi Chievo Verona AC, e Zilli SpA e Montecampione Ski Area nella loro gestione del turnaround. ArlatiGhislandi ha governato i più complessi progetti di gestione delle risorse tra le atre Pernigotti, Natuzzi, DeAgostini, Autostrade per l’Italia, Ospedale San Raffaele. “La partnership che annunciamo oggi, in questa particolare fase economica, è la risposta strategica che riteniamo utile dare alle imprese che si trovano ad affrontare un periodo di difficoltà. Crediamo fortemente che l’integrazione delle nostre competenze nella gestione straordinaria delle risorse umane, unite all’expertise nei processi di risanamento aziendale di Special Situations siano la chiave per aiutare le aziende a preservare ancor di più il loro valore, il loro know-how e la presenza sul mercato.” – ha dichiarato Massimiliano Arlati, Founding Partner e Managing Director di ArlatiGhislandi. “Sono molto contento di questa partnership che coniuga competenze e profili di alto livello necessari per la gestione delle crisi aziendali dalla fase di analisi e reimpostazione strategica fino alla soluzione definitiva, che normalmente avviene con l’ingresso di nuovi soci. Particolare interesse nella collaborazione con ArlatiGhislandi assume l’esperienza di Special Situations nei Workers Buy Out, che permettono ai dipendenti di diventare artefici del proprio futuro.” Ha dichiarato Roberto Chiodelli, Fondatore e Senior Partner di Special Situations. Sorgente: ArlatiGhislandi e special situations: al via la partnership per i processi di gestione della crisi d’azienda | NT+ Diritto   [...] Leggi di più...
06/02/2023La partnership consentirà di combinare le competenze e l’expertise nelle operazioni straordinarie di gestione del personale di ArlatiGhislandi con i progetti di assistenza e consulenza nella gestione dei processi di risanamento aziendale di Special Situations ArlatiGhislandi, firm di diritto del lavoro e fiscale, punto di riferimento in Italia per le operazioni straordinarie nelle risorse umane, downsizing, merger & acquisition e Special Situations, società specializzata nella consulenza e gestione straordinaria delle aziende in crisi, stringono una partnership strategica finalizzata alla gestione a 360° delle operazioni e dei processi di ristrutturazione aziendale. L’avvio della collaborazione tra le due realtà rende possibile una consulenza integrata in ambito restructuring e un nuovo modello di efficienza operativa in grado di rafforzare ulteriormente le singole practice e supportare le aziende durante ogni fase del processo di riorganizzazione. La partnership combina le competenze specialistiche e l’expertise di ArlatiGhislandi nelle relazioni istituzionali e sindacali con l’esperienza e la capacità operativa di Special Situations nella gestione dei processi di risanamento aziendale. Dall’affiancare le aziende nei tavoli di crisi con i sindacati fino alla predisposizione del piano industriale di risanamento e la ricerca del partner industriale o finanziario. Le due società hanno lavorato negli anni a numerose operazioni straordinarie in questi ambiti. In particolare, Special Situations ha seguito – tra le altre – Acciaierie d’Italia-Ilva, affiancando i fornitori strategici, il Gruppo Campedelli, nella gestione della crisi Chievo Verona AC, e Zilli SpA e Montecampione Ski Area nella loro gestione del turnaround. ArlatiGhislandi ha governato i più complessi progetti di gestione delle risorse tra le atre Pernigotti, Natuzzi, DeAgostini, Autostrade per l’Italia, Ospedale San Raffaele. “La partnership che annunciamo oggi, in questa particolare fase economica, è la risposta strategica che riteniamo utile dare alle imprese che si trovano ad affrontare un periodo di difficoltà. Crediamo fortemente che l’integrazione delle nostre competenze nella gestione straordinaria delle risorse umane, unite all’expertise nei processi di risanamento aziendale di Special Situations siano la chiave per aiutare le aziende a preservare ancor di più il loro valore, il loro know-how e la presenza sul mercato.” – ha dichiarato Massimiliano Arlati, Founding Partner e Managing Director di ArlatiGhislandi. “Sono molto contento di questa partnership che coniuga competenze e profili di alto livello necessari per la gestione delle crisi aziendali dalla fase di analisi e reimpostazione strategica fino alla soluzione definitiva, che normalmente avviene con l’ingresso di nuovi soci. Particolare interesse nella collaborazione con ArlatiGhislandi assume l’esperienza di Special Situations nei Workers Buy Out, che permettono ai dipendenti di diventare artefici del proprio futuro.” Ha dichiarato Roberto Chiodelli, Fondatore e Senior Partner di Special Situations. Sorgente: ArlatiGhislandi e special situations: al via la partnership per i processi di gestione della crisi d’azienda | NT+ Diritto [...] Leggi di più...
06/02/2023Dal canale Youtube Sandro De Toni Con questo video inizia una serie di recensioni senza riprese di arrampicata. Saranno un po’ meno movimentate. Purtroppo il volo con infortunio a luglio (alla Tampa, mentre scalavo autoassicurato) e la necessità di chiudere con una certa rapidità la guida mi hanno costretto a girare le falesie in serie, magari da solo. Qui sono ancora con Stefano. Ma per i prossimi quattro video non sarà così. La falesia del Monte Muffetto è un piccolo sito di arrampicata chiodato da Roby Parolari sulla cresta sud-ovest della montagna in questione. Vi si trovano molte vie facili e ben protette su trachite, una roccia che, nel nord Italia, si trova solo ai Colli Euganei oltre che qui. Il posto è solitario e tranquillo. E merita una visita per la bellezza dell’ambiente e le caratteristiche “alpinistiche” dello stile di arrampicata richiesto per salirne gli itinerari. No top climber: le vie sono nella media di grado moderato. Sorgente: Falesia del Monte Muffetto – Monte Campione (BS) – YouTube   [...] Leggi di più...
05/02/2023La ciaspolata in notturna “Ciaspolando sotto il Muffetto – Montecampione 1800” è prevista per sabato 4 marzo 2023. Per scegliere dove poter mangiare e dove poter alloggiare a Montecampione potete consultare questo link. Per il regolamento e le iscrizioni consulta invece questo link Sorgente: Ciaspolando sotto il Muffetto – Montecampione 1800 – 4 marzo 2023 – Proloco di Artogne   [...] Leggi di più...
30/01/2023Album di: Luigi Trombini Sorgente: Montecampione – Orobie.it [...] Leggi di più...
23/01/2023Comprare una seconda casa Si può decidere di comprare una seconda casa in montagna per diverse ragioni. Le famiglie, ad esempio, sono spesso spinte dall’idea di avere un posto sicuro e conosciuto dove trascorrere le vacanze o anche solo i weekend in qualsiasi momento dell’anno. Una seconda casa può essere anche comprata per un investimento immobiliare: spesso infatti la scelta è animata dalla volontà di investire e di trarne un guadagno mettendo la casa a reddito. Che sia mare o sia montagna, gli italiani, in particolare le famiglie con figli, hanno sempre cercato di aver un punto di riferimento per trascorrere le vacanze. Vediamo quindi quanto costa comprare una seconda casa in montagna. Quanto costa comprare una seconda casa Quando si decide di comprare una seconda casa dal notaio devono tenersi in considerazione non solo le spese che dovranno essere affrontare per il rogito notarile, ma anche quelle per il mantenimento dell’abitazione. Per il rogito notarile l’acquisto di una seconda casa è più impegnativo, non per l’onorario del notaio, ma per le imposte che dovranno essere versate all’erario nelle mani del notaio. Il notaio, infatti, è un sostituto d’imposta. Che vuol dire? Significa che al momento del rogito tutte le spese, tasse e imposte dovranno essere pagate proprio al notaio che successivamente provvederà a versare allo Stato. A differenza dell’acquisto prima casa in cui è possibile beneficiare delle agevolazioni fiscali al ricorrere di determinati requisiti e presupposti, quando si compra la seconda casa le spese sono purtroppo superiori. Vediamo perché. Imposte e tasse seconda casa La prima cosa importante da sapere è che quando si decide di comprare una seconda casa, avendone una già intestata non sarà possibile usufruire delle agevolazioni fiscali. In generale, al di là delle altre tasse e imposte, quando l’acquisto avviene da venditore privato, è previsto il pagamento dell’imposta di registro che non sarà più pari al 2%, ma sarà pari al 9%: questa quindi rappresenta una delle principali differenze che fa crescere il costo dell’investimento. Comprare una seconda casa in montagna Spesso l’Italia viene associata ad una meta per le vacanze estive grazie ai suoi lunghi e meravigliosi litorali. Tuttavia non è da dimenticare lo splendido paesaggio montano che può offrire la nostra penisola: la montagna viene scelta non solo da coloro che amano le località sciistiche, ma anche da chi ama le baite tranquille immerse nella natura che rappresentano piccoli angoli di paradiso. Da nord a sud si può scegliere di comprare casa anche in montagna sia per trascorrere le vacanze, sia per sperimentare un investimento immobiliare: si pensi ad esempio a coloro che decidono di comprare casa per trasformarla in un b&b. Quanto costa comprare casa in montagna A seconda della zona in cui si sceglie di investire, il prezzo delle case in montagna può cambiare radicalmente: le località più richieste sono nelle regioni alpine in particolare in Val d’Aosta, Piemonte, Trentino Alto Adige e Veneto. Decidere di affittare stagionalmente la propria seconda casa può rappresentare un ottimo investimento, soprattutto quando la si compra con un mutuo e si abbia a carico mensilmente una rata da pagare. Poter ammortizzare le spese negli anni può essere un’ottima soluzione per tutti coloro che decidono di far fruttare il proprio investimento immobiliare. Se si sceglie una casa di lusso purtroppo i prezzi saliranno notevolmente: questo tipo di abitazione può essere presente soprattutto nelle località più conosciute come Cortina d’Ampezzo, Cervinia, Courmayeur e Selva di Val Gardena. Dove conviene comprare casa in montagna Nella parte del Nord Italia si comprano case in montagna in provincia di Brescia in particolare nelle zone di Maniva, Gaver, Val Palot, Montecampione, Borno e Aprica-Corteno: i paesaggi di queste zone sono suggestivi e caratteristici anche per coloro non dediti alle attività sciistiche e sono inoltre apprezzati d’estate grazie al clima più fresco che offrono. Sempre al nord nei pressi di Bergamo vi sono paesaggi montani molto ambiti per comprare la seconda casa: il grande patrimonio paesaggistico della provincia di Bergamo è proprio rappresentato dalle montagne che da sempre fanno parte della cultura e della storia dei bergamaschi, si pensi alle montagne Orobie, quale attrazione turistica costante ogni anno. Anche nel centro Italia vi sono altrettante zone interessanti da tenere in considerazione, in particolare nella zona abruzzese, basti pensare a località note come Pescasseroli, Roccaraso e Rivisondoli. Come trovare un notaio Quando si decide di comprare una casa, che sia la prima o la seconda, bisogna cercare un notaio. A primo impatto non è semplice per chi non ha alcun riferimento, ma oggigiorno il web rappresenta il principale alleato quando si cercano risposte a qualsiasi tipo di domanda. Grazie alla piattaforma online di Notaiofacile è possibile richiedere un preventivo notarile gratuito al notaio della zona che si preferisce: qualora si abbia bisogno di un notaio in una zona di montagna potrà ricercarsi anche in quella zona, ma ciò non esclude che si possa scegliere un notaio che riceva gli atti pubblici notarili nella stessa regione. Il notaio infatti ha una competenza regionale e quindi può stipulare l’atto pubblico di compravendita in qualsiasi città della regione. Il servizio offerto da Notaiofacile consente di risparmiare tempo nella ricerca del notaio e denaro in quanto il preventivo può essere richiesto senza dover pagare nulla: in poco tempo si potrà avere anche una risposta alla richiesta effettuata direttamente da un notaio. Quando serve il notaio per comprare casa Ancor prima di decidere quale casa in montagna comprare e, soprattutto, se comprarla, è importante affidarsi a un professionista del settore come il notaio. Solo il notaio, che effettua dei controlli prima del rogito, potrà verificare se la casa risponde alle proprie esigenze, analizzandola sotto molteplici punti di vista: verificherà al catasto la struttura della casa accedendo alla planimetria della stessa, controllerà se la costruzione è avvenuta secondo legge con un provvedimento emanato dal comune, così come effettuerà tutte le verifiche per un acquisto in sicurezza. Si tratta di un passaggio fondamentale prima di decidere se comprare una casa o meno: scoprire in un secondo momento che qualcosa non sia andato per il verso giusto non sarebbe certamente una piacevole sorpresa. Sorgente: Notaio: Comprare casa in Montagna, come fare e quanto costa   [...] Leggi di più...
20/01/2023Nel 2024 l’Asd Tiro a Volo Lovere, che ha costruito il proprio campo di attività a Montecampione in località Pàteghe, festeggerà i primi 100 anni ufficiali di vita, secondo i documenti d’archivio della Società, anche se probabilmente vi era un nucleo preesistente e lo sta facendo con iniziative importanti sul piano formativo, agonistico e d’immagine. Lo ha detto il Presidente Gianpietro Faustinelli in occasione dell’Assemblea annuale che ha aperto ufficialmente il tesseramento ed ha dato il via ai progetti per il centenario. L’Asd Tiro a volo di Lovere annovera un buon nucleo di giovani che hanno iniziato a gareggiare ad ogni livello, vincendo molto, soprattutto in campo femminile, mentre una punta di diamante è considerato Samuele Faustinelli, oggi molto più che una promessa. Nel 2022 i Soci tesserati erano una settantina: ora il sodalizio punta a crescere per raggiungere il numero 100, pari agli anni della gloriosa e importante attività del sodalizio. Sorgente: +Valli TV – 100 ANNI DI TIRO A VOLO   [...] Leggi di più...
17/01/2023L’ultima installazione in Bazena, al Rifugio Tassara La neve è arrivata e ha coperto il paesaggio montano con un bello strato di coltre fresca. Per averne le prove si possono consultare le immagini delle webcam delle varie stazioni meteo installate da Associazione meteopassione. Dall’Aprica a Borno, da Cimbergo a Colere, dal Gaver a Montecampione, fino a Ponte di Legno e Tonale, passando per numerosi altri luoghi della provincia, si può controllare in tempo reale l’andamento delle precipitazioni e visualizzare la temperatura registrata e la localizzazione sulla mappa con l’altitudine del posto. L’ultima webcam e stazione meteo installata in ordine di tempo è quella di località Bazena di Breno. Da qualche anno la stazione meteo del Rifugio Carlo Tassara era stata dismessa per via di problemi tecnici. Grazie alla disponibilità dei nuovi gestori il team di Meteopassione ha riattivato l’apparecchiatura con l’installazione di una webcam ad alta risoluzione. La camera inquadra in direzione sud-est, rivolta verso la piccola cappella adiacente il rifugio e sullo sfondo si snoda la strada che porta al Passo Crocedomini sovrastata dal Monte Bazena la cui sommità tocca i 2109m. Di seguito i link per dare un’occhiata alla nevicata in tempo reale https://www.meteopassione.com/stazioni/rifugio-bazena https://www.meteopassione.com/webcam/rifugio-bazena Nelle prossime ore sono previste ulteriori precipitazioni. La Protezione civile ha diramato l’allerta gialla per la fascia montana, con rischio idrogeologico moderato e pericolo di valanghe. Le temperature sono in abbassamento. Linda Bressanelli Sorgente: Nevicate in corso e dove vederle: le webcam di meteopassione | Radio Voce Camuna   [...] Leggi di più...
14/01/2023Marco Pantani, il nostro ricordo del Pirata attraverso le sue più grandi imprese al Giro d’Italia e al Tour de France Marco Pantani è stato un fuoriclasse della salita, da molti addetti ai lavori considerato il più grande scalatore della storia del ciclismo. I suoi leggendari scatti, esaltati dalla voce commossa di Adriano De Zan durante il Giro d’Italia e il Tour de France (ricordate… “Scatto di Pantani, è scattato Pantani!”), hanno scritto la storia del nostro sport e tuttora, a diversi anni dalla sua morte, il campione di Cesenatico è nei cuori di innumerevoli appassionati. Come non ricordare per esempio l’incredibile duello con Pavel Tonkov sulle rampe di Montecampione nel 1998, oppure il violento attacco alla maglia gialla Jan Ullrich sul Col du Galibier sempre nello stesso anno, per non parlare delle prime imprese al Giro del 1994, le perle sull’Alpe d’Huez al Tour, la rimonta a Oropa nel 1999 e l’accoppiata Mont Ventoux – Courchevel al Tour 2000, quando fece capire a Lance Armstrong di poterlo surclassare in salita nonostante non fosse in piena forma. Il Pirata non è stato però solo un grande campione sotto il profilo sportivo, ma ha saputo dare tanto anche dal lato umano, come spesso amano ricordare alcuni suoi tifosi e compagni di squadra a lui particolarmente vicini. Nel 2014, per esempio, ho avuto il piacere di intervistare il mitico Gigi, storico tifoso di Marco, durante il Memorial Marco Pantani. Dalle parole di quest’uomo, scomparso nel 2022, trasudava una marea di amore verso Marco e si comprendeva bene come quest’ultimo abbia lasciato un profondo segno proprio dal lato umano. Proprio in quell’occasione ho avuto il piacere di scambiare due parole anche con Tonina Pantani, la mamma del Pirata, e di visitare lo Spazio Pantani, museo aperto al pubblico nel 2006 in quel di Cesenatico. Andiamo ora a ripercorrere la carriera del campione romagnolo, vincitore del Giro d’Italia e del Tour de France nel 1998, tra i pochi nella storia del ciclismo a riuscire a realizzare nello stesso anno quest’accoppiata (assieme a Fausto Coppi, Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Stephen Roche e Miguel Indurain) nonché della medaglia di bronzo ai mondiali di Duitama nel 1995, attraverso le sue più grandi imprese. Marco Pantani e le sue grandi imprese Tour de France 1998, lo scatto sul Galibier Giro d’Italia 1998, il duello a Montecampione Giro d’Italia 1994, Mortirolo e Santa Cristina Tour de France 2000, la rasoiata di Courchevel Giro d’Italia 1999, la rimonta di Oropa Tour de France 1995, il record sull’Alpe d’Huez Giro d’Italia 1994, il primo acuto a Merano con una discesa folle Tour de France 2000, alla conquista del Mont Ventoux Tour de France 1997, l’impresa di Morzine Giro d’Italia 2003, il saluto sullo Zoncolan Pantani vs Ullrich, Galibier 1998 Jan Ullrich, il giovane tedesco del Team Deutsche Telekom già vincitore del Tour de France nel 1997, sembrava imbattibile. Marco Pantani, appena rientrato dalle fatiche del Giro d’Italia vinto, sembrava stanco. Eppure, nonostante il netto distacco accumulato tra il prologo di Dublino e la crono di Corrèze, alla prima buona occasione il Pirata fece il vuoto alle proprie spalle, staccando i diretti rivali prima nella tappa di Luchon e poi dominando a Plateau de Beille. Ullrich era però ancora lontano in classifica e allora, il 27 luglio 1998 durante la quindicesima tappa tra Grenoble e Les Deux Alpes, il capitano della Mercatone Uno decise di attaccare sulle rampe del Col du Galibier, ancora piuttosto lontano dal traguardo. In una giornata di freddo e pioggia, il romagnolo scattò con una forza inaudita a 4 km dalla vetta della meravigliosa salita alpina, lasciando sul posto l’incredulo panzer tedesco. Metro dopo metro Pantani superò tutti i fuggitivi di giornata, scavando un distacco enorme tra sé e gli altri big della classifica generale. Giunto sulla cima del Galibier, iniziò la picchiata in discesa come una furia ma, non riuscendo a indossare bene la mantellina, dovette fermarsi nei pressi di una curva. Davide Cassani, durante la telecronaca, temette una sua caduta ma fortunatamente andò tutto bene e il Pirata riprese presto a far mulinare sontuosamente le gambe. Sul traguardo di Les Deux Alpes precedette Rodolfo Massi di 1’54” e Fernando Escartin di 1’59”, ma soprattutto Bobby Julich e Jan Ullrich di tanti minuti. Precisamente quest’ultimo giunse distrutto a 8’57” dal nostro campione, accompagnato dai compagni di squadra Bjarne Riis e Udo Bölts. Ad appena sei tappe dalla fine, la classifica recitava così: 1 Marco Pantani 2 Bobby Julich a 5’42” 3 Jan Ullrich a 5’56”. Il giorno seguente, nella tappa di Albertville, il Kaiser avrebbe reagito con orgoglio, tentando in ogni modo di staccare la nuova maglia gialla. Pantani, soprattutto nel finale, dette sempre l’impressione di controllare, giungendo sul traguardo secondo a pari tempo con il fiero rivale. Giunto in terza posizione nella crono finale di Le Creusot alle spalle di Ullrich e Julich, il Pirata concluderà il Tour de France 1998 con un vantaggio di 3’21″sul tedesco e di 4’08” sull’americano. Nessuno di noi può dimenticare la sua gioia sul podio ai Campi Elisi, con il trofeo del vincitore consegnatogli dal grande Felice Gimondi che, prima della vittoria di Pantani, era stato l’ultimo azzurro a trionfare alla Grande Boucle nel 1965. Pantani vs Tonkov, Montecampione 1998 Alex Zülle appare inarrivabile, ma con Marco Pantani in gara mai dire mai. Lo svizzero, reduce da due Vuelta di Spagna vinte consecutivamente, è in grande forma e il dominio nella cronometro di Trieste sembra suggellane anticipatamente il trionfo anche sulla Corsa Rosa. Anche Pantani, l’anno prima terzo al Tour de France, è però molto agguerrito e il successo nella frazione di Piancavallo ne dimostra le velleità. Dopo la quindicesima tappa, la crono triestina, la classifica vede Zülle in testa con 2’02” su Pavel Tonkov e 3’48” sul Pirata. Passano appena due giorni e tra Asiago e Selva di Val Gardena si scatena il finimondo, con lo svizzero alla deriva e un Pantani superbo all’attacco con Beppe “Turbo” Guerini. I due italiani arrivano al traguardo con oltre 2′ sui rivali e Marco conquista la maglia rosa con 30″ di vantaggio su Tonkov e 31″ proprio su Guerini. Il russo, vincitore del Giro d’Italia nel 1996 e secondo nel 1997, si riprende subito e all’Alpe di Pampeago vince la tappa precedendo di 1″ il Pirata, ora primo in classifica con 27″ sul rivale. Ed è proprio qui che avviene qualcosa di inimmaginabile, uno dei più bei duelli della storia del ciclismo, degno degli epici match di boxe dei tempi di Alì – Frazier – Foreman, ovvero la sfida sulle rampe di Plan di Montecampione. Qui Pantani attaccò violentemente una prima volta, ma Tonkov reagì e si mise nella sua scia. Allora il Pirata ci riprovò una seconda, una terza, una quarta, una quinta e una sesta volta, ma il russo sembrava granitico, riportandosi in ogni occasione nella scia del romagnolo. A tre chilometri dall’arrivo mi sono fatto un esame di coscienza. Ho parlato con me stesso e ho fatto appello a tutte le energie. Ho pensato che non avevo più la maglia rosa, che dovevo conquistarmela. Mi sono detto: vai Marco, o salti tu o salta lui. È saltato lui. Marco Pantani Così, a 2.700 metri dalla conclusione, Marco attaccò un’ultima volta e finalmente vide allontanarsi la sagoma del capitano della Mapei. Da lì in poi sarebbe stato un tripudio, con Tonkov a 57″ sul traguardo e a 1’28” in classifica generale. Per comprendere ancora di più la portata di quell’impresa, uno straordinario scalatore quale Giuseppe Guerini giunse terzo a 3’16” da Pantani. Il timore che il campione russo potesse recuperare quello svantaggio nella cronometro di Lugano svanì molto presto e Marco, terzo nella prova contro il tempo, riuscì addirittura a guadagnargli altri 5″. Il Giro d’Italia 1998 vide dunque uno straordinario Pirata vincere con 1’33” su Pavel Tonkov e 6’51” su Beppe Guerini. Giro d’Italia 1994, doppietta da sogno e podio finale Miguel Indurain veniva da tre vittorie di fila al Tour de France e due al Giro d’Italia. Chi avrebbe potuto impensierirlo? La Carrera schierò il giovane Marco Pantani, trionfatore al Giro d’Italia dilettanti nel 1992, al fianco del capitano Claudio Chiappucci ma dopo un paio di settimane… le gerarchie sarebbero cambiate. Il 4 giugno 1994 è in programma la Lienz-Merano, quattordicesima tappa della Corsa Rosa, e Marco scatta in prossimità del passo di Monte Giovo. Quell’impresa verrà ricordata non tanto per la salita, ma per la sua incredibile discesa a velocità siderali in cui mantenne una posizione estrema in sella alla sua bici. La consacrazione definitiva sarebbe avvenuta il giorno seguente, nella leggendaria Merano-Aprica. Qui attaccò prima sul durissimo Mortirolo, staccando tutti i rivali. Per evitare di restare da solo nel successivo tratto di pianura, attese i primi avversari, cioè Miguel Indurain e Nelson Rodríguez, i quali cedettero nuovamente sull’ascesa di Santa Cristina. Uno stoico Chiappucci chiuse in seconda piazza a ben 2’52” da Pantani, con Indurain a 3’30” ed Evgenij Berzin a 4’06”. Proprio quest’ultimo porterà a casa il Giro d’Italia 1994, precedendo Marco di 2’51” e Indurain di 3’23”. Il nostro campione, ancora in grande spolvero con il terzo posto nella crono con arrivo al passo del Bocco, cercò in ogni modo di recuperare lo svantaggio al russo, soprattutto grazie a un clamoroso attacco a circa 100 km dal traguardo nella tappa di Les Deux Alpes. Alla fine decise di rialzarsi, ma quell’attacco fece capire al mondo intero di che pasta fosse fatto quel ragazzo di Cesenatico. Tour de France 2000: Pantani vs Armstrong Al Tour del 2000 Pantani non riuscì a presentarsi in grande forma, mentre Lance Armstrong era al top della condizione. L’americano, vincitore del Tour 1999 e divenuto da due anni (con il quarto posto alla Vuelta nel 1998) un corridore da grandi giri dal nulla, in quei giorni volava e, come ben sappiamo, nel 2012 l’UCI decise di annullare tutte le sue vittorie al Tour, compresa quella del 2000, per motivi legati al doping. Il Pirata pagò dazio nelle prime tappe, ma un po’ alla volta tornò in un buono stato di forma e il 13 luglio, nella leggendaria frazione fra Carpentras e il Mont Ventoux, diede spettacolo. Dopo essersi leggermente staccato a inizio salita dal gruppo di testa, una volta tornato sotto agli altri big andò subito all’attacco, fino a quando nessuno – Armstrong a parte – riuscì più a seguirne il ritmo. L’americano, una volta raggiunto Marco, tentò subito di accelerare, ma il nostro campione reagì con prontezza e nel finale riuscì a precedere di pochi centimetri il rivale. Nei giorni seguenti il clima tra i due divenne rovente e allora, come aveva sempre fatto durante la propria carriera, Pantani decise di reagire con i fatti e la resa dei conti avvenne il 16 luglio a Courchevel. Qui il Pirata rifilò una lezione memorabile al texano, staccandolo nettamente nella salita finale e giungendogli davanti di 51″. Dopo il giorno di riposo, Marco tentò il tutto per tutto nella Courchevel-Morzine. Non gli interessava infatti né il sesto posto nella classifica né la possibilità di arrivare sul podio. A un campione del suo calibro interessava solo la maglia gialla e per conquistarla nuovamente avrebbe dovuto rimontare ben nove minuti su Armstrong. Così attaccò a 130 km dal traguardo, gettando il gruppo nello scompiglio più totale. La tappa, lunga 196 km, prevedeva 5 GPM e lui partì sul primo, il Col des Saisies, un’ascesa di 15,1 km con una pendenza media del 6,1%. Ullrich e Virenque tentarono di seguirlo, ma subito preferirono farsi riassorbire dal gruppo, mentre Armstrong mise alla frusta i propri compagni di squadra al suo inseguimento. I soli Pascal Hervé e Fernando Escartín riuscirono a raggiungere il Pirata, ma solo lo spagnolo diede il proprio aiuto visto che il francese, da gregario di Richard Virenque, rimase sempre a ruota. I tre furono ripresi a Cluses, a 47 km dal termine, e nell’arco di pochi kilometri il capitano della Mercatone Uno crollò, principalmente per essersi alimentato male e poco durante le ore precedenti. Alla fine trionfò Virenque e Armstrong, in crisi nel finale, riuscì comunque a limitare i danni. Il giorno dopo il Pirata decise di ritirarsi, chiudendo così la propria carriera al Tour de France. Giro d’Italia 1999, la rimonta di Oropa Al Giro del 1999 Pantani non aveva rivali e infatti dominò la corsa in lungo e in largo. Vinse prima la tappa con arrivo sul Gran Sasso d’Italia, ripetendosi poi al Santuario d’Oropa, all’Alpe di Pampeago e a Madonna di Campiglio. Dopo quest’ultima vittoria, a sole due frazioni dalla fine, aveva un vantaggio di 5’38” su Paolo Savoldelli e di 6’12” su Ivan Gotti e probabilmente, nella durissima tappa dell’Aprica, i distacchi sarebbero potuti dilatarsi ancora di più. Purtroppo, però, la criminalità organizzata aveva enormi interessi legati al mondo delle scommesse sulla gara italiana e avrebbe avuto perdite ingenti se Pantani avesse trionfato. Così, subito prima della partenza da Madonna di Campiglio, avvenne il dramma. A Pantani venne fatto, esattamente come a tutti gli altri ciclisti nella top ten, un controllo antidoping di routine ma… durante il suo controllo accaddero fatti strani, come molto tempo dopo sarebbe stato confermato grazie al lavoro del team del programma “Le Iene”. In parole povere, l’ematocrito del Pirata era nella realtà dei fatti intorno al 47/48%, cioè ben al di sotto della soglia del 50% considerata come limite per poter prendere parte alla corsa, ma le autorità antidoping dichiararono il 52% come valore del campione romagnolo, al quale venne quindi preclusa la possibilità di terminare il Giro. A quel punto tutta la Mercatone Uno si ritirò dalla corsa e per Marco fu una mazzata terribile da cui non si sarebbe più ripreso. Tornando alla mitica tappa del Santuario di Oropa, la numero 15 di quell’edizione, a Pantani saltò la catena all’imbocco dell’ascesa conclusiva e in un attimo perse circa 50 secondi dai battistrada. Atteso dai suoi compagni, iniziò una rimonta furibonda grazie a cui riuscì a riprendere le decine di ciclisti davanti a lui. L’ultimo ad arrendersi fu il francese Laurent Jalabert, il quale chiuse secondo a 21″ dal Pirata. Quest’ultimo non esultò pensando di non essere riuscito a riprendere tutti, festeggiando solo dopo che i membri del team gli ebbero comunicato il successo dopo l’arrivo. Alpe d’Huez 1995, il grande record Pantani detiene i tre migliori tempi della storia riguardanti la salita dell’Alpe d’Huez, con una punta di 36’50” al Tour de France 1995. Nel 1994, pur avendo staccato nettamente tutti gli altri big, non era riuscito a vincere, obiettivo invece raggiunto sia nel 1995 sia nel 1997. In quel Tour ebbe diversi problemi fisici ma in quel 10 luglio, durante la dodicesima tappa, si presentò al meglio e demolì la concorrenza. Scattato a ben 13 km dalla fine, staccò subito i diretti rivali, andando a riprendere anche tutti gli uomini della fuga. Con i suoi incredibili 36’50” riuscì a precedere Miguel Indurain e Alex Zülle di 1’20” e Bjarne Riis di 1’22”, ovvero colori i quali sarebbero giunti rispettivamente primo, secondo e terzo a Parigi. Morzine 1997, una prova di classe immensa Il 1997 fu un anno difficile per il Pirata, ma al Tour riuscì a compiere imprese rimaste nella storia, concludendo in terza piazza a Parigi alle spalle dei soli Jan Ullrich e Richard Virenque. Assieme al tedesco e al francese diede spettacolo su tutte le salite, imponendo loro la propria legge sia sull’Alpe d’Huez sia a Morzine. In quest’ultima tappa, la numero 15 di quell’edizione, Pantani scattò in modo incredibile sulle pendenze del Col de Joux Plane, facendo il vuoto dietro di sé e poi, con la sua caratteristica posizione a uovo, riuscì a risultare il migliore anche in discesa distanziando i due grandi rivali di 1’17”. Zoncolan 2003, il grande saluto Dopo anni di grande difficoltà, Marco si presentò in un discreto stato di forma al via del Giro d’Italia 2003, mettendosi in luce in diverse tappe. Su tutte rimarrà nella storia la frazione del 22 maggio, che vide per la prima volta l’arrivo sul durissimo Monte Zoncolan. La maglia rosa Gilberto Simoni partì all’attacco e non venne più ripreso, ma Pantani fu il primo a reagire, cercando di limitare i danni assieme a Stefano Garzelli. Alla fine il Pirata chiuse quinto, alle spalle di Simoni, Garzelli, Francesco Casagrande e Jaroslav Popovyč, ma ci fece sognare ancora una volta. In quel Giro, prima della caduta in discesa nella frazione con arrivo a Chianale, era nono in classifica generale e dopo tanto tempo era riuscito a ritrovare buone sensazioni. Quel giorno perse però parecchi minuti e a Milano sarebbe giunto in quattordicesima piazza. Quella giornata sullo Zoncolan vedemmo per l’ultima volta un grande Pantani, uno scalatore straordinario e un uomo generoso oltre ogni limite. Chiunque lo abbia visto correre, non può averlo dimenticato. Riccardo Tempo Altre immegini e video al link della sorgente: Marco Pantani, un ricordo del Pirata con i video delle sue imprese   [...] Leggi di più...
13/01/2023Una squadra di operai sta già lavorando negli alberghi di Plan di Montecampione per la messa in sicurezza degli edifici. Secondo la ditta Dattilo Costruzioni forse anticipata la fine dei lavori Sorgente: ARTOGNE – Operai al lavoro al Plan di Montecampione – TeleBoario   [...] Leggi di più...
13/01/2023CIASPOLATA FAMILY Montecampione e il fascino dei 1800 metri, una giornata in famiglia e l’emozione di una ciaspolata tra panorami innevati accompagnati da una guida e dai suoi pappagalli ( presenza pappagalli meteo permettendo), sul percorso presente un rifugio. PROGRAMMA: Ritrovo con la guida a Montecampione 1800 alle ore 12:45, briefing e inizio del trekking. Rientro per le ore 15:30. Possibilità di noleggio, ciaspole e bastoncini al costo di € 8,00, ENTRO 2 giorni prima della ciaspolata, previa prenotazione e noleggio da pagare in loco. Ciaspole disponibili a partire dal nr. 36 di scarpe Avete anche bimbi più piccoli ? Intanto che un genitore ciaspola con il bimbo più grande, l’altro bimbo più piccolo, che non ciaspola, può noleggiare in loco o portare con sè un bob, sul posto è presente una pista di bob con impianto di risalita. DIFFICOLTÀ: facile, adatta alle famiglie. Sviluppo totale 3 km, sul percorso presenza di un rifugio. ADATTA A: tutti, TENERE CONTO DELLA POSSIBILITà DI NOLEGGIO CIASPOLE SOLO A PARTIRE DAL NR. 36 DI SCARPE. DURATA ESPERIENZA: 2,30 ore NECESSARIO: abbigliamento a strati e calzature impermeabili alte (devono coprire il piede e la caviglia, non adatti doposci mod. Moon Boot ), uno zaino che possa contenere abbigliamento eventualmente tolto durante la ciaspolata, diversi strati sottili hanno il vantaggio di far immagazzinare complessivamente più aria che funge da isolamento termico,portare con sé acqua o altra bevanda (minimo 1/2 Lt), frutta secca, barrette, crema ed occhiali da sole Date: 29 GENNAIO 2023 5 FEBBRAIO 2023 Dalle ore: 13:00 – alle ore: 15:30 Costo: – 1 adulto + 1 bambino 27€ – 2 adulti + 1 bambino 37€ – 1 adulto + 2 bambini 37€ – 2 adulti + 2 bamBINI 43,00€ – terzo bimbo 8€ OFFERTA VALIDA ESCLUSIVAMENTE PER NUCLEO FAMIGLIARE : GENITORI + FIGLI Serve prenotare? Sì, necessaria prenotazione precedente Le modalità di prenotazione: contattando i contatti indicati oppure 3398771850 SOLO messsggi whats app Entro 2 giorni prima o fino ad esaurimento posti. Il giorno prima dell’evento, verrà inviato con whats app, posizione google maps del parcheggio punto ritrovo. Destinatari: famiglie con bambini e ragazzi 7-12 anni Sorgente: Montecampione – Ciaspolata in famiglia | Bresciabimbi   [...] Leggi di più...
10/01/2023Dal canale Youtube Consorzio Montecampione Seguito 2: Assemblea consortile del 7 gennaio 2023 – pt 2/4- – YouTube Seguito 3: Assemblea consortile del 7 gennaio 2023 – pt 3/4- – YouTube Seguito 4:  Assemblea consortile del 7 gennaio 2023 – pt 4/4- – YouTube Sorgente: Assemblea consortile del 7 gennaio 2023 – pt 1/4- – YouTube   [...] Leggi di più...
09/01/2023Ottimismo per il denaro stanziato dalla Regione e i lavori di recupero degli hotel È stata molto partecipata a Montecampione l’assemblea del Consorzio che raggruppa i proprietari degli immobili ubicati nel comprensorio: oltre trecento persone hanno raggiunto la località turistica della bassa Valle sabato scorso. Numerosi i rappresentanti della politica, che non hanno perso l’occasione per portare avanti la campagna elettorale per le regionali. In un clima tra sentimenti di sconfitta e progetti ottimistici, a fare gli onori di casa c’era il presidente del Consorzio, Paolo Birnbaum, che ha ribadito che non tutto è perduto: gli impianti quest’inverno sono rimati chiusi, ma l’appetibilità di Montecampione resta alta in quanto, nonostante l’assenza della neve e della possibilità di sciare, le presenze hanno superato nel corso delle vacanze di Natale le 5mila unità. A ciò si aggiunge il fatto che in questi giorni il gruppo Dattilo Costruzioni di Milano, socio della Montecampione srl, ha avviato la ristrutturazione degli alberghi del complesso Le Baite a 1.800 metri. Da sottolineare il fatto che i 13milioni di euro messi a disposizione dalla Regione per rinnovare gli impianti di risalita e per l’innevamento artificiale sono garantiti e da utilizzare per il rifacimento delle seggiovie Dosso Beccherie, Secondino-Splaza e Longarino-Splaza. Dunque sarà un triennio di cambiamenti quello che attende il rinnovato cda del Consorzio, passato da nove a sette componenti. Risultano eletti: Paolo Birnbaum, Marco Daminelli, Gianmauro Piovani, Gianmaria Fusar, Fabio Fusina, Giuseppe Profeta e Armando Zubbiani. Confermato pure il rappresentante di Pian Camuno, Regis Cotti. Marco Santoriello è il revisore dei conti. Da parte sua il Consorzio ha detto di essere pronto a mettersi in gioco, anche se, per partecipare ad acquisto e rilancio delle strutture sciistiche, che per accedere al finanziamento regionale devono diventare di proprietà pubblica, dovrà cambiare nuovamente lo statuto. L’obiettivo rimarcato nel corso dell’assemblea è quello di creare una rete, di coinvolgere tutti nel rilancio e l’appello ai residenti è stato chiaro: tutti devono fare la propria parte per rimettere in moto la stazione turistica. Linda Bressanelli Sorgente: Montecampione, il Consorzio elegge il nuovo cda e pensa al rilancio | Radio Voce Camuna [...] Leggi di più...
08/01/2023Con la conclusione delle vacanze di capodanno, i residenti di Montecampione, rappresentati dal Consorzio, tradizionalmente si trovano in assemblea per deliberare sui bilanci e tracciare la linea dell’anno appena iniziato. Ma quest’anno l’Assemblea, particolarmente partecipata, aveva un prologo rappresentato dalle comunicazioni sulla situazione degli impianti sciistici chiusi. Davide Caparini, Assessore regionale al bilancio, ha portato la voce ufficiale della Regione dichiarando la piena disponibilità a continuare con il progetto del patto territoriale, ricordando anche che oggi bisogna puntare molto sulla destagionalizzazione. A lui hanno fatto eco le istituzioni valligiane, con il pieno appoggio del Consorzio. Dopo l’atteso prologo che ha fatto chiarezza su quali sono i prossimi passi da compiere per far ripartire gli impianti di risalita. l’Assemblea ha proceduto secondo l’ordine del giorno. L’Assemblea ha poi eletto il nuovo Cda riconfermando gli uscenti: Paolo Birnbaum, Marco Daminelli, Gianmauro Piovani, Gianmaria Fusar, Fabio Fusina, Giuseppe Profeta e Armando Zubbiani nel consiglio, mentre Marco Marco Santoriello è stato eletto come revisore dei conti. Francesco Gheza Sorgente: +Valli TV – UNITA’ DI INTENTI SU MONTECAMPIONE   [...] Leggi di più...
08/01/2023A Montecampione il binomio impianti di sci e ricettività turistica sta prendendo forma con la prsenza discreta ma molto ben connotata della Dattilo costruzioni, che ha acquistato all’asta i due grandi alberghi a quota 1.200 e 1.800 metri e che, tramite la Montecampione srl, ha iniziato i lavori previsti già a Natale al grande complesso del Pal in Bassinale. In attesa che il grande cantiere di quota 1.800 prenda l’assetto definitivo, la Montecampione srl sta strutturando l’interrvento anche nel prestigioso albergo a quota 1.200. Il cronoprogramma degli interventi, comunicato al Comune di Artogne e reso noto in conferenza stampa, è ben definito. Dopo i primi mesi di focalizzazione sulle strutture alberghiere, ora la Montecampione srl sta verificando con attenzione anche impianti e piste. Per Natale e Capodanno 2024 Montecampione potrebbe puntare dunque su una presenza alberghiera con numeri importanti. Il cantiere è partito. Sorgente: +Valli TV – UN CRONOPROGRAMMA FINO A DICEMBRE 2024   [...] Leggi di più...
08/01/2023La priorità è la riapertura al più presto degli impianti Riflessioni su un turismo che viva 365 giorni all’anno Per il futuro di Montecampione le parole d’ordine sono tre: rilanciare, rilanciare, rilanciare. Perché un altro Natale senza sci non può e non ci deve essere. Su questo sono tutti d’accordo alla partecipata assemblea del Consorzio che raggruppa i proprietari degli immobili ubicati nel comprensorio: oltre trecento le persone che hanno riempito la sala cinema in piazzetta. In platea i sentimenti sono contrastanti: non manca la preoccupazione perché dalle sorti della stazione dipendono oltre quattrocento famiglie. Ma c’è anche un certo ottimismo dopo che nei giorni scorsi il gruppo Dattilo Costruzioni di Milano, socio della Montecampione srl, ha avviato la ristrutturazione degli alberghi a 1.800 metri. In prima fila erano presenti anche numerosi rappresentanti delle istituzioni: dall’onorevole Maurizio Lupi all’assessore regionale al Bilancio Davide Caparini, passando per l’assessore al Bilancio della Comunità Montana Cristian Farisè, il consigliere regionale Francesco Ghiroldi, il sindaco di Pian Camuno Giorgio Ramazzini, il sindaco di Artogne Barbara Bonicelli, il presidente della Comunità Montana Sandro Bonomelli e l’europarlamentare Silvia Sardone. Appetibilità A fare il punto della situazione è il presidente del Consorzio Paolo Birnbaum, che punta l’attenzione sugli impianti di risalita: «Non possiamo permetterci che restino fermi. Oggi sono per la montagna quello che le metropolitane sono per le grandi città. Magari le società che li gestiscono non distribuiscono dividendi, ma sono fondamentali». Birnbaum è confortato dal fatto che l’appetibilità di Montecampione resta alta: lo dimostrano non solo le presenze, circa 6mila in questi giorni di festa nonostante l’assenza della neve, ma anche gli investimenti del gruppo Montecampione srl. Destagionalizzare Pure la politica intende fare la sua parte. Lo ribadiscono tutte le autorità presenti. In particolare Caparini ricorda che la Regione «ha messo a disposizione 13 milioni di euro proprio per rinnovare gli impianti di risalita e per l’innevamento artificiale». Tuttavia, osserva, «a causa della crisi climatica è necessario anche destagionalizzare l’offerta turistica. La montagna lombarda soffre l’innalzamento delle temperature, che ci spinge ad ampliare la visione». Un’idea di destagionalizzazione viene lanciata da Bruno Dattilo, titolare dell’omonima azienda di costruzioni: «So che esistono piste artificiali che potrebbero essere utilizzate 365 giorni all’anno». Mentre Lupi rimarca che «è fondamentale coniugare famiglia, sport e passione per una terra che ha tradizioni importanti». Il cda Durante l’assemblea il Consorzio ha anche rinnovato il proprio cda, che passa da nove a sette componenti. Risultano eletti: Paolo Birnbaum, Marco Daminelli, Gianmauro Piovani, Gianmaria Fusar, Fabio Fusina, Giuseppe Profeta e Armando Zubbiani. Confermato pure il rappresentante di Pian Camuno, Regis Cotti. Marco Santoriello è il revisore dei conti. Marco Tedoldi Sorgente: Montecampione guarda al futuro: «Rinasceremo con o senza neve» – Giornale di brescia   [...] Leggi di più...
07/01/2023Il Consorzio Montecampione e gli enti comprensoriali della valle Camonica sono pronti a impegnarsi direttamente nella società degli impianti. Un ritorno al passato, ma necessario per poter riavviare le seggiovie Sorgente: ARTOGNE – Montecampione: consorzio e enti insieme per gli impianti – TeleBoario   [...] Leggi di più...
05/01/2023Avviati al Plan di Montecampione i lavori per sistemare l’albergo. Segnale finalmente positivo, secondo la sindaca Barbara Bonicelli che sabato parteciperà all’assemblea del Consorzio Sorgente: ARTOGNE – Montecampione, iniziati i lavori all’albergo del Plan – TeleBoario   [...] Leggi di più...
04/01/2023Il Parco archeologico di Luine, istituito negli anni ’70 per mostrare al pubblico oltre 100 rocce istoriate con oltre 10.000 figure, parte integrate del Sito Unesco n.94 delle incisioni rupestri della Valle Camonica, dal primo gennaio 2023 è chiuso, fino a data da destinarsi. Il contratto di gestione triennale con cui il Comune negli anni scorsi ha affidato – prorogandolo fino alla fine del 2022- alla famiglia Marini che da 30 anni gestisce il parco, la gestione del sito, sarebbe infatti scaduto e quindi il parco dal primo gennaio 2023 è rimasto senza gestore. Di conseguenza, i cancelli sono rimasti chiusi proprio in un momento in cui, pur non essendo questo un periodo di alta stagione per il turismo dei parchi archeologici, c’è bisogno di attirare i turisti della neve e della montagna invernale, alla ricerca di attrazioni in bassa Valle Camonica causa chiusura impianti a Montecampione, cui si aggiunge la chiusura degli impianti sciistici di Colere. Era da molto tempo che non si verificava una chiusura così prolungata, perché la gestione negli ultimi 30 anni circa, da parte della famiglia Marini, ha sempre garantito un’apertura continuativa aprendo, in occasione dei ponti legati alle festività, anche il lunedì, giorno di chiusura, il parco e la biglietteria, svolgendo lavori di manutenzione ordinaria all’interno del parco e supporto ai visitatori con la distribuzione di materiale informativo sulle incisioni, dimostrando attacamento al parco. In questi giorni la chiusura non è passata inosservata a chi si è trovato davanti ai cancelli che rischiano di restare chiusi per alcuni mesi, il tempo per permettere al Comune di indire un bando per rinnovare l’affidamento della gestione, a meno che il Comune non trovi una soluzione d’emergenza, a questo punto tardiva, che permetta al Parco di restare aperto nel frattempo. Sorgente: +Valli TV – SCADE CONTRATTO, PARCO LUINE RESTA CHIUSO   [...] Leggi di più...
29/12/2022Montecampione c’è ed è vivo, nonostante l’assenza dello sci. Il villaggio turistico in vista dell’anno nuovo ha pronta tutta una serie di appuntamenti per la gioia di grandi e piccini. A rendere armoniose le festività saranno musica, fiaccolate, giochi sulla neve e la Piazzetta costellata da mille luci. Si comincia stasera con un concerto gospel ed il giorno dopo, per l’intero pomeriggio, musica itinerante con arie natalizie che aiutano a creare l’atmosfera. Il giorno di Capodanno all’imbrunire fiaccolata e falò alla Splaza, con annesso aperitivo di buon auspicio.Il 2 gennaio poi, uno spazio tutto riservato ai piccoli con la costruzione di un pupazzo gigante di neve in ingresso al condominio Valgrande. A distanza di un paio di giorni tombolata al cinema ed il giorno della Befana non poteva mancare l’arrivo della vecchia signora con caramelle e carbone dolce per tutti. A chiudere le parentesi delle festività, la sera del 6 gennaio il concerto di Natale nella chiesetta di Montecampione con il coro polifonico Santa Giulia di Pian Camuno diretto dal maestro Gino Balduzzi. «Un programma denso – commenta Harry Monducci a nome dei commercianti – che conferma come la vacanza a Montecampione può far vivere momenti di serenità in qualsiasi occasione e nonostante tutto». A supporto degli appuntamenti i pubblici esercenti offriranno vin brulè, the, biscotti oppure aperitivo e merende. Domenico Benzoni Sorgente: Montecampione ha perso lo sci ma non va in bianco a Capodanno | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
23/12/2022Martedi 03.01.2023 novità a Montecampione Lasciati ELItrasportare dalle emozioni e vola nel nuovo anno! 🚁🙂🏃 regala o regalati un volo in elicottero! Martedi 03 gennaio 2023 a partire dalle 09.45 ELI-FLY elicotteri, in collaborazione conil Consorzio di Montecampione, organizza: 🚁Adrenalinici VOLI PANORAMICI IN ELICOTTERO su Montecampione e dintorni 🏃per provare un’emozione unica da una prospettiva nuova e straordinaria, a bordo di un elicottero! La partecipazione è aperta a tutte le persone di tutte le età. La partenza dei voli -operati in ottemperanza alle normative vigenti- avverrà da una zona di sicurezza delimitata presso l’arrivo delle piste da sci di Montecampione 1200,Via Legazzuolo di Montecampione, Artogne(BS) L’esperienza prevede un’introduzione al funzionamento dell’elicottero con briefing sulla sicurezza, imbarco e decollo con sorvolo in elicottero in funzione delle opzioni prenotabili in modalità volo condiviso o volo privato. Di seguito si riportano le proposte voli in modalità volo condiviso con altri passeggeri: 1.  MONTECAMPIONE EXPRESS helicopter tour | prezzo 50 €/persona in volo condiviso di battesimo dell’aria che include sorvolo con vista Montecampione con vette circostanti e rientro (durata experience circa 5 minuti) 1.  MONTECAMPIONE SPECIAL helicopter tour | prezzo 80 €/ persona in volo condiviso di battesimo dell’aria che include sorvolo con vista Montecampione con vette e direzione verso Monte Guglielmo per panoramica rientro (durata experience circa 10 minuti) Sarà inoltre prevista la possibilità di riservare un volo privato (con capienza fino a 5 persone) a scelta tra le seguenti proposte voli privati: 1.  MONTECAMPIONE VIEW helicopter tour | prezzo 440 €per volo privato con capienza da massimo 5 passeggeri che include sorvolo con vista Montecampione 1200, vette limitrofe, Monte Guglielmo con panoramica e rientro (durata circa 12 minuti di volo) 1.  ADAMELLO SPECIAL helicopter tour | prezzo 1100 € per volo privato con capienza da massimo 5 passeggeri che include sorvolo con vista panoramica di Montecampione 1200 e 1800, direzione verso le vette del Ghiacciaio Adamello per panoramica Pian di Neve e rientro (durata circa 30 minuti di volo) E’ possible prenotare chiamando/whatsappando al numero 📱 cell +39 333 57 57 727 Si potranno comunque acquistare i biglietti, fino ad esaurimento posti, anche direttamente al desk check-in che troverete a Montecampione 1200 il giorno dell’evento. 🛫🚁🙂 Check-in ELIFLY allestito presso condominio La splaza arrivi piste da Sci 1200 Via Legazzuolo a Montecampione(BS) ELI-FLY ELICOTTERI ALLA PORTATA DI TUTTI Cam on Fly! Vi aspettiamo numerosi! ELI-FLY L’Esperienza in Elicottero che diventa ALLA PORTATA DI TUTTI per festeggiare l’inzio del 2023! NB in caso di maltempo i voli saranno spostati al giorno successivo..per qualsiasi info contattare il +39 333 57 57 727 Iniziativa resa possibile grazie allla collaborazione di: CONSORZIO MONTECAMPIONE Davide Comensoli Project manager / Pilot ELIFLY INTERNATIONAL SRL Via Casa Bianca, 2 25040 – Esine(BS) – Italy Certificato Operatore Aereo IT.AOC.176 ​ |​ Autorizzazione Lavoro Aereo​ IT.SPOHR.0025​ |​ Certificazione di manutenzione​ IT.145.0406​ |​ Licenza CAMO​ IT.CAMO.0176 Tel.​ +39 0364 46 6375 Email:davide@elifly.it Website corporate:​ www.elifly.it Website experiences:​ www.eliflyexperience.com Facebook:​ ELI-FLY Helicopters​ Instagram:​ ELI-FLY Helicopters [...] Leggi di più...
21/12/2022La neve c’è, gli impianti di risalita no; o meglio, ci sono ma non funzionano. È la fine di Montecampione d’inverno? Per niente. Se lo sci alpino è impraticabile, le alternative per divertirsi non mancano. Iniziamo col dire che al Plan il tapis roulant sta consentendo il divertimento dei più piccoli, che possono imparare lo sci o lanciarsi in discese con slittini e bob. Ma naturalmente l’impegno è quello di creare occasioni anche per gli adulti, e lo si sta facendo con l’organizzazione di escursioni e ciaspolate.Si inizierà l’ultimo giorno dell’anno con partenza da Fodestal, aperitivo al rifugio Bait e rientro in Valgrande. Il giorno della Befana ci sarà la ciaspolata in notturna al Dosso Rotondo e l’8 gennaio un’altra camminata da quota 1.200 ancora al Dosso Rotondo. Non mancano partenze da Secondino alla Splaza (21 e 22 gennaio), oppure uscite fino al rifugio Tironi, nella riserva naturale di Rosello.A organizzare il tutto è il gruppo «Verticalmonte» del Consorzio Montecampione, nella cui sede si ricevono le iscrizioni e si può ritirare il kit sicurezza con Artva, pala e sonda. Come si vede, la mèta è sempre rappresentata da un rifugio o da un locale in cui fare una pausa e rifocillarsi. Il 4 marzo poi, la Pro loco di Artogne ha già in calendario la Ciaspolata del Muffetto. Saranno invece dedicate allo scialpinismo e alla sicurezza sulla neve sei giornate da trascorre in ambiente montano con la guida alpina Roberto Parolari. La memoria di quanto successo, per esempio, lo scorso 22 novembre proprio in quota sopra Montecampione, quando due ragazze sono state costrette a chiedere l’intervento del Soccorso alpino, può servire da monito. Gli stage del 14 e del 28 gennaio prevedono l’apprendimento delle nozioni essenziali per l’autosoccorso in valanga. Questo per evitare «che una piacevole giornata sulla neve si trasformi in una situazione difficile» spiegano gli organizzatori. Proseguendo, il 21 gennaio toccherà alla lezione di approccio allo scialpinismo e poi il 4, 11 e 18 febbraio a tre giornate dedicate a escursioni per chi lo pratica già e intende affinare le tecniche di salita e discesa. Per qualsiasi informazione e per le eventuali iscrizioni ci si può rivolgere alla sede del Consorzio dei residenti, nel condominio Il Portico. Nonostante il mancato funzionamento degli impianti, che quest’anno sta costringendo gli sciatori di Montecampione a rinunciare alle scorrazzate lungo le piste, l’imperativo è godersi comunque in sicurezza la neve. Al momento, come detto, l’unica occasione per i più piccoli è rappresentata dal nastro piazzato a Le Baite del Plan, con l’aggiunta però di slittini e motoslitte che possono fare da alternativa per tutti. Domenico Benzoni Sorgente: Gli impianti sono chiusi ma l’inverno del turismo è pieno di opportunità | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
17/12/2022Ciaspolare in sicurezza a 1800m s.l.m. accompagnati da una guida e dai suoi 2 pappagalli Belè e Cesare Dal:   2 Gen 2023      Al:   7 Gen 2023 Montecampione e il fascino dei 1800 metri, in famiglia e l’emozione di una ciaspolata tra panorami innevati. Accompagnati in sicurezza da una guida e dai suoi 2 pappagalli Belè e Cesare  (pappagalli presenti meteo permettendo) QUANDO: LUNEDÍ 2 GENNAIO 2023 VENERDI 6 GENNAIO SABATO 7 GENNAIO ore 10   DOVE: Montecampione 1800 – Valle Camonica   PROGRAMMA: Partenza da Montecampione 1800 alle ore 10, briefing e inizio del tour. Rientro per le ore 13:30. Possibilità di noleggio, ciaspole e bastoncini al costo di € 8,00, ENTRO 2 giorni prima della ciaspolata, previa prenotazione e noleggio da pagare in loco.   DIFFICOLTÀ: facile, adatta alle famiglie, sviluppo 6 km.   ADATTA A: bimbi da 7/ 8 anni o comunque,  se necessitano di noleggio ciaspole,  a partire dal nr. 36.   DURATA ESPERIENZA: 3,30 ore   NECESSARIO: abbigliamento a strati e calzature impermeabili alte (devono coprire il piede e la caviglia)e zaino che possa contenere abbigliamento tolto durante la ciaspolata, acqua o altra bevanda (minimo 1/2 Lt), frutta secca o/e barrette energetiche, guanti, berretto, occhiali da sole e, per le uscite serali frontalino.   COSTO: OFFERTA VALIDA ESCLUSIVAMENTE PER NUCLEO FAMIGLIARE GENITORI + FIGLI 1 adulto + 1 bambino 30€ 2 adulti + 1 bambino 40€ 1 adulto + 2 bambini 40€ 2 adulti + 2 bambini 45€ Terzo bambino 10€   INFORMAZIONI e PRENOTAZIONI: qui in questo sito con il tasto arancione in home page “prenota ora” Entro 2 giorni prima o fino ad esaurimento posti.   Il giorno prima dell’evento, verrà inviato con whats app, posizione google maps del parcheggio punto ritrovo. In caso di annullamento da parte degli iscritti a partire da 48 ore prima dell’esperienza, è POSSIBILE recuperare l’esperienza in una data successiva oppure conservare il ticket per un’ esperienza family fra le altre proposte organizzate durante l’anno In caso di annullamento da parte dell’organizzazione causa maltempo o causa forza maggiore, è previsto il rimorso totale oppure, a scelta, è possibile conservare il ticket per una data successiva o per un’esperienza diversa.   In caso di leggero maltempo si potrà comunque ciaspolare, a giudizio insindacabile della guida è possibile che l’escursione sia annullata in qualsiasi momento a causa di eventi meteorologici particolari o per garantire comunque la sicurezza di tutti i partecipanti. L’utente attraverso la prenotazione di un’escursione che comporti un certo grado di sforzo fisico, conferma di essere in condizioni fisiche e mentali adeguate, senza anamnesi cliniche o patologie particolari, si assume la responsabilità di attestare di essere in buona forma fisica, tale da poter partecipare all’escursione prenotata e prendersi cura di se stesso durante la stessa. Partecipando ad un’escursione gli utenti accettano e si impegnano a seguire le istruzioni e il regolamento ricevuto dalla guida. Per le  attività di escursioni con guida, trekking, tour a cavallo, canoa, sup, motoslitta, Lake Mountain Experience/Hakuna Matata Lake Iseo, declina al fornitore del servizio ogni responsabilità in merito al servizio da lui erogato e alla gestione del gruppo. Ogni responsabilità in merito a lesioni personali, decesso, danni di proprietà o altri danni o spese risultanti dalle interazioni dell’utente con terze parti e indipendenti dalla corretta erogazione del servizio sono da considerarsi responsabilità dell’utente.   Sorgente: CIASPOLATA MONTECAMPIONE FAMILY – Hakuna Matata Lake Iseo Esperienze sul Lago d’Iseo e Valle Camonica [...] Leggi di più...
17/12/2022Impianti di risalita chiusi. Due alberghi in ristrutturazione. Si teme per l’indotto. I timori dei proprietari delle seconde case. Pierluigi Ferrari Sorgente: Montecampione: senza sci, a rischio la stagione   [...] Leggi di più...
15/12/2022Appuntamento con l’elezione subito dopo l’Epifania, tra incertezze e rincari Il Consorzio dei residenti di Montecampione si appresta al rinnovo del suo consiglio di amministrazione. L’assemblea dei residenti per l’elezione del nuovo Cda è in calendario sabato 7 gennaio 2023. Sabato scorso si è svolta la riunione consultiva con gli amministratori del Consorzio. Nei tre anni che si stanno per chiudere ci sono stati momenti significativi, come quando è arrivato per il Consorzio guidato da Paolo Birnbaum il riconoscimento giuridico da parte della Regione Lombardia, oppure si è appresa la notizia del Patto territoriale di sviluppo turistico di Montecampione con il consistente finanziamento regionale. Ma ci sono state anche delle delusioni, ultima in ordine di tempo la questione chiusura impianti con la cessione delle quote da parte della Misa di Iorio. Il consiglio di amministrazione uscente, guardando al prossimo Cda, ha deciso di inserire nel bilancio una nuova voce: “Interventi sul territorio, opere strumentali all’attività sciistica”, che corrispondono a 50mila euro a sostegno dei fondi che gli enti pubblici dovranno reperire per dare concretezza al Patto territoriale di sviluppo turistico di Montecampione. Sempre sul piano della fornitura di servizi alla residenza, in assenza della garanzia, da parte di Ats della Montagna, della presenza della Guardia medica turistica, l’impegno del Consorzio è di assicurare la presenza di un medico o di un infermiere privato, almeno per i periodi di maggiore afflusso. L’aumento dei costi di gestione porterà purtroppo al taglio di alcuni eventi sportivi, ricreativi e culturali che animano l’estate di Montecampione, hanno già preventivato dal Consorzio. Linda Bressanelli Sorgente: Il Consorzio dei residenti di Montecampione deve rinnovare il Consiglio di amministrazione | Radio Voce Camuna   [...] Leggi di più...
11/12/2022Dal canale Youtube Consorzio Montecampione Seguito 2: Riunione consultiva 10 dicembre 2022 -pt. 2/4- – YouTube Seguito 3: Riunione consultiva 10 dicembre 2022 -pt. 3/4- – YouTube Seguito 4: Riunione consultiva 10 dicembre 2022 -pt. 4/4- – YouTube Sorgente: Riunione consultiva 10 dicembre 2022 -pt. 1/4- – YouTube   [...] Leggi di più...
07/12/2022Un nuovo passettino verso l’apertura dell’intero comprensorio di Ponte-Tonale: alle undici piste fruibili dallo scorso fine settimana, da oggi si aggiungerà finalmente il ghiacciaio Presena, insolitamente chiuso finora per il ritiro del ghiaccio. Al Tonale sarà fruibile, in aggiunta, anche la Serodine, mentre a Ponte e Temù apriranno le piste Casola rossa e la Doss delle Pertiche. Il consorzio assicura però che «farà il possibile per cercare di aprire al più presto tutte le piste del comprensorio» e già da oggi potrebbero esserci delle novità. Ne è una dimostrazione il fatto che saranno fruibili pure le seggiovie Roccolo Ventura, Valbione e Corno d’Aola per accedere ai rifugi in quota. Impiantisti, ma un po’ tutto il mondo della neve dall’alta Valcamonica, confidano molto nelle nevicate previste nei prossimi giorni, che dovrebbero portare centimetri preziosi di manto bianco e fresco su gran parte del carosello. L’inaugurazione ufficiale della stagione sciistica è in calendario per venerdì e sabato, con due distinti momenti in piazza XXVII Settembre. Venerdì alle 18 si esibirà il gruppo Gospel Times, uno dei più espressivi del panorama gospel. Sabato invece dalle 17.30 si potrà ballare con dj Matrix, ma soprattutto saranno raccontate le chicche della stagione 2022-23. La Coppa Europa La settimana successiva sarà di livello, con le gare di Coppa Europa di gigante femminile sulla pista Casola. L’appuntamento sarà per il 13 e 14 dicembre, con le migliori sciatrici a confrontarsi nelle due gare previste e il pubblico nel parterre allestito in Valbione. Le due manche saranno alle 10 e alle 12.30, mentre alle 13.30 ci sarà la Flower Ceremony nel parterre di gara e alle 18 la premiazione ufficiale in piazza XXVII Settembre. A Borno e Montecampione Più a sud, a Borno, si aspetta un po’ più di neve per poter finalmente partire, mentre a Montecampione l’umore permane nero per la chiusura degli impianti a causa delle vicissitudini societarie. Uno spiraglio di luce ci sarà grazie a un privato, che a sue spese, l’8 dicembre, aprirà il Bassinale fun park, una pista di bob e sci con nastro trasportatore, dedicata ai più piccoli e ai principianti. Per la prima giornata la risalita sarà gratuita, dalle 9 alle 16.30. In Maniva Nel frattempo al Maniva si continua a sparare neve con i cannoni. Le piogge alle quote più basse non hanno aiutato la stazione sciistica incastonata tra Valtrompia e Valsabbia. Domani saranno tuttavia aperti il campo scuola a fianco dello Chalet e la pista del bob. Per il resto del comprensorio bisognerà attendere il 15 dicembre. Tra le novità della stagione spicca il «bus della neve», promosso dalla storica scuola di sci Tre Valli. Il primo viaggio è in programma domenica 18: parte al mattino da viale Italia, in prossimità della sede cittadina della scuola, e porta direttamente sulle piste. «È un’iniziativa pensata per tutti, anche per chi non scia ma si vuole semplicemente godere una giornata in montagna in tutta comodità», precisa il direttore Mario Tanghetti. Per prenotare il proprio posto si può telefonare al numero 030.9225065 o al 338.3459255. Giuliana Mossoni; Marco Tedoldi Sorgente: Al via la stagione dello sci: da oggi apre anche il Presena – Giornale di Brescia   [...] Leggi di più...
07/12/2022La giornata di inaugurazione, all’Immacolata, sarà ad accesso gratuito Montecampione, come noto, quest’anno non aprirà gli impianti e le piste. E non dipenderà dalle condizioni di innevamento, bensì dalle vicissitudini delle ultime settimane che hanno visto il presidente di Ski Area Stefano Iorio rassegnare le dimissioni e vendere le quote societarie della Misa, proprietaria di maggioranza degli impianti di risalita della bassa Valle. Non tutto è perduto, però, perché gli spazi per divertirsi sulla neve, che ha già imbiancato le cime di Artogne e Piancamuno, ci sono. Per ora si potrà far riferimento all’iniziativa di un privato, che domani, 8 dicembre, aprirà il “Bassinale fun park”: una pista con nastro trasportatore, dedicata ai più piccoli e ai principianti situata in località Plan. Per la prima giornata la risalita per chi vuole bobbare o sciare sarà gratuita e ci sarà anche la possibilità del noleggio gratuito dell’attrezzatura. Inoltre, per chi volesse, dalle 10 alle 12, sono previste lezioni di sci gratuite per i bambini e ragazzi fino a 16 anni. Linda Bressanelli Sorgente: Al Plan di Montecampione apre il Bassinale Fun Park | Radio Voce Camuna   [...] Leggi di più...
06/12/2022L’appello è chiaro e molto preoccupato. A seguito della mancata apertura degli impianti sciistici e considerato il silenzio di chi ha messo le mani sulla Misa (Montecampione international ski area), la società proprietaria della Montecampione ski area, i commercianti della stazione turistica si sono rivolti alla Comunità montana chiedendo che si faccia chiarezza su una situazione difficile. Rivolgendosi al presidente Sandro Bonomelli, all’assessore al Turismo Massimo Maugeri e ai sindaci di Artogne e Piancamuno ricordano che stanno valutando «il ridimensionamento delle attività, il licenziamento e la mancata assunzione di stagionali». Il circo bianco alimenta l’economia non solo di Montecampione, ma anche un importante indotto nella bassa valle, e senza gli impianti viene meno una buona fetta di fatturato. Se per le festività natalizie e di Capodanno qualcosa si riuscirà a salvare, le criticità arriveranno dopo. Mentre chi vive di e sulle piste sta già pagando un alto prezzo per una mancata stagione che dal punto di vista meteo si prospetta favorevole. «Se Montecampione non apre non c’è bisogno di scuole sci, i rifugi restano vuoti, alberghi bar, ristoranti e le altre attività non avranno ospiti – scrive il presidente dei commercianti Maurizio Carrara -; senza dimenticare il deprezzamento degli immobili». Se nessuno si illude per la stagione invernale in arrivo, la speranza è che almeno per il 2023-2024 si agisca «per portare grande rispetto verso un territorio le cui potenzialità turistiche sono riconosciute da tutti». Rispetto che non sembra tra le priorità dei proprietari di Msa, finora nell’ombra se si eclude qualche abboccamento con gli enti locali. «Ci rivolgiamo a lei perché ci aiuti a trovare gli strumenti più idonei a uscire da questa situazione – concludono i commercianti – consapevoli che il Patto territoriale rischia di andare perduto». Per far uscire allo scoperto chi finora è rimasto in silenzio, per capirne le intenzioni e dare seguito all’investimento dei 13 milioni destinati alla sostituzione di tre impianti di risalita: la Dosso Beccherie, la Secondino-Splaza e la Longarino Splaza. Domenico Benzoni Sorgente: Commercianti in allarme «Se lo sci non si muove addio a milioni e lavoro» | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
03/12/2022La decisione di Stefano Iorio di lasciare Montecampione ha fatto calare il buio sugli impianti. Gli uffici di Montecampione Ski Area sono chiusi, tanto da sembrare abbandonati, l’ultimo post sulla pagina Facebook risale al 29 ottobre con la lettera in cui si annuncia il cambio di proprietà degli impianti, mentre sul sito web una fascia rossa lascia poco spazio alla fantasia: “IMPIANTI CHIUSI”. E non succedeva da una cinquantina di anni, Covid a parte, ovviamente. Facciamo però un passo indietro. Stefano Iorio a fine ottobre ha comunicato di voler fare un passo indietro per “l’impossibilità di stabilire un rapporto positivo di collaborazione con le istituzioni pubbliche del territorio camuno”. L’imprenditore ha deciso di vendere la MISAmontecampione a un gruppo di investitori privati guidati da Roberto Chiodelli, fondatore della Special Situations Srl, società di Milano attiva nel campo delle ristrutturazioni societarie e nel rilancio di realtà aziendali in difficoltà. La Misa detiene l’87% della Montecamione Ski Area Srl, la società proprietaria degli impianti di risalita della stazione sciistica che si estende fra Artogne e Pian Camuno. Non l’ha digerita facilmente Paolo Birnbaum, che oltre ad essere presidente del Consorzio Montecampione è anche socio di minoranza di MISA. Sorgente: Il buio sugli impianti, ma “Montecampione è vivo” – Prima la Valcamonica   [...] Leggi di più...
03/12/2022La decisione di Stefano Iorio di lasciare Montecampione ha fatto calare il buio sugli impianti. Gli uffici di Montecampione Ski Area sono chiusi, tanto da sembrare abbandonati, l’ultimo post sulla pagina Facebook risale al 29 ottobre con la lettera in cui si annuncia il cambio di proprietà, mentre sul sito web una fascia rossa lascia poco spazio alla fantasia: “IMPIANTI CHIUSI”. E non succedeva da una cinquantina di anni, Covid a parte, ovviamente. Facciamo però un passo indietro. Stefano Iorio a fine ottobre ha comunicato di voler fare un passo indietro per “l’impossibilità di stabilire un rapporto positivo di collaborazione con le istituzioni pubbliche del territorio camuno”. L’imprenditore ha deciso di vendere la MISAmontecampione a un gruppo di investitori privati guidati da Roberto Chiodelli, fondatore della Special Situations Srl, società di Milano attiva nel campo delle ristrutturazioni societarie e nel rilancio di realtà aziendali in difficoltà. La Misa detiene l’87% della Montecamione Ski Area Srl, la società proprietaria degli impianti di risalita della stazione sciistica che si estende fra Artogne e Pian Camuno. Non l’ha digerita facilmente Paolo Birnbaum, che oltre ad essere presidente del Consorzio Montecampione è anche socio di minoranza di MISA. “Dobbiamo pensare al futuro, ai prossimi dieci anni. Questa è la nostra assoluta priorità. In questo momento, insieme agli enti pubblici e agli investitori degli alberghi, siamo veramente una squadra e questa è la migliore notizia che Montecampione potesse avere. Adesso questa squadra deve dare i suoi frutti concreti e sono certo che lo farà… IL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE COMMERCIANTI Carrara: “Qui non c’è il deserto come dicono: Montecampione è viva. Siamo preoccupati ma fiduciosi” Montecampione non è soltanto impianti, lo sanno bene i commercianti che lo popolano e lo vivono ogni giorno. “Siamo arrabbiati per tutto quello che stanno dicendo di Montecampione in queste settimane”, ci dicono all’unisono. E allora abbiamo parlato con alcuni di loro, perché è attraverso la loro voce che vogliamo raccontarvi cosa sta succedendo a Montecampione. Iniziamo dal presidente dell’associazione commercianti, Maurizio Carrara, eletto l’anno scorso, che ha ben chiara la panoramica della stazione turistica. Maurizio è titolare della pasticceria Alpiaz. Quando gli chiediamo che clima si respira, non ha dubbi e senza troppi giri di parole ci dice: “La delusione è tanta e non soltanto da adesso. Sembra che qui ci sia il deserto, che non ci sia nessuno, ma non è così. Siamo tutti aperti e la gente c’è, o meglio, questo periodo di bassa stagione è uguale a tutti gli altri anni, ma si vede nel weekend che sta andando come sempre. Certo, perderemo i turisti giornalieri, perché sono quelli che vengono per sciare e quest’anno non sarà possibile”. Siete preoccupati? “Sì, per forza, ma devo anche dire che in 33 anni di attività non ho mai visto un’estate come quella appena passata. Non ce la saremmo aspettata un’affluenza così e adesso attendiamo il lungo ponte dell’Immacolata e il periodo natalizio….  Domenico: “La preoccupazione è forte, ci sentiamo abbandonati, ma ci siamo sempre. Crediamo nelle potenzialità di Montecampione” Tra i commercianti che ci hanno voluto raccontare l’atmosfera di Montecampione c’è anche Domenico Arrigoni, titolare della Tabaccheria Arrigoni. Un’attività ormai storica per Montecampione, qui Domenico ha visto passare i tempi d’oro della stazione. E ora? “La preoccupazione è forte, non era mai successa una cosa simile, non possiamo nascondere di sentirci un po’ abbandonati ma siamo fiduciosi, perché crediamo in Montecampione e nel potenziale che ha. Noi ci siamo sempre e guardiamo avanti seppur nell’incertezza”. Quanto può incidere la chiusura degli impianti sulla vita qui a Monteampione e per le attività che hanno sempre vissuto di questo? “Sicuramente il fatto di non avere gli impianti sciistici aperti incide molto ma non siamo tanto preoccupati per il periodo natalizio, perché sappiamo che l’afflusso sarà lo stesso degli altri anni… qui non vengono solo per sciare… Sabrina Pedersoli Sorgente: MONTECAMPIONE – Il buio sugli impianti, dall’agognato rilancio alla chiusura definitiva, “Ma Montecampione è vivo” – Araberara   [...] Leggi di più...
29/11/2022Ponte dell’Immacolata e festa di San Ambrogio si avvicinano, e a Montecampione, un tempo definita la Milano montana, il calendario alimenta la voglia di neve e riporta alla mente il ricordo degli anni in cui per l’occasione si aprivano gli impianti di risalita. Quest’anno l’unica precipitazione nevosa ha fatto una comparsa lo scorso 22 novembre, ma comunque la si voglia definire, disdetta, sfortuna o altro, questa volta per il villaggio turistico è suonata la campana dell’addio alla stagione sciistica. Il silenzio su ogni fronte da parte di Misa (Montecampione international sporting area), la società che detiene la maggioranza della ski area, fa da contrappunto alla valanga di commenti di ogni genere sui social. C’è chi auspica almeno l’apertura in extremis della seggiovia principale, la Corniolo; chi fa notare che anni fa altri imprenditori erano interessati agli impianti e sono stati contrastati; alcuni esprimono preoccupazione per il rischio di svalutazione delle case e qualcuno, fiducioso, ricorda come la località con i suoi esercizi commerciali continui a essere viva e a operare anche in inverno. A mantenere alto il morale tocca al presidente dell’Associazione commercianti di Montecampione, Maurizio Carrara, che ovviamente non nasconde le difficoltà soprattutto per coloro che operano grazie alle piste e per le conseguenze sull’indotto, ma chiarisce che i problemi si manifesteranno soprattutto dopo l’Epifania. «L’afflusso nei weekend e per il periodo di Natale e Capodanno non dovrebbe mancare, considerato che i proprietari degli appartamenti frequenteranno la stazione – spiega Carrara – ma è certo che con gli impianti chiusi l’economia collegata ne risentirà». L’associazione intende chiedere l’intervento di Comunità montana e Comuni per uscire da questa incertezza e fare in modo di poter ripartire col botto il prossimo anno. «Io cerco sempre di essere positivo – conclude il presidente dei commercianti -; credo in Montecampione e che riusciremo a uscire anche da questa situazione». Al momento però due scuole sci hanno già fatto sapere che si trasferiscono in quel di Borno, nel comprensorio Pontedilegno-Tonale e sul monte Pora, e stanno pensando di organizzare pure un servizio di trasporto per i propri clienti. Per ora l’unico fantasma che aleggia sul destino sciistico di Montecampione è la Msa, che dovrà pur farsi viva se non si vogliono perdere i finanziamenti regionali. A meno che non siano gli enti pubblici ad affrontare il problema. Domenico Benzoni Sorgente: Niente sci, ma i negozi restano | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
28/11/2022Assaggio di stagione sulle nevi di Ponte di Legno in attesa del via libera per il prossimo fine settimana Una sola pista, ma tanto entusiasmo. Un vero e proprio «white weekend» nell’attesa dell’apertura dell’intero comprensorio, prevista per il prossimo fine settimana. È stata, insomma, una prova generale della stagione, quella che è andata in scena ieri e sabato sulla pista Tonale Occidentale dove, nonostante tutto, si è lanciato un migliaio di sciatori. Certo, il divertimento è stato alquanto limitato, ma è stato pur sempre un assaggio di quanto, si spera, avverrà per tutto il resto della stagione, da qui sino a fine marzo-aprile. Soprattutto se le previsioni di precipitazioni nevose della prossima settimana saranno rispettate (benché, a oggi, siano già state un po’ ridimensionate). Il circo bianco Il circo bianco, lo scorso fine settimana, si è rimesso in moto in moltissime località dell’arco alpino. Anche a Ponte-Tonale, benché solo in modo «figurativo», ma non è stata certo una falsa partenza. L’inaugurazione ufficiale della stagione è in programma al ponte dell’Immacolata, quando mancano ancora oltre dieci giorni: le speranze sono altissime. Nel frattempo, in attesa delle neve dal cielo, si continua a sparare dai cannoni artificiali giorno e notte (al Tonale, ma anche a Ponte di Legno e a Temù, come su gran parte del comprensorio dell’alta Vallecamonica). E la stessa cosa vale per Borno e Corteno-Aprica; non così purtroppo per Montecampione, dove, senza il sigillo dell’ufficialità, appare chiaro a tutti che il prossimo inverno non aprirà neppure una pista. Anche i maestri di sci hanno trovato collocazione altrove, chi a Borno, chi in altre stazioni. Gli appuntamenti Nel fine settimana, sull’unica pista aperta del Tonale, si è visto un po’ di tutto, soprattutto giovanissimi degli sci club, desiderosi di iniziare gli allenamenti sul campo, ma anche molti appassionati, che non vedevano l’ora di mettere gli sci ai piedi. Le gare Il mese di dicembre, per il comprensorio Ponte-Tonale, sarà impegnativo: nei prossimi giorni prenderanno il via i campionati del mondo di ginnastica per atleti paralimpici, con disabilità intellettivo-relazionali, provenienti da tutto il mondo. E poi il 13 e 14 ci sarà la Coppa europea di gigante femminile e il 16 e 18 la Coppa del mondo di scialpinismo. Giuliana Mossoni Sorgente: Primo weekend sugli sci al Tonale: un migliaio di appassionati in pista – Giornale di Brescia   [...] Leggi di più...
27/11/2022Più rock meno broc Intervista a Barbara Bonicelli, sindaco di Artogne, su Montecampione L’intervista alla sindaca di Artogne Barbara Bonicelli è stata l’occasione per fare il punto sulle vicende che nell’ultimo periodo hanno interessato Montecampione. In zona è stata aperta di recente la strada che collega Bovegno con la Vallecamonica. La stagione invernale invece non prevede l’apertura delle piste: per Bonicelli questo sarà l’”anno zero” e il comprensorio potrà avere nuova vita. Si è parlato dei consistenti finanziament regionali riservati a Montecampione e degli acquirenti degli alberghi. In chiusura una riflessione, da donna e amministratrice, a ridosso della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Linda Bressanelli Ascoltate l’intervista dal link della sorgente: Più rock meno broc Intervista a Barbara Bonicelli, sindaco di Artogne, su Montecampione | Radio Voce Camuna   [...] Leggi di più...
25/11/2022A 17 anni il besanese cresciuto sui saliscendi della Brianza è diventato il punto di riferimento della Nazionale juniores: “Un anno travolgente” La forza della generosità e lo spirito di sacrificio sono i segni distintivi di Leonardo Vesco. Un corridore che stagione dopo stagione si è guadagnato uno spazio importante nel panorama ciclistico nazionale. Un atleta brianzolo che oggi difende i colori dell’orobico Team F.lli Giorgi guidato da Leone Malaga. Leonardo, Dna da campione, è diventato un punto di riferimento della Nazionale Juniores. “Non me lo aspettavo un exploit così travolgente, ma è chiaro che sono molto contento dei risultati di quest’anno – confessa Leonardo tra i libri del liceo sportivo di Seregno –. C’è stato anche un momento in cui sono salito sul podio quattro volte in neanche una settimana. Significa che sono riuscito a dare continuità alla preparazione estiva con la squadra a Livigno”. Vesco ha da poco archiviato la sua prima stagione con gli juniores. Un’annata piena di impegni e ottimi risultati, e soprattutto senza intoppi, su tutti i terreni di gara. “Era importante soprattutto correre da protagonista nell’anno del mio debutto nella nuova categoria e la risposta è stata immediata. La vittoria a Montecampione è stata la ciliegina sulla torta, ma prima di questa avevo centrato il bersaglio a Errano di Faenza in Romagna e in altre tre occasioni mi ero classificato in seconda posizione. Un piccolo rimpianto può essere legato alla corsa che mi affascina più di altre, la Coppa Linari in Toscana. Lì sono arrivato secondo e la sconfitta brucia ancora. Il fatto che si corre su un percorso molto bello e la qualità degli avversari è simile ad un campionato italiano, sono particolari importanti per un corridore che vuole capire dove vuole arrivare”. Umiltà e pacatezza. Leonardo mette sempre a disposizione la sua forza a favore dell’economia della squadra lasciando da parte le proprie ambizioni personali. Poi Vesco è molto giovane, 17 anni, e per un debuttante il percorso di crescita deve essere un po’ più graduale. Danilo Viganò Sorgente: Leonardo, i libri del liceo e il sogno azzurro – Cronaca – ilgiorno.it   [...] Leggi di più...
24/11/2022Il 2022 è stato l’anno più caldo mai registrato in Italia dall’invenzione del termometro, gli sconvolgimenti economici e sociali in corso sempre di più ci mostrano come il semplice concetto di “stazione climatica” sia una risorsa formidabile, dove basta un fazzoletto di bosco, un torrente, un sasso dove sedersi, un cuscino di muschio, per godersi la frescura, guardarsi attorno, ascoltare, leggere un libro… anche solo per tirare il fiato. Eppure prosperano folli progetti per nuove infrastrutture sciistiche un po’ ovunque sulle montagne lombarde, incluse quelle arroventate dal sole e a quote non propriamente elevate. Pazzie e insensatezze a parte, anche quando si inizia a percepire un necessario cambio di rotta, per fuggire ad una monocultura spompata, non per scelta, ma perché il clima ci presenta il conto, si replica lo stesso approccio separato dalla montagna vera, l’unica che ci appartiene e rappresenta. Quando arriverà il tempo di sostituire le “cose” con i “significati”? Mollare i cantieri costosi per il divertimento effimero di breve durata e raccontare (bene e con cognizione di causa) quel che abbiamo? Quando scopriremo che da qui nasce il desiderio, da qui il modo sano e durevole di stare al mondo, per vivere quassù e della montagna? Michele Comi da “La rincorsa delle cose”, stilealpino.it, 14 novembre 2022: https://wp.me/p1E5a2-acm Dei folli progetti di cui riferisce Michele Comi nel suo sito Stile Alpino raramente si trova traccia nei media cartacei e non, compresi quelli del Club Alpino Italiano che volentieri viene meno al suo conclamato ruolo di “vedetta”. Qualche esempio? Un nuovo impianto si annuncia ai Piani d’Artavaggio ex stazione sciistica un tempo rinomata, poi vittima dei cambiamenti climatici e “rinaturalizzata”. Non sembra esserci pace per il futuro del Monte San Primo (foto in apertura) nel Triangolo Lariano dove un progetto di “riqualificazione” prevede un tapis roulant e un impianto per la neve programmata. In questo caso anche il Cai Lombardia si esprime contro il progetto insieme con altre 18 associazioni che si oppongono alla serie di interventi finanziati con 5 milioni di fondi pubblici. Tali associazioni hanno lanciato un appello in cui si chiede alle Istituzioni (Comunità Montana del Triangolo Lariano e Comune di Bellagio) di rinunciare al progetto o almeno di stralciare le opere con maggiore impatto ambientale. Anche a Montecampione in Val Camonica dove lo scorso inverno si è riusciti a innevare una sola pista, il futuro è incerto: riaprire o no gli impianti? Sull’opportunità di una seggiovia finanziata al 95% dalla Regione si discute nel frattempo a Teglio in Valtellina. Altrove in attesa che arrivi la neve tangenti e carte bollate sono realtà con cui fare amaramente i conti. Pazzie e insensatezze, come dice l’amico Comi (Ser) Sorgente: Folli progetti sulle montagne lombarde – MountCity   [...] Leggi di più...
24/11/2022Fanchini lavorerà come maestra di sci per i gruppi intermedi ed avanzati Quest’anno Montecampione non aprirà i battenti per la stagione invernale. L’amarezza è molta, sia per chi era solito frequentare le sue piste che, ovviamente, per chi vi lavorava. Parliamo di professionalità varie, come i maestri di sci. Tra di loro spicca la campionessa camuna Nadia Fanchini, vincitrice di due medaglie (un argento ed un bronzo) ai Mondiali, di tredici in Coppa del Mondo e di sedici (di cui tredici ori) nei Campionati italiani. Ad accaparrarsi l’esperienza e l’onore di avere nel proprio team una figura così di prestigio è stato lo Sci Club Concesio. Nadia Fanchini sarà infatti tra i maestri di sci del sodalizio triumplino, occupandosi dei gruppi intermedi ed avanzati. Il legame dello Sci Club Concesio con la Vallecamonica sarà rafforzato anche dalla decisione di effettuare gli allenamenti nel comprensorio di Borno, vista l’impossibilità di recarsi a Montecampione. Due importanti novità per lo Sci Club, che ha anche annunciato che manterrà inalterati i costi rispetto alla stagione scorsa. Paolo Sutera Sorgente: Nadia Fanchini passa da Montecampione allo Sci Club Concesio | Radio Voce Camuna   [...] Leggi di più...
24/11/2022Nell’anno in cui Brescia è Capitale Italiana della Cultura, insieme a Bergamo, non c’è occasione migliore per scoprire anche i suoi comprensori di montagna (Ponte di Legno-Tonale, Corteno-Aprica, Borno Ski area, Gaver, Val Palot, Maniva ski) e le sue tre valli Camonica, Sabbia e Trompia. La montagna bresciana offre sette comprensori sciistici che partono dai 1000 metri fino ad arrivare ai 3000 del ghiacciaio Presena. Grande assente Montecampione, che senza il carattere dell’ufficialità conferma di non essere purtroppo pronto per quest’anno. Il circo bianco bresciano dunque scalda i motori (o, forse, sarebbe meglio dire «raffredda i cannoni»). L’attesa per la ripartenza della stagione sugli sci è alta, a giudicare dalle pagine social delle società impianti o dalle telefonate per avere informazioni sulla data di apertura degli impianti. Manca però l’elemento fondamentale: la neve, che si è fatta attendere fino a martedì, ha fatto una comparsata neppure troppo abbondante, e ora ha di nuovo salutato tutti almeno fino a inizio dicembre. Perlomeno – magra consolazione – è arrivato un po’ di freddo, che ha permesso, ove possibile, di azionare i cannoni. Date ufficiali per lo start non ci sono, ma si vocifera, per Ponte-Tonale, il 3 dicembre (con festa d’inizio stagione il 10 in piazza a Ponte). I treni della neve Da sei anni a questa parte la stagione invernale in Lombardia viene arricchita dall’offerta dei treni della neve, un progetto unico in Italia che permette, con un unico biglietto e un’unica piattaforma, di usufruire di più servizi e di pacchetti integrati treno-navetta-skipass. Un modo per dimenticarsi a casa l’auto, non farsi prendere dalla frenesia delle code e della mancanza di parcheggi e, perché no, rispettare un po’ di più l’ambiente. L’iniziativa è nata nel 2016 in collaborazione con Trenord e con i vari territori ed è sempre stata utilizzata con buoni riscontri. Le attrazioni Chi non ha aspettato la neve è la Regione, che ieri ha organizzato a Milano un evento per presentare la stagione turistica invernale 2022-2023, con il presidente Attilio Fontana, il neo ministro Daniela Santanchè e l’assessore regionale Lara Magoni. Presente il camuno Graziano Pennacchio, nella sua veste di amministratore delegato di Visit Brescia, che ha ricordato come la nostra provincia ha «uno spessore turistico importante, è seconda solo a Milano e nel 2021 è stata la prima per presenze; agli appassionati di sci offre una gamma amplissima di opportunità per tutte le età, da scoprire nell’anno delle Capitali della cultura». Cinque esempi su tutti: l’Ice Dome, il teatro-igloo a 2.600 metri sul ghiacciaio Presena che riaprirà a gennaio, il corso di sci gratuito per cento bambini in Val Palot di Pisogne e le serate con rifugio aperto dedicate allo scialpinismo sul monte Altissimo di Borno. E poi ancora la Superpanoramica del Baradello, la pista illuminata più lunga d’Europa a Corteno-Aprica, e la fiaccolata dei maestri di sci alla Maniva di Luna (il 4 febbraio), oltre allo sleddog con cani da slitta dell’Alaska. Grandi eventi Durante l’incontro che si è tenuto ieri in Regione a Milano, il presidente Fontana ha ricordato i due grandi eventi che contribuiranno a incrementare l’attrattività delle montagne lombarde: gli Winter master games del 2024, che si svolgeranno a Ponte di Legno, e le Olimpiadi invernali Milano Cortina del 2026. «Ci arriveremo con tutto quello che serve in termini di servizi, collegamenti, trasporti, per fare un’ottima figura a livello internazionale», ha affermato. Al suo fianco c’era il ministro Santanchè, che ha fatto sapere d’aver condotto una «personale battaglia affinché nella legge di bilancio fossero inserite le risorse necessarie a offrire contributi in quota capitale per l’ammodernamento degli impianti di risalita». Giuliana Mossoni Sorgente: Che stagione sciistica sarà a Brescia nell’anno di Capitale della cultura – Giornale di Brescia   [...] Leggi di più...
24/11/2022Il turismo montano è fondamentale per una regione, la Lombardia, che conta ben 27 comprensori sciistici, 476 piste da sci, 324 chilometri di pista per lo sci di fondo, 14 snowpark, 6700 chilometri di sentieri segnalati, 2.700 maestri di sci e 69 scuola di sci. Da Madesimo a Foppolo, da Bormio a Livigno, da Santa Caterina Valfurva a Ponte di Legno, fino ai Piani di Bobbio e Valtorta in Lombardia, si sviluppa un turismo invernale che deve continuamente confrontarsi con l’incognita della neve e che quindi si è datoto sempre più di impianti di innevamento a arificiale e che deve continuamente innovarsi per restare al passo con i tempi, con impianti nuovi di sci alpino, nordico, freeride, snowboard e proposte sempre più accativanti come lo sleddog, il fatbike o lo snow tubing, una sorta di rafting sulla neve. La stagione invernale lombarda è stata presentata a Palazzo Lombardia questo mercoledì: la maggior parte dei comprensori sciistici aprirà gli impianti il primo dicembre, sarà così anche per i comprensori bresciani e bergamaschi, grandi assenti dell’inverno potrebbero essere Montecampione e Colere, e molti comprensori stanno realizzando grandi opere di restyling in vista delle Olimpiadi Milano Cortina 2026. La Regione, dopo il bando da 25 milioni dello scorso anno, approverà a breve in giunta un altro investimento da 30 milioni per le strutture ricettive. Presente il Ministro del Turismo Daniela Santanchè che ha assicurato nella legge di bilancio, risorse alle stazioni sciistiche per ammodernare gli impianti. Presenti all’incontro anche gli esponenti dei territori: Graziano Pennacchio, amministratore delegato di Visit Brescia, Lucia Simonelli, project manager di Valtellina Turismo; Christophe Sanchez, amministratore delegato di Visit Bergamo e Leonardo Cesarini, direttore commerciale di Trenord. Le iniziative dei vari comprensori sono tante e diverse: gite con i cani da slitta in Valtellina, corsi gratuiti di sci (maestro, attrezzature) per i bimbi in Val Palot, ciaspolate, mercatini di Natale, terme e persino Paradice Music, che prevede concerti a 2.600 metri in un gigantesco Igloo da 200 posti sul ghiacciaio Presena dal 5 gennaio al 25 marzo. E poi i treni della neve di Trenord, con tariffe che includono biglietto andata e ritorno del treno, trasferimento sulle piste e skipass. La stagione invernale si preannuncia ricca di opportunità per la montagna lombarda. Sorgente: +Valli TV – TUTTO PRONTO PER LA STAGIONE INVERNALE   [...] Leggi di più...
24/11/2022Presentate a Palazzo Lombardia le novità della stagione invernale 2022-2023 della montagna lombarda.  Sono intervenuti all’evento Daniela Santanchè, ministro del Turismo, Attilio Fontana, governatore della Lombardia, Lara Magoni, assessore regionale al Turismo, Marketing territoriale e Moda.  Il turismo montano è uno degli ambiti strategici nel posizionamento turistico della destinazione Lombardia che è al quarto posto in Italia per chilometri di piste e al terzo  per numero di comprensori/impianti. Nella nostra regione si contano 112 valli, 27 comprensori sciistici, 476 piste da discesa, 324 chilometri per lo sci di fondo e 14 snowpark, 6.700 chilometri di sentieri segnalati, nonché 2.700 maestri di sci che operano in oltre 69 scuole di sci. Oltre allo sci declinato in ogni sua forma (alpino, nordico, freeride, snowboard) si possono sperimentare attività come sleddog, slitte trainata dai cani, fatbike o snow tubing, una sorta di rafting sulla neve; oltre ovviamente trekking per tutti i livelli, cicloturismo, cammini religiosi, centri termali, parchi naturali, itinerari enogastronomici, borghi e siti Unesco. Valtellina Il comprensorio di Livigno, che ha aperto gli impianti dal 28 ottobre per lo sci di fondo e dal 3 dicembre per tutti gli impianti di risalita, ospiterà nella stagione tutte le gare di freestyle. Tra gli eventi sportivi più importanti si segnalano, la gara gran fondo Sgambeda il 18 dicembre e la World Rookie Fest / Sunrise Mattias il 21 gennaio 2023. Il Comprensorio di Bormio ospiterà, invece, dal 10 al 13 novembre Alta Valtellina Trophy, dal 6 al 7 dicembre la Coppa Europa a Santa Caterina Valfurva, dal 28 a 29 dicembre la Coppa del Mondo Fis Sci Alpino – Discesa Libera e Super G. E il 17 gennaio accoglierà invece le gare di Skimo (sci-alpinismo) che per la prima volta nella storia diventa disciplina olimpica. Il Comprensorio Aprica presenta un nuovo Museo dello Sci; e tra le novità di Madesimo, che vorrebbe aprire all’inizio di dicembre, c’è Homeland, il programma che intende offrire a tutti, dal neofita allo skialper gia` con esperienza, una serie di opportunita` da vivere sulle montagne circostanti il villaggio alpino di Montespluga. Il Consorzio Turistico Sondrio e Valmalenco, che aprirà gli impianti il 3 e 4 dicembre, ha tra le novità il Treno della Neve (treno navetta + ski pass o treno navetta + ciaspole), il progetto In Bici sulla Neve (nuovi percorsi con le FatBike), un potenziamento dei percorsi per ciaspole e infine la manifestazione ‘Mogulscamp’ e la ‘Coppa del Mondo Free style ski’ il 10 e l’11 febbraio. Bergamo  La maggior parte degli impianti ha in previsione di dare il via alla stagione invernale il 3 dicembre e le stazioni si stanno preparando per un restyling, in vista soprattutto delle Olimpiadi 2026. Il comprensorio Presolana – Monte Pora, in valle Seriana, è pronto per l’apertura con un unico skipass stagionale e plurigiornaliero per sciare in entrambe le stazioni. Il Monte Pora ha inoltre stanziato 2 milioni e mezzo di euro per la modernizzazione e implementazione della stazione in chiave invernale. Anche il Passo della Presolana e Spiazzi di Gromo hanno previsto un miglioramento agli impianti di innevamento e qui ogni martedì, giovedì e venerdì si apre la pista per ciaspolatori e scialpinisti. Lizzola apre il 7 dicembre. In valle di Scalve, a Schilpario, tra le destinazioni più note per lo sci di fondo, la novità di quest’anno prevede l’apertura di una ski room,  e il noleggio dell’attrezzatura. Colere invece non aprirà gli impianti. Nell’ambito di un piano di rilancio, verranno sostituite le seggiovie Carbonera-Polzone e Polzone-Cima Bianca, rispettivamente da un’ovovia a 10 posti e da una seggiovia a 6 posti, ma problemi burocratici non hanno permesso di concludere l’iter amminsitrativo di autorizzazione in tempo per la stagione invernale. Brescia  Luci e ombre anche sulle montagne bresciane, che offrono sette comprensori sciistici dai 1000 metri fino ai 3000 del Ghiacciaio Presena. A Montecampione gli impianti non riapriranno, dopo la stagione, già ridotta dello scorso anno; a causa di enormi problemi finanziari della società di gestione.   Vigilia di apertura nel segno dell’ottimismo invece a Pontedilegno-Tonale, che ospiterà grandi competizioni ad alta quota di rilievo internazionale. Dal 13 al 14 dicembre si svolgerà Coppa Europa – due gare di gigante femminile; dal 16 al 18 dicembre, la Coppa del Mondo e Campionato del Mondo di skialp e a marzo 2023 tornerà l’Adamello Ski Raid. Torna anche l’Ice Dome al Ghiacciaio Presena con un calendario di concerti eseguiti con strumenti di ghiaccio. Il comprensorio Corteno-Aprica propone la Superpanoramica del Baradello: la pista da sci illuminata più lunga d’Europa. Borno Ski area organizzerà serate (con rifugio aperto) dedicate allo scialpinismo, aperitivi in musica alla partenza degli impianti durante il weekend ed esperienza dell’alba in quota con ricca colazione al sorgere del sole. Lo sci club Val Palot  ospiterà ben 8 slalom FIS maschili e femminili, 2 slalom NJR maschili e femminili, 2 GP Italia maschili, 2 gare del circuito provinciale children e pulcini. Maniva propone dagli après ski alla tradizionale fiaccolata dei maestri di sci alla Maniva di Luna, la ciaspolata al chiaro di luna in programma sabato 4 febbraio 2023, oltre all’attività di sleddog con cani da slitta dell’Alaska. Como-Lecco La Valsassina e le montagne del Lago di Como sono da sempre una delle prime scelte per l’avvicinamento agli sport montani grazie al rapido collegamento tra Milano per cui in un’ora è possibile essere già sulla neve e raggiungere Bobbio, Artavaggio, Betulle ed Erna. Numerose le novità della stagione anche per quest’area caratterizzata dalla diversificazione dei prodotti invernali, non esclusivamente incentrata sullo sci. Resinelli Outdoor Experience, è un progetto che ha lo scopo di valorizzare il territorio e promuovere itinerari turistici che raggiungono i Piani Resinelli. Per le famiglie con bambini verrà presto realizzata un’area dedicata al bob e slittino. A Piani di Bobbio apertura prevista il 3 dicembre con la nuova seggiovia quadriposto Ongania che prende il posto di uno skilift. In servizio anche il Bus della Neve, il collegamento diretto da Milano alle piste (tutti i weekend. E ancora Pedala: sei sul Lago di Como è l’iniziativa, promossa grazie al contributo di Regione Lombardia, che consente di promuovere l’offerta bike montana e collinare del territorio lariano.  ” Davanti a noi – ha detto il presidente Attilio Fontana durante la presentazione – ci sono due grandi eventi che certamente contribuiranno ad incrementare l’atrattività delle nostre montagne: i Master Games del 2024 e, due anni dopo, le Olimpiadi invernali-Milano Cortina 2026. Ci arriveremo con tutto quello che serve in termini di servizi, collegamenti, trasporti, per fare un’ottima figura a livello internazionale”. “Ho fatto una mia personale battaglia – ha evidenziato il ministro Daniela Santanchè – affinché nella legge di bilancio fossero inserite le risorse necessarie ad offrire contributi in quota capitale per l’ammodernamento degli impianti di risalita. Il nostro obiettivo, nei cinque anni di governo che ci attendono, è lavorare per fare in modo che il turismo diventi un pilastro dell’economia del nostro Paese, utilizzando in maniera strategica ed efficace anche i fondi europei di coesione e sviluppo“. “Regione Lombardia è pronta a vivere – ha dichiarato l’assessore Lara Magoni – una stagione turistica invernale ricca ed estremamente varia, all’insegna del divertimento, dello sport, della buona cucina oltre che di arte, storia, cultura. Un’offerta ampia che abbraccia desideri ed esigenze di tutti, dalle coppie alle famiglie con bambini, fino ai giovani desiderosi di vivere esperienze straordinarie, nuove e a stretto contatto con la natura.”. Sorgente: Le novità della stagione invernale in Lombardia – Orobie.it [...] Leggi di più...
22/11/2022Sulla carta i progetti avevano contorni precisi; peccato però che spesso nella realtà le opere non siano state sempre conformi a quanto depositato in municipio. L’abusivismo edilizio è un gigantesco male italiano anche a Montecampione, e il Comune di Artogne lo sta scoprendo da qualche anno.Le prime esigenze di sistemare a livello catastale frazionamenti e planimetrie si sono manifestate nel 2019, con il passaggio in mano pubblica delle opere di urbanizzazione legate al fallimento di Alpiaz. Poi si sono aggiunte quelle che avevano a che fare col fallimento della Montecampione hotel, tanto che i nuovi acquirenti degli alberghi, la Montecampione srl di Dattilo e Beccaria, hanno dovuto ritardare l’atto notarile di registrazione proprio per risolvere alcune situazioni non regolari al Plan di Bassinale. E non sono mancate criticità legate neppure nell’ex hotel di quota 1.200, sempre per difformità tra quanto realizzato e quanto presente negli uffici comunali. Il tutto è frutto di abusi e mancati controlli del passato, che trovano oggi conferma e anche risposta in una decisione della giunta di Artogne, che ha aggiornato i diritti di segreteria e di istruttoria per il rilascio di pratiche urbanistiche ed edilizie a sanatoria negli ambiti turistici proprio a Montecampione, alle quote 1.200 e 1.800. Come detto i problemi sono emersi con la richiesta di accesso agli atti che Montecampione srl ha effettuato per redarre i progetti di ristrutturazione degli alberghi di Preottone e Bassinale.E le nuove «tariffe»? Per le sanatorie, il costo da sostenere per le pratiche relative a interi complessi sarà di 5.164 euro; mille euro nel caso di richieste di accertamento di compatibilità paesaggistica per ogni scala di condominio; altrettanto per i diritti di segreteria legati al certificato di inizio attività e 2.500 euro per la pratica per un albergo. Per quanto riguarda poi il costo di costruzione in sanatoria, da calcolare in misura doppia, la giunta ha deciso che all’Ufficio tecnico dovrà essere presentato il computo metrico delle opere realizzate applicando l’aliquota del 10%. A sanatorie avvenute potranno partire le auspicate opere di ristrutturazione degli alberghi, con l’augurio che si risolvano i problemi degli impianti sciistici, altrimenti la necessità di destagionalizzare e sviluppare l’accoglienza estiva dovrà essere ribaltata sull’inverno. Doemico Benzoni Sorgente: Abusi edilizi mai sanati Artogne rialza le tariffe | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
22/11/2022I commercianti: «Così non si va avanti» Le «ultime news» sul sito internet della società Montecampione Ski Area risalgono al 19 gennaio scorso, giusto dieci mesi fa. Oggi, senza comunicazioni ufficiali della vecchia e della nuova proprietà, tutti hanno capito che il prossimo inverno gli impianti di risalita resteranno chiusi, per la prima volta in cinquant’anni. Soltanto i decreti contro il Covid, tra il 2020 e il 2021, erano riusciti a tenere fermi seggiovie e skilift. Si blocca così un indotto che negli anni d’oro di questa località, sorta all’inizio degli anni ’70 a cavallo dei territori di Artogne e Pian Camuno, dava lavoro a più di 500 persone fra camerieri e maestri di sci, impiantisti e baristi, baby sitter e negozianti. Oggi le persone che si incontrano in un giorno feriale si contano, davvero, sulle dita di una mano. Il bar del laghetto, punto d’arrivo della strada a tornanti, è chiuso; di fronte alla fermata dell’autobus ci sono i primi negozi, ma la vetrina della scuola di sci è vuota e buia, un po’ di luce arriva dall’edicola di Domenico Arrigoni: «L’incertezza ci sta uccidendo – racconta — non sappiamo nulla, abbiamo letto che una nuova società di Milano ha rilevato la maggioranza della Misa (la società che detiene il pacchetto di maggioranza della Montecampione Ski Area, ndr), ma non abbiamo avuto finora nessun contatto con loro». «Ho detto ai miei dipendenti — rilancia Andrea Bendotti mentre fuma una sigaretta ascoltando l’amico parlare — che quest’inverno li dovrò lasciare a casa: dieci persone non lavoreranno perché terrò chiusi il bar e il noleggio sci». Ad avere in mano le chiavi degli impianti è, o dovrebbe essere, la Special Situations, una srl con sede a pochi passi dal Duomo di Milano, realtà che offre, recita il suo sito, «consulenza e assistenza nella gestione straordinaria della crisi». È a loro che Stefano Iorio ha venduto la Misa pur rimanendo amministratore della Montecampione Ski Area, che in pochi anni pare abbia accumulato debiti per oltre due milioni di euro: il bilancio non è stato depositato, la nuova gestione non può partire. Sotto i portici dei condomini, gli uffici della società degli impianti sono chiusi da mesi: nella buca delle lettere si sono accumulate le buste con le bollette di luce e gas; il postino infila un avviso di giacenza, e se ne va. I menù dei bar dicono che si possono ordinare spremute e bombardini, panini e piadine, ma i tavoli e le sedie di plastica rosso sbiadito sono impilati uno sull’altro. Il blu brillante del nuovo campo per il padel bilancia il verde spelacchio dei campi da tennis. Il negozio di alimentari, con l’insegna fluo accesa, apre solo di venerdì. Un cartello «non disturbare» appeso in piazza suona beffardo perché l’unico rumore che si sente, in lontananza, è quello di uno sciacquone. Ma nessuno si affaccia ai balconi, dove le uniche macchie di colore sono i gerani superstiti. Da uno dei pochi appartamenti aperti, si affacciano Maruska e Matteo, lei cameriera, lui maestro di sci: «Stiamo traslocando: andremo al Monte Pora». Sulle piste, le seggiovie oscillano malinconiche, l’impianto per l’illuminazione notturna costato 600 mila euro resta spento; i cannoni per la neve artificiale e i gatti per battere le piste erano già stati portati via. Un labrador color miele si aggira per i condomini e docile ti annusa la mano. «Il nostro contesto di seconde case, in un giorno feriale con la nebbia, non è certo vitale» ammette Paolo Birnbaum, presidente del consorzio che riunisce i proprietari di tutti gli immobili. Eppure questo imprenditore milanese cresciuto in valle Camonica sarà l’ultimo a lasciare la nave se Montecampione dovesse affondare: «Io sono innamorato di queste montagne, e come me centinaia e migliaia di altre persone che da qui sono passate. Il momento è difficile, eppure i segnali positivi non mancano: gli appartamenti liberi per Natale e Capodanno sono pochissimi. Nonostante tutto, stiamo lavorando con gli enti pubblici per individuare un percorso che garantisca il futuro di questa stazione». La grande speranza si chiama patto territoriale: 13 milioni di euro con la regione in prima fila: contestato da Legambiente, che invita a ripensare dalle fondamenta questo luogo, per tutti gli altri «è l’ultimo treno». Barbara Bonicelli, sindaca di Artogne, non lo vuole perdere e spera che il prossimo inverno passi alla svelta per voltare pagina: «Il comune non può intervenire in nessun modo sugli impianti, ma qualcosa inventeremo in modo da tenere accesa una fiammella di speranza: più spazio, ad esempio, alle ciaspolate e alle risalite di scialpinismo, lavorando gomito a gomito con chi non ha mai smesso di credere in questa località». Segnali positivi arrivano anche dal gruppo Dattilo Costruzioni di Milano che ha da poco comprato i due alberghi abbandonati, quello a 1.200 e quello al Plan (a 1.800 metri di quota, dove arrivò a braccia alzate Marco Pantani e dove vennero confinati i profughi in arrivo dalla Libia): la prossima settimana iniziano i lavori in alto, per quelli in basso occorre attendere la primavera. Così l’unico albergo tuttora aperto è il Legazzuolo, di Pierino Peluchetti: dodici camere, ristorante e pizzeria compresi: «Io a Montecampione vivevo quando Montecampione non esisteva — racconta — poi è arrivata la strada, sono stati montati i primi impianti di risalita. A fine anni ‘70, ero via militare, veniva l’Inter a fare il ritiro estivo precampionato, ma io tifavo Milan… Ho visto l’apice e il declino. Se siamo arrivati al fondo, possiamo iniziare a risalire». Giuseppe Arrighetti Sorgente: Niente sci a Montecampione: la stazione dopo 50 anni resta chiusa   [...] Leggi di più...
19/11/2022Manca solo l’ufficialità, ma tutto lascia pensare che a Montecampione gli impianti il prossimo inverno non apriranno. Tante le preoccupazioni degli imprenditori Sorgente: ARTOGNE – Monte Campione, i timori per un inverno senza impianti – TeleBoario   [...] Leggi di più...
16/11/2022Lo Sci club Concesio è pronto a ripartire con alcune grosse grossa novità. E con Nadia Fanchini nella rosa dei maestri che, vista la possibile chiusura di Montecampione, ha anche cambiato comprensorio di riferimento. Uscite e allenamenti avverranno sulle piste da sci di Borno. E, altro aspetto importante, lo Sci club presieduto da Paolo Del Cassi ha deciso di mantenere i costi inalterati. Fin qui le certezze anche se le incognite però sono più di una, inclusa quella che riguarda il meteo. «Nonostante ciò siamo pronti a partire con entusiasmo – annuncia Del Cassi -. Con un grande sforzo siamo riusciti a mantenere inalterati i costi e, data la situazione di Montecampione, abbiamo trovato un’alternativa nel limitrofo comprensorio di Borno». La new entry Fanchini «seguirà i gruppi intermedi e avanzati» specifica il presidente. Per i corsi di sci e snowboard rivolti sia agli adulti, sia ai bambini occorrerà aspettare l’inizio del 2023. Sono previste cinque uscite da tre ore ciascuna: la prima è in programma il 15 gennaio, la seconda il 22 e la terza il 29. Le ultime due si terranno il 5 e il 12 febbraio. L’iscrizione va effettuata entro il 2 dicembre recandosi il venerdì dalle 20.30 in poi alla sede dello Sci club, situata all’oratorio Paolo VI di Concesio. «Oltre alle cinque uscite invernali la nostra intenzione è organizzare prima di Natale anche una giornata sulla neve dedicata alle famiglie – spiega Del Cassi -. La stagione terminerà, come ormai da tradizione,  con il memorial intitolato alla memoria di Jannes Possi». La famiglia Possi offre anche un sostegno di tipo economico al sodalizio della Bassa Valtrompia, «consentendoci così di affrontare la stagione con una maggiore serenità» raccontano dallo Sci club. Per informazioni dettagliate è possibile visitare il sito www.sciclubconcesio.it, visitare l’omonima pagina Facebook, oppure contattare lo Sci club al 339.4795050 o via mail all’indirizzo info@sciclubconcesio.it. Barbara Fenotti Sorgente: La campionessa Nadia Fanchini tra i maestri dello Sci Club Concesio – Giornale di brescia   [...] Leggi di più...
15/11/2022Mentre in tutti i comprensori sciistici delle nostre vallate, escluso Montecampione che, come da noi raccontato la scorsa settimana, non aprirà, vi è enorme delusione a Colere dopo che la storica ma vecchia seggiovia Carbonera-Polzone è stata smantellata da mesi ma la nuova ovovia con cui sostituirla, primo essenziale passo del progetto di rilancio del comprensorio attivato da Rs Impianti, la società che ha vinto il bando di project financing per l’ammodernamento e la gestione degli impianti di risalita… non si può installare. La solita burocrazia blocca tutto dato che ancora non ci sono tutti i permessi necessari, ma non è neppure stata bandita la gara europea per reclutare il direttore lavori. Questa stagione invernale che sta per iniziare dunque a Colere non ci sarà: un inverno perso, non si scia e tutto potrebbe dunque riprendere dalla prossima estate. L’assessore ai lavori pubblici del comune scalvino, Ruggero Piantoni ha voluto comunque precisare che vi è la certezza che vi sarà un futuro per gli impianti. La Rs Impianti è già concessionaria e partner del Comune nel progetto di rilancio, gli impianti nuovi ci sono già, da montare e Massimiliano Belingheri (banchiere di Colere e amministratore delegato di Banca Farmafactoring con base a Londra) è impegnato in prima persona e ha già investito parecchi soldi sull’impianto di innevamento e il bacino di approvvigionamento. Dunque ancora una volta va tutto a rilento a causa degli iter da rispettare e i tempi tecnici dato che per questo ampio progetto ci sono ben 12 enti coinvolti. I lavori si faranno e una previsione ottimistica è che si possano eseguire entro la prossima primavera e si salvi così l’estate 2023. Sorgente: www.camunity.it/flash_page.php?id=51135   [...] Leggi di più...
14/11/2022La stagione sciistica è alle porte e, nonostante la neve per ora scarseggi, i comprensori delle nostre vallate si stanno preparando: della Valtellina ci occuperemo la prossima settimana mentre per la Valle Camonica al via al ponte dell’Immacolata ci sarà un grande assente perché per la prima volta da quasi mezzo secolo il carosello di Montecampione non aprirà, a causa delle vicissitudini nella società di gestione degli impianti. In Valle però si parla dei «free skipass», progetto che da diversi anni fa sciare gratuitamente i ragazzi camuni dai 6 ai 16 anni in una serie di comprensori camuni ma anche bergamaschi. Si tratta di Aprica-Corteno, Borno, Schilpario, Ponte- Tonale, Val Palot, Presolana-Monte Pora, Spiazzi di Gromo, Lizzola e Selvino. L’iniziativa è promossa dal consorzio Bim di Valle Camonica con i Comuni aderenti e alle società degli impianti e prevede l’istituzione di uno skipass unico e gratuito per la stagione invernale per tutti i ragazzi residenti nel territorio nati dall’1 gennaio 2007 al 31 dicembre 2017. Le richieste degli skipass dovranno essere avanzate dalle famiglie dei ragazzi ai Comuni di residenza compilando un modulo, allegando carta d’identità, fototessera e cinque euro di cauzione entro il 22 novembre. Gli skipass saranno poi attivi dal 6 dicembre sino a fine stagione. Sorgente: www.camunity.it/flash_page.php?id=51130   [...] Leggi di più...
13/11/2022La stagione sciistica è alle porte e, nonostante la neve per ora scarseggi, i comprensori si stanno preparando. Il debutto in Valtrompia, al Maniva, è previsto per l’8 dicembre come da tradizione, ma se il meteo dovesse essere favorevole si potrebbe anche anticipare. Sulla stessa lunghezza d’onda anche la Valcamonica, anche se al via al ponte dell’Immacolata ci sarà un grande assente: è ormai chiaro che il carosello di Montecampione non aprirà, a causa delle vicissitudini nella società di gestione degli impianti. Vediamo quali sono le principali iniziative per avvicinare giovani e famiglie alle piste. In Maniva In attesa dei fiocchi veri, già fioccano le novità per la Scuola di sci Tre Valli. La prima risulterà forse la più gradita: lo storico sodalizio ha deciso di «congelare» i prezzi sia delle lezioni individuali sia dei corsi collettivi. «Nonostante tutti i rincari che colpiscono anche la nostra Scuola – spiega il direttore Mario Tanghetti – non ci saranno aumenti per i nostri clienti. E naturalmente resterà invariata la qualità del servizio». Ma non è finita qui. Perché con la partenza della nuova stagione partirà anche uno speciale pullman che collegherà Brescia direttamente con la stazione sciistica. Si salirà in viale Italia a Brescia, dove si trova la sede cittadina della Scuola, per scendere direttamente con i piedi sulla neve. «Si potrà sciare tutto il giorno e tornare comodamente a casa, senza stress e senza preoccupazioni. Il servizio, che abbiamo pensato in particolare per le famiglie e per i più giovani, sarà attivo due domeniche al mese da dicembre a marzo». Il biglietto «avrà un costo simbolico», ma potrebbe persino diventare gratuito se verrà trovato l’accordo con la Comunità Montana». D’altronde l’iniziativa punta anche a promuovere il territorio: «Sono convinto – aggiunge il direttore – che il maestro di sci sia il primo ambasciatore turistico della nostra Valle nei mesi invernali. È infatti il primo interlocutore con cui i visitatori si interfacciano». In Valcamonica La neve ha fatto capolino solo alle quote più alte, la stagione sciistica pare ancora lontana, anche se la data di apertura ufficiale è fissata all’Immacolata. Per la Valcamonica è però già tempo di pensare al «free skipass», il progetto che da diversi anni fa sciare gratuitamente i ragazzi camuni dai sei ai sedici anni in una serie di comprensori camuni e bergamaschi. Si tratta di Aprica-Corteno, Borno, Schilpario, Ponte-Tonale,Val Palot, Presolana-Monte Pora, Spiazzi di Gromo, Lizzola e Selvino. Grande assente, L’iniziativa è promossa dal consorzio Bim di Vallecamonica insieme ai Comuni aderenti e alle società degli impianti e prevede l’istituzione di uno skipass unico e gratuito per la stagione invernale 2022-2023 per tutti i ragazzi residenti nel territorio nati dall’1 gennaio 2007 al 31 dicembre 2017. Le richieste degli skipass dovranno essere avanzate dalle famiglie dei ragazzi ai Comuni di residenza compilando un modulo, allegando carta d’identità, fototessera e cinque euro di cauzione entro il 22 novembre. Gli skipass saranno attivi dal 6 dicembre sino a fine stagione. Marco Tedoldi, Giuliana Mossoni Sorgente: Stagione sci al via: skipass gratis per i ragazzi e «bus della neve» – Giornale di brescia   [...] Leggi di più...
09/11/2022Comunità montana e comuni confermano il progetto FreeSkipass che fa sciare gratis i ragazzi tra i 6 e i 16 anni. Non aderiscono Montecampione e Colere che non apriranno Sorgente: BRENO – Il FreeSkipass riparte…senza Montecampione – TeleBoario   [...] Leggi di più...
03/11/2022Con o senza neve la prospettiva di vedere Montecampione con gli impianti chiusi quest’inverno si fa sempre più concreta. È quanto emerso dopo la lettera nella quale Stefano Iorio ha comunicato di aver sottoscritto con la società Special Situation di Milano la cessione della holding Misa Montecampione che detiene l’87% di Montecampione Ski Area, proprietaria degli impianti. Il 13% del capitale di quest’ultima, detenuto da azionisti diffusi sul territorio, residenti, operatori commerciali e professionisti della neve, lunedì ha voluto chiarire in una conferenza stampa quanto accaduto e quanto sta accadendo quando l’inverno è ormai alle porte. «Abbiamo voluto convocare la conferenza perché nessuno stava dicendo nulla e questo silenzio era insopportabile – spiega il presidente del Consorzio Montecampione Paolo Birnbaum -. La gente non ha diritto di sapere in quanto stiamo parlando di un’azienda privata, però, c’è un’etica di comportamento, chi sa deve parlare perché non stiamo parlando di un supermercato che apre o che chiude, stiamo parlando del futuro di un’intera comunità che ha un’influenza importante anche nell’indotto economico di tutta la bassa Valle» Le probabilità di vedere gli impianti di risalita in funzione questa stagione sono ridotte al lumicino. «Non stiamo pensando alla prossima stagione invernale, ci dispiace dirlo per tutti quelli che operano nel settore ma noi dobbiamo pensare al futuro, ai prossimi dieci anni. In questo momento con gli enti pubblici ed investitori negli alberghi siamo veramente squadra e questa è la migliore notizia che Montecampione potesse avere, perché non accadeva da lustri», aggiunge Birnbaum. Verso il patto. Il patto territoriale per lo sviluppo del comprensorio di Montecampione all’orizzonte è al centro di tutto. «Questo Pat è un elemento irrinunciabile per il rilancio di Montecampione, ma non a qualunque costo e non con chiunque. Chiarezza, trasparenza e credibilità sono indispensabili, siamo disposti a cercare di mettere a terra questo piano di attuazione del territorio, ma dobbiamo sapere all’interno di questa scatola chi c’è e cosa c’è: non lo sappiamo ancora». Con la stagione sciistica di quest’anno che sembra già archiviata, è lecito pensare che gli attori coinvolti nel patto territoriale procedano speditamente per trovare soluzioni percorribili per il futuro ormai immediato. Francesco Moretti Sorgente: Montecampione: la stagione dello sci è a rischio, fiocca la preoccupazione – Giornale di brescia   [...] Leggi di più...
02/11/2022L’imprenditore Stefano Iorio, entrato come socio di maggioranza in Montecampione Ski Area nel 2016, ha sottoscritto con investitori privati un contratto di cessione della holding MISAMontecampione che detiene l’87% della Montecampione Ski Area s.r.l. La decisione di Stefano Iorio di lasciare è maturata per l’impossibilità di stabilire un rapporto positivo di collaborazione con le istituzioni pubbliche del territorio camuno. “La chiusura netta della componente pubblica ai progetti di sviluppo dell’area tradisce di fatto quelle che erano le premesse che mi avevano portato ad impegnarmi, con uno staff di validissimi collaboratori, in Montecampione Ski Area. Il mio ingresso in società avvenuto nel 2016, risolveva di fatto una situazione creata dalla gestione a maggioranza pubblica, stava portando dritto alla liquidazione della società stessa. La mancanza di investimenti negli anni precedenti, su tutto il comprensorio, sia per gli impianti di risalita che di innevamento hanno generato notevoli ritardi e complessità nella gestione che mi ha visto coinvolto” ha reso noto Stefano Iorio.   Gli impianti di risalita, dunque, questa stagione potrebbero rimanere chiusi. Il 31 ottobre si è tenuta una conferenza stampa indetta dai consiglieri di amministrazione del Consorzio, Fabio Fusina, Marco Daminelli, Gianmaria Fusar e Paolo Birnbaum in qualità di soci della società Montecampione Ski Area srl. Nel corso della conferenza si è parlato della situazione attuale della stazione sciistica. Paolo Birnbaum, azionista di minoranza MISA, ha dichiarato all’emittente televisiva Più Valli Tv: “Non stiamo pensando alla prossima stagione invernale. Ci dispiace dirlo per tutti quelli che operano nel settore, ma dobbiamo pensare al futuro, ai prossimi dieci anni. Questa è la nostra assoluta priorità. In questo momento, insieme agli enti pubblici e agli investitori degli alberghi, siamo veramente una squadra e questa è la migliore notizia che Montecampione potesse avere. Adesso questa squadra deve dare i suoi frutti concreti e sono certo che lo farà”. Nei mesi scorsi è stato approvato dalla Giunta lombarda il Patto Territoriale per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio sciistico di Montecampione e della Bassa Vallecamonica che prevede un investimento di 13 milioni di euro.  A questo proposito l’azionista Paolo Birnbaum ha spiegato a Più Valli Tv: “Questo Patto è un elemento irrinunciabile per il rilancio di Montecampione. Ma non a qualunque costo e non con chiunque. La cosa di cui abbiamo bisogno è affidabilità e credibilità”. Sorgente: Montecampione Ski Area, cambio di proprietà. Questa stagione gli impianti potrebbero restare chiusi [...] Leggi di più...
01/11/2022Dal canale Youtube Consorzio Montecampione Lunedì 31 ottobre 2022, conferenza stampa avente come tema ‘situazione degli impianti di risalita di Montecampione’. La conferenza è stata indetta dai consiglieri di amministrazione del Consorzio, Fabio Fusina, Marco Daminelli, Gianmaria Fusar e Paolo Birnbaum in qualità di soci della società Montecampione Ski Area srl. Seconda parte: conferenza stampa – situazione degli impianti di risalita di Montecampione – pt 2 – – YouTube Sorgente: conferenza stampa – situazione degli impianti di risalita di Montecampione – pt 1 – – YouTube   [...] Leggi di più...
31/10/2022Oggi in un’affollata assemblea i proprietari di case a Montecampione si sono detti perplessi di fronte alla notizia della vendita degli impianti. Ed ora si interrogano sul futuro. Sorgente: ARTOGNE – Montecampione: le perplessità del Consorzio – TeleBoario   [...] Leggi di più...
31/10/2022Un inverno con gli impianti chiusi e questa volta volutamente chiusi, non per colpa della neve o del covid: è quella che si prospetta a Montecampione dopo la lettera nella quale Stefano Iorio comunica di aver sottoscritto con la società Special Situations di Milano la cessione della holding Misa Montecampione, che detiene l’87% della Montecampione Ski area, proprietaria degli impianti. Il 13% del capitale di quest’ultima società, detenuto da azionisti diffusi sul territorio, residenti, operatori commerciali e professionisti della neve, ha voluto così chiarire in una propria conferenza stampa quanto accaduto e quanto si sta prospettando per l’inverno alle porte. E’ chiaro che il Patto Territoriale per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del Comprensorio di Montecampione-Bassa Valle Camonica, approvato dalla Giunta regionale, che prevede un investimento di 13 milioni di euro, è ora la vera posta in gioco che interessa molti: ma più di ogni altro è evidente che deve interessare chi ha a cuore il futuro di Montecampione, che ha celebrato 50 anni di storia turistica della bassa Vallecamonica. Molto difficile dunque ipotizzare che la stagione sciistica possa aver inizio: dunque è lecito pensare che gli attori coinvolti dal patto territoriale procedano speditamente a trovare soluzioni percorribili e certe per il futuro. Sorgente: +Valli TV – UNA STAGIONE SOSPESA A MONTECAMPIONE [...] Leggi di più...
31/10/2022  Clicca sull’immagine per vedere il servizio Sorgente: Teletutto | TV Brescia | Televisione Brescia | Video News approfondimento notizia [...] Leggi di più...
31/10/2022Album di: Adelfina Aldrovandi Sorgente: Montecampione – Orobie.it [...] Leggi di più...
30/10/2022Stefano Iorio, socio di maggioranza dal 2016 di Monte campione Ski Area, ha deciso di vendere Misa – Montecampione International Sporting Area a un gruppo di investitori privati, guidati da Roberto Chiodelli, fondatore della Special Situations Srl, società di Milano attiva nel campo delle ristrutturazioni societarie e nel rilancio di realtà aziendali in difficoltà. La Misa di Iorio detiene l’87% della Montecampione Ski Area Srl, la società proprietaria degli impianti di risalita della bassa Valle. Una vera e propria doccia fredda per Montecampione dopo la notizia positiva che solo qualche settimana fa aveva permesso di intravedere uno spiraglio, ovvero l’acquisto all’asta degli hotel a quota 1.200 e 1.800 metri da parte di investitori privati. Iorio in un comunicato ha parlato di decisione sofferta e maturata per l’impossibilità di stabilire un rapporto positivo di collaborazione con le istituzioni pubbliche: “In questi anni, le amministrazioni hanno rifiutato di partecipare a qualsiasi proposta e iniziativa di rilancio e valorizzazione del comprensorio sciistico”. Skilift e seggiovie avrebbero bisogno di investimenti importanti per essere rinnovati e riqualificati: il patto siglato con la Regione muoverà 13 milioni di euro, ma l’attenzione mostrata adesso dagli enti territoriali – ha sottolineato Iorio – è fuori tempo massimo. A proposito di Regione, l’imprenditore ha riservato alcune righe di riconoscenza al consigliere Francesco Ghiroldi, definito l’unico politico che ha profuso energie per aiutare la stazione sciistica. Iorio resterà amministratore unico per il tempo necessario a portare in assemblea il bilancio che si è chiuso lo scorso 30 giugno. Il bilancio di Montecampione Ski Area che verrà portato in assemblea a novembre sarà in rosso: a fine maggio il conto economico era sotto di 500 mila euro. Lo scorso inverno era aperta una sola seggiovia ed era innevata una sola pista, mentre in estate gli impianti sono rimasti chiusi. Nel frattempo il Consorzio Montecampione, che riunisce i proprietari degli immobili, ha convocato una conferenza stampa per lunedì per fare chiarezza su questa decisione. Linda Bressanelli Sorgente: Montecampione Ski Area, Iorio se ne va: cambio di proprietà | Radio Voce Camuna   [...] Leggi di più...
29/10/2022Dopo una bella notizia, ovvero l’acquisto all’asta degli hotel a quota 1.200 e 1.800 metri da parte di investitori privati, per Montecampione è arrivata subito la tegola: alla viglia dell’inverno, l’imprenditore camuno Stefano Iorio ha sottoscritto con la società Special Situations un contratto di cessione della holding Misa Montecampione, che detiene l’87% della Montecampione Ski Area (la srl proprietaria degli impianti). La Special Situations è una società milanese specializzata nella consulenza e gestione di situazioni aziendali complesse, in grado di assistere l’impresa nelle crisi aziendali. Iorio resterà in carica ancora qualche settimana, giusto il tempo di approvare il bilancio, quindi uscirà di scena, lasciando alla nuova realtà la non facile decisione sulla riapertura degli impianti: la consapevolezza di tutti è che sarà molto complicato. Amarezza «La decisone che ho dovuto prendere – afferma Iorio – è stata una delle più difficili della mia vita imprenditoriale. Ma oramai era una lotta contro i mulini a vento: altre località hanno il totale appoggio e supporto del settore pubblico, io sono stato lasciato solo a pagare i debiti che il pubblico mi ha lasciato. Ho cercato in tutti i modi di avere un supporto, ma è sempre mancata la volontà politica. Avrei potuto veramente cambiare Montecampione, ma a un certo punto una persona deve capire quando si deve fermare. Ora chi ha preso il testimone avrà molto più di me la forza di mettere gli enti pubblici di fronte alla dura realtà: o collaborano oppure Montecampione non ha futuro». A reagire per primo è stato il Consorzio Montecampione, che ha convocato per lunedì una conferenza stampa al cinema. «La situazione – afferma Paolo Birnbaum, presidente del Consorzio – è poco chiara, non credo sia stata ceduta la società, ma solo la gestione, non la proprietà: sono tutti aspetti che cercheremo di chiarire lunedì». Difficoltà Stefano Iorio era entrato come socio di maggioranza in Montecampione Ski Area nell’ottobre 2016, prendendosi in carico i debiti della società e accorgendosi in un secondo momento, spiega, che la componente pubblica non partecipava ai progetti di valorizzazione . «Enormi le difficoltà causate da impianti obsoleti e da revisionare – aggiunge – ma tanti gli investimenti che abbiamo fatto, come due revisioni generali sugli impianti a 1.800, una serie di revisioni speciali e un ammodernamento dell’innevamento. Mi sono rivolto a Comuni ed enti sovracomunali per chiedere collaborazione e aiuto, ma ho ricevuto sempre solo risposte negative. Nelle ultime settimane, l’affacciarsi di investitori (il riferimento è all’acquisto degli alberghi, ndr) li ha quasi miracolosamente risvegliati dal lungo torpore, ma per me erano venute meno le condizioni per continuare». Giuliana Mossoni Sorgente: Montecampione Ski Area, Iorio getta la spugna: la società cambia padrone – Giornale di brescia   [...] Leggi di più...
29/10/2022Stefano Iorio, amministratore unico della Montecampione Ski area, ha sottoscritto un contratto di cessione della Misa, al 100%di sua proprietà, Holding che partecipa all’87% della Montecampione Ski Area, con la società milanese Special Situation che a breve dovrebbe provvedere a nominare il nuovo amministratore delegato. Iorio, entrato come socio di maggioranza in Montecampione Ski Area nell’ottobre del 2016, affida al comunicato stampa l’impossibilità di stabilire un rapporto positivo di collaborazione con le Istituzioni pubbliche del territorio camuno. In questi anni, sottolinea Iorio, le amministrazioni hanno rifiutato di partecipare a qualsiasi proposta e iniziativa di rilancio e valorizzazione di questo importante comprensorio sciistico bresciano in collaborazione con MSA. Le proposte di rilancio non accettate, sono riferite ad un periodo pregresso rispetto a quello odierno. Oggi nuovi progetti sono in dirittura di arrivo, ma l’attenzione mostrata adesso dagli Enti territoriali è oramai fuori tempo massimo. “La chiusura netta della componente pubblica ai progetti di sviluppo dell’area tradisce di fatto quelle che erano le premesse che mi avevano portato ad impegnarmi – afferma nel comunicato stampa Stefano Iorio – con uno staff di validissimi collaboratori, in Montecampione Ski Area. Il mio ingresso nella società, avvenuto nel 2016, risolveva di fatto una situazione creata dalla gestione a maggioranza pubblica, stava portando dritto alla liquidazione della società stessa. La mancanza di investimenti negli anni precedenti, su tutto il comprensorio, sia per gli impianti di risalita che di innevamento hanno generato notevoli ritardi e complessità nella gestione che mi ha visto coinvolto.” Iorio, insieme ad altri investitori minori, che hanno creduto nel progetto di rilancio, hanno salvato di fatto la località sciistica di Montecampione, credendo nelle potenzialità del comprensorio ma con una precisa condizione: un sostegno concreto delle Istituzioni pubbliche territoriali, secondo un accordo non scritto ma ben chiaro tra i soggetti che lo avevano prospettato, ha preso in carico i debiti della Società e ha iniziato a lavorare per il rilancio. Intanto per lunedì 31 ottobre è stata fissata una conferenza stampa da parte dei soci di minoranza di Montecampione Ski Area, tutti residenti di Montecampione, che intendono chiarire le rispettive posizioni e dare risposte, per quanto possibile, sulla stagione invernale ormai alle porte. Certamente, dopo la positiva soluzione dell’acquisto all’asta dei due alberghi a 1.200 e 1.800 da parte della Dattilo srl di Milano, questa doccia fredda non ci voleva. Decisive ora sono le decisioni di Special Situation sull’apertura o meno degli impianti di risalita e degli Enti pubblici che stanno lavorando al patto territoriale per Montecampione. Sottoscritto con regione Lombardia nel luglio scorso. Sorgente: +Valli TV – STEFANO IORIO CEDE LA GESTIONE   [...] Leggi di più...
28/10/2022Cambia la proprietà degli impianti di risalita a Montecampione. Stefano Iorio ha ceduto la società ad una azienda milanese specializzata nel rilancio di gruppi in difficoltà Sorgente: ARTOGNE – Montecampione, cambia la proprietà degli impianti – TeleBoario   [...] Leggi di più...
24/10/2022Il peccato mortale a un tavolo da poker? Pensare alla giocata precedente, riflettere su quello che è stato e che quello che poteva essere. Vai in confusione, ti illudi dei corsi e ricorsi storici e ti tosano come una pecora. Vale anche per il territorio. Provare a riportare ai fasti del passato strutture e opere finite nell’oblio è un boomerang. Se non ha funzionato, non funzionerà neppure con ingenti investimenti e progetti di rilancio innovativo. Un po’ come il comprensorio turistico di Montecampione, che tenta di rialzarsi per l’ennesima volta. Le speranze sono affidate ai fondi del Pnrr che – vedi la beffa di quelli sulla rigenerazione urbana – sono diventati un azzardo come il poker, dove i giocatori più abili sanno quando è il momento di alzarsi dal tavolo e limitare le perdite. Sorgente: Montecampione tra sogno e utopia | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
22/10/2022Dal canale Youtube MidnighTOfficialBand Midnight Diabolik Melody Live@Music Village Montecampione Sorgente: Midnight Diabolik Melody Live@Music Village Montecampione – YouTube   [...] Leggi di più...
20/10/2022Vallecamonica e Valle Trompia collegate da una nuova strada che da Montecampione porta a Bovegno. I lavori di realizzazione, per un importo di 125 mila euro, si stanno concludendo in questi giorni Sorgente: ARTOGNE – Nuova strada da Montecampione a Bovegno – TeleBoario   [...] Leggi di più...
15/10/2022Vallecamonica e Valtrompia si uniscono. A breve, come annunciato dal Comune di Artogne, sarà percorribile la strada di collegamento che da Bovegno sale fino a località Plan di Bassinale. Un’opera fortemente voluta dalle due amministrazioni, di Artogne e di Bovegno, che hanno ricevuto il consenso da Regione Lombardia e Comunità Montana di Vallecamonica che ne hanno sostenuto il costo di circa 140mila euro. Una strada agrosilvo-pastorale che collega i due territori confinanti lungo le creste di Bassinale, Splaza e Dosso Rotondo di Montecampione: dalla località Piano delle Camere, nel Comune di Artogne, si raggiungerà la cascina Casinetto di Re di Campo a Bovegno e viceversa. “Un collegamento che consentirà l’apertura alla destagionalizzazione del comprensorio verso un’idea ecosostenibile di turismo, per vivere la montagna a tutto tondo” ha detto la sindaca di Artogne Bonicelli annunciando che le due valli hanno trovato il loro punto di incontro, che è anche la nascita di un nuovo sodalizio che guarda alla condivisione di percorsi turistici ed escursionistici. Linda Bressanelli Sorgente: Artogne si collega con Bovegno: Vallecamonica e Valtrompia si uniscono | Radio Voce Camuna   [...] Leggi di più...
11/10/2022È stata la prima uscita allo scoperto, quella di ieri, della Montecampione srl la società che nell’aprile scorso ha acquisito gli alberghi di Montecampione dal fallimento della Stella alpina. Una conferenza stampa che aveva come obiettivo di spiegare da un lato i ritardi nella stipula dell’atto notarile e dall’altro ad illustrare gli obiettivi di rilancio delle strutture ricettive da anni al centro di uno stallo controproducente sotto ogni punto di vista. Significativa a questo proposito la presenza del sindaco di Artogne Barbara Bonicelli e del primo cittadino di Pian Camuno Giorgio Ramazzini, dei portavoce della società Bruno Dattilo e l’avvocato Paolo Cianciotta, e del presidente del Consorzio residenti Paolo Birnbaum. Nessuna rappresentanza invece per la Montecampione Ski Area. Per quanto riguarda i ritardi, sono stati frutto della necessità di correggere e perimetrare con precisione le proprietà alberghiere con i relativi accatastamenti.Quanto alle prospettive future, i portavoce della Montecampione srl hanno voluto sottolineare che «gli approfondimenti tecnico- legali finalizzati al raggiungimento degli obiettivi imprenditoriali del gruppo» sono a buon punto ed il piano di investimenti prevede tempi brevi soprattutto per il recupero della struttura de Le Baite a 1800 metri di quota: inizio lavori entro sessanta giorni, ha assicurato il geometra Dattilo e loro conclusione nel volgere di un anno. Tempi più lunghi invece per l’albergo, dove verrà sfruttato l’aumento volumetrico previsto dal Piano di governo del territorio di Artogne. Piena fiducia nella nuova società è stata confermata dai sindaci dei Comuni del comprensorio sciistico, che hanno espresso la speranza che sia «l’inizio di un lungo percorso» destinato a ridare fiato e smalto al turismo di Montecampione. Anche il Presidente del Consorzio residenti ha assicurato la costante presenza dell’associazione, che sarà unita e compatta per l’unico obiettivo del rilancio della stazione. La Montecampione srl si è pure detta ben intenzionata verso «nuove possibili soluzioni partecipative tra i soggetti oggi chiamati ad operare per il migliore sviluppo turistico» di Montecampione, non nascondendo la possibilità di entrare pure negli impianti di risalita. Un nuovo ciclo che si apre? Non c’è che da attendere fiduciosi, considerato che da troppo tempo le crisi societarie che si sono succedute nella stazione della bassa Valcamonica la stanno mettendo a dura prova. A questo punto tutti si augurano che sia la volta buona per un vero e rapido rilancio che potrebbe avere un incisivo effetto positivo domino su tutta l’economia del comprensorio. Domenico Benzoni Sorgente: Operazione rilancio Montecampione srl ha scoperto le carte | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
11/10/2022Al mattino la firma a Milano, per sancire nero su bianco il passaggio della proprietà delle strutture alberghiere di quota 1.200 e 1.800 metri, ora effettivamente in mano alla società Montecampione srl, a cui erano state assegnate a fine aprile nell’ambito della procedura fallimentare della Stella Alpina; al pomeriggio la solenne dichiarazione d’intenti nel municipio di Artogne, dove i rappresentanti della società hanno esplicitato il loro piano imprenditoriale, pronto a partire con i primi cantieri già tra due mesi. Quella di ieri è stata una giornata da ricordare per Montecampione, vedremo se andrà archiviata nel già corposo faldone delle illusioni svaporate o in quello, purtroppo sinora sguarnito, del rilancio vero. Ma questa volta gli elementi per un approccio ottimistico paiono più concreti che in passato. Concordia di intenti Ne sono convinti i sindaci di Artogne e di Pian Camuno. Secondo Barbara Bonicelli «il passaggio di proprietà degli alberghi è una bellissima notizia per un territorio come il nostro così carente di strutture ricettive. Per la nostra stazione turistica può essere un nuovo inizio, anche in direzione di una destagionalizzazione che può contare su sentieri e percorsi di sicuro richiamo. In questi mesi abbiamo capito di avere a che fare con persone che hanno progettualità ed idee. Ci sono le forze e le risorse, è il momento del rilancio». Concorda in pieno Giorgio Ramazzini, ottimista anche e soprattutto per il fatto che «da tempo abbiamo conosciuto e parlato con i rappresentanti della società, a differenza di quanto accadde con quelli della Stella Alpina, che si palesarono solo dopo il rogito». E anche Paolo Birnbaum, presidente del Consorzio Montecampione, sottolinea «serietà e trasparenza della società che ha acquisito gli alberghi», oltre che «lo spirito di collaborazione sin da subito dimostrato». Il socio costruttore Come spiegato da Paolo Cianciotta, country manager del gruppo, la Montecampione srl dal momento dell’assegnazione ad oggi ha eseguito una serie di approfondimenti tecnico-legali e documentali, necessari a formalizzare il passaggio di proprietà. «Ora – ha aggiunto – dopo l’operazione immobiliare, condotta anche grazie alla solerte e preziosa unità d’intenti con i due Comuni ed il Consorzio, si passa alla fase di ristrutturazione, di cui si occuperà il gruppo Dattilo Costruzioni di Milano, che è uno dei soci della Montecampione srl». L’altro è un fondo internazionale di investimenti. L’intenzione, ha spiegato amministratore unico del gruppo, Bruno Dattilo, «è quella di procedere spediti. Entro sessanta giorni attiveremo il cantiere dell’albergo a quota 1.800 metri, dove contiamo di concludere i lavori entro un anno. Per la struttura a quota 1.200, invece, sono ancora in corso delle verifiche e quindi i tempi precisi dell’intervento in questo momento non siamo in grado di darli». Il Piano da attuare Strettamente connesso all’aspetto della ricettività è naturalmente quello dello sviluppo della stazione sciistica. Su questo fronte importanti risorse arriveranno dal Patto territoriale da 13,16 milioni sottoscritto tra Regione (che fornirà 7,48 milioni), Comune di Artogne e Comunità montana, per realizzare gli impianti Dosso Beccherie, Secondino-Monte Splaza e Longarino-Monte Splaza. Per «mettere a terra» il Patto serviranno anche risorse private. Un ruolo certamente sarà chiamato a giocarlo la proprietà della Montecampione Ski Area, rispetto alla quale la società Montecampione srl non esclude nuove possibili soluzioni partecipative: «Qualora l’attuale proprietà ce lo consentirà – ha dichiarato Bruno Dattilo – interverremo, nell’ottica del miglior sviluppo turistico dell’area». Alessandro Carini Sorgente: Montecampione, firmato il contratto: via alla ristrutturazione degli alberghi – Giornale di brescia   [...] Leggi di più...
11/10/2022Ieri, 10 ottobre, a Milano, è stato firmato il contratto per il passaggio definitivo di proprietà dei due alberghi, Hotel 1200 e Le Baite 1800,  alla società ‘Montecampione srl’. Le due strutture immobiliari, situate nel Comune di Artogne, erano state acquistate ad aprile dalla procedura fallimentare che colpì la società “Stella Alpina” di Bolzano, che le aveva ottenute, a sua volta, nel 2018. La “Montecampione srl” ha già predisposto i piani finanziari e tecnico-edilizi per poter procedere alle prossime ristrutturazioni degli immobili, che saranno, quanto prima, ricondotti alla disponibilità dei flussi turistici della prestigiosa area alpina. Il Gruppo Dattilo Costruzioni di Milano, che è uno dei soci della Montecampione srl, e che si occuperà principalmente della ristrutturazione degli alberghi acquisiti, ha già provveduto ad espletare le preliminari procedure amministrative urbanistico-edilizie, nonché a recintare le aree interessate dai prossimi cantieri, al fine di “mettere in sicurezza” gli stabili da accessi non autorizzati di visitatori occasionali. Entro 60 giorni inizieranno i lavori per l’albergo “Le Baite 1800”, mentre per l’albergo a quota 1200 i tempi saranno più lunghi. La felice soluzione dell’impresa è stata possibile anche grazie alla preziosa prossimità di interessi ed obiettivi condivisi con i due Enti locali di Artogne e Pian Camuno, oltre anche al sostegno da parte del “Consorzio di Montecampione”. La “Montecampione srl” ha manifestato interesse e partecipazione alle dinamiche di rilancio ricomprese nelle strategie pubbliche, proposte dagli Enti Locali, che consentono di intravedere, nell’ambito di un preciso piano di investimenti sul territorio, nuove possibili soluzioni partecipative tra i soggetti oggi chiamati ad operare per il rilancio turistico dell’area camuna. Sorgente: Montecampione, firmato il contratto per la ristrutturazione delle strutture ricettive [...] Leggi di più...
11/10/2022Artogne (Brescia) – Completato il passaggio di proprietà e acquisizione degli alberghi a quota 1200 e 1800 metri del comprensorio di Montecampione. L’asta che ha seguito il fallimento della Stella Alpina Srl, precedente proprietaria delle strutture, si è conclusa con l’aggiudicazione degli Hotel 1200 e Le Baite 1800 in favore della società Montecampione srl, con sede a Milano, che ieri ha firmato il rogito e annunciato che fra 60 giorni riapre il cantiere a 1.800. La notizia è sicuramente positiva per tutta Montecampione, con un progetto di sviluppo di largo respiro che porterà al rilancio qualitativo della ricettività del comprensorio. I responsabili della Montecampione srl, che ieri pomeriggio ha tenuto una conferenza stampa alla presenza dei due sindaci Barbara Bonicelli (Artogne) e Giorgio Ramazzini (Pian Camuno) hanno  svelato i piani per il comprensorio. Sono già stati predisposti i piani finanziari e tecnici edilizi per ristrutturare gli edifici. La Dattilo Costruzioni di Milano, che fa parte dei soci della Montecampione srl, ha già espletato le procedure preliminari per ottenere i permessi per le opere che saranno articolate su più anni. Il primo passo è la messa in sicurezza degli immobili, per evitare altre intrusioni e saccheggi. La felice soluzione dell’acquisizione da parte della Montecampione srl è stata possibile grazie alla collaborazione degli enti locali, in particolare di Artogne e Pian Camuno, ed è stato sottolineato dall’ingegner Bruno Dattilo nella conferenza stampa di ieri pomeriggio. Per Montecampione inizia una nuova era. Sorgente: Con la Montecampione srl inizia il rilancio del Comprensorio | Gazzetta delle Valli News dalle Valli Lombarde e Trentine   [...] Leggi di più...
11/10/2022Montecampione srl, la società che nell’aprile scorso ha acquisito gli alberghi di Montecampione dal fallimento della Stella alpina – alla presenza del sindaco di Artogne Barbara Bonicelli e del primo cittadino di Pian Camuno Giorgio Ramazzini, dei portavoce della società Bruno Dattilo e l’avvocato Paolo Cianciotta, e del presidente del Consorzio residenti Paolo Birnbaum – ha preso parte a Milano alla sottoscrizione del contratto che assicura la definitiva traslazione della proprietà e perfeziona la procedura fallimentare insistente sugli alberghi 1200 e 1800 del comprensorio turistico della bassa Vallecamonica. Sarà il gruppo Dattilo costruzioni, come comunicato dai vertici della Montecampione srl, a seguire il recupero degli immobili, che versano in stato di abbandono. La struttura de Le Baite a 1800 metri di quota vedrà l’inizio lavori entro sessanta giorni e la loro conclusione nel volgere di un anno. Tempi più lunghi invece per l’albergo 1200, dove verrà sfruttato l’aumento volumetrico previsto dal Piano di governo del territorio di Artogne. Un altro passo avanti verso il rilancio della stazione sciistica di Montecampione. Ricordiamo che dalla loro gli enti e i privati hanno i 13,16 milioni di euro del Patto territoriale, sottoscritto nei mesi scorsi tra Regione (che fornirà 7,48 milioni), Comune di Artogne e Comunità montana, per realizzare gli impianti Dosso Beccherie, Secondino-Monte Splaza e Longarino-Monte Splaza. Linda Bressanelli Sorgente: Completato il passaggio di proprietà e l’acquisizione degli alberghi di Montecampione | Radio Voce Camuna   [...] Leggi di più...
11/10/2022Montecampione Srl è il nome della Società che ha rilevato i due alberghi all’asta fallimentare, pagando quanto dovuto senza alcun ribasso: il mantenimento del nome della stazione anche nelle carte amministrative è un segnale forte a tutto il mercato del turismo della montagna. I soci di Montecampione Srl hanno valutato da ogni punto di vista l’investimento su Montecampione, paragonandolo ad altre proposte attive sul mercato. I Comuni di Artogne e Piancamuno, con il Consorzio Montecampione, che assieme hanno continuato la difficile strada di questi anni in cui non si sbrogliava l’intricata matassa dei fallimenti a catena per varie realtà imprenditoriali della stazione, oggi guardano con altra prospettiva al futuro che è già alle porte. Continua, nel frattempo, l’attività a tutto campo per recuperare altre risorse e mettere nella giusta prospettiva gli investimenti già in atto e quelli futuri. Superato questo primo passaggio nodale, ora si guarda agli impianti di risalita: anche su questo fronte a giorni potrebbero esserci notizie confortanti. Sorgente: +Valli TV – UN ALTRO TASSELLO IMPORTANTE [...] Leggi di più...
11/10/2022Clicca sull’immagine per vedere il servizio Sorgente: Teletutto | TV Brescia | Televisione Brescia | Video News approfondimento notizia [...] Leggi di più...
10/10/2022Perfezionata questa mattina a Milano l’acquisizione dei due alberghi di Montecampione da parte di una società pronta a investire sulle strutture. Oggi in municipio ad Artogne presentati i programmi di rilancio Sorgente: ARTOGNE – Alberghi Montecampione, al via il piano di rilancio – TeleBoario   [...] Leggi di più...
10/10/2022Sottoscritto questo lunedì mattina a Milano il contratto che assicura il passaggio definitivo di proprietà dei due alberghi di Montecampione a quota 1.200 e 1.800 alla neo-costituita società Montecampione srl di Milano. Le due strutture, in territorio del Comune di Artogne, inserite nella procedura fallimentare della Società Alpiaz prima e successivamente della Stella Alpina Srl di Bolzano che li aveva acquistati dal fallimento, a sua volta fallita nel 2019, da questo lunedì sono definitivamente proprietà di Montecampione srl, la Società che ha voluto mantenere il nome della storica località, perché sia ben individuato sul mercato immobiliare e turistico, ma anche per un deciso riscatto dopo una serie di fallimenti che hanno coinvolto numerose società negli ultimi anni, tutte legate alla località turistica della bassa Vallecamonica. La Montecampione srl ha già predisposto i piani finanziari e tecnico-edilizi per poter procedere alle prossime ristrutturazioni degli immobili, che saranno, quanto prima, restituiti al turismo della prestigiosa area alpina. Il Gruppo Dattilo Costruzioni di Milano, che è uno dei soci della Montecampione srl, e che si occuperà principalmente della ristrutturazione dei due alberghi, ha già provveduto ad espletare le preliminari procedure amministrative urbanistico-edilizie, a recintare le aree interessate dai prossimi cantieri per mettere in sicurezza gli stabili da accessi non autorizzati ed evitare ulteriori scempi alle strutture e saccheggi alla proprietà. Le due strutture, già adibite ad uso alberghiero e a Residenza turistico-alberghiera, meta di importanti flussi dall’Italia e dall’Estero, ora sono destinate a nuova vita con lavori che inizieranno entro 60 giorni per l’Albergo a 1.800 metri e, non appena terminati ulteriori accertamenti tecnici, per quello a 1.200. L’accelerazione finale di questi ultimi giorni è anche merito di una felice sinergia di iniziative da parte dei comuni di Artogne e Pian Camuno, con il costante impegno da parte del Consorzio di Montecampione. Dal canto suo, la Montecampione srl ha valutato molto positivamente le strategie pubbliche, proposte dagli Enti Locali, che consentono di intravedere, nell’ambito di un preciso piano di investimenti sul territorio, soluzioni concrete che, a partire dal patto del 2018 fino al recente patto per il territorio siglato a luglio scorso, rappresentano una filiera costante lungo la quale sviluppare dal punto di vista turistico questa parte del territorio delle valli bresciane. Sorgente: +Valli TV – NUOVA VITA CON LA MONTECAMPIONE SRL   [...] Leggi di più...
04/10/2022La transumanza più grande della cerchia delle Alpi italiane: è quella che ogni anno vede Domenico Alessi di Artogne, Minighì per tutti, impegnato per tre giorni all’andata ed altrettanti al ritorno, da Artogne fino ai monti di Palot, quindi le creste di Montecampione, le sette crocette, il Maniva dove resta con la sua mandria fino ai primi freddi. Questa domenica 2 ottobre, infatti, ha fatto rientro sostando alla quota 1.800 metri del Bassinale per lasciare rifocillare i suoi animali, mungerli, accudirli, quindi per un buon piatto caldo prima di far ritorno a valle. Il desiderio dunque che l’inverno passi presto per tornare con i suoi animali sulle cime, dove acqua e sole, nebbie e giorni grigi, vita dura e di sacrificio fino alle prime nevi non scoraggiano uomini forti e decisi che hanno trasformato un mestiere antico in una moderna filosofia di vita. Sorgente: +Valli TV – RITORNO A CASA DAI MONTI   [...] Leggi di più...
02/10/2022Nonostante qualche ritorno di fiamma termico l’estate è ormai un ricordo anche a Montecampione, e dopo il pieno di luglio e agosto la stazione della bassa valle si è svuotata. In attesa della stagione invernale, qualcuno ha pensato che questo fosse il momento giusto per raccogliere indicazioni e capire su quale strada incamminarsi nell’organizzare le future attività di animazione. Con questo obiettivo, il giovane Francesco Gennari dell’ufficio stampa del Consorzio dei residenti ha pensato che fosse utile proporre un sondaggio facendo riferimento al sito internet «io vado a Montecampione». Si sostiene giustamente che i social siano prerogativa soprattutto dei giovani, ma la platea che ha risposto all’iniziativa sembra sia stata caratterizzata da un’età media di cinquantenni, considerato che per giovani e giovanissimi Facebook è ormai superato da altri strumenti. Cosa è emerso? La considerazione che alcune iniziative che pure hanno fatto registrare una consistente partecipazione (per esempio il concerto della banda della marina militare che a luglio ha riempito la Piazzetta o il silent party) non hanno in realtà incontrato il gradimento apparentemente dimostrato «sul campo». Al di là di questo, il sondaggio ha messo in evidenza che chi frequenta Montecampione ha un occhio di riguardo verso due settori: la leggerezza dell’intrattenimento garantito dagli spettacoli e il settore ludico sportivo, che offre soprattutto ai giovani proposte interessanti per riempire l’estate. Pur nella relativa rilevanza dei numeri del sondaggio, tra le proposte più preferenziate compare infatti «L’animazione con Olivo» caratterizzata da escursioni, attività sportive, intrattenimento all’aria aperta, seguita a ruota dalla «Corri e cammina» lungo i sentieri di Montecampione, dalla Giornata del viver montano proposta dalla Pro loco di Artogne e dalla sfilata di moda di Michelle Ferrè. Valutazione del recente passato da un lato, proposte per il futuro dall’altro.Tra queste ultime risalta la richiesta di vivere l’esperienza di un’alba in vetta, di serate con il teatro Magico baule, di lezioni di musica e ballo latino, di corso di acquarello nella natura, di concerti di musica classica e di spettacoli di burattini. Ce n’è per tutti gusti e gli organizzatori avranno tempo fino all’estate del 2023 per studiare un cartellone diverso. Domenico Benzoni Sorgente: Montecampione, istruzioni per l’uso | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
29/09/2022La rinascita di Montecampione passa, anche, dal nuovo logo. Presentato ufficialmente lo scorso 30 dicembre e tenuto a battesimo da due madrine d’eccezione come le campionesse di sci azzurre Nadia ed Elena Fanchini, nate sciisticamente a Montecampione, il nuovo logo sancisce la partenza ufficiale del rilancio della stazione della Valle Camonica, che solo pochi mesi fa era sull’orlo del fallimento e ora invece può contare su nuove risorse e un progetto industriale che ha convinto le amministrazioni, i commercianti, le scuole di sci, i proprietari di case e tutti coloro che hanno aderito all’aumento di capitale. Nel nuovo logo l’acronimo MC è disegnato in maniera tale da rappresentare le due principali altitudini della stazione (1200  e 1800 metri) e il pay-off in lingua inglese “Since 1970”, oltre a ricordare l’anno di nascita vuole sottolineare l’internazionalità del progetto di rilancio della località. Grazie alle caratteristiche delle sue piste da sci, adatte ai principianti come agli agonisti, alla variegata offerta culturale del territorio circostante, come le incisioni rupestri patrimonio Unesco, e grazie alla vicinanza alle aree metropolitane e agli aeroporti di Brescia, Bergamo e Milano, Montecampione si candida come meta ideale per ospitare un turismo attivo, per quattro stagioni, coniugando sport, cultura e sapori.   “Crediamo che questa località meriti di inserirsi nella proposta turistica della montagna anche e soprattutto a livello internazionale. L’idea è proporre Montecampione come nuovo polo turistico che faccia sistema con tutta la Valle Camonica in particolare con Boario Terme, con il Lago di Iseo e con la Franciacorta” hanno spiegato gli imprenditori Stefano Iorio, presidente di Montecampione Ski Area e Matteo Ghidini, protagonisti del salvataggio e rilancio della località.  “L’obiettivo è di offrire un prodotto che vada oltre l’attività sciistica e si rivolga a tutti gli appassionati di outdoor per la pratica di numerose altre discipline sportive”. Sorgente: Montecampione al rilancio, il nuovo logo sancisce la ripartenza – bsnews.it [...] Leggi di più...
25/09/2022Dal canale Youtube VIDEO SI rally, hillclimb & more Oggi andiamo in Lombardia per la cronoscalata Piancamuno Montecampione del 1987, immagini tratte dal dvd “CRONOSCALATE 2” della Video Si ….buon visione Sorgente: Cronoscalata Piancamuno Montecampione del 1987…..Video Si – YouTube [...] Leggi di più...
22/09/2022Oggi ricorrono 13 anni dalla scomparsa di Marco Pantani, il Pirata delle due ruote, volato via in un hotel di Rimini, avvolto dalla depressione. STUPORE E DOLORE: ADDIO AL PIRATA Marco Pantani è morto. Questo era il titolo della prima pagina del televideo in un triste 14 febbraio. Lessi la notizia ed istintivamente guardai mio padre, quasi per cercare una risposta a tutto ciò. Anche lui aveva lo sguardo perso nel vuoto. Non sapeva che dire. Lo stesso silenzio degli amici del Pirata, drammaticamente risvegliati dai loro impegni e svuotati dalla terribile novità. Era un’atmosfera irreale. Il simbolo di tante generazioni di appassionati era volato via, stavolta non verso una vittoria di tappa come aveva sempre abituato tutti. Il traguardo di questa tappa è stato invisibile agli occhi umani. RESISTENTE FUORI, FRAGILE DENTRO Marco era un abile prestigiatore. Sapeva dissimulare la fatica, sopportare il dolore nei muscoli per la presenza dell’acido lattico. Poteva attaccare in ogni momento in salita. Ma l’animo era molto più fragile del minuto fisico da scalatore. Era in grado di non ascoltare il suo corpo quando lo invitava a rallentare nelle sue azioni da lontano, folli ed improbabili per tutti, ma non per lui. Ma il male fisico non è mai stato lontanamente paragonabile a quello interiore. Il dolore dell’animo è un tarlo che corrode con il suo andare ogni certezza, aggredisce anche i ricordi più belli, trasforma tutto in grande sofferenza. E Marco ha patito molto nel suo piccolo. In quel caso, non c’erano giochi di prestigio possibili per alleviare il male. Non ci si può mentire quando il cuore duole così. LA PARABOLA DISCENDENTE Nel 2004 i ricordi della doppietta Giro-Tour di sei anni prima non erano ancora sfumati. Il suo scatto a Montecampione, in faccia a Pavel Tonkov, e la sua discesa folle dal Galiber verso Les Deux Alpes erano ancora vivissimi nella memoria degli appassionati. Eppure Marco era cambiato. Lo sguardo era spento, vuoto. Sembrava un fiore bellissimo, il più bello del giardino, che poco a poco stava appassendo. Non era il tempo a logorarlo, ma un malessere interno, fortemente radicato ed acuito da un ambiente improvvisamente ostile nei suoi confronti. Un mondo diviso tra permissivismo verso altre figure (vedasi il caso Armstrong) ed una sorta di vendetta verso chi negli anni precedenti aveva cannibalizzato brutalmente i Grandi Giri. Forse Marco aveva percepito una sorta di accanimento agonistico verso la sua figura nella corsa rosa del 2003. In quel Giro, Pantani era tornato a divertirsi. La gamba non era eccezionale, ma piaceva alla gente la sua caparbietà ed il suo reinventarsi attaccante. Il Pirata avrebbe tanto voluto vincere una tappa per dimostrare di avere ancora qualcosa da dire. Ci provò alle Cascate del Toce, con la corsa già decisa a favore di Simoni. Eppure nessuno gli lasciò un centimetro. Forse per ricordargli come dominava lui, forse per paura di una rinascita del campione. Marco capì e si fece da parte. MONTECATINI E RIMINI: ADDIO AD UNA LEGGENDA Quel sentimento di rivalsa nei suoi confronti, quasi astioso, era il macigno più grande da sopportare. Sembrava che ogni questione legata al ciclismo negativamente dovesse riguardarlo, anche quando non c’erano prove certe della sua colpevolezza, come per il caso della siringa ritrovata in un albergo di Montecatini nel 2001 ed attribuita immediatamente a lui. Il suo mondo ha perso pezzi. Lentamente il vortice cupo e nero della depressione lo ha avvolto. Purtroppo, il Pirata non ha trovato appigli a cui aggrapparsi, ma cattivi consiglieri che lo hanno portato fuori strada, nonostante l’affetto e la vicinanza dei cari. Il 14 febbraio 2004, in una stanza dell’Hotel Le Rose di Rimini si è conclusa drammaticamente un’epoca del ciclismo. Un’epopea fatta di scatti, tifo da stadio ed trionfi destinati a rimanere nel cuore degli appassionati. Federico Mariani Sorgente: Ciclismo, 13 anni senza Marco Pantani | Azzurri di Gloria [...] Leggi di più...
16/09/2022Dal canale Youtube VHS memories Sorgente: Spot Semi Granturismo – Turinvest Montecampione (1986) – YouTube   [...] Leggi di più...
15/09/2022La faccia di un ragazzo cresciuto che non ha traccia delle cicatrici della (sua) storia che pure ci devono essere state (“ma non ho mai litigato con nessuno. Sì, con uno forse sì, con… Berlusconi”), e nemmeno del tempo che passa sui registri dell’anagrafe. Giorgio Gori, 52 anni compiuti il 24 marzo è tornato a casa, nella sua Bergamo. E ha già scombussolato gli equilibri politici virtuali del centrosinistra. Di lui si parla come del futuro candidato a Sindaco della città. Se ne parla ma non ne parla, “mancano due anni, può cambiare il mondo”. Che non è proprio una smentita ma adesso che è “sceso” in politica tutto può essere, perfno che il Pd faccia delle primarie vere e che il suo amico Matteo Renzi la spunti sul candidato di apparato, il segretario nazionale Pierluigi Bersani. E questo lo sapremo ben prima di due anni. L’appuntamento è in Piazza Vecchia, cuore di città alta, a due passi dal Duomo. Lì sotto stanno lavorando per riportare alla luce (artifciale) i resti di una basilica paleocristiana. Passato per passato, tanto vale cominciare dal principio. “Sono nato a Bergamo anche se fno a dieci anni sono cresciuto a Mestre, dove mio padre Alberto si era trasferito per lavoro, a Marghera, alla Montedison. Tornammo a Bergamo appena mio padre trovò lavoro a Milano. Ho frequentato le medie alla Savoia e poi il liceo al Sarpi. Mi sono laureato in architettura al Politecnico di Milano”. Architettura? “In realtà a me è sempre interessata l’urbanistica e quella facoltà abbina creatività e concretezza. Ma quella passione si è persa per strada”. Giornalista “abusivo” La strada del giovane Gori comincia già al liceo e si indirizza sul giornalismo. “Sì. Le prime collaborazioni le ho fatte per il ‘Giornale di Bergamo’ diretto da Francesco Barbieri, poi qualche servizio alla neonata Bergamo Tv e a Radio Bergamo. Ero giovanissimo, avevo 18 anni. Nel 1981 ero ancora studente quando è stato fondato ‘Bergamo-Oggi’ con Aurelio Locati. Con lui un gruppo storico, Paolo Impellizzeri, Ildo Serantoni, Riccardo Bellentani, Ettore Carminati, Piero Degli Antoni, Roberto Papetti (che adesso dirige ‘Il Gazzettino’ a Venezia), Maurizio Belpietro (adesso direttore di ‘Libero’), Cristiano Gatti. La frase più ricorrente che mi sentivo ripetere era ‘zitto tu che sei un abusivo’. Quella degli ‘abusivi’ era una definizione derivata da una sorta di nonnismo redazionale”. Pensavi alla carriera giornalistica. “Beh, sì. Solo che il giornale andò in crisi, arrivò da Brescia Caporossi (l’imprenditore che progettò gli impianti di Montecampione e che era proprietario di Brescia-Oggi ormai gemellato con Bergamo-Oggi –n.d.r.) e il nucleo fondatore andò a fondare il terzo quotidiano, ‘il Nuovo Giornale di Bergamo-Oggi’ che durò pochi mesi e io andai con loro”. Un giornale bellissimo, anche graficamente, ma senza futuro, quando già lo spazio allora era difficile averlo per il secondo quotidiano. “Chiuse in fretta e a sorpresa, arrivato a Bergamo-Oggi Vittorio Feltri, fui chiamato, con altri tre, in redazione. Ma durò due mesi e Feltri mi licenziò”. Perché? “Non l’ho mai saputo. Anni dopo Feltri rispose infastidito che lo aveva fatto perché non ero un buon giornalista. Allora invece mi disse che non poteva farci nulla, glielo avevano imposto. Non so chi”. Licenziato da Feltri A quel che ne seppi, parlando con Feltri (chi scrive crebbe come giornalista in quella nidiata) tutto sarebbe da attribuire a un articolo fortemente critico che avevi fatto sui nuovi progettati impianti sciistici di Colere, il che aveva “disturbato” Caporossi che stava realizzando Montecampione… “Non l’ho mai saputo. Stavo facendo il praticantato e quelle 350 mila lire di allora, vivendo in famiglia, mi garantivano un minimo di autonomia. Ma fu la mia fortuna. Per due motivi: il primo fu proprio il fatto che Feltri mi licenziò. Il secondo che lessi un articolo su ‘Bergamo 15’, che parlava di Lorenzo Pellicioli. Eravamo amici, anche se lui era più grande di me di una decina d’anni (è di Alzano Lombardo, è nato nel 1951 ed è oggi uno dei più importanti manager italiani, amministratore delegato del Gruppo De Agostini e membro del coda di Generali– n.d.r.). Lo tempestai di telefonate e dopo un po’ riuscii a parlargli. Mi propose un contrattino come assistente del Direttore del palinsesto di Rete 4, allora di proprietà Mondadori. Il Direttore si chiamava… Carlo Freccero. Con Pellicioli avevo avuto contatti per così dire ‘politici’, lui era un ‘giovane liberale’, io militavo in un gruppo studentesco fondato qualche anno prima da Andrea Moltrasio (imprenditore che ha guidato l’Unione Industriali bergamasca – n.d.r.) che si chiamava ‘Azione e Libertà’, area laico-riformista”. Beh, già assistente di Freccero, la strada era segnata. “Ma nell’agosto 1984 Mondadori vende Rete 4 a Berlusconi e nel… pacco vende anche me. Vengo chiamato a Milano 2 da Roberto Giovalli. Berlusconi aveva già Canale 5 e l’anno prima aveva comprato Italia 1 da Rusconi. Inizialmente mi occupo della programmazione dei teleflm, con Giovalli c’è un ottimo rapporto, che negli anni è diventato una grande amicizia. Nel 1988 mi fanno vicedirettore del palinsesto delle tre reti. E qui succede che Giovalli litiga con Berlusconi e se ne va. Berlusconi mi chiama e mi affida il palinsesto delle tre reti. Avevo 29 anni…”. Il gelo con Berlusconi Che tipo era, è, Silvio Berlusconi? “Uno che si circondava di persone molto diverse. Fino al 1994 è stato un imprenditore che non badava agli schieramenti, ma alle capacità…”. Ci torniamo, quando arriva il momento in cui ci litighi anche tu, come hanno fatto Roberto Giovalli, Indro Montanelli, Enrico Mentana, Carlo Freccero… E’ anche vero che Berlusconi si è circondato di persone che non erano certo della sua area politica o almeno non condividevano il suo progetto. Oltre a quelli citati bisogna ricordare anche Maurizio Costanzo… “Fino al ‘93-’94 la politica non è mai stata una discriminante. Con la sua scelta di fondare un partito invece cambia tutto. Berlusconi si aspetta che le reti tv sostengano il progetto politico, io mi metto di traverso, insieme appunto a Mentana e Costanzo, mi batto anzi perchè azienda e partito non abbiano proprio niente a che fare, e lì scende il gelo. Rapporto andato, ma dignità salva. Lui va a fare il Presidente del Consiglio, io continuo a fare il mio lavoro in assoluta autonomia”. Non te ne andasti, infatti, non ancora. Intanto però torniamo agli anni belli. “Nel 1991 con la Legge Mammì nascono le direzioni di rete e a me tocca Canale 5, dove resto fino al 1996, quando chiedo di andare a Italia 1”. L’hai chiesto tu? Non era un declassamento? “Ovviamente lo pensarono quasi tutti, ma non fu così. Ogni tanto bisogna cambiare, altrimenti ci si annoia e si lavora male. Italia 1 era in grosse difficoltà e bisognava progettare il rilancio. Sono stati due anni bellissimi, forse i più divertenti della mia esperienza a Mediaset. Ci ho portato anche Santoro! Nel frattempo però va in affanno Canale 5 e l’azienda mi chiede di tornare all’ammiraglia. Era il 1998. Sono stati gli ultimi due anni”. Da come lo dici non ti sei trovato bene. “No, anzi. Nel 2000 abbiamo addirittura portato Canale 5 a sorpassare Rai1, ma ormai era tempo di fare altro. Così nel 2001 me ne sono andato e ho fondato la mia azienda, Magnolia’, una società che produce programmi”. Ma tua moglie, Cristina Parodi, continua a lavorare a Canale 5. “Non più, ha finito questo mese, da settembre passa a La 7”. Dove ritrova Enrico Mentana. “E’ stata la prima conduttrice del Tg5, il 13 gennaio 1992”. Nel frattempo con la tua società ti sei messo a fare programmi che poi vendete chiavi in mano alle varie Tv, Rai compresa? “No, non proprio. In Italia le principali aziende di ‘broadcasting’, la Rai, Mediaset, la7, hanno studi di produzione, tecnici e macchinari. I programmi si realizzano dunque sostanzialmente in co-produzione. Le reti ci mettono l’’hardware’, le società indipendenti come Magnolia si occupano invece del ‘software’: l’idea, i contenuti, la creatività. In dieci anni Magnolia è diventata una delle più importanti società italiane, la seconda nelle produzioni di intrattenimento, con un’importante filiale in Spagna. Oggi è controllata al 100% dal Gruppo De Agostini, che proprio a partire da Magnolia ha deciso di investire in questo settore. Dall’acquisizione di Magnolia, nel 2006 è nata Zodiak, oggi terza società al mondo nella produzione dei contenuti audiovisivi e digitali. Fino al novembre scorso ne sono stato il responsabile per il Sud Europa e l’America Latina. Ma questo ormai è il mio passato”. Nel Pd con Matteo Renzi E così l’anno scorso, nel 2011, molli tutto e decidi di entrare in politica. Perché? “Perché penso che se nella vita uno ha la fortuna di ricevere, e io certamente ho ricevuto molto, poi deve trovare il modo di restituire, di fare qualcosa per gli altri. Poi perchè penso che se il Paese è in queste condizioni un po’ di responsabilità ce l’abbiamo anche noi, che abbiamo pensato che bastasse andare a votare e per il resto ci siamo interessati solo del nostro lavoro o della nostra famiglia. Non basta”. E così ti sei iscritto al Pd e ti sei messo con Matteo Renzi. “Ho sempre sognato che in Italia potesse esserci un grande partito democratico e riformista. Diciamo che il Pd è la cosa che gli assomiglia di più, pur con tutti i suoi attuali limiti. E quanto a Renzi è stato quasi un caso: un giorno me ne parla bene un amico, recupero il suo numero e gli mando un messaggio: ‘Mi farebbe piacere conoscerti’, lui risponde. E’ del ’75, praticamente è cresciuto con le mie Tv…”. Allora le “tue” Tv, che sono quelle di Berlusconi, non hanno proprio portato tutti i cervelli all’ammasso… e alla vittoria del loro proprietario. “La tv che ho fatto io no di sicuro, mi hanno addirittura accusato di averlo fatto perdere! Più in generale, nessuno è costretto a guardare la televisione, o un determinato canale. La tv commerciale cerca di andare incontro ai gusti dei suoi utenti. Sono quindi i telespettatori che danno forma al contenuto di una rete commerciale, non il contrario. Semmai sono altre le agenzie educative che in questi anni non hanno fatto il loro dovere, a partire dalla scuola e dalla tv pubblica. Le Tv commerciali fanno gli stessi programmi in tutto il mondo, perché solo in Italia abbiamo avuto uno come Berlusconi?”. Magari per la nostra democrazia culturalmente fragile? Boh, torniamo al tuo impegno politico e all’incontro con Renzi. “Ci siamo conosciuti, gli ho dato una mano per organizzare l’evento della ‘Leopolda’ , nell’autunno scorso, man mano ho capito che mi potevo fidare. Io ci metto un po’ a dare fiducia alla gente. Ho visto che la pensiamo allo stesso modo su molti temi e che con lui, con questa squadra, c’è forse la possibilità di riuscire a cambiare qualcosa. Nel frattempo studio, cerco di approfondire argomenti che non conoscevo, provo a farmi un’idea delle cose”. Nel Pd dicono che sia tu che Renzi siete di destra… “Lo diceva anche Gramsci di Turati. È una storia che va avanti da un secolo, massimalisti che accusano i riformisti d’essere di destra. Dici Tony Blair e c’è sempre qualcuno che storce la bocca, preferiscono essere perdenti”. La resistenza dell’Apparato Sì ma la base del Pd non vi ama. “Vediamo di fare delle vere primarie e poi si vedrà, un conto è l’apparato e un conto sono gli elettori”. Ma avete un progetto fruibile? Finora non si è visto, a parte la trovata dei “rottamatori”. “Il ricambio della classe politica non è una trovata, è la richiesta della maggior parte degli italiani. Ma è solo il punto di partenza. Il 22-23 giugno faremo a Firenze un meeting con mille amministratori locali, non deputati e senatori, ma sindaci, assessori e consiglieri comunali. I Comuni stanno subendo danni gravissimi, altro che federalismo, gli hanno tolto anche quel minimo di autonomia, centralizzando anche la tesoreria. Ripartiamo da chi opera sul territorio, conosce i problemi dei cittadini e prodiga per risolverli. Questi sono i ‘tecnici’ di cui ha bisogno il Paese. Per le primarie aspettiamo di conoscere le regole, giusto per evitare di avere sorprese. E’ chiaro che l’apparato fa resistenza, a tutti i sindaci è già stato chiesto di firmare per Bersani, usano i mezzi di comunicazione del partito per sostenerne la candidatura. Alla festa provinciale del Pd nemmeno mi hanno invitato. Se vuoi sono tutte conferme della necessità di un vero cambiamento”. E tu stai facendo le prove generali per candidarti a sindaco di Bergamo? (ride). “Ho già risposto all’inizio, da qui a due anni chissà dove saremo!”. E delle Tv? “Basta!” Se ne va, Piazza Vecchia è quella di sempre, c’è una scolaresca che fa chiasso dietro a noi e dall’alto rimbomba il campanone, batte cento colpi e sembrano quelli che fanno da spartiacque tra il carnevale e la quaresima (o viceversa, che poi è un augurio). Piero Bonicelli Sorgente: GIORGIO GORI, da “scarto” di Feltri a… NUMERO UNO della televisione   [...] Leggi di più...
10/09/2022La sintesi estrema è che le gallerie hanno la meglio sul laghetto artificiale e sul futuro dello sci, ma a parziale giustificazione di una scelta difficile va detto che a prevalere è stata soprattutto la lievitazione dei prezzi. Spiegando meglio, a Montecampione l’aumento dei costi delle materie prime favorito dalle conseguenze della guerra in Ucraina costringerà a rinunciare ancora per un po’ al bacino del Bassinale; che dovrebbe servire anche per il turismo, ma soprattutto per un innevamento artificiale ormai fondamentale da queste parti e anche alle esigenze degli interventi sugli incendi boschivi. L’opera, va ricordato, era stata inserita nell’accordo quadro per lo sviluppo territoriale della stazione turistica della bassa Valcamonica sottoscritto nel 2019 con la Regione, e stando al cronoprogramma iniziale avrebbe dovuto essere terminata nel 2021. Poi si è messa di traverso la pandemia costringendo a uno slittamento, e ora la crescita esponenziale dei prezzi ha fatto il resto. Già sulle asfaltature della strada del Plan l’onere degli extra costi si era fatto sentire, costringendo a rinunciare a qualche chilometro di nuovo manto bituminoso. Ora ne paga le conseguenze anche la «pozza» di Bassinale. Secondo il piano economico del programma d’azione l’invaso doveva costare 820.932 euro ripartiti tra Regione (383.375) Comunità montana della Valcamonica (232.323) e Comune di Artogne (205.233). L’indagine geologica affidata dal Comune ha però ipotizzato costi quasi doppi e stando a quanto chiesto dall’amministrazione comunale al Palazzo Lombardia. Così i soldi inutilizzati per il Bassinale li si vorrebbe spalmare sui lotti che prevedono la sistemazione delle gallerie che portano al Plan, proprio per far fronte al boom dei prezzi ed evitare che anche questi cantieri vengano lasciati a metà. Proprio a proposito della sistemazione delle tre gallerie, il mese scorso sono stati approvati i progetti definitivi, considerando che la Regione aveva concesso una proroga fino a dicembre 2023 per concludere i lavori dell’accordo quadro. «Per il finanziamento del bacino dovremo cercare un’altra strada» ammette la sindaca di Artogne Barbara Bonicelli. Niente serbatoio per il rilancio del settore sciistico di Montecampione, insomma: l’ampliamento della rete di innevamento artificiale resta in sospeso. Nel testo dell’accordo la costruzione del bacino era definita come un’«opera da considerare strategica per le sue molteplici peculiarità che la rendono fruibile tutto l’anno», proprio grazie alle sue funzioni paesaggistiche e turistico ricreative, oltre che per le ricadute nella lotta agli incendi boschivi. Se nel testo non si parla mai di servizio all’innevamento artificiale si sa che questa funzione era tra le opzioni. Insomma: al comparto sciistico non rimane che attendere tempi economicamente migliori. Domenico Benzoni Sorgente: Sci, ora i soldi non bastano più Niente laghetto per il Bassinale | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
10/09/2022L’inizio della stagione dell’Asd Costa Volpino è un sogno che si realizza. A calcare il nuovo campo di calcio a undici ci sono cinque squadre: gli Esordienti 2010, gli Esordienti 2011, i Giovanissimi, la Juniores e la formazione Femminile. Un lavoro intenso lungo mesi per la neonata società, ma ora ci siamo, l’attesa è finita. 102 atleti e circa 50 persone dello staff impegnate dietro le quinte tra dirigenti, accompagnatori e volontari sono pronti dare il via all’avventura. Gli allenamenti sono iniziati per tutte le categorie e le prime amichevoli serviranno ad amalgamare i gruppi in vista degli appuntamenti ufficiali. Buona la prima per la Juniores, che nella gara con la Villese valida per il Trofeo Bonacina si è aggiudicata un tondo 4-1 fuori casa. Per le ragazze invece la stagione è iniziata con quattro giorni di ritiro a Montecampione, il modo migliore per fare squadra e prepararsi al meglio dopo la pausa estiva. “Siamo contenti del numero di atleti (arrivano anche dai paesi vicini come Rogno, Lovere e Pisogne, ndr) che abbiamo raggiunto – spiega il vice presidente Giorgio Bonomelli –, perché se pensiamo che la società è stata fondata a marzo, significa che il progetto piace. Obiettivi? Vogliamo puntare a costruire un progetto duraturo e continuativo, perché i ragazzi che magari iniziano a giocare in Oratorio e che continueranno a farlo fino all’età di 12 anni prima di immettersi nella nostra società, possano arrivare un giorno a comporre la prima squadra di Costa Volpino (il prossimo obiettivo già in previsione per l’anno prossimo). Abbiamo cercato di andare incontro alle famiglie il più possibile con una quota di iscrizione contenuta, garantendo comunque tutto l’indispensabile ai ragazzi grazie soprattutto all’aiuto di molti sponsor e sostenitori. I ragazzi dovranno soltanto divertirsi e metterci tutto l’impegno quando vengono al campo. È una sfida molto impegnativa ma cercheremo di fare il possibile per il loro bene e il loro divertimento” Sabrina Pedersoli Sorgente: COSTA VOLPINO – Al via l’avventura dell’Asd Costa Volpino – Araberara   [...] Leggi di più...
09/09/2022Dal canale Youtube lavallecamonica Visita il Sito Internet: https://www.lavallecamonica.it Sorgente: Plan di Montecampione | Rifugio Dosso Rotondo | Colma di Marucolo – YouTube   [...] Leggi di più...
09/09/2022Soldano è una cittadina ligure appena sopra Bordighera, nei pressi di Imperia. Ci abita Samuele Privitera ciclista juniores dalle idee chiare. Se è una delle promesse del nostro movimento giovanile è ancora tutta da verificare, ma intanto Samuele si fa strada nelle corse che contano (vedi il recente quinto posto in classifica generale al Giro della Lunigiana, secondo fra gli italiani, ndr). Lì ha conosciuto gli atleti più forti in Europa. Lì si è fatto notare per le sue doti di scalatore puro come lui stesso sostiene: “Il meglio di me stesso lo tiro fuori in salita – spiega Privitera, 16 anni del Team F.lli Giorgi-. Sono affascinato dalle montagne e fin da piccolo seguivo le gesta sportiva di Ivan Basso, di cui sono amico, e di Alberto Contador. Ma se ora sono in bici lo devo alla passione di mio nonno Antonio che ha corso fino agli allievi. Anche papà però è stato un discreto cicloamatore”. E ora cosa accadrà? “Vado avanti per la mia strada tra ciclismo e scuola (Liceo Scientifico Applicato). Domenica prossima correrò il Trofeo Buffoni che per me è un obiettivo speciale perchè a Montignoso ci abitano i miei zii e da quelli parti ci vado spesso. E’ una questione personale, un traguardo che ho in testa fin da piccolo”. Fabrizio Tacchino è il tuo preparatore, Leone Malaga il tuo direttore sportivo nel Team F.lli Giorgi. Due figure che per la tua crescita si sono rivelate molto importanti. “Direi decisive. Mi seguono con attenzione e tanta passione, e cosa importante non ti mettono pressione in quello che fai. Con loro ho saputo trasformarmi senza subire contraccolpi e mi sono adattato in tempi brevi nella nuova categoria”. Dove vuoi arrivare? “Beh… l’obiettivo è correre tra i Professionisti come Oliviero Troia e Niccolò Bonifazio che sono delle mie parti e che spesso incontro durante gli allenamenti. Anche se a dire la verità preferisco allenarmi per conto mio, così da seguire alla lettera le tabelle imposte dal mio preparatore e dalla squadra”. LA SCHEDA Samuele Privitera è nato a Imperia il 4 ottobre 2005 e vice a Soldano. Ha iniziato a 9 anni con la Ciclistica Bordighera società per la quale è rimasto fedele ai colori fino alla scorsa stagione l’ultima con gli allievi (3 vittorie fra cui la Lugo-San Marino, ndr). Studente modello frequenta il Liceo Scientifico Applicato “Montale” di Bordighera e una volta raggiunto il diploma vorrebbe iscriversi all’Università indirizzo Scienze-Motorie. Fidanzato con Vittoria Grassi che ha la sua stessa età e corre tra le juniores nella piacentina Vo2 Team Pink. Figlio unico: papà Luigi ha una ditta Edile, mamma Monica casalinga. Zero vittorie finora ma Samuele brilla per continuità a qualità e per lui parlano il 5° nella classifica finale del Giro della Lunigiana, 10° al Campionato Italiano su strada; 11° nel Trofeo Paganessi di Vertova, secondo nella Piasco-Lemma e a Loria (Tv); terzo nella Pian Camuno-Montecampione e nella Brescia-Monte Magno; settimo nella Collegno-Sestriere, nella Barbarasco-Groppo e nella Massa-Le Casette; nono nella cronoscalata Cene-Altino; decimo nella Piccola Tre Valli Varesine. Danilo Viganò Sorgente: SAMUELE PRIVITERA, LA SPERANZA LIGURE [...] Leggi di più...
09/09/2022Dal canale Youtube Moviementi Trailer del cortometraggio “Il Gusto della Scoperta” realizzato dai partecipanti al corso Girando per Montecampione 2015. La proiezione del corto sarà il 29 dicembre ore 21.15 presso il cinema di Montecampione. Sorgente: Il Gusto della Scoperta – Trailer Girando per Montecampione 2015 – YouTube   [...] Leggi di più...
08/09/2022Robusta camminata sulle belle prealpi camune, iniziata sotto un variopinto e movimentato cielo, con sole e nubi che cambiavano alternativamente lo scenario della natura come in un teatro, ma terminata sotto una discreta pioggia, che comunque nulla ha tolto al piacere della gita e della compagnia. Raggiunto l’insediamento di Montecampione 2 e lasciate le vetture, siamo risaliti lungo la pista alla Stanga di Bassinale (1897 m), seguendo il 3V via bassa, siamo passati da malga Rossello di sopra, malga di Rossellino e in prossimità del bivacco Bassi, abbiamo seguito a sinistra la traccia 80, che passando sotto il monte Fra, raggiunge la colma di San Glisente (2151 m) e il bellissimo Eremo di San Glisente (1956 m). L’eremo è appoggiato su una verde collina con una bellissima vista ed è interessantissima e commovente l’antica cripta del Santo, con le sue quattro esili colonne sormontate da rozzi capitelli, prfettamente proporzionati, luogo perfetto all’idea di serenità. Lasciato l’eremo siamo scesi alla sottostante ca del Pastore, ma compreso che non era il percorso giusto siamo risaliti dai prati riguadagnando il sentiero 80 e ripassando dal Bassi siamo ritornati a Montecampione per la stessa via. Percorsi 25 km in 7 ore e 45′ con dislivello totale in salita di 1235 m. Foto GPS Sorgente: Eremo di San Glisente da Montecampione | SEMPREVERDI FRANCIACORTA   [...] Leggi di più...
06/09/2022Gli enti pubblici, con il comune di Artogne in prima fila, stanno cercando di attuare il patto territoriale per il rilancio di Montecampione. Ma all’accordo manca per ora la società degli impianti Sorgente: ARTOGNE – Montecampione, gli enti lavorano al patto territoriale – TeleBoario   [...] Leggi di più...
05/09/2022Erano i primi anni Duemila quando a Montecampione si iniziò a parlare di una possibile estensione del demanio sciistico verso Bovegno. Le società Montecampione impianti, Bovegno ski e poi la consociata Montecampione Bovegno ski ipotizzarono un collegamento infrastrutturale tra Valcamonica e Valtrompia, tra la stazione turistica camuna, storica e in attività, e quella – nuova – che doveva nascere sul versante opposto della montagna anche con un insediamento immobiliare nella località Re di Campo. Come si sa è andata malissimo: nel tempo sono arrivati i fallimenti di Montecampione impianti e di Montecampione Bovegno ski, e tutto è franato. È però ovviamente rimasto il legame geografico tra i due territori confinanti lungo le creste di Bassinale, Splaza e Dosso Rotondo, e anche se questa è un’altra storia, ora il collegamento si sta concretizzando – su scala minore ma turisticamente interessante – con la realizzazione di una strada agricola che dalla località Piano delle Camere, nel Comune di Artogne, consentirà di raggiungere la cascina Casinetto di Re di campo a Bovegno. Un preludio a futuri abbracci? Non è dato saperlo, anche se potrebbe essere un assaggio in attesa di tempi migliori per tornare a guardare oltre Montecampione e verso la Valtrompia. Per ora si tratta di mettere mano a un tratto di sterrato e a un sentiero, e in questa direzione, il primo protocollo d’intesa tra i due Comuni, Artogne e Bovegno, finalizzato allo «sviluppo turistico di Piano delle Camere» è stato firmato nel luglio del 2020. Poi lo si è dovuto modificare per sopperire ai maggiori costi provocati dalla guerra nel cuore dell’Europa, ma adesso è arrivato il tempo dei lavori, che sono destinati a sostenere le «attività rurali agricole e turistiche sia invernali, sia estive» citate nell’intesa. Le potenzialità turistiche ci sono, e non sono rappresentate solamente da un panorama incantevole: tra Piano delle Camere e Casinetto Re di campo si trova il rifugio Dosso Rotondo, e a poche centinaia di metri da questo sono venute alla luce alcune incisioni rupestri, e nel 2000 anche le tracce di un possibile insediamento preistorico. Nel piano economico dell’opera è inserita anche una consulenza archeologica, e chissà che non sia la volta buona per promuovere questi tesori millenari di cui quasi nessuno è a conoscenza. Senza però anticipare i tempi di uno sviluppo alternativo e a basso impatto, per ora ci si dovrà accontentare della manutenzione stradale le cui spese sono coperte dalla Regione per 45mila euro, da un contributo del Bim di Valcamonica per 40mila euro e da 20mila euro a testa dei due Comuni interessati. Domenico Benzoni Sorgente: Montecampione e Bovegno Un abbraccio a basso impatto | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
02/09/2022Dal canale Youtube Alessandro Nesti Donato e Nicolò si uccidono sul ghiaccio! Sorgente: Montecampione Scuolazoo:gincana alcolica! – YouTube   [...] Leggi di più...
01/09/2022E chi lo immaginava che a soli due passi da Milano gli amanti dello sci possono ricaricarsi di energia sciando tra le piste innevate di un piccolo borgo montano fatto di chalet, piccoli negozietti e tanti luoghi d’incontro per grandi e piccini. Per chi abita nei dintorni di Milano, se ha voglia di fuggire dalla città e trascorrere una giornata a tu per tu con la neve basta imboccare la A4, lasciare l’autostrada a Bergamo e puntare diritto verso uno degli angolini più deliziosi del Lago d’Iseo, Lovere. Ancora una mezz’oretta di macchina e si giunge a Montecampione, nel cuore della Val Camonica. In questa moderna stazione sciistica ci sono circa 30 km di piste, che si snodano tra Montecampione (1200) e Plan (2000). A questo punto non posso fare altro che suggerirvi un bel weekend fuori porta all’insegna della natura, del lago, della montagna e tanta buona cucina. Altre informazioni ed immagini al link della sorgente: Montecampione … una vera sorpresa a due passi da Milano | Viaggiando con Bea   [...] Leggi di più...
31/08/2022Stroncata ogni idea del Patto, definito un’impresa fallimentare in partenza Dopo il no ai nuovi impianti del Monte Tonale occidentale, arriva la bocciatura del Patto territoriale per lo sviluppo strategico del comprensorio Montecampione-bassa Vallecamonica, approvato recentemente da alcuni amministratori camuni con Regione Lombardia. Il no lo hanno espresso le associazioni ambientaliste camune, dal circolo Valle Camonica Legambiente e Alto Sebino, fino a Italia nostra di Vallecamonica, Amici del torrente Grigna, Amici della Natura di Saviore dell’Adamello, Osservatorio Territoriale Darfense e Comitato Centraline di Vallecamonica per l’acqua che scorre, ritenendo che siano “altri soldi pubblici gettati inutilmente nel buco nero delle piste da sci di Montecampione” e definendo il Patto un’impresa fallimentare in partenza. Il Patto, con 13 milioni di euro, si propone di realizzare gli impianti Dosso Beccherie, Secondino-Monte Splaza e Longarino-Monte Splaza, mantenendo attivo il collegamento tra il villaggio Alpiaz e la conca di Bassinale. Ma gli ambientalisti sottolineano: “L’andamento nevoso sul crinale tra Vallecamonica e Valtrompia dovrebbe suggerire l’inopportunità d’investire ulteriori risorse su impianti energivori, che richiedono un costante innevamento artificiale e sono scarsamente attrattivi”. Le associazioni aggiungono: “La siccità ha mandato in crisi l’acquedotto di Darfo e l’innevamento artificiale richiede grandi quantità d’acqua: sarebbe da bandire solo per questo”. E ancora: “Basta aggirarsi tra i condomini di Alpiaz o di Bassinale, per rendersi conto della drammaticità della situazione e del degrado di molte delle strutture costruite nel corso degli anni. E ancora si pensa di puntare sullo sci per dare un futuro a Montecampione”. Le proposte di Legambiente e soci sono la valorizzazione dell’area Alpiaz-Bassinale, un nuovo racconto di Montecampione orientato alla valorizzazione della natura e alle pratiche sportive, concentrando gli sforzi solo sugli impianti sopra il villaggio di Alpiaz, e abbattere l’ecomostro di Bassinale, realizzando un albergo-rifugio di nuova generazione. Linda Bressanelli Sorgente: Le associazioni ambientaliste camune bocciano il Patto territoriale Montecampione-bassa Valle | Radio Voce Camuna   [...] Leggi di più...
28/08/2022Dal canale Youtube Annifrid Elle Località turistica estiva ma soprattutto invernale con i suoi 30 km di piste. Montecampione 1200 è lo sfondo del video, con il laghetto, i negozi, la piazzetta, bar, ristoranti. Salendo ancora si trova Plan di Montecampione a 1800 m. Facilmente raggiungibile da Brescia e Bergamo in un’ora, da Milano poco di più. Ovviamente il panorama è impagabile e la natura anche. Sorgente: Montecampione sotto una fitta pioggia (Artogne Pian Camuno Valle Camonica, provincia di Brescia) – YouTube   [...] Leggi di più...
27/08/2022Dal canale Youtube sportecultura.tv 42^ edizione della Pian Camuno-Montecampione categoria Juniores Sorgente: CICLISMO Pian Camuno Montecampione – YouTube   [...] Leggi di più...
27/08/2022Donne in cammino, gruppo spontaneo nato nella zona di Darfo Boario Terme, con le Acli, il Cai, Tapioca ed i camminatori del gruppo “Stal de l’Ora bivacco” hanno percorso un itinerario dal Plan di Montecampione al rifugio Dosso Rotondo fino al masso Campione, seguendo un itinerario fatto di segni, nel ricordo dell’amica Eleonora che del gruppo è stata animatrice instancabile fino agli ultimi giorni delle sua vita. L’itinerario è stato sottolineato dai pensieri della psicoterapeuta Mariditta Servidati, che con Eleonora aveva condiviso molti percorsi. Un importante momento della giornata è stata anche la visita a quello che viene definito simpaticamente “Il masso campione”, in onore del dosso omonimo che separa Valtrompia da Valcamonica, da cui è nata anche l’omonima località turistica. Si tratta di un masso su cui è graffita la figura di uno sciamano orante, traccia di antichi passaggi di cui la zona è continua testimone, ma anche segno di una diversa presenza umana che, oltre alla sopravvivenza, pensava al soprannaturale. Da traccia a segno: da impronta muta e ricordo vivo, come il ricordo di Eleonora alla quale è stata dedicata la giornata tra i monti camuni. Tra canti, racconti, testimonianze e poesie, il gruppo che si è riunito attorno a “Donne in cammino” ha voluto quindi lasciare un percorso fatto di segni in un lembo di terra d’alta quota che li sa accogliere e custodire. Sorgente: +Valli TV – DONNE IN CAMMINO SEGUENDO I SEGNI   [...] Leggi di più...
26/08/2022Dal canale Youtube laricebianco Bormio 16 dicembre 2012 Sci Club 90 Montecampione a Bormio Sorgente: Sci Club 90 Montecampione a Bormio.flv – YouTube   [...] Leggi di più...
25/08/2022Un immagine del gruppo di atleti del Kilometro Lanciato nel 1972, in posa con gli sci Freyrie. Il chilometro lanciato (abbreviato in KL), noto anche come sci di velocità (speed skiing in inglese), è una specialità sciistica che consiste nello scendere da un pendio in forte inclinazione per cercare di raggiungere la massima velocità. Questa viene rilevata nel punto più basso della pista in un tratto cronometrato di 100 m. È il secondo sport non motorizzato più veloce (il primo è lo speed skydiving) ed il primo su terreno. (fonte Wikipedia). Ecco il link di Wikipedia dove trovare la storia di questa straordinaria specialità atletica, che richiede forza, preparazione, tecnica e sopratutto molto coraggio! Nel 1974 Gli esordienti Steve Mc Kinney, statunitense, e Pietro Albertelli maestro di sci di Montecampione partecipano per la prima volta alle prove di Cervinia e vincono rispettivamente “il Grande KL” e quello riservato ai materiali di serie. Albertelli supera il precedente record di 145,631 km/h con 164,308 km/h mentre Mc Kinney nell’ultima sessione migliora il record assoluto di Casse portandolo da 184,237 km/h a 189,473 km/h. Rolando Thoeni con Pietro Albertelli Pietro Albertelli vince il Kl a Cervinia per sci di serie a 190 kilometri all’ora con i Mirage Freyrie. Un record di categoria che resisterà per ben 23 anni! A dimostrazione della qualità tecnica, di materiali e costruttiva che gli sci Freyrie avevano raggiunto all’epoca. Gli sci Freyrie vincono sulla pista di KL a Cervinia. Un depliant pubblicitario degli anni ’70.  Si può notare come la ricerca e lo sviluppo dei nuovi materiali e delle nuove tecniche costruttive per le competizioni di alto livello poi venissero applicate nella produzione di serie per lo sportivo più esigente. Pubblicato da Leo Freyrie Altre informazioni ed immagini al link della sorgente: Leonardo Freyrie: Due parole sul Kilometro Lanciato [...] Leggi di più...
24/08/2022Claudio Cecchetto è stato vittima di un pirata della strada. Per pura casualità, il fondatore di Radio Deejay aveva fatto sì che l’equipaggiamento di sicurezza della sua auto fosse stato accuratamente controllato proprio il giorno prima. Ciò ha fatto sì che lui e la moglie fossero ancora vivi dopo lo scontro. Claudio Cecchetto è il nome di riferimento se si vuole parlare della storia delle radio italiane di successo. Cecchetto è sempre stato un grande appassionato di musica, una passione che è riuscito a far diventare il proprio lavoro. Dopo gli studi in scienze delle preparazioni alimentari, Cecchetto ha scelto di darsi alla sua più grande passione: il deejaying. Oltre alla carriera da DJ, Cecchetto è diventato produttore e talent scout. Proprio a lui si deve la scoperta di personaggi televisivi amatissimi come Gerry Scotti e Fiorello. Infatti, tutto loro vantano una certa gavetta in radio prima che in tv. Per quanto riguarda la vita privata, Claudio Cecchetto è sposato con Maria Paola Danna. Dal 1992, anno in cui i due si sono incontrati, la coppia è rimasta indissolubile. Insieme hanno avuto due figli. Nel 1994 è nato Jody Daniele e nel 2000 Leonardo. Non si conosce molto della vita di Maria Paola Danna. Ciò che è certo è che anche lei si occupa di conduzione radiofonica. Tra gli altri impegni professionali spiccano quelli nel mondo dell’editoria. Editoria e musica si sono incrociate nella curatela dei libri di Fabiola Sciabarresi su Pino Daniele. Cecchetto e Danna sono tra le coppie del mondo dello spettacolo più solide. I due erano insieme anche ieri quando hanno avuto un brutto incidente. Claudio Cecchetto, com’è avvenuto l’incidente in auto Claudio Cecchetto ha avuto un incidente in auto. Lo ha comunicato proprio lui sul suo profilo Instagram. La foto scelta per dare l’annuncio ai propri follower è quella della sua macchina totalmente rovinata. È la didascalia a chiarire che Cecchetto e gli altri passeggeri stanno bene e la dinamica dell’incidente. Claudio Cecchetto ha deciso di raccontare nel dettaglio cosa ha provocato il suo incidente in auto. Il fondatore di Radio Deejay era diretto a Montecampione. Mentre il tragitto in compagnia della moglie stava proseguendo tranquillamente come sempre, all’improvviso una macchina ha tagliato loro la strada, prendendoli in pieno. Ciò ha causato una significativa distruzione dell’auto di cui Cecchetto era alla guida. Per fortuna, rassicura, lui e la moglie sono salvi. Ironia della sorte, se di ironia si può parlare, proprio nel giorno antecedente l’incidente Claudio Cecchetto aveva fatto controllare proprio gli airbag della sua automobile. Grazie a quel controllo, lui e la moglie stanno bene. Ambra Benvenuto Sorgente: Claudio Cecchetto e la moglie vittime di un incidente stradale: le loro condizioni   [...] Leggi di più...
23/08/2022In sei giorni si è erto a grande protagonista della settimana di Ferragosto vincendo la Pian Camuno-Montecampione e andandosi a piazzare secondo nella Coppa Linari a Borgo a Buggiano, terzo nella Piasco-Lemma e terzo nella classica di Clusone nella Bergamasca. Leonardo Vesco è senza ombra di dubbio il corridore del momento. Ma dietro i numeri, c’è la grande condizione di forma del promettente brianzolo di Besana Brianza portacolori del Team F.lli Giorgi. “Non me lo aspettavo un exploit così travolgente, ma è chiaro che sono molto contento dei risultati ottenuti-spiega Vesco, 17 anni che studia al Liceo Sportivo di Seregno-. E’ stato tutto molto bello, salire sul podio quattro volte in neanche una settimana è fantastico. Significa che sono riuscito a dare continuità all’ottima preparazione che con la squadra abbiamo svolto in altura, a Livigno, sotto la direzione di Leone Malaga. Cosa ti ha soddisfatto di più, a prescindere dai risultati? “Era importante soprattutto correre da protagonista, anche pensando ai prossimi appuntamenti, e la risposta è stata immediata. La vittoria a Montecampione è stata la ciliegina sulla torta, ma sinceramente la corsa che più mi affascina è la Coppa Linari (Borgo a Buggiano, Toscana, secondo classificato, ndr). Il fatto che si corre su un percorso molto bello e la qualità degli avversari è simile ad un campionato italiano, sono particolari importanti per un corridore che vuole capire dove vuole arrivare”. Vesco finora ha dato delle risposte importanti sulle sue qualità di atleta. Senza dimenticare come tutto era iniziato, da G1 con l’Unione Sportiva Vertematese: poi Team Spreafico (solo G6), Mobili Lissone (esordienti) e Unione Sportiva Biassono (allievi). Chi poteva pensare che Leonardo, che si è preso la passione del padre Luca ex dilettante e oggi meccanico di biciclette presso Bicimania di Lissone, potesse elevarsi a tanto. Come detto viene da Besana Brianza, il paese che ha dato i natali anche a Giacomo Nizzolo, e chissà che un giorno possa diventare famoso come il suo concittadino. Intanto si gode questo momento di fama in attesa della Due Giorni Internazionale di Vertova (sabato 28 e domenica 29 agosto) e di correre il Giro della Lunigiana con la rappresentativa della Lombardia. Danilo Viganò Sorgente: GIOVANI TALENTI. IL MOMENTO MAGICO DEL BRIANZOLO LEONARDO VESCO   [...] Leggi di più...
22/08/2022Dal canale Youtube carloneTVsport 42^ Pian Camuno-Montecampione / jrs a VESCO Sorgente: 42^ Pian Camuno-Monte Campione / jrs a VESCO – YouTube [...] Leggi di più...
21/08/2022Scollinata la settimana clou di ferragosto, a Montecampione si traccia un primo bilancio delle iniziative che dimostra un ottimo gradimento per quanto è stato fatto dal Consorzio, che ha ideato, organizzato e gestito un fitto calendario con oltre 100 iniziative. Un’estate da incorniciare, dunque, dove gli organizzatori del Consorzio con il team dei volontari sono riusciti a coinvolgere un pubblico sempre più numeroso. Tra le iniziative spiccano il ritorno della tradizionale sfilata di Moda, giunta alla sua 44esima edizione e, per la seconda volta, la presenza della Banda della Marina Militare che, oltre all’atteso concerto in piazzetta, ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione del cippo in memoria di tutti i Marinai caduti. Tanto sport, tanta cultura, tanto svago, tanta musica e tanta montagna, grazie ai vari team di animazione e soprattutto all’Associazione VerticalMonte che ha ideato tante escursioni, tra cui l’inaugurazione del nuovo percroso “Giro del Campione” di 25 chilometri e la “Corri e cammina”, giunta alla sua decima edizione. Ora si sta già pensando all’inverno ed alla stagione sugli sci: a giorni, per questo, ci sarà un importante tavolo di confronto tra Comuni di Artogne, Piancamuno, Montecampione Ski Area, Consorzio Montecampione e proprietari degli alberghi, appena acquistati dalla Curatela fallimentare. Sorgente: +Valli TV – MONTECAMPIONE HA FATTO IL PIENO   [...] Leggi di più...
20/08/2022Ats della Montagna e Comunità Montana hanno messo a disposizione esperti per la consulenza Finora in Vallecamonica non si sono viste grandi raccolte di funghi, ma la pioggia intermittente di questi giorni e un po’ di umidità nel sottobosco potrebbero aver creato le condizioni per farli spuntare. Nel frattempo, come ogni anno, è stato attivato, e fino al 28 ottobre sarà operativo, il servizio gratuito di Ispettorato Micologico dell’ATS della Montagna. Obiettivo: fornire supporto per il riconoscimento di funghi spontanei freschi raccolti da privati per il consumo diretto o destinati alla vendita. Ci si può rivolgere agli uffici di Via Nissolina a Breno previo appuntamento telefonico (0364/329395) in orario di apertura al pubblico, ma anche, fino al 16 settembre ogni giovedì dalle 14:00 alle 15:00, ai micologi presenti presso la sede del Consorzio Alpiaz di Località Valgrande, a Montecampione. Si ricorda, invece, che per la vendita e/o la somministrazione di funghi spontanei freschi in attività commerciali è necessaria la certificazione da parte del micologo dell’ATS della Montagna. Sempre dal 1° agosto e fino al 30 novembre è attivo anche il Servizio Pronta Reperibilità Micologica allertato direttamente, in caso di sospetta o accertata intossicazione da consumo di funghi, dai Presidi ospedalieri. Il regolamento comprensoriale, pubblicato sul sito della Comunità Montana, prevede un limite giornaliero pro-capite di non oltre 3 chili di funghi raccolti. Anche l’ente camuno ha attivato i centri di consulenza micologica, come ogni anno: a Borno il mercoledì e il sabato dalle 16:00 alle 18:00; a Edolo, il martedì, il giovedì e la domenica dalle 18:00 alle 19:00; a Cevo la domenica pomeriggio, con la micologa Susanna Mariotti. In Alta Valle altri due punti saranno seguiti dal micologo Guido Camiciotti, quello di Ponte di Legno e quello di Vezza d’Oglio durante la settimana dalle 17:30 alle 19:00. Linda Bressanelli Sorgente: La stagione è avara di funghi, ma come ogni anno regolamento e centri micologici sono attivi | Radio Voce Camuna   [...] Leggi di più...
19/08/2022Spettacolo agonistico nel lunedì di Ferragosto in Valle Camonica dove, sotto la sapiente regia del team Bardy, si è disputata la 42esima edizione del Trofeo GS Pian Camuno, gara ciclistica riservata agli atleti juniores che, nel corso degli anni, ha incoronato una sfilza di numerosi, futuri talenti del pedale. 131 gli iscritti, un centinaio i concorrenti che si sono presentati ai nastri di partenza dell’edizione 2022, caratterizzata da un rinnovato tracciato. Tra gli spettatori anche l’ex ciclista professionista di origini mantovane Gianluigi Baronchelli, oggi 68enne. A tagliare per primo il traguardo di Montecampione, dopo oltre 100 chilometri di sudore e fatica, in solitaria, il portacolori del team Giorgi Leonardo Vesco. Alle sue spalle Leonardo Rossi (tesserato Assali Stefen) e Samuele Privitera (ancora Team Giorgi). Sorgente: +Valli TV – DOMINIO VESCO AL TROFEO DI PIAN CAMUNO   [...] Leggi di più...
19/08/2022BORGO A BUGGIANO (Pt) Finalmente è arrivato il giorno dell’hurrà per Stefano Leali; un hurrà di rilievo nazionale. Ieri lo juniores del Team Giorgi è riuscito a porre sul proprio biglietto da visita la prima vittoria stagionale e di categoria. Al decimo posto l’altro mantovano compagno di squadra Angelo Monister. Leali è salito sul gradino più alto del podio della Coppa Pietro Linari che si è disputata a Borgo a Buggiano (Pt) sulla distanza di 125,700 km. Un successo fortemente voluto, che lo premia per l’impegno e la grinta con i quali sta affrontando questa parte centrale della stagione. Al via di questa competizione si sono presentati oltre 160 atleti che sin dalle prime pedalate hanno fatto comprendere che gli sportivi presenti lungo il percorso non avrebbero vissuto momenti di stanca. Durante i giri del circuito pianeggiante, per complessivi 84 km, molti sono stati i tentativi di fuga sempre, però, abilmente controllati dal gruppo. Nel momento in cui è cambiata la fisionomia del tracciato, ovvero si è entrati in un circuito da ripetere tre volte con varie asperità, il gruppo si è spezzato registrando quindi una prima selezione tra i migliori. In discesa a due giri dal termine, mancavano ancora una ventina di chilometri al traguardo, a fare l’andatura si è portato Stefano Leali con altri quattro corridori tra i quali il compagno di squadra Leonardo Vesco, vincitore lunedì a Montecampione. Dopo aver scollinato dall’ultima salita, i due portacolori del Team Giorgi hanno dato vita a un gioco di squadra che ha permesso al giovane atleta mantovano di presentarsi solitario sotto lo striscione d’arrivo, mentre il compagno di squadra si è aggiudicato la volata per il secondo posto. Grazie a questo successo, per Stefano Leali aumentano le opportunità per un suo passaggio nella prossima stagione tra gli Under 23. Sorgente: Ciclismo – Lo juniores Leali trionfa alla Coppa Linari | la Voce Di Mantova   [...] Leggi di più...
19/08/2022Dal canale Youtube MidnighTOfficialBand Midnight Victim Of Lie Live@Music Village Montecampione Sorgente: Midnight Victim Of Lie Live@Music Village Montecampione – YouTube   [...] Leggi di più...
18/08/2022Quando Luciana Anelli da Dello decise che avrebbe aperto la boutique di Moda “Michelle Ferré” a Montecampione, 44 ani fa, aveva un grande sogno: arrivare là dove la vacanza ha un valore aggiunto in più, nella Piazzetta che doveva diventare il cuore delle serate eleganti di Montecampione, sfidare le stagioni e l’andamento altalenante dei tempi, dando garanzia di continuità. Luciana ci ha sempre creduto, anche quando la ruota della fortuna aveva qualche rallentamento. La sua presenza a Montecampione è diventata una garanzia, come la casa calda, il focolare accesso, le belle luci della sera ed i giorni felici con la neve d’inverno ed il sole d’estate. Così, stagione dopo stagione, è arrivata anche ad organizzare, una dietro l’altra, 44 sfilate di moda di ferragosto, per le quali la gente fa letteralmente la fila per aver un posto e poter dire “io c’ero”. Quasi messo secolo di presenza a Montecampione, portando a turisti, residenti e ospiti il meglio della moda del momento, curata dalla stessa persona, sono certamente un record di continuità nella qualità e molti, nel tempo, si sono affezionati a Luciana ed alle sue proposte sempre attuali e innovative. La 44esima sfilata di ferragosto, nella bella e calda serata di domenica 14 agosto nella Piazzetta di Montecampione, ha presentato oltre 250 capi di abbigliamento d’alta qualità che Luciana ha studiato appositamente per presentare alla sua clientela, della quale conosce gusti e tendenze. Il successo è stato pieno e, ancora una volta, meritato. Sorgente: +Valli TV – LA MODA INFIAMMA MONTECAMPIONE   [...] Leggi di più...
18/08/2022Tercer y último día descanso en el Giro d’Italia y la sensación general es de decepción. Los elementos externos como el mal tiempo, la lluvia y las caídas han creado más diferencias que la propia actuación y táctica de los ciclistas sobre la bicicleta. Solo la contrarreloj de Barolo con la exhibición de Rigoberto Urán marcó las distancias actuales con competición pura. Pero de momento, en la montaña, poco o casi nada entre los grandes favoritos. Un par de movimientos de Pozzovivo en Sestola y en Oropa, este último con Quintana a su rueda, siempre cerca de meta, y el ataque ganador de Fabio Aru ayer en Montecampione. Solo Pierre Rolland, ahora mismo octavo en la general, ha hecho de la valentía su ‘modus operandi’, con un éxito discreto pero loable. Sin embargo, la gran mayoría de la alta montaña está por llegar en la descomunal última semana diseñada por la organización. Un final de carrera que puede iniciar torcido si finalmente se confirman los peores augurios y mañana no se pueden subir Gavia y Stelvio, que hoy se han despertado cerrados por la nieve. Aunque de momento el Giro confirma el recorrido, no es más que otra irresponsabilidad en una etapa con final en Val Martello que, con el mismo recorrido, ya tuvo que ser suspendida el año pasado por el mismo motivo. En el caso de subirse, los ciclistas se enfrentarían a un terrible encadenado con los dos puertos míticos, siempre por encima de 2.000 metros y el ascenso final a Val Martello en una etapa de apenas 130 kilómetros. Posteriormente, el jueves llegada en Valsugana previo paso por San Pellegrino, el viernes la larga y dura cronoescalada en Monte Grappa y la traca final en en el temible Zoncolan. Terreno hay, pero ¿alguien capaz de desbancar al líder? Pese a mostrar -o al menos parecerlo- algunas dudas en Oropa, Rigoberto Urán controló y administró sus fuerzas en Montecampione, hasta el punto que ganó medio minuto a Cadel Evans, segundo, ya a más de un minuto. Aunque el veterano australiano no tiene pinta de ser el rival a batir por Urán, sino más bien lo será Nairo Quintana. Todavía cuenta con un colchón importante, a 2:40 de distancia, y con un gregario de lujo como Wout Poels para manejar la carrera. El líder de Movistar, tras pasar las dos primeras semanas más bien escondido, arañó sin excesivo desgaste una veintena de segundos a Urán en las dos últimas etapas de montaña. En aparente crecimiento, el gran golpe de Nairo debería llegar en los próximos días, si todavía quiere conseguir su primera gran vuelta por etapas. Duelo ‘cafetero’ en la alta montaña, tocará valorar la madurez del líder ante la previsible presión de Quintana. Atención al joven sardo Fabio Aru, que se presenta como el mejor escalador joven italiano y ya ocupa la cuarta plaza a apenas medio minuto del podio tras su gran actuación en Montecampione, donde además consiguió su primera victoria profesional. También a Domenico Pozzovivo, que aunque en ese mismo día no se mostró tan activo, todavia tiene cosas que demostrar en los últimos días de montaña. Sin olvidar a los muy regulares Rafal Majka, que todavía mantiene la tercera posición, y el neerlandés Wilco Kelderman. Además otros habituales animadores, aunque lejos en la general, como el ya mencionado Rolland, Julián Arredondo, Fabio Duarte o Robert Kiserlovski. De ellos dependerá hacer brillar o no esta última semana de Giro. Y de la lucidez de estos últimos dias de carrera dependerá que esta edición de la Corsa Rosa deje un buen sabor de boca o, por el contrario, la sensación de que se han perdido tres semanas de ciclismo sin pena ni gloria. Enrique Julián Gómez Sorgente: Una última semana de altura para salvar el Giro – Sphera Sports   [...] Leggi di più...
17/08/2022Sul gradino più alto del podio sulla montagna che ha celebrato le vittorie al Giro d’Italia di Bernard Hinault nel 1982, di Marco Pantani nel 1998 e Fabio Aru nel 2014. Lo juniores Leonardo Vesco (Team Giorgi) ha vinto per distacco la 42ª edizione del Trofeo Gs Piancamuno-Memorial Angelo Felappi, disputato il giorno di ferragosto con partenza da Piancamuno e arrivo a Montecampione. A poco più di 4 chilometri dall’arrivo il vincitore ha staccato il bresciano Luca Franzosi (Aspiratori Otelli Alchem Carin Baiocchi), con il quale ha firmato la selezione del drappello dei big a metà della salita finale.Cresciuto all’Us Biassono, Vesco è al 1° anno tra gli juniores. In Vallecamonica ha ottenuto il 2° successo stagionale dopo quello di Faenza il 17 luglio.E 24 ore prima era stato 3° a Clusone.Nel Bresciano è stato recente protagonista nella Challenge Giancarlo Otelli a Ponte Zanano-Cagnaghe di Sarezzo: 2° nella classifica finale dopo avere chiuso 10° e 2° la corsa in linea e la cronometro .A 51 secondi il veneto Leonardo Rossi (Cadidavid) si è messo al collo l’argento davanti a Samuele Privitera, compagno di squadra del vincitore. Il miglior bresciano è stato Franzosi, 7° a 1’17”. Alla corsa organizzata dal Team Bardy di Tiziano Bardella, dal Gs Piancamuno e dalla famiglia Felappi al completo, hanno partecipato 97 dei 131 partenti, i quali prima dell’ascesa finale di 12 chilometri, hanno affrontato 4 giri di un circuito tra Piancamuno, Gratacasolo, Pisogne, Darfo Boario e Gianico. All’evento hanno presenziato alcuni ex campioni capeggiati da Giambattista Baronchelli (vincitore nel 1972) e Bruno Leali, insieme al presidente regionale della Federciclismo Stefano Pedrinazzi e Celestino Franceschini, ex direttore di corsa a braccetto con Angelo Felappi per anni. Nella parte pianeggiante della corsa protagonista un terzetto composto da Nicola Cocca, Rosa Brusin e Yustayi: un bresciano, un piemontese, un ucraino. I 3 di testa hanno condotto le operazioni a lungo, conseguendo fino a un massimo di 2’45” sul gruppo dei migliori. Nella quarta tornata del circuito il terzetto è stato raggiunto in un primo momento da Leali e Bessega.Poi le carte si sono rimescolate e all’attacco è scattato solitario Marinoni, surrogato poco più avanti dall’ucraino Zozulia e Turconi. Quest’ultimo sul primo tornante della salita per Montecampione è rimasto da solo. La corsa è letteralmente esplosa poco dopo il 4° dei 15 tornanti dell’ascesa finale, quando si sono proiettati in avanti Sesana, Milesi, Rossi, Franzosi, Privitera, Bernasconi, Giancristofaro, Vesco, Zelazowski, mentre gli ex leader sono andati definitamente alla deriva. A metà salita Vesco ha allungato imperiosamente e solo Franzosi è riuscito a tenergli testa. A 4 chilometri dal traguardo Vesco ha costretto alla resa anche Franzosi. Angiolino Massolini Sorgente: Vesco allunga da grande e vince a Montecampione | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
17/08/2022Il giovane ciclista besanese ottiene la sua seconda vittoria nel 2022 sulle strade bresciane Due volte di fila sul podio in corse su strada. Leonardo Vesco di Besana Brianza non appena archiviato il terzo posto ottenuto a Clusone nel 5^ Trofeo Danilo Fiorina a.m., al termine di una prestazione di grande spessore tecnico, si è imposto per distacco nella Camuno-Montecampione per la categoria juniores. Dopo il bronzo di Clusone (in questa gara, conclusasi nell’affascinante scenario di piazza dell’Orologio, erano presenti ben 161 concorrenti provenienti da diverse regioni), il talentuoso Leonardo (è nato il 30 luglio 2005 ed è cresciuto nella fila dell’Us.Biassono mentre da quest’anno all’esordio tra gli juniores gareggia per il Team F.lli Giorgi, fondato nel 1996) ha vinto per distacco la gara disputata sulle strade bresciane con arrivo in salita e valida per il 42simo Trofeo GS. Pian Camuno. Vesco è scattato con decisione lungo i tornanti di Monte Campione e nessuno è stato in grado di tenere la sua ruota. Alle sue spalle si è inserito Leonardo Rossi (Assali Stefen Makro) mentre il terzo posto è stato conquistato dal compagno di squadra Samuele Privitera. Vesco, a lungo festeggiato per la seconda vittoria nella stagione dai compagni di squadra e dallo staff tecnico del team per il quale corre, ha coperto i 104 km dell’impegnativo percorso in 3 ore 56’, alla media/h 34.056. La prima vittoria nel 2022, Leonardo l’ha conquistata lo scorso 17 luglio a Errano di Faenza, nel ravennate, dove si era lasciato alle spalle Sebastiano Fanelli del Pedale Chiaravallese ed Elia Ori del Team Italia Nuova Borgo Panigale (percorso di 109 km; media/h 39.198). Nel suo personale rendiconto spiccano anche due secondi posti ottenuti il 3 luglio a Piancavallo e il 10 luglio a Sarezzo. Da segnalare infine l’ottavo posto ottenuto da Cristina Tonetti atleta di Besana “figlia d’arte” che gareggia per il “Top Girls Fassa Bortolo”, nella prima edizione del circuito Rosa dell’Assunta per donne open, con partenza e arrivo a Vittorio Veneto, in provincia di Treviso, vinto dalla vicentina Beatrice Rossato del Team Isolmant Premac Vittoria. Francesco Cantù Sorgente: Ciclismo: Vesca trionfa nella Camuno-Monte Campione – Il Cittadino di Monza e Brianza   [...] Leggi di più...
16/08/2022Scoprite come è facile far parte in modo semplice e sicuro del fantastico mondo Bitcoin Informazioni sull’evento Volete conoscere il mondo delle Criptovalute e di ₿itcoin? Volete entrare in modo sicuro e profittevole nella più grande Community ₿itcoin della storia? Detenete già ₿itcoin e senza ulteriori acquisti, volete mediare la vostra possibile perdita, dopo l’andamento di mercato del primo semestre 2022? Avete solo un’infarinutura del mondo delle Cryptovalute e volete informarvi? ALLORA DOVETE ASSOLUTAMENTE PARTECIPARE A QUESTO IMPERDIBILE EVENTO!   PROGRAMMA PER TUTTI Ore 15.45: Registrazione partecipanti. Ore 16.00: Inizio presentazione da parte dell’esperto Massimo Sarzi. Ore 16.45: Domande & Risposte. Ore 17.30: Rinfresco presso l’Aperibar “Il Faro di Monte” Sorgente: SWAG Meeting MONTECAMPIONE Brescia Biglietti, Ven, 19 ago 2022 alle 16:00 | Eventbrite   [...] Leggi di più...
16/08/2022Luca Vesco raddoppia e conquista la seconda vittoria nella Pian Camuno-Monte Campione per la categoria juniores. Terzo ieri a Clusone, il brianzolo del Team F.lli Giorgi oggi si è preso la rivincita nella gara in salita del bresciano (42° Trofeo GS Pian Camuno) dove è riuscito ad anticipare Leonardo Rossi (Assali Stefen Makro) e il compagno di squadra Samuele Privitera che con la terza posizione completa la giornata di festa per la formazione di Carlo Giorgi. ORDINE D’ARRIVO km 104 in 3h 03’56 media/h 34.056 1 VESCO Leonardo Team F.lli Giorgi 2 ROSSI Leonardo Assali Stefen Makro 51″ 3 PRIVITERA Samuele Team F.lli Giorgi 55″ 4 SESANA Roberto US Vertematese 1′ 5 GIANCRISTOFARO Fabio UC Bustese Olonia 1’02” 6 ZELAZOWSKI Michal Pol – Energy Team 1’07” 7 FRANZOSI Luca Aspiratori Otelli Carin Baiocchi 1’17” 8 MILESI Nicolas Ciclistica Trevigliese 2′ 9 ROSSONI Marco SC Cene 2’53” 10 COMBA Giovanni GS Brunero 1906 – 2’59” Sorgente: MONTECAMPIONE. PRIMO VESCO, TERZO PRIVITERA COLORANO IL FERRAGOSTO DEL TEAM F.LLI GIORGI GALLERY   [...] Leggi di più...
16/08/2022Dal canale Youtube Pianeta Ciclismo – by PianetaGiovani PIAN CAMUNO (BS) – 42 TROFEO G S PIAN CAMUNO di Km. 104,400 alla media di 34,056 Km/h Leonardo Vesco (Team F.lli Giorgi) stacca tutti nella Pian Camuno – Montecampione ORDINE DI ARRIVO: 1° VESCO LEONARDO (TEAM GIORGI A.S.D.) 2° ROSSI LEONARDO (ASSALI STEFEN MAKRO G.S. CADIDAVID) a 51″ 3° PRIVITERA SAMUELE (TEAM F.LLI GIORGI-LIGURIA A.S.D.) a 55″ 4° SESANA ROBERTO (U.S.VERTEMATESE ASD) a 1’00” 5° GIANCRISTOFARO FABIO (BUSTESE OLONIA A.S.D.) a 1’02” 6° ZELAZOWSKI MICHAL (A.S.D YOUNG BIKERS TEAM BALMAMION) a 1’07” 7° FRANZOSI LUCA (ASPIRATORI OTELLI-CARIN-BAIOCCHI) a 1’17” 8° MILESI NICOLAS (CICLISTICA TREVIGLIESE) a 2’00” 9° ROSSONI MARCO (S. C. CENE A. S. D.) a 2’53” 10° COMBA GIOVANNI (BRUNERO 1906) a 2’59” Sorgente: 2022 – Pian Camuno Montecampione – YouTube   [...] Leggi di più...
16/08/2022Il Team F.lli Giorgi torna al successo su un prestigioso traguardo. Dopo il terzo posto di domenica a Clusone, Leonardo Vesco festeggia nel giorno di Ferragosto la vittoria alla 42esima edizione della Pian Camuno-Montecampione per la categoria Juniores. Il corridore del Team F.lli Giorgi si è preso una bella rivincita su una delle salite simbolo del ciclismo. Secondo posto per Leonardo Rossi (Assali Stefen Makro) e terzo il compagno di squadra del vincitore Samuele Privitera che completa la bella giornata della formazione del presidente Carlo Giorgi. Per Vesco si tratta della seconda affermazione della stagione. Sorgente: Leonardo Vesco conquista Montecampione – italCiclismo   [...] Leggi di più...
16/08/2022Leonardo Vesco festeggia nel giorno di Ferragosto la vittoria alla Pian Camuno-Montecampione per la categoria Juniores. PIAN CAMUNO (BS) – Dopo il terzo posto di domenica a Clusone, Leonardo Vesco festeggia nel giorno di Ferragosto la vittoria alla 42esima edizione della Pian Camuno-Montecampione per la categoria Juniores. Il corridore del Team F.lli Giorgi si è preso una bella rivincita su una delle salite simbolo del ciclismo. Secondo posto per Leonardo Rossi (Assali Stefen Makro) e terzo il compagno di squadra del vincitore Samuele Privitera che completa la bella giornata della formazione del presidente Carlo Giorgi. Per Vesco si tratta della seconda affermazione della stagione. Altre informazioni ed immagini al link della sorgente: 42° TROFEO PIAN CAMUNO – BICITV   [...] Leggi di più...
16/08/2022La Piancamuno – Montecampione incorona Leonardo Vesco del team Giorgi. La gara ferragostana riservata agli juniores si risolve con un assolo. Erica Calissi Sorgente: PIANCAMUNO – Ciclismo: Piancamuno-Montecampione a Leonardo Vesco – TeleBoario   [...] Leggi di più...
15/08/2022Prova di forza di Luca Vesco nella Pian Camuno-Montecampione per la categoria juniores. Terzo ieri a Clusone, il brianzolo del Team F.lli Giorgi oggi si è riscattato vincendo alla grande la gara bresciana con arrivo in salita e valida per il 42simo  Trofeo GS Pian Camuno. Vesco è scattato con decisione lungo i tornanti di Monte Campione e nessuno è stato in grado di tenere la sua ruota. Alle sue spalle chiude Leonardo Rossi (Assali Stefen Makro) mentre al terzo posto si piazza il compagno di squadra Samuele Privitera. ORDINE D’ARRIVO km 104 in 3h 03’56 media/h 34.056 1 VESCO Leonardo Team F.lli Giorgi 2 ROSSI Leonardo Assali Stefen Makro 51″ 3 PRIVITERA Samuele Team F.lli Giorgi 55″ 4 SESANA Roberto US Vertematese 1′ 5 GIANCRISTOFARO Fabio UC Bustese Olonia 1’02” 6 ZELAZOWSKI Michal Pol – Energy Team 1’07” 7 FRANZOSI Luca Aspiratori Otelli Carin Baiocchi 1’17” 8 MILESI Nicolas Ciclistica Trevigliese 2′ 9 ROSSONI Marco SC Cene 2’53” 10 COMBA Giovanni GS Brunero 1906 – 2’59 Danilo Viganò Sorgente: JUNIORES. UN GRANDE LEONARDO VESCO DETTA LEGGE SUI TORNANTI DI MONTE CAMPIONE : F.C.I. – C.R.LOMBARDIA   [...] Leggi di più...
15/08/2022Vallecamonica e hinterland cittadino per un giorno saranno le capitali del ciclismo bresciano.Il Team Bardy retto da Tiziano Bardella organizza oggi la 42esima edizione del Trofeo Gs Piancamuno, appuntamento riservato agli Juniores, con partenza davanti al municipio alle 12 e arrivo a fianco del laghetto a Montecampione dopo 104,400 chilometri verso le 15. La corsa dopo 10 anni di stop ha ripreso il suo cammino un anno fa con la vittoria di Raffaele Mosca e naturalmente ricorda Angelo Felappi, ideatore di questo evento che ha portato alla ribalta alcuni dei più celebrati campioni italiani.Alla partenza e all’arrivo ci sarà il bergamasco Giambattista Baronchelli, che ha colto il successo 50 anni fa nel 1972.Oltre a lui hanno lasciato il segno Damiano Cunego, Paolo Tiralongo, Giuliano Figueras, Giuseppe Palumbo (due volte), Mauro Zanetti, Alessandro Paganessi (de volte), Giuseppe Martinelli e Mauro Bonzi, i quali in carriera hanno ottenuto numerosi altri successi, alcuni dei quali con i riflessi dell’iride. Pertanto quella che si corre oggi è sicuramente una corsa da seguire con grande interesse ed entusiasmo e per i pochi che non saranno in Vallecamonica ci sarà la possibilità di seguirla attraverso la diretta streaming sul canale Youtube e Facebook di Pianeta Giovani con il commento di Fabio Guerrini, mentre la segreteria è affidata al bravo ed esperto Antonio Torri. Alla corsa sono iscritti 131 corridori in rappresentanza di 23 club.Come sempre ricco il montepremi. A Bovezzo il Gs Zaina organizza le due corse degli Esordienti che mettono in palio il 6° Trofeo Comune abbinato al Trofeo Meccaniche Zanetti. Il ritrovo nella piazza centrale è fissato alle ore 7, la partenza della prima manche alle 9.A seguire scatterà l’altra.Rispettivamente 23,750 e 36 i chilometri, equivalenti a cinque e otto giri di un circuito locale nervoso e nulla di più. Oltre a Giambattista Zaina regista di giornata, la segreteria è affidata a Vittorio Rocco. Angiolino Massolini Sorgente: Montecampione si rimette in sella Bovezzo, riflettori sugli Esordienti | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
15/08/2022Montecampione e Artogne sono unite dal filo rosso e forte della solidarietà: lo hanno deciso sull’onda dell’entusiasmo i giovani del team di animazione di Montecampione che hanno proposto al Consorzio di attivarsi per raccogliere abiti usati e metterli a disposizione a prezzi simbolici in uno speciale mercatino della solidarietà che si è tenuto nei giorni clou di ferragosto. Il risultato dell’impegno è stato pagato innanzitutto da molti residenti di Montecampione e turisti che hanno colto le opportunità del mercatini per il progetto “Famiglia serena” curato dall’Associazione amici di Artogne, che da due anni ha anche un punto di riferimento nell’Ufficio del comune nel codominio Valgrande ad Alpiaz. Il progetto “Famiglia serena” continua anche a Montecampione grazie a tanti volontari che raccolgono adesioni e aprono le porte per chi vuol donare. Il risultato di tanto impegno si quantifica giorno dopo giorno con il sostegno alle famiglie seguite dai Servii sociali del Comune e che necessitano di aiuti immediati per la spesa, le bollette, la scuola, l’assistenza e le cure. Montecampione grazie ai suoi ragazzi, ha colto questa bella opportunità che sta diventando la più bella eredità dell’estate 2022. Sorgente: +Valli TV – SOLIDARIETA’ CONCRETA A FERRAGOSTO   [...] Leggi di più...
15/08/2022Giovani volontari di Montecampione e di Artogne assieme hanno lavorato a lungo per preparare al meglio nei giorni di ferragosto il mercatino per la raccolta fondi. Sorgente: +Valli TV – I GIOVANI DANNO L’ESEMPIO   [...] Leggi di più...
13/08/2022Montecampione è animato come non mai in questi giorni: Piazzetta, Splaza e Laghetto si trasformano in luoghi di aggregazione per godersi la brezza montana. Affollati dai giovanissimi i campetti da gioco, ben frequentato il nuovo campo da padel e pure quelli da tennis, bar e ristoranti che fanno il pieno, e in aggiunta il mercato domenicale. Per la stazione turistica della bassa valle Ferragosto è un momento clou, caratterizzato da diversi appuntamenti di rilievo. Si inizia oggi con la decima edizione della «Corri e cammina», la podistica del gruppo Vertical monte: due percorsi di dieci e cinque chilometri dentro e fuori i boschi che fanno da corona a Montecampione. Il ricavato è destinato alla onlus Dynamo Camp per sostenere i progetti di terapia ricreativa per bambini e ragazzi affetti da patologie gravi e croniche. Domani sera in Piazzetta ci sarà la tradizionale sfilata di moda curata dalla boutique Michelle Ferrè, quindi, lunedì toccherà alla 42esima edizione del Trofeo Gruppo sportivo Piancamuno – Memorial Angelo Felappi, una ciclistica per juniores di 104 chilometri, con partenza prevista per le 12 davanti al municipio e arrivo al Laghetto. Anche se la stagione troppo secca non lascia prevedere raccolte, nella sala mostre si parla di funghi con un’esposizione a cura del circolo micologico di Lovere. Non mancano i mercatini di beneficienza, musica e serate danzanti, e domenica 21 davanti a La Splaza tornerà la Giornata del viver montano, la rassegna organizzata dalla Pro loco di Artogne. Domenico Benzoni Sorgente: Atletica e ciclismo fanno da cornice alla sfilata di moda | Bresciaoggi [...] Leggi di più...
12/08/2022Un’altra storica gara, questa volta sulle due ruote, occuperà la giornata di Ferragosto in Vallecamonica. Lunedì 15 è infatti in programma il 42° Trofeo G.S. Piancamuno – Memorial Angelo Felappi. Ritrovo alle 10:00 presso la piazza del Municipio di Piancamuno, via don Stefano Gelmi; la partenza sarà alle 12:00 e verrà data dal sindaco di Piancamuno Giorgio Ramazzini. La gara ciclistica, con arrivo a Montecampione dopo un centinaio di chilometri, prevede il passaggio da Darfo e il ritorno a Piancamuno (un circuito di 23,3 km da ripetere 4 volte). A seguire ci sarà da affrontare l’ardua salita di 10,6 km verso Montecampione, con arrivo al Laghetto. Mezz’ora dopo gli arrivi si procederà con le premiazioni. Linda Bressanelli Sorgente: Piancamuno: Ferragosto sulle due ruote con il 42° Trofeo G.S. – Memorial Angelo Felappi | Radio Voce Camuna   [...] Leggi di più...
12/08/2022Dal canale Youtube QUADCLUB4X4VERONA Grazie agli organizzatori per il giretto che ci avete fatto fare!!! Speriamo di poter ricambiare quando verrete a Verona!! Seguiteci su: http://www.quaddistiveroanforum.com Info: quadclub4x4verona@gmail.com Sorgente: GIRO SPECIALE PER IL QUAD CLUB 4X4 VERONA AL RADUNO MONTECAMPIONE!!! – YouTube   [...] Leggi di più...
11/08/2022Dal canale Youtube MTB ALL MOUNTAIN BS PIAN CAMUNO (BS). Affrontiamo la storica salita verso Montecampione per raggiungere il rifugio Alpini Monte Cimosco, il Dosso Sparviero e il Dosso Blussega in una discesa impegnativa e a tratti trialistica con la Raymon Trailray 9.0 powered by @EBIKE STORE BRESCIA . #allmountain #mtb #allmountain #brescia #visitbrescialanostraterra #mtballmountainbs #bresciatoptrail #LattoneriaMaccabiani #visitbrescia #ebike #europe #italy #rifugilombardia #vallecamonica #happy Vi invitiamo a seguirci su tutti i canali Social. ▶︎▶︎▶︎ Itinerari Guida MTB BRESCIA https://www.versantesud.it/prodotto/m… https://www.amazon.it/dp/8855470108/r... ▶︎▶︎▶︎ Follow on Facebook: https://www.facebook.com/mtballmounta... Su instagram: https://www.instagram.com/mtballmount... ▶︎▶︎▶︎ Follow on YouTube: https://www.youtube.com/c/MTBALLMOUNT... ▶︎▶︎▶︎ Follow on Instagram: https://www.instagram.com/mtballmount... ▶︎▶︎▶︎ Send a mail to: file124mtb@gmail.com 00:00 INTRO 00:40 INIZIA IL TOUR 02:20 IL RIFUGIO ALPINI MONTE CIMOSCO 04:18 TRAIL DOSSO SPARVIERO 08:18 TRAIL DOSSO BLUSSEGA 19:50 RIEPILOGO E SALUTI FINALI Sorgente: MTB: MONTE CIMOSCO E DOSSO BLUSSEGA CON UNA DISCESA HARD ROCK – YouTube   [...] Leggi di più...
11/08/2022Giro d’Italia #15: Fabio Aru heißt der Sieger an einem der mythischsten Anstiege des Giro, dem Montecampione. Giro d’Italia: 200 Kilometer Vorspiel, 20 Kilometer Action. So lässt sich die 15. Etappe kurz umreißen. Am Montecampione blieb die Favoritengruppe lang zusammen, sammelte auf dem Weg zum Ziel jedoch die Verbliebenen der Gruppe des Tages auf. Am Ende hatte schließlich Fabio Aru (Astana) die Nase vorn. Ähnlich wie gestern, wurde auch heute das Renngeschehen an der Spitze lange Zeit durch eine Spitzengruppe geprägt. Simon Geschke (Giant-Shimano), Damiano Cunego (Lampre-Merida), Adam Hansen (Lotto Belisol), und Luca Paolini (Katusha) waren dabei sicherlich die namhaftesten. Die Gruppe behauptete lange Zeit einen Vorsprung von knapp fünf Minuten. Am Beginn des Anstieges nach Montecampione, an dem sich vor 16 Jahren Marco Pantani mit Pavel Tonkov einen erbitterten Schlagabtausch leistete, war es dann zunächst Hansen, der seine Nase in den Wind steckte. Später wurde er von Cardoso gestellt, bevor dieser ihn schließlich stehen ließ. Der erste Fahrer, der den Sprung zur auseinander fallenden Spitzengruppe wagte, war der Kolumbianer Julian Arredondo (Trek), der sein Bergtrikot mit seiner Attacke verteidigen wollte. 11 Kilometer vor dem Ziel schloss er zu dem Portugiesen Cardoso (Garmin Sharp) auf. Allerdings hatten beide keinen allzu großen Vorsprung auf die Favoritengruppe um Rigoberto Uran (Omega Pharma-QuickStep). In der Gruppe sorgte zunächst Giorgio Brambilla für das Tempo. Der Italiener wollte damit verhindern, dass Uran diesmal nicht wie gestern in die Bredouille gerät. Dies gelang. Neun Kilometer vor dem Ziel schloss die dezimierte Favoritengruppe zu Arredondo und Cardoso auf. Der Ire Philip Deignan (Sky) nutze den Moment und attackierte. Schnell fuhr er einen Vorsprung von 15 Sekunden heraus. Sechs Kilometer vor dem Ziel war es dann Pierre Rolland (Europcar), der dem Iren nachsetzte. Uran folgte ihm, ebenso Evans. Nachdem der 37-jährige Australier das Tempo erhöhte, attackierte Rolland erneut. Vier Kilometer vor dem Ziel war es dann Nairo Quintana (Movistar), der sein Glück versuchte, ihm folgte Fabio Aru (Astana). Beide konnten die Favoriten jedoch nicht abschütteln. Anders Rolland, der dreieinhalb Kiloemeter vor dem Ziel zu Deignan aufschloss. Drei Kilometer vor dem Ziel attackierte Aru erneut. An seinem Hinterrad folgte Uran. Evans konnte indes das Hinterrad nicht halten. Gleiches galt für Quintana, der jedoch später mit Fabio Duarte (Colombia) den Anschluss wieder herstellen konnte. Schnell erreichte das Trio Rolland. Nur wenige Sekunden nach dem Zusammenschluss griff Aru erneut an. Diesmal setzte ihm Quintana nach. Gemeinsam mit Rolland konnte er Uran distanzieren. Duarte blieb zunächst bei seinem Landsmann, bevor er sich an die Fersen von Quintana und Rolland heftete. An der Spitze wehrte sich Aru vehement gegen das stark aufkommende Trio. Am Ende feierte sich der Italiener seinen ersten Tagessieg beim Giro d’Italia. 22 Sekunden dahinter sicherte sich Duarte den zweiten Rang, Dritter wurde Quintana. Uran büßte 41 Sekunden auf Aru ein, distanzierte jedoch Rafal Majka (Tinkoff-Saxo) um mehr als zehn und Evans um mehr als 30 Sekunden. Sorgente: Giro d’Italia #15: Fabio Aru siegt am Montecampione – Velomotion   [...] Leggi di più...
10/08/2022ordinanza29-2022 42° TROFEO G.S. PIAN CAMUNO” in programma il 15 agosto 2022 con arrivo alla località Montecampione: Ordinanza n.29/2022 per regolamentazione circolazione stradale ordinanza30-2022 42° TROFEO G.S. PIAN CAMUNO” in programma il 15 agosto 2022 con arrivo alla località Montecampione: Ordinanza n.30/2022 per divieto di sosta e fermata in via Panoramica   [...] Leggi di più...
10/08/2022Memorial Angelo Felappi. Lunedì 15 agosto GARA CICLISTICA di 104,4 Km PER JUNIORES con arrivo a Montecampione. RITROVO E PARTENZA Ritrovo: ore 10,00, presso la piazza del Municipio di Pian Camuno, via don Stefano Gelmi. Partenza: ore 12,00 che verrà data dal Sindaco di Pian Camuno. PERCORSO Pian Camuno – Gratacasolo – Pisogne / Gratacasolo – Pian Camuno – Artogne – Gianico – Darfo B.T. / Gianico – Artogne – Darfo B.T. – Pian Camuno (circuito di 23,3 km da ripetere 4 volte), a seguire, salita di 10,6 km verso Montecampione, con arrivo al Laghetto. PREMIAZIONI La cerimonia di premiazione è prevista 30 minuti dopo l’arrivo. MEDIA: Canali social: facebook e youtube “pianeta ciclismo” by Pianeta Giovani TABELLA DI MARCIA, PLANIMETRIA E PERCORSO SCARICA IL LIBRETTO DELLA MANIFESTAZIONE Sorgente: 42° TROFEO G.S. PIAN CAMUNO – Città di Darfo Boario Terme   [...] Leggi di più...
08/08/2022Arriva un segnale positivo a proposito dei rapporti tra Consorzio residenti di Montecampione e Comune di Artogne. È rappresentato dall’accordo relativo alle opere di asfaltatura delle strade interne al villaggio di quota 1.200. Quelle strade che erano in carico alla srl Alpiaz, e che facendo parte delle aree standard legate al piano di urbanizzazione di Montecampione, nel 2019 il curatore fallimentare della società aveva assegnato al Comune. L’istanza di disponibilità a prendersi in carico i lavori da parte dell’associazione privata, il Consorzio, è stata presentata a fine giugno dal direttore, Antonio Romele. L’obiettivo era quello di provvedere con tempestività a eseguire su aree pubbliche il necessario per la manutenzione del manto stradale. All’inizio di luglio la giunta comunale ha accolto l’offerta del Consorzio predisponendo la convenzione nella quale si precisano i termini dell’operazione. L’impegno che l’associazione dei residenti si assume è quello di realizzare in forma totalmente gratuita e senza alcun onere a carico del Comune le opere descritte nell’istanza, assicurando che tutte le spese relative alla convenzione saranno a totale carico del privato, che si riserva anche di richiedere le agevolazioni fiscali previste dalla legislazione. L’impresa incaricata dei lavori viene individuata direttamente dal Consorzio, in modo da saltare l’iter burocratico che spesso fa allungare i tempi. Ovviamente tocca al responsabile unico del procedimento, vale a dire il tecnico comunale, prima autorizzare le opere poi ricevere il verbale di consegna, perché fatte le asfaltature, il successivo onere della manutenzione tornerà in carico al municipio. Quasi una svolta, dicevamo, che fa intravedere una distensione dei rapporti non sempre facili tra l’ente pubblico e il gruppo dei proprietari immobiliari. Domenico Benzoni Sorgente: Sì al piano asfalti: residenti e politica trovano un’intesa | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
08/08/2022Dal canale Youtube Lorenzo Franza Sorgente: Peugeot 208gti on-board HillClimb Piancamuno-Monte Campione 1Maggio2022 – YouTube   [...] Leggi di più...
07/08/2022Pronto un nuovo campo Super Panoramico nel suggestivo scenario di Montecampione !! Sorgente: NEL SUGGESTIVO SCENARIO DI MONTECAMPIONE PRONTO UN NUOVO SUPERPANORAMICO – Merli Sport   [...] Leggi di più...
05/08/2022He even surpassed Al Capone. He ended up in bed, in a pool of blood, dead. The fall of the idol Few fans care about the problems and failures of Jan Ullrich, Lance Armstrong also ended up in the dustbin of history. From the EPO days, only Marco Pantani, who strives to win in a similar way, still has his defenders, devoted admirers and whitewashing journalists. When his photos are posted on the fans’ Instagram account, the comments include declarations of love, assurances of his innocence and words of despair, because fans – after 18 years – have still not come to terms with his death. So they multiply conspiracy theories to explain its fall and end in a more accessible way. 79. Tour de Pologne Tour de Pologne Italians loved him. They needed an idol, and he had success, a spectacular style and personality – He cheated? And who was clean then? – Italians have been shrugging their shoulders for years when someone tries to crush his monument. The real one, standing in his hometown of Cesenatico, is visited by 50 thousand people every year. people. The same number of candles is lit on his grave. His countrymen still love him. Last year they collected 50 thousand. euro and erected another monument to him. The six-meter steel colossus stood at the iconic Plan di Montecampione ascent, where Pantani wrote one of the most epic cycling acts in 1998 at the Giro d’Italia, ahead of exhausted rivals in spectacular style. They captured it on the basis of a famous photograph – triumphant with outstretched hands and eyes directed towards the sky. In the mid-90s, Italians needed a great sports idol, and he had everything to make them fall in love with him: great results, great style, complicated character and personality. Wearing a bandana and earrings, he smiled from the covers, sang in San Remo and visited John Paul II. He has become a global cycling ambassador. When he got out of the saddle and rode away from his rivals, the fans stood up in front of the televisions with him. When he fell or collided with a car, they held their breath and then marveled at his returns. He was petite, but he did not bow to any slopes. He rode like Maradona dribbled. Boldly, spontaneously and without any calculations. The crazier the plan, the more willingly he implemented it. He always believed in his acceleration. – You do not even know how pleasant it is to pass all these competitors and watch them suffer – he said swaggeringly after the races, and the Italians sipped his words from his mouth. “I was an artisan, he was an artist,” admitted Armstrong ten years after his death. Premature, because the similarities to Maradona did not end with an extraordinary sports talent. They both fell in love with the Italians and got lost in the maze of life. They had not fans, but followers who could forgive them everything. And they had the same drug for fame – alcohol and drugs. They had met even a year before Pantani died. Maradona then ran away from addictions to Fidel Castro. Pantani was in Cuba with friends. He went to the La Pradera clinic and asked the doctors to tell Maradona that he wanted to see him. They talked. A few days after Pantani’s death, journalists placed Maradona on a microphone. – We knew each other. I got to know his story. When he won, everyone was close to him. When he was in trouble, everyone abandoned him. We are all to blame: me, his relatives, you – he addressed directly to the journalists around him. Marco Pantani ran away from people instead of the peloton Everything ends and begins on June 5, 1999. Marco is at the height of his fame. A year earlier, he won the Tour de France and the Giro d’Italia, and is now racing for another triumph at the Giro. He has a five-minute advantage. But in the morning the inspectors appear and randomly check a dozen or so cyclists. The bane of discipline is then erythropoietin (EPO). The auditors already know that all the leaders are cheering on this hormone, which improves the body’s efficiency and increases exercise capacity, but they do not have tests that could prove it. The gateway is to check your hematocrit level – the ratio of red blood cell volume to whole blood volume. If it exceeds 50 percent, the athlete may be suspended “for health purposes.” Pantani’s hematocrit is 52 percent. The confusion is enormous, but the law is absolute. Marco is suspended. He breaks the hotel window in anger. Blood is flooded all over the hand. But his followers do not believe it. A narrower plot, they suggest the participation of the mafia, which in the event of his victory would lose gigantic money in bookmakers’ bets. More rational people wonder how it is possible that the great master fell so easily. Matt Randell, Pantani’s biographer, found that the doctor of the Mercatone Uno-Bianchi team Pantani had ridden in the previous night had gone to a party, played all night and had not checked his results in the morning. However, the contestant himself probably drank enough water to distort the test and get the correct result. Except he was expecting the controllers around 6:30, and not more than an hour later. Time mattered. The great champion started to run away from people instead of the peloton. He has already participated in many accidents, on the route between Milan and Turin he collided with a car, but it was the fall of his legend that was the only one that he did not manage to recover from. He even cut himself off from his loved ones. Two hundred journalists camped outside his house, and he howled into his pillow. And only drugs gave him apparent relief. Pantani considered the removal from the race to be part of the conspiracy. He became suspicious, he felt under attack. Maybe the hunt was ordered by the mafia? Maybe the highest authorities? “I was abused by the media,” he said in an interview after returning to law enforcement. After ten days, he admitted to his mother that he had tried cocaine. Over time, the mixture of drugs and psychoactive substances became his favorite. But the others did not suspect anything for a long time, because his trained body camouflaged everything. Including depression. During this difficult time, Christina Jonsson was with him, a longtime partner whom he always cheated on and with whom he constantly argued. But she, too, was fed up with his drugs and hallucinations. The gigantic fame tormented him, but only the fall from the summit turned out to be fatal. After that story in 1999, he returned to sport, but not as before. In 2003, he finished the last Giro in his life, took 14th place, but the last streak of doping accusations took him away from his joy. Pantani never chased after popularity. And certainly not for that. He didn’t want to explain himself. “Eighty percent of people think I’m a cheat anyway and want to deprive me of what I’ve achieved,” he complained. He was quiet and shy. When he came to his mother’s queen for his first trainings, he was ashamed to overtake his friends. He was embarrassed by being first and stepping forward. It broke down over time, but as an adult, he still considered popularity a tax on winning. “I started for fun, but then cycling became my profession,” he said towards the end of his career. And life. The truth never got in the way of the narrative. Pantani’s followers refuse to believe in doping and suicide In the morning he called the reception of a secondary hotel in Rimini complaining about the noise behind the wall. The next room was empty, but Pantani could hear screams. He demanded that the police be called. He was also mentioned by local basketball players who had a pre-match training camp in the same hotel, that he would go out into the corridor and talk a lot. He was to doubt if “there was any tomorrow for him.” The next day, February 14, 2004, the cleaning lady was unable to open his room. The door appeared barricaded. Only in the evening, another hotel employee forcibly got inside. The room was demolished – mirror on the floor, broken air conditioning, sheet rolled up and tied to the railing, microwave oven torn from the cabinet. Furniture pushed against the door to act as a barricade. Medicine wrappers and cocaine marks everywhere. Behind the bed, in a pool of blood, him. An autopsy showed that his body contained large amounts of cocaine, psychoactive substances and alcohol. Investigators and doctors said he had attempted suicide by other means before he overdosed. But not everyone believed it. Tonina Pantani, the cyclist’s mother, argued from the very beginning that her son had been killed. She hired more experts to throw up stranger and more elaborate causes of death to the public, consistently claiming that the investigation was full of errors and omissions. For example, they claimed that someone had visited Pantani on the day of his death. In their opinion, there were three jackets in the wardrobe, although the cyclist was supposed to come to Rimini without a suitcase. Wounds and bruises on his body were supposed to indicate a beating. Investigators ruled out this version of events. They were also not convinced by the fact that in Pantani’s room the remains of Chinese cuisine were found, which the cyclist hated. Rendell, the author of the book, analyzed all the evidence and agreed with the investigators. But the truth never prevented Pantani’s followers from preaching their narrative about the murder. They even snapped up the testimony of Fabio Miradoss, his favorite dealer, who said to “La Repubblice”: – Pantani never snorted cocaine, he smoked it. Meanwhile, an autopsy showed otherwise. In addition, we agreed that Marco will have 20,000 with him. euro. The policemen did not find the money. Someone took them? Someone was in Pantani’s room? Someone killed him? It wasn’t suicide. Whoever faked them knew little about Marco. Even ten years after Pantani’s death, “La Gazzetta dello Sport”, the most widely read newspaper in Italy, reported on its cover: “Pantani was murdered”. This time she relied on the findings of Professor Francesco Avato, a specialist in forensics, who concluded that the concentration of drugs in Pantani’s body was so high that the cyclist had to drink cocaine dissolved in water. What – this is another version of the story – was someone to force him to do. In 2016, the third investigation into this case was definitively closed. Once again, no evidence of the involvement of other people was found. But Pantani’s followers have once again disregarded the investigators’ findings, just as they have downplayed his findings over the years, which clearly show that he too, like Ullrich and Armstrong, was doping. “People followed it because their emotions when they think of Pantani are also infected with certain chemicals,” said Rendell. Sorgente: He even surpassed Al Capone. He ended up in bed, in a pool of blood, dead. The fall of the idol | 247 News Agency [...] Leggi di più...
05/08/2022Entra nel vivo l’estate sportiva di Montecampione con l’inaugurazione del sentiero ad anello che parte da quota 1.200 di Alpiaz ed arriva alla quota più alta del Marucolo a 1.800 metri, per far ritorno ad Alpiaz con la possibilità di frazionare il percorso in tappe più brevi, eseguendolo sia nell’uno che nell’altro senso. Il Consorzio Montecampione ha realizzato anche questo gioiello sportivo che ora è a disposizione di tutti, amanti del trekking e piedi e della bike muscolare o assistita. Il sentiero oggi è perfettamente testato e ben segnalato: ai segnavia tradizionali del CAI bianco-rossi ed a quelli del sentiero delle Tre Valli bianco-azzurro, oltre ai cartelli turistici che indicano i rifugi, ora c’è anche la segnaletica che indica “Giro del Campione”, che aiuta chi percorre l’anello a trovare la direzione giusta. Sorgente: +Valli TV – NAUGURATO IL GIRO DEL CAMPIONE   [...] Leggi di più...
05/08/2022Dal canale Youtube DarkDogKart Lupin Familia Montecampione Treffen 2012 worthersee treffen 2012 vw Golf r32 R audi s-line S3 rs4 s4 s5 rs5 Vag Fest. Italy 2012 gti treffen cavarzere adria race international truck crg 125cc kart tm peterbilt kenworth subaru sti honda suzuki vw golf r32 drift monster rc 2010 venezia italia italy zanardi chiesa corse birel tonykart 100cc turbo engine usa rovigo ferrara pista circuito gara corsa DTM germany driving night icc Shifter fast fun karting Worthersee Song long version VW Golf R32 GTI R Wagenwerks Teaser Sorgente: Lupin Familia Montecampione Treffen 2012 – YouTube   [...] Leggi di più...
04/08/2022Gdy wstawał z siodełka i odjeżdżał rywalom, kibice wstawali razem z nim. Marco Pantani wiele razy boleśnie upadał, ale tylko raz się nie pozbierał. Dopingowa wpadka była początkiem końca. Badało ją ośmiu prokuratorów. Nawet Al Capone nie cieszył się taką uwagą wymiaru sprawiedliwości. Ale zdaniem wielu Pantani i tak zabrał do grobu dwie tajemnice: swoich sukcesów i swojej śmierci. Niewielu kibiców obchodzą problemy i życiowe upadki Jana Ullricha, na śmietniku historii wylądował też Lance Armstrong. Z czasów “EPOki” tylko Marco Pantani, dążący do zwycięstw w podobny sposób, wciąż ma swoich obrońców, oddanych wielbicieli i wybielających go dziennikarzy. Gdy na prowadzonym przez kibiców instagramowym koncie lądują jego zdjęcia, w komentarzach pojawiają się wyznania miłości, zapewnienia o jego niewinności i słowa rozpaczy, bo fani – po 18 latach – nadal nie pogodzili się z jego śmiercią. Mnożą więc spiskowe teorie, by w przystępniejszy sposób wytłumaczyć jego upadek i koniec. Zobacz wideo Straszny wypadek na Tour de Pologne. “Widziałem mnóstwo krwi na asfalcie” Włosi go kochali. Potrzebowali idola, a on miał sukcesy, spektakularny styl i osobowość Oszukiwał? A kto wtedy był czysty? – Włosi od lat wzruszają ramionami, gdy ktoś próbuje skruszyć jego pomnik. Ten prawdziwy, stojący w rodzinnym Cesenatico, rocznie odwiedza 50 tys. osób. Drugie tyle zapala znicze na jego grobie. Rodacy wciąż go kochają. W zeszłym roku uzbierali 50 tys. euro i postawili mu kolejny pomnik. Sześciometrowy, stalowy kolos stanął przy ikonicznym podjeździe Plan di Montecampione, gdzie Pantani w 1998 r. w Giro d’Italia napisał jeden z najbardziej epickich aktów kolarstwa, w spektakularnym stylu wyprzedzając wycieńczonych rywali. Uwiecznili go na podstawie słynnej fotografii – triumfującego z rozłożonymi rękami i wzrokiem skierowanym ku niebu. W połowie lat 90. Włosi potrzebowali wielkiego sportowego idola, a on miał wszystko, by ich w sobie rozkochać: świetne wyniki, wspaniały styl, skomplikowany charakter i osobowość. W bandance i kolczykach uśmiechał się z okładek, śpiewał w San Remo i gościł u Jana Pawła II. Stał się globalnym ambasadorem kolarstwa. Gdy wstawał z siodełka i odjeżdżał rywalom, kibice wstawali przed telewizorami razem z nim. Gdy upadał albo zderzał się z samochodem, wstrzymywali oddech, a później zachwycali się jego powrotami. Był filigranowy, ale nie kłaniał się żadnym wzniesieniom. Jeździł tak, jak Maradona dryblował. Odważnie, spontanicznie i bez żadnych kalkulacji. Im bardziej zwariowany plan, tym chętniej go wdrażał. Zawsze wierzył w swoje przyspieszenie. – Nawet nie wiecie, jak przyjemnie jest mijać tych wszystkich zawodników i patrzeć na ich cierpienie – mówił buńczucznie po wyścigach, a Włosi spijali mu z ust. – Ja byłem rzemieślnikiem, on artystą – przyznał Armstrong dziesięć lat po jego śmierci. Przedwczesnej, bo podobieństwa do Maradony nie kończyły się na niezwykłym sportowym talencie. Obaj rozkochali Włochów i pogubili się w życiowym labiryncie. Mieli nie kibiców, ale wyznawców, którzy potrafili im wszystko wybaczyć. I mieli ten sam lek na sławę – alkohol oraz narkotyki. Spotkali się nawet rok przed śmiercią Pantaniego. Maradona uciekał wtedy przed nałogami do Fidela Castro. Pantani przebywał na Kubie ze znajomymi. Poszedł do kliniki La Pradera i poprosił lekarzy, by przekazali Maradonie, że chce się z nim spotkać. Porozmawiali. Kilka dni po śmierci Pantaniego dziennikarze podstawili Maradonie mikrofon. – Znaliśmy się. Poznałem jego historię. Kiedy wygrywał, wszyscy byli blisko niego. Gdy miał kłopoty, wszyscy go porzucili. Wszyscy jesteśmy winni: ja, jego bliscy, wy – zwrócił się bezpośrednio do otaczających go dziennikarzy. Marco Pantani zamiast przed peletonem, uciekał przed ludźmi Wszystko kończy się i zaczyna 5 czerwca 1999 roku. Marco jest u szczytu sławy. Rok wcześniej wygrywa Tour de France i Giro d’Italia, a teraz pędzi po kolejny triumf w Giro. Ma pięć minut przewagi. Ale nad ranem pojawiają się kontrolerzy i wyrywkowo badają kilkunastu kolarzy. Zmorą dyscypliny jest wtedy erytropoetyna (EPO). Kontrolerzy wiedzą już, że cała czołówka dopinguje się tym hormonem, który poprawia wydolność organizmu i podnosi możliwości wysiłkowe, ale nie mają jeszcze testów, które mogłyby to udowodnić. Furtką jest sprawdzenie poziomu hematokrytu – stosunku objętości erytrocytów do objętości pełnej krwi. Jeśli przekroczy 50 procent, można zawiesić sportowca “w celach zdrowotnych”. Hematokryt Pantaniego wynosi 52 procent. Zamieszanie jest olbrzymie, ale prawo – bezwzględne. Marco zostaje zawieszony. Ze złości rozbija okno w hotelu. Całą dłoń zalewa krew. Ale jego wyznawcy nie dowierzają. Węszą spisek, sugerują udział mafii, która w przypadku jego zwycięstwa miałaby stracić w zakładach bukmacherskich gigantyczne pieniądze. Co bardziej racjonalni zastanawiają się, jak to możliwe, że wielki mistrz wpadł w tak łatwy sposób. Matt Randell, biograf Pantaniego, ustalił, że poprzedniego wieczoru lekarz zespołu Mercatone Uno-Bianchi, w którym jeździł Pantani, poszedł na imprezę, bawił się całą noc i rano nie skontrolował jego wyników. Sam zawodnik prawdopodobnie wypił jednak odpowiednio dużo wody, by zniekształcić badanie i uzyskać prawidłowy wynik. Tyle że spodziewał się kontrolerów około 6:30, a nie przeszło godzinę później. Czas miał znaczenie. Wielki mistrz zamiast przed peletonem, zaczął uciekać przed ludźmi. Uczestniczył już w wielu kraksach, na trasie między Mediolanem a Turynem zderzył się z samochodem, ale to upadek jego legendy był jedynym, po którym nie zdołał się pozbierać. Odciął się nawet od najbliższych. Dwustu dziennikarzy koczowało przed jego domem, a on wył w poduszkę. I tylko narkotyki dawały mu pozorne ukojenie. Pantani uznał odsunięcie od wyścigu za część spisku. Stał się podejrzliwy, czuł się atakowany. Może nagonkę zleciła mafia? Może najwyższe władze? “Byłem medialnie sponiewierany” – stwierdził w wywiadzie po powrocie do ścigania. Po dziesięciu dniach przyznał matce, że spróbował kokainy. Z czasem mieszanka narkotyków i środków psychoaktywnych stała się jego ulubioną. Ale pozostali długo niczego nie podejrzewali, bo jego wytrenowane ciało wszystko kamuflowało. Z depresją włącznie. W tym trudnym czasie była z nim Christina Jonsson, wieloletnia partnerka, którą wiecznie zdradzał i z którą nieustannie się kłócił. Ale i ona w końcu miała dość jego ćpania i halucynacji. Gigantyczna sława go męczyła, ale dopiero upadek ze szczytu okazał się śmiertelny. Po tamtej historii z 1999 roku wrócił co prawda do sportu, ale nie taki, jak wcześniej. W 2003 ukończył ostatnie Giro w życiu, zajął 14. miejsce, jednak resztki radości odbierała mu ciągnąca się za nim smuga dopingowych oskarżeń. Pantani nigdy nie gonił za popularnością. A już na pewno nie za taką. Nie chciał się tłumaczyć. – 80 procent ludzi i tak ma mnie za oszusta i chce pozbawić wszystkiego, co osiągnąłem – żalił się. Był cichy i nieśmiały. Gdy przyjeżdżał na damce swojej mamy na pierwsze treningi, wstydził się wyprzedzać kolegów. Peszyło go bycie pierwszym i wychodzenie przed szereg. Z czasem się przełamał, ale w dorosłym życiu wciąż uznawał popularność za podatek od wygrywania. – Zacząłem dla zabawy, ale później kolarstwo stało się moim zawodem – stwierdził pod koniec kariery. I życia. Prawda nigdy nie przeszkodziła w narracji. Wyznawcy Pantaniego nie chcą uwierzyć w doping i samobójstwo Przed południem dzwonił do recepcji podrzędnego hotelu w Rimini ze skargą na hałasy zza ściany. Pokój obok był pusty, ale Pantani słyszał krzyki. Żądał, by wezwać policję. Wspominali go też miejscowi koszykarze, którzy mieli przedmeczowe zgrupowanie w tym samym hotelu, że wychodził na korytarz i gadał od rzeczy. Miał wątpić, czy “jest dla niego jakieś jutro”. Następnego dnia, 14 lutego 2004 r., sprzątaczka nie mogła otworzyć jego pokoju. Drzwi wydawały się zabarykadowane. Dopiero wieczorem inny pracownik hotelu siłą dostał się do środka. Pokój był zdemolowany – lustro na podłodze, zniszczona klimatyzacja, prześcieradło zwinięte i przywiązane do poręczy, mikrofalówka wyrwana z zabudowy. Meble zepchnięte pod drzwi, by stanowiły barykadę. Wszędzie opakowania po lekach i ślady po kokainie. Za łóżkiem, w kałuży krwi, on. Sekcja zwłok wykazała w jego organizmie obecność dużej ilości kokainy, środków psychoaktywnych i alkoholu. Śledczy i lekarze stwierdzili, że zanim przedawkował, próbował popełnić samobójstwo w inny sposób. Ale nie wszyscy w to uwierzyli. Tonina Pantani, matka kolarza, od początku przekonywała, że jej syn został zabity. Zatrudniała kolejnych ekspertów, którzy podrzucali opinii publicznej coraz dziwniejsze i bardziej wyszukane przyczyny śmierci, niezmiennie utrzymując, że śledztwo było pełne błędów i zaniedbań. Twierdzili na przykład, że w dniu śmierci ktoś odwiedził Pantaniego. Ich zdaniem w szafie znajdowały się trzy kurtki, choć kolarz miał przyjechać do Rimini bez walizki. Rany i siniaki na jego ciele miały świadczyć o pobiciu. Śledczy wykluczyli taką wersję wydarzeń. Nie przekonało ich też to, że w pokoju Pantaniego znaleziono resztki potrawy z kuchni chińskiej, której kolarz nie znosił. Rendell, autor książki, przeanalizował cały materiał dowodowy i przyznał rację śledczym. Ale prawda nigdy nie przeszkodziła wyznawcom Pantaniego w głoszeniu narracji o zabójstwie. Chwytali się nawet zeznań Fabio Miradossa, dilera swojego ulubieńca, który powiedział “La Repubblice”: – Pantani nigdy nie wciągał kokainy, on ją palił. Tymczasem sekcja zwłok wykazała coś innego. Poza tym, umówiliśmy się, że Marco będzie miał przy sobie 20 tys. euro. Policjanci nie znaleźli tych pieniędzy. Ktoś je zabrał? Ktoś był w pokoju Pantaniego? Ktoś go zabił? To nie było samobójstwo. Ktokolwiek je upozorował, niewiele wiedział o Marco. Nawet dziesięć lat po śmierci Pantaniego “La Gazzetta dello Sport”, najbardziej poczytna gazeta we Włoszech, poinformowała na okładce: “Pantani został zamordowany”. Tym razem oparła się o ustalenia profesora Francesco Avato, specjalisty w zakresie medycyny sądowej, który uznał, że stężenie narkotyków w organizmie Pantaniego było tak wysokie, że kolarz musiał wypić kokainę rozpuszczoną w wodzie. Do czego – to już kolejna wersja tej historii – ktoś miał go zmusić. W 2016 roku definitywnie zakończono trzecie śledztwo w tej sprawie. Kolejny raz nie znaleziono żadnych dowodów na udział innych osób. Ale wyznawcy Pantaniego znów zlekceważyli ustalenia śledczych, podobnie jak przez lata bagatelizują wyniki jego badań, które jasno wskazują, że też – jak Ullrich i Armstrong – stosował doping. “Ludzie podążyli za tym, bo ich emocje, gdy myślą o Pantanim, też są zainfekowane pewnymi chemikaliami” – stwierdził Rendell. Dawid Szymczak Altre informazioni e video al link della sorgente: Sport.pl [...] Leggi di più...
04/08/2022per ogni eventualità, rivolgersi ad: Alessandro Balducci   –   Via Cicco Simonetta, 12   –   20123 Milano  –   Italia Telefoni: (+39) 02.58.10.79.79 – (+39) 338.83.02.412 www.alfredobalducci.it    –    alessandrobalducci@tiscali.it 4° minim’atto – Delirio all’ufficio postale La storia racconta con divertita e bonaria satira dei sogni, delle illusioni, ma soprattutto delle frustrazioni di chi è costretto a svolgere un lavoro anonimo e ripetitivo. Accanto a personaggi della nostra realtà quotidiana appaiono figure irreali evocate da una fantasia esasperata. Uno squallido ufficio postale diventa anche palcoscenico sul quale si eseguono numeri di cabaret ed esibizioni canore. Il rullo compressore dell’esistenza passa insomma su individui comuni, schiacciando illusioni e speranze. Lo spettacolo nell’insieme è ricco di movimento e di trovate, cui fa da legame un solido filo di risate spontanee. 2 personaggi (uomo – donna)         Rappresentata al Teatro d’Alpiaz di Montecampione (Bs) Durata complessiva: due tempi (quattro minim’atti) Genere: tragicomico da 2 a 9 personaggi a scelta (da uno a sei uomini e da una a sei donne) Sorgente: Schede dei testi di Alfredo Balducci   [...] Leggi di più...
04/08/2022Dal canale Youtube VIDEO SI rally, hillclimb & more Eccovi un filmato della cronoscalata bresciana Piancamuno Montecampione del 1991, immagini che trovate nel dvd “CRONOSCALATE 4 il 1991” della Video Si Sorgente: Cronoscalata Piancamuno Montecampione 1991….Video Si – YouTube   [...] Leggi di più...
03/08/2022Egregio consorziato, comunichiamo che SABATO 06 AGOSTO -ore 16.00 in sala cinematografica- si terrà la  RIUNIONE CONSULTIVA (incontro con gli amministratori del Consorzio aperto a tutti i consorziati). INOLTRE, dalle ore 17.00 sempre al cinema, è previsto l’intervento degli esperti forestali che presenteranno alla residenza il PIANO DI TAGLIO PIANTE programmato per combattere la diffusione del PARASSITA BOSTRICO che, purtroppo, sta contaminando vaste aree boschive a ridosso di Montecampione. Anticipiamo che l’area interessata dai tagli a noi più vicina sarà questa: Cordiali saluti.   Ufficio Stampa del Consorzio Montecampione via Panoramica 61 – 25050 Pian Camuno (BS) tel. 0364/560188 – fax 560948 web: www.consorziomontecampione.it mail: ufficiostampa@consorziomontecampione.it [...] Leggi di più...
02/08/2022BITCOIN Meeting MONTECAMPIONE ore 11.00 6 agosto 22 Sat Aug 06 2022 at 11:00 am Via Panoramica, 71, 71 Via Panoramica, Monte Campione, Italy  Scoprite come è facile far parte in modo semplice e sicuro del fantastico mondo Bitcoin About this Event Volete conoscere il mondo delle Criptovalute e di ₿itcoin? Volete entrare in modo sicuro e profittevole nella più grande Community ₿itcoin della storia? Detenete già ₿itcoin e senza ulteriori acquisti, volete mediare la vostra possibile perdita, dopo l’andamento di mercato del primo semestre 2022? Avete solo un’infarinutura del mondo delle Cryptovalute e volete informarvi? ALLORA DOVETE ASSOLUTAMENTE PARTECIPARE A QUESTO IMPERDIBILE EVENTO! PROGRAMMA PER TUTTI Ore 10.45: Registrazione partecipanti. Ore 11.00: Inizio presentazione da parte dell’esperto Massimo Sarzi. Ore 12.00: Domande & Risposte. Sorgente: BITCOIN Meeting MONTECAMPIONE ore 11.00 6 agosto 22, Via Panoramica, 71, Monte Campione, 6 August   [...] Leggi di più...
02/08/2022Breno – E’ stata approvata ieri sera dall’assemblea della Comunità Montana di Valle Camonica la variazione di bilancio e l’assestamento 2022. L’assessore al Bilancio dell’ente comprensoriale, Cristian Farisè (nella foto), ha illustrato il provvedimento indicando le variazioni al bilancio, in particolare l’inserimento di 4.066.475 euro dei due accordi di programmi con enti locali e Regione Lombardia sui patti di sviluppo di Montecampione e Borno, che sono stato successivamente illustrati dai sindaci dei Comuni interessati. Poi: 342mila euro sono destinati al settore Bonifica e Foreste e 400mila euro per interventi vari sul territorio.  Inoltre – come evidenziato nella relazione dell’assessore Farisé – sono state destinate risorse aggiuntive per l’incremento dei costi energetici. L’avanzo di amministrazione ammonta a 128.181 euro. L’assemblea della Comunità Montana ha approvato all’unanimità il provvedimento. Sorgente: Comunità Montana di Valle Camonica, approvata la variazione di bilancio | Gazzetta delle Valli News dalle Valli Lombarde e Trentine   [...] Leggi di più...
02/08/2022Archiviata la delibera della Regione che ne approva contenuti e finanziamento, ora è il momento degli atti formali legati al Patto territoriale per lo sviluppo di Montecampione. Dopo la firma del 7 luglio dei sindaci e del presidente Attilio Fontana, anche ai consigli comunali di Artogne, Pian Camuno, Gianico, Darfo Boario e Rogno è stato chiesto di provvedere alla ratifica dell’accordo con palazzo Lombardia.Un’intesa che consentirà di investire oltre 13 milioni di euro per ridare nuova vita a tre seggiovie, la Dosso Beccherie (per 4 milioni e 926 mila euro), la Secondino – Splaza (4.668.250 euro) e la Longarino – Splaza (3.570.900 euro).Tutto bene? Non tutto.Se negli altri enti non si sono registrati particolari distinguo, nel consiglio comunale di Artogne i due gruppi di minoranza hanno evidenziato alcuni problemi legati alla parte dell’investimento che dovrebbe gravare su Artogne e sulla Comunità montana. Mattia Conti, Cristina Sterni, Betty Domestici e Federica Peluchetti hanno chiesto chiarimenti a proposito della quota del 21,5% che Artogne dovrebbe garantire con risorse proprie, visto che nel Patto territoriale si parla di un mutuo trentennale. Verrà trovata con un projet financing, è stata la risposta, altrimenti bisognerà rivalutare la questione. Se tutti si sono detti d’accordo sul fatto che si debba operare per far rinascere la stazione turistica, gli interrogativi non sono mancati: come farà il Comune a prendere in carico gli impianti sui quali interviene il Patto territoriale? C’è già un accordo con Montecampione Ski area che a oggi ne è proprietaria? E se non si trovasse il privato disposto a contribuire che cosa succederà, chi coprirà la cifra restante? Hanno provato a rassicurare tutti sindaca e maggioranza, affermando che la strada è sì difficile, ma non per questo impercorribile. «Confidiamo che a fronte dell’appoggio degli enti pubblici anche i privati siano stimolati a partecipare – hanno detto Barbara Bonicelli e i suoi -.Stiamo creando le condizioni per guardare al futuro di Montecampione con più tranquillità». Certo le tessere del puzzle che devono combaciare sono molte. Tra le criticità che nello schema di Patto vengono addebitate al comprensorio c’è la rinascita degli alberghi, l’estensione dell’innevamento artificiale, l’intervento sull’intero comparto delle funivie, il potenziamento dei servizi legati al ristoro sule piste, il rimodellamento dei tracciati per ridurre il mano nevoso necessario a sciare, l’offerta rivolta ai principianti e ai non sciatori.Almeno per la viabilità da quota 1.200 al Plan l’operazione è in corso, per il resto serviranno tempo e fiducia. Domenico Benzoni Sorgente: Montecampione, sarà un rilancio complesso | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
02/08/2022Non chiudiamo per Ferie! Agosto. E noi di MilanoTeatri non andiamo in vacanza e vi invitiamo ad Andare a Teatro grazie agli amici del Circuito CLAPS e la seconda edizione di SummerCLAPS. Partiamo subito trasferendoci a Gradella, una frazione del comune di Pandino, in provincia di Cremona, facente parte dell’associazione de I borghi più belli d’Italia per… IL BORGO DEI DESIDERI: LA NOTTE DI SAN LORENZO 10 agosto ore21 – Gradella (Pandino, CR) ON THE ROAD | Artemakia On the road mette al centro il desiderio e il coraggio di viaggiare per liberarsi dai condizionamenti della vita quotidiana e ascoltare finalmente la parte più libera e autentica di sé. A farlo sono cinque personaggi che in equilibrio fra circo e teatro intraprendono un viaggio alla ricerca di se stessi e condividono con il pubblico le loro emozioni, convinti che la felicità sia un progetto collettivo. L’11 di agosto andiamo a Montecampione (BS) con due imperdibili appuntamenti grazie a StradArte: ore 18 A RUOTA LIBERA – i4elementi Teatro Uno show comico ad alto livello di stupidità adatto a un pubblico intelligente! ore 21 STRADE POETICHE – Rusty Brass Band Uno spettacolo nel quale la musica è protagonista, con un ensemble di simpaticissimi ottoni e incredibili percussioni. Dalle sonorità jazz allo swing, da cover a motivi completamente nuovi, i giovani ma talentuosi musicisti delizieranno il pubblico in un originale giro di Montecampione! CIRCUITO CONTEMPORANEO 19 agosto ore 21 – Terrazzo Santuario di Carpenedolo 20 agosto ore 21 – Valle delle Cartiere di Toscolano Maderno UN VIAGGIO SULLA LUNA – Orlando Furioso (Chronos3) “Che cosa significa oggi perdere il senno e partire per un viaggio sulla luna per ricercarlo?” Un viaggio nell’anima dell’uomo, attraverso i vizi e le virtù umane. 25 agosto ore 21 – Parco Bernini di Toscolano Maderno (BS) FIABE AL PARCO Le sorelle Van Stories – Fondazione Aida (dai 3 anni) Due sorelle opposte: una più avventurosa e l’altra più precisa, scienziata. La loro missione è girare il mondo alla ricerca della fiaba perfetta! Quando si fermano in un posto raccontano tutte le fiabe ascoltate, lette, vissute fino a quel momento e poi… vengono scelte e (per chi vuole) raccontate dagli spettatori. Un viaggio in tutto il mondo attraverso le fiabe di ogni Paese. Buona visione!   Noi di MilanoTeatri vi abbiamo selezionato un paio di eventi, giusto per stuzzicare la vostra fantasia. Voi consultate l’elenco completo degli appuntamenti e l’acquisto dei biglietti sul sito: www.claps.lombardia.it Per informazioni e prenotazioni: segreteria@claps.lombardia.it / 030 8084751 FB @clapscircuito IG @circuito_claps Mi raccomando Andate a Teatro o meglio Andate al Festival quello di SummerCLAPS. Altre informazioni al link della sorgente: Andate a Teatro – Speciale SummerCLAPS (parte 2) – MilanoTeatri   [...] Leggi di più...
01/08/2022Dal canale Youtube Leo74 Rommy Sorgente: Giro a Montecampione Bs in E-Bike – YouTube   [...] Leggi di più...
31/07/2022Per gli appassionati di escursioni e di giri in mountain bike, la nuova offerta che viene presentata questa domenica a Montecampione è da non perdere. Durante la giornata, invece, si inaugura il “Giro del Campione”, un percorso ad anello che unisce alcuni sentieri già presenti e che attraversano, in Vallecamonica, i Comuni di Artogne, Gianico e Pian Camuno, ed in alta Valtrompia quello di Bovegno. Il percorso è stato definito dall’Associazione VerticalMonte e dal Consorzio Montecampione, con l’obiettivo di avvicinare sempre più escursionisti e ciclisti e di rendere sempre più appetibile l’area anche fuori dalla stagione invernale. Per questo è stata organizzata una giornata di presentazione del sentiero, con ritrovo alle ore 08:00 presso il residence La Splaza ed alcune proposte di percorso. Una, ad esempio, prevede un’escursione facile da Secondino a Montecampione 1.200; un’altra, di medio livello, parte dal Plan e va verso il Rifugio Monte Cimosco, Dosso Sparviero, Malga Bassinale e Dosso Rotondo, con arrivo sempre a Montecampione 1.200. Chi ama la corsa può provare l’anello completo, mentre per gli amanti delle due ruote c’è la possibilità di attraversare il “Giro del Campione” su mountain bike o bici elettrica. Paolo Sutera Sorgente: Escursioni e mountain bike, si inaugura il Giro del Campione | Radio Voce Camuna [...] Leggi di più...
31/07/2022Guardate il servizio su +ValliTV: in esso trovate recentissime interviste effettuate a Montecampione! Francesco Bettoni, commercialista camuno con un avvisto prestigioso studio a Costa Volpino, manager, dirigente d’azienda, esperto finanziario, con un passato di 6 anni di ottima Presidenza del Comitato provinciale Fisi di Brescia, ha deciso di spendersi maggiormente per la Federazione italiana Sport invernali, anche alla luce del grande evento olimpico di Milano-Torino 2026. E lo fa chiedendo a Sci club e Comitati regionali di sostenerlo nella elezione a consigliere federale nazionale, per poter dare maggior contributo di idee e programmi allo sci italiano di cui è appassionato praticante, oltre che ottimo dirigente, come dimostrano i dati della Fisi Brescia, tutti in controtendenza più che positiva rispetto al calo nazionale e regionale. L’Assemblea per l’elezione del Presidente e del Consiglio federale si terrà dunque a ottobre. In queste settimane Francesco Bettoni dovrà incontrare le società dei comitati regionali, ascoltare richieste, consigli, critiche e proposte, cogliere gli umori della base associativa, dei tecnici, delle famiglie e proporre il suo programma. Sarebbe la prima volta nella storia federale di un camuno che entra a pieno titolo nel Consiglio federale nazionale. Si tratta di un percorso non facile, ma il pedigree di Francesco Bettoni è tale da consentirgli di avere tutte le carte in regola. Francesco Gheza Sorgente: +Valli TV – FRANCESCO BETTONI DA BRESCIA AL NAZIONALE   [...] Leggi di più...
30/07/2022La parola d’ordine è destagionalizzare: un imperativo per le stazioni turistiche nate sostanzialmente come «invernali» e poi costrette a confrontarsi, soprattutto se collocate a quote relativamente basse, con un cambiamento climatico che sta prosciugando il pianeta e togliendo sempre più materia prima allo sci. Molti hanno già preso questa strada, e nell’elenco – non da oggi – c’è anche Montecampione, dove hanno fatto fare un importante balzo in avanti alla promozione del turismo più o meno «atletico» creando una grande connessione di percorsi che lega tre Comuni della bassa Valcamonica e uno dell’alta Valtrompia.La novità è racchiusa nel tour battezzato «Giro del Campione» che lega la voglia e la possibilità di divertirsi pedalando e camminando in montagna restando connessi alla stazione turistica.Si tratta di un itinerario proposto ai tanti praticanti del trekking, del trail e della mountain bike definito di recente dall’associazione Vertical Monte e dal Consorzio dei residenti con l’obiettivo di «rispondere alle aspettative degli appassionati di queste attività e valorizzare il territorio della bassa Valcamonica».In pratica sono stati messi in connessione diversi sentieri già esistenti tra Montecampione, il Plan di Bassinale e la Val Negra. Un percorso multiplo che si snoda tra boschi cedui, abetaie selvagge, pascoli e creste fino alla colma del Marucolo, con salite e discese buone per chi ha nervi saldi e gambe buone. Un grande anello che come detto insiste sul territorio di tre Comuni: Artogne, Gianico e Pian Camuno, e che nella parte più alta va a sfiorare anche il valtrumplino Bovegno. Non resta che provarlo, e la giornata inaugurale è in calendario per domani, con attività promozionali legate anche ai rifugi presenti sul tracciato. L’iscrizione per partecipare all’inaugurazione del «Giro del Campione» è gratuita: basta una semplice telefonala al numero 0364 560188. Per quanto riguarda le possibilità offerte nel giorno dell’inaugurazione, ogni partecipante potrà decidere scegliendo tra due percorsi di trekking, uno che parte da Prato Secondino e raggiunge Dosso Rotondo e un altro che dal Plan prende la direzione opposta, verso il rifugio Monte Cimosco. Agli appassionati di mountain bike è invece riservata una escursione esclusiva, mentre chi ama la corsa a piedi in ambiente naturale (trail running) potrà percorrere l’intero anello.Per i partecipanti non ci saranno neppure problemi di trasporto e di parcheggio, perché l’organizzazione, per favorire sia gli appassionati, sia chiunque in questo periodo sta godendo della frescura di Montecampione, metterà a disposizione per l’occasione un servizio di trasporto che partirà alle 8,30 dal residence La Splaza e consente di raggiungere la località Secondino a quota 1.450, oppure il Plan a 1.750 metri, e da qui imboccare il percorso prescelto. Domenico Benzoni Sorgente: In bici o a passo di corsa sul «Giro del Campione» | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
29/07/2022Certo, non hanno cancellato i segni di un’estate da togliere il fiato, ma le piogge dei giorni scorsi hanno comunque concesso un sospiro di sollievo ai laghi bresciani: i livelli lentamente si stanno rialzando e, nelle zone più critiche, si sta valutando di concedere più acqua all’agricoltura. Lo fa sapere l’assessore regionale Fabio Rolfi: «C’è stata una conferenza di servizi tecnica per il lago d’Idro che, però, si è conclusa con un nulla di fatto. Ora la valutazione spetta all’Aipo – spiega -. Capisco che non sia una scelta semplice: in gioco, quando si parla di livelli, ci sono molti interessi, come quello turistico, ambientale, agricolo, della navigazione… Però il recente abbassamento di 50 centimetri ha dimostrato che il lago non è stato sconvolto. E l’agricoltura ha bisogno di acqua per recuperare, almeno in parte, quanto perso seminando, se possibile, un secondo raccolto. Spero che nella valutazione prevalga il buon senso e l’esigenza prioritaria di garantire la produzione agricola ossia il cibo». L’Eridio, ricordiamo, ha chiuso i rubinetti domenica 17 luglio. In questi giorni, più lentamente rispetto al previsto, è tornato al livello minimo (367,2 metri slm); l’afflusso è di 17,5 metri cubi al secondo; costante e molto basso (5 mc/s) il deflusso verso il Chiese. Anche il Garda, grazie alle piogge e alla decisione di dimezzare il deflusso, ha visto aumentare di un centimetro in un giorno il proprio livello, ora a quota 39,5 cm. Quanto al lago d’Iseo, da venerdì a ieri si è passati da -23,1 a -22,8 cm. L’altezza idrometrica del bacino, insomma, resta bassa se si considera che la media del periodo è 59,9 cm, ma il record rimane quello registrato nel 1945 (-56 cm). Oglio «Le piogge hanno dato respiro alla colture – commenta Luigi Ferrari, presidente del Parco Oglio Nord nonché agricoltore -. La maturazione del mais è avanti di 10-15 giorni: ci stiamo avvicinando alla fine del ciclo, la pianta necessita di meno acqua e alcuni agricoltori sono già alle prese con la trinciatura. Il periodo critico, insomma, sta passando. Nella Bassa la zona più colpita da questa estate siccitosa è quella di Trenzano e Cossirano verso Rovato. Per il resto, anche grazie alla pioggia, si respira speranza». Nel Sebino entra più acqua di quanta ne esce: l’afflusso è 40,7 mc/s, il deflusso 27,4 mc/s. E l’Oglio è in deroga fino al 12 agosto alla metà del deflusso (3,3 mc/s). Invasi alpini «La situazione sul Garda è positiva – sintetizza l’assessore all’Agricoltura Rolfi – e il lago sta ancora alimentando il Po. Il Sebino, invece, sta garantendo acqua ai Consorzi di bonifica grazie ai rilasci dagli invasi alpini. Questo fatto dimostra l’importanza di conservare l’acqua e porta all’attenzione il tema delle cave dismesse. Tornando all’Eridio, il lago risente della mancanza di lavori di messa in sicurezza delle sponde, e, circa il da farsi, spero prevalga il buon senso e si tengano in considerazione le esigenze dei campi». Ora, per vedere altre piogge, dovremo aspettare almeno fino a venerdì. A riferirlo è Riccardo Paroni, esperto di Meteopassione: «È previsto caldo in aumento da mercoledì: si potrebbero toccare i 35-36 gradi, senza arrivare ai 38 registrati in questo secco luglio. L’ondata di calore non dovrebbe comunque essere paragonabile, per durata e intensità, a quella che ha accompagnato quasi tutto il mese». Le piogge, concentrate nei giorni scorsi, hanno interessato soprattutto le valli: «Eccezionale è stato l’evento di Niardo (186 mm la notte del disastro, 291 mm in tutto luglio), a Montecampione in un mese sono caduti 86 mm d’acqua – conclude -, a Sellero 63, a Losine, vicino a Niardo, 40, a Toscolano Maderno 33, a Mompiano 25 e a Leno 20». Barbara Bertocchi Sorgente: La pioggia disseta i laghi bresciani: si valuta di dare più acqua ai campi – Giornale di Brescia   [...] Leggi di più...
29/07/2022Montecampione – Il Consorzio Montecampione ha predisposto un calendario di presenza di personale qualificato presso l’Ambulatorio alla Splaza. In forma privata, in collaborazione con lo Studio Sanitario Le Valli, è stata concordata la presenza alternata di medico ed infermiera, come da seguente calendario in vigore dal 1° di agosto: –    LUNEDI: 8.30 – 12.30 presenza Medico (no il 15/08); –    MARTEDI: 14.00 – 18.00 presenza Infermiera; –    MERCOLEDI: 14.00 – 18.00 presenza Infermiera (eccetto 24/08 solo pomeriggio); –    GIOVEDI: 8.30 – 12.30 presenza Medico (eccetto 18/08 infermiera 8.30-12.30 e 14.00-18.00); –    VENERDI: 8.30 – 12.30 presenza Medico (eccetto 19/08 infermiera 8.30-12.30); –    SABATO: Infermiera 8.30-12.30 Da qui è possibile scaricare il calendario completo. Trattandosi si servizio privato, il medico non sarà in grado di rilasciare ricette mediche mutuabili. Le indicazioni in caso di necessità medico sanitarie: SERVIZIO DI CONTINUITÀ ASSISTENZIALE  116117 per i periodi dalle ore 20 alle ore 8 di tutti i giorni della settimana; dalle ore 8 alle ore 20 del sabato e dei giorni prefestivi infrasettimanali; dalle ore 8 alle ore 20 della domenica e dei giorni festivi infrasettimanali. OSPEDALE DI ESINE (CENTRALINO)  0364/3691 EMERGENZE (ambulanza)  112 *** RICETTE MEDICHE Per la RIPETIZIONE DI RICETTE contattare il proprio medico di famiglia affinché prescriva in forma elettronica e comunichi il relativo Numero di Ricetta Elettronica (NRE); successivamente recarsi in farmacia con la Tessera Sanitaria e il NRE; il farmacista gestirà la prescrizione ed erogherà i farmaci. *** SPORTELLO FARMACEUTICO FARMACIA MONTECAMPIONE                0364/560444 aperta nei giorni di martedì, giovedì, venerdì e domenica 9.00 – 12.30 sabato 15.00 – 18.00 FARMACIA PIAN CAMUNO                    0364/591490 Sorgente: Montecampione, ambulatorio: orari e calendario apertura ad agosto | Gazzetta delle Valli News dalle Valli Lombarde e Trentine   [...] Leggi di più...
29/07/2022Dal canale Youtube mtbitalia1 Minacciava pioggia, quindi siamo partiti presto . Salita asfaltata fino alla cima di Montecampione. Da qui una serie bellissima di sentieri con vedute mozzafiato che ci ha portato sotto il Blussega. La minaccia della pioggia , che poi puntuale arriverà, ci ha fatto scegliere la discesa conosciuta e più diretta. La explo by Orma è solo rinviata. Sorgente: BdB:20 Maggio 2012 MONTECAMPIONE-BLUSSEGA – YouTube   [...] Leggi di più...
28/07/2022El colombiano Nairo Quintana (Movistar), líder del Giro de Italia, declaró que la supuesta neutralización de la bajada del Stelvio, en la etapa de ayer, carece de base real y considera que sería “una injusticia” si le restaran el tiempo ganado en ese tramo. “Han montado una historia sin base real. ¿Quitarme una ventaja que yo he conseguido en la ruta? Sería una injusticia. La organización ha dicho que la carrera nunca estuvo neutralizada. Mi equipo me dijo que continuara, había corredores que ya estaban delante. No entiendo la polémica”, afirmó. Quintana subrayó que obtuvo “lo esencial de la diferencia en el ascenso” y comentó que el incidente le sabe mal por sus compañeros. “Han trabajado mucho para que yo llevara la maglia rosa. Sería una injusticia que me quitaran el tiempo”, dijo. El colombiano aseguró que hoy fue un día “relativamente tranquilo” y apuntó que, por el momento, sólo piensa en defender la maglia rosa. “Ha sido un día relativamente tranquilo”, afirmó. “Las dos primeras horas han sido muy rápidas porque todo el mundo sabía que íbamos a dejar una fuga, pero una vez que se ha hecho la escapada, la parte final ha sido muy tranquila gracias a mi equipo, que ha controlado toda la etapa”. Quintana se mostró optimista para los próximos días: “Quedan estas etapas de montaña, que son más acordes a mi perfil de corredor. Espero estar a la altura y estar donde debe estar un líder. ¿Atacar? De momento pienso en defenderme y si surge la ocasión tratar de aumentar las diferencias; pero ahora el objetivo es defender”. “Creo que he demostrado mi nivel, no sólo ayer. En Oropa fui el mejor de lo favoritos pese a estar enfermo; en Montecampione sólo me ganó (Fabio) Aru. Mis rivales seguro que pensarán en atacarme y claro que puede haber alianzas y habrá que estar atento a ello, pero confío mucho en mi equipo. Todavía estamos los nueve corredores y después de los problemas que tuvimos, ahora nos encontramos perfectamente”, concluyó en un comunicado del equipo. EFE Sorgente: Quintana: “Han montado una historia sin base real”   [...] Leggi di più...
28/07/2022Vicino alla Farmacia ed alla Tabaccheria Arrigoni Montecampione, è stato aperto un punto di consulenza Bitcoin. Non vende nulla, propone consigli su come “estrarli” o come utilizzarli. Addirittura a chi li dovesse avere, senza ulteriori acquisti, può fornire spunti su come mediare la vostra possibile perdita, dopo l’andamento di mercato del primo semestre 2022! Esistono Piani di Accumulo Bitcoin alla portata di tutti, che il personale presente in ufficio vi consglierà come sfruttare in modo più che positivo. Se avete solo un’infarinutura del mondo delle Cryptovalute, vale davvero la pena di passare per un approfondimento. Sorgente: Io Vado a Montecampione | Presentazione di una NOVITA’ ASSOLUTA per chi frequenta #Montecampione | Facebook [...] Leggi di più...
28/07/2022Stralcio di un’area ubicata nel comune di Artogne e Pian Camuno dall’ambito territoriale n. 15, individuato con deliberazione della giunta regionale n. IV/3859 del 10 dicembre 1985, per la realizzazione di opere di metanizzazione in localita’ Monte Campione, da parte del consorzio metano Valle Camonica. (Deliberazione n. VI/36417). (GU Serie Generale n.168 del 21-07-1998) Continuate la lettura al link della sorgente: Gazzetta Ufficiale   [...] Leggi di più...
26/07/2022Sabato 13 agosto 2022,  gli amici del “Consorzio Montecampione”, vi invitano alla decima edizione della  “Corri e cammina per Montecampione Vertical Trail”!  Manifestazione ludico-motoria, che prevede due percorsi misti di 10 e 5 km, di corsa, trail, camminata e un percorso bambini, con tratti pianeggianti, discese e salite nei boschi nei dintorni del villaggio di Montecampione. Anche quest’anno, il ricavato della manifestazione andrà a sostegno dei progetti di Terapia Ricreativa Dynamo!  Per informazioni: Ritrovo dalle ore 15:30 c/o il Condominio La Splaza, alla partenza della Seggiovia Corniolo Partenza ore 17:00 Consorzio Montecampione, tel. 0364560188 Mauro tel. 3480860428 Partecipate numerosi!!  Sorgente: CORRI E CAMMINA PER MONTECAMPIONE | MyDynamo   [...] Leggi di più...
25/07/2022Don Giusepe Maffi, prima curato di Darfo, quindi parroco di Gorzone, poi per ben 19 anni di Borno e per 13 anni di Darfo, a 75 anni compiuti, ancora attivissimo presbitero collaboratore delle parrocchie di Beata, Piancamuno, Solato, Vissone con Montecampione, taglia il traguardo degli 80 anni ancora in ottima salute. In tanti pensavano al suo meritato riposo. Chi lo conosce sa bene, però, che avrebbe continuato nel suo forte impegno pastorale nella chiesa bresciana e camuna: e infatti, nel giorno del suo compleanno ha annunciato anche il nuovo incarico al quale il vescovo lo ha chiamato, ottenendo il suo “si” per rispetto, obbedienza e fedeltà al giuramento prestato alla chiesa. Don Giuseppe Maffi, prima di accettare l’incarico del vescovo, ha voluto fare un check-up personale sul suo stato di salute, soprattutto a riguardo di un tumore che qualche anno fa aveva tenuto i suoi parrocchiani di Darfo con il fiato sospeso. Lui attribuì la guarigione o il non peggioramento all’intercessione di Santa Gianna Beretta Molla, di cui è particolarmente devoto. Gli esami hanno dato questo responso: non migliorato nè peggiorato. E così, al traguardo degli 80 anni, Don Maffi ha detto: avanti ancora con fiducia. Tanti auguri Don Giuseppe! Sorgente: +Valli TV – A 80 ANNI ANCORA UN SI   [...] Leggi di più...
22/07/2022Dal canale Youtube MrAndrea71 una giornata di relax sugli sci Sorgente: montecampione – 4 febbraio 2012 Medio.m4v – YouTube [...] Leggi di più...
21/07/2022FANCHINI SABRINA – SCIATRICE Sabrina Fanchini, sorella di Nadia e Elena, nasce a Lovere, da famiglia che abita a Montecampione di Artogne, il 17 agosto del 1988 da Sandro e da Giusy Alessi. Frequenta la scuola elementare a Vissone di Pian Camuno e le scuole medie inferiori presso la “Fratelli Rosselli” di Artogne. Anche lei come le due sorelle maggiori si iscrive al primo anno di Geometri presso l’Istituto “Teresio Olivelli” di Darfo B. T. In seguito, per esigenze di allenamenti, opta per il Liceo Scientifico della Neve a Clusone, che frequenta per un biennio. Dal 2003 è componente della squadra del Comitato Alpi Centrali di Sci Alpino. Vale per lei il discorso delle sorelle maggiori. Fin da giovanissima ha messo gli sci ai piedi e da subito ne è emersa la personale vivacità e bravura che le ha fatto inanellare diversi risultati anche in campo internazionale. Nell’ambiente del “Circo Bianco” è ritenuta una speranza per il futuro agonistico e gli addetti ai lavori ne ipotizzano, quanto meno, la capacità di ripercorrere la strada di Elena e Nadia. Nel 2005 fa il suo esordio in Coppa Europa ottenendo lusinghieri risultati. Nel 2006 diventa Campionessa Regionale nelle discipline Slalom, Slalom Gigante, Super G e Discesa Libera. E’ appassionata di musica leggera, in particolare stravede per Vasco Rossi, impegno che alterna, quando è lontana dagli allenamenti, con il piacere di scorrazzare con la motocicletta. Abita a Monte Campione in Via S. Maurizio, 21 QUESTIONARIO. Interessi: musica, motori, cinema. Tempo libero: in giro con gli amici, ginnastica. Artista preferito: Vasco Rossi. Libro: “Primi e Centesimi” di K. Ghedina. Trasmissione tv e radio: Le Iene, Radio Valle. Personaggio nella storia: Giovanni Paolo II. Della cultura: Dante Alighieri. Della politica italiana: Umberto Bossi. Della politica mondiale: Nelson Mandela. Dello sport: Hermann Mayer. Dello spettacolo: Vasco Rossi. Eroe da bambina: Vasco e Mayer. Personaggio di riferimento: Hermann Mayer, Vasco Rossi, le sue sorelle. Quotidiano preferito: La Gazzetta dello Sport. Dove trascorre le ferie: al mare e Amsterdam. Sogno: sogna tanto. Sport e hobby: sci, calcio, macchine e moto. Sorgente: I personaggi della Valle Camonica [...] Leggi di più...
18/07/2022Ora i numerosi marinai camuno-sebini, ma non solo, avranno un motivo in più per recarsi a Montecampione per rendere omaggio al monumento in onore di tutti i Caduti del mare, tra cui molti di questo territorio, realizzato grazie ad un marinaio eccellente, il capitano di fegata Harry Alberto Monducci, che da La Spezie si è trasferito stabilmente a Montecampione. Alla cerimonia era presente la Banda militare della Marina militare del Comando Marittimo Nord-La Spezia, diretta dal maestro Vito Ventre, I° Luogotenente, che ha suonato l’Inno della Marina italiana e la Canzone del Piave per la deposizione della corona al monumento, realizzato accanto a quello che gli Alpini di Vissone hanno creato nel 2019. La presenza di Monumenti in ricordo dei Caduti su un territorio segnano un forte attaccamento alle radici storiche e culturali di quella parte di popolazione. E dunque, un monumento fa parte della comunità ed è esso stesso segno di presenza civica, quindi di paese, come sta accadendo ogni giorni di più anche per Montecampione. La cerimonia civile ha avuto poi un coronamento speciale con il magnifico concerto offerto dalla Banda militare della Marina nella Piazzetta di Montecampione, grande auditorium a cielo aperto, con un programma che ha spaziato dai tradizionali inni, tra cui il famoso “33 Valore Alpino” eseguito in onore degli Alpini del territorio, fino al jazz, alle arie d’opera ed alle eleganti rielaborazioni di brani di musica leggera. Il pubblico ha tributato un pieno successo. Francesco Gheza Sorgente: +Valli TV – MONTECAMPIONE ONORA I MARINAI   [...] Leggi di più...
18/07/2022Il capitano di fregata Harry Monducci che vive stabilmente a Montecampione è riuscito a costruire il monumento ai marinai e ad avere per la terza volta la banda della marina. Francesco Gheza Sorgente: +Valli TV – IL MIRACOLO DEL CAPITANO MONDUCCI   [...] Leggi di più...
18/07/2022L’INAUGURAZIONE DEL MONUMENTO DEDICATO AI MARINAI CADUTI DELLA VALLECAMONICA E D’ITALIA DURANTE LA PRIMA E SECONDA GUERRA MONDIALE INEDITO E SPAZIALE CONCERTO DELLA FANFARA DI PRESIDIO DEL COMANDO MILITARE MARITTIMO NORD DI LA SPEZIA Weekend in bianco e blu ricco di emozioni e rilevanza a Montecampione Una delle più belle località turistiche montane con una terrazza panoramica naturale e affascinante sul Lago d ‘Iseo, ha ospitato sabato 16 luglio 2022, due eventi prestigiosi ed importanti, emotivi e di carattere molto rilevante. L’Organizzazione è del Consorzio Montecampione, presidente Paolo Birnbaum, in collaborazione con il Cap. Harry Alberto Monducci e l’interessamento del Comando Marittimo Nord di La Spezia. Alle ore 17.00, al Laghetto, davanti alla Chiesa si è proceduto con l’inaugurazione   del monumento dedicato ai marinai caduti della Vallecamonica e d’Italia durante la prima e la seconda guerra mondiale; in seguito è stata fatta la deposizione della corona in onore dei caduti da parte delle ufficialità presenti tra cui: il Presidente del Consorzio, Paolo Birnbaum; Cap.Harry Alberto Monducci; Sindaco di Pian Camuno, Giorgio Ramazzini; Vice sindaco  di Artogne, Fabio Cantoni; Compagnia Guardia di Finanza di Breno, Cap. Matteo Boarelli prendendo la parola ed esprimendo  ringraziamenti e riconoscimenti. Presenti all’inaugurazione altre importanti autorità civili e militari tra cui: Ammiraglio Alberto Fiorentini; Stazione Carabinieri di Breno; Associazione Marinai d’Italia (A.N.M.I.) delegato regionale Cav. Alberto Lazzari; Gruppo A.N.M.I.  Desenzano del Garda, presidente Primo Maresciallo Domenico Giardinetto; Associazione Nazionale Alpini della Vallecamonica (A.N.A.), presidente Ciro Ballardini, e la partecipazione di Don Simone Caricari della Parrocchia Vissone Montecampione. Con la presenza straordinaria della Fanfara di Presidio del Comando Marittimo Nord che hanno suonato la “Leggenda del Piave” ed il “Silenzio d’Ordinanza” in memoria degli eroi caduti, sono stati regalati momenti di alto livello emotivo. Inedito e spaziale concerto della Fanfara di Presidio del Comando Marittimo Nord e la partecipazione del pubblico presente Dopo gli straordinari successi registrati negli anni precedenti, 2017 e 2019, anche quest’anno Montecampione ha avuto nuovamente l’onore di ospitare la Fanfara di Presidio del Comando Marittimo Nord, in un unico e coinvolgente concerto. Nella Piazzetta, sopra uno palcoscenico bellissimo, i musicisti, impeccabilmente diretti dal Maestro Primo Luogotenente Vito Ventre, insignito nel 2020 dell’onorificenza di “Cavaliere al merito della Repubblica”, con un’esperienza internazionale grandiosa, dal 2006 al 2009 ha rappresentato la Marina Militare e le Forze Armate Italiane presso l’Orchestra Internazionale della NATO di stanza a Mons in Belgio, hanno estasiato il numeroso pubblico presente, regalando intense emozioni, con una esibizione di elevato spessore. La banda ha spaziato dalla musica classica al jazz, dalla musica leggera internazionale fino alla musica da film senza dimenticare gli inni della Marina Militare. Il compito riguardante la presentazione del concerto è stato attribuito alla bellissima e bravissima Irene Abondio, che ha saputo con professionalità e competenza condurre un evento nel suo genere di grande spessore, anzi possiamo dire unico. Prima di lasciar spazio all’esibizione di questo prestigioso complesso strumentale hanno preso la parola gli organizzatori: il presidente del Consorzio Montecampione, Paolo Birbaum e Cap. Harry Alberto Monducci, il quale ha dedicato il concerto al I° aviere Svezio Magrini, nato il 06/09/1915, disperso in mare il 24 gennaio 1942 al largo di Malta. Da parte del Ministero dell’Aeronautica -S.M. Re d’Italia e d’Albania -Imperatore di Etiopia si sono accordati i seguenti titoli: -Croce di Guerra al Valor Militare (Cielo del Mediterraneo giugno-novembre 1940); -Medaglia di Bronzo al Valor Militare (Cielo del Mediterraneo Centrale 24 settembre 1940 -gennaio 1941) -Medaglia d’Argento al Valor Militare (febbraio 1942) La Fanfara di Presidio del Comando Marittimo Nord di La Spezia diretta del grande Maestro Primo Luogotenente Vito Ventre, è riuscita a regalare ai presenti momenti straordinari, emozionanti, commoventi e meravigliosi. E’ l’unica Fanfara d’Italia che inizia il suo concerto con l’Inno Nazionale, proseguendo poi con un repertorio nazionale ed internazionale di altissimo livello. Tra i brani presentati sono stati: “Inno dei Sommergibilisti”, “Oblivion”, “Omaggio a Raffaella Carra” (un medley delle sue famosissime ed indimenticabili canzoni), “Trentatre” (valore alpino), “What a Wonderful World” (Luis Armstrong), “Inno del Battaglione San Marco”, “Somewhere Over the Rainbow”, “Autun Leaves”, “Inno al Battaglione San Marco”, “Playing love”, e come da tradizione il concerto si conclude con la marcia la “Ritirata”, composta dal maestro Tommaso Mario. Eccezionalità nella rappresentazione, professionalità, competenza, sono poche di tante parole che possono descrivere l’evento. Complimenti veramente agli organizzatori del Consorzio Montecampione, agli ospiti d’onore: Fanfara di Presidio del Comando Militare Marittimo Nord di La Spezia, a tutti gli invitati, al pubblico meraviglioso, per averci regalato una emozione così grande! Catalina Mioara Georgescu Sorgente: DUE EVENTI PRESTIGIOSI ED IMPORTANTISSIMI RIUNITI PER REGALARE DELLE VERE EMOZIONI A MONTECAMPIONE (BS) – Il Giornale di ArtesTV   [...] Leggi di più...
18/07/2022Due pennoni, uno accanto all’altro, appena fuori dalla chiesetta di Montecampione, con il tricolore e la bandiera della marina militare.Ai piedi altrettanti cippi dedicati il primo agli alpini e quello più recente ai caduti del mare. Una vicinanza che diventa testimonianza della fratellanza tra truppe alpine e marinai. Una «scenografia» che ha creato un evento unico, e anche molto seguito, nell’estate del villaggio a quota 1.200. L’inaugurazione della seconda lapide è avvenuta sabato pomeriggio, alla presenza della banda di presidio della marina di La Spezia, del sindaco di Piancamuno Giorgio Ramazzini, del vice di Artogne Fabio Cantoni, del presidente del Consorzio dei residenti Paolo Birnbaum, di quello dell’Ana camuna Ciro Ballardini e di tanti cittadini che hanno voluto esserci. «Questo porfido spezzato dedicato ai camuni che hanno perso la vita in mare, con tre sagome di navi militari – ha spiegato il capitano di marina mercantile Harry Monducci, di casa a Montecampione – sono simbolo della forza d’animo degli uomini di mare e di montagna e della loro comune dedizione all’Italia». Se il Silenzio ha emozionato i presenti al momento dello scoprimento del cippo, altrettanto è successo appena dopo in una Piazzetta eccezionalmente gremita, quando l’Inno di Mameli è risuonato in apertura dell’applauditissimo concerto della banda della marina. Quella che si è concretizzata con un nuovo successo di pubblico sabato è stata la terza tappa a Montecampione del gruppo musicale militare. Una presenza che si può dire sia entrata nella tradizione delle manifestazioni estive della stazione turistica, e che va a confermare il comune sentire degli uomini di mare e di montagna. «Da oggi mi si riempirà il cuore nel vedere in questo luogo accanto al pennone degli alpini anche quello della marina», ha aggiunto il capitano Monducci, tramite essenziale per le «missioni» musicali del gruppo di La Spezia, a chiusura dell’evento. Domenico Benzoni Sorgente: Marinai e alpini Ora l’abbraccio è diventato realtà | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
17/07/2022Location alternativa per l’ultima conviviale del Panathlon Club di Vallecamonica, riunitosi alla presenza dei soci presso il campo di Tiro a Volo di Montecampione, ospiti della società – ormai quasi centenaria del Tiro a Volo Lovere, presieduta da Gianpietro Faustinelli. Una serata piuttosto dinamica per il sodalizio guidato da Ottavia Bonino che, complici i consigli dei provetti istruttori, ha potuto anche tastare con mano la disciplina sparando ai piattelli. Un’occasione per far approfondire la storia del Tiro a Volo Lovere, caratterizzata da un marcato interesse per i giovani che, una volta raggiunti buoni livelli, vengono indirizzati verso la più prestigiosa sede di Lonato, dove peraltro insegnano lo stesso presidente e l’istruttore Marco Faustinelli. La serata è stata ulteriormente arricchita dalla presenza di due giovani tiratori della società: Gloria Labemano, che ha conseguito ottimi risultati a livello nazionale e Andrea Capurso, pluricampione regionale e mietitore di podi anche agli eventi tricolori.  Il presidente ha poi voluto ricordare il talento di Samuele Faustinelli, già vincitore di gare internazionali in Kazakistan e Perù con record di 147 piattelli su 150, di Dario Anguissola con due gare europee vinte e di Rachele Amighetti, mondiale ed europeo a squadre. Infine, dopo che sono stati portati a galla i rudimenti principali della disciplina, la conviviale si è conclusa con l’ormai tradizionale consegna del gagliardetto Panathlon da parte del presidente Bonino e del socio Maffeis. A breve, per il sodalizio camuno, l’appuntamento con le conviviali dedicate a ciclismo e canottaggio. Sorgente: +Valli TV – PANATHLON OSPITE A MONTECAMPIONE [...] Leggi di più...
16/07/2022Ezio Vinciguerra Sorgente: 22.7.2022, a Montecampione Concerto della Banda del Presidio Militare del Comando Marittimo Militare del Nord – La voce del marinaio   [...] Leggi di più...
16/07/2022Un pomeriggio dal forte valore simbolico ed emotivo, quello vissuto oggi a Montecampione. La località turistica in quota, in una sorta di abbraccio tra montagna e mare, ospita infatti il concerto della Banda Musicale di Presidio del Comando Marittimo Nord di La Spezia, diretta dal Primo Luogotenente Vito Ventre (insignito nel 2020 dell’onorificenza di “Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana”). La Fanfara ha origine dai diversi complessi strumentali della Forza Armata succedutisi a La Spezia dopo l’Unità d’Italia fino all’inizio della seconda Guerra Mondiale. Nata per scandire la vita degli equipaggi delle navi, oltre che per assolvere compiti di rappresentanza nelle cerimonie militari, nel corso del tempo è cresciuta sia a livello professionale che artistico, con molteplici esibizioni in teatri e piazze italiane ed estere e vantando un vasto repertorio. La Banda è formata da sottufficiali in servizio permanente effettivo dei ruoli marescialli, sergenti e graduati e da volontari in ferma prolungata, provenienti da vari conservatori Italiani. Il concerto di Montecampione è previsto per le ore 18:15 ma prima, alle 17:00, c’è un altro importante momento, ovvero l’inaugurazione, al Laghetto, del monumento ai marinai caduti della Vallecamonica durante la Prima e Seconda Guerra Mondiale. Per l’occasione, la banda suonerà la “Leggenda del Piave” ed il “Silenzio d’Ordinanza”. Paolo Sutera Sorgente: Montecampione, la Banda Marina Militare della Spezia per l’inaugurazione di un monumento e un concerto | Radio Voce Camuna   [...] Leggi di più...
15/07/2022Il 16 luglio l’inaugurazione del monumento ai marinai caduti della Vallecamonica durante la prima e seconda guerra mondiale, al Laghetto, davanti alla chiesa, alle 17. Montecampione. Con la presenza della Banda di Presidio del Comando Marittimo Nord di La Spezia della Marina Militare, il 16 luglio, a Montecampione (Brescia) si tiene avrà l’inaugurazione del monumento ai marinai caduti della Vallecamonica durante la prima e seconda guerra mondiale, al Laghetto, davanti alla chiesa, alle 17. La banda suonerà la “Leggenda del Piave” ed il “Silenzio d’Ordinanza”. Un evento straordinario ed unico, per una località montana, ricco di valori umani e di grande emozione. La Banda Musicale di Presidio del Comando Marittimo Nord, diretta dal Primo Luogotenente Vito Ventre,in Piazzetta, è uno degli eventi clou dell’estate montecampionese. Al concerto saranno presenti autorità civili, militari e varie Associazioni Combattentistiche e d’Arma come i vari gruppi dei Marinai d’Italia (Anmi), degli Alpini (Ana) e dei Bersaglieri (Anb). Sorgente: A Montecampione l’omaggio della Banda della Marina Militare – QuiBrescia   [...] Leggi di più...
15/07/2022Dal canale Youtube stefano brugnone Il Vasari a Montecampione Suondtrack direttamente da The Art Of Flight Sorgente: Gita Montecampione 2012 – YouTube   [...] Leggi di più...
14/07/2022Festa di Bassinale di Artogne (BS) – Dal 15 al 17 luglio 2022 ritorna la FESTA DI BASSINALE organizzata da A.S. Bassinale e Pro Loco Artogne. Stand gastronomici, musica, tornei e animazione al Plan di Montecampione. Sorgente: Festa di Bassinale di Artogne (BS) – Giro Per Eventi   [...] Leggi di più...
14/07/2022Scarica la traccia GPS e segui il percorso su una mappa. Registra i tuoi spostamenti con l’app, carica il percorso e condividilo con la community. Autore lonati79atty Distanza 2,98 km Dislivello positivo 186 m Difficoltà tecnica Medio Dislivello negativo 254 m Altitudine massima 1.184 m Trailrank 1 Altitudine minima 948 m Tipo di percorso Solo andata Tempo un’ora 33 minuti Coordinate 456 Caricato 7 ottobre 2017 Registrato ottobre 2017 Sorgente: Wikiloc | Percorso Predazzole – Vissone   [...] Leggi di più...
13/07/2022In occasione della visita del Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, al Plan di Montecampione dove, sotto il monumento a Marco Pantani è stata siglato il patto territoriale per la stazione sciistica, l’artista Mattia Trotta, autore della Statua di Pantani in acciaio corten e prodotti fucinati, ha completato il giardino che sta sotto la statua che ritrae Pantani nel trionfo della bella vittoria del 4 giugno 1998, nella 19a e quart’ultima tappa del Giro d’Italia, Cavalese-Monte Campione. Il 26 giugno 2021 veniva inaugurato il monumento al grande ciclista nell’atto di tagliare il traguardo del Plan di Montecampione: Mattia Trotta, artista vicentino che vive nel Borgo degli artisti a Bienno, lo ha realizzato così come milioni di persone lo avevano visto in tv. Ora anche il giardino che sta alla base del monumento è stato completato. Il Monumento a Marco Pantani al Plan di Montecampione è meta di tanti appassionati, ciclisti e non solo. Lì si fermano, scattano selfie, elevano un pensiero al grande e sfortunato campione, portando nel cuore il suo ricordo e la bella realizzazione per onorarlo. Ora manca la ciliegina sulla torta: l’intitolazione della rotonda o dell’ultimo tratto di strada proprio a lui: ma su questo l’Amministrazione comunale è al lavoro per dare a tutta l’area la dignità che merita. Sorgente: +Valli TV – UNA RUOTA TUTTA ROSA   [...] Leggi di più...
13/07/2022SABATO 16 LUGLIO 2022: IL CONSORZIO DI MONTECAMPIONE IN COLLABORAZIONE CON IL COMANDO MARITTIMO NORD DI LA SPEZIA PRESENTA: INAUGURAZIONE DEL MONUMENTO DEDICATO AI MARINAI DELLA VALLECAMONICA CADUTI NELLA PRIMA E SECONDA GUERRA MONDIALE Uno degli eventi clou dell’estate montecampionese! Montecampione rappresenta una delle più belle località turistiche montane nata tra anni ’70 e ’80 e compresa all’interno dei territori di Artogne e Pian Camuno in Valle Camonica (provincia di Brescia), ed è una terrazza panoramica naturale sul lago d’Iseo che offre agli sciatori 20 piste, lunghe in totale 30 chilometri e che si snodano fino ad un’altezza di 2000 metri. Il nucleo più storico è quello di Alpiaz che si trova a 1200 metri d’altitudine e attualmente ospita non solo gli impianti ma anche la maggior parte delle strutture ricettive della zona. Uno dei centri principali è la “piazzetta”, dove si terrà questo prestigioso ed importantissimo evento organizzato dal Consorzio Montecampione, presidente Paolo Birnbaum, in collaborazione con il Cap. Harry Alberto Monducci e l’interessamento del Comando Marittimo Nord di La Spezia. La Fanfara del Comando Maritimo Nord di La Spezia La manifestazione avrà un carattere molto rilevante: l’inaugurazione del monumento dedicato ai marinai caduti della Vallecamonica e d’Italia, durante la prima e seconda guerra mondiale, al Laghetto, davanti alla chiesa, alle ore 17.00, con la presenza della banda Musicale della Marina Militare che suonerà la “Leggenda del Piave2 ed il “Silenzio d’Ordinanza”. Un evento straordinario ed unico per una località montana, ricco di valori umani e di grandi emozioni. La fanfara del Comando Maritimo Nord, trae le sue origini dai diversi complessi strumentali della Forza Armata che si sono succeduti nella città della Spezia dopo l’Unità d ‘Italia fino all’inizio della seconda Guerra Mondiale. Ricostruita nel 1964, in seguito alla riorganizzazione dei Dipartimenti Militari Marittimi, essa ottenne la denominazione di Fanfara Dipartimentale dell’Alto Tirreno e successivamente dal 2014 ha preso il nome di Fanfara di Presidio del Comando Marittimo Nord. Nata per scandire la vita degli equipaggi delle navi, dal rientro dalla franchigia alle operazioni di carbonamento, oltre che per assolvere compiti di rappresentanza nelle cerimonie militari, nel corso del tempo e cresciuta sia a livello professionale che artistico, con molteplici esibizioni in teatri e piazze italiane ed estere e vantando un vasto repertorio che spazia da quello celebrativo (marce ed inni),  al lirico sinfonico, con predilezione per la musica originale per banda, fino ad arrivare alla musica leggera e al jazz. Il termine “Fanfara” è rimasto legato al complesso bandistico nel corso dei secoli, anche se l’organico costituito da sottufficiali in servizio permanente effettivo di vari ruoli e da volontari in ferma prolungata, provenienti da vari conservatori italiani, è in realtà quello di una piccola banda (o orchestra di fiati) che prevede anche strumenti ad ancia e percussioni. Tale particolare denominazione è ancora utilizzata esclusivamente per tradizione militare. Il complesso strumentale è diretto dal 31 Luglio 2015 dal Maestro Primo Luogotenente Vito Ventre, insignito nel 2020 dell’onorificenza di “Cavaliere al merito della Repubblica Italiana”, che nel suo curriculum vanta anche un’esperienza internazionale, infatti da 2006 al 2009 ha rappresentato la Marina Militare e le Forze Armate Italiane presso l’Orchestra Internazionale della Nato a Mons in Belgio. Sarà il concerto di questo prestigioso complesso strumentale della Marina Militare, diretta dal 1° Luogotenente Vito Ventre ad accompagnare sabato 16 luglio alle ore 18.15 in Piazzeta, uno degli eventi clou dell’estate montecampionese. I suoi bravissimi e talentuosi musicisti presenteranno un eterogeneo repertorio composto da marce ed inni, ma anche da musica lirico sinfonica, fino ad arrivare alla musica leggera ed al jazz. Come ospiti ed invitati, al concerto saranno presenti autorità civili, militari e varie Associazioni Combattentistiche e d’Arma come i vari gruppi dei Marinai d’Italia (ANMI), rappresentanti degli Alpini (ANA) e dei Bersaglieri (ANB). SABATO 16 LUGLIO 2022 IL CONSORZIO DI MONTECAMPIONE VI INVITA PARTECIPARE A QUESTO EVENTO STRAORDINARIO ED UNICO PER UNA LOCALITA’ MONTANA, RICCO DI VALORI UMANI E DI GRANDI EMOZIONI! Catalina Mioara Georgescu Sorgente: INEDITO CONCERTO DELLA FANFARA DI PRESIDIO DEL COMANDO MILITARE MARITTIMO NORD DI LA SPEZIA – Il Giornale di ArtesTV   [...] Leggi di più...
13/07/2022Data Sab, 13/08/2022 Regione Lombardia Provincia Brescia Comune Artogne Percorso In Montagna Fondo Sentieri Organizzazione Consorzio Montecampione Contatto Email info@consorziomontecampione.it SitoWeb http://www.consorziomontecampione.it Corsa e camminata non competitiva su sentieri attorno a Montecampione  con: percorso breve percorso lungo corsa per bambini su circuito presso la partenza. Pacco gara e ristoro a metà percorso e all’arrivo. Pataró party all’arrivo. Ritrovo ore 15.30 presso il Condominio Splaza – Partenza Seggiovia Corniolo Località Montecampione, Artogne BS Avviso Il programma della manifestazione potrebbe subire modifiche su date, orari e percorsi anche dopo essere stata pubblicata nel calendario. Non siamo responsabili di tali variazioni non comunicate e si consiglia in via preventiva di contattare gli organizzatori per ogni conferma. Sorgente: 10^ Verticalmonte Trail – Corri e Cammina Per Montecampione | Corse non competitive   [...] Leggi di più...
12/07/2022Rongai è una bella località tra le montagne di Pisogne, da cui Enrico Serioli ha tratto ispirazione per creare uno sci club, che ha guidato dalla sua nascita e guida tutt’ora, che ha fatto molto parlare di sé in questi anni. Al Rongai si è allenata anche Sofia Goggia, ma dal Rongai sono usciti importanti tecnici, primo tra tutti Devid Salvadori che 10 anni fa partì proprio dal Rongai per l’avventura della nazionale di sci alpino fino ai massimi livelli delle Olimpiadi di Pechino. Ora Devid, marito di Nadia Fanchini, ha deciso di tornare alle origini, ripartendo dalla base e stando un poco di più con la sua famiglia. Sarà il nuovo direttore tecnico dello sci club a partire da questi giorni e si occuperà di programmare, coordinare, e guidare il suo staff di tecnici: lui stesso sarà l’allenatore dei più piccoli atleti, baby e cuccioli. I genitori degli attuali ragazzi-atleti del Rongai hanno quindi incontrato Devid Salvadori e gli altri tecnici dello sci club, ascoltando le proposte di massima, interessanti e concrete, hanno posto i loro quesiti per poter avere certezze di iniziare al meglio la nuova stagione agonistica ormai alle porte. Francesco Gheza Sorgente: +Valli TV – IL RONGAI RILANCIA IL PROPRIO FUTURO   [...] Leggi di più...
12/07/2022Il nuovo direttore tecnico dello sci club rongai Devid Salvadori ha spiegato perche’ vuole partire dalla base: per costruire un nuovo modello di agonismo piu’ moderno e attuale. Francesco Gheza Sorgente: +Valli TV – DEVID SALVADORI RIPARTE DALLA BASE   [...] Leggi di più...
11/07/2022A Montecampione è tutto pronto per accogliere la banda della marina militare in forza al presidio del Comando marittimo Nord di La Spezia, ed è pronto anche il monumento dedicato ai marinai della Valcamonica caduti nelle due guerre mondiali. Una presenza (quella della banda) e un simbolo (il monumento) che uniranno in un abbraccio simbolico mare e montagna, alpini e marinai, i cui cippi da giovedì si troveranno fianco a fianco fuori dalla chiesetta alpina del Laghetto, a testimoniare l’assenza di qualsiasi distinzione tra chi ha perso la vita con la divisa. A fianco del monumento è stato installato anche un leggio con una targa sulla quale sono riportate la preghiera del marinaio e quella dell’alpino, e per non dimenticare l’epoca in cui si fa memoria c’è anche un QR code che consentirà di avere informazioni dettagliate sulla storia dei due corpi militari. Principale promotore di questa iniziativa, sostenuta e finanziata dal Consorzio dei residenti e con il Comune di Piancamuno che ha messo a disposizione lo spazio per innalzare il cippo, è il capitano di marina mercantile Harry Monducci. È lui che, da marinaio trasferitosi in montagna, ha ideato il monumento, e che riporta per la terza volta a Montecampione la banda del Comando marittimo nord diretta dal maestro primo luogotenente Vito Ventre.,Un legame che si rinnova a cadenza biennale e che si può ritenere possa entrare a far parte a pieno titolo delle manifestazioni estive del villaggio turistico. Il programma della giornata prevede alle 17 lo scoprimento del cippo alla presenza dei rappresentanti delle associazioni d’arma, e l’esecuzione de La leggenda del Piave e del Silenzio da parte del gruppo musicale.,Poi i discorsi ufficiali, e a seguire alle 18,15 il concerto sullo sfondo della Piazzetta.,Ricordi, emozioni e musica, insomma, nell’estate a quota 1.200. Domenico Benzoni Sorgente: Storie sulle onde a quota 1.200 | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
11/07/2022La Festa di Bassinale al Plan di Montecampione, in programma dal 15 al 17 Luglio 2022,  è organizzata dall’Associazione sportiva Bassinale e riscuote di anno in anno sempre maggiore successo. Un ricco programma con pranzi e cene a base di prodotti tipici locali, Escursioni, Gara Ciclistica, Santa Messa, Torneo di Morra, tanta musica ed animazione In allegato il programma completo Brescia a Tavola non è l’organizzatore dell’evento ma si occupa unicamente della sua diffusione. Per informazioni vi preghiamo di contattare l’ente organizzatore. Sorgente: Dal 15 al 17 Luglio 2022 a Montecampione: Festa di Bassinale – Brescia a Tavola   [...] Leggi di più...
10/07/2022Sabato 16 luglio per la terza volta, dopo il 2017 e il 2019, torna a Montecampione la Banda della Marina militare del Presidio del Comando marittimo Nord-La Spezia, su invito del Capitano di marina Harry Monducci, personaggio di spicco del team di comunicazione del Consorzio e apprezzato operatore turistico della località. Si tratta, questa volta, di rinsaldare anche rapporti istituzionali, affettivi e storici con la Valle, oltre che con la località, perché verrà scoperto, benedetto e inaugurato il nuovo cippo dedicato a tutti i Marinai caduti della Vallecamonica di cui oggi il Capitano Monducci ha un elenco aggiornato e ben documentato.La cerimonia prevede alle 17.00 il ritrovo nella zona “Laghetto”, accanto alla Chiesetta d’Alpiaz; quindi lo scoprimento del cippo e la sua benedizione; accanto, oltre alla bandiera italiana che qui sventola grazie alla costante attenzione degli alpini di Vissone, ci sarà la Bandiera della Marina italiana. Quindi nel magnifico spazio della Piazzetta alle 18.15 l’atteso concerto della Banda, diretto dal Maestro Vito Ventre, primo Luogotenente di Marina. La Banda trae le sue origini dal Corpo Musicale della Marina, uno dei più antichi complessi bandistici militari Italiani, nato a La Spezia nel 1870. Nel 1964 è diventata la Banda Dipartimentale dell’Alto Tirreno e successivamente dal 31 marzo 2014, ha preso il nome di Fanfara di Presidio del Comando Marittimo Nord. La partecipazione alle cerimonia è libera: molto gradito il tricolore italiano, esposto a balconi e finestre. Sorgente: +Valli TV – LA MARINA MILITARE A MONTECAMPIONE   [...] Leggi di più...
09/07/2022Continuano gli appuntamenti del programma di visite per la valorizzazione delle “Aree Interne” da parte del Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana volte ad incrementare l’attrattività e fermare il processo di spopolamento puntando ad un’economia di valorizzazione locale. Nella tappa in Valle Camonica di questo giovedì 7 luglio, oltre alla sottoscrizione dei Patti Territoriali a Montecampione e Borno, anche l’incontro istituzionale con i Sindaci e gli stakeholder del territorio. Durante l’incontro sono state raccolte anche le richieste da parte del territorio. Sorgente: +Valli TV – LA REGIONE INCONTRA IL TERRITORIO CAMUNO   [...] Leggi di più...
09/07/2022E’ partita in tono maggiore l’estate nella foresta demaniale Ersaf della Valgrigna dove il cuore pulsante, l’Alpe Rosello con il suo magnifico Rifugio dedicato a Elena Tironi, è riferimento certo per escursionisti, amanti del trekking, ricercatori di emozioni nella natura, botanici, geologi, zoologi e non solo. La prima iniziativa di spicco è uno speciale corso di yoga e meditazione con campane tibetane proprio in questo fine settimana, sotto la guida di Sara Lazzati che cura la pratica yoga nell’estate di Montecampione. L’animazione nei rifugi è un forte richiamo per un pubblico appassionato, intelligente e curioso, che abbina il trekking, anche su percorsi innovativi, con le proposte offerte dal rifugista. Da segnalare, inoltre, l’ottima cucina che fa dell’Alpe Rosello un riferimento certo per i sapori camuni, bresciani, bergamaschi e della montagna italiana. Sorgente: +Valli TV – NELLA FORESTA MAGICA DELLA VALGRIGNA   [...] Leggi di più...
09/07/2022Dal canale Youtube alessandro scolari Sorgente: Fodestal Montecampione playground 🏀🏀🏀🏀🏀 – YouTube   [...] Leggi di più...
08/07/2022Sono stati firmati i due Patti Territoriali che coinvolgono Montecampione e Borno-Monte Altissimo Come annunciato nei giorni scorsi, ha fatto tappa in Vallecamonica il tour voluto da Attilio Fontana, Governatore della Lombardia, nelle cosiddette Aree Interne della Regione. La Valle dei Segni è una di queste, ed è stata candidata dal Pirellone sulla Strategia Nazionale Aree Interne 2021-2027. La visita di Fontana, accompagnato da Massimo Sertori (assessore alla Montagna, Enti locali e Piccoli Comuni) e Davide Caparini (assessore al Bilancio e Finanze), non è però servita solo per visitare il territorio ed ascoltare dai suoi amministratori le esigenze di cui necessita. A Montecampione, sotto la statua dedicata a Marco Pantani, Fontana ha infatti firmato il “Patto per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio sciistico di Montecampione-Bassa Valle Camonica”, un documento che prevede la partecipazione dei Comuni di Artogne, Darfo Boario Terme, Gianico, Pian Camuno, Rogno e della Comunità Montana di Vallecamonica, con l’obiettivo di realizzare interventi infrastrutturali strategici come la sostituzione degli impianti “Dosso delle Beccherie”, “Secondino – Monte Splaza” e “Longarino – Monte Splaza”, opere per le quali Regione Lombardia ha messo in campo 7.482.950 euro, su un importo complessivo di 13.165.900,00 euro. Il Comune di Artogne e la Comunità Montana garantiranno invece una quota complessiva di euro 5.682.950 euro. Quindi, a Piamborno, è stato firmato un secondo accordo, il “Patto Territoriale per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio turistico di Borno – Monte Altissimo”, un’intesa che prevede la realizzazione, entro la fine del 2024, di due interventi infrastrutturali, per un importo complessivo di 17 milioni di euro, 14,5 dei quali dalla Regione e 4,7 milioni di euro di fondi statali frutto dell’intesa raggiunta tra la Regione e Ministero del Turismo, che ne ha disposto l’assegnazione per la realizzazione di infrastrutture sportive in vista dei Giochi Olimpici del 2026 per migliorare l’attrattività dei territori. Gli interventi consistono in una nuova ed unica telecabina ad otto posti di arroccamento al Monte Altissimo con la sostituzione dell’attuale impianto di collegamento tra la stazione di partenza delle piste e la vetta del Monte Altissimo e la ristrutturazione e riqualificazione complessiva dell’attuale edificio presente in quota sulla vetta del Monte Altissimo. Struttura destinata a rifugio, ponendo particolare attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche e alla riduzione degli impatti ambientali e paesaggistici. Il Comune di Borno e la Comunità Montana co-finanzieranno il progetto, garantendo una quota complessiva di 2.450.000 euro. Secondo Fontana la Vallecamonica è “un patrimonio prezioso che abbiamo il dovere di preservare e che deve essere una delle leve per promuovere la montagna e tutto il sistema economico-produttivo che ruota intorno a essa”. Dopo la firma dei due patti, la visita di Fontana è proseguita prima a Malegno, alla Pia Fondazione, e poi a Cividate Camuno, prima sperimentano la Ciclovia dell’Oglio e poi visitando il Museo Archeologico Nazionale della Vallecamonica, la cui nuova sede è stata inaugurata un anno fa grazie anche ai fondi della Regione. Paolo Sutera Sorgente: Attilio Fontana in Vallecamonica: “Patrimonio prezioso da preservare” | Radio Voce Camuna   [...] Leggi di più...
08/07/2022Si è svolta giovedì la tappa camuna del tour del governatore Attilio Fontana nelle Aree Interne. Siglati interventi per contrastare lo spopolamento e valorizzare il patrimonio naturale e culturale. Valcamonica. Si è svolta giovedì la tappa in Val Camonica, il tour nelle Aree Interne, del presidente della Lombardia Fontana e dei suoi colleghi di Giunta. Lo scopo è verificare sul campo, anche e soprattutto attraverso la politica dell’ascolto, le esigenze del territorio. Specialmente nelle ‘Aree Interne’, quelle zone della regione particolarmente caratterizzate da isolamento geografico, calo demografico e bassi livelli nell’offerta dei servizi essenziali. È questa una delle motivazioni che ha spinto il presidente, Attilio Fontana a intraprendere una serie di incontri in tutte queste zone della Lombardia «con l’obiettivo – spiega il governatore – di favorire una loro rivitalizzazione, al fine di aumentarne l’attrattività e fermare il processo di spopolamento, puntando ad un’economia di valorizzazione locale». «Essere oggi ‘sindaco di tutti i lombardi’, significa essere vicino alle persone e agire con concretezza, non con proclami ma attraverso azioni che rispondano alle esigenze dei territori». Dopo la prima visita nell’Oltrepò Pavese, il presidente Fontana, insieme agli assessori regionali Massimo Sertori (Montagna, Enti locali e Piccoli comuni) e Davide Caparini (Bilancio e Finanze), ha fatto tappa in Valle Camonica per presentare l”Agenda del Controesodo’ e la ‘Strategia delle Aree Interne’, un ambizioso programma di rilancio dei territori svantaggiati finanziato con 200 milioni di euro di risorse europee e regionali (circa 14 milioni per ciascuna delle 14 Aree Interne). L’Area Interna Valle Camonica è stata candidata da Regione Lombardia sulla Strategia Nazionale Aree Interne 2021-2027. Comprende 35 Comuni della zona montana della provincia di Brescia, caratterizzati da fragilità territoriale ma dall’alto potenziale di sviluppo. Per l’elaborazione della Strategia Aree Interne Regione Lombardia potrà contare sulla collaborazione del Politecnico di Milano, che metterà a disposizione le proprie professionalità tecnico-scientifiche e su un accordo con Anci Lombardia per realizzare centri di competenza che aiutino gli enti locali a realizzare gli interventi progettati. «La Valle Camonica – ha detto Fontana incontrando gli stakeholder del territorio a Piamborno – è un territorio ricco di tradizioni e cultura, per molti aspetti unico. Le sue radici affondano in una storia millenaria, che dagli antichi popoli camuni è giunta fino ai giorni nostri. Un patrimonio prezioso che abbiamo il dovere di preservare e che deve essere una delle leve per promuovere la montagna e tutto il sistema economico-produttivo che ruota intorno a essa». «Ancora una volta – ha aggiunto il governatore – dal confronto con le persone che abitano e lavorano in questa terra, ho potuto cogliere la concretezza tipica del ‘fare lombardo’. E noi, come Istituzioni, non possiamo disperdere questo patrimonio e questa voglia di valorizzare l’impresa, l’artigianato, il turismo e la cultura della Valle Camonica». «Il tema della valorizzazione della montagna – ha evidenziato l’assessore Sertori – per il presidente Fontana è centrale». «In Valle Camonica – ha aggiunto – il radicamento e l’attaccamento al territorio consentiranno di sfruttare al meglio la sinergia con la Regione Lombardia. Rendendo così ancora più attrattivi luoghi per certi versi davvero unici e inimitabili. Un impegno il nostro che è partito da qui e, qualche giorno fa, dall’Oltrepò Pavese. E che sarà una costante di tutte le Aree Interne della Lombardia». «Posso assicurare, essendo originario di questa zona – ha aggiunto l’assessore Caparini – che la grande forza di volontà delle persone della Valle Camonica è per certi versi unica. La politica dell’ascolto e del confronto da sempre al centro dell’azione del presidente Fontana sono infatti alla base dei risultati presentati oggi e dei progetti che verranno realizzati in futuro». La tappa camuna del presidente Fontana ha portato anche alla concretizzazione di due importanti accordi riguardanti il futuro del territorio. Siglato infatti il “Patto sviluppo strategico di Montecampione-Bassa Valle Camonica”: tra le montagne di Montecampione, davanti al monumento che celebra il campionissimo del ciclismo Marco Pantani, fortemente voluto da Regione Lombardia, il governatore ha sottoscritto il patto integrato e sostenibile del comprensorio sciistico di Montecampione-Bassa Valle Camonica. Il documento “prevede la partecipazione dei Comuni di Artogne, Darfo Boario Terme, Gianico, Pian Camuno, Rogno e della Comunità Montana di Valle Camonica. Si pone l’obiettivo di migliorare, omogenizzare e velocizzare i collegamenti dell’intero comprensorio attraverso la realizzazione di importanti interventi infrastrutturali strategici quali la sostituzione degli esistenti impianti ‘Dosso delle Beccherie”; “Secondino – Monte Splaza’ e ‘Longarino – Monte Splaza”. Opere per le quali Regione Lombardia ha messo in campo 7.482.950 euro, su un importo complessivo di 13.165.900,00 euro. Il Comune di Artogne e la Comunità Montana di Valle Camonica garantiranno invece una quota complessiva di euro 5.682.950 euro. A seguire, Attilio Fontana ha messo quindi la sua firma sul secondo accordo previsto nell’ambito della sua missione: il ‘Patto Territoriale per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio turistico di Borno – Monte Altissimo’. L’intesa prevede la realizzazione, entro la fine del 2024, di due importanti interventi infrastrutturali. L’importo complessivo ammonta a 17 milioni di euro. Regione Lombardia contribuisce con un finanziamento di 14,5 milioni di euro. Di questi 9,8 milioni di euro di risorse autonome regionali. E 4,7 milioni di euro di fondi statali frutto dell’intesa raggiunta tra Regione Lombardia e Ministero del Turismo. Quest’ultimo ne ha disposto l’assegnazione per la realizzazione di infrastrutture sportive in vista dei Giochi Olimpici del 2026 per migliorare l’attrattività dei territori. Gli interventi alla base dell’attuazione del ‘Patto’ sono la realizzazione di una nuova ed unica telecabina ad otto posti di arroccamento al Monte Altissimo con la sostituzione dell’attuale impianto di collegamento tra la stazione di partenza delle piste e la vetta del Monte Altissimo. E la ristrutturazione e la riqualificazione complessiva dell’attuale edificio presente in quota sulla vetta del Monte Altissimo. Struttura destinata a rifugio, ponendo particolare attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche. Nonchè alla riduzione degli impatti ambientali e paesaggistici. Il Comune di Borno e la Comunità Montana di Valle Camonica si impegnano a concorrere al cofinanziamento garantendo una quota complessiva di euro 2.450.000 euro. L’‘Area Interna Valcamonica’, individuata da Regione Lombardia, include 35 Comuni della zona montana della provincia di Brescia. Angolo Terme, Artogne, Berzo Demo, Berzo Inferiore, Bienno, Borno, Braone, Capo di Ponte, Cedegolo. Cerveno, Cimbergo, Cividate, Camuno, Corteno Golgi, Darfo Boario Terme, Edolo, Esine, Gianico, Incudine, Lozio, Losine. Malegno, Malonno, Monno, Niardo, Ono San Pietro, Ossimo, Paisco Loveno. Paspardo, Pian Camuno, Piancogno, Sellero, Sonico, Temù, Vezza d’Oglio e Vione. Con una popolazione totale quindi di oltre 80.000 abitanti. La nuova Area Interna Valcamonica comprende tutti i Comuni dell’omonima comunità montana. A esclusione dei Comuni beneficiari delle risorse del Fondo Comuni Confinanti (Breno, Ceto, Cevo, Ponte di Legno, Saviore dell’Adamello). La visita del presidente Fontana è quindi proseguita a Malegno per far tappa alla Pia Fondazione ‘Valle Camonica Onlus’. Realtà sociale che promuove, realizza, gestisce e coordina servizi per anziani, disabili e minori nel settore assistenziale e sociosanitario. Non solo azioni importanti sotto il profilo economico-produttivo – come la sottoscrizione di due ‘Patti del territorio’ mirati a favorire la fruibilità e il rilancio turistico dell”Area Interna’ della Valle Camonica e l’incontro con gli stakeholder dei vari settori, ma anche spazio alla scoperta e alla valorizzazione dei temi ambientali e culturali di quella che il presidente Fontana non ha esitato a definire “unici e dal valore inestimabile”. Il governatore, insieme agli assessori regionali Davide Caparini e Massimo Sertori, infatti, ha sperimentato sul campo la ‘Ciclovia dell’Oglio’, un percorso che si sviluppa in circa 280 km e attraversa, da nord a sud, il territorio lombardo, incontrando le province di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova. «Da vedere e da provare – ha commentato con entusiasmo Attilio Fontana – non solo per gli appassionati della bicicletta, ma più in generale per tutti coloro che vogliono immergersi in un mix ambientale che, oltre ai bellissimi paesaggi della Valle Camonica, offre scenari lombardi straordinari». La partenza è posta al Passo del Tonale, a 1.883 metri di quota, nel cuore delle montagne del Parco dell’Adamello, mentre l’arrivo è collocato a quota 21 metri, presso il Ponte di Barche a San Matteo delle Chiaviche: 1.862 metri il dislivello lungo un percorso, all’80% su asfalto e per il restante 20% su sterrato. La ‘Ciclovia dell’Oglio’ ha ottenuto infatti il prestigioso riconoscimento di ‘ciclabile più bella d’Italia’ per l’anno 2019, un successo decretato dalla giuria di esperti del premio ‘Italian Green Road Award’. “Grazie al bando di Regione Lombardia per la ‘Promozione del Cicloturismo in Lombardia’ – ha ricorda Fontana – la Provincia di Brescia, capofila di un’aggregazione di dieci Comuni, è stata infatti ammessa al finanziamento di 415.000 euro per un progetto complessivo di oltre 800.000 euro finalizzato ad apportare delle migliorie al tracciato della ciclovia”. A Cividate Camuno il governatore ha chiuso la tappa del tour ‘Aree Interne’ al nuovo ‘Museo archeologico nazionale della Valle Camonica’ nella rinnovata sede. Lavori completati, grazie al contributo di Regione Lombardia e della Comunità Montana di Valle Camonica, dal Comune e dalla Direzione Regionale Musei Lombardia, con la collaborazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia. «Un luogo davvero interessante – ha concluso Fontana – una nuova sede all’altezza dei tesori rinvenuti in questi luoghi e custoditi da molti anni. Museo che sarà punto di partenza e di arrivo del percorso della Valle Camonica romana». Cividate Camuno, antica Civitas Camunnorum, ha come altre tappe d’interesse quindi l’area del foro e il Parco Archeologico del teatro e dell’anfiteatro. Non lontano da qui, poi, si trova anche il Parco Archeologico del Santuario di Minerva a Spinera di Breno. Sorgente: Valcamonica, dal Pirellone un rilancio che vale 17 milioni di euro – QuiBrescia   [...] Leggi di più...
08/07/2022Dal canale Youtube Cristian Molinari servizio di TeleBoario Sorgente: Montecampione Fontana firma accordo per il rilancio – YouTube   [...] Leggi di più...
08/07/2022Giornata di soddisfazione per il comune di Artogne ed il consorzio Montecampione per la svolta impressa dalla sigla del patto territoriale sotto la statua di Pantani. Francesco Gheza Sorgente: +Valli TV – UNA SVOLTA ATTESA DA 25 ANNI   [...] Leggi di più...
08/07/2022Dal canale Youtube QUADCLUB4X4VERONA Un pò di riscaldamento prima del Raduno !!! Andrea fermooooooo!!!!!!!!!!!!!! Seguiteci su: http://www.quaddistiveronaforum.com Info: quadclub4x4verona@gmail.com Sorgente: RISCALDAMENTO – RADUNO SULLA NEVE MONTECAMPIONE 2012 – YouTube   [...] Leggi di più...
07/07/2022Giornata camuna per il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana che ha siglato due patti territoriali con i Comuni interessati e la Comunità Montana: il primo per Montecampione ed il secondo per Borno. Lo strumento del Patto Territoriale è stato introdotto della l.r. 40/2017 “Disposizioni per la promozione e lo sviluppo dei territori montani interessati da impianti di risalita e dalle infrastrutture connesse e funzionali al relativo servizio”, con un accordo promosso e sottoscritto da enti locali o da altri soggetti pubblici. Il Patto Territoriale deve coinvolgere il sistema economico locale in una logica integrata legata all’incidenza del comparto turistico sull’economia regionale e locale e alla necessità di favorire la permanenza della popolazione negli stessi territori montani. Il Patto territoriale per Montecampione vede coinvolti i comuni di Artogne, Darfo Boario Terme, Gianico, Pian Camuno, Rogno e la Comunità Montana di Valle Camonica e prevede tre interventi infrastrutturali strategici quali la sostituzione degli esistenti impianti ‘Dosso delle Beccherie’; ‘Secondino – Monte Splaza’ e ‘Longarino – Monte Splaza’ con 7.482.950 euro, su un importo complessivo 13.165.900,00 euro. La quota rimanente di 5.682.950 euro sarà garantita dal Comune di Artogne e dalla Comunità Montana di Valle Camonica. Per Borno-Monte Altissimo il patto prevede 17.000.000,00 euro, sottoscritto dal Comune di Borno (Capofila) e dai comuni di Angolo Terme, Darfo Boario Terme, Piancogno, Comunità Montana di Valle Camonica, Unione dei Comuni degli Antichi Borghi. La somma si compone di 14,5 milioni di euro, di cui 9,8 milioni di euro di risorse autonome regionali e 4,7 milioni di euro di risorse statali frutto dell’intesa raggiunta tra Regione Lombardia e il Ministero del Turismo, 2.450mila euro dal Comune di Borno e dalla Comunità Montana di Valle Camonica. Francesco Gheza Sorgente: +Valli TV – “LA MONTAGNA E’ NEL CUORE DELLA REGIONE”   [...] Leggi di più...
07/07/2022Tappa bresciana per Attilio Fontana: firmati due patti per il rilancio del comprensorio di Montecampione e di Borno Verificare sul campo le esigenze del territorio. Specialmente nelle Aree Interne, quelle zone della regione particolarmente caratterizzate da isolamento geografico, calo demografico e bassi livelli nell’offerta dei servizi essenziali. È questa una delle motivazioni che ha spinto il presidente Attilio Fontana a intraprendere una serie di incontri in tutte queste zone della Lombardia. Oggi è stata la volta della sua visita in Valle Camonica. Con la tappa bresciana è stata presentata l’Agenda del Controesodo e la Strategia delle Aree Interne, un programma di rilancio dei territori svantaggiati finanziato con 200 milioni di euro di risorse europee e regionali (circa 14 milioni per ciascuna delle 14 Aree Interne). L’Area Interna Valle Camonica è stata candidata da Regione Lombardia sulla Strategia Nazionale Aree Interne 2021-2027 e comprende 35 Comuni della zona montana della provincia di Brescia, caratterizzati da fragilità territoriale, ma dall’alto potenziale di sviluppo. Per l’elaborazione della Strategia Aree Interne Regione Lombardia potrà contare sulla collaborazione del Politecnico di Milano, che metterà a disposizione le proprie professionalità tecnico-scientifiche e su un accordo con Anci Lombardia per realizzare centri di competenza che aiutino gli enti locali a realizzare gli interventi progettati. Patto per lo sviluppo del comprensorio sciistico di Montecampione In mattinata si sono siglati due importanti accordi riguardanti il futuro del territorio. Tra le montagne di Montecampione, davanti al monumento che celebra il campionissimo del ciclismo Marco Pantani, il governatore ha sottoscritto il Patto per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio sciistico di Montecampione-Bassa Valle Camonica. Il documento prevede la partecipazione dei Comuni di Artogne, Darfo Boario Terme, Gianico, Pian Camuno, Rogno e della Comunità Montana di Valle Camonica e si pone l’obiettivo di migliorare i collegamenti dell’intero comprensorio attraverso la realizzazione di importanti interventi infrastrutturali strategici quali la sostituzione degli esistenti impianti Dosso delle Beccherie; Secondino – Monte Splaza e Longarino – Monte Splaza, opere per le quali Regione Lombardia ha messo in campo oltre 7 milioni di euro, su un importo complessivo che supera di poco i 13 milioni. Il Comune di Artogne e la Comunità Montana di Valle Camonica garantiranno invece una quota complessiva di 5 milioni e 682mila euro. Patto per il comprensorio Borno-Monte Altissimo A seguire, Attilio Fontana ha messo la sua firma sul secondo accordo previsto nell’ambito della sua missione: il Patto Territoriale per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio turistico di Borno – Monte Altissimo. L’intesa prevede la realizzazione, entro la fine del 2024, di due importanti interventi infrastrutturali, per un importo complessivo di 17 milioni di euro. Regione Lombardia contribuisce con un finanziamento di 14,5 milioni di euro, di cui 9,8 milioni di euro di risorse autonome regionali e 4,7 milioni di euro di fondi statali frutto dell’intesa raggiunta tra Regione Lombardia e Ministero del Turismo, che ne ha disposto l’assegnazione per la realizzazione di infrastrutture sportive in vista dei Giochi Olimpici del 2026 per migliorare l’attrattività dei territori. Gli interventi alla base dell’attuazione del Patto sono la realizzazione di una nuova ed unica telecabina ad otto posti di arroccamento al Monte Altissimo con la sostituzione dell’attuale impianto di collegamento tra la stazione di partenza delle piste e la vetta del Monte Altissimo e la ristrutturazione e la riqualificazione complessiva dell’attuale edificio presente in quota sulla vetta del Monte Altissimo. Una struttura destinata a rifugio, ponendo particolare attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche e alla riduzione degli impatti ambientali e paesaggistici. Il Comune di Borno e la Comunità Montana di Valle Camonica si impegnano a concorrere al cofinanziamento garantendo una quota complessiva di euro 2 milioni 450mila euro. La visita del presidente Fontana è quindi proseguita a Malegno per far tappa alla Pia Fondazione Valle Camonica Onlus, realtà sociale che promuove, realizza, gestisce e coordina servizi per anziani, disabili e minori nel settore assistenziale e sociosanitario. A seguire l’appuntamento alla Ciclovia dell’Oglio, opera eccezionale che riguarda oltre alla provincia di Brescia, quelle di Bergamo, Cremona e Mantova. E quindi al Museo Archeologico della Valle Camonica di Cividate Camuno, con una sede rinnovata grazie al sostegno economico di Regione Lombardia. Sorgente: Il presidente della Lombardia in visita in Valcamonica – Giornale di brescia   [...] Leggi di più...
07/07/2022Fontana: “Essere sindaco di tutti i lombardi significa valorizzare ogni area della Regione.” Calo demografico e bassa offerta servizi essenziali Specialmente nelle ‘Aree Interne’, quelle zone della regione particolarmente caratterizzate da isolamento geografico, calo demografico e bassi livelli nell’offerta dei servizi essenziali. È questa una delle motivazioni che ha spinto il presidente, Attilio Fontana – oggi (giovedì 7 luglio) in Valle Camonica – a intraprendere una serie di incontri in tutte queste zone della Lombardia “con l’obiettivo – spiega il governatore – di favorire una loro rivitalizzazione, al fine di aumentarne l’attrattività e fermare il processo di spopolamento, puntando ad un’economia di valorizzazione locale”. Ricordando l’importanza del suo passato da sindaco, il governatore Fontana ha detto: “Essere oggi ‘sindaco di tutti i lombardi’, significa essere vicino alle persone e agire con concretezza, non con proclami ma attraverso azioni che rispondano alle esigenze dei territori”. Strategia delle aree interne, 200 milioni per rilanciarle Dopo la prima visita nell’Oltrepò Pavese, il presidente Fontana, insieme agli assessori regionali Massimo Sertori (Montagna, Enti locali e Piccoli comuni) e Davide Caparini (Bilancio e Finanze), ha fatto tappa in Valle Camonica per presentare l’‘Agenda del Controesodo’ e la ‘Strategia delle Aree Interne’, un ambizioso programma di rilancio dei territori svantaggiati finanziato con 200 milioni di euro di risorse europee e regionali (circa 14 milioni per ciascuna delle 14 Aree Interne). L’Area Interna Valle Camonica è stata candidata da Regione Lombardia sulla Strategia Nazionale Aree Interne 2021-2027 e comprende 35 Comuni della zona montana della provincia di Brescia, caratterizzati da fragilità territoriale ma dall’alto potenziale di sviluppo. Per l’elaborazione della Strategia Aree Interne Regione Lombardia potrà contare sulla collaborazione del Politecnico di Milano, che metterà a disposizione le proprie professionalità tecnico-scientifiche e su un accordo con Anci Lombardia per realizzare centri di competenza che aiutino gli enti locali a realizzare gli interventi progettati. Fontana: Valle Camonica territorio ricco di cultura e tradizioni “La Valle Camonica – ha detto Attilio Fontana incontrando gli stakeholder del territorio a Piamborno – è un territorio ricco di tradizioni e cultura, per molti aspetti unico. Le sue radici affondano in una storia millenaria, che dagli antichi popoli camuni è giunta fino ai giorni nostri. Un patrimonio prezioso che abbiamo il dovere di preservare e che deve essere una delle leve per promuovere la montagna e tutto il sistema economico-produttivo che ruota intorno a essa. Ancora una volta – ha aggiunto il governatore – dal confronto con le persone che abitano e lavorano in questa terra, ho potuto cogliere la concretezza tipica del ‘fare lombardo’. E noi, come Istituzioni, non possiamo disperdere questo patrimonio e questa voglia di valorizzare l’impresa, l’artigianato, il turismo e la cultura della Valle Camonica”. Assessore Sertori: “Fondamentale valorizzare la montagna” “Il tema della valorizzazione della montagna – ha evidenziato l’assessore Sertori – per il presidente Fontana è centrale’. ‘In Valle Camonica – ha aggiunto – il radicamento e l’attaccamento al territorio consentiranno di sfruttare al meglio la sinergia con la Regione Lombardia, rendendo ancora più attrattivi luoghi per certi versi davvero unici e inimitabili. Un impegno il nostro che è partito da qui e, qualche giorno fa, dall’Oltrepò Pavese ma che sarà una costante di tutte le Aree Interne della Lombardia”. Assessore Caparini: “Politica dell’ascolto al centro del nostro agire” “Posso assicurare, essendo originario di questa zona – ha aggiunto l’assessore Caparini – che la grande forza di volontà delle persone della Valle Camonica è per certi versi unica. La politica dell’ascolto e del confronto da sempre al centro dell’azione del presidente Fontana sono alla base dei risultati presentati oggi e dei progetti che verranno realizzati in futuro’. La tappa camuna del presidente Fontana ha portato anche alla concretizzazione di due importanti accordi riguardanti il futuro del territorio. La sottoscrizione del patto per lo sviluppo strategico di Montecampione-bassa Valle Camonica In mattinata, tra le montagne di Montecampione, davanti al monumento che celebra il campionissimo del ciclismo Marco Pantani, fortemente voluto da Regione Lombardia, il governatore ha sottoscritto il ‘Patto per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio sciistico di Montecampione-Bassa Valle Camonica’. Il documento ‘prevede la partecipazione dei Comuni di Artogne, Darfo Boario Terme, Gianico, Pian Camuno, Rogno e della Comunità Montana di Valle Camonica e si pone l’obiettivo di migliorare, omogenizzare e velocizzare i collegamenti dell’intero comprensorio attraverso la realizzazione di importanti interventi infrastrutturali strategici quali la sostituzione degli esistenti impianti ‘Dosso delle Beccherie’; ‘Secondino – Monte Splaza’ e ‘Longarino – Monte Splaza’, opere per le quali Regione Lombardia ha messo in campo 7.482.950 euro, su un importo complessivo di 13.165.900,00 euro. Il Comune di Artogne e la Comunità Montana di Valle Camonica garantiranno invece una quota complessiva di euro 5.682.950 euro. Il patto per il comprensorio turistico di Borno-Monte Altissimo A seguire, Attilio Fontana ha messo la sua firma sul secondo accordo previsto nell’ambito della sua missione: il ‘Patto Territoriale per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio turistico di Borno – Monte Altissimo’. L’intesa prevede la realizzazione, entro la fine del 2024, di due importanti interventi infrastrutturali, per un importo complessivo di 17 milioni di euro. Regione Lombardia contribuisce con un finanziamento di 14,5 milioni di euro, di cui 9,8 milioni di euro di risorse autonome regionali e 4,7 milioni di euro di fondi statali frutto dell’intesa raggiunta tra Regione Lombardia e Ministero del Turismo, che ne ha disposto l’assegnazione per la realizzazione di infrastrutture sportive in vista dei Giochi Olimpici del 2026 per migliorare l’attrattività dei territori. Gli interventi alla base dell’attuazione del ‘Patto’ sono la realizzazione di una nuova ed unica telecabina ad otto posti di arroccamento al Monte Altissimo con la sostituzione dell’attuale impianto di collegamento tra la stazione di partenza delle piste e la vetta del Monte Altissimo e la ristrutturazione e la riqualificazione complessiva dell’attuale edificio presente in quota sulla vetta del Monte Altissimo. Struttura destinata a rifugio, ponendo particolare attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche e alla riduzione degli impatti ambientali e paesaggistici. Il Comune di Borno e la Comunità Montana di Valle Camonica si impegnano a concorrere al cofinanziamento garantendo una quota complessiva di euro 2.450.000 euro. I comuni aree interna Vallecamonica L”Area Interna Valcamonica’, individuata da Regione Lombardia, include 35 Comuni della zona montana della provincia di Brescia: Angolo Terme, Artogne, Berzo Demo, Berzo Inferiore, Bienno, Borno, Braone, Capo di Ponte, Cedegolo, Cerveno, Cimbergo, Cividate, Camuno, Corteno Golgi, Darfo Boario Terme, Edolo, Esine, Gianico, Incudine, Lozio, Losine, Malegno, Malonno, Monno, Niardo, Ono San Pietro, Ossimo, Paisco Loveno, Paspardo, Pian Camuno, Piancogno, Sellero, Sonico, Temù, Vezza d’Oglio e Vione. Con una popolazione totale di oltre 80.000 abitanti. La nuova Area Interna Valcamonica comprende tutti i Comuni dell’omonima comunità montana, a esclusione dei Comuni beneficiari delle risorse del Fondo Comuni Confinanti (Breno, Ceto, Cevo, Ponte di Legno, Saviore dell’Adamello). La visita del presidente Fontana è quindi proseguita a Malegno per far tappa alla Pia Fondazione ‘Valle Camonica Onlus’, realtà sociale che promuove, realizza, gestisce e coordina servizi per anziani, disabili e minori nel settore assistenziale e sociosanitario. A seguire l’appuntamento alla ‘Ciclovia dell’Oglio’, opera eccezionale che riguarda oltre alla provincia di Brescia, quelle di Bergamo, Cremona e Mantova. E quindi al Museo Archeologico della Valle Camonica di Cividate Camuno, con una sede rinnovata grazie al sostegno economico di Regione Lombardia. Sorgente: Il presidente Attilio Fontana in Valle Camonica: “Qui impresa e turismo sinonimo di concretezza” – Prima Brescia   [...] Leggi di più...
07/07/2022In questo territorio impresa e turismo simbolo di concretezza Verificare sul campo, anche e soprattutto attraverso la politica dell’ascolto, le esigenze del territorio. Specialmente nelle ‘Aree Interne’, quelle zone della regione particolarmente caratterizzate da isolamento geografico, calo demografico e bassi livelli nell’offerta dei servizi essenziali. È questa una delle motivazioni che ha spinto il presidente, Attilio Fontana – oggi in Valle Camonica – a intraprendere una serie di incontri in tutte queste zone della Lombardia “con l’obiettivo – spiega il governatore – di favorire una loro rivitalizzazione, al fine di aumentarne l’attrattività e fermare il processo di spopolamento, puntando ad un’economia di valorizzazione locale”. Ricordando l’importanza del suo passato da sindaco, il governatore Fontana ha detto: “Essere oggi ‘sindaco di tutti i lombardi’, significa essere vicino alle persone e agire con concretezza, non con proclami ma attraverso azioni che rispondano alle esigenze dei territori”. Dopo la prima visita nell’Oltrepò Pavese, il presidente Fontana, insieme agli assessori regionali Massimo Sertori (Montagna, Enti locali e Piccoli comuni) e Davide Caparini (Bilancio e Finanze), ha fatto tappa in Valle Camonica per presentare l”Agenda del Controesodo’ e la ‘Strategia delle Aree Interne’, un ambizioso programma di rilancio dei territori svantaggiati finanziato con 200 milioni di euro di risorse europee e regionali (circa 14 milioni per ciascuna delle 14 Aree Interne). L’Area Interna Valle Camonica è stata candidata da Regione Lombardia sulla Strategia Nazionale Aree Interne 2021-2027 e comprende 35 Comuni della zona montana della provincia di Brescia, caratterizzati da fragilità territoriale ma dall’alto potenziale di sviluppo. Per l’elaborazione della Strategia Aree Interne Regione Lombardia potrà contare sulla collaborazione del Politecnico di Milano, che metterà a disposizione le proprie professionalità tecnico-scientifiche e su un accordo con Anci Lombardia per realizzare centri di competenza che aiutino gli enti locali a realizzare gli interventi progettati. “La Valle Camonica – ha detto Attilio Fontana incontrando gli stakeholder del territorio a Piamborno – è un territorio ricco di tradizioni e cultura, per molti aspetti unico. Le sue radici affondano in una storia millenaria, che dagli antichi popoli camuni è giunta fino ai giorni nostri. Un patrimonio prezioso che abbiamo il dovere di preservare e che deve essere una delle leve per promuovere la montagna e tutto il sistema economico-produttivo che ruota intorno a essa”. “Ancora una volta – ha aggiunto il governatore – dal confronto con le persone che abitano e lavorano in questa terra, ho potuto cogliere la concretezza tipica del ‘fare lombardo’. E noi, come Istituzioni, non possiamo disperdere questo patrimonio e questa voglia di valorizzare l’impresa, l’artigianato, il turismo e la cultura della Valle Camonica”. “Il tema della valorizzazione della montagna – ha evidenziato l’assessore Sertori – per il presidente Fontana è centrale’. ‘In Valle Camonica – ha aggiunto – il radicamento e l’attaccamento al territorio consentiranno di sfruttare al meglio la sinergia con la Regione Lombardia, rendendo ancora più attrattivi luoghi per certi versi davvero unici e inimitabili. Un impegno il nostro che è partito da qui e, qualche giorno fa, dall’Oltrepò Pavese ma che sarà una costante di tutte le Aree Interne della Lombardia”. “Posso assicurare, essendo originario di questa zona – ha aggiunto l’assessore Caparini – che la grande forza di volontà delle persone della Valle Camonica è per certi versi unica. La politica dell’ascolto e del confronto da sempre al centro dell’azione del presidente Fontana sono alla base dei risultati presentati oggi e dei progetti che verranno realizzati in futuro’. La tappa camuna del presidente Fontana ha portato anche alla concretizzazione di due importanti accordi riguardanti il futuro del territorio. In mattinata, tra le montagne di Montecampione, davanti al monumento che celebra il campionissimo del ciclismo Marco Pantani, fortemente voluto da Regione Lombardia, il governatore ha sottoscritto il ‘Patto per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio sciistico di Montecampione-Bassa Valle Camonica’. Il documento ‘prevede la partecipazione dei Comuni di Artogne, Darfo Boario Terme, Gianico, Pian Camuno, Rogno e della Comunità Montana di Valle Camonica e si pone l’obiettivo di migliorare, omogenizzare e velocizzare i collegamenti dell’intero comprensorio attraverso la realizzazione di importanti interventi infrastrutturali strategici quali la sostituzione degli esistenti impianti ‘Dosso delle Beccherie’; ‘Secondino – Monte Splaza’ e ‘Longarino – Monte Splaza’, opere per le quali Regione Lombardia ha messo in campo 7.482.950 euro, su un importo complessivo di 13.165.900,00 euro. Il Comune di Artogne e la Comunità Montana di Valle Camonica garantiranno invece una quota complessiva di euro 5.682.950 euro. A seguire, Attilio Fontana ha messo la sua firma sul secondo accordo previsto nell’ambito della sua missione: il ‘Patto Territoriale per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio turistico di Borno – Monte Altissimo’. L’intesa prevede la realizzazione, entro la fine del 2024, di due importanti interventi infrastrutturali, per un importo complessivo di 17 milioni di euro. Regione Lombardia contribuisce con un finanziamento di 14,5 milioni di euro, di cui 9,8 milioni di euro di risorse autonome regionali e 4,7 milioni di euro di fondi statali frutto dell’intesa raggiunta tra Regione Lombardia e Ministero del Turismo, che ne ha disposto l’assegnazione per la realizzazione di infrastrutture sportive in vista dei Giochi Olimpici del 2026 per migliorare l’attrattività dei territori. Gli interventi alla base dell’attuazione del ‘Patto’ sono la realizzazione di una nuova ed unica telecabina ad otto posti di arroccamento al Monte Altissimo con la sostituzione dell’attuale impianto di collegamento tra la stazione di partenza delle piste e la vetta del Monte Altissimo e la ristrutturazione e la riqualificazione complessiva dell’attuale edificio presente in quota sulla vetta del Monte Altissimo. Struttura destinata a rifugio, ponendo particolare attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche e alla riduzione degli impatti ambientali e paesaggistici. Il Comune di Borno e la Comunità Montana di Valle Camonica si impegnano a concorrere al cofinanziamento garantendo una quota complessiva di euro 2.450.000 euro. L”Area Interna Valcamonica’, individuata da Regione Lombardia, include 35 Comuni della zona montana della provincia di Brescia: Angolo Terme, Artogne, Berzo Demo, Berzo Inferiore, Bienno, Borno, Braone, Capo di Ponte, Cedegolo, Cerveno, Cimbergo, Cividate, Camuno, Corteno Golgi, Darfo Boario Terme, Edolo, Esine, Gianico, Incudine, Lozio, Losine, Malegno, Malonno, Monno, Niardo, Ono San Pietro, Ossimo, Paisco Loveno, Paspardo, Pian Camuno, Piancogno, Sellero, Sonico, Temù, Vezza d’Oglio e Vione. Con una popolazione totale di oltre 80.000 abitanti. La nuova Area Interna Valcamonica comprende tutti i Comuni dell’omonima comunità montana, a esclusione dei Comuni beneficiari delle risorse del Fondo Comuni Confinanti (Breno, Ceto, Cevo, Ponte di Legno, Saviore dell’Adamello). La visita del presidente Fontana è quindi proseguita a Malegno per far tappa alla Pia Fondazione ‘Valle Camonica Onlus’, realtà sociale che promuove, realizza, gestisce e coordina servizi per anziani, disabili e minori nel settore assistenziale e sociosanitario. A seguire l’appuntamento alla ‘Ciclovia dell’Oglio’, opera eccezionale che riguarda oltre alla provincia di Brescia, quelle di Bergamo, Cremona e Mantova. E quindi al Museo Archeologico della Valle Camonica di Cividate Camuno, con una sede rinnovata grazie al sostegno economico di Regione Lombardia. Sorgente: Valtellina News – notizie da Sondrio e provincia » Attilio Fontana in visita in Valle Camonica   [...] Leggi di più...
07/07/2022Non solo azioni importanti sotto il profilo economico-produttivo – come la sottoscrizione di due ‘Patti del territorio’ mirati a favorire la fruibilità e il rilancio turistico dell”Area Interna’ della Valle Camonica e l’incontro con gli stakeholder dei vari settori, ma anche spazio alla scoperta e alla valorizzazione dei temi ambientali e culturali di quella che il presidente Fontana non ha esitato a definire “unici e dal valore inestimabile”. Il governatore, insieme agli assessori regionali Davide Caparini (Bilancio e Finanza) e Massimo Sertori (Enti locali, Montagna e Piccoli Comuni), infatti dopo gli appuntamenti a Montecampione-Artogne, Piamborno e Borno, ha sperimentato sul campo la ‘Ciclovia dell’Oglio’. Un percorso che si sviluppa in circa 280 km e attraversa, da nord a sud, il territorio lombardo, incontrando le province di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova. “Da vedere e da provare – ha commentato con entusiasmo Attilio Fontana – non solo per gli appassionati della bicicletta, ma più in generale per tutti coloro che vogliono immergersi in un mix ambientale che, oltre ai bellissimi paesaggi della Valle Camonica, offre scenari lombardi straordinari”. La partenza è posta al Passo del Tonale, a 1.883 mt di quota, nel cuore delle montagne del Parco dell’Adamello, mentre l’arrivo è collocato a quota 21 metri, presso il Ponte di Barche a San Matteo delle Chiaviche: 1.862 metri il dislivello lungo un percorso, all’80% su asfalto e per il restante 20% su sterrato. La ‘Ciclovia dell’Oglio’ ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di “ciclabile più bella d’Italia” per l’anno 2019, un successo decretato dalla giuria di esperti del premio ‘Italian Green Road Award’. “Grazie al bando di Regione Lombardia per la ‘Promozione del Cicloturismo in Lombardia’ – ha ricorda Fontana – la Provincia di Brescia, capofila di un’aggregazione di dieci Comuni, è stata ammessa al finanziamento di 415.000 euro per un progetto complessivo di oltre 800.000 euro finalizzato ad apportare delle migliorie al tracciato della ciclovia”. E dall’ambiente alla cultura il passo è breve. A Cividate Camuno il governatore ha chiuso la tappa del tour ‘Aree Interne’ al nuovo ‘Museo archeologico nazionale della Valle Camonica’ nella rinnovata sede. Lavori completati, grazie al contributo di Regione Lombardia e della Comunità Montana di Valle Camonica, dal Comune e dalla Direzione Regionale Musei Lombardia, con la collaborazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia. “Un luogo davvero interessante- ha concluso Fontana – una nuova sede all’altezza dei tesori rinvenuti in questi luoghi e custoditi da molti anni. Museo che sarà punto di partenza e di arrivo del percorso della Valle Camonica romana”. Cividate Camuno, antica Civitas Camunnorum, ha come altre tappe d’interesse l’area del foro e il Parco Archeologico del teatro e dell’anfiteatro. Non lontano da qui, poi, si trova anche il Parco Archeologico del Santuario di Minerva a Spinera di Breno. Altre informazioni ed immagini al link della sorgente: PRESIDENTE FONTANA IN VALLE CAMONICA: ‘CICLOVIA DELL’OGLIO’ E MUSEO ARCHEOLOGICO GIOIELLI UNICI DA VISITARE E SOSTENERE | Mincio&Dintorni   [...] Leggi di più...
07/07/2022Artogne – Visita istituzionale dei vertici di Regione Lombardia in Valle Camonica: il presidente Attilio Fontana, l’assessore Davide Caparini e il consigliere regionale Francesco Ghiroldi hanno fatto tappa in mattina a Montecampione, incontrando i sindaci, tra cui Barbara Bonicelli (Artogne), Giorgio Ramazzini (Pian Camuno), Mirko Pendoli (Gianico), Cristian Molinari (Rogno), Dario Colossi che ha debuttato con la fascia tricolore di sindaco di Darfo Boario Terme ad un incontro istituzionale, il vicepresidente della Comunità Montana di Valle Camonica, Enrico Dellanoce. Il ritrovo è stato presso la località Plan di Bassinale dove i Comuni di Artogne, Pian Camuno, Gianico, Darfo e Rogno, e la Comunità Montana di Valle Camonica hanno sottoscritto (nella foto) con Regione Lombardia un preliminare del patto territoriale per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio turistico e sciistico di Montecampione. Dopo l’accordo quadro delle tre valli che ci sta consentendo importanti manutenzioni straordinarie di messa in sicurezza delle infrastrutture (strada 1200/1800 e gallerie) a costo zero per il Comune di Artogne, ha ribadito il sindaco Barbara Bonicelli – ora “c’è una disponibilità ad aiutare nell’ottica di un rilancio economico con risvolti importanti per la bassa valle Camonica. Solo se gli enti pubblici mettono garanzie di investimento sulle parti di propria competenza, sarà possibile e appetibile per gli investitori privati fare impresa e muovere nuovamente la microeconomia locale. Ancora una volta da Regione Lombardia un’attenzione al nostro territorio che merita una visione d’insieme”. Dopo l’accordo i vertici di Regione Lombardia il presidente Fontana, l’assessore Caparini e il consigliere Ghiroldi si sono trasferiti a Piamborno per  un “Incontro istituzionale con gli stakeholder” e nel pomeriggio la visita istituzionale proseguirà a Borno (Skiarea Monte Altissimo) con la sottoscrizione “Patto territoriale per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio turistico di Borno – Monte Altissimo in Valle Camonica”‘, poi alle 16:30 a Malegno ci sarà la visita alla “Pia Fondazione Valle Camonica Onlus” e al termine sopralluogo alla “Ciclovia dell’Oglio”, attraversando il ponte nuovo sull’Oglio verso Cividate Camuno, e sempre a Cividate Camuno si concluderà la visita al “Museo Archeologico Nazionale della Valle Camonica”. L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE FONTANA Verificare sul campo, anche e soprattutto attraverso la politica dell’ascolto, le esigenze del territorio. Specialmente nelle ‘Aree Interne’, quelle zone della regione particolarmente caratterizzate da isolamento geografico, calo demografico e bassi livelli nell’offerta dei servizi essenziali. È questa una delle motivazioni che ha spinto il presidente, Attilio Fontana – oggi in Valle Camonica – a intraprendere una serie di incontri in tutte queste zone della Lombardia “con l’obiettivo – spiega il governatore – di favorire una loro rivitalizzazione, al fine di aumentarne l’attrattività e fermare il processo di spopolamento, puntando ad un’economia di valorizzazione locale”. Ricordando l’importanza del suo passato da sindaco, il governatore Fontana ha detto: “Essere oggi ‘sindaco di tutti i lombardi’, significa essere vicino alle persone e agire con concretezza, non con proclami ma attraverso azioni che rispondano alle esigenze dei territori”. STRATEGIA DELLE AREE INTERNE, 200 MILIONI PER RILANCIARLE – Dopo la prima visita nell’Oltrepò Pavese, il presidente Fontana, insieme agli assessori regionali Massimo Sertori (Montagna, Enti locali e Piccoli comuni) e Davide Caparini (Bilancio e Finanze), ha fatto tappa in Valle Camonica per presentare l”Agenda del Controesodo’ e la ‘Strategia delle Aree Interne’, un ambizioso programma di rilancio dei territori svantaggiati finanziato con 200 milioni di euro di risorse europee e regionali (circa 14 milioni per ciascuna delle 14 Aree Interne). L’Area Interna Valle Camonica è stata candidata da Regione Lombardia sulla Strategia Nazionale Aree Interne 2021-2027 e comprende 35 Comuni della zona montana della provincia di Brescia, caratterizzati da fragilità territoriale ma dall’alto potenziale di sviluppo. Per l’elaborazione della Strategia Aree Interne Regione Lombardia potrà contare sulla collaborazione del Politecnico di Milano, che metterà a disposizione le proprie professionalità tecnico-scientifiche e su un accordo con Anci Lombardia per realizzare centri di competenza che aiutino gli enti locali a realizzare gli interventi progettati. FONTANA: VALLE CAMONICA TERRITORIO RICCO DI CULTURA E TRADIZIONI – “La Valle Camonica – ha detto Attilio Fontana incontrando gli stakeholder del territorio a Piamborno – è un territorio ricco di tradizioni e cultura, per molti aspetti unico. Le sue radici affondano in una storia millenaria, che dagli antichi popoli camuni è giunta fino ai giorni nostri. Un patrimonio prezioso che abbiamo il dovere di preservare e che deve essere una delle leve per promuovere la montagna e tutto il sistema economico-produttivo che ruota intorno a essa”. “Ancora una volta – ha aggiunto il governatore – dal confronto con le persone che abitano e lavorano in questa terra, ho potuto cogliere la concretezza tipica del ‘fare lombardo’. E noi, come Istituzioni, non possiamo disperdere questo patrimonio e questa voglia di valorizzare l’impresa, l’artigianato, il turismo e la cultura della Valle Camonica”. ASSESSORE SERTORI: FONDAMENTALE VALORIZZARE MONTAGNA – “Il tema della valorizzazione della montagna – ha evidenziato l’assessore Sertori – per il presidente Fontana è centrale’. ‘In Valle Camonica – ha aggiunto – il radicamento e l’attaccamento al territorio consentiranno di sfruttare al meglio la sinergia con la Regione Lombardia, rendendo ancora più attrattivi luoghi per certi versi davvero unici e inimitabili. Un impegno il nostro che è partito da qui e, qualche giorno fa, dall’Oltrepò Pavese ma che sarà una costante di tutte le Aree Interne della Lombardia”. ASSESSORE CAPARINI: POLITICA DELL’ASCOLTO AL CENTRO DEL NOSTRO AGIRE – “Posso assicurare, essendo originario di questa zona – ha aggiunto l’assessore Caparini – che la grande forza di volontà delle persone della Valle Camonica è per certi versi unica. La politica dell’ascolto e del confronto da sempre al centro dell’azione del presidente Fontana sono alla base dei risultati presentati oggi e dei progetti che verranno realizzati in futuro’. Sorgente: Sottoscritto da Regione e Comuni il patto territoriale su Montecampione | Gazzetta delle Valli News dalle Valli Lombarde e Trentine   [...] Leggi di più...
07/07/2022Il presidente di regione Lombardia in valle per sottoscrivere gli accordi di programma che rilanciano i comprensori sciistici. Prima tappa a Montecampione Sorgente: Montecampione: Fontana firma accordo per il rilancio – TeleBoario   [...] Leggi di più...
07/07/2022In grote lijnen was al bekend hoe de Ronde van Italië er in 2014 uit ging zien, maar het Italiaanse Tutto Sport zou het complete schema al hebben onderschept. Met voor het eerst drie rustdagen in een grote ronde, drie tijdritten (een ploegentijdrit, een individuele tijdrit en een klimtijdrit) en de terugkeer van de Monte Zoncolan, belooft het een mooie editie te worden. RCS Sport – de organisator van de etappekoers – maakt maandag een einde aan alle speculaties, wanneer zij het officiële etappeplan presenteert. De Italiaanse tegenstrever van La Gazzetta dello Sport publiceerde het gehele percorsi vanochtend in de papierenkrant. De ronde gaat zoals bekend op vrijdag (ook voor het eerst) 9 mei van start in het Noord-Ierse Belfast en eindigt op zondag 1 juni in Triëst. In Italië worden onder meer de beklimmingen van Santuario di Oropa, Monte Grappa, Montecampione, Panarotta, Val Martello (dak van de ronde)  bedwongen, vooraleer men op de voorlaatste dag de enorm steile flanken van de Monte Zoncolan moet overleven. Het venijn zit hem in de staart, als we Tutto Sport mogen geloven. Tijdens de laatste acht etappes zal de aankomstlijn maarliefst zes keer bergop liggen. De Italiaanse krant noemt de ronde zelfs una corsa bellissima nel nome del Pirata, ofwel een koers in de naam van Marco Pantani. Verder zal de ronde in het teken staan van Gino Bartali. De Italiaanse wielerlegende en eeuwige rivaal van Fausto Coppi zou in 2014 honderd jaar zijn geworden. Vreemd genoeg is zijn geboortegrond, Toscane (meer bepaald Ponte a Ema), niet opgenomen in het routeschema. In plaats daarvan zou de RCS Sport een dag of beklimming willen vernoemen naar Bartoli. Uitgelekt etappeplan Ronde van Italië 2014: 9 mei: Belfast-Belfast (ploegentijdrit) 10 mei: Belfast-Belfast 11 mei Armagh-Dublin 12 mei: Rustdag. Vlucht van Ierland naar Italië. 13 mei: Bari-Taranto 14 mei: Taranto-Viggiano 15 mei: Sassano-Montecassino 16 mei: Frosinone-Foligno 17 mei: Foligno-Montecopiolo 18 mei: Lugo-Sestola 19 mei: Rustdag in Modena. 20 mei Modena-Salsomaggiore 21 mei: Correggio-Savona 22 mei: Barbaresco-Barolo (individuele tijdrit over 46,4 kilometer) 23 mei: Fossano-Rivarolo 24 mei: Agliè-Oropa * 25 mei: Valdengo-Montecampione* 26 mei: Rustdag in Pontedilegno. 27 mei: Pontedilegno-Val Martello * 28 mei: Sarnonico-Vittorio Veneto 29 mei: Belluno-Malga Panarotta* 30 mei: Bassano-Monte Grappa* (individuele tijdrit) 31 mei: Maniago-Monte Zoncolan* 1 juni: Gemona-Trieste * = aankomst bergop Sorgente: Routeschema Giro d’Italia 2014 uitgelekt | Wieler Revue   [...] Leggi di più...
06/07/2022Montecampione – Il Panathlon di Vallecamonica ospite del Tiro a Volo a Montecampione (Brescia). Una location particolare ed originale per la conviviale del Panathlon Club di Vallecamonica: i soci si sono ritrovati infatti presso il campo di Tiro a Volo di Montecampione (Brescia) ospiti del Tiro a Volo Lovere (Bergamo), società presieduta da Gianpietro Faustinelli, che ha quasi 100 anni di storia. Dopo aver usufruito dei consigli degli Istruttori e aver sparato ai piattelli il presidente Ottavio Bonino ha dato inizio ufficiale alla serata con il tradizionale suono della campana e l’Inno d’Italia cantato in piedi da tutti i convenuti. Il presidente ha ringraziato per l’ospitalità e ha dato alcune notizie sul Tito a Volo lasciando poi la parola al presidente del Tiro a Volo Lovere Gianpietro Faustinelli che, a sua volta, ha ringraziato il Panathlon per la preziosa visita ed in particolare il socio Giulio Maffeis che ha contribuito all’organizzazione della conviviale. ‘Innanzitutto spero abbiate vissuto una bella esperienza al poligono di tiro. Noi siamo quelli che rompiamo i piattelli e lo facciamo da circa 100 anni; infatti ci sono documenti scritti che attestano la presenza del Tiro a Volo Lovere, nato peraltro a Darfo Boario Terme, fin dal 1924. Ogni anno ricordiamo con una Messa i nostri predecessori che non sono più tra noi citandoli uno per uno’. E cosi Faustinelli ha via via narrato la storia della società, l’interesse marcato per i giovani che poi vengono indirizzati alla sede più prestigiosa di Lonato dove peraltro insegnano lo stesso presidente e l’istruttore Marco Faustinelli. E proprio due giovani tiratori della società loverese sono stati presentati ai soci del Club: prima Gloria Labemano, già con ottimi risultati a livello nazionale ‘Ho iniziato nel 2018 a tirare e siamo davvero seguiti molto bene, passo dopo passo ed è fondamentale allenarsi tutti i giorni’, poi Andrea Capurso, vincitore a livello regionale con ottimi podi in gare nazionali: ‘Davvero questa è la mia casa, mi trovo molto bene, mi alleno con impegno ed inizio ad avere buoni risultati’. Il presidente ha poi citato Samuele Faustinelli già vincitore di gare internazionali in Kazakistan e Perù con record di 147 piattelli su 150, Dario Anguissola con due gare europee vinte e Rachele Amighetti mondiale ed europeo a squadre. Il presidente del Club Bonino ha poi rivolto alcune domande a Faustinelli sulle regole, le categorie, l’organizzazione del Tiro a Volo. ‘Si parte con i 12 anni categoria Esordienti, poi Giovani Speranze, Allievi, Junior e poi si arriva all’Eccellenza. Si passa di categoria, dai Master all’Eccellenza attraverso i risultati, un tiratore Eccellenza deve fare 120 piattelli su 125. Anche per fare i tecnici istruttori e gli allenatori è necessario acquisire Crediti Formativi attraverso veri e propri Corsi. L’allenamento principale ad un certo livello è quasi esclusivamente mentale, psicologico per reggere la pressione soprattutto degli ultimi piattelli’. Faustinelli ha poi descritto gli attrezzi utilizzati, i fucili, da usare con delicatezza e in piena sicurezza, con una o due cartucce, i piattelli in carbonato di calcio, le cartucce, i costi di un fucile (dai 2500€ ai 5000€), i costi di affiliazione alla società (60€ con sconti sull’uso delle strutture e dei materiali), alla Federazione (50€ con relativa assicurazione), all’utilizzo del campo gara (25 piattelli 8€, 25 cartucce 6€), le diverse categorie (Skeet, fossa olimpica, fossa universale e double track, quest’ultimo ormai inesistente) e le diverse modalità d’uscita dei piattelli. Infine alcune domande dei soci sulle tipologie delle gare (singolo, a coppie, a squadre), sul porto d’armi (non necessario) e sulle ferree regole per accedere e stare sul campo di tiro. Con la consegna del gagliardetto Panathlon da parte del presidente Bonino e del socio Maffeis al presidente del Tiro a Volo Lovere Gianpietro Faustinelli si è così conclusa una piacevole e bella serata di sport. Ora gli appuntamenti con il ciclismo e con il canottaggio in data da destinarsi. Sorgente: Il Panathlon di Vallecamonica ospite del Tiro a Volo a Montecampione | Gazzetta delle Valli News dalle Valli Lombarde e Trentine   [...] Leggi di più...
06/07/2022Oltre 70 titoli nel fittissimo cartellone del Consorzio Montecampione, dal 1 luglio al 27 agosto, con alcune iniziative uniche, tra cui spicca il ritorno della Banda musicale della Marina militare italiana, sabato 16 luglio, occasione nella quale verrà inaugurato anche in monumento dedicato ai marinai caduti della Vallecamonica nella zona del Laghetto. Mentre domenica 17 luglio torna la festa della Montagna in Bassinale preceduta all’alba da “Emozioni in quota” con i cori alpini e l’archeologo Ausilio Priuli. E poi tanta montagna, dove spicca il programma “Verticalmonte”, con foresta terapia, arrampicata sportiva, trekking e Mountain bike. Vertical Trail, Corri e cammina per Montecampione, Yoga, escursioni nelle malghe e nei rifugi (Cimosco e Alpe Rosello). Lo sport, come da tradizione, ha un ruolo trainante per coinvolgere famiglie con bambini, adolescenti e giovani; oltre alla scuola calcio già ben consolidata, quest’anno ci sarà anche la scuola di volley. Ma anche tanto tennis, golf nel magnifico e impegnativo campo del Preottone, a 9 buche, in attesa di poter vedere ultimato anche il campo di “Paddle”, nello spiazzo erboso antistante la piazza della Splaza. Tre i team di animazione con ruoli e caratteristiche differenti: quello per i più piccoli, quello per adolescenti e giovani e quello prettamente musicale, con serate in musica e ballo, pianobar e ascolto. E poi ancora: Tequila trio con Cecilia Carta, musica e teatro con Trait d’Union, Tributo a Zucchero con Sugarboom, la decima edizione di Stradarte con Artisti di strada, i 4 elementi con Teatro a ruota libera, Rusty Brass in Piazzetta, Serata con il cantautore Tonino Caronte, Musica anni ’80’ con The Band, l’attesissma e storica sfilata di moda del 14 agosto con Michelle Ferré, e ancora serata ani ’80 con La Trifola. Emerge anche tanta voglia di essere e fare montagna: domenica 17 luglio con “Emozioni in quota” con i Cori Vallecamonica e la Pineta e l’archeologo Ausilio Priuli, all’alba, sui luoghi della preistoria della zona, con la Festa del Bassinale e la “Giornata del viver montano” il 21 agosto con la Proloco di Artogne. E ancora: corsi e tante escursioni all’aperto per tutti, dove quest’anno ci sarà anche il “Circuito Campione” di ben 25 chilometri, per scoprire al bellezza di una montagna ricca di fascino. Francesco Gheza Sorgente: +Valli TV – 70 APPUNTAMENTI PER UN’ESTATE PIENA   [...] Leggi di più...
06/07/2022Domani il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontan, sarà in Bassa Valle Camonica, per una serie di appuntamenti che i inseriscono nel progr Domani il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, sarà in Bassa Valle Camonica, per una serie di appuntamenti che i inseriscono nel programma di visite nelle ‘Aree interne’. Alle ore 9.45 prima tappa a Montecampione in località Bassinale – Plan di Montecampione, per la sottoscrizione del ‘Patto territoriale per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio sciistico di Montecampione’. Alle ore 11.30 a Piamborno al Borgo Glazel per un incontro con gli stakeholder-. Alle ore 14.30 a Borno alla Ski area Monte Altissimo anche qui per la sottoscrizione ‘Patto territoriale per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio turistico di Borno – Monte Altissimo’. Alle ore 16.30 a Malegno con una visita alla ‘Pia Fondazione di Valle Camonica Onlus’ e a seguire sopralluogo alla ‘Ciclovia, attraversando il ponte nuovo sull’Oglio verso Cividate Camuno, e quindi a Cividate Camuno per la visita del ‘Museo Archeologico Nazionale della Vallecamonica’ e inaugurazione della ‘Notte Romana’. turistico di Borno – Monte Altissimo’. Alle ore 16.30 a Malegno con una visita alla ‘Pia Fondazione di Valle Camonica Onlus’ e a seguire sopralluogo alla ‘Ciclovia, attraversando il ponte nuovo sull’Oglio verso Cividate Camuno, e quindi a Cividate Camuno per la visita del ‘Museo Archeologico Nazionale della Vallecamonica’ e inaugurazione della ‘Notte Romana’. Sorgente: www.camunity.it/flash_page.php?id=50220   [...] Leggi di più...
06/07/2022L’estate è bollente e gli impianti di risalita sono chiusi, ma le scadenze legate alla revisione delle seggiovie di Montecampione non sottostanno ai cambiamenti climatici o alle sospensioni d’esercizio. Anzi, queste ultime diventano utili per fare manutenzione. E così Montecampione Ski area, se vuole guardare al futuro con una certa tranquillità, deve pensare al necessario per poter garantire la prossima stagione sciistica. È già in archivio l’approvazione del regolamento di esercizio che riserva attenzione alla specificità dell’impianto e al piano di evacuazione riferito alla quadriposto ad agganciamento automatico Preottone-Monte Corniolo, alla Plan-Baite, alla triposto Plan-Larice e alla biposto Val Maione-Dosso rotondo. Il via libera lo ha dato la Comunità montana di Valcamonica, che ha in atto con le comunità del Garda bresciano, del Sebino bresciano, della Val di Scalve, della Valtrompia, della Valsabbia e dell’alto Garda un protocollo d’intesa per l’espletamento delle funzioni tecnico amministrative riguardanti gli impianti di risalita. L’avallo è arrivato ovviamente dopo che il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel maggio del 2021, aveva rilasciato il proprio nulla osta tecnico ai fini della sicurezza sul regolamento di esercizio di ogni singolo impianto. E adesso si va avanti: Msa deve ottenere la proroga della revisione generale della seggiovia principale, la Preottone-Monte Corniolo, costruita nel 1971, rifatta nel 2002 e revisionata nel 2012, e per questo ha presentato anche una richiesta di contributo al Comune di Pian Camuno. La risposta? L’amministrazione ha accolto la richiesta e deciso di versare 500 euro. Un piccolo aiuto che si dovrebbe aggiungere ad altri proprio per dare una mano alla società degli impianti, che non sembra vivere il suo momento migliore. Ma la novità più importante è quella che sta per maturare: domani il presidente della Regione Attilio Fontana sarà al Plan per firmare ufficialmente con i sindaci coinvolti (di Darfo, Artogne, Pian Camuno, Gianico e Rogno) il Patto territoriale per lo sviluppo strategico integrato di Montecampione, che prevede l’investimento da parte di Regione, Comunità montana e Artogne (il 57% a carico della Regione, il 43% degli altri due enti) di 13 milioni e 165mila euro per rifare gli impianti del Longarino, Secondino e Beccherie in prossima «scadenza». Impianti che dopo l’operazione dovrebbero passare alla gestione del Comune di Artogne, e finire in un project financing tutto da definire per la futura Domenico Benzoni Sorgente: Montecampione, il rilancio investe su 13 milioni di euro | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
05/07/2022La banda della Marina Militare del Comando Marittino Nord della Spezia suonerà a Montecampione (Brescia) sabato 16 luglio. Il concerto sarà preceduto dall’inaugurazione di un monumento dedicato ai marinai caduti durante la Prima e Seconda Guerra Mondiale della Valle Camonica. La banda suonerà la “Leggenda del Piave” ed il “Silenzio d’Ordinanza”. Un evento straordinario ed unico, per una località montana, ricco di valori umani e di grande emozione. Sorgente: Banda della Marina Militare della Spezia suonerà a Montecampione – Citta della Spezia   [...] Leggi di più...
02/07/2022Aveva 16 anni ed i calzoni corti quando presentò ad un pool di ingegneri della Siemens la sua idea che diventerà il salvavita, oggi presente ovunque. Da allora ne ha fatta di strada Franco Russi, brevettando importanti idee per la sicurezza, il risparmio energetico, l’ambiente, il clima, i gas serra. Il suo gioiellino oggi è il Me.Si, che consente un risparmio certo di almeno il 50% sui combustibili per caldaie da riscaldamento, con ricadute oggi quanto mai importanti per tutti. Franco Russi vive a Montecampione, nel silenzio ovattato e curato della sua villetta. Intorno ronzano le api, con il sottofondo dei neuroni alla ricerca di cose buone per l’umanità. Francesco Gheza Sorgente: +Valli TV – IL GENIO DELLA TERMODINAMICA   [...] Leggi di più...
02/07/2022Pubblicato in Notizie da Regione Lombardia 2022 “La Giunta di Regione Lombardia ha approvato il ‘Patto Territoriale’ per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio sciistico di Montecampione-Bassa Valle Camonica”.  lo rende noto l’Assessore al Bilancio e Finanza, Davide Caparini. “Il Patto Territoriale – continua l’Assessore –  frutto di un percorso concertativo e sinergico portato avanti dagli Enti locali che ha definito le strategie e le esigenze del territorio e che prevede la partecipazione dei Comuni di Artogne, Darfo Boario Terme, Gianico, Pian Camuno, Rogno e della Comunità Montana di Valle Camonica, punta a migliorare, omogenizzare e velocizzare la fruizione e i collegamenti dell’intero comprensorio attraverso la realizzazione di tre interventi infrastrutturali strategici quali la sostituzione degli esistenti impianti ‘Dosso delle Beccherie’; ‘Secondino – Monte Splaza’ e ‘Longarino – Monte Splaza’, interventi per i quali Regione Lombardia ha messo in campo 7.482.950 euro, su un importo complessivo degli interventi del Patto Territoriale di 13.165.900,00 euro. Il Comune di Artogne e la Comunità Montana di Valle Camonica garantiranno invece una quota complessiva di euro 5.682.950 euro. Questi interventi infrastrutturali di notevole rilievo hanno lo scopo di far diventare l’intero Comprensorio sempre più accogliente e attrattivo grazie a servizi efficienti e all’avanguardia. L’obiettivo è vivere la montagna tutto l’anno, anche in vista delle prossime sfide che ci attendono, da Bergamo Brescia capitale della cultura 2023 alle Olimpiadi del 2026, sarà infatti possibile proporre un’offerta turistica variegata e di qualità e ampliare l’offerta sciistica regionale come ulteriore elemento attrattivo internazionale. Ancora una volta – conclude Caparini – Regione Lombardia dimostra grande attenzione per le sue montagne.” Sorgente: REGIONE LOMBARDIA METTE IN CAMPO 7,5 MILIONI PER COMPRENSORIO SCIISTICO MONTECAMPIONE-BASSA VALLE CAMONICA   [...] Leggi di più...
01/07/2022Appuntamenti di luglio sab. 2 – MTB TOUR 1200 VerticalMonte: giro in Mountain Bike fra i sentieri esistenti e con nuovi collegamenti Splaza, ore 9.30 – SERATA MUSICALE De André e ballo liscio Piazzetta, 21.15 sab. 9 – BALLO LISCIO con Emilio Turla Piazzetta, 21.15 gio. 14 – CENERENTOLA E IL PRINCIPE BUZZURRO spettacolo teatrale dell’ASD Gruppo teatro Artogne Splaza, ore 21.00 sab. 16 – FORESTA TERAPIA VerticalMonte: camminata leggera nei boschi Partenza dal Laghetto, durata 10.00-12.00 Inaugurazione del monumento ai marinai caduti nella prima e seconda guerra mondiale con la presenza delle autorità civili e militari e della Banda della Marina Miliare del comando Marittimo Nord di La Spezia Laghetto, 17.00 – CONCERTO DELLA BANDA DELLA MARINA MILITARE Piazzetta, ore 18.15 dom. 17 – EMOZIONI IN QUOTA VerticalMonte: colazione ed esibizione del coro degli alpini al Plan, con successiva salita al Monte Muffetto Plan di Montecampione, ore 8.00 sab. 23 – STAGE DI ARRAMPICATA SPORTIVA informazioni ed iscrizioni in Consorzio – BAGNO DI GONG CON GONG WORLD ore 17.45 all’aperto (luogo da definirsi), in caso di pioggia sala miniclub in Valgrande – BALLO LISCIO E ANNI „60 Piazzetta, 21.15 mer. 27 – INTRODUZIONE ALLA CONOSCENZA DEI FUNGHI sala mostre in Piazzetta, ore 18.00 – 19.30 sab. 30 – SERATA MUSICALE Piazzetta, 21.15 – PARTY NIGHT discoteca all’aperto. Campo Forcella, ore 22.00 dom. 31 – GIRO DEL CAMPIONE (trekking trail bike) VerticalMonte: inaugurazione del “Giro del Campione”, concatenamento di vari sentieri da Montecampione 1200 alle creste Appuntamenti di agosto mar. 2 – KARAOKE CON RALU & ROSS Pub Piazzetta, dalle ore 22.00 mer. 3 – STAGE DI ARRAMPICATA SPORTIVA informazioni ed iscrizioni in Consorzio proiezione filmato “I FUNGHI DI MONTECAMPIONE” sala mostre in Piazzetta, ore 18.00 – 19.30 – SERATA MUSICALE con i TEQUILA TRIO e CECILIA CARTA swing jazz blues Piazzetta, ore 21.15 gio. 4 – SERATA DANZANTE ballo dal vivo con Gnomus e Sara Bronzini Piazzetta, ore 21.15 ven. 5 – SERATA LIVE MUSIC con Enrico & C. Piazzetta, 21.15 sab. 6 – FORESTA TERAPIA VerticalMonte: camminata leggera nei boschi Partenza dal Laghetto, durata 10.00-12.00 – SERATA COUNTRY con il Team Country Vallecamonica Splaza, ore 21.00 – TRAIT D‟UNION Musica e teatro volto alla sensibilizzazione della violenza di genere Piazzetta, ore 21.15 dom. 7 – SERATA MUSICALE Piazzetta, ore 21.15 – SILENT PARTY dalle ore 22.00 lun. 8 – ESCURSIONE BOTANICA con l‟esperto botanico Marco Biolo partenza dalla seggiovia Corniolo, ore 9.00 – SCUOLA VOLLEY dal 9 al 12 agosto Iscrizioni entro l’8 agosto, tramite apposito modulo online – SUGARBOOM – Tributo a Zucchero organizzata dai Commercianti della Piazzetta Piazzetta, dalle ore 21.15 mar. 9 – SERATA DANZANTE con Walter Villa Piazzetta, ore 21.15 – LA CORRIDA CON IL TEAM DI ANIMAZIONE dilettanti allo sbaraglio Splaza, ore 21.00 mer. 10 – STAGE DI ARRAMPICATA SPORTIVA informazioni ed iscrizioni in Consorzio – INTRODUZIONE ALLA CONOSCENZA DEI FUNGHI sala mostre in Piazzetta, ore 18.00 – 19.30 – SERATA MUSICALE: DONNA TI VOGLIO CANTARE Musica leggera Piazzetta, ore 21.15 gio. 11 – MALGHE IN FAMIGLIA VerticalMonte: escursione guidata tra le malghe del Plan Plan, ore 9.00 – SCHIUMA PARTY Piazzetta, ore 16.00 per i bimbi; dalle ore 22.00 per i più grandi 10° – STRADARTE: Artisti di strada a Montecampione – I 4 ELEMENTI e RUSTY BRASS ore 18.00 e alle ore 21.00 in Piazzetta ven. 12 – THE WARWOODS PAINTBALL campo Forcella, ore 15.00 Iscrizioni in Consorzio (max 40 persone) – SERATA MUSICALE con TONINO CAROTONE Piazzetta, ore 21.15 sab. 13 – 4 a MOSTRA MICOLOGICA (sabato 13 e domenica 14) Sala Mostre in Piazzetta, 9.00-13.00/15.00-20.00 – MOSTRA MERCATO DEL MIELE Piazzetta, dalle ore 9.00 10a – Verticalmonte trail Corri e cammina per Montecampione corsa e camminata non competitiva Partenza dalla Splaza ore 17.00 (bimbi) a seguire gli adulti – SERATA MUSICALE con THE BAND Musica anni 80-90 Piazzetta, dalle 21.15 – PARTY NIGHT (da confermare) discoteca all’aperto. Campo Forcella, ore 22.00 dom. 14 – MONTE SECOND HAND mercatino di beneficenza del vestito usato Splaza, ore 9.30 – 18.00 – SFILATA D‟ALTA MODA a cura della boutique MICHELLE FERRÈ Piazzetta, dalle ore 21.15 lun. 15 – 42° Trofeo G.S. Pian Camuno Memorial Angelo Felappi Gara ciclistica cat. Juniores Arrivo al Laghetto 12.30-13.30 – SERATA DANZANTE con Trio Oscar e Valentina Piazzetta, dalle ore 21.15 mar . 16 – POMERIGGIO CON L‟AUTORE Rodolfo Vettorello presenta il suo libro di poesie “Allegria di naufragi” Sala mostre, ore 17.30 – SERATA LIVE MUSIC con Enrico & C. Piazzetta, 21.15 – SERATA A TEMA ARLECCHINO Pub la Piazzetta, ore 22.00 mer. 17 – FUNGHI A CONFRONTO sala mostre in Piazzetta, ore 18.00 – 19.30 – SERATA DANZANTE con Emilio e Barbara Piazzetta, ore 21.15 gio. 18 – THE WARWOODS PAINTBALL campo Forcella, ore 15.00 Iscrizioni in Consorzio (max 40 persone) – CONTEST MUSICALE musica leggera/rock Splaza, dalle 21.15 ven. 19 – SERATA MUSICALE: TIME OF SOUND musica jazz, fusion e funky Piazzetta, ore 21.15 – SILENT PARTY dalle ore 22.00 sab. 20 – ESCURSIONE MALGHE ROSELLO con degustazioni VerticalMonte: escursione leggera nella splendida Val Grigna alla scoperta delle sue malghe Plan, ore 9.00 – MOSTRA MERCATO DEL MIELE Splaza, dalle ore 9.00 – SERATA MUSICALE con i TRIFOLA musica anni 70-80 Piazzetta, ore 21.15 dom. 21 – MTB TOUR VerticalMonte: giro panoramico in Mountain Bike di medio livello Splaza, ore 9.30 – GIORNATA DEL VIVER MONTANO sagra agrosilvopastorale organizzata dalla Pro Loco di Artogne Splaza ed aree limitrofe mer. 24 – STAGE DI ARRAMPICATA SPORTIVA informazioni ed iscrizioni in Consorzio sab. 27 – MOSTRA MERCATO DEL MIELE Piazzetta, dalle ore 9.00 TUTTE LE DATE RIPORTATE POTREBBERO SUBIRE VARIAZIONI. Rivolgersi in Consorzio per la conferma ed il programma dettagliato. Sorgente: Estate a Montecampione | Bresciabimbi   [...] Leggi di più...
01/07/2022The Lombard council approved, on the proposal of the councilor for local authorities, the mountains and small municipalities Massimo Sertori in consultation with the commissioner Lara Magoni (Tourism, Territorial Marketing and Fashion), the ‘Territorial Pact’ for the strategic, integrated and sustainable development of Montecampione-Bassa Valle Camonica ski area, in the province of Brescia. The Territorial Pact provides for the participation of the Municipalities of Artogne, Darfo Boario Terme, Gianico, Pian Camuno, Rogno and the Mountain Community of Valle Camonica. Purpose “The Pact – explains Massimo Sertori – aims to improve, homogenize and speed up the use and connections of the entire area through the implementation of three strategic infrastructural interventions such as the replacement of the existing ‘Dosso delle Beccherie’; ‘Secondino – Monte Splaza’ and ‘Longarino – Monte Splaza’, interventions for which the Lombardy Region has fielded 7,482,950 euros, out of a total amount of the interventions of the Territorial Pact of 13,165,900.00 euros. The Municipality of Artogne and the Mountain Community of Valle Camonica instead, they will guarantee a total amount of € 5,682,950. After the accession of the Lombardy Region last May 3 – continues Councilor Sertori – today we are taking a further step forward in the implementation of this new development strategy. the main objective remains the seasonal adjustment of tourist presences and the contrast to the depopulation of mountain areas “. “The Pact – concludes Sertori – is the result of a concerted and synergistic path carried out by the local authorities which defined the strategies and needs of the territory”. Magoni: actions for an increasingly attractive area “These are infrastructural interventions – affirms Councilor Magoni – of considerable importance, with the aim of making the entire District increasingly welcoming and attractive. Thanks to efficient and cutting-edge services, it will be possible to propose a varied tourist offer. and quality. A pact that demonstrates, once again, the attention of the Lombardy Region for its mountains, a privileged destination for thousands of visitors. Thanks to the synergy and connection between institutions, local authorities and economic operators – he adds – it is possible find strategic solutions capable of giving new life blood to the economic and employment development of the territories. The goal is to experience the mountains all year round, also in view of the upcoming challenges that await us, from Bergamo Brescia capital of culture 2023 to the Olympics 2026 “. Rossi: offer development with a view on the games “The development of the tourist and sporting attractiveness of mountain resorts – underlines Antonio Rossi, Undersecretary for Sports, 2026 Olympics and Major Events – is fundamental for our region, also and above all in view of the Olympic event that we will host in less than four years. The three interventions envisaged by the Territorial Pact for the Montecampione-Bassa Valle Camonica area are part of an action scheme that aims to expand the regional ski offer as a further international attraction. Therefore, also towards the millions and millions of sportsmen who will follow our Winter Games on TV and via the Internet or who will choose to come to Lombardy to feel an integral part of the event. This site has great potential and the contribution granted by the council will greatly expand its appeal “ Sorgente: Valle Camonica and Monte Campione: from the Lombardy Region 7.5 million euros for the ski area   [...] Leggi di più...
01/07/2022Il via libera è giunto dopo l’ok della Regione Dopo il via libera da parte della Regione Lombardia il 3 maggio scorso, giovedì anche la Giunta ha approvato il “Patto Territoriale” per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio sciistico di Montecampione e della Bassa Vallecamonica, da attuare con la partecipazione dei Comuni di Artogne, Darfo Boario Terme, Gianico, Pian Camuno, Rogno e della Comunità Montana di Vallecamonica. In tutto, il Patto avrà un valore di 13.165.900 euro: dalla Regione arriveranno 7.482.950 euro, mentre dalla Comunità Montana e dal Comune di Artogne 5.682.950 euro. A spiegare gli obiettivi di questo accordo Massimo Sertori, assessore ad Enti locali, Montagna e Piccoli Comuni, che l’ha proposto insieme a Lara Magoni, assessore al turismo: “Il Patto punta a migliorare, omogenizzare e velocizzare la fruizione e i collegamenti dell’intero comprensorio attraverso la realizzazione di tre interventi infrastrutturali strategici, come la sostituzione degli impianti ‘Dosso delle Beccherie’; ‘Secondino-Monte Splaza’ e ‘Longarino-Monte Splaza’. Oggi compiamo un ulteriore passo in avanti per l’attuazione di questa nuova strategia di sviluppo. L’obiettivo principale resta la destagionalizzazione delle presenze turistiche e il contrasto allo spopolamento delle aree montane”. Secondo Magoni, invece, sono “interventi infrastrutturali di notevole rilievo, con l’obiettivo di far diventare l’intero Comprensorio sempre più accogliente e attrattivo. Sarà possibile proporre un’offerta turistica variegata e di qualità. L’obiettivo è vivere la montagna tutto l’anno, anche in vista delle prossime sfide che ci attendono, da Bergamo Brescia capitale della cultura 2023 alle Olimpiadi del 2026″. Paolo Sutera Sorgente: Patto Territoriale per Montecampione, ok anche dalla Giunta della Regione: in arrivo oltre 13 milioni di euro | Radio Voce Camuna   [...] Leggi di più...
01/07/2022Dal canale Youtube spazcher Sorgente: animazione invernale 2011 ( montecampione 1200 ) – YouTube   [...] Leggi di più...
30/06/2022Montecampione.  La Giunta lombarda ha approvato, su proposta dell’assessore a Enti locali, Montagna e Piccoli comuni Massimo Sertori, di concerto con l’assessore Lara Magoni (Turismo, Marketing territoriale e Moda), il ‘Patto Territoriale’ per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio sciistico di Montecampione-Bassa Valle Camonica, in provincia di Brescia. Il Patto Territoriale prevede la partecipazione dei Comuni di Artogne, Darfo Boario Terme, Gianico, Pian Camuno, Rogno e della Comunità Montana di Valle Camonica.“Il Patto – spiega Massimo Sertori – punta a migliorare, omogenizzare e velocizzare la fruizione e i collegamenti dell’intero comprensorio attraverso la realizzazione di tre interventi infrastrutturali strategici quali la sostituzione degli esistenti impianti ‘Dosso delle Beccherie’; ‘Secondino – Monte Splaza’ e ‘Longarino – Monte Splaza’, interventi per i quali Regione Lombardia ha messo in campo 7.482.950 euro, su un importo complessivo degli interventi del Patto Territoriale di 13.165.900,00 euro. Il Comune di Artogne e la Comunità Montana di Valle Camonica garantiranno invece una quota complessiva di euro 5.682.950 euro”. “Dopo l’adesione di Regione Lombardia dello scorso 3 maggio – continua l’assessore Sertori – oggi compiamo un ulteriore passo in avanti per l’attuazione di questa nuova strategia di sviluppo. L’obiettivo principale resta la destagionalizzazione delle presenze turistiche e il contrasto allo spopolamento delle aree montane”. “Il Patto – conclude Sertori – è frutto di un percorso concertativo e sinergico portato avanti dagli Enti locali che ha definito le strategie e le esigenze del territorio”. MAGONI: AZIONI PER UN COMPRENSORIO SEMPRE PIÙ ATTRATTIVO – “Si tratta di interventi infrastrutturali – afferma l’assessore Magoni – di notevole rilievo, con l’obiettivo di far diventare l’intero Comprensorio sempre più accogliente e attrattivo. Grazie a servizi efficienti e all’avanguardia sarà possibile proporre un’offerta turistica variegata e di qualità. Un Patto che dimostra, ancora una volta, l’attenzione di Regione Lombardia per le sue montagne, meta privilegiata per migliaia di visitatori”.“Grazie alla sinergia e al raccordo tra istituzioni, enti locali e operatori economici – aggiunge – è possibile trovare soluzioni strategiche in grado di dare nuova linfa vitale allo sviluppo economico ed occupazionale dei territori. L’obiettivo è vivere la montagna tutto l’anno, anche in vista delle prossime sfide che ci attendono, da Bergamo Brescia capitale della cultura 2023 alle Olimpiadi del 2026”. ROSSI: SVILUPPO OFFERTA CON VISTA SUI GIOCHI – “Lo sviluppo dell’attrattività turistico sportiva delle località montane – sottolinea Antonio Rossi, sottosegretario a Sport, Olimpiadi 2026 e Grandi eventi – è fondamentale per la nostra regione, anche e soprattutto in vista dell’appuntamento olimpico che ospiteremo fra meno di quattro anni. I tre interventi previsti dal Patto territoriale per il comprensorio Montecampione-Bassa Valle Camonica rientrano in uno schema d’azione che punta ad ampliare l’offerta sciistica regionale come ulteriore elemento attrattivo internazionale. Quindi, anche nei confronti dei milioni e milioni di sportivi che seguiranno i nostri Giochi invernali dalla tv e via Internet o che sceglieranno di venire in Lombardia per sentirsi parte integrante dell’evento. Questo sito ha grandi potenzialità e il contributo concesso dalla Giunta permetterà di ampliarne notevolmente l’appeal”. Sorgente: Montecampione, Regione ci crede: ok a “Patto territoriale” da oltre 13 mln – QuiBrescia [...] Leggi di più...
30/06/2022Il bosco, i sentieri, le malghe, le montagne, i funghi, il cielo stellato: eccoli i temi che fanno da filo conduttore a molte delle proposte che animeranno l’estate a Montecampione. Insieme ad altre immancabili, come l’animazione per bambini e ragazzi, la tradizionale scuola calcio, la sfilata ferragostana dì alta moda di Michel Ferrè o la Giornata del viver montano organizzata dalla Pro loco di Artogne. Ovviamente non mancherà la musica ed il ballo. Palcoscenico principale, la Piazzetta, il cuore di Montecampione, che ogni giorno si anima sempre più, grazie alla necessità di far fronte all’afa di questi giorni, che concilia la fuga dalla città. Due mesi, luglio ed agosto, in cui quasi ogni giorno ci sarà la possibilità di assistere ad un evento. Al gruppo Vertical Monte compete l’organizzazione di escursioni tra le malghe, passeggiate nei boschi circostanti il villaggio, trekking bike e arrampicate, pure con un intermezzo musicale al Plan prima di dare il via alla salita verso la cima del monte Muffetto. Il 16 luglio sarà caratterizzato dalla presenza della banda della Marina militare di La Spezia e dall’inaugurazione del monumento ai marinai camuni caduti nel corso delle due guerre mondiali. Agosto vedrà invece una giornata voluta dall’Associazione commercianti denominata Comics, tutta dedicata al fumetto. A Montecampione, tra l’altro, trascorre parte dell’estate anche il cartoonist Athos Careghi, divenuto famoso con il suo «Fra Tino» creato per il Giornalino e che di recente ha pubblicato «Un amore di sorelle» viaggio umoristico tra le suore d’Italia. Nel programma estivo compare pure la decima edizione di Stradarte, artisti di strada al lavoro. Come da tradizione il 15 del mese tocca al Gruppo Sportivo Pian Camuno gestire la gara ciclistica juniores Trofeo memorial Angelo Filippi e poi domenica 21 la Giornata del viver montano con la quale la Pro loco di Artogne porta a Montecampione uno spaccato della vita contadina. Insomma, c’è di tutto e di più, per allietare chi in questi due mesi desidera godersi la stazione turistica della bassa Valle Camonica. Domenico Benzoni Sorgente: Calendario ricco di eventi: è l’estate di Montecampione | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
30/06/2022La Giunta lombarda ha approvato, su proposta dell’assessore a Enti locali, Montagna e Piccoli comuni Massimo Sertori, di concerto con l’assessore Lara Magoni (Turismo, Marketing territoriale e Moda), il ‘Patto Territoriale’ per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio sciistico di Montecampione-Bassa Valle Camonica, in provincia di Brescia. Il Patto Territoriale prevede la partecipazione dei Comuni di Artogne, Darfo Boario Terme, Gianico, Pian Camuno, Rogno e della Comunità Montana di Valle Camonica. “Il Patto – spiega Massimo Sertori – punta a migliorare, omogenizzare e velocizzare la fruizione e i collegamenti dell’intero comprensorio attraverso la realizzazione di tre interventi infrastrutturali strategici quali la sostituzione degli esistenti impianti ‘Dosso delle Beccherie’; ‘Secondino – Monte Splaza’ e ‘Longarino – Monte Splaza’. Interventi per i quali Regione Lombardia ha messo in campo 7.482.950 euro, su un importo complessivo degli interventi del Patto Territoriale di 13.165.900,00 euro. Il Comune di Artogne e la Comunità Montana di Valle Camonica garantiranno invece una quota complessiva di euro 5.682.950 euro”. “Dopo l’adesione di Regione Lombardia dello scorso 3 maggio – continua l’assessore Sertori – oggi compiamo un ulteriore passo in avanti per l’attuazione di questa nuova strategia di sviluppo. L’obiettivo principale resta la destagionalizzazione delle presenze turistiche e il contrasto allo spopolamento delle aree montane“. “Il Patto – conclude Sertori – è frutto di un percorso concertativo e sinergico portato avanti dagli Enti locali che ha definito le strategie e le esigenze del territorio“. MAGONI: AZIONI PER UN COMPRENSORIO SEMPRE PIÙ ATTRATTIVO “Si tratta di interventi infrastrutturali – afferma l’assessore Magoni – di notevole rilievo, con l’obiettivo di far diventare l’intero Comprensorio sempre più accogliente e attrattivo. Grazie a servizi efficienti e all’avanguardia sarà possibile proporre un’offerta turistica variegata e di qualità. Un Patto che dimostra, ancora una volta, l’attenzione di Regione Lombardia per le sue montagne, meta privilegiata per migliaia di visitatori“. “Grazie alla sinergia e al raccordo tra istituzioni, enti locali e operatori economici – aggiunge – è possibile trovare soluzioni strategiche in grado di dare nuova linfa vitale allo sviluppo economico ed occupazionale dei territori. L’obiettivo è vivere la montagna tutto l’anno, anche in vista delle prossime sfide che ci attendono, da Bergamo Brescia capitale della cultura 2023 alle Olimpiadi del 2026“. Sorgente: Patto territoriale: a Montecampione oltre 13 milioni per tre nuovi impianti – SciareMag   [...] Leggi di più...
30/06/2022Assessore Magoni: qui un’offerta turistica varia e di qualità Sottosegretario Rossi: avanti con attrattività dei territori La Giunta lombarda ha approvato, su proposta dell’assessore a Enti locali, Montagna e Piccoli Comuni, Massimo Sertori, di concerto con l’assessore Lara Magoni (Turismo, Marketing territoriale e Moda), il ‘Patto Territoriale’ per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio sciistico di Montecampione-Bassa Valle Camonica, in provincia di Brescia. Il Patto Territoriale prevede la partecipazione dei Comuni di Artogne, Darfo Boario Terme, Gianico, Pian Camuno, Rogno e della Comunità Montana di Valle Camonica. Patto Territoriale di Montecampione, gli obiettivi “Il Patto – spiega Massimo Sertori – punta a migliorare, omogenizzare e velocizzare la fruizione e i collegamenti dell’intero comprensorio. Lo fa attraverso la realizzazione di tre interventi infrastrutturali strategici quali la sostituzione degli esistenti impianti ‘Dosso delle Beccherie’; ‘Secondino – Monte Splaza’ e ‘Longarino – Monte Splaza’. Si tratta di interventi per i quali Regione Lombardia ha messo in campo 7.482.950 euro, su un importo complessivo degli interventi del Patto Territoriale di 13.165.900,00 euro. Il Comune di Artogne e la Comunità Montana di Valle Camonica garantiranno invece una quota complessiva di euro 5.682.950 euro”. Ulteriore passo avanti “Dopo l’adesione di Regione Lombardia del 3 maggio 2022 – continua l’assessore Sertori –  compiamo un ulteriore passo in avanti per l’attuazione di questa nuova strategia di sviluppo. L’obiettivo principale resta la destagionalizzazione delle presenze turistiche e il contrasto allo spopolamento delle aree montane”. “Il Patto – conclude Sertori – è frutto di un percorso concertativo e sinergico portato avanti dagli Enti locali che ha definito le strategie e le esigenze del territorio”. Magoni: azioni per un comprensorio sempre più attrattivo “Si tratta di interventi infrastrutturali – afferma l’assessore Magoni – di notevole rilievo, con l’obiettivo di far diventare l’intero Comprensorio sempre più accogliente e attrattivo. Grazie a servizi efficienti e all’avanguardia sarà possibile proporre un’offerta turistica variegata e di qualità. Un Patto che dimostra, ancora una volta, l’attenzione di Regione Lombardia per le sue montagne, meta privilegiata per migliaia di visitatori”. “Grazie alla sinergia e al raccordo tra istituzioni, enti locali e operatori economici – aggiunge – è possibile trovare soluzioni strategiche in grado di dare nuova linfa vitale allo sviluppo economico ed occupazionale dei territori. L’obiettivo è vivere la montagna tutto l’anno. Ciò anche in vista delle prossime sfide che ci attendono. E ricordo Bergamo Brescia capitale della cultura 2023 e le Olimpiadi del 2026”. Rossi: sviluppo offerta con vista sui Giochi “Lo sviluppo dell’attrattività turistico sportiva delle località montane – sottolinea Antonio Rossi, sottosegretario a Sport, Olimpiadi 2026 e Grandi eventi – è fondamentale per la nostra regione. Ciò anche e soprattutto in vista dell’appuntamento olimpico che ospiteremo fra meno di quattro anni. I tre interventi previsti dal Patto territoriale per il comprensorio Montecampione-Bassa Valle Camonica rientrano in uno schema d’azione che punta ad ampliare l’offerta sciistica regionale come ulteriore elemento attrattivo internazionale. Quindi, anche nei confronti dei milioni e milioni di sportivi che seguiranno i nostri Giochi invernali dalla tv e via Internet o che sceglieranno di venire in Lombardia per sentirsi parte integrante dell’evento. Questo sito ha grandi potenzialità e il contributo concesso dalla Giunta permetterà di ampliarne notevolmente l’appeal”. Moreno Gussoni Sorgente: Patto Territoriale Montecampione, da Regione pronti 7,5 milioni di euro   [...] Leggi di più...
30/06/2022La Giunta lombarda ha approvato, su proposta dell’assessore Massimo Sertori e l’assessore Lara Magoni, il ‘Patto Territoriale’ per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio sciistico di Montecampione – Bassa Valle Camonica. Il patto prevede la partecipazione dei Comuni di Artogne, Darfo Boario Terme, Gianico, Pian Camuno, Rogno e della Comunità Montana di Valle Camonica e punta a migliorare, omogenizzare e velocizzare la fruizione e i collegamenti dell’intero comprensorio attraverso la realizzazione di tre interventi infrastrutturali strategici come la sostituzione degli esistenti impianti ‘Dosso delle Beccherie’; ‘Secondino – Monte Splaza’ e ‘Longarino – Monte Splaza’, interventi per i quali Regione Lombardia ha messo in campo 7.482.950 euro, su un importo complessivo degli interventi del Patto Territoriale di 13.165.900,00 euro. Il Comune di Artogne e la Comunità Montana di Valle Camonica garantiranno invece una quota complessiva di 5.682.950 euro. Sorgente: Camunity – Dal Notiziario di Radiovalle   [...] Leggi di più...
30/06/2022Novità in vista per Montecampione, popolare ski area della Valle Camonica che ha vissuto non poche difficoltà negli ultimi anni. Saranno infatti ricostruite tre seggiovie per migliorare i collegamenti tra i vari settori del comprensorio. Le seggiovie in questione sono la Dosso Beccherie, la Secondino – Splaza e la Longarino – Splaza. Regione Lombardia aveva già dato un parere positivo il mese scorso, ora è arrivata l’approvazione della Giunta al “Patto Territoriale per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio sciistico di Montecampione-Bassa Valle Camonica”. Il piano prevede un intervento di 13.165.900 euro, 7,5 dei quali saranno coperti dagli stanziamenti regionali, il restante dal Comune di Artogne e dalla Comunità Montana di Valle Camonica. Al Patto Territoriale partecipano poi anche i comuni di Darfo Boario Terme, Gianico, Pian Camuno e Rogno. “Dopo l’adesione di Regione Lombardia dello scorso 3 maggio oggi compiamo un ulteriore passo in avanti per l’attuazione di questa nuova strategia di sviluppo – ha spiegato Massimo Sertori, assessore a Enti locali, Montagna e Piccoli comuni – L’obiettivo principale resta la destagionalizzazione delle presenze turistiche e il contrasto allo spopolamento delle aree montane”. Resta da capire se sono previsti anche interventi per l’innevamento programmato, ormai essenziale in tutte le ski area e a maggior ragione a Montecampione dove le quote non sono troppo elevate e il clima risente dell’influsso del vicino Lago d’Iseo. E’ in ogni caso sicuramente positivo il fatto che qualcosa si muova in questa località da troppo tempo trascurata. Oltre a questo progetto, che prenderà verosimilmente forma nei prossimi anni, qualcosa si muove anche per gli alberghi e per la disastrosa strada che porta a Montecampione 1800 che sarà riaperta il 1 luglio e, speriamo, sia stata definitivamente sistemata. Sorgente: MONTECAMPIONE – 7,5 milioni dalla Regione per sostituire 3 seggiovie | Dove Sciare   [...] Leggi di più...
30/06/2022Scarica la traccia GPS e segui il percorso su una mappa. Registra i tuoi spostamenti con l’app, carica il percorso e condividilo con la community. Autore ingogni Distanza 36,1 km Dislivello positivo 3.567 m Difficoltà tecnica Medio Dislivello negativo 3.664 m Altitudine massima 1.885 m Trailrank 8 Altitudine minima 1.192 m Tipo di percorso Solo andata Tempo 4 ore 14 minuti Coordinate 3014 Caricato 24 marzo 2014 Registrato marzo 2014 Sorgente: Wikiloc | Percorso Montecampione di lunedi   [...] Leggi di più...
24/06/2022Dal canale Youtube Epic Video Compilations Marco Pantani – Giro d’Italia 1998 – Plan di Montecampione Sorgente: Marco Pantani – Giro 1998 – Plan di Montecampione – YouTube   [...] Leggi di più...
23/06/2022CETO Fino al 24 giugno (esclusi il sabato e la domenica), il Comune istituisce la chiusura al transito della strada comunale per la Val Paghera nel tratto interessato dai lavori di fresatura ed asfaltatura. Fino a fine lavori, dalle 08:00 alle 17:00 senso unico sul passaggio a livello, per lassi di tempo di circa venti minuti. BRAONE Il Comune ordina fino al 24 giugno (esclusi sabato e domenica) l’istituzione del senso unico alternato sulla strada agro-silvo pastorale “Braone-Piazze”, nel tratto Negola-Piazze, dalle 06:00 alle 09:30 e dalle 13:00 alle 16:00 per i veicoli in salita e dalle 09:00 alle 12:30 e dalle 16:30 alle 20:00 per i veicoli in discesa. Dalle 20:00 alle 06:00 divieto di transito a tutti i veicoli. Fino al 1° luglio, dalle 08:00 alle 17:00, restringimento della carreggiata in prossimità del passaggio a livello, per lavori di intervento e manutenzione degli impianti elettrici e di segnalamento lungo la rete ferroviaria. LOVERE Il 25 giugno, dalle 21:00 alla mezzanotte, il lungolago ed il centro storico sono pedonalizzati, per consentire lo svolgimento della Notte Romantica. ZONE Fino al 30 giugno, tutti i giorni dalle 08:00 alle 18:00, senso unico alternato regolato da movieri o semaforo o chiusura temporanea delle vie Sebino, Granarola, Colle, Rucca, Campo Rotondo, Aldo Moro, Corso Europa, Francesco Almici, Fontane, Monte Guglielmo, Capriolo, Alessandro Sina, Valurbes, Panoramica, Navetta, Loden, Trentapassi, Marcolano e Pradei e divieto di sosta nello stallo 1 del parcheggio “Chiosco” in via Sebino, per consentire la posa della fibra ottica. SS 42 BOARIO TERME Svincolo della ss42 di Boario Terme chiuso fino a fine giugno verso la rotatoria Vigili del Fuoco di Erbanno. Sarà percorribile solo da e per la zona di Boario Centro Congressi con senso unico alternato regolato da semaforo. Si consiglia di utilizzare: lo svincolo di Esine/Piancogno da e per Angone, Erbanno, zona industriale Prade; da Angolo-Valle di Scalve in direzione nord. Lo svincolo di Darfo/Cappellino da e per Darfo, Fucine, Pellalepre, Montecchio. Lo svincolo di Bessimo-Rogno da e per Corna, Boario; da Angolo e Valle di Scalve in direzione sud. BORNO Fino a fine giugno, tutti i giorni dalle 07:00 alle 18:00, chiusura al traffico della strada che collega il ponte di via Nuova e l’incrocio con via Rocca, per consentire i lavori di messa in sicurezza del muro di sostegno. Nel resto della giornata la strada è transitabile a senso unico alternato. Per consentire i lavori di manutenzione, fino al 6 luglio la strada agro-silvo pastorale “Love-Mignone” è chiusa al transito. Fino all’11 luglio, divieto di transito in via Sottopiazza per venti metri, dall’intersezione con Piazza Roma (direzione via Gorizia), nel centro abitato, per posizionamento di ponteggi edili e di una gru meccanica. ARTOGNE Fino al 1° luglio divieto di transito e di sosta sul tratto di via Plan di Montecampione, tra la località “Secondino” e la rotonda in località “Le Baite”, per lavori di ripristino del piano viabile. PIAN CAMUNO Per consentire lavori urgenti sulla sede ferroviaria, il Comune impone fino all’8 luglio, dalle 08:00 alle 17:00 (esclusi i fine settimana), il senso unico alternato sui passaggi a livello di via Pagher, via Dossi, via Delle Sorti e Via Puccini. LOSINE Fino al 12 luglio, per lavori di allargamento della sede stradale, divieto di sosta in via Prudenzini (sul piazzale antistante il Municipio). CERVENO Il Comune ordina la chiusura della strada intercomunale Cerveno-Losine, nel tratto tra il campo sportivo e il Dos De L’Ora, tutti i giorni dalle 07:00 alle 18:00, fine settimana esclusi, fino al 20 luglio. CEVO Per esecuzione lavori, fino alle 18:00 del 13 agosto divieto di transito e di sosta in via Monticelli e nel tratto di via Adamello in corrispondenza con il bivio di via Monticelli. ONO SAN PIETRO Ogni giorno, dalle 07:00 alle 19:00 (esclusa la domenica), chiusura della Strada del Monte per posa asfalto, fino a fine lavori. MONNO Fino al 31 agosto (o fino al termine dei lavori), chiusura al transito ed alla sosta di una porzione di parcheggio in Piazza IV Novembre. Il Comune impone la chiusura della strada della “Salina” fino al 17 giugno, per consentire i lavori di posa dei sottoservizi. VEZZA D’OGLIO Il Comune ordina il divieto di transito e di sosta in Piazza IV Luglio, via Dei Federici e via Roma nei fine settimana di giugno dalle 09:00 alla mezzanotte, dal 1° luglio al 31 agosto tutti giorni alle 09:00 alla mezzanotte ed a settembre nei fine settimana dalle 09:00 alle 18:00. ANGOLO TERME A causa del cedimento della strada in seguito al maltempo, fino a nuova comunicazione chiusura del tratto di via Lorenzetti che collega il capoluogo alla frazione di Terzano e senso unico alternato con semaforo in viale Terme con velocità massima di 20 km/h e possibilità di chiusura in caso di maltempo. PONTE DI LEGNO – TONALE La via ferrata del Sentiero dei fiori non è praticabile fino a fine luglio per lavori di manutenzione in corso. PASSO GAVIA Anas ha aperto il 28 maggio la strada del Passo Gavia sia dal lato camuno sia dal lato valtellinese. STATALE 39 Per consentire il completamento dei lavori di messa in sicurezza di un marciapiede nel Comune di Aprica, l’Anas impone il senso unico alternato regolato da semafori o movieri dal km 13+435 al km 13+785 fino alle 18:00 del 29 luglio. PASSO CROCEDOMINI La Provincia di Brescia ha emesso l’ordinanza per la riapertura del Passo Crocedomini da tutti i lati (SPBS 345 delle Tre Valli e SPBS 669 del Passo Crocedomini) dalle ore 15:00 del 20 maggio. Paolo Sutera Sorgente: La viabilità in Vallecamonica | Radio Voce Camuna   [...] Leggi di più...
23/06/2022Montecampione Summer Fest – Festa della Birra Artigianale Camuna con piatti tipici MONTECAMPIONE – Da giovedì 2 a domenica 5 giugno si tiene Montecampione Summer Fest, la grande festa dei prodotti tipici della Valcamonica. Il programma comprende spettacoli con karaoke, balli cubani e sabato sera il gruppo Da Zero a Liga per un tributo a Luciano Ligabue. Tutto arricchito da un ambiente fresco e sano che accenderà la voglia di divertimento. Montecampione Summer Fest è alla sua prima edizione: si tratta di una nuova rassegna dedicata alla birra artigianale italiana. La festa si propone come una kermesse dedicata al territorio e in particolare ai birrifici Artigianali Camuni presenti in Valcamonica. Il 2016 in particolare è dedicato al Birrificio Agricolo della Vallecamonica “La Martina” con sede a Ono San Pietro. In questa occasione saranno presenti i titolari del birrificio artigianale a chilometro per dare la possibilità di conoscere e di degustare questa preziosa bevanda. Inoltre, le cucine proporranno esclusivamente piatti della cucina tipica Camuna con la possibilità di gustare ottime pietanze tipiche sia a pranzo che cena. Ogni sera musica, balli e concerti. Sarà allestito anche un mercatino con la possibilità di asporto di tutti i prodotti degustati (formaggi, salumi e marmellate) e anche, ovviamente, delle birre. Sorgente: Monte Campione Summer Fest | Monte Campione, 2-5 giugno 2016 – Brescia Today   [...] Leggi di più...
21/06/2022ARTOGNE A partire dal 20 giugno fino a fine lavori, prevista per il 1° luglio, sono istituiti il divieto di transito ed il divieto di sosta con rimozione forzata per tutti i veicoli, ad eccezione di quelli addetti ai lavori, sul tratto della lunghezza di circa 4 km della strada comunale denominata via Plan di Montecampione, compreso tra la località “Secondino” e la rotonda in località “Le Baite”, dalle ore 7:00 alle ore 18:00 di ogni giorno feriale. I giorni festivi l’ordinanza verrà sospesa. CETO Fino al 24 giugno (esclusi il sabato e la domenica), il Comune istituisce la chiusura al transito della strada comunale per la Val Paghera nel tratto interessato dai lavori di fresatura ed asfaltatura. Fino a fine lavori, dalle 08:00 alle 17:00 senso unico sul passaggio a livello, per lassi di tempo di circa venti minuti. ISEO Fino al 23 giugno, dalle 07:30 alle 18:00 (ad eccezione dei giorni festivi), divieto di transito per tutti i veicoli in via Silvio Bonomelli, nel tratto compreso tra via Cavone e via Carlo Bonardi trav. I; dalle 18:00 alle 7:30 è istituito il senso unico alternato, regolato da impianto semaforico. Durante tale chiusura sarà consentito il doppio senso di circolazione, in deroga al senso unico vigente, in via Silvio Bonomelli, nel tratto compreso tra via Roma trav. XII e via Carlo Bonardi trav. I, per i soli residenti, con istituzione del limite massimo di velocità di 20 Km/h in entrambi i sensi di marcia. BRAONE Il Comune ordina fino al 24 giugno (esclusi sabato e domenica) l’istituzione del senso unico alternato sulla strada agro-silvo pastorale “Braone-Piazze”, nel tratto Negola-Piazze, dalle 06:00 alle 09:30 e dalle 13:00 alle 16:00 per i veicoli in salita e dalle 09:00 alle 12:30 e dalle 16:30 alle 20:00 per i veicoli in discesa. Dalle 20:00 alle 06:00 divieto di transito a tutti i veicoli. LOVERE Il 25 giugno, dalle 21:00 alla mezzanotte, il lungolago ed il centro storico sono pedonalizzati, per consentire lo svolgimento della Notte Romantica. ZONE Fino al 30 giugno, tutti i giorni dalle 08:00 alle 18:00, senso unico alternato regolato da movieri o semaforo o chiusura temporanea delle vie Sebino, Granarola, Colle, Rucca, Campo Rotondo, Aldo Moro, Corso Europa, Francesco Almici, Fontane, Monte Guglielmo, Capriolo, Alessandro Sina, Valurbes, Panoramica, Navetta, Loden, Trentapassi, Marcolano e Pradei e divieto di sosta nello stallo 1 del parcheggio “Chiosco” in via Sebino, per consentire la posa della fibra ottica. SS 42 BOARIO TERME Svincolo della ss42 di Boario Terme chiuso fino a fine giugno verso la rotatoria Vigili del Fuoco di Erbanno. Sarà percorribile solo da e per la zona di Boario Centro Congressi con senso unico alternato regolato da semaforo. Si consiglia di utilizzare: lo svincolo di Esine/Piancogno da e per Angone, Erbanno, zona industriale Prade; da Angolo-Valle di Scalve in direzione nord. Lo svincolo di Darfo/Cappellino da e per Darfo, Fucine, Pellalepre, Montecchio. Lo svincolo di Bessimo-Rogno da e per Corna, Boario; da Angolo e Valle di Scalve in direzione sud. BORNO Fino a fine giugno, tutti i giorni dalle 07:00 alle 18:00, chiusura al traffico della strada che collega il ponte di via Nuova e l’incrocio con via Rocca, per consentire i lavori di messa in sicurezza del muro di sostegno. Nel resto della giornata la strada è transitabile a senso unico alternato. Per consentire i lavori di manutenzione, fino al 6 luglio la strada agro-silvo pastorale “Love-Mignone” è chiusa al transito. Fino all’11 luglio, divieto di transito in via Sottopiazza per venti metri, dall’intersezione con Piazza Roma (direzione via Gorizia), nel centro abitato, per posizionamento di ponteggi edili e di una gru meccanica. PIAN CAMUNO Per consentire lavori urgenti sulla sede ferroviaria, il Comune impone fino all’8 luglio, dalle 08:00 alle 17:00 (esclusi i fine settimana), il senso unico alternato sui passaggi a livello di via Pagher, via Dossi, via Delle Sorti e Via Puccini. LOSINE Fino al 12 luglio, per lavori di allargamento della sede stradale, divieto di sosta in via Prudenzini (sul piazzale antistante il Municipio). CEVO Per esecuzione lavori, fino alle 18:00 del 13 agosto divieto di transito e di sosta in via Monticelli e nel tratto di via Adamello in corrispondenza con il bivio di via Monticelli. ONO SAN PIETRO Ogni giorno, dalle 07:00 alle 19:00 (esclusa la domenica), chiusura della Strada del Monte per posa asfalto, fino a fine lavori. MONNO Fino al 31 agosto (o fino al termine dei lavori), chiusura al transito ed alla sosta di una porzione di parcheggio in Piazza IV Novembre. Il Comune impone la chiusura della strada della “Salina” fino al 17 giugno, per consentire i lavori di posa dei sottoservizi. VEZZA D’OGLIO Il Comune ordina il divieto di transito e di sosta in Piazza IV Luglio, via Dei Federici e via Roma nei fine settimana di giugno dalle 09:00 alla mezzanotte, dal 1° luglio al 31 agosto tutti giorni alle 09:00 alla mezzanotte ed a settembre nei fine settimana dalle 09:00 alle 18:00. ANGOLO TERME A causa del cedimento della strada in seguito al maltempo, fino a nuova comunicazione chiusura del tratto di via Lorenzetti che collega il capoluogo alla frazione di Terzano e senso unico alternato con semaforo in viale Terme con velocità massima di 20 km/h e possibilità di chiusura in caso di maltempo. PONTE DI LEGNO – TONALE La via ferrata del Sentiero dei fiori non è praticabile fino a fine luglio per lavori di manutenzione in corso. PASSO GAVIA Anas ha aperto il 28 maggio la strada del Passo Gavia sia dal lato camuno sia dal lato valtellinese. STATALE 39 Per consentire il completamento dei lavori di messa in sicurezza di un marciapiede nel Comune di Aprica, l’Anas impone il senso unico alternato regolato da semafori o movieri dal km 13+435 al km 13+785 fino alle 18:00 del 29 luglio. PASSO CROCEDOMINI La Provincia di Brescia ha emesso l’ordinanza per la riapertura del Passo Crocedomini da tutti i lati (SPBS 345 delle Tre Valli e SPBS 669 del Passo Crocedomini) dalle ore 15:00 del 20 maggio. Linda Bressanelli Sorgente: La viabilità in Vallecamonica | Radio Voce Camuna   [...] Leggi di più...
21/06/2022Amici tennisti e non tennisti, ho il piacere di comunicarvi che anche quest’anno ci troverete al “tennis ai prati “per una estate di svago e divertimento. Il programma dei corsi e delle attività sono specificati nel programma. A presto. Fabio. Sorgente: Io vado a Montecampione [...] Leggi di più...
20/06/2022Prima c’è stata la «scusa» rappresentata dalla pandemia, che in realtà aveva rallentato solo una parte della cantieristica; poi è arrivata la crisi energetica legata alla guerra in Ucraina, questa sì importante per via dell’aumento delle materie prime. Entrambi i fattori stanno pesando non poco anche sull’andamento delle opere pubbliche programmate dal Comune di Artogne sul territorio di Montecampione. Se ancora si attende l’esito delle operazioni di sistemazione delle tre gallerie che si incontrano all’inizio del percorso che porta al Plan, è finalmente andata a buon fine la programmata asfaltatura di un tratto di strada tra i più bisognosi di intervento. Una necessità che non ha mancato di suscitare qualche polemica sui social, ma lo slittare dei lavori rispetto al previsto, precisano dal municipio, è da addebitare appunto alla necessità di rivedere i prezzi. Un ritocco in aumento che non consentirà di fare tutto quanto previsto all’inizio, ma che garantirà comunque il ripristino del piano viabile di almeno quattro chilometri. Il tratto interessato è quello che da Secondino, a circa quota 1.500 metri, prosegue fino a quota 1.750 e alla rotonda del Plan. Qui l’Accordo quadro per lo sviluppo turistico delle tre Valli, Camonica, Trompia e Sabbia, siglato con la Regione Lombardia nel 2019, ha già permesso di mettere mano ad alcuni smottamenti del fondo stradale e alla ricostruzione di muri di contenimento; ora è appunto la volta delle asfaltature. La sindaca Barbara Bonicelli ha emesso un’ordinanza che sarà operativa da oggi e fino al primo luglio per regolamentare il traffico e consentire all’impresa che ha l’appalto dei lavori di operare in tutta tranquillità. Dalle 7 alle 18 di tutti i giorni, festivi esclusi, valgono il divieto di transito e di sosta con rimozione forzata per tutti i veicoli. L’eventuale transito anche pedonale sarà gestito direttamente dall’impresa esecutrice dei lavori stradali. Garantito ovviamente in qualsiasi momento il passaggio dei mezzi di emergenza: ambulanze, vigili del fuoco e forze di polizia. Domenico Benzoni Sorgente: Strade in briciole Tocca all’asfalto in direzione Plan | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
19/06/2022Pantani e il suo eterno volo a Plan di Montecampionequando. La scultura ritrae il Pirata quando vinse la tappa del 4 giugno 1998 e anche il Giro d’Italia. Sono diventata mamma a 20 anni, proprio il giorno della festa della mamma. Oggi ho ricevuto un regalo speciale, nel giorno del compleanno di mio figlio, il giorno della Festa della mamma: riuscire a vedere il Monumento di Marco Pantani al Plan di Montecampione. Una salita infinita, tra tornanti e boschi fondi, fino a 1800 metri. La strada dissestata e cupa transita accanto a mastodontici edifici vuoti, scheggiati, sbrecciati, disabitati. Un tempo erano complessi turistici, villaggi hotel, residence. Perché qui fino a pochi anni fa si sciava, era un lusso andare in vacanza a Montecampione,  nel territorio di Artogne. Montagna bresciana della Val Camonica. Malinconico e struggente è vedere questo abbandono. Ci si inerpica per 20 chilometri, salendo, salendo. Fino a 1800 metri. Non c’è anima viva. Il pianoro ampio e aperto sul fondovalle è profondo, sibilante. Quasi etereo nella nebbiosa mattinata domenicale. Invece qualcuno c’è. Lui. Il Pirata. Dirompente, sconvolgente, quasi ipnotica ci assale una possente scultura alta 6 metri, che raffigura il Pirata alla vittoria di tappa il 4 giugno 1998. Quell’anno vinse anche il Giro d’Italia. È la scultura del silenzio e delle nuvole. Svetta solitaria sul pianoro davanti a quello che era il monumentale Hotel Le Baite di Alpiaz. 140 appartamenti e piscine, discoteche, piani bar, market e lavanderie. Oggi il mastodontico villaggio hotel è in degrado.  Lui è lassù. Solitario nel suo voler raggiungere il cielo. Eravamo gli unici esseri viventi. Immensità. Realizzata dallo scultore Mattia Trotta e realizzata in acciaio corten, rappresenta il Pirata nell’attimo in cui taglia esausto, a occhi chiusi, il traguardo. Aveva staccato Pavel Tonkovfin dai primi tornanti della scalata, gettando bandana e occhialini. In quello stesso anno Pantani vinse anche Il Tour. È stata inaugurata il 26 giugno 2021, appena la morsa della pandemia da covid ha allentato le sue catene. Infinita è la nostalgia per questo ragazzo che ha combattuto contro l’infinito. A braccia aperte. Quasi una croce. Aurora Cantini Sorgente: Pantani e il suo eterno volo a Plan di Montecampione   [...] Leggi di più...
18/06/2022Dal canale Youtube gabriele guarino Sorgente: tornante drift piancamuno Montecampione 2022 – YouTube   [...] Leggi di più...
18/06/2022ORDINANZA N. 34/2022 DI REGOLAMENTAZIONE DELLA CIRCOLAZIONE STRADALE DURANTE I LAVORI DI RIPRISTINO PIANO VIABILE DEL TRATTO DI VIA PLAN DI MONTECAMPIONE COMPRESO TRA LA LOCALITA’ SECONDINO E LA ROTONDA IN LOCALITA’ LE BAITE Sorgente: ORDINANZA DI CHIUSURA STRADA LOC. SECONDINO | Comune di Artogne   [...] Leggi di più...
17/06/2022Dal canale Youtube tadej001986 Sorgente: SKI OPENING 11.-14.12.2008, MONTECAMPIONE PASSO TONALE – YouTube   [...] Leggi di più...
16/06/2022The opening grand tour of the year is fast approaching and excitement is building. The riders head to Ireland for the first 3 stages, and if the riders under-estimate the difficulty level they could lose a lot of time. Both stages 2 and 3 are on roads where wind could cause havoc and if a team wants to put others into difficulty, this will be there opportunity. Once back in Italy we have no stages that will split the GC riders, until 8 and 9. It’s the final week of the race, where we’ll see the main action. Stages 14-20 feature 1 sprint, 5 very hard mountain stages and a very hard ITT. The riders will have to carefully manage themselves, so they can hit top form in this week. Away from the GC battle there are plenty of stages to keep the sprinters interested. The route also seems to give opportunities to riders who like to sprint from a reduced peloton. The organisers seem to have found a good balance for the race and designed a route that has something for everything. We have some iconic climbs to keep the purists happy: Plan di Montecampione, the Stelvio and the mighty Zoncolan. Expect some serious time gaps on these stages! The GC battle looks like being a battle between youth and experience. In the old corner we have Joaquim Rodriguez and Cadel Evans. In the young corner we have Nairo Quintana. Cadel has had a mixed season. He started very well in the Tour Down Under, then he was rubbish in Tirreno, before returning to top form in Trentino. He has all the experience necessary and knows what it takes to win a grand tour, but has he hit his peak too soon? Can he maintain his form from Trentino into the 3rd week? Rodriguez hit top form in Catalunya, beating Contador and Froome to claim the title. A crash ruined his Ardennes campaign and he didn’t look good in LBL, but there is plenty of time for him to get his form back. He is also very experienced, although hasn’t won a grand tour before. Nairo Quintana was the revelation of 2013, finishing 2nd to Chris Froome, in the Tour. This season he won in San Luis, was 2nd to a brilliant Contador in Tirreno and was 5th in Catalunya, where he was recovering from being ill. He has been away preparing in Colombia and has to be the favourite for the race. He is the best climber of the race, and Rodriguez couldn’t live with him in the 2013 Tour. He arrives with a strong team, ready to support him, but can he cope with the pressure of winning his first grand tour? There are a number of riders who could threaten the podium: Pozzovivo, Uran, Scarponi, Majka and Niemiec. The little Italian has a great chance of getting his first podium in the race. He has been excellent this season, with many high places. He couldn’t beat Evans in Trentino but that isn’t a massive concern for the Giro, as he might have timed his form just right. Despite starting the season strong in Oman, Uran has not had a great 2014. He looked short of form in Romandie, but delivered a very encouraging TT. He is another that knows how to manage himself to peak in the 3rd week and is a very dangerous rider. The Polish pair, Majka and Niemiec, were excellent in 2013. They should easily make the top 10 and could threaten the podium, especially if Evans starts to falter. Scarponi looks like he’s slowly building his form. He hasn’t finished outside the top 4 in the Giro, since 2009. He loves this race and will again be a big player. How far can he go? The list of potential top 10 riders is enormous: Dan Martin, Basso, Hesjedal, Aru, Duarte, Pellizotti, Kelderman, Landa, Anton, Cataldo, Roche, Rolland, Kiserlovski, Zoidl, Moreno, Arrendondo, Geniez, Cunego, Pirazzi, Rosa, Santaromita, Bongiorno and Pirazzi. Dan Martin – has serious questions to answer about his 3 week capability. He’s not done the Giro since 2010 as allergies usually hit him hard, but with the start in Ireland he wasn’t going to miss it. Can climb with the best but prone to a bad day! Basso – in horrible form. Hesjedal – not the same rider that won in 2012. Aru – very talented young Italian that arrives as 2nd leader, behind Scarponi. Still learning but capable of great things. Duarte – finished a brilliant 2nd to Nibali on the big mountain stage in 2013. Still doubts about his capabilities over 3 weeks. Pellizotti – it was very interesting to see him hitting form in Trentino. Never underestimate Franco, he’s a brilliant rider and very wise! Kelderman – 17th last year and has focused a lot on his return. Can he cope with the long, difficult climbs? Landa – brilliant in Trentino but will have to work for Aru and Scarponi. Anton – here for Quintana Cataldo – 12th in 2011 and 2012 before he became a Sky domestique! Will not cope well with the really steep climbs. Roche – brilliant in La Vuelta, finishing 5th, but his season has been disrupted by injury. Once he loses time, he’ll have to work for Majka. Rolland – a rider with a proper grand tour pedigree. He’s finished 8th and 10th in the Tour, but wasn’t great last year after a “health scare”. This is his 1st Giro. Kiserlovski – after years of working for others, he has his big chance. Can he live up to the expectations? Moreno – here for Rodriguez, but always capable of staying with him till the end of the stage. Arredondo – claims not to be bothered about the GC. Amazing climber but might lose time to free him up. Zoidl – great climber but first grand tour. Is bound to feel the pain in the 3rd week. Geniez – FDJ have high hopes for the Frenchman. With a stage win from La Vuelta in 2013, under his belt, it’s time to get serious and ride for GC. Cunego – really? I can’t see it. Pirazzi – has focused his whole season around challenging on GC, instead of going for the KOM jersey. No form yet this season. Bongiorno – very talented young climber, who could end up being team leader for Bardiani. Will break into the top 20, but anything else will be a big ask. Rosa – the young man from Androni was 23rd on debut last year. Not hit the heights yet in 2014 and might have to continue learning from Pellizotti. Santaromita – the current Italian champion really wants to honour the tricolour and perform well for Orica. He will benefit from the TTT, but might get found out in the 3rd week. There are so many talented riders here it is very hard to pick between them. The podium will probably be a battle between Quintana, Rodriguez, Evans, Uran, Pozzovivo and Scarponi. With Majka and Niemiec looking certain for the top 10, it only leaves another 2 places for the other riders to fight for. It’s going to be very hard to make the top 10 this year. Who Is In Form This season we have seen great rides from Evans, Pozzovivo, Rodriguez, Quintana, Uran, Duarte, Niemiec, Arredondo and Landa. Remember, some riders know how to peak exactly at the right time. This means that form isn’t everything. Prediction time… After a lot of thought here’s my podium:- 1. Quintana 2. Rodriguez 3. Scarponi The 3rd week really needs riders that can manage their body well, so I go for Scarponi over Pozzovivo, just! David Hunter Sorgente: Giro d´Italia 2014 general preview – Ciclismo Internacional   [...] Leggi di più...
15/06/2022Da inizio giugno a fine settembre 2022 Circuito CLAPS propone 150 appuntamenti tout public: più di un evento al giorno nella nostra regione. Un’estate di spettacoli nei borghi più belli della Lombardia: città, borghi, paesi di montagna e di lago ospitano la seconda edizione di SummerCLAPS, un progetto speciale di Circuito CLAPS che porta la prosa, la danza, il circo contemporaneo e la musica negli spazi aperti, fra le vie e le piazze dei centri urbani. Da giugno a settembre, tra il pomeriggio e la sera, decine di eventi diffusi in 8 diverse province della nostra regione la renderanno viva e partecipata. Quasi uno spettacolo al giorno (a volte anche di più), dedicato agli spettatori più giovani ma pensato per un pubblico di tutte le età. Ce n’è per tutti i gusti e il divertimento è assicurato. SummerCLAPS rappresenta un’occasione speciale per riscoprire, attraverso lo spettacolo dal vivo, il patrimonio culturale, storico, architettonico e paesaggistico della Lombardia. • CASTELLI. Un’immersione nel patrimonio storico tra Medioevo e Rinascimento con appuntamenti programmati nelle splendide cornici della Rocca di Cologno al Serio, del Broletto di Brescia e del Castello di Pandino. • GRANDI CITTA’ E SUGGESTIVI BORGHI. Una gita fuori porta nei borghi medievali di Canzo, Sabbio Chiese e Montichiari, dalle Valle delle Cartiere a Montecampione, oppure una passeggiata nei cortili e per le piazze di Brugherio e Turate; senza escludere un giro nel centro storico di Brescia e in alcuni rinomati luoghi tra Milano e i Navigli. • COMPLESSI ARCHITETTONICI. Inaspettate architetture, dall’archeologia industriale della Fabbrica del Vapore a quella rurale di Cascina Tre Fontanili di Vimodrone. • PARCHI. Un tuffo nella natura, con eventi nei parchi (Parco Barni a Canzo, Parco Lago a Luino, Parco Orti a Carpenedolo, Parco Bernini e Parco Villa Fossati a Toscolano Maderno) e un originale percorso tematico nella Valle delle Cartiere. • PROMOZIONE TURISTICA. Uno spettacolo nello spettacolo. SummerCLAPS rappresenta un mix perfetto tra cultura e turismo, perché allestisce performance all’aperto, inserendole in numerose cornici paesaggistiche straordinarie. Lo spettatore diventa anche turista (e il turista diviene spettatore), come accadrà sul lungolago (ex Campo Ippico) di Toscolano sul Garda, ai Giardini del Castello a Palazzolo sull’Oglio, a Montichiari, Sabbio Chiese, Montecampione e tra i sentieri di Piateda.   IL CALENDARIO DI SUMMERCLAPS: FESTIVAL PER PROVINCIA BERGAMO Cologno al Serio, Serio… ma non troppo (musica) 12 giugno BRESCIA Palazzolo sull’Oglio, Teatro Fuori Posto (teatro e circo) 24 e 26 giugno, 1, 7, 10, 15, 24 luglio, 10 e 11 settembre Toscolano Maderno, Circuito Contemporaneo (teatro) 1, 7, 21, 22 luglio e 20, 25 agosto Montichiari, Nuova…Mente Estate (circo) 3, 10, 18 e 24 luglio Carpenedolo, Circuito Contemporaneo (teatro) 8, 30 luglio e 19 agosto Brescia, La Strada Festival (circo) 14, 17, 22, 23, 24 luglio Lumezzane, Estival (circo), 20 luglio Montecampione, Stradarte (circo) 9 agosto Sabbio Chiese, FestinStrada (circo) 25 settembre COMO Canzo, Teatro al chiar di luna (teatro ragazzi e circo) 25 giugno, 2 e 30 luglio Turate, Fuori Tutti (circo) 7, 14 e 21 luglio CREMONA Pandino, Il borgo dei desideri: La notte di San Lorenzo (circo) 10 agosto MILANO Vimodrone, Festival Inneschi (teatro e circo) 3-5 giugno Milano, Rassegna Quasi Solo (danza) 11, 18 e 25 giugno Milano, Rassegna Piste Teatrali (circo, teatro e musica) 9-11 settembre Milano, Festival Tendenza Clown (circo) 20-25 settembre Milano, appuntamenti estivi in Fabbrica del Vapore (danza) tra giugno e settembre MONZA E BRIANZA Brugherio, Festival sIride (circo) 16-18 settembre SONDRIO Piateda, Rami d’ORA (danza) 5, 12, 17, 19 giugno, 2 e 27 luglio VARESE Luino, stagione estiva (circo), 15 luglio Scopri di più qui! Sorgente: TORNA L’ESTATE, TORNA SUMMERCLAPS – Circuito CLAPS   [...] Leggi di più...
15/06/2022Altre informazioni al link della sorgente: C O M U N E D I A R T O G N E ( B S ) – Dtut048-2022 – Impegno di spesa e liquidazione spese condominiali valgrande_signed.pdf [...] Leggi di più...
12/06/2022Biografia Tetsuro Shimizu (清水哲郎 ShimizuTetsuro?), italianizzato in Tetsuro Shimizu (Tokyo, 17 febbraio 1958) è un pittore giapponese naturalizzato italiano. Dopo essersi diplomato alla Sokei Academy of Fine Arts di Tokyo (創形美術学校) e trasferitosi a Milano, si diploma nel 1992 in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera. I suoi docenti sono stati Gottardo Ortelli, Paolo Minoli, Italo Bressan e Giovanni Accame. Alle sue prime esposizioni in Italia, risalenti all’inizio degli anni ‘90, corrispondono i primi premi della critica. Ha partecipato ai seguenti premi: 1991 – “Premio Acquisto”, Montecampione (Brescia), Arte giovane, premio conseguito 1996 – Fondazione “48º Premio Michetti”, Francavilla al Mare (Chieti), premio conseguito 1999 – 39° “Premio Suzzara”, Suzzara (Mantova) 2003 – 54° “Premio Michetti”, Fondazione Premio Michetti, Francavilla al Mare (Chieti) 2010 – “Premio Internazionale Limen Arte”, Palazzo Comunale Enrico Gagliardi, Vibo Valentia Nel 2003 è membro della giuria del Premio Lissone 2003 assieme a Maria Teresa Fiorio, Flaminio Gualdoni, Vesna Terzić e Paolo Vergani. Le sue opere figurano in collezioni pubbliche permanenti: Galleria civica Montecatini Contemporary Art Mo.C.A. di Montecatini Terme Castello di Masnago, (Varese) Palazzo Emilei Forti, (Verona) Museo Enrico Butti di Viggiù (Varese) Pinacoteca del Palazzo Comunale di Varallo Pombia, Villa Bollini Simonetta Mocenigo Soranzo (Novara) Palazzo Comunale di Fortunago (Pavia) Nuovo Museo del Tricolore, Reggio Emilia Palazzo Comunale di Villa Lagarina (Trento) Palazzo Comunale di Sesto Calende (Varese) MAC Lula, Museo Diffuso di Arte Contemporanea, Lula (Nuoro, Sardegna) È docente dei corsi di Disegno per la pittura e di Tecniche pittoriche presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e Professore invitato presso la Joshibi University of Art and Design (女子美術大学, Joshibijutsu Daigaku?) di Tokyo. Fra le tecniche pittoriche Shimizu applica e tramanda l’intelaiatura personale e l’imprimitura con colla di coniglio. Giuseppe Bonini ha scritto di Shimizu: “Per questo l’immagine si presenta sempre instabile, al limite del percettibile: l’artista non solo predilige i tre colori primari, e tanto si potrebbe dire sulla loro pregnanza simbolica, ma di solito ne utilizza uno quale dominante stendendolo in maniera non uniforme, bensì a insistiti e ritornanti colpi di pennello che segnano, cadenzandolo, il tempo e tracciano uno spazio in continuo divenire, sfuggente alla fissità.” Claudio Cerritelli ha scritto di Shimizu: “Da quando ha messo in dubbio i limiti convenzionali del supporto, Tetsuro Shimizu ha sviluppato molteplici ancoraggi tra pittura e spazio ambientale, superficie e parete, estensione del colore dentro e oltre i perimetri della tela.” Mostre personali 1994 – Galleria Ausstellungsraum Harry Zellweger, Basel (Svizzera) 1996 – Bar Jamaica, Milano, a cura di Paolo Minoli 1996 – Forza, Sinergia, Galleria Morone 6, Milano 1997 – Consolato Generale degli Stati Uniti d’America, Milano, a cura di Itaru Ito 1998 – Galleria Gagliardi Arte Contemporanea, San Gimignano (Siena) 1999 – Galleria Morone 6, Milano, Tetsuro Shimizu, a cura di Flaminio Gualdoni 1999 – Consolato Generale del Giappone, Milano, Tetsuro Shimizu, a cura di Maria Pace Ottieri 1999 – Galleria Gagliardi Arte Contemporanea, San Gimignano (Siena) 2000 – Galleria Morone 6, Milano, a cura di Alberto Fiz 2001 – Galleria Gagliardi Arte Contemporanea, San Gimignano (Siena), a cura di Valerio Dehò 2002 – Galleria Morone 6, Milano, Tetsuro Shimizu, a cura di Flaminio Gualdoni 2002 – Museo Comunale d’Arte Moderna e dell’Informazione, Senigallia (Ancona), Tetsuro Shimizu, a cura di Assessorato alla Cultura di Senigallia 2004 – Pinacoteca Comunale, Villa Soranzo, Varallo Pombia (Novara), Tetsuro Shimizu, a cura di Caterina Corni 2004 – Galleria Teardo, Pordenone, Tetsuro Shimizu 2005 – Galleria Morone, Milano, Tetsuro Shimizu, a cura di Claudio Ceritelli 2005 – Bar Testa, Albissola Marina (Savona), Tetsuro Shimizu, a cura di Riccardo Zelatore 2006 – Galleria Cavenaghi Arte, Milano, Tetsuro Shimizu, a cura di Claudio Ceritelli e Alberto Veca 2006 – Villa Pisani, Bagnolo di Lonigo (Vicenza), Tetsuro Shimizu, a cura di Claudio Ceritelli e Alberto Veca 2009 – Galleria Gagliardi Arte Contemporanea, San Gimignano (Siena), Tetsuro Shimizu 2009 – Bice Tokio, Caretta Shiodome, Tokio, Tetsuro Shimizu 2010 – Paraventi giapponesi-Galleria Nobili, Milano, Tetsuro Shimizu 2012 – 無常 MUJŌ – Impermanenza, Galleria Nobili di Milano, a cura di Matteo Galbiati 2012 – Centro Culturale di Arte Contemporanea Balestrini, Albissola Marina (Savona), (R)esistenza, a cura di Riccardo Zelatore 2013 – Palazzo Libera, Villa Lagarina (Trento), Im-permanenza Mujo, a cura di Matteo Galbiati e Federica Giobbe 2013 – Centro Culturale Sergio Valmaggi, Sesto San Giovanni (Milano), Im-permanenza Mujo, a cura di Matteo Galbiati 2013 – Istituto Nazionale dei Tumori (Milano), Immunità, a cura di Ugo Pastorino 2014 – Imperfezione, Museo Enrico Butti, Viggiù (Varese), a cura di Ettore Cerini 2014 – Galleria Antica, Nagoya (Giappone), Imperfezione 2014 – Dynamicmuseum, Museo Luciano Minguzzi di Milano 2015 – Zaza ramen, Milano 2016 – Spazi espositivi R&P legal, Milano, Incompletezza, a cura di Simona Bartolena 2016 – Galleria Il Milione, Milano, Anelito, a cura di Claudio Cerritelli 2017 – Eterne stagioni, Galleria Nobili di Milano 2018 – KOKIN, libri d’artista, Galleria Nobili di Milano 2018 – 無常 MUJŌ – Impermanenza, Palazzo Libera di Villa Lagarina, Trento 2018 – Spazio obliquo, Galleria Antonio Battaglia di Milano, a cura di Giuseppe Bonini 2019 – Equilibrio instabile, Di Paolo Arte, Bologna, a cura di Bruna Giordano 2019 – Espansione, Di Paolo Arte, Bologna, a cura di Bruna Giordano 2019 – Castel Negrino Arte di Aicurzio (Monza e Brianza) 2021 – Palazzo Sarcinelli, Conegliano (Treviso), a cura di Oltrearte 2021 – Lume, Galleria Il Milione, Milano, a cura di Matteo Galbiati Mostre collettive 2021 – Dialoghi Siciliani, Ex Chiesa del Carmine, organizzazione Catania Art Gallery (Taormina) 2021 – Accademia & Dintorni, Galleria Antonio Battaglia, Milano, a cura di Claudio Cerritelli 2020 – Complesso Monumentale di Santa Caterina, Finalborgo (Li), Il Carattere Riflessivo della Pittura, a cura di Riccardo Zelatore 2019 – Il Fondaco, Bra, Canone lirico, a cura di Silvana Peira 2018 – Paraventi giapponesi Galleria Nobili, Milano Kokin, libro d’artista, a cura di Matteo Galbiati 2018 – Museo Civico Floriano Bodini, Gemonio (Varese), Real Art, a cura di Franco Crugnola 2018 – Palazzo del Monferrato, Alessandria, Biennale di Alessandria omnia, Caos colore 2018, a cura di Matteo Galbiati 2017 – Galleria Cart 70-10, Monza, Real Art, a cura di Franco Crugnola 2017 – Palazzo del Monferrato, Alessandria, Eterna Stagione, a cura di Matteo Galbiati 2016 – Museo d’Annunzio Segreto, Vittoriale degli italiani, Gardone Riviera (Brescia), Eterne Stagioni, a cura di Matteo Galbiati 2015 – Galleria Il Milione, Milano, Galleria Antonio Battaglia, Milano, Astrazione fluida, Italo Bressan, Gottardo Ortelli, Tetsuro Shimizu, a cura di Claudio Cerritelli 2015 – Mutteo Butti, Viggiù (Varese), Slittamenti del cuore, 9 artisti allievi di Gottardo Ortelli, a cura di Claudio Cerritelli 2015 – Castello di Melegnano, Milano, Dedicata a Alberto Veca, a cura di Claudio Cerritelli e Elisabetta Longari 2014 – Museo Minguzi, Milano, Dynamicmuseum, a cura di Stefano Iaccheo e Marco Teseo 2013 – IKI いき, Galleria Nobili di Milano 2013 – Galleria Ghiggini, Varese, Da colore a colore, Italo Bressan, Claudio Olivieri, Gottardo Ortelli, Tetsuro Shimizu, a cura di Claudio Cerritelli 2013 – Studio Luca G. Righini Arte contemporanea, Milano, Piccole misure 2013 – Chiostri di San Domenico, Reggio Emilia, Novanta artisti per una bandiera, a cura di Sandro Parmiggiani 2012 – Palazzo del Podestà, Castell’Arquato (Piacenza), Al principio del vedere, a cura di Ilaria Bignotti e Matteo Galbiati 2012 – Paraventi giapponesi-Galleria Nobili, Milano, IKI, cura di Matteo Galbiati e Kevin Mcmanus 2010 – Palazzo Comunale Enrico Gagliardi, Vibo Valentia, Premio Internazionale Limen Arte 2010, a cura di Giorgio Di Genova 2010 – Palazzo Comunale, Fortunago (Pavia), Sulle rive opposte del fiume, a cura di Pino Jelo 2010 – Biblioteca Civica, Pordenone, Collezione 7×11. La poesia degli artisti, a cura di Marco Fazzini collettive N° 21 2010 – AR Officina Arte Contemporanea, Milano, e Spazio Espositivo Biblioteca Civica, Gorgonzola (Milano), In Forma Lirica, a cura di Matteo Galbiati 2010 – Palazzo del Turismo, Jesolo (Venezia), Pittura come gesto, a cura di Michele Beraldo e Willy Montini 2008 – Civico Museo Parisi-Valle, Maccagno (Varese), Acquisizioni 2008, a cura di Claudio Rizzi 2008 – Galleria all’Angolo, Mendrisio (Svizzera), Dialogo tra pittura e scultura, a cura di AR Officina Arte Contemporanea, Gorgonzola (Milano) in collaborazione con Pangeart, Bellinzona (Svizzera) 2007 – Palazzo Ducale, Sabbioneta (Mantova), Dall’ideale all’arte contemporanea. Identità e umanismo, a cura di Claudio Rizzi 2007 – Galleria Morone, Milano, Sfacciatamente Pittura, a cura di Raffaella Pulejo 2006 – Fruttiere di Palazzo Te, Mantova, Un lavoro fatto ad arte, a cura di Andrea B. Del Guercio 2006 – Chiesa di San Pietro, Piacenza, Arte Cristiana Contemporanea, a cura di Andrea B. Del Guercio 2005 – Centro Cultura Arte Contemporanea, Albissola Marina (Savona), Bertini, Ruggeri, Savelli, Shimizu, Balestrini, a cura di Riccardo Zelatore 2005 – Civico Museo Parisi-Valle, Maccagno (Varese), Paginas desde Lombardia, un museo de arte contemporaneo, a cura di Claudio Rizzi 2004 – Museo d’Arte Moderna, Gazoldo degli Ippoliti (Mantova) e Museo Civico Floriano Bodini, Gemonio (Varese), Arte Contemporanea in Lombardia. Generazione Anni ’50, a cura di Claudio Rizzi 2003 – Fondazione Premio Michetti, Francavilla al Mare (Chieti), LIV Premio Michetti, a cura di Duccio Trombadori e Gabriele Simongini 2003 – Ex convento delle Scuole Pie, Brindisi, L’immagine dell’arte del III Millennio, a cura di Massimo Guastella 2002 – Castell de Benedomiens e Castell d’Aro, Girona (Spagna), Sala Civica des Exposicciones, Santa Pau, Girona (Spagna) e Museo d’Arte Moderna, Gazoldo degli Ippoliti (MN), a cura di Raffaele De Grada, Claudio Rizzi e Cristina Portioli Staudacher 2001 – Villa Bottini, Lucca, Cinque artisti giapponesi, a cura di Francesco Molone 2000 – Galleria Morone 6, Milano e Galleria Aras, Ravensburg (Germania), Nuovi temperamenti, a cura di Claudio Cerritelli e Paolo Minoli 1999 – MiArt ’99, Milano, Babel, a cura di Philippe Daverio 1999 – Galleria del Premio Suzzara, Suzzara (Mantova), 39º Premio Suzzara, a cura Davide Benati, Walter Guadagnini e Claudio Olivieri 1998 – Galleria Morone 6, Milano, Sinfonia d’inverno… Il tempo artificato 1998 – Mazzoleni Sambonet Arte, Milano, Mono-Cromo A-Cromo 1997 – Galleria Gagliardi, S. Gimignano (Siena); Galleria Multigraphic, Venezia; Galleria 1997 – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, San Marino (Repubblica di San Marino), Luoghi, a cura di Alberto Fiz 1997 – Castello di Masnago, Varese, Nuove opere per Varese 2, a cura di Flaminio Gualdoni 1996 – Fondazione Premio Michetti, Francavilla al Mare (Chieti), XLVIII Premio Michetti, a cura di Flaminio Gualdoni, conseguito Premio acquisto 1996 – Bar Jamaica, Milano, Nuovi temperamenti dell’arte/1, a cura di Claudio Cerritelli e Paolo Minoli 1996 – Galleria Del Monte, Forio, Ischia (Napoli), Contemplazione, a cura di Giovanna Nicoletti 1996 – Galleria Morone 6, Milano, Contemplazione, a cura di Giovanna Nicoletti 1995 – Padiglione Neri dell’ex Ospedale Psichiatrico, Perugia, Presenze. Artisti stranieri oggi in Italia, a cura di Giorgio Bonomi 1994 – Studio d’Arte Harry Zellweger, Carabietta (Svizzera), Giovani italiani 1992 – Ex Chiesa di San Carpoforo, Milano, Artisti Internazionali Inediti in Mostra, a cura di Achille Bonito Oliva 1992 – Museo Butti, Viggiù (Varese), Arte contemporanea 1. Acquisizioni e donazioni, a cura di Gottardo Ortelli 1992 – Museo d’Arte Stripe House, Tokyo (Giappone), Esposizione di Artisti e Allievi Contemporanei, a cura di Accademia di Belle Arti di Sokei di Tokyo 1992 – Rotonda della Besana, Milano, Arte Fence. L’arte salva l’arte, a cura di Tommaso Trini 1991 – Città di Cremona, Cremona, Arte giovane in Lombardia 1991 – Cattedrale ed ex Macello, Padova, Logos 91. Mostra Internazionale d’Arte di ricerca contemporanea, a cura di Giorgio Segato 1991 – Premio Acquisto, Montecampione (Brescia), Arte giovane, premio conseguito 1989 – Galleria Mazzocchi, Parma, Tra segno e colore, a cura di Gottardo Ortelli Bibliografia “Tetsuro Shimizu. Im-permanenza”, a cura di Matteo Galbiati e Federica Giobbe, Publistampa, 2013, 48 pagine; ISBN 978-8896014417. “Eterne stagioni. Corrispondenze poetiche tra antichi byōbu giapponesi e artisti contemporanei”, a cura di Matteo Galbiati e Raffaella Nobili, Vanilla Edizioni, 2016, 48 pagine; ISBN 978-88-6057-334-6. Collegamenti esterni Catalogo della mostra “Tetsuro Shimizu, Spazio obliquo” a cura di G. Bonini, Galleria Antonio Battaglia (PDF), su galleriaantoniobattaglia.com. Catalogo della mostra “Tetsuro Shimizu, Lume” a cura di M. Galbiati, Galleria Il Milione (PDF), su galleriailmilione.it. , Sito Docenti dell’Accademia di belle arti di Brera. , Pittura come anelito; articolo di Claudio Cerritelli sulla rivista d’arte Nuova Meta rivistaartenuovameta.it, https://rivistaartenuovameta.it/., 2016. shimizu tetsuro, preparazione della tela, su YouTube, 26 gennaio 2021, a 0 min 0 s. URL consultato il 16 dicembre 2021. shimizu tetsuro, intelaiatura della tela, su YouTube, 26 gennaio 2021, a 0 min 0 s. URL consultato il 16 dicembre 2021. shimizu tetsuro, imprimitura, su YouTube, 26 gennaio 2021, a 0 min 0 s. URL consultato il 16 dicembre 2021. Sorgente: Shimizu Tetsuro – Wikiwand   [...] Leggi di più...
10/06/2022Dal canale Youtube andrea palmisano Sorgente: raduno montecampione – YouTube   [...] Leggi di più...
10/06/2022Sorgente: ORDINANZA CONTINGIBILE ED URGENTE N. 29. REGOLAMENTAZIONE TEMPORANEA DELLA CIRCOLAZIONE STRADALE SU UN TRATTO DELLA STRADA COMUNALE DENOMINATA VIA PLAN DI MONTECAMPIONE, INTERESSATO DA UN MOVIMENTO FRANOSO, ALL’ALTEZZA DEL KM. 2 + 500. | Albo On-Line | Comune di Artogne   [...] Leggi di più...
09/06/2022Dal canale Youtube Alessio Allan Zanardini Ci riprovo per la seconda volta e questa volta non sbaglio!!! Il sentiero che dalla val Palot arriva a Montecampione e’ molto facile da fare. Infatti la maggior parte e’ in piano. Solo un tratto di qualche centinaia di metri si inerpica per finire in un prato paradisiaco circondato dal bosco. Da li attraverso il campo sportivo si arriva a Montecampione. Sorgente: MISSIONE COMPIUTA! VAL PALOT TREKKING PARTE 2/2 – YouTube   [...] Leggi di più...
09/06/2022Vallecamonica provincia- basta tasse si presenta a Darfo Boario Terme con l’obiettivo di coinvolgere tutti i Comuni del comprensorio camuno, dell’alto Sebino e della Val di Scalve per chiedere l’istituzione della provincia Vallecamonica con capoluogo Darfo Boario Terme. Darfo Boario Terme “la citta dei servizi “ oltre alla “città termale”, questo è l’obiettivo del nostro movimento. Ma dove gli immobili per ospitare il palazzo della Provincia? Sicuramente nelle aree dismesse della città, il posto ideale è all’interno della ex banzato, area dismessa da tantissimi anni. Come rilanciare le terme di Boario? Sicuramente non solo terme per le cure ma anche per la prevenzione insomma un polo della salute. Puntiamo anche al collegamento con il turismo di montagna sia estivo che invernale con funivie e funicolari che possano valorizzare Montecampione, Capo di lago, Borno. Altra proposta: l’esecutivo di Darfo deve coinvolgere tutti i Comuni della valle per chiedere alle Ferrovie Nord di prolungare la linea Edolo- Temù per collegare tutte le strutture alberghiere di Boario al comprensorio sciistico di Ponte Di Legno. Ci sono troppi immobili chiusi e dismessi bisogna facilitare il cambio di destinazione degli edifici in stato di degrado. Noi non abbiamo mostrato a differenza delle altre liste, le foto dei candidati perchè non vogliamo pubblicizzare il volto di nessuno,nemmeno il mio. Vogliamo al contrario pubblicizzare e divulgare l’idea e il concetto di Provincia, che poi è quello che a noi sta a cuore per il bene della Vallecamonica e della citta di Darfo Boario Terme. I volti e i nomi dei candidati non devono sovrastare l’idea della Vallecamonica Provincia. I camuni non sono ne bresciani ne bergamaschi sono camuni !!!!! L’istituzione della provincia di Vallecamonica è un atto di doverosa giustizia per il riconoscimento dell’identita’ camuna e costituisce il dovuto ristoro ai valligiani per lo storico stato di abbandono da essi sofferto. dai il tuo voto per rivendicare l’identità camuna. Sorgente: «Valcamonica Provincia? Noi sappiamo come fare» | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
09/06/202231 Ağu 2011 Entertainment… Sorgente: Michelle Ferre’ Montecampione 2011 Sera — Yandex video arama   [...] Leggi di più...
06/06/2022Breno – La conviviale di maggio del Panathlon Club Vallecamonica ha avuto protagonisti il procuratore Tiberio Cavalleri e Roberto Goffi che lo ha intervistato prendendo spunto dal libro ‘Ho fatto gol’ scritto dallo stesso procuratore bresciano. I due ospiti sono stati presentati dal presidente Bonino che ha salutato anche la Compagnia della stampa rappresentata da Ilaria Massetti e Nicoletta Rodella. Roberto Goffi, già vicepresidente della FIDAL Lombarda, ha iniziato poi la serata chiedendo a Cavalleri la scelta del titolo del suo libro: ‘innanzitutto grazie al Panathlon di Vallecamonica per l’invito e voglio subito dire che il mio libro è panathletico poiché si parla anche degli altri sport che ho amato nel corso della mia vita, calcio sì ma anche ciclismo, pugilato, atletica leggera. Fare gol vuol dire cogliere un obiettivo nello sport come nella vita, ho respirato calcio sin da bambino con un padre allenatore e dirigente da sempre e credo che il profumo del campo di calcio sia stata un’emozione che ho nel DNA da sempre’. E così attraverso le domande del giornalista Goffi l’ospite ha via via snocciolato storie, episodi, aneddoti della sua vita di Procuratore, dai primi passi ai colloqui con i più grandi presidenti del calcio italiano ed internazionale. E così prima la storia di Rino Gattuso da quando era tra gli Allievi del Perugia alla fuga ai Glasgow Rangers, poi Cristian Panucci, ‘che mi era stato presentato da Claudio Onofri dalla Primavera del Genoa’ e fu il primo giocatore italiano a vestire la maglia di una ‘grande’ europea come il Real Madrid’. Poi storie bresciane con l’amico Gigi Maifredi, dalla Real Brescia alla Juventus, ‘un uomo che non si è mai piegato alle esigenze del mondo del calcio, volle un annuale alla Juventus quando avrebbe potuto strappare un contratto almeno per tre anni ma lui voleva essere scelto per i risultati sul campo. Portò alla Juve il gioco a zona e la prima partita fu una sconfitta 5 a 1 con il Napoli e con i primi mugugni da parte di alcuni giocatori’. Poi ancora il colloquio con Cragnotti, padrone della Lazio dopo esser passato da Zoff, presidente biancoazzurro per i contratti di Negro e Favalli e ‘lì decisi dopo notti di riflessione e colloqui con i giocatori di lasciar decidere a Cragnotti le cifre dei contratti sapendo che l’imprenditore laziale aveva sempre a che fare con cifre miliardarie e anche lì mi andò bene perché strappai davvero contratti importanti.’ E così la serata è andata avanti con il botta e risposta tra giornalista e ospite con cenni ai 14 contratti di Marco Borriello, all’esemplarità dei gemelli Filippini, esempio unico di come attuare un pressing asfissiante sul portatore di palla, l’incontro con Helenio Herrera quando, dopo i fasti nerazzurri con l’Inter, fu allenatore per un anno con il Rimini prima di approdare in Spagna al Barcellona. Poi una digressione su altri sport con il ciclismo ‘con mio padre che fondò una società ciclistica e provai l’emozione di stare su un’ammiraglia a seguire alcune gare’, il pugilato con i match di Sante Amoni, Mazzinghi, Loi, Benvenuti. Tornando al calcio ancora le trattative con Berlusconi quando Panucci passò dal Genoa al Milan, ‘era il 1994 e seppi dallo stesso presidente della sua volontà di ‘scendere in campo’, anche se al momento non capii bene cosa intendesse’. E infine due ricordi per due autentici personaggi, per diversi motivi, del calcio italiano, entrambi giocatori del Lanerossi Vicenza: Ezio Vendrame il primo ‘un personaggio strano per il calcio di allora, uno stravagante ma umano, serio, umile’, e l’altro l’indimenticabile Paolo Rossi ‘che vidi a Brescia in una partita delle Rondinelle con il Vicenza, tanto mi impressionò in campo quanto invece lo vidi piccolo, minuto, timido in borghese durante le interviste’. Quindi le domande dei soci, il rapporto tra gli Oratori e le società sportive che ‘rapiscono’ i bambini dagli oratori ‘in effetti il bambino dovrebbe prima divertirsi che non essere legato a schemi e risultato, sottolinea anche le aspettative dei genitori’, il futuro del calcio italiano e la figura del procuratore non sempre vista in positivo ‘il calcio va dove ci sono i soldi e i comportamenti dei procuratori non sempre sono etici, ma questo succede nella vita di tutti i giorni’, ‘il calcio italiano finché darà spazio totale agli stranieri, ormai l’80% delle rose delle squadre, non può avere futuro in Europa e nel mondo, bisogna investire sui settori giovanili con i giocatori italiani’, ‘è pura fantasia che i procuratori decidano le formazioni sulla base delle presenze dei propri assistiti’. La prossima Conviviale sarà mercoledì 29 giugno a Montecampione ospiti del Tiro a Volo Lovere. Sorgente: Panathlon Club Vallecamonica: serata di calcio, da Helenio Herrera a Paolo Rossi, con Tiberio Cavalleri | Gazzetta delle Valli News dalle Valli Lombarde e Trentine   [...] Leggi di più...
03/06/2022Fra le sue opere anche quella della nostra Chiesa di Montecampione Altre informazioni ed immagini al link della sorgente: Giorgio Pasinetti 1952-2013 – VETRATE CHIESE E CAPPELLE FUNEBRI   [...] Leggi di più...
03/06/2022Dal canale Youtube Luca Lapadula Sorgente: 2Loud @ ESP, Montecampione (BS) 17/12 presents his new Tracks – YouTube   [...] Leggi di più...
02/06/2022Scarica la traccia GPS e segui il percorso su una mappa. Il percorso parte all’inizio degli impianti di risalita di Montecapione 1200, seguendo la vecchia pista Fodestal e si inoltra poi per la Val Negra, dopo un’ultima cresta si arriva ai ripetitori posti alla Colma del Maruccolo. Il percorso è quasi tutto in fuori pista a parte un brevissimo tratto che incrocia la Panoramica Autore zagor76 Distanza 5,1 km Dislivello positivo 632 m Difficoltà tecnica Facile Dislivello negativo 12 m Altitudine massima 1.870 m Trailrank 26 Altitudine minima 1.158 m Tipo di percorso Solo andata Tempo un’ora 57 minuti Coordinate 3028 Caricato 26 febbraio 2014 Registrato febbraio 2014 Sorgente: Wikiloc | Percorso Colma Maruccolo (ripetitori) – Montecampione   [...] Leggi di più...
01/06/2022Buongiorno, riportiamo, di seguito, alcune notizie utili per la permanenza a Montecampione per il periodo 02-05/06: – Giovedì 2 giugno si terrà la prima edizione della Vissone Mountain Race – corsa e camminata ludico motoria aperta a tutti. ATTENZIONE: la gara/camminata attraverserà anche le seguenti strade carrozzabili: – via Panoramica (ex distributore) fino al tornante di Valnegra – incrocio via Panoramica con via della Pineta, fino al condominio La Pineta di Montecampione – via delle villette di Montecampione, dal Palazzetto dello Sport fino al piazzale sito a monte del Condominio Edelweiss PERTANTO, tra le 9 e le 13 si potrà verificare la sospensione provvisoria della circolazione in occasione del passaggio degli atleti.   – Sabato 4 giugno MTB Tour VerticalMonte: escursione panoramica in mtb. Percorso misto strada e sterrato, che si snoda fra tratti nel bosco e strade panoramiche con vista sulla valle e il lago d’Iseo. Ritrovo 9,30 splaza poi partenza verso il Plan e il rifugio Monte Cimosco, si prosegue su mulattiera in discesa sulla dorsale di Gianico per poi tornare con bel percorso al Prato Secondino. Consigliata l’e-bike oppure giro da esperti con bici muscolare. Evento con accompagnamento gratuito con Istruttore Nazionale; richiesto documento d’identità per modulo scarico responsabilità; possibilità noleggio e-bike (no muscolare) 12 posti disponibili INFO E PRENOTAZIONI Andrea Bendotti 3807892508 Consulta la pagina facebook VerticalMonte – Domenica 5 giugno escursione botanica con l’esperto botanico Marco Biolo. Partenza davanti alla seggiovia Corniolo alle ore 9.00. – 2-3-4-5 giugno presenza a Vissone della caratteristica Festa Patronale di San Bernardino con stand gastronomico ed intrattenimento. Cordiali saluti.   Ufficio Stampa del Consorzio Montecampione via Panoramica 61 – 25050 Pian Camuno (BS) tel. 0364/560188 – fax 560948 web: www.consorziomontecampione.it mail: ufficiostampa@consorziomontecampione.it   [...] Leggi di più...
01/06/2022I ragazzi del gruppo parrocchiale di Vissone Pian Camuno BS con il patrocinio del comune di Pian Camuno e del Consorzio Montecampione. Con la collaborazione del gruppo Alpini Vissone Montecampione. Organizza per Giovedi 2 Giugno una camminata non competitiva sui monti di Vissone e Montecampione. Il tragitto prevede il passaggio su strade sterrate e sentieri con vista sulla Valle Camonica e Lago d’Iseo. Lunghezza 10.5 km dislivello 700 MT percorso lungo. Lunghezza 5,00 km percorso famiglia. Ritrovo ore 08.00 presso il campo da Calcio di Vissone in Via Vissone Inferiore. Riferimento per ogni informazione fdsanbernardino@gmail.com. Lorenzo Bancale 3408704177. Sorgente: Il 2 giugno si corre a Vissone – Corribergamo   [...] Leggi di più...
30/05/2022  Regione Lombardia ha aderito alla proposta di Patto territoriale per lo sviluppo economico, ambientale, sociale e della mobilità del territorio montano del Monte Maniva, che prevede la realizzazione di dieci interventi infrastrutturali strategici, per un importo complessivo di 17 milioni di euro, di cui 12.518.000 dalla Regione. Al Patto territoriale aderiscono le Comunità montane di Valle Trompia e di Valle Sabbia, i Comuni di Bagolino e Collio e la società Maniva Ski srl. Si tratta di un’operazione strategica destinata a migliorare il Maniva: nello specifico sono previsti precisi interventi sulle le vie di accesso al comprensorio sciistico, con i tem,i legati alla la mobilità e all’accoglienza, anche in ottica del grande appuntamento Milano-Cortina 2026 che intende essere anche per questo comprensorio montano una leva importante per il turismo. Dopo Ponte-Tonale, Borno e Montecampione, questa ultima notizia positiva completa il quadro dei grandi interventi strutturali a sostegno delle stazioni sciistiche e turistiche della montagna bresciana, con ujn finanziamento pubblico che complessivamente supera i 100 milioni di euro, in gradi di attivate finanziamenti propri pari ad almeno 60 milioni di euro. Grazie al Patto Territoriale del monte Maniva, in particolare, che vede come soggetto capofila la Comunità Montana della Valle Trompia, verranno realizzati interventi strategici quali l’adeguamento funzionale dell’impianto di risalita Zocchi con sostituzione di quello esistente; il rinnovo e potenziamento dell’impianto di risalita Barard con sostituzione dell’esistente; il completamento dell’impianto polifunzionale della vasca di accumulo dell’acqua per il servizio antincendio e per la produzione di neve neve in località Dasdana. Vi sono altri interventi che stanno a valle del Monte Maniva, ugualmente necessari per dare sviluppo alla località turistica che in sintesi sono: la messa in sicurezza della viabilità Anfo-Passo Baremone, con realizzazione di piazzole e sistemi paravalanghe, il ripristino murature di sostegno e la realizzazione di un parcheggio multipiano. Vi saranno anche interventi di potenziamento dell’attrattività turistica della Rocca d’Anfo e del Lago d’Idro, con la ristrutturazione dell’ex caserma Zanardelli, in Valle Sabbia, mentre il Valle Trompia è previsto il collegamento ciclo-pedonale tra il centro di Collio e la frazione di Memmo, oltre a nuovi servizi per l’utenza suol versante est del monte Maniva in comune di Bagolino, in località Persek, con la realizzazione di un’area ricettiva alla partenza seggiovia Persech, la realizzazione del Parco giochi in legno sul versante del Maniva a est, con il contemporaneo potenziamento della connettività e la realizzazione del sistema “Smart-Land”. La Società incaricata di preparare il progetto e seguirne le fasi giuridico-amministrative sta preparando ora il bando europeo di evidenza pubblica che riguarda la compartecipazione di soggetti privati per la quota parte di 4milioni 482euro; rispettando i tempi necessari, potrebbe già essere aperto a fine estate, per l’aggiudicazione del bando entro fine anno e l’inizio lavori nel 2023. La ricaduta positiva dell’intero progetto amplia quindi le offerte delle due valli bresciane, che oltre allo sci in tutte le sue declinazioni, finalmente possono dare una risposta organizzata e moderna alle attività outdoor primaverili, estive e autunnali. Sorgente: +Valli TV – 17 MILIONI PER IL MANIVA   [...] Leggi di più...
30/05/2022È una pioggia, anzi un diluvio di contributi quello che sta per arrivare in Valtrompia e Valsabbia. Dopo l’annuncio di alcuni giorni fa relativo ai 12 milioni finanziati dalla Regione per lo sviluppo del Patto territoriale del Maniva (17 milioni l’ammontare complessivo del progetto), i presidenti delle Comunità montane Massimo Ottelli (Valtrompia) e Giovanmaria Flocchini (Valsabbia) hanno affermato, senza però voler dettagliare oltre, che «sono in arrivo altri 10 milioni, sempre dalla Regione, per le aree interne, come conferma una recente delibera appena ricevuta». Collaborazione fattiva Un altro «colpo grosso» per i due enti comprensoriali e per i territori direttamente interessati, che segue quelli già portati a casa negli scorsi anni con «Valli Prealpine» (Regione), «Valli Resilienti» (Fondazione Cariplo) e, appunto, il «Patto territoriale per il Maniva» per un importo complessivo, inclusi i cofinanziamenti del territorio, superiore ai 30 milioni di euro. Progetti, quelli appena elencati, che sono stati sviluppati in sinergia tra i due enti comprensoriali e che, spiegano Flocchini e Ottelli, «ci vedono dialogare ormai da anni sia per contrastare lo spopolamento di due zone che hanno le stesse caratteristiche e le medesime necessità, sia per potenziare il turismo». I due presidenti, insieme con i sindaci di Collio Mirella Zanini e di Bagolino Gianzeno Marca, gli uffici tecnici, la società in house valtrumplina Sevat e Maniva Ski stanno ora lavorando allo sviluppo del Patto territoriale per il Maniva. Il termine di quasi tutti gli interventi previsti, dieci in tutto, è fissato al 2024. Nel frattempo il Comune di Bagolino è impegnato nella realizzazione (con finanziamenti che non sono quelli del Patto) del primo dei tre lotti della strada Bagolino-Maniva. «Abbiamo in programma di rilanciare il Gaver – annuncia Marca -. Sistemando la viabilità troveremo anche imprenditori che vogliono credere nel futuro del comprensorio». Zanini accenna invece a delle «progettualità future in Pezzeda e con Montecampione per collegare il Maniva alla Valcamonica al fine di far dialogare tutta la montagna bresciana: cosa non impossibile, se si intercettano i bandi giusti». Barbara Fenotti Sorgente: Valtrompia e Valsabbia, in arrivo altri 10 milioni per le aree interne – Giornale di Brescia   [...] Leggi di più...
30/05/2022Dal canale Youtube omar sertori sabato prova 2 tempo 5.22 Sorgente: 51° TROFEO VALLECAMONICA SERTORI OMAR EK4 RS 1.6 PROVA2 – YouTube   [...] Leggi di più...
29/05/2022Vedere e gustare la Vallecamonica dall’alto e da vicino, quasi a toccare con mano boschi, valli impervie, rocce e pinete secolari, ma anche il Sebino, la Valle di Scalve, Montecampione, la foresta della Valgrigna, l’altopiano del Sole e la Concarena: è la proposta dei giovani della terza generazione della storica famiglia di piloti Comensoli che, ogni fine settimana, richiama un pubblico molto vasto e da zone anche lontane, dalla Toscana, dal Piemonte, dall’Emilia, dalla Lombardia e non solo, per effettuare voli turistici alla scoperta delle bellezze naturalistiche camune dall’alto. Ecco, a caldo, le prime emozioni di chi ha volato che, in questo caso, ha ricevuto in dono la giornata dai famigliari . I voli turistici rappresentano una prova generale su quanto accadrà in Lombarda già a partire dal 2023 quando Brescia e Bergamo saranno capitali europee della cultura e, ancora più, con l’evento olimpico del 2026. Ogni fine settimana, dunque, tempo permettendo, dalla base di Esine in località case bianche vengono accolti gli ospiti, informati e brevemente istruiti sul volo, quindi inizia la bella avventura, condita di allegria, un po’ di adrenalina e tanta gioia finale. Sorgente: +Valli TV – LA VALLE VISTA DAL CIELO [...] Leggi di più...
28/05/2022L’australiano riscrive la geografia del Giro e si prende la rosa. Stacca Carapaz: ora ha 1’25” di vantaggio mettendosi al sicuro prima della crono finale MALGA CIAPELA. Tremilaquattrocentotredici km. Ad aspettare. Tremilaquattrocentochilometri ad accontentarsi di riso in bianco e petto di pollo. Ai ferri, con al massimo un filo d’olio. Tre settimane a sentir dire “beh, quando arriva l’impresa in questo Giro?”, “che noia questo Giro”, “dove sono i campioni in questo Giro?”. Ad accontentarsi d’un guizzo di Mathieu Van der Poel, d’una volata di Arnaud Demare, a disquisire sul tappo di Prosecco finito nell’occhio di Biniam Girmay, a vedere una tappa di montagna (Blockhaus) finita con una volata. Poi arriva la Marmolada e ti regala 15 minuti di grande ciclismo. Jai Hindley, 26 anni di Perth, qualche mese in Abruzzo da under 23, uno che due anni fa aveva preso la maglia rosa sul Sestriere, l’aveva indossata solo nella crono di Milano perdendo il Giro, si è ripreso tutto. Con gli interessi. Attacco, forte, ripetuto. Gioco di squadra perfetto con Lennard Kamna, mandato dal team (sontuoso il direttore sportivo friulano Enrico Gasparotto, al debutto nel giro che conta) avanti per la missione: prendersi il Giro. E così è stato. Bello sia accaduto più o meno nel punto in cui nel 1998 Marco Pantani squassò il Giro d’Italia, l’infinito rettilineo prima di Capanna Bill, poco prima dello striscione dei 3 km dall’arrivo. Davanti un gruppo di fuggitivi si gioca la tappa, con Alessandro Covi (Uae), 23enne piemontese, 8 giorni più giovane di Tadej Pogacar, e una delle speranze del ciclismo italiano, dietro la Ineos rompe gli indugi. Sul quel rettilineo infinito Richard Carapaz mostra i muscoli. Il russo Pavel Sivakov si sfinisce. Cede. Hindley attacca. Rasoiata. L’ecuadoriano regge, ma dà la sensazione di fare fatica. Vi ricordate Montecampione, Giro 1998, sempre lui, Marco, per il quale in quei cruciali metri di strada ieri c’era una concentrazione di striscioni incredibile anche ieri grazie a tifosi entusiasti e corretti e che hanno schivato l’attesa pioggia, che fa di tutto per staccare Pavel Tonkov? Hindley ci crede, vola. Trova per strada, e qui c’è il capolavoro tattico della Bora, Kamna che dà il colpo di grazia alle gambe di Carapaz. Il canguro va, a 3 km dall’arrivo. Sembra quasi sorridere, agile e potente allo stesso modo. Ha il 34 davanti, rapporto agile che, a beneficio di muscoli e battiti, gli consente anche velocità con quelle pendenze. «Rimasì distrutto due anni fa quando presi e persi la maglia a Milano in 24 ore. Ora farò di tutto per tenerla domenica, ma manca ancora la cronometro», dirà poi all’arrivo. Ecco cosa aveva in testa quando volava verso il Passo Fedaia. Dietro Carapaz affondava, non riuscendo a staccare Kamna. Anzi, il terzo del podio, Mikel Landa (Bahrain) che era stato il primo a cedere, ha messo la freccia sul sudamericano provando addirittura ad attaccare il secondo gradino del podio. Ce l’ha quasi fatta. Hindley, infatti, ha staccato Carapaz di 1’28”, avrà quindi un tesoretto ricchissimo di 1’27” nei 17 chilometri dell’ultima cronometro oggi a Verona. Insomma, ha vinto il Giro d’Italia, primo australiano della storia. «E se l’è meritato – ammette il direttore sportivo della Ineos, Matteo Tosatto – nel 2020 aveva quasi vinto il Giro, non è uno sconosciuto, ha vinto un gran bel corridore. Avevamo indirizzato la corsa alla perfezione portando Richard a giocarsi tutto all’ultima salita». Sul suo terreno, attorno a quota duemila. Invece le sue gambe hanno “lampeggiato”. Domenica 29 maggio l’ecuadoriano compie 29 anni: si consolerà con l’affetto della famiglia, che l’ha raggiunto da tre giorni, ma dovrà fare attenzione: ha 26” di vantaggio su Landa. È vero che va più forte del rivale contro il tempo, ma la botta presa “a casa sua”, sulle sue montagne è stata dura. «È la maglia più bella questa – ha detto Hindley con la maglia rosa addosso – abbiamo rispettato il programma con il team, straordinario, e ce l’abbiamo fatta: ora andiamo a finire il lavoro». Finale. Con brivido. Covi si gode la giornata di gloria e, speriamo, possa correre da protagonista senza fare solo il gregario o di Joao Almeida o dello stesso re sloveno, Vincenzo Nibali (Astana) con gambe e orgoglio chiude il cerchio della sua carriera conservando il quarto posto. Il giovane Juan Pablo Lopez (Treek), dieci giorni in maglia rosa, lo aspetta sul traguardo per abbracciarlo. Bellissimo. Vale la pena aspettare tutto questo no? Antonio Simeoli Sorgente: Hindley, capolavoro sulla Marmolada – Il Secolo XIX   [...] Leggi di più...
27/05/2022Royal Enfield oggi è una multinazionale Indiana che produce moto, avendo acquisito il più antico marchio di fabbrica, inglese, che nel 1901 aprì la Enfield Cycle Company of England. Oggi è considerato un marchio di eccellenza e di grande fascino, noto a tutti gli appassionati e collezionisti, che anche in Italia han no una importante nicchia di appassionati. Un gruppo di possessori ed estimatori della storica Royal Enfield si è dato appuntamento, da Milano, a Montecampione per salire fino al Plan e rendere omaggio al monumento a Marco Pantani, uomo delle due ruote muscolari, portate in tutto il mondo grazie alle sue memorabili imprese. Il gruppo di appassionati della moto anglo-indiana ha continuato la sua giornata visitando la zona, degustando piatti tipici della tradizione e tornando a Milano visitando il Sebino, appuntamento d’obbligo dopo la montagna camuna. Francesco Gheza Sorgente: +Valli TV – IL TEAM ROYAL ENFIELD OMAGGIA PANTANI   [...] Leggi di più...
27/05/2022Dal canale Youtube spazcher Sorgente: animazione montecampione 2011 – YouTube   [...] Leggi di più...
26/05/2022Sarà uno degli itinerari più affascinanti d’Italia quello che nascerà a breve. Ben 400 chilometri di piste ciclabili con un dislivello di oltre 16mila metri. Niente paura, però, perché questo percorso sarà adatto alle e-bike e alle mountain bike elettriche, quindi si farà sicuramente meno fatica di quanto si possa pensare. La Ciclovia che porta al cielo Sarà chiamata Ciclovia del cielo, perché raggiungerà quote piuttosto elevate intorno ai 1.500 metri. Attraverserà boschi, prati, pascoli, alpeggi, malghe e toccherà anche alcuni borghi e siti archeologici. La Ciclovia del cielo correrà lungo la Val Camonica, una delle valli più estese delle Alpi lombarde. Il percorso ad anello partirà da Boario Terme e per tornare al punto di partenza., Naturalmente non sarà necessario percorrerla per interno, basterà anche solo qualche tratto per godere di paesaggi unici. Ci saranno infatti differenti percorsi per durata e difficoltà. Inoltre, Ciclovia del cielo si intreccerà anche con la Ciclovia dell’Oglio, considerata la migliore strada verde d’Italia, che corre a fondovalle, offrendo così ulteriori itinerari. Ma sono allo studio anche collegamenti con le altre importanti ciclovie europee. Il trend della sostenibilità Sarà l’emblema del turismo sostenibile, in grado di coniugare sport e attività all’aria aperta all’aspetto culturale. Lungo l’intero itinerario, che sfrutta una già esistente viabilità e sentieristica saranno, posizionate diverse colonnine di ricarica per le bici elettriche. Il progetto è frutto di un accordo tra le comunità montane della Val Camonica che hanno fortemente spinto affinché venisse promosso il territorio e anche le valli limitrofe dal punto di vista turistico. Val Camonica, terra di biciclette La Val Camonica è una terra ospitale per gli amanti delle due ruote. Tanti gli itinerari per chi ama il ciclismo su strada, con le “grandi salite” sui leggendari passi Alpini resi famosi dal Giro d’Italia come il Gavia, con gli spettacolari panorami, il Mortirolo, con le pendenze proibitive, l’Aprica, il Tonale, il Vivione, Crocedomini e la salita per Montecampione. Ma tanti anche quelli per la mountain bike, con itinerari panoramici sul Lago d’Iseo, mulattiere militari della Grande Guerra, la Gran Fondo dell’Adamello in Val Saviore, l’Adamello Bike Arena in Alta Valle, il percorso Enjoy Altopiano del Sole. Sorgente: Sta per nascere la Ciclovia del cielo, 400 km attraverso la Val Camonica [...] Leggi di più...
26/05/2022Fabio Aru heeft in de Giro d’Italia de bergrit naar Plan di Montecampione gewonnen. De renner van Astana bleek op de slotklim van deze rit met aankomst bergop over de sterkste klimmersbenen te beschikken. Rigoberto Uran verloor tijd op Nairo Quintana, maar won tijd op zijn naaste belager Cadel Evans. Hij blijft in de roze trui. Twaalf man in de aanval tijdens lange aanloop Tijdens de lange aanloop naar de slotklim gingen twaalf renners op avontuur. Onder hen onder meer Damiano Cunego, tien jaar geleden nog eindwinnaar van de Giro. De kopgroep bestond voor de rest uit Maxime Bouet (AG2R La Mondiale), Daniele Ratto (Cannondale), Johan Le Bon (Fdj.fr), André Cardoso (Garmin Sharp), Adam Hansen (Lotto Belisol), Simon Geschke (Giant Shimamo), Luca Paolini (Katusha), Fabio Felline (Trek Factory Racing), Rodolfo Torres (Colombia), Jackson Rodriguez (Androni Giocattoli) en Enrico Barbin (Bardiani-CSF). De twaalf reden een maximale voorsprong van bijna tien minuten bij elkaar. Op de slotklim bleven Hansen, Torres, Felline en Cardoso vooraan over. Vanuit het peloton ging Julian Arredondo (Trek) op jacht naar de koplopers. De Colombiaan voegde zich bij de leiders en ging samen met Cardoso alleen verder. In de groep der favorieten kon Wout Poels ondertussen het tempo niet volgen. Niemand kan Aru volgen Op negen kilometer van het einde werden de twee voorbij gesneld door de Ier Philip Deignan (Sky). Deignan werd afgelost door Pierre Rolland en Fabio Duarte, maar op een versnelling van de Italiaan Aru had niemand een antwoord. Aru reed een sterke slotfase, waarin hij uitliep op zijn concurrenten. Solo kwam hij als eerste over de finish. Uran wint en verliest, Kelderman zakt In de strijd tussen de favorieten deed Nairo Quintana de beste zaken. Rigoberto Uran kon het tempo van zijn landgenoot niet volgen. De drager van de roze trui kraakte, maar hield de schade beperkt. Uran loopt zelfs uit op zijn naaste belager Cadel Evans. Aru schuift op naar een vierde plek. Kelderman zakt naar een zevende plaats. Poels staat nu tiende. Morgen volgt in de Giro een rustdag. Dinsdag gaat de ronde verder met de koninginnenrit over de Gavia en de Stelvio. Giro d’Italia 2014 (2.UWT) Uitslag etappe 15: Valdengo – Plan di Montecampione 1. Fabio Aru (Astana) in 5u33m06s 2. Fabio Duarte (Colombia) op 21s 3. Nairo Quintana (Movistar) op 22s 4. Pierre Rolland (Europcar) 5. Rigoberto Uran (Omega Pharma Quick Step) op 42s 6. Rafal Majka (Tinkoff-Saxo) op 57s 7. Franco Pellizotti (Androni Giocatolli) op 1m08s 8. Daniel Moreno (Katusha) 9. Ryder Hesjedal (Garmin-Sharp) op 1m13s 10. Cadel Evans (BMC Racing) 11. Wilco Kelderman (Belkin) 17. Wout Poels (Omega Pharma Quick Step) op 3m13s Volledige uitslag etappe 15 Algemeen klassement na etappe 15 1. Rigoberto Uran (Omega Pharma Quick Step) in 63u26m39s 2. Cadel Evans (BMC Racing) op 1m03s 3. Rafal Majka (Tinkoff-Saxo) op 1m50s 4. Fabio Aru (Astana) op 2m24s 5. Nairo Quintana (Movistar) op 2m40s 6. Domenico Pozzovivo (AG2R La Mondiale) op 2m42s 7. Wilco Kelderman (Belkin) op 3m04s 8. Pierre Rolland (Europcar) op 4m47s 9. Robert Kiserlovski (Trek) op 5m44s 10. Wout Poels (Omega Pharma Quick Step) op 6m32s Volledig algemeen klassement na etappe 15 Sorgente: Giro 2014: Fabio Aru zegeviert in bergrit naar Plan di Montecampione | WielerFlits   [...] Leggi di più...
24/05/2022Lasciato il Lago di Garda si sale per la Val Sabbia giungendo fino ai quasi 2000 metri del Crocedomini: poi il grande ritorno del Mortirolo, prima di entrare a Sondrio. Domani partenza a Ponte di Legno Il Giro d’Italia fa tappa a Brescia. La terza e decisiva settimana della corsa rosa si apre con due tappe nella provincia bresciana. Si inizia oggi con la sedicesima frazione da Salò all’Aprica mentre domani toccherà a Ponte di Legno dare il via alla tappa numero 17 che si concluderà a Lavarone, in provincia di Trento. Due tappe ricche di salite storiche, che daranno qualche indicazione aggiuntiva per quanto riguarda la classifica generale della maglia rosa. Dopo esser stata appena toccata da un fugace passaggio da Pozzolengo nel 2021, la provincia bresciana torna quest’anno grande protagonista del Giro. La tappa di oggi in particolare transita da alcuni luoghi che hanno fatto la storia del ciclismo italiano e profuma di imprese scolpite nella memoria degli appassionati. Il percorso è impegnativo con 5.000 metri di dislivello. Si parte dalle sponde del Lago di Garda, da Salò, che torna ad ospitare il Giro per la quinta volta. La prima fu nel 1958 quando fu sede di partenza dell’ultima tappa della Corsa Rosa vinta da Ercole Baldini. In quell’occasione, la frazione terminava al Vigorelli di Milano e si concluse in volata col successo del velocista spagnolo Miguel Poblet. L’ultima volta che Salò è entrata nel percorso del Giro è nel 2001 per la cronometro che partiva da Sirmione. A trionfare fu Dario Frigo che però non riuscì a strappare la maglia rosa a Gilberto Simoni. Lasciato il Lago di Garda si sale per la Val Sabbia giungendo fino ai quasi 2000 metri del Crocedomini e qua la memoria torna al 1998. Tappa numero 19, da Cavalese a Montecampione. Lo svizzero Alex Zulle, detto La Talpa, non digerisce la salita. Marco Pantani in maglia rosa getta via bandana e orecchino e inizia a scattare tallonato da Pavel Tonkov. Il Pirata arriva da solo a Montecampione e blinda il successo del suo unico Giro d’Italia. Dopo lo scollinamento del Crocedomini, lunga discesa in Val Camonica verso un altro pezzo di storia ciclistica. A Edolo, inizia la scalata del Mortirolo. Non è il versante più duro, quello di Pantani e Contador per intenderci, bensì quello originario affrontato per la prima volta nel 1990. Fu un’idea di Vincenzo Torriani, storico patron del Giro, convinto sia dalle pendenze della salita sia, leggenda narra, da un piatto di pizzoccheri servitegli da un amico valtellinese (tale Gozzi). Il venezuelano Leonardo Sierra, primo a transitare in vetta, lo definì «una rampa di garage moltiplicata per 11 km». E se la salita è dura, la discesa verso Mazzo non è da meno. La prima volta che fu affrontata, sempre in quel Giro 1990 vinto da Gianni Bugno, una volta giunto in fondo Mario Cipollini scese di bicicletta e baciò l’asfalto per ringraziare che fosse sano e salvo. Alle sue spalle i corridori sbandavano, cadevano e qualcuno per timore scendeva a piedi spingendo la bici. L’ultimo Gran premio della Montagna di giornata è il Valico di Santa Cristina che anticipa l’arrivo all’Aprica, il 10° nella storia del Giro. Il primo fu nel 1962 quando a trionfare fu Vittorio Adorni, l’ultimo nel 2015 con la vittoria di Mikel Landa, presente quest’anno e uno dei nomi caldi per oggi. Nel mezzo, altre imprese storiche. Ancora Pantani nel 1994, Ivan Basso con tappa e maglia rosa nel 2006 e il compianto Michele Scarponi nel 2010 per la sua ultima vittoria di tappa che prese avvio proprio da Brescia. Vedremo oggi chi si iscriverà a questo glorioso albo d’oro. La tappa è prestigiosa, fa gola a molti e di terreno per tendere un’imboscata alla maglia rosa Richard Carapaz ce n’è in abbondanza, sia in salita che in discesa. Chi vince all’Aprica potrebbe fare come Basso nel 2006: tappa e maglia rosa. Jay Hindley, dietro a Carapaz di appena 7”, è un altro candidato al successo. Ma nel gruppo delle ammiraglie, c’è un direttore sportivo che conosce meglio di tutti queste strade. È il bresciano Beppe Martinelli dell’Astana, la squadra di Vincenzo Nibali. Occhio allo Squalo. Un ultimo capolavoro all’Aprica potrebbe regalarselo e regalarcelo. Paolo Pisaneschi Sorgente: Giro d’Italia, è il giorno della tappa bresciana che può decidere la corsa: partenza da Salò   [...] Leggi di più...
24/05/2022Mikel Landa habló lleno de confianza y optimismo sobre sus perspectivas para la última semana del Giro de Italia durante la conferencia de prensa del día de descanso de Bahrein-Victorious el lunes, sugiriendo que hay mucho tiempo para que la carrera cambie de cabeza en la clausura. etapas Sentado a solo 59 segundos del líder de la carrera, Richard Carapaz (Ineos Grenadiers) en la clasificación general del Giro antes de la etapa de montaña 16 de Salò a Aprica, Landa sueña con asegurar su primera victoria general en un Gran Tour en el Giro de este año. “Estamos a punto de comenzar la tercera semana”, dijo Landa. “Estoy a un minuto de la camiseta rosa y creo que todo va según lo planeado. “Me gustaría estar lo más alto posible en el podio. He soñado muchas veces con correr y ganar el Giro y de momento este año todavía hay opciones, así que sigamos soñando”. Habiendo logrado el mejor resultado general de su carrera de tercero en el Giro en 2015, el jugador de 32 años espera estar en los escalones más altos del podio. Con las etapas 16, 17 y 20, todas con subidas especialmente duras en las montañas, Landa argumenta que está perfectamente preparado para abrirse paso entre los otros contendientes de la general. Landa ha valorado muy positivamente la etapa del martes, de Salò a Aprica, con subidas olvidadas que regresan al recorrido del Giro. Primero, los ciclistas suben al Goletto di Cadino, abordado por última vez en 1998 con motivo de la victoriosa carrera de Pantani en Montecampione. A partir de ahí, formarán su Passo del Mortirolo. Finalmente, la carrera ascenderá a Valico di Santa Cristina, pasada por última vez en 1999, hasta llegar a Aprica. Para Landa, la etapa del martes parece una en la que se ha fijado como un día potencialmente decisivo. “Va a ser un día súper duro, con 5.000 metros de desnivel. La Santa Cristina es una subida muy empinada”, dijo. “Mis experiencias con el Mortirolo siempre han sido buenas. Tengo buenos recuerdos y siempre estoy feliz de ver al Mortirolo, así que eso es una motivación extra. “Creo que el martes y el pasado a Lavarone, aunque no son finales en alto, tienen finales muy duras, por lo que pueden ser las que más me convienen. Y la etapa del sábado también a la cumbre de la Fedaia. Prefiero estas subidas más largas a gran altura, y las etapas muy duras seguidas deberían ser mejores para un ciclista como yo. «Me siento bien. Creo que finalmente llegamos a la parte más adecuada del campo para mí, y el equipo también está en buena forma, así que estoy feliz por eso». Sin embargo, a pesar de su confianza, el español también sugiere que todo lo que se necesita es un momento para ganar o perder un Gran Tour. En consecuencia, la semana final podría arrojar algunos momentos dramáticos en la búsqueda del maglia rosay sin duda esperará capitalizar cualquier oportunidad que se le presente. “Creo que podría haber muchas sorpresas esta semana”, dijo Landa. “Cada etapa podría poner patas arriba la clasificación general porque hay etapas consecutivas difíciles en las que puede haber diferencias. «Entonces, tal vez un día veamos una gran actuación de un ciclista, luego al día siguiente podría perder tiempo y luego al día siguiente volver a ser bueno. Creo que vamos a tener una semana interesante». Sorgente: Mikel Landa Sigue En La Búsqueda Del Maillot Rosa Del Giro De Italia: ‘Todo Va Según Lo Planeado’ – Noticias Del Mundo En Español [...] Leggi di più...
24/05/2022Diretta Giro d’Italia 2022: Jan Hirt ha vinto la 16^ tappa all’Aprica, precedendo Arensman. Richard Carapaz resiste alla grande e conferma la maglia rosa, molto bene anche Vincenzo Nibali. DIRETTA GIRO D’ITALIA 2022: JAN HIRT VINCE LA 16^ TAPPA! Jan Hirt ha vinto la 16^ tappa del Giro d’Italia 2022, un grande spettacolo che ci ha condotti all’Aprica passando dal Mortirolo e salite sfiancanti. Il ceco classe ’91 si impone dopo aver vinto il Tour of Oman: grande successo di tappa per lui. Hirt stacca Thymen Arensman sulla salita finale, mentre alle spalle finalmente si muovono gli uomini di classifica: Jai Hindley accelera e strappa, imprime un grande ritmo che permette di staccare Joao Almeida e Vincenzo Nibali che non ce la fanno. In un primo momento almeno, perché il portoghese dimostra uno spirito combattivo incredibile e, pur senza troppi scossoni ma con andatura costante, rimane lì. A tenere la ruota di Hindley sono invece la maglia rosa Richard Carapaz e Mikel Landa. Dietro Arensman arriva poi Lennard Kamna, ripreso e sorpassato, e poi appunto il terzetto dei big con Almeida a ruota e Nibali invece leggermente attardato quando si affronta l’ultimo chilometro di salita. In cima al Valico di Santa Cristina Hirt davanti ad Arensman per 17 secondi, lo Squalo transita a 40 secondi da Carapaz, Hindley e Landa potendo far valere la sua superiorità in discesa; Hirt controlla la situazione e vince la 16^ tappa con 5 secondi sul comunque ottimo Arensman, la maglia rosa Richard Carapaz mantiene la sua leadership giungendo al traguardo con 1’24’’ di ritardo insieme a Hindley e Landa, e rifila 14 secondi a Joao Almeida. Staccato Nibali, che però ha fatto una grande gara. (agg. di Claudio Franceschini) GIRO D’ITALIA 2022: VERSO IL GRAN FINALE! La diretta del Giro d’Italia 2022 per la 16^ tappa è arrivata al gran finale. il gruppetto dei migliori si è sfaldato, adesso restano soltanto in 12 e Lennard Kamna, che era già stato protagonista di questa corsa rosa, ha preso il comando delle operazioni. Arensman è l’unico che fino a questo momento abbia reagito all’attacco di Kamna: è riuscito a portarsi a 40 secondi dal leader della 16^ tappa, mentre tutti i compagni di viaggio si sono staccati. Il gruppo della maglia rosa prova a tenere botta: per il momento nessuno ha ancora fatto la sua mossa, come già era successo domenica chi punta alla vittoria del Giro d’Italia 2022 ha ancora rivelato la sua reale strategia. Adesso però sta per iniziare il tratto più duro della salita: Kamna per questo motivo ha tutt’altro che vinto, intanto alle spalle di Arensman resta un drappello che è formato da Valverde, Carthy e Hirt che sono a qualche secondo dai primi due, sta pedalando bene Domenico Pozzovivo mentre per ora Vincenzo Nibali tiene la ruota di Richard Carapaz e degli altri, ma appare piuttosto affannato nella sua pedalata e infatti si trova in fondo a questo gruppetto. Mancano circa 10 chilometri al traguardo dell’Aprica, ma sono per distacco i più duri nella 16^ tappa del Giro d’Italia 2022… (agg. di Claudio Franceschini) DIRETTA GIRO D’ITALIA 2022, STREAMING VIDEO E RAI 2: COME SEGUIRE LA 16^ TAPPA La diretta tv del Giro d’Italia 2022 sarà come da tradizione molto ampia, grazie all’eccellente copertura garantita dalla Rai e pure da Eurosport per i suoi abbonati. Priorità alla Tv di Stato che ha naturalmente il vantaggio di essere in chiaro per tutti: oggi la copertura della sedicesima tappa Salò-Aprica sarà garantita da Rai 2 fin dalle ore 14.00, preceduta dalle trasmissioni del mattino e dalla prima parte della diretta su Rai Sport + HD, che poi passerà la linea appunto a Rai Due per il collegamento che durerà fino al Processo alla Tappa con commenti ed interviste dopo l’arrivo. Discorso molto simile per quanto riguarda Eurosport, che seguirà la diretta Giro d’Italia 2022 con una copertura davvero ampia in tutte le frazioni della Corsa Rosa, dall’Ungheria a Verona. Doppia possibilità anche per la diretta streaming video del Giro d’Italia 2022, garantita a tutti tramite Rai Play oppure agli abbonati con il servizio garantito da Eurosport Player. Infine ricordiamo i riferimenti ufficiali della Corsa Rosa: il sito www.giroditalia.it, la pagina Facebook Giro d’Italia e il profilo Twitter @giroditalia. GIRO D’ITALIA 2022: COMANDANO IN 7 Mancano 40 chilometri al termine della 16^ tappa del Giro d’Italia 2022. Domenico Pozzovivo è rientrato dopo un momento di difficoltà: adesso la situazione vede sette uomini al comando che si sono staccati rispetto ai fuggitivi di cui parlavamo in precedenza. Si tratta di Alejandro Valverde, immenso veterano che ha ancora qualcosa da spendere per essere protagonista, e poi della maglia azzurra Teun Bouwman insieme a Hugh Carty, Lennard Kamna, Poels, Hirt e Arensm. Questi corridori sul Mortirolo avevano un vantaggio di 2’25’’ su un altro drappello nel quale sono presenti Lorenzo Fortunato e Giulio Ciccone, come detto questi corridori si sono staccati in precedenza ma stanno nuovamente provando a tenere botta. Con loro ci sono Martin, Vansevenant, Simon Yates e Hamilton; il gruppo della maglia rosa invece paga oltre 5 minuti di ritardo, abbiamo già citato il fatto che Pozzovivo avesse perso terreno da Richard Carapaz e gli altri migliori ma con uno straordinario sforzo di volontà e gambe si è riportato sotto. Vedremo adesso come finirà, perché non manca poi molto per chiudere la diretta del Giro d’Italia 2022 per questa 16^ tappa… (agg. di Claudio Franceschini) GIRO D’ITALIA 2022: CICCONE SI STACCA Sono rimasti in sette al comando della 16^ tappa del Giro d’Italia 2022: mentre Cataldo ci ha provato ma è stato alla fine ripreso e assorbito dal gruppo degli inseguitori, a resistere sono Valverde, Kamna, Arensman, Hamilton, Carthy, Poels, Bouwman e Hint. Non c’è più Giulio Ciccone, che era stato grande protagonista in precedenza: purtroppo l’abruzzese potrebbe aver pagato il grande sforzo di domenica e quello operato anche oggi, è rimasto indietro e continua a fare parecchia salita quando ci stiamo avvicinando a metà salita del Mortirolo. Nel frattempo piove e, questo potrebbe sparigliare ancor più le carte; il gruppo della maglia rosa Richard Carapaz sta provando a ricucire lo strappo, e con sorpresa decisamente positiva troviamo là davanti Vincenzo Nibali che, in quello che sarà il suo ultimo Giro d’Italia come annunciato quando la corsa rosa è passata dalle sue terre, sta provando a regalarsi una giornata da protagonista. Manca comunque ancora molto prima che si arrivi al traguardo dell’Aprica, staremo a vedere come procederà la diretta del Giro d’Italia 2022 in questa entusiasmante 16^ tappa… (agg. di Claudio Franceschini) GIRO D’ITALIA 2022: SI AVVICINA IL MORTIROLO Prosegue la diretta del Giro d’Italia 2022. La 16^ tappa è movimentata, molto movimentata: si avvicina il Mortirolo e il primo GPM ha fatto selezione, presentandoci alcuni uomini al comando della corsa. La bella notizia è che Giulio Ciccone ci sta riprovando dopo la grande impresa di domenica: con lui Lorenzo Fortunato, il leggendario Alejandro Valverde e Simon Yates. Erano andati in fuga sul GPM vinto da Ciccone (che avvicina così la maglia azzurra di leader degli scalatori)insieme ad altri corridori e stanno ancora tenendo botta, avendo ora approfittato di un tratto di strada più abbordabile per fare rifornimento. Ricordiamo che Guillaume Martin sarebbe l’uomo meglio piazzato in classifica con 8’02’’ dalla maglia rosa Richard Carapaz; per ora la Ineos sta gestendo la situazione avendo 2’40’’ di ritardo dai battistrada, ma è chiaro che la 16^ tappa del Giro d’Italia 2022 ha un percorso tale che potrebbe far saltare il banco. Vedremo allora cosa succederà in seguito, non possiamo che attendere che arrivino tante altre emozioni… (agg. di Claudio Franceschini) GIRO D’ITALIA 2022: VERSO IL PRIMO GPM! La salita della 16^ tappa del Giro d’Italia 2022 è veramente pesante: gruppo vicino ai corridori quando siamo arrivati sul GPM del Goletto di Cadino, e si sono staccati alcuni uomini tra cui Giulio Ciccone, meraviglioso vincitore della tappa di domenica, che ha portato dietro alcuni corridori e si è già riportato sulla fuga iniziale da sei corridori. La maglia azzurra Teun Bouwman è tra i protagonisti di questo nuovo attacco, ma c’è anche il grande veterano Alejandro Valverde; inizialmente il gruppo della maglia rosa ha tenuto botta, ma la Ineos sta faticando anche perché ha soltanto due uomini in grado di garantire l’andatura per Richard Carapaz che dunque a breve potrebbe trovarsi in difficoltà. Da segnalare che Valverde attualmente ha 9 minuti di ritardo dalla maglia rosa: il distacco è ampio, ma se il gruppo dovesse staccarsi ulteriormente potrebbe esserci qualche possibilità per lo spagnolo. Dal gruppo di testa si sono intanto staccati Thomas De Gendt e Mathieu Van der Poel, il gruppo è a circa 40 secondi dai fuggitivi e tra poco vedremo quello che potrà succedere nella diretta del Giro d’Italia 2022 per la 16^ tappa… (agg. di Claudio Franceschini) GIRO D’ITALIA 2022: SUBITO FUGA A 6 Sei uomini in fuga all’inizio della 16^ tappa del Giro d’Italia 2022: nomi importanti come quelli di Thomas De Gendt, Mathieu Van der Poel che ha già indossato la maglia rosa nei primi giorni della corsa a tappe e poi ancora Mark Cavendish, il velocista che oggi dovrà provare a lottare per evitare di finire fuori tempo massimo. Per ora però la fuga non riesce a prendere il giusto abbrivio: ci stiamo avvicinando alla salita che porterà al GPM di Goletto di Cadino e il gruppo ci sta ancora provando. Dal plotone della maglia rosa Richard Carapaz infatti si stanno staccando nuovi corridori che provano a portarsi a ridosso dei sei fuggitivi tra i quali sono presenti anche Nans Peters, Pascal Eenkhorn e Christopher Juul-Jensen. Il margine come detto è ancora ridotto: per il momento stiamo parlando di circa 50 secondi, da vedere ora se il gruppo aspetterà che la strada diventi più tosta per provare a ricucire il margine facendo così sfogare i sei di testa, intanto però la diretta del Giro d’Italia 2022 si è già movimentata e allora speriamo che questa 16^ tappa mantenga le premesse… (agg. di Claudio Franceschini) GIRO D’ITALIA 2022: 16^ TAPPA AL VIA! Tutto è pronto per dare il via alla diretta della sedicesima tappa Salò-Aprica del Giro d’Italia 2022, possiamo allora ricordare che cosa era successo nella medesima frazione della scorsa edizione. Era lunedì 24 maggio perché il riposo era stato collocato di martedì, ma si era comunque in altissima montagna con il tappone dolomitico (pur mutilato dal maltempo) che terminava a Cortina d’Ampezzo, dove Egan Bernal arrivò da solo davanti a Romain Bardet e Damiano Caruso, blindando di fatto in maniera definitiva la maglia rosa che già indossava. Oggi invece si arriverà all’Aprica, sede di tappa già in nove precedenti occasioni, naturalmente sempre per scalatori: ricordiamo ancora che nel 1994 vinse Marco Pantani, ma fa enorme piacere ricordare anche il successo di Michele Scarponi nel 2010. L’ultimo traguardo qui fu invece nel 2015 e si impose Mikel Landa, che sicuramente oggi cercherà di conquistare un bis di enorme prestigio. Adesso però diamo spazio naturalmente ai protagonisti di oggi: la sedicesima tappa del Giro d’Italia 2022 comincia! (Aggiornamento di Mauro Mantegazza) GIRO D’ITALIA 2022, TAPPA LUNGHISSIMA E PIENA DI INSIDIE Verso la diretta della sedicesima tappa del Giro d’Italia 2022, bisogna ricordare che le salite in programma oggi sono molto care a Marco Pantani, a cominciare già dal Goletto di Cadino/Crocedomini, che non veniva affrontato dalla Corsa Rosa dal 1998, cioè l’edizione che fu vinta proprio da Marco Pantani. Per la precisione, era il giorno dell’arrivo a Plan di Montecampione, con l’epico duello vinto dal Pirata con Pavel Tonkov. Poi c’è il Mortirolo, anche se dal versante di Monno, ma forse vale la pena di parlare soprattutto del Valico di Santa Cristina, che forse attira meno l’attenzione a livello mediatico ma sarà decisiva oggi e lo era stata anche nel 1994, il giorno della Merano-Aprica con Stelvio, Mortirolo e infine proprio il Santa Cristina. Pantani aveva già vinto il giorno prima, ma entrerà nel mito domenica 5 giugno: sul Mortirolo stacca Miguel Indurain, Gianni Bugno, Claudio Chiappucci e la maglia rosa Evgeni Berzin, poi lo riprende solo Indurain che però il Pirata stacca definitivamente sul Santa Cristina, arrivando all’Aprica con tre minuti di vantaggio su Chiappucci e consacrandosi come uno degli scalatori più forti di sempre. (Aggiornamento di Mauro Mantegazza) GIRO D’ITALIA 2022, TAPPA LUNGHISSIMA E PIENA DI INSIDIE La diretta Giro d’Italia 2022 oggi, martedì 24 maggio, riparte dopo l’ultimo giorno di riposo con la sua sedicesima tappa Salò-Aprica di 202 km, lunghissima ma soprattutto durissima. Non sarà un arrivo in salita, ma questo nulla toglie a una giornata da 5250 metri di dislivello, anzi ne approfittiamo per ricordare che pure le ostiche discese potrebbero fare la differenza, se non bastassero le ascese del Goletto di Cadino, del Mortirolo (anche se dal versante di Monno), di Teglio e soprattutto del Valico di Santa Cristina, che sarà la Montagna Pantani del Giro d’Italia 2022, ricordando la grande impresa del Pirata nel 1994, ma soprattutto sarà l’ascesa più dura e più vicina al traguardo dell’Aprica. Aggiungiamoci che si andrà oltre i 200 km di lunghezza, che si arriva dal giorno di riposo (una variabile che non sempre fa bene a tutti) e pure che, dopo tanti giorni di grande caldo, oggi c’è la possibilità di trovare maltempo. Lo spettacolo che abbiamo ammirato sabato scorso nei dintorni di Torino potrebbe moltiplicarsi e potrebbe anche spezzarsi l’equilibrio che per ora tutto sommato regna in classifica. Domenica a Cogne i big hanno lasciato la gloria alla fuga e in particolare a un bravissimo Giulio Ciccone, ma difficilmente oggi succederà lo stesso, perché tutti vorranno imprimere il loro sigillo sul tappone. Tutto questo premesso, andiamo allora a scoprire le informazioni utili per seguire la diretta Giro d’Italia 2022 in questa sedicesima tappa Salò-Aprica. DIRETTA GIRO D’ITALIA 2022: PERCORSO 16^ TAPPA La diretta Giro d’Italia 2022 oggi sarà imperdibile, andiamo allora subito a presentare in maggiore dettaglio il percorso della odierna sedicesima tappa Salò-Aprica, che si svilupperà per intero in Lombardia tra le province di Brescia e Sondrio. La partenza avrà luogo da Salò già alle ore 11.15, naturalmente in considerazione della lunghezza e della difficoltà del percorso. Molto presto infatti ricomincerà a salire verso il GPM di prima categoria di Goletto di Cadino (km 59,2), probabilmente più noto come Passo Crocedomini, ma si arriverà ancora un po’ più in alto: salita di ben 19,9 km al 6,2% di pendenza media e punte fino al 12% in due tratti distinti, sarà una salita che renderà fin da subito durissima la tappa. La discesa porterà ad un tratto di falsopiano fino al traguardo volante di Edolo (km 112,6), poi si arriverà a Monno dove comincerà la salita del Passo del Mortirolo. Il versante di Monno non è certamente il più duro, ma sono pur sempre 12,6 km al 7,6% di pendenza media e punte al 16%, quanto basta naturalmente per essere un GPM di prima categoria (km 129,9) e magari lasciare anche un segno sulla corsa, che però non sarà ancora entrata nella sua parte più difficile. Innanzitutto, occhio alla discesa verso Mazzo di Valtellina, il versante più duro in salita e che potrebbe regalare spettacolo anche in discesa. Ci sarà poi lo strappo verso Teglio (km 172), che sarà valido come traguardo volante ma sarà sua volta una salita vera perché 5,6 km all’8,2% con punte fino al 16% avrebbero meritato anche la definizione di GPM. Infine da Tresenda si scalerà il Valico di Santa Cristina, salita di 13,5 km all’8% medio, che comincia abbastanza dolcemente ma diventato sempre più dura: gli ultimi 7 km sono al 10,1% medio e qui davvero potrebbe succedere di tutto. Il GPM di prima categoria sarà al km 195,8, ne mancheranno praticamente solo 6,2 all’arrivo all’Aprica, che saranno di discesa impegnativa fino ai 1500 metri dal traguardo, dove si ricomincerà a salire al 3%. Mauro Mantegazza Sorgente: DIRETTA GIRO D’ITALIA 2022/ Jan Hirt vince la 16^ tappa! Carapaz tiene, bene Nibali! [...] Leggi di più...
24/05/2022La surroga di consiglieri dimissionari, il piano delle opere pubbliche e il bilancio di previsione hanno «riempito» l’ultimo Consiglio comunale di Artogne. A prendere il posto di Giuseppe Andreoli e Fabrizio Andreoli del gruppo «Cambiamo Artogne», che uno di seguito all’altro hanno rinunciato alla carica, è stato Mattia Conti. E subito nella minoranza si è aperto un nuovo corso: il neo subentrato e il collega Cristian Sterni hanno votato a favore del bilancio di previsione 2022, sottolineando così la distanza con le due ex colleghe politiche Elisabetta Domestici e Federica Peluchetti, che hanno dato vita al nuovo gruppo «Futuro per Artogne», e che si sono astenute. Bisognerà attendere le prossime mosse per capire se questa mossa preluda a un ritorno all’ovile di Sterni, che nella scorsa amministrazione si era candidato con il sindaco Barbara Bonicelli, poi ne aveva preso le distanze aderendo alla lista di Andreoli e ora vota il documento di programmazione. Quanto alle opere pubbliche, Artogne può vantare una particolare attenzione della Regione, che ha contribuito a non pochi progetti. Come il recupero del centro storico di Piazze, per il quale c’è una corsa contro il tempo per appaltare i lavori; o la riqualificazione della piazza Caduti del Lavoro, il cui progetto esecutivo ancora non esiste, ma che potrà godere di un altro contributo regionale. E ancora il miglioramento dell’area ecologica. Montecampione? A giugno è prevista la conferenza dei servizi per il risanamento delle gallerie che portano al Plan e si può intuire che si farà sentire il peso della revisione prezzi, come avverrà per le asfaltature. Domenico Benzoni Sorgente: Bilancio, ora l’opposizione vota con la maggioranza | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
24/05/2022GOLETTO DI CADINO  Goletto di Cadino e Passo di Crocedomini sono in realtà un’unica salita. Il primo toponimo è generalmente usato quando si sale, come oggi, dal versante della Val Sabbia, il secondo se si affronta l’ascesa dalla Val Camonica. I due valichi sono contigui: il Cadino, dove oggi sarà posto il GPM, svetta a 1938 metri, il Crocedomini è poco più basso, 1892, e questa volta sarà superato all’inizio della discesa, Più che ispirare imprese, il Passo di Crocedomini (alias Goletto di Cadino) ha provocato tanti crolli. Cinque soli passaggi del Giro d’Italia ma una gran quantità di vittime, campioni compresi. Qualcuno s’è poi ripreso, nel finale di tappa, altri hanno subito cocenti sconfitte. Il primo a cadere nell’inesorabile rete del Crocedomini è stato Eddy Merckx, nel 1970. Hinault, nel 1982, ha sofferto tantissimo, così come Moser e Saronni. Zulle e Chiappucci sono finiti k.o. nel 1998. Il Crocedomini venne affrontato per la prima volta nel 1970. E quella fu l’unica occasione in cui si scalò il versante della Val Camonica. È in fuga un ristretto drappello comprendente anche Vandenbossche, luogotenente di Merckx. A 6 chilometri dalla cima il Cannibale, in seria difficoltà, si stacca da Pettersson, Vianelli, Adorni e Ritter, che inseguono i fuggitivi. Al GPM Vandenbossche precede di poco Ritter e Adorni. Merckx transita a 1’20”. Male anche la maglia rosa Bitossi, che accusa un ritardo vicino ai due minuti. Prima del traguardo di Malcesine c’è un’altra salitella, quella di Bezzecca, e Merckx non sembra riprendersi. Nel finale il belga supera la crisi e rientra nel numeroso gruppo che comprende tutti i migliori. Il successo di tappa va ad Enrico Paolini davanti a Tosello. Merckx vincerà poi il suo secondo Giro d’Italia. Un altro grande, Bernard Hinault, vacilla nel 1982 sul Passo Crocedomini, preso dal versante di Bagolino. Lo attaccano a ripetizione Baronchelli e Contini. Se ne va il belga Van Impe ,che sul passo transita con un vantaggio di 15”su Contini, Prim e Groppo. Baronchelli insegue a 32”, mentre Hinault arranca a 1’20”. Vanno a picco Moser e Saronni, cronometrati ad oltre 3 minuti. Al traguardo di Boario Terme è primo Contini, che grazie all’abbuono strappa la maglia rosa a Hinault. Ai posti d’onore Van Impe e Prim. Hinault tornerà in vetta alla classifica 24 ore dopo, a Montecampione, e si avvierà verso la conquista del suo secondo Giro d’Italia. Nel 1976 era transitato in testa sul Crocedomini lo spagnolo Andrés Oliva, nel 1997 è stata la volta di Bugno. Che l’anno dopo, nel Giro dominato da Marco Pantani, è vittima di un’inattesa débacle che inizia proprio su questa salita. E’ il tappone che si conclude a Montecampione. Prima si scala però il Crocedomini (in cima lo svedese Axelsson anticipa tutti), che miete vittime a ripetizione. Il primo a saltare è l’ambizioso elvetico Zulle. Taglierà il traguardo con mezz’ora di ritardo da Pantani. E con lui Chiappucci, ormai sul viale del declino. Bugno perde 18 minuti ed esce definitivamente di classifica. Era il 1998, ultima volta al Giro del Passo Crocedomini. PASSO DEL MORTIROLO Il Giro d’Italia festeggia quest’anno il suo quindicesimo passaggio sul Passo del Mortirolo. Per la terza volta nella storia il temutissimo valico che unisce la Valcamonica alla Valtellina sarà scalato dal versante di Monno. Vanta invece 11 scalate il classico lato di Mazzo di Valtellina, mentre si è fermato a uno quello di Tovo di Sant’Agata. Il versante di Monno fu quello scelto nel 1990 per il “vernissage” del Mortirolo. Solo nell’edizione successiva del Giro si affermò coraggiosamente l’idea di salire da Mazzo. Nel ’90, con Gianni Bugno saldamente in maglia rosa, fu il venezuelano Leonardo Sierra ad avere l’onore di transitare per primo su questa nuova salita. Nella discesa verso la Valtellina il fuggitivo sbagliò due curve e finì a terra due volte, ma riuscì ad imporsi ad Aprica con quasi un minuto di vantaggio. L’anno dopo la maglia rosa Franco Chioccioli stacca tutti sul Mortirolo (prima volta da Mazzo), dove transita con un vantaggio di oltre un minuto, che incrementa poi sul Santa Cristina prima di andare a vincere trionfalmente ad Aprica con un buon margine sui francesi Bernard e Boyer. Marco Pantani esplode sul Mortirolo nel 1994. Domina il tappone che comprende anche Stelvio e Santa Cristina e al termine di un’indimenticabile impresa trionfa con oltre 2 minuti sui primi inseguitori (Indurain a 3’30”, la maglia rosa Berzin a 4’, Bugno addirittura a 6’) e Pantani balza dal sesto al secondo posto della classifica. Ivan Gotti è con Basso l’unico che ad oggi ha all’attivo una doppietta sul Mortirolo. Passa primo sia nel 1996 che nel ’99 e nella seconda occasione, quando giunge all’Aprica, è la nuova maglia rosa del Giro perché Pantani, ancora leader a Madonna di Campiglio, viene escluso dalla corsa per ematocrito superiore al 50%. Tra i due passaggi di Gotti si inserisce quello di Vladimir Belli, che nel 1997 sul Mortirolo anticipa di pochissimo proprio Gotti. Un’altra maglia rosa in testa al Passo del Mortirolo è quella di Ivan Basso, che nel 2006. alla penultima giornata di corsa, mette definitivamente il suo sigillo sul Giro. Due anni prima (2004) era stato Raffaele Illiano a passare a sorpresa al comando sul Mortirolo, la prima delle tre salite del tappone che si concludeva al Passo della Presolana (vinse Garzelli davanti a Simoni) e la corsa non si era ancora accesa. Spazio ad un altro comprimario anche nel 2008: sul Mortirolo svetta lo spagnolo Antonio Colom, gregario della maglia rosa Contador, mentre a Tirano s’imporrà Emanuele Sella. Di Luca in crisi. Ivan Basso è dunque di nuovo primo sul Mortirolo nel 2010. Ad Aprica vince Scarponi e il varesino, secondo di giornata, strappa la maglia rosa allo spagnolo Arroyo. Nel 2012 si scala il Passo del Mortirolo dall’inedita mulattiera di Tovo Sant’Agata. Transita in testa lo svizzero Olivier Zaugg davanti al costaricense Amador. Tre anni dopo, nel 2015, il tappone da Pinzolo all’Aprica registra proprio sul Mortirolo la débacle di Fabio Aru, costretto a cedere il secondo posto in classifica allo spagnolo Landa, che s’aggiudica in solitaria la frazione. Si scatena una fitta grandinata sul Mortirolo, dove l’olandese Kruijswijk precede la maglia rosa Contador e Landa. Aru accusa già un distacco di 1’50” e all’Aprica arriverà a 2’51”, perdendo ben 2’13” dal leader della classifica. Dopo ventisette anni, nel 2017, il Giro torna a scalare il Passo del Mortirolo da Monno, come oggi. Anzi da Edolo, perché la corsa arriva dal Lago d’Iseo. Un mese prima è tragicamente scomparso Michele Scarponi, e Luis Leòn Sánchez svettando in testa, dedica un pensiero al compianto compagno di squadra dell’Astana. Nel finale, dopo lo Stelvio, prende il largo la coppia Nibali-Landa e lo Squalo vince in volata a Bormio. La maglia rosa Dumoulin, in crisi per problemi intestinali, salva per mezzo minuto la leadership. L’ultimo passaggio del Giro sul Passo Mortirolo, di nuovo di Mazzo, risale al 2019. E’ una giornata di tregenda, con pioggia battente. Ciccone attacca sul Mortirolo e transita da solo sul GPM, in discesa la strada è inondata ma l’abruzzese tiene bene. Nel finale gli si aggancia il ceco Hirt, ma a Ponte di Legno, in volata. Ciccone ha la meglio. La maglia rosa Carapaz controlla gli avversari e giunge a 1’41” nel sestetto regolato da Nibali. TEGLIO Tra il Mortirolo e il Santa Cristina viene inserita nella tappa di quest’anno la salita di Teglio, che il Giro ha già affrontato nel 2012 (in testa Rabottini) e nel 2015 (Berlato davanti a tutti). VALICO DI SANTA CRISTINA Marco Pantani esplose nel 1994. La prima grande impresa della sua carriera la realizzò al termine del tappone di Merano, dove staccò Bugno, Chiappucci, la maglia rosa Berzin e Indurain. Partito da Bologna come gregario di Chiappucci, ventiquattro ore dopo concesse la replica nella durissima frazione di Aprica (Stelvio Mortirolo e Santa Cristina), al termine nella quale si insediò al secondo posto della classifica. Pantani scatta sul Mortirolo e transita in testa, tra Edolo e Aprica sui rialza e si fa raggiungere dagli inseguitori. Prende fiato e sul Valico di Santa Cristina fa il vuoto. Al traguardo di Aprica precede di 2’52” il suo capitano Chiappucci, che ha intanto staccato sia Indurain (a 3’30”) che Berzin (a 4’06”). Bugno precipita a quasi 6 minuti. Il Santa Cristina era stato però scoperto dal Giro tre anni prima. Stesso finale, con Mortirolo e Santa Cristina (passaggio sullo Stelvio annullato per pericolo di slavine), e traguardo ad Aprica. Il toscano Franco Chioccioli, dominatore di quel Giro, si liberò di tutti sul Mortirolo, transitò in testa sul Santa Cristina, e andò a vincere la tappa davanti alla coppia francese Bernard (secondo) e Boyer (terzo) giunti a 32”. Ultimo passaggio nel 1999 e in testa, di nuovo, un altro grande scalatore, lo spagnolo Roberto Heras, che negli anni successivi vincerà per ben quattro volte la Vuelta a España, E’ la tappa che segue quella di Madonna di Campiglio, al termine della quale la maglia rosa Pantani è escluso dal Giro per i suoi valori di ematocrito fuori dalla norma. Si scalano il Tonale e il Gavia, poi sul Mortirolo vanno via in tre, la maglia rosa Gotti (primo al GPM), Simoni ed Heras. Restano in tre anche sul Santa Cristina, dove passa primo Heras. Sul traguardo finale, ad Aprica, Gotti si disinteressa dello sprint, accontentandosi di indossare la maglia rosa. Il duello Heras-Simoni vede prevalere l’iberico. Alberto Ferraris Sorgente: GIRO D’ITALIA / Le salite di oggi: spicca il Mortirolo e l’impresa di Pantani nel 1994 – Bicisport   [...] Leggi di più...
23/05/2022Martedì la Corsa Rosa riparte in Lombardia. C’è la mitica montagna dov’è nata la leggenda Pantani nel 1994, l’ascesa non è sul versante più duro, ma farà selezione Mortirolo o Marmolada, il Giro d’Italia 105 si deciderà qui. Si comincia martedì 24 maggio, dopo il giorno di riposo: dal lago di Garda alla Valtellina, da Salò all’Aprica, 202 chilometri e 5250 metri di dislivello. La prima tappa dell’ultima settimana, la giornata più dura con previsioni di pioggia dall’ora di pranzo. Chi vuol sfilare la maglia rosa a Carapaz è avvertito. Senza respiro Il Mortirolo arriva dopo il passo di Crocedomini: discesa su Edolo e da Monno, lato bresciano, l’attacco a sua maestà. Sono 12,6 chilometri con dislivello 962 metri, pendenza media del 7,6% e punte del 16% poco prima di arrivare in cima, quando la strada si unisce a quella che arriva da Mazzo. È uno dei sei versanti della salita scoperta dal Giro proprio da questa parte: era il 3 giugno 1990, Gianni Bugno in maglia rosa dalla prima all’ultima tappa. La discesa è verso Mazzo, cioè il versante nobile della montagna, quello asfissiante, con curve a gomito che in salita vogliono dire il 18%, ma se le affronti all’ingiù sono un salto nel vuoto. Nibali lo sa bene e potrebbe approfittarne, specie se dovesse piovere. Il ricordo Pantani Mortirolo significa anche e soprattutto Marco Pantani. La prima volta, il 5 giugno 1994, tappa Merano-Aprica: con qualche capello in testa e la maglia della Carrera di Davide Boifava sulle spalle, con Claudio Chiappucci compagno di squadra (che mastica amaro), Pantani va all’assalto del Mortirolo da Mazzo. Dopo 500 metri, il primo scatto, infligge 1’ a Indurain, viene ripreso in pianura, e di nuovo stacca tutti sul valico di Santa Cristina, vincendo all’Aprica. L’ultima volta, il 4 giugno 1998, tappa Cavalese-Plan di Montecampione: il Pirata, dopo la bandana, getta via anche l’anellino che porta al naso come ultimo disperato voto per cercare una spinta in più e staccare Tonkov, andando a vincere il Giro. Sorgente: Il Mortirolo, la discesa su Mazzo e la… pioggia: qui si deciderà il Giro – La Gazzetta dello Sport   [...] Leggi di più...
23/05/2022Tre le salite affrontate per le prima volta insieme, ricordate per essere il luogo in cui Marco Pantani divenne una leggenda Cinquemila metri di dislivello, duecento chilometri da percorrere, cinque ore in sella senza un attimo di tregua, tre salite che hanno scritto la leggenda del ciclismo. Basterebbero questi dati per delineare una tappa che è destinata ad entrare già sulla carta nella storia del Giro d’Italia. Pur trattandosi di tre salite catalogate di prima categoria e conosciute nella storia del ciclismo, per la prima volta vengono affrontate nella stessa tappa. Le montagne di Pantani Il minimo comun denominatore fra il Crocedomini, il Mortirolo e il valico di Santa Cristina è il nome di Marco Pantani. Il primo, il Crocedomini che ufficialmente prende il nome di Goletto di Cadino perché è il punto più alto dove si scollina a 1938 metri fu affrontato l’ultima volta al Giro nel 1998, l’anno della doppietta Giro e Tour di Marco Pantani. La cronotabella In quella tappa che arrivava a Montecampione, il Pirata costruì parte del suo mito staccando tutti gli avversari diretti per la classifica generale a parte il russo Tonkov, l’ultimo a cedere agli scatti del campione di Cesenatico sull’ultima salita. Il Mortirolo, sebbene affrontato per la prima volta sul versante bresciano all’inizio degli anni ’90, fu tenuto a battesimo proprio da Pantani nel 1994 dove iniziò la sua leggendaria epopea sportiva. In quel Giro mise in croce il grande Miguel Indurain che sul successivo valico di Santa Cristina vide le streghe, superato anche da un pimpante Claudio Chiappucci. Corsi e ricorsi storici per i quali ci si attende domani una grande frazione. Di grande significato l’attraversamento nei chilometri iniziali della Valsabbia, non solo perché rende omaggio a Sonny Colbrelli, l’ultimo grande campione bresciano di ciclismo, ma perché è un territorio che prossimamente potrebbe ospitare una tappa del Giro. Fra i principali candidati Bagolino, ai piedi del Crocedomini che sogna di avere una partenza o un arrivo, approfittando della vicinanza del Maniva, già teatro di diversi traguardi ciclistici (quest’anno ospiterà la tappa clou del Giro donne). Non solo Valsabbia, ma anche la Valcamonica sarà attraversata in buona parte dal transito della corsa che mercoledì, dopo l’arrivo ad Aprica vedrà la ripartenza da Ponte di legno per un’altra tappa dai grandi contenuti tecnici. La carovana pubblicitaria Va inoltre osservato che il Giro è uno spettacolo di folclore non solo per i ciclisti, ma anche per la colorata e rumorosa carovana pubblicitaria. La Salò-Aprica vedrà la carovana muoversi in anticipo rispetto alla corsa per creare ancora più attesa. Dopo lo show iniziale a Salò in località Fossa già a partire dalle 8,30, un primo stop avverrà a Vobarno al chilometro zero alle 9,15. Poi animerà il centro di Bagolino alle 10,15 e scollinato il Crocedomini sarà a Breno alle 11,20 e infine a Malonno alle 12 prima di guadagnare la strada del traguardo all’Aprica. Sorgente: La tappa bresciana destinata ad entrare nella storia del Giro d’Italia | Giornale di Brescia [...] Leggi di più...
22/05/2022Giulio Ciccone no dejó pasar la oportunidad de volver a vencer en el Giro de Italia. El ciclista italiano fue el más fuerte de la fuga y sumó la tercera victoria de su trayectoria deportiva en la ronda italiana. El corredor de 27 años insistió durante toda la jornada y supo esperar su momento, sin caer en la precipitación, para vencer más de dos años después. Para Trek supone otro premio muy especial después de los 10 días que Juanpe López estuvo de líder. Los corredores de la general no se movieron y superaron el día sin problemas y con total tranquilidad, llegando a meta a casi 8 minutos de Ciccone. Si la etapa de ayer ya dejó huella en el Giro de Italia, esta nueva jornada de la ronda italiana tampoco se queda atrás. El comienzo fue una auténtica locura con Richard Carapaz –que estrenaba la maglia rosa- por los suelos y una fuga que tardó más de 80 kilómetros en formarse. Parece que la exigente etapa de ayer no les pasó factura. O por lo menos durante la primera parte de la etapa. Pero por delante quedaba lo peor o lo mejor…   Poco antes de comenzar la primera ascensión del día a Pila Les Fleurs de primera categoría (12,3 km al 6,9%), se formó la escapada de 26 corredores. Entre ellos corredores de mucho nivel como Mathieu van der Poel, Iván Sosa, Bauke Mollemam, Davide Formolo o Sam Oomen. Koen Bouwman también conseguía entrar, con el objetivo de coger puntos para la clasificación de la montaña. Su gran rival que era Diego Rosa no estaba, por lo tanto, el de Jumbo sabe que tenía una gran oportunidad para arrebatarle el maillot (con conseguir 24 puntos le valía). Entre todos estos ciclistas, los españoles también se dejaron ver con la presencia de Antonio Pedrero, José Joaquín Rojas y David de la Cruz en la fuga.  En los primeros kilómetros de Pila Les Fleurs comenzaron a descolgarse corredores de la fuga. La etapa de ayer comenzaba a pesar en las piernas de los ciclistas. Y mientras Van den Berg y Craddock se quedaban, Bouwman se jugó todo a una carta. Tenía que hacerlo. El neerlandés desvelaba sus intenciones lanzando un ataque que le permitió irse solo. La tirada le salió bien y coronó en primera posición el puerto, cogiendo 40 puntos que le convertían de nuevo en el líder de la montaña. En el descenso Van der Poel y Tusveld llegaban a la altura de Bouwman formando un trío que abrió camino en la segunda ascensión a Verrogne (13,8 km al 7,1%). Allí se desató la locura. Los tres corredores se hundían, a la vez que Pedrero, Buitrago y Ciccone les superaban.   A esta nueva cabeza de carrera se sumaron Carthy, Rui Costa y Tusveld. Todo ello en plena ascensión final al Cogne (22,4 Km al 4,3%). Pero el más fuerte y más insistente fue Giulio Ciccone. El italiano iba encendido, conocer de la gran oportunidad que se le presentaba. Tenía buenas piernas y lo probó. No una ni dos veces. Pero a la tercera fue la vencida. Ciccone se marchó en solitario y completó una parte final de la ascensión tan buena que le permitió alzarse con la victoria.  Santiago Buitrago finalizó en la segunda posición cruzando la meta a 1:31. Antonio Pedrero terminó en la tercera plaza. En la general, tan solo Guillaume Martin quiso probar algo. Más agobiado por conseguir puntos para su equipo en el ranking UCI que por tener opciones de luchar la etapa. El francés se coloca 10º en la general y supera a Alejandro Valverde y Jan Hirt. Richard Carapaz metió 2 segundos a todos sus rivales en el esprint final y aumenta su diferencia en la general. Una etapa clásica en Valtellina con una secuencia de subidas, algunas de las cuales han sido redescubiertas después de muchos años. La etapa parte de Salò para recorrer la Val Sabbia y, tras la subida de Bagolino, el Goletto di Cadino (abordado por última vez en 1998 con motivo de la victoria de Pantani en Montecampione). De vuelta al Val Camonica, los corredores suben el Mortirolo desde Monno (como en 2017) para descender a Grosio y seguir las carreteras del vino Sforzato al que está dedicada la etapa, subiendo a Teglio (localidad que da nombre al valle) y llegando después a Aprica por el Valico di Santa Cristina -pasado por última vez en 1999-. DECLARACIONES: Giulio Ciccone (1º etapa): «Debes saber que en la última ascensión la parte más difícil era el pie, así que me dije a mí mismo que tenía que ir directamente solo. Si estás en 2 o 3 en el esprint, nunca sabes lo que puede pasar. Lo intenté todo porque mis piernas hoy estaban muy bien. Me dije: puedo ir solo e intentar ganar esta etapa. En la meta, creo que fue la mejor estrategia, la mejor opción. Esta es mi victoria más bonita, me deja con mejores sensaciones tanto en comparación con el maillot amarillo usado en el Tour de Francia, como con los primeros éxitos obtenidos en el Giro en los últimos años porque llega después de dos temporadas difíciles entre caídas, problemas físicos y Covid». Richard Carapaz (1º general): «Tuve una pequeña caída al principio de mi primer día en la Maglia Rosa, pero sin ninguna consecuencia. Sólo tuve que cambiar de moto. Luego todo fue como la seda. El escenario de la carrera fue bastante bueno. La primera parte fue dura. Luego lo tuvimos controlado». Guillaume Martin (10º etapa): «Hoy creo que quería disfrutar más que ayer. Si no hubiera habido un día de descanso mañana, probablemente no habría atacado. Tenía el hueco y lo he aprovechado. Eso me permite recuperar algo de tiempo. Ayer estaba preocupado por mi estado y hoy me he sentido mejor. La última semana será bastante montañosa, espero volver a hacer buenos movimientos. Probablemente será complicado recuperar tanto tiempo sin estar en una escapada, pero podría haber algunas opciones. Haré mi parte y veremos lo que sigue. Vincenzo Nibali (18º etapa): «Después de ayer estuve bien, pero la subida para llegar aquí en Cogne fue muy rápida además, teníamos el viento a nuestras espaldas, así que en el grupo estuvo bien. Ineos y Bora marcaron un buen ritmo, era inútil hacer un ataque. Al final fue una etapa extraña. Me di cuenta de que en comparación con la primera semana estoy mejor. Por desgracia, mi temporada empezó tarde por el Covid y evidentemente llegué un poco tarde en condiciones al inicio de este Giro». Mathieu van der Poel (46º etapa): «Quería estar en el grupo de cabeza para superar las montañas más fácilmente y así poder subir un poco más fácil en la fase final. Con todo, fue otro día difícil. Estoy contento con la sensación que todavía tengo. ¿Estoy esperando la última semana? No estoy seguro de qué esperar. Es una experiencia completamente nueva para mí. Espero conocer unos días más buenos. No veo muchas posibilidades de victorias para mí, pero como corredor espero salir mejor de este Giro terminando esa última semana». Luis Cerezuela Altre informazioni, immagini e video al link della sorgente: 15ª Giro Italia: La tercera de Ciccone – Ciclo21 [...] Leggi di più...
20/05/2022Fuori c’è il sole, è una calda giornata primaverile e Marco Bugatti, 36 anni di Trescore, è impegnato tra le sue api e lo stabilimento di Ranzanico dove crea i suoi prodotti. L’azienda di famiglia si chiama ‘Naturascelta’, è stata fondata una settantina di anni fa dai nonni di sua moglie. Una lunga ed intensa storia che arriva alla terza generazione insieme a lui. La passione per le api, che presto è diventata anche un mestiere, arriva da lontano: “Mi sono diplomato perito elettrotecnico, ma verso i 14 anni, da buon bergamasco, ho iniziato a lavorare d’estate con mio zio nella sua azienda di pavimentazione in legno. Finita la scuola e per una decina di anni ho lavorato come artigiano proprio lì. Ho iniziato a conoscere il mondo delle api nel 2013, quando ho conosciuto mia moglie e dal 2015, complici anche qualche dolorino al ginocchio e alla schiena, ho lasciato il lavoro edile per iniziare qui. Mio suocero Sergio e suo fratello mi hanno dato una grande opportunità, sai, oggi iniziare sarebbe impossibile, rinuncerei già in partenza. Ci tengo a dire che faccio parte dell’associazione apicoltori del Sebino, sono all’interno del consiglio direttivo e mi è stata molto utile nel momento in cui ho deciso di partire con questa attività”. E quindi entriamo nel mondo delle api: “Le nostre sono dislocate tra la Val Cavallina, la Val Camonica e la bassa pianura bergamasca. Noi facciamo nomadismo e quindi ci spostiamo in base alle fioriture, partiamo da quelle di acacia e tarassaco nella bassa bergamasca, poi saliamo verso Berzo, Trescore e Zandobbio per spostarci a Montecampione e Acquebone, frazione di Artogne, per fare i mieli di montagna, il rododendro, il castagno o la melata di bosco”. Marco riavvolge il nastro: “Sono partito da tre alveari e sono arrivato anche ad averne 180 e ad oggi qualche centinaio. Oltre alle api c’è anche la parte della produzione e della commercializzazione, partecipiamo ai mercatini, ai mercati rionali di Trescore, Gorlago, Albano, mentre il sabato e la domenica abbiamo un banchetto a Onore, sulla strada che sale a Castione e poi c’è lo shop online. Abbiamo sempre cercato di diversificare e questo è un punto di forza; non produciamo soltanto miele e propoli, ma anche i derivati e quindi biscotti, caramelle, liquori e prodotti di cosmetica. Insomma, è un’azienda familiare dove lavora la mia famiglia, quella di mio suocero e di suo fratello”. Sabrina Pedersoli Sorgente: TRESCORE – RANZANICO – Marco e le sue api: “La prima volta ero terrorizzato. Sembrava di essere in aeroporto poi quel rumore si è trasformato in musica” – Araberara   [...] Leggi di più...
20/05/2022Dal canale Youtube Tazio Moscardi Le mitiche Lancia Gr.B nella cronoscalata Camuna. Sorgente: https://www.youtube.com/watch?v=h504qFbmRXk [...] Leggi di più...
19/05/2022Il bilancio della stagione sciistica 2012/2013 ha evidenziato un quasi pareggio delle voci di spesa corrente, ante imposte. Un importante risultato per la Montecampione Ski Area, considerando che la gestione degli impianti è stata acquisita a ridosso del periodo invernale e nonostante i numerosi week end di maltempo nella parte finale della stagione e i limiti di alcune infrastrutture e delle principali strutture alberghiere. La Montecampione Ski Area s.r.l. è espressione di un capitale umano prima che economico, di un’intera comunità coinvolta in un ambizioso progetto volto a garantire un futuro e un servizio di fondamentale importanza per la rinomata località sciistica. MSA non vuol dire solo impianti di risalita e gestione delle piste. La scorsa stagione la società si è occupata di altri servizi di vitale importanza per Montecampione, come la captazione e fornitura dell’acqua per uso umano e lo sgombero della neve per l’intero tratto di strada Pian Camuno – Plan Le Baite oltre che nelle strade interne al paese a quota 1.200. Questo è stato possibile anche grazie ad un contributo-spese erogato dai Comuni di Artogne e di Piancamuno. Venendo al presente, dopo il primo anno di gestione, la volontà della società è quella di crescere e di offrire un servizio sempre più di qualità ai tanti appassionati di Montecampione. E con lo stesso entusiasmo e la passione che l’ha contraddistinta lo scorso anno, la Montecampione Ski Area è già ripartita per la stagione 2013/2014 con una speciale promozione, valida fino al 30 settembre, relativa alla sottoscrizione in prevendita dell’abbonamento stagionale a prezzi decisamente convenienti sia per i singoli sciatori che per le famiglie. E anche dopo settembre, fino al 30.11, prosegue comunque la prevendita a prezzi scontati. Tutte le informazioni su questa iniziativa sono consultabili su www.montecampioneskiarea.it e su www.facebook.com/MontecampioneSkiArea. Sorgente: Montecampione si rilancia – SciareMag [...] Leggi di più...
18/05/2022Dopo l’entusiasmante passaggio lo scorso anno in Valchiavenna, la corsa rosa regalerà ancora emozioni in Lombardia.   Appuntamento martedì 24 maggio con la tappa Salò -Aprica, denominata “Sforzato Wine Stage” in onore di uno dei prodotti simbolo della tradizione vinicola valtellinese.  I corridori affronteranno 202 chilometri e un dislivello complessivo di 5440 metri: la partenza è prevista da Salò per portarsi dentro la val Sabbia e dopo Bagolino scalare il Goletto di Cadino (ultimo passaggio nel 1998 in occasione della cavalcata vittoriosa di Pantani a Montecampione). Risalita la valle Camonica, si scala il Mortirolo da Monno (come nel 2017) per scendere a Grosio e percorrere le strade del vino Sforzato, scalando Teglio e infine giungere ad Aprica attraverso il Valico di Santa Cristina su cui l’ultimo passaggio fu nel 1999. I Comuni attraversati dalla carovana rosa sono questi: Salò, Sabbio Chiese, Nozza, Idro, Bagolino, Val Dorizzo, Goletto di Gaver, Goletto di Cadino, Passo Crocedomini, Breno, Capo di Ponte, Cedegolo, Forno Allione, Malonno, Edolo, Monno, Passo del Mortirolo, Grosio, Mazzo di Valtellina, Lovero, Tirano, Bianzone, Teglio, Tresenda, Valico di Santa Cristina, San Pietro, Aprica. Il giorno successivo il Giro d’Italia ripartirà da Ponte di Legno per raggiungere Lavarone attraverso il Passo del Tonale ed entrare in territorio trentino.  Sorgente: Il Giro d’Italia in Valtellina e valle Camonica – Orobie.it [...] Leggi di più...
17/05/2022Dal canale Youtube Michele Fravola Prima esperienza su una strada chiusa sia per me che per il navigatore, macchina peugeot 208 gti by peugeot sport full stock Sorgente: (1) salita piancamuno – montecampione 2022 || Peugeot 208 GTI by peugeot sport || motori in montagna – YouTube [...] Leggi di più...
17/05/2022“Mio padre Vittorio nel 1970 mi portò a Faenza. Nel 1982 il debutto e, nove anni più tardi, la gioia più bella: premiato da Rita Levi Montalcini” Per quanto ex colleghi e dirigenti provino a imitarlo, il miglior Davide Cassani resta l’originale. Capace di attraversare con successo le sue svariate vite: ciclista, opinionista televisivo e ct della Nazionale, scrittore e presidente dell’ente turistico regionale, prossimamente anche manager di un team ciclistico da lui creato. Tanti ruoli per uno che nei confronti del Giro d’Italia ha da sempre un amore unico. Cassani, prima volta al Giro? “Nel 1970, a Faenza: mio papà Vittorio mi portò sul ponte del paese, a un paio di chilometri dal traguardo, a vedere il passaggio della corsa. Ero tifoso di Gimondi, in maglia rosa c’era Merckx. Quella tappa la vinse Dancelli”. Prima volta che ha sognato il Giro? “Da piccolo: mi piazzavo in sala e fissavo in tv la scritta che diceva che stavano per collegarsi con la tappa. Da ragazzino mi allenavo portando la radiolina per ascoltare le dirette, un anno andai al rifornimento di Fontanelle per raccogliere le borracce”. Prima volta da ciclista al Giro? “Nel 1982, con la Termolan di Bruno Reverberi. Feci un terzo posto di tappa, a Camigliatello Silano”. Ricordo più bello? “La prima vittoria di tappa, nel 1991 a Prato: fui premiato da un Nobel, Rita Levi di Montalcini. Conservo la fotografia di quel giorno in salotto”. Il più brutto? “Stesso anno, quando mi ritirai a 30 chilometri dalla fine del Giro. Avevo la febbre da due giorni, nel circuito finale a Milano non riuscivo a tenere le ruote del gruppo e la gente mi prendeva in giro: mi fermai per la vergogna”. Ciclista, poi telecronista: la giornata memorabile? “Quella di Montecampione, dove Pantani conquistò il Giro del 1998. La raccontai col grande Adriano De Zan: a pensarci, ho ancora la pelle d’oca”. Perché il Giro ha questo fascino? “Perché lo conosci da piccolo, è la prima corsa che vedi, che sogni di fare e che prima o poi ti passa sull’uscio di casa: non puoi non innamorartene”. Un suo rito? “Non vedevo l’ora che presentassero la corsa per scoprire se passava da casa mia: il Giro è bello ovunque, ma quando passi sulle tue strade ti senti un eroe anche se sei ultimo in classifica”. Questo Giro passa nelle Marche e in Emilia Romagna: che tappe dobbiamo aspettarci? “Jesi sarà una giornata tosta, con tutte quelle salite che assomigliano alle cotes delle Ardenne: qualche sorpresa può regalarla. Da Sant’Arcangelo a Reggio è tutta pianura, un’occasione per velocisti. In entrambi i casi, si respirerà l’onore e l’orgoglio di avere il Giro sulle nostre strade: il grande valore delle tappe resta far scoprire l’Italia”. Perché la corsa rosa è un appuntamento fisso in queste due regioni? “Posso parlare per l’Emilia Romagna, dove c’è un presidente come Bonaccini che punta molto sul traino degli eventi sportivi, ma credo valga anche per le Marche: sono terre che valorizzano il cicloturismo”. Nel senso di turismo in bicicletta? “Esattamente. E’ ciò che sto facendo anch’io: qualche giorno fa, per sciogliere un voto, sono andato in bici da piazza del Popolo a Faenza a piazza San Pietro a Roma”. E’ il futuro? “Assolutamente sì. Fai il turista su un mezzo che ti permette di goderti sia ciò che stai facendo sia i luoghi che stai attraversando, in zone dove non sei mai stato. In queste regioni ci stiamo impegnando molto in questa direzione, anche per questo il Giro passa sempre di qui”. Magari fra un paio d’anni da qui partirà anche il Tour… “Ci stiamo lavorando: non c’è solo l’interesse sportivo, ma soprattutto la voglia di mostrare le nostre bellezze al mondo”. Fra un impegno e l’altro, continua a scrivere: ‘Ho voluto la bicicletta’, scritto con Giorgio Burreddu e Alessandra Giardini, in uscita in questi giorni, che libro è? “E’ il quarto che ho scritto. Ed è diverso da tutti gli altri: non parlo di allenamenti e salite, ma di me stesso. Di ciò che la bici mi ha trasmesso, mi ha lasciato e tuttora mi fa vivere. La bici per me c’è sempre stata e ci sarà sempre: qui racconto cosa mi ha insegnato”. Cassani, prossima destinazione? “Sto lavorando a un altro sogno: a volte, si realizzano”. Angelo Costa Sorgente: Cassani: “Il Giro d’Italia, un amore unico” – Sport – Altri Sport – quotidiano.net   [...] Leggi di più...
17/05/2022È un confronto annoso e a quanto pare destinato a durare nel tempo quello che vede opposti il Consorzio dei residenti e i componenti del Comitato per Montecampione. Da una parte l’associazione che ha gestito per decenni la stazione turistica e che vuole continuare a farlo; dall’altra il gruppo che invece ne vorrebbe lo scioglimento a seguito della presa in carico delle opere di urbanizzazione e dei servizi pubblici da parte dei Comuni di Artogne e Piancamuno. Ognuna delle due parti rimane sulle proprie posizioni e diventa difficile immaginare una soluzione condivisa. Oltre alle cause giudiziarie ancora aperte che vedono Consorzio e Comitato fronteggiarsi, all’orizzonte si prospetta un altro contenzioso, stavolta legato al riconoscimento giuridico dell’associazione privata denominata «Consorzio Montecampione», decretato dalla Regione il 15 marzo scorso. Recentemente palazzo Lombardia ha ricevuto una istanza di autotutela per l’annullamento del decreto 881 del presidente della Regione, quello appunto che riconosce l’iscrizione del Consorzio Montecampione nel registro delle persone giuridiche private. Lo scorso 8 gennaio era stato il presidente del Consorzio a invitare Milano a ritirare l’iniziale «no» al riconoscimento, tanto che poi, a distanza di un paio di mesi è arrivato l’atteso assenso. Ora è un gruppo di residenti del fronte opposto ad agire per chiederne invece l’annullamento. Le contestazioni di questi ultimi sono relative a un passaggio dello Statuto che prevede l’obbligatorietà della partecipazione al Consorzio Montecampione per chiunque possegga un immobile nel villaggio di quota 1.200. L’obbligo, scrive l’avvocato di parte, contrasta con il diritto di associarsi liberamente e di recedere da un’associazione garantito dalle norme del Codice civile; aggiungendo che la libertà di associazione è riconosciuta dalla Costituzione e pure dalla Convenzione europea per i diritti dell’uomo. Nell’opposizione si fa poi presente che nello Statuto sono previste attività che sono di competenza degli enti pubblici e che le ultime modifiche apportate al testo statutario presentato in Regione non sono mai state approvate dall’assemblea straordinaria dei consorziati. Argomenti ai quali gli uffici regionali hanno già controbattuto sostenendo che molte critiche esulano dalla competenza regionale in questione, che il riconoscimento giuridico ha valutato in sede istruttoria tutti gli elementi essenziali al procedimento e che «non si ravvisano i presupposti per accogliere l’istanza di annullamento». In merito a uno dei temi della contestazione, la libertà di associazione, il responsabile del procedimento fa presente che la Regione «può esclusivamente analizzare la formalità dell’atto presentato ai fini del riconoscimento e non può entrare nei rapporti delle singole attività entro o fuori dalla competenza dell’associazione rispetto allo Statuto». Con queste premesse non è escluso che il Comitato presenti un ricorso al Tar contro il decreto 881. Domenico Benzoni Sorgente: Lo scontro infinito Residenti in guerra anche sullo Statuto | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
15/05/2022Royal Enfield One Ride Tour PROGRAMMA Partenza ore 9,00 dallo Showroom DRDMOTO Arrivo a Montecampione Pranzo in baita a 1500mt Arrivo a Cima Pantani a 1800mt PRENOTA IL TUO RIDE, PRENOTA LE TUA DOMENICA A DUE RUOTE Menù baita dello sciatore “Secondino Montecampione” Malfatti con funghi Pappardelle al sugo di cervo Impiccato con polenta e verdure alla griglia Crostata di ricotta e fragole calde Acqua vino Caffè 35€ a persona, acconto obbligatorio. In caso di maltempo il giro sarà spostato a data da definirsi DRD MOTO Via Imbonati 89 – 20159 Milano (MI) Tel. 02 607 0037 | E-mail : infodrdmoto@gmail.com Sorgente: SUNDAY TOUR 2022 – VALLE CAMONICA, 22 MAGGIO 22   [...] Leggi di più...
14/05/2022Dal canale Youtube LeM RallyLife Sorgente: PIAN CAMUNO-MONTECAMPIONE – SPINETTI – YouTube   [...] Leggi di più...
13/05/2022Il fine settimana inizia domani con un’ampia proposta di escursioni tra Parco Alto Garda per ragazzi con il CAI Salò e la guida alpina Guido Bonvicini (per iscrizioni telefonare al 3358239808), Colline Moreniche con il CAI Lumezzane (3388096687 o 3476494020), Sentiero dei Funghi di Ome con il CAI Chiari (3314638428), pedalata notturna a Serle con il CAI Gavardo (3347815350), Fontanili della Bassa con il GAM Ghedi (334324 8348 o 3332589347) e Orto Botanico del Baldo con l’Asar (ritrovo alle 8 al Bar Posta di Toscolano). Di due giorni, domani e domenica, la scialpinistica del CAI Breno (036421000) al Pizzo Scalino e al Passo Cassandra. Il nutrito programma di dopodomani offre la Diga del Gleno per ragazzi con il CAI Desenzano (0309140153) e l’Uisp (0303756023), le Torbiere del Sebino ancora con il CAI Desenzano, i sentieri delle Cinque Terre con il CAI Lumezzane (3388096687 o 3476494020), una pedalata da Lodrino a Mura con il CAI Chiari (3314638428), il Pizzo dei Tre Signori con il CAI Rovato (3895711882), il Monte Selvapiana o la Rocca d’Anfo con il CAI Gavardo (3347815350), Montisola con il GE Ome (3394760848), il Bivacco Testa con il GAM Ghedi (3343248348 o 3332589347), il Monte Corno in Val di Ledro con il CAI Brescia (030321838), il Rifugio Magnolini con il CAI Darfo (3384303123), la Ferrata del Corno del Bene con il CAI Bienno (03644061141), l’Arco di Pegherolo con i Luf del Piz d’Olda (3384430818), la Valvestino per ragazzi con il CAI Vestone (3472289835) e il CAI Salò (3383087081) e il Pizzo Formico con l’Ugolini (3389015094 e 0303753108). Le gite continuano la prossima settimana con la Pietra Parcellara, martedì e mercoledì, e il Rifugio Gherardi giovedì con il GPE (030321838 o 3534336160). Mercoledì si andrà al Monte Cognolo col CAI Desenzano (0309140153), ai Fienile Berard con il CAI Lumezzane (3388096687 o 3476494020), al Monte Linzone con il Gesa Palazzolo (3487489950) e alla Cima Comer con il CAI Salò (0365520101 o 3383087081), giovedì l’Uisp salirà sui Monti Campioncino e Campione (0303756023). Corso di alta montagna: aperte (sino a esaurimento posti) le iscrizioni alla proposta dell’Ugolini al Rifugio Torino dal 29 luglio all’1 agosto. Iscrizioni a Brescia, in via Marchetti 1c, il giovedì dalle 21. Racconta la montagna: continua mercoledì, alle 18 all’Unimont di Edolo, la serie ideata da Claudio Gasparotti. Ospite Fioly Bocca che presenta il volume «Quando la montagna era nostra». Sorgente: Dal Parco Alto Garda a Montecampione: di tutto e di più | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
13/05/2022Dal canale Youtube tadej001986 Sorgente: SKI OPENING 11.-14.12.2008, MONTECAMPIONE PASSO TONALE – YouTube   [...] Leggi di più...
12/05/2022Dal canale Youtube LeM RallyLife Sorgente: PIAN CAMUNO – MONTECAMPIONE – TENSI L. – YouTube   [...] Leggi di più...
12/05/2022Dal canale Youtube LeM RallyLife Sorgente: (1) PIAN CAMUNO – MONTECAMPIONE – TENSI M. – YouTube   [...] Leggi di più...
12/05/2022Tariffe impianti stagione invernale 2006/07 adulti ragazzi (nati dal 1993 in poi) baby (nati dal 1999) blocchetto da 5 buoni stagionali (valido 3 anni) € 1550.00 Stagionale feriale (bassa stagione da lunedì a venerdì) € 160.00 Stagionale € 400.00 € 200.00 € 120.00 Stagionale residenti (Consorzio Alpiaz) € 330.00 Stagionale over ’60 (nati prima del 1945) € 200.00 Giornaliero alta stagione € 27.00 € 13.00 Mattiniero alta stagione (fino alle ore 13:00) € 21.00 € 10.00 Pomeridiano alta stagione (dalle ore 12:30) € 17.00 € 8.00 Giornaliero bassa stagione € 20.00 € 10.00 Mattiniero bassa stagione (fino alle ore 13:00) € 14.00 € 7.00 Pomeridiano bassa stagione (dalle ore 12:30) € 12.00 € 6.00 Due giorni alta stagione € 49.00 € 24.00 Tre giorni alta stagione € 70.00 € 34.00 Seggiovia Monte Corniolo (una corsa) € 7.00 € 7.00 Sei giorni bassa stagione € 107.00 € 56.00 € 37.00 *** Sette giorni bassa stagione € 117.00 € 63.00 € 43.00 *** Tessera punti 12** € 17.00 € 17.00 Sei giorni alta stagione € 135.00 € 63.00 € 43.00*** Sette giorni alta stagione € 145.00 € 70.00 € 47.00*** Mattiniero termina alle ore 13.00; Pomeridiano inizia alle ore 12.30; Bassa stagione: dal lunedì al venerdì, e nei periodi: 01/12/06-22/12/06, 08/01/07-16/02/07, 26/02/07-30/03/07, dal 10/04 fino a chiusura impianti; Alta stagione: festivi e prefestivi (sabato domenica) e nei periodi: 23/12/06-07/01/07, 17/02/07-25/02/07, 31/03/07-09/04/07; Gli abbonamenti stagionali e settimanali sono validi solo se muniti di fototessera; Per i tesserati FISI e TCI sconto sul giornaliero. ** Tessera 12 punti: valida solo per seggiovia Le Baite (2 punti), sciovia Campo scuola (1 punto), seggiovia Gardena (1 punto). *** Qualora il genitore acquisti uno ski-pass di uguale tipo a prezzo di listino, lo ski-pass baby verrà rilasciato gratuitamente. L’accompagnatore dovrà presentarsi alla biglietteria con il bambino ed esibire un documento che ne attesti l’età.Attenzione! si ricorda che al momento dell’acquisto dell’abbonamento, i possessori della SKICARD devono presentarsi in biglietteria muniti della tessera stessa affinchè possa essere regolarmente riattivata. Per gruppi, comitive, associazioni, convenzioni in genere, contattare Montecampione Impianti allo 0364/563556 (sig. Gobbi). Per le agevolazioni della tabella è necessario essere muniti di documento di identità valido. Non è accettata l’autocertificazione. La società Montecampione Impianti si riserva ogni decisione sul funzionamento degli impianti di risalita. Sorgente: SKIPASS MONTECAMPIONE ALPIAZ STAGIONE INVERNALE 2006/2007   [...] Leggi di più...
11/05/2022Hvor mange monumenter finnes det egentlig over Marco Pantani? Du finner byster, statuer, skulpturer og monumenter over Marco Pantani utallige steder i Italia. En av dem finner du på en kyststripe for charterturister. ENORM: Statuen av Marco Pantani ved Montecampione er seks meter høy. Den er likevel en av de mer ukjente. Må alle sykkelpilegrimsferder ende i bratte bakker eller på brostein? Om du vil vise respekt eller medynk med en av sykkelsportens falne guder, trenger du ikke slite deg ut. Det finnes nemlig en statue av Marco Pantani på charter-Italia-kysten. Der også. Geir Stian Ulstein Sorgente: Marco Pantantis mange statuer | LANDEVEI.NO   [...] Leggi di più...
11/05/2022Quando Fabio Aru vinse a Montecampione, nel Giro d’Italia del 2014, ai 2 chilometri dall’arrivo c’era anche un ragazzino a fare il tifo. Era Walter Calzoni. Come per molti ragazzi, la sua storia con il ciclismo nasce da bambino. In famiglia nessuno andava in bici, ma un amichetto sì. Un giorno se ne andò a vedere la corsa rosa lassù. Una stradina di montagna dalla cui cima s’intravede il lembo settentrionale del Lago d’Iseo. Il Giro arrivava sopra a casa sua, Walter è di Sellero, in piena Val Camonica, e di certo non poteva mancare. «Come tanti altri ragazzini – racconta Calzoni – ero più interessato alle borracce che alla corsa vera e propria. L’idea era quella che poi le avremmo usate in allenamento». Con la sua biciclettina, Walter si è arrampicato fin quasi all’arrivo. Era andato con lo zio di quel suo amico e con il suo gruppo di cicloamatori. Ecco l’exploit Da quel giorno il bresciano ne ha fatta di strada, ha persino indossato la maglia azzurra nel Memorial Pantani dello scorso anno (foto in apertura). Oggi Calzoni è uno dei corridori della Delio Gallina – Ecotek Lucchini Colosio, una delle continental italiane. Al terzo anno da under 23, sembra finalmente la stagione della svolta, quella del salto di qualità. Ha vinto una gara ed è salito sul podio in un’altra e viaggia costantemente nelle posizioni di vertice. «Sì, un terzo anno, ma è quasi come fossi al secondo. Nel primo, tra Covid e qualche problema personale, ho corso pochissimo: non sarò arrivato neanche a dieci corse e quasi tutte erano “il circuitino”. L’anno scorso ho faticato un po’ ad inizio stagione, ma poi sono uscito bene dal Giro d’Italia under 23 e da lì ho raccolto qualche risultato». «Quest’anno un po’ me lo aspettavo di andare forte – spiega Calzoni – Nelle prime corse non ero proprio in condizione. La cercavo andando fuga e aiutando squadra. Poi dopo la corsa a tappe Belgrade Banjluka le cose sono migliorate. Quella gara mi ha dato qualcosa in più e si sono visti i risultati». In Serbia Calzoni si è portato a casa la maglia bianca di miglior giovane. Alla Delio Gallina La Delio Gallina, diretta dal diesse Cesare Turchetti, è un ambiente ideale per crescere. C’è la giusta dose di pressione e il fatto che quest’anno abbiano deciso di diventare continental ha ampliato le prospettive. «Siamo seguiti bene dalla squadra – dice Calzoni – Qui non ci mettono pressione, semmai siamo un po’ noi stessi che lo facciamo. Andiamo alle gare per vincere. A 20 anni non serve l’allenatore che ti deve mettere pressione. Sei tu che vuoi e devi andare forte». «La mia motivazione è forte. Adesso gli avversari sanno che posso arrivare davanti, questa cosa mi fa piacere, anche se sono più marcato. Però vincere da marcato vale di più. Se vinci in questo non è perché hai fortuna, non è perché sei riuscito a scappare così “tanto per”, ma perché te la sei meritata. Ed è più soddisfacente insomma». «Fin da juniores non avevo mai fatto tanti chilometri e quindi anche per questo nelle prime gare ho faticato un bel po’. Poi a forza di uscire tutti giorni e con le gare subisco un po’ meno il ritmo. Per me sono soprattutto i chilometri in allenamento che ti fanno andare meglio in gara. Ne ho fatti sempre di più e l’anno scorso ho chiuso intorno ai 25.000. Quest’anno sono sui 9.000 per adesso». L’equilibrio però è importante e adesso che si viaggia nel pieno della stagione quegli allenamenti a casa di cui parla Calzoni non sono molto intensi. La condizione si mantiene e si migliora con le corse. «Prima e dopo le gare faccio un’ora e mezza di scarico, al massimo due. E visto che si corre sia il sabato che domenica faccio una distanza a settimana, non di più. Lo stesso vale per i lavori intensi: in questa fase della stagione sono pochi». Scalatore dentro Di solito chi vince tra gli under 23 è sempre un atleta veloce. La maggior parte di quelli che abbiamo intervistato ci hanno detto di essere corridori dallo spunto veloce, ma che tengono bene sulle salite brevi. Calzoni no: lui, con i suoi 64 chili spalmati su 172 centimetri di altezza si definisce uno scalatore. Le “misure” da grimpeur ce le ha quindi. «Mi trovo a mio agio sui percorsi duri e selettivi. L’anno scorso ho fatto bene nella tappa di Piancavallo al Giro del Friuli. Lì ho capito che posso tenere anche sulle salite abbastanza lunghe e per questo spero di fare bene al Giro d’Italia U23. Lo scorso anno ho faticato un po’, però vediamo cosa riserverà questa corsa. Io vado per vincere una tappa, o almeno mi piacerebbe. Ma vediamo come passeranno le giornate e vedremo eventualmente se si potrà tenere duro anche per la classifica». «Per quanto riguarda il peso qualcosa posso perdere ancora. Un po’ perché lo voglio e un po’ perché col caldo ci si asciuga un filino. E poi serve per andare forte in salita! Oggi se non sei al top è difficile stare davanti… anche tra gli under 23». Filippo Lorenzon Altre informazioni ed immagini al linkdella sorgente: Dalla Delio Gallina ecco uno scalatore: è Walter Calzoni – bici.PRO   [...] Leggi di più...
10/05/2022Dal canale Youtube LeM RallyLife Sorgente: PIAN CAMUNO-MONTECAMPIONE – DRIFT MONTAIN – RUSCA – YouTube [...] Leggi di più...
08/05/2022Fabio Aru won the 2014 Giro d’Italia Stage 15 toward the boast Montecampione in impressive fashion, launching a herculean attack on the final wax to finish ahead of Fabio Duarte and Nairo Quintana, as shared by Cycling Central : The most difficult stage for the riders up until this luff, Stage 15 was wide expected to impact the cosmopolitan classification, and it did n’t disappoint. Pink drawing card Rigoberto Uran lost 43 seconds in full, though he would widen the break with Cadel Evans and Rafal Majka. 2014 Giro d’Italia Stage 15 Results Place Rider Nationality Team Time 1 Fabio Aru Italy Astana 5:33:06 2 Fabio Duarte Colombia Colombia +21 3 Nairo Quintana Colombia Movistar +22 4 Pierre Rolland France Europcar +22 5 Rigoberto Uran Colombia Omega Pharma – Quick Step +42 6 Rafal Majka Poland Tinkoff – Saxo +57 7 Franco Pellizzotti Italy Androni – Venezuela +1:08 8 Daniel Moreno Spain Katusha +1:08 9 Ryder Hesjesdal Canada Garmin-Sharp +1:13 10 Cadel Evans Australia BMC Racing +1:13 Sky Sports On Sunday, the Giro honoured early achiever Marco Pantani, whose attack toward Montecampione in 1998 was the stuff of legends. Organisers were hoping for similar fireworks on Sunday, and Uran ‘s difficulties in Saturday ‘s stage made such a scenario a very real possibility. 2014 Giro d’Italia Leaderboard Place Rider Team Nationality Time 1 Rigoberto Uran Colombia Omega Pharma – Quick Step 63:26:39 2 Cadel Evans Australia BMC +1:03 3 Rafal Majka Poland Tinkoff-Saxo +1:50 4 Fabio Aru Italy Astana +2:24 5 Nairo Quintana Colombia Movistar +2:40 Sky Sports An early flight of 12 racers was predictably given a large gap on the pack, as everyone knew this slipstream would be decided in the final stages, and the riders fighting for the pinko jersey did n’t have to fear anyone gaining excessively much on them. Team Sky ‘s Philip Deignan was one of those 12, and he broke the race open early in the rise to Montecampione, leaving julian Arredondo in his wake. Behind those two, Domenico Pozzovivo and Quintana once again looked edgy, having already impressed in the final ascent of Saturday ‘s stage. Evans besides looked fresh, while Uran ‘s teammates fell victim to the explosion of Deignan, leaving the Giro drawing card isolated at the front of the race. An approach from Pierre Roland made all of the leaders leave the saddle, signaling the very get down of the hardest climb the riders have faced in the 2014 Giro so far. RunningAndCycling could see the independent challengers preparing to make life hapless on Uran: Rolland found Deignan at the front man of the race, but all eyes turned toward the group behind, where Evans and Pozzovivo had difficulties containing themselves amid a unmanageable spell for Uran. The colombian finally found the wheel of Aru, using him as a pacemaker for the more unmanageable parts of the rise. And when Aru and Fabio Duarte made their jump, Uran followed. Quintana had to dig deep to try and follow the three, while Evans on the spur of the moment collapsed and had to let go. OPQS Cycling Team could n’t believe it : Quintana did n’t just bridge the gap, he attacked vitamin a soon as he joined the group containing Uran, who at this point could n’t believe his luck. Following the wheel of Aru, the young Italian had effectively given the pinko leader a spare sink for most of the final climb. Aru would explode one more time near the vertex, and only Quintana could follow, scantily, igniting the italian fans gathered on the flanks. Duarte fought bravely in the background, while Uran seemed to run into a wall, losing previous time on the leaders. Rolland tried to play his depart, but he merely could n’t cope with the impressive footstep from the young Italian. Quintana would launch his attack inside the final examination kilometer, but by that meter, Aru had already taken besides a lot of a go on the colombian for the latter to make a return. Vellocast ‘s John Galloway was in truth impress by the child: Aru held on until the finish channel, honouring the memory of Pantani in epic poem fashion. Quintana ‘s third-place finish mean he would come closer to compatriot Uran in the general classification, though the latter would well hold on to the pink as the pack heads for a day of rest. The colombian will need it, however, as Uran has shown signs of weakness in back-to-back races nowadays. Without the avail of his teammates, the acclivitous finishes have caused the leader to struggle indeed far, and the Giro will be hitting mountainous terrain for most of following week. Evans will besides need to find himself during the day off, as there just is no explanation for his collapse on Sunday. The Australian has always been a solid passenger when defending a star, but attacking has never been his strongest befit. The darling for the pink jersey will have no early choice when the Giro returns on Tuesday, however, and the following three stages should make for some must-watch television. Gian Mattia D’Alberto Sorgente: Giro D’Italia 2014 Standings: Stage 15 Results, Leaderboard and Analysis   [...] Leggi di più...
07/05/2022A tu per tu con il “Cavaliere dei 4 Mori” due volte sul podio del Giro d’Italia «Il primo ricordo è il Giro del 2005, la tappa del Colle delle Finestre. Ricordo un’immagine di Di Luca in crisi sullo sterrato. Era il momento in cui mi stavo appassionando alle gare. Poi è arrivata la mountain bike ma più che il Giro è stato il feeling che ho trovato con la strada a indirizzarmi verso quella carriera». Il debutto da corridore nel 2013. «Sì, ma prima, nel 2012 andai con Diego Rosa, da Under 23, a vedere la tappa del Mortirolo, l’anno che sono passati sulla strada in cemento, cosa che non hanno più fatto». Il Giro del 2013 significa il 5° posto alle Tre Cime di Lavaredo, nella neve. Cosa ricorda? «Quando abbiamo passato Cortina ha iniziato a piovere, sul Tre Croci la pioggia è diventata neve e a Misurina era tutto innevato. Non ho mai sofferto troppo il freddo, anche se sono sardo, ma non mi fa piacere. Però non ero proprio “ibernato”, la tappa andò bene. Mi spiace non avere immagini di quella giornata epica, sarebbe bello trovarne». Sullo Stelvio nel 2014 Quintana le tolse il Giro con una “furbata”… «Più che quello io credo che fosse il 2015 l’anno in cui si poteva pensare alla vittoria. Quella volta magari la situazione non fu gestita al meglio. Non ci ho più pensato troppo. Forse a livello di condizioni climatiche è stata una delle giornate più difficili del ciclismo, la paragono a quella Sanremo interrotta per neve, anche se non c’ero». Nel 2014 la prima vittoria: la più bella? «Tutte hanno un significato, ma Montecampione è la prima, quindi sì. Citerei anche la crono del Monte Grappa (fu 2°, ndr) e le vittorie di Sestriere e Cervinia. Proprio l’altro giorno ho fatto un video per presentare la tappa che ci sarà in Val d’Aosta, che sin da Under 23 è una regione che mi ha dato soddisfazioni». L’edizione 2017 partita dalla Sardegna e lei era infortunato. «È in assoluto uno dei miei più grandi rimpianti. Un periodo di enorme sfortuna, una caduta banale che si è rivelata fatale. Col senno di poi, sapendo che non ci sarebbero state altre occasioni di correre in Sardegna, sarei partito lo stesso. Ma magari mi sarei dovuto fermare e poi non avrei vinto il tricolore…». La maglia rosa, una ma indimenticabile. «Ci fu una caduta, io ero davanti, Alberto perse una quarantina di secondi. L’ho presa in un modo che non mi è piaciuto moltissimo ma vestirla è stato importante. Purtroppo era la vigilia della crono e l’ho persa subito ma credo che fosse meritata. C’ero andato vicino all’Abetone per pochi secondi, la sorte mi ha voluto restituire qualcosa in quella occasione». Ha vestito anche la gialla e la rossa: con differenti emozioni? «Le maglie sono sempre diverse ma da italiano il Giro e la maglia rosa hanno un sapore speciale. Probabilmente il modo in cui ho preso la gialla, di forza, si addice un po’ di più alle mie caratteristiche e questo rende il ricordo più dolce, ma non potrei mai discriminare la corsa rosa. I pensieri nascono da come hai vissuto le esperienze ma ho ricordi bellissimi di questa corsa». Anche momenti molto duri, però. «Senza nulla togliere ai corridori ai quali in una carriera va tutto più liscio, ciò che è capitato a me rispecchia di più ciò che è la vita. I momenti positivi, belli, bellissimi, di solito sono un po’ meno rispetto a quelli negativi. La mia carriera è l’esempio di tante situazioni in cui bisogna stringere i denti e lottare per poi godere di momenti più emozionanti e vittoriosi». L’Italia aspetta ancora un uomo da corse a tappe. Chi può farcela? «Io faccio il tifo per Ciccone e Fortunato, due atleti che mi piacciono. Lorenzo lo conosco poco ma è molto bravo e molto umile, come Giulio. Corridori da corse a tappe si nasce, diventarlo è difficile, ma mi auguro che ci riescano perché sono più appassionato di gare a tappe rispetto a quelle di un giorno». Cosa possiamo attenderci da Nibali? «Non so come si senta perché negli ultimi mesi l’ho visto pochissimo a Lugano in allenamento. La vita da pro è così ma anche la mia attuale è fatta di vari spostamenti. La grinta non gli manca e di questo gli si deve dare atto. Non so come stia, purtroppo come altri ha dovuto fare i conti con la pandemia ma farà di tutto per lasciare il segno anche se non saprei dire cosa può portare a casa». Vedrà il Giro d’Italia? «Certo. Seguo sempre le gare in tv, tempo permettendo. Prima, da corridore, di pomeriggio ero un pochino più libero, era il momento del relax, ma anche adesso mi tengo sempre molto aggiornato». Come è la sua nuova vita senza corse? «Mi impegna molto ma ho più tempo per stare con la famiglia. Cerco di darmi da fare, tra collaborazioni e progetti che porto avanti. Ci sono giorni in cui sono più stanco di quando ero un corridore, ma altri in cui possono godermi le cose belle e semplici che la vita ti può dare, una gita o una cena…». Sorgente: “La mia maglia rosa: unica, meritata e dal sapore speciale” – L’Unione Sarda.it   [...] Leggi di più...
07/05/2022Corsa e Camminata ludico motoria aperta a tutti con la collaborazione del Consorzio di Montecampione Sorgente: Calendario – CONSORZIO MONTECAMPIONE [...] Leggi di più...
07/05/2022IZ4OKN – PONTI RADIOAMATORIALI Italiani – aggiornato in tempo reale versione 07/05/2022 – link a QRA locator e pagine QRZ gestori Immagine tratta da Radioamatore.info Fonte dati: www.IK2ANE.it # NOME FREQ SHIFT TONO REGIONE PROV. LOCALITA’ GRP ID N� NODO RETE JN45OL 1 RU15 430.375 +1.6 MHz 88.5 1 PIEMONTE CN Mango d’Alba (CN) LN LINK NAZIONALE 2 RU20a 431.337,5 +1.6 MHz 88.5 1 LIGURIA GE Campo Ligure (GE) LN 3 RU12 430.300 +1.6 MHz 88.5 2 LOMBARDIA BS Montecampione (BS) LN 4 RU15 430.375 +1.6 MHz 2 LOMBARDIA SO Bormio (SO) LN 5 RU22 431.375 +1.6 MHz 2 LOMBARDIA SO Aprica (SO) LN 6 RU10 430.250 +1.6 MHz 88.5 3 VENETO TV M.Cesen (TV) LN 7 RU 431.337,5 +1.6 MHz 88.5 3 VENETO BL M.Marmolada (BL) LN 8 RU 431.337,5 +1.6 MHz 88.5 3 VENETO BL M.Marmolada (BL) LN 9 RU15 430.375 +1.6 MHz 88.5 3V FRIULI V.G. PN M.Pala (PN) LN 10 RU11 430.275 +1.6 MHz 5 TOSCANA MS Massa LN 11 RU16 431.237,5 +1.6 MHz 88.5 5 TOSCANA FI M.Secchieta (FI) LN 12 RU18 431.275 +1.6 MHz 5 TOSCANA MS Carrara LN 13 RU19a 431.312,5 +1.6 MHz 88.5 5 TOSCANA AR Alpe di Poti (AR) LN 14 RU22 431.375 +1.6 MHz 88.5 5 TOSCANA SI M.Amiata (SI) LN 15 RU19 431.300 +1.6 MHz 88.5 6 MARCHE AN M.Murano (AN) LN 16 RU19 431.300 +1.6 MHz 88.5 6 ABRUZZO AQ Roccaraso (AQ) LN IR6UAB 17 RU20 431.325 +1.6 MHz 88.5 6 ABRUZZO CH M.Maiella (CH) LN 18 RU21 431.350 +1.6 MHz 88.5 6 ABRUZZO AQ M.La Selva (AQ) LN 19 RU21 431.350 +1.6 MHz 97.4 6 ABRUZZO CH M.Pallano (CH) LN 20 RU18 431.275 +1.6 MHz 88.5 7 PUGLIA FG Montenero (FG) LN 21 RU20 431.325 +1.6 MHz 88.5 7 PUGLIA BR Martina Franca LN 22 RU16 431.225 +1.6 MHz 88.5 8 CAMPANIA NA Ischia (NA) LN 23 RU15 430.375 +1.6 MHz 88.5 7/8 BASILICATA PZ M.Vulture (PZ) LN 24 RU21 431.350 +1.6 MHz 88.5 7/8 BASILICATA PZ M.Vulture (PZ) LN 25 RU16 431.225 +1.6 MHz 88.5 9T SICILIA CT Zafferana Etnea (CT) LN 26 RU20 431.325 +1.6 MHz 88,5 9T SICILIA TP Partanna (TP) LN 27 RU21 431.350 +1.6 MHz 88.5 9T SICILIA RG M.Lauro (RG) LN 28 RU22 431.375 +1.6 MHz 91.5 9T SICILIA ME M.Ciccia (ME) LN 29 RU20 431.325 +1.6 MHz 0 UMBRIA PG M.Serano (PG) LN 30 RU16 431.225 +1.6 MHz 88.5 0 LAZIO RI M.Terminillo (RI) LN 31 RU18 431.275 +1.6 MHz 88.5 0 LAZIO RM Rocca Priora (RM) LN 32 RU12 430.300 +1.6 MHz 88.5 0S SARDEGNA CA Bruncu Nieddu -Villaputzu (CA) LN 33 RU16a 431.237,5 +1.6 MHz 88.5 0S SARDEGNA SS Villanova Monteleone (SS) LN 34 RU19 431.300 +1.6 MHz 88.5 0S SARDEGNA OR Badde Urbara (OR) LN Powered by POLab Video – IZ4OKN Sorgente: IZ4OKN – Elenco Ponti Radioamatori – Elenco Ponti Radioamatoriali Italiani   [...] Leggi di più...
07/05/2022Dal canale Youtube damiano ghidinelli Sorgente: piancamuno montecampione 2022..Renault 5turbo – YouTube   [...] Leggi di più...
06/05/2022In occasione dell’inizio del Giro d’Italia, con partenza fissata per oggi 6 maggio da Budapest, Fabio Aru è stato intervistato dall’Unione Sarda. Tanti i temi trattati dal ciclista di Villacidro in particolare i tanti ricordi che lo legano a questa speciale evento e le emozioni di quella volta in cui ha avuto l’onore di indossare la maglia rosa nel 2015. “Ci fu una caduta, io ero davanti, Alberto Contador perse una quarantina di secondi. L’ho presa in un modo che non mi è piaciuto moltissimo, ma vestire la maglia rosa è stato importante. Purtroppo era la vigilia della crono e l ho persa subito ma credo che fosse meritata. C’ero andato vicino all’Abetone per pochi secondi, la sorte mi ha voluto restituire qualcosa in quella occasione“. Sull’edizione del 2017 “Uno dei miei più grandi rimpianti, quell’anno si partiva dalla Sardegna. Un periodo di enorme sfortuna, una caduta banale che si è rivelata fatale. Con il senno di poi, sapendo che non ci sarebbero state altre occasioni per correre in Sardegna, sarei partito lo stesso. Ma magari mi sarei dovuto fermare e poi non avrei vinto il tricolore…“. Sulle vittorie “Tutte le vittorie hanno un significato ma quella di Montecampione nel 2014 è stata la più bella. Citerei anche la crono di Monte Grappa e le vittorie di Sestriere e Cervinia. Proprio l’altro giorno ho fatto il video per presentare la tappa che ci sarà in Val d’Aosta che sin da under 23 mi ha dato soddisfazioni“. Sulle emozioni nel vestire le varie maglie “Le maglie sono sempre diverse ma da italiano il Giro e la maglia rosa hano un sapore speciale. Probabilmente il modo in cui ho preso la gialla, di forza, si addice un po’ di più alle mie caratteristiche e questo rende il ricordo più dolce, ma non potrei mai discriminare la corsa rosa. I pensieri nascono da come hai vissuto le esperienze ma ho ricordi bellissimi di questa corsa”. Sorgente: Giro d’Italia, Fabio Aru: “A Montecampione la mia vittoria più bella”   [...] Leggi di più...
06/05/2022Dal canale Youtube Daniele Ghidinelli via YouTube Capture Sorgente: https://www.youtube.com/watch?v=QapRnRjq14U [...] Leggi di più...
05/05/2022Le grandi storie di Bicisport: nel 1998 l’apoteosi rosa di Marco Pantani, che batté la sfortuna e scatenò entusiasmi e ascolti da record. «Il ciclismo vero, quello della leggenda alpestre, quello che sanno scrivere uomini come Pantani, spinti da un grande cuore e dalla capacità di combattere con doppio accanimento quando la strada sale, sa ancora calamitare l’attenzione della gente generando passioni fortissime». Realizzato a tempo di record, il numero speciale di Bicisport dedicato al Giro d’Italia celebrava così, nel giugno 1998, il trionfo di Marco Pantani. Un’impresa tanto agonistica quanto mediatica, dato che il modo di correre del Pirata aveva attirato sul ciclismo una poderosa ondata di interesse, titoli cubitali su tutti i giornali e ascolti televisivi da record. L’avventura rosa era cominciata a Nizza, sede del cronoprologo. Alla vigilia, il superfavorito era lo svizzero Alex Zülle, una sorta di Indurain più umorale e meno affidabile, che alle spalle aveva già un secondo posto al Tour e due successi alla Vuelta. Poi c’erano due che il Giro lo avevano già vinto: Ivan Gotti (primo nel 1997) e il russo Pavel Tonkov (vincitore nel 1996). Pantani, capitano assoluto della Mercatone Uno, era una variabile possibile, ma su di lui pesava una specie di sortilegio: dopo l’exploit del 1994 (secondo dietro a Berzin e prima di Indurain), aveva dato forfait nei due anni successivi, per le conseguenze di due gravi incidenti. Si era ripresentato nel 1997 per uscire subito di scena, a causa di una caduta. Che fosse pronto per vincere una grande corsa a tappe lo aveva dimostrato qualche mese prima, salendo sul podio del Tour de France. Il suo problema, sfortuna a parte, erano le tre cronometro sparse nel tracciato del Giro, nelle quali rischiava di accumulare svantaggi difficilmente recuperabili. Pantani, crono da incubo: Zülle sembrava imbattibile Lo si vide proprio nella breve prova contro il tempo del primo giorno: in soli 7 chilometri, Zülle lo lasciò a 39 secondi. I primi giorni furono quelli delle scaramucce tra lui e Bartoli, che notoriamente non si amavano: per due volte il toscano attaccò alla ricerca della maglia rosa, per due volte Pantani gli andò dietro, portandogli sotto il gruppo. Al sesto giorno Bartoli riuscì comunque a vestire i panni del leader, ma nella tappa successiva, al Lago Laceno, Zülle con una impressionante accelerata nel finale si prese tappa e maglia. Nelle tappe successive si applaudirono soprattutto i quattro rush vittoriosi di Mario Cipollini. Ma verso Piancavallo, prima salita vera, un forcing della Mercatone Uno lanciò Pantani all’attacco. Gotti andò a picco (di lì a qualche giorno avrebbe abbandonato per una gastroenterite), Zülle e Tonkov limitarono i danni. «Qui è cominciata la mia corsa e Zülle deve avere paura», disse al traguardo Pantani. Un proclama che sembrò sbriciolarsi il giorno dopo, nella cronometro di Trieste, quando il Pirata fu preso e sorpassato lungo il percorso dallo svizzero, che concluse la prova a 54 di media. Tonkov riuscì in qualche modo a difendersi, Pantani venne sbattuto in classifica a quasi 4 minuti. A quel punto serviva un vero e proprio golpe per rovesciare le sorti del Giro. E l’occasione arrivò il 2 giugno, sulla strada verso Selva di Val Gardena. Lungo la terribile Marmolada Pantani andò via con “turbo” Guerini, che quel giorno diede il meglio di sé. Tonkov come al solito si difese senza crollare, Zülle andò inaspettatamente in crisi («la Marmolada è stata la salita più dura della mia vita», disse), ma rimase in classifica. Al traguardo, Guerini prese la tappa, Pantani la maglia. La resa dei conti con Tonkov: un thriller Rimanevano due tappe di montagna e una cronometro. All’Alpe di Pampeago, Pantani provò a far saltare Tonkov, che gli rimase attaccato e vinse la tappa. Ma la vera, memorabile resa dei conti tra i due avvenne il giorno dopo, sull’ascesa di Montecampione. Zülle, ormai esaurito, andò definitivamente alla deriva già nei primi chilometri; il Pirata e il russo salirono in coppia verso il traguardo. Tonkov, che in classifica era a soli 27” da Pantani, puntava a uscire illeso e vincere il Giro nell’ultima cronometro, nella quale partiva nettamente favorito rispetto all’avversario. I chilometri finali furono degni di un thriller d’autore. Pantani ogni tanto forzava l’andatura alzandosi sui pedali, Tonkov non gli concedeva un metro. Il traguardo che si avvicinava sembrava una sentenza a favore del russo. Un allungo, poi un altro, e Tonkov non batté ciglio. Poi Pantani riprovò: «Mi sono detto: o salta lui o salto io», dirà sul traguardo. E fu la volta buona: il filo invisibile che legava Tonkov alla sua ruota si spezzò, il russo scivolò all’indietro, Pantani in poco più di due chilometri gli diede circa un minuto. Dalla sua casa di Dozza, dove era rimasto per problemi di salute, il vecchio guru Luciano Pezzi, vera anima del progetto Mercatone Uno, dedicò parole emozionanti al suo pupillo: «Avevo detto a Pantani che i romagnoli prima di morire fanno tre salti. Lu li ha fatti, i tre scatti di Montecampione con cui ha battuto Tonkov». Il verdetto però era ancora appeso: nei 34 chilometri della crono di Lugano, Tonkov doveva recuperare a Pantani 1’28”. Possibile, sulla carta, ma la strada dette un responso diverso. Pantani fu all’altezza del rivale, anzi gli diede 5 secondi, centrando un terzo posto largamente superiore alle aspettative. Suo era il Giro, sua anche la gloria, visto l’entusiasmo che riuscì a scatenare in quei giorni. Dopo le feste di rito, Pantani cominciò a pensare al Tour de France. La sua magica estate 1998 era solo all’inizio. Marco Filacchione Sorgente: AMARCORD/100 Il Giro di Pantani, emozione pura: sul Pirata e sul ciclismo un’ondata di passione – Bicisport   [...] Leggi di più...
05/05/2022Le valaisan Steve Morabito et le vaudois Danilo Wyss prendront part au Tour d’Italie 2014, qui s’ouvre vendredi à Belfast. Le Giro comporte neuf arrivées au sommet, soit en moyenne montagne (Viggiano, Montecassino, Montecopiolo, Sestola), soit en altitude (Oropa, Montecampione, Val Martello, Panarotta, Zoncolan). Le Giro, qui commence vendredi à Belfast par un contre-la-montre par équipes, cherche désespérément un champion italien dans sa 97e édition aux têtes d’affiche colombiennes (Quintana, Uran) et espagnole (Rodriguez). Deux Suisses prendront part à ce Tour d’Italie très montagneux. Il s’agit du grimpeur valaisan Steve Morabito, appelé à accompagner Cadel Evans, et du sprinter vaudois Danilo Wyss. Ils portent tous deux les couleurs de la BMC. Pour rappel, la formation suisse IAM Cycling n’a pas été invitée par les organisateurs. Favoris étrangers Le cyclisme italien en phase de reconstruction, après les affaires de dopage qui ont affecté ses chefs de file, compte un seul coureur à même de viser la victoire dans un grand Tour. Mais Vincenzo Nibali, triomphateur du Giro l’an passé, s’est focalisé cette fois sur le Tour de France. En son absence, les “tifosi” en sont réduits à compter sur deux anciens lauréats, les vieillissants Michele Scarponi (34 ans) et Ivan Basso (36 ans), ou espérer en une possible révélation (Aru). Et à assister à la lutte prévisible entre le Colombien Nairo Quintana, deuxième du Tour de France 2013, et Joaquim Rodriguez, l’Espagnol abonné aux places d’honneur dans les grands Tours (six fois dans les quatre premiers). Quintana, sur le papier, présente le plus gros potentiel. Mais deux bémols s’imposent à l’égard du jeune (24 ans) grimpeur au visage d’amérindien: il découvre le Giro et apprend le rôle de leader au sein d’une équipe qui l’a investi pour la première fois des pleines responsabilités. Rodriguez, en revanche, connaît bien la course rose, pour avoir frôlé la victoire en 2012 (4e en 2011). A 34 ans cependant, le Catalan attend toujours la consécration. D’autres postulent au maillot rose qu’ils ont porté ou approché par le passé. Le Colombien Rigoberto Uran (27 ans), deuxième l’an dernier, et le vétéran australien Cadel Evans (37 ans), lui aussi sur le podium en 2013 (3e), ont axé leur saison sur le Tour d’Italie, la deuxième course par étapes de la saison par ordre d’importance. Dès lors qu’il est délaissé cette année par les hommes du Tour de France (Froome, Contador, Nibali), le Giro est susceptible de réserver une surprise, comme celle du Canadien Ryder Hesjedal qui avait résisté victorieusement voici deux ans. Au départ de Belfast, Hesjedal est toujours là et son coéquipier, le talentueux irlandais Dan Martin (27 ans), affiche un potentiel naturel au moins égal à celui de ses adversaires. “Mon résultat dépend plus des autres que de moi”, relève avec justesse Martin, rétabli de sa chute dans le dernier virage de Liège-Bastogne-Liège. Le contre-la-montre par équipes inaugural de 21,7 kilomètres doit le placer en bonne position sans attendre. Pour les grimpeurs La suite, le retour en Italie à partir du début de la semaine prochaine, avantage les grimpeurs. Les organisateurs ont multiplié les arrivées au sommet, au nombre de… neuf, dix si l’on tient compte du contre-la-montre en côte du Monte Grappa. Quitte à négliger l’élément qui a tant contribué à l’intérêt des dernières éditions du Giro, les pièges liés au parcours et aux descentes tourmentées. Le Britannique Bradley Wiggins, tétanisé par la peur l’an dernier, en avait payé le prix fort sur des routes très glissantes. Le suspens, certes, est ménagé par l’accumulation des difficultés de la dernière semaine après le week-end dédié à Marco Pantani (étapes d’Oropa et de Montecampione). Quatre journées en haute altitude, dans les grands cols du nord de la péninsule (Gavia, Stelvio, San Pellegrino, Monte Grappa) ont pour point culminant d’orgue la montée du Zoncolan à la veille de l’arrivée, le 1er juin, à Trieste, au bout de 3’449,9 kilomètres. Mais, avant d’envisager de rejoindre la ville réintégrée partiellement à l’Italie voici 60 ans, les 198 “girini” (coureurs du Giro) devront déjà surmonter les aléas des étapes irlandaises, probablement pluvieuses et venteuses. “Pour la plupart d’entre nous c’est l’inconnu, a averti Evans. Les routes sont étroites et beaucoup voudront être devant”. Les étapes 9 mai: 1re étape, Belfast – Belfast, 21,7 km (contre-la-montre par équipes). 10 mai: 2e étape, Belfast – Belfast, 219 km. 11 mai: 3e étape Armagh (Irlande du Nord) – Dublin, 187 km. 12 mai: repos. 13 mai: 4e étape, Giovinazzo – Bari, 112 km. 14 mai: 5e étape, Tarante – Viggiano, 203 km. 15 mai: 6e étape Sassano – Montecassino, 247 km. 16 mai: 7e étape, Frosinone – Foligno, 211 km. 17 mai: 8e étape, Foligno – Montecopiolo, 179 km. 18 mai: 9e étape, Lugo – Sestola, 172 km. 19 mai: repos. 20 mai: 10e étape, Modène – Salsomaggiore Terme, 173 km. 21 mai: 11e étape, Collecchio – Savone, 249 km. 22 mai: 12e étape, Barbaresco – Barolo, 41,9 km (contre-la-montre individuel). 23 mai: 13e étape, Fossano – Rivarolo Canavese, 157 km. 24 mai: 14e étape, Agliè – Oropa, 164 km. 25 mai: 15e étape, Valdengo – Montecampione, 225 km. 26 mai: repos. 27 mai: 16e étape, Ponte di Legno – Val Martello, 139 km. 28 mai: 17e étape, Sarnonico – Vittorio Veneto, 208 km. 29 mai: 18e étape, Belluno – Refuge Panarotta, 171 km. 30 mai: 19e étape, Bassano del Grappa – Monte Grappa, 26,8 km (contre-la-montre individuel). 31 mai: 20e étape, Maniago – Monte Zoncolan, 167 km. 1er juin: 21e étape, Gemona del Friuli – Trieste, 172 km. Les principales difficultés Le point le plus haut est le Stelvio, à 2758 mètres d’altitude, au cours de la 16e étape. 8e étape (Montecopiolo): Montecopiolo: 18,8 km à 6,3 % (1235 m). 9e étape (Sestola): Passo del Lupo, Sestola: 10,7 km à 5,7 % (1528 m). 14e étape (Oropa): Bielmonte: 18,3 km à 6,2 % (1482 m), montée d’Oropa: 11,8 km à 6,2 % (1142 m). 15e étape (Montecampione): Plan di Montecampione: 18,6 km à 7,8 % (1665 m). 16e étape (Val Martello): Passo di Gavia: 16,5 km à 8 % (2618 m). Passo dello Stelvio: 21,7 km à 7,2 % (2758 m). Val Martello: 22,3 km à 6,4 % (2051 m). 18e étape (refuge Panarotta, Valsugana): Passo di San Pellegrino: 11,8 km à 6,4 % (1918 m), refuge Panarotta: 15,8 km à 7,9 % (1760 m). 19e étape (Monte Grappa): Monte Grappa: 19,3 km à 8 % (1712 m). 20e étape (Monte Zoncolan): Passo del Pura: 11,2 km à 7,7 % (1428 m), Sella Razzo: 15,8 km à 5,2 % (1816 m), Monte Zoncolan: 10,1 km à 11,9 % (1730 m). Sorgente: Steve Morabito (VS) et Danilo Wyss (VD) au départ du Tour… [...] Leggi di più...
04/05/2022Investimenti per il rilancio di Montecampione C’è voluta pazienza, l’aspettativa era alta così come erano alte le esigenze del territorio, il percorso ha visto operare in sinergia gli enti pubblici locali della bassa Valle e comprensoriali, ma ora il risultato è tangibile: la Regione Lombardia ha approvato il Patto territoriale per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile di Montecampione e della bassa Valle Camonica. Tre gli interventi infrastrutturali giudicati strategici ed approvati dalla giunta regionale: la sostituzione degli impianti di risalita Dosso rotondo – Beccherie, Secondino – Splaza e Longarino – Splaza. Pienamente soddisfatta il sindaco di Artogne Barbara Bonicelli, che su questo progetto di sviluppo territoriale aveva puntato molto. «È stato un lavoro impegnativo che ha visto il Comune di Artogne fare da capofila – afferma il primo cittadino – il risultato raggiunto non può che deporre a favore dell’impegno profuso volto a creare le basi per il rilancio di Montecampione, dando prospettive più sicure anche al futuro sviluppo invernale ed estivo dell’intero comprensorio». Il Patto territoriale prevede più di 13 milioni di euro di investimenti, con la Comunità montana di Valle Camonica ed il Comune di Artogne chiamati a concorrere per la cifra di 5,6 milioni. Al fine di coprire quest’ultima verrà attivata la modalità del project financing, destinato a coinvolgere privati in grado di impegnarsi nel settore in cambio della gestione gratuita trentennale degli impianti di risalita. Impianti che, per la parte alta del comprensorio passeranno in mano pubblica. Domenico Benzoni Sorgente: Rilancio impianti Montecampione azzecca un tredici | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
04/05/2022“Un’importante notizia per la ricaduta economica e turistica dell’intero territorio, con una attenzione particolare per le prossime Olimpiadi invernali del 2026 alle quali ci faremo trovare pronti.” Sul Patto Territoriale relativo allo sviluppo di un comprensorio sciistico zona Montecampione- Bassa Vallecamonica è intervenuto anche il consigliere regionale della Lega Francesco Ghiroldi  Un’ottima notizia “Un patto da oltre 13 milioni di euro che prevede la partecipazione dei Comuni di Artogne, Darfo Boario Terme, Gianico, Pian Camuno, Rogno e della Comunità Montana di Valle Camonica per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio sciistico di Montecampione-Bassa Valle Camonica in provincia di Brescia. Un’importante notizia per la ricaduta economica e turistica dell’intero territorio, con una attenzione particolare per le prossime Olimpiadi invernali del 2026 alle quali ci faremo trovare pronti”.   Interviene così Francesco Ghiroldi Consigliere regionale della Lega al Pirellone.   “La delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore a Montagna, Enti locali e Piccoli Comuni Massimo Sertori, prevede la realizzazione di tre interventi infrastrutturali strategici per il comprensorio quali la sostituzione/realizzazione degli impianti ‘Dosso delle Beccherie’, ‘Secondino-Monte Splaza’ e ‘Longarino-Monte Splaza nonché un forte incentivo per lo sviluppo economico, ambientale e sociale della Bassa Vallecamonica al fine di contrastare anche lo spopolamento. Nello specifico il Comune di Artogne e la Comunità Montana della Vallecamonica concorreranno al cofinanziamento per una quota pari a oltre 5,6 milioni di euro. Mediante la proposta del Patto Territoriale, il partenariato richiede a Regione Lombardia un cofinanziamento della restante quota per un totale di oltre 7,4 milioni di euro. Con questo atto si interviene in modo deciso per aumentare l’attrattività del comprensorio sciistico anche in previsione delle Olimpiadi” conclude Ghiroldi. Sorgente: Comprensorio sciistico Montecampione – Bassa Vallecamonica, sul Patto Territoriale interviene Ghiroldi – Prima Brescia [...] Leggi di più...
04/05/2022Regione Lombardia ha dato l’ok alla proposta di ‘Patto Territoriale’ per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del Comprensorio di Montecampione-Bassa Valle Camonica, in provincia di Brescia. Lo prevede la delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’Assessore alla Montagna, Enti locali e Piccoli Comuni. “Con questo atto – spiega Massimo Sertori, Assessore alla Montagna e agli Enti locali – Regione Lombardia aderisce alla proposta di patto territoriale presentata dal soggetto capofila, comune di Artogne, denominata ‘Patto Territoriale per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio sciistico di Montecampione-Bassa Valle Camonica in provincia di Brescia’. Proposta finalizzata alla realizzazione di tre interventi infrastrutturali strategici per il comprensorio quali la sostituzione/realizzazione degli impianti ‘Dosso delle Beccherie’, ‘Secondino-Monte Splaza’ e ‘Longarino-Monte Splaza’”. Gli interventi per la realizzazione della proposta di Patto territoriale del comprensorio di Montecampione ammontano a 13.165.900 euro. Il Comune di Artogne e la Comunità Montana di Valle Camonica concorreranno al cofinanziamento per una quota pari ad euro 5.682.950 euro. Mediante la proposta di Patto Territoriale, il partenariato richiede a Regione Lombardia un cofinanziamento della restante quota per un totale di 7.482.950 euro. “In generale l’obiettivo della proposta – continua l’Assessore regionale valtellinese – è promuovere uno sviluppo economico, ambientale e sociale dei territori coinvolti, che si coniughi con gli obiettivi legati al contrasto allo spopolamento delle aree montane e alla destagionalizzazione delle presenze turistiche. Il Patto presentato – conclude – è frutto di un percorso concertativo e sinergico portato avanti dagli Enti locali che ha definito le strategie e le esigenze del territorio, al fine di raggiungere l’obiettivo di perseguire lo sviluppo socioeconomico del Comprensorio”. “Si tratta di un’importante opportunità per incrementare l’attrattività turistico-sportiva di un comprensorio dalle interessanti potenzialità che  – ha sottolineato Antonio Rossi, il Sottosegretario regionale a Sport, Olimpiadi 2026 e Grandi eventi –  andrà anche a tutto vantaggio del portfolio sciistico regionale. Un’offerta complessiva che assumerà particolare rilevanza in occasione dei Giochi a Cinque cerchi in programma sulle nostre montagne fra quattro anni, quando le attenzioni degli appassionati di sport invernali di tutto il mondo saranno rivolte sulla nostra splendida Lombardia”. “Un intervento infrastrutturale importante che permetterà a un intero territorio di diventare sempre più accogliente e attrattivo, con servizi efficienti e un’offerta turistica all’avanguardia. Ancora una volta Regione Lombardia sostiene concretamente le sue montagne, meta privilegiata per migliaia di visitatori” ha reso noto Lara Magoni, Assessore regionale a Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia. Sorgente: Montecampione, via libera al ‘Patto territoriale’ per lo sviluppo del comprensorio   [...] Leggi di più...
04/05/2022I fondi saranno messi dal Comune di Artogne, dalla Comunità Montana e dalla Regione Lombardia Un «patto territoriale» anche per Montecampione. La Regione ha dato il via libera alla proposta di patto territoriale per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio di Montecampione-bassa Valle Camonica, che porta in dote con sé un sostanzioso assegno da oltre 13 milioni. Fondi che serviranno per realizzare tre interventi infrastrutturali strategici e vitali per la stazione sciistica, ovvero per la sostituzione-realizzazione degli impianti Dosso delle Beccherie, del Secondino-Monte Splaza e del Longarino-Monte Splaza. Strumenti fondamentali per la vita futura del carosello della bassa Valle, che quest’anno ha sofferto più di altri l’assenza di neve e i problemi sugli impianti stessi. Chi partecipa Il patto, come tutti gli altri stipulati negli ultimi anni, prevede la discesa in campo di numerose forze: per realizzare la proposta del patto territoriale servono per l’esattezza 13 milioni e 166 mila euro. Fondi che verranno messi a disposizione sia dal Comune di Artogne (che è capofila) sia dalla Comunità montana di Valle Camonica per 5 milioni e 683 mila euro; il resto del partenariato richiede alla Regione un cofinanziamento della restante quota per un totale di 7 milioni e 483 mila euro. Il patto prevede la partecipazione dei Comuni della bassa Vallecamonica di Artogne, Darfo Boario Terme, Gianico, Pian Camuno, Rogno e della Comunità montana. Rilancio e sviluppo L’obiettivo generale dell’intervento è promuovere uno sviluppo economico, ambientale e sociale dei territori coinvolti, che si coniughi con le finalità legate a contrastare lo spopolamento delle aree montane e alla destagionalizzazione delle presenze turistiche, perseguendo in definitiva lo sviluppo socio-economico dell’intera area. Il patto è frutto di un percorso concertato portato avanti dagli enti locali, che ha definito le strategie e le esigenze del territorio. Giuliana Mossoni Sorgente: Montecampione: il patto territoriale porta 13 milioni e tre nuovi impianti – Giornale di brescia   [...] Leggi di più...
03/05/2022La Giunta regionale della Lombardia, su proposta dell’assessore a Montagna, Enti locali e Piccoli Comuni., ha approvato questo martedì la proposta di Patto territoriale per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del Comprensorio di Montecampione-Bassa Valle Camonica. Con questo atto Regione Lombardia aderisce alla proposta di patto territoriale presentata dal soggetto capofila, il comune di Artogne, che porterà alla realizzazione di tre interventi infrastrutturali strategici per il comprensorio quali la sostituzione degli impianti ‘Dosso delle Beccherie’, ‘Secondino-Monte Splaza’ e ‘Longarino-Monte Splaza’. Gli interventi per la realizzazione della proposta di Patto territoriale del comprensorio di Montecampione ammontano a 13.165.900 euro. Il Comune di Artogne e la Comunità Montana di Valle Camonica concorreranno al cofinanziamento per una quota pari a 5.682.950 euro. Mediante la proposta di Patto Territoriale, il partenariato richiede a Regione Lombardia un cofinanziamento della restante quota per un totale di 7.482.950 euro. Oltre al Comune di Artogne ed alla Comunità montana di Vallecamonica, il Patto territoriale prevede la partecipazione dei Comuni di Darfo Boario Terme, Gianico, Pian Camuno e Rogno. Si tratta di un’importante opportunità per incrementare l’attrattività turistico-sportiva di un comprensorio dalle interessanti potenzialità che andrà anche a tutto vantaggio del portfolio sciistico regionale, che potrà contare così su un’offerta complessiva che assumerà particolare rilevanza in occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. L’obiettivo della proposta è promuovere uno sviluppo economico, ambientale e sociale dei territori coinvolti, che deve portare al contrasto allo spopolamento delle aree montane e alla destagionalizzazione delle presenze turistiche. Il Patto presentato è frutto di un lungo percorso di preparazione, concertazione e ricerca di sinergie voluto fortemente dal Comune di Artogne ceh ha saputo coinvolgere gli Enti locali per raggiungere l’obiettivo dello sviluppo socioeconomico del Comprensorio. Francesco Gheza Sorgente: +Valli TV – OLTRE 13 MILIONI PER MONTECAMPIONE   [...] Leggi di più...
03/05/2022Evidenziata l’importanza dell’intervento Sul tema del Patto Territoriale è intervenuta anche Lara Magoni, assessore regionale a Turismo Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia. Le sue parole In merito al via libera di Regione Lombardia alla proposta di ‘Patto Territoriale’ per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del Comprensorio di Montecampione-Bassa Valle Camonica, in provincia di Brescia, previsto da una delibera approvata dalla Giunta, l’assessore regionale a Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia commenta: “Un intervento infrastrutturale importante che permetterà a un intero territorio di diventare sempre più accogliente e attrattivo, con servizi efficienti e un’offerta turistica all’avanguardia. Ancora una volta Regione Lombardia sostiene concretamente le sue montagne, meta privilegiata per migliaia di visitatori”. Sorgente: Patto Territoriale per lo sviluppo del Comprensorio Sciistico Montecampione-Bassa Valle Camonica, le parole di Lara Magoni – Prima Brescia   [...] Leggi di più...
03/05/2022Regione, comune di Artogne e comunità montana investono per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del Comprensorio di Montecampione-Bassa Valle Camonica. Tre gli interventi infrastrutturali sugli impianti ‘Dosso delle Beccherie’, ‘Secondino-Monte Splaza’ e ‘Longarino-Monte Splaza’. Milano. Via libera da Regione Lombardia alla proposta di ‘Patto Territoriale’ per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del Comprensorio di Montecampione-Bassa Valle Camonica, in provincia di Brescia. Lo prevede la delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore a Montagna, Enti locali e Piccoli Comuni, Massimo Sertori.Un “Patto” da 13 milioni. “Con questo atto”, spiega l’assessore Sertori, “Regione Lombardia aderisce alla proposta di patto territoriale presentata dal soggetto capofila, comune di Artogne, denominata ‘Patto Territoriale per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio sciistico di Montecampione-Bassa Valle Camonica in provincia di Brescia’. Proposta finalizzata alla realizzazione di tre interventi infrastrutturali strategici per il comprensorio quali la sostituzione/realizzazione degli impianti ‘Dosso delle Beccherie’, ‘Secondino-Monte Splaza’ e ‘Longarino-Monte Splaza’”.Gli interventi per la realizzazione della proposta di Patto territoriale del comprensorio di Montecampione ammontano a 13.165.900 euro. Il Comune di Artogne e la Comunità Montana di Valle Camonica concorreranno al cofinanziamento per una quota pari ad euro 5.682.950 euro. Mediante la proposta di Patto Territoriale, il partenariato richiede a Regione Lombardia un cofinanziamento della restante quota per un totale di 7.482.950 euro. Contro spopolamento e destagionalizzazione. In generale l’obiettivo della proposta è promuovere uno sviluppo economico, ambientale e sociale dei territori coinvolti, che si coniughi con gli obiettivi legati al contrasto allo spopolamento delle aree montane e alla destagionalizzazione delle presenze turistiche. Il Patto è frutto di un percorso concertativo e sinergico portato avanti dagli Enti locali che ha definito le strategie e le esigenze del territorio, al fine di raggiungere l’obiettivo di perseguire lo sviluppo socioeconomico del Comprensorio.I territori coinvolti.  Il Patto Territoriale prevede la partecipazione dei Comuni di Artogne, Darfo Boario Terme, Gianico, Pian Camuno, Rogno e della Comunità Montana di Valle Camonica.  “Si tratta di un’importante opportunità per incrementare l’attrattività turistico-sportiva di un comprensorio dalle interessanti potenzialità che”, ha sottolineato il sottosegretario regionale a Sport, Olimpiadi 2026 e Grandi eventi, “andrà anche a tutto vantaggio del portfolio sciistico regionale. Un’offerta complessiva che assumerà particolare rilevanza in occasione dei Giochi a Cinque cerchi in programma sulle nostre montagne fra quattro anni, quando le attenzioni degli appassionati di sport invernali di tutto il mondo saranno rivolte sulla Lombardia”. Sorgente: Montecampione, un Patto Territoriale da 13 milioni di euro – QuiBrescia [...] Leggi di più...
03/05/2022Tre interventi alle piste per 13 milioni di euro, di cui più della metà finanziati dal Pirellone Via libera da Regione Lombardia alla proposta di Patto Territoriale per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del Comprensorio di Montecampione-Bassa Vallecamonica. Lo prevede la delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore a Montagna, Enti locali e Piccoli Comuni. La Regione ha aderito quindi alla proposta di Patto Territoriale presentata dal Comune di Artogne, soggetto capofila, con la partecipazione dei Comuni di Darfo Boario Terme, Gianico, Pian Camuno, Rogno e della Comunità Montana di Vallecamonica. Gli interventi per la realizzazione della proposta di Patto territoriale del comprensorio di Montecampione ammontano a 13.165.900 euro, per la realizzazione di tre interventi infrastrutturali strategici per il comprensorio quali la sostituzione/realizzazione degli impianti: Dosso delle Beccherie, Secondino-Monte Splaza e Longarino-Monte Splaza. Il Comune di Artogne e la Comunità Montana di Vallecamonica concorreranno al cofinanziamento per una quota pari ad euro 5.682.950 euro. Mediante la proposta di Patto Territoriale, il partenariato richiede a Regione Lombardia un cofinanziamento della restante quota per un totale di circa 7,5 milioni di euro. “È un momento fatto di notizie positive, questo, per Montecampione” afferma il sindaco di Artogne, Barbara Bonicelli, che nel giro di pochi giorni ha visto andare al loro posto due tasselli importanti per il comprensorio sciistico del suo comune: oltre al Patto per lo sviluppo del comprensorio, anche l’acquisizione dei due hotel a 1200 e 1800. “Questa approvazione da parte di Regione Lombardia ricompensa un lavoro di mesi da parte della nostra amministrazione, che ha sempre creduto nel rilancio di Montecampione e che necessariamente doveva passare attraverso gli enti pubblici” afferma Bonicelli “Confidiamo inoltre, con l’arrivo di nuovi privati sul territorio, che si possa collaborare in sinergia con gli operatori presenti per dare inizio a una nuova avventura fatta di prospettive turistiche importanti per la stazione”. Con questo Patto si vuole promuovere uno sviluppo economico, ambientale e sociale dei territori coinvolti, che si coniughi con gli obiettivi legati al contrasto allo spopolamento delle aree montane e alla destagionalizzazione delle presenze turistiche. Non solo: si tratta di un’importante opportunità per incrementare l’attrattività turistico-sportiva di un comprensorio dalle interessanti potenzialità e che assumerà particolare rilevanza in occasione dei Giochi Olimpici invernali in programma fra quattro anni. Linda Bressanelli Sorgente: C’è il via libera di Regione al Patto Territoriale per lo sviluppo del Comprensorio di Montecampione | Radio Voce Camuna [...] Leggi di più...
03/05/2022L’assessore regionale: 13 milioni per 3 interventi infrastrutturali strategici per il comprensorio sciistico Montecampione-Bassa Valcamonica Oltre 13 milioni per 3 interventi infrastrutturali strategici Via libera da Regione Lombardia alla proposta di ‘Patto Territoriale’ per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del Comprensorio di Montecampione-Bassa Valcamonica, in provincia di Brescia. Lo prevede la delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore a Montagna, Enti locali e Piccoli Comuni. Comune Artogne capofila Patto per Montecampione-Bassa Valcamonica “Con questo atto – spiega l’assessore alla Montagna e agli Enti locali – Regione Lombardia aderisce alla proposta di patto territoriale presentata dal soggetto capofila, Comune di Artogne, denominata ‘Patto Territoriale per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio sciistico di Montecampione-Bassa Valle Camonica in provincia di Brescia’. Proposta finalizzata alla realizzazione di tre interventi infrastrutturali strategici per il comprensorio. Si tratta della sostituzione/realizzazione degli impianti ‘Dosso delle Beccherie’, ‘Secondino-Monte Splaza’ e ‘Longarino-Monte Splaza’”. I dettagli e i territori coinvolti Gli interventi per la realizzazione della proposta di Patto territoriale del comprensorio di Montecampione ammontano a 13.165.900 euro. Il Comune di Artogne e la Comunità Montana di Valle Camonica concorreranno al cofinanziamento per una quota pari ad euro 5.682.950 euro. Mediante la proposta di Patto Territoriale, il partenariato richiede a Regione Lombardia un cofinanziamento della restante quota per un totale di 7.482.950 euro. Il Patto Territoriale prevede la partecipazione dei Comuni di Artogne, Darfo Boario Terme, Gianico, Pian Camuno, Rogno. Inoltre vi partecipa la Comunità Montana di Valle Camonica. Contrasto allo spopolamento e destagionalizzazione del comprensorio Montecampione-Bassa Valcamonica “In generale l’obiettivo della proposta – continua, quindi, l’assessore regionale valtellinese – è promuovere uno sviluppo economico, ambientale e sociale dei territori coinvolti, che si coniughi con gli obiettivi legati al contrasto allo spopolamento delle aree montane e alla destagionalizzazione delle presenze turistiche. Il Patto presentato – infine conclude – è frutto di un percorso concertativo e sinergico. Un percorso portato avanti dagli Enti locali che ha definito le strategie e le esigenze del territorio, al fine di raggiungere l’obiettivo di perseguire lo sviluppo socioeconomico del Comprensorio”. Attrattività turistico-sportiva e Giochi 2026 “Si tratta di un’importante opportunità – ha sottolineato, poi, il sottosegretario regionale a Sport, Olimpiadi 2026 e Grandi eventi – per incrementare l’attrattività turistico-sportiva di un comprensorio dalle interessanti potenzialità. Opportunità che andrà anche a tutto vantaggio del portfolio sciistico regionale. Un’offerta complessiva che assumerà particolare rilevanza in occasione dei Giochi a Cinque cerchi in programma sulle nostre montagne fra quattro anni. Quando, infatti, le attenzioni degli appassionati di sport invernali di tutto il mondo saranno rivolte sulla nostra splendida Lombardia”. Sostegno al mondo della montagna In merito al via libera di Regione Lombardia alla proposta di ‘Patto Territoriale’ per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del Comprensorio di Montecampione-Bassa Valle Camonica,  l’assessore regionale a Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia ha commentato: “Un intervento infrastrutturale importante che permetterà a un intero territorio di diventare sempre più accogliente e attrattivo, con servizi efficienti e un’offerta turistica all’avanguardia“. “Ancora una volta – ha concluso – Regione Lombardia sostiene concretamente le sue montagne, meta privilegiata per migliaia di visitatori”. Damiano Bolognini Cobianchi Sorgente: Montecampione Bassa Valcamonica, ok a Patto per comprensorio sciistico   [...] Leggi di più...
03/05/2022Via libera da Regione Lombardia alla proposta di ‘Patto Territoriale’ per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del Comprensorio di Montecampione-Bassa Valle Camonica, in provincia di Brescia. Lo prevede la delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore a Montagna, Enti locali e Piccoli Comuni. TRE INTERVENTI INFRASTRUTTURALI – “Con questo atto – spiega l’assessore alla montagna e agli Enti locali – Regione Lombardia aderisce alla proposta di patto territoriale presentata dal soggetto capofila, comune di Artogne, denominata ‘Patto Territoriale per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio sciistico di Montecampione-Bassa Valle Camonica in provincia di Brescia’. Proposta finalizzata alla realizzazione di tre interventi infrastrutturali strategici per il comprensorio quali la sostituzione/realizzazione degli impianti ‘Dosso delle Beccherie’, ‘Secondino-Monte Splaza’ e ‘Longarino-Monte Splaza’”.UN PATTO DA OLTRE 13 MILIONI – Gli interventi per la realizzazione della proposta di Patto territoriale del comprensorio di Montecampione ammontano a 13.165.900 euro. Il Comune di Artogne e la Comunità Montana di Valle Camonica concorreranno al cofinanziamento per una quota pari ad euro 5.682.950 euro. Mediante la proposta di Patto Territoriale, il partenariato richiede a Regione Lombardia un cofinanziamento della restante quota per un totale di 7.482.950 euro. CONTRASTO ALLO SPOPOLAMENTO E DESTAGIONALIZZAZIONE – “In generale l’obiettivo della proposta – continua l’assessore regionale valtellinese – è promuovere uno sviluppo economico, ambientale e sociale dei territori coinvolti, che si coniughi con gli obiettivi legati al contrasto allo spopolamento delle aree montane e alla destagionalizzazione delle presenze turistiche. Il Patto presentato – conclude – è frutto di un percorso concertativo e sinergico portato avanti dagli Enti locali che ha definito le strategie e le esigenze del territorio, al fine di raggiungere l’obiettivo di perseguire lo sviluppo socioeconomico del Comprensorio”. TERRITORI COINVOLTI – Il Patto Territoriale prevede la partecipazione dei Comuni di Artogne, Darfo Boario Terme, Gianico, Pian Camuno, Rogno e della Comunità Montana di Valle Camonica. ATTRATTIVITÀ TURISTICO-SPORTIVA E GIOCHI 2026 – “Si tratta di un’importante opportunità per incrementare l’attrattività turistico-sportiva di un comprensorio dalle interessanti potenzialità che – ha sottolineato il sottosegretario regionale a Sport, Olimpiadi 2026 e Grandi eventi – andrà anche a tutto vantaggio del portfolio sciistico regionale. Un’offerta complessiva che assumerà particolare rilevanza in occasione dei Giochi a Cinque cerchi in programma sulle nostre montagne fra quattro anni, quando le attenzioni degli appassionati di sport invernali di tutto il mondo saranno rivolte sulla nostra splendida Lombardia”. Sorgente: Montecampione-Bassa Valcamonica, assessore montagna: “Via libera a ‘Patto Territoriale’ per sviluppo comprensorio sciistico”   [...] Leggi di più...
03/05/2022Via libera da Regione Lombardia alla proposta di “Patto Territoriale” per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del Comprensorio di Montecampione-Bassa Valcamonica, in provincia di Brescia. Lo prevede la delibera approvata dalla Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell’Assessore a Montagna, Enti locali e Piccoli Comuni, Massimo Sertori. «Un intervento infrastrutturale importante – commenta l’Assessore regionale regionale al Turismo, Marketing territoriale e Moda, Lara Magoni – che permetterà a un intero territorio di diventare sempre più accogliente e attrattivo, con servizi efficienti e un’offerta turistica all’avanguardia. Ancora una volta, Regione Lombardia sostiene concretamente le sue montagne, meta privilegiata per migliaia di visitatori». «Con questo atto – spiega l’Assessore Sertori – Regione Lombardia aderisce alla proposta di patto territoriale presentata dal soggetto capofila, Comune di Artogne, denominata “Patto Territoriale per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio sciistico di Montecampione-Bassa Valle Camonica in provincia di Brescia”: una proposta finalizzata alla realizzazione di tre interventi infrastrutturali strategici per il comprensorio. Si tratta della sostituzione/realizzazione degli impianti “Dosso delle Beccherie”, “Secondino-Monte Splaza” e “Longarino-Monte Splaza”». Gli interventi per la realizzazione della proposta di Patto territoriale del comprensorio di Montecampione ammontano a 13.165.900€. Il Comune di Artogne e la Comunità Montana di Valle Camonica concorreranno al cofinanziamento per una quota pari a 5.682.950€. Mediante la proposta di Patto Territoriale, il partenariato richiede a Regione Lombardia un cofinanziamento della restante quota per un totale di 7.482.950€. Il Patto Territoriale prevede la partecipazione dei Comuni di Artogne, Darfo Boario Terme, Gianico, Pian Camuno, Rogno. Inoltre, vi partecipa la Comunità Montana di Valle Camonica. «Si tratta di un’importante opportunità – ha sottolineato, poi, il Sottosegretario regionale a Sport, Olimpiadi 2026 e Grandi eventi, Antonio Rossi – per incrementare l’attrattività turistico-sportiva di un comprensorio dalle interessanti potenzialità. Opportunità che andrà anche a tutto vantaggio del portfolio sciistico regionale. Un’offerta complessiva che assumerà particolare rilevanza in occasione dei Giochi a Cinque cerchi in programma sulle nostre montagne fra quattro anni. Quando, infatti, le attenzioni degli appassionati di sport invernali di tutto il mondo saranno rivolte sulla nostra splendida Lombardia». Sorgente: SCI: ok a Patto Territoriale Montecampione – Bassa Valcamonica – Assessore Magoni   [...] Leggi di più...
03/05/2022Passi in avanti per il “Patto Territoriale” che porterà all’ammodernamento della ski area di Montecampione. Alte buone notizie, quindi, per la località turistica camuna dopo quella dell’assegnazione degli alberghi a 1200 e 1800 avvenuta la scorsa settimana. Regione Lombardia ha infatti dato il via libera al piano da oltre 13 milioni che prevede il rifacimento di tre seggiovie situate nel cuore della ski area: Dosso delle Beccherie, Secondino-Monte Splaza e Longarino-Monte Splaza. Gli interventi saranno finanziati per 5.682.950 euro dal Comune di Artogne e dalla Comunità Montana di Valle Camonica mentre viene chiesto a Regione Lombardia un cofinanziamento della restante quota, ovvero 7.482.950 euro. “Con questo atto Regione Lombardia aderisce alla proposta di patto territoriale presentata dal soggetto capofila, comune di Artogne, denominata ‘Patto Territoriale per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio sciistico di Montecampione-Bassa Valle Camonica in provincia di Brescia – ha spiegato Massimo Sertori, assessore a Montagna, Enti locali e Piccoli Comuni – In generale l’obiettivo della proposta è promuovere uno sviluppo economico, ambientale e sociale dei territori coinvolti, che si coniughi con gli obiettivi legati al contrasto allo spopolamento delle aree montane e alla destagionalizzazione delle presenze turistiche. Il Patto presentato è frutto di un percorso concertativo e sinergico portato avanti dagli Enti locali che ha definito le strategie e le esigenze del territorio, al fine di raggiungere l’obiettivo di perseguire lo sviluppo socioeconomico del Comprensorio”. Partecipano al Patto Territoriale, oltre alla capofila Artogne e alla Comunità Montana di Valle Camonica, i comuni di Darfo Boario Terme, Gianico, Pian Camuno e Rogno. Sorgente: MONTECAMPIONE – Dalla Regione via libera al piano per rifare 3 seggiovie | Dove Sciare   [...] Leggi di più...
03/05/2022Via libera da Regione Lombardia alla proposta di ‘Patto Territoriale’ per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del Comprensorio di Montecampione-Bassa Valle Camonica, in provincia di Brescia. Lo prevede la delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore a Montagna, Enti locali e Piccoli Comuni. TRE INTERVENTI INFRASTRUTTURALI – “Con questo atto – spiega l’assessore alla montagna e agli Enti locali – Regione Lombardia aderisce alla proposta di patto territoriale presentata dal soggetto capofila, comune di Artogne, denominata ‘Patto Territoriale per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio sciistico di Montecampione-Bassa Valle Camonica in provincia di Brescia’. Proposta finalizzata alla realizzazione di tre interventi infrastrutturali strategici per il comprensorio quali la sostituzione/realizzazione degli impianti ‘Dosso delle Beccherie’, ‘Secondino-Monte Splaza’ e ‘Longarino-Monte Splaza’”. UN PATTO DA OLTRE 13 MILIONI – Gli interventi per la realizzazione della proposta di Patto territoriale del comprensorio di Montecampione ammontano a 13.165.900 euro. Il Comune di Artogne e la Comunità Montana di Valle Camonica concorreranno al cofinanziamento per una quota pari ad euro 5.682.950 euro. Mediante la proposta di Patto Territoriale, il partenariato richiede a Regione Lombardia un cofinanziamento della restante quota per un totale di 7.482.950 euro. CONTRASTO ALLO SPOPOLAMENTO E DESTAGIONALIZZAZIONE – “In generale l’obiettivo della proposta – continua l’assessore regionale valtellinese – è promuovere uno sviluppo economico, ambientale e sociale dei territori coinvolti, che si coniughi con gli obiettivi legati al contrasto allo spopolamento delle aree montane e alla destagionalizzazione delle presenze turistiche. Il Patto presentato – conclude – è frutto di un percorso concertativo e sinergico portato avanti dagli Enti locali che ha definito le strategie e le esigenze del territorio, al fine di raggiungere l’obiettivo di perseguire lo sviluppo socioeconomico del Comprensorio”. TERRITORI COINVOLTI – Il Patto Territoriale prevede la partecipazione dei Comuni di Artogne, Darfo Boario Terme, Gianico, Pian Camuno, Rogno e della Comunità Montana di Valle Camonica. ATTRATTIVITÀ TURISTICO-SPORTIVA E GIOCHI 2026 – “Si tratta di un’importante opportunità per incrementare l’attrattività turistico-sportiva di un comprensorio dalle interessanti potenzialità che  – ha sottolineato il sottosegretario regionale a Sport, Olimpiadi 2026 e Grandi eventi – andrà anche a tutto vantaggio del portfolio sciistico regionale. Un’offerta complessiva che assumerà particolare rilevanza in occasione dei Giochi a Cinque cerchi in programma sulle nostre montagne fra quattro anni, quando le attenzioni degli appassionati di sport invernali di tutto il mondo saranno rivolte sulla nostra splendida Lombardia”. Sorgente: Montecampione-Bassa Valcamonica: via libera al Patto Territoriale per il Comprensorio Sciistico – MyValley.it notizie!!   [...] Leggi di più...
03/05/2022Via libera da Regione Lombardia alla proposta di ‘Patto Territoriale’ per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del Comprensorio di Montecampione-Bassa Valle Camonica, in provincia di Brescia. Lo prevede la delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore a Montagna, Enti locali e Piccoli Comuni. TRE INTERVENTI INFRASTRUTTURALI – “Con questo atto – spiega l’assessore alla montagna e agli Enti locali – Regione Lombardia aderisce alla proposta di patto territoriale presentata dal soggetto capofila, comune di Artogne, denominata ‘Patto Territoriale per lo sviluppo strategico, integrato e sostenibile del comprensorio sciistico di Montecampione-Bassa Valle Camonica in provincia di Brescia’. Proposta finalizzata alla realizzazione di tre interventi infrastrutturali strategici per il comprensorio quali la sostituzione/realizzazione degli impianti ‘Dosso delle Beccherie’, ‘Secondino-Monte Splaza’ e ‘Longarino-Monte Splaza’”. UN PATTO DA OLTRE 13 MILIONI – Gli interventi per la realizzazione della proposta di Patto territoriale del comprensorio di Montecampione ammontano a 13.165.900 euro. Il Comune di Artogne e la Comunità Montana di Valle Camonica concorreranno al cofinanziamento per una quota pari ad euro 5.682.950 euro. Mediante la proposta di Patto Territoriale, il partenariato richiede a Regione Lombardia un cofinanziamento della restante quota per un totale di 7.482.950 euro. CONTRASTO ALLO SPOPOLAMENTO E DESTAGIONALIZZAZIONE – “In generale l’obiettivo della proposta – continua l’assessore regionale valtellinese – è promuovere uno sviluppo economico, ambientale e sociale dei territori coinvolti, che si coniughi con gli obiettivi legati al contrasto allo spopolamento delle aree montane e alla destagionalizzazione delle presenze turistiche. Il Patto presentato – conclude – è frutto di un percorso concertativo e sinergico portato avanti dagli Enti locali che ha definito le strategie e le esigenze del territorio, al fine di raggiungere l’obiettivo di perseguire lo sviluppo socioeconomico del Comprensorio”. TERRITORI COINVOLTI – Il Patto Territoriale prevede la partecipazione dei Comuni di Artogne, Darfo Boario Terme, Gianico, Pian Camuno, Rogno e della Comunità Montana di Valle Camonica. ATTRATTIVITÀ TURISTICO-SPORTIVA E GIOCHI 2026 – “Si tratta di un’importante opportunità per incrementare l’attrattività turistico-sportiva di un comprensorio dalle interessanti potenzialità che – ha sottolineato il sottosegretario regionale a Sport, Olimpiadi 2026 e Grandi eventi – andrà anche a tutto vantaggio del portfolio sciistico regionale. Un’offerta complessiva che assumerà particolare rilevanza in occasione dei Giochi a Cinque cerchi in programma sulle nostre montagne fra quattro anni, quando le attenzioni degli appassionati di sport invernali di tutto il mondo saranno rivolte sulla nostra splendida Lombardia” Sorgente: MONTECAMPIONE-BASSA VALCAMONICA, ASSESSORE MONTAGNA: VIA LIBERA A PATTO TERRITORIALE PER SVILUPPO COMPRENSORIO SCIISTICO – MI-LORENTEGGIO.COM – LE ULTIME NOTIZIE DI CRONACA, POLITICA, ANNUNCI, SPORT, FOTO E VIDEO DI MILANO E LA LOMBARDIA   [...] Leggi di più...
02/05/2022Consegnato a Montecampione, davanti al monumento in bronzo di Marco Pantani Nell ambito della prima edizione del Premio nazionale del cuore dedicato alla memoria del campione di ciclismo Marco Pantani organizzato dalla presidente del Got (Gruppo operatori turistici) di Vallecamonica e dal vicepresidente Luca Panichi con il contributo della famiglia Pantani e la Fondazione Spazio Pantani di Cesenatico la poetessa sammaurese Caterina Tisselli é stata premiata da Silvia Schiavini in località Plan di Montecampione (BS) a 1800 metri di altezza in quota sul livello del mare dinnanzi alla statua di bronzo un monumento alto sei metri dedicato alla memoria del campione Marco Pantani. Il monumento è stato inaugurato nel giugno 2021 per celebrare sia il ricordo di un grande uomo che per omaggiare la sua vittoria al Giro d’Italia svoltosi nel 1998 a Montecampione (BS). Alla Tisselli é stato consegnato il Premio del cuore e il volume antologico intitolato “Nel profondo dei cuori” (l’ispirazione dietro ogni poesia un unico nome, Marco Pantani) curata dal Gruppo operatori turistici in cui é stata pubblicata anche la poesia della poetessa sammaurese intitolata “Cuore impavido”, poesia vincitrice con un primo premio assoluto anche alla 21esima edizione del Premio nazionale di Poesia e narrativa Città di Fucecchio (FI) per la sezione Panathlon. La premiazione è avvenuta dinnanzi alla statua monumentale alla presenza di Alberto Palladini di Bologna e del ciclista Bruno Gasparini di Reggio Emilia, la targa reca incisi i nomi dei vincitori del concorso fra i quali anche quello della poetessa sammaurese Caterina Tisselli. L’iniziativa del progetto monumentale e del premio letterario é stata ideata dalla presidente Silvia Schiavini e dal Got della Vallecamonica, con la collaborazione della Famiglia Pantani, di Visit Brescia, della Comunità Montana della Vallecamonica, dalla  Provincia di Brescia e dal Comune di Artogne. Montecampione é un ricordo indelebile per gli sportivi italiani visto che proprio qui Pantani trionfó ipotecando la sua epica vittoria al Giro d’Italia nel 1998. Il Got e la sua presidente Schiavini sono molto soddisfatti di questo progetto dal momento che la statua e la località di Plan a Montecampione sono tuttora meta incessante di numerosi turisti sportivi e appassionati di ciclismo italiani e stranieri  che in ogni periodo dell’anno si recano in questo incantenvole luogo. Soddisfatta ed emozionata anche la poetessa Tisselli sia per la sua firma incisa sulla targa ai piedi del monumento dedicato a Marco Pantani sia per l esito del Premio e per il ricordo indelebile di un luogo montano unico per avere accolto con un importante progetto la memoria di un grande uomo e campione eroico di epiche imprese del nostro ciclismo proteso sul mondo Sorgente: A Caterina Tisselli il Premio del cuore / Rubicone / Home – Corriere Cesenate   [...] Leggi di più...
02/05/2022Percorso MTB a Montecampione con partenza da Bienno in Valcamonica e arrivo al rifugio Cimosco: traccia GPS e descrizione completa dell’itinerario Un percorso MTB impegnativo che dalla Valcamonica sale in direzione dei pascoli di Montecampione, raggiungendo il rifugio Cimosco di Gianico Questa gita in MTB richiede una buona preparazione fisica e permette di attraversare la media Valle Camonica sulla ciclabile per poi dirigersi, passando dall’abitato di Piazze, sui monti di Gianico e concludere al rifugio Cimosco. Partendo da Bienno si scende su strada asfaltata fino a Esine, da qui pista ciclabile pianeggiante e piacevole fino all’abitato di Darfo (in alternativa, come da traccia, è possibile fare la strada asfaltata che passa da Plemo). Una volta giunti a Gianico consiglio di percorrere l’antica via Valeriana in direzione di Artogne per poi intrapredere il primo tratto di salita aslfaltata fino alla loc. Piazze. Da qui ha inizio la parte più impegnativa del percorso con un bel tratto ripido, sempre su strada asfaltata, che porta in loc. Albere, dove parte il tratto di selciato molto impegnativo che ci porterà in loc. Prà di Larice, ora con un breve tratto a spinta (10 min) andremo a rintracciare la mulattiera che sale da Gianico. Da qui in poi si sale regolarmente per strada nel bosco e successivamente su ampi spazi panoramici. Uno strappo molto duro rappresenta l’ultima fatica prima dei tornantini finali che portano sui Piani di Montecampione in MTB, dinnanzi al Rigufio Monte Cimosco, dove consigliamo un’ottima pausa risotratrice. Per la discesa è possibile scendere sino al Prà di Larice e poi andare in direzione Gianico (moolto ripida), oppure scegliere tra il percorso di salita o il rientro più agevole dalla strada provinciale che da Montecampione 1800 porta a Piancamuno (raggiungibile in 5 minuti direzione Sud dal rifugio). Mendez Altre informazioni ed immagini al link della sorgente: Montecampione in MTB: itinerario al rifugio Cimosco di Gianico | Life in Travel [...] Leggi di più...
02/05/2022Dal canale Youtube Paride Filippi Montecampione Test Bmw E36 320i R.S. 2.0 Parata rievocazione Piancamuno-Fane 01-05-2022 Sorgente: Montecampione Test Bmw E36 320i Parata rievocazione 01-05-2022 – YouTube [...] Leggi di più...
30/04/2022Sulle prime la notizia è stata naturalmente accolta con interesse e positività da chi, residente o meno, ha a cuore il futuro della stazione turistica. Poi ci si è ricordati prevedibilmente del naufragio dei protagonisti (mancati) della precedente operazione di rilancio, e qualcuno ha iniziato a chiedersi chi ha acquistato gli alberghi di Montecampione. La domanda rimbalza da giorni sia nella bassa valle, ad Artogne, sia ovviamente nel villaggio turistico. Chi ha raccolto il testimone alberghiero dal fallimento della società Stella Alpina? Se il nome lo si conosce, la Montecampione srl, l’interrogativo vero riguarda la conformazione e gli obiettivi che la società si prefigge. Iniziamo col sottolineare che si tratta di una società a responsabilità limitata appositamente costituita per questa operazione. La sua nascita data infatti 8 aprile 2022, esattamente una decina di giorni prima della chiusura dell’asta aperta a Bolzano. A stare ai documenti societari, la sede legale si trova a Milano, il capitale sociale ammonta a diecimila euro e l’amministratore unico è Giovanni Beccaria, titolare della Crimea 21 srl di Torino, un’altra società che vede come soci lo stesso Beccaria e una avvocata di Milano con interessi anche in Gran Bretagna. Nella Montecampione srl la Crimea condivide le quote al 50% con un imprenditore iscritto alla camera di commercio di Catanzaro. L’oggetto sociale è l’acquisto, la vendita, la permuta, la locazione, la costruzione e il risanamento di beni immobili. Come già riportato da Bresciaoggi, lo scorso 20 aprile questa srl si è aggiudicata, unica offerente, l’hotel di quota 1200 e la parte alberghiera del complesso Le Baite, a 1.800 metri, per un milione e 350mila euro, esattamente 1.500 euro in più rispetto al minimo richiesto. Nessuno si sarebbe aspettato questo risultato al terzo esperimento d’asta del fallimento di Stella Alpina, soprattutto in considerazione del fatto che quando chiuse i battenti l’originaria Montecampione hotels, la settima asta seguita alla sua messa sul mercato prevedeva offerte di acquisto al prezzo base di 642mila euro. E adesso che intenzioni ha la neonata Montecampione srl? Eccola la domanda più pressante di questi giorni alla quale tutti attendono risposta. Rilanciare gli alberghi è fondamentale per la stazione turistica, ma finora non ci sono stati imprenditori che siano riusciti a farlo. Domenico Benzoni Sorgente: Il rilancio degli alberghi? Ecco la srl che ci proverà | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
30/04/2022La società, da quanto si consoce finora, è stata costituita appositamente per avanzare l’offerta all’asta per i due hotel Come già annunciato nei giorni scorsi, la terza asta di vendita fallimentare dell’Hotel 1200 e l’Hotel Le Baite 1800 di Montecampione si è conclusa positivamente. Da Bolzano è giunta notizia che entrambe le strutture, oggetto del fallimento di Stella Alpina srl, sono state assegnate alla società Montecampione srl, con sede a Milano. Unica offerente, la Montecampione srl ha acquisito per un milione e 350mila euro, 1.500 euro in più rispetto al minimo richiesto, l’hotel 1200, che ha una superficie di circa 10mila metri quadrati e conta 140 camere, cucina, sala da pranzo, discoteca e piscina, e il residence a quota 1.800, che comprende 142 appartamenti, anfiteatro, zona relax e bar. La società Stella Alpina, che si era aggiudicata l’asta nel 2019 per gli stessi immobili, non si è mai realmente palesata ed è fallita poco dopo. Della Montecampione srl si sa che è stata appositamente costituita a pochi giorni dalla scadenza dell’asta aperta a Bolzano per parteciparvi. La sede legale si trova a Milano, il capitale sociale ammonta a diecimila euro e l’amministratore unico è Giovanni Beccaria, titolare della Crimea 21 srl di Torino, un’altra società che vede come soci lo stesso Beccaria e una avvocata di Milano con interessi anche in Gran Bretagna. L’oggetto sociale è l’acquisto, la vendita, la permuta, la locazione, la costruzione e il risanamento di beni immobili. Resta da capire quali saranno i passi che la neonata società vorrà compiere per rilanciare gli alberghi e l’intero comprensorio turistico della bassa Valle. Linda Bressanelli Sorgente: Montecampione srl: la sfida per il rilancio degli alberghi in quota è soltanto all’inizio | Radio Voce Camuna   [...] Leggi di più...
29/04/2022La natura bresciana in bici. Grandi laghi, borghi, salite alpine che hanno scritto la storia del ciclismo. Così il territorio bresciano è diventato la meta ideale per i biker. Tra ciclovie, sentieri e percorsi tra i filari in collina Foto di Giacomo Fè 1 / 19 – La natura bresciana in bicicletta: dove andare Un mosaico attraente di paesaggi naturali, borghi storici, laghi famosi nel mondo, città e vallate alpine che calamitano i viaggiatori in bici. Il Bresciano offre ai ciclisti tante opportunità grazie alla varietà del territorio – dal capoluogo di provincia ai laghi di Garda e Iseo, dalle colline della Franciacorta alle vette del Parco dell’Adamello – e alla visione di lungo termine che ha permesso di intercettare già da tempo le richieste dei turisti amanti di questo sport. GUARDA ANCHE:  Franciacorta: borghi, castelli, passeggiate e bollicine La natura bresciana in bicicletta: dove andare Che si apprezzino l’adrenalina delle escursioni off-road lontane dal traffico oppure la fatica delle grandi salite su strada, le tracce, i sentieri e i percorsi sono davvero numerosi. E strizzano l’occhio anche ai cicloviaggiatori più esigenti. Natura bresciana in bici: percorsi nella bellezza La visione del futuro? È rappresentata dal progetto Ciclovia culturale, che entro il prossimo anno sarà completato per suggellare il sodalizio tra Brescia e Bergamo, nominate Capitale italiana della cultura per il 2023. L’obiettivo? Collegare i siti e i monumenti Patrimonio dell’umanità Unesco – le Mura venete del capoluogo orobico, il Complesso monastico di San Salvatore – Santa Giulia e l’area archeologica del Capitolium nella città della Leonessa – tramite un percorso ciclabile che comprende castelli, monasteri, ville, borghi storici e cascine, ma anche insediamenti di archeologia industriale, filande e antichi mulini. E che nel Bresciano lambirà la costa sud del Lago d’Iseo e la Franciacorta. GUARDA ANCHE:  Brescia: passeggiate di primavera tra parchi archeologici, siti Unesco e castelli Full immersion nella bellezza Una full immersion nella bellezza costellata da 872 beni d’interesse storico-culturale. Il percorso principale sarà di 76 km e si raccorderà a 17 anelli culturali, creando così una rete – di ciclabili, percorsi campestri, raccordi su strade a basso traffico – che, sommando tutti i collegamenti, raggiungerà complessivamente i 175 km. Biker esperti, ma anche neofiti, famiglie e bambini potranno percorrerla in sicurezza. Dalla Franciacorta al Lago d’Iseo Famosa nel mondo per i vini realizzati con il metodo classico, la Franciacorta, terra di dolci colline, rappresenta uno scenario che nel gergo dei ciclisti viene definito “mangia e bevi”, a indicare dislivelli contenuti e salite brevi ma frequenti. Sono molti i trail segnalati da provare in autonomia, con gli amici o con le guide locali. I sei percorsi battezzati con i nomi delle diverse tipologie di Franciacorta (vedi franciacorta.net) offrono un’opzione valida per tutti. Un esempio? Il Franciacorta Pas Dosé è un anello di 30 km pianeggianti (da percorrere in due ore e mezza, senza soste) che si può imboccare dall’abbazia olivetana di San Nicola a Rodengo Saiano, tra i complessi monastici più antichi d’Italia, documentato sin dal 1090 (abbaziasannicola.it). Oltre ai suggestivi filari dove si coltivano Chardonnay, Pinot Nero, Pinot Bianco, lo scenario è dominato in lontananza dai rilievi delle Prealpi bresciane. Il Lago d’Iseo e i suoi tesori Il Lago d’Iseo rappresenta una straordinaria opportunità per esperienze in bicicletta. Quest’area, infatti, beneficia di una morfologia unica per via dei rilievi prealpini a nord, si caratterizza per Monte Isola, raggiungibile in battello, e include la zona umida che ha dato forma alla Riserva naturale delle Torbiere del Sebino (torbieresebino.it). Un universo sfaccettato che si può approcciare anche in giornata, per singole parti, oppure di passaggio durante lunghi viaggi in stile bikepacking, cioè con borse e zaini al seguito. Imperdibile è la visita di Monte Isola. Si trasporta la bicicletta in battello per esplorare prima il perimetro dell’isola lacustre più estesa d’Italia e fra le più grandi in Europa, dove i mezzi motorizzati sono proibiti (visitmonteisola.it), quindi si sale sino alla vetta della montagna, superando le frazioni di Olzano, Masse, Senzano e Cure e raggiungendo il santuario della Madonna della Ceriola. Montando in sella al porto di Peschiera Maraglio e arrivando al sito religioso si pedala per circa 12 km, adatti a chi ha un discreto allenamento: meglio utilizzare mountain bike o gravel bike. Il battello con servizio diretto parte ogni 20 minuti da Sulzano e Sale Marasino (andata e ritorno con posto bici Sulzano-Monte Isola/Peschiera Marasino a 10,90 euro). Le sorprese della ciclabile Brescia-Paratico Per raggiungere il lago si può pedalare dal capoluogo di provincia lungo la ciclabile Brescia-Paratico, 39 km che partono da piazza della Loggia, privi di grandi dislivelli, in gran parte su asfalto e idonei a tutte le due ruote. Da provare, inoltre, la suggestiva ciclabile tra Vello e Toline, nei comuni di Marone e Pisogne, all’estremità nordorientale del bacino lacustre: poco meno di quattro chilometri con gallerie scavate nella roccia e punti di sosta che sfiorano la superficie dello specchio d’acqua (visitlakeiseo.info). Il più amato dai biker Alcuni scorci del Lago di Garda si sono guadagnati i galloni della meta imperdibile per i viaggiatori sportivi di tutto il mondo. Qui, infatti, la bellezza dei paesaggi si accompagna a percorsi adatti a tutta la famiglia e a sentieri tecnici alla portata dei biker più esperti che s’inerpicano sui rilievi. Un mélange unico. Ideale per escursioni rilassanti è la Ciclopedonale dei Sogni, che da Limone sul Garda, il comune più settentrionale tra quelli rivieraschi bresciani, conduce ai confini con il Trentino: stiamo parlando di un’ampia passerella lunga poco più di due chilometri, sospesa a 30 metri dalle acque lacustri, dove i pedali si specchiano nelle acque. Tutt’altro genere d’avventura è assicurato ai biker con un buon allenamento che in sella alle mountain bike, muscolari o a pedalata assistita, vogliano esplorare la Valtenesi, area compresa tra Salò e Desenzano che raggruppa sette comuni sia rivieraschi che arroccati su colline moreniche coltivate a vigne e ulivi. Tra i percorsi segnalati, il Tour 16 – di 20,5 km per 300 metri di dislivello positivo – unisce Moniga, Soiano, Puegnago e porta a Manerba (info: gardalombardia.it). Il punto di partenza è in via Pergola, sulla statale 572: da qui il giro, che alterna sterrato e asfalto, si compie in meno di tre ore senza pause. Da fotografare i castelli di Polpenazze e Puegnago e la chiesa di San Rocco in località Pieve Vecchia. “Su questo percorso ci si addentra nella Riserva naturale Rocca di Manerba per osservare l’orchidea endemica che cresce solo qui, oppure per ammirare le falesie a strapiombo sul lago”, racconta Valerio Podavini, guida dell’Accademia di mountain bike che lavora su questo territorio. “Sempre in zona, inoltre, i più abili in sella possono risalire sino al Monte Pizzocolo che tocca i 1.581 metri: da lassù la vista è spettacolare, spaziando dalle Dolomiti al Monte Rosa, agli Appennini”. Cascinali di pianura, fienili, ampi spazi dove la verde linea dell’orizzonte si mescola all’azzurro terso del cielo: in questo scenario agreste una pedalata nella pianura bresciana, a sud del capoluogo, può essere l’esperienza ideale per le famiglie e per ciclisti non particolarmente allenati. Ai quali comunque sono riservate molte sorprese. Da provare la Via del cardo, di 30 km  pianeggianti: si parte da Monticelli d’Oglio, frazione di Verolavecchia, antico borgo che fa da cerniera tra il Bresciano e il Cremonese, dove i palazzi porticati si specchiano nel fiume Oglio, e si arriva pedalando verso nord a Fenili Belasi, nel comune di Capriano del Colle, che dista soltanto pochi chilometri dal capoluogo (info: pianurabresciana.it/itinerari). La ciclovia dell’Oglio L’Oglio è il grande corso d’acqua della provincia di Brescia, magico per la varietà di paesaggi e borghi che vi si affacciano. Affluente del Po che si estende per centinaia di chilometri dalle montagne alpine sino alla pianura, è un fiume da lambire, scoprire pedalando sulla Ciclovia dell’Oglio, che mette in collegamento l’alta e la bassa Valle Camonica con il Lago d’Iseo, la Franciacorta e, proseguendo verso sud, raggiunge le pianure cremonese e mantovana. Apprezzata dai cicloturisti che, in sella a bici da trekking, gravel o mountain bike, con o senza motore elettrico, progettano un percorso lungo portando con sé zaini e borse e un kit leggero di abbigliamento, la ciclovia, lunga 280 km, si può suddividere in quattro tappe seguendo le indicazioni del sito ufficiale (cicloviadelloglio.it): lì si trovano anche molti riferimenti per i servizi a misura di ciclista, oltre che tutte le mappe. Cartoline di rara bellezza L’ideale è partire dal passo del Tonale, a quota 1833 metri, dove i ghiacciai perenni del Gruppo dell’Adamello disegnano una cartolina di rara bellezza. Nella prima tappa si giunge a Darfo Boario Terme (81,6 km), dove è piacevole scattare una foto-ricordo sul ponte di Montecchio, formato da un’unica campata in pietra risalente al tardo Seicento. Le tre tappe successive sono Darfo-Iseo (35,9 km), Iseo-Pontevico (82,6 km) e Pontevico-San Matteo delle Chiaviche (78,1 km), dove le fresche acque dell’Oglio confluiscono finalmente in quelle del Po. Il fascino delle grandi salite Un concentrato di opzioni per chi ama l’off-road e predilige salite impegnative su strada: è la Valle Camonica, terra d’elezione per la bici grazie a un territorio nervoso che, da nord a sud, si estende per un centinaio di chilometri. Non è un caso se il Giro d’Italia qui ha scritto pagine indelebili e ritorna di frequente: prossimo appuntamento mercoledì 25 maggio, per la tappa n. 17 del Giro 2022, da Ponte di Legno a Lavarone (165 km). Un percorso spettacolare che già alla partenza include  la scalata durissima verso il Tonale. Gli appassionati dovrebbero provare, tra primavera e autunno, anche le salite impervie di Montecampione, Mortirolo, Gavia, Crocedomini – in alcune domeniche d’estate i passi vengono chiusi al traffico automobilistico – scegliendo tra i tour consigliati con lunghezza variabile tra 10 e 60 km sparsi tra alta e media valle (turismovallecamonica.it). Sulla strada per il passo del Gavia, poi, c’è da visitare la chiesa di Santa Apollonia, fondata intorno all’anno Mille, tra i luoghi di culto camuni più antichi (infopoint Ponte di Legno, tel. 0364.92.089). Il comprensorio di Pontedilegno-Tonale Se si punta il navigatore sull’alta Valle Camonica, si scoprirà il comprensorio di Pontedilegno-Tonale, che può essere definito un vero e proprio bike resort per la quantità di servizi offerti agli appassionati. Una serie di percorsi off-road estesi per oltre 500 km (facili, intermedi e per esperti, con cartelli che identificano la tipologia in base al colore), i tanti punti di ricarica per le e-bike elettriche (12 colonnine tra Edolo e Vermiglio), l’apertura estiva di alcuni impianti di risalita, utili per trasferire in quota le bici: così in 12 minuti dal passo del Tonale si possono raggiungere le nevi del ghiacciaio Presena, il più esteso d’Europa, a tremila metri di altitudine. E, ancora, sono a disposizione servizi di noleggio bici, guide per escursioni e bike shuttle, perfino hotel che dispongono di officine di riparazione e servono colazioni e pasti a misura di ciclista (bike.pontedilegnotonale.com/it). Le famiglie trovano il Family Bike Park al Passo Tonale accessibile a bambini già esperti e a Ponte di Legno lo Skill Park dove i più piccoli possono prendere confidenza con la MTB in tutta sicurezza. “Con le e-bike possiamo raggiungere località in quota immerse negli scenari alpini più suggestivi, dal ricco valore storico e culturale”, sottolinea Matteo Aielli, guida di mtb. “Una zona molto bella è quella intorno al rifugio Bozzi, a 2478 metri, nel Parco dello Stelvio, dove le tracce delle trincee e delle altre postazioni militari della Grande Guerra sono un patrimonio ben conservato”. Il percorso è il n. 724: da Ponte di Legno, ad anello, si snoda lungo 28 km e supera i 1.300 metri di dislivello. La Valle Trompia e la Valle Sabbia Offrono percorsi di ogni genere anche la Valle Trompia e la Valle Sabbia, da cui il 24 maggio passerà il Giro d’Italia con la tappa Salò-Aprica. Hanno sposato infatti la filosofia del turismo in bici, progettando insieme la Greenway Valli Resilienti (greenwayvalliresilienti.it), rete di percorsi incastonati in diversi itinerari per mountain e road bike davvero variegati. Fra questi spicca l’evocativo giro “Valle dell’Inferno”, anello per mtb da 13,3 km con 890 metri di dislivello positivo. Si parte da Collio e si viaggia per il 70% del percorso su single track, cioè in fila indiana. Tanta fatica, ma dal passo Pezzeda, a 1613 metri, la vista sulla Valle Trompia è uno spettacolo. Continua a sfogliare la gallery CLICCANDO QUI  Giulio Masperi Sorgente: Natura bresciana in bici. Grandi laghi, borghi, salite alpine | Dove Viaggi [...] Leggi di più...
29/04/2022Dal canale Youtube VIDEO SI rally, hillclimb & more Oggi andiamo in provincia di Brescia con la cronoscalata Piancamuno Montecampione del 1988, immagini tratte dal dvd “CRONOSCALATE 2 dal 1980 al 1989” prodotto dalla Video Si, buona visione Sorgente: Cronoscalata Piancamuno Montecampione del 1988………..Video Si – YouTube   [...] Leggi di più...
28/04/2022Il Bivacco Marino Bassi è situato in Alta Val di Frà, all’incirca a metà della lunga traversata Montecampione-Maniva. Si tratta di una recente costruzione in pietra, inaugurata nel 2005 e in gestione ai Lupi di San Glisente dall’ ERSAF dall’anno 2006. Il bivacco dispone di: stufa economica, fornello con bombola, lavandino, stoviglie, alcuni armadietti, tre tavoli con panche e sgabelli, cassetta per le offerte. Una porta sulla sinistra conduce nel locale dormitorio dove ci sono quattro posti a castello e un tavolato; un altro tavolato è situato nel sottotetto raggiungibile con una scala a pioli. Nel complesso abbiamo visto una diecina di materassi e alcune coperte. Illuminazione con pannello fotovoltaico. All’esterno ci sono un baitello con il deposito della legna e il gabinetto, un tavolone con panche, un barbecue, e un altare situato accanto all’asta dalla bandiera. Sorgente: BIVACCO MARINO BASSI – CAI   [...] Leggi di più...
28/04/2022La poetessa sammaurese Caterina Tisselli é stata premiata da Silvia Schiavini a Plan di Montecampione sotto la statua dedicata a Marco Pantani nell’ ambito della 1’edizione del premio nazionale ’del Cuore’ dedicato al campione di ciclismo. L’evento organizzato dalla presidente del gruppo operatori turistici di Valle Camonica e dal vice presidente Luca Panichi, con il contributo della famiglia Pantani e la fondazione spazio Pantani di Cesenatico. Alla Tisselli é andato anche il volume ’Nel profondo dei cuori’ in cui é stata inserita la sua poesia ’Cuore impavido’, poesia vincitrice del premio nazionale ’Poesia e narrativa’. Sorgente: Tisselli vincitrice con la poesia ’Cuore impavido’ – Cronaca – ilrestodelcarlino.it   [...] Leggi di più...
28/04/2022Scarica la traccia GPS e segui il percorso su una mappa. Risalita con gli sci partendo da Montecampione fino al monte Campione passando dalla val Negra. Autore alan0365 Distanza 4,49 km Dislivello positivo 726 m Difficoltà tecnica Facile Dislivello negativo 6 m Altitudine massima 1.866 m Trailrank 6 Altitudine minima 1.139 m Tipo di percorso Solo andata Tempo 2 ore 9 minuti Coordinate 769 Caricato 7 giugno 2013 Registrato febbraio 2012 Sorgente: Wikiloc | Percorso VAL NEGRA   [...] Leggi di più...
27/04/2022La poetessa sammaurese Caterina Tisselli ha ricevuto il premio nazionale del Cuore dedicato alla memoria del campione di ciclismo Montecampione é un ricordo indelebile per gli appassionati di ciclismo visto che proprio qui Marco Pantani trionfó ipotecando una della sua epiche vittorie al Giro d’Italia nel 1998. E proprio a Montecampione, a 1800 metri di altezza in provincia di Brescia, la poetessa sammaurese Caterina Tisselli ha ricevuto il premio nazionale del Cuore dedicato alla memoria del campione di ciclismo Pantani. Il premio è stato voluto e organizzato da Silvia Schiavini, presidente del GOT (Gruppo Operatori Turistici) della Val Camonica e dal vice presidente Luca Panichi, con il contributo della famiglia Pantani e la Fondazione Spazio Pantani di Cesenatico. A premiarla è stata la stessa Schiavini davanti a una statua in bronzo alta 6 metri dedicata alla memoria del Pirata, inaugurata nel giugno 2021 per celebrare sia il ricordo di un grande uomo che per omaggiare proprio la sua vittoria al Giro d’Italia del 1998 a Montecampione. Alla Tisselli, il cui nome è stato iscritto nella targa coi vincitori sotto la statua di Pantani, é stato consegnato sia il Premio del Cuore che il Volume Antologico intitolato “Nel Profondo dei Cuori” (L’ispirazione dietro ogni poesia un unico nome Marco Pantani) curata dal Gruppo Operatori Turistici dove all’interno é stata pubblicata anche la poesia della poetessa sammaurese intitolata “Cuore Impavido” poesia vincitrice con un primo premio assoluto anche alla 21 esima Edizione del Premio Nazionale di Poesia e Narrativa Città di Fucecchio (FI) per la sezione Panathlon. Alla cerimonia erano presenti anche Alberto Palladini di Bologna e il ciclista Bruno Gasparini di Reggio Emilia. Montecampione, come detto, é un ricordo indelebile per gli sportivi italiani visto che proprio qui Pantani trionfó nel 1998. Per l’occasione la presidente Schiavini ha voluto dimostrare la sua grande soddisfazione per la statua in onore del Pirata che da quando è stata inaugurata ha visto arrivare moltissimi turisti, italiani e stranieri, a omaggiarla. Elisabetta Boninsegna Sorgente: La poetessa sammaurese premiata davanti alla statua in bronzo, dove il Pirata trionfò al Giro nel ’98 [...] Leggi di più...
26/04/2022È ancora una volta forfettaria, ma non per questo eviterà polemiche già registrate nel recente passato. Parliamo dell’ammontare della tariffa per il servizio idrico integrato decisa per Montecampione dalla giunta di Artogne insieme alla «Siv», la società camuna alla quale è stata affidata la partita. La «bolletta» per i residenti nel villaggio di quota 1.200 e per l’insediamento del Plan a 1.800 metri vale 100 euro. Quella della forfettizzazione è stata nuovamente una scelta obbligata, perché non è stato ancora possibile superare lo scoglio dell’installazione dei contatori nelle 1.980 unità immobiliari che ricadono sul territorio comunale di Artogne, i cui titolari vedranno pressoché confermata la cifra richiesta l’anno scorso. Le polemiche? In passato sui social qualcuno ha protestato contestando la cifra, ricordando di fruire del servizio solo per pochi giorni o per qualche settimana l’anno. Il Comune di Artogne aveva replicato precisando che la fornitura e il servizio fossero comunque garantiti in qualsiasi momento il proprietario accedesse alla sua seconda casa. Una situazione piuttosto complessa quella di Montecampione, sulla quale pesa la promiscuità tra utenze domestiche, alimentazione dell’innevamento artificiale, sistemi di pompaggio legati a Ski area e depurazione del villaggio che serve sia le abitazioni che gravano su Artogne, sia quelle presenti sul territorio di Piancamuno. Tutti problemi che richiederanno accordi precisi per arrivare alla separazione degli impianti di acqua potabile, pubblici, da quelli privati per l’innevamento artificiale. Ricordato poi che l’installazione dei contatori sia sulle unità immobiliari, sia sui sistemi di mandata dell’innevamento, non si presenta facile, ecco spiegato il motivo per cui anche per il 2022 l’amministrazione comunale ha deliberato per la tariffazione transitoria per l’erogazione di acqua potabile, depurazione e fognatura, «fino al tempo in cui sussisteranno le condizioni per applicare anche all’ambito di Montecampione e a quota 1800 il servizio idrico integrato». Il costo complessivo è stato calcolato su due voci: i costi fissi legati a manutenzione rete, depuratori, potabilizzazione, installazione di nuovi contatori e spese amministrative che sono pari a 110mila euro, e il fondo da accantonare per investimenti in opere di captazione per altri 80mila. Fatti i calcoli si arriva appunto a 100 euro più Iva su ogni utenza. Domenico Benzoni Sorgente: Il ciclo idrico integrato? Mancano ancora le basi | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
26/04/2022Dal canale Youtube Montecampione Tre giorni di festa con numerose attività presso l’area del condominio Valgrande a Montecampione. Giorni dal 6 all’8 agosto 1991. Sorgente: Montecampione: Valgrande in festa 1991 – YouTube [...] Leggi di più...
26/04/2022Il 150° Giro d’Italia di Ciclismo è su DAZN! Non perderti le grandi salite e le volate dalla partenza di Budapest all’arrivo di Verona I corridori più importanti del panorama mondiale del ciclismo sono pronti a salire in sella per la 150a edizione del Giro d’Italia, tutto da godere su DAZN. Cos’è il Giro d’Italia di ciclismo Il Giro d’Italia è una corsa a tappe maschile di ciclismo su strada professionistico che si svolge ogni anno lungo le strade italiane e talvolta, come nel 2022 con l’Ungheria, toccando Paesi europei. Istituito nel 1909 è una delle tre corse a tappe più importanti del calendario ciclistico insieme a Tour de France e la Vuelta di Spagna, facendo parte del circuito professionistico del World Tour.   150° Giro d’Italia: premesse, date e analisi Quella del 2022 è un’edizione storica per il Giro d’Italia di ciclismo: la numero 150. Data e luogo della partenza e dell’arrivo Il gruppo di corridori partirà da Budapest il 6 maggio 2022 e dopo le prime tre tappe interamente da svolgere in Ungheria, si trasferiranno in Italia fino all’arrivo il 29 maggio 2022 a Verona, con l’ormai classica cronometro individuale. Quando si corre e il percorso Il mese di maggio per gli appassionati di ciclismo è quello della rinascita. Dopo le Classiche del Nord tornano i grandi giri e il primo è quello che mette la Maglia Rosa in palio. Ventuno giorno di gara per 21 tappe intervallate da tre giorni di riposo per un totale di 24 giorni. Questa è la durata del Giro d’Italia 2022 che metterà a dura prova anche i corridori più quotati per un totale di 3410 km. Il calendario delle 21 tappe Si parte dall’Ungheria e dalle immediate vicinanze di Budapest, toccando le bellezze della capitale ungherese e non solo in un paesaggio immerso nella natura con il Danubio a fare spesso da compagno di viaggi. Il ritorno in Italia è previsto direttamente in Sicilia, subito con il monte Etna per poi risalire passando da Napoli e la splendida Procida, l’Abruzzo, le Marche e tagliando sulla sponda occidentale dello Stivale passando dall’Emilia-Romagna alla Liguria prima delle Alpi. L’arrivo è previsto con la cronometro individuale nella suggestiva cornice delle colline veronesi. Tappa Data Percorso Km Difficoltà (da 1 a 5) 1 06/05/2022 Budapest – Visegrad 195 2 2 07/05/2022 Budapest – Budapest (cronometro) 9,2 3 3 08/05/2022 Kaposvar – Balatonfured 201 1 – 09/05/2022 Riposo e trasferimento 4 10/05/2022 Avola – Etna 166 4 5 11/05/2022 Catania – Messina 172 2 6 12/05/2022 Palmi – Scalea 192 2 7 13/05/2022 Diamante – Potenza 198 4 8 14/05/2022 Napoli – Procida – Napoli 149 2 9 15/05/2022 Isernia – Blockhaus 187 5 – 16/05/2022 Riposo 10 17/05/2022 Pescara – Jesi 194 3 11 18/05/2022 Santarcangelo di Romagna – Reggio Emilia 201 1 12 19/05/2022 Parma – Genova 186 3 13 20/05/2022 Sanremo – Cuneo 157 2 14 21/05/2022 Santena – Torino 153 4 15 22/05/2022 Rivarolo Canavese – Cogne 177 4 – 23/05/2022 Riposo 16 24/05/2022 Salò – Aprica 200 5 17 25/05/2022 Ponte di Legno – Lavarone 165 4 18 26/05/2022 Borgo Valsugana – Treviso 146 1 19 27/05/2022 Marano Lagunare – Santuario di Castelmonte 178 4 20 28/05/2022 Belluno – Marmolada (Passo Fedaia) 167 5 21 29/05/2022 Verona – Verona (cronometro) 17,1 3 Le tappe più importanti del Giro d’Italia 2022 Il monte Etna è la prima grossa difficoltà sul percorso dei corridori al via, una buona occasione per far capire a tutti le condizioni degli uomini da classifica. Il vulcano siciliano però sarà solo la prima delle attesissime ascese lungo i quasi 3500 chilometri del Giro. Il Blockhaus a 1665 metri sul livello del mare, così come la collina di Superga e il Colle della Maddalena saranno altri esami prima di arrivare sulle Alpi. Qui ci sarà spazio per il Goletto di Cadino e il Mortirolo nella stessa tappa con arrivo all’Aprica, la più impegnativa del 150° Giro d’Italia. Poi il Tonale e la temutissima penultima tappa dove la classifica verrà delineta: da Belluno alla Marmolada si passerà per il Passo San Pellegrino e il mitico Pordoi. Da Avola all’Etna La prima tappa italiana si svolge tutta nell’entroterra della Sicilia, partendo da Avola e passando per le bellezze di Noto. La salita finale si conclude al rifugio Sapienza sull’Etna, come già accaduto in passato, ma con un percorso di ascesa inedito.   Da Isernia al Blockhaus Il primo tappone appenninico del Giro d’Italia 2022 parte da Isernia e arriva al Blockhaus in 189km dal dislivello di 5000 metri. Si parte e si arriva in salita, con la doppia scalata al Blockhaus a concludere la prima vera giornata per scalatori. Da tenere d’occhio il finale con pendenze che superano abbondantemente il 10% di pendenza.   Superga e Maddalena tra Santena e Torino Una delle tappe più brevi del Giro d’Italia 2022, ma sicuramente molto intensa. Pur non essendo nel cuore delle Alpi, a giudicare dal dislivello complessivo a fine tappa il paragone regge e solo i primi 10 chilometri sono pianeggianti, dalla partenza di Santena a Chieri. Girando intorno a Torino percorrendo per due volte e mezzo un circuito, i corridori dovranno affrontare la salita al Colle della Maddalena e poi l’ascesa alla Gran Madre col traguardo e la collina di Superga, per poi ricominciare. Superga verrà scalata due volte, mentre Maddalena e Santa Brigida addirittura tre.   Il Mortirolo e l’Aprica nella tappa più difficile La Valtellina come al solito è protagonista di splendide tappe di montagna al Giro. Si torna a passare dal Goletto di Cadino dopo 24 anni, nella tappa che vinse Marco Pantani a Montecampione. Poi ci sarà il Mortirolo salendo da Monno e l’ascesa fino ad Aprica attraverso il Santa Cristina da cui non si passa dal 1999 per un dislivello totale di oltre 5000 metri.   San Pellegrino, Pordoi e Maddalena: ci si gioca tutto sulle Dolomiti Nei 167km della penultima tappa del 150° Giro d’Italia si deciderà tutto. Un tappone dolomitico di quelli importanti che passerà dal Passo San Pellegrino fino alla Maddalena toccando il Pordoi. Un trittico di salite decisivo per la Maglia Rosa. Al San Pellegrino si va oltre il 15% di pendenza, poi c’è il Pordoi con la Cima Coppi 2022 e infine l’arrivo alla Maddalena – 14 anni dopo l’ultima volta – salendo dal Passo Fedaia con punte al 18%.   I corridori favoriti nel Giro 2022 Il grave incidente subito da Egan Bernal lo ha costretto al forfait per il Giro d’Italia, ma non sarà l’unico grande assente. Non ci sarà la sfida tra Pogacar e Roglic, ma non mancano gli elementi di spicco del ciclismo mondiale. Simon Yates Il corridore britannico è uno dei grandi favoriti per la vittoria del Giro d’Italia 2022, dopo un inverno passato senza contrattempi dovuti a infortuni o Covid. L’incognita sarà tutta intorno al talento del classe 1992. La sua squadra infatti propone nuove bici e nuovi equipaggiamenti, ma anche un paio di figure appena arrivate rispetto al passato. Nel 2021 Simon Yates ha concluso la corsa in rosa al terzo posto, il suo miglior piazzamento al Giro e in una grande corsa a tappe. Joao Almeida Il portoghese Joao Almeida non può nascondersi, ma i pochi chilometri di cronometro non giocano a suo favore. Proprio di questo aspetto Almeida si è un po’ lamentato, ma dovrà fare il meglio possibile sulle montagne per conquistare la Maglia Rosa. Dopo il quarto posto nel 2020 e il sesto nel 2021, per il 24enne della UAE Team Emirates è l’occasione per il salto di qualità. Richard Carapaz Richard Carapaz sa come si vince un Giro d’Italia e proverà a bissare il trionfo del 2019. L’ecuadoriano è il capitano della Ineos Grenadiers e il percorso studiato per questa edizione sembra particolarmente adatto alle sue caratteristiche da scalatore. Nel 2021 ha partecipato da protagonista al Tour de France chiudendolo al terzo posto finale.   Gli italiani da primi 10 posti Parlare di favoriti è difficile, ma l’Italia potrà schierare diversi corridori che a loro modo hanno tutte le possibilità di rendersi protagonisti in questo Giro d’Italia. L’obiettivo minimo è la top-10, con qualche soddisfazione nelle varie tappe di montagna. Vincenzo Nibali 15 anni dopo il suo esordio nella corsa in Rosa, Vincenzo Nibali è ancora il faro del ciclismo italiano. Nel suo palmares ha già due volte il Giro d’Italia, anche se nelle ultime edizioni le difficoltà hanno avuto il sopravvento sul talento.   Giulio Ciccone Dopo un periodo difficile, Giulio Ciccone sembra sulla retta via per tornare a correre ad alto livello. Ciccone ha le qualità per disputare un Giro d’Italia da protagonista, più per le singole tappe da attaccare che per discorsi di classifica generale. Le squadre partecipanti Sono 22 le squadre diverse al via del Giro d’Italia nel 2022. Eccole: Squadra Nazione AG2R Citroen Team Francia Alpecin-Fenix Belgio Astana Kazakistan Team Kazakistan Bahrain Victorious Bahrain Bardiani CSF Faizané Italia Bora – Hansgrohe Germania Cofidis Francia Drone Hopper – Androni Giocattoli Italia EF Education – Easypost USA Eolo-Kometa Cycling Team Italia Groupama – FDJ Francia Ineos Grenadiers Regno Unito Intermarché – Wanty – Gobert Materiaux Belgio Israel – Premier Tech Israele Lotto Soudal Belgio Movistar Team Spagna Quick-Step Alpha Vinyl Team Belgio Team Bikeexchange – Jayco Australia Team DSM Olanda Team Jumbo – Visma Olanda Trek – Segafredo USA UAE Team Emirates UAE Le Maglie in palio al Giro d’Italia Il leader della classifica generale indosserà l’iconica Maglia Rosa, ma non sarà l’unico trofeo da conquistare nel Giro d’Italia 2022. Maglia Vincitore Maglia Rosa Leader classifica generale Maglia Ciclamino Leader classifica a punti Maglia Azzurra Leader classifica della montagna Maglia Bianca Leader classifica giovani Il Trofeo senza Fine Dal 1999 al vincitore viene consegnato anche il “Trofeo senza fine”, composto da una barra di rame bombata, piegata a spirale, che si eleva dalla base in cerchi sempre più ampi, sui quali sono incisi i nomi di tutti i vincitori. Come guardare il Giro d’Italia di ciclismo in diretta streaming Su DAZN puoi vedere la il Giro d’Italia di ciclismo in streaming live e on demand sui canali Eurosport 1 e Eurosport 2, basta avere un dispositivo connesso a internet. Come avviare i contenuti del Giro d’Italia su DAZN Avviare i contenuti del Giro d’Italia di ciclismo è semplicissimo: dopo esserti iscritto, collegati a DAZN da uno dei tanti dispositivi compatibili; cerca “Eurosport 1” o “Eurosport 2” nella barra di ricerca; seleziona il contenuto che vuoi guardare e goditi lo spettacolo. Dispositivi compatibili Potrai guardare il Giro d’Italia di ciclismo e tanti altri contenuti attraverso i tantissimi dispositivi supportati da DAZN: MOBILE TELEVISIONI GAMING iPhone, iPad Amazon Fire TV PlayStation 4, Pro Smartphone e tablet Android Amazon Fire TV Stick Playstation 5 Tablet Amazon Fire Android TV Xbox One, One S Apple TV Xbox One X Google Chromecast Xbox Series X | S LG Smart TV, Smartcast Panasonic Smart TV Samsung Tizen TV Sony Android TV TIMVISION Box Hisense TV Posso rivedere le tappe già terminate? Sì, su DAZN potrai rivedere le gare del Giro d’Italia di ciclismo on demand, basta accedere all’area dedicata sulla nostra piattaforma. Altre informazioni ed immagini al link della sorgente: Giro d’Italia 2022: programma, tappe, favoriti e dove vederlo in streaming | DAZN News Italia   [...] Leggi di più...
26/04/2022Sono stati assegnati all’asta gli hotel dismessi ormai di alcuni anni situati a Montecampione 1200 e 1800.L’asta che ha seguito il fallimento della Stella Alpina Srl, precedente proprietaria delle strutture, si è conclusa nei giorni scorsi con l’aggiudicazione per 1.350.000 euro degli Hotel 1200 e Le Baite 1800 in favore della società Montecampione srl, con sede a Milano. “La notizia è sicuramente positiva per tutta Montecampione, non possiamo che augurarci che la nuova società abbia un progetto di sviluppo di largo respiro che porti così al potenziamento e rilancio qualitativo della ricettività del comprensorio”, si legge in una nota diffusa dal Consorzio Montecampione attraverso i social network. Resta da capire cosa esattamente i nuovi proprietari vogliano fare delle due strutture. Il ripristino di due importanti attività alberghiere sarebbe una boccata di ossigeno per Montecampione che ha assoluta necessità di avere un maggior numero di posti letto a rotazione, ad oggi quasi inesistenti. Le strutture in questione al momento versano in stato di abbandono, come si vede nella foto che risale all’estate 2021. Sorgente: MONTECAMPIONE – Gli hotel a 1200 e 1800 assegnati all’asta per 1,3 milioni | Dove Sciare   [...] Leggi di più...
22/04/2022Dal canale Youtube Park info Monticolo Apartment T4 Maxi, Montecampione ski resort by www.Monticolo.it Sorgente: Montecampione G 23 – YouTube   [...] Leggi di più...
21/04/2022Gli alberghi di Montecampione hanno un nuovo proprietario. La terza asta è andata a buon fine: ora si spera in un progetto di rilancio turistico che coinvolga tutto il comprensorio. Sorgente: Montecampione: aggiudicati gli hotel – TeleBoario   [...] Leggi di più...
21/04/2022Il comprensorio con questa novità spera nel suo potenziamento e rilancio L’asta di vendita degli alberghi di Montecampione si è conclusa positivamente. Da Bolzano la notizia è giunta nella serata di mercoledì al Consorzio: entrambe le strutture oggetto del fallimento della Stella Alpina srl, ovvero Hotel 1200 e Hotel Le Baite 1800, sono stati aggiudicati a favore della società Montecampione srl, con sede a Milano, per la cifra di 1.350.000 euro. Allo scadere del terzo bando, ad assicurarseli sembra sia stato un fondo internazionale di investimento del quale si dovrebbe conoscere il nome quando avverrà la registrazione del contratto. “La notizia è sicuramente positiva per tutta Montecampione, non possiamo che augurarci che la nuova società abbia un progetto di sviluppo di largo respiro che porti così al potenziamento e rilancio qualitativo della ricettività del comprensorio” ha commentato il presidente del Consorzio Paolo Birnbaum Linda Bressanelli Sorgente: Montecampione, battuti a Bolzano per 1,35 milioni di euro gli hotel del fallimento Stella Alpina srl | Radio Voce Camuna   [...] Leggi di più...
21/04/2022Il Grande Sci femminile è pronto a sbarcare sulle nevi europee e il primo atto si celebrerà sulle nevi francesi di Courchevel con un gigante e uno slalom il 17 e 18 dicembre. Una località da sogno per Sabrina, la più piccola della Fanchini family, che tornerà a gareggiare in Coppa del Mondo laddove esordì un anno fa in slalom speciale. Lo scorso anno la più piccolina delle sorelle di Montecampione non era nemmeno in squadra ma sorprese tutti con un 28/o posto a Courchevel che le valse la convocazione anche per lo slalom di fine anno a Semmering, in occasione del quale conquistò la 26/a posizione, piazzamento riconfermato a Zagabria. Ad un anno di distanza Sabrina deve dimostrare la propria maturità: “Quest’anno sono cambiate tante cose – racconta la finanziera bresciana, la minore delle sorelle di Montecampione -. Sono nella squadra di Coppa Europa, sono entrata nelle Fiamme Gialle e mi sono allenata in Sudamerica con la squadra. Mi sento in forma e mi sto allenando bene. Ammetto – conferma Sabrina – che stavo aspettando questa convocazione ufficiale ed ora che l’ho ottenuta mi concentrerò per far vedere di che pasta sono fatta“. Per Courchevel potrebbe esserci posto anche per il gigante, ma solo la selezione interna con le compagne nelle gare di Coppa Europa di questa settimana a Zinal stabilirà se Sabrina Fanchini sarà schierata anche tra i pali larghi: “Sarebbe una grande soddisfazione essere al via anche del gigante. Mi impegnerò al massimo affinché ciò avvenga“. Marco Di Marco Sorgente: Sabrina Fanchini ritorna nella sua Courchevel – SciareMag [...] Leggi di più...
20/04/2022Rispettati i dettati assembleari ed il cronoprogramma stabilito, il Consorzio Montecampione ha varato una serie importante di interventi per migliorare impianti sportivi, viabilità e razionalizzazione dei servizi di Montecampione e lo ha reso noto ai consorziati in occasione dell’incontro trimestrale informativo che si è tenuto a Pasqua. I lavori, previsti da apposito capitolo di spesa nel bilancio preventivo del 2022 approvato nell’Assemblea dei Residenti del 6 gennaio scorso, sono destinati a migliorare ulteriormente la vita di chi trascorre periodi di vacanza a Montecampione. Per quanto riguarda il campo polivalente nella zona della Piazzetta dovrebbero essere terminati entro l’inizio dell’estate e consentire quindi lo sviluppo del corposo programma sportivo in calendario. Sorgente: +Valli TV – NUOVI LAVORI A MONTECAMPIONE   [...] Leggi di più...
16/04/2022L’altra faccia della siccità è rappresentata dal bel tempo, anche fin troppo asciutto, dallo sfondo perfetto per una Pasqua e una Pasquetta da trascorrere fuori casa approfittando delle giornate di sole. Partendo da Milano, ma anche da altre località della Lombardia, raggiungere la tranquillità di Montecampione è un attimo, e in questi giorni la stazione montana della bassa Valcamonica si è rianimata, perché in molti dei circa 2.200 appartamenti c’è chi ha riaperto le finestre. Chi lo desidera può immergersi nella natura che rinasce, affrontare un percorso vita tra i boschi o anche solo sedersi al sole a godersi l’aria fresca. Per muoversi senza fatica nel villaggio, da ieri a lunedì il Consorzio dei residenti ha disposto l’attivazione del servizio gratuito di trasporto interno col minibus, e qui la Pasqua sarà caratterizzata da una serie di appuntamenti: dall’incontro con gli amministratori del Consorzio fino al mercato agricolo il lunedì dell’Angelo. Per quanto riguarda il primo, la stessa associazione ha precisato che la riunione consultiva nell’ex cinema Alpiaz sarà aperta solo agli associati, ma si può prevedere che il tema portante sarà il ricevuto riconoscimento regionale, che annovera il Consorzio tra le associazioni private. Un risultato atteso, già comunicato tre settimane fa durante una conferenza stampa a una trentina di persone, ma che stavolta dovrebbe vedere una maggiore presenza di residenti. Poi di certo si parlerà degli obiettivi futuri che il neo Consorzio Montecampione intende raggiungere. Quanto al mercato agricolo, l’organizzazione è a cura della Pro loco di Piancamuno, che allestirà i banchetti attorno al laghetto. Non mancheranno le liturgie della settimana santa, con via crucis, veglia pasquale e messe dell’alleluya. Per chi ne avesse bisogno, oggi dalle 15 alle 18 e lunedì dalle 9 alle 12,30 sarà aperto anche lo sportello farmaceutico del villaggio turistico. Il tutto con l’augurio di trascorre festività rilassanti nel cuore delle Prealpi camune. Domenico Benzoni Sorgente: Il villaggio riapre e offre i mercatini attorno al laghetto | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
15/04/2022Dal canale spazcher Sorgente: animazione invernale 2011 ( montecampione 1200 ) – YouTube   [...] Leggi di più...
14/04/2022Fabio Aru demostró en la cima de Montecampione que está preparado para asumir el liderazgo que Michele Scarponi ha dejado vacío en Astana en este Giro. El joven sardo de 23 años, hijo de maestra y campesino y que reivindica su lengua materna, el sardo, obtuvo en esta montaña alpina su primera gran victoria (ganó el Giro de Aosta en 2011 y 2012 y fue segundo en el ‘Girino’ en 2012) tras atacar con decisión a tres de meta. A Rigoberto Urán le cundió más el sufrimiento que en la víspera porque, a excepción del vencedor, de Quintana y de Rolland, ante los que cedió 42”, 26” y 22” respectivamente, al resto de rivales –Majka, Evans, Kelderman y Pozzovivo– les arrancó un buen puñado de segundos. Fue una etapa algo extraña, sin duda condicionada por un trazado que contemplaba algo más de 200 kilómetros completamente llanos para encarar a continuación los 18,6 km de ascensión a Montecampione, una pequeña estación de esquí a algo menos de 100 km de Milán donde Pantani ganó en el 98. Con su victoria, Aru no hizo más que apretar la general de una carrera que el lunes observará su tercer y último día de descanso antes de encarar la semana decisiva en los Dolomitas. Una fuga de nueve formada en el km 20, y a la que posteriormente se unieron tres más, circuló por delante del pelotón con la pretensión de llegar. Entre los doce, un ilustre como Damiano Cunego, ya a la baja. Llegaron a tener 7’30” hasta que el Neri Sottoli empezó a marcar un ritmo elevado. Seguramente por un acuerdo con algún equipo (al del líder le daba lo mismo la fuga), por dinero o porque les dió por ahí. Adam Hansen fue el último escapado en resistir y vió cómo se le unían el incansable Arredondo, que porfía por no soltar el maillot de la montaña, y Pirazzi, que saltaron del gran grupo. Poco después llegó el portugués Cardoso, que se quedó sólo con el colombiano cuando todavía quedaban once km de subida. Por atrás el grupo de los líderes iba menguando y la diferencia con los de delante también, de modo que podía pasar cualquier cosa. A ratos tiraba Rogers (Tinkoff) y a ratos Morabito (BMC). El irlandés Deignan, del Sky, arrancó del grupo y superó a los dos cabeza de carrera, que pronto fueron engullidos. Deignan circuló en solitario hasta que llegó hasta él Pierre Rolland, que lo intenta siempre que puede con el mismo resultado. De atrás arrancó Duarte y llegó al francés. Las ilusiones de ambos se vinieron abajo cuando llegó como una exhalación Fabio Aru, que atacó cuando vio que los cambios de ritmo que previamente habían hecho el líder, Evans y Quintana no fueron más que amagos. Pozzovivo iba muy justito y Evans tampoco estaba para tirar cohetes. Tras el ataque de Aru fue Quintana el que reaccionó al cabo de poco, llegando a Rolland y haciendo lo poco que faltaba juntos y renunciando a dar caza a Aru. Urán se quedó solo con su compatriota Duarte, que acabó soltándole mientras más atrás sufrían Evans, Majka, Pozzovivo y Hesjedal, por quien nadie daba un duro. No lo va a ganar pero lo está haciendo mejor de lo previsto. La general se aprieta y quedan seis etapas, cuatro de ellas con final en alto. Todo puede pasar. De la raqueta a la carretera Aru, que dice estar en el Giro “para aprender (debutó el año pasado al servicio de Nibali y acabó el 42º), empezó tarde a competir sobre una bicicleta. Se inició en el tenis y poco después cambió la raqueta por la bicicleta de montaña antes de pasarse al ciclocross y, finalmente, a la carretera. Llegó al Giro con sólo 13 días de competición pero apunta que “desde el noviembre tengo esta carrera como mi gran objetivo”.Habitual de las concentraciones en el Teide, Aru atacó con fuerza a tres de meta y Urán, que en principio le aguantó rueda, le dejó ir. “Iba demasiado fuerte; preferí seguir a mi ritmo. Todo va bien. Estamos a una semana de la conclusión y soy el líder de la carrera”. Evans, por su parte, admitió que “al final pagué el esfuerzo”. Clasificaciones 15ª etapa, Valdengo-Montecampione (225 km) 1. Fabio Aru (Ita/Astana) 5h.33’05” 2. Fabio Duarte (Col/Colombia) a 21” 3. Nairo Quintana (Col/Movistar) a 22” 4. Pierre Rolland (Fra/Europcar) íd. 5. Rigoberto Uran (Col/Omega) a 42” 6. Rafal Majka (Pol/Tinkoff) a 57” 7. Franco Pellizotti (Ita/Androni) a 1’08” 8. Daniel Moreno (Esp/Katusha) a 1’08” 9. Ryder Hesjedal (Can/Garmin) a 1’13” 10. Cadel Evans (Aus/BMC) a íd. 11. Wilco Kelderman (Hol/Belkin) a íd. 12. Domenico Pozzovivo (Ita/AG2R) a íd. 13. Robert Kiserlovski (Cro/Trek) a íd. 14. Philip Deignan (Irl/Sky) a íd. 15. Ivan Basso (Ita/Cannondale) a 2’17” General 1. Rigoberto Uran (Col/Omega) 63h26’39” 2. Cadel Evans (Aus/BMC) a 1’03” 3. Rafal Majka (Pol/Tinkoff) a 1’50” 4. Fabio Aru (Ita/Astana) a 2’24” 5. Nairo Quintana (Col/Movistar) a 2’40” 6. Domenico Pozzovivo (Ita/AG2R) a 2’42” 7. Wilco Kelderman (Hol/Belkin) a 3’04” 8. Pierre Rolland (Fra/Europcar) a 4’47” 9. Robert Kiserlovski (Cro/Trek) a 5’44” 10. Wout Poels (Hol/Omega) a 6’32” 11. Ryder Hesjedal (Can/Garmin) a 6’44” 12. Ivan Basso (Ita/Cannondale) a 7’42” 13. Steve Morabito (Sui/BMC) a 8’28” 14. Alexis Vuillermoz (Fra/AG2R) a 10’45” 15. Franco Pellizotti (Ita/Androni) a 11’02” 16. Alexandre Geniez (Fra/FdJ) a 13’08” 17. Maxime Monfort (Bel/Lotto) a 13’37” 18. Matteo Rabottini (Ita/Neri Sot.) a 14’25” 19. Fabio Duarte (Col/Colombia) a 14’46” EFE Sorgente: Fabio Aru se reivindica en Montecampione [...] Leggi di più...
13/04/2022Buongiorno, riportiamo di seguito alcune notizie utili per le imminenti festività pasquali a Montecampione: RIUNIONE CONSULTIVA -incontro con gli amministratori del Consorzio Sabato 16 aprile ore 16.30 presso la sala cinematografica in Piazzetta, accesso alla sala consentito esclusivamente agli associati e nel rispetto delle normative anti COVID. MERCATO AGRICOLO PASQUALE Lunedì 18 aprile dalle ore 8.30 al laghetto, organizzato dalla Proloco di Pian Camuno. SERVIZIO DI PULMINO INTERNO Attivo dal 15 al 18 aprile scarica gli orari ORARI SS. MESSE VENERDÌ SANTO 15 aprile ore 15.00 a Vissone LITURGIA DELLA PASSIONE ore 20.00 a Vissone VIA CRUCIS SABATO SANTO 16 aprile ore 17.00 a Vissone VEGLIA PASQUALE DOMENICA 17 aprile ore 11.00 presso la chiesa di Montecampione ore 17.00 presso la chiesa di Montecampione ORARI APERTURA SPORTELLO FARMACIA sabato 16 aprile ore 15-18; lunedì 18 aprile ore 9-12.30. Con i nostri migliori auguri di serena Pasqua, cordiali saluti. Ufficio Stampa del Consorzio Montecampione via Panoramica 61 – 25050 Pian Camuno (BS) tel. 0364/560188 – fax 560948 web: www.consorziomontecampione.it mail: ufficiostampa@consorziomontecampione.it [...] Leggi di più...
08/04/2022Dal canale Youtube Daniele Ghidinelli Pippo a Montecampione… facciamoci una sciatina!! Montecampione 2013 Sorgente: https://www.youtube.com/watch?v=QB8WkHyb8eg [...] Leggi di più...
07/04/2022Ersaf cerca un gestore per il rifugio Rosello di Sopra, posto nel Comune di Esine a 1720 metri, nella Foresta Valgrigna. Il rifugio, che si presta per la sua facile accessibilità, può essere raggiunto con mezzi fuoristrada da Plan di Montecampione in circa 4,5 km. Il bando non è aperto solo per offrire alloggio e rifocillamento agli escursionisti ma anche per attività di formazione. C’è tempo fino al 31 gennaio 2017 per rispondere alla manifestazione d’interesse pubblicata sul sito ERSAF. L’ente effettuerà una procedura ristretta per l’aggiudicazione della concessione per tre anni. E’ previsto un canone minimo di 3000 euro all’anno. Per maggiori informazioni: http://www.ersaf.lombardia.it/servizi/bandi/bandi_fase02.aspx?ID=3536. Sorgente: Esine, Rifugio Rosello di Sopra: cercasi gestore – Montagne & Paesi [...] Leggi di più...
06/04/2022Una dolce donazione per dire grazie al prezioso ruolo degli operatori sanitari. E’ con questo obiettivo che l’Associazione dei Commercianti e Operatori Turistici di Montecampione con l’associazione Amici di Artogne ed il supporto del gruppo Alpini di Vissone Montecampione unito alla Protezione Civile, nel pomeriggio di questo martedì ha donato spongade, uova ed altri dolci pasquali agli operatori dell’ospedale di Esine.Una donazione che, avvenuta per la prima volta durante il periodo del primo lockdown, ora punta a divenire una tradizione. Il gesto è stato molto apprezzato dagli operatori dell’ASST tutt’ora in prima linea per garantire il miglior servizio alla comunità, che con gesti come questi, sentono ancor più vicina. Sorgente: +Valli TV – DOLCI PASQUALI PER L’OSPEDALE   [...] Leggi di più...
04/04/2022I commercianti del villaggio e l’associazione «Amici» offrono regali di Pasqua agli infermieri e ai medici La pandemia ha naturalmente moltiplicato la vicinanza e l’attenzione che però sono state confermate, perché il regalo di primavera di cui parliamo ha iniziato a essere recapitato già tre anni fa. Parliamo della consuetudine introdotta dai commercianti di Montecampione e dall’associazione Amici di Artogne per ringraziare gli operatori dell’ospedale di Valcamonica di Esine: di una iniziativa di Pasqua che sta diventando una tradizione come la colomba o la spongada. Ormai da tre anni appunto le due associazioni fanno squadra per consegnare un dolce omaggio, ma non solo, a chi è impegnato in corsia a favore dei malati. E questa volta al loro fianco ci saranno pure gli alpini di Vissone. Maurizio Carrara, presidente degli operatori commerciali della stazione turistica, ha programmato per domani la trasferta verso l’ospedale di Esine, dove incontrerà la dirigenza e una rappresentanza del corpo infermieristico: a tutti verrà espresso un caloroso ringraziamento per quanto fatto nel lungo periodo dell’emergenza sanitaria. Un grazie non solo a parole, dato che per l’occasione è stato preparato un carico: ceste riempite di uova pasquali, colombe e naturalmente spongade, le focacce pasquali camune. Un gesto semplice, «che vuole sottolineare tutta la nostra vicinanza e la gratitudine per chi lavora nell’assistenza dei malati – spiegano i commercianti di Montecampione -, e che nel corso della pandemia che stiamo superando ha dimostrato grande spirito di abnegazione e grande sensibilità». Domenico Benzoni Sorgente: L’ospedale si merita un dolcissimo grazie | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
02/04/2022Tetti imbiancati soprattutto in Valtrompia e la Valsabbia, così come a Ponte di Legno, dove sono ancora aperti gli impianti da sci Colpo di coda invernale un po’ in tutta Italia. Le temperature si sono abbassate dopo il sole primaverile dei giorni scorsi con la colonnina di mercurio che ha toccato i 20 gradi e il maltempo è arrivato. Le precipitazioni, non sufficienti per risolvere la penuria di acqua, si sono trasformate in neve anche a bassa quota. Così per tutta la notte e anche durante la giornata i fiocchi sono scesi in diverse zone della nostra provincia. Tetti imbiancati soprattutto nelle zone della Valtrompia e la Valsabbia: gli abitanti di Bagolino, Livemmo, Collio e non solo si sono svegliati con una fitta coltre di neve. Anche dalla Valcamonica ci sono arrivate diverse fotografie di lettori. La neve nel mese di aprile non è un evento così infrequente, certo sarebbe stata ben più apprezzata nel periodo invernale, quando, al contrario si è fatta vedere davvero poco. Solo due settimane fa la maggior parte degli impianti hanno, infatti, dovuto chiudere i battenti: niente più sci a Montecampione, al Maniva, ad esempio, mentre il comprensorio Ponte di Legno-Tonale aveva deciso di tenere aperto ancora qualche settimana e certamente la nevicata di oggi permetterà di sciare almeno fino a Pasqua e chissà, forse anche qualche settimana in più. Sorgente: Colpo di coda invernale, fiocchi di neve sulle valli bresciane – Giornale di brescia   [...] Leggi di più...
01/04/2022Darfo Boario Terme – Si è svolta all’Hotel Aprica di Darfo Boario Terme (Brescia) l’Assemblea Annuale del Panathlon Club di Vallecamonica. All’inizio della conviviale il presidente Ottavio Bonino ha dato la parola al Tesoriere Giacomo Ducoli che ha relazionato in merito al Bilancio Consuntivo 2021 e a quello Preventivo del 2022, trovando l’approvazione unanime dei 18 soci presenti e del Collegio di Controllo Amministrativo. Approvata all’unanimità anche la conferma della quota annuale. Il Presidente ha poi annunciato che il Consiglio Direttivo ha proposto di nominare il socio Roberto Gheza come Presidente Onorario del Panathlon Club di Vallecamonica sulla base dell’articolo 9 dello Statuto con la seguente motivazione “Roberto Gheza è stato il fondatore del Panathlon Club Vallecamonica. Ebbe l’incitamento a costituire il Club dall’allora Governatore del Distretto Lombardia del Panathlon International, Lino Rona. Con una serie di colloqui individuò in Valle Camonica 11 potenziali Soci ed il 12 maggio 1988, presso la sala del “Residence Due Magnolie” in Piamborno, alla presenza del Governatore Rona e della Presidente del Panathlon di Brescia, Gabre Gabric Calvesi, in qualità di madrina, nacque il Panathlon Club Vallecamonica. Ne è stato Presidente per diversi anni e Consigliere dalla fondazione. Con l’aiuto prezioso di un gruppo di amici, nel 1993, perseguendo i valori del Panathlon International, promosse un importante Convegno sulle attività sportive per le persone con disabilità, dando spunto per fondare la Polisportiva Disabili di Vallecamonica, che da allora opera raggiungendo grandi risultati sportivi e di valore sociale, consentendo l’approccio alla Sport ludico ed a quello competitivo di moltissimi atleti. Il Panathlon Club Vallecamonica, considera, a buon ragione, la Polisportiva nata da una costola del Club.” L’Assemblea ha approvato la nomina del socio Roberto Gheza a Presidente Onorario e lo stesso Gheza si è detto ‘piacevolmente onorato per il riconoscimento e davvero i valori del Panathlon, fair play, i giovani, l’attenzione alla disabilità, rappresentano la mia anima’. Roberto Gheza ha poi ricordato gli 11 soci fondatori che nel 1988 hanno dato origine al Club di Vallecamonica e ha aggiunto ‘da lì nacque anche l’utopia della Polisportiva Disabili Vallecamonica, un’utopia che è diventata una grande realtà nell’ambito internazionale del mondo paralimpico: ecco credo che il messaggio che voglio dare è quello di perseguire le utopie perché spesso le utopie diventano realtà’. Dopo le foto di rito il presidente ha nominato il Consiglio Direttivo (confermato dall’Assemblea) così come il Collegio di Controllo Amministrativo e il Collegio Arbitrale. Prima di presentare all’Assemblea la relazione dell’attività sociale del 2021 raccontata anche attraverso video e immagini proiettate dal socio Filippi Pioppi e il programma per il 2022, il presidente Bonino, su indicazione del Consiglio, ha voluto premiare con un particolare riconoscimento il segretario del Club Marco Ballardini che da 22 anni ricopre tale carica all’interno del Club di Vallecamonica. La Conviviale si è chiusa con la programmazione 2022 che vedrà nei prossimi mesi incontrare gli atleti paralimpici della Polisportiva Disabili Valcamonica, Tiberio Cavalleri, agente FIFA e procuratore di alcuni giocatori e mister di serie A, il Tiro a Volo di Lovere a Montecampione. Successivamente alcuni soci hanno ringraziato il presidente per l’impegno profuso in questi anni di pandemia, hanno detto grazie al socio Giacomo Ducoli per l’impegno tecnologico durante le conviviali in streaming mentre il neo presidente onorario Roberto Gheza ha invitato tutti i soci ad aumentare il numero dei soci del Club invitando gli amici sportivi a far parte del Panathlon Club di Vallecamonica. Sorgente: Assemblea del Panathlon Club di Vallecamonica, Roberto Gheza Presidente Onorario | Gazzetta delle Valli News dalle Valli Lombarde e Trentine   [...] Leggi di più...
01/04/2022La forma giuridica è nuova, ma il contenuto cambia solo in parte rispetto al passato. Il Consorzio dei residenti di Montecampione, da associazione non riconosciuta che affonda le radici nel lontano 1977, grazie al recente decreto della Regione si trasforma in associazione riconosciuta di carattere privato. Un passaggio arrivato dopo un iter piuttosto difficile, caratterizzato dalla dichiarata iniziale non procedibilità affermata da Milano, alla quale ha fatto seguito la contestazione da parte del presidente del Consorzio. Poi le spiegazioni da palazzo Lombardia, i contatti con i funzionari da parte di chi era contro e di chi sosteneva il riconoscimento richiesto. Infine il risultato atteso: il «Consorzio Montecampione» può essere iscritto nel registro delle persone giuridiche private. Questo a seguito anche della modifica del tenore letterale di alcuni articoli del vecchio Statuto associativo (articoli 2 su sede, 5 su scopo, 6 su consorziati, 13 su assemblea consortile e 16 sul consiglio di amministrazione), che prevedevano per esempio la possibilità di erogare servizi di competenza pubblica e la presenza di due membri di diritto nel Cda in rappresentanza dei Comuni di Artogne e di Piancamuno, presenza che è invece divenuta eventuale, volontaria e oggetto di elezione. Il risultato è stato presentato sabato scorso a una trentina di residenti che si sono riuniti nel teatro de «La Splaza», dato che il cinema di Alpiaz è oggi sprovvisto del certificato di agibilità. «Il percorso è stato più complicato del previsto, ma quanto successo non ci riguarda più – ha sottolineato il presidente Paolo Birnbaum – ora si guarda a veicolare un messaggio di collaborazione con i Comuni, a essere di supporto a chi vuole investire a Montecampione e a sostenere la società degli impianti perché la nostra località vive anche grazie a essi». C’era anche la sindaca di Artogne Barbara Bonicelli, che sollecitata da alcune domande ha riconosciuto le tante esigenze della stazione turistica, ma ha aggiunto che i soldi disponibili sono pochi dato che «c’è molta Imu che scende, ma anche molta che non scende» da Montecampione e che parte dell’imposta finisce nel patto di stabilità. «Per la strada del Plan i lavori stanno subendo forti rincari a causa prima del Covid e ora della guerra – ha spiegato – ma ci stiamo impegnando per un patto territoriale con la Regione per sostenere gli impianti». Si parla di 15 milioni di euro di investimento con l’obiettivo di un project financing. Domenico Benzoni Sorgente: Residenti, il Consorzio rilancia | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
01/04/2022Het is na de voorjaarsklassiekers tijd voor de eerste grote ronde van 2022! De Giro d’Italia begint voor het eerst in haar lange geschiedenis in Hongarije. Vrijdag 6 mei gaat de ronde van start in de hoofdstad Boedapest. Drie weken later wordt de winnaar gehuldigd in het amfitheater van Verona! Wat je in de tussentijd kunt verwachten, lees je in deze voorbeschouwing! Voor het eerst sinds de Grande Partenza van 2018 in Jeruzalem, Israël, wordt de Giro buiten de Italiaanse landsgrenzen op gang gebracht. Waar Hongarije de start van de ronde pas voor het eerst ontvangt, had Nederland al driemaal die eer. In 2002 begon de wedstrijd in Groningen, in 2010 in Amsterdam en in 2016 in Apeldoorn. Ook België kreeg de start al meermaals toegewezen. In 1973 was Verviers daarvoor het decor en in 2006 Seraing. Verder werd de wedstrijd al afgetrapt in Denemarken, Frankrijk, Griekenland, Israël dus, Monaco, San Marino, Vaticaanstad en Groot-Brittannië. De organisatie heeft in Hongarije drie verschillende etappes uitgetekend. Op de eerste dag ligt de aankomst op een heuvel en zijn de puncheurs in het voordeel, daarna wordt een individuele tijdrit afgewerkt en de driedaagse wordt afgesloten met een rit voor sprinters. Vervolgens blijft de ronde twee dagen op Sicilië, voor onder meer een aankomst bergop op de Etna. Eenmaal op het vaste land gaat de koers door de Italiaanse laars noordwaarts, onder meer via een aankomst bergop op Blockhaus en een ‘Tappa dei Muri’. Via de Alpen komt de wedstrijd uiteindelijk bij de Dolomieten en de afsluitende tijdrit in Verona. De 105e Giro d’Italia kort samengevat 21 etappes 3.445,6 kilometer 50.580 hoogtemeters Start in Boedapest Finish in Verona Rustdagen op maandag 9 mei, maandag 16 mei en maandag 23 mei 2 tijdritten 26,6 tijdritkilometers 7 aankomsten bergop 4 etappes langer dan 200 kilometer 14 etappes tussen de 150 en 200 kilometer lang 11 beklimmingen van de vierde categorie 10 beklimmingen van de derde categorie 11 beklimmingen van de tweede categorie 14 beklimmingen van de eerste categorie 1 Cima Coppi (Passo Pordoi) Beginnen in Boedapest Alle drie de Grote Rondes beginnen dit jaar in het buitenland: de Tour de France gaat van start in Kopenhagen, de Vuelta a España in Utrecht en de Giro d’Italia in Boedapest. Eigenlijk zou de Corsa Rosa de Hongaarse hoofdstad in 2020 al aandoen, maar vanwege de coronapandemie werden die plannen met twee jaar uitgesteld. Zoals wel vaker gebeurt bij tripjes van de Grote Rondes buiten de eigen landsgrenzen, begint de drieweekse etappekoers op vrijdag en wordt de eerste maandag gebruikt als een extra rust- en reisdag. In de eerste van de trits etappes door Hongarije volgt de route, die begint in hartje Boedapest, de lichte glooiingen ten noordwesten van de hoofdstad helemaal tot aan de grens met Slowakije, waar de koers aankomt bij de rivier de Donau. Op weg daarnaartoe worden enkele grote steden bezocht, zoals Székesfehérvár en Esztergom, met zijn imposante basiliek. Uiteindelijk verlaat de route de rivieroevers voor een uitdagend einde van deze openingsrit. Vanuit het centrum van Visegrád stijgt de weg over ongeveer vijf kilometer aan een constante 5% tot aan de blootgelegde resten van een koninklijk paleis uit de middeleeuwen. Puncheurs wrijven zich zonder twijfel in hun handen bij het zien van deze finale én de kans op de eerste Maglia Rosa. Het peloton wordt langs enkele plaatsen uit de Ronde van Hongarije gevoerd – foto: Cor Vos Op de tweede dag blijven de racefietsen achter in de materiaalwagen en mogen de tijdritfietsen van stal worden gehaald voor de eerste rit tegen de klok van de ronde. Het parcours loopt dwars door Boedapest, van Pest op de oostelijke oever van de Donau naar het historische centrum van Boeda, op de westelijke oever. De rit begint op het Heldenplein en gaat dan westwaarts richting het neogotische parlementsgebouw en de Donau. De rivier wordt overgestoken en de rit wordt aan de andere oever verdergezet. De route draait uiteindelijk van het water af richting de slotklim naar de finish in het Castle District. Deze klim is een echte scherprechter met een piek van 14% in het eerste deel en stukken over straatklinkers. Voor de laatste en derde etappe in Hongarije verplaatst de karavaan zich naar het zuidwesten van het land. Gestart wordt in universiteitsstad Kaposvár en van daaruit gaat het parcours over licht glooiende wegen naar Nagykanizsa en het kuuroord Hévíz. Dan doorkruist de route de Balaton, die ook wel de Provence van Hongarije wordt genoemd en wordt gekenmerkt door de vulkanische heuvels. De laatste vijftig kilometer gaat langs de oevers van het Balatonmeer, al spreken ze in Hongarije ook wel over de Hongaarse Zee. Op ruim tien kilometer van de meet ligt nog een laatste korte klim bij de abdij van Tihany, voordat de laatste rechte lijn leidt naar de – normaal gesproken – eerste massasprint van de ronde. Vrijdag 6 mei, etappe 1: Boedapest – Visegrád (195 km)   Zaterdag 7 mei, etappe 2: Boedapest – Boedapest (ITT, 9,2 km)   Zondag 8 mei, etappe 3: Kaposvár – Balatonfüred (201 km)   Van Sicilië naar Blockhaus Na de Grande Partenza in Hongarije en de eerste reis- en rustdag, gaat de Giro d’Italia verder op Italiaans grondgebied voor twee etappes op het eiland Sicilië. De vierde etappe heeft een aankomst bergop op de vulkaan Etna. Vanuit startplaats Avola passeert de route Noto, een van de belangrijkste baroksteden van het land. Daarna gaat het parcours verder langs de rotsgraven van Pantalica en het historische stadje Vizzini, terwijl de renners steeds dichter bij de Etna komen. De slotklim, die eindigt bij het Rifugio Sapienza, wordt aangevangen vanuit Ragalna (zoals in de zesde Giro-etappe in 2018), maar gaat vervolgens naar de kant van Nicolosi (zoals in 2011) voor de laatste veertien kilometer. De Etna wordt de laatste jaren vaker aangedaan door de Giro. Twee jaar geleden kwam Jonathan Caicedo als eerste over de finish, nadat hij op de slotklim de beste was uit de vlucht van de dag. Jonathan Caicedo won twee jaar geleden de etappe naar de Etna – foto: Cor Vos De vijfde etappe doet veel bekende locaties van de Giro di Sicilia aan. De route voert het peloton van Catania naar Messina, beginnend aan de oostkust en daarna over de berg Portella Mandrazzi en de glooiingen daar in de buurt. Als de renners de noordkust bereiken, komen ze door plaatsen als Villafranca Tirrena en Ganzirri, waar de Pilone dello Stretto, de wit-rode stalen torens van de oude hoogspanningskabel, hoog boven het landschap uittorenen. Het is een rit voor snelle mannen. Na twee dagen op Sicilië gaat de ronde verder in Calabrië, in het zuiden van de Italiaanse laars. Ook de zesde etappe eindigt waarschijnlijk in een sprint. Na een heuvelig eerste deel vanuit Palmi volgt de route de Tyrreense kust naar Scalea. Verwacht wordt dat de finale daar zeer snel zal zijn. De zevende etappe heeft een zeer uitdagend profiel en gaat dwars door de bergen van Calabrië en Basilicata – de hoeveelheid klimwerk doet niet onder voor een rit door de Dolomieten. De start langs de zee vanuit Diamante is het enige relatief vlakke stuk. Zodra de renners voorbij het plaatsje Maratea zijn, volgt een aaneenschakeling van veeleisende beklimmingen – de een zwaarder dan de ander. De renners beklimmen de Passo Colla, die naar Lauria leidt. Daar rijden ze de Monte Sirino omhoog, die na 23 jaar weer is opgenomen in het parcours. Na de doortocht door Viggiano beklimt het peloton de veeleisende Montagna Grande di Viggiano. De beklimming van Sellata is de laatste alvorens aankomstplaats Potenza wordt bereikt. Voor de achtste etappe strijkt de karavaan neer in Napels, Campanië. De etappe staat deels in het teken van Procida, het eiland dat bij de stad Napels hoort en dit jaar tot de culturele hoofdstad van Italië is uitgeroepen. Het parcours tussen Napels en het Flegreïsch schiereiland is kort maar veeleisend. Vanuit de hoofdstad van Campanië gaat de koers naar Bacoli, waar een uitdagend circuit van zo’n negentien kilometer over de Monte di Procida begint en dat meermaals moet worden afgelegd. Aan het eind van de laatste ronde keert de koers terug naar de stad Napels, waar aan de kust op de boulevard Via Francesco Caracciolo de finish wordt neergelegd. Verwacht daar een eindsprint van een uitgedund peloton. Nairo Quintana maakte in 2017 het zegegebaar op de Blockhaus-klim – foto: Cor Vos De eerste volle week wordt afgesloten met een bergetappe over de Apennijnen, op de grens van Molise met de Abruzzen – halverwege de Italiaanse laars. Het is de eerste rit die van de organisatie de maximale vijf sterren heeft gekregen. Al meteen in de eerste kilometers vanuit startplaats Isernia richting Rionero Sannitico loopt de route bergop. Na de Macerone en de Rionero Sannitico begint de beklimming van Roccaraso. Tot aan Guardiagrele loopt het enige redelijk rustige stuk van de etappe grotendeels bergafwaarts. Dan begint de dubbele klim naar Blockhaus. Vanuit Pretoro bereiken de renners de Passo Lanciano om vervolgens af te dalen naar Lettomanoppello. Na een rondje om de voet van de Majella, wordt vanuit Roccamorice naar de finish geklommen, net als in 2017 toen Nairo Quintana de overwinning pakte. De finale van de etappe wordt gekenmerkt door stroken met stijgingspercentages van twee cijfers en een reeks haarspeldbochten op weg naar de streep. Maandag 9 mei, rustdag Dinsdag 10 mei, etappe 4: Avola – Etna-Nicolosi (172 km) Woensdag 11 mei, etappe 5: Catánia – Messina (174 km) Donderdag 12 mei, etappe 6: Palmi – Scalea (192 km) Vrijdag 13 mei, etappe 7: Diamante – Potenza (196 km) Zaterdag 14 mei, etappe 8: Napels – Napels (153 km) Zondag 15 mei, etappe 9: Isernia – Blockhaus (191 km) Via San Remo naar de Alpen Na de tweede rustdag gaat de wedstrijd verder aan de Adriatische kust van de Abruzzen en de Marche. De tiende etappe begint vanuit Pescara vlak en volgt lange tijd de kustlijn, maar in de tweede helft trekt het parcours het binnenland in en krijgen we een ander gezicht van deze rit te zien. Het gaat namelijk voortdurend op en af over de Muri rond aankomstplaats Jesi. Vanaf Civitanova Marche hebben de renners geen tijd meer voor adempauzes. Ze moeten achtereenvolgens de beklimmingen naar Crocette di Montecosaro, Recanati, Filottrano, Santa Maria Nova en Monsano bedwingen – stuk voor stuk veeleisende hellingen, met enkele zeer steile stroken die zeker voor een selecte groep gaan zorgen die in Jesi gaat strijden om de etappezege. Na enkele lastige etappes krijgen de sprinters in de elfde rit, dwars door de regio Emilia-Romagna, weer een kans om voor de zege te gaan strijden. Het profiel is zo vlak als een pannenkoek en, samen met de derde rit, het langste van de Giro. Vanaf de start in Santarcangelo di Romagna tot aan Bologna volgt de route de Via Consolare Emilia, een weg waar je makkelijk een lineaal langs kunt leggen. Na Bologna doet het peloton enkele plaatsen aan die door de zware aardbeving van 2012 waren getroffen, zoals San Giovanni in Persiceto, Crevalcore, Camposanto, Carpi en Corregio. De route gaat dan verder over vlakke en rechte wegen tot in Reggio Emilia, voor een verwachte massasprint. De twaalfde etappe is een middelzware bergrit door het westen van Emilia-Romagna naar Ligurië, waarin de ontsnapping het tot het einde kan halen. De route stijgt vanuit Parma eerst gestaag, bij het binnenrijden van Ligurië via de Passo del Bocco, en daalt dan snel af naar Carasco, in de Val Fontanabuona. De route loopt oostwaarts door de vallei en bereikt dan Ferriere en La Colletta. Na een afdaling via Bargagli en Cavassolo komt de etappe op het grondgebied van Genua en begint de korte, maar moeilijke Valico di Trensasco. In Bolzaneto loopt de route een klein stukje langs de autoweg en steekt vervolgens de Polcevera over via de nieuwe San Giorgio-brug, alvorens in het centrum van Genua langs de Via 20 Settembre naar de finish te koersen. Het parcours trekt in etappe 14 langs de indrukwekkende basiliek van Superga – foto: Cor Vos De dertiende etappe door Ligurië en Piemonte is relatief kort en redelijk zwaar. Het parcours is dat van de zomerse Milaan-San Remo van 2020, maar dan in omgekeerde richting. Beginnend in San Remo doet de etappe eerst Imperia aan, loopt dan over de Colle di Nava om vervolgens Ceva te bereiken, op weg naar de finish in Cuneo. Enkele van de meest iconische locaties van de Giro in het gebied, zoals het heiligdom van Vicoforte en Mondovì, liggen na vele jaren weer op de route. Een snelle finale over de vlaktes rond Cuneo leidt normaal gesproken naar de massasprint. In de veertiende etappe krijgen de renners een korte en uitdagende rit voor de wielen geschoven, waar nauwelijks ruimte is voor adempauzes. Het totale hoogteverschil, in verhouding tot de lengte van deze rit door Piemonte, is een Alpenetappe waardig. De eerste tien kilometer van Santena naar Chieri zijn de enige kilometers zonder beklimmingen of afdalingen. Daarna volgt een circuit dat omhoog loopt naar achtereenvolgens de Superga, de iconische aankomstlocatie van Milaan-Turijn, en de Colle della Maddalena. Na de finishpassage op de Corso Moncalieri in Turijn begint de ronde nog een keer van voren af aan. Na de tweede keer de Maddalena volgt een technische afdaling naar de finish. Vlak voor de laatste rustdag, wacht een kolossale etappe dwars door Piemonte en de westelijke Alpen, met lange beklimmingen. Beginnend in Rivarolo Canavese, loopt de route langs de rivier de Dora Baltea helemaal tot aan de Valle d’Aosta en de regionale hoofdstad Aosta. Het parcours van de etappe omvat vervolgens opeenvolgende beklimmingen van Pila-Les Fleurs, een klim die de Giro na een afwezigheid van dertig jaar weer verwelkomt, Verrogne (voor het laatst beklommen in 2019) en Cogne, om te eindigen in het Nationaal Park Gran Paradiso, dat nu 100 jaar bestaat. Opgelet: meer dan 46 kilometer van de laatste 80 kilometer is bergop! Maandag 16 mei, rustdag Dinsdag 17 mei, etappe 10: Pescara – Jesi (196 km) Woensdag 18 mei, etappe 11: Santarcangelo di Romagna – Reggio Emilia (203 km) Donderdag 19 mei, etappe 12: Parma – Genua (204 km) Vrijdag 20 mei, etappe 13: San Remo – Cuneo (150 km) Zaterdag 21 mei, etappe 14: Santena – Turijn (147 km) Zondag 22 mei, etappe 15: Rivarolo Canavese – Cogne (178 km) Duelleren in de Dolomieten De laatste week begint met een traditionele bergetappe door Lombardije, met een serie bergen waarvan sommige na vele jaren opnieuw zijn ontdekt. Deze vijfsterrenrit begint in Salò en gaat vervolgens naar de beklimmingen van Bagolino en de Goletto di Cadino, die in 1998 voor het laatst omhoog werd gereden toen Marco Pantani naar de overwinning reed in Montecampione. De route voert vervolgens naar de Mortirolo, die net als in 2017 vanuit Monno moet worden bedwongen. Daarna wordt afgedaald naar Grosio en loopt de route over de wegen van de Sforzato, de wijn waarnaar deze Sforzato Wine Stage is vernoemd. Na de klim naar Teglio en de Valico di Santa Cristina, in 1999 voor het laatst aangedaan, wordt uiteindelijk Aprica bereikt. De zeventiende etappe door de regio’s Lombardije en Trentino-Zuid-Tirol bestaat uit twee delen. Het begin gaat meteen bergop naar de Passo del Tonale, gevolgd door een stuk van meer dan zeventig kilometer dat grotendeels bergaf loopt. Na het oversteken van de rivier de Adige, klimt de route naar Giovo en loopt het parcours door de Valle di Mocheni om Pergine Valsugana te bereiken. Het laatste stuk van de etappe zou op zichzelf al een lastige rit zijn: na Pergine Valsugana beklimmen de renners namelijk de Passo del Vetriolo van een nieuwe kant en rijden zij over de Strada del Menador (ook wel de Kaiserjägerstraße), met zijn krappe haarspeldbochten en tunnels. Na de Monterovere brengen de laatste paar glooiende kilometers waarschijnlijk een kleine groep naar de finish. Voor de sprinters is de achttiende etappe van Borgo Valsugana naar Treviso, door Trentino-Zuid-Tirol naar Veneto, de laatste kans om te strijden voor de overwinning. In het begin volgt de route de milde glooiingen van de iconische Scale di Primolano, helemaal tot aan de vallei van de rivier de Piave, en doorkruist dan de streek van de Prosecco tussen Valdobbiadene en Refrontolo. De laatste klim is de korte Muro di Ca’ del Poggio, waarna de route de laagvlakte rond Treviso bereikt. Op het lokale circuit rond de aankomstplaats beslist normaal gesproken een massasprint over wie de zege pakt. Drie dagen voor het einde wacht de renners een uitdagende etappe in het middengebergte door Friuli-Venezia Giulia en deels door Slovenië, die begint in Marano Lagunare. Daarna loopt het parcours over het laagland omhoog naar de Morenische heuvels van het Gardameer rond Fagagna en Majano. Na de doortocht van Buja bereikt de koers de Julische Alpen, genoemd naar Julius Caesar, en de klim naar Villanova Grotte, gevolgd door de Passo di Tanamea. Net als in 2019 is Verona het sluitstuk van de drieweekse ronde – foto: Cor Vos De renners komen vervolgens Slovenië binnen en rijden dan naar Kobarid. Hier begint een van de nieuwe beklimmingen van deze Giro, de Monte Kolovrat, tien kilometer aan bijna 10% – het stijgingspercentage valt iets lager uit door een klein plateau halverwege de klim. Een lang stuk vals plat naar beneden leidt dan terug naar Italië. Vanuit Cividale del Friuli begint de klim die leidt naar het heiligdom van Castelmonte, dat al bijna 1.000 jaar de omgeving van deze streek domineert. Op de voorlaatste dag staat een kolossale etappe door de Dolomieten van Veneto en Trentino-Zuid-Tirol, en de laatste aankomst bergop van deze Giro, op het programma. Deze laatste vijfsterrenrit begint in Belluno en met een korte omweg door de vallei van de rivier de Piave passeert de route Agordo en Cencenighe. Dit is het begin van de finale met drie grote beklimmingen: de Passo San Pellegrino (met eenmaal voorbij Falcade stijgingspercentages van meer dan 15%), de Passo Pordoi (de Cima Coppi, het ‘dak van de ronde’, van 2022) en de Passo Fedaia via Malga Ciapela, waar de stijgingspercentages gestaag boven de 10% blijven zweven, met pieken van 18%. Een passage door de kloof de Serrai di Sottoguda laat de koers links liggen, aangezien de weg door de storm Vaia onbegaanbaar is gemaakt. Na veertien jaar is Marmolada weer een keer aankomstplaats in de Giro. Maandag 23 mei, rustdag Dinsdag 24 mei, etappe 16: Salò – Aprica (202 km) Woensdag 25 mei, etappe 17: Ponte di Legno – Lavarone (168 km) Donderdag 26 mei, etappe 18: Borgo Valsugana – Treviso (152 km) Vrijdag 27 mei, etappe 19: Marano Lagunare – Santuario di Castelmonte (177 km) Zaterdag 28 mei, etappe 20: Belluno – Marmolada (168 km) Gran finale in Verona De 105e Giro d’Italia eindigt met een individuele tijdrit in en rond Verona (Veneto) op het circuit van Torricelle, bekend van het WK. Het eerste deel loopt over rechte en zeer brede wegen. Dan volgt een onregelmatige klim van ongeveer 5% over een iets smallere weg. Na de klim en de opname van de tussentijden op de top, krijgen de renners een snelle afdaling van vier kilometer voor de wielen. De laatste drie kilometer door de straten van Verona heeft enkele technische bochten voor de aankomst op de Piazza Bra en uiteindelijk in de Arena van Verona. Zondag 29 mei, etappe 21: Verona – Verona (ITT, 17,4 km) WielerFlits komt tijdens de Giro d’Italia dagelijks met een voorbeschouwing op de 21 etappes. In die vooruitblik wordt het parcours extra geduid en wijzen we, zoals jullie van ons gewend zijn, tien favorieten voor de dagzege aan. Altreinformazioni ed immagini al link della sorgente: Giro 2022: Voorbeschouwing op het parcours | WielerFlits   [...] Leggi di più...
01/04/2022Dal canale Youtube MontecampioneSKI Sorgente: montecampione ski promo – YouTube [...] Leggi di più...
31/03/2022Chiamatelo come volete, sarà sempre lui, vispo, il fisico tosto, gli occhi attenti e intelligenti, l’allegria di un ragazzo e i ragionamenti di un giovane uomo, spontaneo e umile, modesto ma giustamente ambizioso, la testa sulle spalle e il cuore nello sci, lo sport della sua vita. Andrea Ravelli deve compiere vent’anni il prossimo 18 gennaio ma ha già accumulato tanti di quei soprannomi da fare invidia a una star: «Andy el paret» («Il “parente” in dialetto bresciano»), «Enz» («Per gli amici del mio paese»), «Ryan» («Come il soldato del film, quando sono entrato in squadra nel 2008 ed ero il più giovane di tutti»), «Scania» (forte come un TIR, by Alessandro Serra) e adesso l’ultimo, perfezionato da Gabriele Cincelli, l’inverno scorso allenatore della squadra giovanile: «Ryan il cecchino». Andrea se l’è meritato con un finale di stagione al fulmicotone, da vero killer, dominatore dei Campionati Italiani Giovani di Pila con la vittoria in gigante e in superG e il secondo posto in discesa («Mi è rimasto un po’ sullo stomaco ma se Aaron Hofer ha vinto quella gara è perché lo meritava»). Ha chiuso al primo posto la stagione del circuito istituzionale Giovani e si è conquistato la promozione nella squadra B di Coppa Europa dove deve dimostrare ad Alessandro Serra di essere davvero uno Scania robusto, veloce e vincente. «La Coppa Europa è difficilissima. L’ho assaggiata l’inverno scorso e non sono stato contento di quello che ho fatto lì. Devo diventare ancora più padrone dei miei sci, poi ci vuole esperienza e tanto lavoro. Emergere è difficile ma non impossibile». Il sogno della Coppa del Mondo sembra essere a un passo, raggiungerlo dipenderà soltanto da lui e dai suoi risultati. Per lui «meglio il duro che il molle; meglio le medie pendenze che il ripido secco»: ma è il primo a sapere che bisogna rendere al massimo su quello che passa il convento. Alle trincee della Coppa Europa il soldato Ryan di Boario Terme è arrivato in capo ad una carriera giovanile costellata di trionfi, i primi podi importanti nel 2007 in Val Zoldana quando fu secondo sia in superG che in slalom ai Campionati Italiani Allievi; il primo titolo nazionale nel 2008 nel primo annO Aspiranti, ancora in Val Zoldana, una vittoria quasi stupefacente in superG che merita di essere ricordata perché era andata così: «La settimana prima, dopo una Fis junior regionale a Madesimo, ero andato in moto dal Paganoni a fargli vedere gli scarponi, mi sono beccato una botta di freddo e il mal di gola. Per 4-5 giorni ho avuto più di 38 di febbre. Mi sono ripigliato un po’ con gli antibiotici e siamo andati su a Falcade per i Campionati Aspiranti. Siamo arrivati la sera prima della gara, la febbre mi stava passando ma io ero ancora un po’ rincoglionito, mi girava la testa. Al mattino Devid Salvadori, il mio allenatore, mi ha detto “Oh, Andre…vedi tu, se te la senti prova…” Non avevo fatto neanche un giro di riscaldamento, della ricognizione non ricordavo niente, ero come in bambola, con il pettorale 3 arrivo su alla partenza che stava già scendendo l’1. Ho messo gli sci da gara, mi sono buttato e ho vinto. Roba da non credere ma è andata proprio così. Forse perché pensavo proprio di non poter far niente di buono ed ero libero di testa, o forse proprio perché la testa mi girava ed ero un po’ svanito…». Insomma, era andata così: Andrea Ravelli, lombardo-bresciano di Darfo Boario, nato a Iseo il 18 gennaio 1992, aveva vinto il titolo italiano di super G nel primo anno svantaggiato della categoria Aspiranti senza quasi saperlo. Ma certamente non perché fosse un po’ rincoglionito dalla febbre. In realtà perché i suoi mezzi atletici e tecnici erano quelli evidenti di un campioncino e avevano convinto addirittura i tecnici a promuoverlo subito nel Pianeta Giovani Ratiopharm, il baby della compagnia. Il figlio maggiore di Renato (carpentiere che ha rinunciato a fare il maestro di sci per seguirlo da vicino) e di Eliana (rappresentante di commercio che «schiaccia, sì, ma non arriva mai…») stava crescendo forte da quando ha messo gli sci per la prima volta a due anni a Montecampione e non li ha più tolti. Diceva che «ho cominciato ad andare un po’ forte nel primo anno Allievi, quando mi sono sviluppato un po’ e ho preso consapevolezza dei miei mezzi e di quanto bisogna lavorare per emergere». Lo sci «mi piace troppo, anche se mia mamma mi diceva sempre di pensare più a studiare che a sciare» e anche oggi soltanto la KTM 250 da cross («Ho cominciato ad andare in moto a sei anni con un cinquantino…») può competere, ma solo in estate, con quella passione, quando si scatena sulla pista Atola, nei paraggi di Boario Terme dove vive con i genitori e la sorella Federica. Nel 2009, ancora a Pila, ha fatto strage di titoli Aspiranti, tre su quattro gare (discesa, superG gigante) consolidando la sua dimensione di grande speranza. Il rodaggio a livello internazionale non è ancora concluso, i Mondiali Juniores di Crans Montana non gli hanno dato quello che forse si aspettava («In gigante ho fatto una cappella nel finale e negli ultimi dieci secondi ne ho perso 1: se non avessi sbagliato sarei stato vicino al podio»). Ma il ragazzo ha stoffa e voglia. Quest’anno sarà abbastanza decisivo. Intanto si è preso il suo bel diploma di geometra con una «secchiata» bestiale da metà aprile in poi nell’Istituto di Darfo dove non ha mai sgarrato un anno e che ha quasi sempre raggiunto in moto, non però con la sua «belva» da cross ma con un più docile scooter Nitro. Dalle primissime cure di papà Renato (che non sta nella pelle ogni volta che lo vede in pista), Andrea è passato nello Sci Club 90 Montecampione dove sono sbocciate le sorelle Fanchini sotto la guida di Bortolo Berlinghieri e Paolino Fiorini. Poi ha traslocato al Rongai Pisogne seguito da Devid Salvadori e Giovanni Almici. Adesso è una «Fiamma Gialla»; quest’anno ha cambiato attrezzatura passando da Dynastar a Salomon. «El Paret», «Enz», «Scania», «Ryan il cecchino», insomma il geometra Andrea Ravelli è pronto per tirare le sue righe, che nello sci vuol dire arrivare più veloci di tutti al traguardo. Con la testa sulle spalle e la passione nel cuore. Marco Di Marco Sorgente: Andrea Ravelli, alias Soldato Ryan – SciareMag   [...] Leggi di più...
26/03/2022Dal canale Youtube Consorzio Montecampione Riconoscimento giuridico del Consorzio Montecampione – conferenza stampa 26/03/2022 – Sorgente: Riconoscimento giuridico del Consorzio Montecampione – conferenza stampa 26/03/2022 – – YouTube   [...] Leggi di più...
25/03/2022Buongiorno, ricordiamo che domani, sabato 26 marzo alle ore 11.00 presso la sala polivalente del Condominio La Splaza, si terrà la conferenza stampa che tratterà dettagli ed aspetti tecnici del recente riconoscimento ed iscrizione del Consorzio Montecampione nel Registro Regionale delle Persone Giuridiche Private, come da Decreto di Regione Lombardia n° 881 del 15/03/2022. La conferenza sarà trasmessa in streaming sul canale Youtube  ‘Consorzio Montecampione‘ e sulla pagina Facebook ‘Io vado a Montecampione‘.  La registrazione rimarrà disponibile sui medesimi canali. Cordiali saluti. Ufficio Stampa del Consorzio Montecampione via Panoramica 61 – 25050 Pian Camuno (BS) tel. 0364/560188 – fax 560948 web: www.consorziomontecampione.it mail: ufficiostampa@consorziomontecampione.it   [...] Leggi di più...
25/03/2022Dal canale Youtube Park info Boario Terme Destination Video, Italy, in Valle Camonica under the Montecampione ski resort, just above lake Iseo and 50 mins from Bergamo. Welcome to our world all year around. www.Monticolo.it Sorgente: Boario Terme, Montecampione, The Destination Video – YouTube   [...] Leggi di più...
24/03/2022La ‘corsa’ italiana aprovechó el paso por la cima para homenajear al mítico ciclista, ganador del Tour y del Giro de 1998, al cumplirse diez años de su muerte En las rampas de Montecampione –donde finalizó ayer la decimoquinta etapa- se han escrito grandes gestas del Giro. Sin embargo, el nombre de esta subida quedó indisolublemente asociada al nombre de Marco Pantani cuando ‘Il Pirata’ se exhibió, como él sólo sabía hacer, para sentenciar su triunfo en la ‘corsa’ rosa de 1998. Había nacido una leyenda, que lamentablemente tendría corto recorrido. Ayer, sobre los renglones torcidos que escribía el gran Marco en sus conquistas, la gloria se la llevó Fabio Aru, una de las promesas del ciclismo italiano, y tras él otros que aspiran a poner su nombre en la lista de ganadores de la ‘corsa’ rosa como en su día lo hizo Pantani. Urán aumentó la distancia con Evans, pero cedió ante el propio Aru y Nairo Quintana, cuya progresión invita a una última semana de emoción. El Giro de Italia ha querido rendir homenaje al gran Marco Pantani en esta edición en la que se cumplen diez años de su triste final y 15 de su resultado anómalo en un control de hematocrito en el Giro de 1999, un hecho que le empujó a un abismo del que nunca supo salir. El día que se exhibió en la subida a Madonna di Campiglio y colocaba en el bolsillo su segunda ‘corsa’ rosa, el destino le volvió a jugar una mala pasada –como muchas veces antes lo había hecho- y le arrojó del cielo al infierno en un descenso vertiginoso, como los que protagonizaba el propio Marco bajando los puertos, pero éste acabó en un trágico final. Un enigma aún por resolver Cerca de la media noche del 14 de febrero de 2004, Marco Pantani fue hallado muerto a la edad de 34 años en el hotel Le Rose de Rimini. Una pensión de mala muerte en un pueblo de veraneo, que en los meses de invierno no deja de ser un lugar lúgubre para vivir… Y para morir. En su habitación, en la quinta planta, los ‘carabinieris’ encontraron a Pantani tirado en el suelo, vestido con un vaquero y rodeado de ansiolíticos y antidepresivos. Medicamentos para luchar contra la tristeza en la que vivía sumido desde que en el Giro de 1999, a dos días de coronarse ganador, fue expulsado de la carrera tras rebasar el nivel de hematocrito permitido. Como en aquella época los controles no detectaban todas las sustancias prohibidas se estipuló que, para preservar la salud del deportista, nadie podría correr con un nivel superior al 50%. La autopsia revelaría que la causa de la muerte fue una sobredosis de cocaína, sustancia a la que era adicto desde ese fatídico año 1999. Sin embargo, su familia y su círculo cercano nunca creyó esta hipótesis y ahora, coincidiendo con el décimo aniversario de su muerte, han pedido la reapertura del caso porque hay hechos que no convencen a su entorno. La soledad como compañera de viaje Pantani tocó el cielo como corredor. Debutó en 1992 y pocos años después de su debut ya se codeaba con el mismísimo Miguel Indurain. Sus victorias de etapa en la ‘Grande Bouclé’ del 97 y el doblete de Giro y Tour un año más tarde le llevaron a lo más alto del panorama ciclista. Su estampa, siempre con la bandana amarilla cubriendo su pelada cabeza, y su apodo, ‘El Pirata’, eran venerados en el mundo entero. Sin embargo, su frágil personalidad no pudo soportar en muchas ocasiones la presión que su figura arrastraba. No acertó siempre con sus amistades –como su novia danesa de toda la vida, Christine, quien prefería ir a la playa antes que ver a su chico maravillar al mundo entero subiendo colosos de montaña más rápido que nadie- y cuando tuvo que descender del cielo a los avernos acabó sólo. Él mismo eligió la soledad como compañera de viaje en sus últimos años, la misma que era la única compañía que encontraba cuando atacaba en los puertos de montaña en pos de la victoria. 1995, un año accidentado y un disfraz de mujer Después de haber maravillado al mundo siendo segundo en el Giro (por delante de Indurain) y tercero en el Tour, el año 1995 iba a ser la de la consagración de Marco Pantani. Sin embargo, en plena puesta a punto para la ronda italiana, ‘el Pirata’ es atropellado por un coche que se saltó un stop. Las lesiones le obligaron a renunciar a buena parte de la temporada, donde logró dos victorias en el Tour de Francia. Meses después, la mala suerte volvió a cebarse con el italiano que se estrellaba contra un todoterreno en la clásica Milán-Turín. Esta vez fueron 16 meses los que estuvo Marco sin colgarse un dorsal. Al menos de manera oficial, ya que en plena recuperación Marco acudió a una prueba cicloturista organizada por unos amigos. Para no ser reconocido, Pantani se vistió de mujer sin que nadie se percatara de que era él. La teoría de la conspiración Los hechos que rodearon la mañana en la que Pantani no superó el control de hematocrito siguen marcados de cierto misterio y oscurantismo. Los defensores del ‘Pirata’ creen en una teoría de la conspiración y se escudan en los hechos extraños que se dieron ese día. Giussepe Martinelli, el director de Marco en aquel Giro de Italia, confesó que 15 minutos después del control a Pantani ya sabían los resultados, cuando habitualmente éstos no se conocían hasta 30 minutos después. En la biografía del corredor titulada ‘Un hombre en fuga’, Fabrizio Borra, su masajista de confianza, también denuncia las extrañas circunstancias que rodearon el control: “El trato de los doctores fue brusco y preguntaron hasta en cuatro ocasiones que si estaba seguro que la probeta en la que se depositó la sangre era la suya. ‘¡Está seguro, verdad!’ gritaban repetidamente. Además, antes de que se supiese el resultado ya llegaron varios periodistas a la carrera a nuestro hotel”, cuenta Borra. De hecho, una de las ideas que defienden los ‘tifosis’ de Pantani es que la negativa del italiano de fichar por el todopoderoso Mapei –el equipo de moda de esos años y abanderado del ciclismo italiano- fue uno de los motivos que empujaron a destruir la imagen del ‘Panta’. ‘O conmigo o contra mí’, se decía. También, que el enfrentamiento directo de los ciclistas, que liderados por Marco, se oponían al solapamiento de los controles de la UCI con los de la Agencia de Protección de la Salud italiana puso en el disparadero al ciclista nacido en Cesenatico, que fue utilizado como cabeza de turco para demostrar la fuerza del sistema. Su enemistad con Armstrong Sin duda, no fue el único ciclista del pelotón que tuvo una férrea enemistad con Lance Armstrong. El tejano, soberbio como pocos, chocó con Pantani en el Tour del 2000. Por aquel entonces, Lance dominaba la carrera gala a su antojo y Pantani regresaba a la primera fila después de cumplir su pena por dopaje. En la ascensión al gigante Mont Ventoux el estadounidense y el transalpino se marcharon solos. Marco apenas aguantaba los relevos de Armstrong, que a escasos metros de la meta decidió no disputar la victoria -algo poco usual en él-. Horas después, el orgullo de Lance salió a escena y propagó a los cuatro vientos que había dejado ganar a Pantani, quien se sintió herido y trató de amargar -sin conseguirlo- el triunfo del estadounidense en la ronda gala. Pero qué se podía esperar de alguien que en sus años de escuela llevaba escrito en sus notas: “no acepta la derrota, siempre quiere ser el primero”, como anotaciones de sus profesores respecto a su relación con sus compañeros. Desde entonces fueron irreconciliables, aunque Armstrong, años más tarde, mostró su arrepentimiento asegurando: “Yo era un carpintero y él un verdadero artista”. Sus escapadas en Las Rozas Si hay alguien que conoció bien a Marco Pantani es el español Dani Clavero. Gregario, amigo y consejero, el madrileño ha estado siempre perseguido por los medios de comunicación para que contase algo sobre el ídolo caído. Sin embargo, la discreción de Dani ha sido siempre más fuerte que cualquier insistencia. El caso es que en 2003, cuando Marco huía de la presión mediática italiana, Clavero lo acogióen su casa de Las Rozas, como cuenta en su blog el triatleta José Almagro, quien acompañó en varias ocasiones al italiano en sus entrenamientos por la sierra madrileña. Almagro lo define como una persona cercana y muy entregada al ciclismo, llegando incluso a hacer test de subida después de un entrenamiento de seis horas. Un libro, una película, una carrera y horas de televisión La magnitud del personaje de Marco Pantani es similar a las grandes estrellas del rock. A su funeral, en su Cesenatico natal, acudieron más de 30.000 personas. Ese día, su agente Manuela Ronchi pronunció un emotivo discurso en el que hacía alusión a la honestidad y a la confesión de los tramposos, esa que está tan de moda en los últimos años. La propia Ronchi, autora de la biografía de ‘Il Pirata’, ha ido revelando con el paso de los años y la superación de la pérdida de Pantani algunas anéctodas que explican la personalidad del genial ciclista. Por ejemplo, la frase que escribió poco antes de morir y en la que decía: “El único de vosotros que ha aprendido a drogarse no para ganar, sino para perder”. Un libro escrito desde el lado humano y familiar, dejando aparte algunos aspectos peliagudos. Pero la literatura sobre ‘Il Pirata’ es inmensa. También se ha realizado un película sobre él, en Italia existe una carrera que lleva su nombre (El Memorial Pantani) y coincidiendo con fechas señaladas como el décimo aniversario de su muerte o alguna victoria señalada, la televisión Italia 2 llega a emitir programas de hasta cinco horas de duración en homenaje al legendario ciclista italiano. V.J. Sorgente: Giro de Italia: El Giro duerme en Montecampione, la montaña que encumbró a Marco Pantani [...] Leggi di più...
23/03/2022Manca poco all’inizio di aprile, e il prossimo sarà un mese segnato dalle aste fallimentari a Montecampione. Il calendario ne prevede due, la prima nel Tribunale di Brescia e l’altra in quello di Bolzano. Le società coinvolte sono Alpiaz e Stella alpina, due srl che hanno rispettivamente portato i libri in Tribunale nel dicembre 2012 e nell’ottobre del 2020. Gli immobili già di Alpiaz coinvolti nella vendita in terra bresciana (ne esistono anche nel complesso «Pietre rosse» a Palinuro) sono classificati come beni residui, ma non per questo sono pochi. Si tratta di uno stuolo di multiproprietà nel complesso «Le Baite» a quota 1800, di alcuni appartamenti a «La Splaza» e di una quota dei parcheggi interrati dello stesso complesso, parte dei quali sono già passati al Comune di Artogne. Il fatto che si sia arrivati all’undicesimo esperimento d’asta è un chiaro segnale dello scarso interesse che suscitano questi beni. I più appetibili, come appartamenti, box, campo bocce, cinema, palasport e alcuni terreni sono infatti già andati venduti, mentre rimangono proprietà che sembra difficile piazzare. L’asta per queste è in calendario il 7 aprile, con le eventuali offerte che dovranno arrivare entro le 11 di due giorni prima. Quando per Montecampione si parla di speranza di trovare un investitore affidabile, il pensiero corre soprattutto a quello che resta dell’hotel di quota 1200 e a parte del complesso de Le Baite, già di proprietà della fallita Stella alpina. Due ramni d’azienda che andranno all’asta per la terza volta sotto l’egida del Tribunale di Bolzano il prossimo 20 aprile. Sei piani di edificio per il primo con 140 stanze raggiunte da sette scale e 12.500 metri quadri per il secondo, caratterizzati da 142 appartamenti, spazi ricreativi, zona relax, anfiteatro e altro ancora. La vendita telematica in modalità sincrona prevede il deposito delle offerte entro le 12 del 19 aprile. La base d’asta per l’intera proprietà è di un milione e 798mila euro, con l’offerta minima pari a 1.348.500. Per informazioni o per la visita degli immobili ci si può rivolgere al curatore fallimentare Alessandro Zadra, che ha lo studio a Bolzano. Domenico Benzoni Sorgente: Per Alpiaz e Stella alpina torna l’ora degli incanti | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
20/03/2022Il 18 agosto 2021 a Montecampione si era celebrata l’Assemblea straordinaria del Consorzio, con le modifiche statutarie necessarie per poter richiedere a Regione Lombardia il riconoscimento di Associazione iscritta nel registro delle Persone giuridiche private, ai sensi degli articoli 1 e 3 del regolamento regionale del febbraio 2001. La Regione, nel decreto notificato alla Camera di Commercio ed al Consorzio stesso, ha ribadito che, relativamente all’articolo 5 del regolamento approvato in assembla straordinaria nell’agosto scorso, oggetto di particolare attenzione e approfondimento in punta di diritto, il Consorzio può anche erogare, nell’ambito del perimetro consortile e nell’intorno, servizi affidatigli da Enti pubblici e da società di diritto pubblico, in quanto tali attività non sono sovrapponibili ai servizi pubblici erogati dall’ente locale, chiaramente delineati dal testo unico degli enti locali. A giorni il Consorzio informerà compiutamente tutti i residenti, di fatto soci dell’Associazione, su quanto stabilito da Regione Lombardia e sul futuro, ormai definitivamente sereno, della storica associazione, nata per sostenere le attività di sviluppo della stazione, che ora ha uno strumento chiaro, definito nei suoi dettagli, per continuare ad operare in tale direzione seguendo regole e procedure stabilite da norme e decreti. Per Montecampione è la strada per ripartire con decisione guardando a turismo e ospitalità, garantiti da servizi efficienti, apprezzati e all’altezza dei tempi. Francesco Gheza Sorgente: +Valli TV – RICONOSCIUTO IL CONSORZIO MONTECAMPIONE   [...] Leggi di più...
20/03/2022Montecampione – Chiude oggi la stagione sciistica a Montecampione, prosegue fino a domenica prossima a Borno, mentre il comprensorio Pontedilegno-Tonale chiuderà dopo Pasqua e al Presena si potrà sciare fino a metà maggio. Invece in Valtellina la stagione proseguirà fino a Pasqua ad Aprica e Bormio e terminerà il 1 maggio a Livigno. Poi sarà tracciato il bilancio sulla stagione sciistica della ripartenza che ha visto ottimi afflussi all’inizio, a Capodanno e a Carnevale e febbraio, soprattutto tra gli italiani, mentre è stata registrata una flessione – anche per le scelte adottate dal governo sulla pandemia – di presenze straniere. Sorgente: Chiude la stagione sciistica a Montecampione | Gazzetta delle Valli News dalle Valli Lombarde e Trentine   [...] Leggi di più...
19/03/2022Soddisfazione da parte degli amministratori A gennaio era arrivata la doccia fredda per il Consorzio Montecampione: l’istanza per il riconoscimento giuridico del Consorzio dei residenti era stata dichiarata ‘improcedibile’ da Regione Lombardia, bloccando così la trasformazione dell’ente da non riconosciuto a riconosciuto per il fatto che nello Statuto comparivano diverse incongruenze. Ma il Consorzio guidato da presidente Paolo Birnbaum non ha voluto mollare e il notaio incaricato ha apportato alcune modifiche allo Statuto depositando, con atto pubblico del 25 febbraio, quello revisionato. In particolare si è messo mano all’articolo 5 del documento, in cui vengono citati servizi – sistema idrico, pulizia delle strade, raccolta e smaltimento dei rifiuti, potabilizzazione, illuminazione pubblica – che si vorrebbero gestire nella stazione ma che, sulla base del Testo unico degli enti locali, sono di competenza dei Comuni. Inoltre è stato rimodulato il criterio elettivo dei mebri del consiglio. In settimana la notizia da Milano: il riconoscimento è stato concesso. Nel decreto regionale si legge che il Consorzio, con sede a Piancamuno, è iscritto nel registro delle persone giuridiche private. Linda Bressanelli Sorgente: Il Consorzio Montecampione riconosciuto come ente giuridico dalla Regione | Radio Voce Camuna   [...] Leggi di più...
19/03/2022A Borno lo stop sarà tra una settimana. Ponte e Aprica puntano a tenere aperto fino a Pasqua Stagione sugli sci agli sgoccioli un po’ in tutta la provincia di Brescia, anche se le temperature, che si mantengono ancora piuttosto rigide in alta quota, permettono di proseguire, soprattutto in alta Vallecamonica, ancora per qualche settimana. Così come la neve, ormai tutta sparata, pare tenere ancora per un po’. Sarà questo l’ultimo weekend di divertimento sulle piste per il comprensorio di Montecampione, che già in settimana ha tenuto chiuso gli impianti, concedendo agli appassionati ancora questi due giorni di discese sulle poche piste aperte. Sorpresa invece a Borno: la Ski area ha deciso di posticipare di una settimana l’addio alla stagione bianca, con lo stop programmato per la prossima domenica 27 marzo, regalando così agli affezionati un’altra settimana sugli sci. Se per la giornata dei saluti è annunciato un evento «in grande stile», già domani alle 14 al Barissimo è in programma musica con il dj Nico. Il comprensorio di Ponte-Tonale promette invece di proseguire con il suo carosello bianco fino a Pasqua, tenendo aperto l’intero demanio da Temù sino al Tonale. E poi ancora, se il tempo aiuterà, garantendo il funzionamento degli impianti per il Presena fino al 15 maggio. «La nostra idea è di proporre lo sci anche nella vacanze pasquali – fa sapere il direttore del consorzio Ponte-Tonale Michele Bertolini -: se le cose si mantengono come ora sarà possibile e noi stiamo facendo tutti gli sforzi in nostro potere». Nonostante le premesse alquanto grigie all’inizio della stagione, con i disagi e le paure della pandemia, oltre alla pochissima neve caduta dal cielo per tutto l’inverno, l’umore in alta Vallecamonica non è poi così male. «Rispetto a quando era stato annunciato – aggiunge Bertolini – è andata bene e siamo soddisfatti. Abbiamo avuto un calo degli stranieri tra il trenta e il quaranta per cento, ma un’ottima risposta dal turismo di prossimità, dalle seconde case e dagli sciatori italiani in generale, che hanno optato numerosi per le nostre piste. Abbiamo avuto un momento di terrore per la vicenda del green pass non valido per gli stranieri ma, grazie alle pressioni delle società impianti, la situazione si è risolta positivamente». Anche nel carosello di Aprica le intenzioni sono di proseguire con lo sci fino ad aprile, compreso quello notturno: se il tempo lo permetterà, gli impianti saranno in funzione sino al giorno 18. Sorgente: Sci, stagione in chiusura: ultimo weekend per Montecampione – Giornale di brescia   [...] Leggi di più...
19/03/2022Stagione sugli sci ormai verso la conclusione nel Bresciano, anche se le temperature, che si mantengono ancora rigide in alta quota, soprattutto in alta Valle Camonica, dovrebbero permettere di proseguire ancora per qualche settimana e anche la neve, quasi tutta artificiale dovrebbe ancora tenere. Comunque questo è l’ultimo weekend sulle piste per il comprensorio di Montecampione, che già in settimana ha tenuto chiuso gli impianti, concedendo agli appassionati ancora oggi e domani di discese sulle poche piste aperte. Decisamente meglio a Borno dove la Ski area ha deciso di posticipare di una settimana la sua chiusura e dunque con lo stop sarà domenica prossima 27 marzo con un’altra settimana sugli sci. Il comprensorio di Ponte-Tonale invece rimane aperto fino a Pasqua, con l’intero demanio da Temù sino al Tonale e, tempo permettendo, garantendo il funzionamento degli impianti il Presena andrà avanti sino al 15 maggio. Anche nel carosello di Aprica le intenzioni sono di proseguire con lo sci fino ad aprile, compreso quello notturno: se il tempo lo permetterà, gli impianti saranno in funzione sino al giorno 18 aprile con le feste di Pasqua. Ora dunque è quasi tempo di bilanci e, nonostante le premesse quasi negative all’inizio della stagione, con le paure per la pandemia, oltre alla pochissima neve per tutto l’inverno, sembra che, rispetto a quando era stato preventivato, sarebbe andata bene con buona soddisfazione per i gestori degli impianti. Vi è stato, specie in alta Valle un sensibile calo degli stranieri valutato tra il 30 e 40%, ma vi è stata un’ottima risposta dal cosiddetto turismo di prossimità ma anche dagli sciatori italiani in generale, che hanno optato per le nostre piste. Dopo il momento di smarrimento per la vicenda del green pass non valido per gli stranieri, grazie alle pressioni delle società impianti, la situazione si è risolta positivamente. Sorgente: Camunity – Dal Notiziario di Radiovalle   [...] Leggi di più...
18/03/2022È una partita sulla lunga distanza quella giocata tra Montecampione e la Regione, ma adesso il confronto dovrebbe essere terminato, con buone notizie per la stazione turistica della bassa valle. Dopo quasi quattro mesi dalla presentazione della domanda, palazzo Lombardia ha deciso di concedere l’agognato riconoscimento giuridico al Consorzio dei residenti. Si profila così una iscrizione nell’albo delle associazioni di carattere privato che ha vissuto momenti caldi: dalla richiesta di informazioni alla Prefettura e ai sindaci di Artogne e Piancamuno da parte del responsabile del procedimento, alla comunicazione partita da Milano dell’improcedibilità dell’istanza presentata dal Consorzio perché le «prescrizioni in ordine agli scopi istituzionali non consentono valutazione alcuna». Contro quest’ultima determina, da Montecampione era partita una serie di note per contestare l’esito e per sollecitare l’annullamento in autotutela. Ne è seguita una nuova risposta da palazzo Lombardia con ulteriori spiegazioni, e poi la decisione del notaio incaricato dal Consorzio di apportare alcune modifiche allo Statuto depositando, con atto pubblico del 25 febbraio, quello revisionato. Quindi niente membri di diritto dal consiglio di amministrazione, ma rimodulazione del criterio elettivo degli stessi, revisione del contestato articolo 5 che riportava la possibilità di provvedere allo svolgimento di compiti che sono di competenza degli enti pubblici, lasciando la possibilità di erogarli nel caso in cui fossero affidati, e qualche modifica legata al diritto di recesso volontario al momento del trasferimento a terzi delle proprietà. Il presidente Paolo Birnbaum è prevedibilmente soddisfatto: «Il Consorzio è felice per l’esito positivo del riconoscimento giuridico, ci ha creduto fortemente e per questo si è impegnato con decisione». Un primo commento arriva anche dalla sindaca di Artogne Barbara Bonicelli, che sottolinea come siano state eliminate dallo Statuto cose che il Comune aveva fatto presente da tempo, come per esempio la scelta di non voler far parte quale membro di diritto del Cda e la conferma che i servizi pubblici sono prerogativa dei Comuni. Su questi ultimi in particolare c’era una differenza di vedute tra Artogne e Piancamuno, con il primo che a norma di legge li aveva fatti propri e il secondo che aveva preferito demandarli per convenzione al Consorzio. Domenico Benzoni Sorgente: Residenti, si cambia «forma» | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
18/03/2022Dal canale Youtube Alessio Catullo Video Realizzato con un Cellulareee!!! Sorgente: Montecampione – Catullo Family – YouTube   [...] Leggi di più...
17/03/2022Scarica la traccia GPS e segui il percorso su una mappa. Registra i tuoi spostamenti con l’app, carica il percorso e condividilo con la community. Autore liaopardo Distanza 11,11 km Dislivello positivo 799 m Difficoltà tecnica Medio Dislivello negativo 687 m Altitudine massima 1.909 m Trailrank 4 Altitudine minima 1.406 m Tipo di percorso Solo andata Coordinate 43 Caricato 29 settembre 2009 Registrato settembre 2009 Sorgente: Wikiloc | Percorso 6° tappa tre valli s.cinelli ‘3v’monte cimosco(gianico)-croce di marone (monte guglielmo) [...] Leggi di più...
15/03/2022  Abbiamo il piacere di comunicare che, espletati tutti i necessari atti integrativi al primo pronunciamento di Regione Lombardia, in data 15/03/2022 con Decreto n° 881 la presidenza di Regione Lombardia ha decretato di riconoscere ed iscrivere il Consorzio Montecampione nel Registro Regionale delle Persone Giuridiche Private. Ringraziamo tutti i consorziati, le persone e le istituzioni del comprensorio (e non solo) che hanno creduto e contribuito al raggiungimento dell’obiettivo. Crediamo di esserci guadagnati sul campo questo prestigioso riconoscimento ed ora, sicuramente, inizierà una nuova era per il nostro Ente. Dettagli ed aspetti tecnici saranno presentati nella conferenza stampa che si terrà sabato 26 marzo alle ore 11.00 presso la sala polivalente del Condominio La Splaza. Sorgente: Calendario – CONSORZIO MONTECAMPIONE   [...] Leggi di più...
14/03/2022La ormai vicina chiusura della stagione sciistica fa spostare lo sguardo e le idee verso l’attività sportiva primaverile ed estiva, e così, a Montecampione si pensa a come rimettere a nuovo l’impianto tennistico «Ai Prati». Di proprietà del Comune di Artogne, i tre campi e la casetta in legno di supporto manifestano i segni dell’usura, e hanno bisogno di un intervento radicale di riqualificazione. Da tempo il complesso ha «limitato la propria funzione di attrazione – così sostiene la giunta comunale – per le precarie condizioni strutturali», e quindi bisogna ridare nuova «dignità» all’impianto. Che è davvero prezioso per la stazione turistica della bassa valle, molto frequentate durante i mesi estivi. Per la sistemazione, però, il Comune non vuole fare da solo, anzi, e quindi fa appello alle associazioni e alle società sportive presenti sul territorio. Queste realtà sono invitate a presentare una loro proposta, indicando come vorrebbero intervenire per ammodernare il centro tennis. In cambio del loro investimento e dell’impegno a promuoverne l’utilizzo da parte degli sportivi riceverebbero in affidamento la gestione gratuita della struttura per una durata proporzionale al valore dell’intervento. Da quando, a seguito del fallimento Alpiaz, le aree standard sono passate al Comune di Artogne, l’uso dei tre campi che si incontrano lungo via Plan è stato al centro di un appalto annuale con l’affidamento a un maestro di tennis. Ora, con la prospettata riqualificazione la gestione diventerebbe pluriennale, affidata appunto a chi vorrà presentare al Comune il proprio progetto di ammodernamento e rilancio. Domeico Benzoni Sorgente: Il parco del tennis ha bisogno di cure È l’ora dei club | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
11/03/2022Una rassegna di 15 ciclisti, probabilmente i più forti della storia e, certamente, i più vincenti: da Coppi e Bartali fino a Marco Pantani. Uno tra gli sport più popolari e più amati: il ciclismo è sempre stato un riferimento per intere nazioni già da inizio Novecento, rivestendo un significato sociale estremamente importante e scrivendo pagine di storia che si sono affiancate a quelle di molti Paesi, in particolare nel periodo tra le due guerre e della successiva ricostruzione europea. Giro d’Italia, Tour de France, Vuelta di Spagna: sono i tre Grandi Giri, le corse che ogni ciclista vorrebbe vincere quando inizia a pedalare. Le Classiche Monumento, le cinque gare di un giorno che aprono e chiudono la stagione, sono invece gli allori più inseguiti. Ma ogni anno si svolgono decine di gare in tutto il mondo, che rendono il ciclismo una disciplina ormai internazionale, più che strettamente europea com’era fino a un paio di decenni fa. I campioni che hanno reso celebre questo sport sono moltissimi, e immaginare una classifica assoluta sarebbe molto complicato. Inoltre, ogni corridore ha la sua specificità: scalatori, velocisti, passisti, finisseur, specialisti contro il tempo. Indubbiamente chi domina le vette più alte e affascinanti, quelle che hanno fatto la storia del ciclismo, ha da sempre occupato le prime pagine dei giornali e appassionato, più degli altri, le persone innamorate delle due ruote: i vincitori dei tre grandi giri, ma soprattutto Giro e Tour, sono quelli che hanno regalato delle emozioni indelebili. Di seguito, vogliamo proporvi una rassegna dei 15 ciclisti più forti della storia, dei più vincenti. Andiamo a scoprirli. 1. Gino Bartali Il campione fiorentino fu probabilmente il primo ciclista moderno, insieme all’eterno rivale Fausto Coppi. Ginettaccio (come veniva soprannominato anche per via del proprio carattere) fu professionista tra il 1934 e il 1954, imponendosi già prima della Seconda Guerra Mondiale, vincendo il Giro nel 1936 e nel 1937, il Tour de France (1938), due volte la Milano-Sanremo (1939-1940) e tre volte il Giro di Lombardia (1938-1940). L’interruzione delle attività, giunta proprio nel suo periodo di massima forma, non gli impedì di continuare a vincere anche dopo il conflitto, riprendendosi il Giro nel 1946, il Tour nel 1948 e in altre due circostanze la Classicissima di primavera. Soprattutto la vittoria al Tour del ’48 fu un momento fondamentale per Bartali, sia per la sua carriera che per la tenuta sociale del Paese, da poco divenuto una Repubblica e non ancora pienamente coeso. L’attentato a Palmiro Togliatti, segretario del Partito Comunista, avvenuto il 14 luglio, provocò una fortissima tensione politica in tutta Italia: le imprese di Bartali sulle strade francesi, negli stessi giorni, servirono a riportare la calma, essendo seguite al pari di un evento di portata storica. Ma la grandezza umana di Gino Bartali fu straordinaria anche durante la guerra, poiché si spese, a rischio della propria vita, per mettere in salvo molti ebrei che cercavano di sfuggire alla cattura nazifascista, in particolare trafugando documenti fondamentali per molti di loro. Per tale ragione, Bartali è oggi un Giusto tra le Nazioni. 2. Fausto Coppi Semplicemente il Campionissimo: Fausto Coppi è stato probabilmente il ciclista più amato di sempre. Ogni sua vittoria era una pagina di grande sport, grazie al suo stile unico e a una capacità di resistenza straordinaria. Insieme a Bartali, il riferimento dello sport italiano del dopoguerra, quanto il Grande Torino tragicamente perito a Superga. Una lunga carriera, iniziata nel 1939, che lo ha visto trionfare cinque volte al Giro d’Italia (1940, 1947, 1949, 1952, 1953), due al Tour de France (1949, 1952), in tre occasioni alla Milano-Sanremo, una alla Parigi-Roubaix (1950) e cinque volte al Lombardia. È stato campione del mondo in linea nel 1953 a Lugano e ha ottenuto successi anche sulla pista. Celebre la fotografia, realizzata da Carlo Martini, che ritrasse Coppi e Bartali al Tour del 1952 mentre scalavano il Col du Galibier, mentre si passano una bottiglietta per dissetarsi. Lo scatto fu in realtà concordato, ma non toglie affatto portata epica a un’immagine che racconta quanto fossero spesso un tutt’uno i due campioni e rivali italiani, soprattutto nel confronto con gli avversari francesi. Fausto Coppi morì per malaria il 2 gennaio del 1960, di ritorno da una trasferta in Africa, lasciando un vuoto incolmabile nel ciclismo del nostro Paese. Il Campionissimo divenne così mito, dopo essere già stato una leggenda durante la sua vita. 3. Louison Bobet La sfida tra Italia e Francia contraddistinse il periodo precedente e successivo alla Seconda Guerra Mondiale. Tra i protagonisti transalpini spiccò certamente Louison Bobet: professionista dal 1946 fino al 1962, fu un corridore completo su qualunque terreno. Venne battuto da Bartali al Tour de France ’48 (che chiuse in quarta posizione), ma furono gli anni Cinquanta il periodo nel quale raccolse i suoi grandi trionfi: tre Tour (dal 1953 al 1955), una Milano-Sanremo (1951), un Giro delle Fiandre (1955), una Parigi-Roubaix (1956) e un Lombardia (1951). Nel 1954, inoltre, vinse il campionato del mondo in linea a Solingen, in Germania. 4. Rik Van Looy Il belga Hendrik Van Looy, detto Rik, fu il protagonista assoluto di tutte le classiche per oltre un decennio, tra gli anni Cinquanta e Sessanta. In carriera, Van Looy vinse 164 corse, e tra queste ben 8 delle gare Monumento: una Milano-Sanremo (1958), due Fiandre, la sua competizione di casa (1959 e 1962), tre Parigi-Roubaix (1961, 1962 e 1965), una Liegi-Bastogne-Liegi (1961) e un Lombardia (1959). A questi successi vanno aggiunti i due titoli iridati del 1960 e del 1961. 5. Jacques Anquetil Professionista dal 1953 al 1969, Jacques Anquetil è stato uno dei ciclisti più talentuosi e forti di sempre. Un vincente per natura, un vero asso del pedale, in grado di competere su ogni terreno come nessun altro. La completezza era il suo grande punto di vantaggio rispetto agli avversari, oltre a una capacità strategica superiore a chiunque. Vinse nove volte il Grand Prix des Nations (una lunghissima gara a cronometro che non si disputa più da diversi anni) e ventisei tappe nei grandi giri, le sue gare preferite. In carriera, infatti, Anquetil si affermò cinque volte alla Grande Boucle, alzando il trofeo a Parigi nel 1957 e ininterrottamente dal 1961 al 1964; trionfò al Giro d’Italia nel ’60 e nel ’64 e alla Vuelta di Spagna nel ’63. Fece inoltre sua la Liegi nel 1966. Gli mancò soltanto un’affermazione nel Mondiale, cogliendo un argento in Germania nel 1966. 6. Felice Gimondi Un altro dei sette corridori in grado di vincere i tre grandi giri è stato Felice Gimondi. Il campione bergamasco fu professionista dal 1965 al 1979, anni nei quali vinse 139 corse e si impose come il riferimento del ciclismo italiano di quell’epoca e come il vero, grande avversario di Merckx. Partecipò quattordici volte alla Corsa Rosa, ottenendo il successo finale nel 1967, 1969 e 1976; vinse il Tour nel 1965, al suo esordio sulle strade della gara francese; trionfò anche alla Vuelta nel 1968, nella sua unica partecipazione. Più difficile fu il suo rapporto con le Classiche Monumento, che vinse in quattro occasioni: la Milano-Sanremo nel 1974, la Roubaix nel 1966, e il Lombardia ancora nel ’66 e nel 1973, la stessa stagione nella quale ottenne l’atteso titolo mondiale, in una durissima edizione al Montjuic, a Barcellona, dove precedette sul podio il belga Freddy Maertens e lo spagnolo Luis Ocaña. Gimondi ci ha lasciato nel 2019. 7. Roger De Vlaeminck Il terzo belga più vincente della storia, al pari di Van Looy e dietro soltanto Merckx: Roger De Vlaeminck ottenne 164 successi in carriera e, come i connazionali, riuscì a imporsi in tutte le Classiche Monumento. Finisseur implacabile e specialista in attacchi su percorsi nervosi e con brevi e ripide salite, De Vlaeminck fu professionista dal 1969 al 1984, e fu anche pistard e ciclocrossista. Le undici affermazioni nelle più importanti gare in linea di un giorno furono equamente suddivise: tre Milano-Sanremo (1973, 1978, 1979), un Fiandre (1977), quattro roboanti Parigi-Roubaix (1972, 1974, 1975, 1977) e due Lombardia (1974, 1976). 8. Eddy Merckx Il Cannibale, il dominatore, colui che non lasciava alcunché agli avversari: Eddie Merckx è il ciclista più vincente della storia, secondo molti anche il più forte, sebbene su questo secondo punto i pareri non siano del tutto unanimi. Probabilmente perché altri avevano un’eleganza maggiore e hanno firmato imprese che hanno maggiormente lasciato il segno (su tutti, ovviamente, Fausto Coppi), senza che si disperdessero, paradossalmente, nel numero assolutamente ineguagliabile di trionfi ottenuti dal belga. 445 corse vinte da professionista, di cui 277 su strada, 168 sui circuiti, alle quali sommando quelle in gare minori e nei dilettanti fa giungere il conteggio a 525 in circa 1.800 gare disputate tra il 1965 e il 1978. Nei Grandi Giri, undici affermazioni: cinque al Tour (1969, 1970, 1971, 1972, 1974), cinque al Giro (1968, 1970, 1972, 1973, 1974) e una alla Vuelta (1973). Nelle Classiche Monumento, addirittura diciannove: sette Milano-Sanremo, due Fiandre, tre Roubaix, cinque Liegi e due Lombardia. Infine, tre titoli Mondiali: Heerlen 1967, Mendrisio 1971, Montreal 1974. Fenomeno. 9. Bernard Hinault Conclusa l’era Merckx, sarebbe iniziata quella di un altro campione, stavolta francese: Bernard Hinault. Corridore completo su tutti i terreni, il bretone (soprannominato Le Blaireau, ovvero Il Tasso) rinverdì i fasti di Bobet e Anquetil e si affermò come dominatore dei grandi giri tra fine anni Settanta e la prima metà degli anni Ottanta. Professionista dal 1975 fino al 1986, Hinault vinse 216 corse in carriera e per dieci volte le più prestigiose gare a tappe: cinque Tour de France (1978, 1979, 1981, 1982, 1985), tre Giri d’Italia (1980, 1982, 1985) e due Vuelta (1978, 1983). A questi successi vanno aggiunti la Roubaix dell’81, le Liegi del ‘78 e dell’80 e i Lombardia del ’79 e dell’84. Vinse il titolo Mondiale nel 1980, a Sallanches, precedendo sul podio l’italiano Baronchelli e lo spagnolo Fernández Martín. 10. Francesco Moser Il ciclista italiano con più successi: nella propria carriera da professionista tra il 1973 e il 1988, Francesco Moser ha vinto 273 corse tra strada e circuiti e si è imposto come uno tra i corridori più completi della propria epoca, oltre a piazzarsi come terzo assoluto in questa particolare classifica, dietro soltanto a Merckx e Van Looy. Con i Grandi Giri ebbe un rapporto molto particolare: partecipò in una sola circostanza a Tour e Vuelta, ma prese parte in tredici occasioni alla Corsa Rosa, vincendola nel 1984 con una condotta di gara perentoria. Nello stesso anno, Moser ottenne un record molto significativo: quello sull’ora, percorrendo 51,151 km e migliorandosi due volte in pochi giorni a Città del Messico. Tale risultato fu possibile anche grazie a una tecnologia avanguardista per quel periodo, le cosiddette “ruote lenticolari”, ovvero ruote piene che non comprendevano raggi e consentivano di esprimere una maggiore velocità e migliori prestazioni aerodinamiche. Qualche anno dopo, l’Unione ciclistica internazionale avrebbe declassato il risultato di Moser e quelli di tutti coloro che avevano ottenuto il record sull’ora con le lenticolari, rispetto a chi aveva stabilito i primati con una bicicletta dalle ruote tradizionali. Francesco Moser fu ovviamente tra i protagonisti più importanti delle gare in linea di un giorno: campione del mondo a San Cristóbal nel 1977, vinse la Milano-Sanremo nel 1984, tre Parigi-Roubaix di fila tra il ‘78 e l’80 e il Lombardia nel ’75 e nel ’78. 11. Miguel Indurain Professionista dal 1984 al 1996, Miguel Indurain ha rappresentato il prototipo del passista-scalatore. Fenomenale nelle prove contro il tempo, nelle gare a tappe gestiva il vantaggio che riusciva ad accumulare a cronometro, difendendosi contro gli scalatori puri nelle lunghe e ripide salite e nelle tappe con grandi dislivelli. In realtà, negli anni Novanta era consuetudine degli organizzatori disegnare percorsi con lunghe crono (non meno di tre sul totale delle tappe) e Indurain, corridore carismatico e sempre esemplare, ne usufruiva in maniera evidente, sebbene questo non togliesse nulla né alle sue capacità né alle proprie, numerose vittorie. In carriera, Miguelòn (come veniva soprannominato) vinse due Giri d’Italia (nel 1992 e nel 1993, a cui va aggiunto il terzo posto del ’94) e cinque Tour de France, consecutivamente dal 1991 al 1995. Non ebbe invece la stessa fortuna alla Vuelta, dove il miglior piazzamento fu il secondo posto del 1991. Delle 111 corse vinte da professionista fanno parte anche l’iride nella prova a cronometro ai Mondiali di Duitama del 1995 e la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atlanta 1996 nella stessa specialità. Indurain si ritirò all’inizio della stagione seguente, dopo la separazione dalla squadra Banesto, suo riferimento per anni. 12. Marco Pantani Scrivere di Marco Pantani non è mai semplice. Si rischia di essere traditi dall’emozione. Marco è stato il campione in grado di risvegliare negli appassionati italiani lo stesso ardore che suscitavano Bartali e Coppi nell’epoca del ciclismo eroico. Ma il talento di Pantani si è dovuto scontrare con un destino avverso, una spirale di menzogne, errori e cadute che hanno portato Marco via troppo presto, prima dalle corse e poi dalla vita, con la sua drammatica scomparsa il 14 febbraio 2004 a Rimini, vittima della depressione e di un’intossicazione acuta da psicofarmaci e cocaina. Su questo tragico evento il dibattito è ancora aperto, e la verità, dal punto di vista processuale, forse non è stata completamente svelata. Professionista dal 1993, Pantani sbocciò immediatamente, e fu protagonista già nel 1994 nei grandi giri, le corse dove Marco riuscì ad esprimersi al meglio. Due tappe vinte al Giro (a Merano e sull’Aprica) e secondo posto finale dietro il russo Berzin; grandi prestazioni anche al Tour, al termine del quale giunse terzo, preceduto da Indurain e Ugrumov. Un grave incidente gli compromise la prima metà di stagione 1995: rientrò in estate, imponendosi in una tappa del Tour de Suisse e soprattutto in due frazioni del Tour de France, che concluse al tredicesimo posto ma dimostrando di essere tornato in piena condizione. Ma l’atroce beffa giunse sul finire delle competizioni, quando alla Milano-Torino di ottobre un’auto irruppe in corsa investendo Pantani e altri corridori: Marco si fratturò tibia e perone, e soltanto una ferrea determinazione gli consentì di tornare in sella. Riuscì a tornare a gareggiare verso la fine del 1996, quando passò dalla Carrera Jeans alla Mercatone Uno, la squadra che lo avrebbe accompagnato fino a fine carriera. Nel 1997 partecipò al Giro, ritirandosi alla nona tappa; ma le migliori soddisfazioni giunsero nuovamente al Tour, con la vittoria di due tappe (sul mitico Alpe d’Huez e a Morzine) e un nuovo terzo posto finale. Quella del 1998 fu la stagione della consacrazione: doppietta Giro e Tour, un’impresa sempre più difficile nel ciclismo moderno. Marco vi riuscì, cogliendo quei trionfi a lungo inseguiti e mai raggiunti a causa di un’incredibile sfortuna. Due tappe alla Corsa Rosa (Piancavallo e Montecampione) e festa a Milano, dove precedette sul podio Tonkov e Guerini; altre due tappe alla Grande Boucle (Plateau de Beille e Les Deux Alpes) e passerella a Parigi davanti al coriaceo Ullrich e a Julich, lì dove venne premiato da Gimondi, ultimo italiano prima di Marco a vincere in terra francese. Oramai riconosciuto come il più forte, la stagione del 1999 avrebbe dovuto essere altrettanto importante. Il Pirata (per via della bandana che lo contraddistingueva spesso in corsa, in un periodo nel quale non era ancora obbligatorio indossare il casco di protezione) iniziò già a vincere in primavera e giunse al Giro con i favori del pronostico, confermandoli pienamente: quattro vittorie di tappa (Gran Sasso d’Italia, Oropa, Alpe di Pampeago, Madonna di Campiglio) e un arrivo a Milano ormai scritto con la maglia rosa sulla schiena. Prima della partenza della penultima tappa, invece, la doccia gelata: l’ombra del doping, con alcuni valori fuori dai parametri consentiti ai corridori. Una tesi mai confermata, gli stessi esami probabilmente non erano validi, ma questo fu sufficiente per estromettere Pantani dal Giro e interrompere improvvisamente la sua carriera. Marco entrò in un tunnel di sospetti e dubbi, dal quale non sarebbe più uscito, e solo poche persone attorno a lui lo aiutarono davvero. Nonostante gli incidenti e le cadute, Pantani si era sempre rialzato: ma stavolta non sarebbe andata così. Marco tornò a correre nel 2000: non andò bene al Giro, ma al Tour tornò a regalare lampi di classe, vincendo sul mitico Mont Ventoux (battendo nel finale Lance Armstrong, il texano che sarà successivamente squalificato dalle corse e vedrà cancellate tutte le sue vittorie) e a Courchevel, per poi ritirarsi nel corso dell’ultima settimana. Saranno le ultime delle quarantasei affermazioni di Pantani da professionista. Nonostante numerosi tentativi di ritorno al suo livello, Marco si avvierà lentamente verso il ritiro nel 2003, prima della sua scomparsa, lasciando un vuoto incolmabile nel ciclismo italiano. 13. Alberto Contador   Uno tra i più forti ciclisti contemporanei. Lo spagnolo Alberto Contador, soprannominato El Pistolero, è stato un passista-scalatore che prediligeva scatti brucianti nei tratti più regolari delle grandi salite, sulle quali riusciva a esprimere grande velocità, per poi difendersi sulle vette più ripide e fare la differenza nelle corse contro il tempo, in particolare all’interno dei Grandi Giri. Anche Contador fa parte dell’élite esclusiva dei corridori in grado di vincere tutte le principali corse a tappe: ha trionfato al Giro d’Italia nel 2008 e nel 2015, al Tour nel 2007 e nel 2009, e alla Vuelta nel 2008, 2012 e 2014. In realtà, i successi sarebbero due in più poiché il Tour 2010 e il Giro 2011 gli vennero revocati in seguito a una squalifica retroattiva di due anni per doping, in una vicenda dai contorni mai del tutto chiariti e che non mostrarono l’effettiva colpevolezza di Contador, se non una leggerezza del ciclista e soprattutto del suo entourage. Oltretutto, questo non scalfisce minimamente la storia di Contador come fuoriclasse assoluto, che può annoverare in carriera decine di successi in tantissime corse che lo hanno affermato come corridore tra i più completi del circuito, nonostante diverse cadute che gli hanno causato non pochi problemi fisici lungo gli anni di attività. Dopo il ritiro, ha fondato insieme a Ivan Basso il team Eolo-Kometa, oggi formazione ProTeam con l’ambizione di poter entrare nel World Tour. 14. Vincenzo Nibali Esattamente come Contador, vi è un altro ciclista, tuttora in attività nel forte Astana Qazaqstan Team, che ha vinto tutti i Grandi Giri ed è, senza dubbio, il corridore italiano più importante dell’ultimo ventennio: Vincenzo Nibali. Messinese di nascita e toscano d’adozione per formazione ciclistica, lo Squalo dello Stretto (come viene soprannominato) è un passista-scalatore competitivo su ogni terreno. Predilige le salite lunghe e regolari, per poi difendersi bene nelle prove a cronometro. La sua specialità è però la discesa: è il più forte del circuito in questo fondamentale, risultando spesso imprendibile quando attacca non appena la strada scende (in particolare nei primi anni di carriera). Professionista dal 2005, Nibali è stato competitivo già dagli esordi anche nei confronti di corridori più affermati, e sarebbe stato in grado di vincere il Giro 2010, non avesse dovuto lavorare per il compagno di squadra Ivan Basso (allora in Liquigas), che poi effettivamente trionfò precedendo sul podio l’iberico Arroyo e proprio il siciliano. Ma Vincenzo non dovette aspettare a lungo, poiché si impose alla Vuelta della stessa stagione. Da lì, la crescita fu costante e inarrestabile: sfiorò la Corsa Rosa anche nel 2011, chiudendo terzo dietro a Contador e al compianto Michele Scarponi (in seguito alla squalifica dello spagnolo, però, il marchigiano divenne vincitore e Nibali fu decretato secondo); arrivò terzo al Tour del 2012, dietro la coppia del Team Sky composta da Wiggins e Froome; trionfò finalmente al Giro nel 2013, vincendo inoltre tre frazioni (Bardonecchia, la cronoscalata di Polsa, Tre Cime di Lavaredo). Dopo aver vinto anche i campionati italiani in linea nel 2014, si presentò al Tour con il tricolore sulla maglia. Protagonista già nella prima settimana, prese la maglia gialla alla seconda tappa con il successo a Sheffield (il Tour partiva dalla Gran Bretagna) e la difese anche dopo una straordinaria prova nella tappa sul pavé con arrivo ad Arenberg Porte du Hainaut (ovvero le strade della Parigi-Roubaix). Molti dei suoi avversari, invece, vennero clamorosamente respinti dalle insidie del percorso. Dopo aver temporaneamente lasciato la leadership nella nona tappa in seguito a una fuga dal gruppo, con la vittoria alla Plance des Belle Filles (decima frazione) Nibali riprese il comando e aumentò costantemente il proprio vantaggio in classifica, ottenendo altre due tappe (Chamrousse e Hautacam) e giungendo in trionfo sugli Champs-Élysées, a sedici anni di distanza dalla vittoria di Pantani. Campione italiano anche nel 2015, Nibali giunse quarto al Tour e concluse anzitempo la sua rincorsa alla Vuelta, ma si impose al Giro di Lombardia. Nel 2016 vinse il suo secondo Giro d’Italia, sfiorando successivamente il successo alla gara in linea alle Olimpiadi di Rio de Janeiro, cadendo a una decina di chilometri dal traguardo mentre era in testa. Il 2017 fu avaro di vittorie, ottenendo un terzo posto al Giro d’Italia dietro Dumoulin e Quintana. Il 2018 sembrava invece poter essere la stagione del riscatto: dopo aver raccolto una straordinaria vittoria alla Milano-Sanremo con un’azione da fuoriclasse nel momento decisivo della gara, si presenta al Tour con i migliori auspici. La rincorsa al podio, però, si interromperà bruscamente nella tappa dell’Alpe d’Huez, la tredicesima: in una concitata situazione malamente gestita dagli organizzatori, il numeroso pubblico restringe la sede stradale, e Vincenzo viene tirato a terra dal collare di una macchina fotografica, riportando al termine della frazione la frattura di una vertebra. Nibali stavolta fatica a ritrovare la condizione, ma si presenta determinato a fare il massimo anche al Giro 2019: così sarà, perché combatte come un leone concludendo al secondo posto dietro il colombiano Carapaz e davanti allo sloveno Roglic. Al Tour giunge invece lontano in classifica, ma vince la tappa di Val Thorens. Dopo un 2020 complicato per la crisi internazionale e tanti piazzamenti, nel 2021 Nibali prende parte a Giro, Tour e Olimpiadi, ma la sua più bella vittoria sarà la classifica finale del Giro di Sicilia, la corsa di casa tornata di recente nel calendario internazionale. Dal 2022, a 37 anni compiuti, Vincenzo attende ancora grandi soddisfazioni. 15. Christopher Froome Il settimo corridore della più volte citata élite dei trionfatori dei grandi giri è Christopher Froome, detto Chris. Nato in Kenia da una coppia britannica, dopo essersi spostato in Sudafrica a quindici anni, Froome avviò la sua carriera nel ciclismo, diventando professionista nel 2007. Dopo i primi successi, il passaggio al Team Sky sarà determinante per il suo percorso. Froome inizia a mettere in mostra le sue straordinarie qualità di scalatore e cronoman: nelle salite lunghe le sue accelerazioni sono semplicemente irresistibili, riuscendo a staccare gli avversari restando piantato sulla sella ma con un altissimo numero di pedalate sui tratti più ripidi; pur essendo sgraziato in bicicletta, il suo stile risulta eccezionalmente efficace. Nelle corse contro il tempo, unisce velocità e forza come pochi altri. Così, Froome si rivela il prototipo del dominatore nelle gare a tappe. Nel 2011 arriva secondo alla Vuelta dietro allo spagnolo Cobo e davanti al compagno Bradley Wiggins, campione olimpico e mondiale su pista, nel frattempo concentratosi anche sulla strada in virtù di percorsi adatti alle sue caratteristiche, soprattutto il Tour de France (che per qualche tempo abbandonò le grandi salite). Nel 2012 Froome deve, controvoglia, fungere da gregario per Wiggins sulle strade transalpine, finendo secondo dietro il connazionale e davanti a Nibali, ma diverrà presto capitano. Nel 2013 vince Giro di Romandia e Criterium del Delfinato, corse di avvicinamento alla Grande Boucle, e domina il Tour, conquistando tre tappe e chiudendo a Parigi con un vantaggio abissale sugli inseguitori. L’accusa che spesso è stata fatta a Froome era quella di non dedicarsi ad altre corse durante l’anno che non fossero il Tour e le brevi gare a tappe di fine primavera e inizio estate, tutte finalizzate all’imperdibile appuntamento di luglio. Il britannico, però, nelle sue stagioni migliori non diede molto peso a tali speculazioni, partecipando raramente alle Classiche Monumento e ad altre gare che non fossero in terra francese, anche per accontentare gli sponsor. Al Tour fallirà clamorosamente nel 2014 dopo il disastro sul pavé della quinta tappa, ma si rifarà ampiamente vincendo nel 2015, nel 2016 e nel 2017, stagione nella quale otterrà anche il trionfo alla Vuelta di Spagna. Così, nel 2018, Froome punterà finalmente anche al Giro d’Italia: dopo una prima parte di corsa abbastanza travagliata, nella diciannovesima tappa, la Venaria Reale-Bardonecchia, il britannico sarà protagonista di un’azione da fuoriclasse, partendo in fuga a 80 km dal traguardo e precedendo gli avversari con distacchi consistenti al traguardo, approfittando inoltre della crisi della maglia rosa Simon Yates per conquistare la vetta della classifica, che conserverà fino all’arrivo finale di Roma. Al Tour dovrà però cedere le armi al compagno di squadra Geraint Thomas, giungendo terzo a Parigi dietro anche all’olandese Dumoulin. Un grave incidente al Giro del Delfinato del 2019 estrometterà Froome dalle corse per un lungo periodo: l’unica gioia sarà quella dell’assegnazione della Vuelta 2011 dopo la squalifica per doping dello spagnolo Cobo, ma dovrà attendere l’autunno 2020 per tornare a correre, dimostrando però una condizione abbastanza precaria e abbandonando il Team Ineos (ovvero il nuovo Team Sky). Anche il 2021 sarà difficile, nonostante il passaggio al Team Israel Start-Up Nation, che lo avrà tra le proprie fila anche nella stagione 2022. Ci auguriamo di ritrovare nuovamente qualche brillante azione da campione, quale Froome ha sempre dimostrato di essere. Giuseppe Carusano Altreinformazioni ed immagini al link della sorgente: I 15 ciclisti più forti della storia – IlMeglioDiTutto.it [...] Leggi di più...
11/03/2022La snowbike è uno sport «bianco» nato in Austria ormai da oltre 70 anni grazie alla ditta Brenter che nelle stazioni sciistiche della Valle Camonica non ha finora conosciuto la diffusione che meriterebbe per la sua spettacolarità. Grazie a Lino Zani, grande esperto di montagna, alpinista e maestro di sci, per anni consulente del Ministero per gli Affari Regionali proprio in materia di montagna e conduttore del programma Rai «Linea bianca», la pratica sportiva invernale di questa disciplina si sta diffondendo, essendo ormai divenuta la terza in Italia (i bambini la definiscono la loro prima forma di scivolamento e quindi di divertimento). Lo stesso Zani, il tecnico e maestro di snowbike Giovanni Ralph Brinkmann e l’amministratore delegato di Snowbike Italia Giacomo Manganoni, camuno di Cemmo, hanno impostato una campagna di sensibilizzazione nei confronti di questo sport, cominciando dai più piccoli. Non a caso al Tonale all’interno del parco giochi sulla neve loro dedicato, che si trova tra la pista Scoiattolo ed il rifugio Baracca, oltre allo sci, ai giochi, al baby sitting ed al miniclub , i bimbi si possono accostare anche allo snowbike, (aperto ovviamente anche gli adulti) avendo a disposizione a nolo (ed anche in vendita) le biciclettine. Per Giacomo Manganoni, questo sport è un fenomeno «aggregante, ideale per il divertimento ed assolutamente sicuro, per tutte le età e che si insegna in soli 60 minuti anche a chi non sa sciare». In questi ultimi anni oltre che al ghiacciao del Presena le biciclettine con la sella e lo sci sono state introdotte e sperimentate con buoni risultati anche a Montecampione, in Val Palot, a Borno ed all’Aprica e Giacomo Manganoni è fiducioso che anche questo sport bianco «si imporrà, in particolare per la felicità dei bambini». L.Ran. Sorgente: Pedalare con la bici sulla neve? Dall’Austria arriva lo snowbike | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
11/03/2022Dal canale Youtube ale88401 Sfilata autunno inverno 2010 della boutique Michelle Ferrè di Montecampione presentata da Maddalena Corvaglia. sfilano capi di: ARMANI, SCERVINO, BLUMARINE, BLUGIRL,CUCINELLI, FABIANA FILIPPI, VALENTINO, MALO, D&G, BURANI, PEUTEREY… a causa della pioggia è stata coperta tutta la piazza.   Sorgente: sfilata Michelle Ferrè con MADDALENA CORVAGLIA Montecampione 2010 – YouTube   [...] Leggi di più...
10/03/2022Fabio Aru heeft in de Giro d’Italia de bergrit naar Plan di Montecampione gewonnen. De renner van Astana bleek op de slotklim van deze rit met aankomst bergop over de sterkste klimmersbenen te beschikken. Rigoberto Uran verloor tijd op Nairo Quintana, maar won tijd op zijn naaste belager Cadel Evans. Hij blijft in de roze trui. Twaalf man in de aanval tijdens lange aanloop Tijdens de lange aanloop naar de slotklim gingen twaalf renners op avontuur. Onder hen onder meer Damiano Cunego, tien jaar geleden nog eindwinnaar van de Giro. De kopgroep bestond voor de rest uit Maxime Bouet (AG2R La Mondiale), Daniele Ratto (Cannondale), Johan Le Bon (Fdj.fr), André Cardoso (Garmin Sharp), Adam Hansen (Lotto Belisol), Simon Geschke (Giant Shimamo), Luca Paolini (Katusha), Fabio Felline (Trek Factory Racing), Rodolfo Torres (Colombia), Jackson Rodriguez (Androni Giocattoli) en Enrico Barbin (Bardiani-CSF). De twaalf reden een maximale voorsprong van bijna tien minuten bij elkaar. Op de slotklim bleven Hansen, Torres, Felline en Cardoso vooraan over. Vanuit het peloton ging Julian Arredondo (Trek) op jacht naar de koplopers. De Colombiaan voegde zich bij de leiders en ging samen met Cardoso alleen verder. In de groep der favorieten kon Wout Poels ondertussen het tempo niet volgen. Niemand kan Aru volgen Op negen kilometer van het einde werden de twee voorbij gesneld door de Ier Philip Deignan (Sky). Deignan werd afgelost door Pierre Rolland en Fabio Duarte, maar op een versnelling van de Italiaan Aru had niemand een antwoord. Aru reed een sterke slotfase, waarin hij uitliep op zijn concurrenten. Solo kwam hij als eerste over de finish. Uran wint en verliest, Kelderman zakt In de strijd tussen de favorieten deed Nairo Quintana de beste zaken. Rigoberto Uran kon het tempo van zijn landgenoot niet volgen. De drager van de roze trui kraakte, maar hield de schade beperkt. Uran loopt zelfs uit op zijn naaste belager Cadel Evans. Aru schuift op naar een vierde plek. Kelderman zakt naar een zevende plaats. Poels staat nu tiende. Morgen volgt in de Giro een rustdag. Dinsdag gaat de ronde verder met de koninginnenrit over de Gavia en de Stelvio. Giro d’Italia 2014 (2.UWT) Uitslag etappe 15: Valdengo – Plan di Montecampione 1. Fabio Aru (Astana) in 5u33m06s 2. Fabio Duarte (Colombia) op 21s 3. Nairo Quintana (Movistar) op 22s 4. Pierre Rolland (Europcar) 5. Rigoberto Uran (Omega Pharma Quick Step) op 42s 6. Rafal Majka (Tinkoff-Saxo) op 57s 7. Franco Pellizotti (Androni Giocatolli) op 1m08s 8. Daniel Moreno (Katusha) 9. Ryder Hesjedal (Garmin-Sharp) op 1m13s 10. Cadel Evans (BMC Racing) 11. Wilco Kelderman (Belkin) 17. Wout Poels (Omega Pharma Quick Step) op 3m13s Volledige uitslag etappe 15 Algemeen klassement na etappe 15 1. Rigoberto Uran (Omega Pharma Quick Step) in 63u26m39s 2. Cadel Evans (BMC Racing) op 1m03s 3. Rafal Majka (Tinkoff-Saxo) op 1m50s 4. Fabio Aru (Astana) op 2m24s 5. Nairo Quintana (Movistar) op 2m40s 6. Domenico Pozzovivo (AG2R La Mondiale) op 2m42s 7. Wilco Kelderman (Belkin) op 3m04s 8. Pierre Rolland (Europcar) op 4m47s 9. Robert Kiserlovski (Trek) op 5m44s 10. Wout Poels (Omega Pharma Quick Step) op 6m32s Volledig algemeen klassement na etappe 15 Sorgente: Giro 2014: Fabio Aru zegeviert in bergrit naar Plan di Montecampione | WielerFlits [...] Leggi di più...
06/03/2022La neve svanisce ma lo sci targato Csi di Valcamonica cresce: nella seconda prova stagionale i partecipanti hanno infatti superato quota 70. Una buona base per rilanciare questa disciplina storica per l’associazione di promozione sportiva. Lo slalom gigante promosso dallo Sci club Rongai è stato disputato sulla pista Fodestal di Montecampione, sede di tutto il circuito, e anche la seconda gara del campionato ha confermato buoni numeri nelle categorie giovanili e una ripresa dell’interesse anche tra gli adulti. Il miglior tempo assoluto femminile lo ha realizzato Shantal Saviori (Rongai) tra le ragazze mentre nei ragazzi il più veloce è stato Lorenzo Tassetti (Rongai). La categoria allievi? Bianca Belleri (Rongai) e Michele Mendeni (Astrio). Il miglior tempo assoluto del gigante lo ha però stabilito da Luca Gigli (Amici dello sci Ono San Pietro) vincitore tra i senior. Il circuito chiude oggi col gigante in programma sempre a Montecampione. Al termine la cerimonia di premiazione del campionato. Gli sciatori del Csi camuno saranno poi al campionato nazionale in cartellone ad Andalo dal 17 al 20 marzo. G.Gan. Sorgente: Un gigante archivia il circuito targato Csi | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
04/03/2022Il Plan di Montecampione visto dal Monte Muffetto Due anni di sospensione dovuti alla pandemia possono bastare. Adesso è il tempo di tornare ad apprezzare insieme una suggestione, e al Plan di Montecampione torna sulla scena la «Ciaspolata del Muffetto». Una rinascita che vede impegnate la Pro loco di Artogne e la Scuola sci Montecampione, intenzionate così a ridare fiducia a un settore – quello dello sport e delle attività sulla neve – non poco penalizzato in quest’ultimo periodo. Il percorso si snoda sotto la Luna e all’ombra della cima più alta della zona, tra la località Bassinale di Artogne e l’area di Cimosco, sul territorio di Gianico. Otto chilometri per il tragitto più lungo, la metà per quello breve, entrambi segnalati da fiaccole che renderanno suggestiva la tarda serata a quota 1.800. E in più con l’occasione di sostenere un servizio prezioso: «Parte del ricavato dell’evento – ricorda infatti Luca Martinelli, presidente della Pro Loco – verrà devoluto al Centro antiviolenza Donne e diritti». A dar man forte all’iniziativa una ventina di sponsor, che si sono affiancati al patrocinio dei Comuni di Artogne, Gianico e della Comunità montana di Valcamonica per sostenere l’organizzazione di questo ritorno alla normalità anche sulla parte alta del comprensorio sciistico di Montecampione. L’appuntamento è in cartellone per domani davanti al complesso residenziale Le Baite, con partenza alle 19 e arrivo entro le 23,30. La quota di partecipazione è di 12 euro per gli adulti e di 6 per i bambini fino a dieci anni e c’è la possibilità del noleggio delle ciaspole. Gli organizzatori consigliano la torcia frontale e ricordano che ci si iscrive online sul sito della Pro loco di Artogne. Oltre al gadget distribuito ai concorrenti sono garantiti punto ristoro, assicurazione e uno speciale riconoscimento riservato al primo amico a quattro zampe arrivato a fine percorso. La Ciaspolata del Muffetto rientra nel Winter tour della Valle dei Segni. Domenico Benzoni Sorgente: Magìe sulla neve Verso il Muffetto seguendo la Luna | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
04/03/2022La strada che collega Pian Camuno e Artogne a Montecampione è famosa per aver visto il celebre Marco Pantani trionfare nel Giro d’Italia 1998. Inoltre, la prima volta in cui questa salita è stata protagonista del Giro era il 1982, anno nel quale Bernard Hinault trionfa indiscusso. Possiamo dire che è una salita per veri vincenti! Affrontare Montecampione per la prima volta significa percorrere un pezzo di storia del ciclismo, in cui le pendenze costanti rappresentano il vero traguardo da superare. Infatti, pur non essendoci strappi particolarmente rilevanti, la media è del 7-8%, per arrivare fino a un 9% negli ultimi 5 km. Una volta arrivati a Plan di Montecampione potrete dirvi seriamente soddisfatti di voi stessi, avendo raggiunto i 1744 metri d’altitudine, con un dislivello di bene 1541 metri rispetto al punto di partenza. Ripercorrete le tappe dei tour ciclistici più famosi e prendete parte alle challenge uniche ed entusiasmanti di KOM YOU. Sorgente: Competizioni bici in Lombardia – Migliori salite amatoriali Brescia Bergamo Ghisallo Stelvio   [...] Leggi di più...
04/03/2022Ciaspolando sotto al Muffetto Regolamento della manifestazione non competitiva La manifestazione avrà luogo al PLAN di MONTECAMPIONE 1800 – Comune di Artogne (BS) il 5 marzo 2022 dalle ore 19:00 alle ore 23:30. È obbligatorio per tutti i partecipanti calzare le ciaspole (racchette da neve) o idonee scarpe da neve nei tratti del percorso debitamente segnalati dall’organizzazione tramite fiaccole e cartelli informativi. Tutta la manifestazione è classificata NON COMPETITIVA, di conseguenza tutti i partecipanti possono utilizzare l’attrezzatura che più ritengono idonea, ma che garantisca la propria sicurezza. I minori di anni 14 potranno partecipare solo se accompagnati da un qualsiasi adulto responsabile. La quota di partecipazione è fissata in: A) € 12,00 con ciaspole o scarpe da trail proprie (6 € bambini fino ai 10 anni)B) € 17,00 con ciaspole a noleggio (11 € bambini fino ai 10 anni) Da sempre sensibili verso il sociale, anche quest’anno l’organizzazione ha deciso di sostenere una realtà presente sul territorio Camuno. Parte del ricavato verrà devoluto in beneficenza all’associazione: Donne e Diritti. La quota di partecipazione comprende: – Gadget della manifestazione – Servizi ristoro previsti lungo il percorso – Assistenza e assicurazione dei partecipanti per tutto il percorso – Uso del pettorale per accedere alle convezioni in atto (pernottamento e ristorazione). Si veda la pagina per le convenzioni e gli sconti previsti. – Premio al primo amico a 4 zampe che effettuerà il percorso da 8 km. Sul portale Pro loco alla voce “Convenzioni Ciaspolata” è possibile prendere visione delle convenzioni per il pernottamento e la ristorazione 5. L’ISCRIZIONE potrà essere effettuata secondo 3 modalità, ma sarebbe auspicabile seguire le indicazioni proposte ai punti A e B, soprattutto per assicurarsi la disponibilità di noleggio delle ciaspole, mentre per l’iscrizione al punto C il noleggio delle ciaspole sarà vincolato alla disponibilità di max 300 pezzi. A. ISCRIZIONE ON-LINE (PAGAMENTO CON BONIFICO BANCARIO) – CONSIGLIATA Iscrizione on-line con pagamento tramite BONIFICO BANCARIO e presa visione regolamento Compilare, in ogni sua parte, questo modulo scaricale in formato doc.Potete scegliere il formato che preferite per la compilazione: accettiamo diversi tipi di file (PDF, doc, screenshot, foto al modulo compilato). Inviare via mail a proloco.artogne@outlook.it il modulo d’iscrizione e il dimostrato pagamento, anche in versione screenshot Bonifico Bancario intestato a: Pro loco ARTOGNE, Credito Cooperativo Brescia IBAN: IT 51O0869254030048000480138 (entro e non oltre martedì 1° marzo). B. ISCRIZIONE PRESSO ESERCIZI COMMERCIALI (PAGAMENTO IN CONTANTI) Iscrizione presso i seguenti esercizi commerciali con pagamento in CONTANTI e presa visione regolamento – Uffici Consorzio di Montecampione – Segreteria Scuola SCI Monte Campione 1200 – Tabaccheria-Edicola Lombardi Artogne C. ISCRIZIONE IL GIORNO DELL’EVENTO (PAGAMENTO IN CONTANTI) Iscrizione il giorno dell’evento con pagamento in CONTANTI e presa visione regolamento presso lo STAND Proloco predisposto all’interno del complesso “le Baite 1800” dalle 17:00 alle 18:45. Numero massimo di ciaspole disponibili a noleggio: 300 6. Tutti i partecipanti dovranno presentarsi il giorno della manifestazione (almeno 2 ore prima della partenza) presso il complesso “Le Baite 1800”, dove ritireranno tutto il materiale di gara: il pettorale il gadget le ciaspole se prenotate Per il noleggio delle ciaspole, verrà richiesto in deposito un documento d’identità valido, lo stesso verrà restituito a fine manifestazione alla riconsegna delle ciaspole in condizioni d’integrità. 7. È necessario munirsi di attrezzatura adatta ad escursioni in montagna con scarpe o scarponcini con suola antiscivolo, indumenti adatti alle basse temperature e torcia elettrica. 8. L’Organizzazione declina ogni responsabilità per eventuali danni a persone, animali o cose, prima, durante, dopo la manifestazione e considera con l’iscrizione l’idoneità fisica del partecipante per le attività non agonistiche (secondo la normativa di legge prevista dal D.M. 28.02.1993). 9. Il Comitato Organizzatore si riserva la facoltà di variare a sua discrezione il percorso, la durata e le modalità di gestione della manifestazione, in relazione alle condizioni di sicurezza, metereologiche e d’innevamento. La manifestazione si svolgerà anche in mancanza di neve, In questo caso la ciaspolata sarà sottoforma di semplice camminata in notturna. In ogni caso non sarà restituita né la quota di partecipazione né quella di noleggio. 10. L’iscrizione è atto formale che si conviene produca anche il consenso al trattamento dei dati di ogni singolo partecipante, gestiti sia in modalità elettronica sia con archiviazione informatica e/o cartacea; nel rispetto di quanto previsto dalla legge sulla tutela dei dati personali (Legge 196/2003), per il solo trattamento necessario alla gestione della manifestazione, dei tempi e delle eventuali liste e graduatorie. Tutti gli iscritti potranno richiedere che i dati personali siano in ogni momento resi accessibili e disponibili chiedendone la modifica, la cancellazione oppure limitandone il loro utilizzo scrivendo al Comitato Organizzatore. Per ogni informazione ulteriore, scrivere a proloco.artogne@outlook.it o chiamare i numeri telefonici sottoindicati. 11. L’organizzazione rispetterà le disposizioni di legge in essere alla data dell’evento in materia di prevenzione e sicurezza per quanto riguarda assembramenti ed utilizzo di DPI. Per maggiori informazioni: Pro Loco Artogne 338 2026072 – 347 5885522 Scuola Sci Monte Campione : 0364 560486 Sorgente: Ciaspolando sotto al Muffetto, Montecampione, Lumezzane, March 5 2022 | AllEvents.in   [...] Leggi di più...
04/03/2022Dal canale Youtube Denny Ermolli Visit: http://www.dennyfantasyland.com Denny ERMOLLI | Director and Art Director Beyond 15″ Client: Alpiaz Brand: Montecampione Agency: Direct To Client Production: Showwork DoP: Eugenio GALLI Location: Montecampione – ITALY Years: Winter 2002 Sorgente: https://www.youtube.com/watch?v=Rzm_3f1Trk0 [...] Leggi di più...
03/03/2022Artogne – Conclusi i lavori di sostituzione della tubazione idrica ammalorata a Montecampione tra la zona 1200 e prato Secondino. Lo scavo è stato ripristinato con la stesura di stabilizzato in attesa delle prossime asfaltature previste per il mese di maggio lungo la strada che da 1200 sale a 1800. Resta in vigore l’ordinanza del sindaco di Artogne, Barbara Bonicelli (nella foto) di bollitura acqua in paese per la carenza di risorsa idrica alle sorgenti. Data la condizione di vetustà del sistema idrico integrato e dei sottoservizi ad esso annessi, la promiscuità riscontrata con il sistema di innevamento e le esigenze di pompaggio, il Comune procederà a pianificare le progettazioni dei diversi interventi richiesti per le sostituzioni, manutenzioni e differenziazioni. E’ evidente – evidenza il sindaco di Artogne (Brescia) che sono investimenti impegnativi e costosi e ci vorrà del tempo, ma “se mai si parte mai si arriva” e l’arrivo in questo caso è la salvaguardia di uno dei beni più preziosi fortunatamente ancora oggi presenti sulle montagne camune: l’acqua. Sorgente: Montecampione, sostituita tubazione idrica ammalorata | Gazzetta delle Valli News dalle Valli Lombarde e Trentine   [...] Leggi di più...
03/03/2022Scarica la traccia GPS e segui il percorso su una mappa. Registra i tuoi spostamenti con l’app, carica il percorso e condividilo con la community. Autore fabiocivenna Distanza 8,3 km Dislivello positivo 755 m Difficoltà tecnicaMedio Dislivello negativo 755 m Altitudine massima1.887 m Trailrank13 Altitudine minima 1.183 m Tipo di percorso Anello Tempo 2 ore 18 minuti Coordinate 883 Caricato 23 dicembre 2012 Registrato dicembre 2012 Sorgente: Wikiloc | Percorso monte campione panoramica Curiosita dalla nostra Redazione Entrate in Wikiloc ed inserite nell’apposito spazio per la ricerca Montecampione, filtrate i risultati in ordine di inserimento e… Era il 23 dicembre 2012, …che vi piaccia o no, questo è il primo percoso inserito con la parola “montecampione” in Wikiloc!!!   [...] Leggi di più...
02/03/2022Realizzazione in località Bassinale di un laghetto con funzioni paesaggistiche, turistico ricreative e a servizio dell’antincendio boschivo. VARIAZIONE DI ESIGIBILITA’ ENTRATA CUP. C45H18000400002 Altre informazioni al link della sorgente: Riqualificazione della strada intercomunale d’accesso al comprensorio sciistico di Montecampione e di collegamento all’Alpe Rosello – CMVC 06 – Realizzazione in località Bassinale di un laghetto con funzioni paesaggistiche, turistico ricreative e a servizio dell’antincendio boschivo. VARIAZIONE DI ESIGIBILITA’ ENTRATA CUP. C45H18000400002 | Albo On-Line | Comune di Artogne   [...] Leggi di più...
02/03/2022Nadia Fanchini dismessi i panni di atleta olimpionica ha iniziato a far sciare il piccolo Alessandro di soli due anni sulle nevi di Montecampione. Con lei il marito Devid Salvadori. Francesco Gheza Sorgente: +Valli TV – NADIA FANCHINI   [...] Leggi di più...
01/03/2022Il Consorzio Montecampione, che riunisce i prorietari degli immobili, diventa ente giuridico. Potrà ricevere fondi pubblici per essere ancora motore dello sviluppo della località. Alessandro Romele Sorgente: ARTOGNE – Montecampione, il consorzio riconosciuto come ente giuridico – TeleBoario   [...] Leggi di più...
28/02/2022Montecampione – Prosegue il campionato di sci del CSI (Centro Sportivo Italiano) Vallecamonica 2022. Ieri sulle piste di Montecampione (Brescia) si è disputata la seconda prova. Il circuito sciistico camuno era stato inaugurato il 23 gennaio, con la gara, organizzata dagli Amici della sci di Ono San Pietro. Ieri il secondo appuntamento che ha visto un’alta partecipazione nelle diverse categorie. La terza prova è in calendario domenica prossima, 6 marzo, sempre a Montecampione. A conclusione della stagione targata CSI, i campionati nazionali in calendario dal 17 al 20 marzo prossimi. Le classifiche della seconda prova SuperBaby F P. N.G. Atleta: Società: Comitato:  1ª Manc.     2ª Manc.     T.Totale      Punti 1. 1 Castelanelli Viola 2015 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:59.46 0:59.46 100 2. 5 Reinisch Lavinia 2014 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 1:03.72 1:03.72 80 3. 3 Rubini Viola 2014 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 1:06.27 1:06.27 60 4. 4 Barzaghi Chiara 2014 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 1:40.08 1:40.08 50 5. 2 Salmoiraghi Raia 2015 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica N.Par. SuperBaby M 1. 6 Tignonsini Enea 2014 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:46.72 0:46.72 100 2. 7 Casati Sebastiano 2014 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:52.29 0:52.29 80 3. 9 Spatti Gabriele 2015 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:57.49 0:57.49 60 4. 8 Novara Emanuele 2014 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 1:01.61 1:01.61 50 5. 11 Salmoiraghi Timo 2014 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 1:06.85 1:06.85 45 6. 10 Vola Gera Andrea 2014 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 1:08.11 1:08.11 40 Baby F 1. 13 Iorio Linda 2013 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:48.87 0:48.87 100 2. 12 Belleri Ilaria 2013 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:50.40 0:50.40 80 3. 73 Tilola Ludovica 2013 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 1:13.04 1:13.04 60 Baby M 1. 18 Mondoni Denis 2012 Sci Club Astrio Vallecamonica 0:41.21 0:41.21 100 2. 15 Rubini Mattia 2012 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:49.92 0:49.92 80 3. 17 Reggiani Filippo 2012 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:51.93 0:51.93 60 4. 16 Carraroli Ettore 2012 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 1:05.02 1:05.02 50 5. 14 Liverani Giovanni Maria 2013 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica N.Arr. Cuccioli F 1. 72 Licini Sofia 2010 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:47.72 0:47.72 100 2. 21 Vielmi Gabriella 2010 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:51.11 0:51.11 80 3. 22 Corbelli Anna 2010 Sci Club Astrio Vallecamonica 0:55.30 0:55.30 60 4. 19 Castelanelli Lisa 2010 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica Squal. 4. 20 Novara Veronica 2010 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica Squal. Cuccioli M 1. 34 Foti Leonardo 2010 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:39.86 0:39.86 100 2. 23 Tignonsini Alessio 2011 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:41.62 0:41.62 80 3. 26 Reggiani Niccolò 2010 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:43.30 0:43.30 60 4. 24 Del po Tommaso 2010 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:44.06 0:44.06 50 5. 27 Iorio Raffaele 2010 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:44.23 0:44.23 45 6. 33 Arlati Niccolò 2011 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:44.37 0:44.37 40 7. 29 Zanardini Filippo 2011 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:48.83 0:48.83 36 8. 31 Iorio torchiani Pietro 2010 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:49.00 0:49.00 32 9. 32 Romele Dario 2011 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:51.24 0:51.24 29 10. 28 Bianchi Paolo 2011 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:53.64 0:53.64 26 11. 25 Casati Riccardo 2011 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 2:04.50 2:04.50 12 12. 30 Iorio Fabio 2010 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica N.Par. Ragazze F 1. 35 Saviori Shantal 2009 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:37.80 0:37.80 100 2. 36 Montagni Benedetta lucia 2008 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:46.18 0:46.18 80 3. 41 Iorio torchiani Emma 2008 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:51.65 0:51.65 60 4. 38 Donina Camilla paola 2009 Sci Club Astrio Vallecamonica 0:53.12 0:53.12 50 5. 39 Lombardi Vittoria 2008 Sci Club Astrio Vallecamonica 0:53.45 0:53.45 45 6. 40 Galbiati Francesca 2008 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:56.56 0:56.56 40 7. 37 Moreschi Sofia 2008 Sci Club Astrio Vallecamonica N.Arr. Ragazzi M 1. 42 Tassetti Lorenzo 2009 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:37.16 0:37.16 100 2. 43 Minotti Filippo 2009 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:40.09 0:40.09 80 3. 44 Speziari Luca 2008 Sci Club Astrio Vallecamonica 0:42.84 0:42.84 60 4. 48 Ravalli Riccardo maria 2009 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:48.16 0:48.16 50 5. 45 Licini Riccardo 2009 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:51.16 0:51.16 45 6. 47 Arrigoni Pietro 2008 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:57.43 0:57.43 40 7. 46 Poiatti Pietro 2008 Sci Club Astrio Vallecamonica Squal. Allieve F 1. 50 Belleri Bianca 2007 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:43.69 0:43.69 100 2. 51 Zanardini Marta 2006 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:45.11 0:45.11 80 3. 52 Lombardi Lucia 2006 Sci Club Astrio Vallecamonica 0:51.77 0:51.77 60 4. 54 Canossi Alice 2006 Sci Club Astrio Vallecamonica 0:52.21 0:52.21 50 5. 53 Massussi Marta 2006 Sci Club Astrio Vallecamonica N.Arr. 6. 49 Arici Marta 2006 Sci Club Astrio Vallecamonica Squal. Allievi M 1. 55 Mendeni Michele 2007 Sci Club Astrio Vallecamonica 0:41.01 0:41.01 100 2. 57 Cotti Federico 2007 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:43.40 0:43.40 80 3. 56 Re Alessandro 2006 Sci Club Astrio Vallecamonica 0:45.52 0:45.52 60 4. 59 Simoncini Andrea 2007 Sci Club Astrio Vallecamonica 0:54.79 0:54.79 50 5. 58 Poiatti Daniele 2007 Sci Club Astrio Vallecamonica N.Arr. Jun-Cri-Sen F 1. 60 Tonolini Lara 2005 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:46.54 0:46.54 100 2. 61 Scarlatti Francesca 1997 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:51.82 0:51.82 80 3. 62 Generale Elisa 2005 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:52.83 0:52.83 60 Jun-Cri-Sen 1. 63 Gigli Luca 2004 Amici Dello Sci Vallecamonica 0:36.04 0:36.04 100 2. 64 Romele Giorgio 2005 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:48.38 0:48.38 80 Mas-Vet M-Adu M 1. 69 Slavazza Stefano 1963 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:42.39 0:42.39 100 2. 66 Mazzola Sergio 1962 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:43.06 0:43.06 80 3. 65 Reggiani Riccardo 1977 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 0:43.42 0:43.42 60 4. 67 Gigli Rocco Antonio 1968 Amici Dello Sci Vallecamonica 0:54.79 0:54.79 50 5. 68 Galbiati Carlo 1963 Sci Club Rongai Pisogn Vallecamonica 1:14.52 1:14.52 45. Sorgente: Sci, Campionato Csi Vallecamonica: risultati gare a Montecampione | Gazzetta delle Valli News dalle Valli Lombarde e Trentine   [...] Leggi di più...
28/02/2022La 105ª edición del Giro de Italia tendrá a Hungría como país anfitrión de la gran salida con dos etapas en ruta y una contrarreloj individual. El recorrido de la corsa rosa es muy completo con 7 etapas para velocistas, 6 de media montaña, 6 de alta montaña y 2 de contrarreloj individual. 3410 kilómetros por recorrer y casi 51.000 metros de desnivel. La de Budapest, el viernes 6 de mayo, será la decimocuarta gran salida desde el extranjero. Verona acogerá por quinta vez la clausura de la Carrera Rosa. Además de los 18 UCI WorldTeams y del Alpecin-Fenix, mejor UCI ProTeam de 2021, que aceptó la invitación como equipo elegible, los otros tres equipos invitados serán el Bardiani CSF Faizanè, el Drone Hopper-Androni Giocattoli y el Eolo-Kometa Cycling Team. El equipo Arkea-Samsic, que tenía derecho a elegir si participar o no en la Corsa Rosa, segundo mejor ProTeam en 2021, declinó su invitación, dejando espacio para una tercera invitación elegida a discreción de los organizadores. Edición 2021: Egan Bernal LAS ETAPAS 2022 1ª: Viernes 6 mayo. Budapest-Visegrad, 195 kms (Llana) Una etapa ligeramente ondulada que atraviesa las llanuras al norte de la capital, bordeando la frontera eslovaca, marcada por el Danubio. La etapa pasa por varias ciudades de renombre, como Székesfehérvár y Esztergom, con su imponente basílica. Una vez que abandonen las orillas del Danubio, les espera un final desafiante. Desde el centro de Visegrád, la ruta sube al 5% durante unos 5 km hasta el castillo real, donde se entregará la primera maglia rosa al final de un sprint cada vez más estrecho. 2ª: Sábado 7 mayo. Budapest-Budapest, 9 kms contrarreloj individual Una contrarreloj que sigue íntegramente un circuito urbano que cose la capital húngara desde Pest hasta el centro histórico de Buda. La salida se sitúa en la Plaza de los Héroes y se dirige directamente al Danubio, que separa las dos «almas» de la ciudad. Una serie de giros y vueltas marcan la ruta hasta llegar a la orilla del río y pasar por delante del parlamento neogótico antes de cruzar el Danubio y seguir la orilla paralela. Dejando atrás el río, comienza la subida final (con picos del 14% en su primer tramo) que, en parte sobre adoquines, conduce a la plaza de Buda, donde se encuentra la meta. 3ª: Domingo 8 mayo. Kaposvár-Balatonfüred, 195 kms (Llana) Etapa hacia el lago Balaton, el mar de Hungría. Tras un primer tramo de la etapa en el que los corredores se acercarán al lago a través de una serie de suaves ondulaciones, llegarán a Nagykanizsa y luego a Hévíz con su lago termal. A partir de ahí, atravesarán la región del Balaton. El paisaje se denomina la «Provenza de Hungría» y cuenta con colinas volcánicas que suben y bajan y que caracterizan la ruta. Los últimos 50 km se desarrollan a lo largo de la costa, con sólo un breve ascenso en la abadía de Tihany. La llegada es casi sin curvas, y preparará el escenario para el primer sprint del pelotón de la carrera. 4ª: Avola-Etna, 169 kms / 3.590 m desnivel (alta montaña) Una etapa en el interior de Sicilia con un final cuesta arriba. Desde Avola, la ruta pasa por Noto, centro del Barocco siciliano. Luego continúa pasando por las zonas de Pantalica y Vizzini mientras se acerca al volcán. La ascensión final, que termina en el refugio Sapienza (como en otras ocasiones), sigue un recorrido inédito. En un principio la subida final se iba a abordar desde Ragalna, pero finalmente el pelotón se desviará hacia Biancavilla. Allí tomarán el «Versante Marco Pantani», una ruta inédita dedicada al legendario ciclismo que alargará la jornada y la ascensión final al Etna en tres kilómetros. 5ª: Catania – Messina: 172 Km (llana) Etapa clásica del Giro en Sicilia. De Catania a Messina partiendo de la costa este para llevarte a través de Portella Mandrazzi y sus suaves laderas, en la costa norte donde tocas lugares como Villafranca Tirrena, Ganzirri con el enorme Pilón del Estrecho de la antigua línea eléctrica. Una etapa para velocistas que presumiblemente verá un sprint de grupo compacto al final. 6ª: Palmi – Scalea: 192 kms (llana) Etapa ligeramente ondulada una vez más probablemente para terminar con un sprint. Después de una primera parte ligeramente accidentada entre Mileto, Vibo Valentia y Pizzo, la carrera sigue la costa Tirrena de Calabria con sus cortos altibajos. Final que promete ser muy rápido para el grupo compacto. 7ª: Diamante – Potenza: 198 kms (media montaña) La etapa tiene un desafiante perfil montañoso a través de las montañas de Calabria y Basilicata, con un desnivel acumulado digno de una etapa a través de los Dolomitas. El comienzo junto al mar es el único tramo llano. Después de Maratea, la ruta ondula continuamente, con pendientes más suaves o más duras. Después de subir el Passo della Colla y llegar a Lauria, el recorrido de la etapa aborda un «viejo conocido» del Giro, el Monte Sirino, después de 23 años. Pasado Viggiano, la ruta supera la desafiante Montagna Grande di Viggiano (una subida inédita), y luego toma la ascensión final a Sellata antes de llegar a Potenza. 8ª: Nápoles – Nápoles: 149 kms (media montaña) Una etapa corta pero exigente que atraviesa la capital de la región y la península Flegrea. Partiendo de Nápoles, el recorrido llega a Bacoli, donde se realiza un complicado circuito de aproximadamente 19 km desde Bacoli hasta el Monte di Procida, que se recorrerá en cinco ocasiones. Al final de la última vuelta, la ruta vuelve a Nápoles, donde el esprint final a lo largo de la Via Caracciolo, frente al mar, será probablemente disputado por un pequeño pelotón. 9ª: Isernia-Blockhaus, 187 kms / 4.990 m desnivel (alta montaña) Una etapa de alta montaña entre los Apeninos. Desde los primeros kilómetros desde Isernia hacia Rionero Sannitico, la ruta se dirige hacia arriba. Roza el histórico Macerone y luego alcanza el primer puerto de Roccaraso. Hasta Guardiagrele, que sólo se toca, el único tramo bastante tranquilo de la etapa es en su mayor parte cuesta abajo. Luego comienza la doble subida a Blockhaus. Desde Pretoro, los ciclistas llegarán al Passo Lanciano para luego descender a Lettomanoppello y, tras bordear la base de la Majella, subir a la meta desde Roccamorice como hicieron en 2017. El final de la etapa presenta pendientes de dos dígitos a lo largo de una serie de curvas cerradas que conducen a la meta. 10ª: Pescara – Jesi: 194 kms (media montaña) El recorrido de la etapa comienza de forma llana, siguiendo la costa, y luego se ondula continuamente, subiendo los «muros» alrededor de Jesi, sin pausa para respirar después de Civitanova Marche. El recorrido incluye desafiantes subidas a Civitanova Alta, Sant’Ignazio di Montelupone, Recanati, Filottrano, Santa Maria Nova y Monsano, con tramos muy empinados, que llevarán al pelotón al esprint final en Jesi. 11ª: Santarcangelo Di Romagna-Reggio Emilia: 201 kms (llana) Etapa completamente plana que junto con la tercera es la más larga del Giro. Desde la salida a Bolonia se sigue la carretera consular Emilia prácticamente siempre recto a través de la llanura emiliana. Después de Bolonia, el escenario toca algunos de los lugares del cráter del terremoto de 2012: San Giovanni in Persiceto, Crevalcore, Camposanto, Carpi y Correggio. La ruta desfila por carreteras rectas y llanas hasta llegar a Reggio Emilia para el sprint que promete estar en filas compactas. 12ª: Parma-Génova: 186 kms (media montaña) Una etapa de media montaña en la que es probable que se produzcan escapadas. La ruta sube constantemente al principio, entrando en Liguria por el Passo del Bocco, y luego desciende rápidamente hacia Chiavari. Los desniveles comienzan a subir de nuevo, cuando la etapa llega a la costa, ascendiento hasta Ruta (viniendo de Chiesa Vecchia). A continuación, la ruta emprende un paso inédito y exigente hacia el Monte Becco, seguido de otra subida al Monte Fasce, que probablemente reducirá el pelotón antes de la llegada a Génova. 13ª: Sanremo-Cuneo: 164 kms (llana) Etapa relativamente corta y de dificultad media. Va en la dirección opuesta a lo que fue el Sanremo de verano de 2020. Desde Sanremo se toca Imperia para subir al Colle di Nava y una vez en Ceva girar hacia Cuneo. Después de varias temporadas, se tocan algunos lugares simbólicos del Giro en la zona, como el Santuario de Vicoforte y Mondovì. Final rápido a lo largo de la llanura de Cuneo para llegar al sprint final. 14ª: Santena – Torino: 153 kms (media montaña) Una etapa corta y desafiante, sin pausa para respirar. El desnivel total, comparado con la longitud de la etapa, es digno de una etapa alpina. Los primeros 10 kilómetros, que discurren en llano desde Santena hasta Chieri, son los únicos sin subidas ni bajadas. A continuación, el recorrido da dos vueltas y media a un circuito que asciende a Colle della Maddalena, desciende a Moncalieri y sube con fuerza a Santa Brigida. Después de pasar por la línea de meta de la Gran Madre, y de la subida a Superga, la ruta vuelve al pie del Colle della Maddalena para comenzar de nuevo. En total, el pelotón hará un doble paso por la colina de Superga, y tres ascensos a la Maddalena y Santa Brigida, para un final desafiante y lleno de fuerza. 15ª: Rivarolo Canavese-Cogne, 177 kms / 4.030 m desnivel (alta montaña) Una etapa típica de los Alpes Occidentales que presenta subidas muy largas (aunque sin excesivos desniveles). La etapa parte de Rivarolo Canavese y sigue una aproximación clásica a lo largo de la Dora Baltea para entrar en el Vallée hasta llegar a la capital. A continuación, los corredores subirán en rápida sucesión Pila hasta Le Fleurs, una subida que da la bienvenida al Giro tras treinta años de ausencia, Verrogne (que ya se subió en 2019) y Cogne para terminar en el Parque Nacional del Gran Paradiso, que ya es centenario. Más de 46 km de los 80 km finales serán todos de subida. 16ª: Salò-Aprica, 200 kms / 5.440 m desnivel (alta montaña) Perfil de la 16ª etapa © RCS Altimetría Mortirolo © RCS Una etapa clásica en Valtellina con una secuencia de subidas, algunas de las cuales han sido redescubiertas después de muchos años. La etapa parte de Salò para recorrer la Val Sabbia y, tras la subida de Bagolino, el Goletto di Cadino (abordado por última vez en 1998 con motivo de la victoria de Pantani en Montecampione). De vuelta al Val Camonica, los corredores suben el Mortirolo desde Monno (como en 2017) para descender a Grosio y seguir las carreteras del vino Sforzato al que está dedicada la etapa, subiendo a Teglio (localidad que da nombre al valle) y llegando después a Aprica por el Valico di Santa Cristina -pasado por última vez en 1999-. 17ª: Ponte di Legno-Lavarone, 165 kms / 3.740 m desnivel (alta montaña) Una etapa de montaña dividida en dos partes. Presenta un comienzo cuesta arriba hacia el Passo del Tonale, seguido de un tramo de más de 70 km, siempre sustancialmente cuesta abajo. Después de cruzar el Adigio, la ruta sube a Palù di Giovo (históricamente un feudo de la familia Moser), pasando por el Valle di Mocheni para llegar a Pergine Valsugana y al tramo final, que constituiría una etapa difícil por sí sola. Después de Pergine, los corredores subirán el puerto de Vetriolo por una nueva vertiente y la subida de Menador, con sus cerradas curvas en horquilla y los túneles típicos de las carreteras excavadas en la roca en tiempos de guerra (llamada Kaiserjägerweg). Tras el GPM de Monte Rovere, unos pocos kilómetros ondulados llevarán probablemente a un grupo muy reducido a la meta. 18ª: Borgo Valsugana-Treviso: 146 kms (llana) Último sprint grupal compacto del Giro 2022. Primera parte ligeramente ondulada con las históricas Escaleras de Primolano para acceder al valle de Piave y luego cruzar la zona de producción de Prosecco entre Valdobbiadene y Refrontolo. Última rugosidad la corta muralla de Ca’del Poggio para llegar a la llanura de Treviso y afrontar el circuito final antes del sprint final. 19ª: Marano Lagunare-Castelmonte: 178 kms (media montaña) Una etapa desafiante de media montaña, que cruza a Eslovenia y se cierra con un final en alto. Con salida en Marano Lagunare, la ruta atraviesa las tierras bajas hasta llegar a las colinas ‘morénicas’ de Fagagna y Majano. El recorrido de la etapa atraviesa Buja, llega a los Prealpes Julianos, pasa por la Grotte di Villanova y aborda el Passo di Tanamea. La ruta entra en Eslovenia por el paso de Uccea, que lleva directamente a Kobarid (Caporetto, en italiano). Aquí, el pelotón pasará por primera vez por el monte Kolovrat, ascendiendo a casi el 10% durante 10 km (con pendientes que se suavizan debido a una corta meseta a mitad de la subida). A continuación, una larga bajada en falso llano nos lleva de vuelta a Italia. A partir de Cividale del Friuli, el pelotón afrontará la última subida al majestuoso santuario de Castelmonte, que ha sido un distintivo icónico durante casi 1.000 años. 20ª: Belluno-Marmolada (Passo Fedaia), 167 kms / 4.490 m desnivel  (alta montaña) Una etapa clásica de los Dolomitas y el último final en subida del Giro de Italia en 2022. Comienza en Belluno con un breve desvío por el valle del Piave entre Sedico, Santa Giustina y la Certosa di Vedana. A continuación, la carrera se adentra en el valle de Cordevole, al que se sube por Agrodo y Cencenighe. Aquí comienza el trío final de subidas con el paso de San Pellegrino (pendientes de más del 15% después de Falcade), seguido del paso de Pordoi (Cima Coppi 2022) y, finalmente, el paso de Fedaia con la famosa Malga Ciapela en línea recta, que mantiene pendientes de más del 10% y llega al 18%. No hay Serrai di Sottoguda, ya que su carretera fue borrada por la tormenta Vaia. La etapa toca muchos lugares simbólicos y, después de 14 años, la Marmolada vuelve a ser el lugar de llegada. 21ª: Verona-Verona, 17,1 kms (CRI) Una contrarreloj final en el Circuito delle Torricelle (de los Campeonatos del Mundo) en sentido contrario a las agujas del reloj. Primera parte por carriles rectos y muy amplios. A continuación, una subida de alrededor del 5% con algunos «escalones» y una calzada ligeramente más estrecha. Tras el punto cronometrado intermedio en la cima de la subida, 4 km de rápido descenso. Los últimos 3 km por las calles de la ciudad con algunas curvas desafiantes. Llegada a Piazza Bra y a la Arena de Verona. EQUIPOS PARTICIPANTES WorldTour AG2R Citroën Team Astana Qazaqstan Team Bahrain – Victorious BORA – hansgrohe Cofidis EF Education-EasyPost Groupama – FDJ: Arnaud Démare, Attila Valter INEOS Grenadiers Intermarché – Wanty – Gobert Matériaux Israel – Premier Tech Lotto Soudal Movistar Team Quick-Step Alpha Vinyl Team Team BikeExchange Jayco Team DSM Team Jumbo-Visma (provisional): Tom Dumoulin, Tobias Foss, Koen Bouwman, Edoardo Affini, Chris Harper, Sam Oomen, Pascal Eenkhoorn y Jos van Emden. Trek – Segafredo ProTeams Alpecin-Fenix Bardiani CSF Faizané Drone Hopper-Androni Giocattoli Eolo-Kometa Cycling Team PALMARÉS COMPLETO Año Ganador Segundo Tercero 1909 Luigi Ganna Carlo Galetti Giovanni Rossignoli 1910 Carlo Galetti Eberardo Pavesi Luigi Ganna 1911 Carlo Galetti Giovanni Rossignoli Giovanni Gerbi 1912 Atala-Dunlop Peugeot-Wolber Gerbi 1913 Carlo Oriani Eberardo Pavesi Giuseppe Azzini 1914 Alfonso Calzolari Pierino Albini Luigi Lucotti 1915-1918 ediciones suspendidas por la Primera Guerra Mundial 1919 Costante Girardengo Gaetano Belloni Marcel Buysse 1920 Gaetano Belloni Angelo Gremo Jean Alavoine 1921 Giovanni Brunero Gaetano Belloni Bartolomeo Aymo 1922 Giovanni Brunero Bartolomeo Aymo Giuseppe Enrici 1923 Costante Girardengo Giovanni Brunero Bartolomeo Aymo 1924 Giuseppe Enrici Federico Gay Angiolo Gabrielli 1925 Alfredo Binda Costante Girardengo Giovanni Brunero 1926 Giovanni Brunero Alfredo Binda Arturo Bresciani 1927 Alfredo Binda Giovanni Brunero Antonio Negrini 1928 Alfredo Binda Giuseppe Pancera Bartolomeo Aymo 1929 Alfredo Binda Domenico Piemontesi Leonida Frascarelli 1930 Luigi Marchisio Luigi Giacobbe Allegro Grandi 1931 Francesco Camusso Luigi Giacobbe Luigi Marchisio 1932 Antonio Pesenti Jef Demuysere Remo Bertoni 1933 Alfredo Binda Jef Demuysere Domenico Piemontesi 1934 Learco Guerra Francesco Camusso Giovanni Cazzulani 1935 Vasco Bergamaschi Giuseppe Martano Giuseppe Olmo 1936 Gino Bartali Giuseppe Olmo Severino Canavesi 1937 Gino Bartali Giovanni Valetti Enrico Mollo 1938 Giovanni Valetti Ezio Cecchi Severino Canavesi 1939 Giovanni Valetti Gino Bartali Mario Vicini 1940 Fausto Coppi Enrico Mollo Giordano Cottur 1941-1945 ediciones suspendidas por la Segunda Guerra Mundial 1946 Gino Bartali Fausto Coppi Vito Ortelli 1947 Fausto Coppi Gino Bartali Giulio Bresci 1948 Fiorenzo Magni Ezio Cecchi Giordano Cottur 1949 Fausto Coppi Gino Bartali Giordano Cottur 1950 Hugo Koblet Gino Bartali Alfredo Martini 1951 Fiorenzo Magni Rik Van Steenbergen Ferdinand Kübler 1952 Fausto Coppi Fiorenzo Magni Ferdinand Kübler 1953 Fausto Coppi Hugo Koblet Pasquale Fornara 1954 Carlo Clerici Hugo Koblet Nino Assirelli 1955 Fiorenzo Magni Fausto Coppi Gastone Nencini 1956 Charly Gaul Fiorenzo Magni Agostino Coletto 1957 Gastone Nencini Louison Bobet Ercole Baldini 1958 Ercole Baldini Jean Brankart Charly Gaul 1959 Charly Gaul Jacques Anquetil Diego Ronchini 1960 Jacques Anquetil Gastone Nencini Charly Gaul 1961 Arnaldo Pambianco Jacques Anquetil Antonio Suárez 1962 Franco Balmamion Imerio Massignan Nino Defilippis 1963 Franco Balmamion Vittorio Adorni Giorgio Zancanaro 1964 Jacques Anquetil Italo Zilioli Guido De Rosso 1965 Vittorio Adorni Italo Zilioli Felice Gimondi 1966 Gianni Motta Italo Zilioli Jacques Anquetil 1967 Felice Gimondi Franco Balmamion Jacques Anquetil 1968 Eddy Merckx Vittorio Adorni Felice Gimondi 1969 Felice Gimondi Claudio Michelotto Italo Zilioli 1970 Eddy Merckx Felice Gimondi Martin Van Den Bossche 1971 Gösta Pettersson Herman Van Springel Ugo Colombo 1972 Eddy Merckx José Manuel Fuente Francisco Galdós 1973 Eddy Merckx Felice Gimondi Giovanni Battaglin 1974 Eddy Merckx Gianbattista Baronchelli Felice Gimondi 1975 Fausto Bertoglio Francisco Galdós Felice Gimondi 1976 Felice Gimondi Johan De Muynck Fausto Bertoglio 1977 Michel Pollentier Francesco Moser Gianbattista Baronchelli 1978 Johan De Muynck Gianbattista Baronchelli Francesco Moser 1979 Giuseppe Saronni Francesco Moser Bernt Johansson 1980 Bernard Hinault Wladimiro Panizza Giovanni Battaglin 1981 Giovanni Battaglin Tommy Prim Giuseppe Saronni 1982 Bernard Hinault Tommy Prim Silvano Contini 1983 Giuseppe Saronni Roberto Visentini Alberto Fernández Blanco 1984 Francesco Moser Laurent Fignon Moreno Argentin 1985 Bernard Hinault Francesco Moser Greg LeMond 1986 Roberto Visentini Giuseppe Saronni Francesco Moser 1987 Stephen Roche Robert Millar Erik Breukink 1988 Andrew Hampsten Erik Breukink Urs Zimmermann 1989 Laurent Fignon Flavio Giupponi Andrew Hampsten 1990 Gianni Bugno Charly Mottet Marco Giovannetti 1991 Franco Chioccioli Claudio Chiappucci Massimiliano Lelli 1992 Miguel Induráin Claudio Chiappucci Franco Chioccioli 1993 Miguel Induráin Piotr Ugriúmov Claudio Chiappucci 1994 Yevgueni Berzin Marco Pantani Miguel Induráin 1995 Tony Rominger Yevgueni Berzin Piotr Ugriúmov 1996 Pável Tonkov Enrico Zaina Abraham Olano 1997 Ivan Gotti Pável Tonkov Giuseppe Guerini 1998 Marco Pantani Pável Tonkov Giuseppe Guerini 1999 Ivan Gotti Paolo Savoldelli Gilberto Simoni 2000 Stefano Garzelli Francesco Casagrande Gilberto Simoni 2001 Gilberto Simoni Abraham Olano Unai Osa 2002 Paolo Savoldelli Tyler Hamilton Pietro Caucchioli 2003 Gilberto Simoni Stefano Garzelli Yaroslav Popovych 2004 Damiano Cunego Serhi Honchar Gilberto Simoni 2005 Paolo Savoldelli Gilberto Simoni José Rujano 2006 Ivan Basso José Enrique Gutiérrez Gilberto Simoni 2007 Danilo Di Luca Andy Schleck Eddy Mazzoleni 2008 Alberto Contador Riccardo Riccò Marzio Bruseghin 2009 Denís Menshov Carlos Sastre Ivan Basso 2010 Ivan Basso David Arroyo Vincenzo Nibali 2011 Michele Scarponi Vincenzo Nibali John Gadret 2012 Ryder Hesjedal Joaquim Rodríguez Thomas de Gendt 2013 Vincenzo Nibali Rigoberto Urán Cadel Evans 2014 Nairo Quintana Rigoberto Urán Fabio Aru 2015 Alberto Contador Fabio Aru Mikel Landa 2016 Vincenzo Nibali Esteban Chaves Alejandro Valverde 2017 Tom Dumoulin Nairo Quintana Vincenzo Nibali 2018 Chris Froome Tom Dumoulin Miguel Ángel López 2019 Richard Carapaz Vincenzo Nibali Primož Roglič 2020 Tao Geoghegan Hart Jai Hindley Wilco Kelderman 2021 Egan Bernal Damiano Caruso Simon Yates La presentación oficial de la ‘Grande Partenza‘ del Giro de Italia 2022 se celebró de forma oficial en la capital húngara Budapest y contó con la presencia del profesional local Attila Valter, del Groupama francés. El Giro debía comenzar en este país en 2020, pero esta se tuvo que cambiar de planes debido a la pandemia. Allí se celebrarán tres etapas, una de las cuales será una contrarreloj, pero no como etapa inaugural como estaba previsto el año pasado. La primera jornada en línea favorecerá a los llegadores explosivos tipo Valverde, Alaphilippe, Van der Poel o Hirschi con un final en una cota a casi 400 metros de altitud. Al día siguiente llega la primera cronometrada con otro final en subida, dejando a los velocistas puros su ocasión en la tercera etapa después de 201 kilómetros. Una primera maglia rosa que se presupone competida. Tras ello, el pelotón regresará a Italia el lunes para un día «extraordinario» de descanso, probablemente en Sicilia, al igual que sucederá en el Tour de Francia con el traslado desde Copenhague. En el primero de los anuncios escalonados se revelaron todas las llegadas donde se presume un final al esprint. En total las etapas que transcurrirán por un terreno favorable son siete. Dos de ellas tendrán lugar en Hungría y el resto por suelo italiano. Los hombres rápidos de cada equipo tendrán diversas oportunidades para adjudicarse una victoria. «Es un Giro lleno de excelentes opciones para los velocistas. Quizás la llegada de la primera etapa sea más favorable para un finisher o un velocista que aguanta bien cuesta arriba. Me gustaría poder luchar para volver a ganar la Maglia Ciclamino e intentar ganar algunas etapas como Treviso, cerca de mis fans, o Reggio Emilia. Seguro que hay terreno para repetir un Giro como el de 2018. Sería un sueño», explicaba Elia Viviani. El martes 9 ha sido el momento elegido para desvelar las seis jornadas de media montaña. Exigentes largos trazados cargados de ascensiones que superar para finalizar en importantes localidades como Nápoles, Torino o Génova. Destaca la presencia de la jornada con final en alto en el Santuario di Castelmonte, previo paso por la subida al Kolovrat en Eslovenia. «Estas seis etapas son muy interesantes porque están abiertas a muchas resoluciones, escapadas desde lejos, ataques en el final o esprints reducidos. Seguramente serán jornadas importantes para la clasificación por puntos de la maglia ciclamino, pero, si los favoritos de la general se mueven, podrían llegar a ser importantes también para la lucha por la maglia rosa. Mi primer éxito en el Giro de Italia 2020 lo conseguí en una etapa movida como ésta: me gustan mucho estos recorridos y se adaptan a mis características», reconocía Peter Sagan. El miércoles 10 se desvelaron las etapas de alta montaña. Serán ocho llegadas con metas en Etna (Refugio Sapienza), Blockhaus, Cogne,  Aprica (con Mortirolo y Santa Cristina), Lavarone y Marmolada (Fedaia) previo paso por el Pordoi que será la cima Coppi con sus 2.239 metros de altitud. Egan Bernal, ganador 2021, analiza el menú dispuesto: «Con estas seis etapas de alta montaña está claro que el Giro de Italia de 2022 será otro duro. El primer final en subida en el Etna será importante y podría cortar realmente de la general a los que no estén al 100% de forma en la primera semana de la carrera. Luego estarán las subidas míticas como el Mortirolo, donde grandes campeones han escrito capítulos importantes en la historia del ciclismo, corredores como Pantani y muchos otros». Finalmente, el jueves 11 se ha dado a conocer el lugar en el que finalizará la carrera, pudiendo ver entonces el recorrido al completo de la 105ª de la gran ronda italiana. Una contrarreloj de 17 kilómetros en Verona, con una pequeña ascensión intermedia coronará al ganador de la ronda italiana. Luca Zaia, el presidente de la Región del Véneto mostraba el agradecimiento de la ciudad por poder acoger de nuevo el final de la carrera: «La gran pasión del Véneto por las dos ruedas podrá vivir otras etapas llenas de ideas técnicas y deportivas, así como de valor histórico y cultural para los territorios atravesados». Por su parte, Federico Sboarina, alcalde de la ciudad de llegada, considera que es «Un sueño hecho realidad por segunda vez en cuatro años. A todas luces es el escenario más pintoresco para concluir la «reina» de las carreras ciclistas y nuestra ciudad está preparada para acoger la caravana rosa. Nuestro anfiteatro estará en el centro del mundo del deporte, por lo que no sólo será un templo de la música, sino también una sede de grandes eventos competitivos». Uno de los grandes favoritos para la victoria en dicha etapa final, Filippo Ganna ha valorado sus opciones en la prueba: «El Giro de Italia 2021 empezó de rosa para mí en Turín y terminó de rosa para el equipo con Egan Bernal. Sería bonito repetirlo el año que viene. Tras el sprint de la primera etapa, quien gane la contrarreloj de Budapest llevará probablemente el maillot rosa durante unos días. La contrarreloj final con meta en la Arena de Verona será espectacular y, por supuesto, decisiva para coronar al ganador de la Corsa Rosa. Será un Giro muy interesante». De esta forma las tres grandes vueltas de 2022 no saldrán de sus países ya que el Tour de Francia lo hará desde Dinamarca y la Vuelta a España desde los Países Bajos. Las 13 anteriores salidas desde fuera de Italia: 1965 San Marino (San Marino) 1966 Montecarlo (Mónaco) 1973 Verviers (Bélgica) 1974 Ciudad del Vaticano (Vaticano) 1996 Atenas (Grecia) 1998 Niza (Francia) 2002 Groningen (Países Bajos) 2006 Seraing (Bélgica) 2010 Amsterdam (Países Bajos) 2012 Herning (Dinamarca) 2014 Belfast (Irlanda Norte) 2016 Apeldoorn (Países Bajos) 2018 Jerusalén (Israel) Sorgente: Giro Italia: Anunciados los equipos invitados – Ciclo21   [...] Leggi di più...
28/02/2022Non c’è solo la siccità a provocare penuria d’acqua in Valcamonica. A Montecampione, per esempio, si sta lavorando alla sistemazione di un guasto alla conduttura dell’acquedotto che da Secondino scende verso il villaggio di quota 1.200 alimentando, oltre all’intero complesso turistico, anche le località Pateghe e Ca de gos della frazione Acquebone. La scoperta, una dozzina di giorni fa, dello schiacciamento di un tratto di tubazione con la conseguente perdita di liquido e lo svuotamento della vasca di accumulo, ha costretto il sindaco di Artogne a emettere una ordinanza di bollitura dell’acqua a uso alimentare e a provvedere all’affidamento d’urgenza alla Siv dei lavori di ripristino. Per non lasciare a secco i condomini e le abitazioni della zona, si è dovuto provvedere a immettere temporaneamente nella rete acque captate da sorgenti superficiali: ed ecco spiegata l’esigenza della bollitura. Poi, per aprire l’area di cantiere necessaria alla sostituzione di un centinaio di metri di tubazione si è dovuto pure regolamentare la circolazione stradale per chi da Montecampione sale verso Secondino e il Plan. Ma dato che quest’anno la parte alta del comprensorio sciistico di Montecampione non la si è potuta aprire per la carenza di neve, i disagi per i pochi che transitano su questa strada sono stati limitati. I tempi dei lavori? Per il prossimo 5 marzo, quando è in programma la Ciaspolata del Muffetto, tutto dovrebbe essere tornato alla normalità. Domenico Benzoni Sorgente: Lavori a passo di corsa sull’acquedotto fuori uso | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
27/02/2022Clicca sull’immagine per vedere il servizio Sorgente: Teletutto | TV Brescia | Televisione Brescia | Video News approfondimento notizia [...] Leggi di più...
25/02/2022Dal canale Youtube Tazio Moscardi Sorgente: https://www.youtube.com/watch?v=qMutUN2WPHM [...] Leggi di più...
24/02/2022Domenica straripante per il Csi di Vallecamonica che riprende a pieno regime le attività dopo alcune settimane di sosta. Domenica sono ben cinque le manifestazioni in programma. Si parte da Montecampione dove alle 9,30 scatta la seconda prova del campionato di sci; ad organizzare lo slalom gigante è lo Sci Club Rongai. Alla stessa ora a Sovere è in calendario il «Cross del Piombo», la corsa campestre che inaugura il 2022 dell’atletica. La manifestazione promossa dal G.S.A. Sovere è la prima delle dieci tappe della fase primaverile del campionato camuno di atletica. Nel pomeriggio il bocciodromo di Rogno ospita il torneo di carnevale di bocce; le dieci formazioni iscritte al campionato Csi prendono una giornata di riposo per disputare il tradizionale torneo che vede impegnate terne formate per sorteggio. Il via al torneo alle ore 14. Dopo i due appuntamenti disputati nel palazzetto di Darfo Boario Terme la pallacanestro 3vs3 del CSI camuno risale la Vallecamonica; il terzo torneo stagionale di basket è in programma alle ore 14.30 di domenica nella palestra comunale di Malonno. Chiude l’intensa giornata di sport il calcio. Sul terreno parrocchiale di Cividate Camuno si affrontano le finaliste del torneo autunnale della categoria open a sette giocatori. Sorgente: Dalla corsa allo sci Un Csi scatenato moltiplica le gare | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
24/02/2022Prove Libere Tour, il circuito di prove materiali organizzato dal Pool Sci italia, quest’anno raddoppia. Le occasioni dedicate al pubblico degli appassionati, intitolate «Family» saranno sette, a partire da fine novembre fino ad aprile, ma altri sei eventi battezzati «Retail» sono previsti nel mese di febbraio riservati esclusivamente ai negozianti. Quest’ultimi avranno l’opportunità di saggiare le prerogative dei modelli della stagione 2012/13. Ribadiamo che tale opportunità sarà riservata ai dettaglianti per cui sarà inutile presentarsi alle tende test senza tale titolo. Ma non ce ne sarà bisogno, perché anche quest’anno il Pool Sci Italia ha redatto un programma test completo e distribuito nelle stazioni top del nord Italia. Si parte il 26 e 27 novembre a Obereggen, stazione ideale per lo start, per poi proseguire a Campiglio (prima volta!) il 3 e 4 dicembre. Altre due le opportunità pre natalizie: a Cervinia il 1° e 11 e a Zoldo il 7 e 18 dicembre. La prima tappa del 2012 è fissata a Limone Piemonte il 14 e 15 gennaio, poi una tappa in Lombardia (in definizione) il 21 e 22. Prima della finale di Pampeagodel 14 e 15 aprile dove si testeranno gli sci del 2013, rimane quella di Montecampione il 6 e 7 febbraio. In questo mese si proseguirà, come detto con i turni Retail.  Intanto il Pool ha analizzato le prove dello scorso anno, passando in rassegna 1984 schede, per scoprire che l’82% appartengono al sesso forte, mentre la fascia di età più numerosa è quella che va dai 36 ai 45 anni (32%). Al secondo posto la fascia un po’ più giovane, quella dai 26 ai 35 anni con il 24%. Terzo gradino del podio per gli sciatori dai 46 ai 55 anni (19%). La partecipazione più numerosa è dei veneti (25%), seguiti dai lombardi (14%) e dai piemontesi (13%). Considerando il totale delle schede analizzate, il 46% scia più di 21 giorni a stagione, il 35% da 11 a 21 giorni, il 15% da 6 a 10 mentre solo il 4% va a sciare da 1 a 5 giorni. Di tutti questi il 37% è iscritto a uno sci club. Interessante scoprire che il 29% cambia sci ogni 3 anni, il 22% ogni 2 o dopo più di 4 anni. Lo scarpone si tiene un po’ di più: 36% dopo più di 4 anni, 24% dopo 3, 22% dopo 4. Ma qual è lo sci più richiesto? Ovviamente quello da gigante (27%), seguito dallo speciale (20%) e dagli All Mountain (18%). Vedremo al termine di questa stagione se vi saranno cambiamenti. Marco Di Marco Sorgente: Prove Libere 2011 – SciareMag [...] Leggi di più...
23/02/2022Nel servizio interviste a Stefano Iorio di Montecampione Ski Area Sorgente: PINOCCHIO SCIA A MONTECAMPIONE – Giornale di brescia   [...] Leggi di più...
22/02/2022La fase provinciale di selezione delle categorie pulcini e children si chiude a Montecampione con tante speranze grazie ad un vivaio in crescita. Francesco Gheza Sorgente: +Valli TV – SI CHIUDE AL MEGLIO LA STAGIONE BRESCIANA   [...] Leggi di più...
22/02/2022Una gara giudicata da tutti come praticamente perfetta quella che si è svolta sulle nevi di Montecampione questa domenica 20 febbraio, alla quale hanno partecipato 200 atleti della categoria Pulcini, Baby sprint maschi e femmine 1 e 2 e Cuccioli maschi e femmine 1 e 2. La gara era valevole per la selezione interprovinciale per le categorie interessate, che hanno messo in pista piccoli atleti dagli 8 ai 12 anni, 202 in totale, messi nelle condizioni di gareggiare tutti con le stesse caratteristiche di pista e di tracciato. La bonaccia con il forte rialzo termico del giorno precedente aveva fatto temere per la tenuta della neve e quindi la garanzia di mettere i concorrenti nelle condizioni di massima sicurezza e di potersi esprimere al meglio. Il sereno della sera e della notte, uniti all’attenzione al meteo di più stazioni, oltre alla lunga esperienza maturata nel lavorare la neve a queste quote, ha consigliato ai gattisti di uscire nel cuore della notte a battere il manto nevoso, trovandolo pronto già alle prime luci dell’alba e in condizioni perfette, fino alla conclusione della gara, che si è svolta senza alcun intoppo né incidente dalle 9.30 alle 12.30. Al termine si è svolta la premiazione nel parterre accanto alla pista di gara, con le indicazioni dettate dai protocolli Fisi sulla sicurezza. Da segnalare la piena collaborazione di due sci club, Brixia e Rongai, che hanno diviso oneri ed onori, mantenuti attivi tutti i collaboratori all’ufficio gare e in pista, arrivando ad una bella premiazione finale che ha visto 5 atleti per ogni categoria salire sul podio, per un totale di 40 coppe distribuite, oltre a gadget da consegnare a tutti gli iscritti alla gara. Al termine della manifestazione, in base al regolamento del Trofeo Pinocchio, si sono qualificati per l’Abetone: nella categoria Baby 1 F: 1^ Anna Rambaldini ( Ski Team Go ), 2^ Rebecca Botti ( Pontedellolio), 3^ Jackie Jasmine Jansen ( Pontedellolio), 4^ Martina Fanti ( Sci Club Crocedomini); Baby 2 F 1^ Claudia Bellandi ( Brixia Sci ), 2^ Amneris Marsigalia ( Ski Club Borno ), 3^ Giada Salanti ( Sci Club Crocedomini); Baby 1 M: 1^ Francesco Nicoli Cristiani ( Brixia Sci ), 2^ Alessandro Sandrini ( Ponte dì Legno ), 3^ Federico Ferroni ( Pontedellolio), 4^ Edoardo Galimberti ( Pontedellolio). Baby 2 M: 1^ Giovanni Boschetti ( Brixia Sci ), 2^ Giacomo Gaffuri ( Val Palot Ski ), 3^ Matteo Gerardini ( Sci Club Collio ), 4^ Davide Re ( Ski Club Borno ). Cuccioli 1 F: 1^ Amelie Sandrini ( Ponte dì Legno), 2^ Emma Cattaneo ( Ponte dì Legno ), 3^ Melissa Tottoli ( Sci Club Crocedomini), 4^ Emma Verzeni ( Ponte dì Legno ). Cuccioli 2 F: 1^ Mia Tubini ( Val Palot Ski ), 2* Sofia Gabossi ( Brixia Sci ), 3^ Benedetta Rivadossi ( Ski Club Borno ), 4^ Alice Corbelli ( Ski Club Borno ). Cuccioli 1 M: Fabio Togni ( Ponte dì Legno ), 2^ Andrea Gabossi ( Brixia Sci ), 3^ Giulio Romele ( Val Palot Ski ), 4^ Nicola Faustinelli ( Ponte dì Legno ). Cuccioli 2 F: 1^ Mattia Dabeni ( Ski Club Borno ), 2^ Francesco Onorio ( Brixia ), 3^ Colin Bendotti ( Free Mountain ), 4^ Achille Turla ( Val Palot ). Cordiali saluti, Luigi Romele ( dì seguito mail con classifiche ). Francesco Gheza Sorgente: +Valli TV – I PULCINI CONQUISTANO IL PINOCCHIO   [...] Leggi di più...
21/02/2022Pinocchio sugli sci, selezioni a Montecampione 200 cuccioli e baby di 30 sci club a Montecampione per le selezioni del Pinocchio sugli sci. 16 atleti camuni staccano il pass. Le finali a fine marzo sulle piste dell’Abetone Sorgente: Pinocchio sugli sci, 16 camuni passano il turno – TeleBoario   [...] Leggi di più...
21/02/2022La stagione sciistica a Montecampione sta proseguendo nella massima sicurezza grazie agli interventi che la Polizia di Stato, in servizio da anni durante l’inverno sulle piste, in collaborazione con il nuovo servizio di 118 organizzato dalla Direzione della stazione, sta facendo quotidianamente con risultati considerati importanti per gli operatori della sicurezza, per lo staff di Montecampione e per gli utenti delle piste. In questi giorni la stampa ha dato ampio risalto alla notizia di un maestro di snowboard fermato e denunciato dalla Polizia di Stato a Montecampione perché, positivo al Covid, stava facendo lezione non ottemperando alle chiare regole anticovid in vigore. Ma la Polizia di Stato sulle piste, così come i soccorritori del 118, con la loro presenza sono un chiaro deterrente ad iniziative che tendono a sconfinare dalle regole creando spesso pericoli per sé e per gli altri. Una fra tutte: l’applicazione del nuovo codice per chi pratica sci e snowboard in pista, al quale è stata data particolare evidenza sulle nevi di Montecampione che in questo modo si candida ad essere anche la stazione della sicurezza sulla neve. Francesco Gheza Sorgente: +Valli TV – POLIZIA E 118 A MONTECAMPIONE   [...] Leggi di più...
21/02/2022Dal canale Youtube Gio Brusa Sorgente: Montecampione-Le Baite 1800 ___DJI Mini 2… febbraio 2022 – YouTube   [...] Leggi di più...
19/02/2022REGOLAMENTAZIONE DELLA CIRCOLAZIONE STRADALE LUNGO UN TRATTO DELLA VIA PLAN DI MONTECAMPIONE INTERESSATO DAL CANTIERE PER I LAVORI DI RIFACIMENTO TRATTO DI ACQUEDOTTO COMUNALE. Autorizzazione Ordinanza 9 2022 lavori acquedotto Sorgente: ORDINANZA N. 9/2022 [...] Leggi di più...
19/02/2022Dal Tonale a Montecampione, i comprensori imbiancati sono ancora più attraenti Lunedì la neve ha imbiancato le piste da sci della Vallecamonica con almeno 50 cm di neve fresca alle quote più alte, e questo fine settimana i comprensori sono pronti per offrire tracciati battuti e finalmente imbiancati nel migliore dei modi. In alta Vallecamonica, da Temù fino in Presena, le piste del comprensorio Ponte di Legno Tonale sono praticamente tutte aperte e il paesaggio è completamente imbiancato. Anche a Borno (foto) la tanto attesa nevicata ha contribuito a rendere le condizioni delle piste ottimali e quasi tutti gli impianti saranno aperti per il weekend. A Montecampione la perturbazione dei giorni scorsi ha permesso agli operatori di affiancare alle piste Panoramica e Gardena, già funzionanti da settimane, anche i tracciati della Valmaione e della Dosso Rotondo. Anche la Ski area Aprica & Corteno Golgi è stata imbiancata e sistemata per rendere la pista da sci illuminata più lunga d’Europa, la Baradello 2000, ancora più attraente per lo sci in notturna. Ma anche di giorno le occasioni non mancheranno. Linda Bressanelli Sorgente: Dopo la nevicata di inizio settimana le piste da sci attendono gli appassionati | Radio Voce Camuna   [...] Leggi di più...
19/02/2022Disagi per i residenti mentre si discute ancora sulla gestione A Montecampione si continua a discutere sulla gestione dei servizi, che il Consorzio vorrebbe effettuare personalmente, come stabilisce il proprio statuto, ma la cui proposta è stata bocciata da Regione Lombardia. Intanto i problemi nella località non mancano. Nei giorni scorsi la rete idrica ha subito un guasto importante nelle località “Pateghe“ e “Ca de Gos“. All’interno sono state riscontrate diverse rotture in seguito a cui sarà necessario sostituire il tratto di tubazione ammalorata. I lavori spetteranno al Comune di Artogne, in cui il territorio ove sorge la località turistica di Montecampione. Nel frattempo residenti e proprietari di seconde case, così come i titolari di esercizi commerciali dovranno bollire l’acqua come da ordinanza firmata il 15 febbraio. Sorgente: Montecampione, guasti alla rete – Cronaca – ilgiorno.it   [...] Leggi di più...
18/02/2022La stagione era partita bene già durante l’autunno, con la prima precipitazione che aveva fatto sperare in una riedizione dello scorso inverno, ricchissimo di neve ma purtroppo «inutilizzabile» a causa delle restrizioni sanitarie. Poi più nulla per molte settimane, con una prolungata siccità che al posto del bianco ha portato (non qui) il nero degli incendi. Approfittando della prima nevicata e poi delle temperature relativamente basse della prima parte di questo inverno Montecampione Ski area era comunque riuscita ad aprire agli appassionati una parte del comprensorio scistico della bassa valle, riuscendo anche a fare numeri interessanti nonostante appunto la limitazione delle discese. Adesso, finalmente, qui come altrove una svolta preziosa l’ha offerta la breve petrurbazione dei giorni scorsi, che ha imbiancato anche questa stazione sciistica e che ha permesso, a partire da oggi, di affiancare alle piste Panoramica e Gardena già funzionanti da settimane anche i tracciati della Valmaione e della Dosso Rotondo. Ski area invita a divertirsi e ad acquistare lo skipass online ottenendo così uno sconto di 2 euro sul biglietto. Sorgente: La neve di febbraio fa «allargare» lo sci | Bresciaoggi [...] Leggi di più...
18/02/2022La 40° edizione della più famosa rassegna di sci giovanile, il Pinocchio sugli Sci, avrà un premium sponsor d’eccezione, il Gruppo Rossignol. È la più famosa rassegna di sci giovanile e, nel 2022, festeggia 40 anni, il Pinocchio sugli Sci avrà un premium sponsor d’eccezione, il Gruppo Rossignol.  La competizione a cui, nel tempo, hanno partecipato tutti i più forti sciatori del momento, è supportata da un partner tecnico di rilievo nello sci dei più piccoli, e prevede nel suo calendario oltre 20 selezioni zonali, il tour sulla neve del Villaggio di Pinocchio e le Finali Nazionali all!Abetone. Le gare del circuito La 40° edizione ha preso ufficialmente il via sabato 8 gennaio 2022 con le gare di selezione zonale in programma a Tesido (BZ) e con le prova di slalom gigante delle categorie U9, U10, U11, U12, U14 e U16 tocca Courmayeur, Zoncolan, Sarius di Sopra, Ponte di Legno, Prato Nevoso, Santa Caterina, Passo San Pellegrino, Sassotetto – Passo Maddalena, Monte Pora, Nova Levante, Roccaraso, Bardonecchia, San Vito di Cadore, Montecampione, Gambarie d’Aspromonte, Cerreto, Piana di Vigezzo, Abetone, Monte Verena, Bardonecchia, Selvino, Campitello Matese, Tarvisio, Sappada e Piancavallo. In occasione dei principali appuntamenti gli atleti potranno provare gli sci Rossignol e Dynastar per il racing. Presso l’oasi invernale gli atleti potranno rifocillarsi prima e dopo le gare in totale sicurezza grazie al protocollo anti-covid messo a punto dall’organizzazione. Il Villaggio farà tappa San Vito di Cadore (19 febbraio), Cerreto (26-27 febbraio), Bardonecchia (1 marzo), Passo del Tonale (7-8 marzo) e Abetone in occasione delle Finalissime (27 marzo – 1 aprile). La finale del Pinocchio sugli Sci Dal 27 marzo al 1° aprile 2022 andrà in scena all’Abetone (PT) il tradizionale appuntamento con le Finali Nazionali e Internazionali, organizzate in collaborazione con SAF – Società Abetone Funivie e Comune di Abetone Cutigliano. Più di 1700 giovani atleti, i qualificati delle selezioni zonali provenienti da tutta Italia, si sfideranno per aggiudicarsi l’ambito Pinocchio d’Oro, assegnato ai vincitori delle categorie Baby e Cuccioli, e per i più grandi delle categorie Ragazzi e Allievi un posto nel Team Italia e la citazione nel prestigioso Albo d!Oro di Pinocchio. In fase di definizione le Finali Internazionali (30 marzo – 2 aprile 2021), che tradizionalmente richiamano all’Abetone i migliori sciatori delle categorie Ragazzi e Allievi di tutto il mondo. La Fase Internazionale negli anni passati ha ospitato una media di 30/35 Nazionali estere: nell’ottica di realizzare una Finale totalmente in linea con le normative anti-Covid si sta organizzando l’ospitalità degli atleti stranieri con tutte le precauzioni del caso. Sorgente: Il Gruppo Rossignol al fianco della 40° edizione del Pinocchio sugli Sci   [...] Leggi di più...
18/02/2022Dal canale Youtube ACVPG Le ragazze vincenti della BAL LUMEZZANE Tennis CLUB Lumezzane – Sci Club Concesio Montecampione 13/02/2022 Terzo Memorial Jean Possi – Caccia News Settimanale di informazione a cura di ACL Associazione Cacciatori Lombardi – La Bella Provincia, La Bella Valtrompia in onda su Più Valli TV Canale 73 / 83 Venerdì 18 Febbraio ore 20:10 ed in replica Domenica 20 Febbraio ore 11:00 Sorgente: Le ragazze vincenti della BAL LUMEZZANE Tennis CLUB Lumezzane – Sci Club Concesio Montecampione – YouTube   [...] Leggi di più...
18/02/2022Dal canale Youtube Ilaria Floreano Terza stagione per il tempo libero a Montecampione Sorgente: https://www.youtube.com/watch?v=kLEZmqMek1w   [...] Leggi di più...
17/02/2022Si ampia leggermente la disponibilità delle piste aperte nel comprensorio di Montecampione. Fino ad oggi gli appassionati hanno potuto sciare solo su due piste, la Panoramica e la Gardena. Ora grazie alle nevicate dei giorni scorsi e al lavoro degli addetti alla battitura sarà possibile aprire anche le piste Valmaione e Dosso Rotondo. Le restanti piste restano chiuse per “lungaggini burocatiche” come scrive sui social network Montecampione Ski Area. Sorgente: MONTECAMPIONE – Aprono due nuove piste grazie alle nevicate | Dove Sciare   [...] Leggi di più...
17/02/2022Lo Sci Club 90 di Montecampione ed EnjoySki, in collaborazione con il Comune di Costa Volpino, organizzano la 1° edizione di Sciare con noi: sabato 1 ottobre a Costa Volpino sarà allestito un percorso attrezzato con uso gratuito di in line alpine slalom. L’appuntamento è per le ore 15 presso la zona Bersaglio di Costa Volpino, dove è situata l’area camper; qui i partecipanti potranno provare gratuitamente questo sport molto singolare, con caratteritiche simili allo slalom speciale dello sci alpino. Al termine delle varie esercitazioni sarà offerto un rinfresco e si svolgerà un’estrazione premi inerenti l’attività sciistica; inoltre i partecipanti alla giornata potranno usufruire di una lezione di sci collettiva che si terrà presso la Scuola di sci Fodestal di Montecampione. Sorgente: A Costa Volpino 1° Sciare con noi – Montagne & Paesi [...] Leggi di più...
16/02/2022Artogne – Tecnici al lavoro a Montecampione, località “Pateghe” e “Ca de Gos”, per superare l’emergenza idrica. A seguito del pronto intervento degli operatori comunali con utilizzo di video ispezione, sono state riscontrate diverse rotture e schiacciamenti a carico della tubazione principale che fornisce acqua alle vasche di accumulo per la distribuzione alle utenze indicate. Il Comune ritiene quindi necessario ed opportuno sostituire completamente il tratto di tubazione ammalorata: intervento di manutenzione straordinaria a Montecampione che, data la posizione impervia e la situazione meteo potrà effettuare non appena le condizioni di sicurezza per le operazioni saranno possibili. L’Amministrazione comunale di Artogne (Brescia) ha ringraziato la società pubblica incaricata per la tempestività, professionalità e competenza dimostrate nonché la collaborazione di Ski area. Nel frattempo si manterrà attiva l’ordinanza di bollitura firmata dal sindaco Barbara Bonicelli (nella foto) in quanto per ovviare al problema si devono utilizzare sorgenti superficiali. Sorgente: Montecampione, il Comune sostituirà la rete idrica danneggiata | Gazzetta delle Valli News dalle Valli Lombarde e Trentine   [...] Leggi di più...
16/02/2022«San Faustì mercant de nef»: recita così un antico proverbio camuno che quest’anno ha trovato conferma, con una nevicata salutare per l’economia del comprensorio di Montecampione e per la soddisfazione degli sciatori. La carenza di materia prima naturale stava già facendo sentire i propri effetti negativi, con Ski area impegnata per garantire l’innevamento artificiale lungo le due piste aperte, la Panoramica e la Gardena. L’imbiancata di ieri e la pioggia a bassa quota sono state anche una manna per l’approvvigionamento idrico. Se tra quota 1.200 e il Plan di 1.800 una rottura della conduttura ha svuotato le vasche di accumulo, nei giorni scorsi anche nel capoluogo Artogne si stavano verificando problemi, tanto che il Comune si è trovato costretto a immettere in rete acque superficiali, col conseguente obbligo di bollitura per l’uso alimentare. Adesso almeno i problemi di approvvigionamento legati alle sorgenti dovrebbero trovare soluzione. Una buona notizia pure per la Pro loco di Artogne, che con la Scuola sci di Montecampione è al lavoro per organizzare la tradizionale ciaspolata del Muffetto, affondata anche lo scorso anno dal Covid. La camminata sulla neve al chiaro di Luna è in calendario per il 5 marzo, «nella speranza che questa iniziativa – commenta la sindaca di Artogne – segni il ritorno alla normalità dopo l’emergenza sanitaria vissuta negli ultimi due anni». Due i percorsi previsti: uno di 8 chilometri e quello breve lungo la metà. Neve salutare, si diceva, che dovrebbe contribuire anche ad allungare la stagione sciistica a Montecampione. Domenico Benzoni Sorgente: Bentornata neve Insieme allo sci ringraziano le fonti | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
15/02/2022Fiocchi sono caduti nella notte nel capoluogo e in pianura. Nevica sulle cime bresciane, Maddalena imbiancata Un San Faustino uggioso, carico di pioggia, quello che ha accolto i bresciani di capoluogo, hinterland e Bassa al loro risveglio. Ma i più attenti non avranno mancato di notare nelle prime ore della giornata un consistente velo di neve sulle vetture rimaste in strada nella nottata. Fiocchi sono caduti infatti anche in pianura nelle ore più fredde della notte, così come documenta il video pubblicato dagli esperti di Meteopassione.com sulla pagina Facebook dell’associazione, proponendo immagini girate a Mompiano. Ma San Faustino, tradizionalmente ultimo mercante di neve (quest’anno quasi primo…), ha imbiancato anche la Maddalena, come mostrano gli scatti di Gabriele Strada per Foto Neg. Certo le precipitazioni di neve più significative interessano le valli e soprattutto i principali monti bresciani, per la gioia degli sciatori a cui la scarsità di precipitazioni aveva generato più di qualche malumore, specie per le prospettive di durata della stagione. Le webcam presenti sulle principali vette del Bresciano mostrano paesaggi finalmente imbiancati e neve che cade copiosa. Così sul Dasdana, cima a ridosso del Passo Maniva, in Valtrompia, ma a quote più basse beneficia della neve anche la Valcamonica: qui il caso di Cimbergo, per non parlare di stazioni sciistiche quali Montecampione, Borno e Ponte di Legno. E non fa difetto di fiocchi neppure la Valsabbia, con Bagolino e Gaver sotto le falie. Sorgente: San Faustino porta neve in quota ma anche in città | Giornale di Brescia [...] Leggi di più...
15/02/2022Aprica, Madesimo, Pian dei Resinelli, Livigno. Nei principali comprensori sciistici della Lombardia è tornata la neve! Ecco le immagini più belle Da giorni veniva annunciata e puntuale come un orologio svizzero, la neve è arrivata la notte di San Valentino. Poca in Brianza, in realtà, giusto qualche tetto imbiancato in alcuni comuni al risveglio, questa mattina, mercoledì 15 febbraio ma tanta ne è scesa nei più frequentati comprensori sciistici lombardi: dall’Aprica ai Piani di Bobbio, a Madesimo passando da Montecampione. Insomma, è proprio il caso di dire “un regalo caduto dal cielo” per gli amanti di sci e snowboard!Abbiamo fatto un giro social tra le varie web cam per ammirare le nostre montagne imbiancate da questa neve di febbraio, un vero spettacolo! Melissa Ceccon Sorgente: E’ arrivata la neve: le montagne lombarde imbiancate la notte di San Valentino – MBNews   [...] Leggi di più...
15/02/2022Organizza la Pro Loco di Artogne con partenza dai 1800 del Plan, nell’ambito del Winter Tour Valle dei Segni La neve di queste ultime ore ha fatto tornare il sorriso alla Pro Loco di Artogne, che sta organizzando per il prossimo 5 marzo la ciaspolata in notturna ai 1800 del Plan di Montecampione “Ciaspolando sotto al Muffetto”. La partenza è fissata per le 19:00 presso il complesso “Le Baite 1800”, dove sarà possibile noleggiare le ciaspole (disponibili 300 paia). Ogni partecipante, adulti o bambini, ritireranno un pettorale e il gadget. Il tragitto sarà segnalato tramite fiaccole e cartelli informativi. Sono previsti servizi ristoro previsti lungo i due percorsi, entrambi non competitivi, uno da 8 km e un altro da 4 km. La ciaspolata rientra nel circuito Winter Tour Valle dei Segni promosso dalla Comunità Montana di Vallecamonica. Da sempre sensibile verso il sociale, anche quest’anno l’organizzazione ha deciso di sostenere una realtà presente sul territorio camuno: parte del ricavato verrà infatti devoluto all’associazione Donne e Diritti, con sede a Darfo Boario Terme. L’iscrizione si può fare online andando sul sito della Pro Loco di Artogne o recandosi presso gli Uffici Consorzio di Montecampione, alla Segreteria Scuola SCI Monte Campione 1200, o presso la Tabaccheria-Edicola Lombardi Artogne. Linda Bressanelli Sorgente: Montecampione: ritorna “Ciaspolando sotto al Muffetto” | Radio Voce Camuna   [...] Leggi di più...
15/02/2022Dalle webcam e dai social ecco le foto della neve, mai tanto attesa come quest’inverno. Un regalo di San Valentino, come hanno sottolineato da Turismo Valle Camonica, che ha condiviso la foto di Livio Ibex Pasinetti. La perturbazione ha finalmente portato fiocchi abbondanti sulle montagne lombarde e ha imbiancato anche alcune città e i laghi con uno spettacolo risultato ancora più affascinante, dopo il lungo periodo di siccità, che al Nord durava da oltre due mesi. Non solo la neve mancava all’appello, ma anche la pioggia entrambe necessarie per rimpinguare le risorse idriche. La speranza è ora che febbraio e marzo porti altre precipitazioni. Avete fotografato la nevicata e pestato la neve fresca? Aspettiamo le vostre foto qui su www.orobie.it Intanto ecco alcuni scatti da Montecampione, Lizzola, Piani di Bobbio, Valle Adamè e alpe Palù. Sorgente: Neve, finalmente! – Orobie.it [...] Leggi di più...
14/02/2022Dal quel 14 febbraio 2004 sono passati 18 anni. Marco Pantani non c’è più da allora, eppure stiamo attendendo ancora un suo ultimo scatto Dicono che con i diciott’anni dovrebbe iniziare la maturità, quell’età nella quale si è pronti ad assumerci le responsabilità del nostro avvenire. Essere insomma pronti a essere artefici di quello che saremo. Diciott’anni è un passaggio, più burocratico che altro. Da un giorno all’altro non cambia nulla, eppure cambia tutto. Perché le cazzate fatte assumono un altro tono, altre conseguenze e tutto ciò dovrebbe far riflettere, dovrebbe responsabilizzare. La maturità non è altro che questo, avere responsabilità, personale e sociale. Diciott’anni sono un passaggio anche nei ricordi. Rendono chiaro, lampante, il tempo che passa, quanto ne è passato. E quando i ricordi sono maggiorenni, dovrebbero essere più sfumati, li si dovrebbero sentire distanti, se non lontani quanto meno più leggeri, non più immanenti. Funziona mica così. Se ne dicono tante e quasi mai ci si azzecca. Perché sono passati diciott’anni da quando abbiamo appreso della morte di Marco Pantani. E ancora non se va dalla testa quello che si stava facendo e dove si era allora, in quel dannato 14 febbraio, quel San Valentino dell’anno del Signore 2004. Non se ne va perché non se ne può andare, perché quel giorno l’ultima speranza che avevamo di un ultimo colpo di pedale, di un ultimo scatto in salita si è spento per sempre. Ci avevamo creduto ancora che fosse possibile. Non funziona sempre così quando la passione sportiva prende la forma dell’adorazione? Adorazione sì. Perché tutti noi si usciva e si onorava la bicicletta nei suoi santuari, quelle strade in salita che potevano essere anche solo di pochi chilometri, ma che la fantasia le trasformava in Stelvio e Mortirolo, in Fedaia e Montecampione. E quella bici l’avevamo presa o ripresa anche grazie a lui. È salutare la bicicletta e non solo per il fisico. Soprattutto per la testa. Ti fa pensare a tutto, fa immaginare è un mezzo per provare a costruire una realtà più vicina al nostro sentire. E il popolo di Marco Pantani – quello che quando usciva in bici aveva qualcosa di giallo, fosse una bandana, una maglia, la bici, un dettaglio – era un popolo di adoratori passato dalle lamentele sulla sfiga, alla gioia più incredibile, quella del Giro e Tour nello stesso anno, quel 1998 indimenticabile, alla più nera disillusione. Un popolo che si stringeva attorno a uno scricciolo d’uomo che sui pedali si trasformava: era Charlie Parker e Caravaggio, Chet Baker e Mirò, i Pink Floyd e Basquiat. E che trasformava pure noi stessi, dava un nuovo senso alla nostra passione per la bicicletta, la toglieva dalla banalità dello sport, la faceva diventare diversa. Ci dava un tono, Marco Pantani. Ci dava l’illusione di contare qualcosa, di non essere soli, nemmeno quando pedalavamo da soli. Anche oggi che sono passati diciott’anni è così. Diciott’anni non hanno portato niente. Ancora non siamo pronti a prenderci le nostre responsabilità di fronte a quello che è successo, all’idea che forse poteva andare diversamente. Questa resta, non se ne va, assieme a quei se a cui non riusciamo a dare una dimensione. Marco Pantani è un rimpianto maggiorenne non sfiorato dalla maturità. Giovanni Battistuzzi Sorgente: Marco Pantani è un rimpianto maggiorenne – Girodiruota   [...] Leggi di più...
14/02/2022Oggi 14 febbraio la Chiesa festeggia San Valentino/a 496 – Viene istituita da Papa Gelasio I la memoria liturgica di San Valentino 869 – Muore a Roma il monaco Cirillo (nato a Tessalonica nell’826), evangelizzatore di Pannonia e Moravia col fratello Metodio e inventore dell’alfabeto glagolitico per i popoli slavi. 1014 – Papa Benedetto VIII riconosce Enrico di Baviera come Re di Germania 1076 – Papa Gregorio VII scomunica Enrico IV di Franconia 1130 – Innocenzo II è eletto papa 1349 – A Strasburgo vengono uccisi 2000 ebrei sospetti di diffondere la Peste Nera 1779 – James Cook viene ucciso dai nativi sulle Isole Sandwich 1849 – A New York, James Knox Polk diventa il primo presidente statunitense a cui viene scattata una fotografia 1854 – Il Texas viene collegato via telegrafo al resto degli Stati Uniti 1859 – L’Oregon diventa il 33º Stato degli USA 1876 – Alexander Graham Bell fa domanda di brevetto del telefono 1879 – Scoppia la Guerra del Pacifico, quando le forze armate del Cile occupano la città portuale Boliviana di Antofagasta 1895 – Londra: prima rappresentazione al St James’s Theatre di L’importanza di chiamarsi Ernesto, commedia in tre atti di Oscar Wilde. Meno di tre mesi dopo, questa e le altre commedie di Wilde vengono ritirate dai teatri a causa dello scandalo che colpisce l’autore 1920 – La League of Women Voters (Lega delle donne elettrici) viene fondata a Chicago 1924 – Viene fondata la IBM 1929 – Strage di San Valentino: Al Capone stermina la banda rivale di Bugsy Moran 1936 – LA AG Weser vara il primo di 162 U-Boot (l’ultimo sarà varato il 1º marzo 1945) 1943 – Seconda guerra mondiale: viene liberata Rostov, in Unione Sovietica 1952 – Si aprono i VI Giochi olimpici invernali ad Oslo 1980 – Iniziano i XIII Giochi olimpici invernali a Lake Placid negli Stati Uniti 2003 – Muore la pecora Dolly, il primo mammifero frutto di clonazione 2004 – In un sobborgo di Mosca, crolla il tetto di un parco acquatico al coperto. Più di 25 morti e oltre 100 feriti 2005 – In Libano il Primo ministro libanese Raf?q al-?ar?r?, a seguito di un attentato esplosivo a Beirut, viene assassinato. In California viene fondata la piattaforma web Youtube. Festa degli innamorati (San Valentino) Nati Leon Battista Alberti (1404) – Architetto italiano John Barrymore (1882) – Attore statunitense Daria Bignardi (1961) – Conduttrice televisiva, giornalista e scrittrice italiana Michael Bloomberg (1942) – Imprenditore e politico statunitense Edinson Cavani (1987) – Calciatore uruguaiano Lara Croft (1967) – Eroina del videogame Tomb Raider Stefano Di Battista (1969) – Musicista jazz italiano Frederick Douglass (1818) – Politico, scrittore, editore, oratore e riformatore statunitense Valerio Mastandrea (1972) – Attore italiano Valentina Vezzali (1974) – Atleta italiana di scherma Morti James Cook (1779) – Esploratore inglese Pecora Dolly (2003) – Primo clone animale Michele Ferrero (2015) – Imprenditore italiano David Hilbert (1943) – Matematico tedesco Marco Pantani (2004) – Atleta italiano di ciclismo Reeva Steenkamp (2013) – Modella sudafricana Avremmo voluto parlare di San Valentino come la festa degli Innamorati ma, ci sembrava ricordare uno dei più grandi ciclisti al Mondo e di sempre, innamorato della due ruote e di tutto ciò che essa manifesta nel ed al mondo. Marco Pantani (Cesena, 13 gennaio 1970– Rimini, 14 febbraio 2004) è stato un ciclista su strada italiano, con caratteristiche di scalatore puro. Soprannominato “il Pirata” (o anche “Pantadattilo”, appellativo attribuitogli dal giornalista Gianni Mura), è considerato uno dei ciclisti più forti in montagna di tutti i tempi, con grandi doti di fondo e di recupero oltreché di scattista e discesista. Professionista dal 1992 al 2003, ottenne in tutto 46 vittorie in carriera con i migliori risultati nelle corse a tappe, consegnandosi alla storia per esser entrato nel ristretto novero di atleti in grado di centrare la cosiddetta “doppietta Giro-Tour”, trionfando nei giri d’Italia e di Francia nella stessa annata (1998); cronologicamente, è stato l’ultimo ciclista (dopo Fausto Coppi, Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Stephen Roche e Miguel Indurain) a riuscire nell’impresa. Vinse, inoltre, la medaglia di bronzo ai mondiali in linea del 1995. La sua carriera fu costellata da incidenti e contrattempi più o meno gravi, che a più riprese resero difficile (ma appassionante per il pubblico) il suo ritorno alle gare. Escluso in circostanze controverse e mai chiarite appieno dal Giro d’Italia 1999 a causa di un valore di ematocrito al di sopra del consentito, risentì del clamore mediatico suscitato dalla vicenda. Pur tornato alle gare nell’anno seguente, raggiunse solo sporadicamente i livelli cui era abituato, chiudendosi molto e abbandonandosi nella vita privata all’uso di droghe. Caduto in depressione, morì il 14 febbraio 2004 a Rimini, per intossicazione acuta da cocaina e psicofarmaci antidepressivi, con conseguente edema polmonare e cerebrale, così come provato dall’autopsia del 2004 e da una successiva perizia medico-legale del 2015. La sua morte è ancora oggi ritenuta da più parti un giallo irrisolto. «Un giorno, al Tour, gli avevo chiesto: «Perché vai così forte in salita?». E lui ci aveva pensato un attimo e aveva risposto, questo non riesco a dimenticarlo: «Per abbreviare la mia agonia».» (Gianni Mura) Marco Pantani nacque alle 11:45 del 13 gennaio 1970 all’ospedale Bufalini di Cesena, figlio secondogenito di Ferdinando Pantani, detto Paolo, e di Tonina Belletti, la quale vendeva piadine in un chiosco sul lungomare di Cesenatico. Fino al 1978, abitò in una casa di via Saffi a Cesenatico, di proprietà dei nonni Sotero e Delia. Trascorse un’infanzia serena; non eccelse negli studi scolastici, ma si buttò a capofitto nello sport, nella caccia e nella pesca, che praticava con la compagnia rispettivamente del padre e del nonno. Dopo essersi cimentato da giovanissimo nel mondo del calcio, ricevette in regalo una bicicletta dal nonno Sotero e capì immediatamente di essere portato per il ciclismo. Decise di tesserarsi nel G.C. Fausto Coppi di Cesenatico e mostrò subito indubbie doti di grande scalatore, vincendo molte gare: il primo successo fu quello delle Case Castagnoli di Cesena, in un tracciato curiosamente pianeggiante, il 22 aprile 1984. Nel 1986 visse i primi due fra gli sfortunati incidenti che ne caratterizzarono la carriera: un giorno, durante un allenamento, si distrasse, finì contro un camion fermo e rimase in coma un giorno; successivamente, una volta ripresosi, sbatté in discesa contro una macchina e rimase in ospedale una settimana con varie fratture. Nel 1990 fu terzo al Giro d’Italia dilettanti, nel 1991 secondo e nel 1992 vinse davanti a Vincenzo Galati e Andrea Noè, conquistando anche la classifica scalatori. Nell’agosto del 1992, tenendo fede a un vecchio accordo informale preso con i dirigenti della Carrera Jeans – Vagabond, passò al professionismo nei ranghi della squadra diretta da Davide Boifava e capitanata da Claudio Chiappucci, detto “el Diablo”. Nel 1993 partecipò al Giro del Trentino di quell’anno, piazzandosi quinto in classifica all’esordio assoluto, e al suo primo Giro d’Italia per professionisti, nel quale agì perlopiù da gregario, arrivando tra i primi dieci nella 12ª tappa (con traguardo ad Asiago). A causa di una tendinite al Tendine di Achille, fu precauzionalmente fatto ritirare dal team manager Boifava, quando ormai mancavano poche tappe dalla conclusione ed era diciottesimo in classifica generale. Nel 1994, avvenne l’esplosione come ciclista professionista. Pantani arrivò al Giro d’Italia dopo aver affinato la preparazione al Giro del Trentino, nel quale aveva gareggiato alla pari coi migliori, piazzandosi ai piedi del podio nella classifica finale. Deciso a consacrarsi sulle montagne della corsa rosa, provò ad attaccare in più occasioni in salita, ottenendo la sua prima vittoria tra i professionisti il 4 giugno, in occasione della tappa dolomitica Lienz-Merano; scattato in prossimità della vetta, si assicurò il successo con una discesa spericolata in picchiata verso la cittadina altoatesina, compiuta imitando una posizione esasperata assunta qualche anno prima ai Campionati del mondo di Chambery dall’atleta russo Dmitrij Konyšev. Tornò all’attacco all’indomani, nella successiva frazione Merano-Aprica, che prevedeva l’ascesa ai passi dello Stelvio, del Mortirolo e di Santa Cristina. In quest’occasione, partì in progressione sulla seconda salita di giornata, staccando Miguel Indurain e la maglia rosa Evgenij Berzin, che aveva provato a resistergli per alcune centinaia di metri alla ruota]; rientrato sul gruppo di fuggitivi della mattina (tra cui figurava anche il capitano della Carrera Jeans – Tassoni, Claudio Chiappucci), attaccò nuovamente e fece il vuoto. Consigliato dall’ammiraglia, rallentò il passo in attesa di qualche corridore, così da non affrontare da solo un lungo tratto in pianura che lo separava dall’ultima ascesa. Fu quindi raggiunto da Nelson “Cacaíto” Rodríguez e da Indurain, che tuttavia staccò nuovamente sul terzo passo di giornata, palesandone definitivamente la crisi. Al traguardo fu primo, con oltre due minuti e cinquanta secondi sul suo capitano di squadra Chiappucci, tre minuti e trenta sul campione spagnolo e oltre quattro su Berzin. Il grande vantaggio accumulato su Indurain gli permise di scalzarlo dal secondo posto in classifica e di arrivare a circa un minuto dalla maglia rosa. Fu quindi terzo nella successiva gara a cronometro, ma perse comunque secondi preziosi dal vincitore di tappa, Berzin. Nella lunga e durissima tappa con arrivo a Les Deux Alpes, i piani di squadra prevedevano che il romagnolo tentasse un complicato attacco a circa 100km dal traguardo, volto a far saltare la classifica del Giro. Pur guadagnando in corsa un vantaggio che virtualmente lo collocava a pochi secondi dalla maglia rosa, Pantani e la Carrera Jeans – Tassoni decisero di desistere dalla prosecuzione della rischiosa e dispendiosa azione d’attacco, a causa del mancato accordo con il compagno di fuga Hernán Buenahora. L’azione fu quindi riassorbita da Berzin sulla penultima ascesa di giornata e i due giovani duellanti arrivarono appaiati al traguardo. La gestione di questa tappa (oltreché di quella precedente dell’Aprica) si rivelò decisiva. Infatti, le proibitive condizioni climatiche dell’ultima sfida alpina (che prevedeva l’arrivo in un’innevata Sestriere), portarono Pantani a non riuscire a migliorare la sua classifica e chiudere, così, il 77º Giro d’Italia con i seguenti risultati: secondo in classifica generale (dietro al solo Berzin e davanti a Indurain), secondo miglior giovane (dietro allo stesso Berzin), terzo nella graduatoria dedicata agli scalatori (dietro Pascal Richard e Michele Coppolillo). Nel mese di luglio, dopo un iniziale tentennamento, Pantani si ritrovò a debuttare al Tour de France. Il corridore romagnolo, ribattezzato “il Diavoletto” dal direttore sportivo Giuseppe Martinelli e dalla critica, pagò inizialmente una maggior popolarità (e quindi una marcatura più stretta da parte degli atleti più in vista). Inoltre, una serie di sfortunate cadute nelle prime frazioni fu tra le cause del notevole ritardo accumulato inizialmente in graduatoria (circa un quarto d’ora da Indurain) e della sua difficoltà a vincere almeno una tappa. Nell’undicesima frazione (prima di montagna) con arrivo a Hautacam, il suo capitano Chiappucci andò in crisi. Pantani provò allora a imbastire una fuga solitaria, ma finì per esser raggiunto in prossimità del traguardo da Luc Leblanc e Indurain, quest’ultimo a caccia di riscatto dopo la delusione del Giro. Pagò, così, all’arrivo una manciata di secondi di distacco al navarro e al futuro campione del mondo, vincitore di giornata. All’indomani, assunti i gradi di capitano per il ritiro di Chiappucci, Pantani sferrò un nuovo attacco da lontano nella tappa del Tourmalet, transitando per secondo sul traguardo di Luz Ardiden e riuscendo a recuperare 3′ a Indurain. La rincorsa al podio continuò nelle frazioni alpine. Il 18 luglio sul Mont Ventoux, pur senza riuscire a dare uno scossone alla classifica, stabilì un record di ascesa del “Monte Calvo”, rimasto ancor oggi imbattuto. All’indomani, sull’Alpe d’Huez, la Banesto, squadra di Indurain, lasciò ampio spazio a una fuga partita da lontano. Pantani andò all’attacco soltanto in un secondo momento, quando ormai la vittoria era definita; pur transitando con oltre 5′ di ritardo dal vincitore (il futuro compagno di squadra Roberto Conti), dimostrò un grande smalto, staccando ancora nettamente la maglia gialla e il gruppo dei migliori. Nella successiva tappa con arrivo a Val Thorens, invece, rimasto a sua volta molto attardato a seguito di una caduta rovinosa, fu a un passo dal ritiro; sostenuto dall’ammiraglia e dai compagni, riuscì dapprima a rientrare in gruppo e poi ad attaccare ancora la maglia gialla Miguel Indurain, arrivando al traguardo terzo, alle spalle di Cacaíto Rodríguez e Pëtr Ugrjumov. Con sette minuti recuperati a Indurain nel giro di poche frazioni di montagna, Pantani si ritrovò al terzo posto in classifica generale, a soli cinquanta secondi dalla seconda piazza, occupata da Richard Virenque. Il piano di attaccare ancora e sfilare la piazza d’onore all’idolo di casa svanì all’indomani, quando Virenque consolidò la sua posizione: il Pirata fu staccato dal francese nella discesa del Grand Colombier, pagando sotto il traguardo di Cluses 45” di distacco al transalpino. Nonostante la scarsa predilezione per le gare contro il tempo, Pantani andò alla riscossa all’indomani, in occasione della cronoscalata Cluses-Morzine Avoriaz. Come già dimostrato durante la Cronoscalata della Futa del 1991 (quando, ancora dilettante, aveva vinto con un tempo appena superiore a quello del già campione del mondo Gianni Bugno, trionfatore tra i professionisti), Pantani annullò in salita lo svantaggio fisico patito in piano nei confronti dei più possenti specialisti delle cronometro, piazzandosi secondo, dietro al solo Ugrjumov, blindando di fatto un posto sul podio del Tour. All’arrivo agli Champs-Élysées, Pantani fu infatti terzo, a oltre sette minuti da Indurain (giunto alla quarta vittoria di fila al Tour), nonché secondo nella classifica scalatori; si aggiudicò, inoltre, la maglia bianca, ambito riconoscimento per il miglior giovane della manifestazione. Partecipò a fine stagione anche alla prova in linea dei Campionati del mondo di ciclismo, ritirandosi però al 15º giro. Nella primavera del 1995, uno scontro con un’automobile avvenuto durante un allenamento in strada lo costrinse in ospedale. La preparazione al Giro d’Italia divenne difficoltosa e, infine, impossibile. Saltato il principale obiettivo della stagione, Pantani risalì presto in sella alla bici con l’obiettivo di partecipare al Tour de France. Si presentò in ripresa al Giro di Svizzera, dove vinse in solitaria la penultima tappa con arrivo in salita a Flumserberg. In occasione del Giro di Svizzera, peraltro, il corridore romagnolo sfoggiò per la prima volta un nuovo look (capelli rasati e orecchino) che lo avrebbe reso famoso a posteriori col soprannome de “il Pirata”. Arrivato alla Grande Boucle dopo una pur discreta preparazione, Pantani faticò molto a causa del riacutizzarsi dei fastidi al ginocchio infortunato e dei tanti chilometri a cronometro previsti dal programma di quell’anno. Oltre a patire le cronometro, il romagnolo si dimostrò inizialmente non al meglio anche sulle Alpi, dove l’11 luglio, nella prima tappa di alta montagna, rimase sorpreso dall’attacco di Miguel Indurain e si limitò a salire del proprio passo, transitando al traguardo quarto, staccato dallo spagnolo di oltre 2 primi e 30 secondi. Recuperò terreno in classifica all’indomani, riscattandosi sull’Alpe d’Huez, dove conquistò la sua prima vittoria (di otto complessive in carriera) al Tour de France: partito a 13 km dal traguardo, staccò subito tutti i principali uomini di classifica e si lanciò all’inseguimento dei fuggitivi di giornata, che riprese uno a uno, transitando (a differenza dell’anno precedente) primo all’arrivo, con un minuto e mezzo di vantaggio sugli inseguitori Miguel Indurain, Alex Zülle e Bjarne Riis (rispettivamente primo, secondo e terzo della classifica generale). Rivitalizzato nel morale, affrontò all’attacco anche tappe con variazioni altimetriche minime e a lui poco favorevoli (come la dodicesima, con arrivo a Mende) e proseguì la sua rincorsa in classifica sui Pirenei. Qui vinse per distacco la tappa del 16 luglio con arrivo in salita a Guzet-Neige, al termine di una lunga fuga di 42 km, nella quale affrontò da solo e in condizioni atmosferiche difficili quattro Gran Premi della Montagna e recuperò altri 2’30” alla maglia gialla. La tragica morte del ciclista della Motorola, Fabio Casartelli, avvenuta durante la tappa del 18 luglio nella discesa del Colle di Portet-d’Aspet, condizionò sotto il profilo mentale il prosieguo della Grande Boucle per Pantani, che pur era ampiamente nei primi dieci e in piena corsa per un piazzamento a podio. Il Pirata concluse così in flessione il Tour, piazzandosi in tredicesima posizione. Riuscì comunque a bissare il successo nella classifica “Giovani”, conquistando la maglia bianca. Sul finire dell’anno, Pantani fu ancora protagonista, stavolta con i colori della Nazionale, ai Campionati del mondo disputatisi in Colombia, a Duitama, su di un ostico tracciato in quota. L’azzurro andò di fuga in salita alla penultima tornata, ma il tentativo fu ricucito dall’attrezzata squadra spagnola. All’ultimo giro, il romagnolo era rimasto l’unico rappresentante italiano nel gruppetto di testa; nel tentativo di marcare stretto Miguel Indurain, Pantani ignorò sulle prime un allungo di Abraham Olano. Lo spagnolo, però, ben coperto dal compagno di squadra e nonostante una foratura capitatagli a 800m dal traguardo, finì per conquistare a sorpresa la medaglia d’oro per distacco. Pantani chiuse terzo allo sprint, alle spalle dello stesso Indurain, che lo anticipò in volata. Proprio quando sembrava agli inizi di una sfavillante carriera, il 18 ottobre, nella discesa di Pino Torinese, fu investito (assieme ad altri corridori) da un fuoristrada che viaggiava in senso contrario sulla sede di gara della Milano-Torino, una corsa che, nei piani iniziali, Pantani non avrebbe nemmeno dovuto correre. Venne ricoverato al CTO del capoluogo piemontese, dove gli fu riscontrata una frattura di tibia e perone e paventato il serio rischio di perdere l’uso dell’arto o, comunque, di dover prematuramente interrompere l’attività agonistica. Nonostante il duro incidente, il 23 marzo 1996, a 5 mesi e 5 giorni di distanza dall’ultima gara, Pantani ritornò in sella a una bici e, fra il luglio e il settembre del 1996, corse in una decina di competizioni ufficiali, in preparazione alla stagione successiva. All’inizio della stagione 1997, il marchio Carrera non rinnovò la sponsorizzazione alla squadra del romagnolo, che così si sciolse dopo numerosi anni di attività. Marco Pantani si trasferì alla Mercatone Uno, piccolo team romagnolo patrocinato da Romano Cenni e guidato da Luciano Pezzi, ex gregario di Fausto Coppi e direttore sportivo di Felice Gimondi. La squadra era stata pensata perlopiù come una sorta di selezione dell’Emilia-Romagna e costruita attorno al corridore di Cesenatico per far bene nei grandi giri; Pantani vi ritrovò gran parte dei suoi compagni della Carrera, tra i quali Massimo Podenzana e Marcello Siboni, oltre a Roberto Conti e al neo-professionista Stefano Garzelli. Anche il dirigente Giuseppe Martinelli, legato al capitano dalla precedente esperienza in Carrera, fu parte del progetto. Pur tra le perplessità di un ritorno alle gare quantomai difficile, Pantani figurò positivamente nelle corse di inizio anno, presentandosi così con ambizioni di classifica al Giro d’Italia. Al Giro diede segnali positivi già sugli Appennini, dove limitò i danni a cronometro e fu terzo allo sprint nell’arrivo in quota della tappa del Monte Terminillo. Tuttavia, un nuovo incidente lo estromise prematuramente dalla corsa: infatti, qualche giorno più tardi, nella tappa con partenza da Maddaloni e arrivo a Cava de’ Tirreni, nella discesa del valico di Chiunzi, a poche decine di chilometri dal traguardo, finì coinvolto in una caduta di gruppo a causa di un gatto che tagliò la strada ai corridori, facendoli finire a velocità sostenuta contro le rocce della Costiera amalfitana. Pantani riuscì a rientrare in gruppo e concludere la tappa grazie ai compagni di squadra ma, una volta in ospedale, gli fu diagnosticata la lacerazione di un centimetro nelle fibre muscolari della coscia sinistra. Pantani abbandonò, così, la corsa. «Avrei voluto essere battuto dagli avversari, invece ancora una volta mi ha sconfitto la sfortuna» (Pantani, il 25 maggio 1997) Qualche giorno più avanti, però, la risonanza magnetica cui Pantani si sottopose espresse un verdetto più benigno; ciò gli permise di recuperare abbastanza velocemente e tornare in sella alla bici già al Giro di Svizzera, con l’obiettivo di saggiare la gamba in vista del Tour de France. Ritiratosi ormai Miguel Indurain, alla Grande Boucle Marco Pantani trovò nuovi avversari per la conquista della maglia gialla, in particolare Jan Ullrich, rivelazione e vicecampione della precedente edizione, e l’idolo di casa Richard Virenque, col quale già aveva battagliato in salita e discesa nelle edizioni precedenti. In quell’occasione, Pantani per la prima volta esibì in una corsa la bandana da pirata – copricapo riconosciuto a posteriori come simbolo della sua epopea sportiva da critica e tifosi. Il Pirata si presentò, però, alle prime tappe di montagna in ritardo di condizione e con un distacco già notevole dagli avversari principali, anche per via di alcune cadute nelle prime giornate di gara. Nonostante queste premesse, riuscì comunque a piazzarsi tra i primi tre in entrambe le tappe pirenaiche, con arrivi in quota a Loudenvielle e Andorra la Vella. Qualche giorno più tardi, invece, ripeté l’impresa di due anni prima all’Alpe d’Huez: vinse e staccò i due principali antagonisti, percorrendo l’ascesa in 37 minuti e 35 secondi – un record entrato nella storia della Grande Boucle. Andò, tuttavia, in crisi nella successiva tappa di Courchevel, a causa del riacutizzarsi di problemi respiratori legati a una bronchite con la quale stava convivendo da alcuni giorni. Arrivato al traguardo con un distacco di 3′, era ormai a un passo dal ritiro, ma l’indomani riuscì comunque a risalire in bicicletta, desideroso di completare la corsa. Fu così che staccò nuovamente i suoi avversari nella seguente tappa, che prevedeva l’arrivo al Col de Joux Plane, transitando per primo sul traguardo di Morzine e rilanciandosi in classifica. Tuttavia, il ritardo accumulato nelle prove contro il tempo e nella sciagurata tappa di Courchevel, si sarebbe rivelato determinante al termine della corsa: in classifica finale fu terzo, preceduto da Ullrich e Virenque. Durante la primavera del nuovo anno, in preparazione alla corsa rosa, il Pirata mostrò un discreto smalto, rivaleggiando con i migliori sia al Giro del Trentino, sia alla Vuelta a Murcia, nella quale dominò in volata l’arrivo in salita al Morrón de Totana e colse un terzo posto in classifica generale, dietro Aleksandr Vinokurov e Alberto Elli. Intanto, alla Mercatone era arrivato anche Orlando Maini, già direttore sportivo di Pantani ai tempi del Giro d’Italia dilettanti. Ai nastri di partenza del Giro d’Italia, il principale rivale del Pirata era considerato Alex Zülle, passista esperto, nonché specialista delle gare a cronometro. Per evitare di attardarsi lungo le tappe di un percorso che poco esaltava le sue caratteristiche, Pantani decise di approcciare all’attacco qualsiasi gara presentasse delle minime variazioni altimetriche, in modo da arrivare sulle Alpi con distacchi più contenuti e gestibili rispetto alle precedenti esperienze nei grandi giri. Tuttavia, in assenza di pendenze rilevanti, i primi affondi si rivelarono spesso infruttuosi, quando non controproducenti: è il caso della salita dell’Argentario o dell’arrivo a Lago Laceno, quando il Pirata, che aveva tentato un allungo in compagnia della maglia rosa Michele Bartoli, fu raggiunto e staccato da Zülle. In una successiva occasione, sul Passo dello Zovo, Pantani cadde ripetutamente in discesa mentre duellava per la vittoria di tappa proprio con Alex Zülle e Pavel Tonkov, altro favorito per la vittoria, senza però riuscire a staccarli. In definitiva, pur movimentando molto la corsa, il Pirata finì per guadagnare qualche secondo sul suo principale avversario soltanto nell’arrivo in salita dell’undicesima frazione, Macerata-San Marino (quando fu 2°, dietro ad Andrea Noè) e nell’arrivo a Piancavallo, dove vinse la tappa e raggiunse la seconda piazza in classifica generale. «Sono l’unico a dare battaglia, non possiamo portare Zülle in carrozza fino a Milano» (Marco Pantani, il 27 maggio 1998) Tuttavia, nella frazione a cronometro del 31 maggio attraverso la città di Trieste, Pantani, partito prima del suo rivale in maglia rosa, fu da questi raggiunto e superato, riportando al traguardo un distacco prossimo ai tre minuti e mezzo. Con ormai poche occasioni a disposizione per riscrivere la classifica, il Pirata andò all’attacco sin dalla prima delle tre tappe alpine previste dal programma: il 2 giugno, in occasione della frazione di Selva di Val Gardena (che prevedeva l’ascesa della Marmolada, dei Pordoi e del Passo Sella), arrivò secondo al traguardo, appaiato allo scalatore Giuseppe Guerini, coautore di una lunga fuga iniziata a metà della Marmolada. Grazie a quest’impresa, Pantani scalzò Zülle dalla testa della classifica e indossò la prima maglia rosa della sua carriera. All’indomani, il romagnolo controllò fino all’ultimo metro il più diretto rivale, Pavel Tonkov, nella tappa vinta da quest’ultimo allo sprint sotto il traguardo dell’Alpe di Pampeago. Decisiva si sarebbe rivelata la frazione di Plan di Montecampione, il 4 giugno: nell’occasione Pantani, con un Zülle ormai alla deriva (quel giorno lo svizzero perse più di mezz’ora), attaccò ripetutamente Tonkov. Il russo, che gli era rimasto a ruota nonostante i suoi continui scatti, finì per staccarsi a due chilometri dall’arrivo, accusando al traguardo un passivo di circa un minuto. Con un’ottima prova nella cronometro finale Mendrisio-Lugano (nella quale colse il 3º posto), Pantani mantenne la maglia rosa e concluse il suo primo vittorioso Giro d’Italia, portando a casa anche la maglia verde dedicata ai migliori scalatori (nell’occasione, superò José Jaime “Chepe” González) e arrivando secondo nella classifica a punti, dietro a Mariano Piccoli. Deciso inizialmente a non partecipare al Tour de France e godersi il successo del Giro, Pantani cambiò repentinamente idea a due settimane dall’inizio della corsa, quando venne a mancare Luciano Pezzi, suo mentore e direttore sportivo alla Mercatone Uno. Il corridore romagnolo, però, aveva interrotto totalmente gli allenamenti. Fu così che, presentatosi alla Grande Boucle, accumulò nelle prime sette tappe un ritardo di quasi 5′ dalla maglia gialla Jan Ullrich, che si era invece preparato in modo molto più sistematico. Con il passare dei giorni, però, Pantani recuperò la miglior condizione: colse prima il secondo posto nella tappa Pau-Luchon e poi staccò tutti a Plateau de Beille, dimezzando il suo svantaggio e issandosi al quarto posto in graduatoria. Durante la quindicesima frazione, che andava da Grenoble a Les Deux Alpes, avvenne la svolta: il Pirata andò all’attacco da lontano sul Col du Galibier, a circa 50 km dal traguardo, nonostante le difficili condizioni atmosferiche di pioggia e freddo gelido. Pantani arrivò al traguardo finale in solitaria, mentre Ullrich – mal alimentatosi e spossato dal freddo pungente – andò in crisi irreversibile, pagando quasi nove minuti di svantaggio all’arrivo. Quel giorno, Pantani non solo vinse la tappa, ma conquistò anche la prima maglia gialla della carriera. Ullrich, scivolato molto indietro in classifica generale, tentò di recuperare terreno sia nella tappa di Albertville, sia nella cronometro di Le Creusot, ma Pantani lo controllò e riuscì a portare la maglia gialla fino alla fine, a dispetto dei numerosi scioperi di ciclisti nati in reazione all’affaire Festina, lo scandalo doping che sconvolse quell’edizione della corsa e che rischiò di bloccarla prima dell’arrivo a Parigi. In seguito ad analisi antidoping retroattive condotte a posteriori nel 2004 e disposte da una commissione parlamentare del Senato della Repubblica francese sui risultati dei controlli realizzati in precedenti edizioni del Tour, emerse la positività all’EPO ricombinante di uno dei campioni prelevati a Marco Pantani nelle tappe del 21, 22, 27 e 28 luglio 1998 (date tra le quali rientrano anche le due vittorie di tappa conseguite dal Pirata in quell’edizione). Con la conquista dell’edizione numero 85 della Grande Boucle, Pantani regalò all’Italia un trionfo al Tour che mancava da 33 anni: ultima vittoria era stata quella del 1965 di Felice Gimondi. Per 16 anni sarebbe rimasto l’ultimo italiano ad aver vinto il Tour, fino al 2014, quando Vincenzo Nibali si aggiudicò la vittoria nella classifica generale. Nell’agosto 1998, Pantani capitalizzò la vittoria del Tour, conquistando la classifica generale dell’À travers Lausanne, dinanzi a un pubblico stimato in oltre 30.000 persone. Ai principi della stagione 1999, Pantani replicò il successo dell’anno prima nell’arrivo in salita della Vuelta a Murcia (stavolta al Collado Bermejo), aggiudicandosi in questo caso anche la classifica finale della kermesse. Addirittura nella Milano-Sanremo attaccò sulla salita della Cipressa e, pur dovendo far i conti col vento contrario, provò fino all’ultimo a vincere, pur su di un percorso poco adatto alle sue caratteristiche da scalatore. In generale, il Pirata si dimostrò pimpante per tutta la primavera, destando ottime impressioni in diverse delle gare propedeutiche alle principali corse a tappe della stagione, quali la Semana Catalana, la Vuelta al País Vasco e il Giro del Trentino, dove arrivò terzo a soli 7” dal vincitore Paolo Savoldelli. Pantani confermò le buone sensazioni anche nel successivo Giro d’Italia, obiettivo primario della sua stagione: diversamente dall’anno precedente, già sugli Appennini diede prova di notevole brillantezza, giungendo quarto al traguardo nella tappa del Monte Sirino e vincendo per distacco la frazione con arrivo al Gran Sasso d’Italia, nella quale conquistò la maglia rosa. In quell’occasione, partì ai 2 km dall’arrivo in condizioni così estreme (neve, freddo e strada ghiacciata) da rendere addirittura impossibile agli operatori Rai filmare la gran parte della tappa; Ivan Gotti fu l’unico a tentare di resistere inizialmente ai suoi attacchi, finendo comunque staccato. Tuttavia, all’indomani, nella successiva frazione a cronometro attraverso la città di Ancona, per soli 2 centesimi di secondo, il Pirata cedette la maglia rosa al campione francese Laurent Jalabert, vincitore di tappa. Pantani tornò a vestire di rosa il 29 maggio, in occasione della tappa con ascesa del Colle Fauniera, salita inedita del Giro; pur rimanendo staccato in discesa dallo specialista Paolo Savoldelli (che lo avvicinò notevolmente in classifica generale), regolò Daniel Clavero e Ivan Gotti nello sprint per il secondo posto e si riaggiudicò la maglia più importante. Nella successiva tappa con arrivo al Santuario di Oropa, gli avversari approfittarono di un salto di catena occorsogli ai piedi della salita per attaccarne il primato; il Pirata, scoraggiato e innervosito dall’incidente, fu scortato dal treno della Mercatone Uno che lo aiutò a rientrare sulla retroguardia del gruppo, dopodiché, risollevatosi nel morale e ritrovata una pedalata più brillante, riuscì a recuperare uno per uno tutti gli avversari, arrivando in solitaria al traguardo di Oropa. Qui, peraltro, non esultò, credendo erroneamente di non aver ripreso tutti gli avversari e, perciò, di non esser transitato per primo all’arrivo al Santuario. Nella successive tappe prealpine che precedevano il gran finale, il Pirata controllò soprattutto i suoi avversari più agguerriti, quali Jalabert e Savoldelli: giunse secondo allo sprint dietro il francese nella frazione Biella-Lumezzane[ e limitò i danni nella cronometro di Treviso. Arrivò, così, al massimo della forma a giocarsi la vittoria finale nel trittico di tappe alpine, nelle quale era da più parti dato per favorito. Vinse la prima sfida all’Alpe di Pampeago, mettendo circa 3′ tra sé e il diretto inseguitore Savoldelli e balzando addirittura in testa alla classifica della maglia ciclamino (generalmente appannaggio dei velocisti). Nella tappa seguente, nonostante i piani di squadra fossero conservativi, gli scatti tentati da due uomini di classifica quali Laurent Jalabert e Gilberto Simoni lo indussero a sferrare un micidiale contrattacco, rivelatosi decisivo per le sorti della gara: Pantani transitò primo sul traguardo di Madonna di Campiglio, con almeno un minuto di vantaggio su tutti i suoi principali inseguitori, e rinsaldò anche il vantaggio nella classifica scalatori. Ciò provocò qualche malumore tra i corridori, alcuni dei quali non gradirono l’ennesimo assolo del Pirata al Giro 1999. «Non sono il pilota di Jalabert attraverso le montagne, quindi me ne sono andato. Non rubo nulla a nessuno, le mie vittorie sono tutte sudate. E poi, quando ero io a essere in difficoltà, nessuno m’ ha mai regalato nulla.» (Marco Pantani, argomentando le sue ragioni dopo la vittoria a Madonna di Campiglio) Alla vigilia dell’ultima tappa, sembrava che nessuno ormai potesse sfilargli la vittoria finale: il Pirata era, infatti, primo in classifica con 5’38” sul secondo, Paolo Savoldelli (che stava accusando un netto calo di forma già dalla tappa di Pampeago), e 6’12” su Ivan Gotti, che non era mai riuscito a staccarlo dall’inizio del Giro. Inoltre, la tappa successiva, ultima realmente in grado di smuovere la classifica, presentava caratteristiche altimetriche a lui congeniali: partenza da Madonna di Campiglio e arrivo all’Aprica con scalata del Mortirolo – già teatro di una delle sue prime vittorie -, per un totale di oltre 50 km di strada in salita e più di 4500 m di dislivello. Le cose cambiarono per Pantani proprio il 5 giugno a Madonna di Campiglio: alle ore 10:10 locali, furono resi pubblici i risultati dei consueti controlli, svolti dai medici dell’UCI in quella stessa mattinata sugli atleti di classifica. Tali test riscontravano nel sangue di Pantani una concentrazione di globuli rossi superiore al consentito: il valore di ematocrito rilevato al romagnolo era infatti del 51,8%, di poco superiore al margine di tolleranza dell’1% sul limite massimo consentito dai regolamenti, 50%. Nell’occasione, Pantani, pur non risultando positivo a un controllo antidoping, fu comunque legittimamente escluso dalla corsa a scopo precauzionale, in base ai regolamenti sportivi da poco tempo introdotti a tutela della salute dei corridori. La sospensione di 15 giorni causò l’esclusione immediata dalla “Corsa rosa”. A questa notizia, la squadra del Pirata si ritirò in blocco dal Giro. Paolo Savoldelli, nonostante fosse subentrato al primo posto in classifica, rifiutò di indossare la maglia rosa alla partenza della tappa del Mortirolo, rischiando una squalifica. La tappa fu poi vinta dallo spagnolo Roberto Heras, mentre la maglia passò a Ivan Gotti, che la portò fino all’indomani, trionfando a Milano. Secondo Andrea Agostini, all’epoca addetto all’ufficio stampa della Mercatone Uno, Pantani effettuò due controlli: il venerdì sera (in autonomia, come era prassi consolidata al tempo tra i corridori) e il sabato pomeriggio, quest’ultimo in un centro medico specializzato di Imola. Entrambi evidenziarono un valore di ematocrito attorno a 48%, quindi nettamente entro i limiti stabiliti dai regolamenti. A posteriori, alcuni membri del suo entourage dichiararono che già la sera prima in albergo circolasse la voce che Marco non sarebbe partito all’indomani. Collegamenti successivi del Pirata con le pratiche di doping risultarono, invece, da altre dichiarazioni. In particolare, Jesús Manzano, reo confesso, citò Pantani in un contesto in cui si segnalavano diverse pratiche scorrette di vari ciclisti di alto livello degli anni Novanta, nonché di organizzatori, tecnici e sponsor. Successivamente, sarebbero emerse anche le dichiarazioni della danese Christina Jonsson, fidanzata con Pantani per sette anni, che in un’intervista al periodico svizzero L’Hebdò riferì di come il ciclista cesenaticense facesse uso regolare di sostanze dopanti. Il fatto che Pantani facesse uso di doping, come peraltro molti all’epoca, non sarebbe mai stata accettata come tesi dalla famiglia del ciclista, che arrivò a minacciare querele per chiunque avesse associato il Pirata ad esso. D’altro canto, furono anche alimentati dei dubbi su di un’eventuale congiura ai danni di Marco Pantani. In una lettera di Renato Vallanzasca del giorno 8 novembre 2007, indirizzata a Tonina, madre del ciclista, il famoso boss della mala milanese sostenne che un suo amico, habitué delle scommesse clandestine (peraltro intercettato al telefono da successive indagini), lo avesse avvicinato cinque giorni prima dei fatti di Madonna di Campiglio, consigliandogli di scommettere sulla sconfitta di Pantani per la classifica finale e assicurandogli «il Giro non lo vincerà sicuramente lui». A detta di molti, la carriera ad alti livelli di Pantani si concluse con tale episodio. Dopo aver spaccato per l’ira un vetro nell’albergo, accerchiato dai giornalisti e accompagnato dai Carabinieri mentre stava per lasciare la corsa, pronunciò una frase profetica: «Mi sono rialzato, dopo tanti infortuni, e sono tornato a correre. Questa volta, però, abbiamo toccato il fondo. Rialzarsi sarà per me molto difficile.» (Marco Pantani) Pantani, che inizialmente non aveva nel mirino il successivo Tour de France, rinunciò comunque a parteciparvi, anche se la sospensione di quindici giorni comminatagli glielo avrebbe consentito e nonostante l’incitamento del suo direttore sportivo, Giuseppe Martinelli, convinto che una vittoria alla Grande Boucle avrebbe fugato ogni polemica sul Pirata. Nel periodo successivo ai fatti di Madonna di Campiglio, braccato dai media e in preda a una forte depressione, rimase a lungo chiuso in casa, allontanandosi dal ciclismo e cadendo nella spirale della cocaina. Pantani tornò a correre soltanto nel 2000, palesando fin dal ritiro alle Isole Canarie precarie condizioni di forma e notevoli difficoltà psicologiche. I diversi forfait nelle principali gare di avvicinamento al Giro d’Italia fecero sì che la sua preparazione per il Giro fosse sempre più frammentata, fino a diventare inesistente. Nel marzo del 2000, con una lettera aperta, annunciò di volersi allontanare a tempo indeterminato dalle corse. Riuscì in un primo momento a superare il problema della dipendenza da cocaina ma, in vista della Corsa Rosa, la preparazione fisica non era adatta a una competizione così dura. Ormai nella Mercatone Uno si pensava a un Giro senza Pantani. I nove posti destinati al team romagnolo per la Corsa Rosa erano così destinati: l’emergente Stefano Garzelli promosso con i gradi di capitano e, dietro di lui, una batteria di gregari composta da Daniele De Paoli, Marco Velo, Enrico Zaina, Ermanno Brignoli, Simone Borgheresi, Riccardo Forconi, Fabiano Fontanelli e Massimo Podenzana. A pochi giorni dal via, quest’ultimo fu escluso per far posto a Pantani. La prova del Pirata non fu all’altezza delle precedenti edizioni, e ciò per via di una forma non ottimale, che comportava grande difficoltà del romagnolo nel reggere il passo dei migliori in salita. Pantani tornò ai suoi livelli nella sola tappa Saluzzo-Briançon, che prevedeva l’ascesa al Colle dell’Izoard, montagna del Tour de France prestata per esigenze organizzative al Giro d’Italia: rimasto inizialmente staccato sulla salita del Colle dell’Agnello, rientrò sui migliori proprio sull’Izoard e lavorò da gregario per il suo capitano, rispondendo agli attacchi di Francesco Casagrande e, soprattutto, Gilberto Simoni, così da neutralizzarli e fiaccarne la resistenza. Una volta scortato il futuro leader della corsa Garzelli al Gran Premio della Montagna, si gettò a capofitto nella discesa di Briançon, cogliendo un secondo posto di tappa importante per il morale. Pur non ancora al top della forma, Pantani affrontò quindi il successivo Tour de France con buon entusiasmo, stimolato dal possibile scontro in salita con Lance Armstrong (già primo nel 1999 e futuro vincitore incontrastato delle seguenti edizioni – vittorie tutte poi revocategli per doping). Il Pirata provò ad attaccare già nella prima frazione pirenaica, con arrivo a Lourdes-Hautacam: partito in progressione, sul successivo contrattacco del rivale texano, riuscì a tenerne il passo solo per breve tempo, andando in crisi nel tentativo di stargli a ruota e pagando 5′ di distacco da lui all’arrivo. Tre giorni più tardi, il 13 luglio, nella tappa del Mont Ventoux, Pantani faticò nuovamente a tenere il passo dei migliori nelle fasi iniziali della salita, rimanendo ancora staccato; recuperati i battistrada (similmente a come fatto al Giro sull’ascesa dell’Izoard), scattò a ripetizione nella salita del “Monte Calvo”, lasciando sul posto gli avversari. Il solo Armstrong, in maglia gialla, lo riprese a 5 km dall’arrivo e provò a staccarlo, ma Pantani resisté al forcing del campione in carica, arrivò in vetta appaiato a lui e tagliò per primo il traguardo. A margine di una successiva intervista, Armstrong dichiarò apertamente di aver fatto un errore nel regalare la vittoria al Pirata; ciò accese ulteriormente la rivalità tra i due, che continuarono a darsi battaglia sulle Alpi, non lesinando schermaglie verbali e dichiarazioni al vetriolo. Due giorni più tardi, sull’Izoard si ripropose il duello del Ventoux: Pantani e Armstrong provarono a staccarsi l’uno con l’altro senza riuscirci. Nell’ultimo strappo che portava a Briançon – in una sorta di revival della tappa corsa nel precedente Giro d’Italia – Pantani allungò, cogliendo un terzo posto di tappa. Galvanizzato da una classifica notevolmente migliorata, Pantani si ripeté ancora all’indomani, nella tappa con arrivo a Courchevel: ai suoi primi attacchi a 16 km dall’arrivo, risposero Virenque (staccatosi presto), Armstrong e, successivamente, anche Heras e Javier Otxoa. Pantani, allora, piazzò lo scatto decisivo a 5 km dal traguardo, fiaccando il suo antagonista e facendo il vuoto. Raggiunse e superò nettamente anche il battistrada José María Jiménez, in fuga dalla mattina, vincendo la tappa in solitaria con 51″ di vantaggio su Armstrong; questa vittoria, a posteriori, gli avrebbe permesso di entrare nel novero dei pochissimi corridori in grado di staccare il ciclista texano durante il suo periodo d’oro al Tour de France. Sesto in classifica generale, ma con ancora nove minuti da recuperare sulla maglia gialla, all’indomani Pantani cercò un complicato assalto alla maglia gialla nell’ultima tappa di montagna, con arrivo a Morzine e l’ascesa di cinque alture. Benché fosse stato coinvolto in una caduta dopo appena 4 km, Pantani partì a più di 130 km dal traguardo; Ullrich e Virenque provarono invano a stargli dietro, ma il Pirata riuscì ad andar via e accumulare poco meno di 2′ di vantaggio sul gruppo della maglia gialla, creando scompiglio nel gruppo maglia gialla. A causa di un’eccessiva improvvisazione dell’azione e della scarsa collaborazione dei suoi colleghi di fuga (in particolare, di Pascal Hervé, gregario di Virenque), il romagnolo fu ripreso dal plotone ai piedi dell’ultima salita. L’enorme sforzo profuso da Pantani (che, per non perdere secondi, si era anche mal alimentato), gli provocò una forte crisi, con annessa dissenteria, che lo portò al ritiro, non prima di esser transitato a 13’44” dal vincitore di tappa, Richard Virenque. Ci fu chi sostenne che Pantani decise di ritirarsi per evitare il controllo anti-doping del giorno successivo. In realtà, anche molti altri uomini di classifica andarono in crisi in quella tappa proprio per l’eccesso di foga e gli enormi sforzi psico-fisici profusi nel ricucire il distacco tra il gruppo maglia gialla e il fuggitivo Pantani; lo stesso Armstrong sarebbe arrivato al traguardo molto provato dopo esser stato attaccato da tutti gli altri avversari e con oltre 2′ di ritardo dal vincitore Virenque. «Ho provato a far saltare il Tour, sono saltato io» (Marco Pantani, 18 luglio 2000) Il Tour di quell’anno fu l’ultimo che vide ai nastri di partenza Marco Pantani, la cui squadra nelle successive edizioni non fu più invitata dal patron della kermesse, Jean-Marie Leblanc: a suo dire, infatti, il Pirata non avrebbe offerto sufficienti garanzie di competitività. Nel corso dell’anno, Pantani ottenne ancora altre due vittorie nei Criterium, fra cui l’Acht van Chaam. Non riuscì, invece, a incidere nella gara su strada delle Olimpiadi 2000, dalla quale si ritirò. Ormai sempre più prostrato nel morale, fu coinvolto in varie querelle giudiziarie, tra cui un processo per concorso in frode sportiva intentato nei suoi confronti per fatti risalenti alla Milano-Torino del 1995 (la gara nella quale si era gravemente infortunato, rimanendo fermo un anno). Sotto i peggiori auspici, partecipò al Giro d’Italia 2001, durante il quale faticò e si ritirò prima della 19ª tappa. Anche alla Vuelta non riuscì a incidere, ritirandosi nella seconda settimana di gare, chiudendo anticipatamente la stagione. Separatosi anche dal suo storico direttore sportivo Beppe Martinelli, nel 2002 collezionò un’altra annata incolore, caratterizzata dalla coda del processo, nel quale fu assolto per la non sussistenza del reato all’epoca dei fatti, ma con la conferma dell’uso di sostanze dopanti e uno stop impostogli dagli organi federali per alcuni mesi. Nel 2003, dopo esser stato vicino alla realizzazione di una nuova squadra con il fresco campione del mondo Mario Cipollini, ripartì ancora per un anno con i gradi di capitano della Mercatone Uno. Con una squadra rinnovata negli interpreti e arricchita dai ritorni del suo gregario storico Roberto Conti e dal ricongiungimento col suo vecchio direttore sportivo in Carrera, Davide Boifava, Pantani tornò a preparare con entusiasmo la stagione agonistica, mettendo nel mirino Giro e Tour. Al Giro d’Italia confermò un buono stato di forma psico-fisica, riuscendo a rimanere in più occasioni con i migliori e provando in varie occasioni a vincere una tappa. Si distinse in particolare sul Monte Zoncolan, dove fu l’unico a reagire all’attacco sferrato da Gilberto Simoni. Il Pirata andò all’inseguimento del futuro vincitore del Giro, prima di crollare negli ultimi cento metri, finendo raggiunto da Garzelli, Casagrande e Jaroslav Popovy?. Finì quinto, a 43″ da Simoni. Nonostante un passaggio a vuoto sulle dure rampe dell’Alpe di Pampeago, riuscì a issarsi fino al 9º posto in graduatoria. Provò quindi ad attaccare nuovamente la maglia rosa, ma dovette rinunciare alle sue ambizioni di podio a causa di una sfortunata caduta in discesa nella tappa di Chianale, causata da una scivolata del ciclista che lo precedeva, Stefano Garzelli, per colpa della quale arrivò decisamente staccato al traguardo, perdendo diverse posizioni in classifica. Il 30 maggio, a 5 km dalla conclusione della tappa di Cascata del Toce, piazzò gli ultimi scatti in salita della sua carriera: dopo ben cinque accelerazioni nell’arco di un paio di chilometri, tuttavia, finì per esser ripreso dalla maglia rosa Gilberto Simoni, finendo 12º a 44” dal vincitore. Pur non riuscendo a vincere alcuna tappa, la sua lotta testa a testa con i migliori alimentò un certo ottimismo e gli permise di terminare il Giro al 14º posto in classifica generale (diventato 13° dopo la squalifica di Raimondas Rumšas), miglior risultato personale in una corsa a tappe dalla Vuelta a Murcia 1999. In un’ultima intervista televisiva al termine del Giro d’Italia, diede quasi per certa la sua partecipazione al Tour de France con un’altra formazione, in modo da aggirare l’esclusione della Mercatone Uno dalla Grande Boucle; tuttavia, l’accordo con il Team Bianchi di Jan Ullrich saltò e Pantani rimase fuori dal Tour per il terzo anno consecutivo. Nella seconda metà di giugno 2003, Pantani entrò nella clinica “Parco dei Tigli” di Teolo in Veneto, specializzata nella cura della depressione e della dipendenza da alcol, uscendone ai primi di luglio per continuare le cure con i medici personali. In seguito rinunciò al prosieguo della stagione, non prendendo parte alla Vuelta, alla quale era atteso alla sua terza partecipazione. Nel febbraio 2004, mentre i genitori partivano per una vacanza in Grecia, il Pirata affermò di voler andare in vacanza in montagna passando da Milano. Secondo la testimonianza della madre fece le valigie portando tre giubbotti, di cui uno da sci, che però avrebbe lasciato in albergo a Milano, quando, cambiata idea, decise di rientrare verso Rimini. Secondo quanto dichiarato da un tassista, il bagaglio di Pantani era costituito unicamente da una piccola busta in plastica, contenente medicinali. Nonostante ciò, i tre giubbotti furono trovati nella stanza del residence dove il ciclista alloggiava; non è appurato chi li portò, dal momento che vi si era diretto solo il 10 febbraio. A Rimini, Marco Pantani prese alloggio inizialmente per una notte, poi per quattro, presso il residence “Le Rose”.La sera del 14 febbraio 2004 fu ritrovato morto nella stanza D5 dell’edificio, oggi non più esistente perché demolito e sostituito da un hotel che porta lo stesso nome. L’autopsia rivelò che la morte era avvenuta fra le 11:30 e le 12:30 e causata da un edema polmonare e cerebrale, conseguente a un’overdose di cocaina e, secondo una perizia effettuata in seguito, anche da psicofarmaci. La morte di Pantani lasciò sgomenti tutti gli appassionati delle due ruote, per la perdita di un grande corridore, uno degli sportivi italiani più popolari del dopoguerra, protagonista di tante imprese. Il Pirata riposa nel cimitero di Cesenatico, in un’edicola decorata da una vetrata artistica riproducente un particolare del Compianto su Cristo morto di Alessandro Tiarini. All’indomani della sua morte, il Milan — squadra di cui Pantani era grande tifoso — indossò la fascia nera al braccio in segno di lutto, nella partita di campionato contro il Lecce. Prima del fischio d’inizio, il capitano Paolo Maldini richiese all’arbitro un minuto di silenzio, iniziativa accolta con un lungo applauso dai sostenitori presenti al “Via del mare”. Per ricordare le sue doti di scalatore, dal 2004 il Giro d’Italia assegna ogni anno a una salita il titolo di “Montagna Pantani”, onore concesso fino ad allora soltanto al “Campionissimo” Fausto Coppi: mentre la “Cima Coppi” è il passo più alto percorso dal Giro, la “Montagna Pantani” è la salita più impegnativa e significativa della manifestazione. Nel maggio del 2006 è stata installata a Mazzo di Valtellina, precisamente all’ottavo km della salita del Passo del Mortirolo (dove Pantani aveva centrato la prima vittoria in carriera al Giro d’Italia), una scultura realizzata da Alberto Pasqual, raffigurante il campione romagnolo: Pantani è ritratto nell’atto di scattare con le mani basse sul manubrio e voltarsi a controllare gli avversari che ha staccato. Nel mese di novembre del 2010, fu esposta al Museo del Ghisallo la maglia gialla di Pantani ottenuta al Tour del 1998; in seguito la maglia fu rubata e mai più ritrovata. Del furto sono stati accusati i due custodi del Salone del Ciclo e Motociclo della Fiera di Rho, che avrebbero poi rivenduto lo storico cimelio del Pirata. Nel giugno del 2011, fu inaugurata una stele commemorativa sul Col du Galibier, teatro di una memorabile impresa che era valsa al Pirata vittoria di tappa e maglia gialla al Tour del ’98. Altri monumenti in onore di Marco Pantani sono presenti anche in una piazza della città di Aulla, in prossimità del Colle Fauniera (altro luogo iconico di una tappa significativa del Giro 1999), oltre che nella sua città natale, Cesenatico. Altri due monumenti al Pirata sono presenti nel comune di Carpegna. Il primo è in località Cippo, ai piedi del Monte Carpegna: su questa salita, proposta diverse volte nell’itinerario del Giro d’Italia, Pantani era solito allenarsi in preparazione delle grandi corse a tappe. Un altro monumento commemorativo è posto proprio in cima alla salita. La madre di Marco Pantani, Tonina, afferma che il modo scelto dal figlio per assumere la droga o per suicidarsi, ossia l’ingestione di cocaina, non parrebbe verosimile, in quanto sarebbe morto prima di assumere tutta quella quantità, sei volte la dose letale. Inoltre, se avesse assunto una tale quantità di cocaina come quella ritrovata nello stomaco mangiandola, avrebbe avuto un edema della gola prima di riuscire a inghiottirla tutta. La signora Pantani sostiene da sempre che il figlio sia stato assassinato simulando un’overdose, probabilmente per farlo tacere riguardo a qualche scomodo segreto, forse legato al doping nel ciclismo e alla sua squalifica del 1999, con l’emerso collegamento col mondo delle scommesse truccate, oppure per qualcosa di relativo all’ambiente della droga, di cui sarebbe venuto a conoscenza. Tonina Pantani ha richiesto più volte la riapertura dell’indagine archiviata, sostenendo che le firme per il prelievo dei soldi, che Pantani avrebbe usato per comprare la droga, sarebbero falsificate e che non c’era traccia di droga nella camera del residence, come ci si aspetterebbe dalla stanza di un tossicodipendente che ne fa uso abituale e che il ciclista, a suo parere, non era più dipendente dalla cocaina, né voleva suicidarsi. Pantani aveva inoltre chiesto alla reception di chiamare i Carabinieri, la seconda volta poco prima dell’ora della morte, poiché, a suo dire, alcune persone lo stavano infastidendo. In nessuna delle due entrate del residence erano presenti telecamere di sicurezza, così fu impossibile rilevare l’eventuale presenza di estranei accedere alla porta di Pantani. L’unico processo celebrato fu a carico di spacciatori (Fabio Carlino, Ciro Veneruso, Fabio Miradossa, Elena Korovina detta Barbara, presunta ultima amante del Pirata) per cessione di stupefacenti con l’aggravante per tre di loro di omicidio colposo, per aver provocato la morte del cessionario, ma furono condannati a pene basse solo per spaccio, mentre uno fu assolto. Tonina, gli avvocati della famiglia e altri come il giornalista Davide De Zan (amico di Pantani) hanno sempre sostenuto che la stanza era stata messa di proposito in disordine dalle persone responsabili del presunto omicidio volontario (in particolare che il disordine causato fosse inverosimile per una persona sola in preda ad un’overdose o che cercava droga precedentemente nascosta, come fu sostenuto dalla procura, e che fosse un “disordine ordinato” in quanto non vi era nulla di rotto, nemmeno oggetti fragili caduti per terra), c’erano residui di cibo cinese, che Pantani non mangiava mai, una (o forse due) mollica di pane e cocaina non rigurgitata e come posta in seguito, poiché bianca al 97 % in mezzo al sangue fuoriuscito dal volto del ciclista caduto a faccia in giù; essa non era presente al momento dell’intervento degli infermieri, secondo la testimonianza di questi; non vi era nessuna bottiglietta d’acqua per ingerire la dose di cocaina accanto al corpo, e c’erano alcuni lividi sospetti sulla testa del ciclista, tali da far supporre un’aggressione di più persone, per forzarlo a bere l’acqua con la cocaina, ed escoriazioni compatibili con un trascinamento del corpo fino al soppalco. La posizione del corpo sarebbe apparsa irregolare con alcune risultanze autoptiche, come il peso dei polmoni. Dal filmato si notò poi in realtà che era presente una bottiglia semivuota, ma appoggiata su un mobile, lontano dal corpo, con attorno della polvere bianca, ma essa venne ignorata e non analizzata. Non vennero rilevate le impronte né sulla bottiglia, né sulla televisione o sulla specchiera appoggiate (e non cadute) per terra, senza alcun danno ai vetri. Tonina ha lamentato inoltre l’asportazione del cuore di Pantani da parte del medico legale, il quale ha sempre sostenuto la tesi dell’overdose citando anche alcuni appunti del Pirata, che denotavano uno stato mentale alterato. Secondo la prima testimonianza anche il lavandino era divelto, mentre dal filmato dei Carabinieri tale lavandino risulta riposizionato perfettamente al suo posto nel bagno. Il 2 agosto 2014 viene reso noto che la Procura della Repubblica di Rimini, a seguito di un esposto presentato dai familiari di Pantani e dall’avvocato Antonio De Rensis, ha riaperto le indagini sulla morte del ciclista con l’ipotesi di reato di “omicidio volontario”. La procura chiese però l’archiviazione delle stesse nel settembre 2015 con la motivazione che la sua morte fu causata da suicidio o overdose accidentale, e non da omicidio. Il 14 marzo 2016, essendoci in corso un’inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Forlì, viene diffusa da Premium Sport un’intercettazione di un detenuto vicino ad ambienti legati alle scommesse clandestine, il quale, riferendosi all’episodio di Madonna di Campiglio, implicherebbe un intervento della camorra nell’esclusione di Pantani dal Giro d’Italia 1999; il sangue del ciclista sarebbe stato deplasmato. Il giorno successivo Premium Sport rende pubblica una nuova intercettazione, in cui Augusto La Torre, boss di Mondragone, parlando con la figlia confermerebbe il coinvolgimento della malavita nel caso Pantani, accusando l’alleanza di Secondigliano. Queste dichiarazioni coincidevano con quelle già fatte da Renato Vallanzasca nel 2007. Il 17 marzo emerge la dichiarazione dell’autista di Wim Jeremiasse, responsabile del controllo antidoping a Madonna di Campiglio, il quale confermerebbe la presenza dell’ispettore nella mattinata del 5 giugno 1999. La testimonianza non coinciderebbe con quella resa al processo di Trento dai medici che effettuarono il prelievo ematico a Pantani; essi non menzionarono la presenza di Jeremiasse. La Procura della Repubblica di Forlì, che indagava sul caso, concluse che “un clan camorristico minacciò un medico per costringerlo ad alterare il test e far risultare Pantani fuori norma“, utilizzando probabilmente la tecnica della deplasmazione, che causa l’aumento di ematocrito ma la diminuzione drastica di piastrine, come rinvenuto nella provetta.; il GUP però dovette richiedere l’archiviazione delle indagini a causa dell’intervenuta prescrizione dei reati. Il 16 aprile 2019, su mandato della famiglia Pantani, l’ex generale di brigata della Guardia di Finanza Umberto Rapetto, insieme all’avvocato Cocco, ha consegnato un dossier di 56 pagine per chiedere una nuova inchiesta alla Commissione Parlamentare Antimafia. Il generale ha testimoniato in audizione davanti ad essa affermando che, dalle analisi effettuate sulla repertazione e i filmati, qualcuno era presente nella stanza al momento del decesso del ciclista (al contrario di quanto affermato da tutte le inchieste) e che il corpo fu spostato nel periodo tra la morte e il rinvenimento da parte del portiere del residence (il quale dovette forzare la porta ostruita dall’interno da un mobile). Altre informazioni ed immagini al link della sorgente: ACCADDE OGGI 14 FEBBRAIO #ALMANACCO – Molise Web giornale online molisano   [...] Leggi di più...
14/02/2022Eccoci qui una volta ancora. Nel giorno degli innamorati non si può far altro che ricordare chi tanto si è amato in sella a una bicicletta da corsa. Lui era diverso dagli altri: niente cardiofrequenzimetro, niente radioline e niente calcoli. Se le gambe girano, si parte anche su un cavalcavia. Marco Pantani ci ha lasciato 18 anni fa, in quel 14 febbraio 2004 a Rimini. Nel residence Le Rose si è consumata la fine dell’eroe del pedale romagnolo, che più di ogni altro aveva conferito quel senso di epicità in tempi moderni al ciclismo. A Cesenatico è prevista una commemorazione voluta dalla famiglia (alle ore 20 presso la chiesa di San Giacomo sul porto canale della cittadina romagnola) e tanti appassionati, come da tradizione, ricorderanno in maniera diversa il campione, la cui tragica fine è al centro di una nuova inchiesta giudiziaria. Un senso di vuoto lo si prova, nonostante tutto questo tempo, è ciò è parzialmente compensato dalla forza del ricordo delle sue imprese. Lo avevamo conosciuto in quel Giro d’Italia del 1994, quando lo scricciolo di Cesenatico mise in difficoltà il “Re” Miguel Indurain, mai visto ondeggiare così con le spalle come in quella circostanza, nel tentativo di tenere il ritmo del “Pirata”. Era questo il suo nickmane e nella “Merano-Aprica” iniziò a saccheggiare i cuori degli appassionati, ponendo il proprio marchio a fuoco. Per lui la bicicletta era come una sorella, da accudire, con cui condividere momenti belli e brutti. Una compagna di viaggio fedele per far vedere al mondo quanto forte sapesse andare. “Dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno” scrisse il suo “5 maggio” ciclistico, affrontando le erte impervie più velocemente degli altri. Il suo era uno stile particolare: mani basse, un moto perpetuo sui pedali. Con coraggio e spirito di iniziativa dava un colore diverso a ogni tappa, rendendo prevedibile l’imprevedibile. Un ossimoro per noi comuni mortali, ma non per lui. Sotto il diluvio del Col du Galibier nel 1998, a 50 km dal traguardo, fece il vuoto, strappando la Maglia Gialla al Panzer tedesco Jan Ullrich e conquistando il simbolo del primato. “Una tappa che ci rimarrà nel cuore e nel cervello“, così descrisse l’impresa Adriano De Zan. Un anno speciale, condito dalla doppietta Giro-Tour. L’erta di Montecampione fu l’occasione in cui il “Pirata” doveva fare la differenza nei confronti del russo Pavel Tonkov per far sua la Corsa Rosa. Il duello da “Mezzogiorno di fuoco” in quella scalata fu all’ultimo sangue e senza esclusione di colpi. Una lotta di nervi che sorrise al romagnolo in un altro dei suoi capolavori. Siamo prossimi ai titoli di coda e si vuol concludere con la scalata di Courchevel nel 2000, quando l’americano Lance Armstrong, colui che sembrava imbattibile, fu abbattuto dal colpo di pedale del corridore italiano. Si chiude così perché Pantani è rimasto, rimane e rimarrà per sempre un artista del ciclismo, unico e immortale. Giandomenico Tiseo Sorgente: Ciclismo, 18 anni dalla morte di Marco Pantani: il ricordo del Pirata – OA Sport [...] Leggi di più...
14/02/2022Tratto dall’archivio di Gazzetta del Sud – 16 febbraio 2015 Nelle fiabe dello sport non esistono le mele marce. Marco Pantani è stato prima esaltato per le sue indiscutibili doti di fenomeno su due ruote, poi dato in pasto alla gogna mediatica dopo il caso doping che lo ha travolto nel dannato “Giro d’Italia” del 1999. La favola del “pirata” ha avuto un epilogo triste, anche se chi ha amato e continua ad amare il ciclista romagnolo non si è rassegnato al finale amaro di undici anni fa. Tutto iniziò in Calabria Le stigmate del campione emergono per la prima volta nel lontano 19 luglio del 1989, in Calabria. Il diciannovenne Pantani si affaccia alla seconda tappa della “Sei giorni del Sole”, con la sfacciataggine dei predestinati. Qualche ricciolo ribelle a nascondere, neanche troppo, una stempiatura precoce, la casacca rossoverde della Sc Rinascita, e il fisico asciutto tipico di chi in sella alla propria bicicletta non si accontenta di pedalare. La prima di una lunga serie di vittorie il “pirata” la raccoglie nella seconda tappa della kermesse dilettantistica nazionale che da Martirano Lombardo, paesino nella provincia di Catanzaro “disegnato” da ingegneri milanesi, conduce a San Mango d’Aquino, territorio del Catanzarese che condivide il Savuto con la provincia di Cosenza. Come spesso accadrà nella sua carriera (i successi più prestigiosi sono sempre stati preceduti da lunghe rincorse a partire dalle retrovie), Marco Pantani straccia la concorrenza senza partire con i favori del pronostico. Nelle fughe intermedie della tappa calabrese il nome dell’atleta romagnolo non compare. Alla fine, il giornalista Rai Tonino Raffa non crede ai propri occhi. Il primo a tagliare il traguardo è proprio quel ciclista gracilino dai capelli arruffati, davanti all’argentino Castro che per decine di chilometri aveva assaporato la vittoria di tappa. Non aveva ancora fatto i conti col passo da fuoriclasse di Pantani. A fine gara un sorriso che è tutto un programma e le prime parole da vincitore. «Sono diciannovenne ed è il primo anno tra i dilettanti, ma in salita vado abbastanza bene», esordisce al microfono di Raffa. Una profezia. I dolci pendii del pirata Da San Mango in poi, tutti i tratti ripidi della sua carriera, il “pirata” li trasformerà in dolci pendii. Da Merano a Courchevel, dall’Alpe D’Huez a Montecampione, dal Galibier alla Marmolada. La lunga favola del campione nato e cresciuto in quel di Cesenatico, scomparso in un triste 14 febbraio di undici anni fa, è iniziata proprio in Calabria. Vittorio Scarpelli Sorgente: Diciotto anni senza Pantani, primo successo in Calabria nel 1989: quando stracciò tutti a Martirano – Gazzetta del Sud   [...] Leggi di più...
14/02/2022Buona la prima per il campionato di sci del Csi di Valecamonica: il circuito ha debuttato sulle nevi di Montecampione con lo slalom gigante che, organizzato dagli Amici dello sci di Ono San Pietro, ha raccolto l’adesione di una sessantina di atleti in rappresentanza di tre società sportive. La pista tracciata da Maria Cristina Frassi è stata testata da un’apripista d’eccezione, Elena Fanchini. La prova dei super baby ha registrato il successo di Viola Castellanelli ed Enea Tignonsini (Sci club Rongai). Poi la doppietta del Rongai nei baby; il podio femminile ha visto prevalere Ilaria Belleri, quello maschile Giovanni Liverani. Sempre il Rongai a monopolizzare la categoria cuccioli (all’oro di Lisa Castellanelli si aggiunge quello di Alessio Tignonsini) e quella dei ragazzi, con le affermazioni di da Shantal Saviori e Lorenzo Tassetti. È stato invece lo Sci club Astrio a incassare il gigante degli allievi: Marta Arici ha stabilito anche il miglior tempo femminile affiancata da Michele Mendeni. Nei senior le vittorie di Luca Gilgi (Amici dello sci Ono San Pietro; miglior tempo assoluto) e Lara Tonolini (Rongai). Infine i veterani, e il successo di Riccardo Reggiani, pure lui del Rongai. A Montecampione sono stati ricordati Andrea e Davide, i due fratelli di Ono San Pietro uccisi dal padre. Da otto anni il gruppo sportivo del paese li ricorda con una manifestazione scistica inserita nel calendario del Csi. Il prossimo appuntamento col circuito domenica 27, sempre a Montecampione. G.Gan. Sorgente: Montecampione, sci e un poco di memoria | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
14/02/2022Artogne – Nelle scorse ore si è verificata un’importante rottura della tubazione idrica a Montecampione tra quota 1200 e quota 1800 che ha svuotato le vasche di accumulo a servizio delle utenze. I tecnici del Comune di Artogne (Brescia) e una ditta specializzata sono intervenuti per la ricerca del danno, ma essendo la rete in zona impervia sarà necessario del tempo. Nel frattempo il sindaco di Artogne, Barbara Bonicelli, ha predisposto l’ordinanza di bollitura dell’acqua in quanto verranno utilizzate sorgenti idriche superficiali. Sorgente: Rottura rete idrica: intervento dei tecnici a Montecampione | Gazzetta delle Valli News dalle Valli Lombarde e Trentine   [...] Leggi di più...
12/02/2022percorso3D:  – foto:  – winter – E’ un’importante stazione sciistica e anche famosa tappa del Giro d’Italia; qui si possono fare belle escursioni panoramiche. Vista la scarsa presenza di neve si parcheggia vicino al laghetto situato all’inizio di Montecampione (1150 m/slm) e ci si incammina verso la partenza della seggiovia di Cornirolo dove si prende sulla dx una pista sterrata (senza neve) in direzione ovest e dopo un centinaio di metri bisogna evitare di imboccare la sterrata stradina sulla sx che diventa un duro “vertical”. Si continua sulla pista che più avanti svolta comunque a sx e raggiunge il bel dosso Fodestal con una grande baita e piccolo baitel dei cacciatori (1340 m/slm). Salendo sulla traccia verso sud-est per un centinaio di metri di dislivello si incontra la prima palina con segnaletica. Qui conviene non proseguire diritti verso l’arrivo della seggiovia perché si è poi costretti ad attraversare la pista di sci che è in funzione e allora si svolta a dx raggiungendo Pozza di Fontanasesa (1550 m/slm). Continuando verso est si sale sulla dorsale che va alla Colma di Marucolo (1857 m/slm) riconoscibile da lontano per la presenza di un grande traliccio con diversi ripetitori di frequenze radio; qui si ha un  ottimo panorama sulle montagne orobiche. Con vari saliscendi si continua sulla larga dorsale che passa per il dosso di Monte Campione, Piano delle Camere, Dosso Rotondo (1820 m/slm) e arriva alla Sella di Baccinale (1768 m/slm). In pratica tutta questa zona è il cuore della skiarea di Montecampione (quando c’è la neve ci sono 30 km di piste con 11 impianti di risalita). Scendendo verso sx si raggiunge Plan di Montecampione dove termina la strada che è diventata famosa per la tappa del Giro d’Italia; qui c’è una grande statua dedicata al mitico Marco Pantani. Percorrendo gli oltre 8 chilometri di questa strada si ritorna al punto di partenza (lungo la discesa conviene fare un tappa ristoratrice alla Baita dello Sciatore). Percorso (E) di circa 20 chilometri – dislivello positivo 950 metri – gpx(SeteTRAK):   “bergheil” buonC@mino Giorgio Gemmi Sorgente: PLAN DI MONTECAMPIONE (BS), – il bigino del buon cammino [...] Leggi di più...
12/02/2022Avete voglia di godervi ancora un po’ la neve, ma non di stare ore e ore in macchina, soprattutto al rientro? Allora avete tempo fino ad Aprile per sfruttare i biglietti Trenord con i treni delle neve. Cosa sono? Ve lo spieghiamo nel nostro articolo! Vi piace sciare? Se siete delle amanti dello sport, oppure lo sono i vostri figli, trascorrere una bella domenica in famiglia sulla neve è davvero stupendo in questo periodo! Ma, bisogna dirlo, anche un filino stressante perché per raggiungere i comprensori bisogna spostarsi in macchina e, soprattutto al rientro, è facile rimanere imbottigliati nel traffico anche per ore! Si rinuncia dunque? No, c’è una validissima alternativa: i treni della neve? Sapete cosa sono? Ve lo spieghiamo subito! UNA GIORNATA SULLE PISTE DA SCI SENZA STRESS! Trenord consente di andare a sciare nelle diverse località di montagna della regione senza dover prendere l’automobile. L’idea è quella di trascorrere una o più giornate sulla neve, acquistando dei pacchetti speciali: treno + navetta + skipass. I biglietti, validi fino al 10 aprile 2022, comprendono: viaggio a/r sui treni Trenord da tutta la Lombardia alla stazione più vicina al comprensorio; bus-navetta dalla stazione agli impianti; skipass (in Valmalenco, in alternativa è possibile scegliere le ciaspole) I Treni della Neve possono essere acquistati sul sito www.trenord.it  I TRENI DELLA NEVE: QUALI SONO? 1 – Il Treno della Neve verso Pontedilegno-Tonale comprende il viaggio in treno con Trenord andata e ritorno da qualsiasi stazione della Lombardia a Edolo, la navetta per e dagli impianti, e lo skipass giornaliero/bigiornaliero per il comprensorio sciistico dell’Adamello (Temù, Ponte di Legno e Tonale). Il costo è di 49€ per un giorno e di 89€ per due giorni. 2 – Il Treno della Neve verso la Valmalenco comprende il viaggio in treno con Trenord andata e ritorno da qualsiasi stazione della Lombardia a Sondrio, il bus/navetta per e da Chiesa in Valmalenco, e lo skipass giornaliero/bigiornaliero per l’impianto sciistico Valmalenco-Alpe Palù. Il costo è di 50€ per un giorno e di 80€ per due giorni. 3 – Il Treno della Neve verso l’Aprica comprende il viaggio in treno con Trenord andata e ritorno da qualsiasi stazione della Lombardia a Tresenda-Aprica-Teglio, il bus/navetta per e dagli impianti dell’Aprica, e lo skipass giornaliero/bigiornaliero per l’impianto sciistico Aprica&Corteno. Il costo è di 50€ per un giorno e di 80€ per due giorni. 4 – Il Treno della Neve verso Montecampione comprende il viaggio in treno con Trenord andata e ritorno da qualsiasi stazione della Lombardia a Pian Camuno-Gratacasolo, il bus/navetta per e dagli impianti di Montecampione, e lo skipass giornaliero/bigiornaliero per l’impianto sciistico Montecampione Ski Area. Il costo è di 40€. Pronte mums, per una bella giornata sulla neve? Il team di MumAdvisor  Sorgente: Una giornata sulle piste da sci in Lombardia (senza stress): ecco i 4 treni della neve!   [...] Leggi di più...
12/02/2022C’è una nuova puntata nella vicenda della difficile trasformazione del Consorzio residenti di Montecampione. Dopo la comunicazione della Regione, che ai primi di febbraio ha sancito l’improcedibilità dell’istanza di riconoscimento giuridico, dagli uffici dell’ente sono partite diverse note per Milano. Con queste, il presidente del Consorzio Paolo Birnbaum ha contestato la decisione regionale e chiesto l’annullamento della bocciatura perché decisa – ha sostenuto – sulla base di presupposti sbagliati. Diversi i punti oggetto di opposizione: il fatto che il no all’iscrizione all’elenco delle associazioni riconosciute fosse basata su un articolo dello Statuto dell’ente (quello del 2010) non più vigente perché superato da una modifica del 2018; oppure la convinzione che il consorzio sia una «associazione atipica in quanto retta dal principio delle quote di interesse», quando invece il nuovo statuto parla di deliberazioni prese a maggioranza dei voti. Birnbaum ha anche precisato che le attività indicate come scopo dell’associazione non hanno alcun profilo di potenziale interferenza con i servizi pubblici riservati ai Comuni, e che non ci sarebbe alcuna ragione ostativa al riconoscimento, dato che il provvedimento regionale non contiene alcuna richiesta di integrazione documentale o l’invito a presentare controdeduzioni. A questo punto c’è stata la replica della Regione, nella quale si ricorda che la comunicazione di improcedibilità non è da intendersi come atto giuridico terminale, ma semplicemente come una nota finalizzata al perfezionamento del procedimento. I punti di confronto sono stati poi oggetto di verifiche tra Regione, Prefettura e Comuni lo scorso 26 gennaio. Nessun diniego all’iscrizione, quindi, ma una precisazione non manca: i servizi pubblici essenziali svolti sul comprensorio di Montecampione sono da ricondurre ai Comuni di Artogne e Piancamuno. Adesso, per concludere il procedimento si chiede al Consorzio di controdedurre su quel passaggio dello Statuto del 2010 che prevedeva il suo scioglimento in caso di revoca unilaterale delle attività di competenza delle amministrazioni comunali, e sul fatto che il Comune di Artogne ha ribadito di non voler essere compreso tra i membri di diritto del Consorzio. Secondo la Regione è poi necessario che l’ente riformuli l’articolo 5 dello Statuto, condividendo la questione con i Comuni. Cantiere aperto quindi per tutto febbraio, per capire come finirà la vicenda del riconoscimento giuridico. Domenico Benzoni Sorgente: Consorzio residenti al rilancio | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
11/02/2022Dal canale Youtube Daniele Ghidinelli Secondino a bomba.. Montecampione Sorgente: https://www.youtube.com/watch?v=LzU2Qx73V7o [...] Leggi di più...
10/02/2022Este viernes 9 de Mayo comienza una nueva edición del Giro de Italia. La carrera finaliza al 1 de Junio de 2014. La carrera recorrerá un total de 3.449 km comenzando en Irlanda donde se disputarán tres jornadas antes de pasar a territorio italiano. Cuando se cumplen 10 años de la muerte de Marco Pantani, el Giro aprovechará para homenajear al malogrado ciclista italiano. Purito Rodriguez que ya ha confirmado su presencia en la carrera será uno de los favoritos junto a Urán o Cadel Evans. Resumen recorrido 2 cronos individuales una crono por equipos 8 etapas para sprinters/aventureros Una etapa de media montaña 4 etapas de media montaña con final en alto 5 etapas de alta montaña con final en alto Las etapas Etapa 1 Belfast – Belfast 21,7 Km. Crono por equipos Etapa 2 Belfast – Belfast 218 km. Llana Etapa 3 Armagh – Dublin 187 km. Llana Etapa 4 Giovinazzo – Bari 121 km. Llana Etapa 5 Taranto – Viggiano 200 km. Media Montaña Etapa 6 Sassano – Montecassino 247 km.  Media Montaña Etapa 7 Frosinone – Foligno 214 km. Llana Etapa 8 Foligno – Montecopiolo 174 km. Media Montaña Etapa 9 Lugo – Sestola 174 km. Media Montaña Etapa 10 Modena  – Sasomaggiore Terme 184 km. Llana Etapa 11 Collecchio – Savona 249 km. Media Montaña Etapa 12 Barbaresco – Barolo 46,4 km. Crono Individual Etapa 13 Fossano – Rivarolo Canavase 158 km. Llana Etapa 14 Aflie – Oropa 162 km. Alta Montaña Etapa 15 Valdengo – Plan Di Montecampione 217 km. Alta Montaña Etapa 16 Ponte di Legno 139 km. Alta Montaña Etapa 17 Sarnonico – Vittorio Veneto 204 km. Llana Etapa 18 Belluno – Rif. Panarotta 171 km. Etapa 19 Bassano del Grappa – Cima Grappa 26,8 km. Crono Individual Etapa 20 Maniago – Monte Zocolan 167 km. Alta Montaña Etapa 21 Gemona del Friuli 169 km. Llana Altre informazioni ed immagini al link della sorgente: Etapas y perfiles Giro de Italia 2014 | Bikezona.com [...] Leggi di più...
09/02/2022In tutto, l’ente ha stanziato 200mila euro per quattro comprensori L’anno scorso le intense nevicate avrebbero potuto garantire a tutti i comprensori sciistici della Vallecamonica una grande stagione invernale. Purtroppo, sappiamo com’è andata a finire, con piste inaccessibili a tutti fuorché agli atleti per gli allenamenti. Paradossalmente, nella stagione in corso, in cui invece gli impianti sono aperti a tutti coloro che sono dotati di Green Pass, la neve scarseggia. E così le stazioni sciistiche faticano a garantire la giusta copertura alle proprie piste, soprattutto le più piccole che non possono rimediare con l’innevamento artificiale. In aiuto dei comprensori camuni è giunta la Comunità Montana, che ha stanziato in contributo di 200mila euro da suddividersi tra Montecampione Ski Area, Funivia Boario Borno, Baradello 2000 e Consorzio Adamello Ski Pontedilegno-Tonale, a cui andranno 50mila euro ciascuno. Una boccata d’ossigeno, sicuramente non la soluzione ai problemi che gli impianti stanno attraversando da ormai due anni e causati, da una parte, dalle chiusure a causa della pandemia, e dall’altra dai cambiamenti climatici che hanno reso gli inverni più imprevedibili. Paolo Sutera Sorgente: Comprensori sciistici camuni, 50mila euro a testa dalla Comunità Montana | Radio Voce Camuna   [...] Leggi di più...
09/02/2022Dal canale Youtube Pianeta Ciclismo – by PianetaGiovani Sorgente: 2021 – Montecampione Juniores – YouTube   [...] Leggi di più...
07/02/20223ª Prova – Montecampione domenica 06 febbraio slalom gigante Visualizza le classifiche Ufficiali Sorgente: Sci – Indice Prove   [...] Leggi di più...
05/02/2022Treno, navetta e skipass per i comprensori sciistici più rinomati d’Italia: sono queste le possibilità offerte dai Treni della neve che si distinguono per essere un modo sostenibile ed economico per regalarsi qualche giorno sulla neve Da qualche anno Trenord offre la possibilità agli amanti degli sport invernali di utilizzare i Treni della neve: sono una soluzione comoda che consente di utilizzare un mezzo di trasporto sostenibile ed economico per raggiungere le principali località di montagna e gli impianti sciistici a un costo davvero appetibile. Anche Trenitalia propone opportunità che mettono in connessioni le principali località sciistiche di Piemonte, Trentino, Valle D’Aosta e Veneto con tutta la penisola da nord a sud attraverso i propri Treni della neve. Cosa sono i Treni della neve di Trenord Già negli anni scorsi l’iniziativa di Trenord aveva riscosso un grande successo, perché per arrivare agli impianti sciistici e sfruttare la possibilità di praticare gli sport invernali non era più necessario prendere la macchina ma si potevano sfruttare i pacchetti dei Treni della neve. Anche quest’anno la soluzione è stata proposta ai turisti che possono utilizzare le offerte speciali che includono il viaggio in treno, la navetta che conduce direttamente sugli impianti e anche lo skipass per chi vuole trascorrere una o più giornate a praticare gli sport invernali nei principali comprensori sciistici della Lombardia. Si tratta di una soluzione pensata per i fruitori che hanno più a cuore la sostenibilità poiché si tratta di una scelta green che riduce l’impatto ambientale, essendo il treno un mezzo a minore emissione di inquinanti; ma anche una soluzione economica grazie ai prezzi competitivi dei pacchetti; infine, un fattore da non sottovalutare è la comodità di questa opzione che consente di evitare lunghe file nel traffico e problemi di parcheggio soprattutto nei giorni di maggiore affollamento. I biglietti speciali coprono il periodo fino al 10 aprile del 2022 e comprendono il viaggio di andata e ritorno sui Treni Trenord da tutta la regione lombarda sino alla stazione ferroviaria più vicina al comprensorio scelto, il servizio di bus-navetta dedicato che parte dalla stazione e arriva agli impianti (da prenotare almeno 24 ore prima del viaggio) e lo skipass per uno o più giorni. Le destinazioni dei Treni della neve di Trenord I Treni della neve fanno parte di una più ampia iniziativa, quella delle Gite in treno, sempre ideate da Trenord e consentono di raggiungere diverse destinazioni note per la pratica di sport invernali come: Aprica, Valmalenco, Montecampione e Pontedilegno-Tonale. Il biglietto per l’impianto di Aprica-Corteno consente il viaggio andata e ritorno, il servizio bus navetta e lo skipass per accedere all’impianto di Aprica-Corteno. Qui ad attendere i turisti ci sono 50 chilometri di piste da sci adatte sia a principianti che a sciatori esperti. Per gli amanti dello sci di fondo ci sono ad attenderli anelli che hanno come cornice le aree naturalistiche incontaminate, mentre per gli amanti delle ciaspole c’è la possibilità di immergersi nell’atmosfera incantevole dei boschi. Chi è alla ricerca di un divertimento adatto anche ai più piccoli può provare le aree adibite all’uso di bob e slittini, infine chi ama il fascino della montagna di notte può scoprire la Superpanoramica del Baradello, la pista da sci illuminata più lunga d’Europa. L’offerta dei Treni della neve per il comprensorio di Valmalenco-Alpe Palù consente di avere un’alternativa allo skipass, cioè il noleggio delle ciaspole per coloro che sono appassionati di passeggiate in montagna e vogliono sfruttare l’occasione per esplorare la neve in Valmalenco. Chi desidera sfruttare gli oltre 60 chilometri di piste del comprensorio dell’Alpe Palù può farlo con la Snow Eagle, la più grande funivia d’Europa che con cabine che ospitano fino a 160 persone raggiunge una quota di 2080 metri e consente di avere una vista davvero mozzafiato sulle Alpi. La Valmalenco offre anche l’opportunità di praticare gli sport della neve più adrenalinici e d’avanguardia nello snow park dedicato allo snow-board e al freestyle, ma anche la pista per le spettacolari gare di boardercross e skicross. La montagna qui offre sensazioni uniche e atmosfere fiabesche da scoprire con le escursioni con le racchette da neve attraverso conche punteggiate di conifere, villaggi di montagna, laghi alpini ghiacciati e cime imponenti. I Treni della neve portano anche a Pian Camuno-Gratacasolo da cui con la navetta si arriva agli impianti della Montecampione Ski Area, e al comprensorio sciistico dell’Adamello, una delle località sciistiche più rinomate di Trentino e Lombardia. Qui le 4 ski area, Ponte di Legno, Passo Tonale, Ghiacciaio Presena e Temù, offrono agli appassionati di sport sulla neve 41 piste, comprese tra i 1.121 e i 3.016 metri di quota, servite da 28 innovativi impianti di risalita. Gli amanti dello sci possono divertirsi su piste panoramiche e leggendarie, tra cui la Pista Nera Paradiso e le piste sul Ghiacciaio Presena, cimentarsi in scialpinismo e freeride, oppure dedicarsi allo sci nordico; ma il comprensorio è perfetto anche per chi non scia: le attività sulla neve spaziano, infatti, dalle ciaspole allo sleddog, dalle gite in motoslitta fino alle escursioni con la fat bike. I Treni della neve di Trenitalia Per le vacanze in montagna e sulla neve si possono anche sfruttare le opportunità proposte da Trenitalia a bordo delle Frecce, che collegano le principali città italiane da Nord a Sud con le località di vacanza invernale più ambite. Anche in questo caso i Treni della neve di Trenitalia prevedono un servizio di bus integrato che consente di raggiungere i comprensori sciistici delle Alpi piemontesi come Oulx o Bardonecchia, in alta Val di Susa. Queste possono essere raggiunte da Treni che partono da Napoli, Roma, Firenze, Bologna Reggio Emilia AV e Milano tutti i weekend fino al 27 marzo 2022. Le più belle tra le località delle Dolomiti possono essere raggiunte con il servizio Freccialink, Frecce + bus, che consentono di raggiungere la Valle d’Aosta ma anche Trentino Alto Adige e Veneto fino al 29 marzo 2022. Cortina d’Ampezzo è in connessione con le Frecce da Napoli, Roma, Firenze e Bologna; Madonna di Campiglio e Pinzolo sono connessi alle Frecce in partenza da Roma, Firenze, Bologna e Verona; dalle stesse città le Frecce arrivano anche a Selva di Val Gardena, S. Cristina, Ortisei e ancora Canazei, Vigo di Fassa, Moena, Predazzo e Cavalese; per arrivare a Courmauyeur e Aosta con i Treni della neve bisognerà invece prendere le Frecce con cui sono connessi da Roma e Firenze. Roberta Jerace Sorgente: I Treni della neve per sciare in modo sostenibile ed economico   [...] Leggi di più...
05/02/20223ª Prova – Montecampione domenica 06 febbraio slalom gigante Super Baby Femminile Super Baby Maschile Baby Femminile Baby Maschile Cuccioli Femminile Cuccioli Maschile Super Lady Pionieri Ragazze Femminile Ragazzi Maschile Lady Veterani Allieve Femminile Allievi Maschile Juniores Femminile Juniores Maschile Giovani Seniores Visualizza l’ordine di partenza della prova Sorgente: Sci – Indice Prove [...] Leggi di più...
04/02/2022Dal canale Youtube Pianeta Ciclismo – by PianetaGiovani Sorgente: https://www.youtube.com/watch?v=3dwa0xH-yoc   [...] Leggi di più...
03/02/2022Redacción deportes, 25 may (EFE).- El ciclista italiano Fabio Aru (Astana) se adjudicó la decimoquinta etapa del Giro de Italia, con salida en la ciudad de Valdengo y llegada en el alto de Plan Montecampione, de 217 kilómetros de recorrido, y el líder, el colombiano Rigoberto Urán, se vio en dificultades. El segundo en cruzar la línea de meta fue el colombiano Fabio Andrés Duarte (Colombia) a 21 segundos y tercero su compatriota Nairo Quinta (Movistar) a 22 segundos. Ribogerto Uran (Omega Pharma) fue quinto a 42 segundos del vencedor. Fue una jornada en la que el líder, el colombiano Ribogerto Uran y sus compañeros del Omega Pharma controlaron la situación al principio, pero en la parte final, en la subida a Montecampione, el Uran se encontró sólo ante el peligro ante los ataques, especialmente de Quintana, pues el italiano Pozzovivo, uno de los corredores más activos de los últimos días se dio un descanso y Evans no tuvo su mejor día. Como en otras ocasiones, antes de llegar a Montecampione fueron muchos kilómetros de transición, buenos para las escapadas como la que protagonizaron Cunego, ganador de la carrera en el año 2004, y un grupo que llegó a tener hasta más de siete minutos de ventaja. La fuga del día la protagonizaron Maxime Bouet (Ag2r La Mondiale), Daniele Ratto (Cannondale), Johan Le Bon (Fdr.fr), Andre Fernando Cardoso (Garmin Sharp), Damiano Cunego (Lampre Merida), Adam Hansen (Lotto Belisol), Simon Geschke (Giant Shiamo), Luca Paolini (Katusha) y Fabio Felline (Trek Factory). Una escapada que hizo trabajar más de la cuenta a los componentes de Omega Pharma, pues Cunego, que se encontraba en la general a siete minutos y medio, llegó a las primeras rampas de Montacampione con una ventaja de cinco minutos sobre el líder Uran, pero fue cazado. La subida al Montecampione fue espectacular. Muchos intentos de escapada. Primero con Zardini, luego con Arredondo, que encontró como compañero a Cardoso y durante algunos kilómetros fueron cabeza de carrera. Más tarde el irlandés Deignan y luego el vencedor de la etapa Fabio Aru. Escapadas que obligaron a acelerar el ritmo de Uran, al que sólo pudieron seguir, entre los favoritos, Quintana, Evans, Basso y Hesjedal, quienes por algunos momentos siguieron su estela, pero a medida que se acercaba la meta tuvieron que conformarse con ver, desde muy lejos, el dorsal de Uran. El guión en la subida a Montecampione no sufrió modificaciones. Estaba previsto el control de Omega del líder Uran y el ataque del Movistar que lidera Nairo Quintana, que fue el primero en descubrir sus armas. Quintana, que parece estar recuperado de su infección pulmonar, no dudó en descubrir sus cartas y poner en fila de a uno al resto de los que ocupan los primeros puestos en la general. El líder Uran se quedó sólo ante el peligro; mientras que Evans, Pozzovivo y Majka se marcaron un ritmo cómodo mirando el cronómetro para no perder demasiado tiempo. Quintana arañó segundos, pero todo queda prácticamente igual, a pesar de que Evans, Pozzovivo y Majka se dejaron segundos con respecto al líder Uran, muy tranquilo en la ascensión al duro Montecampione. El lunes es jornada de descanso y la prueba se reanudará el martes con una etapa de alta montaña que comenzará en Legno y terminará en el alto de Val Martello con los míticos puertos del Gavia y Stelvio por medio. – Clasificación de la 15a. etapa: .1. Fabio Aru (ITA-Astana) 5h 33:05 .2. Fabio Andres Duarte (COL-Colombia) a 00:21 .3. Nairo Alexander Quintana (COL-Movistar) a 00:22 .4. Pierre Rolland (FRA-Europcar) a 00:22 .5. Rigoberto Uran Uran (COL-Omega Pharma) a 00:42 .6. Rafal Majka (POL-Tinkoff Saxo) a 00:52 .7. Franco Pellizotti (ITA-Androni) a 01:08 .8. Daniel Moreno Fernández (ESP-Katusha) a 01:08 .9. Ryder Hesjedal (CAN-Garmin Sharp) a 01:13 10. Cadel Evans (AUS-BMC Racing) – Clasificación general individual: .1. Rigoberto Uran Uran (COL-Omega Pharma) 63h 26:39 .2. Cadel Evans (AUS-BMC Racing) a 01:03 .3. Rafal Majka (POL-Tinkoff Saxo) a 01:50 .4. Fabio Aru (ITA-Astana) a 02:24 .5. Nairo Alexander Quintana (COL-Movistar) a 02:40 .6. Domenico Pozzovivo (ITA-AG2R La Mondiale) a 02:42 .7. Wilco Kelderman (HOL-Belkin) a 03:04 .8. Pierre Rolland (FRA-Europcar) a 04:47 .9. Robert Kiserlovski (CRO-Trek Factory) a 05:44 10. Wout Poels (HOL-Omega Pharma) a 06:32 EFE Sorgente: Fabio Aru el nuevo rey de Montecampione y Urán lo pasó mal   [...] Leggi di più...
02/02/2022C’è una realtà di cui si parla poco ma che arricchisce molto le attrattive di Montecampione. Si chiama «VerticalMonte», ed è un’associazione che promuove arrampicate, escursioni e ogni cosa che può avere a che fare con l’amore per la montagna. Un gruppo che per quanto rimane dell’inverno ha puntato sul tema della sicurezza sulla neve e dello scialpinismo. Così ha organizzato quattro giornate per trasmettere le nozioni basilari sul soccorso in valanga e sull’utilizzo di Artva pala e sonda, i dispositivi che ogni frequentatore dell’ambiente innevato dovrebbe avere a disposizione. Tutto questo per evitare, scrivono quelli di VerticalMonte, «che una piacevole giornata sulla neve si trasformi in una situazione difficile da gestire». Anche a Montecampione, in effetti, si sono resi necessari interventi del Soccorso alpino per togliere dai guai qualche escursionista impreparato. Gli incontri teorici e pratici, condotti dall’istruttore e guida alpina Roberto Parolari, punteranno sulla necessità di pianificare le uscite ricordando comportamenti necessari a ridurre i rischi, e sull’approccio alle tecniche di salita e discesa. Il calendario prevede il primo appuntamento sabato, e gli altri il 12, il 19 e il 26 febbraio. Per chi è meno avventuroso, ma desidera comunque lavorare sul proprio benessere, nei fine settimana di febbraio c’è la possibilità di seguire gratis dei corsi di yoga: si terranno nella sala mostre della Piazzetta e saranno curate da Sara (raggiungibile al 340 9716885 o all’indirizzo yogateachersara@gmail.com). Iscrizioni e prenotazioni attraverso il Consorzio Montecampione. Domenico Benzoni Sorgente: Sicuri ad alta quota con «VerticalMonte» | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
02/02/2022La velocità massima delle raffiche ieri si è registrata al Lago della Vacca e sul Monte Altissimo Raffiche fortissime sin dalla notte. Il vento, come era stato preannunciato, martedì 1 febbraio ha soffiato forte sull’intera Lombardia e anche la Vallecamonica non è stata risparmiata. Il Centro Meteorologico Lombardo ha registrato, attraverso le sue stazioni, i picchi massimi, e il record lo detiene, per i nostro territorio, la stazione al Lago della Vacca, che ha registrato la velocità massima di 151 km/h. Forte anche a Borno, a 1700 metri di quota, dove le raffiche hanno toccato i 127 km/h attorno alle 6 del mattino di martedì. Non male nemmeno ai 1200 di Montecampione, con i 68 km/h registrati. A fondovalle la stazione di Esine alle 9:30 di martedì mattina è arrivata a 92 km/h, veramente tanto a bassa quota. Proprio nel popoloso centro si sono registrati danni alle coperture, come nel caso dell’hangar dell’Ely Fly e della scuola elementare (foto). I Vigili del fuoco hanno provveduto alla messa in sicurezza dei tetti interessati. Per questo il tratto che collega le frazioni Plemo e Sacca, onde evitare pericoli ai mezzi in transito, è stato chiuso dal Comune in mattinata. Anche la stazione meteo di Sellero ha registrato, già alle 7:30, raffiche fino a 79 km/h. A Cerveno la strada del Monte è stata bloccata da alcune piante schiantate dal vento. Stessa situazione verso Lozio e Creelone di Ossimo, dove la carreggiata era però già chiusa per lavori. Sull’altro versante, tra Degna e Campolaro, strada chiusa a causa della caduta di alberi ad alto fusto Disagi per le stazioni sciistiche, come Montecampione Ski area, che ha informato gli utenti che oggi e domani, mercoledì e giovedì, gli impianti di risalita saranno chiusi a causa delle avverse condizioni meteo previste e per il ripristino delle piste, che riapriranno regolarmente venerdì. Il consorzio Ponte di Legno Tonale ha invece annullato, a causa delle raffiche, lo sci notturno in programma martedì sera sulla pista Valena. Linda Bressanelli Sorgente: Vento oltre i 100 km orari, tetti danneggiati e danni in media Vallecamonica | Radio Voce Camuna   [...] Leggi di più...
01/02/2022Come Angelo Radici ha rilanciato il comprensorio sciistico dove andava da bambino In fase pre-Covid l’economia del turismo invernale valeva più di 10 miliardi di euro fra diretto, indotto e filiera. Ma la pandemia ha infierito pesantemente su questo settore tra l’altro messo a dura prova dai cambiamenti climatici. La stagione invernale è sempre più breve, nevica tardi e ad alta quota. E proprio in queste settimane contrassegnate dalle Olimpiadi invernali, si riflette sulle difficoltà nell’organizzare eventi di tale portata nei prossimi anni, almeno in Europa. In aiuto del comprensorio del Monte Pora I più colpiti sono comunque i comprensori piccoli e senza blasoni, eppure vitali per l’economia del territorio oltre che palestre di tanti nostri campioni, si va da Sofia Goggia che mosse i primi passi a Selvino alle sorelle Fanchini a Montecampione. La montagna soffre salvo che un imprenditore locale decida di intervenire, e in buona parte per spirito filantropico, lo stesso che spinge il mecenate a sostenere le arti. Il caso di Angelo Radici, presidente di RadiciGroup, azienda della chimica, tecnopolimeri e soluzioni tessili, con quartier generale a Gandino, in provincia di Bergamo, presente in 15 Paesi, con 3mila dipendenti e oltre 1 miliardo di euro il fatturato. Da qualche anno il comprensorio del Monte Pora, nelle Prealpi bergamasche, può contare sul supporto di Radici, appassionato di sci, fratello del campione Fausto protagonista della leggendaria Valanga Azzurra. “Papà ci introdusse subito nel mondo dello sci. Era il nostro autista, allenatore, skiman, ci accompagnava di gara in gara. Entrammo quindi nello sci club Goggi, io poi mi arruolai nel Corpo della Polizia gareggiando fra i 18 e i 22 anni”. Ma l’azienda premeva, e sia Angelo sia Fausto iniziarono a occuparsene insieme a papà Gianni e agli altri fratelli Paolo e Maurizio, ancora oggi azionisti di RadiciGroup insieme ad Angelo. Radici, come si rilancia un piccolo comprensorio sciistico in una fase come questa? Con investimenti e strategie. Per anni mi sono limitato a destinare una serie di finanziamenti al Monte Pora, senza mai spingere. Poi, quattro anni fa, la decisione di assumere la maggioranza della società fino a diventarne l’azionista di riferimento (80% delle quote). Abbiamo individuato un manager Maurizio Seletti, attuale ad e forte di una laurea in economia alla Bocconi e anni di esperienza a Livigno e Bormio. La presidente è mia figlia Cristina, passato come agonista nelle nazionali di sci (il marito, Luca Percassi, è ad dell’Atalanta, ndr). Già vediamo i primi risultati sia per il turismo invernale sia per quello estivo. Il Monte Pora è costituito da seconde case, manca un hotel che sarebbe auspicabile. Mi auguro che si facciano avanti altri investitori, siamo in un’area, la Val Seriana, ricca di aziende di peso e solide. Spero di riuscire in questo mio sogno che certo chiede la collaborazione di più parti. E dalla collaborazione con l’azienda bergamasca Dkb è nata la prima tuta da sci in materiale riciclato e riciclabile a fine vita. In realtà s’è trattato di una triangolazione fra RadiciGroup, Dkb e lo SciClub Radici che periodicamente rinnova la sua divisa. Da questa esigenza è nata l’idea di usare un filato prodotto da RadiciGroup e proveniente dal riciclo e di studiare un capo che è veramente circolare, senza rinunciare a performance, comfort ed estetica. “Veramente” nel senso che nella moda, tra le industrie più inquinanti al mondo, si scivola spesso in un ecologismo di facciata, il cosiddetto greenwashing… Eh, sì. Si fa in fretta a parlare di riciclabilità. I capi sono composti da diverse fibre che è quindi impossibile scorporare e dunque recuperare a fine vita. Il tessuto di questa nostra tuta è invece per lo più in nylon, idem per imbottitura, bottoni e cerniere. Solo così si assicura il riciclo del prodotto. Avete aziende disseminate in più continenti. Però il cuore continua a pulsare laddove siete nati, in montagna. Come è la forza lavoro montana? Di sicuro avvezza al sacrificio, noi abbiamo impianti a ciclo continuo, non possiamo mai staccare quindi è fondamentale poter contare sui turni notturni e dei fine settimana. E fino a ora abbiamo sempre avuto risposte positive. Oggi il problema è un altro: trovare professionalità che possano rispondere alle nuove richieste, abbiamo bisogno di tecnici specializzati ma le scuole non li formano. È fondamentale la collaborazione con enti come gli Its che possano assicurarci giovani con competenze nella meccanica e meccatronica. Noi stessi imprenditori dovremo fare squadra e farci carico della formazione di questi giovani. E proprio fra le montagne sono distribuite le centrali idroelettriche di Geogreen, altra azienda sotto la cupola della famiglia Radici. Geogreen copre interamente il vostro fabbisogno energetico? Geogreen è il fornitore unico di energia per RadiciGroup in Italia: può contare su 6 centrali per la produzione di 80 megawatt all’anno di energia idroelettrica e sulla centrale di cogenerazione Novel (con sede a Novara) che produce 300 megawatt di energia, un impianto alimentato a metano e oggi considerato uno dei più performanti nella produzione di energia e vapore. Del resto, nella fase di transizione che ci porterà al 100% di energia rinnovabile, non possiamo prescindere dal gas naturale, la fonte non rinnovabile oggi a minor impatto. Su questo impianto, proprio a fine 2021, è stato fatto un importante investimento al fine di migliorarne ulteriormente l’efficienza. Inoltre, durante questi lavori, l’impianto è stato predisposto per alimentare un nuovo sistema di teleriscaldamento per la città di Novara: un progetto che si concretizzerà in collaborazione con una primaria società italiana attiva nel settore. Piera Anna Franini Sorgente: Come l’imprenditorie Angelo Radici ha investito sullo sci al Monte Pora   [...] Leggi di più...
31/01/2022La soluzione c’è, ed è a portata di tutti, fuorisede, famiglie, milanesi doc o di passaggio. MyMilano ha selezionato per voi le località perfette per un weekend sulla neve Inverno vuol dire neve, neve vuol dire indossare gli sci. Da qui la fatidica domanda: “Dove posso andare a sciare vicino a Milano?“. La soluzione c’è, ed è a portata di tutti, fuorisede, famiglie, milanesi doc o di passaggio. MyMilano ha selezionato per voi le località perfette per un weekend sulla neve. Piani di Bobbio A solo un’ora da Milano, Piano di Bobbio è perfetta per chi sta imparando e vuole divertirsi senza impegno. Dalla città basta raggiungere Barzio: da qui la cabinovia porta fino Bobbio, a 1700 metri. Montecampione Da provare se insieme allo sci volete godervi un bel panorama. Dalle discese si intravede il lago d’Iseo e ospita oltre 30 km di piste. A solo un’ora e cinquanta da Milano, in alta stagione lo skipass costa 38 euro. Val Brembana (Foppolo) Per i milanesi la Val Brembana vuol dire settimana bianca con le famiglie. Questa località dista meno di due ore da Milano e ospita 11 km di piste semplici con qualcosa di competitivo.  Lo skipass giornaliero viene 24 euro. Spiazzi di Gromo Per raggiungere questa località si percorre la strada statale della Val Seriana fino a Gromo e si segue la deviazione per alcuni chilometri. Spiazzi di Gromo offre 30 chilometri di pista, tra cui molte per bambini. Skypass giornaliero 30 euro per gli adulti, 16 euro per i bambini fino agli 8 anni, 21 per ragazzi fino ai 16 e 30 per gli over 65. Zambla Alta In provincia di Bergamo, ospita un’importante pista di sci da fondo, a circa 1.200 metri, che si estende per 13 chilometri nel bosco. Poco distanti le piste di sci alpino di Zambla e del monte Alben.   Pila Due ore da Milano, perfetta per 2 giorni di esperienza sugli sci. Qui troverete 71 km di piste tra i 1800 m e i 2750 m. Madesimo Al confine con la Svizzera, a due ore da Milano, a Madesimo potete trovare 50 km di piste tra i 1500 m e i 2800 m. Azzurre, rosse e nere, consigliato per almeno un weekend. Skipass giornaliero in alta stagione 44 euro a testa. Alagna In sè per sè una località per fuoripista, prendendo il biglietto Monterosa Ski si accede facilmente al comprensorio del Monterosa, con un’ampissima sceltsa di piste. A poco più di due ore da Milano, in Valsesia.   Cervinia Uno dei comprensori più grandi e belli d’Italia, con 154 km di piste, a metà tra Svizzera e Italia. Da non perdere, a 2 ore e 20 da Milano. In alta stagione lo skipass giornaliero è di 53 euro a testa. Aprica Se vi va di provare lo sci in notturna, Aprica è il posto ideale. Qui troverete la pista di 5,8 km più lunga d’Europa con un totale di 50 km di piste. A 2 ore e 30 da Milano, lo skipass alta staione costa 43 euro al giorno. Ponte di Legno Piccolo borgo, adatto anche per chi non scia, per passeggiate e cioccolate calde in baita. La cabinovia del paese collega Ponte di Legno al Passo del Tonale. Lo skipass è unico per entrambi gli impianti con più di 100km di piste. Bormio Leggermente più lontano dalla città, a tre ore da Milano, Bormio è molto conosciuta tra i milanesi per i suoi 50 km di piste tra i 1200 m e i 3000 e con un unico skipass si può sciare anche nei due comprensori vicini di Santa Caterina e Oga San Colombano. Viola Fancini Sorgente: Dove andare a sciare vicino Milano   [...] Leggi di più...
28/01/2022Scarica la traccia GPS e segui il percorso su una mappa. Registra i tuoi spostamenti con l’app, carica il percorso e condividilo con la community. Autore benedettiamos Distanza 7,18 km Dislivello positivo 334 m Difficoltà tecnica Facile Dislivello negativo 334 m Altitudine massima 1.984 m Trailrank 23 Altitudine minima 1.662 m Tipo di percorso Anello Tempo in movimento 2 ore Tempo 3 ore 41 minuti Coordinate 1255 Caricato 28 gennaio 2022 Registrato gennaio 2022 Altre informazioni ed immagini al link della sorgente: Wikiloc | Percorso Montecampione 2 Baite   [...] Leggi di più...
28/01/2022Piste, pattinaggio e natura anche per i bambini Dalle valli bergamasche al lecchese, dalle valli bresciane fino alla Valtellina, sono tante le proposte family friendly delle diverse aree montane della Lombardia: Val Seriana, nel comprensorio Presolana-Monte Pora, 12 chilometri di piste sono considerate la palestra ideale per i principianti in generale e per i bimbi. La ski area Foppolo Carona, regina dello sci bergamasco, in Val Brembana, comprende ben 30 chilometri di piste e 9 impianti di risalita e i Piani dell’Avaro con 3 piste per bambini con skilift di 300 mt e con presenza di baby park e bob. Sulla sponda lecchese del Lago di Como il comprensorio dei Piani di Bobbio-Valtorta in Valsassina, con i suoi 36 i chilometri di piste di varia difficoltà, è la destinazione ideale per tutti gli sciatori, dai principianti agli esperti. Qui ci sono anche piste per snowboard e spazio per gli slittini. Tra le Valli Trompia e Sabbia, nel bresciano, Maniva Ski è il comprensorio ideale per famiglie con bambini con 40 km di piste e 9 impianti di risalita. Sempre in provincia di Brescia si trova il comprensorio Pontedilegno-Tonale che offre un carosello di 100 km di piste. In Valtellina, per la gioia dei bambini, alla Funslope di Bormio 2000, appena ampliata, se n’è aggiunta una a Valbella, anche questa con box, salti, tunnel, curve paraboliche e uno Snowpark. A Livigno, la grande attrazione è lo snowpark del Mottolino. La ski area Aprica & Corteno, ha 50 km di piste tra cui la pista illuminata più lunga d’Europa, snow park per i più piccoli. La Valmalenco ha 50 chilometri di piste. Da brivido la Snow Eagle, la funivia più grande d’Europa: in 4 minuti, un salto di quota di 1.000 metri molto emozionante per grandi e piccoli. Alla ski area Cima Piazzi Happy Mountain i bambini potranno vivere l’esperienza unica di salire sul Family Bob, l’unico bob su rotaia in Lombardia. Per i piccoli c’è lo snow tubing, detto anche rafting sulla neve, uno sport praticato con gommoni molto divertente. Si sale sulla cima delle piste con appositi tapis roulant, per scendere a grande velocità scivolando sulla neve a bordo di gommoni circolari. Si fa a a Livigno e Bormio in Valtellina, sul Passo del Tonale, in alta Valle Camonica e in Val Seriana. Tra le esperienze più emozionanti da non perdere è la sleddog, un’escursione su slitta trainata da cani siberiani. L’Husky Village di Valdidentro in Valtellina, e presso il Maniva sleddog in Maniva organizzano escursioni per tutti. Alla Scuola di Sleddog del Passo Tonale c’è anche la possibilità di frequentare dei corsi specifici per imparare il mestiere del musher. Si può optare per gite in motoslitta nel lecchese ai Pani di Artavaggio oppure in Valchiavenna salendo fino al passo dello Spluga. Anche in Valle Camonica è possibile effettuare gite in motoslitta a Montecampione e nel comprensorio Pontedilegno – Tonale. Gli appassionati di due ruote potranno scegliere di pedalare in montagna noleggiando le fatbike, sempre accompagnati da guide abilitate. Sono talmente maneggevoli che chiunque sappia pedalare le può utilizzare, persino i bambini o i ciclisti inesperti. Dall’Alta Valtellina alla media Valle ad Aprica, fino in Valchiavenna a Madesimo e Campodolcino. Per gli amanti del pattinaggio c’è l’imbarazzo della scelta. Nel centro di Aprica, in Valtellina, si pattina su una grande pista all’aperto. Il palazzetto del ghiaccio di Bormio, permette di praticare oltre al pattinaggio, anche le discipline di curling e hockey. A Livigno si pattina sul ghiaccio al parco divertimenti indoor Fun Park. Foppolo dispone di una pista di pattinaggio. Carona offre, invece, l’occasione di immergersi nella natura, con la pista di pattinaggio che costeggia l’anello dello sci di fondo attorno al laghetto. Sempre in Val Brembana, si trovano il Palaghiaccio “Le Pinete”, lo Stadio del ghiaccio di Schilpario e La Baitella di Songavazzo. All’interno della ski area di Ponte di Legno – Tonale si può scegliere di pattinare su 3 piste. Sulla sponda lecchese del Lago di Como, percorsi dedicati alle ciaspole si trovano ai Piani di Bobbio-Valtorta, ai Piani di Artavaggio, ai Piani d’Erna e al Pian delle Betulle, ma anche all’Alpe Cainallo e all’Alpe di Paglio, mentre nel comasco e si può scoprire il territorio ciaspolando nel Triangolo Lariano e in Alto lago che sono esperienze uniche anche per i bambini più grandi. Sorgente: In montagna in Lombardia | Radiomamma   [...] Leggi di più...
28/01/2022Dal canale Youtube Daniele Ghidinelli Un po’ di fresca a Monte, Montecampione 13 Marzo 2013 Sorgente: https://www.youtube.com/watch?v=fq2PngHHQec   [...] Leggi di più...
27/01/2022Dalle valli bergamasche al lecchese, dalle valli bresciane fino alla Valtellina, sono tante le proposte family friendly delle diverse aree montane della Lombardia: dalla varietà di piste da sci per tuti i livelli agli snowpark, fino alle attività sulla neve alternative, come snow tubing, sleddog, fat bike, pattinaggio, ciaspole, escursioni in motoslitta e tanto altro. E per concludere la vacanza in bellezza niente di meglio che concedersi un po’ di relax tra le acque termali e un viaggio nel gusto tra le delizie gastronomiche locali. Vediamo dunque quali sono i luoghi ideali per trascorrere una giornata, un weekend o una settimana in montagna con i bambini sulle Alpi della Lombardia. Nel bergamasco in Val Seriana, nel comprensorio Presolana-Monte Pora, 12 chilometri di piste sono considerate la palestra ideale per i principianti in generale e per i bimbi grazie alla presenza di piste per tutti i livelli e di una scuola di sci che mette a disposizione un team di maestri esperti. La ski area Foppolo Carona, regina dello sci bergamasco, in Val Brembana, comprende ben 30 chilometri di piste e 9 impianti di risalita e i Piani dell’Avaro con 3 piste per bambini con skilift di 300 metri, ideale per muovere i primi passi sugli sci, e con presenza di baby park e bob. Sulla sponda lecchese del Lago di Como si trova il comprensorio dei Piani di Bobbio-Valtorta in Valsassina che, con i suoi 36 i chilometri di piste di varia difficoltà, è la destinazione ideale per tutti gli sciatori, dai principianti agli esperti. Qui, oltre alla pratica dello sci, si può anche fare snowboard e far divertire i bambini con gli slittini. Infatti la località dei Piani di Bobbio è una delle mete preferite per le gite sulla neve: accanto a salite e discese adatte a tutti, ci sono anche le baby piste per i più piccoli. In questa zona è possibile praticare anche lo sci di fondo, a Piani di Bobbio (Lecco), Primaluna località Cortabbio (Lecco), presso Alpe Giumello (Lecco), Esino Lario località Cainallo (Lecco) e in Alta Valle Intelvi località Sighignola (Como). Più verso il Garda, nell’area di Brescia, (tra le Valli Trompia e Sabbia) c’è Maniva Ski, il comprensorio ideale per famiglie con bambini con 40 chilometri di piste e 9 impianti di risalita. Sempre in provincia di Brescia si trova il comprensorio Pontedilegno-Tonale che offre un carosello di 100 chilometri di piste che vanno dai 1120 metri di Temù ai 3000 del ghiacciaio Presena, passando per Ponte di Legno e per il Tonale, che è uno dei campi scuola più grandi d’Europa. A Montecampione, la pista Gardena, di colore blu, è dedicata ai più piccoli; nel comprensorio di Borno-Monte Altissimo, invece, è possibile sciare con i più piccoli sulla pista Ogne. E poi c’è la ben nota Valtellina che offre impianti e attività per tutti i gusti. Per la gioia dei bambini, alla Funslopedi Bormio 2000, appena ampliata, se n’è aggiunta una a Valbella, anche questa con box, salti, tunnel, curve paraboliche e uno Snowpark. A Livigno, la grande attrazione è lo snowpark del Mottolino considerato tra i migliori d’Europa. Più facile, invece per il clima mite, la ski area Aprica & Corteno, 50 chilometri di piste tra cui la pista illuminata più lunga d’Europa, snow park per i più piccoli. Ed è incantevole anche la Valmalenco, con i suoi 50 chilometri di piste che si snodano tra Pizzo Scalino, Monte Disgrazia e Bernina. Da brivido la Snow Eagle, la funivia più grande d’Europa: in 4 minuti, un salto di quota di 1000 metri molto emozionante per grandi e piccoli. E inoltre in Valdidentro, presso la ski area Cima Piazzi Happy Mountain i bambini possono vivere l’esperienza unica di salire sul Family Bob, l’unico bob su rotaia in Lombardia. Oltre lo sci, di grande interesse per i piccoli è lo snow tubing, detto anche rafting sulla neve, uno sport praticato con gommoni molto divertente. Si sale sulla cima delle piste con appositi tapis roulant, per scendere a grande velocità scivolando sulla neve a bordo di gommoni circolari. In Lombardia è possibile praticare snow tubing a Livigno e Bormio in Valtellina, sul Passo del Tonale e in alta Valle Camonica. Anche nel bergamasco in Val Seriana, nel comprensorio Presolana-Monte Pora è possibile divertirsi con lo Snow Tube. Tra le esperienze più emozionanti da non perdere c’è poi è la sleddog, un’escursione su slitta trainata da cani siberiani. L’Husky Village di Valdidentro in Valtellina e presso il Maniva sleddog in Maniva organizzano escursioni per tutti, dove sia grandi che bambini possono cimentarsi alla guida di una slitta trainata da una muta di cani (da 2 a 4), accompagnati da un istruttore. Per chi vuole, alla Scuola di Sleddog del Passo Tonale c’è anche la possibilità di frequentare dei corsi specifici per imparare il mestiere del musher. Sulle montagne bergamasche gli Spiazzi di Gromo in Val Seriana offrono la possibilità di cenare in rifugio come ad esempio al Rifugio Vodala, 1650 metri, con possibilità di salita e discesa con gattobus. Oppure si può optare per gite in motoslitta: è possibile vivere questa esperienza nel lecchese ai Pani di Artavaggio oppure in Valchiavenna salendo fino al passo dello Spluga e ammirando uno dei paesaggi invernali più suggestivi che si possano immaginare. Anche in Valle Camonica è possibile effettuare gite in motoslitta a Montecampione e nel comprensorio Pontedilegno-Tonale. Gli appassionati di due ruote possono inoltre scegliere di pedalare in montagna noleggiando le fatbike, sempre accompagnati da guide abilitate. Queste biciclette, naturale evoluzione delle mountain bike, montano gomme e cerchi oversize rispetto alle bici tradizionali per pedalare in qualsiasi luogo e condizione, itinerari e pendii innevati soprattutto. Le fatbike risultano essere talmente maneggevoli che chiunque sappia pedalare le può utilizzare, persino i bambini o i ciclisti inesperti, consentendo di affrontare percorsi estremi ma anche piacevoli gite in famiglia. Dall’Alta Valtellina – Livigno, Santa Caterina, Bormio, Valdidentro – alla media Valle ad Aprica, fino in Valchiavenna a Madesimo e Campodolcino è possibile rivolgersi a strutture specializzate per il noleggio e l’accompagnamento. In Valle Camonica i pendii innevati a bordo delle due ruote possono essere affrontati nel comprensorio Pontedilegno-Tonale dove si trovano due piste dedicate e numerosi percorsi fuori pista all’interno del bosco: un’occasione per vivere la montagna invernale in un modo originale e divertente. Per gli amanti del pattinaggio c’è poi l’imbarazzo della scelta. Nel centro di Aprica, in Valtellina, si pattina su una grande pista all’aperto, fruibile anche di sera grazie all’impianto di illuminazione. Il palazzetto del ghiaccio di Bormio, permette di praticare oltre al pattinaggio, anche le discipline di curling e hockey. A Livigno si pattina sul ghiaccio al parco divertimenti indoor Fun Park. In Valle Brembana, Foppolo dispone di diverse strutture per il tempo libero, tra le quali la pista di pattinaggio. Carona offre, invece, l’occasione di immergersi nella natura, con la pista di pattinaggio che costeggia l’anello dello sci di fondo attorno al laghetto. Sempre in Val Brembana, si trovano il Palaghiaccio Le Pinete: una grande struttura coperta, aperta sia d’inverno che d’estate e per questo ospita spesso squadre di pattinatori per ritiri e gare; lo Stadio del ghiaccio di Schilpario e La Baitella di Songavazzo. All’interno della ski area di Ponte di Legno-Tonale si può scegliere di pattinare su 3 piste: una all’aperto a Ponte di Legno, una in quota al Passo del Tonale e un anello coperto all’interno del palaghiaccio di Temù. Sempre in provincia di Brescia si pattina a Corteno Golgi-Aprica, a Borno o a Montecampione. Anche nel comprensorio Monte Pora (Bergamo) esiste un laghetto su cui si pattina in inverno. Piacevolissime per godere di bellissimi paesaggi sono anche le ciaspolate su percorsi semplici e adatti anche alle famiglie con bambini. Sulla sponda lecchese del Lago di Como, percorsi dedicati alle ciaspole si trovano ai Piani di Bobbio-Valtorta, ai Piani di Artavaggio, ai Piani d’Erna e al Pian delle Betulle, ma anche all’Alpe Cainallo e all’Alpe di Paglio, mentre nel comasco e si può scoprire il territorio ciaspolando nel Triangolo Lariano e in Alto Lago che sono esperienze uniche anche per i bambini più grandi. Ciaspolare in magici paesaggi innevati in Valle Camonica è possibile in numerosi luoghi, tra i più celebri: Saviore dell’Adamello, Gaver di Breno, Volano tra Paspardo e Cimbergo, località Plan di Montecampione, da Croce di Salven verso il Monte Altissimo nel comune di Borno, località Campolaro a Bienno, le Valli di Sant’Antonio a Corteno Golgi e la località Mola ad Edolo e nel comprensorio Pontedilegno-Tonale dove sono presenti 20 itinerari. E dopo tanto movimento, il tour nella montagna lombarda è l’occasione anche per deliziarsi con l’ottima cucina locale da gustare nei caratteristici rifugi che sorgono tra le piste da sci, o nei crotti e ristoranti tipici di montagna assaggiando piatti tipici a base di salumi, pizzoccheri o casoncelli, risotti, bolliti e arrosti, salse e mostarde, polenta taragna, formaggi, torrone e dolci. Infine, per un po’ di relax ci sono le terme, altra attività che si adatta benissimo anche ai bambini. Lo stabilimento Bormio Terme, infatti, è perfetto per tutta la famiglia, con diversi spazi a misura di piccini, nei quali possono divertirsi e ristorarsi con le calde acque termali, imparare a nuotare o lanciarsi in scivolate con tuffo finale lungo gli scivoli che si gettano nelle vasche. In altri centri termali, invece, sono ammessi minori, purché di età maggiore ai 14 anni. Sorgente: Dove andare in montagna con i bambini vicino a Milano? Dalle piste per principianti alle gite in slitta o con le ciaspole   [...] Leggi di più...
27/01/2022La più vasta delle valli bresciane si allunga per circa 80 km dalle sponde del Lago d’Iseo fino al passo del Tonale, ed è caratterizzata dalla presenza di un grande patrimonio di natura, storia, arte e tradizioni. Conosciuta anche come “La Valle dei Segni”, la Valle Camonica vanta la maggior concentrazione di arte rupestre al mondo, tutelata dall’UNESCO come patrimonio dell’Umanità all’interno di otto parchi, la cui maggiore espressione si trova a Capo di Ponte nel Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri. I romani stabilirono a Cividate Camuno la loro capitale e ancora oggi sono visibili i resti monumentali di teatro ed anfiteatro, nonché vari reperti e due meravigliose statue conservate nel locale Museo Archeologico Nazionale. La memoria e le tradizioni si tramandano anche grazie ai reperti presenti nei numerossi musei valligiani: etnografici, Mupre, Camus, Museo della Guerra Bianca, Museo della stampa, Museo Golgi, Museo Civico Garibaldino. Testimonianze antiche sono i Castelli di Gorzone, Breno e Cimbergo, e le dimore storiche dei vari paesi. Chiese e pievi, affreschi ed opere d’arte occhieggiano ovunque. Tra le più insigni: il Convento Santuario dell’Annunciata di Piancogno e la Chiesa di Santa Maria Assunta a Esine. Bienno, uno dei borghi più belli d’Italia, è al centro di un’ideale Via del Romanino che partendo da Pisogne, sul Lago d’Iseo, risale fino a Breno raccontando l’intensità pittorica di uno fra i più celebri pittori bresciani del Cinquecento. Da non mancare, a Cerveno, una visita alle 14 cappelle della Via Crucis, meraviglio esempio di arte e fede popolare. Conservano l’austerità romanica la Pieve di San Siro ed il monastero di San Salvatore a Capo di Ponte. I Parchi dello Stelvio e dell‘Adamello offrono, oltre a suggestivi panorami, una fitta rete di sentieri, anche adatti al transito in MTB, e di rifugi. L’intera valle è percorsa dalla Ciclovia del fiume Oglio. Temù-Ponte di Legno-Tonale, Borno e Montecampione unitamente ad altri centri minori, ben attrezzati, sono l’importante offerta per gli amanti dello sci. Sul ghiacciaio Presena si pratica lo sci primaverile da maggio a metà giugno. Conosciute ed apprezzate sono le proprietà curative delle acque di Darfo Boario Terme e Angolo Terme, con impianti termali immersi nel verde di parchi e giardini. Antiche tradizioni di allevamento e pastorizia garantiscono la produzione di ottimi salumi e formaggi, con eccellenze DOP come il Silter, o Presidio Slowfood come il Fatulì. Si tratta di una cucina essenziale, ma ricca di sapori da gustare in trattorie, ristoranti ed aziende agrituristiche. Da assaggiare i casoncelli, la cui ricetta si tramanda da generazioni e come il nome locale varia da paese a paese (casonsei, calsù, caicc, fiatù), e i piatti Deco: Salsiccia di Castrato di Breno e Gnocc de la cua a Ponte di Legno. Recente è la riscoperta della castagna, utilizzata per farine e dolci. Tra i dolci, ottima è la focaccia di Breno, conosciuta con il nome di “spongada”. Molto apprezzate le grappe, i distillati e gli amari prodotti con erbe di alta montagna. Tradizionale il Genepì infuso di Arthaemisia glacialis, una pianticella pregiata e rara che cresce fra le rocce dei ghiacciai.   Come raggiungere la Valle Camonica   In auto Autostrada A4 Milano Venezia – Uscite: Brescia Ovest, Ospitaletto Strada Statale SS 42 Strada Provinciale SPBS 510   In autobus Linea Milano Sesto San Giovanni – Ponte di Legno www.bergamotrasporti.it www.arriva.it In treno Linea Brescia Iseo Edolo – Principali stazioni:Brescia, Darfo Boario Terme, Breno, Capo di Ponte, Edolo www.trenord.it  Altre immagini ed allegati in varie lingue alla pagina della sorgente: Valle Camonica | Provincia di Brescia   [...] Leggi di più...
26/01/2022Finite le feste comincia il periodo migliore per partire. La folla delle vacanze invernali è tornata a casa, al lavoro e a scuola, e le mete predilette si sono deliziosamente svuotate. L’Imbruttito può così fare un bel planning dei prossimi spostamenti, valutando un bel weekendino (anche lungo prendendo qualche giorno di ferie) per andare finalmente a sciare. E senza lo sbatti di ritrovarsi sommerso da una massa di esaltati delle piste. Neve permettendo, ovviamente. Anche perché sciare è una delle poche cose che ancora si possono fare in sicurezza, e visto che la Milano di questi giorni è vuota e tristissima, meglio preparare il trolley e partire. Se però non siete dei frequentatori abituali delle piste da sci, potrebbe aprirsi un vuoto cosmico di incertezza. Dove si può andare a sciare senza allontanarsi troppo da Milano? Ve lo abbiamo chiesto in un sondaggio sul nostro profilo Instagram (@milaneseimbruttito), e con le vostre risposte abbiamo messo insieme un elenchino di mete perfette per sciatori (esperti o no, istess). Dalle più vicine alle più lontane, per un massimo di 2 orette e mezza di viaggio. Vamos! Piani di Bobbio, 1h 20 minuti da Milano Comprensorio più vicino alla City, in provincia di Lecco. Classicone, si può persino andare e tornare in giornata. Se volete viaggiare comodi c’è anche un bel servizio di trasporto bus diretto Milano-Barzio. Perfetto per neofiti, incapaci, appassionati e professionisti. Top. Monte Pora, 1h 50 minuti da Milano Siamo in provincia di Bergamo. Il Monte Pora, il più alto della catena tra la Val Seriana e la Val Camonica, è un posto top per sciare perché ha un’ottima esposizione al sole. Tra una discesa e una bella cioccolata calda, finisce pure che tornate a casa belli abbronzati. Piazzatorre, 1h 52 minuti da Milano Qui, in provincia di Bergamo, oltre alle piste per lo sci alpino e lo snowboard, ci sono vasti pendii in fuoripista adatti alla sempre piu’ diffusa pratica del freeride. Per sballarsi sulla neve in totale sicurezza. Domobianca365, 2h da Milano A soli 15 minuti di auto da Domodossola, tra l’Alpe Lusentino e il Moncucco, Domobianca365 vanta punti di osservazione che spaziano tra la catena del Monterosa, le valli dell’Ossola e la pianura piemontese. Quattro piste sono ancora operative, ce n’è anche una top per nani alle prime armi. Pila, 2h e 10 minuti da Milano Al centro della Valle d’Aosta, a 1800 m., c’è questo attico con vista che spazia dal Monte Bianco al Grand Combin, dal Cervino al Monte Rosa, lambita da boschi di abeti e larici. Che bellezza. Pila regala inoltre l’incredibile comodità di raggiungere gli alberghi e i residence con gli sci ai piedi. Super comfort. Montecampione, 2h e 10 minuti da Milano La stazione sciistica di Montecampione è situata in Val Camonica nelle vicinanze del Lago d’Iseo. Il comprensorio offre 30 km di piste dotate di innevamento programmato, che si snodano tra Montecampione 1200 e Plan 2000, servite da 11 impianti di risalita. Che poi a Montecampione ci sono anche piste da pattinaggio, piscina coperta, palazzetto dello sport attrezzato, negozi, numerosi ristoranti, bar, pizzerie e un cinema. A voi la scelta! San Domenico, 2h e 10 minuti da Milano San Domenico sorge nell’estremo settentrionale del Piemonte, in una valle delle Alpi Lepontine che si incunea con un suggestivo susseguirsi di creste, boschi e laghetti del sud della Svizzera. Qui si può fare un po’ di tutto: ciaspolate, sci per principianti, sci per esperti, sci notturno e snowboard. Foppolo, 2h 20 minuti da Milano Eccoci nel principale comprensorio della Val Brembana. Il posto giusto se avete nani al seguito grazie al simpatico Baby Park Looney Tunes, un’area dedicata ai piccoli che stanno iniziando a muovere i primi passi sugli sci. Valchiavenna, 2h 30 minuti da Milano Questa skiarea in provincia di Sondrio è uno tra i più importanti comprensori dela Valtellina. Tra discesa, fondo, ciaspole e scialpinismo anche qui c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ah, andate a dare un’occhiata alle cascate dell’Acquafraggia. Meritano. Valmalenco, 2h 35 minuti da Milano I sessanta chilometri di piste del comprensorio dell’Alpe Palù sono il biglietto da visita della Valmalenco. Oggi chi vuole arrivare all’Alpe Palù lo può fare con la modernissima Snow Eagle, la più grande funivia d’Europa. Panorama clamoroso, da godere anche rilassati al sole in comode sdraio mentre si assaporano i piatti tipici della Valmalenco nei rifugi lungo le piste. Seguici anche su Instagram, taaac! Wendy Migliaccio Sorgente: Dove andare a sciare: 10 mete vicino a Milano scelte da voi   [...] Leggi di più...
25/01/2022A Montecampione è iniziato il circuito di sci del Csi Valle Camonica con la gara intitolata ai fratellini Davide e Andrea di Ono San Pietro. 60 i partecipanti in otto categorie. Sorgente: ARTOGNE – – TeleBoario   [...] Leggi di più...
25/01/2022Dopo che ai primi di gennaio la Regione Lombardia ha definito improcedibile l’istanza del Consorzio Montecampione finalizzata ad ottenere il placet di associazione riconosciuta, sul futuro del comprensorio interviene la Prefettura di Brescia che si è rivolta ai Comuni di Artogne e Pian Camuno per rinnovare loro l’invito a «procedere con urgenza al completamento dell’assunzione della gestione dei sevizi pubblici relativamente al comprensorio». Nella stazione turistica l’argomento è un tema caldo, che pur nel silenzio stampa vede impegnato l’ente guidato da Paolo Birnbaum a studiare le contromosse a quanto comunicato dalla Direzione centrale affari istituzionali della Regione, che rigettava l’iscrizione nel registro delle persone giuridiche dell’associazione denominata Consorzio Montecampione con sede legale a Pian Camuno. Al responso della Regione, che nello stilare il suo giudizio ha puntato l’attenzione su scopo dell’ente, su persistenza le fine istituzionale di cui all’articolo 5 dello Statuto comprendente l’erogazione di servizi pubblici, svuotato di oggetto e sulla natura dell’ente medesimo da ricondursi tra i consorzi di urbanizzazione, ha presto fatto seguito l’invito della Prefettura di Brescia, affinché i due Comuni forniscano un dettagliato aggiornamento circa il procedimento di riassunzione dei sevizi, specificando peraltro le ragioni per le quali lo stesso non è stato ancora ultimato. Questo con la massima urgenza, sottolinea il Broletto, considerata la delicatezza del tema. Ora la palla passa nelle mani dei due primi cittadini di Artogne e Pian Camuno, che tra l’altro dovranno sedersi per accordarsi sulla questione acquedotto, fognature e depurazione, stante il fatto che tale servizio grava tutto sul primo ente locale anche se parte del territorio di Montecampione è pure di competenza del secondo. Una situazione irrituale dovrà essere risolta rapidamente. Domenico Benzoni Sorgente: Gestione dei servizi Adesso la prefettura pressa i Comuni | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
25/01/2022Dalla varietà di piste da sci per tuti i livelli agli snowpark, fino alle attività sulla neve alternative, come snow tubing, sleddog, fat bike, pattinaggio, ciaspole, escursioni in motoslitta e tanto altro. E per concludere la vacanza in bellezza niente di meglio che concedersi un po’ di relax tra le acque termali e un viaggio nel gusto tra le delizie gastronomiche locali. Dalle valli bergamasche al lecchese, dalle valli bresciane fino alla Valtellina, sono tante le proposte family friendly delle diverse aree montane della Lombardia. (TurismoItaliaNews) Nel bergamasco in Val Seriana, nel comprensorio Presolana-Monte Pora, 12 chilometri di piste sono considerate la palestra ideale per i principianti in generale e per i bimbi grazie alla presenza di piste per tutti i livelli e di una scuola di sci che mette a disposizione un team di maestri esperti. La ski area Foppolo Carona, regina dello sci bergamasco, in Val Brembana, comprende ben 30 chilometri di piste e 9 impianti di risalita e i Piani dell’Avaro con 3 piste per bambini con skilift di 300 mt, ideale per muovere i primi passi sugli sci, e con presenza di baby park e bob. Sulla sponda lecchese del Lago di Como si trova il comprensorio dei Piani di Bobbio-Valtorta in Valsassina che, con i suoi 36 i chilometri di piste di varia difficoltà, è la destinazione ideale per tutti gli sciatori, dai principianti agli esperti. Qui oltre alla pratica dello sci, si può anche fare snowboard e far divertire i bambini con gli slittini. Infatti la località dei Piani di Bobbio è una delle mete preferite per le gite sulla neve: accanto a salite e discese adatte a tutti, ci sono anche le baby piste per i più piccoli. In questa zona è possibile praticare anche lo sci di fondo, a Piani di Bobbio (Lc), Primaluna loc. Cortabbio (Lc), presso Alpe Giumello (Lc), Esino Lario loc. Cainallo (Lc) e in Alta Valle Intelvi loc. Sighignola (Co). Più verso il Garda nell’area di Brescia, (tra le Valli Trompia e Sabbia) Maniva Ski è il comprensorio ideale per famiglie con bambini con 40 km di piste e 9 impianti di risalita. Sempre in provincia di Brescia si trova il comprensorio Pontedilegno-Tonale che offre un carosello di 100 km di piste che vanno dai 1.120m di Temù ai 3.000 m del ghiacciaio Presena, passando per Ponte di Legno e per il Tonale, che è uno dei campi scuola più grandi d’Europa. A Montecampione, la pista Gardena, di colore blu, è dedicata ai più piccoli; nel comprensorio di Borno-Monte Altissimo, invece, è possibile sciare con i più piccoli sulla pista Ogne. E poi c’è la ben nota Valtellina che offre impianti e attività per tutti i gusti. Per la gioia dei bambini, alla Funslope di Bormio 2000, appena ampliata, se n’è aggiunta una a Valbella, anche questa con box, salti, tunnel, curve paraboliche e uno Snowpark. A Livigno, la grande attrazione è lo snowpark del Mottolino considerato tra i migliori d’Europa. Più “facile”, invece per il clima mite, la ski area Aprica & Corteno, 50 km di piste tra cui la pista illuminata più lunga d’Europa, snow park per i più piccoli. Ed è incantevole anche la Valmalenco, con i suoi 50 chilometri di piste che si snodano tra Pizzo Scalino, Monte Disgrazia e Bernina. Da brivido la Snow Eagle, la funivia più grande d’Europa: in 4 minuti, un salto di quota di 1.000 metri molto emozionante per grandi e piccoli. E inoltre in Valdidentro, presso la ski area Cima Piazzi Happy Mountain i bambini potranno vivere l’esperienza unica di salire sul Family Bob, l’unico bob su rotaia in Lombardia. Oltre lo sci, di grande interesse per i piccoli è lo snow tubing, detto anche rafting sulla neve, uno sport praticato con gommoni molto divertente. Si sale sulla cima delle piste con appositi tapis roulant, per scendere a grande velocità scivolando sulla neve a bordo di gommoni circolari. In Lombardia è possibile praticare snow tubing a Livigno e Bormio in Valtellina, sul Passo del Tonale e in alta Valle Camonica. Anche nel bergamasco in Val Seriana, nel comprensorio Presolana-Monte Pora è possibile divertirsi con lo Snow Tube. Tra le esperienze più emozionanti da non perdere è la sleddog, un’escursione su slitta trainata da cani siberiani. L’Husky Village di Valdidentro in Valtellina, e presso il Maniva sleddog in Maniva organizzano escursioni per tutti, dove sia grandi che bambini possono cimentarsi alla guida di una slitta trainata da una muta di cani (da 2 a 4), accompagnati da un istruttore. Per chi vuole, alla Scuola di Sleddog del Passo Tonale c’è anche la possibilità di frequentare dei corsi specifici per imparare il mestiere del musher. Sulle montagne bergamasche gli Spiazzi di Gromo in Val Seriana offrono la possibilità di cenare in rifugio come ad esempio al Rifugio Vodala, 1650 mt, con possibilità di salita e discesa con gattobus. Oppure si può optare per gite in motoslitta: è possibile vivere questa bellissima esperienza nel lecchese ai Pani di Artavaggio oppure in Valchiavenna salendo fino al passo dello Spluga e ammirando uno dei paesaggi invernali più suggestivi che si possano immaginare. Anche in Valle Camonica è possibile effettuare gite in motoslitta a Montecampione e nel comprensorio Pontedilegno – Tonale. Gli appassionati di due ruote potranno scegliere di pedalare in montagna noleggiando le fatbike, sempre accompagnati da guide abilitate. Queste biciclette, naturale evoluzione delle mountain bike, montano gomme e cerchi oversize rispetto alle bici tradizionali per pedalare in qualsiasi luogo e condizione, itinerari e pendii innevati soprattutto. Le fatbike risultano essere talmente maneggevoli che chiunque sappia pedalare le può utilizzare, persino i bambini o i ciclisti inesperti, consentendo di affrontare percorsi estremi ma anche piacevoli gite in famiglia. Dall’Alta Valtellina – Livigno, Santa Caterina, Bormio, Valdidentro – alla media Valle ad Aprica, fino in Valchiavenna a Madesimo e Campodolcino è possibile rivolgersi a strutture specializzate per il noleggio e l’accompagnamento. In Valle Camonica i pendii innevati a bordo delle due ruote possono essere affrontati nel comprensorio Pontedilegno-Tonale dove si trovano due piste dedicate e numerosi percorsi fuori pista all’interno del bosco: un’occasione per vivere la montagna invernale in un modo originale e divertente. Per gli amanti del pattinaggio c’è l’imbarazzo della scelta. Nel centro di Aprica, in Valtellina, si pattina su una grande pista all’aperto, fruibile anche di sera grazie all’impianto di illuminazione. Il palazzetto del ghiaccio di Bormio, permette di praticare oltre al pattinaggio, anche le discipline di curling e hockey. A Livigno si pattina sul ghiaccio al parco divertimenti indoor Fun Park. In Valle Brembana, Foppolo dispone di diverse strutture per il tempo libero, tra le quali la pista di pattinaggio. Carona offre, invece, l’occasione di immergersi nella natura, con la pista di pattinaggio che costeggia l’anello dello sci di fondo attorno al laghetto. Sempre in Val Brembana, si trovano il Palaghiaccio “Le Pinete”: una grande struttura coperta, aperta sia d’inverno che d’estate e per questo ospita spesso squadre di pattinatori per ritiri e gare; lo Stadio del ghiaccio di Schilpario e La Baitella di Songavazzo. All’interno della ski area di Ponte di Legno – Tonale si può scegliere di pattinare su 3 piste: una all’aperto a Ponte di Legno, una in quota al Passo del Tonale e un anello coperto all’interno del palaghiaccio di Temù. Sempre in provincia di Brescia si pattina a Corteno Golgi-Aprica, a Borno o a Montecampione. Anche nel comprensorio Monte Pora (BG) esiste un laghetto su cui si pattina in inverno. E ancora molto piacevoli per godere di bellissimi paesaggi, le ciaspolate su percorsi semplici e adatti anche alle famiglie con bambini. Sulla sponda lecchese del Lago di Como, percorsi dedicati alle ciaspole si trovano ai Piani di Bobbio-Valtorta, ai Piani di Artavaggio, ai Piani d’Erna e al Pian delle Betulle, ma anche all’Alpe Cainallo e all’Alpe di Paglio, mentre nel comasco e si può scoprire il territorio ciaspolando nel Triangolo Lariano e in Alto lago che sono esperienze uniche anche per i bambini più grandi. Ciaspolare in magici paesaggi innevati in Valle Camonica è possibile in numerosi luoghi, tra i più celebri: Saviore dell’Adamello, Gaver di Breno, Volano tra Paspardo e Cimbergo, località Plan di Montecampione, da Croce di Salven verso il Monte Altissimo nel comune di Borno, località Campolaro a Bienno, le Valli di Sant’Antonio a Corteno Golgi e la località Mola ad Edolo e nel comprensorio Pontedilegno-Tonale dove sono presenti 20 itinerari. E dopo tanto movimento, il tour nella montagna lombarda è l’occasione anche per deliziarsi con l’ottima cucina locale da gustare nei caratteristici rifugi che sorgono tra le piste da sci, o nei crotti e ristoranti tipici di montagna assaggiando piatti tipici a base di salumi, pizzoccheri o casoncelli, risotti, bolliti e arrosti, salse e mostarde, polenta taragna, formaggi, torrone e dolci. Infine per un po’ di relax le terme è un’altra attività che si adatta benissimo anche ai bambini. Lo stabilimento Bormio Terme, infatti, è perfetto per tutta la famiglia, con diversi spazi a misura di piccini, nei quali possono divertirsi e ristorarsi con le calde acque termali, imparare a nuotare o lanciarsi in scivolate con tuffo finale lungo gli scivoli che si gettano nelle vasche. In altri centri termali, invece, sono ammessi minori, purché di età maggiore ai 14 anni. Per saperne di più Sorgente: La Lombardia d’inverno formato famiglia: esperienze sulla neve nelle aree montane di Bergamo, Lecco, Brescia e Valtellina – Turismo Italia News [...] Leggi di più...
24/01/2022Esperienze per tutti i gusti, dallo Slow all’adrenalinico BRESCIA – L’aria pura, i suoni attutiti, i panorami mozzafiato, l’accoglienza autentica, i sapori genuini sono gli ingredienti per una vacanza invernale senza pari sulle montagne bresciane, dove la neve è divertimento e relax in una cornice di natura incontaminata e di amplissimi spazi, mai troppo affollati. I 7 comprensori sciistici della provincia (Pontedilegno-Tonale, Maniva Ski, Borno Ski Area, Montecampione, Val Palot, Aprica-Corteno Golgi, Piana del Gaver) permettono a ciascuno di vivere la montagna invernale secondo la propria indole e le proprie passioni, dalla discesa al fondo, dallo scialpinismo allo snowboard, dalle attività adrenaliniche a quelle slow. 300 i chilometri di piste e tante le proposte oltre agli sport bianchi più tradizionali: provare l’ebbrezza dello sleddog, passeggiare nei boschi innevati con le ciaspole, avventurarsi fuori dai sentieri più battuti in sella a una motoslitta di ultima generazione o seguendo panoramici itinerari di sci alpinismo…Eccone alcune. Non dimenticando che con 171.000 ettari di bosco, Brescia vanta il territorio con la più grande superficie boschiva della Lombardia, cornice ideale per vivere anche d’inverno una vacanza all’aria aperta in mezzo alla natura, vero toccasana soprattutto in questo periodo che si passa troppo tempo al chiuso e con poco ricambio d’aria. Vivere la neve al chiaro di luna – Ciaspolate e sciate in notturna sono un’avventura veramente unica per tuffarsi nella magia dell’inverno nel silenzio più assoluto, sotto un cielo di stelle o una soffice nevicata. Adrenalinica è la discesa sulla Superpanoramica del Baradello nel comprensorio Aprica-Corteno Golgi, la pista illuminata più lunga d’Europa: lunga 6 km, è aperta alternativamente agli appassionati di discesa (quindi funziona anche l’impianto di risalita) o a quelli di scialpinismo e ciaspole (è solamente illuminata), secondo un calendario consultabile sul sito di apricaonline. Passeggiate guidate con le ciaspole e sciate sotto le stelle si possono fare poi nel comprensorio Pontedilegno-Tonale ( dove vengono organizzati anche tour notturni in motoslitta con cena in rifugio, dove si gustano i migliori piatti tradizionali della montagna accompagnati da eccellenti vini bresciani e da grappe artigianali), nella zona del Maniva e sui monti di Borno. Sleddog, slitte, pattini per divertirsi a ogni età – Come nel Grande Nord, provare l’ebbrezza di guidare una slitta trainata da una muta di Alaskan Husky: a proporlo è il team di Maniva Sleddog, che ha tracciato un emozionante percorso panoramico tutto curve, dolci saliscendi e divertenti varianti miste, fra i boschi e le radure innevate del monte Maniva. L’esperienza del “Battesimo allo Sleddog” è alla portata di tutti: prima di partire viene impartita una breve introduzione ai comandi principali che bisogna assolutamente conoscere per condurre la slitta e poi via da soli in totale sicurezza, sempre seguiti dal team di istruttori, che carica sulla sua motoslitta eventuali bambini (dai 3 agli 8 anni). Per far divertire i più piccini su bob e slitte in totale sicurezza, lontano da ogni pericolo, ideali sono le attrezzatissime aree ad essi dedicate, come il Fantaski Tonale e il Campo scuola bob di Maniva Ski, dove fra l’altro si può anche noleggiate tutta l’attrezzatura in loco. Divertente per bambini e adulti è scivolare con leggerezza sui pattini: a Borno lo si può fare con qualsiasi condizione metereologica, sulla pista pattinaggio coperta di località Dassa. La montagna vista dall’alto: tour in elicottero e arrampicate sulle cascate ghiacciate – Librarsi nell’aria e abbracciare dall’alto il panorama delle montagne innevate: un’esperienza indimenticabile che si può fare salendo a bordo di un elicottero. Tour in elicottero, organizzati con partenza dall’eliporto di Temù in Alta Valle Camonica, offrono la possibilità di contemplare le cime innevate dell’Adamello e le piste del comprensorio Pontedilegno-Tonale da una prospettiva decisamente unica. Sempre per un inconsueto punto di vista dall’alto, le arrampicate sulle cascate di ghiaccio sono sicuramente fra le attività invernali più impegnative ed eccitanti : ce ne sono di bellissime in Valle Sabbia, dove – con l’assistenza di guide qualificate – si può provare ad arrampicarsi con corde e ramponi su queste straordinarie e scenografiche palestre naturali, un’attività riservata ai supersportivi e a chi è ben preparato in questa disciplina. Adrenalina con le fat bike e lo snowkite, immersione nella natura con lo sci alpinismo – Il comprensorio Pontedilegno-Tonale è una vera fucina di idee per vivere la montagna invernale all’insegna dello stupore e dell’entusiasmo. Tra le esperienze adrenaliniche di tendenza, riflettori puntati quest’inverno sulle fat bike, a cui sono dedicate ben due piste riservate per pedalare sulla neve fresca e affrontare ripidi pendii in sicurezza. Di grande successo anche lo snowkite, inedita accoppiata vela più sci o snowboard che permette di scivolare sul manto innevato lasciandosi guidare dal vento. Il tutto con il supporto degli istruttori della Nikite Snowkite School, una delle principali scuole italiane di questa disciplina. Chi invece ama immergersi nella natura, lontano da tutti, trova sulle montagne bresciane panoramici itinerari dove praticare lo sci alpinismo con la dovuta prudenza e con l’attrezzatura adeguata prevista dalle recente normativa. Nella Borno Skiarea, vari stupendi percorsi collegano i diversi comuni dell’Altopiano del Sole: uno dei più famosi ed apprezzati è quello che da Borno conduce al Passo Varicla a 2097 metri d’altitudine. La sezione locale del CAI organizza escursioni di varia difficoltà in compagnia di esperti che trasformeranno una giornata sulla neve in una vera e propria esperienza, unica e indimenticabile. Dormire in un igloo – Salire in alta quota, godersi una meravigliosa giornata di sci sulla neve sfruttando i 100 chilometri di piste in uno dei panorami più belli delle Alpi e, invece di riscendere a valle all’imbrunire, trasformare la notte in un’esperienza onirica da ricordare a lungo: sul Ghiacciaio Presena, nel comprensorio Pontedilegno-Tonale, a 2.750 metri di altezza, sono state create accanto al Rifugio Capanna Presena 3 lussuose camere-igloo dotate di ogni comfort (e una originale cantina di ghiaccio) che offrono l’emozione di vivere in modo totalizzante il rapporto con la neve e la montagna. Ideate dallo scultore Ivan Mariotti e dal suo team, sono delle vere opere d’arte “temporanea”, dato che saranno fruibili solo fino a primavera quando inevitabilmente si scioglieranno. La temperatura interna delle stanze è sui 4 gradi e i letti sono rigorosamente di ghiaccio: sulla loro base vengono posti un materasso in pvc, una coperta per isolare termicamente e un normale materasso. Su di esso viene poi collocato un piumino inserito dentro a calde coperte di flanella. Il risultato è straordinario: dormire all’interno dell’igloo, anche grazie alla suggestiva illuminazione assicurata da lampade a led, risulta comunque molto confortevole. Tanto più che gli ospiti hanno a disposizione i servizi di alto livello dell’adiacente Capanna Presena, totalmente ristrutturata e con una bella SPA. Qualità&prezzo – Una vacanza nei comprensori sciistici bresciani concilia qualità e prezzo, impianti di risalita all’avanguardia e skipass accessibili. Per saperne di più, basta consultare il sito https://neve.visitbrescia.it/. Chi si iscrive alla newsletter, oltre a ricevere informazioni utili, riceve uno sconto del 10% per l’acquisto di uno skipass valido per un giorno in ogni comprensorio aderente, fino alla chiusura degli impianti della stagione 21/22. Per informazioni: www.visitbrescia.it Sorgente: Igloo, elicottero o sleddog? La neve sulle montagne bresciane – Evasioni – ANSA.it   [...] Leggi di più...
24/01/2022Tante le esperienze sulla neve per il divertimento di adulti e piccini nelle aree montane di Bergamo, Lecco, Brescia e Valtellina Dalle valli bergamasche al lecchese, dalle valli bresciane fino alla Valtellina, sono tante le proposte family friendly delle diverse aree montane della Lombardia: dalla varietà di piste da sci per tuti i livelli agli snowpark, fino alle attività sulla neve alternative, come snow tubing, sleddog, fat bike, pattinaggio, ciaspole, escursioni in motoslitta e tanto altro. E per concludere la vacanza in bellezza niente di meglio che concedersi un po’ di relax tra le acque termali e un viaggio nel gusto tra le delizie gastronomiche locali. Nel bergamasco in Val Seriana, nel comprensorio Presolana-Monte Pora, 12 chilometri di piste sono considerate la palestra ideale per i principianti in generale e per i bimbi grazie alla presenza di piste per tutti i livelli e di una scuola di sci che mette a disposizione un team di maestri esperti. La ski area Foppolo Carona, regina dello sci bergamasco, in Val Brembana, comprende ben 30 chilometri di piste e 9 impianti di risalita e i Piani dell’Avaro con 3 piste per bambini con skilift di 300 mt, ideale per muovere i primi passi sugli sci, e con presenza di baby park e bob. Sulla sponda lecchese del Lago di Como si trova il comprensorio dei Piani di Bobbio-Valtorta in Valsassina che, con i suoi 36 i chilometri di piste di varia difficoltà, è la destinazione ideale per tutti gli sciatori, dai principianti agli esperti. Qui oltre alla pratica dello sci, si può anche fare snowboard e far divertire i bambini con gli slittini. Infatti la località dei Piani di Bobbio è una delle mete preferite per le gite sulla neve: accanto a salite e discese adatte a tutti, ci sono anche le baby piste per i più piccoli. In questa zona è possibile praticare anche lo sci di fondo, a Piani di Bobbio (LC), Primaluna loc. Cortabbio (LC), presso Alpe Giumello (LC), Esino Lario loc. Cainallo (LC) e in Alta Valle Intelvi loc. Sighignola (CO). Più verso il Garda nell’area di Brescia, (tra le Valli Trompia e Sabbia) Maniva Ski è il comprensorio ideale per famiglie con bambini con 40 km di piste e 9 impianti di risalita. Sempre in provincia di Brescia si trova il comprensorio Pontedilegno-Tonale che offre un carosello di 100 km di piste che vanno dai 1.120m di Temù ai 3.000 m del ghiacciaio Presena, passando per Ponte di Legno e per il Tonale, che è uno dei campi scuola più grandi d’Europa. A Montecampione, la pista Gardena, di colore blu, è dedicata ai più piccoli; nel comprensorio di Borno-Monte Altissimo, invece, è possibile sciare con i più piccoli sulla pista Ogne. E poi c’è la ben nota Valtellina che offre impianti e attività per tutti i gusti. Per la gioia dei bambini, alla Funslope di Bormio 2000, appena ampliata, se n’è aggiunta una a Valbella, anche questa con box, salti, tunnel, curve paraboliche e uno Snowpark. A Livigno, la grande attrazione è lo snowpark del Mottolino considerato tra i migliori d’Europa. Più “facile”, invece per il clima mite, la ski area Aprica & Corteno, 50 km di piste tra cui la pista illuminata più lunga d’Europa, snow park per i più piccoli. Ed è incantevole anche la Valmalenco, con i suoi 50 chilometri di piste che si snodano tra Pizzo Scalino, Monte Disgrazia e Bernina. Da brivido la Snow Eagle, la funivia più grande d’Europa: in 4 minuti, un salto di quota di 1.000 metri molto emozionante per grandi e piccoli. E inoltre in Valdidentro, presso la ski area Cima Piazzi Happy Mountain i bambini potranno vivere l’esperienza unica di salire sul Family Bob, l’unico bob su rotaia in Lombardia. Oltre lo sci, di grande interesse per i piccoli è lo snow tubing, detto anche rafting sulla neve, uno sport praticato con gommoni molto divertente. Si sale sulla cima delle piste con appositi tapis roulant, per scendere a grande velocità scivolando sulla neve a bordo di gommoni circolari. In Lombardia è possibile praticare snow tubing a Livigno e Bormio in Valtellina, sul Passo del Tonale e in alta Valle Camonica. Anche nel bergamasco in Val Seriana, nel comprensorio Presolana-Monte Pora è possibile divertirsi con lo Snow Tube. Tra le esperienze più emozionanti da non perdere è la sleddog, un’escursione su slitta trainata da cani siberiani. L’Husky Village di Valdidentro in Valtellina, e presso il Maniva sleddog in Maniva organizzano escursioni per tutti, dove sia grandi che bambini possono cimentarsi alla guida di una slitta trainata da una muta di cani (da 2 a 4), accompagnati da un istruttore. Per chi vuole, alla Scuola di Sleddog del Passo Tonale c’è anche la possibilità di frequentare dei corsi specifici per imparare il mestiere del musher. Sulle montagne bergamasche gli Spiazzi di Gromo in Val Seriana offrono la possibilità di cenare in rifugio come ad esempio al Rifugio Vodala, 1650 mt, con possibilità di salita e discesa con gattobus. Oppure si può optare per gite in motoslitta: è possibile vivere questa bellissima esperienza nel lecchese ai Pani di Artavaggio oppure in Valchiavenna salendo fino al passo dello Spluga e ammirando uno dei paesaggi invernali più suggestivi che si possano immaginare. Anche in Valle Camonica è possibile effettuare gite in motoslitta a Montecampione e nel comprensorio Pontedilegno – Tonale. Gli appassionati di due ruote potranno scegliere di pedalare in montagna noleggiando le fatbike, sempre accompagnati da guide abilitate. Queste biciclette, naturale evoluzione delle mountain bike, montano gomme e cerchi oversize rispetto alle bici tradizionali per pedalare in qualsiasi luogo e condizione, itinerari e pendii innevati soprattutto. Le fatbike risultano essere talmente maneggevoli che chiunque sappia pedalare le può utilizzare, persino i bambini o i ciclisti inesperti, consentendo di affrontare percorsi estremi ma anche piacevoli gite in famiglia. Dall’Alta Valtellina – Livigno, Santa Caterina, Bormio, Valdidentro – alla media Valle ad Aprica, fino in Valchiavenna a Madesimo e Campodolcino è possibile rivolgersi a strutture specializzate per il noleggio e l’accompagnamento. In Valle Camonica i pendii innevati a bordo delle due ruote possono essere affrontati nel comprensorio Pontedilegno-Tonale dove si trovano due piste dedicate e numerosi percorsi fuori pista all’interno del bosco: un’occasione per vivere la montagna invernale in un modo originale e divertente. Per gli amanti del pattinaggio c’è l’imbarazzo della scelta. Nel centro di Aprica, in Valtellina, si pattina su una grande pista all’aperto, fruibile anche di sera grazie all’impianto di illuminazione. Il palazzetto del ghiaccio di Bormio, permette di praticare oltre al pattinaggio, anche le discipline di curling e hockey. A Livigno si pattina sul ghiaccio al parco divertimenti indoor Fun Park. In Valle Brembana, Foppolo dispone di diverse strutture per il tempo libero, tra le quali la pista di pattinaggio. Carona offre, invece, l’occasione di immergersi nella natura, con la pista di pattinaggio che costeggia l’anello dello sci di fondo attorno al laghetto. Sempre in Val Brembana, si trovano il Palaghiaccio “Le Pinete”: una grande struttura coperta, aperta sia d’inverno che d’estate e per questo ospita spesso squadre di pattinatori per ritiri e gare; lo Stadio del ghiaccio di Schilpario e La Baitella di Songavazzo. All’interno della ski area di Ponte di Legno – Tonale si può scegliere di pattinare su 3 piste: una all’aperto a Ponte di Legno, una in quota al Passo del Tonale e un anello coperto all’interno del palaghiaccio di Temù. Sempre in provincia di Brescia si pattina a Corteno Golgi-Aprica, a Borno o a Montecampione. Anche nel comprensorio Monte Pora (BG) esiste un laghetto su cui si pattina in inverno. E ancora molto piacevoli per godere di bellissimi paesaggi, le ciaspolate su percorsi semplici e adatti anche alle famiglie con bambini. Sulla sponda lecchese del Lago di Como, percorsi dedicati alle ciaspole si trovano ai Piani di Bobbio-Valtorta, ai Piani di Artavaggio, ai Piani d’Erna e al Pian delle Betulle, ma anche all’Alpe Cainallo e all’Alpe di Paglio, mentre nel comasco e si può scoprire il territorio ciaspolando nel Triangolo Lariano e in Alto lago che sono esperienze uniche anche per i bambini più grandi. Ciaspolare in magici paesaggi innevati in Valle Camonica è possibile in numerosi luoghi, tra i più celebri: Saviore dell’Adamello, Gaver di Breno, Volano tra Paspardo e Cimbergo, località Plan di Montecampione, da Croce di Salven verso il Monte Altissimo nel comune di Borno, località Campolaro a Bienno, le Valli di Sant’Antonio a Corteno Golgi e la località Mola ad Edolo e nel comprensorio Pontedilegno-Tonale dove sono presenti 20 itinerari. E dopo tanto movimento, il tour nella montagna lombarda è l’occasione anche per deliziarsi con l’ottima cucina locale da gustare nei caratteristici rifugi che sorgono tra le piste da sci, o nei crotti e ristoranti tipici di montagna assaggiando piatti tipici a base di salumi, pizzoccheri o casoncelli, risotti, bolliti e arrosti, salse e mostarde, polenta taragna, formaggi, torrone e dolci. E infine per un po’ di relax le terme è un’altra attività che si adatta benissimo anche ai bambini. Lo stabilimento Bormio Terme, infatti, è perfetto per tutta la famiglia, con diversi spazi a misura di piccini, nei quali possono divertirsi e ristorarsi con le calde acque termali, imparare a nuotare o lanciarsi in scivolate con tuffo finale lungo gli scivoli che si gettano nelle vasche. In altri centri termali, invece, sono ammessi minori, purché di età maggiore ai 14 anni. Per le immagini dei territori cliccare sui seguenti link – credits @inLombardia https://we.tl/t-MTyPDJuVEi https://we.tl/t-8yegGRLdoL Ufficio stampa: Debora Agostini d.agostini@aigo.it +39 02 66 99 27 234 Giulia Cosseddu g.cosseddu@aigo.it +39 02 6699 27 223 – mob +39 344 0994 675 Sorgente: La montagna lombarda d’inverno formato famiglia – Aigo   [...] Leggi di più...
24/01/2022Dal canale Youtube maxrares Sorgente: Montecampione best run – YouTube   [...] Leggi di più...
23/01/2022Gara di Slalom Gigante Livello: Sezionale Organizzatore: Amici dello Sci / Sci Club Astrio Località: MONTECAMPIONE Gestore: C.S.I. VALLECAMONICA Classifica Individuale Classifica Società Sorgente: Risultati della gara CSI per tutte le categorie a Montecampione – Amici dello Sci / Sci Club Astrio – Sci Club Rongai   [...] Leggi di più...
22/01/2022Scarica la traccia GPS e segui il percorso su una mappa. Registra i tuoi spostamenti con l’app, carica il percorso e condividilo con la community. Autore Erica Civettini Distanza 12,72 km Dislivello positivo 732 m Difficoltà tecnica Medio Dislivello negativo 651 m Altitudine massima 1.895 m Trailrank 11 Altitudine minima 1.366 m Tipo di percorso Solo andata Tempo in movimento 3 ore 39 minuti Tempo 7 ore 12 minuti Coordinate 2197 Caricato 22 gennaio 2022 Registrato gennaio 2022 Sorgente: Wikiloc | Percorso Montecampione   [...] Leggi di più...
22/01/2022Scarica la traccia GPS e segui il percorso su una mappa. Registra i tuoi spostamenti con l’app, carica il percorso e condividilo con la community. Autore chiara gentile Distanza 9,91 km Dislivello positivo 381 m Difficoltà tecnica Medio Dislivello negativo 381 m Altitudine massima 1.897 m Trailrank 8 Altitudine minima 1.694 m Tipo di percorso Anello Tempo in movimento 2 ore 41 minuti Tempo 6 ore 35 minuti Coordinate 1735 Caricato 22 gennaio 2022 Registrato gennaio 2022 Sorgente: Wikiloc | Percorso Bassinaleval grigna   [...] Leggi di più...
22/01/2022A novembre 2021 l’ammissione al bando regionale riservato ai progetti di riqualificazione dei borghi storici, a giugno 2022 l’inizio dei lavori. Il Comune di Artogne si è aggiudicato, con il progetto “Piazze di Artogne. Una comunità tra pascoli e montagne”, un finanziamento a fondo perduto per 445mila euro, ai quali andranno ad aggiungersene altri 55mila dalle casse comunali. Il centro storico della frazione Piazze ha bisogno di essere sistemato: nella parte più antica del borgo, dove sono ancora conservati alcuni archi risalenti al XVI secolo, la pavimentazione necessita di un intervento di riqualificazione, così come un’antica fontana andrà recuperata. Si approfitterà dei lavori anche per rifare i sottoservizi e dotare il borgo di una nuova illuminazione. Il progetto non guarda solo al passato ma anche al futuro, con l’installazione, ad esempio, delle colonnine per la carica delle e-bike e la valorizzazione della sua posizione anche dal punto di vista turistico, dato che si collega a Montecampione, con una nuova segnaletica che racconterà la storia del borgo e le destinazioni raggiungibili dalla zona. Senza tralasciare la tradizione: a Piazze si celebra la sagra dei Pì Fasacc, che l’amministrazione vorrebbe mettere in risalto dandole una location più adeguata. Linda Bressanelli Sorgente: Piazze di Artogne, in estate i lavori per riqualificare il centro storico | Radio Voce Camuna   [...] Leggi di più...
21/01/2022Scarica la traccia GPS e segui il percorso su una mappa. Montecampione Autore marino.donati.55 Distanza 10,39 km Dislivello positivo 778 m Difficoltà tecnica Difficile Dislivello negativo 778 m Altitudine massima 2.050 m Trailrank 49 Altitudine minima 1.686 m Tipo di percorso Anello Tempo in movimento 3 ore 35 minuti Tempo 5 ore 29 minuti Coordinate 1825 Caricato 21 gennaio 2022 Registrato gennaio 2022 Altre informazioni ed immagini al link della sorgente: Wikiloc | Percorso Montecampione, Monte Muffetto, Corni del Diavolo   [...] Leggi di più...
21/01/2022Scarica la traccia GPS e segui il percorso su una mappa. Registra i tuoi spostamenti con l’app, carica il percorso e condividilo con la community. Autore Osvaldo Loca Distanza 7,03 km Dislivello positivo 252 m Difficoltà tecnica Medio Dislivello negativo 252 m Altitudine massima 1.875 m Trailrank 8 Altitudine minima 1.771 m Tipo di percorso Anello Tempo in movimento 2 ore 34 minuti Tempo 5 ore 19 minuti Coordinate 1265 Caricato 21 gennaio 2022 Registrato gennaio 2022 Sorgente: Wikiloc | Percorso Bassinale   [...] Leggi di più...
21/01/2022Tempo di bilanci per l’Asd Tav Lovere, l’unica associazione di tiro a volo tra il lago d’Iseo e le valli. Sabato 15 gennaio i soci si sono dati appuntamento a Montecampione, dove ha sede anche l’impianto di tiro, per l’assemblea annuale.  È stato il presidente Gianpietro Faustinelli a relazionare in merito all’attività svolta nel 2021, dove incertezze normative e regolamentari, obblighi di prevenzione e continui mutamenti di situazioni hanno creato oggettivi limiti al regolare andamento stagionale, ma senza pregiudicare il bilancio associativo e agonistico. Continua attenzione all’avviamento dello sport del tiro al piattello per i più giovani, alternanza di momenti agonisticamente più o meno rilevanti, gli interventi manutenzione effettuati per la buona conservazione dell’impianto, i rapporti con la Federazione Italiana Tiro a Volo, modifiche regolamentari dei campionati, sono stati i principali temi trattati dalla relazione del Presidente. SUL NUMERO IN EDICOLA DAL 21 GENNAIO Sorgente: SPORT – L’Asd Tav Lovere premia i suoi campioni con uno sguardo al centenario – Araberara   [...] Leggi di più...
21/01/2022Dal canale Youtube VIDEO SI rally, hillclimb & more Oggi andiamo nel bresciano alla Piancamuno Montecampione, insieme Walter Santus sull’opel Astra gr.A percorriamo il tracciato nelle prove e nella gara….buona visione…Video si Sorgente: https://www.youtube.com/watch?v=SVVhQXSL3no [...] Leggi di più...
20/01/2022Si sono svolte a Montecampione due gare del circuito provinciale per le categorie baby e cuccioli. Mentre lo sport è fermo quasi in toto lo sci riesce a proseguire la sua stagione. Alessandro Romele Sorgente: MONTECAMPIONE – Baby e cuccioli protagonisti a Montecampione – TeleBoario   [...] Leggi di più...
20/01/2022Dal canale Youtube Consorzio Montecampione Registrazione integrale dell’assemblea ordinaria del Consorzio Montecampione – 6 gennaio 2022 Sorgente: Assemblea ordinaria 6 gennaio 2022 – Consorzio Montecampione – – YouTube   [...] Leggi di più...
20/01/2022Pinocchio Sugli Sci, l’evento sciistico per bambini e ragazzi più prestigioso d’Italia nel 2022 spegne 40 candeline e torna con un ricco calendario tra sport e divertimento. È partita nel migliore dei modi la stagione invernale 2021-2022, con nevicate abbondanti in tutta Italia e tanta voglia di tornare a sciare dopo mesi di lontananza dalle piste. Sta per tornare anche Pinocchio Sugli Sci, la rassegna giovanile di sci alpino tra le 5 più importanti al mondo, e lo fa con un’edizione particolare: la numero 40! Erano gli inizi degli anni Ottanta quando in tutto il mondo si organizzarono iniziative di ogni genere per celebrare il centenario della pubblicazione de Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi: tra le tante manifestazioni culturali ce ne fu anche una di carattere sportivo, una gara di slalom e slalom gigante riservata ai bambini di età compresa fra sette e quattordici anni. A idearla era stato lo Sci Club Pinocchio di Pescia in collaborazione con la Fondazione Nazionale Carlo Collodi, gli enti turistici e istituzionali del territorio. Si trattava della primissima edizione di Pinocchio Sugli Sci, che quattro decenni dopo continua ad omaggiare il burattino più famoso al mondo e lo fa in grande stile, coinvolgendo ogni anno migliaia di atleti sia italiani che esteri. Pinocchio Sugli Sci è oggi una manifestazione sportiva tra le più celebri e rinomate del pianeta, ma è molto di più. “Il Pinocchio è ormai parte della storia sciistica italiana, ma rappresenta anche un momento di crescita per tanti piccoli atleti che per la prima volta si approcciano alle gare in un contesto agonistico di alto livello”, racconta Franco Giachini, presidente dello Sci Club Pinocchio e patron del Pinocchio Sugli Sci. “Piccoli sciatori che alle volte diventano grandi campioni, come è stato per Sofia Goggia, Federica Brignone, Lara Gut, Marta Bassino, Francesca Marsaglia, Irene Curtoni, Elena Curtoni, Petra Vlhová, Ilka Stuhec, Eva Maria Brem, Anna Veith-Fenninger, Viktoria Rebensburg, Clément Noël, Tina Weirather, Henrik Kristoffersen, Nina Løseth, Ivica Kostelić, Janica Kostelić, Max Blardone, Marcel Hirscher e tantissimi altri protagonisti del circo bianco di oggi e di ieri”. Non a caso nel 2017 la Regione Toscana ha insignito il Comitato Regionale Toscano FISI del prestigioso premio Pegaso per lo Sport, assegnato “per il lavoro svolto in favore dello sport giovanile, soprattutto per l’organizzazione del Pinocchio Sugli Sci”. Proprio la Regione ha ospitato la presentazione della 40° edizione, moderata da Stefano Baragli. Il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, sostenitore di lunga data della manifestazione, ha dichiarato: “Il Pinocchio è ormai parte integrante della tradizione sportiva italiana e rappresenta un’occasione di crescita per tanti piccoli sciatori. La Toscana deve essere fiera che questa importante manifestazione, che ormai si svolge in tutte le maggiori stazioni sciistiche italiane, sia stata ideata nel nostro territorio, sulle nostre montagne, ormai quattro decenni fa. È un evento che, nel tempo, ha lanciato molti atleti che in diversi casi sono diventati dei grandi campioni e che si è affermato come unico nel suo genere a livello mondiale”. Pinocchio Sugli Sci è sì sport, ma è anche un evento dalla forte capacità economica, che riesce a portare ogni anno un ingente indotto sia sulla Montagna Pistoiese che presso le bellissime località sciistiche che ospitano le numerose selezionali zonali. Ogni anno sono oltre 20 le selezioni che vedono i piccoli sciatori di tutta Italia contendersi l’accesso alla settimana di Finali Nazionali all’Abetone. La 40° edizione di Pinocchio Sugli Sci ha preso ufficialmente il via sabato 8 gennaio 2022 con le gare di selezione zonale in programma a Tesido (Bolzano) e proseguirà nelle settimane successive con le prova di slalom gigante delle categorie U9, U10, U11, U12, U14 e U16  a Courmayeur, Zoncolan, Sarius di Sopra, Ponte di Legno, Prato Nevoso, Santa Caterina, Passo San Pellegrino, Sassonetto – Passo Maddalena, Monte Pora, Nova Levante, Roccaraso, Bardonecchia, San Vito di Cadore, Montecampione, Gambarie d’Aspromonte, Cerreto, Piana di Vigezzo, Abetone, Monte Verena, Bardonecchia, Selvino, Campitello Matese, Tarvisio, Sappada e Piancavallo. Dal 27 marzo al 1° aprile 2022 andrà in scena all’Abetone (PT) il tradizionale appuntamento con le Finali Nazionali ed Internazionali, organizzate in collaborazione con SAF – Società Abetone Funivie e Comune di Abetone Cutigliano. Alla Fase Nazionale prederanno parte più di 1700 giovani atleti, i qualificati delle selezioni zonali provenienti da tutta Italia, si sfideranno per aggiudicarsi l’ambito Pinocchio d’Oro, assegnato ai vincitori delle categorie Baby e Cuccioli, e per i più grandi delle categorie Ragazzi e Allievi un posto nel Team Italia e la citazione nel prestigioso Albo d’Oro di Pinocchio. In fase di definizione le Finali Internazionali che tradizionalmente richiamano all’Abetone i migliori sciatori delle categorie Ragazzi e Allievi di tutto il mondo. La Fase Internazionale negli anni passati ha ospitato una media di 30/35 Nazionali estere: nell’ottica di realizzare una Finale totalmente in linea con le normative anti-Covid si sta organizzando l’ospitalità degli atleti stranieri con tutte le precauzioni del caso. Maggiori info seguiranno nelle prossime settimane. Per l’ottavo anno consecutivo Enel si conferma sponsor del Pinocchio sugli Sci, che in questo 40esimo anno assume un significato ancora più importante anche per la sua attenzione alla sostenibilità ambientale, attraverso la sinergia tra energia e sport. L’approccio sostenibile, secondo Enel, è l’unico in grado di orientare le scelte che riguardano il presente e il futuro, non solo nel settore energetico. Occorre una nuova visione in tutti gli ambiti dell’attività umana. In questo contesto, la Toscana può rappresentare un riferimento in termini di sviluppo sostenibile grazie alla geotermia, agli impianti idroelettrici, per non parlare dell’Innovation Hub, dei progetti di riqualificazione di ex siti industriali, dell’impegno per la diffusione della mobilità elettrica, dei servizi innovativi legati al vettore elettrico e del turismo sostenibile nei luoghi dell’energia. Si tratta di un’attività che fa parte del più ampio impegno aziendale a livello internazionale, che vede Enel tra i leader della transizione energetica secondo le linee guida della sostenibilità, dell’innovazione e dell’economia circolare. Da quest’anno Official Charity Partner della manifestazione è Dynamo Camp, Onlus che offre gratuitamente programmi di Terapia Ricreativa a bambini e ragazzi con patologie gravi o croniche e alle loro famiglie. Le attività sono offerte presso Dynamo Camp, luogo meraviglioso situato a Limestre (Pistoia), al limitare di un’Oasi affiliata WWF, e in ospedali, associazioni e Dynamo City Camp in numerose città. A Dynamo Camp in particolare verranno devoluti 2 € per ogni iscrizione alle selezioni e 4 € per ogni iscrizione alla Finale. Staff e volontari Dynamo saranno presenti in tutte le tappe per far conoscere il progetto. LE DICHIARAZIONI “La montagna pistoiese è pronta ad accogliere Pinocchio sugli sci – ha aggiunto l’assessore al turismo Leonardo Marras – che, oltre ad essere un’occasione di divertimento nel nome di uno dei personaggi della fantasia più conosciuti e amati al mondo, sarà anche una grande vetrina per richiamare sul territorio molti giovani sciatori insieme alle loro squadre e alle famiglie. Una bella opportunità per contribuire a rilanciare l’economia della montagna. Le risorse messe a disposizione da Stato e Regione per sostenere la montagna sono state utili per evitare il collasso. La Regione ha previsto ulteriori 3,8 milioni per rilanciare gli investimenti e migliorare l’offerta sulle piste da sci”. “Grazie a Pinocchio sugli Sci per supportare Dynamo Camp in modo concreto, contribuendo a far conoscere il progetto a un ampio pubblico” ha dichiarato Serena Porcari, CEO di Dynamo Camp. “Sentiamo una forte consonanza con Pinocchio sugli Sci, che come Dynamo raggiunge bambini e ragazzi sul territorio italiano. L’attività sportiva, inoltre, è centrale per il programma Dynamo, con un approccio senza competizione ma volto a divertire e dare fiducia in se stessi e nelle proprie capacità.” “Il sostegno del Gruppo Enel alla manifestazione – ha detto Emiliano Maratea, referente affari istituzionali e sostenibilità di Enel per la Toscana e l’Umbria – deriva da una visione comune di futuro che parla ai giovani e al mondo. Con questa iniziativa promuoviamo il dialogo sul tema dello sport ma anche dell’ambiente, da cui dipende il futuro del nostro pianeta. Il tempo che viviamo, oggi più che mai, ci fa comprendere che siamo tutti interdipendenti. Si tratta di una vera e propria lezione di sostenibilità planetaria da cui nessuno può più chiamarsi fuori. Ecco perché il cambiamento, che era già in atto, può e deve accelerare. Anche in questo caso una spinta decisiva, come sugli sci, può arrivare proprio dalle giovani generazioni”. Al fianco di Pinocchio Sugli Sci tante altre illustri realtà: i top sponsor Zentiva, Calvé, Cucciolone, Ariete e Nescafé, gli Official Sponsor Rossignol, San Benedetto AquaVitamin, Podhio – PDH e il Technical Partner Liski. L’immancabile burattino di legno e tutti i partner della manifestazione saranno tra i protagonisti del Villaggio Itinerante di Pinocchio. Presso l’oasi invernale gli atleti potranno rifocillarsi prima e dopo le gare in totale sicurezza grazie al protocollo anti-covid messo a punto dall’organizzazione. Il Villaggio farà tappa a Prato Nevoso (29 gennaio), Passo San Pellegrino – Moena (6 febbraio), Roccaraso (13 febbraio), San Vito di Cadore (19 febbraio), Cerreto (26-27 febbraio), Bardonecchia (1 marzo), Passo del Tonale (7-8 marzo), Piancavallo (19-20 marzo) e Abetone in occasione delle Finalissime (27 marzo – 1 aprile). L’organizzazione ringrazia per la collaborazione il Comune di Abetone Cutigliano, che è stata scelta per il 2022 come Città Toscana dello Sport e sarà protagonista di eventi e competizioni sportive. “Il Pinocchio sugli Sci rappresenta una tra le più importanti rassegne di sci giovanili a livello nazionale e internazionale e vedrà disputare la gara finalissima sulle piste dell’Abetone”, ha dichiarato il Sindaco di Abetone Cutigliano Marcello Danti. “Un importante segno di ripartenza dopo due anni difficili che ci deve fare ben sperare. Questa 40esima edizione è una occasione importantissima che porta a conoscere il nostro territorio migliaia di turisti. Ogni anno inoltre arrivano tantissime persone da tutto il mondo in compagnia dei giovani atleti che gareggeranno tra marzo e aprile. Un grande augurio per questo importante traguardo e un ringraziamento a tutta l’organizzazione che ogni anno realizza questa importante competizione”. “Sono tantissimi i grandi campioni dello sci di oggi che da ragazzi hanno partecipato a questa manifestazione”, ha dichiarato il consigliere del comune di Abetone Cutigliano e consigliere regionale Diego Petrucci. “Il Pinocchio sugli Sci è ormai una delle manifestazioni più importanti per il nostro territorio che permette ai ragazzi di conoscere le grandi piste del comprensorio dove una volta sciavano anche grandi campioni come Zeno Colò, Celina Seghi e Vittorio Chierroni. Quest’anno oltre a celebrare il grande traguardo dei 40 anni del Pinocchio sugli Sci, celebriamo anche il settantesimo anniversario della medaglia d’oro ad Oslo in discesa libera di Zeno Colò, nostro concittadino che ha portato a conoscere il nostro territorio in tutto il mondo. Il 2022 è quindi un grande traguardo per lo sci, proprio nell’anno di Abetone Cutigliano Capitale toscana dello sport.” L’organizzazione, curata da Sci Club Pinocchio Pescia, ringrazia anche Regione Toscana, FIS, FISI – Federazione Italiana Sport Invernali, Comitato Appennino Toscano FISI, CONI, Fondazione Nazionale Carlo Collodi e SAF per il supporto. Per tutte le info e il calendario aggiornato visitare il sito www.pinocchiosci.com. Sorgente: Pinocchio Sugli Sci: il programma della 40esima edizione – Corriere Nazionale   [...] Leggi di più...
20/01/2022Anche per l’estate 2016 garantito il servizio per turisti e non residenti. 6 le Ats coinvolte, ecco le località dove è stato autorizzato il servizio. “Anche quest’estate 2016 Regione sta garantendo l’assistenza sanitaria a turisti e non residenti che si trovano in 111 località turistiche della Lombardia. Circa 19.000 (18.997) sono le ore di lavoro messe a disposizione dal personale sanitario delle 6 Ats coinvolte: Bergamo, Brescia, Pavia, dell’Insubria, della Brianza e della Montagna”. Lo comunica l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera. NATURA DEL SERVIZIO – “Il medico in servizio – ha ricordato Gallera – oltre a eseguire le visite ambulatoriali e domiciliari e gli interventi di pronto soccorso, rilascia prescrizioni farmaceutiche, richiede indagini specialistiche, formula proposte di ricovero e rilascia certificati di malattia. Per chi ha visitato o visiterà le meravigliose località della Lombardia la sicurezza sanitaria è dunque assicurata”. Per l’estate 2016 il servizio è stato autorizzato per le seguenti località: ATS DI BERGAMO (36) – Bossico, Lovere, Solto Collina, Ardesio, Bratto Dorga, Castione, Della Presolana, Cerete, Clusone, Colere, Fino Del Monte, Gorno, Gromo, Onere, Parre, Premolo Rovetta, Schilpario, Songavazzo, Valbondione, Vilminore, Branzi, Piazza Brembana, Piazzatorre, San Pellegrino Terme, Val Serina, Rota Imagna, Locatello, Berbenno, Fuipiano Valle Imagna, Brumano, Corna Imagna, Roncola, San Bernardo, Costa Valle Imagna, Sant’ Omobono Terme, Selvino, Sarnico. ATS DI BRESCIA (16) – Limone sul Garda, Tremosine, Tignale, Gargnano, Toscolano, Maderno, Salò – Manerba del Garda, Desenzano del Garda, Sirmione, Idro, Bagolino, Ponte Caffaro, Iseo, Marone, Zone, Sulzano – Monteisola. ATS DELL’INSUBRIA (7) – Bellagio, Caglio, Canzo, Magreglio, Valbrona, Barni, Sormano. ATS DELLA BRIANZA (16) – Abbadia Lariana, Ballabio, Barzio, Bellano, Casargo, Carenno, Cremeno, Colico, Esino Lario, Introbio, Lierna, Moggio, Oliveto, Lario, Perledo, località Piani Resinelli, Varenna. ATS DI PAVIA (4) – Salice Terme, Brallo di Pregola, località Pietragavina del Comune di Varzi, località Pian del Poggio del Comune di Santa Margherita Staffora Romagnese. ATS DELLA MONTAGNA (33) – Livigno, Bormio, Valfurva, Valdidentro, Aprica, Teglio, Chiesa in Valmalenco, Caspoggio, Lanzada, Madesimo, Campodolcino, Cevo, Saviore, Ossimo, Lozio, Edolo, Corteno Golgi, Temù, Vezza d’Oglio, Vione, Ponte di Legno, Tonale, Pisogne, Montecampione (Artogne – Piancamuno), Angolo Terme, Darfo Boario Terme, Borno, Domaso, Dongo, Lanzo d’Intelvi, Menaggio, Porlezza, S. Fedele Intelvi. Sorgente: Guardie mediche turistiche, 19 mila ore di lavoro in 112 località – Montagne & Paesi [...] Leggi di più...
19/01/2022Buongiorno, abbiamo il piacere di comunicare le iniziative proposte dal Gruppo VerticalMonte per la stagione invernale: quattro giornate in ambiente montano dedicate al mondo dello scialpinismo e della sicurezza guidate dalla GUIDA ALPINA e MAESTRO DI ALPINISMO ROBERTO PAROLARI. Tutte le attività saranno svolte nel pieno rispetto delle normative anti Covid-19. I partecipanti dovranno essere dotati dei propri Dispositivi di Protezione Individuale. Obbligo ARTVA, pala e sonda (previo preavviso possibilità di noleggio a € 15,00). – 5 febbraio SICUREZZA SULLA NEVE – STAGE DI AUTOSOCCORSO IN VALANGA E UTILIZZO DI ARTVA PALA E SONDA Giornata rivolta a tutti i frequentatori dell’ambiente innevato: sci alpinisti o amanti delle ciaspole che vogliono approfondire i problemi legati all’instabilità del manto nevoso facendo in modo che una piacevole giornata sulla neve non si trasformi in una situazione difficile da gestire. – 12 febbraio APPROCCIO ALLO SCIALPINISMO – PER CHI SI VUOLE APPROCCIARE O APPROFONDIRE LE TECNICHE DI SALITA DISCESA Giornata in cui verranno trattate le tecniche di salita e di discesa, la destinazione della giornata sarà in funzione delle condizioni niveo/meteo. – 19 Febbraio SCIALPINISMO TOUR E FUN – GITA CON SALITA E DISCESA (LIVELLO FACILE) Giornata dedicata allo scialpinismo in ambiente. Percorreremo un facile itinerario affinando le tecniche di salita e discesa. – 26 Febbraio SCIALPINISMO TOUR E FUN – GITA CON SALITA E DISCESA (LIVELLO MEDIO) Giornata dedicata allo scialpinismo in ambiente. Percorreremo un itinerario di medio livello affinando le tecniche di salita e discesa. Per ulteriori dettagli: https://www.consorziomontecampione.it/Eventi/Calendario Per le iscrizioni: Consorzio Montecampione Tel. 0364560188 info@consorziomontecampione.it Per info tecniche: Guida Alpina Parolari Roberto tel. 030/833415 – cell. 335/8339653 – info@guidaalpinarobi www.guidaalpinarobi.it – LEZIONI DI YOGA Visto il grande successo, VerticalMonte ha deciso di proseguire le lezioni di Yoga con la teacher Sara Lazzati nei weekend di gennaio e febbraio. CONTATTARE L’INSEGNANTE PER INFO E PRENOTAZIONI La partecipazione è GRATUITA. Le lezioni si svolgeranno presso la Sala Mostre in Piazzetta. Per normativa Covid sarà richiesto il Green Pass per accedere alla sala e ognuno dovrà portare il proprio tappetino. Per garantire l’adeguato distanziamento sarà necessario riservare il proprio posto. Abiti comodi, qualcosa di caldo da indossare durante il rilassamento e stomaco vuoto! Sara 340 97 16 885 yogateachersara@gmail.com DESCRIZIONE CORSI Cordiali saluti. Ufficio Stampa del Consorzio Montecampione via Panoramica 61 – 25050 Pian Camuno (BS) tel. 0364/560188 – fax 560948 web: www.consorziomontecampione.it mail: ufficiostampa@consorziomontecampione.it   [...] Leggi di più...
19/01/2022Dal canale Youtube Più Valli Tv Pista perfetta per 400 concorrenti grazie all’ottima preparazione dello staff tecnico di Montecampione Ski Area che ha consentito lo svolgimento della gara in regolarità e sicurezza per tutti. Sorgente: LA STAGIONE CONTINUA IN SICUREZZA – YouTube   [...] Leggi di più...
19/01/2022Comunichiamo che per il momento sono sospese le serate skialp per le risalite notturne. La pista sarà riservata per l’allenamento serale, dalle 17:00 alle 19:00, degli sci club. Confidiamo nella massima collaborazione di tutti voi! Sorgente: Avviso – serate skialp – Montecampione   [...] Leggi di più...
19/01/2022Questa domenica 16 gennaio lo sci club Rongai ha organizzato a Montecampione una doppia gara di slalom speciale per la categoria pulcini, baby e cuccioli, del circuito provinciale Fisi di Brescia: l’ottima preparazione della pista ha consentito ad oltre 400 concorrenti di gareggiare in condizioni perfette in tutta sicurezza. Soddisfatti, dunque, organizzatori, tecnici e dirigenti della Fisi: quando una gara ha un andamento positivo, rispetta i regolamenti tecnici e quelli della sicurezza, e si conclude senza incidenti ha già vinto il proprio podio. Francesco Gheza Sorgente: +Valli TV – PULCINI COME AQUILE A MONTECAMPIONE   [...] Leggi di più...
18/01/2022Trecento chilometri di piste, innumerevoli idee per vacanze nella natura incontaminata L’aria pura, i suoni attutiti, i panorami mozzafiato, l’accoglienza autentica, i sapori genuini sono gli ingredienti per una vacanza invernale senza pari sulle montagne bresciane, dove la neve è divertimento e relax in una cornice di natura incontaminata e di amplissimi spazi, mai troppo affollati. I 7 comprensori sciistici della provincia (Pontedilegno-Tonale, Maniva Ski, Borno Ski Area, Montecampione, Val Palot, Aprica-Corteno Golgi, Piana del Gaver) permettono a ciascuno di vivere la montagna invernale secondo la propria indole e le proprie passioni, dalla discesa al fondo, dallo scialpinismo allo snowboard, dalle attività adrenaliniche a quelle slow. Non solo sci – La provincia di Brescia ospita 300 i chilometri di piste e offre tante proposte  oltre agli sport bianchi più tradizionali: provare l’ebbrezza dello sleddog, passeggiare nei boschi innevati con le ciaspole, avventurarsi fuori dai sentieri più battuti in sella a una motoslitta di ultima generazione o seguendo panoramici itinerari di sci alpinismo. Non dimenticando che con 171.000 ettari di bosco, Brescia vanta il territorio con la più grande superficie boschiva della Lombardia, cornice ideale per vivere anche d’inverno una vacanza all’aria aperta in mezzo alla natura, vero toccasana soprattutto in questo periodo che si passa troppo tempo al chiuso e con poco ricambio d’aria. Al chiaro di luna – Ciaspolate e sciate in notturna sono un’avventura veramente unica per tuffarsi nella magia dell’inverno nel silenzio più assoluto, sotto un cielo di stelle o una soffice nevicata.  Adrenalinica è la discesa sulla Superpanoramica del Baradello nel comprensorio Aprica-Corteno Golgi, la pista illuminata più lunga d’Europa: lunga 6 km, è aperta alternativamente agli appassionati di discesa (quindi funziona anche l’impianto di risalita) o a quelli di scialpinismo e ciaspole (è solamente illuminata), secondo un calendario consultabile sul sito di apricaonline. Passeggiate guidate con le ciaspole e sciate sotto le stelle si possono fare poi nel comprensorio Pontedilegno-Tonale ( dove vengono organizzati  anche tour notturni in motoslitta con cena in rifugio, dove si gustano i migliori piatti tradizionali della montagna accompagnati da eccellenti vini bresciani e da grappe artigianali), nella zona del Maniva e sui monti di Borno. Sleddog, slitte, pattini –  Come nel Grande Nord, provare l’ebbrezza di guidare una slitta trainata da una muta di Alaskan Husky: a proporlo è il team di Maniva Sleddog, che ha tracciato un emozionante percorso panoramico tutto curve, dolci saliscendi e divertenti varianti miste, fra i boschi e le radure innevate del monte Maniva. L’esperienza del “Battesimo allo Sleddog” è alla portata di tutti: prima di partire viene impartita una breve introduzione ai comandi principali che bisogna assolutamente conoscere per condurre la slitta e poi via da soli in totale sicurezza, sempre seguiti dal team di istruttori, che carica sulla sua motoslitta eventuali bambini (dai 3 agli 8 anni). Per far divertire i più piccini su bob e slitte in totale sicurezza, lontano da ogni pericolo, ideali sono le attrezzatissime aree ad essi dedicate, come il Fantaski Tonale e il Campo scuola bob di Maniva Ski, dove fra l’altro si può anche noleggiate tutta l’attrezzatura in loco. Divertente per bambini e adulti è scivolare con leggerezza sui pattini: a Borno lo si può fare con qualsiasi condizione metereologica, sulla pista pattinaggio coperta di località Dassa. Elicottero e arrampicate sulle cascate ghiacciate – Librarsi nell’aria e abbracciare dall’alto il panorama delle montagne innevate: un’esperienza indimenticabile che si può fare salendo a bordo di un elicottero. Tour in elicottero, organizzati con partenza dall’eliporto di Temù in Alta Valle Camonica, offrono la possibilità di contemplare le cime innevate dell’Adamello e le piste del comprensorio Pontedilegno-Tonale da una prospettiva decisamente unica. Sempre per un inconsueto punto di vista dall’alto, le arrampicate sulle cascate di ghiaccio sono sicuramente fra le attività invernali più impegnative ed eccitanti : ce ne sono di bellissime  in Valle Sabbia, dove – con l’assistenza di guide qualificate – si può provare ad arrampicarsi  con corde e ramponi su queste straordinarie e scenografiche palestre naturali, un’attività riservata ai supersportivi e a chi è ben preparato in questa disciplina. Fat bike, snowkite e  sci alpinismo – Il comprensorio Pontedilegno-Tonale è una vera fucina di idee per vivere la montagna invernale all’insegna dello stupore e dell’entusiasmo. Tra le esperienze adrenaliniche di tendenza, riflettori puntati quest’inverno  sulle fat bike, a cui sono dedicate ben due piste riservate per pedalare sulla neve fresca e affrontare ripidi pendii in sicurezza. Di grande successo anche lo snowkite, inedita accoppiata vela più sci o snowboard che permette di scivolare sul manto innevato lasciandosi guidare dal vento. Il tutto con il supporto degli istruttori della Nikite Snowkite School, una delle principali scuole italiane di questa disciplina. Chi invece ama immergersi nella natura, lontano da tutti, trova sulle montagne bresciane panoramici itinerari dove praticare lo sci alpinismo con la dovuta prudenza e con l’attrezzatura adeguata prevista dalle recente normativa. Nella Borno Skiarea, vari stupendi percorsi collegano i diversi comuni dell’Altopiano del Sole: uno dei più famosi ed apprezzati è quello che da Borno conduce al Passo Varicla a 2097 metri d’altitudine. La sezione locale del CAI organizza escursioni di varia difficoltà in compagnia di esperti che trasformeranno una giornata sulla neve in una vera e propria esperienza, unica e indimenticabile. Dormire in un igloo –  Salire in alta quota, godersi una meravigliosa giornata di sci sulla neve sfruttando i 100 chilometri di piste in uno dei panorami più belli delle Alpi e, invece di riscendere a valle all’imbrunire, trasformare la notte in un’esperienza onirica da ricordare a lungo: sul Ghiacciaio Presena, nel comprensorio Pontedilegno-Tonale, a 2.750 metri di altezza, sono state create accanto al Rifugio Capanna Presena 3 lussuose camere-igloo dotate di ogni comfort (e una originale cantina di ghiaccio) che offrono l’emozione di  vivere in modo totalizzante il rapporto con la neve e la montagna. Ideate dallo scultore Ivan Mariotti e dal suo team, sono delle vere opere d’arte “temporanea”, dato che saranno fruibili solo fino a primavera quando inevitabilmente si scioglieranno. La temperatura interna delle stanze è sui 4 gradi e i letti sono  rigorosamente di ghiaccio: sulla loro base vengono posti un materasso in pvc, una coperta per isolare termicamente e un normale materasso. Su di esso viene poi collocato un piumino inserito dentro a calde coperte di flanella. Il risultato è straordinario: dormire all’interno dell’igloo, anche grazie alla suggestiva illuminazione assicurata da lampade a led, risulta comunque molto confortevole. Tanto più che gli ospiti hanno a disposizione i servizi di alto livello dell’adiacente Capanna Presena, totalmente ristrutturata e con una bella SPA. Qualità&prezzo – Una vacanza nei comprensori sciistici bresciani concilia qualità e prezzo, impianti di risalita all’avanguardia e skipass accessibili. Per saperne di più, basta consultare il sito neve.visitbrescia.it. Chi si iscrive alla newsletter, oltre a ricevere informazioni utili, riceve uno sconto del 10% per l’acquisto di uno skipass valido per un giorno in ogni comprensorio aderente, fino alla chiusura degli impianti della stagione 21/22. Per maggiori informazioni: www.visitbrescia.it Sorgente: Montagna bresciana, neve o relax, sempre indimenticabile [...] Leggi di più...
18/01/2022Si presenta al cancelletto di partenza lo sci del CSI Vallecamonica. Ad inaugurare il circuito sciistico camuno la gara organizzata dagli Amici della sci di Ono San Pietro domenica 23 gennaio a Montecampione. La località sciistica ospiterà anche le altre due prove del campionato in programma domenica 27 febbraio e domenica 6 marzo. Poi, a conclusione della stagione targata CSI, i campionati nazionali in calendario dal 17 al 20 marzo prossimi. La prova inaugurale sarà anche l’occasione per ricordare Andrea e Davide, i due fratelli di Ono San Pietro vittime della violenza del padre. Da otto anni il gruppo sportivo del paese li ricorda con una manifestazione di sci inserita quest’anno, come è già avvenuto in passato, nel calendario del CSI Vallecamonica. Sarà quindi, oltre che ad un emozionante momento di sport, anche un’occasione per riflettere su ogni tipo di violenza in particolare su quella famigliare ed extra famigliare subita da bambini e donne. Il programma della manifestazione prevede il ritrovo dei concorrenti alle ore 8:00 per il ritiro dei pettorali, quindi la ricognizione dello slalom gigante tracciato da Maria Cristina Frassi dalle 9:15 alle 9:45 e il via alle discese alle ore 10:00. Un’ora dopo il termine della gara, disputata sulle pista Fodestal, gli organizzatori premieranno tutti gli atleti delle categorie giovanili e i primi tre di tutte le altre categorie. Il Trofeo “Davide Patti” sarà assegnato al primo classificato della categoria Baby mentre quello intitolato al fratello Andrea verrà consegnato al primo Cucciolo. Il regolamento del campionato di sci del CSI camuno prevede nove categorie: Baby m/f nati dal 2012 al 2013, Cuccioli m/f nati nel 2010 e 2011, Allievi-Ragazzi m/f nati nel 2006 e 2009, Giovani-Juniores m/f nati nel 2001s e 2005, Lady f nati dal 1991 al 2000, Seniores m nati dal 1987 al 2000, Veterani m nati dal 1971 al 1986, Super Lady f nati dal 1990 e precedenti e Pionieri m nati dal 1970 e precedenti. Le iscrizioni alla gara dovranno essere effettuate on line entro e non oltre le ore 22.00 di venerdì 21 gennaio. Sorgente: CSI Vallecamonica – Lo sci al via nel ricordo di Davide e Andrea   [...] Leggi di più...
17/01/2022Val Palot e Montecampione hanno fatto registrare nel fine settimana un’affluenza consistente di turisti La strettoia imposta dalle misure anti-contagio, non sembra aver offuscato l’appeal delle piccole «oasi» sciistiche della provincia di Brescia. È stato un week end da sold out (nel limite dei flussi concessi dalle norme contro li assembramenti) nella bassa Valcamonica. Montecampione e la Val Palot, complice l’innevamento artificiale, sono state teatro delle gare organizzate dagli sci club e della presenza di appassionati, che hanno sfruttato le piste godendosi relax e sport. C’è stato chi si è regalato l’ebrezza delle acrobazie sullo snowboard, altri hanno inforcato le ciaspole per suggestive escursioni, ma la maggioranza ovviamente si è dedicata sci sfruttando una delle piste più appassionanti del comprensorio bresciano, spesso teatro degli allenamenti degli azzurri. La stragrande maggioranza ha – nel pieno rispetto delle regole, sotto la stretta sorveglianza di Protezione Civile e dipendenti delle società interessate – speso bene il proprio tempo in quota. Anche in questo inizio di nuovo anno, la paura del Covid rimane, anche se sono in molti a pensare che all’aria aperta il problema sia limitato. «Voglio credere che, seguendo le regole, il nemico si possa sconfiggere o per lo meno limitare– afferma un papà arrivato dalla città per accompagnare i figli alla prima sciata della stagione – e spero che si possa tornare al più presto alla normalità. Nell’attesa proviamo a non rinunciare alpiacere di una discesa anche si siamo consapevoli di dover osservare la massima prudenza». «Per noi è la prima volta sulla neve – ammettono tre amici saliti a Montecampione dal milanese – e qui è davvero come ce lo avevano descritto: bellissimo e soprattutto tranquillo. Niente caos, niente assembramenti. Bene così». «Paura? No – risponde un 20enne del Sebino sul suo snowboard – ma rispetto. Sia per la salute del prossimo che per la mia. Armiamoci di dispositivi e sopportiamo. Prima o poi dovrà passare». «I controlli ci sono – afferma una sciatrice salita in quota dalla città di Bergamo – e questo è rassicurante. È importante che ognuno faccia la sua parte, per non ritrovarci chiusi come lo scorso anno». Sia la Val Palot che Montecampione hanno attirato anche l’attenzione dei tanti sci club del nord Italia: si sono svolte alcune gare dedicate alle diverse categorie, dai più piccoli agli esordienti ed ai giovanissimi. «Ci stiamo impegnando a fondo – ha sottolineato Nicoletta Merighetti, della Val Palot Ski – per riuscire a mantenere alta la qualità del servizio, e potere organizzare le gare, soprattutto per i più giovani. Fino ad ora sta andando molto bene, speriamo continui così» Nel fine settimane le società hanno allestito un efficiente e oneroso apparato per garantire il rispetto dei protocolli anticovid e assicurare il corretto svolgimento delle prove. Uno sforzo che ha incentivato l’afflusso degli sciatori. Alessandro Romele Sorgente: Piste da sci, la rivincita degli impianti di nicchia | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
17/01/2022Fino al 10 aprile 2022 Trenord consente di andare a sciare nelle diverse località di montagna della regione senza dover prendere l’automobile. L’idea è quella di trascorrere una o più giornate sulla neve, acquistando dei pacchetti speciali: treno + navetta + skipass. L’offerta è valida per i principali comprensori lombardi: Aprica, Montecampione, Pontedilegno-Tonale, Valmalenco. Il pacchetto comprende un viaggio di andata e ritorno sui treni Trenord da tutta la Lombardia fino alla stazione ferroviaria più vicina al comprensorio desiderato, la navetta dalla stazione agli impianti, lo skipass o le ciaspole (solo a Valmalenco). Chiara Carlini Sorgente: In Lombardia tornano i treni della neve per andare a sciare – Secret Milano   [...] Leggi di più...
17/01/2022Non solo Pontedilegno-Tonale: anche le piste della Val Palot e di Montecampione Ski Area sono meta di numerosi appassionati di sci che, nel pieno rispetto delle norme anti-contagio, affollano i comprensori nei weekend per fare qualche discesa e respirare un po’ di aria pulita. E’ successo anche nel fine settimana appena trascorso, quando i due comprensori hanno visto un buon afflusso di persone: tutte, ovviamente, dotate di mascherina e rispettose delle regole imposte, ma con meno ansia grazie al fatto di poter stare all’aria aperta. Protezione Civile e dipendenti delle due società hanno presidiato le piste, ma non si sono verificati disordini di alcun tipo. Le piste hanno accolto anche gli Sci Club provenienti da varie parti del Nord Italia, che hanno partecipato tramite i loro atleti alle gare organizzate per le categorie che vanno dagli Esordienti ai Giovanissimi. Un protocollo, quello messo in pratica, che ha quindi permesso al tempo stesso lo svolgimento delle gare agonistiche e l’accoglienza di chi, invece, ha desiderato trascorrere due giorni sulla neve per passione. Paolo Sutera Sorgente: Fine settimana di sci affollato (ma in sicurezza) in Val Palot ed a Montecampione | Radio Voce Camuna   [...] Leggi di più...
16/01/2022Codice gara 43105 Gara di Slalom Speciale CIRCOSCRIZIONE BS – PULCINI Livello: Regionale Organizzatore: 02407 – S.C. RONGAI PISOGNE A.S.D. Località: MONTECAMPIONE Gestore: C.R. ALPI CENTRALI RISULTATI GARA 1 Maschile Femminile Maschile Femminile RISULTATI GARA 2 Maschile Femminile Maschile Femminile Maggiori informazioni alla pagina FISI della gara: Fisi.org Sorgente: Risultati delle due Gare FISI per Cuccioli e Baby a Montecampione – Trofeo Binetti Cablaggi – Sci Club Rongai   [...] Leggi di più...
16/01/2022La splendida giornata di sole: il clima mite con una temperatura intorno ai 10 gradi ha favorito le passeggiate. Le piste di Montecampione e Val Palot hanno fatto registrare grandi numeri Alessandro Romele Sorgente: MONTECAMPIONE – Sole in Valle e sul Lago: pienone sulle piste – TeleBoario   [...] Leggi di più...
16/01/2022Scarica la traccia GPS e segui il percorso su una mappa. Registra i tuoi spostamenti con l’app, carica il percorso e condividilo con la community. Autore giovannisarto77 Distanza 13,78 km Dislivello positivo 813 m Difficoltà tecnica Medio Dislivello negativo 881 m Altitudine massima 1.802 m Trailrank 8 Altitudine minima 981 m Tipo di percorso Solo andata Tempo 6 ore 6 minuti Coordinate 5302 Caricato 16 gennaio 2022 Registrato gennaio 2022 Sorgente: Wikiloc | Percorso Piazze – Piazze   [...] Leggi di più...
15/01/2022El próximo 23 de enero estará disponible en las librerías del país ‘¡Colombia es pasión!’, el libro en el que el periodista Matt Rendell destaca a “la generación de ciclistas que cambió a Colombia y al Tour de Francia”. Diario Criterio comparte el fragmento del capítulo sobre el Giro de Italia de 2014. El 17 de abril del 2014 murió Gabriel García Márquez en Ciudad de México. El autor de Cien años de soledad y El amor en los tiempos del cólera, entre otras obras maestras de un estilo que llegó a conocerse como realismo mágico, pero que en realidad era la concentración de todo lo colombiano, murió a los ochenta y siete años. Es cierto que había vivido en el extranjero desde la década de 1960 y que la enfermedad de Alzheimer había devastado su extraordinaria mente, pero cuando el presidente Santos lo llamó “el colombiano más grande que haya existido”, casi nadie estuvo en desacuerdo. Su muerte eliminó una figura unificadora dentro de una nación polarizada. Catorce ciclistas colombianos llevaron el luto de su nación al Giro en mayo y le dieron a su país su mejor actuación en una carrera por etapas, sin importar que los fanáticos estuvieran divididos entre Nairo Quintana y Rigoberto Urán. El país estaba dividido en casa también. Con Ecuador al sur y Venezuela al oriente, Colombia estaba acorralada por regímenes de izquierda indulgentes con las FARC. Los presidentes Hugo Chávez y, después de su muerte en 2013, Nicolás Maduro, habían logrado poner de rodillas a Venezuela, rica en petróleo, pero seguían siendo aliados potenciales de las FARC y rara vez dejaban pasar una oportunidad para agravar los problemas de Colombia. Cuando el expresidente Uribe se convirtió en senador en marzo del 2014, empezó su primer discurso: “Estamos aquí para enfrentar el riesgo del castrochavismo”. El término, acuñado por la oposición venezolana, jugó con los temores generalizados en Colombia. Incitados por informes falsos en las redes sociales, muchos llegaron a creer que el líder de los paramilitares, el sediento de sangre Carlos Castaño, había estado actuando bajo el mando directo del presidente Uribe, o que el presidente Santos era en realidad un infiltrado guerrillero conocido como alias Santiago. *** El 22 de mayo Rigoberto ganó la contrarreloj individual de Bardonecchia a Barolo y se convirtió en el primer colombiano en vestir la maglia rosa de líder del Giro, o la camiseta rosada. Nairo terminó la etapa en sexto lugar en la general, a un segundo de los tres minutos y medio del ritmo de su compatriota. Había tenido una gripa y una infección en un oído, si bien durante el penúltimo fin de semana del Giro había mostrado signos de recuperación. En la decimocuarta etapa a Oropa, recuperó veinticinco segundos sobre Urán. Al día siguiente, en Montecampione, recuperó veinte más. Aun así arrancó la decimosexta etapa, que iba desde Ponte di Legno al pie del monumental Passo di Gavia, hasta Val Martello en el parque nacional Stelvio, a dos minutos y cuarenta, en un lejano quinto lugar en la general. Era la etapa que Nairo había estado esperando: corta, de ciento treinta y nueve kilómetros, tremendamente montañosa y después de un día de descanso tan frío y húmedo que muchos ciclistas no se atrevieron a salir. Nairo había pasado gran parte del día en cama, recuperándose de su enfermedad y de un golpe en la cadera que había sufrido la semana anterior. Una etapa que iba por la misma ruta (al norte hasta el puerto de Gavia, al oriente y hacia arriba hasta el imponente Stelvio, a 2758 metros sobre el nivel del mar, antes de completar la herradura en una subida final de 22,35 kilómetros hasta el elevado valle de Val Martello o Martelltal) había sido cancelada el año anterior debido al frío. Esta vez volvió a hacer frío y había humedad al inicio de la etapa, además de una cierta incertidumbre acerca de si se podría desarrollar como estaba previsto. Nairo les dijo a sus compañeros: “Por lo que a mí respecta, se hace, yo voy a correr, y ustedes también. Este es el día en el que ganamos el Giro d’Italia. Esta etapa es nuestra”. En el Gavia atacaron tres colombianos: Chalapud, Pantano y Arredondo. Detrás de ellos los compañeros de Nairo ponían el ritmo. Siete kilómetros antes de la cima los compañeros de Urán, Thomas de Gendt y Serge Pauwels, perdieron terreno. Su equipo ya se había empezado a desmoronar. Aproximadamente a las tres y quince de la tarde, con el grupo maglia rosa a seis kilómetros de la cima del Stelvio, el radio de la carrera daba indicaciones. La parte superior del paso estaba cubierta por una espesa niebla helada, por lo que las motocicletas de la organización de la carrera señalarían las posiciones de las primeras seis curvas en herradura con banderas rojas. Mientras esas banderas estuvieran afuera, no se podría adelantar. El mensaje en italiano no hacía ninguna referencia a una neutralización de carrera; es posible que las traducciones en inglés y francés lo hayan hecho, si bien no existe ninguna grabación. La página de la carrera en Twitter ciertamente lo hizo, pero no era un canal oficial de información. La nieve empezó a caer sobre los corredores a 3,3 kilómetros de la cima. El frío se intensificó. Mientras el pelotón se acercaba a la punta de carrera, Dario Cataldo del Team Sky atacó desde el grupo delantero. Arrieta había puesto a su personal de apoyo a un kilómetro y medio antes del paso, para equipar a sus corredores con ropa para el frío. A Gorka Izagirre se le encargó que se asegurara de que Nairo estuviera bien alimentado y vestido adecuadamente para el descenso. En la cima, a 68,7 kilómetros del final de la etapa, Cataldo cogió los puntos de montaña y siguió adelante. El corredor francés Alexandre Geniez se detuvo en el paso para ponerse una gruesa chaqueta de invierno. Los ciclistas del AG2R Alexis Vuillermoz y Hubert Dupont persiguieron a Cataldo, posicionándose para ayudar a su compañero de equipo Domenico Pozzovivo, a solo dos segundos de Nairo en la clasificación general, en el valle abajo, mientras Pantano atrapaba a Vuillermoz y Dupont en el descenso y continuaban juntos. El escalador francés Pierre Rolland, quien había empezado la jornada octavo en la general, a cuatro puestos y dos minutos veintisiete segundos por detrás de Nairo, iba de noveno y se lanzó en el descenso. Muy por delante de él, Cataldo arrasaba con cada curva. Durante unos minutos no hubo imágenes de la carrera. Como cuenta Arrieta: Gorka Izagirre se detuvo en la montaña para ponerse ropa abrigada. Se puso detrás del grupo y empezó a narrar por radio lo que veía en su descenso: —Acabo de pasar a tal, estaba congelado. Acabo de pasar a tal otro, estaba destrozado. —¿Y dónde está Nairo? —Más adelante. —Le dije: “Tira en el valle y Nairo hará el ascenso solo”. A mitad de camino Gorka se acercó a Nairo y le dijo: “Vamos. Están acabados”. Los helicópteros de televisión revoloteaban bajo las nubes, a la espera. A diez kilómetros en el descenso apareció un grupo de siete corredores. Allí estaba Nairo con dos compañeros: Izagirre y Andrey Amador. No había motos ni banderas rojas. Si había habido algún tipo de neutralización claramente ya no seguía. La cámara del helicóptero se desplaza hacia arriba. El líder de la carrera, Rigoberto Urán (notorio por la cinta rosa del manubrio) está a dos curvas, o a solo cuarenta y cinco segundos por detrás. Quedan 57,5 kilómetros de etapa. A las tres y cincuenta y ocho de la tarde, cuando el líder de etapa, Cataldo, llevaba descendiendo unos doce kilómetros, el Twitter de la carrera emitió una corrección: Comunicazione sbagliata: nessuna neutralizzazione della discesa dallo Stelvio. Scusateci per l’informazione sbagliata. Grazie. #giro. Comunicación errónea: no hubo ninguna neutralización en el descenso del Stelvio. Disculpen la información incorrecta. Gracias. #giro 15:58–27 de mayo de 2014. Amador se había quedado en el descenso. Al final de la bajada, con cuarenta y cuatro kilómetros restantes, Nairo y Gorka Izagirre seguían adelante con el ganador del Giro del 2012 Ryder Hesjedal (undécimo en la general a seis minutos cuarenta y cuatro segundos), Pierre Rolland y Romain Sicard, compañeros franceses del Europcar, y Matteo Rabottini, el Rey de las Montañas de hacía dos años. Con 40,5 kilómetros por recorrer, Cataldo lidera con 44 segundos sobre Vuillermoz, Dupont y Pantano, con el grupo de Nairo a 1 minuto y 21 segundos más atrás. La brecha crucial entre Nairo y la maglia rosa es de dos minutos exactos: Urán sigue liderando la general por cuarenta segundos. Siete kilómetros más tarde, a pesar del trabajo de los dos gregarios, Izagirre y Sicard, la diferencia se ha reducido a un minuto cincuenta. Cuando el grupo de Nairo atrapa a Vuillérmoz, Dupont y Pantano, quedan veinticinco kilómetros de etapa. Sicard, acabado, se queda. Izagirre toma el relevo en la parte delantera durante cinco kilómetros más. La última subida comienza con 22,35 kilómetros por recorrer, con una pendiente poco exigente del 3,4 por ciento. A 21,8 kilómetros de la meta, al pie de la subida final, la ventaja es de 1 minuto con 42 segundos. A veinte kilómetros del final, Gorka Izagirre ya ha dado todo lo que ha podido. Dejándolo en el camino, Pantano se hace cargo de la punta, corriendo por su antiguo compañero de equipo. Mientras tanto, al frente del grupo maglia rosa, Urán no tiene más gregarios y el de Aru, Mikel Landa, es quien marca el ritmo. Nairo se pone al frente de su grupo con 18,9 kilómetros por recorrer. Aparte de dos breves intermedios, correrá el resto de la etapa en la delantera, sabiendo que sus compañeros de fuga, esperando una victoria de etapa, no cooperarán. Inexpresivo, absorto en su tarea, avanza como si fuera solo. Cataldo es atrapado con diecisiete kilómetros restantes en la etapa. A 13,7 kilómetros del final, la ventaja de Nairo sobre la maglia rosa se ha reducido a 1 minuto con 33 segundos. Urán está en medio de un gran grupo perseguidor que incluye a Pozzovivo y a sus compañeros de equipo, Dupont y Vuillermoz, quienes trabajan al frente del grupo. Todavía tiene sesenta y siete segundos de ventaja en la carrera. A partir de ese momento, Nairo le gana unos diez segundos por kilómetro al grupo maglia rosa. 12 km para el final: 1m 53s. 11 km: 2 min 03 s. 10 km: 2 min 16 s. 9 km: 2 min 26 s. 8 km: 2 min 35s. Rigo se pasa al frente de su grupo, con Kelderman a su rueda. 7 km: 2 min 37 s (si bien los cambios pueden haber confundido al sistema de cronometraje automático). 6 km: 3 min 10 s. Por primera vez Nairo lidera la carrera en la general. 5,3 km: en una curva pronunciada a la izquierda, Rolland, quien ya no puede seguir el paso de Nairo, pierde contacto. 5 km: 3 min 19 s. Faltan 4,3 km: en un tramo llano junto a un lago, aparece por primera vez Hesjedal y Nairo se monta a su rueda. 4 km: 2 min 56 s (de nuevo es posible que el sistema de cronometraje automático no haya funcionado bien en este momento). 3 km: 3 min 15 s. 2 km: 3 min 16 s. 1 km: 3 min 18 s. En el tramo más duro de la subida, con una pendiente de 11,2 por ciento, Nairo se para sobre los pedales y se aleja de Hesjedal. Con la cabeza abajo corre hacia la línea de meta. Hesjedal termina ocho segundos después de Nairo. Rolland cruza la línea más de un minuto después. Y luego, durante dos minutos, nada. Tras esto, Kelderman, Pozzovivo y Aru. Luego, durante otro medio minuto, nada. Después Rafał Majka y, un par de lugares detrás de él, Rigoberto Urán. Cruza la meta cuatro minutos y once segundos después de Nairo. La maglia rosa perdió 3 minutos y 4 segundos en los 13,7 kilómetros finales de la etapa, incluidos 53 segundos solo en el kilómetro final. Sumando los diez segundos de bonificación otorgados al ganador de la etapa, Nairo entonces lideraba la carrera por un minuto y cuarenta y un segundos. Sin embargo, su brillante actuación se vio ensombrecida y menospreciada por algunos debido a la controversia de la neutralización. Terminada la etapa, Arrieta se dirigió directamente al presidente de los comisarios: “¿Qué dijo allá arriba? No dijo nada sobre neutralizar la carrera. Dijo que había motocicletas, ¿verdad? Mis corredores no pasaron ni a una sola”. Al día siguiente una delegación de la Asociación Internacional de Equipos Ciclistas Profesionales (AIGCP) se reunió con los organizadores de la carrera y los comisarios para exigir que la ventaja de Nairo se redujera con el tiempo que ganó en el descenso del Stelvio. La UCI rechazó su solicitud, observando en un comunicado de prensa que la intención de los organizadores de la carrera de poner las motos delante de cada grupo en el descenso era evidentemente para garantizar la seguridad de los corredores. “La decisión —dijeron— debió haber sido aprobada por los comisarios y comunicada de manera más eficiente a los equipos”, pero los resultados se mantendrían. Las conversaciones sobre un boicot se esfumaron: la AIGCP emitió un comunicado de prensa en el que decía: “Por respeto a los aficionados y al mundo del ciclismo los equipos han decidido participar en la etapa de hoy”. El comentario de Nairo fue simple: “La organización dijo que la carrera no había sido neutralizada. Había ciclistas delante de mí y nadie redujo la velocidad”. Sus detractores, dijo, estaban “montando una historia que no era real”. Arrieta se retuerce las manos y dice: “Me enfurece que la gente haya tratado de desacreditar lo que logró Nairo”. La decimonovena etapa, la contrarreloj de montaña que iba desde Bassano del Grappa hasta el memorial militar en la cima del Monte Grappa, fue también para Nairo, quien sumó un minuto y veintiséis segundos a su ventaja sobre Rigoberto. El primero de junio del 2014, Nairo se convirtió en el primer colombiano desde Lucho Herrera en ganar una vuelta de tres semanas, y el primero en ganar el Giro d’Italia. Rigoberto Urán se aseguró de que los ciclistas colombianos subieran a los dos escalones más altos del podio. Entre Nairo, Rigo y Julián Arredondo se habían llevado cuatro victorias de etapa. Fabio Duarte había terminado de segundo en dos etapas, con Jarlinson Pantano de tercero en otra. El más colombiano de todos los Grand Tours proporcionó cierta distracción a una nación que lamentaba la pérdida de Gabo y estaba dividida entre Santos y Uribe. Y aunque algunos estaban descontentos con la organización de la carrera, Rigoberto Urán se mostró, como siempre, con gracia en la derrota. Altre informazioni ed immagini al link della sorgente: ¿Qué ocurrió en la etapa en la que Nairo le arrebató el Giro a Rigo en 2014?   [...] Leggi di più...
15/01/2022Buongiorno, con la presente siamo a comunicare che, a seguito del D.L. 229 del 30 Dic. 2021, a partire dal 10/01/2022, per accedere agli impianti da sci, è obbligatorio essere in possesso di greenpass rafforzato, tale obbligo è rivolto a tutti i soggetti dai 12 anni in su. Verranno fatti controlli alla biglietteria e all’impianto, da personale di MSA o in supporto a MSA, invitiamo tutti ad avere il greenpass pronto all’uso in caso di controlli, in modo da non creare ulteriori rallentamenti alle operazioni di verifica. Tali controlli verranno fatti anche a campione, dal personale della Polizia di Stato presente sul comprensorio. Certi della vostra collaborazione ringraziamo! Ci vediamo in pista! Sorgente: Newsletter Montecampione   [...] Leggi di più...
15/01/2022Trenord lancia i pacchetti treno+bus/navetta+skipass per sciare nei principali comprensori lombardi: Aprica, Montecampione, Pontedilegno-Tonale e Valmalenco Vuoi regalarti una giornata sugli sci, senza pensare a dove parcheggiare l’auto? Da Monza puoi approfittare dei Treni della Neve, pensati per chi vuole andare a sciare nei principali comprensori lombardi: Aprica, Montecampione, Pontedilegno-Tonale e Valmalenco. I biglietti, validi fino al 10 aprile 2022, comprendono: viaggio a/r sui treni Trenord da tutta la Lombardia alla stazione più vicina al comprensorio bus-navetta dalla stazione agli impianti skipass (in Valmalenco, in alternativa è possibile scegliere le ciaspole) I Treni della Neve possono essere acquistati sul sito www.trenord.it (il servizio bus-navetta deve essere prenotato 24 ore prima del viaggio, chiamando al numero di telefono presente sul biglietto). Il Treno della Neve verso Pontedilegno-Tonale comprende il viaggio in treno con Trenord andata e ritorno da qualsiasi stazione della Lombardia a Edolo, la navetta per e dagli impianti, e lo skipass giornaliero/bigiornaliero per il comprensorio sciistico dell’Adamello (Temù, Ponte di Legno e Tonale). Il costo è di 49€ per un giorno e di 89€ per due giorni. Il Treno della Neve verso la Valmalenco comprende il viaggio in treno con Trenord andata e ritorno da qualsiasi stazione della Lombardia a Sondrio, il bus/navetta per e da Chiesa in Valmalenco, e lo skipass giornaliero/bigiornaliero per l’impianto sciistico Valmalenco-Alpe Palù. Il costo è di 50€ per un giorno e di 80€ per due giorni. Il Treno della Neve verso l’Aprica comprende il viaggio in treno con Trenord andata e ritorno da qualsiasi stazione della Lombardia a Tresenda-Aprica-Teglio, il bus/navetta per e dagli impianti dell’Aprica, e lo skipass giornaliero/bigiornaliero per l’impianto sciistico Aprica&Corteno. Il costo è di 50€ per un giorno e di 80€ per due giorni. Il Treno della Neve verso Montecampione comprende il viaggio in treno con Trenord andata e ritorno da qualsiasi stazione della Lombardia a Pian Camuno-Gratacasolo, il bus/navetta per e dagli impianti di Montecampione, e lo skipass giornaliero/bigiornaliero per l’impianto sciistico Montecampione Ski Area. Il costo è di 40€. È possibile partire dalle stazioni di Monza e Monza Sobborghi. Sorgente: Coi Treni della Neve raggiungi le piste da sci senza usare l’auto   [...] Leggi di più...
15/01/2022E’ noto in Valle Camonica come nella località turistica di Montecampione che il Consorzio dei residenti, partecipato da oltre 2500 proprietari di case, svolga una funzione strategica e decisiva. Vi opera instancabilmente da più di cinquant’anni e chi oggi va a Montecampione può immergersi in un ambiente curato e pulito, anche grazie all’intensa e professionale opera del personale del Consorzio, che ha ricevuto il plauso e l’apprezzamento del Comune di Pian Camuno, sul cui territorio (unitamente a quello del Comune di Artogne) si estende il comprensorio turistico. Montecampione è uno dei gioielli della Valle Camonica e, tra i tanti, ha il pregio di essere facilmente raggiungibile anche da Milano, Bergamo e Brescia, non richiedendo ai turisti lunghe e faticose trasferte. La località turistica ha vissuto e vive, ed anche questo è noto, un periodo di particolare difficoltà sul fronte dell’offerta alberghiera, mentre l’offerta relativa agli sport invernali ha ripreso quota, dopo che la società di gestione degli impianti è stata acquisita da nuovi imprenditori, molto attivi e con grandi progettualità. L’estate la stazione turistica si popola: siamo arrivati ormai alla terza generazione e tante sono le famigliole, le ragazze ed i ragazzi che scelgono Montecampione per trascorrervi le vacanze. Il Consorzio è particolarmente attivo, occupandosi dell’organizzazione di eventi , soprattutto sportivi e ricreativi. Chi raggiunge d’estate Montecampione potrà dedicarsi ad infinite attività sportive: dal paddle al tennis, dal running all’escursionismo, dalle pedalate in mountain-bike o in e-bike al calcio ed altro ancora. Numerosi i ristoranti ed i negozi, dall’alta moda all’abbigliamento sportivo, dalle specialità culinarie alla vendita ed al noleggio di attrezzature sportive. A Regione Lombardia era stata richiesta nel novembre del 2021 dal Consorzio Montecampione – dopo che si celebrò nell’estate 2021 una assemblea straordinaria dell’ente – di iscrivere l’ente nel Registro delle persone giuridiche. Una forte spinta era venuta dai consorziati che nell’agosto 2021 avevano quasi in forma plebiscitaria approvato anche a quel fine il nuovo statuto. Una precedente domanda era stata valutata positivamente nel 2019 da Regione Lombardia, che aveva però richiesto di introdurre alcune modifiche statutarie, che il Consorzio inserì solo nel 2021. L’altro giorno, però, la doccia gelata. Regione Lombardia ha comunicato al Consorzio Montecampione di ritenere improcedibile l’istanza. Una notizia assolutamente inattesa per la comunità e per gli amministratori del Consorzio, che a lungo hanno inseguito questo obiettivo. L’impressione che maturiamo parlando con la gente è che il Consorzio Montecampione – in silenzio stampa in questi giorni – confidi in un ripensamento di Regione Lombardia, avendo motivo di ritenere che una adeguata valutazione della più che cinquantennale storia di questo importante ente privato possa rendere evidente le molteplici ragioni che militano a favore del riconoscimento regionale. Sorgente: MONTECAMPIONE ED IL CONSORZIO. REGIONE LOMBARDIA CI RIPENSA? – Montagne & Paesi   [...] Leggi di più...
14/01/2022Dal canale Youtube vittorio baldino STAGIONE 86/87 MONTECAMPIONE 1800 LE BAITE SPETTCAOLO SCENEGGIATA NAPOLETANA Sorgente: SCENEGGIATA NAPOLETANA – YouTube   [...] Leggi di più...
13/01/20221) Obbligo di greenpass rafforzato a partire dai 12 anni di età 2) divieto di formare assembramenti e obbligo di mantenere il distanziamento 3) obbligo di indossare la mascherina chirurgica o FFP2 4) divieto di accesso all’area sciabile con temperatura corporea maggiore di 37,5° 5) utilizzo di guanti per l’accesso agli impianti 6) divieto di consumare cibi e bevande e fumare in coda e lungo l’impianto Sorgente: NORME COVID19 PER ACCEDERE AGLI IMPIANTI DI RISALITA – Montecampione   [...] Leggi di più...
13/01/2022Le cadute, le salite, la discesa e la fine di Marco Pantani, uomo simbolo degli alti e bassi di un paese contraddittorio Ecco, parte Pantani. Oppure, Pantani sul Galibier. Sono sempre tre parole, ma epiche, granitiche, che immortalano un momento non solo sportivo. C’è in mezzo la storia, l’Italia degli anni Novanta, ricordi e profumi di un decennio che viene celebrato più dei suoi stessi meriti e rimpianto meno di quanto meriterebbe. Quel 27 luglio 1998 c’era gente in ufficio, per strada o sbracata sulla spiaggia nel bel mezzo del pomeriggio, come era logico che fosse nel momento più caldo dell’anno, che dimenticando il mare e il sole e tutti gli altri impegni si precipitò velocemente a casa, o davanti al primo televisore disponibile, quando venne a sapere di quelle tre parole. Di Pantani che parte, o di Pantani che era partito sul Galibier. L’incipit di Adriano De Zan è per il ciclismo quello che furono per il calcio i tre ‘campioni del mondo’ pronunciati da Martellini nel 1982 nella notte di Madrid. L’apice, il punto più alto di un campione. Proprio come la cima di una salita. Il picco che rimane impresso nella memoria e dopo il quale c’è solo una cosa. Inesorabilmente, immutabilmente. La discesa. Il simbolo Ecco perché il 13 gennaio, che è il giorno in cui Pantani nacque nel 1970 in un’Italia ancora scossa da piazza Fontana e non ancora consapevole degli anni di piombo che sarebbero venuti, è l’occasione per celebrare i cinquant’anni che avrebbe avuto un uomo che non c’è più. E che continua a vivere dentro una leggenda che, appunto, è uscita dal proprio ambito sportivo per legarsi in modo più ampio ai momenti, alle fasi, alle esaltazioni e alle contraddizioni di una nazione alla quale ha dato tutto, dalla quale tutto ha avuto e tutto gli è stato tolto nell’arco di undici mesi ed è una parabola, perfetta e spietata, di quella grande metafora della vita che più di ogni altro sport è il ciclismo. D’altra parte Pantani sembra essere stato disegnato e sviluppato apposta per confermarlo. Lo scalatore Uno che diventa il più grande scalatore nella storia del ciclismo che nasce in una terra piatta e sabbiosa come Cesenatico, per esempio, è il simbolo dell’imprevisto e dell’imprevedibile che prendono il sopravvento sulle tradizioni, sugli stereotipi e sui luoghi comuni. Pantani non poteva diventare niente di diverso da quello che è stato, un po’ per caratteristiche congenite interiori, un battito cardiaco e una capacità polmonare fuori dal comune, un po’ per tratti somatici che ricordano proprio tutto ciò che è la vita, una salita continua, scorbutica, sgraziata, nella quale ogni tanto puoi alzare le braccia a esultare, ma costellata di smorfie e fatica. In fondo il suo era un profilo tutt’altro che aerodinamico, parola che nel ciclismo all’epoca non era così di moda come oggi, ma non serviva. Quando lo si conobbe davvero, nelle due tappe consecutive vinte al Giro del 1994, sembrava pure uno arrivato in ritardo all’appuntamento con gli anni Novanta e ancora immerso nel decennio precedente, pochi capelli nonostante la giovane età e quella divisa jeansata della Carrera che faceva molto paninaro post litteram. Questo andava forte, più forte di tutti in salita, e tutti pensavano che il suo percorso verso il successo sarebbe stato lineare, netto, dritto, proprio come i rettilinei romagnoli sui quali era cresciuto. Le cadute Invece le salite, della strada come della vita, non sono mai lineari. Sono piene di pendenze che cambiano, di tornanti ciechi che non sai quello che trovi dalla parte opposta, di strappi che ti tolgono il fiato. Pantani non a caso è anche sinonimo di infortuni, ma non di quegli infortuni che succedono a tutti gli sportivi di tutti i livelli, tipo un muscolo che salta, una caduta in gruppo, un’infiammazione che ti toglie potenza e resistenza. No, gli infortuni di Pantani sono la carta degli imprevisti del Monopoli che ti piove addosso con tutta la sua feroce, quasi ironica, brutalità, in modi e maniere che non puoi proprio prevedere. Tipo un gatto che ti attraversa la strada in discesa, tipo una macchina che entra contromano in un percorso che doveva essere chiuso. Che c’è di più pauroso di vedersi piovere addosso il destino mentre sei a una velocità tale che non puoi in nessun modo evitare l’impatto? Pantani, si diceva, avrebbe fatto fatica a camminare normalmente, figurati a salire di nuovo in bici. I trionfi Ma tanto, spesso, la forza di volontà batte anche il destino ed è un’equazione che conoscono bene tutti quelli che in bici ci sono saliti almeno una volta e almeno una volta hanno provato a scalare una montagna più grande di loro. Che dove ti portano le tue gambe è frutto molto più della forza di volontà che dei tuoi muscoli, non importa quello che la natura ti mette davanti. Può essere neve, può essere freddo, può essere fango, può essere pioggia, può essere freddo e fango e pioggia nello stesso pomeriggio di luglio 1998, quello di Pantani che parte sul Galibier sotto una tempesta che proprio non si addice al caldo dell’estate francese. Può essere tutto quello che vuole e se tu sei Pantani puoi battere tutti, da Tonkov a Zulle a Hulrich, e tutto, anche lo scandalo Festina, anche il disegno di un Tour al quale hai partecipato solo per onorare la memoria di Luciano Pezzi, che non hai preparato, che non è nemmeno stato disegnato per te con soli due arrivi in salita e 116 km di cronometro. Di qua, a giugno, c’era stato un Giro d’Italia vinto in maniera estrema, col duello all’arma bianca di Plan di Montecampione, roba da guerriglia porta a porta di Stalingrado contro un russo indomabile, di qua ci sarebbe stato il Tour a completare una doppietta nello stesso anno che da allora non si è mai più vista e probabilmente, nel ciclismo moderno, non è replicabile. Madonna di Campiglio Di anomalo Pantani ha, anche, di essere diventato un mito da ancora vivo, mentre a quasi tutti gli altri succede solo dopo che sono morti o, se va bene, quando hanno smesso di correre, o di giocare, o di fare ciò per cui sono diventati famosi. Nel 1999 quando il Giro lo sgranocchia con sadica ferocia, anche in giornate in cui gli si pianta la catena e deve rimontare tutto il gruppo verso Oropa, i suoi avversari sanno che stanno facendo finta di resistere non a un uomo, non a un ciclista ma a una versione trascesa, illuminata, superiore di entrambe le cose. Troppo grande, forse, troppo ingombrante sicuramente. Pantani è come il baffo della Nike che non ha bisogno di mettere il nome sotto il logo, basta a sé stesso, è brand che si declina in un solo cognome e non serve altro. Almeno fino a Madonna di Campiglio. Succede ogni giorno, agli abitanti di questo pianeta, di ritrovarsi una notte in trionfo e risvegliarsi il giorno dopo senza avere più niente. La vita di Pantani finisce quel giorno di giugno del 1999 in cui viene escluso dal Giro con la maglia rosa addosso, finisce a tal punto che Madonna di Campiglio da quel momento in avanti diventa simbolo lei pure di caduta rovinosa dal regno degli dei e quasi nessuno quando la nomina fa riferimento a una ridente località sciistica. Madonna di Campiglio è oggi sinonimo di Pantani, simbiosi quasi, l’ultima carta degli imprevisti sul suo percorso. E’ dove finisce la salita e dove comincia la discesa finale. Il declino Che poi si voglia considerare i quasi cinque anni della sua vita successiva come vita vera, e non come un trascinarsi sempre più stanco di un uomo che prova senza successo a capire chi o cosa abbiano voluto farlo cadere in un fango che non credeva più di dovere assaggiare, è indifferente. Anche nel declino, anche nella cavalcata verso la morte che segue la salita, Pantani è simbolo e profeta. Non solo di tutti quelli che non ce la fanno e si lasciano andare, perché a volte certe salite sono più forti anche della forza di volontà, ma anche del torbido nascosto nelle pieghe di un paese che ama i suoi eletti solo per poterli denigrare con ogni forza il minuto successivo. Pantani l’eroe che prova a tornare in bici, esce di casa per allenarsi e torna indietro dopo mezz’ora perché la gente che lo incontra non lo chiama più Pirata, non lo incita né gli grida amore, ma lo insulta, gli urla drogato, gli rinfaccia un tradimento che lui sente di non avere compiuto, perché quello che è successo veramente a Madonna di Campiglio non si è mai saputo e non si saprà mai. La fine La fine è fatta di buio, di droga, si è sussurrato anche di mafia, di scommesse clandestine, di tutto il marcio italiano del quale si parla a fatica e quasi mai a proposito, di interessi e cifre talmente grandi da travolgere i personaggi che hanno la ventura o la sventura di finirci in mezzo. Come Pantani. La fine è fatta di una stanza di albergo solitaria a Rimini dove puoi morire nel giorno di San Valentino del 2004, da solo, in un altro grande mistero italiano che chissà se sarà mai risolto. Suicidio più o meno volontario, morte accidentale, omicidio. Ma cosa c’è di più straziante, di più terribilmente iconico, che andarsene nel giorno degli innamorati, nella terra in cui sei nato, nel paese che non ti ama più e non hai nemmeno capito perché? Contrappasso. Come quei percorsi vallonati in cui prima sali, poi scendi, poi si ricomincia da capo e così per km e km, senza nemmeno un metro di pianura per ragionare, per rifiatare, per capire in che direzione stai andando. Sei in un frullatore, giri in tondo, e Pantani era il più forte ad arrivare per primo in cima alla salita. In un mondo nel quale tornava sempre al punto di partenza, ma sempre un po’ più lontano dalla realtà, non ci sapeva stare. Il 13 gennaio 2020 avrebbe compiuto 50 anni. Ma, come tutte le leggende, li ha compiuti senza esserci e ne compirà tanti altri, in quel regno rarefatto come l’aria dei passi alpini nel quale ciò che ha rappresentato è molto più grande perfino di quello che è stato. Il simbolo delle salite e delle discese, del ciclismo come della vita. Marco Bonfiglio Sorgente: Il compleanno di Marco Pantani | Simbolo delle salite e discese della vita   [...] Leggi di più...
13/01/2022Nel 1999 Michael Jordan annuncia il suo secondo ritiro dalla pallacanestro Cuneo. Il sole è sorto alle 7:59 e tramonta alle 17:18. Durata del giorno nove ore e diciannove minuti. Santi del giorno Sant’Ilario di Poitiers, vescovo e dottore della chiesa. San Leonzio di Cesarea di Cappadocia, vescovo. Beata Veronica da Binasco, vergine. Avvenimenti 27 A.C. – L’Impero Romano viene diviso in province governate da Augusto e in province proconsolari. 1722 – Pietro il Grande impone la Tavola dei ranghi, un elenco formale delle posizioni e dei gradi nell’esercito, nel governo e nella corte imperiale russa. 1964 – Karol Wojtyla viene nominato Vescovo di Cracovia: ha 44 anni. 2012 – Avviene il naufragio della nave da crociera Costa Concordia. L’incidente avvenuto presso l’Isola del Giglio provoca la morte di 32 persone. Nati in questo giorno Martina Hamdy – Modella e personaggio della tv italiana che oggi festeggia 28 anni. Marco Pantani (1970/2004) – Vive a Cesenatico, esordisce come professionista di ciclismo il 5 agosto 1992 con la squadra “Carrera Tassoni”, con cui correrà fino al 1996. La prima vittoria arriva nel 1994, al Giro d’Italia, nella tappa di Merano. Lo stesso anno Marco Pantani vince anche la tappa dell’Aprica, e il suo nome comincia a farsi conoscere. Nel 1995 arriva la vittoria nella tappa di Flumsberg al Giro di Svizzera, ma sono le due tappe (Alpe D’Huez e Guzet Neige) al Tour de France a imporlo con forza all’attenzione del grande pubblico e dei media. Anzichè utilizzare il classico berrettino, Pantani corre con una bandana colorata sul capo: il mito del “Pirata” nasce lì, sulle salite del Tour. Nello stesso anno vince il bronzo ai Campionati del mondo di Duitama in Colombia, ma è in agguato il primo dramma della sua carriera: il terribile incidente alla Milano-Torino. Le circostanze lo costringono a lunghe cure e a saltare un’intera stagione. Torna nel 1997 e riprende le gare passando alla squadra Mercatone Uno. La sfortuna tuttavia sembra ancora perseguitarlo: una caduta al Giro d’Italia (25 Maggio, tappa di Cava dei Tirreni) lo costringe al ritiro. Si riprende in tempo per partecipare al Tour de France dove vince la tappa dell’Alpe D’Huez e di Morzine. Il 1998 è l’anno di una straordinaria impresa: Marco Pantani, indomabile in salita, vince il Giro d’Italia (si impone nelle tappe di Piancavallo e Montecampione) e subito dopo vince il Tour de France. In Francia vince le tappe di Plateau de Beille e Les Deux Alpes, prima di arrivare al Parco dei Principi, a Parigi, da trionfatore in maglia gialla. Con questa impresa Pantani entra a pieno merito nell’élite dei campionissimi che hanno vinto Giro e Tour nello stesso anno. Il 1999 comincia alla grande: Pantani sembra destinato a dominare ancora in Italia e all’estero. Al Giro si prende la maglia rosa e vince quattro tappe (Gran Sasso, Oropa, Pampeago, Madonna di Campiglio). Proprio sulle rampe della strada che sale da Pinzolo verso la località delle Dolomiti di Brenta se ne va solo, alla sua maniera, con uno scatto secco, per tutti irresistibile. Sarà l’ultimo vero, romantico, gesto atletico del vero Marco Pantani. Il mattino successivo alla trionfale vittoria di Madonna di Campiglio, Pantani viene fermato: un controllo anti-doping rivela che il suo ematocrito è troppo alto, fuori norma. Qui inizia il dramma personale dell’uomo Marco Pantani: l’atleta si proclama innocente, lascia la carovana del Giro che credeva già suo; la corsa riparte senza di lui. La determinazione dell’atleta Pantani si rivelerà pari alla fragilità dell’uomo. Pantani è completamente distrutto. Inizia una parabola discendente che vede Pantani incapace di frenare la propria discesa verso una crisi interiore. La fatica di ritrovarsi è insostenibile. L’inattività agonistica che va dal 5 giugno 1999 sino al 22 febbraio 2000 e dal 24 febbraio al 13 maggio 2001, sarà probabilmente la sua condanna. Tuttavia Marco non rinuncia: prova a reagire e a tornare come prima. Rientra per il Giro del Giubileo con partenza da Roma, ma non riesce a terminarlo. Partecipa anche al Tour e vince le tappe del Mont Ventoux, cima leggendaria, e di Courchevel. Poi ancora incertezze sul futuro. Dimostra di voler tornare a buoni livelli e chiude il suo ultimo Giro, nel 2003, al quattordicesimo posto, malgrado l’ennesima sfortuna di una brutta caduta. Non partecipa al Tour successivo e si ricovera in una clinica vicino Padova, a Giugno, per disintossicarsi e per curare le sue frequenti crisi depressive. Viene trovato morto il giorno 14 febbraio 2004 in un residence di Rimini, nel quale da alcuni giorni si era trasferito;la causa: overdose di eroina. La Gazzetta dello Sport titolava in modo semplice e rispettoso: “Se n’è andato”. Il dramma dell’uomo e la sua tragica fine incontrano l’immenso cordoglio del mondo sportivo – e non solo – che unanimemente si trova d’accordo nel voler ricordare del grande campione le gesta sportive, le emozioni e l’orgoglio. Il 4 giugno 2005 è stata inaugurata in piazza Marconi a Cesenatico la statua in bronzo, a grandezza naturale, che ritrae il campione Marco Pantani mentre pedala in salita. A causa di una legge datata 1923 che non permette di intitolare monumenti a personaggi scomparsi da meno di 10 anni, la statua non riporta alcuna targa. Ma è certo che anche senza nome tutti riconosceranno nel fisico e nella determinazione di quel ciclista, l’indimenticato campione italiano. All’inizio del mese di agosto 2014 viene riaperta l’inchiesta sulla morte del Pirata: il campione romagnolo non si sarebbe suicidato, così la procura indaga per omicidio pur non essendovi alcun indiziato. Eventi sportivi 1999 – Michael Jordan annuncia il suo secondo ritiro dalla pallacanestro. Proverbio / Citazione A mezzo gennaio, mezzo pane e mezzo pagliaio. “Non c’è supermarket dove si compra la grinta: o ce l’hai, o non ce l’hai. Puoi avere il tecnico migliore, lo stipendio più alto e tutti gli stimoli di questo mondo, ma quando sei al limite della fatica sono solo le tue doti ad aiutarti” Marco Pantani Sorgente: Il Buongiorno di Cuneo24 – Cuneo24 [...] Leggi di più...
13/01/2022I sette comprensori sciistici della provincia bresciana permettono a ciascuno di vivere la montagna invernale secondo la propria indole e le proprie passioni, senza allontanarsi troppo da Milano. Con esperienze inconsuete in grado di farci viaggiare anche con la mente Denial of Responsibility! Tutti i diritti sono riservati a linkiesta© Pontedilegno-Tonale, Maniva Ski, Borno Ski Area, Montecampione, Val Palot, Aprica-Corteno Golgi, Piana del Gaver: sono questi i sette comprensori che portano la montagna a casa dei milanesi e dei bresciani, offrendo tutte le attività invernali, dalla discesa al fondo, dallo scialpinismo allo snowboard, dalle attività adrenaliniche a quelle slow. 300 i chilometri di piste a disposizione e tante le proposte oltre agli sport tradizionali: dallo sleddog, alle passeggiate nei boschi innevati con le ciaspole, fino all’esplorazione dei sentieri più battuti in sella a una motoslitta o seguendo panoramici itinerari di sci alpinismo. Con 171.000 ettari di bosco, Brescia vanta il territorio con la più grande superficie boschiva della Lombardia, e una proposta invernale tutta da scoprire.  Neve al chiaro di luna Ciaspolate e sciate in notturna sono un’avventura veramente unica per tuffarsi nella magia dell’inverno nel silenzio più assoluto, sotto un cielo di stelle o una soffice nevicata.  Adrenalinica è la discesa sulla Superpanoramica del Baradello nel comprensorio Aprica-Corteno Golgi, la pista illuminata più lunga d’Europa: lunga 6 km, è aperta alternativamente agli appassionati di discesa (quindi funziona anche l’impianto di risalita) o a quelli di scialpinismo e ciaspole (è solamente illuminata), secondo un calendario consultabile sul sito di apricaonline. Passeggiate guidate con le ciaspole e sciate sotto le stelle si possono fare poi nel comprensorio Pontedilegno-Tonale ( dove vengono organizzati  anche tour notturni in motoslitta con cena in rifugio, dove si gustano i migliori piatti tradizionali della montagna accompagnati da eccellenti vini bresciani e da grappe artigianali), nella zona del Maniva e sui monti di Borno. Sleddog, slitte e pattini  Guidare una slitta trainata da una muta di Alaskan Husky non è solo appannaggio di chi arriva al Polo Nord: si può fare anche con il team di Maniva Sleddog, che ha tracciato un emozionante percorso panoramico, fra i boschi e le radure innevate del monte Maniva. Pochi accorgimenti, le regole spiegate dai professionisti e i comandi principali che bisogna conoscere per condurre la slitta e poi si parte, sempre seguiti dal team di istruttori. E per chi ama bob e slitte ci sono le aree dedicate, come il Fantaski Tonale e il Campo scuola bob di Maniva Ski, dove fra l’altro si può anche noleggiate tutta l’attrezzatura.  Borno è invece il posto da scegliere se si ama pattinare, con qualsiasi condizione metereologica, sulla pista pattinaggio coperta di località Dassa. Guardare la montagna dall’alto in elicottero  Librarsi nell’aria e abbracciare dall’alto il panorama delle montagne innevate: un’esperienza indimenticabile che si può fare con i tour in elicottero, organizzati con partenza dall’eliporto di Temù in Alta Valle Camonica. Il panorama spazia tra le le cime innevate dell’Adamello e le piste del comprensorio Pontedilegno-Tonale da una prospettiva decisamente unica. E per un altro inconsueto punto di vista, i più avventurosi possono invece dedicarsi alle arrampicate sulle cascate di ghiaccio, fra le attività invernali più impegnative ed eccitanti. Si può tentare l’avventura in Valle Sabbia – con l’assistenza di guide qualificate – arrampicandosi con corde e ramponi su queste straordinarie e scenografiche palestr Fat bike, snowkite e sci alpinismo Tra le esperienze adrenaliniche di tendenza nel comprensorio Pontedilegno-Tonale riflettori puntati sulle fat bike, a cui sono dedicate ben due piste riservate per pedalare sulla neve fresca e affrontare ripidi pendii in sicurezza. Di grande successo anche lo snowkite, inedita accoppiata vela più sci o snowboard che permette di scivolare sul manto innevato lasciandosi guidare dal vento. Il tutto con il supporto degli istruttori della Nikite Snowkite School, una delle principali scuole italiane di questa disciplina. Chi invece ama immergersi nella natura, lontano da tutti, trova sulle montagne bresciane panoramici itinerari dove praticare lo sci alpinismo. Nella Borno Skiarea, vari percorsi collegano i diversi comuni dell’Altopiano del Sole: uno dei più famosi ed apprezzati è quello che da Borno conduce al Passo Varicla a 2097 metri d’altitudine. La sezione locale del CAI organizza escursioni di varia difficoltà in compagnia di esperti che trasformeranno una giornata sulla neve in una vera e propria esperienza, unica e indimenticabile. Dormire in un igloo Per trasformare anche la notte in un’esperienza da ricordare a lungo, sul Ghiacciaio Presena, nel comprensorio Pontedilegno-Tonale, a 2.750 metri di altezza, sono state create accanto al Rifugio Capanna Presena tre lussuose camere-igloo dotate di ogni comfort (e una originale cantina di ghiaccio) che offrono l’emozione di  vivere in modo totalizzante il rapporto con la neve e la montagna. Ideate dallo scultore Ivan Mariotti e dal suo team, sono delle vere opere d’arte “temporanea”, dato che saranno fruibili solo fino a primavera quando inevitabilmente si scioglieranno. La temperatura interna delle stanze è sui 4 gradi e i letti sono rigorosamente di ghiaccio: sulla loro base vengono posti un materasso in pvc, una coperta per isolare termicamente e un normale materasso. Su di esso viene poi collocato un piumino inserito dentro a calde coperte di flanella. Non temete di avere freddo! Iscrivendosi alla newsletter di Visit Brescia, oltre ad avere informazioni utili, si riceve uno sconto del 10% per l’acquisto di uno skipass valido per un giorno in ogni comprensorio aderente, fino alla chiusura degli impianti della stagione 21/22. Anna Prandoni Sorgente: La montagna è vicina   [...] Leggi di più...
13/01/20221) Obbligo di assicurazione responsabilità civile contro terzi, se non ne possiedi una richiedila in cassa al costo di 3,00€ al giorno 2) obbligo di utilizzo del casco fino ai 18 anni di età 4) divieto di sciare in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti Sorgente: NUOVE NORME IN VIGORE DAL 01 GENNAIO 2022 – Montecampione   [...] Leggi di più...
13/01/2022Il suo ricordo vive ancora forte nei cuori dei tifosi del Cesena Credit photo: VECCHIA GUARDIA CESENA 1969 Avrebbe compiuto 52 anni oggi, giovedì 13 gennaio, un mito del nostro sport nazionale. Parliamo di Marco Pantani, considerato uno dei più forti scalatori della storia, con 46 vittorie in carriera e doppietta Giro/Tour. Nativo di Cesena, nel cuore della Romagna, non ha infatti mai nascosto la sua forte passione anche per il calcio e, soprattutto, per la società bianconera. Pantani e il Cesena nel cuore Marco Pantani rientra senza dubbio in quella ristretta cerchia degli sportivi italiani più popolari del dopoguerra, protagonista di tanti successi e di numerose imprese. Fuoriclasse assoluto nella scalata sulle due ruote, ma anche grande appassionato di pallone. Seppur sempre incuriosito dal Milan di Sacchi, altro romagnolo illustre, era però il Cesena la sua squadra del cuore. Quando era libero dai vari impegni, infatti, Marco andava allo stadio a tifare i colori bianconeri, i suoi. Lui, romagnolo doc e orgoglio della Romagna, terra di motori e delle due ruote, ma con una forte propensione anche per il calcio e il rettangolo verde. I tifosi del Cesena non l’hanno mai dimenticato. Anche dopo la sua scomparsa, infatti, sono stati tantissimi i momenti a lui dedicati. Dalle immagini sui maxi schermo, accompagnate da striscioni e musica, prima delle partite, fino alle numerose manifestazioni e cortei d’affetto in suo ricordo. Così come la vicinanza continua dei tifosi bianconeri ai genitori di Marco, con il grido sempre più forte di una giustizia che ancora non è stata fatta. O, ancora, l’iconica raccolta fondi nel 2020 organizzata della tifoseria del Cesena per sostenere l’inaugurazione della statua in suo onore, con la riproduzione di Marco con le braccia aperte e lo sguardo al cielo. Installata a Montecampione in Valle Camonica (Lombardia), proprio a ridosso dell’arrivo della famosa tappa simbolo della vittoria del giro d’Italia del 1998. Ma non solo. Basti pensare che la società bianconera, nel 2014, l’anno del ritorno in Serie A, decise di adottare la terza maglia di colore rosa. Una scelta per omaggiare proprio Marco Pantani, orgoglio della Romagna sì, ma anche eroe sportivo, mai dimenticato, di tutta la nazione. Tommaso Ferrarello Sorgente: Marco Pantani, l’eroe romagnolo con la passione per il Cesena   [...] Leggi di più...
13/01/2022I due team giovanili domenica allo slalom speciale della circoscrizione con atleti di Cremona, Mantova Piavia e Piacenza I team giovanili di Sportime Mantova e Sci Club Marmirolo si preparano ad affrontare domenica, sulle piste del passo del Tonale, lo slalom speciale di qualificazione ai Campionati Regionali di sci per la circoscrizione Cremona-Mantova-Pavia-Piacenza. Quello organizzato dal Piacenza Ski Team sarà il primo impegno stagionale, che metterà alla prova le potenzialità dei giovani sciatori mantovani. Per la Sportime ci saranno Maya Delladio, Alessandro Garaboldi, Emma Brentali, Nicola Nonfarmale, Alberto Malaguti, Penelope Gelmi, Oscar Pigozzi, Andrea Ponchiroli, Alessandro Madella, Gianfilippo Ghidini, Mirko Melotti. Per l’Sc Marmirolo in pista Sofia Bignami, Alessandro Longhi, Alice Bignami, Greta Carnevali, Amanda Costi, Virginia Costi ed Emma Losi. Dopodichè il calendario a febbraio, dopo il recupero del Memorial Falavigna-Romualdi del 29-30 gennaio, sarà molto intenso: il 5-6 a Pampeago i Trofei “Piaceri del Gusto-New Vit” e “Icim-Clean Pack”, il 13 il Trofeo “Dimmidisì” a Temù, il 20 le selezioni del Trofeo “Pinocchio” a Montecampione, il 26-27 febbraio i Regionali Cuccioli-Baby a Piana di Vigezzo. D.C. Sorgente: Sportime e Marmirolo: caccia ai regionali al Tonale – Gazzetta di Mantova Mantova   [...] Leggi di più...
13/01/2022E’ Elena Fanchini la discesista azzurra più veloce che ha con concluso la seconda sessione di prove nella libera della Val d’Isère all’undicesimo posto a 2″05 da Elisabeth Goergl, prima davanti alla slovena Tina Maze (+0,60) e alla tedesca Maria Riesch (+1,06). Solo settima l’americana Lindsey Vonn, a più di un secondo e mezzo, mentre con il fuoco in corpo se l’è cavata piuttosto bene Lara Gut (8a a + 1,66) al centro di una polemica con la Swiss Ski. La seconda tra le azzurre è stata Johanna Schnarf, tredicesima a + 2,12, mentre Daniela Merighetti, ieri quarta a +0,13, ha concluso ventesima a + 2,53. Elena confida in un ampio margine di miglioramento:  “Oggi non ho sbagliato tanto come nella prima prova – racconta la maggiore delle sorelle di Montecampione – ma posso e devo crederci di più. Mi rendo conto che posso aggredire ancora di più la pista e l’atteggiamento conta moltissimo. Inoltre – aggiunge Elena – devo interpretare meglio questo tracciato, che tra l’altro mi piace molto“. Il passo indietro fatto registrare da Dada non dipende da errori tecnici:  “Oggi ho provato uno sci vecchio che era veloce ma che oggi non si comportava bene nelle curve. È per quello – spiega Dada – che ho fatto segnare un tempo così alto. Ma volevo provarlo, così ho deciso di farlo oggi. In gara ritornerò allo sci veloce“. Decisamente più indietro Francesca Marsaglia (39a) e Lucia Mazzotti (41a) che commenta così la sua performances:  “Fino a metà gara sono andata bene, ho avuto delle buone sensazioni. Poi – spiega l’atleta friulana – ho commesso un errore in due curve e da lì ho cominciato a sentire un leggero fastidio al ginocchio. Ho deciso così di proseguire la discesa in sicurezza“. Per la cronaca Elena Curtoni ha concluso al 52esimo posto, una posizione migliore rispetto a Federica Brignone. Domani alle ore 10.30 sulle nevi della Val d’Isère andrà in scena il recupero del SuperG cancellato lo scorso weekend a St Moritz. Marco Di Marco Sorgente: Elena Fanchini 11a in prova in Val d’Isère – SciareMag [...] Leggi di più...
12/01/2022LO SPORT DEL CSI Dal calcio al tennistavolo Il comitato camuno decide una lunga serie di rinvii per evitare assembramenti senza fermare l’attività È migliore dello scorso anno,mala situazione dell’attività sportiva resta comunque complessa alla luce dell’emergenza sanitaria. Così, il consiglio di comitato del Csi di Valcamonica ha cercato di mettere ordine. La pandemia ha costretto a riprogrammare i prossimi appuntamenti. È stata sospesa l’attività di squadra fino al 31 gennaio, ed è stato concesso più tempo alle società sportive per decidere se iscrivere nuove formazioni ai tornei primaverili: la scadenza è al 5 febbraio. Slitta anche l’inizio dei campionati fissato per il primo fine settimana di marzo, mentre proseguono quelli di bocce e bigliardino ed è confermata la prova di sci in programmail 23 gennaio a Montecampione. Il tennistavolo registra il rinvio della seconda prova regionale del 16 gennaio mentre è confermata quella camuna del 13 marzo e la Coppa Camunia di atletica ripartirà con la campestre di Mazzunno il 6 marzo. Ad inaugurare il 2022 del podismo sarà il Cross del Piombo a Sovere il 27 febbraio. Infine, il circuito del basket ha annullato il torneo del 16 gennaio: la ripresa con uno dei due meeting di febbraio. G.Gan. Sorgente: L’agonismo e il virus Tornei ridisegnati | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
12/01/2022Il progetto “Famiglia serena” sostenuto dai volontari del gruppo “Amici di Artogne” ha aperto una sede anche a Montecampione dove dalla scorsa estate molti residenti hanno iniziato a donare oggetti, abiti, mobili per i bisogni delle famiglie in difficoltà. Sorgente: +Valli TV – UN GRANDE CUORE CHE SI ESPANDE   [...] Leggi di più...
11/01/2022Dal canale Youtube PIETROARRI Sorgente: Spaccando il culo ai cicianebia😈 #talentobrasiliano #sciagonistico #montecampione #sciclubrongai – YouTube   [...] Leggi di più...
11/01/2022Le finali all’Abetone dal 27 marzo al 1° aprile. Enel top sponsor per il settimo anno È partita nel migliore dei modi la stagione invernale 2021-2022, con nevicate abbondanti in tutta Italia e tanta voglia di tornare a sciare dopo mesi di lontananza dalle piste. Sta per tornare anche Pinocchio Sugli Sci, la rassegna giovanile di sci alpino tra le 5 più importanti al mondo, e lo fa con un’edizione particolare: la numero40! Erano gli inizi degli anni Ottanta quando in tutto il mondo si organizzarono iniziative di ogni genere per celebrare il centenario della pubblicazione de Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi: tra le tante manifestazioni culturali ce ne fu anche una di carattere sportivo, una gara di slalom e slalom gigante riservata ai bambini di età compresa fra sette e quattordici anni. A idearla era stato lo Sci Club Pinocchio di Pescia in collaborazione con la Fondazione Nazionale Carlo Collodi, gli enti turistici e istituzionali del territorio. Si trattava della primissima edizione di Pinocchio Sugli Sci, che quattro decenni dopo continua ad omaggiare il burattino più famoso al mondo e lo fa in grande stile, coinvolgendo ogni anno migliaia di atleti sia italiani che esteri. Pinocchio Sugli Sci è oggi una manifestazione sportiva tra le più celebri e rinomate del pianeta, ma è molto di più. “Il Pinocchio è ormai parte della storia sciistica italiana, ma rappresenta anche un momento di crescita per tanti piccoli atleti che per la prima volta si approcciano alle gare in un contesto agonistico di alto livello”, racconta Franco Giachini, presidente dello Sci Club Pinocchio e patron del Pinocchio Sugli Sci. “Piccoli sciatori che alle volte diventano grandi campioni, come è stato per Sofia Goggia, Federica Brignone, Lara Gut, Marta Bassino, Francesca Marsaglia, Irene Curtoni, Elena Curtoni, Petra Vlhová, Ilka Stuhec, Eva Maria Brem, Anna Veith-Fenninger, Viktoria Rebensburg, Clément Noël, Tina Weirather, Henrik Kristoffersen, Nina Løseth, Ivica Kostelić, Janica Kostelić, Max Blardone, Marcel Hirscher e tantissimi altri protagonisti del circo bianco di oggi e di ieri”. Non a caso nel 2017 la Regione Toscana ha insignito il Comitato Regionale Toscano FISI del prestigioso premio Pegaso per lo Sport, assegnato “per il lavoro svolto in favore dello sport giovanile, soprattutto per l’organizzazione del Pinocchio Sugli Sci”. Proprio la Regione ha ospitato la presentazione della 40° edizione, moderata da Stefano Baragli. Il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, sostenitore di lunga data della manifestazione, ha dichiarato: “Il Pinocchio è ormai parte integrante della tradizione sportiva italiana e rappresenta un’occasione di crescita per tanti piccoli sciatori. La Toscana deve essere fiera che questa importante manifestazione, che ormai si svolge in tutte le maggiori stazioni sciistiche italiane, sia stata ideata nel nostro territorio, sulle nostre montagne, ormai quattro decenni fa. È un evento che, nel tempo, ha lanciato molti atleti che in diversi casi sono diventati dei grandi campioni e che si è affermato come unico nel suo genere a livello mondiale”. Pinocchio Sugli Sci è sì sport, ma è anche un evento dalla forte capacità economica, che riesce a portare ogni anno un ingente indotto sia sulla Montagna Pistoiese che presso le bellissime località sciistiche che ospitano le numerose selezionali zonali. Ogni anno sono oltre 20 le selezioni che vedono i piccoli sciatori di tutta Italia contendersi l’accesso alla settimana di Finali Nazionali all’Abetone. La 40° edizione di Pinocchio Sugli Sci ha preso ufficialmente il via sabato 8 gennaio 2022 con le gare di selezione zonale in programma a Tesido (Bolzano) e proseguirà nelle settimane successive con le prova di slalom gigante delle categorie U9, U10, U11, U12, U14 e U16 a Courmayeur, Zoncolan, Sarius di Sopra, Ponte di Legno, Prato Nevoso, Santa Caterina, Passo San Pellegrino, Sassonetto – Passo Maddalena, Monte Pora, Nova Levante, Roccaraso, Bardonecchia, San Vito di Cadore, Montecampione, Gambarie d’Aspromonte, Cerreto, Piana di Vigezzo, Abetone, Monte Verena, Bardonecchia, Selvino, Campitello Matese, Tarvisio, Sappada e Piancavallo. Dal 27 marzo al 1° aprile 2022 andrà in scena all’Abetone (PT) il tradizionale appuntamento con le Finali Nazionali ed Internazionali, organizzate in collaborazione con SAF – Società Abetone Funivie e Comune di Abetone Cutigliano. Alla Fase Nazionale prederanno parte più di 1700 giovani atleti, i qualificati delle selezioni zonali provenienti da tutta Italia, si sfideranno per aggiudicarsi l’ambito Pinocchio d’Oro, assegnato ai vincitori delle categorie Baby e Cuccioli, e per i più grandi delle categorie Ragazzi e Allievi un posto nel Team Italia e la citazione nel prestigioso Albo d’Oro di Pinocchio. In fase di definizione le Finali Internazionali che tradizionalmente richiamano all’Abetone i migliori sciatori delle categorie Ragazzi e Allievi di tutto il mondo. La Fase Internazionale negli anni passati ha ospitato una media di 30/35 Nazionali estere: nell’ottica di realizzare una Finale totalmente in linea con le normative anti-Covid si sta organizzando l’ospitalità degli atleti stranieri con tutte le precauzioni del caso. Maggiori info seguiranno nelle prossime settimane. Per l’ottavo anno consecutivo Enel si conferma sponsor del Pinocchio sugli Sci, che in questo 40esimo anno assume un significato ancora più importante anche per la sua attenzione alla sostenibilità ambientale, attraverso la sinergia tra energia e sport. L’approccio sostenibile, secondo Enel, è l’unico in grado di orientare le scelte che riguardano il presente e il futuro, non solo nel settore energetico. Occorre una nuova visione in tutti gli ambiti dell’attività umana. In questo contesto, la Toscana può rappresentare un riferimento in termini di sviluppo sostenibile grazie alla geotermia, agli impianti idroelettrici, per non parlare dell’Innovation Hub, dei progetti di riqualificazione di ex siti industriali, dell’impegno per la diffusione della mobilità elettrica, dei servizi innovativi legati al vettore elettrico e del turismo sostenibile nei luoghi dell’energia. Si tratta di un’attività che fa parte del più ampio impegno aziendale a livello internazionale, che vede Enel tra i leader della transizione energetica secondo le linee guida della sostenibilità, dell’innovazione e dell’economia circolare. Da quest’anno Official Charity Partner della manifestazione è Dynamo Camp, Onlus che offre gratuitamente programmi di Terapia Ricreativa a bambini e ragazzi con patologie gravi o croniche e alle loro famiglie. Le attività sono offerte presso Dynamo Camp, luogo meraviglioso situato a Limestre (Pistoia), al limitare di un’Oasi affiliata WWF, e in ospedali, associazioni e Dynamo City Camp in numerose città. A Dynamo Camp in particolare verranno devoluti 2 € per ogni iscrizione alle selezioni e 4 € per ogni iscrizione alla Finale. Staff e volontari Dynamo saranno presenti in tutte le tappe per far conoscere il progetto. LE DICHIARAZIONI “La montagna pistoiese è pronta ad accogliere Pinocchio sugli sci – ha aggiunto l’assessore al turismo Leonardo Marras – che, oltre ad essere un’occasione di divertimento nel nome di uno dei personaggi della fantasia più conosciuti e amati al mondo, sarà anche una grande vetrina per richiamare sul territorio molti giovani sciatori insieme alle loro squadre e alle famiglie. Una bella opportunità per contribuire a rilanciare l’economia della montagna. Le risorse messe a disposizione da Stato e Regione per sostenere la montagna sono state utili per evitare il collasso. La Regione ha previsto ulteriori 3,8 milioni per rilanciare gli investimenti e migliorare l’offerta sulle piste da sci”. “Grazie a Pinocchio sugli Sci per supportare Dynamo Camp in modo concreto, contribuendo a far conoscere il progetto a un ampio pubblico” ha dichiarato Serena Porcari, CEO di Dynamo Camp. “Sentiamo una forte consonanza con Pinocchio sugli Sci, che come Dynamo raggiunge bambini e ragazzi sul territorio italiano. L’attività sportiva, inoltre, è centrale per il programma Dynamo, con un approccio senza competizione ma volto a divertire e dare fiducia in se stessi e nelle proprie capacità.” “Il sostegno del Gruppo Enel alla manifestazione – ha detto Emiliano Maratea, referente affari istituzionali e sostenibilità di Enel per la Toscana e l’Umbria – deriva da una visione comune di futuro che parla ai giovani e al mondo. Con questa iniziativa promuoviamo il dialogo sul tema dello sport ma anche dell’ambiente, da cui dipende il futuro del nostro pianeta. Il tempo che viviamo, oggi più che mai, ci fa comprendere che siamo tutti interdipendenti. Si tratta di una vera e propria lezione di sostenibilità planetaria da cui nessuno può più chiamarsi fuori. Ecco perché il cambiamento, che era già in atto, può e deve accelerare. Anche in questo caso una spinta decisiva, come sugli sci, può arrivare proprio dalle giovani generazioni”. Al fianco di Pinocchio Sugli Sci tante altre illustri realtà: i top sponsor Zentiva, Calvé, Cucciolone, Ariete e Nescafé, gli Official Sponsor Rossignol, San Benedetto AquaVitamin, Podhio – PDH e il Technical Partner Liski. L’immancabile burattino di legno e tutti i partner della manifestazione saranno tra i protagonisti del Villaggio Itinerante di Pinocchio.Presso l’oasi invernale gli atleti potranno rifocillarsi prima e dopo le gare in totale sicurezza grazie al protocollo anti-covid messo a punto dall’organizzazione. Il Villaggio farà tappa a Prato Nevoso (29 gennaio), Passo San Pellegrino – Moena (6 febbraio), Roccaraso (13 febbraio), San Vito di Cadore (19 febbraio), Cerreto (26-27 febbraio), Bardonecchia (1 marzo), Passo del Tonale (7-8 marzo), Piancavallo (19-20 marzo) e Abetone in occasione delle Finalissime (27 marzo – 1 aprile). L’organizzazione ringrazia per la collaborazione il Comune di Abetone Cutigliano, che è stata scelta per il 2022 come Città Toscana dello Sport e sarà protagonista di eventi e competizioni sportive. “Il Pinocchio sugli Sci rappresenta una tra le più importanti rassegne di sci giovanili a livello nazionale e internazionale e vedrà disputare la gara finalissima sulle piste dell’Abetone”, ha dichiarato il Sindaco di Abetone Cutigliano Marcello Danti. “Un importante segno di ripartenza dopo due anni difficili che ci deve fare ben sperare. Questa 40esima edizione è una occasione importantissima che porta a conoscere il nostro territorio migliaia di turisti. Ogni anno inoltre arrivano tantissime persone da tutto il mondo in compagnia dei giovani atleti che gareggeranno tra marzo e aprile. Un grande augurio per questo importante traguardo e un ringraziamento a tutta l’organizzazione che ogni anno realizza questa importante competizione”. “Sono tantissimi i grandi campioni dello sci di oggi che da ragazzi hanno partecipato a questa manifestazione”, ha dichiarato il consigliere del comune di Abetone Cutigliano e consigliere regionale Diego Petrucci. “Il Pinocchio sugli Sci è ormai una delle manifestazioni più importanti per il nostro territorio che permette ai ragazzi di conoscere le grandi piste del comprensorio dove una volta sciavano anche grandi campioni come Zeno Colò, Celina Seghi e Vittorio Chierroni. Quest’anno oltre a celebrare il grande traguardo dei 40 anni del Pinocchio sugli Sci, celebriamo anche il settantesimo anniversario della medaglia d’oro ad Oslo in discesa libera di Zeno Colò, nostro concittadino che ha portato a conoscere il nostro territorio in tutto il mondo. Il 2022 è quindi un grande traguardo per lo sci, proprio nell’anno di Abetone Cutigliano Capitale toscana dello sport.” L’organizzazione, curata da Sci Club Pinocchio Pescia, ringrazia anche Regione Toscana, FIS, FISI – Federazione Italiana Sport Invernali, Comitato Appennino Toscano FISI, CONI, Fondazione Nazionale Carlo Collodi e SAF per il supporto. Per tutte le info e il calendario aggiornato visitare il sito www.pinocchiosci.com. Sorgente: Pinocchio Sugli Sci: al via la 40esima edizione • Nove da Firenze   [...] Leggi di più...
11/01/2022L’evento sciistico per bambini e ragazzi più prestigioso d’Italia nel 2022 spegne 40 candeline e torna con un ricco calendario all’insegna dello sport e del divertimento. Tante novità, tra cui la partecipazione di Dynamo Camp come Official Charity Partner. Le finali all’Abetone dal 27 marzo al 1° aprile FIRENZE. È partita nel migliore dei modi la stagione invernale 2021-2022, con nevicate abbondanti in tutta Italia e tanta voglia di tornare a sciare dopo mesi di lontananza dalle piste. Sta per tornare anche Pinocchio Sugli Sci, la rassegna giovanile di sci alpino tra le 5 più importanti al mondo, e lo fa con un’edizione particolare: la numero 40! Erano gli inizi degli anni Ottanta quando in tutto il mondo si organizzarono iniziative di ogni genere per celebrare il centenario della pubblicazione de Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi: tra le tante manifestazioni culturali ce ne fu anche una di carattere sportivo, una gara di slalom e slalom gigante riservata ai bambini di età compresa fra sette e quattordici anni. A idearla era stato lo Sci Club Pinocchio di Pescia in collaborazione con la Fondazione Nazionale Carlo Collodi, gli enti turistici e istituzionali del territorio. Si trattava della primissima edizione di Pinocchio Sugli Sci, che quattro decenni dopo continua ad omaggiare il burattino più famoso al mondo e lo fa in grande stile, coinvolgendo ogni anno migliaia di atleti sia italiani che esteri. Pinocchio Sugli Sci è oggi una manifestazione sportiva tra le più celebri e rinomate del pianeta, ma è molto di più. “Il Pinocchio è ormai parte della storia sciistica italiana, ma rappresenta anche un momento di crescita per tanti piccoli atleti che per la prima volta si approcciano alle gare in un contesto agonistico di alto livello”, racconta Franco Giachini, presidente dello Sci Club Pinocchio e patron del Pinocchio Sugli Sci. “Piccoli sciatori che alle volte diventano grandi campioni, come è stato per Sofia Goggia, Federica Brignone, Lara Gut, Marta Bassino, Francesca Marsaglia, Irene Curtoni, Elena Curtoni, Petra Vlhová, Ilka Stuhec, Eva Maria Brem, Anna Veith-Fenninger, Viktoria Rebensburg, Clément Noël, Tina Weirather, Henrik Kristoffersen, Nina Løseth, Ivica Kostelić, Janica Kostelić, Max Blardone, Marcel Hirscher e tantissimi altri protagonisti del circo bianco di oggi e di ieri”. Non a caso nel 2017 la Regione Toscana ha insignito il Comitato Regionale Toscano FISI del prestigioso premio Pegaso per lo Sport, assegnato “per il lavoro svolto in favore dello sport giovanile, soprattutto per l’organizzazione del Pinocchio Sugli Sci”. Proprio la Regione ha ospitato la presentazione della 40° edizione, moderata da Stefano Baragli. Il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, sostenitore di lunga data della manifestazione, ha dichiarato: “Il Pinocchio è ormai parte integrante della tradizione sportiva italiana e rappresenta un’occasione di crescita per tanti piccoli sciatori. La Toscana deve essere fiera che questa importante manifestazione, che ormai si svolge in tutte le maggiori stazioni sciistiche italiane, sia stata ideata nel nostro territorio, sulle nostre montagne, ormai quattro decenni fa. È un evento che, nel tempo, ha lanciato molti atleti che in diversi casi sono diventati dei grandi campioni e che si è affermato come unico nel suo genere a livello mondiale”. Pinocchio Sugli Sci è sì sport, ma è anche un evento dalla forte capacità economica, che riesce a portare ogni anno un ingente indotto sia sulla Montagna Pistoiese che presso le bellissime località sciistiche che ospitano le numerose selezionali zonali. Ogni anno sono oltre 20 le selezioni che vedono i piccoli sciatori di tutta Italia contendersi l’accesso alla settimana di Finali Nazionali all’Abetone. La 40° edizione di Pinocchio Sugli Sci ha preso ufficialmente il via sabato 8 gennaio 2022 con le gare di selezione zonale in programma a Tesido (Bolzano) e proseguirà nelle settimane successive con le prova di slalom gigante delle categorie U9, U10, U11, U12, U14 e U16  a Courmayeur, Zoncolan, Sarius di Sopra, Ponte di Legno, Prato Nevoso, Santa Caterina, Passo San Pellegrino, Sassonetto – Passo Maddalena, Monte Pora, Nova Levante, Roccaraso, Bardonecchia, San Vito di Cadore, Montecampione, Gambarie d’Aspromonte, Cerreto, Piana di Vigezzo, Abetone, Monte Verena, Bardonecchia, Selvino, Campitello Matese, Tarvisio, Sappada e Piancavallo. Dal 27 marzo al 1° aprile 2022 andrà in scena all’Abetone (PT) il tradizionale appuntamento con le Finali Nazionali ed Internazionali, organizzate in collaborazione con SAF – Società Abetone Funivie e Comune di Abetone Cutigliano. Alla Fase Nazionale prederanno parte più di 1700 giovani atleti, i qualificati delle selezioni zonali provenienti da tutta Italia, si sfideranno per aggiudicarsi l’ambito Pinocchio d’Oro, assegnato ai vincitori delle categorie Baby e Cuccioli, e per i più grandi delle categorie Ragazzi e Allievi un posto nel Team Italia e la citazione nel prestigioso Albo d’Oro di Pinocchio. In fase di definizione le Finali Internazionali che tradizionalmente richiamano all’Abetone i migliori sciatori delle categorie Ragazzi e Allievi di tutto il mondo. La Fase Internazionale negli anni passati ha ospitato una media di 30/35 Nazionali estere: nell’ottica di realizzare una Finale totalmente in linea con le normative anti-Covid si sta organizzando l’ospitalità degli atleti stranieri con tutte le precauzioni del caso. Maggiori info seguiranno nelle prossime settimane. Per l’ottavo anno consecutivo Enel si conferma sponsor del Pinocchio sugli Sci, che in questo 40esimo anno assume un significato ancora più importante anche per la sua attenzione alla sostenibilità ambientale, attraverso la sinergia tra energia e sport. L’approccio sostenibile, secondo Enel, è l’unico in grado di orientare le scelte che riguardano il presente e il futuro, non solo nel settore energetico. Occorre una nuova visione in tutti gli ambiti dell’attività umana. In questo contesto, la Toscana può rappresentare un riferimento in termini di sviluppo sostenibile grazie alla geotermia, agli impianti idroelettrici, per non parlare dell’Innovation Hub, dei progetti di riqualificazione di ex siti industriali, dell’impegno per la diffusione della mobilità elettrica, dei servizi innovativi legati al vettore elettrico e del turismo sostenibile nei luoghi dell’energia. Si tratta di un’attività che fa parte del più ampio impegno aziendale a livello internazionale, che vede Enel tra i leader della transizione energetica secondo le linee guida della sostenibilità, dell’innovazione e dell’economia circolare. Da quest’anno Official Charity Partner della manifestazione è Dynamo Camp, Onlus che offre gratuitamente programmi di Terapia Ricreativa a bambini e ragazzi con patologie gravi o croniche e alle loro famiglie. Le attività sono offerte presso Dynamo Camp, luogo meraviglioso situato a Limestre (Pistoia), al limitare di un’Oasi affiliata WWF, e in ospedali, associazioni e Dynamo City Camp in numerose città. A Dynamo Camp in particolare verranno devoluti 2 € per ogni iscrizione alle selezioni e 4 € per ogni iscrizione alla Finale. Staff e volontari Dynamo saranno presenti in tutte le tappe per far conoscere il progetto. La montagna pistoiese è pronta ad accogliere Pinocchio sugli sci – ha aggiunto l’assessore al turismo Leonardo Marras – che, oltre ad essere un’occasione di divertimento nel nome di uno dei personaggi della fantasia più conosciuti e amati al mondo, sarà anche una grande vetrina per richiamare sul territorio molti giovani sciatori insieme alle loro squadre e alle famiglie. Una bella opportunità per contribuire a rilanciare l’economia della montagna. Le risorse messe a disposizione da Stato e Regione per sostenere la montagna sono state utili per evitare il collasso. La Regione ha previsto ulteriori 3,8 milioni per rilanciare gli investimenti e migliorare l’offerta sulle piste da sci”. “Grazie a Pinocchio sugli Sci per supportare Dynamo Camp in modo concreto, contribuendo a far conoscere il progetto a un ampio pubblico” ha dichiarato Serena Porcari, CEO di Dynamo Camp. “Sentiamo una forte consonanza con Pinocchio sugli Sci, che come Dynamo raggiunge bambini e ragazzi sul territorio italiano. L’attività sportiva, inoltre, è centrale per il programma Dynamo, con un approccio senza competizione ma volto a divertire e dare fiducia in se stessi e nelle proprie capacità.” “Il sostegno del Gruppo Enel alla manifestazione – ha detto Emiliano Maratea, referente affari istituzionali e sostenibilità di Enel per la Toscana e l’Umbria – deriva da una visione comune di futuro che parla ai giovani e al mondo. Con questa iniziativa promuoviamo il dialogo sul tema dello sport ma anche dell’ambiente, da cui dipende il futuro del nostro pianeta. Il tempo che viviamo, oggi più che mai, ci fa comprendere che siamo tutti interdipendenti. Si tratta di una vera e propria lezione di sostenibilità planetaria da cui nessuno può più chiamarsi fuori. Ecco perché il cambiamento, che era già in atto, può e deve accelerare. Anche in questo caso una spinta decisiva, come sugli sci, può arrivare proprio dalle giovani generazioni”. Al fianco di Pinocchio Sugli Sci tante altre illustri realtà: i top sponsor Zentiva, Calvé, Cucciolone, Ariete e Nescafé, gli Official Sponsor Rossignol, San Benedetto AquaVitamin, Podhio – PDH e il Technical Partner Liski. L’immancabile burattino di legno e tutti i partner della manifestazione saranno tra i protagonisti del Villaggio Itinerante di Pinocchio. Presso l’oasi invernale gli atleti potranno rifocillarsi prima e dopo le gare in totale sicurezza grazie al protocollo anti-covid messo a punto dall’organizzazione. Il Villaggio farà tappa a Prato Nevoso (29 gennaio), Passo San Pellegrino – Moena (6 febbraio), Roccaraso (13 febbraio), San Vito di Cadore (19 febbraio), Cerreto (26-27 febbraio), Bardonecchia (1 marzo), Passo del Tonale (7-8 marzo), Piancavallo (19-20 marzo) e Abetone in occasione delle Finalissime (27 marzo – 1 aprile). L’organizzazione ringrazia per la collaborazione il Comune di Abetone Cutigliano, che è stata scelta per il 2022 come Città Toscana dello Sport e sarà protagonista di eventi e competizioni sportive. “Il Pinocchio sugli Sci rappresenta una tra le più importanti rassegne di sci giovanili a livello nazionale e internazionale e vedrà disputare la gara finalissima sulle piste dell’Abetone”, ha dichiarato il Sindaco di Abetone Cutigliano Marcello Danti. “Un importante segno di ripartenza dopo due anni difficili che ci deve fare ben sperare. Questa 40esima edizione è una occasione importantissima che porta a conoscere il nostro territorio migliaia di turisti. Ogni anno inoltre arrivano tantissime persone da tutto il mondo in compagnia dei giovani atleti che gareggeranno tra marzo e aprile. Un grande augurio per questo importante traguardo e un ringraziamento a tutta l’organizzazione che ogni anno realizza questa importante competizione”. “Sono tantissimi i grandi campioni dello sci di oggi che da ragazzi hanno partecipato a questa manifestazione”, ha dichiarato il consigliere del comune di Abetone Cutigliano e consigliere regionale Diego Petrucci. “Il Pinocchio sugli Sci è ormai una delle manifestazioni più importanti per il nostro territorio che permette ai ragazzi di conoscere le grandi piste del comprensorio dove una volta sciavano anche grandi campioni come Zeno Colò, Celina Seghi e Vittorio Chierroni. Quest’anno oltre a celebrare il grande traguardo dei 40 anni del Pinocchio sugli Sci, celebriamo anche il settantesimo anniversario della medaglia d’oro ad Oslo in discesa libera di Zeno Colò, nostro concittadino che ha portato a conoscere il nostro territorio in tutto il mondo. Il 2022 è quindi un grande traguardo per lo sci, proprio nell’anno di Abetone Cutigliano Capitale toscana dello sport.” L’organizzazione, curata da Sci Club Pinocchio Pescia, ringrazia anche Regione Toscana, FIS, FISI – Federazione Italiana Sport Invernali, Comitato Appennino Toscano FISI, CONI, Fondazione Nazionale Carlo Collodi e SAF per il supporto. Andrea Balli Per tutte le info e il calendario aggiornato visitare il sito www.pinocchiosci.com. Sorgente: PINOCCHIO SUGLI SCI: AL VIA LA 40ESIMA EDIZIONE, ENEL TOP SPONSOR PER IL SETTIMO ANNO – Linea Libera   [...] Leggi di più...
11/01/2022È partita nel migliore dei modi la stagione invernale 2021-2022, con nevicate abbondanti in tutta Italia e tanta voglia di tornare a sciare dopo mesi di lontananza dalle piste. Sta per tornare anche Pinocchio Sugli Sci, la rassegna giovanile di sci alpino tra le 5 più importanti al mondo, e lo fa con un’edizione particolare: la numero 40! Erano gli inizi degli anni Ottanta quando in tutto il mondo si organizzarono iniziative di ogni genere per celebrare il centenario della pubblicazione de Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi: tra le tante manifestazioni culturali ce ne fu anche una di carattere sportivo, una gara di slalom e slalom gigante riservata ai bambini di età compresa fra sette e quattordici anni. A idearla era stato lo Sci Club Pinocchio di Pescia in collaborazione con la Fondazione Nazionale Carlo Collodi, gli enti turistici e istituzionali del territorio. Si trattava della primissima edizione di Pinocchio Sugli Sci, che quattro decenni dopo continua ad omaggiare il burattino più famoso al mondo e lo fa in grande stile, coinvolgendo ogni anno migliaia di atleti sia italiani che esteri. Pinocchio Sugli Sci è oggi una manifestazione sportiva tra le più celebri e rinomate del pianeta, ma è molto di più. “Il Pinocchio è ormai parte della storia sciistica italiana, ma rappresenta anche un momento di crescita per tanti piccoli atleti che per la prima volta si approcciano alle gare in un contesto agonistico di alto livello”, racconta Franco Giachini, presidente dello Sci Club Pinocchio e patron del Pinocchio Sugli Sci. “Piccoli sciatori che alle volte diventano grandi campioni, come è stato per Sofia Goggia, Federica Brignone, Lara Gut, Marta Bassino, Francesca Marsaglia, Irene Curtoni, Elena Curtoni, Petra Vlhová, Ilka Stuhec, Eva Maria Brem, Anna Veith-Fenninger, Viktoria Rebensburg, Clément Noël, Tina Weirather, Henrik Kristoffersen, Nina Løseth, Ivica Kostelić, Janica Kostelić, Max Blardone, Marcel Hirscher e tantissimi altri protagonisti del circo bianco di oggi e di ieri”. Non a caso nel 2017 la Regione Toscana ha insignito il Comitato Regionale Toscano FISI del prestigioso premio Pegaso per lo Sport, assegnato “per il lavoro svolto in favore dello sport giovanile, soprattutto per l’organizzazione del Pinocchio Sugli Sci”. Proprio la Regione ha ospitato la presentazione della 40° edizione, moderata da Stefano Baragli. Il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, sostenitore di lunga data della manifestazione, ha dichiarato: “Il Pinocchio è ormai parte integrante della tradizione sportiva italiana e rappresenta un’occasione di crescita per tanti piccoli sciatori. La Toscana deve essere fiera che questa importante manifestazione, che ormai si svolge in tutte le maggiori stazioni sciistiche italiane, sia stata ideata nel nostro territorio, sulle nostre montagne, ormai quattro decenni fa. È un evento che, nel tempo, ha lanciato molti atleti che in diversi casi sono diventati dei grandi campioni e che si è affermato come unico nel suo genere a livello mondiale”. “La montagna pistoiese è pronta ad accogliere Pinocchio sugli sci – ha aggiunto l’assessore al turismo Leonardo Marras – che, oltre ad essere un’occasione di divertimento nel nome di uno dei personaggi della fantasia più conosciuti e amati al mondo, sarà anche una grande vetrina per richiamare sul territorio molti giovani sciatori insieme alle loro squadre e alle famiglie. Una bella opportunità per contribuire a rilanciare l’economia della montagna. Le risorse messe a disposizione da Stato e Regione per sostenere la montagna sono state utili per evitare il collasso. La Regione ha previsto ulteriori 3,8 milioni per rilanciare gli investimenti e migliorare l’offerta sulle piste da sci”. Pinocchio Sugli Sci è sì sport, ma è anche un evento dalla forte capacità economica, che riesce a portare ogni anno un ingente indotto sia sulla Montagna Pistoiese che presso le bellissime località sciistiche che ospitano le numerose selezionali zonali. Ogni anno sono oltre 20 le selezioni che vedono i piccoli sciatori di tutta Italia contendersi l’accesso alla settimana di Finali Nazionali all’Abetone. La 40° edizione di Pinocchio Sugli Sci ha preso ufficialmente il via sabato 8 gennaio 2022 con le gare di selezione zonale in programma a Tesido (Bolzano) e proseguirà nelle settimane successive con le prova di slalom gigante delle categorie U9, U10, U11, U12, U14 e U16  a Courmayeur, Zoncolan, Sarius di Sopra, Ponte di Legno, Prato Nevoso, Santa Caterina, Passo San Pellegrino, Sassonetto – Passo Maddalena, Monte Pora, Nova Levante, Roccaraso, Bardonecchia, San Vito di Cadore, Montecampione, Gambarie d’Aspromonte, Cerreto, Piana di Vigezzo, Abetone, Monte Verena, Bardonecchia, Selvino, Campitello Matese, Tarvisio, Sappada e Piancavallo. Dal 27 marzo al 1° aprile 2022 andrà in scena all’Abetone (PT) il tradizionale appuntamento con le Finali Nazionali ed Internazionali, organizzate in collaborazione con SAF – Società Abetone Funivie e Comune di Abetone Cutigliano. Alla Fase Nazionale prederanno parte più di 1700 giovani atleti, i qualificati delle selezioni zonali provenienti da tutta Italia, si sfideranno per aggiudicarsi l’ambito Pinocchio d’Oro, assegnato ai vincitori delle categorie Baby e Cuccioli, e per i più grandi delle categorie Ragazzi e Allievi un posto nel Team Italia e la citazione nel prestigioso Albo d’Oro di Pinocchio. In fase di definizione le Finali Internazionali che tradizionalmente richiamano all’Abetone i migliori sciatori delle categorie Ragazzi e Allievi di tutto il mondo. La Fase Internazionale negli anni passati ha ospitato una media di 30/35 Nazionali estere: nell’ottica di realizzare una Finale totalmente in linea con le normative anti-Covid si sta organizzando l’ospitalità degli atleti stranieri con tutte le precauzioni del caso. Maggiori info seguiranno nelle prossime settimane. Da quest’anno Official Charity Partner della manifestazione è Dynamo Camp, Onlus che offre gratuitamente programmi di Terapia Ricreativa a bambini e ragazzi con patologie gravi o croniche e alle loro famiglie. Le attività sono offerte presso Dynamo Camp, luogo meraviglioso situato a Limestre (Pistoia), al limitare di un’Oasi affiliata WWF, e in ospedali, associazioni e Dynamo City Camp in numerose città. A Dynamo Camp in particolare verranno devoluti 2 € per ogni iscrizione alle selezioni e 4 € per ogni iscrizione alla Finale. Staff e volontari Dynamo saranno presenti in tutte le tappe per far conoscere il progetto. “Grazie a Pinocchio sugli Sci per supportare Dynamo Camp in modo concreto, contribuendo a far conoscere il progetto a un ampio pubblico” ha dichiarato Serena Porcari, CEO di Dynamo Camp. “Sentiamo una forte consonanza con Pinocchio sugli Sci, che come Dynamo raggiunge bambini e ragazzi sul territorio italiano. L’attività sportiva, inoltre, è centrale per il programma Dynamo, con un approccio senza competizione ma volto a divertire e dare fiducia in se stessi e nelle proprie capacità.” Per l’ottavo anno consecutivo Enel si conferma sponsor del Pinocchio sugli Sci, che in questo 40esimo anno assume un significato ancora più importante anche per la sua attenzione alla sostenibilità ambientale, attraverso la sinergia tra energia e sport: “il sostegno del Gruppo Enel alla manifestazione – ha detto Emiliano Maratea, referente affari istituzionali e sostenibilità di Enel per la Toscana e l’Umbria – deriva da una visione comune di futuro che parla ai giovani e al mondo. Con questa iniziativa promuoviamo il dialogo sul tema dello sport ma anche dell’ambiente, da cui dipende il futuro del nostro pianeta. Il tempo che viviamo, oggi più che mai, ci fa comprendere che siamo tutti interdipendenti. Si tratta di una vera e propria lezione di sostenibilità planetaria da cui nessuno può più chiamarsi fuori. Ecco perché il cambiamento, che era già in atto, può e deve accelerare. Anche in questo caso una spinta decisiva, come sugli sci, può arrivare proprio dalle giovani generazioni”. L’approccio sostenibile, secondo Enel, è l’unico in grado di orientare le scelte che riguardano il presente e il futuro, non solo nel settore energetico. Occorre una nuova visione in tutti gli ambiti dell’attività umana. In questo contesto, la Toscana può rappresentare un riferimento in termini di sviluppo sostenibile grazie alla geotermia, agli impianti idroelettrici, per non parlare dell’Innovation Hub, dei progetti di riqualificazione di ex siti industriali, dell’impegno per la diffusione della mobilità elettrica, dei servizi innovativi legati al vettore elettrico e del turismo sostenibile nei luoghi dell’energia. Si tratta di un’attività che fa parte del più ampio impegno aziendale a livello internazionale, che vede Enel tra i leader della transizione energetica secondo le linee guida della sostenibilità, dell’innovazione e dell’economia circolare. Al fianco di Pinocchio Sugli Sci tante altre illustri realtà: i top sponsor Zentiva, Calvé, Cucciolone, Ariete e Nescafé, gli Official Sponsor Rossignol, San Benedetto AquaVitamin, Podhio – PDH e il Technical Partner Liski. L’immancabile burattino di legno e tutti i partner della manifestazione saranno tra i protagonisti del Villaggio Itinerante di Pinocchio. Presso l’oasi invernale gli atleti potranno rifocillarsi prima e dopo le gare in totale sicurezza grazie al protocollo anti-covid messo a punto dall’organizzazione. Il Villaggio farà tappa a Prato Nevoso (29 gennaio), Passo San Pellegrino – Moena (6 febbraio), Roccaraso (13 febbraio), San Vito di Cadore (19 febbraio), Cerreto (26-27 febbraio), Bardonecchia (1 marzo), Passo del Tonale (7-8 marzo), Piancavallo (19-20 marzo) e Abetone in occasione delle Finalissime (27 marzo – 1 aprile). L’organizzazione ringrazia per la collaborazione il Comune di Abetone Cutigliano, che è stata scelta per il 2022 come Città Toscana dello Sport e sarà protagonista di eventi e competizioni sportive. “Il Pinocchio sugli Sci rappresenta una tra le più importanti rassegne di sci giovanili a livello nazionale e internazionale e vedrà disputare la gara finalissima sulle piste dell’Abetone”, ha dichiarato il Sindaco di Abetone Cutigliano Marcello Danti. “Un importante segno di ripartenza dopo due anni difficili che ci deve fare ben sperare. Questa 40esima edizione è una occasione importantissima che porta a conoscere il nostro territorio migliaia di turisti. Ogni anno inoltre arrivano tantissime persone da tutto il mondo in compagnia dei giovani atleti che gareggeranno tra marzo e aprile. Un grande augurio per questo importante traguardo e un ringraziamento a tutta l’organizzazione che ogni anno realizza questa importante competizione”. “Sono tantissimi i grandi campioni dello sci di oggi che da ragazzi hanno partecipato a questa manifestazione”, ha dichiarato il consigliere del comune di Abetone Cutigliano e consigliere regionale Diego Petrucci. “Il Pinocchio sugli Sci è ormai una delle manifestazioni più importanti per il nostro territorio che permette ai ragazzi di conoscere le grandi piste del comprensorio dove una volta sciavano anche grandi campioni come Zeno Colò, Celina Seghi e Vittorio Chierroni. Quest’anno oltre a celebrare il grande traguardo dei 40 anni del Pinocchio sugli Sci, celebriamo anche il settantesimo anniversario della medaglia d’oro ad Oslo in discesa libera di Zeno Colò, nostro concittadino che ha portato a conoscere il nostro territorio in tutto il mondo. Il 2022 è quindi un grande traguardo per lo sci, proprio nell’anno di Abetone Cutigliano Capitale toscana dello sport.” L’organizzazione, curata da Sci Club Pinocchio Pescia, ringrazia anche Regione Toscana, FIS, FISI – Federazione Italiana Sport Invernali, Comitato Appennino Toscano FISI, CONI, Fondazione Nazionale Carlo Collodi e SAF per il supporto. Sorgente: SPORT – Pinocchio Sugli Sci: la prestigiosa rassegna giovanile è alla 40esima edizione – Toscana News   [...] Leggi di più...
11/01/2022È il silenzio a dominare in questi giorni la scena a Montecampione dopo che la Regione ha giudicato «non procedibile» la richiesta di riconoscimento giuridico del Consorzio dei residenti. Attraverso i social qualcuno tra quelli che hanno una residenza nel villaggio turistico ha chiesto di sapere che cosa è ora intenzionato a fare l’ente guidato da Paolo Birnbaum, e il presidente ha così deciso di inviare un breve comunicato a tutti coloro che hanno casa nella stazione turistica della bassa valle. Poche parole, ma dal tono deciso, per chiarire che «la partita del riconoscimento giuridico dell’ente è solo all’inizio e il Consorzio si è già attivato nelle sedi competenti». La nota prosegue poi affermando che «le sue decisioni saranno segnate da atti formali senza indugi e titubanze». Quali saranno questi atti per ora lo si può solo ipotizzare, dato che il consiglio di amministrazione ha deciso di non rilasciare alcuna dichiarazione in merito e «in ragione della rilevanza dell’argomento», e a parte la sintetica comunicazione appena riportata ha dichiarato il silenzio stampa a oltranza. Eventuali nuove informazioni verranno date «a tempo debito e quando si riterrà opportuno sull’evoluzione della situazione». A chi chiede lumi sull’argomento non rimane quindi che aspettare. Come riportato da Bresciaoggi nell’edizione di domenica, la Regione ha respinto la domanda di trasformazione del Consorzio Montecampione da associazione non riconosciuta ad associazione riconosciuta, facendo leva su alcuni punti quali la natura dell’ente e la persistenza del fine istituzionale. Intravedendo anche un profilo di criticità nell’articolo 16 dello Statuto «che indica i sindaci di Artogne e Piancamuno quali membri di diritto del consiglio di amministrazione di un’associazione privata». Ricorso al Tar, modifica dello Statuto o cos’altro nel percorso che attende lo storico ente di Montecampione? Domenico Benzoni Sorgente: Statuto bocciato Per il Consorzio la partita è aperta | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
11/01/2022Il bello dell’inverno, per chiunque ami gli sport sulla neve o semplicemente la montagna, è la settimana bianca. Vediamo quali sono le mete in cui andare last minute, pagando di meno ma con divertimento e relax assicurati. Italia o estero? La prima cosa da scegliere è se rimanere in Italia o andare all’estero (Francia, Svizzera o Austria). Per una settimana bianca last minute è fondamentale non scegliere località troppo turistiche (che sarebbero troppo affollate e costose) ma quelle meno rinomate ma non per questo meno belle e servite. Ad esempio in Italia Ad esempio in Italia si può prendere in considerazione la zona di Cerreto Laghi in Emilia Romagna che vanta 3 seggiovie e uno skilift, 35 cannoni per innevamento programmato e un totale di 13 piste da sci. Nelle Marche, invece, molto servita e bella è la zona di Frontignano di Ussita, sui monti Sibillini. Il comprensorio sciistico include più di 10 piste e una nuova seggiovia quadriposto (chiamata “Lo Schiancio-Le Saliere”) che offre un servizio di risalita molto comodo. In Lombardia, invece, per una settimana bianca last minute si può valutare Montecampione, in Valcamonica, che vanta 20 piste di tre livelli diversi: 3 medio-facili, 13 intermedie e 4 di livello avanzato, skilift e un sistema d’innevamento artificiale. Ed è sicuramente una località più economica di Livigno e Ponte di Legno. Scendendo, anche nel Lazio ci si potrà godere la neve a Campocatino, dove c’è una pista panoramica che consente di ammirare i paesaggi sottostanti. In Abruzzo, invece, c’è la bella Pescasseroli che ospita una stazione sciistica ben attrezzata ed è la meta perfetta anche per meravigliose passeggiate nella natura. Passando al Molise, ci sono le località di Campitello Matese e di Capracotta con diverse piste: sono soluzioni perfette per una settimana bianca last minute, low cost ma davvero indimenticabile. Infine in Calabria, nel cuore della Sila, si trova Villaggio Palumbo con le sue 10 piste (con diversi livelli di difficoltà), una pista panoramica e prezzi davvero interessanti. Sorgente: Settimana bianca last minute, dove andare   [...] Leggi di più...
11/01/2022Le vacanze natalizie sono appena terminate eppure si consulta già il calendario per scorgere altri momenti in cui prendersi una pausa di relax. Anche perché non tutti hanno avuto la possibilità di godersele al meglio, causa quarantene e positività. Per tanti italiani sono state vacanze non vacanze, obbligati in casa dal Covid. Sperando che la situazione possa presto migliorare, ci si augura che dalla fine del mese ci possano essere notizie più positive al riguardo. Ci saranno famiglie che opteranno per la settimana bianca, magari in comprensori di buona qualità come visto nei giorni scorsi. È il caso di Montecampione, che non sarà un borgo incantevole, ma è il luogo giusto per trascorrere una settimana bianca all’insegna del divertimento sulla neve. Le coppie, invece, potrebbero decidere di trascorrere una giornata in SPA. Oppure frequentarne due o tre differenti, magari in luoghi diversi, per abbinare al relax anche una visita turistica. Vediamo alcuni consigli che arrivano da Tripadvisor, solitamente molto attendibile al riguardo. Iniziamo dal White Bay Resort di Fontane Bianche, vicino a Siracusa. Già il nome è sinonimo di garanzia. Uno dei centri storici più belli dell’intera penisola, un ambiente da favola, anche d’inverno. Costruito a pochi passi dalla spiaggia, ha un’area Spa modernissima e super attrezzata. Addirittura, ci sono delle suite con accesso riservato ed esclusivo all’area benessere e con una piccola piscina in camera con vista mare. Un paradiso! Subito dietro, rimanendo al sud, ecco il Capo Vaticano Resort Thalasso SPA, in Calabria. Affacciato sul Mar Tirreno, questo complesso è al top per quel che riguarda i trattamenti talassoterapici. Vasche di acqua marina ospiteranno i clienti in cerca di relax. Inoltre, si potranno effettuare percorsi durante i quali si potranno assaggiare tisane e infusi con prodotti a km 0. Un solo svantaggio, attualmente chiuso, bisognerà aspettare la primavera per visitarlo. Un salto al nord Dal sud ci trasferiamo al nord, per descrivere il Mandarin Oriental sul Lago di Como. Lo scenario cambia, dall’acqua salata si passa a quella dolce, con 1300 mq a disposizione per godere di ogni tipo di trattamento. La stanza del sale dell’Himalaya è il vero fiore all’occhiello. Torniamo al sud, per visitare l’Hotel Margherita, a Praiano, in provincia di Salerno, nella splendida cornice della Costiera Amalfitana. Basterebbero solo queste due parole per giustificare la scelta. Anche in questo caso, però, bisognerà aspettare qualche settimana, perché la struttura aprirà il 1° marzo. La sua terrazza con vista mare e piscina riscaldata, però, ripagherà l’attesa. Infine, ultimo trasferimento verso il nord est. Ad accoglierci il Falisia Luxury Collection Resort & SPA. Ci troviamo sullo splendido Golfo di Trieste, a pochi passi dal capoluogo giuliano. Qui, il fiore all’occhiello sono i trattamenti, tutti firmati Bakel, uno marchio di grande qualità per quanto riguarda la cura della pelle. Quindi, non pensiamo solo alla settimana bianca, per gli amanti del relax e del benessere ecco le 5 migliori SPA in Italia per Tripadvisor, da nord a sud. Un momento speciale da dedicare a se stessi, facendosi coccolare dai migliori trattamenti in circolazione. Sorgente: Non pensiamo solo alla settimana bianca, per gli amanti del relax e del benessere ecco le 5 migliori SPA in Italia per Tripadvisor – Proiezioni di Borsa   [...] Leggi di più...
11/01/2022L’evento sciistico per bambini e ragazzi più prestigioso d’Italia nel 2022 spegne 40 candeline e torna con un ricco calendario all’insegna dello sport e del divertimento. Tante novità, tra cui la partecipazione di Dynamo Camp come Official Charity Partner È partita nel migliore dei modi la stagione invernale 2021-2022, con nevicate abbondanti in tutta Italia e tanta voglia di tornare a sciare dopo mesi di lontananza dalle piste. Sta per tornare anche Pinocchio Sugli Sci, la rassegna giovanile di sci alpino tra le 5 più importanti al mondo, e lo fa con un’edizione particolare: la numero 40! Erano gli inizi degli anni Ottanta quando in tutto il mondo si organizzarono iniziative di ogni genere per celebrare il centenario della pubblicazione de Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi: tra le tante manifestazioni culturali ce ne fu anche una di carattere sportivo, una gara di slalom e slalom gigante riservata ai bambini di età compresa fra sette e quattordici anni. A idearla era stato lo Sci Club Pinocchio di Pescia in collaborazione con la Fondazione Nazionale Carlo Collodi, gli enti turistici e istituzionali del territorio. Si trattava della primissima edizione di Pinocchio Sugli Sci, che quattro decenni dopo continua ad omaggiare il burattino più famoso al mondo e lo fa in grande stile, coinvolgendo ogni anno migliaia di atleti sia italiani che esteri. Pinocchio Sugli Sci è oggi una manifestazione sportiva tra le più celebri e rinomate del pianeta, ma è molto di più. “Il Pinocchio è ormai parte della storia sciistica italiana, ma rappresenta anche un momento di crescita per tanti piccoli atleti che per la prima volta si approcciano alle gare in un contesto agonistico di alto livello”, racconta Franco Giachini, presidente dello Sci Club Pinocchio e patron del Pinocchio Sugli Sci. “Piccoli sciatori che alle volte diventano grandi campioni, come è stato per Sofia Goggia, Federica Brignone, Lara Gut, Marta Bassino, Francesca Marsaglia, Irene Curtoni, Elena Curtoni, Petra Vlhová, Ilka Stuhec, Eva Maria Brem, Anna Veith-Fenninger, Viktoria Rebensburg, Clément Noël, Tina Weirather, Henrik Kristoffersen, Nina Løseth, Ivica Kostelić, Janica Kostelić, Max Blardone, Marcel Hirscher e tantissimi altri protagonisti del circo bianco di oggi e di ieri”. Non a caso nel 2017 la Regione Toscana ha insignito il Comitato Regionale Toscano FISI del prestigioso premio Pegaso per lo Sport, assegnato “per il lavoro svolto in favore dello sport giovanile, soprattutto per l’organizzazione del Pinocchio Sugli Sci”. Proprio la Regione ha ospitato la presentazione della 40° edizione, moderata da Stefano Baragli. Il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, sostenitore di lunga data della manifestazione, ha dichiarato: “Il Pinocchio è ormai parte integrante della tradizione sportiva italiana e rappresenta un’occasione di crescita per tanti piccoli sciatori. La Toscana deve essere fiera che questa importante manifestazione, che ormai si svolge in tutte le maggiori stazioni sciistiche italiane, sia stata ideata nel nostro territorio, sulle nostre montagne, ormai quattro decenni fa. È un evento che, nel tempo, ha lanciato molti atleti che in diversi casi sono diventati dei grandi campioni e che si è affermato come unico nel suo genere a livello mondiale”. “La montagna pistoiese è pronta ad accogliere Pinocchio sugli sci – ha aggiunto l’assessore al turismo Leonardo Marras – che, oltre ad essere un’occasione di divertimento nel nome di uno dei personaggi della fantasia più conosciuti e amati al mondo, sarà anche una grande vetrina per richiamare sul territorio molti giovani sciatori insieme alle loro squadre e alle famiglie. Una bella opportunità per contribuire a rilanciare l’economia della montagna. Le risorse messe a disposizione da Stato e Regione per sostenere la montagna sono state utili per evitare il collasso. La Regione ha previsto ulteriori 3,8 milioni per rilanciare gli investimenti e migliorare l’offerta sulle piste da sci”. Pinocchio Sugli Sci è sì sport, ma è anche un evento dalla forte capacità economica, che riesce a portare ogni anno un ingente indotto sia sulla Montagna Pistoiese che presso le bellissime località sciistiche che ospitano le numerose selezionali zonali. Ogni anno sono oltre 20 le selezioni che vedono i piccoli sciatori di tutta Italia contendersi l’accesso alla settimana di Finali Nazionali all’Abetone. La 40° edizione di Pinocchio Sugli Sci ha preso ufficialmente il via sabato 8 gennaio 2022 con le gare di selezione zonale in programma a Tesido (Bolzano) e proseguirà nelle settimane successive con le prova di slalom gigante delle categorie U9, U10, U11, U12, U14 e U16  a Courmayeur, Zoncolan, Sarius di Sopra, Ponte di Legno, Prato Nevoso, Santa Caterina, Passo San Pellegrino, Sassonetto – Passo Maddalena, Monte Pora, Nova Levante, Roccaraso, Bardonecchia, San Vito di Cadore, Monteampione, Gambarie d’Aspromonte, Cerreto, Piana di Vigezzo, Abetone, Monte Verena, Bardonecchia, Selvino, Campitello Matese, Tarvisio, Sappada e Piancavallo. Dal 27 marzo al 1° aprile 2022 andrà in scena all’Abetone (PT) il tradizionale appuntamento con le Finali Nazionali ed Internazionali, organizzate in collaborazione con SAF – Società Abetone Funivie e Comune di Abetone Cutigliano. Alla Fase Nazionale prederanno parte più di 1700 giovani atleti, i qualificati delle selezioni zonali provenienti da tutta Italia, si sfideranno per aggiudicarsi l’ambito Pinocchio d’Oro, assegnato ai vincitori delle categorie Baby e Cuccioli, e per i più grandi delle categorie Ragazzi e Allievi un posto nel Team Italia e la citazione nel prestigioso Albo d’Oro di Pinocchio. In fase di definizione le Finali Internazionali che tradizionalmente richiamano all’Abetone i migliori sciatori delle categorie Ragazzi e Allievi di tutto il mondo. La Fase Internazionale negli anni passati ha ospitato una media di 30/35 Nazionali estere: nell’ottica di realizzare una Finale totalmente in linea con le normative anti-Covid si sta organizzando l’ospitalità degli atleti stranieri con tutte le precauzioni del caso. Maggiori info seguiranno nelle prossime settimane. Da quest’anno Official Charity Partner della manifestazione è Dynamo Camp, Onlus che offre gratuitamente programmi di Terapia Ricreativa a bambini e ragazzi con patologie gravi o croniche e alle loro famiglie. Le attività sono offerte presso Dynamo Camp, luogo meraviglioso situato a Limestre (Pistoia), al limitare di un’Oasi affiliata WWF, e in ospedali, associazioni e Dynamo City Camp in numerose città. A Dynamo Camp in particolare verranno devoluti 2 € per ogni iscrizione alle selezioni e 4 € per ogni iscrizione alla Finale. Staff e volontari Dynamo saranno presenti in tutte le tappe per far conoscere il progetto. “Grazie a Pinocchio sugli Sci per supportare Dynamo Camp in modo concreto, contribuendo a far conoscere il progetto a un ampio pubblico” ha dichiarato Serena Porcari, CEO di Dynamo Camp. “Sentiamo una forte consonanza con Pinocchio sugli Sci, che come Dynamo raggiunge bambini e ragazzi sul territorio italiano. L’attività sportiva, inoltre, è centrale per il programma Dynamo, con un approccio senza competizione ma volto a divertire e dare fiducia in se stessi e nelle proprie capacità.” Per l’ottavo anno consecutivo Enel si conferma sponsor del Pinocchio sugli Sci, che in questo 40esimo anno assume un significato ancora più importante anche per la sua attenzione alla sostenibilità ambientale, attraverso la sinergia tra energia e sport: “il sostegno del Gruppo Enel alla manifestazione – ha detto Emiliano Maratea, referente affari istituzionali e sostenibilità di Enel per la Toscana e l’Umbria – deriva da una visione comune di futuro che parla ai giovani e al mondo. Con questa iniziativa promuoviamo il dialogo sul tema dello sport ma anche dell’ambiente, da cui dipende il futuro del nostro pianeta. Il tempo che viviamo, oggi più che mai, ci fa comprendere che siamo tutti interdipendenti. Si tratta di una vera e propria lezione di sostenibilità planetaria da cui nessuno può più chiamarsi fuori. Ecco perché il cambiamento, che era già in atto, può e deve accelerare. Anche in questo caso una spinta decisiva, come sugli sci, può arrivare proprio dalle giovani generazioni”. L’approccio sostenibile, secondo Enel, è l’unico in grado di orientare le scelte che riguardano il presente e il futuro, non solo nel settore energetico. Occorre una nuova visione in tutti gli ambiti dell’attività umana. In questo contesto, la Toscana può rappresentare un riferimento in termini di sviluppo sostenibile grazie alla geotermia, agli impianti idroelettrici, per non parlare dell’Innovation Hub, dei progetti di riqualificazione di ex siti industriali, dell’impegno per la diffusione della mobilità elettrica, dei servizi innovativi legati al vettore elettrico e del turismo sostenibile nei luoghi dell’energia. Si tratta di un’attività che fa parte del più ampio impegno aziendale a livello internazionale, che vede Enel tra i leader della transizione energetica secondo le linee guida della sostenibilità, dell’innovazione e dell’economia circolare. Al fianco di Pinocchio Sugli Sci tante altre illustri realtà: i top sponsor Zentiva, Calvé, Cucciolone, Ariete e Nescafé, gli Official Sponsor Rossignol, San Benedetto AquaVitamin, Podhio – PDH e il Technical Partner Liski. L’immancabile burattino di legno e tutti i partner della manifestazione saranno tra i protagonisti del Villaggio Itinerante di Pinocchio. Presso l’oasi invernale gli atleti potranno rifocillarsi prima e dopo le gare in totale sicurezza grazie al protocollo anti-covid messo a punto dall’organizzazione. Il Villaggio farà tappa a Prato Nevoso (29 gennaio), Passo San Pellegrino – Moena (6 febbraio), Roccaraso (13 febbraio), San Vito di Cadore (19 febbraio), Cerreto (26-27 febbraio), Bardonecchia (1 marzo), Passo del Tonale (7-8 marzo), Piancavallo (19-20 marzo) e Abetone in occasione delle Finalissime (27 marzo – 1 aprile). L’organizzazione ringrazia per la collaborazione il Comune di Abetone Cutigliano, che è stata scelta per il 2022 come Città Toscana dello Sport e sarà protagonista di eventi e competizioni sportive. “Il Pinocchio sugli Sci rappresenta una tra le più importanti rassegne di sci giovanili a livello nazionale e internazionale e vedrà disputare la gara finalissima sulle piste dell’Abetone”, ha dichiarato il Sindaco di Abetone Cutigliano Marcello Danti. “Un importante segno di ripartenza dopo due anni difficili che ci deve fare ben sperare. Questa 40esima edizione è una occasione importantissima che porta a conoscere il nostro territorio migliaia di turisti. Ogni anno inoltre arrivano tantissime persone da tutto il mondo in compagnia dei giovani atleti che gareggeranno tra marzo e aprile. Un grande augurio per questo importante traguardo e un ringraziamento a tutta l’organizzazione che ogni anno realizza questa importante competizione”. “Sono tantissimi i grandi campioni dello sci di oggi che da ragazzi hanno partecipato a questa manifestazione”, ha dichiarato il consigliere del comune di Abetone Cutigliano e consigliere regionale Diego Petrucci. “Il Pinocchio sugli Sci è ormai una delle manifestazioni più importanti per il nostro territorio che permette ai ragazzi di conoscere le grandi piste del comprensorio dove una volta sciavano anche grandi campioni come Zeno Colò, Celina Seghi e Vittorio Chierroni. Quest’anno oltre a celebrare il grande traguardo dei 40 anni del Pinocchio sugli Sci, celebriamo anche il settantesimo anniversario della medaglia d’oro ad Oslo in discesa libera di Zeno Colò, nostro concittadino che ha portato a conoscere il nostro territorio in tutto il mondo. Il 2022 è quindi un grande traguardo per lo sci, proprio nell’anno di Abetone Cutigliano Capitale toscana dello sport.” L’organizzazione, curata da Sci Club Pinocchio Pescia, ringrazia anche Regione Toscana, FIS, FISI – Federazione Italiana Sport Invernali, Comitato Appennino Toscano FISI, CONI, Fondazione Nazionale Carlo Collodi e SAF per il supporto. Armando Alibrandi Per tutte le info e il calendario aggiornato visitare il sito www.pinocchiosci.com. Sorgente: Sci – Pinocchio Sugli Sci: al via la 40esima edizione | Gazzetta di Pistoia un aggregatore di notizie   [...] Leggi di più...
10/01/2022Lanciato in Regione Toscana il grande evento giovanile, già partito con gli eventi zonali dello scorso week-end. Tantissime le tappe per la rassegna che ha svelato al mondo alcuni dei più grandi campioni del circo bianco. E’ partita nel migliore dei modi la stagione invernale 2021/2022, con nevicate abbondanti in tutta Italia e tanta voglia di tornare a sciare dopo mesi di lontananza dalle piste, e sta per tornare anche “Pinocchio Sugli Sci”, la rassegna giovanile di sci alpino tra le cinque più importanti al mondo, un’edizione particolare: la numero 40! Erano gli inizi degli anni Ottanta quando in tutto il mondo si organizzarono iniziative di ogni genere per celebrare il centenario della pubblicazione de “Le avventure di Pinocchio” di Carlo Collodi: tra le tante manifestazioni culturali ce ne fu anche una di carattere sportivo, una gara di slalom e slalom gigante riservata ai bambini di età compresa fra sette e quattordici anni. A idearla era stato lo Sci Club Pinocchio di Pescia in collaborazione con la Fondazione Nazionale Carlo Collodi, gli enti turistici e istituzionali del territorio. Si trattava della primissima edizione di Pinocchio Sugli Sci, che quattro decenni dopo continua ad omaggiare il burattino più famoso al mondo e lo fa in grande stile, coinvolgendo ogni anno migliaia di atleti sia italiani che stranieri. Pinocchio Sugli Sci è oggi una manifestazione sportiva tra le più celebri e rinomate del pianeta, ma è molto di più. “Il Pinocchio è ormai parte della storia sciistica italiana, ma rappresenta anche un momento di crescita per tanti piccoli atleti che per la prima volta si approcciano alle gare in un contesto agonistico di alto livello”, racconta Franco Giachini, presidente dello Sci Club Pinocchio e patron dell’evento. “Piccoli sciatori che alle volte diventano grandi campioni, come è stato per Sofia Goggia, Federica Brignone, Lara Gut, Marta Bassino, Francesca Marsaglia, Irene Curtoni, Elena Curtoni, Petra Vlhova, Ilka Stuhec, Eva Maria Brem, Anna Veith-Fenninger, Viktoria Rebensburg, Clément Noel, Tina Weirather, Henrik Kristoffersen, Nina Loeseth, Ivica Kostelic, Janica Kostelic, Max Blardone, Marcel Hirscher e tantissimi altri protagonisti del circo bianco di oggi e di ieri”. Non a caso nel 2017 la Regione Toscana ha insignito il Comitato Regionale Toscano FISI del prestigioso premio Pegaso per lo Sport, assegnato “per il lavoro svolto in favore dello sport giovanile, soprattutto per l’organizzazione del Pinocchio Sugli Sci”. Proprio la Regione ha ospitato lunedì la presentazione della 40esima edizione, moderata da Stefano Baragli. Il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, sostenitore di lunga data della manifestazione, ha dichiarato: “Il Pinocchio è ormai parte integrante della tradizione sportiva italiana e rappresenta un’occasione di crescita per tanti piccoli sciatori. La Toscana deve essere fiera che questa importante manifestazione, che ormai si svolge in tutte le maggiori stazioni sciistiche italiane, sia stata ideata nel nostro territorio, sulle nostre montagne, ormai quattro decenni fa. È un evento che, nel tempo, ha lanciato molti atleti che in diversi casi sono diventati dei grandi campioni e che si è affermato come unico nel suo genere a livello mondiale”. “La montagna pistoiese è pronta ad accogliere Pinocchio Sugli Sci – ha aggiunto l’assessore al turismo Leonardo Marras – che, oltre ad essere un’occasione di divertimento nel nome di uno dei personaggi della fantasia più conosciuti e amati al mondo, sarà anche una grande vetrina per richiamare sul territorio molti giovani sciatori insieme alle loro squadre e alle famiglie. Una bella opportunità per contribuire a rilanciare l’economia della montagna. Le risorse messe a disposizione da Stato e Regione per sostenere la montagna sono state utili per evitare il collasso. La Regione ha previsto ulteriori 3,8 milioni per rilanciare gli investimenti e migliorare l’offerta sulle piste da sci”. Pinocchio Sugli Sci è sì sport, ma è anche un evento dalla forte capacità economica, che riesce a portare ogni anno un ingente indotto sia sulla Montagna Pistoiese che presso le bellissime località sciistiche che ospitano le numerose selezioni zonali ogni anno, oltre 20 per i piccoli sciatori di tutta Italia che si contendono l’accesso alla settimana di Finali Nazionali all’Abetone. La 40esima edizione di Pinocchio Sugli Sci ha preso ufficialmente il via sabato 8 gennaio 2022 con le gare di selezione zonale in programma a Tesido (Bolzano) e proseguirà nelle settimane successive con le prova di slalom gigante delle categorie U9, U10, U11, U12, U14 e U16 a Courmayeur, Zoncolan, Sarius di Sopra, Ponte di Legno, Prato Nevoso, Santa Caterina, Passo San Pellegrino, Sassonetto – Passo Maddalena, Monte Pora, Nova Levante, Roccaraso, Bardonecchia, San Vito di Cadore, Montecampione, Gambarie d’Aspromonte, Cerreto, Piana di Vigezzo, Abetone, Monte Verena, Bardonecchia, Selvino, Campitello Matese, Tarvisio, Sappada e Piancavallo. Dal 27 marzo al 1° aprile 2022 andrà in scena all’Abetone il tradizionale appuntamento con le Finali Nazionali ed Internazionali, organizzate in collaborazione con SAF – Società Abetone Funivie e Comune di Abetone Cutigliano. Alla Fase Nazionale prenderanno parte più di 1700 giovani atleti, i qualificati delle selezioni zonali provenienti da tutta Italia, che si sfideranno per aggiudicarsi l’ambito Pinocchio d’Oro, assegnato ai vincitori delle categorie Baby e Cuccioli, e per i più grandi delle categorie Ragazzi e Allievi un posto nel Team Italia e la citazione nel prestigioso Albo d’Oro di Pinocchio. In fase di definizione le Finali Internazionali che tradizionalmente richiamano all’Abetone i migliori sciatori delle categorie Ragazzi e Allievi di tutto il mondo. La Fase Internazionale negli anni passati ha ospitato una media di 30/35 nazionali estere: nell’ottica di realizzare una Finale totalmente in linea con le normative anti-Covid si sta organizzando l’ospitalità degli atleti stranieri con tutte le precauzioni del caso. Maggiori info seguiranno nelle prossime settimane. Da quest’anno Official Charity Partner della manifestazione è Dynamo Camp, Onlus che offre gratuitamente programmi di Terapia Ricreativa a bambini e ragazzi con patologie gravi o croniche e alle loro famiglie. Le attività sono offerte presso Dynamo Camp, luogo meraviglioso situato a Limestre (Pistoia), al limitare di un’Oasi affiliata WWF, e in ospedali, associazioni e Dynamo City Camp in numerose città. A Dynamo Camp in particolare verranno devoluti 2 euro per ogni iscrizione alle selezioni e 4 euro per ogni iscrizione alla Finale. Staff e volontari Dynamo saranno presenti in tutte le tappe per far conoscere il progetto. “Grazie a Pinocchio Sugli Sci per supportare Dynamo Camp in modo concreto, contribuendo a far conoscere il progetto a un ampio pubblico”, ha dichiarato Serena Porcari, CEO di Dynamo Camp. “Sentiamo una forte consonanza con Pinocchio Sugli Sci, che come Dynamo raggiunge bambini e ragazzi sul territorio italiano. L’attività sportiva, inoltre, è centrale per il programma Dynamo, con un approccio senza competizione ma volto a divertire e dare fiducia in se stessi e nelle proprie capacità”. Per l’ottavo anno consecutivo, Enel si conferma sponsor del Pinocchio Sugli Sci, che in questo 40esimo anno assume un significato ancora più importante anche per la sua attenzione alla sostenibilità ambientale, attraverso la sinergia tra energia e sport: “Il sostegno del Gruppo Enel alla manifestazione – ha detto Emiliano Maratea, referente affari istituzionali e sostenibilità di Enel per la Toscana e l’Umbria – deriva da una visione comune di futuro che parla ai giovani e al mondo. Con questa iniziativa promuoviamo il dialogo sul tema dello sport ma anche dell’ambiente, da cui dipende il futuro del nostro pianeta. Il tempo che viviamo, oggi più che mai, ci fa comprendere che siamo tutti interdipendenti. Si tratta di una vera e propria lezione di sostenibilità planetaria da cui nessuno può più chiamarsi fuori. Ecco perché il cambiamento, che era già in atto, può e deve accelerare. Anche in questo caso una spinta decisiva, come sugli sci, può arrivare proprio dalle giovani generazioni”. L’approccio sostenibile, secondo Enel, è l’unico in grado di orientare le scelte che riguardano il presente e il futuro, non solo nel settore energetico. Occorre una nuova visione in tutti gli ambiti dell’attività umana. In questo contesto, la Toscana può rappresentare un riferimento in termini di sviluppo sostenibile grazie alla geotermia, agli impianti idroelettrici, per non parlare dell’Innovation Hub, dei progetti di riqualificazione di ex siti industriali, dell’impegno per la diffusione della mobilità elettrica, dei servizi innovativi legati al vettore elettrico e del turismo sostenibile nei luoghi dell’energia. Si tratta di un’attività che fa parte del più ampio impegno aziendale a livello internazionale, che vede Enel tra i leader della transizione energetica secondo le linee guida della sostenibilità, dell’innovazione e dell’economia circolare. Al fianco di Pinocchio Sugli Sci tante altre illustri realtà: i top sponsor Zentiva, Calvé, Cucciolone, Ariete e Nescafé, gli Official Sponsor Rossignol, San Benedetto AquaVitamin, Podhio – PDH e il Technical Partner Liski. L’immancabile burattino di legno e tutti i partner della manifestazione saranno tra i protagonisti del Villaggio Itinerante di Pinocchio. Presso l’oasi invernale gli atleti potranno rifocillarsi prima e dopo le gare in totale sicurezza grazie al protocollo anti-covid messo a punto dall’organizzazione. Il Villaggio farà tappa a Prato Nevoso (29 gennaio), Passo San Pellegrino – Moena (6 febbraio), Roccaraso (13 febbraio), San Vito di Cadore (19 febbraio), Cerreto (26-27 febbraio), Bardonecchia (1 marzo), Passo del Tonale (7-8 marzo) e Abetone in occasione delle Finalissime (27 marzo – 1 aprile). L’organizzazione ringrazia per la collaborazione il Comune di Abetone Cutigliano, che è stata scelta per il 2022 come Città Toscana dello Sport e sarà protagonista di eventi e competizioni sportive. “Il Pinocchio Sugli Sci rappresenta una tra le più importanti rassegne di sci giovanili a livello nazionale e internazionale e vedrà disputare la gara finalissima sulle piste dell’Abetone”, ha dichiarato il Sindaco di Abetone Cutigliano Marcello Danti. “Un importante segno di ripartenza dopo due anni difficili che ci deve fare ben sperare. Questa 40esima edizione è una occasione importantissima che porta a conoscere il nostro territorio migliaia di turisti. Ogni anno inoltre arrivano tantissime persone da tutto il mondo in compagnia dei giovani atleti che gareggeranno tra marzo e aprile. Un grande augurio per questo importante traguardo e un ringraziamento a tutta l’organizzazione che ogni anno realizza questa importante competizione”. “Sono tantissimi i grandi campioni dello sci di oggi che da ragazzi hanno partecipato a questa manifestazione”, ha dichiarato il consigliere del comune di Abetone Cutigliano e consigliere regionale Diego Petrucci. “Il Pinocchio Sugli Sci è ormai una delle manifestazioni più importanti per il nostro territorio che permette ai ragazzi di conoscere le grandi piste del comprensorio dove una volta sciavano anche grandi campioni come Zeno Colò, Celina Seghi e Vittorio Chierroni”. Quest’anno oltre a celebrare il grande traguardo dei 40 anni del Pinocchio Sugli Sci, celebriamo anche il settantesimo anniversario della medaglia d’oro ad Oslo in discesa libera di Zeno Colò, nostro concittadino che ha portato a conoscere il nostro territorio in tutto il mondo. Il 2022 è quindi un grande traguardo per lo sci, proprio nell’anno di Abetone Cutigliano Capitale toscana dello sport. Fabio Poncemi Sorgente: Pinocchio Sugli Sci edizione n° 40, ecco la presentazione: finali nazionali a fine marzo all’Abetone   [...] Leggi di più...
10/01/2022Gita sulla neve vicino a Milano? D’inverno le montagne innevate stupiscono la vista. In Lombardia ci sono molte località montane dove poter trascorrere una piacevole settimana bianca. Se non hai la possibilità di partire per sette giorni, puoi sempre organizzare una gita fuori porta vicino a Milano. Un weekend differente per vivere appieno la magia dell’inverno e fare tante attività divertenti sulla neve. Ecco la nostra selezione di località di montagna vicino a Milano: 1. Montecampione – Provincia di Brescia Montecampione dista 116 chilometri da Milano. È la località perfetta per trascorrere un fine settimana sulla neve con una vista pazzesca sul lago d’Iseo. Ci sono 80 Km di piste: 5 nere, 11 rosse, 11 blu e 6 verdi. Chi non ama sciare, può organizzare altre attività nella natura, alla scoperta della Valle Camonica, diventata famosa per le incisioni rupestri. Montecampione permette di raggiungere facilmente anche le Terme di Boario. Inoltre, nella zona sono presenti negozi, pub, pizzerie, una sala cinema e un teatro per l’intrattenimento. 2. Ponte di Legno – Provincia di Brescia 3. Monte Pora – Provincia di Bergamo 4. Colere – Provincia di Bergamo 5. Gromo – Provincia di Bergamo Chiara Carlini Altre informazioni ed immagini al link della sorgente: 5 posti dove godersi la neve vicino a Milano – Secret Milano   [...] Leggi di più...

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