I ♥ MONTECAMPIONE

Montecampion'è per sempre!

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01/06/2022Buongiorno, riportiamo, di seguito, alcune notizie utili per la permanenza a Montecampione per il periodo 02-05/06: – Giovedì 2 giugno si terrà la prima edizione della Vissone Mountain Race – corsa e camminata ludico motoria aperta a tutti. ATTENZIONE: la gara/camminata attraverserà anche le seguenti strade carrozzabili: – via Panoramica (ex distributore) fino al tornante di Valnegra – incrocio via Panoramica con via della Pineta, fino al condominio La Pineta di Montecampione – via delle villette di Montecampione, dal Palazzetto dello Sport fino al piazzale sito a monte del Condominio Edelweiss PERTANTO, tra le 9 e le 13 si potrà verificare la sospensione provvisoria della circolazione in occasione del passaggio degli atleti.   – Sabato 4 giugno MTB Tour VerticalMonte: escursione panoramica in mtb. Percorso misto strada e sterrato, che si snoda fra tratti nel bosco e strade panoramiche con vista sulla valle e il lago d’Iseo. Ritrovo 9,30 splaza poi partenza verso il Plan e il rifugio Monte Cimosco, si prosegue su mulattiera in discesa sulla dorsale di Gianico per poi tornare con bel percorso al Prato Secondino. Consigliata l’e-bike oppure giro da esperti con bici muscolare. Evento con accompagnamento gratuito con Istruttore Nazionale; richiesto documento d’identità per modulo scarico responsabilità; possibilità noleggio e-bike (no muscolare) 12 posti disponibili INFO E PRENOTAZIONI Andrea Bendotti 3807892508 Consulta la pagina facebook VerticalMonte – Domenica 5 giugno escursione botanica con l’esperto botanico Marco Biolo. Partenza davanti alla seggiovia Corniolo alle ore 9.00. – 2-3-4-5 giugno presenza a Vissone della caratteristica Festa Patronale di San Bernardino con stand gastronomico ed intrattenimento. Cordiali saluti.   Ufficio Stampa del Consorzio Montecampione via Panoramica 61 – 25050 Pian Camuno (BS) tel. 0364/560188 – fax 560948 web: www.consorziomontecampione.it mail: ufficiostampa@consorziomontecampione.it   [...] Leggi di più...
30/05/2022  Regione Lombardia ha aderito alla proposta di Patto territoriale per lo sviluppo economico, ambientale, sociale e della mobilità del territorio montano del Monte Maniva, che prevede la realizzazione di dieci interventi infrastrutturali strategici, per un importo complessivo di 17 milioni di euro, di cui 12.518.000 dalla Regione. Al Patto territoriale aderiscono le Comunità montane di Valle Trompia e di Valle Sabbia, i Comuni di Bagolino e Collio e la società Maniva Ski srl. Si tratta di un’operazione strategica destinata a migliorare il Maniva: nello specifico sono previsti precisi interventi sulle le vie di accesso al comprensorio sciistico, con i tem,i legati alla la mobilità e all’accoglienza, anche in ottica del grande appuntamento Milano-Cortina 2026 che intende essere anche per questo comprensorio montano una leva importante per il turismo. Dopo Ponte-Tonale, Borno e Montecampione, questa ultima notizia positiva completa il quadro dei grandi interventi strutturali a sostegno delle stazioni sciistiche e turistiche della montagna bresciana, con ujn finanziamento pubblico che complessivamente supera i 100 milioni di euro, in gradi di attivate finanziamenti propri pari ad almeno 60 milioni di euro. Grazie al Patto Territoriale del monte Maniva, in particolare, che vede come soggetto capofila la Comunità Montana della Valle Trompia, verranno realizzati interventi strategici quali l’adeguamento funzionale dell’impianto di risalita Zocchi con sostituzione di quello esistente; il rinnovo e potenziamento dell’impianto di risalita Barard con sostituzione dell’esistente; il completamento dell’impianto polifunzionale della vasca di accumulo dell’acqua per il servizio antincendio e per la produzione di neve neve in località Dasdana. Vi sono altri interventi che stanno a valle del Monte Maniva, ugualmente necessari per dare sviluppo alla località turistica che in sintesi sono: la messa in sicurezza della viabilità Anfo-Passo Baremone, con realizzazione di piazzole e sistemi paravalanghe, il ripristino murature di sostegno e la realizzazione di un parcheggio multipiano. Vi saranno anche interventi di potenziamento dell’attrattività turistica della Rocca d’Anfo e del Lago d’Idro, con la ristrutturazione dell’ex caserma Zanardelli, in Valle Sabbia, mentre il Valle Trompia è previsto il collegamento ciclo-pedonale tra il centro di Collio e la frazione di Memmo, oltre a nuovi servizi per l’utenza suol versante est del monte Maniva in comune di Bagolino, in località Persek, con la realizzazione di un’area ricettiva alla partenza seggiovia Persech, la realizzazione del Parco giochi in legno sul versante del Maniva a est, con il contemporaneo potenziamento della connettività e la realizzazione del sistema “Smart-Land”. La Società incaricata di preparare il progetto e seguirne le fasi giuridico-amministrative sta preparando ora il bando europeo di evidenza pubblica che riguarda la compartecipazione di soggetti privati per la quota parte di 4milioni 482euro; rispettando i tempi necessari, potrebbe già essere aperto a fine estate, per l’aggiudicazione del bando entro fine anno e l’inizio lavori nel 2023. La ricaduta positiva dell’intero progetto amplia quindi le offerte delle due valli bresciane, che oltre allo sci in tutte le sue declinazioni, finalmente possono dare una risposta organizzata e moderna alle attività outdoor primaverili, estive e autunnali. Sorgente: +Valli TV – 17 MILIONI PER IL MANIVA   [...] Leggi di più...
30/05/2022È una pioggia, anzi un diluvio di contributi quello che sta per arrivare in Valtrompia e Valsabbia. Dopo l’annuncio di alcuni giorni fa relativo ai 12 milioni finanziati dalla Regione per lo sviluppo del Patto territoriale del Maniva (17 milioni l’ammontare complessivo del progetto), i presidenti delle Comunità montane Massimo Ottelli (Valtrompia) e Giovanmaria Flocchini (Valsabbia) hanno affermato, senza però voler dettagliare oltre, che «sono in arrivo altri 10 milioni, sempre dalla Regione, per le aree interne, come conferma una recente delibera appena ricevuta». Collaborazione fattiva Un altro «colpo grosso» per i due enti comprensoriali e per i territori direttamente interessati, che segue quelli già portati a casa negli scorsi anni con «Valli Prealpine» (Regione), «Valli Resilienti» (Fondazione Cariplo) e, appunto, il «Patto territoriale per il Maniva» per un importo complessivo, inclusi i cofinanziamenti del territorio, superiore ai 30 milioni di euro. Progetti, quelli appena elencati, che sono stati sviluppati in sinergia tra i due enti comprensoriali e che, spiegano Flocchini e Ottelli, «ci vedono dialogare ormai da anni sia per contrastare lo spopolamento di due zone che hanno le stesse caratteristiche e le medesime necessità, sia per potenziare il turismo». I due presidenti, insieme con i sindaci di Collio Mirella Zanini e di Bagolino Gianzeno Marca, gli uffici tecnici, la società in house valtrumplina Sevat e Maniva Ski stanno ora lavorando allo sviluppo del Patto territoriale per il Maniva. Il termine di quasi tutti gli interventi previsti, dieci in tutto, è fissato al 2024. Nel frattempo il Comune di Bagolino è impegnato nella realizzazione (con finanziamenti che non sono quelli del Patto) del primo dei tre lotti della strada Bagolino-Maniva. «Abbiamo in programma di rilanciare il Gaver – annuncia Marca -. Sistemando la viabilità troveremo anche imprenditori che vogliono credere nel futuro del comprensorio». Zanini accenna invece a delle «progettualità future in Pezzeda e con Montecampione per collegare il Maniva alla Valcamonica al fine di far dialogare tutta la montagna bresciana: cosa non impossibile, se si intercettano i bandi giusti». Barbara Fenotti Sorgente: Valtrompia e Valsabbia, in arrivo altri 10 milioni per le aree interne – Giornale di Brescia   [...] Leggi di più...
28/05/2022L’australiano riscrive la geografia del Giro e si prende la rosa. Stacca Carapaz: ora ha 1’25” di vantaggio mettendosi al sicuro prima della crono finale MALGA CIAPELA. Tremilaquattrocentotredici km. Ad aspettare. Tremilaquattrocentochilometri ad accontentarsi di riso in bianco e petto di pollo. Ai ferri, con al massimo un filo d’olio. Tre settimane a sentir dire “beh, quando arriva l’impresa in questo Giro?”, “che noia questo Giro”, “dove sono i campioni in questo Giro?”. Ad accontentarsi d’un guizzo di Mathieu Van der Poel, d’una volata di Arnaud Demare, a disquisire sul tappo di Prosecco finito nell’occhio di Biniam Girmay, a vedere una tappa di montagna (Blockhaus) finita con una volata. Poi arriva la Marmolada e ti regala 15 minuti di grande ciclismo. Jai Hindley, 26 anni di Perth, qualche mese in Abruzzo da under 23, uno che due anni fa aveva preso la maglia rosa sul Sestriere, l’aveva indossata solo nella crono di Milano perdendo il Giro, si è ripreso tutto. Con gli interessi. Attacco, forte, ripetuto. Gioco di squadra perfetto con Lennard Kamna, mandato dal team (sontuoso il direttore sportivo friulano Enrico Gasparotto, al debutto nel giro che conta) avanti per la missione: prendersi il Giro. E così è stato. Bello sia accaduto più o meno nel punto in cui nel 1998 Marco Pantani squassò il Giro d’Italia, l’infinito rettilineo prima di Capanna Bill, poco prima dello striscione dei 3 km dall’arrivo. Davanti un gruppo di fuggitivi si gioca la tappa, con Alessandro Covi (Uae), 23enne piemontese, 8 giorni più giovane di Tadej Pogacar, e una delle speranze del ciclismo italiano, dietro la Ineos rompe gli indugi. Sul quel rettilineo infinito Richard Carapaz mostra i muscoli. Il russo Pavel Sivakov si sfinisce. Cede. Hindley attacca. Rasoiata. L’ecuadoriano regge, ma dà la sensazione di fare fatica. Vi ricordate Montecampione, Giro 1998, sempre lui, Marco, per il quale in quei cruciali metri di strada ieri c’era una concentrazione di striscioni incredibile anche ieri grazie a tifosi entusiasti e corretti e che hanno schivato l’attesa pioggia, che fa di tutto per staccare Pavel Tonkov? Hindley ci crede, vola. Trova per strada, e qui c’è il capolavoro tattico della Bora, Kamna che dà il colpo di grazia alle gambe di Carapaz. Il canguro va, a 3 km dall’arrivo. Sembra quasi sorridere, agile e potente allo stesso modo. Ha il 34 davanti, rapporto agile che, a beneficio di muscoli e battiti, gli consente anche velocità con quelle pendenze. «Rimasì distrutto due anni fa quando presi e persi la maglia a Milano in 24 ore. Ora farò di tutto per tenerla domenica, ma manca ancora la cronometro», dirà poi all’arrivo. Ecco cosa aveva in testa quando volava verso il Passo Fedaia. Dietro Carapaz affondava, non riuscendo a staccare Kamna. Anzi, il terzo del podio, Mikel Landa (Bahrain) che era stato il primo a cedere, ha messo la freccia sul sudamericano provando addirittura ad attaccare il secondo gradino del podio. Ce l’ha quasi fatta. Hindley, infatti, ha staccato Carapaz di 1’28”, avrà quindi un tesoretto ricchissimo di 1’27” nei 17 chilometri dell’ultima cronometro oggi a Verona. Insomma, ha vinto il Giro d’Italia, primo australiano della storia. «E se l’è meritato – ammette il direttore sportivo della Ineos, Matteo Tosatto – nel 2020 aveva quasi vinto il Giro, non è uno sconosciuto, ha vinto un gran bel corridore. Avevamo indirizzato la corsa alla perfezione portando Richard a giocarsi tutto all’ultima salita». Sul suo terreno, attorno a quota duemila. Invece le sue gambe hanno “lampeggiato”. Domenica 29 maggio l’ecuadoriano compie 29 anni: si consolerà con l’affetto della famiglia, che l’ha raggiunto da tre giorni, ma dovrà fare attenzione: ha 26” di vantaggio su Landa. È vero che va più forte del rivale contro il tempo, ma la botta presa “a casa sua”, sulle sue montagne è stata dura. «È la maglia più bella questa – ha detto Hindley con la maglia rosa addosso – abbiamo rispettato il programma con il team, straordinario, e ce l’abbiamo fatta: ora andiamo a finire il lavoro». Finale. Con brivido. Covi si gode la giornata di gloria e, speriamo, possa correre da protagonista senza fare solo il gregario o di Joao Almeida o dello stesso re sloveno, Vincenzo Nibali (Astana) con gambe e orgoglio chiude il cerchio della sua carriera conservando il quarto posto. Il giovane Juan Pablo Lopez (Treek), dieci giorni in maglia rosa, lo aspetta sul traguardo per abbracciarlo. Bellissimo. Vale la pena aspettare tutto questo no? Antonio Simeoli Sorgente: Hindley, capolavoro sulla Marmolada – Il Secolo XIX   [...] Leggi di più...
26/05/2022Sarà uno degli itinerari più affascinanti d’Italia quello che nascerà a breve. Ben 400 chilometri di piste ciclabili con un dislivello di oltre 16mila metri. Niente paura, però, perché questo percorso sarà adatto alle e-bike e alle mountain bike elettriche, quindi si farà sicuramente meno fatica di quanto si possa pensare. La Ciclovia che porta al cielo Sarà chiamata Ciclovia del cielo, perché raggiungerà quote piuttosto elevate intorno ai 1.500 metri. Attraverserà boschi, prati, pascoli, alpeggi, malghe e toccherà anche alcuni borghi e siti archeologici. La Ciclovia del cielo correrà lungo la Val Camonica, una delle valli più estese delle Alpi lombarde. Il percorso ad anello partirà da Boario Terme e per tornare al punto di partenza., Naturalmente non sarà necessario percorrerla per interno, basterà anche solo qualche tratto per godere di paesaggi unici. Ci saranno infatti differenti percorsi per durata e difficoltà. Inoltre, Ciclovia del cielo si intreccerà anche con la Ciclovia dell’Oglio, considerata la migliore strada verde d’Italia, che corre a fondovalle, offrendo così ulteriori itinerari. Ma sono allo studio anche collegamenti con le altre importanti ciclovie europee. Il trend della sostenibilità Sarà l’emblema del turismo sostenibile, in grado di coniugare sport e attività all’aria aperta all’aspetto culturale. Lungo l’intero itinerario, che sfrutta una già esistente viabilità e sentieristica saranno, posizionate diverse colonnine di ricarica per le bici elettriche. Il progetto è frutto di un accordo tra le comunità montane della Val Camonica che hanno fortemente spinto affinché venisse promosso il territorio e anche le valli limitrofe dal punto di vista turistico. Val Camonica, terra di biciclette La Val Camonica è una terra ospitale per gli amanti delle due ruote. Tanti gli itinerari per chi ama il ciclismo su strada, con le “grandi salite” sui leggendari passi Alpini resi famosi dal Giro d’Italia come il Gavia, con gli spettacolari panorami, il Mortirolo, con le pendenze proibitive, l’Aprica, il Tonale, il Vivione, Crocedomini e la salita per Montecampione. Ma tanti anche quelli per la mountain bike, con itinerari panoramici sul Lago d’Iseo, mulattiere militari della Grande Guerra, la Gran Fondo dell’Adamello in Val Saviore, l’Adamello Bike Arena in Alta Valle, il percorso Enjoy Altopiano del Sole. Sorgente: Sta per nascere la Ciclovia del cielo, 400 km attraverso la Val Camonica [...] Leggi di più...
26/05/2022Fabio Aru heeft in de Giro d’Italia de bergrit naar Plan di Montecampione gewonnen. De renner van Astana bleek op de slotklim van deze rit met aankomst bergop over de sterkste klimmersbenen te beschikken. Rigoberto Uran verloor tijd op Nairo Quintana, maar won tijd op zijn naaste belager Cadel Evans. Hij blijft in de roze trui. Twaalf man in de aanval tijdens lange aanloop Tijdens de lange aanloop naar de slotklim gingen twaalf renners op avontuur. Onder hen onder meer Damiano Cunego, tien jaar geleden nog eindwinnaar van de Giro. De kopgroep bestond voor de rest uit Maxime Bouet (AG2R La Mondiale), Daniele Ratto (Cannondale), Johan Le Bon (Fdj.fr), André Cardoso (Garmin Sharp), Adam Hansen (Lotto Belisol), Simon Geschke (Giant Shimamo), Luca Paolini (Katusha), Fabio Felline (Trek Factory Racing), Rodolfo Torres (Colombia), Jackson Rodriguez (Androni Giocattoli) en Enrico Barbin (Bardiani-CSF). De twaalf reden een maximale voorsprong van bijna tien minuten bij elkaar. Op de slotklim bleven Hansen, Torres, Felline en Cardoso vooraan over. Vanuit het peloton ging Julian Arredondo (Trek) op jacht naar de koplopers. De Colombiaan voegde zich bij de leiders en ging samen met Cardoso alleen verder. In de groep der favorieten kon Wout Poels ondertussen het tempo niet volgen. Niemand kan Aru volgen Op negen kilometer van het einde werden de twee voorbij gesneld door de Ier Philip Deignan (Sky). Deignan werd afgelost door Pierre Rolland en Fabio Duarte, maar op een versnelling van de Italiaan Aru had niemand een antwoord. Aru reed een sterke slotfase, waarin hij uitliep op zijn concurrenten. Solo kwam hij als eerste over de finish. Uran wint en verliest, Kelderman zakt In de strijd tussen de favorieten deed Nairo Quintana de beste zaken. Rigoberto Uran kon het tempo van zijn landgenoot niet volgen. De drager van de roze trui kraakte, maar hield de schade beperkt. Uran loopt zelfs uit op zijn naaste belager Cadel Evans. Aru schuift op naar een vierde plek. Kelderman zakt naar een zevende plaats. Poels staat nu tiende. Morgen volgt in de Giro een rustdag. Dinsdag gaat de ronde verder met de koninginnenrit over de Gavia en de Stelvio. Giro d’Italia 2014 (2.UWT) Uitslag etappe 15: Valdengo – Plan di Montecampione 1. Fabio Aru (Astana) in 5u33m06s 2. Fabio Duarte (Colombia) op 21s 3. Nairo Quintana (Movistar) op 22s 4. Pierre Rolland (Europcar) 5. Rigoberto Uran (Omega Pharma Quick Step) op 42s 6. Rafal Majka (Tinkoff-Saxo) op 57s 7. Franco Pellizotti (Androni Giocatolli) op 1m08s 8. Daniel Moreno (Katusha) 9. Ryder Hesjedal (Garmin-Sharp) op 1m13s 10. Cadel Evans (BMC Racing) 11. Wilco Kelderman (Belkin) 17. Wout Poels (Omega Pharma Quick Step) op 3m13s Volledige uitslag etappe 15 Algemeen klassement na etappe 15 1. Rigoberto Uran (Omega Pharma Quick Step) in 63u26m39s 2. Cadel Evans (BMC Racing) op 1m03s 3. Rafal Majka (Tinkoff-Saxo) op 1m50s 4. Fabio Aru (Astana) op 2m24s 5. Nairo Quintana (Movistar) op 2m40s 6. Domenico Pozzovivo (AG2R La Mondiale) op 2m42s 7. Wilco Kelderman (Belkin) op 3m04s 8. Pierre Rolland (Europcar) op 4m47s 9. Robert Kiserlovski (Trek) op 5m44s 10. Wout Poels (Omega Pharma Quick Step) op 6m32s Volledig algemeen klassement na etappe 15 Sorgente: Giro 2014: Fabio Aru zegeviert in bergrit naar Plan di Montecampione | WielerFlits   [...] Leggi di più...
24/05/2022Lasciato il Lago di Garda si sale per la Val Sabbia giungendo fino ai quasi 2000 metri del Crocedomini: poi il grande ritorno del Mortirolo, prima di entrare a Sondrio. Domani partenza a Ponte di Legno Il Giro d’Italia fa tappa a Brescia. La terza e decisiva settimana della corsa rosa si apre con due tappe nella provincia bresciana. Si inizia oggi con la sedicesima frazione da Salò all’Aprica mentre domani toccherà a Ponte di Legno dare il via alla tappa numero 17 che si concluderà a Lavarone, in provincia di Trento. Due tappe ricche di salite storiche, che daranno qualche indicazione aggiuntiva per quanto riguarda la classifica generale della maglia rosa. Dopo esser stata appena toccata da un fugace passaggio da Pozzolengo nel 2021, la provincia bresciana torna quest’anno grande protagonista del Giro. La tappa di oggi in particolare transita da alcuni luoghi che hanno fatto la storia del ciclismo italiano e profuma di imprese scolpite nella memoria degli appassionati. Il percorso è impegnativo con 5.000 metri di dislivello. Si parte dalle sponde del Lago di Garda, da Salò, che torna ad ospitare il Giro per la quinta volta. La prima fu nel 1958 quando fu sede di partenza dell’ultima tappa della Corsa Rosa vinta da Ercole Baldini. In quell’occasione, la frazione terminava al Vigorelli di Milano e si concluse in volata col successo del velocista spagnolo Miguel Poblet. L’ultima volta che Salò è entrata nel percorso del Giro è nel 2001 per la cronometro che partiva da Sirmione. A trionfare fu Dario Frigo che però non riuscì a strappare la maglia rosa a Gilberto Simoni. Lasciato il Lago di Garda si sale per la Val Sabbia giungendo fino ai quasi 2000 metri del Crocedomini e qua la memoria torna al 1998. Tappa numero 19, da Cavalese a Montecampione. Lo svizzero Alex Zulle, detto La Talpa, non digerisce la salita. Marco Pantani in maglia rosa getta via bandana e orecchino e inizia a scattare tallonato da Pavel Tonkov. Il Pirata arriva da solo a Montecampione e blinda il successo del suo unico Giro d’Italia. Dopo lo scollinamento del Crocedomini, lunga discesa in Val Camonica verso un altro pezzo di storia ciclistica. A Edolo, inizia la scalata del Mortirolo. Non è il versante più duro, quello di Pantani e Contador per intenderci, bensì quello originario affrontato per la prima volta nel 1990. Fu un’idea di Vincenzo Torriani, storico patron del Giro, convinto sia dalle pendenze della salita sia, leggenda narra, da un piatto di pizzoccheri servitegli da un amico valtellinese (tale Gozzi). Il venezuelano Leonardo Sierra, primo a transitare in vetta, lo definì «una rampa di garage moltiplicata per 11 km». E se la salita è dura, la discesa verso Mazzo non è da meno. La prima volta che fu affrontata, sempre in quel Giro 1990 vinto da Gianni Bugno, una volta giunto in fondo Mario Cipollini scese di bicicletta e baciò l’asfalto per ringraziare che fosse sano e salvo. Alle sue spalle i corridori sbandavano, cadevano e qualcuno per timore scendeva a piedi spingendo la bici. L’ultimo Gran premio della Montagna di giornata è il Valico di Santa Cristina che anticipa l’arrivo all’Aprica, il 10° nella storia del Giro. Il primo fu nel 1962 quando a trionfare fu Vittorio Adorni, l’ultimo nel 2015 con la vittoria di Mikel Landa, presente quest’anno e uno dei nomi caldi per oggi. Nel mezzo, altre imprese storiche. Ancora Pantani nel 1994, Ivan Basso con tappa e maglia rosa nel 2006 e il compianto Michele Scarponi nel 2010 per la sua ultima vittoria di tappa che prese avvio proprio da Brescia. Vedremo oggi chi si iscriverà a questo glorioso albo d’oro. La tappa è prestigiosa, fa gola a molti e di terreno per tendere un’imboscata alla maglia rosa Richard Carapaz ce n’è in abbondanza, sia in salita che in discesa. Chi vince all’Aprica potrebbe fare come Basso nel 2006: tappa e maglia rosa. Jay Hindley, dietro a Carapaz di appena 7”, è un altro candidato al successo. Ma nel gruppo delle ammiraglie, c’è un direttore sportivo che conosce meglio di tutti queste strade. È il bresciano Beppe Martinelli dell’Astana, la squadra di Vincenzo Nibali. Occhio allo Squalo. Un ultimo capolavoro all’Aprica potrebbe regalarselo e regalarcelo. Paolo Pisaneschi Sorgente: Giro d’Italia, è il giorno della tappa bresciana che può decidere la corsa: partenza da Salò   [...] Leggi di più...
24/05/2022Mikel Landa habló lleno de confianza y optimismo sobre sus perspectivas para la última semana del Giro de Italia durante la conferencia de prensa del día de descanso de Bahrein-Victorious el lunes, sugiriendo que hay mucho tiempo para que la carrera cambie de cabeza en la clausura. etapas Sentado a solo 59 segundos del líder de la carrera, Richard Carapaz (Ineos Grenadiers) en la clasificación general del Giro antes de la etapa de montaña 16 de Salò a Aprica, Landa sueña con asegurar su primera victoria general en un Gran Tour en el Giro de este año. “Estamos a punto de comenzar la tercera semana”, dijo Landa. “Estoy a un minuto de la camiseta rosa y creo que todo va según lo planeado. “Me gustaría estar lo más alto posible en el podio. He soñado muchas veces con correr y ganar el Giro y de momento este año todavía hay opciones, así que sigamos soñando”. Habiendo logrado el mejor resultado general de su carrera de tercero en el Giro en 2015, el jugador de 32 años espera estar en los escalones más altos del podio. Con las etapas 16, 17 y 20, todas con subidas especialmente duras en las montañas, Landa argumenta que está perfectamente preparado para abrirse paso entre los otros contendientes de la general. Landa ha valorado muy positivamente la etapa del martes, de Salò a Aprica, con subidas olvidadas que regresan al recorrido del Giro. Primero, los ciclistas suben al Goletto di Cadino, abordado por última vez en 1998 con motivo de la victoriosa carrera de Pantani en Montecampione. A partir de ahí, formarán su Passo del Mortirolo. Finalmente, la carrera ascenderá a Valico di Santa Cristina, pasada por última vez en 1999, hasta llegar a Aprica. Para Landa, la etapa del martes parece una en la que se ha fijado como un día potencialmente decisivo. “Va a ser un día súper duro, con 5.000 metros de desnivel. La Santa Cristina es una subida muy empinada”, dijo. “Mis experiencias con el Mortirolo siempre han sido buenas. Tengo buenos recuerdos y siempre estoy feliz de ver al Mortirolo, así que eso es una motivación extra. “Creo que el martes y el pasado a Lavarone, aunque no son finales en alto, tienen finales muy duras, por lo que pueden ser las que más me convienen. Y la etapa del sábado también a la cumbre de la Fedaia. Prefiero estas subidas más largas a gran altura, y las etapas muy duras seguidas deberían ser mejores para un ciclista como yo. «Me siento bien. Creo que finalmente llegamos a la parte más adecuada del campo para mí, y el equipo también está en buena forma, así que estoy feliz por eso». Sin embargo, a pesar de su confianza, el español también sugiere que todo lo que se necesita es un momento para ganar o perder un Gran Tour. En consecuencia, la semana final podría arrojar algunos momentos dramáticos en la búsqueda del maglia rosay sin duda esperará capitalizar cualquier oportunidad que se le presente. “Creo que podría haber muchas sorpresas esta semana”, dijo Landa. “Cada etapa podría poner patas arriba la clasificación general porque hay etapas consecutivas difíciles en las que puede haber diferencias. «Entonces, tal vez un día veamos una gran actuación de un ciclista, luego al día siguiente podría perder tiempo y luego al día siguiente volver a ser bueno. Creo que vamos a tener una semana interesante». Sorgente: Mikel Landa Sigue En La Búsqueda Del Maillot Rosa Del Giro De Italia: ‘Todo Va Según Lo Planeado’ – Noticias Del Mundo En Español [...] Leggi di più...
24/05/2022Diretta Giro d’Italia 2022: Jan Hirt ha vinto la 16^ tappa all’Aprica, precedendo Arensman. Richard Carapaz resiste alla grande e conferma la maglia rosa, molto bene anche Vincenzo Nibali. DIRETTA GIRO D’ITALIA 2022: JAN HIRT VINCE LA 16^ TAPPA! Jan Hirt ha vinto la 16^ tappa del Giro d’Italia 2022, un grande spettacolo che ci ha condotti all’Aprica passando dal Mortirolo e salite sfiancanti. Il ceco classe ’91 si impone dopo aver vinto il Tour of Oman: grande successo di tappa per lui. Hirt stacca Thymen Arensman sulla salita finale, mentre alle spalle finalmente si muovono gli uomini di classifica: Jai Hindley accelera e strappa, imprime un grande ritmo che permette di staccare Joao Almeida e Vincenzo Nibali che non ce la fanno. In un primo momento almeno, perché il portoghese dimostra uno spirito combattivo incredibile e, pur senza troppi scossoni ma con andatura costante, rimane lì. A tenere la ruota di Hindley sono invece la maglia rosa Richard Carapaz e Mikel Landa. Dietro Arensman arriva poi Lennard Kamna, ripreso e sorpassato, e poi appunto il terzetto dei big con Almeida a ruota e Nibali invece leggermente attardato quando si affronta l’ultimo chilometro di salita. In cima al Valico di Santa Cristina Hirt davanti ad Arensman per 17 secondi, lo Squalo transita a 40 secondi da Carapaz, Hindley e Landa potendo far valere la sua superiorità in discesa; Hirt controlla la situazione e vince la 16^ tappa con 5 secondi sul comunque ottimo Arensman, la maglia rosa Richard Carapaz mantiene la sua leadership giungendo al traguardo con 1’24’’ di ritardo insieme a Hindley e Landa, e rifila 14 secondi a Joao Almeida. Staccato Nibali, che però ha fatto una grande gara. (agg. di Claudio Franceschini) GIRO D’ITALIA 2022: VERSO IL GRAN FINALE! La diretta del Giro d’Italia 2022 per la 16^ tappa è arrivata al gran finale. il gruppetto dei migliori si è sfaldato, adesso restano soltanto in 12 e Lennard Kamna, che era già stato protagonista di questa corsa rosa, ha preso il comando delle operazioni. Arensman è l’unico che fino a questo momento abbia reagito all’attacco di Kamna: è riuscito a portarsi a 40 secondi dal leader della 16^ tappa, mentre tutti i compagni di viaggio si sono staccati. Il gruppo della maglia rosa prova a tenere botta: per il momento nessuno ha ancora fatto la sua mossa, come già era successo domenica chi punta alla vittoria del Giro d’Italia 2022 ha ancora rivelato la sua reale strategia. Adesso però sta per iniziare il tratto più duro della salita: Kamna per questo motivo ha tutt’altro che vinto, intanto alle spalle di Arensman resta un drappello che è formato da Valverde, Carthy e Hirt che sono a qualche secondo dai primi due, sta pedalando bene Domenico Pozzovivo mentre per ora Vincenzo Nibali tiene la ruota di Richard Carapaz e degli altri, ma appare piuttosto affannato nella sua pedalata e infatti si trova in fondo a questo gruppetto. Mancano circa 10 chilometri al traguardo dell’Aprica, ma sono per distacco i più duri nella 16^ tappa del Giro d’Italia 2022… (agg. di Claudio Franceschini) DIRETTA GIRO D’ITALIA 2022, STREAMING VIDEO E RAI 2: COME SEGUIRE LA 16^ TAPPA La diretta tv del Giro d’Italia 2022 sarà come da tradizione molto ampia, grazie all’eccellente copertura garantita dalla Rai e pure da Eurosport per i suoi abbonati. Priorità alla Tv di Stato che ha naturalmente il vantaggio di essere in chiaro per tutti: oggi la copertura della sedicesima tappa Salò-Aprica sarà garantita da Rai 2 fin dalle ore 14.00, preceduta dalle trasmissioni del mattino e dalla prima parte della diretta su Rai Sport + HD, che poi passerà la linea appunto a Rai Due per il collegamento che durerà fino al Processo alla Tappa con commenti ed interviste dopo l’arrivo. Discorso molto simile per quanto riguarda Eurosport, che seguirà la diretta Giro d’Italia 2022 con una copertura davvero ampia in tutte le frazioni della Corsa Rosa, dall’Ungheria a Verona. Doppia possibilità anche per la diretta streaming video del Giro d’Italia 2022, garantita a tutti tramite Rai Play oppure agli abbonati con il servizio garantito da Eurosport Player. Infine ricordiamo i riferimenti ufficiali della Corsa Rosa: il sito www.giroditalia.it, la pagina Facebook Giro d’Italia e il profilo Twitter @giroditalia. GIRO D’ITALIA 2022: COMANDANO IN 7 Mancano 40 chilometri al termine della 16^ tappa del Giro d’Italia 2022. Domenico Pozzovivo è rientrato dopo un momento di difficoltà: adesso la situazione vede sette uomini al comando che si sono staccati rispetto ai fuggitivi di cui parlavamo in precedenza. Si tratta di Alejandro Valverde, immenso veterano che ha ancora qualcosa da spendere per essere protagonista, e poi della maglia azzurra Teun Bouwman insieme a Hugh Carty, Lennard Kamna, Poels, Hirt e Arensm. Questi corridori sul Mortirolo avevano un vantaggio di 2’25’’ su un altro drappello nel quale sono presenti Lorenzo Fortunato e Giulio Ciccone, come detto questi corridori si sono staccati in precedenza ma stanno nuovamente provando a tenere botta. Con loro ci sono Martin, Vansevenant, Simon Yates e Hamilton; il gruppo della maglia rosa invece paga oltre 5 minuti di ritardo, abbiamo già citato il fatto che Pozzovivo avesse perso terreno da Richard Carapaz e gli altri migliori ma con uno straordinario sforzo di volontà e gambe si è riportato sotto. Vedremo adesso come finirà, perché non manca poi molto per chiudere la diretta del Giro d’Italia 2022 per questa 16^ tappa… (agg. di Claudio Franceschini) GIRO D’ITALIA 2022: CICCONE SI STACCA Sono rimasti in sette al comando della 16^ tappa del Giro d’Italia 2022: mentre Cataldo ci ha provato ma è stato alla fine ripreso e assorbito dal gruppo degli inseguitori, a resistere sono Valverde, Kamna, Arensman, Hamilton, Carthy, Poels, Bouwman e Hint. Non c’è più Giulio Ciccone, che era stato grande protagonista in precedenza: purtroppo l’abruzzese potrebbe aver pagato il grande sforzo di domenica e quello operato anche oggi, è rimasto indietro e continua a fare parecchia salita quando ci stiamo avvicinando a metà salita del Mortirolo. Nel frattempo piove e, questo potrebbe sparigliare ancor più le carte; il gruppo della maglia rosa Richard Carapaz sta provando a ricucire lo strappo, e con sorpresa decisamente positiva troviamo là davanti Vincenzo Nibali che, in quello che sarà il suo ultimo Giro d’Italia come annunciato quando la corsa rosa è passata dalle sue terre, sta provando a regalarsi una giornata da protagonista. Manca comunque ancora molto prima che si arrivi al traguardo dell’Aprica, staremo a vedere come procederà la diretta del Giro d’Italia 2022 in questa entusiasmante 16^ tappa… (agg. di Claudio Franceschini) GIRO D’ITALIA 2022: SI AVVICINA IL MORTIROLO Prosegue la diretta del Giro d’Italia 2022. La 16^ tappa è movimentata, molto movimentata: si avvicina il Mortirolo e il primo GPM ha fatto selezione, presentandoci alcuni uomini al comando della corsa. La bella notizia è che Giulio Ciccone ci sta riprovando dopo la grande impresa di domenica: con lui Lorenzo Fortunato, il leggendario Alejandro Valverde e Simon Yates. Erano andati in fuga sul GPM vinto da Ciccone (che avvicina così la maglia azzurra di leader degli scalatori)insieme ad altri corridori e stanno ancora tenendo botta, avendo ora approfittato di un tratto di strada più abbordabile per fare rifornimento. Ricordiamo che Guillaume Martin sarebbe l’uomo meglio piazzato in classifica con 8’02’’ dalla maglia rosa Richard Carapaz; per ora la Ineos sta gestendo la situazione avendo 2’40’’ di ritardo dai battistrada, ma è chiaro che la 16^ tappa del Giro d’Italia 2022 ha un percorso tale che potrebbe far saltare il banco. Vedremo allora cosa succederà in seguito, non possiamo che attendere che arrivino tante altre emozioni… (agg. di Claudio Franceschini) GIRO D’ITALIA 2022: VERSO IL PRIMO GPM! La salita della 16^ tappa del Giro d’Italia 2022 è veramente pesante: gruppo vicino ai corridori quando siamo arrivati sul GPM del Goletto di Cadino, e si sono staccati alcuni uomini tra cui Giulio Ciccone, meraviglioso vincitore della tappa di domenica, che ha portato dietro alcuni corridori e si è già riportato sulla fuga iniziale da sei corridori. La maglia azzurra Teun Bouwman è tra i protagonisti di questo nuovo attacco, ma c’è anche il grande veterano Alejandro Valverde; inizialmente il gruppo della maglia rosa ha tenuto botta, ma la Ineos sta faticando anche perché ha soltanto due uomini in grado di garantire l’andatura per Richard Carapaz che dunque a breve potrebbe trovarsi in difficoltà. Da segnalare che Valverde attualmente ha 9 minuti di ritardo dalla maglia rosa: il distacco è ampio, ma se il gruppo dovesse staccarsi ulteriormente potrebbe esserci qualche possibilità per lo spagnolo. Dal gruppo di testa si sono intanto staccati Thomas De Gendt e Mathieu Van der Poel, il gruppo è a circa 40 secondi dai fuggitivi e tra poco vedremo quello che potrà succedere nella diretta del Giro d’Italia 2022 per la 16^ tappa… (agg. di Claudio Franceschini) GIRO D’ITALIA 2022: SUBITO FUGA A 6 Sei uomini in fuga all’inizio della 16^ tappa del Giro d’Italia 2022: nomi importanti come quelli di Thomas De Gendt, Mathieu Van der Poel che ha già indossato la maglia rosa nei primi giorni della corsa a tappe e poi ancora Mark Cavendish, il velocista che oggi dovrà provare a lottare per evitare di finire fuori tempo massimo. Per ora però la fuga non riesce a prendere il giusto abbrivio: ci stiamo avvicinando alla salita che porterà al GPM di Goletto di Cadino e il gruppo ci sta ancora provando. Dal plotone della maglia rosa Richard Carapaz infatti si stanno staccando nuovi corridori che provano a portarsi a ridosso dei sei fuggitivi tra i quali sono presenti anche Nans Peters, Pascal Eenkhorn e Christopher Juul-Jensen. Il margine come detto è ancora ridotto: per il momento stiamo parlando di circa 50 secondi, da vedere ora se il gruppo aspetterà che la strada diventi più tosta per provare a ricucire il margine facendo così sfogare i sei di testa, intanto però la diretta del Giro d’Italia 2022 si è già movimentata e allora speriamo che questa 16^ tappa mantenga le premesse… (agg. di Claudio Franceschini) GIRO D’ITALIA 2022: 16^ TAPPA AL VIA! Tutto è pronto per dare il via alla diretta della sedicesima tappa Salò-Aprica del Giro d’Italia 2022, possiamo allora ricordare che cosa era successo nella medesima frazione della scorsa edizione. Era lunedì 24 maggio perché il riposo era stato collocato di martedì, ma si era comunque in altissima montagna con il tappone dolomitico (pur mutilato dal maltempo) che terminava a Cortina d’Ampezzo, dove Egan Bernal arrivò da solo davanti a Romain Bardet e Damiano Caruso, blindando di fatto in maniera definitiva la maglia rosa che già indossava. Oggi invece si arriverà all’Aprica, sede di tappa già in nove precedenti occasioni, naturalmente sempre per scalatori: ricordiamo ancora che nel 1994 vinse Marco Pantani, ma fa enorme piacere ricordare anche il successo di Michele Scarponi nel 2010. L’ultimo traguardo qui fu invece nel 2015 e si impose Mikel Landa, che sicuramente oggi cercherà di conquistare un bis di enorme prestigio. Adesso però diamo spazio naturalmente ai protagonisti di oggi: la sedicesima tappa del Giro d’Italia 2022 comincia! (Aggiornamento di Mauro Mantegazza) GIRO D’ITALIA 2022, TAPPA LUNGHISSIMA E PIENA DI INSIDIE Verso la diretta della sedicesima tappa del Giro d’Italia 2022, bisogna ricordare che le salite in programma oggi sono molto care a Marco Pantani, a cominciare già dal Goletto di Cadino/Crocedomini, che non veniva affrontato dalla Corsa Rosa dal 1998, cioè l’edizione che fu vinta proprio da Marco Pantani. Per la precisione, era il giorno dell’arrivo a Plan di Montecampione, con l’epico duello vinto dal Pirata con Pavel Tonkov. Poi c’è il Mortirolo, anche se dal versante di Monno, ma forse vale la pena di parlare soprattutto del Valico di Santa Cristina, che forse attira meno l’attenzione a livello mediatico ma sarà decisiva oggi e lo era stata anche nel 1994, il giorno della Merano-Aprica con Stelvio, Mortirolo e infine proprio il Santa Cristina. Pantani aveva già vinto il giorno prima, ma entrerà nel mito domenica 5 giugno: sul Mortirolo stacca Miguel Indurain, Gianni Bugno, Claudio Chiappucci e la maglia rosa Evgeni Berzin, poi lo riprende solo Indurain che però il Pirata stacca definitivamente sul Santa Cristina, arrivando all’Aprica con tre minuti di vantaggio su Chiappucci e consacrandosi come uno degli scalatori più forti di sempre. (Aggiornamento di Mauro Mantegazza) GIRO D’ITALIA 2022, TAPPA LUNGHISSIMA E PIENA DI INSIDIE La diretta Giro d’Italia 2022 oggi, martedì 24 maggio, riparte dopo l’ultimo giorno di riposo con la sua sedicesima tappa Salò-Aprica di 202 km, lunghissima ma soprattutto durissima. Non sarà un arrivo in salita, ma questo nulla toglie a una giornata da 5250 metri di dislivello, anzi ne approfittiamo per ricordare che pure le ostiche discese potrebbero fare la differenza, se non bastassero le ascese del Goletto di Cadino, del Mortirolo (anche se dal versante di Monno), di Teglio e soprattutto del Valico di Santa Cristina, che sarà la Montagna Pantani del Giro d’Italia 2022, ricordando la grande impresa del Pirata nel 1994, ma soprattutto sarà l’ascesa più dura e più vicina al traguardo dell’Aprica. Aggiungiamoci che si andrà oltre i 200 km di lunghezza, che si arriva dal giorno di riposo (una variabile che non sempre fa bene a tutti) e pure che, dopo tanti giorni di grande caldo, oggi c’è la possibilità di trovare maltempo. Lo spettacolo che abbiamo ammirato sabato scorso nei dintorni di Torino potrebbe moltiplicarsi e potrebbe anche spezzarsi l’equilibrio che per ora tutto sommato regna in classifica. Domenica a Cogne i big hanno lasciato la gloria alla fuga e in particolare a un bravissimo Giulio Ciccone, ma difficilmente oggi succederà lo stesso, perché tutti vorranno imprimere il loro sigillo sul tappone. Tutto questo premesso, andiamo allora a scoprire le informazioni utili per seguire la diretta Giro d’Italia 2022 in questa sedicesima tappa Salò-Aprica. DIRETTA GIRO D’ITALIA 2022: PERCORSO 16^ TAPPA La diretta Giro d’Italia 2022 oggi sarà imperdibile, andiamo allora subito a presentare in maggiore dettaglio il percorso della odierna sedicesima tappa Salò-Aprica, che si svilupperà per intero in Lombardia tra le province di Brescia e Sondrio. La partenza avrà luogo da Salò già alle ore 11.15, naturalmente in considerazione della lunghezza e della difficoltà del percorso. Molto presto infatti ricomincerà a salire verso il GPM di prima categoria di Goletto di Cadino (km 59,2), probabilmente più noto come Passo Crocedomini, ma si arriverà ancora un po’ più in alto: salita di ben 19,9 km al 6,2% di pendenza media e punte fino al 12% in due tratti distinti, sarà una salita che renderà fin da subito durissima la tappa. La discesa porterà ad un tratto di falsopiano fino al traguardo volante di Edolo (km 112,6), poi si arriverà a Monno dove comincerà la salita del Passo del Mortirolo. Il versante di Monno non è certamente il più duro, ma sono pur sempre 12,6 km al 7,6% di pendenza media e punte al 16%, quanto basta naturalmente per essere un GPM di prima categoria (km 129,9) e magari lasciare anche un segno sulla corsa, che però non sarà ancora entrata nella sua parte più difficile. Innanzitutto, occhio alla discesa verso Mazzo di Valtellina, il versante più duro in salita e che potrebbe regalare spettacolo anche in discesa. Ci sarà poi lo strappo verso Teglio (km 172), che sarà valido come traguardo volante ma sarà sua volta una salita vera perché 5,6 km all’8,2% con punte fino al 16% avrebbero meritato anche la definizione di GPM. Infine da Tresenda si scalerà il Valico di Santa Cristina, salita di 13,5 km all’8% medio, che comincia abbastanza dolcemente ma diventato sempre più dura: gli ultimi 7 km sono al 10,1% medio e qui davvero potrebbe succedere di tutto. Il GPM di prima categoria sarà al km 195,8, ne mancheranno praticamente solo 6,2 all’arrivo all’Aprica, che saranno di discesa impegnativa fino ai 1500 metri dal traguardo, dove si ricomincerà a salire al 3%. Mauro Mantegazza Sorgente: DIRETTA GIRO D’ITALIA 2022/ Jan Hirt vince la 16^ tappa! Carapaz tiene, bene Nibali! [...] Leggi di più...
24/05/2022La surroga di consiglieri dimissionari, il piano delle opere pubbliche e il bilancio di previsione hanno «riempito» l’ultimo Consiglio comunale di Artogne. A prendere il posto di Giuseppe Andreoli e Fabrizio Andreoli del gruppo «Cambiamo Artogne», che uno di seguito all’altro hanno rinunciato alla carica, è stato Mattia Conti. E subito nella minoranza si è aperto un nuovo corso: il neo subentrato e il collega Cristian Sterni hanno votato a favore del bilancio di previsione 2022, sottolineando così la distanza con le due ex colleghe politiche Elisabetta Domestici e Federica Peluchetti, che hanno dato vita al nuovo gruppo «Futuro per Artogne», e che si sono astenute. Bisognerà attendere le prossime mosse per capire se questa mossa preluda a un ritorno all’ovile di Sterni, che nella scorsa amministrazione si era candidato con il sindaco Barbara Bonicelli, poi ne aveva preso le distanze aderendo alla lista di Andreoli e ora vota il documento di programmazione. Quanto alle opere pubbliche, Artogne può vantare una particolare attenzione della Regione, che ha contribuito a non pochi progetti. Come il recupero del centro storico di Piazze, per il quale c’è una corsa contro il tempo per appaltare i lavori; o la riqualificazione della piazza Caduti del Lavoro, il cui progetto esecutivo ancora non esiste, ma che potrà godere di un altro contributo regionale. E ancora il miglioramento dell’area ecologica. Montecampione? A giugno è prevista la conferenza dei servizi per il risanamento delle gallerie che portano al Plan e si può intuire che si farà sentire il peso della revisione prezzi, come avverrà per le asfaltature. Domenico Benzoni Sorgente: Bilancio, ora l’opposizione vota con la maggioranza | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
24/05/2022GOLETTO DI CADINO  Goletto di Cadino e Passo di Crocedomini sono in realtà un’unica salita. Il primo toponimo è generalmente usato quando si sale, come oggi, dal versante della Val Sabbia, il secondo se si affronta l’ascesa dalla Val Camonica. I due valichi sono contigui: il Cadino, dove oggi sarà posto il GPM, svetta a 1938 metri, il Crocedomini è poco più basso, 1892, e questa volta sarà superato all’inizio della discesa, Più che ispirare imprese, il Passo di Crocedomini (alias Goletto di Cadino) ha provocato tanti crolli. Cinque soli passaggi del Giro d’Italia ma una gran quantità di vittime, campioni compresi. Qualcuno s’è poi ripreso, nel finale di tappa, altri hanno subito cocenti sconfitte. Il primo a cadere nell’inesorabile rete del Crocedomini è stato Eddy Merckx, nel 1970. Hinault, nel 1982, ha sofferto tantissimo, così come Moser e Saronni. Zulle e Chiappucci sono finiti k.o. nel 1998. Il Crocedomini venne affrontato per la prima volta nel 1970. E quella fu l’unica occasione in cui si scalò il versante della Val Camonica. È in fuga un ristretto drappello comprendente anche Vandenbossche, luogotenente di Merckx. A 6 chilometri dalla cima il Cannibale, in seria difficoltà, si stacca da Pettersson, Vianelli, Adorni e Ritter, che inseguono i fuggitivi. Al GPM Vandenbossche precede di poco Ritter e Adorni. Merckx transita a 1’20”. Male anche la maglia rosa Bitossi, che accusa un ritardo vicino ai due minuti. Prima del traguardo di Malcesine c’è un’altra salitella, quella di Bezzecca, e Merckx non sembra riprendersi. Nel finale il belga supera la crisi e rientra nel numeroso gruppo che comprende tutti i migliori. Il successo di tappa va ad Enrico Paolini davanti a Tosello. Merckx vincerà poi il suo secondo Giro d’Italia. Un altro grande, Bernard Hinault, vacilla nel 1982 sul Passo Crocedomini, preso dal versante di Bagolino. Lo attaccano a ripetizione Baronchelli e Contini. Se ne va il belga Van Impe ,che sul passo transita con un vantaggio di 15”su Contini, Prim e Groppo. Baronchelli insegue a 32”, mentre Hinault arranca a 1’20”. Vanno a picco Moser e Saronni, cronometrati ad oltre 3 minuti. Al traguardo di Boario Terme è primo Contini, che grazie all’abbuono strappa la maglia rosa a Hinault. Ai posti d’onore Van Impe e Prim. Hinault tornerà in vetta alla classifica 24 ore dopo, a Montecampione, e si avvierà verso la conquista del suo secondo Giro d’Italia. Nel 1976 era transitato in testa sul Crocedomini lo spagnolo Andrés Oliva, nel 1997 è stata la volta di Bugno. Che l’anno dopo, nel Giro dominato da Marco Pantani, è vittima di un’inattesa débacle che inizia proprio su questa salita. E’ il tappone che si conclude a Montecampione. Prima si scala però il Crocedomini (in cima lo svedese Axelsson anticipa tutti), che miete vittime a ripetizione. Il primo a saltare è l’ambizioso elvetico Zulle. Taglierà il traguardo con mezz’ora di ritardo da Pantani. E con lui Chiappucci, ormai sul viale del declino. Bugno perde 18 minuti ed esce definitivamente di classifica. Era il 1998, ultima volta al Giro del Passo Crocedomini. PASSO DEL MORTIROLO Il Giro d’Italia festeggia quest’anno il suo quindicesimo passaggio sul Passo del Mortirolo. Per la terza volta nella storia il temutissimo valico che unisce la Valcamonica alla Valtellina sarà scalato dal versante di Monno. Vanta invece 11 scalate il classico lato di Mazzo di Valtellina, mentre si è fermato a uno quello di Tovo di Sant’Agata. Il versante di Monno fu quello scelto nel 1990 per il “vernissage” del Mortirolo. Solo nell’edizione successiva del Giro si affermò coraggiosamente l’idea di salire da Mazzo. Nel ’90, con Gianni Bugno saldamente in maglia rosa, fu il venezuelano Leonardo Sierra ad avere l’onore di transitare per primo su questa nuova salita. Nella discesa verso la Valtellina il fuggitivo sbagliò due curve e finì a terra due volte, ma riuscì ad imporsi ad Aprica con quasi un minuto di vantaggio. L’anno dopo la maglia rosa Franco Chioccioli stacca tutti sul Mortirolo (prima volta da Mazzo), dove transita con un vantaggio di oltre un minuto, che incrementa poi sul Santa Cristina prima di andare a vincere trionfalmente ad Aprica con un buon margine sui francesi Bernard e Boyer. Marco Pantani esplode sul Mortirolo nel 1994. Domina il tappone che comprende anche Stelvio e Santa Cristina e al termine di un’indimenticabile impresa trionfa con oltre 2 minuti sui primi inseguitori (Indurain a 3’30”, la maglia rosa Berzin a 4’, Bugno addirittura a 6’) e Pantani balza dal sesto al secondo posto della classifica. Ivan Gotti è con Basso l’unico che ad oggi ha all’attivo una doppietta sul Mortirolo. Passa primo sia nel 1996 che nel ’99 e nella seconda occasione, quando giunge all’Aprica, è la nuova maglia rosa del Giro perché Pantani, ancora leader a Madonna di Campiglio, viene escluso dalla corsa per ematocrito superiore al 50%. Tra i due passaggi di Gotti si inserisce quello di Vladimir Belli, che nel 1997 sul Mortirolo anticipa di pochissimo proprio Gotti. Un’altra maglia rosa in testa al Passo del Mortirolo è quella di Ivan Basso, che nel 2006. alla penultima giornata di corsa, mette definitivamente il suo sigillo sul Giro. Due anni prima (2004) era stato Raffaele Illiano a passare a sorpresa al comando sul Mortirolo, la prima delle tre salite del tappone che si concludeva al Passo della Presolana (vinse Garzelli davanti a Simoni) e la corsa non si era ancora accesa. Spazio ad un altro comprimario anche nel 2008: sul Mortirolo svetta lo spagnolo Antonio Colom, gregario della maglia rosa Contador, mentre a Tirano s’imporrà Emanuele Sella. Di Luca in crisi. Ivan Basso è dunque di nuovo primo sul Mortirolo nel 2010. Ad Aprica vince Scarponi e il varesino, secondo di giornata, strappa la maglia rosa allo spagnolo Arroyo. Nel 2012 si scala il Passo del Mortirolo dall’inedita mulattiera di Tovo Sant’Agata. Transita in testa lo svizzero Olivier Zaugg davanti al costaricense Amador. Tre anni dopo, nel 2015, il tappone da Pinzolo all’Aprica registra proprio sul Mortirolo la débacle di Fabio Aru, costretto a cedere il secondo posto in classifica allo spagnolo Landa, che s’aggiudica in solitaria la frazione. Si scatena una fitta grandinata sul Mortirolo, dove l’olandese Kruijswijk precede la maglia rosa Contador e Landa. Aru accusa già un distacco di 1’50” e all’Aprica arriverà a 2’51”, perdendo ben 2’13” dal leader della classifica. Dopo ventisette anni, nel 2017, il Giro torna a scalare il Passo del Mortirolo da Monno, come oggi. Anzi da Edolo, perché la corsa arriva dal Lago d’Iseo. Un mese prima è tragicamente scomparso Michele Scarponi, e Luis Leòn Sánchez svettando in testa, dedica un pensiero al compianto compagno di squadra dell’Astana. Nel finale, dopo lo Stelvio, prende il largo la coppia Nibali-Landa e lo Squalo vince in volata a Bormio. La maglia rosa Dumoulin, in crisi per problemi intestinali, salva per mezzo minuto la leadership. L’ultimo passaggio del Giro sul Passo Mortirolo, di nuovo di Mazzo, risale al 2019. E’ una giornata di tregenda, con pioggia battente. Ciccone attacca sul Mortirolo e transita da solo sul GPM, in discesa la strada è inondata ma l’abruzzese tiene bene. Nel finale gli si aggancia il ceco Hirt, ma a Ponte di Legno, in volata. Ciccone ha la meglio. La maglia rosa Carapaz controlla gli avversari e giunge a 1’41” nel sestetto regolato da Nibali. TEGLIO Tra il Mortirolo e il Santa Cristina viene inserita nella tappa di quest’anno la salita di Teglio, che il Giro ha già affrontato nel 2012 (in testa Rabottini) e nel 2015 (Berlato davanti a tutti). VALICO DI SANTA CRISTINA Marco Pantani esplose nel 1994. La prima grande impresa della sua carriera la realizzò al termine del tappone di Merano, dove staccò Bugno, Chiappucci, la maglia rosa Berzin e Indurain. Partito da Bologna come gregario di Chiappucci, ventiquattro ore dopo concesse la replica nella durissima frazione di Aprica (Stelvio Mortirolo e Santa Cristina), al termine nella quale si insediò al secondo posto della classifica. Pantani scatta sul Mortirolo e transita in testa, tra Edolo e Aprica sui rialza e si fa raggiungere dagli inseguitori. Prende fiato e sul Valico di Santa Cristina fa il vuoto. Al traguardo di Aprica precede di 2’52” il suo capitano Chiappucci, che ha intanto staccato sia Indurain (a 3’30”) che Berzin (a 4’06”). Bugno precipita a quasi 6 minuti. Il Santa Cristina era stato però scoperto dal Giro tre anni prima. Stesso finale, con Mortirolo e Santa Cristina (passaggio sullo Stelvio annullato per pericolo di slavine), e traguardo ad Aprica. Il toscano Franco Chioccioli, dominatore di quel Giro, si liberò di tutti sul Mortirolo, transitò in testa sul Santa Cristina, e andò a vincere la tappa davanti alla coppia francese Bernard (secondo) e Boyer (terzo) giunti a 32”. Ultimo passaggio nel 1999 e in testa, di nuovo, un altro grande scalatore, lo spagnolo Roberto Heras, che negli anni successivi vincerà per ben quattro volte la Vuelta a España, E’ la tappa che segue quella di Madonna di Campiglio, al termine della quale la maglia rosa Pantani è escluso dal Giro per i suoi valori di ematocrito fuori dalla norma. Si scalano il Tonale e il Gavia, poi sul Mortirolo vanno via in tre, la maglia rosa Gotti (primo al GPM), Simoni ed Heras. Restano in tre anche sul Santa Cristina, dove passa primo Heras. Sul traguardo finale, ad Aprica, Gotti si disinteressa dello sprint, accontentandosi di indossare la maglia rosa. Il duello Heras-Simoni vede prevalere l’iberico. Alberto Ferraris Sorgente: GIRO D’ITALIA / Le salite di oggi: spicca il Mortirolo e l’impresa di Pantani nel 1994 – Bicisport   [...] Leggi di più...
23/05/2022Martedì la Corsa Rosa riparte in Lombardia. C’è la mitica montagna dov’è nata la leggenda Pantani nel 1994, l’ascesa non è sul versante più duro, ma farà selezione Mortirolo o Marmolada, il Giro d’Italia 105 si deciderà qui. Si comincia martedì 24 maggio, dopo il giorno di riposo: dal lago di Garda alla Valtellina, da Salò all’Aprica, 202 chilometri e 5250 metri di dislivello. La prima tappa dell’ultima settimana, la giornata più dura con previsioni di pioggia dall’ora di pranzo. Chi vuol sfilare la maglia rosa a Carapaz è avvertito. Senza respiro Il Mortirolo arriva dopo il passo di Crocedomini: discesa su Edolo e da Monno, lato bresciano, l’attacco a sua maestà. Sono 12,6 chilometri con dislivello 962 metri, pendenza media del 7,6% e punte del 16% poco prima di arrivare in cima, quando la strada si unisce a quella che arriva da Mazzo. È uno dei sei versanti della salita scoperta dal Giro proprio da questa parte: era il 3 giugno 1990, Gianni Bugno in maglia rosa dalla prima all’ultima tappa. La discesa è verso Mazzo, cioè il versante nobile della montagna, quello asfissiante, con curve a gomito che in salita vogliono dire il 18%, ma se le affronti all’ingiù sono un salto nel vuoto. Nibali lo sa bene e potrebbe approfittarne, specie se dovesse piovere. Il ricordo Pantani Mortirolo significa anche e soprattutto Marco Pantani. La prima volta, il 5 giugno 1994, tappa Merano-Aprica: con qualche capello in testa e la maglia della Carrera di Davide Boifava sulle spalle, con Claudio Chiappucci compagno di squadra (che mastica amaro), Pantani va all’assalto del Mortirolo da Mazzo. Dopo 500 metri, il primo scatto, infligge 1’ a Indurain, viene ripreso in pianura, e di nuovo stacca tutti sul valico di Santa Cristina, vincendo all’Aprica. L’ultima volta, il 4 giugno 1998, tappa Cavalese-Plan di Montecampione: il Pirata, dopo la bandana, getta via anche l’anellino che porta al naso come ultimo disperato voto per cercare una spinta in più e staccare Tonkov, andando a vincere il Giro. Sorgente: Il Mortirolo, la discesa su Mazzo e la… pioggia: qui si deciderà il Giro – La Gazzetta dello Sport   [...] Leggi di più...
22/05/2022Giulio Ciccone no dejó pasar la oportunidad de volver a vencer en el Giro de Italia. El ciclista italiano fue el más fuerte de la fuga y sumó la tercera victoria de su trayectoria deportiva en la ronda italiana. El corredor de 27 años insistió durante toda la jornada y supo esperar su momento, sin caer en la precipitación, para vencer más de dos años después. Para Trek supone otro premio muy especial después de los 10 días que Juanpe López estuvo de líder. Los corredores de la general no se movieron y superaron el día sin problemas y con total tranquilidad, llegando a meta a casi 8 minutos de Ciccone. Si la etapa de ayer ya dejó huella en el Giro de Italia, esta nueva jornada de la ronda italiana tampoco se queda atrás. El comienzo fue una auténtica locura con Richard Carapaz –que estrenaba la maglia rosa- por los suelos y una fuga que tardó más de 80 kilómetros en formarse. Parece que la exigente etapa de ayer no les pasó factura. O por lo menos durante la primera parte de la etapa. Pero por delante quedaba lo peor o lo mejor…   Poco antes de comenzar la primera ascensión del día a Pila Les Fleurs de primera categoría (12,3 km al 6,9%), se formó la escapada de 26 corredores. Entre ellos corredores de mucho nivel como Mathieu van der Poel, Iván Sosa, Bauke Mollemam, Davide Formolo o Sam Oomen. Koen Bouwman también conseguía entrar, con el objetivo de coger puntos para la clasificación de la montaña. Su gran rival que era Diego Rosa no estaba, por lo tanto, el de Jumbo sabe que tenía una gran oportunidad para arrebatarle el maillot (con conseguir 24 puntos le valía). Entre todos estos ciclistas, los españoles también se dejaron ver con la presencia de Antonio Pedrero, José Joaquín Rojas y David de la Cruz en la fuga.  En los primeros kilómetros de Pila Les Fleurs comenzaron a descolgarse corredores de la fuga. La etapa de ayer comenzaba a pesar en las piernas de los ciclistas. Y mientras Van den Berg y Craddock se quedaban, Bouwman se jugó todo a una carta. Tenía que hacerlo. El neerlandés desvelaba sus intenciones lanzando un ataque que le permitió irse solo. La tirada le salió bien y coronó en primera posición el puerto, cogiendo 40 puntos que le convertían de nuevo en el líder de la montaña. En el descenso Van der Poel y Tusveld llegaban a la altura de Bouwman formando un trío que abrió camino en la segunda ascensión a Verrogne (13,8 km al 7,1%). Allí se desató la locura. Los tres corredores se hundían, a la vez que Pedrero, Buitrago y Ciccone les superaban.   A esta nueva cabeza de carrera se sumaron Carthy, Rui Costa y Tusveld. Todo ello en plena ascensión final al Cogne (22,4 Km al 4,3%). Pero el más fuerte y más insistente fue Giulio Ciccone. El italiano iba encendido, conocer de la gran oportunidad que se le presentaba. Tenía buenas piernas y lo probó. No una ni dos veces. Pero a la tercera fue la vencida. Ciccone se marchó en solitario y completó una parte final de la ascensión tan buena que le permitió alzarse con la victoria.  Santiago Buitrago finalizó en la segunda posición cruzando la meta a 1:31. Antonio Pedrero terminó en la tercera plaza. En la general, tan solo Guillaume Martin quiso probar algo. Más agobiado por conseguir puntos para su equipo en el ranking UCI que por tener opciones de luchar la etapa. El francés se coloca 10º en la general y supera a Alejandro Valverde y Jan Hirt. Richard Carapaz metió 2 segundos a todos sus rivales en el esprint final y aumenta su diferencia en la general. Una etapa clásica en Valtellina con una secuencia de subidas, algunas de las cuales han sido redescubiertas después de muchos años. La etapa parte de Salò para recorrer la Val Sabbia y, tras la subida de Bagolino, el Goletto di Cadino (abordado por última vez en 1998 con motivo de la victoria de Pantani en Montecampione). De vuelta al Val Camonica, los corredores suben el Mortirolo desde Monno (como en 2017) para descender a Grosio y seguir las carreteras del vino Sforzato al que está dedicada la etapa, subiendo a Teglio (localidad que da nombre al valle) y llegando después a Aprica por el Valico di Santa Cristina -pasado por última vez en 1999-. DECLARACIONES: Giulio Ciccone (1º etapa): «Debes saber que en la última ascensión la parte más difícil era el pie, así que me dije a mí mismo que tenía que ir directamente solo. Si estás en 2 o 3 en el esprint, nunca sabes lo que puede pasar. Lo intenté todo porque mis piernas hoy estaban muy bien. Me dije: puedo ir solo e intentar ganar esta etapa. En la meta, creo que fue la mejor estrategia, la mejor opción. Esta es mi victoria más bonita, me deja con mejores sensaciones tanto en comparación con el maillot amarillo usado en el Tour de Francia, como con los primeros éxitos obtenidos en el Giro en los últimos años porque llega después de dos temporadas difíciles entre caídas, problemas físicos y Covid». Richard Carapaz (1º general): «Tuve una pequeña caída al principio de mi primer día en la Maglia Rosa, pero sin ninguna consecuencia. Sólo tuve que cambiar de moto. Luego todo fue como la seda. El escenario de la carrera fue bastante bueno. La primera parte fue dura. Luego lo tuvimos controlado». Guillaume Martin (10º etapa): «Hoy creo que quería disfrutar más que ayer. Si no hubiera habido un día de descanso mañana, probablemente no habría atacado. Tenía el hueco y lo he aprovechado. Eso me permite recuperar algo de tiempo. Ayer estaba preocupado por mi estado y hoy me he sentido mejor. La última semana será bastante montañosa, espero volver a hacer buenos movimientos. Probablemente será complicado recuperar tanto tiempo sin estar en una escapada, pero podría haber algunas opciones. Haré mi parte y veremos lo que sigue. Vincenzo Nibali (18º etapa): «Después de ayer estuve bien, pero la subida para llegar aquí en Cogne fue muy rápida además, teníamos el viento a nuestras espaldas, así que en el grupo estuvo bien. Ineos y Bora marcaron un buen ritmo, era inútil hacer un ataque. Al final fue una etapa extraña. Me di cuenta de que en comparación con la primera semana estoy mejor. Por desgracia, mi temporada empezó tarde por el Covid y evidentemente llegué un poco tarde en condiciones al inicio de este Giro». Mathieu van der Poel (46º etapa): «Quería estar en el grupo de cabeza para superar las montañas más fácilmente y así poder subir un poco más fácil en la fase final. Con todo, fue otro día difícil. Estoy contento con la sensación que todavía tengo. ¿Estoy esperando la última semana? No estoy seguro de qué esperar. Es una experiencia completamente nueva para mí. Espero conocer unos días más buenos. No veo muchas posibilidades de victorias para mí, pero como corredor espero salir mejor de este Giro terminando esa última semana». Luis Cerezuela Altre informazioni, immagini e video al link della sorgente: 15ª Giro Italia: La tercera de Ciccone – Ciclo21 [...] Leggi di più...
20/05/2022Fuori c’è il sole, è una calda giornata primaverile e Marco Bugatti, 36 anni di Trescore, è impegnato tra le sue api e lo stabilimento di Ranzanico dove crea i suoi prodotti. L’azienda di famiglia si chiama ‘Naturascelta’, è stata fondata una settantina di anni fa dai nonni di sua moglie. Una lunga ed intensa storia che arriva alla terza generazione insieme a lui. La passione per le api, che presto è diventata anche un mestiere, arriva da lontano: “Mi sono diplomato perito elettrotecnico, ma verso i 14 anni, da buon bergamasco, ho iniziato a lavorare d’estate con mio zio nella sua azienda di pavimentazione in legno. Finita la scuola e per una decina di anni ho lavorato come artigiano proprio lì. Ho iniziato a conoscere il mondo delle api nel 2013, quando ho conosciuto mia moglie e dal 2015, complici anche qualche dolorino al ginocchio e alla schiena, ho lasciato il lavoro edile per iniziare qui. Mio suocero Sergio e suo fratello mi hanno dato una grande opportunità, sai, oggi iniziare sarebbe impossibile, rinuncerei già in partenza. Ci tengo a dire che faccio parte dell’associazione apicoltori del Sebino, sono all’interno del consiglio direttivo e mi è stata molto utile nel momento in cui ho deciso di partire con questa attività”. E quindi entriamo nel mondo delle api: “Le nostre sono dislocate tra la Val Cavallina, la Val Camonica e la bassa pianura bergamasca. Noi facciamo nomadismo e quindi ci spostiamo in base alle fioriture, partiamo da quelle di acacia e tarassaco nella bassa bergamasca, poi saliamo verso Berzo, Trescore e Zandobbio per spostarci a Montecampione e Acquebone, frazione di Artogne, per fare i mieli di montagna, il rododendro, il castagno o la melata di bosco”. Marco riavvolge il nastro: “Sono partito da tre alveari e sono arrivato anche ad averne 180 e ad oggi qualche centinaio. Oltre alle api c’è anche la parte della produzione e della commercializzazione, partecipiamo ai mercatini, ai mercati rionali di Trescore, Gorlago, Albano, mentre il sabato e la domenica abbiamo un banchetto a Onore, sulla strada che sale a Castione e poi c’è lo shop online. Abbiamo sempre cercato di diversificare e questo è un punto di forza; non produciamo soltanto miele e propoli, ma anche i derivati e quindi biscotti, caramelle, liquori e prodotti di cosmetica. Insomma, è un’azienda familiare dove lavora la mia famiglia, quella di mio suocero e di suo fratello”. Sabrina Pedersoli Sorgente: TRESCORE – RANZANICO – Marco e le sue api: “La prima volta ero terrorizzato. Sembrava di essere in aeroporto poi quel rumore si è trasformato in musica” – Araberara   [...] Leggi di più...
19/05/2022Il bilancio della stagione sciistica 2012/2013 ha evidenziato un quasi pareggio delle voci di spesa corrente, ante imposte. Un importante risultato per la Montecampione Ski Area, considerando che la gestione degli impianti è stata acquisita a ridosso del periodo invernale e nonostante i numerosi week end di maltempo nella parte finale della stagione e i limiti di alcune infrastrutture e delle principali strutture alberghiere. La Montecampione Ski Area s.r.l. è espressione di un capitale umano prima che economico, di un’intera comunità coinvolta in un ambizioso progetto volto a garantire un futuro e un servizio di fondamentale importanza per la rinomata località sciistica. MSA non vuol dire solo impianti di risalita e gestione delle piste. La scorsa stagione la società si è occupata di altri servizi di vitale importanza per Montecampione, come la captazione e fornitura dell’acqua per uso umano e lo sgombero della neve per l’intero tratto di strada Pian Camuno – Plan Le Baite oltre che nelle strade interne al paese a quota 1.200. Questo è stato possibile anche grazie ad un contributo-spese erogato dai Comuni di Artogne e di Piancamuno. Venendo al presente, dopo il primo anno di gestione, la volontà della società è quella di crescere e di offrire un servizio sempre più di qualità ai tanti appassionati di Montecampione. E con lo stesso entusiasmo e la passione che l’ha contraddistinta lo scorso anno, la Montecampione Ski Area è già ripartita per la stagione 2013/2014 con una speciale promozione, valida fino al 30 settembre, relativa alla sottoscrizione in prevendita dell’abbonamento stagionale a prezzi decisamente convenienti sia per i singoli sciatori che per le famiglie. E anche dopo settembre, fino al 30.11, prosegue comunque la prevendita a prezzi scontati. Tutte le informazioni su questa iniziativa sono consultabili su www.montecampioneskiarea.it e su www.facebook.com/MontecampioneSkiArea. Sorgente: Montecampione si rilancia – SciareMag [...] Leggi di più...
17/05/2022“Mio padre Vittorio nel 1970 mi portò a Faenza. Nel 1982 il debutto e, nove anni più tardi, la gioia più bella: premiato da Rita Levi Montalcini” Per quanto ex colleghi e dirigenti provino a imitarlo, il miglior Davide Cassani resta l’originale. Capace di attraversare con successo le sue svariate vite: ciclista, opinionista televisivo e ct della Nazionale, scrittore e presidente dell’ente turistico regionale, prossimamente anche manager di un team ciclistico da lui creato. Tanti ruoli per uno che nei confronti del Giro d’Italia ha da sempre un amore unico. Cassani, prima volta al Giro? “Nel 1970, a Faenza: mio papà Vittorio mi portò sul ponte del paese, a un paio di chilometri dal traguardo, a vedere il passaggio della corsa. Ero tifoso di Gimondi, in maglia rosa c’era Merckx. Quella tappa la vinse Dancelli”. Prima volta che ha sognato il Giro? “Da piccolo: mi piazzavo in sala e fissavo in tv la scritta che diceva che stavano per collegarsi con la tappa. Da ragazzino mi allenavo portando la radiolina per ascoltare le dirette, un anno andai al rifornimento di Fontanelle per raccogliere le borracce”. Prima volta da ciclista al Giro? “Nel 1982, con la Termolan di Bruno Reverberi. Feci un terzo posto di tappa, a Camigliatello Silano”. Ricordo più bello? “La prima vittoria di tappa, nel 1991 a Prato: fui premiato da un Nobel, Rita Levi di Montalcini. Conservo la fotografia di quel giorno in salotto”. Il più brutto? “Stesso anno, quando mi ritirai a 30 chilometri dalla fine del Giro. Avevo la febbre da due giorni, nel circuito finale a Milano non riuscivo a tenere le ruote del gruppo e la gente mi prendeva in giro: mi fermai per la vergogna”. Ciclista, poi telecronista: la giornata memorabile? “Quella di Montecampione, dove Pantani conquistò il Giro del 1998. La raccontai col grande Adriano De Zan: a pensarci, ho ancora la pelle d’oca”. Perché il Giro ha questo fascino? “Perché lo conosci da piccolo, è la prima corsa che vedi, che sogni di fare e che prima o poi ti passa sull’uscio di casa: non puoi non innamorartene”. Un suo rito? “Non vedevo l’ora che presentassero la corsa per scoprire se passava da casa mia: il Giro è bello ovunque, ma quando passi sulle tue strade ti senti un eroe anche se sei ultimo in classifica”. Questo Giro passa nelle Marche e in Emilia Romagna: che tappe dobbiamo aspettarci? “Jesi sarà una giornata tosta, con tutte quelle salite che assomigliano alle cotes delle Ardenne: qualche sorpresa può regalarla. Da Sant’Arcangelo a Reggio è tutta pianura, un’occasione per velocisti. In entrambi i casi, si respirerà l’onore e l’orgoglio di avere il Giro sulle nostre strade: il grande valore delle tappe resta far scoprire l’Italia”. Perché la corsa rosa è un appuntamento fisso in queste due regioni? “Posso parlare per l’Emilia Romagna, dove c’è un presidente come Bonaccini che punta molto sul traino degli eventi sportivi, ma credo valga anche per le Marche: sono terre che valorizzano il cicloturismo”. Nel senso di turismo in bicicletta? “Esattamente. E’ ciò che sto facendo anch’io: qualche giorno fa, per sciogliere un voto, sono andato in bici da piazza del Popolo a Faenza a piazza San Pietro a Roma”. E’ il futuro? “Assolutamente sì. Fai il turista su un mezzo che ti permette di goderti sia ciò che stai facendo sia i luoghi che stai attraversando, in zone dove non sei mai stato. In queste regioni ci stiamo impegnando molto in questa direzione, anche per questo il Giro passa sempre di qui”. Magari fra un paio d’anni da qui partirà anche il Tour… “Ci stiamo lavorando: non c’è solo l’interesse sportivo, ma soprattutto la voglia di mostrare le nostre bellezze al mondo”. Fra un impegno e l’altro, continua a scrivere: ‘Ho voluto la bicicletta’, scritto con Giorgio Burreddu e Alessandra Giardini, in uscita in questi giorni, che libro è? “E’ il quarto che ho scritto. Ed è diverso da tutti gli altri: non parlo di allenamenti e salite, ma di me stesso. Di ciò che la bici mi ha trasmesso, mi ha lasciato e tuttora mi fa vivere. La bici per me c’è sempre stata e ci sarà sempre: qui racconto cosa mi ha insegnato”. Cassani, prossima destinazione? “Sto lavorando a un altro sogno: a volte, si realizzano”. Angelo Costa Sorgente: Cassani: “Il Giro d’Italia, un amore unico” – Sport – Altri Sport – quotidiano.net   [...] Leggi di più...
17/05/2022È un confronto annoso e a quanto pare destinato a durare nel tempo quello che vede opposti il Consorzio dei residenti e i componenti del Comitato per Montecampione. Da una parte l’associazione che ha gestito per decenni la stazione turistica e che vuole continuare a farlo; dall’altra il gruppo che invece ne vorrebbe lo scioglimento a seguito della presa in carico delle opere di urbanizzazione e dei servizi pubblici da parte dei Comuni di Artogne e Piancamuno. Ognuna delle due parti rimane sulle proprie posizioni e diventa difficile immaginare una soluzione condivisa. Oltre alle cause giudiziarie ancora aperte che vedono Consorzio e Comitato fronteggiarsi, all’orizzonte si prospetta un altro contenzioso, stavolta legato al riconoscimento giuridico dell’associazione privata denominata «Consorzio Montecampione», decretato dalla Regione il 15 marzo scorso. Recentemente palazzo Lombardia ha ricevuto una istanza di autotutela per l’annullamento del decreto 881 del presidente della Regione, quello appunto che riconosce l’iscrizione del Consorzio Montecampione nel registro delle persone giuridiche private. Lo scorso 8 gennaio era stato il presidente del Consorzio a invitare Milano a ritirare l’iniziale «no» al riconoscimento, tanto che poi, a distanza di un paio di mesi è arrivato l’atteso assenso. Ora è un gruppo di residenti del fronte opposto ad agire per chiederne invece l’annullamento. Le contestazioni di questi ultimi sono relative a un passaggio dello Statuto che prevede l’obbligatorietà della partecipazione al Consorzio Montecampione per chiunque possegga un immobile nel villaggio di quota 1.200. L’obbligo, scrive l’avvocato di parte, contrasta con il diritto di associarsi liberamente e di recedere da un’associazione garantito dalle norme del Codice civile; aggiungendo che la libertà di associazione è riconosciuta dalla Costituzione e pure dalla Convenzione europea per i diritti dell’uomo. Nell’opposizione si fa poi presente che nello Statuto sono previste attività che sono di competenza degli enti pubblici e che le ultime modifiche apportate al testo statutario presentato in Regione non sono mai state approvate dall’assemblea straordinaria dei consorziati. Argomenti ai quali gli uffici regionali hanno già controbattuto sostenendo che molte critiche esulano dalla competenza regionale in questione, che il riconoscimento giuridico ha valutato in sede istruttoria tutti gli elementi essenziali al procedimento e che «non si ravvisano i presupposti per accogliere l’istanza di annullamento». In merito a uno dei temi della contestazione, la libertà di associazione, il responsabile del procedimento fa presente che la Regione «può esclusivamente analizzare la formalità dell’atto presentato ai fini del riconoscimento e non può entrare nei rapporti delle singole attività entro o fuori dalla competenza dell’associazione rispetto allo Statuto». Con queste premesse non è escluso che il Comitato presenti un ricorso al Tar contro il decreto 881. Domenico Benzoni Sorgente: Lo scontro infinito Residenti in guerra anche sullo Statuto | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
13/05/2022Il fine settimana inizia domani con un’ampia proposta di escursioni tra Parco Alto Garda per ragazzi con il CAI Salò e la guida alpina Guido Bonvicini (per iscrizioni telefonare al 3358239808), Colline Moreniche con il CAI Lumezzane (3388096687 o 3476494020), Sentiero dei Funghi di Ome con il CAI Chiari (3314638428), pedalata notturna a Serle con il CAI Gavardo (3347815350), Fontanili della Bassa con il GAM Ghedi (334324 8348 o 3332589347) e Orto Botanico del Baldo con l’Asar (ritrovo alle 8 al Bar Posta di Toscolano). Di due giorni, domani e domenica, la scialpinistica del CAI Breno (036421000) al Pizzo Scalino e al Passo Cassandra. Il nutrito programma di dopodomani offre la Diga del Gleno per ragazzi con il CAI Desenzano (0309140153) e l’Uisp (0303756023), le Torbiere del Sebino ancora con il CAI Desenzano, i sentieri delle Cinque Terre con il CAI Lumezzane (3388096687 o 3476494020), una pedalata da Lodrino a Mura con il CAI Chiari (3314638428), il Pizzo dei Tre Signori con il CAI Rovato (3895711882), il Monte Selvapiana o la Rocca d’Anfo con il CAI Gavardo (3347815350), Montisola con il GE Ome (3394760848), il Bivacco Testa con il GAM Ghedi (3343248348 o 3332589347), il Monte Corno in Val di Ledro con il CAI Brescia (030321838), il Rifugio Magnolini con il CAI Darfo (3384303123), la Ferrata del Corno del Bene con il CAI Bienno (03644061141), l’Arco di Pegherolo con i Luf del Piz d’Olda (3384430818), la Valvestino per ragazzi con il CAI Vestone (3472289835) e il CAI Salò (3383087081) e il Pizzo Formico con l’Ugolini (3389015094 e 0303753108). Le gite continuano la prossima settimana con la Pietra Parcellara, martedì e mercoledì, e il Rifugio Gherardi giovedì con il GPE (030321838 o 3534336160). Mercoledì si andrà al Monte Cognolo col CAI Desenzano (0309140153), ai Fienile Berard con il CAI Lumezzane (3388096687 o 3476494020), al Monte Linzone con il Gesa Palazzolo (3487489950) e alla Cima Comer con il CAI Salò (0365520101 o 3383087081), giovedì l’Uisp salirà sui Monti Campioncino e Campione (0303756023). Corso di alta montagna: aperte (sino a esaurimento posti) le iscrizioni alla proposta dell’Ugolini al Rifugio Torino dal 29 luglio all’1 agosto. Iscrizioni a Brescia, in via Marchetti 1c, il giovedì dalle 21. Racconta la montagna: continua mercoledì, alle 18 all’Unimont di Edolo, la serie ideata da Claudio Gasparotti. Ospite Fioly Bocca che presenta il volume «Quando la montagna era nostra». Sorgente: Dal Parco Alto Garda a Montecampione: di tutto e di più | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...

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