I ♥ MONTECAMPIONE

Montecampion'è per sempre!

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15/09/2022La faccia di un ragazzo cresciuto che non ha traccia delle cicatrici della (sua) storia che pure ci devono essere state (“ma non ho mai litigato con nessuno. Sì, con uno forse sì, con… Berlusconi”), e nemmeno del tempo che passa sui registri dell’anagrafe. Giorgio Gori, 52 anni compiuti il 24 marzo è tornato a casa, nella sua Bergamo. E ha già scombussolato gli equilibri politici virtuali del centrosinistra. Di lui si parla come del futuro candidato a Sindaco della città. Se ne parla ma non ne parla, “mancano due anni, può cambiare il mondo”. Che non è proprio una smentita ma adesso che è “sceso” in politica tutto può essere, perfno che il Pd faccia delle primarie vere e che il suo amico Matteo Renzi la spunti sul candidato di apparato, il segretario nazionale Pierluigi Bersani. E questo lo sapremo ben prima di due anni. L’appuntamento è in Piazza Vecchia, cuore di città alta, a due passi dal Duomo. Lì sotto stanno lavorando per riportare alla luce (artifciale) i resti di una basilica paleocristiana. Passato per passato, tanto vale cominciare dal principio. “Sono nato a Bergamo anche se fno a dieci anni sono cresciuto a Mestre, dove mio padre Alberto si era trasferito per lavoro, a Marghera, alla Montedison. Tornammo a Bergamo appena mio padre trovò lavoro a Milano. Ho frequentato le medie alla Savoia e poi il liceo al Sarpi. Mi sono laureato in architettura al Politecnico di Milano”. Architettura? “In realtà a me è sempre interessata l’urbanistica e quella facoltà abbina creatività e concretezza. Ma quella passione si è persa per strada”. Giornalista “abusivo” La strada del giovane Gori comincia già al liceo e si indirizza sul giornalismo. “Sì. Le prime collaborazioni le ho fatte per il ‘Giornale di Bergamo’ diretto da Francesco Barbieri, poi qualche servizio alla neonata Bergamo Tv e a Radio Bergamo. Ero giovanissimo, avevo 18 anni. Nel 1981 ero ancora studente quando è stato fondato ‘Bergamo-Oggi’ con Aurelio Locati. Con lui un gruppo storico, Paolo Impellizzeri, Ildo Serantoni, Riccardo Bellentani, Ettore Carminati, Piero Degli Antoni, Roberto Papetti (che adesso dirige ‘Il Gazzettino’ a Venezia), Maurizio Belpietro (adesso direttore di ‘Libero’), Cristiano Gatti. La frase più ricorrente che mi sentivo ripetere era ‘zitto tu che sei un abusivo’. Quella degli ‘abusivi’ era una definizione derivata da una sorta di nonnismo redazionale”. Pensavi alla carriera giornalistica. “Beh, sì. Solo che il giornale andò in crisi, arrivò da Brescia Caporossi (l’imprenditore che progettò gli impianti di Montecampione e che era proprietario di Brescia-Oggi ormai gemellato con Bergamo-Oggi –n.d.r.) e il nucleo fondatore andò a fondare il terzo quotidiano, ‘il Nuovo Giornale di Bergamo-Oggi’ che durò pochi mesi e io andai con loro”. Un giornale bellissimo, anche graficamente, ma senza futuro, quando già lo spazio allora era difficile averlo per il secondo quotidiano. “Chiuse in fretta e a sorpresa, arrivato a Bergamo-Oggi Vittorio Feltri, fui chiamato, con altri tre, in redazione. Ma durò due mesi e Feltri mi licenziò”. Perché? “Non l’ho mai saputo. Anni dopo Feltri rispose infastidito che lo aveva fatto perché non ero un buon giornalista. Allora invece mi disse che non poteva farci nulla, glielo avevano imposto. Non so chi”. Licenziato da Feltri A quel che ne seppi, parlando con Feltri (chi scrive crebbe come giornalista in quella nidiata) tutto sarebbe da attribuire a un articolo fortemente critico che avevi fatto sui nuovi progettati impianti sciistici di Colere, il che aveva “disturbato” Caporossi che stava realizzando Montecampione… “Non l’ho mai saputo. Stavo facendo il praticantato e quelle 350 mila lire di allora, vivendo in famiglia, mi garantivano un minimo di autonomia. Ma fu la mia fortuna. Per due motivi: il primo fu proprio il fatto che Feltri mi licenziò. Il secondo che lessi un articolo su ‘Bergamo 15’, che parlava di Lorenzo Pellicioli. Eravamo amici, anche se lui era più grande di me di una decina d’anni (è di Alzano Lombardo, è nato nel 1951 ed è oggi uno dei più importanti manager italiani, amministratore delegato del Gruppo De Agostini e membro del coda di Generali– n.d.r.). Lo tempestai di telefonate e dopo un po’ riuscii a parlargli. Mi propose un contrattino come assistente del Direttore del palinsesto di Rete 4, allora di proprietà Mondadori. Il Direttore si chiamava… Carlo Freccero. Con Pellicioli avevo avuto contatti per così dire ‘politici’, lui era un ‘giovane liberale’, io militavo in un gruppo studentesco fondato qualche anno prima da Andrea Moltrasio (imprenditore che ha guidato l’Unione Industriali bergamasca – n.d.r.) che si chiamava ‘Azione e Libertà’, area laico-riformista”. Beh, già assistente di Freccero, la strada era segnata. “Ma nell’agosto 1984 Mondadori vende Rete 4 a Berlusconi e nel… pacco vende anche me. Vengo chiamato a Milano 2 da Roberto Giovalli. Berlusconi aveva già Canale 5 e l’anno prima aveva comprato Italia 1 da Rusconi. Inizialmente mi occupo della programmazione dei teleflm, con Giovalli c’è un ottimo rapporto, che negli anni è diventato una grande amicizia. Nel 1988 mi fanno vicedirettore del palinsesto delle tre reti. E qui succede che Giovalli litiga con Berlusconi e se ne va. Berlusconi mi chiama e mi affida il palinsesto delle tre reti. Avevo 29 anni…”. Il gelo con Berlusconi Che tipo era, è, Silvio Berlusconi? “Uno che si circondava di persone molto diverse. Fino al 1994 è stato un imprenditore che non badava agli schieramenti, ma alle capacità…”. Ci torniamo, quando arriva il momento in cui ci litighi anche tu, come hanno fatto Roberto Giovalli, Indro Montanelli, Enrico Mentana, Carlo Freccero… E’ anche vero che Berlusconi si è circondato di persone che non erano certo della sua area politica o almeno non condividevano il suo progetto. Oltre a quelli citati bisogna ricordare anche Maurizio Costanzo… “Fino al ‘93-’94 la politica non è mai stata una discriminante. Con la sua scelta di fondare un partito invece cambia tutto. Berlusconi si aspetta che le reti tv sostengano il progetto politico, io mi metto di traverso, insieme appunto a Mentana e Costanzo, mi batto anzi perchè azienda e partito non abbiano proprio niente a che fare, e lì scende il gelo. Rapporto andato, ma dignità salva. Lui va a fare il Presidente del Consiglio, io continuo a fare il mio lavoro in assoluta autonomia”. Non te ne andasti, infatti, non ancora. Intanto però torniamo agli anni belli. “Nel 1991 con la Legge Mammì nascono le direzioni di rete e a me tocca Canale 5, dove resto fino al 1996, quando chiedo di andare a Italia 1”. L’hai chiesto tu? Non era un declassamento? “Ovviamente lo pensarono quasi tutti, ma non fu così. Ogni tanto bisogna cambiare, altrimenti ci si annoia e si lavora male. Italia 1 era in grosse difficoltà e bisognava progettare il rilancio. Sono stati due anni bellissimi, forse i più divertenti della mia esperienza a Mediaset. Ci ho portato anche Santoro! Nel frattempo però va in affanno Canale 5 e l’azienda mi chiede di tornare all’ammiraglia. Era il 1998. Sono stati gli ultimi due anni”. Da come lo dici non ti sei trovato bene. “No, anzi. Nel 2000 abbiamo addirittura portato Canale 5 a sorpassare Rai1, ma ormai era tempo di fare altro. Così nel 2001 me ne sono andato e ho fondato la mia azienda, Magnolia’, una società che produce programmi”. Ma tua moglie, Cristina Parodi, continua a lavorare a Canale 5. “Non più, ha finito questo mese, da settembre passa a La 7”. Dove ritrova Enrico Mentana. “E’ stata la prima conduttrice del Tg5, il 13 gennaio 1992”. Nel frattempo con la tua società ti sei messo a fare programmi che poi vendete chiavi in mano alle varie Tv, Rai compresa? “No, non proprio. In Italia le principali aziende di ‘broadcasting’, la Rai, Mediaset, la7, hanno studi di produzione, tecnici e macchinari. I programmi si realizzano dunque sostanzialmente in co-produzione. Le reti ci mettono l’’hardware’, le società indipendenti come Magnolia si occupano invece del ‘software’: l’idea, i contenuti, la creatività. In dieci anni Magnolia è diventata una delle più importanti società italiane, la seconda nelle produzioni di intrattenimento, con un’importante filiale in Spagna. Oggi è controllata al 100% dal Gruppo De Agostini, che proprio a partire da Magnolia ha deciso di investire in questo settore. Dall’acquisizione di Magnolia, nel 2006 è nata Zodiak, oggi terza società al mondo nella produzione dei contenuti audiovisivi e digitali. Fino al novembre scorso ne sono stato il responsabile per il Sud Europa e l’America Latina. Ma questo ormai è il mio passato”. Nel Pd con Matteo Renzi E così l’anno scorso, nel 2011, molli tutto e decidi di entrare in politica. Perché? “Perché penso che se nella vita uno ha la fortuna di ricevere, e io certamente ho ricevuto molto, poi deve trovare il modo di restituire, di fare qualcosa per gli altri. Poi perchè penso che se il Paese è in queste condizioni un po’ di responsabilità ce l’abbiamo anche noi, che abbiamo pensato che bastasse andare a votare e per il resto ci siamo interessati solo del nostro lavoro o della nostra famiglia. Non basta”. E così ti sei iscritto al Pd e ti sei messo con Matteo Renzi. “Ho sempre sognato che in Italia potesse esserci un grande partito democratico e riformista. Diciamo che il Pd è la cosa che gli assomiglia di più, pur con tutti i suoi attuali limiti. E quanto a Renzi è stato quasi un caso: un giorno me ne parla bene un amico, recupero il suo numero e gli mando un messaggio: ‘Mi farebbe piacere conoscerti’, lui risponde. E’ del ’75, praticamente è cresciuto con le mie Tv…”. Allora le “tue” Tv, che sono quelle di Berlusconi, non hanno proprio portato tutti i cervelli all’ammasso… e alla vittoria del loro proprietario. “La tv che ho fatto io no di sicuro, mi hanno addirittura accusato di averlo fatto perdere! Più in generale, nessuno è costretto a guardare la televisione, o un determinato canale. La tv commerciale cerca di andare incontro ai gusti dei suoi utenti. Sono quindi i telespettatori che danno forma al contenuto di una rete commerciale, non il contrario. Semmai sono altre le agenzie educative che in questi anni non hanno fatto il loro dovere, a partire dalla scuola e dalla tv pubblica. Le Tv commerciali fanno gli stessi programmi in tutto il mondo, perché solo in Italia abbiamo avuto uno come Berlusconi?”. Magari per la nostra democrazia culturalmente fragile? Boh, torniamo al tuo impegno politico e all’incontro con Renzi. “Ci siamo conosciuti, gli ho dato una mano per organizzare l’evento della ‘Leopolda’ , nell’autunno scorso, man mano ho capito che mi potevo fidare. Io ci metto un po’ a dare fiducia alla gente. Ho visto che la pensiamo allo stesso modo su molti temi e che con lui, con questa squadra, c’è forse la possibilità di riuscire a cambiare qualcosa. Nel frattempo studio, cerco di approfondire argomenti che non conoscevo, provo a farmi un’idea delle cose”. Nel Pd dicono che sia tu che Renzi siete di destra… “Lo diceva anche Gramsci di Turati. È una storia che va avanti da un secolo, massimalisti che accusano i riformisti d’essere di destra. Dici Tony Blair e c’è sempre qualcuno che storce la bocca, preferiscono essere perdenti”. La resistenza dell’Apparato Sì ma la base del Pd non vi ama. “Vediamo di fare delle vere primarie e poi si vedrà, un conto è l’apparato e un conto sono gli elettori”. Ma avete un progetto fruibile? Finora non si è visto, a parte la trovata dei “rottamatori”. “Il ricambio della classe politica non è una trovata, è la richiesta della maggior parte degli italiani. Ma è solo il punto di partenza. Il 22-23 giugno faremo a Firenze un meeting con mille amministratori locali, non deputati e senatori, ma sindaci, assessori e consiglieri comunali. I Comuni stanno subendo danni gravissimi, altro che federalismo, gli hanno tolto anche quel minimo di autonomia, centralizzando anche la tesoreria. Ripartiamo da chi opera sul territorio, conosce i problemi dei cittadini e prodiga per risolverli. Questi sono i ‘tecnici’ di cui ha bisogno il Paese. Per le primarie aspettiamo di conoscere le regole, giusto per evitare di avere sorprese. E’ chiaro che l’apparato fa resistenza, a tutti i sindaci è già stato chiesto di firmare per Bersani, usano i mezzi di comunicazione del partito per sostenerne la candidatura. Alla festa provinciale del Pd nemmeno mi hanno invitato. Se vuoi sono tutte conferme della necessità di un vero cambiamento”. E tu stai facendo le prove generali per candidarti a sindaco di Bergamo? (ride). “Ho già risposto all’inizio, da qui a due anni chissà dove saremo!”. E delle Tv? “Basta!” Se ne va, Piazza Vecchia è quella di sempre, c’è una scolaresca che fa chiasso dietro a noi e dall’alto rimbomba il campanone, batte cento colpi e sembrano quelli che fanno da spartiacque tra il carnevale e la quaresima (o viceversa, che poi è un augurio). Piero Bonicelli Sorgente: GIORGIO GORI, da “scarto” di Feltri a… NUMERO UNO della televisione   [...]
10/09/2022La sintesi estrema è che le gallerie hanno la meglio sul laghetto artificiale e sul futuro dello sci, ma a parziale giustificazione di una scelta difficile va detto che a prevalere è stata soprattutto la lievitazione dei prezzi. Spiegando meglio, a Montecampione l’aumento dei costi delle materie prime favorito dalle conseguenze della guerra in Ucraina costringerà a rinunciare ancora per un po’ al bacino del Bassinale; che dovrebbe servire anche per il turismo, ma soprattutto per un innevamento artificiale ormai fondamentale da queste parti e anche alle esigenze degli interventi sugli incendi boschivi. L’opera, va ricordato, era stata inserita nell’accordo quadro per lo sviluppo territoriale della stazione turistica della bassa Valcamonica sottoscritto nel 2019 con la Regione, e stando al cronoprogramma iniziale avrebbe dovuto essere terminata nel 2021. Poi si è messa di traverso la pandemia costringendo a uno slittamento, e ora la crescita esponenziale dei prezzi ha fatto il resto. Già sulle asfaltature della strada del Plan l’onere degli extra costi si era fatto sentire, costringendo a rinunciare a qualche chilometro di nuovo manto bituminoso. Ora ne paga le conseguenze anche la «pozza» di Bassinale. Secondo il piano economico del programma d’azione l’invaso doveva costare 820.932 euro ripartiti tra Regione (383.375) Comunità montana della Valcamonica (232.323) e Comune di Artogne (205.233). L’indagine geologica affidata dal Comune ha però ipotizzato costi quasi doppi e stando a quanto chiesto dall’amministrazione comunale al Palazzo Lombardia. Così i soldi inutilizzati per il Bassinale li si vorrebbe spalmare sui lotti che prevedono la sistemazione delle gallerie che portano al Plan, proprio per far fronte al boom dei prezzi ed evitare che anche questi cantieri vengano lasciati a metà. Proprio a proposito della sistemazione delle tre gallerie, il mese scorso sono stati approvati i progetti definitivi, considerando che la Regione aveva concesso una proroga fino a dicembre 2023 per concludere i lavori dell’accordo quadro. «Per il finanziamento del bacino dovremo cercare un’altra strada» ammette la sindaca di Artogne Barbara Bonicelli. Niente serbatoio per il rilancio del settore sciistico di Montecampione, insomma: l’ampliamento della rete di innevamento artificiale resta in sospeso. Nel testo dell’accordo la costruzione del bacino era definita come un’«opera da considerare strategica per le sue molteplici peculiarità che la rendono fruibile tutto l’anno», proprio grazie alle sue funzioni paesaggistiche e turistico ricreative, oltre che per le ricadute nella lotta agli incendi boschivi. Se nel testo non si parla mai di servizio all’innevamento artificiale si sa che questa funzione era tra le opzioni. Insomma: al comparto sciistico non rimane che attendere tempi economicamente migliori. Domenico Benzoni Sorgente: Sci, ora i soldi non bastano più Niente laghetto per il Bassinale | Bresciaoggi   [...]
10/09/2022L’inizio della stagione dell’Asd Costa Volpino è un sogno che si realizza. A calcare il nuovo campo di calcio a undici ci sono cinque squadre: gli Esordienti 2010, gli Esordienti 2011, i Giovanissimi, la Juniores e la formazione Femminile. Un lavoro intenso lungo mesi per la neonata società, ma ora ci siamo, l’attesa è finita. 102 atleti e circa 50 persone dello staff impegnate dietro le quinte tra dirigenti, accompagnatori e volontari sono pronti dare il via all’avventura. Gli allenamenti sono iniziati per tutte le categorie e le prime amichevoli serviranno ad amalgamare i gruppi in vista degli appuntamenti ufficiali. Buona la prima per la Juniores, che nella gara con la Villese valida per il Trofeo Bonacina si è aggiudicata un tondo 4-1 fuori casa. Per le ragazze invece la stagione è iniziata con quattro giorni di ritiro a Montecampione, il modo migliore per fare squadra e prepararsi al meglio dopo la pausa estiva. “Siamo contenti del numero di atleti (arrivano anche dai paesi vicini come Rogno, Lovere e Pisogne, ndr) che abbiamo raggiunto – spiega il vice presidente Giorgio Bonomelli –, perché se pensiamo che la società è stata fondata a marzo, significa che il progetto piace. Obiettivi? Vogliamo puntare a costruire un progetto duraturo e continuativo, perché i ragazzi che magari iniziano a giocare in Oratorio e che continueranno a farlo fino all’età di 12 anni prima di immettersi nella nostra società, possano arrivare un giorno a comporre la prima squadra di Costa Volpino (il prossimo obiettivo già in previsione per l’anno prossimo). Abbiamo cercato di andare incontro alle famiglie il più possibile con una quota di iscrizione contenuta, garantendo comunque tutto l’indispensabile ai ragazzi grazie soprattutto all’aiuto di molti sponsor e sostenitori. I ragazzi dovranno soltanto divertirsi e metterci tutto l’impegno quando vengono al campo. È una sfida molto impegnativa ma cercheremo di fare il possibile per il loro bene e il loro divertimento” Sabrina Pedersoli Sorgente: COSTA VOLPINO – Al via l’avventura dell’Asd Costa Volpino – Araberara   [...]
09/09/2022Soldano è una cittadina ligure appena sopra Bordighera, nei pressi di Imperia. Ci abita Samuele Privitera ciclista juniores dalle idee chiare. Se è una delle promesse del nostro movimento giovanile è ancora tutta da verificare, ma intanto Samuele si fa strada nelle corse che contano (vedi il recente quinto posto in classifica generale al Giro della Lunigiana, secondo fra gli italiani, ndr). Lì ha conosciuto gli atleti più forti in Europa. Lì si è fatto notare per le sue doti di scalatore puro come lui stesso sostiene: “Il meglio di me stesso lo tiro fuori in salita – spiega Privitera, 16 anni del Team F.lli Giorgi-. Sono affascinato dalle montagne e fin da piccolo seguivo le gesta sportiva di Ivan Basso, di cui sono amico, e di Alberto Contador. Ma se ora sono in bici lo devo alla passione di mio nonno Antonio che ha corso fino agli allievi. Anche papà però è stato un discreto cicloamatore”. E ora cosa accadrà? “Vado avanti per la mia strada tra ciclismo e scuola (Liceo Scientifico Applicato). Domenica prossima correrò il Trofeo Buffoni che per me è un obiettivo speciale perchè a Montignoso ci abitano i miei zii e da quelli parti ci vado spesso. E’ una questione personale, un traguardo che ho in testa fin da piccolo”. Fabrizio Tacchino è il tuo preparatore, Leone Malaga il tuo direttore sportivo nel Team F.lli Giorgi. Due figure che per la tua crescita si sono rivelate molto importanti. “Direi decisive. Mi seguono con attenzione e tanta passione, e cosa importante non ti mettono pressione in quello che fai. Con loro ho saputo trasformarmi senza subire contraccolpi e mi sono adattato in tempi brevi nella nuova categoria”. Dove vuoi arrivare? “Beh… l’obiettivo è correre tra i Professionisti come Oliviero Troia e Niccolò Bonifazio che sono delle mie parti e che spesso incontro durante gli allenamenti. Anche se a dire la verità preferisco allenarmi per conto mio, così da seguire alla lettera le tabelle imposte dal mio preparatore e dalla squadra”. LA SCHEDA Samuele Privitera è nato a Imperia il 4 ottobre 2005 e vice a Soldano. Ha iniziato a 9 anni con la Ciclistica Bordighera società per la quale è rimasto fedele ai colori fino alla scorsa stagione l’ultima con gli allievi (3 vittorie fra cui la Lugo-San Marino, ndr). Studente modello frequenta il Liceo Scientifico Applicato “Montale” di Bordighera e una volta raggiunto il diploma vorrebbe iscriversi all’Università indirizzo Scienze-Motorie. Fidanzato con Vittoria Grassi che ha la sua stessa età e corre tra le juniores nella piacentina Vo2 Team Pink. Figlio unico: papà Luigi ha una ditta Edile, mamma Monica casalinga. Zero vittorie finora ma Samuele brilla per continuità a qualità e per lui parlano il 5° nella classifica finale del Giro della Lunigiana, 10° al Campionato Italiano su strada; 11° nel Trofeo Paganessi di Vertova, secondo nella Piasco-Lemma e a Loria (Tv); terzo nella Pian Camuno-Montecampione e nella Brescia-Monte Magno; settimo nella Collegno-Sestriere, nella Barbarasco-Groppo e nella Massa-Le Casette; nono nella cronoscalata Cene-Altino; decimo nella Piccola Tre Valli Varesine. Danilo Viganò Sorgente: SAMUELE PRIVITERA, LA SPERANZA LIGURE [...]
05/09/2022Erano i primi anni Duemila quando a Montecampione si iniziò a parlare di una possibile estensione del demanio sciistico verso Bovegno. Le società Montecampione impianti, Bovegno ski e poi la consociata Montecampione Bovegno ski ipotizzarono un collegamento infrastrutturale tra Valcamonica e Valtrompia, tra la stazione turistica camuna, storica e in attività, e quella – nuova – che doveva nascere sul versante opposto della montagna anche con un insediamento immobiliare nella località Re di Campo. Come si sa è andata malissimo: nel tempo sono arrivati i fallimenti di Montecampione impianti e di Montecampione Bovegno ski, e tutto è franato. È però ovviamente rimasto il legame geografico tra i due territori confinanti lungo le creste di Bassinale, Splaza e Dosso Rotondo, e anche se questa è un’altra storia, ora il collegamento si sta concretizzando – su scala minore ma turisticamente interessante – con la realizzazione di una strada agricola che dalla località Piano delle Camere, nel Comune di Artogne, consentirà di raggiungere la cascina Casinetto di Re di campo a Bovegno. Un preludio a futuri abbracci? Non è dato saperlo, anche se potrebbe essere un assaggio in attesa di tempi migliori per tornare a guardare oltre Montecampione e verso la Valtrompia. Per ora si tratta di mettere mano a un tratto di sterrato e a un sentiero, e in questa direzione, il primo protocollo d’intesa tra i due Comuni, Artogne e Bovegno, finalizzato allo «sviluppo turistico di Piano delle Camere» è stato firmato nel luglio del 2020. Poi lo si è dovuto modificare per sopperire ai maggiori costi provocati dalla guerra nel cuore dell’Europa, ma adesso è arrivato il tempo dei lavori, che sono destinati a sostenere le «attività rurali agricole e turistiche sia invernali, sia estive» citate nell’intesa. Le potenzialità turistiche ci sono, e non sono rappresentate solamente da un panorama incantevole: tra Piano delle Camere e Casinetto Re di campo si trova il rifugio Dosso Rotondo, e a poche centinaia di metri da questo sono venute alla luce alcune incisioni rupestri, e nel 2000 anche le tracce di un possibile insediamento preistorico. Nel piano economico dell’opera è inserita anche una consulenza archeologica, e chissà che non sia la volta buona per promuovere questi tesori millenari di cui quasi nessuno è a conoscenza. Senza però anticipare i tempi di uno sviluppo alternativo e a basso impatto, per ora ci si dovrà accontentare della manutenzione stradale le cui spese sono coperte dalla Regione per 45mila euro, da un contributo del Bim di Valcamonica per 40mila euro e da 20mila euro a testa dei due Comuni interessati. Domenico Benzoni Sorgente: Montecampione e Bovegno Un abbraccio a basso impatto | Bresciaoggi   [...]
31/08/2022Stroncata ogni idea del Patto, definito un’impresa fallimentare in partenza Dopo il no ai nuovi impianti del Monte Tonale occidentale, arriva la bocciatura del Patto territoriale per lo sviluppo strategico del comprensorio Montecampione-bassa Vallecamonica, approvato recentemente da alcuni amministratori camuni con Regione Lombardia. Il no lo hanno espresso le associazioni ambientaliste camune, dal circolo Valle Camonica Legambiente e Alto Sebino, fino a Italia nostra di Vallecamonica, Amici del torrente Grigna, Amici della Natura di Saviore dell’Adamello, Osservatorio Territoriale Darfense e Comitato Centraline di Vallecamonica per l’acqua che scorre, ritenendo che siano “altri soldi pubblici gettati inutilmente nel buco nero delle piste da sci di Montecampione” e definendo il Patto un’impresa fallimentare in partenza. Il Patto, con 13 milioni di euro, si propone di realizzare gli impianti Dosso Beccherie, Secondino-Monte Splaza e Longarino-Monte Splaza, mantenendo attivo il collegamento tra il villaggio Alpiaz e la conca di Bassinale. Ma gli ambientalisti sottolineano: “L’andamento nevoso sul crinale tra Vallecamonica e Valtrompia dovrebbe suggerire l’inopportunità d’investire ulteriori risorse su impianti energivori, che richiedono un costante innevamento artificiale e sono scarsamente attrattivi”. Le associazioni aggiungono: “La siccità ha mandato in crisi l’acquedotto di Darfo e l’innevamento artificiale richiede grandi quantità d’acqua: sarebbe da bandire solo per questo”. E ancora: “Basta aggirarsi tra i condomini di Alpiaz o di Bassinale, per rendersi conto della drammaticità della situazione e del degrado di molte delle strutture costruite nel corso degli anni. E ancora si pensa di puntare sullo sci per dare un futuro a Montecampione”. Le proposte di Legambiente e soci sono la valorizzazione dell’area Alpiaz-Bassinale, un nuovo racconto di Montecampione orientato alla valorizzazione della natura e alle pratiche sportive, concentrando gli sforzi solo sugli impianti sopra il villaggio di Alpiaz, e abbattere l’ecomostro di Bassinale, realizzando un albergo-rifugio di nuova generazione. Linda Bressanelli Sorgente: Le associazioni ambientaliste camune bocciano il Patto territoriale Montecampione-bassa Valle | Radio Voce Camuna   [...]
27/08/2022Donne in cammino, gruppo spontaneo nato nella zona di Darfo Boario Terme, con le Acli, il Cai, Tapioca ed i camminatori del gruppo “Stal de l’Ora bivacco” hanno percorso un itinerario dal Plan di Montecampione al rifugio Dosso Rotondo fino al masso Campione, seguendo un itinerario fatto di segni, nel ricordo dell’amica Eleonora che del gruppo è stata animatrice instancabile fino agli ultimi giorni delle sua vita. L’itinerario è stato sottolineato dai pensieri della psicoterapeuta Mariditta Servidati, che con Eleonora aveva condiviso molti percorsi. Un importante momento della giornata è stata anche la visita a quello che viene definito simpaticamente “Il masso campione”, in onore del dosso omonimo che separa Valtrompia da Valcamonica, da cui è nata anche l’omonima località turistica. Si tratta di un masso su cui è graffita la figura di uno sciamano orante, traccia di antichi passaggi di cui la zona è continua testimone, ma anche segno di una diversa presenza umana che, oltre alla sopravvivenza, pensava al soprannaturale. Da traccia a segno: da impronta muta e ricordo vivo, come il ricordo di Eleonora alla quale è stata dedicata la giornata tra i monti camuni. Tra canti, racconti, testimonianze e poesie, il gruppo che si è riunito attorno a “Donne in cammino” ha voluto quindi lasciare un percorso fatto di segni in un lembo di terra d’alta quota che li sa accogliere e custodire. Sorgente: +Valli TV – DONNE IN CAMMINO SEGUENDO I SEGNI   [...]
25/08/2022Un immagine del gruppo di atleti del Kilometro Lanciato nel 1972, in posa con gli sci Freyrie. Il chilometro lanciato (abbreviato in KL), noto anche come sci di velocità (speed skiing in inglese), è una specialità sciistica che consiste nello scendere da un pendio in forte inclinazione per cercare di raggiungere la massima velocità. Questa viene rilevata nel punto più basso della pista in un tratto cronometrato di 100 m. È il secondo sport non motorizzato più veloce (il primo è lo speed skydiving) ed il primo su terreno. (fonte Wikipedia). Ecco il link di Wikipedia dove trovare la storia di questa straordinaria specialità atletica, che richiede forza, preparazione, tecnica e sopratutto molto coraggio! Nel 1974 Gli esordienti Steve Mc Kinney, statunitense, e Pietro Albertelli maestro di sci di Montecampione partecipano per la prima volta alle prove di Cervinia e vincono rispettivamente “il Grande KL” e quello riservato ai materiali di serie. Albertelli supera il precedente record di 145,631 km/h con 164,308 km/h mentre Mc Kinney nell’ultima sessione migliora il record assoluto di Casse portandolo da 184,237 km/h a 189,473 km/h. Rolando Thoeni con Pietro Albertelli Pietro Albertelli vince il Kl a Cervinia per sci di serie a 190 kilometri all’ora con i Mirage Freyrie. Un record di categoria che resisterà per ben 23 anni! A dimostrazione della qualità tecnica, di materiali e costruttiva che gli sci Freyrie avevano raggiunto all’epoca. Gli sci Freyrie vincono sulla pista di KL a Cervinia. Un depliant pubblicitario degli anni ’70.  Si può notare come la ricerca e lo sviluppo dei nuovi materiali e delle nuove tecniche costruttive per le competizioni di alto livello poi venissero applicate nella produzione di serie per lo sportivo più esigente. Pubblicato da Leo Freyrie Altre informazioni ed immagini al link della sorgente: Leonardo Freyrie: Due parole sul Kilometro Lanciato [...]
24/08/2022Claudio Cecchetto è stato vittima di un pirata della strada. Per pura casualità, il fondatore di Radio Deejay aveva fatto sì che l’equipaggiamento di sicurezza della sua auto fosse stato accuratamente controllato proprio il giorno prima. Ciò ha fatto sì che lui e la moglie fossero ancora vivi dopo lo scontro. Claudio Cecchetto è il nome di riferimento se si vuole parlare della storia delle radio italiane di successo. Cecchetto è sempre stato un grande appassionato di musica, una passione che è riuscito a far diventare il proprio lavoro. Dopo gli studi in scienze delle preparazioni alimentari, Cecchetto ha scelto di darsi alla sua più grande passione: il deejaying. Oltre alla carriera da DJ, Cecchetto è diventato produttore e talent scout. Proprio a lui si deve la scoperta di personaggi televisivi amatissimi come Gerry Scotti e Fiorello. Infatti, tutto loro vantano una certa gavetta in radio prima che in tv. Per quanto riguarda la vita privata, Claudio Cecchetto è sposato con Maria Paola Danna. Dal 1992, anno in cui i due si sono incontrati, la coppia è rimasta indissolubile. Insieme hanno avuto due figli. Nel 1994 è nato Jody Daniele e nel 2000 Leonardo. Non si conosce molto della vita di Maria Paola Danna. Ciò che è certo è che anche lei si occupa di conduzione radiofonica. Tra gli altri impegni professionali spiccano quelli nel mondo dell’editoria. Editoria e musica si sono incrociate nella curatela dei libri di Fabiola Sciabarresi su Pino Daniele. Cecchetto e Danna sono tra le coppie del mondo dello spettacolo più solide. I due erano insieme anche ieri quando hanno avuto un brutto incidente. Claudio Cecchetto, com’è avvenuto l’incidente in auto Claudio Cecchetto ha avuto un incidente in auto. Lo ha comunicato proprio lui sul suo profilo Instagram. La foto scelta per dare l’annuncio ai propri follower è quella della sua macchina totalmente rovinata. È la didascalia a chiarire che Cecchetto e gli altri passeggeri stanno bene e la dinamica dell’incidente. Claudio Cecchetto ha deciso di raccontare nel dettaglio cosa ha provocato il suo incidente in auto. Il fondatore di Radio Deejay era diretto a Montecampione. Mentre il tragitto in compagnia della moglie stava proseguendo tranquillamente come sempre, all’improvviso una macchina ha tagliato loro la strada, prendendoli in pieno. Ciò ha causato una significativa distruzione dell’auto di cui Cecchetto era alla guida. Per fortuna, rassicura, lui e la moglie sono salvi. Ironia della sorte, se di ironia si può parlare, proprio nel giorno antecedente l’incidente Claudio Cecchetto aveva fatto controllare proprio gli airbag della sua automobile. Grazie a quel controllo, lui e la moglie stanno bene. Ambra Benvenuto Sorgente: Claudio Cecchetto e la moglie vittime di un incidente stradale: le loro condizioni   [...]
23/08/2022In sei giorni si è erto a grande protagonista della settimana di Ferragosto vincendo la Pian Camuno-Montecampione e andandosi a piazzare secondo nella Coppa Linari a Borgo a Buggiano, terzo nella Piasco-Lemma e terzo nella classica di Clusone nella Bergamasca. Leonardo Vesco è senza ombra di dubbio il corridore del momento. Ma dietro i numeri, c’è la grande condizione di forma del promettente brianzolo di Besana Brianza portacolori del Team F.lli Giorgi. “Non me lo aspettavo un exploit così travolgente, ma è chiaro che sono molto contento dei risultati ottenuti-spiega Vesco, 17 anni che studia al Liceo Sportivo di Seregno-. E’ stato tutto molto bello, salire sul podio quattro volte in neanche una settimana è fantastico. Significa che sono riuscito a dare continuità all’ottima preparazione che con la squadra abbiamo svolto in altura, a Livigno, sotto la direzione di Leone Malaga. Cosa ti ha soddisfatto di più, a prescindere dai risultati? “Era importante soprattutto correre da protagonista, anche pensando ai prossimi appuntamenti, e la risposta è stata immediata. La vittoria a Montecampione è stata la ciliegina sulla torta, ma sinceramente la corsa che più mi affascina è la Coppa Linari (Borgo a Buggiano, Toscana, secondo classificato, ndr). Il fatto che si corre su un percorso molto bello e la qualità degli avversari è simile ad un campionato italiano, sono particolari importanti per un corridore che vuole capire dove vuole arrivare”. Vesco finora ha dato delle risposte importanti sulle sue qualità di atleta. Senza dimenticare come tutto era iniziato, da G1 con l’Unione Sportiva Vertematese: poi Team Spreafico (solo G6), Mobili Lissone (esordienti) e Unione Sportiva Biassono (allievi). Chi poteva pensare che Leonardo, che si è preso la passione del padre Luca ex dilettante e oggi meccanico di biciclette presso Bicimania di Lissone, potesse elevarsi a tanto. Come detto viene da Besana Brianza, il paese che ha dato i natali anche a Giacomo Nizzolo, e chissà che un giorno possa diventare famoso come il suo concittadino. Intanto si gode questo momento di fama in attesa della Due Giorni Internazionale di Vertova (sabato 28 e domenica 29 agosto) e di correre il Giro della Lunigiana con la rappresentativa della Lombardia. Danilo Viganò Sorgente: GIOVANI TALENTI. IL MOMENTO MAGICO DEL BRIANZOLO LEONARDO VESCO   [...]
20/08/2022Ats della Montagna e Comunità Montana hanno messo a disposizione esperti per la consulenza Finora in Vallecamonica non si sono viste grandi raccolte di funghi, ma la pioggia intermittente di questi giorni e un po’ di umidità nel sottobosco potrebbero aver creato le condizioni per farli spuntare. Nel frattempo, come ogni anno, è stato attivato, e fino al 28 ottobre sarà operativo, il servizio gratuito di Ispettorato Micologico dell’ATS della Montagna. Obiettivo: fornire supporto per il riconoscimento di funghi spontanei freschi raccolti da privati per il consumo diretto o destinati alla vendita. Ci si può rivolgere agli uffici di Via Nissolina a Breno previo appuntamento telefonico (0364/329395) in orario di apertura al pubblico, ma anche, fino al 16 settembre ogni giovedì dalle 14:00 alle 15:00, ai micologi presenti presso la sede del Consorzio Alpiaz di Località Valgrande, a Montecampione. Si ricorda, invece, che per la vendita e/o la somministrazione di funghi spontanei freschi in attività commerciali è necessaria la certificazione da parte del micologo dell’ATS della Montagna. Sempre dal 1° agosto e fino al 30 novembre è attivo anche il Servizio Pronta Reperibilità Micologica allertato direttamente, in caso di sospetta o accertata intossicazione da consumo di funghi, dai Presidi ospedalieri. Il regolamento comprensoriale, pubblicato sul sito della Comunità Montana, prevede un limite giornaliero pro-capite di non oltre 3 chili di funghi raccolti. Anche l’ente camuno ha attivato i centri di consulenza micologica, come ogni anno: a Borno il mercoledì e il sabato dalle 16:00 alle 18:00; a Edolo, il martedì, il giovedì e la domenica dalle 18:00 alle 19:00; a Cevo la domenica pomeriggio, con la micologa Susanna Mariotti. In Alta Valle altri due punti saranno seguiti dal micologo Guido Camiciotti, quello di Ponte di Legno e quello di Vezza d’Oglio durante la settimana dalle 17:30 alle 19:00. Linda Bressanelli Sorgente: La stagione è avara di funghi, ma come ogni anno regolamento e centri micologici sono attivi | Radio Voce Camuna   [...]
19/08/2022BORGO A BUGGIANO (Pt) Finalmente è arrivato il giorno dell’hurrà per Stefano Leali; un hurrà di rilievo nazionale. Ieri lo juniores del Team Giorgi è riuscito a porre sul proprio biglietto da visita la prima vittoria stagionale e di categoria. Al decimo posto l’altro mantovano compagno di squadra Angelo Monister. Leali è salito sul gradino più alto del podio della Coppa Pietro Linari che si è disputata a Borgo a Buggiano (Pt) sulla distanza di 125,700 km. Un successo fortemente voluto, che lo premia per l’impegno e la grinta con i quali sta affrontando questa parte centrale della stagione. Al via di questa competizione si sono presentati oltre 160 atleti che sin dalle prime pedalate hanno fatto comprendere che gli sportivi presenti lungo il percorso non avrebbero vissuto momenti di stanca. Durante i giri del circuito pianeggiante, per complessivi 84 km, molti sono stati i tentativi di fuga sempre, però, abilmente controllati dal gruppo. Nel momento in cui è cambiata la fisionomia del tracciato, ovvero si è entrati in un circuito da ripetere tre volte con varie asperità, il gruppo si è spezzato registrando quindi una prima selezione tra i migliori. In discesa a due giri dal termine, mancavano ancora una ventina di chilometri al traguardo, a fare l’andatura si è portato Stefano Leali con altri quattro corridori tra i quali il compagno di squadra Leonardo Vesco, vincitore lunedì a Montecampione. Dopo aver scollinato dall’ultima salita, i due portacolori del Team Giorgi hanno dato vita a un gioco di squadra che ha permesso al giovane atleta mantovano di presentarsi solitario sotto lo striscione d’arrivo, mentre il compagno di squadra si è aggiudicato la volata per il secondo posto. Grazie a questo successo, per Stefano Leali aumentano le opportunità per un suo passaggio nella prossima stagione tra gli Under 23. Sorgente: Ciclismo – Lo juniores Leali trionfa alla Coppa Linari | la Voce Di Mantova   [...]
18/08/2022Quando Luciana Anelli da Dello decise che avrebbe aperto la boutique di Moda “Michelle Ferré” a Montecampione, 44 ani fa, aveva un grande sogno: arrivare là dove la vacanza ha un valore aggiunto in più, nella Piazzetta che doveva diventare il cuore delle serate eleganti di Montecampione, sfidare le stagioni e l’andamento altalenante dei tempi, dando garanzia di continuità. Luciana ci ha sempre creduto, anche quando la ruota della fortuna aveva qualche rallentamento. La sua presenza a Montecampione è diventata una garanzia, come la casa calda, il focolare accesso, le belle luci della sera ed i giorni felici con la neve d’inverno ed il sole d’estate. Così, stagione dopo stagione, è arrivata anche ad organizzare, una dietro l’altra, 44 sfilate di moda di ferragosto, per le quali la gente fa letteralmente la fila per aver un posto e poter dire “io c’ero”. Quasi messo secolo di presenza a Montecampione, portando a turisti, residenti e ospiti il meglio della moda del momento, curata dalla stessa persona, sono certamente un record di continuità nella qualità e molti, nel tempo, si sono affezionati a Luciana ed alle sue proposte sempre attuali e innovative. La 44esima sfilata di ferragosto, nella bella e calda serata di domenica 14 agosto nella Piazzetta di Montecampione, ha presentato oltre 250 capi di abbigliamento d’alta qualità che Luciana ha studiato appositamente per presentare alla sua clientela, della quale conosce gusti e tendenze. Il successo è stato pieno e, ancora una volta, meritato. Sorgente: +Valli TV – LA MODA INFIAMMA MONTECAMPIONE   [...]
18/08/2022Tercer y último día descanso en el Giro d’Italia y la sensación general es de decepción. Los elementos externos como el mal tiempo, la lluvia y las caídas han creado más diferencias que la propia actuación y táctica de los ciclistas sobre la bicicleta. Solo la contrarreloj de Barolo con la exhibición de Rigoberto Urán marcó las distancias actuales con competición pura. Pero de momento, en la montaña, poco o casi nada entre los grandes favoritos. Un par de movimientos de Pozzovivo en Sestola y en Oropa, este último con Quintana a su rueda, siempre cerca de meta, y el ataque ganador de Fabio Aru ayer en Montecampione. Solo Pierre Rolland, ahora mismo octavo en la general, ha hecho de la valentía su ‘modus operandi’, con un éxito discreto pero loable. Sin embargo, la gran mayoría de la alta montaña está por llegar en la descomunal última semana diseñada por la organización. Un final de carrera que puede iniciar torcido si finalmente se confirman los peores augurios y mañana no se pueden subir Gavia y Stelvio, que hoy se han despertado cerrados por la nieve. Aunque de momento el Giro confirma el recorrido, no es más que otra irresponsabilidad en una etapa con final en Val Martello que, con el mismo recorrido, ya tuvo que ser suspendida el año pasado por el mismo motivo. En el caso de subirse, los ciclistas se enfrentarían a un terrible encadenado con los dos puertos míticos, siempre por encima de 2.000 metros y el ascenso final a Val Martello en una etapa de apenas 130 kilómetros. Posteriormente, el jueves llegada en Valsugana previo paso por San Pellegrino, el viernes la larga y dura cronoescalada en Monte Grappa y la traca final en en el temible Zoncolan. Terreno hay, pero ¿alguien capaz de desbancar al líder? Pese a mostrar -o al menos parecerlo- algunas dudas en Oropa, Rigoberto Urán controló y administró sus fuerzas en Montecampione, hasta el punto que ganó medio minuto a Cadel Evans, segundo, ya a más de un minuto. Aunque el veterano australiano no tiene pinta de ser el rival a batir por Urán, sino más bien lo será Nairo Quintana. Todavía cuenta con un colchón importante, a 2:40 de distancia, y con un gregario de lujo como Wout Poels para manejar la carrera. El líder de Movistar, tras pasar las dos primeras semanas más bien escondido, arañó sin excesivo desgaste una veintena de segundos a Urán en las dos últimas etapas de montaña. En aparente crecimiento, el gran golpe de Nairo debería llegar en los próximos días, si todavía quiere conseguir su primera gran vuelta por etapas. Duelo ‘cafetero’ en la alta montaña, tocará valorar la madurez del líder ante la previsible presión de Quintana. Atención al joven sardo Fabio Aru, que se presenta como el mejor escalador joven italiano y ya ocupa la cuarta plaza a apenas medio minuto del podio tras su gran actuación en Montecampione, donde además consiguió su primera victoria profesional. También a Domenico Pozzovivo, que aunque en ese mismo día no se mostró tan activo, todavia tiene cosas que demostrar en los últimos días de montaña. Sin olvidar a los muy regulares Rafal Majka, que todavía mantiene la tercera posición, y el neerlandés Wilco Kelderman. Además otros habituales animadores, aunque lejos en la general, como el ya mencionado Rolland, Julián Arredondo, Fabio Duarte o Robert Kiserlovski. De ellos dependerá hacer brillar o no esta última semana de Giro. Y de la lucidez de estos últimos dias de carrera dependerá que esta edición de la Corsa Rosa deje un buen sabor de boca o, por el contrario, la sensación de que se han perdido tres semanas de ciclismo sin pena ni gloria. Enrique Julián Gómez Sorgente: Una última semana de altura para salvar el Giro – Sphera Sports   [...]
17/08/2022Sul gradino più alto del podio sulla montagna che ha celebrato le vittorie al Giro d’Italia di Bernard Hinault nel 1982, di Marco Pantani nel 1998 e Fabio Aru nel 2014. Lo juniores Leonardo Vesco (Team Giorgi) ha vinto per distacco la 42ª edizione del Trofeo Gs Piancamuno-Memorial Angelo Felappi, disputato il giorno di ferragosto con partenza da Piancamuno e arrivo a Montecampione. A poco più di 4 chilometri dall’arrivo il vincitore ha staccato il bresciano Luca Franzosi (Aspiratori Otelli Alchem Carin Baiocchi), con il quale ha firmato la selezione del drappello dei big a metà della salita finale.Cresciuto all’Us Biassono, Vesco è al 1° anno tra gli juniores. In Vallecamonica ha ottenuto il 2° successo stagionale dopo quello di Faenza il 17 luglio.E 24 ore prima era stato 3° a Clusone.Nel Bresciano è stato recente protagonista nella Challenge Giancarlo Otelli a Ponte Zanano-Cagnaghe di Sarezzo: 2° nella classifica finale dopo avere chiuso 10° e 2° la corsa in linea e la cronometro .A 51 secondi il veneto Leonardo Rossi (Cadidavid) si è messo al collo l’argento davanti a Samuele Privitera, compagno di squadra del vincitore. Il miglior bresciano è stato Franzosi, 7° a 1’17”. Alla corsa organizzata dal Team Bardy di Tiziano Bardella, dal Gs Piancamuno e dalla famiglia Felappi al completo, hanno partecipato 97 dei 131 partenti, i quali prima dell’ascesa finale di 12 chilometri, hanno affrontato 4 giri di un circuito tra Piancamuno, Gratacasolo, Pisogne, Darfo Boario e Gianico. All’evento hanno presenziato alcuni ex campioni capeggiati da Giambattista Baronchelli (vincitore nel 1972) e Bruno Leali, insieme al presidente regionale della Federciclismo Stefano Pedrinazzi e Celestino Franceschini, ex direttore di corsa a braccetto con Angelo Felappi per anni. Nella parte pianeggiante della corsa protagonista un terzetto composto da Nicola Cocca, Rosa Brusin e Yustayi: un bresciano, un piemontese, un ucraino. I 3 di testa hanno condotto le operazioni a lungo, conseguendo fino a un massimo di 2’45” sul gruppo dei migliori. Nella quarta tornata del circuito il terzetto è stato raggiunto in un primo momento da Leali e Bessega.Poi le carte si sono rimescolate e all’attacco è scattato solitario Marinoni, surrogato poco più avanti dall’ucraino Zozulia e Turconi. Quest’ultimo sul primo tornante della salita per Montecampione è rimasto da solo. La corsa è letteralmente esplosa poco dopo il 4° dei 15 tornanti dell’ascesa finale, quando si sono proiettati in avanti Sesana, Milesi, Rossi, Franzosi, Privitera, Bernasconi, Giancristofaro, Vesco, Zelazowski, mentre gli ex leader sono andati definitamente alla deriva. A metà salita Vesco ha allungato imperiosamente e solo Franzosi è riuscito a tenergli testa. A 4 chilometri dal traguardo Vesco ha costretto alla resa anche Franzosi. Angiolino Massolini Sorgente: Vesco allunga da grande e vince a Montecampione | Bresciaoggi   [...]

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