I ♥ MONTECAMPIONE

Montecampion'è per sempre!

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08/07/2026Inizio: 16/07/2026 dalle ore 20:00 – Fine: 16/07/2026 alle ore 22:00 La Conviviale di luglio del Panathlon Club di Vallecamonica vuole ricordare l’impresa di Marco Pantani a Montecampione nella leggendaria tappa del giro d’Italia del 4 giugno 1998. La consueta cena fissata per le ore 20 presso l’Hotel Ristorante San Martino di Darfo Boario Terme sarà preceduta nel pomeriggio, a partire dalle 17.45, da una solenne cerimonia che vedrà soci e ospiti del Club presieduto da Ottavio Bonino salire a Plan di Montecampione per ricordare il grande campione e deporre dei fiori al monumento a lui dedicato a Marco Pantani. Ci si ritroverà poi presso l’hotel San Martino dove ci sarà la Conviviale alla quale sono stati invitati Beppe Martinelli (Direttore Sportivo), Marco Velo (Commissario Tecnico della Nazionale di Ciclismo Femminile su strada) ed Enrico Zaina (ex ciclista professionista). I tre ospiti saranno intervistati dal giornalista sportivo Ciro Corradini Sorgente: La Conviviale di luglio del Panathlon Club di Vallecamonica nel segno di Marco Pantani | L’Agenda delle Valli | Gazzetta delle Valli – News dalle Valli Lombarde e Trentine [...] Leggi di più...
08/07/2026Nei giorni scorsi presentato il calendario estivo Ci sono tante attività sportive, per poter godere appieno di un territorio da vivere, nei mesi più caldi dell’anno, il più possibile all’aria aperta, nel calendario dell’estate 2026 di Montecampione. Due mesi che vedono Consorzio e Montecampione Outdoor in prima linea per offrire a tutti coloro che raggiungeranno la località più di un’occasione di svago. Sport protagonista, dunque, da subito: il 4 luglio è stato inaugurato il nuovo Bike Park, dotato di tre differenti tracciati e adatto sia ai più esperti che ai semplici amatori della due ruote. A tal proposito prosegue il progetto Montecampione On Bike (finanziato dalla Comunità Montana, dal Consorzio e dai Comuni interessati), per valorizzare e sistemare i nuovi sentirei e renderli percorribili a tutti. Per chi preferisce camminare, numerosissime le escursioni e i trekking previsti; dalle camminate notturne alle uscite in Val Palot, sul Monte Guglielmo, al lago della Vacca e alla diga del Gleno, fino alle attività di Foresta Terapia, per godere dei benefici offerti dai boschi sul fisico e sull’umore; e poi anche yoga, concerti in quota e arrampicate. Proposte che culmineranno nell’Outdoot Fest, in scena dal 1° al 3 agosto, tre giorni interamente dedicati agli sport di montagna. L’attenzione ai più piccoli si traduce con il ritorno del Miniclub, di attività teatrali e di iniziative dedicate alla lettura e all’arte. Sempre per i più giovani dal 2 al 7 agosto la scuola calcio giunta alla 27^ edizione e la scuola volley, dal 10 al 13 agosto. Chiudono l’elenco le iniziative di intrattenimento (con artisti di strada, concerti e sfilate); il programma micologico, dedicato alla scoperta dei funghi con la mostra visitabile il 13 a 14 agosto e un corso di introduzione alla legittima difesa per donne e ragazze in quattro appuntamenti, ad agosto. L’elenco completo è consultabile sul sito www.consorziomontecampione.it. Paolo Sutera Sorgente: L’estate di Montecampione è a tutto sport | Radio Voce Camuna [...] Leggi di più...
08/07/2026Il Panathlon Club Vallecamonica si prepara a un evento speciale per la sua conviviale di luglio, interamente dedicata a Marco Pantani . Giovedì 16 luglio 2026, tra Plan di Montecampione e Darfo Boario Terme , nel cuore della Valle Camonica (provincia di Brescia ), verrà ricordata la leggendaria impresa del “Pirata” al Giro d’Italia del 1998. Le celebrazioni prenderanno il via nel pomeriggio, a partire dalle ore 17.45 , con una solenne cerimonia. Soci e ospiti del Club, presieduto da Ottavio Bonino , saliranno a Plan di Montecampione . Qui, verrà reso omaggio al grande campione con la deposizione di fiori al monumento a lui dedicato, ricordando la storica tappa del 4 giugno 1998 del Giro d’Italia. La serata proseguirà alle ore 20 presso l’ Hotel Ristorante San Martino di Darfo Boario Terme per la consueta cena conviviale. Saranno presenti ospiti d’eccezione del mondo del ciclismo. Tra loro, Beppe Martinelli (Direttore  Sportivo), Marco Velo (Commissario Tecnico della Nazionale di Ciclismo Femminile su strada) ed Enrico Zaina (ex ciclista professionista). I tre prestigiosi ospiti saranno intervistati dal giornalista sportivo Ciro Corradini , che approfondirà aneddoti e ricordi legati al mondo del ciclismo e, in particolare, alla figura di Pantani. Un’occasione unica per rivivere le emozioni di quel Giro d’Italia e l’eredità lasciata dal “Pirata”. Per ulteriori informazioni sull’evento o per prenotazioni, è possibile contattare direttamente il presidente Ottavio Bonino all’indirizzo email obonino@hotmail.it o al numero di telefono 3355318918 . Sorgente: Panathlon Vallecamonica ricorda Pantani il 16 luglio tra Montecampione e Darfo Boario Terme – Montagne & Paesi [...] Leggi di più...
08/07/2026Escursione in quad a Montecampione tra boschi, montagne e panorami mozzafiato della Valle Camonica tra natura, adrenalina e sentieri alpini. 🥰 Buongiorno community di Oj Eventi, siete pronti a vivere un’avventura adrenalinica tra montagne, boschi e panorami mozzafiato? Abbiamo organizzato una fantastica escursione in quad a Montecampione, nel cuore della Valle Camonica, perfetta per chi ama la natura e il divertimento off-road! Descrizione 🏍️ Saliremo a bordo di nuovissimi quad di ultima generazione per vivere un’esperienza emozionante tra sentieri di montagna, foreste alpine e scorci panoramici spettacolari. 🌲 Accompagnati da una guida esperta, partiremo da PLAN 1800 – Montecampione per affrontare un suggestivo percorso immerso nella natura incontaminata della Valle Camonica. 🌄 Durante il tour attraverseremo luoghi affascinanti come la Stanga di Bassinale, la Valle di Rondento e la splendida Foresta della Valgrigna, tra boschi, pascoli e malghe di montagna. 📸 Sono previste soste fotografiche nei punti più panoramici del percorso, per permettere a tutti di vivere al meglio questa esperienza immersiva tra natura e adrenalina. 🍽️ Il tour include inoltre una piacevole sosta presso il caratteristico Ristorante La Marmotta, dove sarà possibile gustare un pranzo o una cena in tipica atmosfera montana. 🔥 Un’esperienza perfetta per coppie, amici e amanti dell’avventura che desiderano vivere la montagna in modo originale e divertente. 🎫 Preparatevi a partire per un’indimenticabile esperienza off-road tra i paesaggi della Valle Camonica: prenotate ora il vostro tour in quad! 📍 Ritrovo PLAN 1800 – Montecampione (BS) ⌛ Durata Circa 1 ora e 30 minuti 🕙 Orari 09:30 – 11:30 – 15.00 – 17:30 👥Partecipanti Minimo 2 quad Massimo 4 quad 💶Costi Escursione con quad: €135,00 Escursione con pranzo o cena singolo: €170 Escursione con pranzo o cena coppia: €205 a coppia 🔥Percorso Percorso off-road panoramico di circa 10 km tra sentieri di montagna, boschi, pascoli e foreste alpine. 👕 Abbigliamento consigliato Antivento Guanti Scarpe da ginnastica o trekking Pantaloni lunghi (preferibilmente jeans) Maglietta almeno a mezze maniche 🎒 Cosa portare Carta d’identità Patente di guida Occhiali da sole Protezione solare ✅ La quota comprende: Tour guidato in quad Casco protettivo Briefing iniziale sulla sicurezza Guida accompagnatrice Pranzo o cena (se selezionati) ❌La quota NON comprende: Tutto ciò che non è stato precedentemente specificato ⚠️ Condizioni importanti Il conducente deve avere almeno 18 anni ed essere in possesso di patente B Presentarsi circa 30 minuti prima dell’orario stabilito Non possono partecipare persone sotto l’effetto di alcolici, droghe o sostanze stupefacenti. Età minima passeggero: 6 anni. Parcheggio gratuito disponibile 💶 Pagamento Potrete prenotare online il voucher che vi darà diritto di essere inseriti in lista. Una volta ricevuto il voucher dal Team Oj, riceverete un messaggio WhatsApp con i dati per effettuare il pagamento. 🔴 Penale Una volta prenotato il tour si potrà disdire senza penale entro massimo 5 giorni dalla data della partenza. In caso contrario si pagherà come penale la quota intera del tour. Sorgente: Tour in quad in Valle Camonica con pranzo o cena inclusa [...] Leggi di più...
07/07/202612° RALLY COPPA CAMUNA RALLY , 18/19 LUGLIO 2026 ORDINANZA PER LA DISCIPLINA DELLA CIRCOLAZIONE STRADALE DURANTE LO SVOLGIMENTO DELLA PROVA SPECIALE 3/5 “MONTECAMPIONE” Documenti Sorgente: 12° RALLY COPPA CAMUNA RALLY, 18/19 LUGLIO 2026 ORDINANZA PER LA DISCIPLINA DELLA CIRCOLAZIONE STRADALE DURANTE LO SVOLGIMENTO DELLA PROVA SPECIALE 3/5 “MONTECAMPIONE” | Comune di Pian Camuno [...] Leggi di più...
07/07/2026Le salite più leggendarie del Bresciano sono un’altra cosa: Maniva, Guglielmo, Crocedomini. E poi i due templi del Pirata — il Mortirolo dove Pantani ha fatto a pezzi il Giro, e Montecampione dove una statua lo aspetta ancora. Ecco le ascese che da Brescia ti portano davvero oltre il limite. Le salite leggendarie del Bresciano non sono solo strade: sono storie. Sono fatica, silenzi, panorami che si aprono all’improvviso. Sono quei luoghi dove la montagna ti guarda negli occhi e decide se sei pronto. Dal Maniva al Mortirolo, dal Guglielmo a Montecampione, ecco le ascese che hanno fatto la storia di chi ama salire davvero. Maniva – La salita che ha fatto innamorare generazioni di ciclisti Il Maniva è una delle strade più iconiche del Bresciano: curve morbide, pendenze che non perdonano, aria che cambia a ogni tornante. Qui la montagna ti accompagna, non ti aggredisce, ma ti chiede costanza. È una salita che cresce con te, che ti insegna a respirare e a guardare lontano. Come arrivare: da Brescia si percorre la SP345 della Val Trompia fino a Collio, dove iniziano i tornanti verso il passo. Montecampione – La salita del Giro, la salita di Pantani Montecampione è storia pura. Qui Marco Pantani ha scritto una delle pagine più emozionanti del Giro d’Italia 1998, con una rimonta che è diventata leggenda. La salita è lunga, cattiva, continua: non ti lascia mai respirare davvero. E in cima, a Plan di Montecampione, c’è la statua del Pirata, che guarda la valle come se fosse ancora lì a spingere sui pedali. Come arrivare: da Brescia si segue la SP510 fino a Pisogne, poi si sale verso Artogne e Montecampione, dove inizia la salita. Mortirolo – La leggenda assoluta, il regno del Pirata Il Mortirolo non è una salita: è un rito di passaggio. Pendenze cattive, tornanti stretti, boschi che sembrano chiudersi attorno a te. Qui Pantani ha costruito la sua leggenda, con una delle scalate più iconiche della storia del ciclismo. Ogni metro è una sfida, ogni curva è un ricordo. Chi arriva in cima sa di aver fatto qualcosa che non tutti possono raccontare. Come arrivare: da Brescia si segue la SS42 fino a Monno, dove parte la salita bresciana verso il Mortirolo. Monte Guglielmo – La salita che ti porta sopra tutto Il “Gölem” è il balcone naturale del Sebino. Una salita che cambia volto più volte: boschi, radure, panorami che si aprono all’improvviso. In cima il mondo sembra più grande, più pulito, più vero. È una delle ascese più emozionanti del Bresciano, perfetta per chi cerca una sfida che ripaga sempre. Come arrivare: SP510 fino a Pisogne, poi si sale verso Zone, punto di partenza più classico. Passo Crocedomini – La porta dell’Adamello Una salita lunga, selvaggia, che ti accompagna dentro il cuore della montagna. Il Crocedomini è un viaggio: malghe, curve disegnate a mano, aria sottile che cambia sapore a ogni chilometro. È una delle ascese più panoramiche della provincia, perfetta per chi ama la montagna vera. Come arrivare: da Brescia si percorre la SS42 fino a Breno, poi si seguono le indicazioni per il passo. Colle di San Zeno – La salita silenziosa Qui il rumore sparisce. Il Colle di San Zeno è fresco, tranquillo, perfetto d’estate. Una salita che non urla, che non pretende, ma che ti regala panorami sul lago d’Iseo che restano impressi. È la scelta ideale per chi cerca pace e aria buona. Come arrivare: SP510 fino a Pisogne, poi deviazione verso Grignaghe, dove la strada sale verso il colle. Passo del Vivione – La salita più romantica Stretto, selvaggio, unico. Il Vivione sembra uscito da un’altra epoca: niente caos, niente traffico, solo natura. È una salita che ti accompagna dolcemente verso uno dei panorami più dolci dell’Adamello. Perfetta per chi cerca un’esperienza diversa. Come arrivare: SS42 fino a Forno Allione, frazione di Berzo Demo. La salita parte dal centro del paese. Monte Pora – La salita che guarda il Sebino dall’alto Una salita che alterna tratti duri a momenti più dolci, perfetta per chi vuole una sfida senza esagerare. In cima il panorama sul lago d’Iseo è uno dei più belli della provincia: luce, silenzi, orizzonti larghi. Come arrivare: SP510 fino a Darfo, poi Angolo Terme e Dezzo, dove inizia la salita. Passo del Baremone – La salita storica Strada militare, ruvida, scolpita nella roccia. Il Baremone è una salita che racconta la storia delle nostre montagne: forti, silenziose, severe. Perfetta per chi ama le ascese che hanno un’anima. Come arrivare: SS45bis fino a Idro, poi si sale verso Anfo, imbocco della salita. Monte Stino – La salita che guarda il Garda Una delle ascese più panoramiche del Bresciano. Il Monte Stino è luce, vento, orizzonti larghi. Una salita che unisce fatica e bellezza, perfetta per chi cerca un balcone naturale sul Garda. Come arrivare: SS45bis passando per Salò e Gargnano, poi si sale verso Capovalle, punto di partenza. Le salite leggendarie del Bresciano non sono solo percorsi da affrontare: sono luoghi che ti cambiano. Qui la montagna non è uno sfondo, ma una presenza che ti accompagna passo dopo passo, curva dopo curva. Sono strade che hanno visto sudore, silenzi, sogni, e che custodiscono ancora oggi la memoria di chi le ha rese immortali. Sul Mortirolo il Pirata ha scritto una delle pagine più incredibili della storia del ciclismo; a Montecampione ha lasciato un segno che non si cancella, una statua che non celebra solo un campione, ma un modo di vivere la salita. E ogni volta che sali, anche tu lasci qualcosa: un pensiero, una fatica, un pezzo di te. Perché la montagna non ti regala nulla, ma ti restituisce tutto. Ti insegna a rallentare, a respirare, a guardare lontano. Ti ricorda che la cima non è mai il traguardo: è solo il punto in cui capisci perché hai iniziato a salire. E quando il panorama si apre, quando il vento cambia direzione, quando il cuore batte forte, allora sì: capisci che certe salite non si fanno per arrivare, ma per diventare. Mirko Falesiani Sorgente: Le salite leggendarie del Bresciano: dove la montagna mette alla prova per davvero – QuiBrescia [...] Leggi di più...
07/07/2026Tra il nuovo Bike Park, la Outdoor Fest e un calendario fitto di trekking, musica e sapori di montagna, la località bresciana della Valle Camonica si conferma meta ideale per un’estate all’aria aperta Con luglio è ufficialmente partito il programma estivo di Montecampione, la storica località delle Prealpi Bresciane che da qualche stagione sta vivendo una vera e propria rinascita turistica. Il comprensorio, incastonato nel cuore della Valle Camonica a pochi chilometri dal lago d’Iseo, propone fino a settembre un calendario denso di appuntamenti pensati per famiglie, sportivi, camminatori e semplici amanti della montagna. Sport, natura, musica e cultura si intrecciano in un cartellone che conferma la vocazione di Montecampione come meta per un turismo attivo e diffuso lungo tutta la bella stagione. Il nuovo Bike Park apre le porte agli amanti delle due ruote La novità più attesa dell’estate è senza dubbio l’inaugurazione del Bike Park di Montecampione, avvenuta lo scorso 4 luglio. La struttura mette a disposizione tre tracciati di diversa difficoltà, pensati sia per chi si avvicina per la prima volta alla mountain bike sia per i rider più allenati in cerca di discese tecniche. Si tratta di un tassello importante nella strategia di diversificazione dell’offerta outdoor della località, che negli ultimi anni ha puntato con decisione sul cicloturismo come motore di destagionalizzazione, affiancando la tradizionale vocazione sciistica invernale a una proposta estiva sempre più strutturata.Accanto al Bike Park prosegue anche Montecampione On Bike, il progetto che punta ad ampliare e valorizzare la rete di sentieri del comprensorio rendendoli percorribili anche in mountain bike. L’iniziativa, finanziata dalla Comunità Montana di Valle Camonica, dal Consorzio Montecampione e dai Comuni interessati, mira a rafforzare l’attrattività dell’area per chi viaggia in sella, con nuovi collegamenti tra i sentieri esistenti e una segnaletica pensata per orientarsi con facilità tra boschi e crinali. Montecampione Outdoor Fest: tre giorni immersi nella natura Tra gli eventi di punta della stagione spicca Montecampione Outdoor Fest, in programma dall’1 al 3 agosto. Tre giornate interamente dedicate agli sport di montagna e alla vita all’aria aperta, pensate per coinvolgere tanto gli sportivi quanto le famiglie con bambini. Il festival è l’occasione per provare diverse discipline outdoor, partecipare a escursioni guidate, laboratori tematici e momenti di incontro tra appassionati, confermando Montecampione come punto di riferimento per il turismo attivo bresciano.A completare l’offerta targata Montecampione Outdoor, per tutta l’estate sono in calendario escursioni a piedi e in mountain bike, appuntamenti musicali in quota, corsi di arrampicata, lezioni di yoga all’aperto e degustazioni nelle malghe del comprensorio: un modo per vivere la montagna a ritmo lento, tra sport e convivialità. Sport, famiglie e Miniclub: un’estate per tutte le età Montecampione conferma la propria anima di villaggio a misura di famiglia anche con il Miniclub, che propone giochi, attività ricreative e laboratori dedicati a teatro, musica, cucina, marionette ed educazione ambientale per i più piccoli. Tornano inoltre alcuni appuntamenti storici molto sentiti dai frequentatori abituali della località: il 27° Stage della Scuola Calcio, la 5^ edizione della Scuola Volley e la 14^ edizione di “Corri e Cammina per Montecampione – Memorial Elena e Federico”, camminata non competitiva che ogni anno richiama residenti e turisti sui sentieri del comprensorio.Non manca uno sguardo alla natura più autentica del territorio: per gli appassionati di micologia sono previste uscite settimanali guidate dall’esperto Lorenzo Borghesi, serate di approfondimento e la 8^ edizione della Mostra Micologica, occasione perfetta per scoprire (e riconoscere) i funghi che popolano i boschi della Valle Camonica. Tra sagre, spettacoli e serate in quota Il calendario estivo di Montecampione non si esaurisce nello sport. Le sere d’estate in quota si animano con un programma ricco di spettacoli teatrali, concerti, artisti di strada, serate danzanti, incontri culturali, cabaret e sfilate di moda, pensati per intrattenere residenti e vacanzieri dopo una giornata trascorsa tra sentieri e attività all’aperto. È proprio questa varietà di proposte, unita alla dimensione familiare e pedonale del villaggio, a rendere Montecampione una meta capace di parlare sia agli sportivi sia a chi cerca semplicemente un’estate di montagna rilassante. Come arrivare e quando andare Montecampione si trova a meno di due ore d’auto da Milano, Bergamo e Verona, e a circa un’ora da Brescia: una posizione strategica che la rende raggiungibile facilmente anche per una gita di un weekend. Il periodo migliore per godersi il programma coincide proprio con luglio e agosto, quando il calendario tocca il suo picco con il Bike Park, la Outdoor Fest e gli eventi serali. Chi vuole abbinare sport e gastronomia può inoltre approfittare delle degustazioni in malga per assaggiare i prodotti tipici della Valle Camonica, prima o dopo un’escursione tra i sentieri del comprensorio.Per conoscere nel dettaglio tutte le attività, le locandine degli eventi e l’intero programma estivo, il consiglio è di consultare la brochure ufficiale messa a disposizione dal Consorzio Montecampione, punto di riferimento per organizzare al meglio la propria vacanza in quota. Marco Giovenco Sorgente: Montecampione estate 2026: bike park ed eventi [...] Leggi di più...
05/07/2026Montecampione inaugura la stagione estiva 2026 con un programma ricco di attività dedicate a residenti e turisti, puntando su sport, natura, intrattenimento e proposte per le famiglie. Il calendario, al via dal 1° luglio, accompagnerà l’intera estate con escursioni, eventi culturali, appuntamenti musicali e iniziative all’aria aperta. La principale novità della stagione è l’apertura del nuovo Bike Park di Montecampione, inaugurato il 4 luglio, una passo atteso dagli appassionati da molto tempo. Il park offre tre percorsi di diversa difficoltà, pensati sia per chi si avvicina alla mountain bike sia per i rider più esperti, rafforzando l’offerta dedicata agli sport outdoor. Prosegue inoltre il progetto Montecampione On Bike, che prevede la sistemazione e la valorizzazione della rete sentieristica per renderla sempre più fruibile anche in mountain bike. L’intervento, sostenuto dalla Comunità Montana di Valle Camonica, dal Consorzio Montecampione e dai Comuni coinvolti, punta a rendere il comprensorio una destinazione di riferimento per gli appassionati delle due ruote. Tra gli appuntamenti principali dell’estate spicca il  Montecampione Outdoor Fest,  in programma dall’1 al 3 agosto, con tre giornate dedicate agli sport di montagna, escursioni, laboratori ed esperienze pensate per sportivi e famiglie.Il calendario comprende anche trekking guidati, uscite in mountain bike, corsi di arrampicata, lezioni di yoga, concerti in quota e degustazioni in malga, oltre al Miniclub con laboratori creativi e attività per bambini. Confermati anche lo Stage della Scuola Calcio, la Scuola Volley, la “Corri e Cammina per Montecampione” e gli appuntamenti dedicati alla micologia, con escursioni e la tradizionale Mostra Micologica.A completare l’offerta estiva saranno spettacoli teatrali, concerti, cabaret, artisti di strada, serate danzanti, incontri culturali e sfilate di moda, con l’obiettivo di animare la località per tutta la stagione estiva. Sorgente: L’estate 2026 di Montecampione: ecco il Bike Park e un calendario ricco di eventi – DoveMontagna [...] Leggi di più...
04/07/2026Sport, natura, musica, cultura e attività per le famiglie pensati per residenti e turisti MONTECAMPIONE (Brescia) – Attività, manifestazioni ed iniziative: prende avvio l’estate 2026 a Montecampione. Un calendario ricco di iniziative dedicate a tutte le età. Sport, natura, musica, cultura e attività per le famiglie animeranno l’estate con appuntamenti pensati per residenti e turisti.La principale novità della stagione è l’inaugurazione del nuovo Bike Park di Montecampione, che si è svolta oggi, 4 luglio. La struttura offrirà tre tracciati di diversa difficoltà, pensati sia per chi vuole avvicinarsi alla mountain bike sia per i rider più esperti, arricchendo ulteriormente l’offerta outdoor della località.Accanto a questa importante novità, prosegue il progetto Montecampione On Bike, che prevede la sistemazione e la valorizzazione di nuovi sentieri, rendendoli percorribili anche in mountain bike. L’intervento, finanziato dalla Comunità Montana di Valle Camonica, dal Consorzio Montecampione e dai Comuni interessati, punta ad ampliare la rete di percorsi e a rafforzare l’attrattività del comprensorio per gli amanti della bicicletta e della montagna.Tra gli appuntamenti di punta dell’estate spicca anche la Montecampione Outdoor Fest, in programma dall’1 al 3 agosto, tre giornate interamente dedicate agli sport di montagna e alla vita all’aria aperta. Il festival proporrà attività ed esperienze per tutti, dagli sportivi alle famiglie con bambini, offrendo l’occasione di provare discipline outdoor, partecipare a escursioni, laboratori e momenti di incontro, confermando Montecampione come punto di riferimento per il turismo attivo Numerose le attività organizzate da Montecampione Outdoor: escursioni a piedi e in mountain bike, appuntamenti musicali in quota, corsi di arrampicata, lezioni di yoga, degustazioni in malga e tante occasioni per vivere la montagna. Confermato anche il Miniclub, con giochi, attività ricreative e laboratori dedicati a teatro, musica, cucina, marionette ed educazione ambientale.Tornano inoltre il 27° Stage della Scuola Calcio, la 5ª edizione della Scuola Volley e la 14ª “Corri e Cammina per Montecampione – Memorial Elena e Federico”. Per gli appassionati di micologia sono in programma uscite settimanali con l’esperto Lorenzo Borghesi, serate di approfondimento e la quinta edizione della Mostra Micologica.A completare il calendario, un ricco programma di eventi serali con spettacoli teatrali, concerti, artisti di strada, serate danzanti, incontri culturali, cabaret, sfilate di moda e molti altri appuntamenti. Sorgente: Ricco cartellone estivo e un nuovo Bike Park a Montecampione | Gazzetta delle Valli – News dalle Valli Lombarde e Trentine [...] Leggi di più...
30/06/2026Festa di Bassinale Artogne, Località Le Baite 18 luglio 2026 Ingresso gratuito Organizzato da PRO LOCO ARTOGNE (BS) Cosa ti aspetta La Festa di Bassinale al Plan di Montecampione è organizzata dall’Associazione sportiva Bassinale e riscuote di anno in anno sempre più successo. Un ricco programma con pranzi e cene a base di prodotti tipici locali, Escursioni, Gara Ciclistica, Santa Messa, Torneo di Morra, tanta musica ed animazione! Sorgente: Festa di Bassinale — Artogne | Il Borghista | Il Borghista [...] Leggi di più...
30/06/2026La dodicesima edizione avrà ancora come base Darfo Boario Terme Si chiuderanno il 13 luglio le iscrizioni al Rally Coppa Camuna 2026, organizzato dalla scuderia New Turbomark Rally Team. La gara si correrà i prossimi 18 e 19 luglio in un territorio, quello della Valle dei Segni, pronto ad accogliere il quinto appuntamento della CRZ3, valevole per il campionato nazionale Coppa Rally di Zona Aci Sport Italia. La dodicesima edizione del Coppa Camuna avrà ancora come base Darfo Boario Terme e l’area del Centro Congressi, mentre sede di partenza e arrivo si conferma la cittadina di Breno. Dopo la partenza delle ore 16:01, il programma prevede la disputa di due tratti cronometrati nella giornata di sabato 18 luglio: la prova sotto i riflettori sarà la Sisem Astrio, che si correrà nel pomeriggio (16.43) ed in serata (21.20) e, come tradizione, ci si attende il pubblico delle grandi occasioni vista la spettacolarità della “notturna”. Domenica 19 si corrono invece la Montecampione (9.32 e 13.55) con start da Piancamuno e arrivo ad Alpiaz, e la Valsaviore (10.48 e 15.11); entrambi i tratti saranno da ripetersi per due volte ciascuno. L’arrivo si terrà alle 16.05, poi le premiazioni. Linda Bressanelli Sorgente: Iscrizioni aperte per il Rally Coppa Camuna in programma il 18 e 19 luglio | Radio Voce Camuna [...] Leggi di più...
29/06/2026MALEGNO Fino al 30 giugno la Strada del Monte non è transitabile, nel tratto tra la località Olta e la località Camina, per lavori. PASSI MITICI Il 30 giugno, dalle 08:30 alle 12:00, s’impone la totale chiusura ai mezzi motorizzati della strada che da dopo l’abitato di Paisco Loveno conduce al Passo del Vivione. Il Comune di Pian Camuno ordina, dalle 08:30 alle 12:00 del 2 luglio, il divieto di transito e di sosta sulla strada Intercomunale Pian Camuno–Montecampione , lungo via Don Stefano Gelmi, via degli Alpini, via Mazzoletti, via S. Pietro, via Fane, via Valle Roncaglia, via Panoramica e località Legazzuolo di Montecampione. TEMU’ Per consentire i lavori di manutenzione straordinaria del parapetto di delimitazione del parcheggio, il Comune impone il 30 giugno e il 1° luglio il divieto di sosta nel parcheggio di via Castello, in prossimità dell’albergo Eden, a Villa Dalegno. STRADA PROVINCIALE 5 Fino al 3 luglio, dalle 07:30 alle 12:00 e dalle 13:00 alle 18:00 (con una finestra intermedia di apertura), il tratto di strada che collega Paline con la Val di Scalve (all’altezza del Comune di Azzone) sarà chiuso, per lavori di sistemazione del manto stradale. VEZZA D’OGLIO Per consentire i lavori sulla rete gas metano, il Comune ordina fino al 10 luglio, esclusi i fine settimana, la chiusura al traffico veicolare di via De Cerutis. CORTENO GOLGI Il Comune ordina, fino al 10 luglio tutti i giorni dalle 08:30 alle 12:00 e dalle 13:00 alle 18:00 (esclusi i festivi), il divieto di transito e di sosta di via S. Antonio (nel tratto tra il Centro Visite e il parcheggio di S. Antonio), con brevi interruzioni al traffico di 15/20 minuti nell’arco della giornata. PIAN CAMUNO Per permettere i lavori di riqualificazione della strada, il Comune impone fino a fine lavori il divieto di sosta nel parcheggio in via Cavalier Giacomo Garatti (all’intersezione con via Don Luigi Rizzi), in via Don Luigi Rizzi e via XI Febbrai e l’istituzione temporanea del limite di velocità pari a 10 Km/h in via Cavalier Giacomo Garatti (dal civico 26 al civico 83). BRENO Per tutta l’estate Piazza Sant’Antonio è chiusa al transito nei fine settimana e nei giorni festivi, dalle 18:00 alla mezzanotte. ZONE Il Comune, per consentire lavori di taglio piante, ordina, dal lunedì al venerdì dalle 07:00 alle 12:00 e dalle 13:00 alle 19:00 fino a revoca, il divieto di transito in via Valeriana (nel tratto compreso tra la località Conca Verde e il Passo Croce di Zone), sulla strada forestale di Pincugolo (nel tratto compreso tra il sito denominato Dos Burù e la cascina di Pincugolo) e sulla strada forestale Tibia-Osone. SONICO A seguito di uno smottamento, il Comune ha disposto, fino a revoca, la chiusura totale della strada per la Val Malga all’altezza della località “4 Strade” ed il senso unico alternato della strada Rino-Garda. Fino al termine dei lavori di riqualificazione e messa in sicurezza il Comune ha ordinato la chiusura al transito alpinistico la Via Terzulli, il tratto attrezzato del sentiero CAI n. 623 diretto all’Adamello, nel territorio comunale di Sonico. PONTE DI LEGNO Il Comune ordina la chiusura temporanea del Sentiero dei Fiori per ripristinare le condizioni di sicurezza del tratto in seguito all’incendio della Capanna Lagoscuro. BERZO DEMO Per permettere le operazioni di rimozione dei rifiuti all’interno dell’Ex Selca, il Comune ha istituto il divieto di transito veicolare e pedonale e il divieto di riprese da parte di emittenti televisive su Via della Castagna, a Forno Allione, tutti i giorni H24, fino a revoca. DARFO BOARIO TERME Per consentire i lavori in corso in Piazza Matteotti il Comune impone fino a fine lavori il senso unico di marcia (da sud a nord) in via Quarteroni. BORNO Per consentire i lavori di consolidamento e manutenzione straordinaria, il Ponte d’Uscio resterà chiuso per tutta la durata del cantiere. Per raggiungere via Rivadossa, via Calagno e limitrofi con i veicoli è possibile percorrere via Don Moreschi, via Don Belotti e via Calagno, per l’accesso pedonale si possono utilizzare le scale e l’accesso in fondo al ponte della strada provinciale di via Marconi. EDOLO Per consentire i lavori di riqualificazione dell’Ospedale di Edolo, per tutta la durata delle opere è interdetto l’utilizzo del parcheggio di Piazza Donatori di Sangue. I parcheggi pubblici in Via S. Maria sono soggetti a sosta consentita a tempo limitato, con parcheggi riservati al personale reperibile ed ai diversamente abili. Confermata la possibilità di sosta a tempo limitato su Via Gelpi per la parte prospiciente Piazza Donatori Di Sangue. Per l’accesso al Pronto Soccorso è stato garantito un percorso alternativo. Nel Piazzale Foro Boario è stato predisposto un parcheggio per il personale dipendente e l’utenza. BERZO DEMO La Provincia impone il senso unico regolato da semaforo sulla Strada Provinciale 6, all’altezza del ponte al km 4+925, per consentire i lavori di manutenzione straordinaria del manufatto. Paolo Sutera Sorgente: La viabilità in Vallecamonica | Radio Voce Camuna [...] Leggi di più...
28/06/2026Domenica 5 luglio la Granfondo Gavia e Mortirolo vivrà la sua seconda edizione consecutiva a Ponte di Legno C’è una data che spicca nel calendario del grande ciclismo amatoriale: domenica 5 luglio, quando la Granfondo Gavia e Mortirolo vivrà la sua seconda edizione consecutiva a Ponte di Legno. Un’edizione che segna una svolta storica: l’apertura della Variante Tridentina, il nuovo tratto ciclopedonale che rivoluzionerà l’ascesa al Gavia eliminando uno dei passaggi più critici e temuti della salita. Addio al tunnel delle Rocce Nere: nasce la Variante Tridentina La grande novità del 2026 è l’inaugurazione del nuovo percorso che permette di evitare la vecchia Galleria Rocce Nere, costruita nel 1986 e lunga 400 metri, da sempre considerata un punto insidioso per buio, pendenze severe e visibilità ridotta. Con la Variante Tridentina, che verrà aperta ufficialmente il 4 luglio, i ciclisti potranno affrontare gli ultimi tre chilometri verso i 2621 metri del Passo Gavia in totale sicurezza, godendo di un tratto panoramico che diventa uno dei ciclopedonali più alti d’Europa. Una settimana di mobilità dolce: arrivano i “Passi Mitici” La Granfondo sarà il momento culminante di una settimana dedicata alla mobilità sostenibile, grazie alla collaborazione con l’Assessorato allo Sport e al Turismo della Comunità Montana di Valle Camonica. Nasce così il progetto “Passi Mitici”, che prevede la chiusura al traffico motorizzato di alcune delle salite più iconiche della zona. Il calendario delle chiusure: 30 giugno — Passo del Vivione; 2 luglio — Montecampione, teatro della storica sfida Pantani–Tonkov; 5 luglio — Gavia e Mortirolo, nel giorno della Granfondo. Il Mortirolo avrà un ruolo speciale: per l’edizione 2026 è stato ufficialmente riconosciuto come “Cima Pantani”, un omaggio al legame eterno tra il Pirata e queste rampe leggendarie. Tre percorsi, un’unica grande emozione Ponte di Legno sarà come sempre il cuore pulsante dell’evento, con tre percorsi pensati per ogni tipo di ciclista: Percorso Lungo (141 km) — Gavia + Mortirolo dal versante più iconico, quello di Mazzo; Percorso Medio (110 km) — Gavia + Mortirolo dal versante di Grosio; Percorso Corto (45 km) — Solo Gavia, con arrivo in quota e rientro non competitivo. Le iscrizioni sono aperte, così come le informazioni sulla Gravel Experience, dedicata agli amanti dello sterrato. Tutti i dettagli sono disponibili su: www.granfondogaviaemortirolo.it. Sorgente: Granfondo Gavia e Mortirolo: il 4 luglio si inaugura la nuova Variante ciclopedonale del Gavia – Cicloturismo [...] Leggi di più...
26/06/2026Tour enogastronomico fra i rifugi di Montecampione: 5 tappe con altrettante esperienze culinarie con specialità locali, presso rifugi in quota con visite panoramiche sulle montagne bergamasche e bresciane. Percorso facile ma con alcune salite che per qualcuno possono essere impegnative, per cui consigliata ebike. Percorso: 25 km  600D+ QUANDO? 4 Luglio 2026 16:30 DOVE? a Montecampione (Brescia) in residence La Splaza PREZZO €35 3936112180 mauro.canevari@tin.it Link Iscrizione Sorgente: Evento Assaggiamonte on bike – Montecampione categoria E-Bike, Gravel Bike, MTB a Montecampione [...] Leggi di più...
24/06/2026ORDINANZA N. 34 – REGOLAMENTAZIONE DELLA CIRCOLAZIONE STRADALE LUNGO LA VIA PLAN DI MONTECAMPIONE, DURANTE LA MANIFESTAZIONE CICLOTURISTICA DENOMINATA “VALLE CAMONICA PASSI MITICI”, IN PROGRAMMA GIOVEDÌ 02.07.2026. In occasione della manifestazione cicloturistica “Valle Camonica Passi Mitici”, giovedì 2 luglio 2026, dalle ore 8:30 alle ore 12:00, sono istituiti il divieto di transito e il divieto di sosta con rimozione forzata lungo tutta la Via Plan di Montecampione, dal confine con il Comune di Pian Camuno fino alla località Montecampione 1800 (monumento dedicato a Marco Pantani). Nello stesso orario è inoltre vietato l’accesso alla via da tutte le strade laterali. Sono esclusi dai divieti i velocipedi dei partecipanti, i veicoli al seguito della manifestazione, i mezzi delle forze dell’ordine e del pronto soccorso e i veicoli munito di apposita autorizzazione. Per tutti i dettagli si rinvia all’ordinanza n. 34/2026 allegata. Sorgente: Chiusura al traffico di Via Plan di Montecampione il 2 luglio per la manifestazione cicloturistica “Valle Camonica Passi Mitici | Comune di Artogne [...] Leggi di più...
22/06/2026Ecco tutto quello che c’è da sapere sul vincitore del Giro d’Italia riservato ai giovani Under 23. Conosciamo meglio il ligure della Red Bull Bora Hansgrohe, grande speranza per le corse a tappe. A soli 19 anni, Lorenzo Finn è già riuscito a fare qualcosa che pochissimi corridori della sua generazione possono raccontare: vincere due Mondiali consecutivi in due categorie diverse e conquistare il Giro Next Gen, la corsa a tappe più prestigiosa del ciclismo Under 23. Un’impresa che lo ha definitivamente proiettato tra i nomi più interessanti del panorama internazionale. Ma chi è davvero Lorenzo Finn? Da dove arriva questo ragazzo che in Italia e non solo a casa nostra molti indicano già come la più grande promessa del mondo delle due ruote? Scopriamolo insieme. Nato a Genova, con stile british Lorenzo Mark Finn nasce a Genova il 19 dicembre 2006 dall’amore tra mamma Chiara, ligure, e papà Peter, originario di Sheffield (casualmente dove Vincenzo Nibali, ultimo azzurro in grado di vincere le tre grandi corse a tappe, indossò la sua prima maglia gialla al Tour de France 2014, ndr). I genitori lavorano entrambi come ingegneri e seguono il loro unico figlio ad ogni gara che possono. La famiglia Finn abita a Salto, una frazione di Avegno, sopra Recco. Liguria significa mare, ma anche strade che salgono senza tregua verso l’entroterra. Un terreno ideale per forgiare scalatori e corridori completi. Fin da giovanissimo Lollo, a casa lo chiamano così, mostra caratteristiche fuori dal comune: leggerezza, capacità di soffrire in salita e una sorprendente maturità tattica. Qualità che gli permettono di emergere rapidamente nelle categorie giovanili. Le sue salite del cuore sono Bocchetta, Madonna della Guardia e Busalla, dalle sue parti. Fisicamente non assomiglia al classico passista potente. Con i suoi 181 centimetri per circa 63 chilogrammi, Finn ha il profilo del moderno uomo da grandi giri: leggero, efficiente in salita e sempre più competitivo anche a cronometro. Il suo primo allenatore, Andrea Manitto, che da Genova andava in scooter nel Tigullio per seguire il suo ragazzo, ha raccontato in tempi non sospetti: «Quando mi sono reso conto che andava più forte in salita che in pianura ho capito che sarebbe diventato un campione. Ha doti di recupero impressionanti». Ci aveva visto lungo… Pallone e racchetta messi da parte per la bici Da bambino Lorenzo giocava a pallone nella squadra del San Bernardino. Il piano B era il tennis. «Ho iniziato a giocare a questi due sport a 5-6 anni e ho continuato fino ai 12. In Italia il calcio è lo sport nazionale, quindi per un bambino è più facile guardare in quella direzione mentre il tennis l’ho provato per curiosità». La bici è arrivata perché ho avuto un po’ di problemi al ginocchio, durante l’età della crescita ho sofferto del morbo di Osgood-Schlatter. «Non riuscivo a correre bene a causa del dolore, mentre andando in bici non avevo alcun tipo di problema. Il sabato o la domenica pedalavo con mio padre e presto mi sono innamorato del ciclismo. Amavo stare all’aria aperta, percorrere le strade dove non c’era traffico. Mi ha sempre affascinato la fatica della salita, una particolare e piacevole solitudine, in cui ci sei solo tu e i tuoi pensieri. Se l’hai provata almeno una volta, capisci cosa intendo». Ha cominciato a gareggiare tardi, nel 2019, con la Bici Camogli. Era così lontano dal mondo dell’agonismo che alla prima corsa non si era portato le spille da balia, non sapeva che servivano per attaccarsi il dorsale sulla schiena. «Da esordiente ho faticato anche perché non mi allenavo molto, non ero ancora sviluppato e a quell’età c’è una grande disparità di fisici. Da allievo con la Nuova Ciclistica Arma-Team Ballerini ho ingranato e sono cominciati ad arrivare i risultati» racconta nelle prime interviste rilasciate ai media incuriositi dal suo talento. La consacrazione mondiale L’anno di svolta è il 2023, tra gli juniores: Finn corre per la CPS Professional Team e ottiene le prime vittorie importanti. Ad aprile ottiene il primo successo in provincia di Arezzo, poi la Sandrigo-Monte Corno, la cronoscalata Cene-Altino, la Pian Camuno-Montecampione e la Collegno-Sestriere. Sempre lo stesso copione: a un certo punto Lorenzo lascia lì gli altri e se ne va da solo. «Preferisco non arrivare in volata. Sono portato per la salita, le gare dure, da corse a tappe, il sogno è essere un giorno al via del Tour de France, la corsa più importante al mondo, vincere una tappa e in generale mettermi alla prova nei grandi giri. Ma c’è tempo» dichiara all’epoca. Sempre nel 2023, al Giro della Lunigiana arriva secondo dietro al francese Paul Seixas, altro talento fuori dal comune. Nella tappa finale, quella di Terre di Luni, vince battendo di 16” anche il record di scalata del Montemarcello, che era di un certo Remco Evenepoel e risaliva al 2018. Sogno il Tour de France, la corsa più importante al mondo, ma c’è tempo. Nel 2024 a Zurigo, in Svizzera, vince in maglia azzurra il titolo mondiale tra gli juniores nella prova in linea. 365 giorni dopo si riconferma, dominando la prova Under 23 di Kigali, in Ruanda. Era il più giovane al via, ha aspettato tutti al traguardo, meritando di sfoggiare l’iride per un altro anno ancora. La crescita nel vivaio del Team Red Bull Bora Hansgrohe Aura da predestinato, nel 2024 Lorenzo è il primo diciassettenne italiano ad andare a correre in una formazione estera, il Team Grenke-Auto Eder, il vivaio dell’attuale Red Bull Bora Hansgrohe con cui nel 2027 passerà a tutti gli effetti nella massima categoria. «Da Under 23 ormai è normale andare via dall’Italia, se si può tanto vale farlo prima secondo me. Mi trovo in un bel gruppo, parliamo tutti inglese bene quindi non abbiamo problemi di comunicazione ed essendo solo in otto corridori siamo ancora più uniti rispetto ad altre formazioni». Nel 2025 dopo la maturità scientifica al Leonardo da Vinci di Genova, a conclusione di un percorso scolastico felice come la carriera in bici, Lorenzo avrebbe avuto la possibilità di passare direttamente professionista, saltando a piedi pari la categoria Under 23, ma non ha voluto forzare le tappe e ha preferito darsi il tempo di crescere senza pressioni. Ennesima dimostrazione di forza che convince osservatori e addetti ai lavori di trovarsi davanti a qualcosa di speciale. Il ragazzo ha fretta… solo in sella Cresciuto tra i Rookies, il devo team della Red Bull Bora-hansgrohe, Lorenzo sta alternando gare tra gli Under 23 con apparizioni tra i professionisti. In un’epoca in cui molti talenti affrontano il grande salto sempre più giovani e va di moda bruciare le tappe, il percorso di Finn è stato costruito con pazienza. Mentre altri coetanei sono stati catapultati immediatamente nel World Tour, lui ha scelto di crescere nella squadra di sviluppo Red Bull–BORA–hansgrohe Rookies, il progetto creato per accompagnare i migliori talenti verso il professionismo. Una scelta che racconta molto del suo approccio. Lo stesso Finn ha più volte sottolineato di voler costruire la propria carriera senza accelerazioni inutili, consapevole di avere davanti molti anni di crescita. Corridore completo, sa attaccare da lontano, gestire le salite più dure, leggere le corse e difendersi molto bene nelle prove contro il tempo. Oltre a gambe forti, sta dimostrando di avere testa. Il suo modello è Geraint Thomas. Come lui va forte in salita, va bene a cronometro, ha un ottimo recupero. Gli manca solo lo spunto veloce, ma in questi casi c’è un trucco molto semplice: basta arrivare da soli, come Finn sa fare molto bene. Ha aggiunto il rosa all’arcobaleno Al Giro Next Gen Lorenzo Finn nel 2025 aveva già fatto intravedere il proprio potenziale chiudendo sesto in classifica generale e conquistando la maglia di miglior scalatore. Un anno dopo è arrivata la definitiva consacrazione. Ieri ha festeggiato sul gradino più alto del podio finale, dimostrando di essere il corridore più forte e più completo della corsa rosa per Under 23. Ha saputo gestire la pressione della maglia iridata, attaccare nei momenti giusti e difendersi nelle giornate decisive, fino a conquistare la maglia rosa finale. Il bicampione del mondo ha staccato tutti sul Monte Livata e rafforzato il suo primato fino all’ultimo giorno, quando si è imposto nella cronometro conclusiva con arrivo a L’Aquila. Riporta così l’Italia sul tetto del Giro Next Gen quindici anni dopo il successo di Mattia Cattaneo, oggi suo compagno di squadra alla Red Bull Bora Hansgrohe. La squadra tedesca festeggia anche la conquista della Maglia Tricolore, sempre sulle spalle di Finn, della Maglia Rossa, vinta dal vincitore della seconda tappa Davide Donati, e della Classifica Superteam. In vista dell’imminente Tour de l’Avenir (il Tour de France dei giovani, ndr) e del prossimo campionato del mondo, Lorenzo Finn si gode questo meritato successo, che molti considerano il passaggio obbligato verso una futura carriera da protagonista tra i professionisti. Con la sua abituale tranquillità, lui continua a parlare del proprio futuro con prudenza. La sensazione è che siamo soltanto all’inizio della storia. Di una bellissima storia, che Lorenzo può colorare della tonalità dei suoi sogni. Giulia De Maio Sorgente: Chi è Lorenzo Finn: la promessa del ciclismo mondiale [...] Leggi di più...
22/06/2026Un viaggio lungo le creste delle montagne bresciane, tra sport, memoria e paesaggi spettacolari. Torna il Trail 12H Ugolini, la gara di corsa in montagna organizzata dalla Società Escursionisti Bresciani Ugolini, manifestazione che ripercorre il tracciato della storica “12 Ore”, la competizione alpinistica invernale disputata con gli sci da fondo tra il 1972 e il 1985. L’evento rappresenta oggi una delle prove più affascinanti del panorama trail bresciano. Il percorso si sviluppa per circa 35 chilometri con 1.200 metri di dislivello positivo e oltre 2.100 metri di dislivello negativo, collegando il Rifugio Bonardi al Maniva con l’arrivo a Pezzoro, nel comune di Tavernole sul Mella. La gara segue gran parte dello storico tracciato delle Tre Valli Bresciane, attraversando alcuni degli scenari più suggestivi della Val Trompia. Un percorso tra le vette simbolo del territorio I partecipanti affrontano un itinerario panoramico che attraversa luoghi iconici delle montagne bresciane come il Monte Dasdana, il Passo delle Sette Crocette, il Monte Campione, il Colle di San Zeno e il Monte Colombine, la quota più elevata del percorso con oltre 2.200 metri di altitudine. Il tracciato alterna sentieri, mulattiere e strade sterrate, offrendo scorci unici sulle Prealpi bresciane e mettendo alla prova gli atleti con una gara tecnica e impegnativa, ma allo stesso tempo accessibile a un ampio numero di runner preparati. La manifestazione è inoltre certificata ITRA e rappresenta una vetrina importante per il territorio e per il turismo outdoor della provincia di Brescia. La tradizione della storica “12 Ore” Il Trail 12H Ugolini nasce con l’obiettivo di riportare in vita una delle competizioni più amate della storia della società organizzatrice. Negli anni Settanta e Ottanta la “12 Ore” era infatti una gara sci-alpinistica disputata con gli sci da fondo lungo le stesse creste che oggi ospitano i runner. «Consideriamo la gara come una manifestazione che dà continuità alla storia della Società Ugolini. Vogliamo prendere qualcosa dal passato e portarlo nel presente per mantenerlo vivo anche nel futuro», ha spiegato il presidente della società Claudio Dal Ben. Lo stesso presidente ha sottolineato come l’obiettivo sia quello di offrire agli atleti «un’esperienza sportiva ma anche festosa», valorizzando al tempo stesso il patrimonio naturalistico della Valle Trompia. Sport, territorio e volontariato Oltre all’aspetto agonistico, il Trail 12H Ugolini rappresenta un’importante occasione di promozione territoriale. La corsa attraversa infatti una vasta porzione della Val Trompia, permettendo agli atleti di vivere in prima persona ambienti naturali di grande pregio paesaggistico. Fondamentale anche il contributo dei volontari della Società Escursionisti Bresciani Ugolini, impegnati nell’organizzazione, nella sicurezza del percorso, nei ristori e nell’assistenza agli atleti. Un lavoro di squadra che contribuisce al successo crescente della manifestazione e che ogni anno richiama sempre più appassionati della corsa in montagna e dell’outdoor provenienti da tutta la Lombardia e non solo. Sorgente: Trail 12H Ugolini: il 27 giugno torna la grande corsa tra storia e panorami delle Prealpi bresciane – Radio Bruno [...] Leggi di più...
17/06/2026La quinta prova della Coppa Rally Zona 3 si svolgerà il 18 e 19 luglio Il 18 e 19 luglio è a calendario il 12° Rally Coppa Camuna, organizzato dalla scuderia New Turbomark Rally Team il 18 e 19 luglio. In attesa di questa data, da domani fino al 13 luglio saranno aperte le iscrizioni. La gara sarà valida quale quinto appuntamento della Coppa Rallt Zona 3 (CRZ3), , sesto del Trofeo delle Province Lombarde. Base logistica del Rally a Darfo Boario Terme, nel Centro Congressi. A Breno il palco partenza (sabato 18 alle 16.01) e arrivo (domenica 19 alle 16.05). Sabato in programma la prova speciale “Sisem Astrio” da ripetersi due volte. Domenica 19 si correranno la “Montecampione” e la “Valsaviore”, da ripetersi entrambe due volte. L’arrivo si terrà alle 16.05. ———- Rome. The 12th Rally Coppa Camuna, organised by the New Turbomark Rally Team, is scheduled for 18–19 July. In preparation for the event, entries will open tomorrow and remain available until 13 July. The rally will count as the fifth round of the Zone 3 Rally Cup (CRZ3) and the sixth round of the Lombardy Provinces Trophy. The event headquarters will be based in Darfo Boario Terme, at the Congress Centre. The ceremonial start and finish podium will be located in Breno, with the rally starting on Saturday, 18 July, at 16:01 and finishing on Sunday, 19 July, at 16:05. On Saturday, competitors will tackle the “Sisem Astrio” special stage, which will be run twice. On Sunday, 19 July, the action will continue with the “Montecampione” and “Valsaviore” special stages, each repeated twice. The rally will conclude with the finish ceremony scheduled for 4:05 p.m. on Sunday. Sorgente: ACI Sport – Il Rally Coppa Camuna apre domani le iscrizioni [...] Leggi di più...
16/06/2026ASSEGNAZIONE IN CONVENZIONE DEL COMPLESSO SPORTIVO “TENNIS AI PRATI” SITO IN MONTECAMPIONE – STAGIONE ESTIVA 2026. Il Comune di Artogne indice una procedura pubblica per l’assegnazione in convenzione del complesso sportivo “Tennis ai Prati” sito in località Montecampione (mappale n. 8160), composto da n. 3 campi da tennis e n. 1 locale adibito a bar/magazzino, per la stagione estiva 2026 (dal 5 luglio al 30 settembre 2026). Corrispettivo a base d’asta: € 1.500,00, soggetto a rialzo. Scadenza presentazione offerte: mercoledì 1° luglio 2026 ore 12.00. La documentazione integrale è allegata al presente avviso e disponibile sull’Albo Pretorio online. Per informazioni: Ufficio Segreteria – tel. 0364/598280 interno 3 Ulteriori informazioni al link della sorgente: MANIFESTAZIONE D’INTERESSE PER ASSEGNAZIONE IN CONVENZIONE CAMPI DA TENNIS IN LOC. MONTECAMPIONE | Comune di Artogne [...] Leggi di più...
16/06/2026Itinerario sul trasporto nel Lago d’Iseo raccontato attraverso strade, viabilità e territorio: da Iseo a Monte Isola, fino a Lovere, Sarnico e Franciacorta. Per chi ha fatto della strada il proprio mestiere, un itinerario non si riduce mai a una semplice sequenza di tappe o a un calcolo di chilometri da percorrere. Guidare significa imparare a leggere il territorio ed è con questo sguardo che Menoncin Trasporti propone un percorso alla scoperta del Lago d’Iseo. Un modo per raccontare, attraverso l’esperienza di chi si muove ogni giorno sui collegamenti del Nord Italia, come la geografia disegni non solo il paesaggio, ma la viabilità, gli insediamenti produttivi e le vie di comunicazione. Ogni territorio rivela qualcosa a chi lo attraversa con attenzione: il modo in cui sono distribuiti i centri abitati, le attività produttive, le vie di accesso e i collegamenti con le aree vicine. Dal casello alla sponda: il Lago d’Iseo come percorso Il viaggio verso il Lago d’Iseo, o Sebino che dir si voglia, inizia lasciandosi alle spalle il flusso regolare delle grandi arterie autostradali. Per chi proviene da est, l’accesso naturale si apre dal casello di Brescia Ovest sulla A4, da cui ci si immette sulla SP510 in direzione di Iseo e della Val Camonica. È un passaggio che richiede subito un cambio di ritmo: la strada si adatta alla morfologia del territorio, alternando gallerie, variazioni di pendenza, tratti più scorrevoli e punti in cui l’attenzione alla guida diventa fondamentale. Su questa tratta il rispetto dei limiti di velocità è un modo per entrare correttamente nel territorio. La viabilità del Lago d’Iseo non ha il passo uniforme dell’autostrada: segue il profilo della roccia, attraversa centri abitati e accompagna gradualmente verso un paesaggio in cui strada, lago e montagna convivono a distanza ravvicinata. Iseo: il borgo che apre il viaggio La prima vera sosta la si può fare a Iseo, il centro che dà il nome al bacino lacustre. Muovendosi lungo le sue sponde o tra le piazze del centro storico, si percepisce chiaramente l’antica vocazione commerciale di questo borgo, che fin dall’epoca romana e per tutto il Medioevo ha rappresentato un importante snodo di scambio tra la Pianura Padana e la Val Camonica. Il nucleo storico, sviluppato attorno alla Pieve di Sant’Andrea, racconta bene il rapporto tra lago, commercio e comunità. Iseo è la porta d’accesso al territorio: un luogo in cui l’acqua è stata per secoli infrastruttura naturale, via di comunicazione e spazio di relazione tra economie diverse. Anche oggi, attraversare un borgo come Iseo significa comprendere quanto la mobilità debba adattarsi ai luoghi. Le vie del centro, le zone a traffico limitato, la presenza di residenti, turisti e attività commerciali mostrano quanto sia importante conoscere il contesto prima di muoversi, soprattutto quando strada e vita quotidiana condividono gli stessi spazi. Monte Isola: quando la logistica passa dall’acqua Continuando a costeggiare la sponda orientale si raggiunge Sulzano, un punto del percorso in cui la mobilità stradale ordinaria si interrompe. Di fronte al paese si staglia infatti Monte Isola, l’isola lacustre abitata più grande d’Europa, una realtà in cui la gestione degli spostamenti quotidiani segue regole del tutto particolari. Sull’isola non circolano auto private: gli spostamenti interni avvengono soprattutto a piedi, in bicicletta e con piccoli mezzi locali autorizzati. Questa caratteristica rende Monte Isola un caso interessante anche dal punto di vista logistico, perché mostra come ogni territorio imponga modalità di accesso diverse. Tutto ciò che deve raggiungere l’isola passa attraverso i collegamenti via lago da Sulzano e Sale Marasino. Qui la strada lascia spazio all’acqua e l’organizzazione degli spostamenti deve adattarsi a un sistema differente, fatto di traghetti, approdi e tempi di collegamento. È un esempio concreto di come la logistica non sia mai uguale ovunque: cambia con il territorio, con i suoi limiti e con le sue possibilità. Pisogne, Lovere e Val Camonica: dove il lago incontra la montagna Proseguendo verso nord si raggiunge Pisogne, punto di incontro tra lo specchio d’acqua e le prime propaggini della Val Camonica. Da qui il paesaggio cambia progressivamente: il lago resta vicino, ma la strada inizia a guardare verso l’entroterra montano. L’itinerario può estendersi verso Boario Terme, località nota per la sua tradizione termale, oppure salire verso Montecampione, meta adatta a chi cerca un percorso più panoramico e montano. In questa parte del viaggio il Lago d’Iseo mostra la sua natura di territorio di passaggio, capace di collegare acqua, valle, montagna e aree produttive. Se invece si sceglie di chiudere l’anello costeggiando la sponda occidentale in provincia di Bergamo, si incontra Lovere, inserito tra i borghi più belli d’Italia. In questo tratto le strade si stringono tra la roccia e il lago, offrendo passaggi caratteristici come la Punta delle Croci Bergamasche. È una guida che richiede attenzione e rispetto per gli spazi, perché il nastro d’asfalto segue la forma del territorio e collega comunità nate in equilibrio tra paesaggio, lavoro e tradizioni locali. Sarnico e la Franciacorta: territorio, impresa e qualità Il giro si chiude scendendo verso Sarnico e proseguendo tra le colline della Franciacorta, attraversando centri come Adro, Erbusco e Torbiato. Qui il paesaggio cambia ancora. Le sponde del lago lasciano spazio a vigneti, cantine, borghi e attività produttive legate a una delle eccellenze vitivinicole italiane più riconosciute. La Franciacorta non è solo un territorio di pregio dal punto di vista paesaggistico, ma anche un esempio di come tradizione e impresa possano generare valore nel tempo. Per chi osserva il territorio con lo sguardo della strada, questa zona racconta bene il rapporto tra qualità e logistica. Le produzioni locali, le aziende agricole, le cantine e le attività collegate vivono anche grazie a una rete di collegamenti efficiente, capace di mettere in relazione luoghi, persone e mercati. La pianificazione dell’anello stradale: dati e soste tecniche Un giro completo del Sebino, calcolato partendo da un baricentro veneto come la città di Vicenza, comporta una percorrenza di circa 350 chilometri, con un’estensione di altri 30 chilometri se si include la deviazione verso Boario Terme. Il tratto a pagamento riguarda principalmente la porzione autostradale della A4 tra Vicenza e Brescia Ovest, mentre l’anello del lago e la Franciacorta si sviluppano su strade statali e provinciali. È un percorso che può essere affrontato in una giornata intensa oppure distribuito con più calma, scegliendo le soste in base al tempo disponibile e al tipo di viaggio. Lungo il tragitto si trovano aree attrezzate per la sosta dei camper, collegamenti con percorsi ciclabili e pedonali, borghi storici e punti panoramici. Anche da questo punto di vista, il Lago d’Iseo dimostra quanto la pianificazione sia parte dell’esperienza: conoscere distanze, accessi e possibilità di sosta permette di vivere meglio il percorso e di rispettare i ritmi del territorio. Il valore dell’esperienza sulla strada Affrontare la viabilità e la logistica del Lago d’Iseo dimostra che le strade non sono semplici linee uniformi su un navigatore. Ogni curva, ogni borgo, ogni collegamento via lago e ogni accesso verso la montagna raccontano qualcosa del territorio e del modo in cui le comunità si sono sviluppate nel tempo. Per chi lavora nel settore dei trasporti, questa consapevolezza è parte del mestiere. Conoscere una strada significa comprenderne i vincoli, rispettarne i ritmi e saper leggere ciò che sta intorno: non solo il percorso, ma anche le attività, le persone e le economie che quel percorso collega. Dal 1970 Menoncin Trasporti attraversa le strade italiane ed europee con questa attenzione. Sapere come approcciare un territorio, rispettarne le caratteristiche e comprenderne le necessità è il modo più concreto per garantire un servizio basato su puntualità, responsabilità e conoscenza reale della strada. Anche un itinerario come quello del Lago d’ISeo, letto attraverso gli occhi di chi vive ogni giorno il trasporto, diventa un modo per raccontare il valore strategico della logistica pianificata sul campo. Sorgente: Itinerario Lago d’Iseo: Strade, Borghi e Territorio | Menoncin [...] Leggi di più...
16/06/2026Si correrà i prossimi 18 e 19 luglio in un territorio pronto ad accogliere il quinto appuntamento della CRZ3 (Comunicato Ufficio Stampa Rally Coppa Camuna)  Si apre il sipario sulla dodicesima edizione del Rally Coppa Camuna organizzato dalla scuderia New Turbomark Rally Team;  la corsa rappresenta il quinto atto di una Coppa Rally di Zona davvero combattuta e viva; in Lombardia infatti, si sono già disputati il varesino Laghi, il bergamasco Prealpi Orobiche, il sondriese Coppa Valtellina ed il comasco Valle Intelvi; questi, uniti al Rally del Sebino che si disputerà nei prossimi giorni, costituiscono anche il nucleo del Trofeo delle Province Lombarde per il quale, dunque, il Coppa Camuna costituirà la sesta gara. Le iscrizioni della corsa bresciana si apriranno giovedì 18 giugno mentre si chiuderanno il prossimo lunedì 13 luglio. Programma- La dodicesima edizione del Coppa Camuna avrà ancora come base Darfo Boario Terme grazie all’imponente Centro Congressi mentre sede di partenza ed arrivo si conferma la cittadina di Breno. Dopo la partenza delle ore 16.01, il programma prevede la disputa di due tratti cronometrati nella giornata di sabato 18 luglio: la prova sotto i riflettori sarà la Sisem Astrio che si correrà nel pomeriggio (16.43) ed in serata (21.20) e, come tradizione, ci si attende il pubblico delle grandi occasioni vista la spettacolarità della “notturna”. Domenica si corrono invece la Montecampione (9.32 e 13.55) con start da Piancamuno e arrivo ad Alpiaz e la Valsaviore (10.48 e 15.11); entrambi i tratti saranno da ripetersi per due volte ciascuno. L’arrivo si terrà alle 16.05. Claudio Zagami, presidente New Turbomark: “Il rapporto instaurato con il territorio camuno è solido e florido e ogni anno abbiamo l’imbarazzo della scelta nell’individuare i tratti cronometrati di questa gara che affascina e richiama grandi numeri sia di concorrenti che di spettatori. La collocazione estiva è frutto del referendum primaverile che ci ha costretti al cambio data ma confidiamo in un buon riscontro di adesioni viste anche le validità per i contesti regionali sin qui molto partecipati. Con un gioco di parole, viste le caratteristiche della valle, la New Turbomark vuole… lasciare il segno!” Sorgente: COPPA RALLY DI ZONA – Iscrizioni aperte per il 12°Rally Coppa Camuna [...] Leggi di più...
09/06/2026Dal lago alle montagne: i 10 profumi più autentici del Bresciano, da respirare davvero. Odori, atmosfere e sensazioni che raccontano l’anima del territorio. Il Bresciano non è solo da vedere: è da respirare. Ogni zona ha un odore che la racconta, un profumo che la definisce, un’atmosfera che la rende unica. Ecco i 10 profumi che puoi davvero sentire, con indicazioni per raggiungerli. 1) Il profumo del lago al mattino Dove si sente: lungo i pontili di Desenzano, Salò, Iseo, Sirmione. Come arrivare: parcheggia vicino al lungolago e cammina verso l’acqua; i pontili sono accessibili a piedi. Quando è più intenso: all’alba, quando l’aria è fresca e il lago è immobile. 2) Il profumo dell’olio del Garda Dove si sente: tra gli uliveti di Puegnago, Gardone Riviera, Toscolano, Soiano. Come arrivare: segui le strade collinari della Valtenesi; molti uliveti hanno percorsi pedonali. Quando è più intenso: fine estate e inizio autunno, durante la raccolta. 3) Il profumo del mosto in Franciacorta Dove si sente: nelle cantine di Erbusco, Adro, Cazzago, Corte Franca. Come arrivare: la SP11 collega tutti i paesi; molte cantine sono visitabili. Quando è più intenso: settembre, durante la vendemmia. 4) Il profumo del fieno tagliato in Val Camonica Dove si sente: nei prati sopra Bienno, Ossimo, Ceto, Losine. Come arrivare: sali verso le frazioni alte; i prati sono raggiungibili con brevi passeggiate. Quando è più intenso: giugno e luglio, nei giorni di sfalcio. 5) Il profumo della pietra bagnata nei borghi antichi Dove si sente: nei vicoli di Bienno, Bagolino, Padernello, Tremosine. Come arrivare: parcheggi ai margini dei borghi, poi esplora a piedi. Quando è più intenso: subito dopo la pioggia. 6) Il profumo del bosco dopo la pioggia Dove si sente: nei boschi di Toscolano, Val Trompia, Val Sabbia, Gargnano. Come arrivare: scegli un sentiero CAI e cammina per 10–15 minuti nel bosco. Quando è più intenso: dopo un temporale estivo. 7) Il profumo delle malghe in quota Dove si sente: nelle malghe di Maniva, Gaver, Borno, Montecampione. Come arrivare: strade di montagna + brevi sentieri; molte malghe sono raggiungibili in auto. Quando è più intenso: mattina presto, quando si lavora il latte. 8) Il profumo del pane nei forni di paese Dove si sente: nei forni storici di Vestone, Pisogne, Montisola, Lonato. Come arrivare: i forni sono nei centri storici; parcheggia e passeggia. Quando è più intenso: tra le 6 e le 8 del mattino. 9) Il profumo delle sagre e delle cucine di paese Dove si sente: sagre di spiedo, casoncelli, polenta, feste di valle e di lago. Come arrivare: ogni paese ha aree feste dedicate, facilmente raggiungibili in auto. Quando è più intenso: sera, quando le cucine sono al massimo. 10) Il profumo della nebbia nella Bassa Dove si sente: tra Padernello, Quinzano, Verolanuova, Manerbio. Come arrivare: percorri le strade di campagna al mattino presto. Quando è più intenso: inverno, nelle giornate di nebbia fitta. Sorgente: I 10 profumi del Bresciano: dove sentirli davvero e come arrivarci – QuiBrescia [...] Leggi di più...
08/06/2026Valido per tutti i Comuni della Valle Camonica In merito alla raccolta dei funghi per la stagione 2026 si pubblica in allegato: la locandina riassuntiva del Regolamento comprensoriale per la raccolta di funghi epigei l’elenco degli esercenti convenzionati al rilascio dei permessi il Regolamento e l’elenco dei Centri di Consulenza micologica. Si precisa che potranno rivolgersi gratuitamente ai Centri ai fini del riconoscimento delle specie e dell’accertamento della commestibilità dei funghi solo i raccoglitori in regola con il pagamento dei permessi di raccolta, da esibire al micologo, ovvero i residenti in Comuni della Valle Camonica. Per visualizzare il documento integrale, approvato con Deliberazione di Assemblea n. 8 del 02/05/2024, vai alla sezione Regolamenti all’interno dell’Amministrazione Trasparente Regolamento comprensoriale per la raccolta dei funghi epigei. Allegati: Locandina Regolamento Regolamento e Centri di consulenza Micologica 2026 (c’è anche Montecampione) Elenco esercizi commerciali convenzionati 2026 (c’è anche il Consorzio Montecampione) N.B. Unica variante è il fatto che, quando uscite nelle date concordate (visibili sulla seguente locandina) dal Consorzio Montecampione con l’ATS Montagna di Valcamonica, avrete diritto alla gratuità in quanto saranno raccolte a scopo didattico.Sorgente: Regolamento comprensoriale per la raccolta dei funghi epigei | Comunità Montana di Valle Camonica [...] Leggi di più...
08/06/2026Sono tornate le scalate ai passi alpini con Enjoy Stelvio e Passi Mitici: manifestazioni non competitive aperte a tutti, con un calendario di chiusure al traffico motorizzato delle più belle e impegnative strade montane della Valle Camonica e della Valtellina. Le prime chiusure di questa stagione, già avvenuto quella del Gavia e del Passo San Marco, hanno richiamato centinaia di appassionati. Il prossimo appuntamento è per domani martedì 9 giugno con la salita al Mortirolo. Dalle 8 alle 12 la strada sarà chiusa da Monno sul versante camuno e da Mazzo in Valtellina. La manifestazione è aperta a tutti, non necessita di iscrizione e non è una competizione, ma rappresenta un’opportunità per ciclisti, sportivi e amanti della natura di godere appieno del percorso e del paesaggio, senza pericoli e tuti sperano in un meteo clemente. In calendario poi martedì 30 giugno dalle 8:30 alle 12.00 la chiusura del Vivione, il 2 e 18 luglio chiusura salita a Montecampione 1800. Il 28 agosto ancora Mortirolo, dove saranno presenti i campioni del ciclismo per l’intitolazione di “Cima Pantani” al Mortirolo, e il 30 agosto ancora al Gavia. Sorgente: Camunity – Dal Notiziario di Radiovalle [...] Leggi di più...
07/06/2026Marco Pantanimed kallenavnet «Il Pirata» var en av de mest ikoniske og talentfulle syklistene i Marco Pantanimed kallenavnet «Il Pirata» var en av de mest ikoniske og talentfulle syklistene i italiensk historie. De 1998 han markerte karrierens høyeste punkt, og triumferte både i den 81. utgaven av Giro d’Italia – og sikret seier etter en episk duell mot russeren Pavel Tonkov på Plan di Montecampione – og i Tour de France samme år, scoret han en historisk «dobbel» oppnådd før ham kun av begrensede legender som Ed Fa-disiplinen, som Ed Fa-disiplinen. Karrieren hans fikk imidlertid en plutselig og dramatisk kollaps i 1999. Mens han dominerte i Maglia Rosa, ble han suspendert fra løpet i Madonna di Campiglio på grunn av en blodprøve som viste en hematokrit over maksgrensen på 50 %. Fra den kontroversielle utestengelsen, som av syklisten anses å være en konspirasjon, kom Pantani aldri virkelig, og kulminerte med hans tragiske oppdagelse livløs i Rimini, kun 34 år gammel, den 14. februar 2004. Selv i dag hedrer Giro d’Italia sin uvurderlige sportsarv med den spesielle «Montagna-rittet til det ene climb-løpet» til hvert år. Hvem var Marco Pantani i 1998 Marco Pantani ble født i Cesena i 1970 og ble proffsyklist i 1992. Han er en ren klatrer: en type løper spesialisert på klatring, med en ekstremt lett kroppsbygning (56 kilo og 172 centimeter) som gjør at han kan takle fjellet i et tempo som nesten ingen, i disse årene, klarte å holde følge med. Stilen hans er umiskjennelig: skarpe skudd stående på pedalene og med hendene plassert på den nedre delen av styret, ofte innledet av en gest som har blitt ikonisk: det å ta av den ikoniske bandanaen fra hodet før hvert avgjørende angrep. I de årene var hjelmer ennå ikke obligatoriske. Al Giro d’Italia 1994 han vinner to etapper og havner på andreplass i den generelle klassifiseringen. De påfølgende sesongene er imidlertid preget av skader: i 1995 ble han påkjørt av en bil under racet Milano-Torino og fikk alvorlige beinbrudd. I 1997, etter at han kom tilbake til Giroen, ble han tvunget til å trekke seg på grunn av et fall forårsaket av en katt som havnet i gruppen. Samme år deltok han i Tour de France, og endte på tredjeplass. Han ankom Giroen fra 1998 som en mulig hovedperson, men vanskelighetene hans i tidsrittetappene (at Giro involverer 81 km mot klokken fordelt på 3 etapper) gjør ham til en kandidat til pallen, ikke den endelige seieren. På Tour ’97 hadde Pantani tapt sammenlagt over 8 minutter av vinneren Jan Ullrich kun i de 3 temporittene. Giro d’Italia fra 1998: hvordan Pantani vant den Den 81. utgaven av Corsa Rosa starter 16. mai fra Nice. Hovedfavoritten er sveitseren Alex Zülle, vinner av Vuelta a España i 1996 og 1997. Blant de andre motstanderne på toppnivå er det også russeren Pavel Tonkovvinner av Giroen i 1996 og 2. plass i ’97, solid rytter både oppoverbakke og temporitt. Løpet har sitt vendepunkt 2. juni, i den alpine etappen som går fra Asiago til Selva di Val Gardena: 220 kilometer med 5 Mountain Grands Prix inkludert Sella-passet, det høyeste punktet i den Giroen med sine 2214 høydemeter. Pantani, allerede vinner av etappen med ankomst Piancavalloangrep på Marmolada, etterlater et tomrom på de andre mennene i rangeringen og bærer rosa skjorteog ga Zülle fem minutter. Sveitserne kom seg aldri, og avsluttet Giroen med over en halvtime av forsinkelse. Med Zülle ute av bildet dukker imidlertid Tonkov opp, restituerer seg i de påfølgende stadiene og går til bare 27 sekunder i den generelle klassifiseringen. Oppgjøret kommer 6. juni i den lange etappen fra Cavalese til Planlegg etter Montecampioneden siste oppoverbakke av den Giroen. De to startet en lang duell som vil forbli i sykkelhistorien, og bak enhver annen motstander med mer enn 3 minutter. Angrep og kontringer, med Tonkov som heiser det hvite flagget kun 2 km fra målstreken. Pantani kommer alene, 57″ foran russeren.Søndag 7. juni, i Milano, Marco Pantani vinner Giro d’Italia. Double with the Tour: det umulige oppdraget som gjør Il Pirata til en legende Å vinne Giroen og Touren samme år regnes som et av målene vanskeligere av profesjonell sykling. De to Grand Tours finner sted innen noen få uker etter hverandre, noe som gjør restitusjon etter giro og forberedelse før Tour komplisert.Slike tette kalendere og selektive ruter fører til at idrettsutøvere som sikter mot den generelle klassifiseringen velger hvilket av de to løpene de skal forberede seg på, med noen få nylige unntak: Tadej Pogacar i 2024, forfatter av dobbelen, og Jonas Vingegaardfersk vinner av Giroen og som vil være med i starten av Touren 4. juli. På 1998 Tour er favoritten Jan Ullrichden forsvarende tyske mesteren, som faktisk vil dominere den første delen av Grand Boucle. Pantani ankommer den femtende etappen, fra Grenoble til Les Deux Alpes, fem minutter bak i den generelle klassifiseringen, som nesten alt ble samlet i de to foregående tidsforsøkene. Den etappen, som kjøres i øsende regn, går gjennom noen av de ikoniske fjellene i historien til Touren, som Croix de Fer og Col du Galiber. Rett på Galibier, 47 kilometer fra målstreken, angriper Pantani: han vinner med nesten 2′ over andreplassen, Ullrich kommer til mål 9 minutter senere. Pantani har på seg gul skjorte for første gang i karrieren, og han vil være i stand til å forsvare det hele veien til Paris, med den ikoniske avslutningen på Champs-Élysées. Den siste italieneren som vant Touren var Felice Gimondi i 1965, som for anledningen vil stå på pallen for å belønne Pantani, noe som gir Italia et av de mest ikoniske og gjenkjennelige bildene av moderne sykling. Før Pantani hadde Giro-Tour-dobbelen bare blitt oppnådd av noen legender innen denne disiplinen: Fausto Coppi (1949 og 1952), Jacques Anquetil (1964), Eddy Merckx (1970, 1972 og 1974), Bernard Hinault (1982 og 1998), Stephen og 7 Roche og 1998, Stephen og 1998. 1993). Etter Pantani var det bare Tadej Pogacar som klarte det i 2024. Giroen fra 1999, suspensjonen og døden: hva skjedde Et år senere er Pantani tilbake på Giroen og dominerer den. De 4. juni 1999 vinner etappen med ankomst til Madonna di Campiglio, 4. personlige segl i den utgaven med to etapper igjen på slutten av det rosa løpet. Om morgenen den 5. juni gjennomførte legene i Den internasjonale sykkelunionen tester rutinemessige blodprøver. For Pantani er resultatet en hematokrit på 52 %over den tillatte grensen på 50 %. Hematokrit er prosentandelen av røde blodlegemer i det totale blodvolumet, med en verdi som hos voksne menn normalt varierer mellom 42 % og 52 %. Røde blodlegemer bæreroksygen fra lungene til musklene: jo flere de er, jo mer oksygen når musklene, og jo større er den sportslige ytelsen til en utholdenhetsutøver. På 90-tallet ble bruken avEPO (erytropoietin) et hormon som stimulerer produksjonen av røde blodlegemer og som ved kunstig injeksjon muliggjorde en betydelig økning i rideytelsen. På det tidspunktet fantes det imidlertid ennå ikke en direkte test for å oppdage EPO under antidopingkontroller, det eneste tilgjengelige verktøyet var derfor indirekte måling av hematokriten, med logikken om at en svært høy verdi kunne signalisere bruk av stoffet. I 1997, også etter ønske fra rytterforbundet selv, etablerte UCI en 50 % terskel: den som overgikk henne kom suspendert i 15 dagerikke som en sanksjon for påvist doping, men som et forebyggende helsetiltak, fordi svært høye hematokritverdier gjør blodet mer tyktflytende og øker risikoen for trombose. Regelen var klar, men systemet var upresist: Hematokrit kan variere på grunn av mange naturlige faktorer, inkludert dehydrering, høyde og individuelle variasjoner, og det var ingen måte å definitivt skille en høy verdi på grunn av EPO fra en på grunn av andre årsaker. Marco Pantani kommer da suspendert på grunn av en for høy hematokrit, og mistet muligheten til å vinne 1999 Giro d’Italia. Affæren er fortsatt svært kontroversiell i dag, fordi Pantani hadde målt hematokritt kvelden før kontrollen, og vil få den målt på nytt på Imola sykehus noen timer etter UCI-testen, med data ca. 48 %. Teamet hans, Mercatone Uno, trekker seg massevis fra løpet i protest. Paolo Savoldellisom har blitt den nye lederen for Giroen, nekter å bruke den rosa trøya fordi han mener diskvalifikasjonen er urettferdig. Hva som nøyaktig skjedde den morgenen den 5. juni 1999 har aldri blitt avklart, men Pantani kom seg aldri virkelig fra den ekskluderingen, sikker på at han var offer for en konspirasjon mot ham. Som offer for en alvorlig depresjon, vendte han tilbake til racing med jevne mellomrom, med noen oppblussinger i 2000 der han vant to alpine etapper i Tour de France. 14. februar 2004 ble Marco Pantani funnet livløs på et rom på Residence Le Rose i Rimini, 34 år gammel. Giro d’Italia husker Pantani ved å tildele tittelen «Pantani-fjellet”, en anerkjennelse tidligere bare gitt til Fausto Coppi med «Cima Coppi», punktet med den høyeste høyden nådd av Giroen fra år til år. Ole Andersen Sorgente: Da Marco Pantani vant Giro d’Italia i 1998, var piratens historiske bragd på Montecampione-scenen – Nordnesrepublikken [...] Leggi di più...
07/06/2026A fine agosto al Mortirolo anche la cerimonia per intitolarlo a Pantani Il mese di giugno ha fatto tornare Passi Mitici, iniziativa promossa dall’Assessorato allo Sport e al Turismo della Comunità Montana di Valle Camonica per rendere fruibili ai ciclisti, con la chiusura al traffico motorizzato, alcuni dei passi più rappresentativi del territorio. Venerdì 5 giugno è stato il Passo Gavia ad inaugurare la stagione, e questa settimana sarà la volta del Passo Mortirolo. L’appuntamento con la salita leggendaria che ha scritto la storia del Giro d’Italia è per martedì 9 giugno, quando, dalle 8:00 alle 12:00, la strada sarà chiusa da Monno e da Mazzo in Valtellina (SO). La manifestazione è aperta a tutti, non necessita di iscrizione e non è una competizione, ma rappresenta un’opportunità per ciclisti, sportivi e amanti della natura di godere appieno del percorso e del paesaggio, senza pericoli. Martedì 30 giugno dalle 8:30 alle 12:00 toccherà al Vivione, mentre a luglio, il 2 e il 18, si andrà a Montecampione 1800. Le aperture saranno poi replicate il 28 agosto per il Mortirolo e il 30 agosto per il Gavia.Da segnalare che il 28 agosto si celebrerà, alla presenza del campione bergamasco, il 30esimo anniversario del record di scalata del Mortirolo di Ivan Gotti, stabilito nel Giro d’Italia 1996, con un tempo di 42 minuti e 40 secondi sugli 11,85 km di salita con pendenza media del 10,9% e punte fino al 18%. Questo primato, ancora imbattuto, è considerato una delle migliori prestazioni di sempre sul tracciato camuno. Nell’ambito di questa celebrazione, avverrà la cerimonia di intitolazione del passo del Mortirolo a “Cima Pantani” e si terrà un convegno sul cicloturismo con la partecipazione di ex ciclisti che hanno corso col Pirata. Linda Bressanelli Informazioni su https://www.passimitici.it/. Sorgente: Passi Mitici: il 9 giugno il Mortirolo, in attesa di Ivan Gotti per il 30° dal record di scalata | Radio Voce Camuna [...] Leggi di più...
07/06/2026Dalle 8 alle 12 la strada sarà chiusa da Monno e da Mazzo in Valtellina Tornano le scalate ai passi alpini con Enjoy Stelvio e Passi Mitici: manifestazioni non competitive aperte a tutti, che prevedono un calendario di chiusure al traffico motorizzato delle più belle e impegnative strade montane della Valle Camonica e della Valtellina.Le prime chiusure di questa stagione – partendo da quella del Gavia e del Passo San Marco – hanno richiamato centinaia di appassionati. I Passi Mitici, iniziativa promossa dall’Assessorato allo Sport e al Turismo della Comunità Montana di Valle Camonica per rendere fruibili ai ciclisti queste strade alpine, con la chiusura al traffico motorizzato, prosegue con una serie di appuntamenti: il prossimo è in calendario martedì 9 giugno con la salita al Mortirolo. Dalle 8 alle 12 la strada sarà chiusa da Monno (Brescia) e da Mazzo in Valtellina (Sondrio).La manifestazione è aperta a tutti, non necessita di iscrizione e non è una competizione, ma rappresenta un’opportunità per ciclisti, sportivi e amanti della natura di godere appieno del percorso e del paesaggio, senza pericoli.In calendario anche i seguenti appuntamenti: martedì 30 giugno dalle 8:30 alle 12 chiusura Vivione, 2 e 18 luglio chiusura salita a Montecampione 1800. Il 28 agosto ancora Mortirolo, dove saranno presenti i campioni del ciclismo per l’intitolazione di “Cima Pantani” al Mortirolo, e il 30 agosto ancora al Gavia. Sorgente: Passi Mitici, martedì 9 giugno appuntamento al Mortirolo | Gazzetta delle Valli – News dalle Valli Lombarde e Trentine [...] Leggi di più...
07/06/2026Marco Pantani ha vinto il suo primo e unico Giro d’Italia il 7 giugno 1998 dopo una battaglia con il russo Tonkov a Plan di Montecampione. Poche settimane dopo avrebbe conquistato anche il Tour de France, entrando nella storia del ciclismo. Un anno dopo, in testa alla stessa corsa rosa, la sua carriera si sarebbe interrotta per sempre. Marco Pantani, soprannominato “Il Pirata” è stato uno dei ciclisti più iconici e talentuosi della storia italiana. Il 1998 ha segnato il punto più alto della sua carriera, trionfando sia all’81ª edizione del Giro d’Italia – ipotecando la vittoria dopo un epico duello contro il russo Pavel Tonkov a Plan di Montecampione – che al Tour de France nello stesso anno, ha messo a segno una storica “doppietta” riuscita prima di lui solo a ristrette leggende di questa disciplina, come Fausto Coppi ed Eddy Merckx. Tuttavia, la sua parabola ha subìto un crollo improvviso e drammatico nel 1999. Mentre dominava in Maglia Rosa, è stato sospeso dalla corsa a Madonna di Campiglio a causa di un controllo ematico che registrava un ematocrito oltre la soglia massima del 50%. Da quella controversa esclusione, considerata dal ciclista un complotto, Pantani non si è mai veramente ripreso, culminata con il suo tragico ritrovamento senza vita a Rimini, a soli 34 anni, il 14 febbraio 2004. Ancora oggi, il Giro d’Italia onora il suo inestimabile lascito sportivo con la speciale “Montagna Pantani”, dedicata ogni anno a una delle salite chiave della corsa. Chi era Marco Pantani nel 1998 Marco Pantani nasce a Cesena nel 1970 e diventa un ciclista professionista nel 1992. È uno scalatore puro: un tipo di corridore specializzato nelle salite, con un fisico estremamente leggero (56 chili per 172 centimetri) che gli permette di affrontare le montagne a ritmi che quasi nessuno, in quegli anni, riesce a tenere. Il suo stile è inconfondibile: scatti secchi in piedi sui pedali e con le mani posizionate nella parte bassa del manubrio, spesso preceduti da un gesto diventato iconico: quello di togliersi l’iconica bandana dalla testa prima di ogni attacco decisivo. In quegli anni il casco non era ancora obbligatorio. Al Giro d’Italia 1994 vince due tappe e finisce secondo in classifica generale. Le stagioni successive sono però segnate dagli infortuni: nel 1995 viene travolto da un’auto durante la Milano-Torino e si frattura gravemente le gambe. Nel 1997, tornato al Giro, è costretto al ritiro per una caduta causata da un gatto finito nel gruppo. Nello stesso anno partecipa al Tour de France, chiudendo al terzo posto. Arriva al Giro 1998 come possibile protagonista, ma le sue difficoltà nelle tappe a cronometro (quel Giro prevede ben 81 km contro il tempo suddivisi in 3 tappe) lo rendono un candidato al podio, non alla vittoria finale. Al Tour ’97 Pantani aveva perso complessivamente oltre 8 minuti dal vincitore Jan Ullrich solo nelle 3 tappe a cronometro. Il Giro d’Italia 1998: come Pantani lo ha vinto L’81ª edizione della Corsa Rosa parte il 16 maggio da Nizza. Il favorito principale è lo svizzero Alex Zülle, vincitore della Vuelta a España nel 1996 e 1997. Tra gli altri avversari di livello c’è anche il russo Pavel Tonkov, vincitore del Giro nel 1996 e 2° classificato nel ‘97, corridore solido sia in salita che a cronometro. La corsa ha la sua svolta il 2 giugno, nella tappa alpina che va da Asiago a Selva di Val Gardena: 220 chilometri con 5 Gran Premi della Montagna tra cui il Passo Sella, il punto più alto di quel Giro con i suoi 2214 metri di altitudine. Pantani, già vincitore della tappa con arrivo a Piancavallo, attacca sulla Marmolada, fa il vuoto sugli altri uomini di classifica e indossa per la prima volta in carriera la maglia rosa, rifilando cinque minuti a Zülle. Lo svizzero non si riprenderà più, chiudendo il Giro con oltre mezz’ora di ritardo. Con Zülle fuori dai giochi, emerge però Tonkov, che recupera nelle tappe successive e si porta a soli 27 secondi in classifica generale. La resa dei conti arriva il 6 giugno nella lunga tappa da Cavalese a Plan di Montecampione, ultimo arrivo in salita di quel Giro. I due danno vita a un lungo duello che resterà nella storia del ciclismo, staccando di oltre 3 minuti qualsiasi altro avversario. Attacchi e contrattacchi, con Tonkov che alzerà bandiera bianca solo ai 2 km dal traguardo. Pantani arriva solo, con 57” di vantaggio sul russo.Domenica 7 giugno, a Milano, Marco Pantani vince il Giro d’Italia. La doppietta con il Tour: la missione impossibile che rende Il Pirata una leggenda Vincere Giro e Tour nello stesso anno è considerato uno degli obiettivi più difficili del ciclismo professionistico. I due grandi giri si svolgono a distanza di poche settimane l’uno dall’altro, il che rende complicato il recupero post-Giro e la preparazione pre-Tour.I calendari così stretti e i percorsi selettivi portano gli atleti che puntano alla classifica generale a scegliere quale delle due corse preparare, con poche eccezioni recenti: Tadej Pogacar nel 2024, autore della doppietta, e Jonas Vingegaard, fresco vincitore del Giro e che sarà al via del Tour il prossimo 4 luglio. Al Tour 1998 il favorito è Jan Ullrich, tedesco campione uscente, che dominerà infatti la prima parte della Grand Boucle. Pantani arriva alla quindicesima tappa, da Grenoble a Les Deux Alpes, con cinque minuti di ritardo in classifica generale, accumulati quasi tutti nelle due prove a cronometro precedenti. Quella tappa, corsa sotto la pioggia battente, attraversa alcune delle montagne iconiche della storia del Tour, come la Croix de Fer e il Col du Galiber. Proprio sul Galibier, a 47 chilometri dal traguardo, Pantani attacca: vincerà per distacco con quasi 2’ sul secondo classificato, Ullrich arriverà al traguardo 9 minuti dopo. Pantani indossa la maglia gialla per la prima volta in carriera e riuscirà a difenderla fino a Parigi, con l’iconico arrivo sugli Champs-Élysées. L’ultimo italiano a vincere il Tour era stato Felice Gimondi nel 1965, che per l’occasione sarà sul podio a premiare Pantani, regalando all’Italia una delle immagini più iconiche e riconoscibili del ciclismo moderno. Prima di Pantani, la doppietta Giro-Tour era riuscita solo ad alcune leggende di questa disciplina: Fausto Coppi (1949 e 1952), Jacques Anquetil (1964), Eddy Merckx (1970, 1972 e 1974), Bernard Hinault (1982 e 1985), Stephen Roche (1987) e Miguel Indurain (1992 e 1993). Dopo Pantani, ci è riuscito solo Tadej Pogacar nel 2024. Il Giro 1999, la sospensione e la morte: cos’è successo Un anno dopo Pantani è di nuovo al Giro e lo sta dominando. Il 4 giugno 1999 vince la tappa con arrivo a Madonna di Campiglio, 4° sigillo personale in quell’edizione quando mancano due tappe al termine della corsa rosa. La mattina del 5 giugno i medici dell’Unione Ciclistica Internazionale effettuano dei controlli ematici di routine. Per Pantani il risultato è un ematocrito del 52%, sopra il limite consentito del 50%. L’ematocrito è la percentuale di globuli rossi nel volume totale del sangue, con un valore che negli uomini adulti oscilla normalmente tra il 42% e il 52%. I globuli rossi trasportano l’ossigeno dai polmoni ai muscoli: più sono numerosi, più ossigeno arriva ai muscoli, e più le performance sportive di un atleta di resistenza rendono. Negli anni ’90, nel ciclismo si era diffuso l’utilizzo dell’EPO (eritropoietina) un ormone che stimola la produzione di globuli rossi e che, iniettato artificialmente, permetteva di aumentare in modo significativo le prestazioni in sella. All’epoca però non esisteva ancora un test diretto per rilevare l’EPO ai controlli antidoping, l’unico strumento disponibile era quindi la misurazione indiretta dell’ematocrito, con la logica che un valore molto alto potesse segnalare un uso della sostanza. Nel 1997, anche su richiesta della stessa associazione dei corridori, l’UCI aveva stabilito una soglia del 50%: chi la superava veniva sospeso per 15 giorni, non come sanzione per doping accertato, ma come misura precauzionale di salute, perché valori molto alti di ematocrito rendono il sangue più viscoso e aumentano il rischio di trombosi. La regola era chiara, ma il sistema era impreciso: l’ematocrito può variare per molti fattori naturali, tra cui la disidratazione, l’altitudine e variazioni individuali, e non c’era modo di distinguere con certezza un valore alto dovuto all’EPO da uno dovuto ad altre cause. Marco Pantani viene quindi sospeso per ematocrito troppo alto, e perde la possibilità di aggiudicarsi il Giro d’Italia 1999. La vicenda è tutt’oggi molto controversa, perché Pantani aveva misurato il proprio ematocrito la sera prima del controllo, e lo rifarà misurare all’ospedale di Imola poche ore dopo il test dell’UCI, con dati attorno al 48%. La sua squadra, la Mercatone Uno, si ritira in blocco dalla corsa per protesta. Paolo Savoldelli, diventato il nuovo leader del Giro, si rifiuta di indossare la maglia rosa perché ritiene ingiusta la squalifica. Cosa sia successo esattamente quella mattina del 5 giugno 1999 non è mai stato chiarito, ma Pantani non si riprese mai veramente da quella esclusione, certo di essere vittima di un complotto ai suoi danni. Vittima di una grave depressione, tornerà a correre in modo discontinuo, con qualche acuto nel 2000 in cui vinse due tappe alpine al Tour de France. Il 14 febbraio 2004 Marco Pantani viene trovato senza vita in una stanza del Residence Le Rose di Rimini, a 34 anni. Il Giro d’Italia ricorda Pantani assegnando ogni anno a una delle salite più importanti della corsa il titolo di “Montagna Pantani”, un riconoscimento concesso in precedenza solo a Fausto Coppi con la “Cima Coppi”, il punto con l’altitudine più elevata toccato dal Giro di anno in anno. Michele Sabatino Sorgente: Quando Marco Pantani vinse il Giro d’Italia 1998, la storica impresa del Pirata nella tappa di Montecampione [...] Leggi di più...
06/06/2026Introduzione: Sentiero senza particolari difficoltà, tra pascoli, alpeggi e boschi Sintesi dell’itinerario: Gita nella “Vasta Area della Valgrigna”,zona caratteristica dal punto di vista ambientale, divenuta protetta data la notevole presenza di fauna selvatica (sito UNESCO dal 2019 per la biodiversità ). Si estende sopra Montecampione in un’area caratterizzata da pascoli,alpeggi, e da diversi siti a valenza storico-culturale quali: le ex miniere di ferro e rame, La Via dei Silter (percorso molto lungo realizzabile in 7gg di cammino), la Via della Trementina e il giro delle Malghe con relativo museo.Parcheggiata l’auto a Plan di Montecampione si percorre una comoda e sicura strada forestale, che in circa un’ora e mezza dopo dolci sali scendi ci conduce al Rifugio Tironi, possibiltà  di deviare il percorso per il raggiungimento/visita della malga del museo e giro delle malghe. Punti di appoggio – Rifugio Tironi Dislivello – 250 m, percorso 9 km A/R Tempi – 3:00 h giro completo Altitudine massima – 1850 mt Attrezzatura – Portare abbondante acqua, crema solare e copricapo x il sole. Vestiario – Media Montagna Partenza e trasporto – Piazza portici Provaglio d’iseo – Mezzi propri – ore 08:00 Rientro – 16:00 circa Referente – Emanuele 349 6029020 – Massimiliano 3395388830 – Sede CAI: 3896054316 (solo il Venerdi ore: 20:30-22:00) Sorgente: Rifugio Tironi Rosello (1710 m) – CAI – PROVAGLIO D’ISEO [...] Leggi di più...
04/06/2026Originario della bassa Valsesia, è stato protagonista assoluto degli slalom in salita e delle grandi sfide al volante. Ieri i funerali in Romania, dove viveva da anni. Sono stati celebrati ieri, mercoledì 3 giugno, in Romania i funerali di Augusto Cesari, pilota originario di Gattinara e volto molto conosciuto nel mondo dei motori. Aveva 83 anni e da tempo si era trasferito all’estero, senza però interrompere il legame con la sua terra d’origine e con gli amici che in zona lo ricordano ancora come “l’Augusto”. Ma di fatto era conosciuto in tutto il mondo automobilistico e rallistico della zona. La notizia della sua scomparsa ha infatti suscitato molti messaggi di cordoglio sui social della zona. Tra chi lo ha ricordato anche il rallysta Marco Bertinotti. Per Gattinara Cesari non era soltanto un nome legato alle corse: era una figura familiare, conosciuta prima per la sua storia personale e poi per le imprese sportive che lo avevano reso un’icona. Una vita vissuta al volante Augusto Cesari ha trascorso quasi metà della sua vita correndo in macchina. È stato a lungo portacolori della Scuderia del Grifone e grande protagonista degli slalom in salita, specialità nella quale ha costruito una carriera fatta di vittorie, record e sfide entrate nella memoria degli appassionati. Negli anni Ottanta e Novanta fu considerato il “king” degli slalom in salita. Vinse nove titoli italiani nella specialità, cinque dei quali al volante della potentissima Lancia Delta S4. Conquistò inoltre tre scudetti con l’Osella Pa9 Alfa Romeo 2000 e uno con una Dallara X1-9, tra il 1985 e il 1998. Tra i risultati più significativi della sua carriera si ricordano: nove titoli italiani negli slalom in salita; cinque successi assoluti alla Mignanego-Giovi; venticinque vittorie assolute in una sola stagione con la Fiat X1/9 Dallara; il titolo europeo di autocross nel 1988 con la Lancia Delta S4; la partecipazione a gare prestigiose come il Motorshow di Bologna e la Nido dell’Aquila. Le auto, le imprese e il ricordo degli amici Tra le vetture più legate al suo nome resta la Lancia Delta S4 con telaio numero 208, utilizzata da Cesari nel 1987 e nel 1988. Si tratta di un esemplare ancora oggi considerato tra i più ricercati: realizzato in Abarth alla fine del 1985, fu guidato anche da Henri Toivonen e Markku Alen, prima di passare a Dario Cerrato. Cesari prese parte a gare su pista e su strada, cronoscalate e appuntamenti rimasti celebri tra gli appassionati. Alla Mignanego-Giovi, una delle prove che amava di più, ottenne cinque successi assoluti: nel 1983, 1987, 1995, 1997 e 1998. Partecipò anche a competizioni come Piancamuno-Montecampione e Nido dell’Aquila. Gattinara saluta “l’Augusto” Nonostante da molti anni vivesse in Romania, Augusto Cesari aveva mantenuto rapporti con Gattinara e con il territorio. Ogni ritorno dagli amici era un momento di festa, perché il suo nome richiamava subito ricordi, aneddoti, gare e giornate vissute con la passione dei motori. Chi lo ha conosciuto lo descrive come una persona cordiale, disponibile e dotata di un talento naturale al volante. A parlare per lui restano i numeri, ma anche l’affetto di chi oggi lo ricorda come un campione capace di lasciare un segno profondo, dentro e fuori dalle corse. Piercarlo Pera Sorgente: Addio ad Augusto Cesari, il re dei motori, Gattinara non dimentica [...] Leggi di più...
01/06/2026Augusto Cesari si è spento ieri in Romania a 83 anni   Per circa vent’anni Augusto Cesari – spentosi ieri in Romania, dove si era ritirato da tempo – è stato l’indiscusso “re” di quello che allora si chiamava Slalom in Salita. Specialità in cui il pilota vercellese si è cimentato negli anni Ottanta e Novanta dapprima con una Fiat X1/9 Dallara e, in seguito, con la Lancia Delta S4, dopo aver provato anche per alcune gare la Lancia Beta Montecarlo. Se n’è andato a 83 anni, metà dei quali trascorsi a correre in macchina. Ligure d’adozione – è stato a lungo portacolori della Scuderia del Grifone – e soprattutto grande frequentatore degli slalom in salita della nostra regione: alla “Mignanego – Giovi”, gara che adorava, ha conquistato ben cinque successi assoluti, nel 1983, 1987, 1995, 1997 e 1998. Bella persona, cordiale e sempre disponibile con tutti, per lui parlano soprattutto i numeri, quelli che gli sono valsi l’appelaltivo di “king”: 9 titoli italiani di Slalom in Salita conquistati tra gli anni Ottanta e Novanta, 5 dei quali (1987, 1990, 1991, 1992 e 1993) al volante della Lancia Delta S4, 25 vittorie assolute in una sola stagione con la Fiat X1/9 Dallara. Ed ancora, il titolo europeo di Autocross nel 1988 con la Delta S4 e la partecipazione a brevi cronoscalate, tipo Piancamuno – Montecampione e Nido dell’Aquila, dove teneva testa anche a più affermati campioni. Nel 1987 e nel 1988 Augusto Cesari utilizzò la Lancia Delta S4 contraddistinta dal telaio numero 208, ancora oggi una tra le più pregiate e ricercate. Fu realizzata in Abarth sul finire dell’85 e subito usata da Henri Toivonen e Markku Alen prima di passare, nell’86, a Dario Cerrato. L’ultima apparizione genovese di “king” Augusto Cesari nel 2017, a Busalla, in occasione dello Slalom dei Giovani, dove fu invitato dagli attuali dirigenti della Scuderia Valpolcevera. Sorgente: Un saluto al “re” degli Slalom in Salita | Liguria Motori [...] Leggi di più...
31/05/2026La Svizzera non è in Italia. È un fatto geografico incontrovertibile, che generazioni di cartografi hanno confermato con puntualità svizzera. Eppure a Jonas Vingegaard questo dettaglio non importa molto. Il re pescatore ha scelto di aspettare di varcare il confine, tra i vigneti di Merlot e i formaggi del Ticino, per piazzare il primo vero scatto del suo Giro d’Italia. Un gesto quasi premuroso. È bastato questo a sciogliere come neve di maggio le speranze dei rivali, convinti fino all’ultimo di potergli tenere testa almeno fino al ritorno nella terra del Franciacorta. In particolare quelle del frontaliere Pellizzari, rimasto così indietro da sollevare il dubbio che il confine, in realtà, non lo abbia mai davvero attraversato. Questo, con le dovute proporzioni e una notevole mancanza di rispetto, è lo stile con cui il grande giornalista sportivo Gianni Mura avrebbe potuto raccontare la vittoria del danese Jonas Vingegaard all’ultima edizione del Giro d’Italia, che si conclude proprio oggi, 31 maggio. I corridori compiono la passerella d’onore a Roma, attraverso i Fori Imperiali, sopra il selciato antico che surriscalda le ultime energie e sotto i maestosi pini che i velocisti non degnano neanche di uno sguardo, impegnati a giocarsi quanto resta di gambe e dignità per l’ultima vittoria di tappa. Il ciclismo è uno sport di paesaggi, e Gianni Mura lo sapeva bene. I suoi resoconti delle grandi corse a tappe, al Giro ma soprattutto al Tour, cominciavano spesso dal racconto di un paesino di montagna, di un bar chiuso, di gente sul bordo della strada che aspettava i corridori come si aspetta una processione. Tra loro a volte anche delle bambine bionde con degli anellini alle orecchie, «Tutte spose che partoriranno uomini grossi come alberi». Comincia così Diavolo Rosso una delle più belle canzoni che Paolo Conte ha dedicato al ciclismo. Non certo l’unica. Diavolo Rosso è Giovanni Gerbi, pioniere eroico del ciclismo italiano dei primi del ‘900. Il soprannome gliel’aveva dato un prete di campagna che lo vide sfrecciare a tutta velocità durante una processione, con la sua maglia rossa. Paolo Conte lo colloca proprio in mezzo a quella campagna mentre pedala attraverso un paesino del nord-ovest. La canzone però non parla di lui. Parla di quel paesino e della gente che ci abita: le bambine bionde con gli anellini alle orecchie, i vecchi, le donne che guardano passare il corridore come si guarda passare qualcosa di incomprensibile e meraviglioso. Gerbi è solo un lampo. Una cometa rossa che attraversa il campo visivo e scompare. Ciò che resta è il paesaggio, l’aria ferma del pomeriggio, le risaie, il profumo del tiglio «e questo nord-ovest bardato di stelle». La vita ordinaria di un posto che il ciclismo ha attraversato per un istante senza fermarsi. Del ciclismo, della corsa, della fatica per arrivare al traguardo, non c’è praticamente nulla. La bicicletta è tutta nel ritmo della canzone. Una pedalata furiosa verso il tramonto, controtempo e controluce, che toglie, letteralmente, il fiato. Diavolo Rosso sarebbe potuta essere la più bella sigla del Giro d’Italia. Così come tantissime canzoni che una miriade di cantautori hanno dedicato alla corsa rosa e, più in generale, alla bicicletta. Poche di queste sono però finite effettivamente nei titoli di testa delle interminabili dirette televisive della Rai, anche se per tanti anni c’è stato davvero l’imbarazzo della scelta. A inaugurare, in tempi recenti, la lista degli autori celebri che hanno effettivamente prestato la voce al Giro, c’è stato nel 2000 Enrico Ruggeri con Gimondi e il Cannibale,  titolo che già da solo vale un’enciclopedia del ciclismo italiano. Nel 2003 è invece Lucio Dalla con Sono in fuga  a cantare di un anonimo corridore che, senza averlo del tutto pianificato, si ritrova nel mezzo di una fuga solitaria e sogna di vincere la volata finale, evidenziando peraltro una notevole ingenuità tattica. Nel 2007, infine, la diretta Rai si apriva proprio con la voce di Paolo Conte che, in Velocità Silenziosa, sentenziava con la consueta impassibilità: «Una bici non si ama, si lubrifica». Subito dopo ci sono stati altri autori noti come Cesare Cremonini, Frankie Hi-NRG e Raphael Gualazzi. Eppure, come a volte accade durante una grande corsa a tappe, la canzone più bella non l’ha scritta un campione. L’ha scritta un gregario.  È il 1998. Anno particolare per il Giro. C’è un corridore romagnolo che da qualche edizione percorre le salite come se le stesse scendendo, che nell’estate del ’97 ha fatto tremare le Alpi al Tour de France, e che quest’anno sembra finalmente pronto a prendersi la vittoria finale. Nel frattempo accade qualcosa di altrettanto significativo: dopo cinque edizioni consecutive trasmesse da Mediaset, il Giro d’Italia torna sulla Rai. E la Rai, con uno di quegli slanci di sensibilità che ogni tanto sorprendono, sceglie di affidare la sigla del Processo alla Tappa a Gian Pierretti. In quel desiderio minimo la canzone cambia di livello. Non è più un racconto sentimentale ma una piccola epifania popolare. La gente scende in strada, la festa si fa da sola, il dolore privato si dissolve nel rumore collettivo. Passa il Giro è una canzone d’amore, ma anche una canzone che parla di come resistere alla sofferenza. Resistere e reagire. Come faceva Marco Pantani che pedalava più forte proprio quando la salita diventava insostenibile. «Per accorciare la mia agonia», diceva lui. Pierretti non racconta il ciclismo come spettacolo, ma come evento umano che interrompe la solitudine. E questo, in fondo, è tutto. Pierretti non è un nome da prima pagina. Scrive Passa il Giro con la stessa economia di mezzi con cui un gregario consuma le gambe senza che nessuno lo noti. La canzone non racconta la corsa. Racconta il momento prima e si immagina il momento dopo. Passa il Giro è una canzone d’amore. Ma non solo. Gian Pierretti soffre per un amore finito. Chiuso in casa, lascia che il mondo vada avanti senza di lui, mentre la vita scorre con il suo ritmo inesorabile. Ma quel ritmo, improvvisamente, diventa il Giro d’Italia. Anche qui, come in Diavolo Rosso, la corsa passa a travolgere la vita di tutti i giorni e Pierretti decide che è il momento di reagire: «però sinceramente non me ne frega niente. Fra poco passa il Giro e in casa solo, io non ci resterò». Il ciclismo non si racconta con la precisione della cronaca. Tempi e distacchi non dicono nulla della gara. Si racconta con le emozioni, che sono l’unica cosa che resta quando il gruppo è già sparito dietro la curva. Il resto è silenzio, polvere, e la sensazione che qualcosa sia appena passato. E che tu, per un attimo, ne abbia fatto parte. Gianni Mura quel Giro del 1998 lo seguiva, naturalmente. E quando Pantani vinse, a Montecampione, sotto la pioggia, scrisse di montagne e di un uomo che sembrava appartenervi più che alla pianura. Non scrisse di tattica, non scrisse di distacchi. Scrisse del cielo basso, del freddo, della gente ai bordi della strada bagnata. E di Pantani che, inseguito dai rivali,  attaccava fino a spezzare le ossa. Scrisse del Giro come paesaggio, e di Pantani come figura dentro quel paesaggio. È lo stesso sguardo di Conte su Gerbi, la stessa finestra di Pierretti sul mondo che passa. Un giornalista, un cantautore da prima pagina e un gregario della musica italiana che hanno capito la stessa cosa: che il ciclismo è bello non quando lo guardi, ma quando ti attraversa. Quando passa sotto la tua finestra e per un momento, anche tu, come Pierretti sulla soglia di casa, decidi che in casa solo non ci resti. Passa il Giro è la più bella sigla del Giro d’Italia perché in quell’edizione del 1998 trovò qualcosa di raro: un significato che andava oltre la corsa. O forse è più semplice di così. Forse Passa il Giro è la più bella sigla della storia del Giro d’Italia per via di Marco Pantani.  Fulvio Zappatore Sorgente: Paolo Conte e la più bella sigla del Giro d’Italia – L’INDIPENDENTE [...] Leggi di più...
30/05/2026Nel 1998 Marco Pantani trasformò una salita “normale” in un luogo di rivelazione: undici chilometri di scatti, fatica e fede che valsero appena tredici secondi, ma cambiarono tutto. Piancavallo divenne il punto in cui il Pirata smise di inseguire il passato e cominciò a prendersi il Giro, la fiducia e il proprio destino Ci sono uomini (e donne) che sono salite, ci sono salite che sono uomini (e donne). Dipende. Imerio Massignan è identificato con il Gavia (versante nobile, quello di Ponte di Legno), il primo uomo su quella Luna ciclistica, era il Giro del 1960, ma al traguardo di Bormio, causa triplice foratura in discesa, giunse primo Charlie Gaul. Lo stesso Gaul, pur chiamato “l’Angelo delle Dolomiti”, è abbinato molto più spesso al Bondone (che dolomitico non è), era il Giro del 1956, un’apocalisse di neve estiva accorciò la tappa, abbassò il traguardo, decimò il gruppo e moltiplicò la gloria e la leggenda di chi aveva subito il congelamento. Così, ogni volta che si parla delle Tre Cime di Lavaredo, in verità si tratta del rifugio Auronzo alla base dei pilastri, il pensiero pedala subito verso Eddy Merckx, che nel 1968 sotto il nevischio inghiottì i fuggitivi e sbaragliò gli italiani. Piancavallo è Marco Pantani, però Marco Pantani non è solo Piancavallo. Era il Giro del 1998, quattordicesima tappa, la Schio-Piancavallo di 165 km, in maglia rosa il lombardo Andrea Noè. Pantani attaccò a 11 km dal traguardo, attaccò alla sua maniera – Davide Cassani opinionista con Adriano De Zan in tv ipotizzava un rapporto 39×17 -, su e giù dai pedali, mani basse sul manubrio, testa incassata nelle spalle (si rialzò soltanto al traguardo, braccia in alto, mani al cielo), crapa pelata (il casco non era ancora obbligatorio), occhiali da sole (anche in mancanza di sole), maglia gialla (della Mercatone Uno), la bici Bianchi (che ai più romantici suggeriva il fantasma di Fausto Coppi). Pantani fece il vuoto, ma era un vuoto di pochi secondi (alla fine sarebbero stati 13 sul russo Pavel Tonkov e lo svizzero Alex Zuelle, che riprese la maglia rosa), però un vuoto pieno di premesse e promesse, significato e attese. Che non andarono deluse. Il Giro – la maglia rosa conquistata a Selva di Val Gardena, poi la vittoria iconica a Plan di Montecampione – sarebbe stato suo. Regione Friuli, provincia Pordenone, comune Aviano (ed è proprio da Aviano che si attacca la salita). Piancavallo comincia con lo sci, poi si converte al ciclismo. Non è certo l’altitudine a distinguerlo, 1.280 metri, né la sede stradale, ampia. Non è la pendenza media, 7,8 per cento, né quella massima, 14 per cento, a fare la differenza. Semmai la lunghezza, 14,5 km, e il dislivello, 1.131 metri. E’ tutto l’insieme. Ma c’è di molto peggio, nel senso di molto meglio (peggio per i corridori, ma meglio per spettatori e appassionati). Tant’è vero che stavolta il Giro d’Italia, seguendo una vecchia moda (già sul Pordoi negli anni Novanta), lo propone due volte: sabato 30 maggio, la diciannovesima tappa, da Gemona a Piancavallo di 200 km. La prima sommità al km 147,3, la seconda al traguardo. Piancavallo è Pantani perché Pantani al Giro non vinceva una tappa dal 1994, perché alla Milano-Torino del 1995 si spezzò tibia e perone contro un’auto che proveniva senza autorizzazione in senso contrario, perché il 1996 lo trascorse tra riabilitazione e recupero, perché al Giro del 1997 cadde e si strappò i muscoli della coscia sinistra per colpa di un gatto nero che gli aveva attraversato la strada, perché era tormentato da dubbi (suoi) e sospetti (altrui), perché era Pantani. Così quei 13 secondi di Piancavallo valevano niente per la classifica, ma molto, moltissimo, tutto per la convinzione, la determinazione, la fiducia. Quella sera, agli amici, Pantani – convinto, determinato, fiducioso – confidò: “Il Giro lo vinco io”. Marco Pastonesi Sorgente: Piancavallo, il giorno in cui Pantani tornò Pantani [...] Leggi di più...
28/05/2026Marco Pantani, campione tra i campioni, era nato a Cesena nel 1970, quindi oggi avrebbe 56 anni. Lo ricordiamo dedicandogli una playlist Marco Pantani era nato a Cesena il 13 gennaio 1970, quindi oggi avrebbe 56 anni. Secondo molti è stato il più forte scalatore di sempre. Ma quel che più conta è che per tutti gli anni della sua carriera fece amare il ciclismo a tantissima gente. Poi quella maledetta notte, 14 febbraio 2004, in un hotel di Rimini. A distanza di oltre 22 anni le circostanze della sua morte sono ancora avvolte dal mistero. Ma almeno oggi non vogliamo parlare di questo. Oggi vogliamo celebrare il grande campione che fu, l’uomo che dava del tu alle nuvole. Le sue straordinarie imprese sono ancora negli occhi e nel cuore di chiunque ami il ciclismo. Per esempio, ci piace ricordarlo sulla salita di Oropa, non a caso ribattezzata “salita mito di Pantani”. Sull’ascesa verso il Santuario della Madonna Nera, infatti, nel 1999 il Pirata fu protagonista di una delle sue imprese più leggendarie: attardato da un incidente meccanico, rimontò la bellezza di 60 corridori, tagliando per primo il traguardo. Soltanto sei giorni dopo fu squalificato per valori ematici anomali. Ma quella vicenda nasconde qualche lato oscuro mai chiarito del tutto. L’impresa di Oropa, in ogni caso, fu soltanto una delle molte che lo videro protagonista sulle Alpi come sui Pirenei: Alpe d’Huez, Selva di Valgardena, Plan di Montecampione, Galibier. Giro e tour nello stesso anno. Diverse classiche. Domani, venerdì 29, al Giro d’Italia, nel corso della tappa Feltre-Alleghe, c’è la mitica Cima Coppi (il Passo Giau, a 2305 metri). Ci sembra l’occasione giusta per celebrare uno che quelle salite le affrontava con tutta la rabbia che aveva dentro. A Marco Pantani sono state dedicate parecchie canzoni, del resto il suo modo di essere, di alzarsi sui pedali quando scattava, di divorarsi la vita in senso letterale hanno ispirato molti autori. E allora ecco la playlist con le canzoni che parlano di lui… Non credo nei miracoli di Mauro Ermanno Giovanardi E mi alzo sui pedali degli Stadio In fuga di Francesco Baccini L’uomo a pedali di Pino Marino L’ultima salita dei Nomadi Prendi in mano i tuoi anni dei Litfiba Senza un vincitore di Alexia Rimini dei Les Wampas Dove osano i pirati di Francesco Bejor MP nella BG di Giorgio Canali Le rose di Pantani di Claudio Lolli Uomo in fuga di Riccardo Maffoni La bandana di Gianni Scribani Pantani di Ketama126 Massimo Poggini Sorgente: Dove osano i pirati: una playlist per Marco Pantani – Spettakolo.it [...] Leggi di più...
28/05/2026Riconoscimento per Fabio Bernardi e Marina Ravelli (di Montecampione), studenti del Meneghini di Edolo che hanno partecipato con successo all’annuale gara nazionale di agraria. Orgoglio per la scuola. Sorgente: Gara nazionale di agraria, premiati due studenti camuni – TeleBoario [...] Leggi di più...
26/05/2026Atleti, rivalità, fair play e curiosità olimpiche: gli studenti di 11 istituti superiori hanno realizzato oltre quaranta puntate pilota esplorando discipline, personaggi e aspetti sociali delle Olimpiadi invernali Gli studenti di 11 istituti superiori di Brescia e provincia hanno realizzato dei podcast ispirati a «MILANO-CORTINA 2026 – Un secolo di storie», esplorando aneddoti, imprese e trasformazioni delle Olimpiadi invernali. Il progetto ha valorizzato l’uso creativo e consapevole dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie per raccontare sport, ambiente, economia e aspetti emotivi dello sport olimpico. «GdB Press Forward» è l’iniziativa del Giornale di Brescia, realizzata in collaborazione con The FabLab e con il sostegno di VIVI Energia, che ha permesso agli studenti di cimentarsi nella produzione di contenuti multimediali e di esplorare leOlimpiadi invernali del 2026 da diverse prospettive. I podcast raccontano storie di sport, curiosità, sfide ambientali e trasformazioni sociali, offrendo un’esperienza educativa e innovativa. Economia, politica e grandi eventi Ambiente, tecnologia e sostenibilità Imprese e storie memorabili Discipline olimpiche  Passione, emozione e resilienza Curiosità e aneddoti Economia, politica e grandi eventi Sotto la neve Analizza il lato meno visibile delle Olimpiadi invernali, tra finanziamenti pubblici e privati, grandi cantieri e controversie. Attraverso il caso di Milano-Cortina 2026, il podcast mostra come i Giochi siano diventati operazioni economiche e politiche capaci di trasformare città e territori. Vengono raccontate anche le polemiche per ritardi, costi e impatto ambientale, confrontando la narrazione ufficiale con la realtà dei cantieri e delle scelte economiche. Olimpiadi invernali: tra debiti e infrastrutture Focus sulla gestione dei fondi pubblici tra Torino 2006 e Milano-Cortina 2026, analizzando spesa per impianti, trasporti e infrastrutture civili. Il podcast mette a confronto i diversi modelli di gestione dei governi locali e dello Stato centrale, valutando rischi, benefici e lascito delle opere per le città ospitanti, con uno sguardo ai bilanci e all’eredità delle strutture olimpiche.  Oggi è già domani Confronta Cortina 1956 e Milano-Cortina 2026, mostrando come le Olimpiadi riflettano tensioni geopolitiche. Dal debutto dell’URSS e la Guerra Fredda alle guerre e boicottaggi contemporanei, il podcast evidenzia come lo sport sia specchio di rivalità globali e continui a rappresentare prestigio nazionale e strumenti di diplomazia culturale.  Ambiente, tecnologia e sostenibilità AI: amica o nemica? Esplora l’impronta ecologica della città di Brescia e delle soluzioni innovative adottate sul territorio, tra economia circolare, mobilità sostenibile e piccoli gesti quotidiani. Il podcast invita i giovani e i cittadini a riflettere sul proprio ruolo nel cambiamento ambientale, mostrando esempi concreti di iniziative locali e impatti positivi misurabili.  Oltre la neve Racconta i preparativi di Milano-Cortina 2026, con un salto tra presente e passato: cantieri, polemiche sulla sostenibilità e memoria di Cortina 1956. Il podcast esplora come le Olimpiadi trasformino territori e città, con un focus sul rapporto tra sviluppo sportivo, infrastrutture e impatto ambientale delle competizioni.  La montagna non perdona: l’avversario nascosto Approfondisce la sfida tra atleta e ambiente, mostrando come vento, luce, qualità della neve e condizioni meteorologiche estreme influenzino le prestazioni. La narrazione evidenzia come la montagna stessa diventi un «giudice invisibile», capace di determinare esiti e risultati, inserendo lo sport in un contesto naturale imprevedibile.  Inventare l’inverno Analizza la trasformazione della neve naturale in artificiale, necessaria per garantire le competizioni in condizioni climatiche sempre più difficili. Viene illustrata la tecnologia della neve programmabile, con pro e contro per gli atleti e le stazioni sciistiche, sottolineando come il progresso tecnico risponda ai vincoli dell’antropocene.  Oltre il ghiaccio: destinazione 2026 Confronta le Olimpiadi di Cortina 1956 e 2026, mostrando l’evoluzione del concetto di progresso: dalla rinascita industriale post-bellica alla responsabilità ecologica e all’uso della tecnologia, evidenziando come le sfide ambientali siano centrali nel pianificare eventi globali.  Olimpiadi invernali, senza neve? Racconta le difficoltà di Innsbruck 1964, quando la mancanza di neve minacciò lo svolgimento dei Giochi. Il podcast alterna storytelling e approfondimenti storici, sottolineando la gestione delle emergenze climatiche e il rapporto tra sport e adattamento ambientale.  Freeze frame Esplora il contrasto tra scenario tecnologico e vulnerabilità umana, mostrando come evoluzione della neve e del ghiaccio, resilienza degli atleti e preparazione mentale si intreccino per creare performance straordinarie, anche in condizioni estremamente controllate e artificiali.  Imprese e storie memorabili Oltre il ghiaccio: storie di campioni azzurri Racconta la storia degli atleti italiani dallo sci alle discipline olimpiche più recenti. Il podcast unisce narrazione storica e testimonianze, mostrando l’evoluzione dei campioni, il loro spirito di squadra, la dedizione agli allenamenti e la costruzione di un’identità sportiva nazionale, fino ai Giochi di Milano-Cortina 2026.  Per te che lotti Analizza la carriera di Nadia Fanchini, dalle piste di Montecampione ai podi mondiali, evidenziando la sua resilienza dopo infortuni e momenti di difficoltà. Include il passaggio dalla carriera agonistica alla telecronaca, mostrando come l’esperienza di gara si trasformi in narrazione e capacità di trasmettere emozioni al pubblico. https://widget.spreaker.com/player?episode_id=72066608&theme=light&playlist=false&playlist-continuous=false&chapters-image=true&episode_image_position=right&hide-logo=false&hide-likes=false&hide-comments=false&hide-sharing=false&hide-download=true Fama spietata Racconta le difficoltà e le cadute degli atleti più celebri, come Federica Brignone, Ilia Malinin e Lindsey Vonn. Analizza come la pressione, le aspettative familiari e dei fan, e la gestione dei fallimenti possano influenzare la carriera, mostrando storie di resilienza, coraggio e determinazione.  La discesa del coraggio Seguiamo Sofia Goggia nei momenti più difficili della carriera, tra infortuni, rimonte e vittorie. Il podcast approfondisce la preparazione mentale e fisica, il superamento della paura e la gestione dell’ansia da competizione, offrendo uno spaccato completo dello sport agonistico ad alto livello.  Il Miracolo di Calgary Racconta la storica vittoria della squadra giamaicana di bob nel 1988 contro ogni previsione. Il podcast evidenzia il contesto socio-culturale, le difficoltà di un paese tropicale alle Olimpiadi invernali e come coraggio e determinazione possano trasformare una sfida impossibile in un simbolo globale.  One more run Tratta la storia di Breezy Johnson, dal percorso di infortuni alla vittoria a Milano-Cortina 2026. Il podcast esplora la resilienza psicologica, il recupero fisico e la gestione della pressione, mostrando il lato umano delle Olimpiadi e il significato di «non arrendersi mai».  Eddie the Eagle: 10 minuti per cambiare la tua giornata Racconta la vita di Michael Edwards, l’outsider britannico alle Olimpiadi di Calgary 1988. Il podcast evidenzia il coraggio di competere senza aspettative di vittoria, l’ispirazione che può derivare da storie di perseveranza e l’impatto culturale di un atleta simbolo di spirito olimpico.  La storia di Lucas Pinheiro Braathen: il ribelle dello sci Racconta la carriera di Lucas Braathen, lo sciatore talentuoso e creativo, evidenziando come stile, audacia e originalità nello sci alpino possano diventare un marchio personale e lasciare un’impronta duratura nella storia dello sport.  Non sono il tuo trofeo: La vera storia di Alysa Liu Esplora la carriera di Alyssa Liu, enfant prodige del pattinaggio artistico statunitense, con focus su successi, pressione mediatica e crisi post-Pechino 2022. Analizza il percorso di resilienza e il ritorno alle competizioni come atleta consapevole e padrona del proprio destino.  Vinco solo se mi diverto Racconta la carriera di Giovanni Franzoni, dai primi passi nello sci alle medaglie olimpiche, evidenziando determinazione, passione e umiltà. Il podcast offre uno spaccato del percorso sportivo di un campione bresciano e delle sfide affrontate lungo la carriera.  Oltre la caduta: la storia di Lindsey Vonn Racconta l’incidente e il recupero della sciatrice americana Lindsey Vonn, con approfondimenti su resilienza fisica e mentale. Il podcast mostra come gli atleti affrontino infortuni gravi e tornino a competere al massimo livello, diventando esempi di forza e determinazione.  Tra neve e applausi: vita di Tomba Analizza la carriera e il successo mediatico di Alberto Tomba. Il podcast evidenzia come il campione italiano abbia reso lo sci popolare, con uno sguardo alle medaglie olimpiche, ai record mondiali e all’impatto culturale nel periodo tra anni Ottanta e Novanta.  A tutta velocità: intervista a Atle Lie McGrath Gli studenti hanno simulato un’intervista di fantasia con Atle Lie McGrath riguardo l’episodio insolito in cui l’atleta si allontana dal villaggio olimpico per scaricare tensione, analizzando il lato emotivo e psicologico dell’esperienza sportiva ad alto livello, con approfondimenti sul contesto olimpico e la gestione della pressione.  Il bastoncino della vittoria Episodio che celebra il fair play: il gesto dell’allenatore norvegese che aiuta la canadese Sara Renner a Torino 2006. Il podcast analizza il significato di sportività e valori universali, mostrando come la correttezza e l’aiuto reciproco possano superare la competitività.  Sciare oltre il visibile: il paralimpico Bertagnolli Racconta la carriera paralimpica di Giacomo Bertagnolli, atleta ipovedente, e il suo rapporto simbiotico con la guida Andrea Ravelli. Il podcast evidenzia le sfide, la resilienza e il modo in cui la disabilità può diventare una leva per l’eccellenza sportiva.  Discipline olimpiche  Rompi il ghiaccio Approfondisce il curling, disciplina spesso trascurata, mostrando regole, storia e curiosità. Analizza la crescente popolarità mediatica a Milano-Cortina 2026 e spiega perché questo sport richieda strategia, precisione e cooperazione tra i giocatori.  Il rumore dei pattini Racconta la carriera di Damian Clara e Kristin Della Rovere nell’hockey su ghiaccio, dalla formazione in Nord America alla convocazione nella nazionale italiana. Analizza rivalità, performance olimpiche e come Milano-Cortina 2026 offra una vetrina per far crescere lo sport nel nostro Paese.  Sport dal divano Storia e fascino del pattinaggio artistico: il podcast spiega come gli atleti trasformino il ghiaccio in un palcoscenico, unendo tecnica, eleganza e spettacolo. Approfondisce la nascita dello sport, le competizioni storiche e i protagonisti più famosi che hanno segnato la disciplina.  Freestyle 360° Esplora lo sci freestyle e le sue discipline spettacolari (slopestyle, big air, halfpipe), con focus sulle performance di Eileen Gu a Pechino 2022. Il podcast combina spiegazioni tecniche e narrazione emotiva, rendendo lo sport accessibile anche ai giovani.  Ice Game: storie di hockey Racconta storia, regole e curiosità dell’hockey su ghiaccio, con attenzione alla nazionale italiana. Il podcast accompagna l’ascoltatore alla scoperta della disciplina, analizzando rivalità e preparazione atletica in vista di Milano-Cortina 2026.  Ghiaccio sottile, alla scoperta di Milano Cortina Approfondimento su tre discipline «di nicchia»: sci alpinismo, gobbe e curling. Analizza funzionamento, rilevanza olimpica e risultati degli atleti italiani, valorizzando sport meno noti ma altrettanto spettacolari.  Passione, emozione e resilienza Fides: Storie di connessione a Milano-Cortina 2026 Esplora legami di fiducia e amicizia tra gli atleti, dalle coppie del pattinaggio e del bob fino ai team di velocità. Il podcast evidenzia come la fiducia reciproca e la collaborazione siano elementi fondamentali per la vittoria, mettendo in luce la dimensione umana dello sport olimpico oltre la competizione.  Quando perdere diventa vincere Racconto diMichael «Eddie» Edwards, outsider britannico alle Olimpiadi di Calgary 1988. Nonostante il piazzamento ultimo, il podcast mette in luce la determinazione e il coraggio, mostrando come lo spirito olimpico vada oltre il risultato.  It’s your vibe Analizza la dimensione emotiva e introspettiva degli atleti alle Olimpiadi. Attraverso la testimonianza di Cristian Zorzi, il podcast esplora come gli sportivi gestiscono la pressione, superano difficoltà e trasformano le sfide in crescita personale. Include contributi di Federica Brignone e Arianna Fontana, evidenziando come la «vittoria interna» sia spesso più significativa di quella esterna.  La caduta degli dei Racconta il momento in cui gli atleti smettono di sembrare invincibili e tornano esseri umani fragili. Analizza scandali, errori tecnici e la pressione dei social media, mostrando come la resilienza e la capacità di rialzarsi siano la vera sfida olimpica. Il podcast evidenzia l’umanità nascosta dietro le medaglie e l’importanza del sostegno emotivo.  Podcast da podio: dove nasce il campione Introduzione e chiusura di un podcast sulle Olimpiadi 2026, con riflessioni su coraggio, regole e responsabilità degli atleti. Il podcast sottolinea valori umani universali, mostrando come la disciplina e la dedizione siano centrali anche oltre le medaglie. Curiosità e aneddoti La scusa della colica non funziona (nemmeno alle Olimpiadi) Racconta il caso della squadra israeliana di bob a quattro, in cui una bugia interna annulla anni di preparazione. Analizza le dinamiche psicologiche di sabotaggio, pressione estrema e tradimento tra compagni di squadra, offrendo uno spaccato crudo delle tensioni nascoste dietro le competizioni.  Miracolo sul Ghiaccio La storica partita di hockey delle Olimpiadi del 1980 in cui gli studenti universitari americani batterono l’URSS. Il podcast mostra come lo sport possa diventare simbolo di orgoglio nazionale, speranza e resilienza, trasformando una semplice partita in un momento storico globale.  Il lato oscuro delle Olimpiadi Indaga la presenza della criminalità nei grandi eventi sportivi, concentrandosi su appalti sospetti per servizi esterni e televoto truccato. Il podcast analizza il rischio di corruzione e come i controlli odierni cercano di prevenire il riciclaggio o la manipolazione dei risultati.  Pettegolezzi a cinque cerchi Puntata leggera dedicato ai gossip olimpici, rielaborati da fonti attendibili in chiave curiosa e divulgativa. Racconta retroscena divertenti e insoliti, offrendo un lato più umano e popolare degli atleti e delle competizioni.  Abbiamo riportato soltanto il link che riguarda Nadia Fanchini e Montecampione; tutti gli altri li troverete al link della sorgente: Olimpiadi invernali 2026: online i podcast degli studenti [...] Leggi di più...
26/05/2026Il 6 giugno 1998 in Italia la “febbre Pantani” tocca quota 40 gradi, più di quelli presenti sulle strade del Nord Italia che in quei giorni vivono una delle tradizionali giornate pre-estive. Tutto ciò non si percepisce in Svizzera dove il Giro d’Italia è approdato con una ventata di aria gelida che si abbatte sulla Mercatone Uno-Bianchi. Pantani è sì maglia rosa da due giorni dopo aver sfiancato Pavel Tonkov (Mapei-Bricobi) lungo la scalata a Montecampione, ma quel 1’28” di vantaggio appare più come un vantaggio per il russo che un distacco rassicurante per il romagnolo. Davanti al Pirata c’è la temibile cronometro da Mendrisio a Lugano, trentaquattro chilometri tutti a favore del vincitore dell’edizione precedente. Il russo scatta con un casco da marziano per i tifosi italiani e tutto sembra pronto per creare una sorta di psicodramma sportivo per quel piccolo scalatore venuto dal mare, ma che ha una struttura tutt’altro che adatta ai lunghi rettilinei lungo il lago elvetico. La corsa sembra già scontata alla partenza con tutti pronti a vedere il disastro di Pantani sin dai primi chilometri eppure dopo tremila metri è l’atleta di Cesenatico a essere in vantaggio di tre secondi, un distacco che aumenta con il passare dei chilometri che sale a nove secondi al settimo e a dieci al dodicesimo. I più pessimisti sono convinti che Pantani pagherà lo sforzo e crollerà e in parte accade tutto cio. A metà gara a Pantani rimangono solo due secondi di vantaggio, mentre al ventesimo chilometro è dietro di un secondo. L’inerzia sembra tutto a favore del russo, ma il vento all’improvviso cambia completamente. L’eleganza di Tonkov lascia spazio a energie sempre più ridotte che favoriscono la caparbietà del Pirata che a sette chilometri dall’arrivo è in vantaggio nuovamente di due secondi, a cinque ne guadagna addirittura sette. All’arrivo di Lugano è un trionfo con Pantani che chiude terzo nella giornata di Serhij Hončar (Cantina Tollo) che vince con ventinove secondi su Massimo Podenzana (Mercatone Uno-Bianchi) e trenta sul romagnolo, mentre Tonkov è quinto con trentacinque secondi di distacco. Il Giro è finalmente di Pantani, l’Italia può festeggiare finalmente il piccolo eroe dalla bandana da corsaro che ha compiuto un vero e proprio “miracolo”. Marco Cangelli Sorgente: Giro in Testa – Marco Pantani fa il “miracolo” nella crono di Lugano e si porta a casa la rosa – Sport Senators [...] Leggi di più...
25/05/2026La Beneamata si gode finalmente a detta del suo allenatore delle meritate vacanze mentre attorno a lei divampano le polemiche nelle altre squadre che stanno soffrendo l’indicibile provocando un effetto domino che le coinvolge. L’esclusione clamorosa di Milan e Juve dalla prossima Champions League (ballano almeno una settantina di milioni di ricavi mancanti) hanno provocato non solo malumori fra i tifosi ma anche e soprattutto più che delle dirigenze soprattutto delle proprietà. Nel caso del Milan solo Ibrahimovic para essersi salvato dallo tsunami in atto ed in verità lo si può capire (o no) in quanto il suo ruolo di advisor non ha minimamente inciso. Via Allegri, Tare, Furlani e Moncada ed ora viene il bello. La Juventus fuori dell’Europa che conta deve fare i conti con lo scontato nervosismo di uno Spalletti che non sa proprio da che parte girarsi ed a chi far riferimento. Per non parlare del Napoli e dell’esilarante conferenza stampa del dopo partita tenuta dal Presidente assieme al dimissionario Conte, vederli rimproverarsi a vicenda ha fatto sorridere i più. L’unica squadra o meglio club che ha saputo mettere le cose a posto è stata la Roma assicurando una fiducia incondizionata a Gasperini oltre alla rivelazione Como del Presidente Suwarso e della ricca proprietà Hartomo. Perché dicevamo di Monzon? Presto detto, l’Inter non deve farsi sfuggire l’occasione di aver messo i suoi potenziali contendenti all’angolo trovandosi ora nella necessità di infierire come faceva ai tempi Carlos che fra le sedici corde si dimostrava di una spietatezza inaudita. Nel caso dei nerazzurri guai a farsi intenerire dalla situazione degli avversari, è il momento di mantenere la feroce calma del pugile argentino, continuare a colpire alla nuca come lui faceva dimostrando una fisicità sproporzionata oltre che una tecnica ai limiti del regolamento. Gli uomini di Chivu sono attesi a dimostrare di non avere pietà, sempre sportivamente parlando, in quanto questo è il momento di assestare il definitivo colpo del KO alle ambizioni di molti avversari che il proprio angolo vorrebbero guadagnarselo quanto prima. Fuori i secondi anche se qui parliamo di quinti o sesti. 21 maggio 2026La non fatal Bologna La storia si ripete, ma neanche per sogno. La trasferta in terra emiliana, che tanto preoccupava il popolo nerazzurro, ha perso d’importanza alla luce della vittoria recentemente conquistata. La partita rappresentava di certo uno spauracchio visti i due precedenti. Il primo nel recupero con lo scivolone di Radu, il secondo l’anno scorso con il gol in semirovesciata di Orsolini. Da mangiarsi le dita in quanto un pareggio avrebbe permesso di andare allo spareggio con il Napoli. Insomma un bel pericolo scampato anche se ora ci si aspetta delle novità dal mercato soprattutto in uscita con i non rinnovi di Sommer, Acerbi, Darmian e Mkhitaryan. La posizione di De Vrij è incerta anche se a nostro parere i limiti di età per il centrale non sono stati ancora raggiunti. Bastoni e Frattesi i dubbi amletici, anche se il romano ha più di un piede e mezzo fuori. Servono un difensore di sicuro affidamento, un centrocampista di livello vista la partenza dell’armeno e soprattutto alcune defezioni per infortuni registratesi in quella zona del campo. Noi opteremmo anche per un quinto attaccante visti i numerosi impegni e soprattutto il Mondiale alle porte dove la Thu-La che reciterà un ruolo da protagonista. La decisione sul portiere deve inoltre avvenire in tempi brevi. Il duo Ausilio-Baccin sarà costretto a rimboccarsi le maniche e fare i conti con la somma messa a disposizione dalla proprietà. Ci si aspetta un salto di qualità soprattutto in Europa dove abbiamo visto che il gap è ancora troppo evidente. Insomma un’estate che si prennuncia calda ma sicuramente interessante e noi la seguiremo aggiornandovi costantemente. 08 maggio 2026Và a chapà el Meaza! Per chi non è avvezzo al dialetto milanese questa era la tipica espressione meneghina di alcuni tifosi che a fine partita si radunavano sotto la tribuna principale, quelli che erano una volta i parterre, per commentare le gesta dei loro eroi oltre che per vedere sul tabellone che si chiamava “luminoso” i risultati delle altre. Si commentavano questi magari chiedendo lumi a chi aveva seguito le altre partite in quanto dotato di un transistor attaccato all’orecchio per non perdersi nulla di Tutto il Calcio Minuto per Minuto. Questo sì solo collegandosi per i secondi tempi, nei primi ci si dedicava solo alla propria squadra salvo poi alla fine riunirsi per una buona mezzoretta fino a quando qualche dannato ghisa invitava gli astanti a guadagnare l’uscita. Ebbene nelle discussioni post gara c’era sempre qualcuno che la sapeva più degli altri e sciorinando acume tattico e giornalistico si permetteva di criticare i propri idoli scatenando l’indignazione dei più. La persona alquanto datata evocava le gesta dei giocatori del passato ricordando episodi di molti anni addietro fino ad arrivare a spazientire i propri interlocutori. I giocatori di un tempo avrebbero fatto meglio di quelli di oggi ma vuoi mettere gli Skoglund, Lorenzi, Nyers e compagnia rispetto a quanto abbiamo visto oggi pomeriggio. Spingendosi più in là si arrivava anche a ricordare le gesta del Balilla ossia di Pepin Meazza fino a raggiungere il culmine che ha generato l’espressione del nostro titolo. Arrivati a questo punto il capannello si sfaldava, tutti si erano convinti di dover guadagnare l’uscita ma senza guardare il sapientone lo lasciavano pensativo ed ondeggiando le mani dandogli le spalle manifestavano in questo modo la loro non conformità (in verità le espressioni erano molto più colorite di questa). Nel frattempo i cuscinetti di paglia hanno preso fuoco quà e là creando un ambiente suggestivo. 06 maggio 2026Dopo Canuti ora anche il Becca! Triste notizia quella che con la quale ci tocca iniziare la giornata. Evaristo Beccalossi detto il Becca ci ha lasciati quando avrebbe compiuto settant’anni fra meno di una settimana. Minato nel fisico da più di un anno causa un’emorragia celebrale, non si è più ripreso nonostante le cure dei medici oltre che l’attenzione dei suoi familiari. Un estroso in campo e dalla spiccata personalità fuori, quante volte lo abbiamo invitato a partecipare alle nostre trasmissioni ma lui ha sempre declinato l’invito causa i notevoli impegni assunti. Vogliamo però ricordarlo per le sue gesta in campo e per le due frasi che gli erano state affibbiate ” Sono Evaristo, scusi se insisto” oppure “A Evaristo non lo ferma neppure Cristo”. Come Nazzareno se ne è andato troppo presto. Faceva parte di quell’Inter Berselliniana avendo avuto anche come allenatori Radice prima e Castagner poi. Di lui ricordiamo la favolosa doppietta nel famoso derby del 28.10.79 sotto il diluvio ma anche i due rigori sbagliati nella stessa partita contro lo Slovan Bratislava in Coppa delle Coppe. Idolo dei tifosi come tutti i numeri dieci che si rispettino aveva un sinistro magico che incantava i suoi sostenitori e non solo. Non fu convocato per il Mondiale del 1982 quando la sua partecipazione veniva richiesta a furor di popolo (e ci rimase molto male). Fu Campione d’Italia nel 79-80 vincendo sempre con l’Inter una Coppa Italia nell’81-82. L’arrivo del tedesco Hansi Müller gli precluse la continuità con i nerazzurri e dovette passare alla Sampdoria (vinse con i blucerchiati la Coppa Italia dell’84-85) per finire poi la carriera nel 1991 dopo aver militato nel Monza, Barletta e Pordenone. Lo ricordiamo con fare scanzonato sedersi al nostro tavolo nei ritiri estivi di Montecampione, la sua personalità lo portò anche a disimpegnare le proprie qualità e soprattutto schiettezza come opinionista tv. Becca ci mancherai e non è solo un modo di dire. Alla figlia Nagaja ed ai suoi familiari ed amici, che più di noi hanno avuto la fortuna e la possibilità di conoscerlo, il nostro più commosso e sincero ricordo. 04 maggio 2026E’ fatta! Obiettivo raggiunto con il minimo sforzo visto che alla Beneamata bastava raggranellare un solo punticino contro il Parma per avere la matematica certezza della conquista del ventunesimo titolo. Tutto questo grazie al pareggio in riva al lago degli uomini di Antonio Conte e dell’inopinata ma giusta sconfitta di quelli di Allegri contro un Sassuolo che almeno una volta non ha fatto lo … Scansuolo (ancora Berardi particolarmente eccitato nel vedere le maglie rossonere). E’ stata una nottataccia con sarte, sartine e modiste impegnate nel cucire quel triangolino tricolore che tanto vuol significare e non solo per il popolo interista. L’unico puntino nero, come ha sottolineato il suo presidente Marotta (quello per intenderci della Marotta League), è stata l’eliminazione contro i norvegesi in Champions. Se ci si guarda indietro si vede la seconda a dodici punti e la terza a quindici con una lotta per i due posti disponibili per l’Europa che conta ancora in bilico. Un’Inter che come tutte le altre italiane almeno per ora non pare essere competitiva a livello internazionale rendendosi quanto mai necessari degli aggiustamenti di mercato per rinforzare soprattutto gli esterni d’attacco con giocatori che sappiano dare la propria impronta nelle partite maledettamente bloccate. Saltare l’uomo non è necessario ma almeno aggirarlo questo sì. Sicuramente non verranno rinnovati i contratti di Sommer, Acerbi, Darmian e Mihkitaryan cercando i loro sostituti possibilmente nel panorama nazionale, cosa che non sembra affatto semplice. Per il momento ci si gode il successo pronti a bissarlo il 13 maggio nella finale di Coppa Italia celebrando poi questa doppietta che farà schiumare di rabbia chi sappiamo noi. Carlo Bianchi Sorgente: Inter fai come Monzon [...] Leggi di più...
21/05/2026Ci sono montagne che non hanno bisogno di presentazioni. Strade che, non appena la pendenza supera le due cifre, iniziano a trasudare storie di ciclismo epico, fatica e scatti scolpiti nella memoria collettiva. Nel cuore della Valle Camonica, c’è un’ascesa che incarna perfettamente questo spirito: la salita di Montecampione. Lunga, esigente e spietata, questa ascesa alpina è una delle mete imperdibili per chi ama i viaggi in bici e le grandi sfide contro la gravità. Che la si affronti con una moderna bicicletta da strada o in modalità cicloturistica, scalare Montecampione significa misurarsi direttamente con i trionfi dei più grandi campioni del passato. Montecampione e il Giro d’Italia: dove nascono i miti Se il Mortirolo è la spietatezza e il Gavia è la maestosità mistica, Montecampione rappresenta il palcoscenico dei duelli ravvisati, delle sfide uomo contro uomo che hanno deciso la storia della Corsa Rosa. Due edizioni del Giro d’Italia, in particolare, hanno reso questa salita un vero e proprio tempio del ciclismo mondiale. 1998: Il giorno in cui Marco Pantani piegò Pavel Tonkov È il 4 giugno 1998. La diciannovesima tappa del Giro d’Italia si conclude in vetta a Montecampione (a quota 1700 metri, in località Plan di Montecampione). La maglia rosa è sulle spalle di Marco Pantani, ma il russo Pavel Tonkov è vicinissimo e non molla di un millimetro. L’ascesa si trasforma in un duello ravvicinato brutale. Pantani scatta ripetutamente, si toglie gli occhiali, rilancia l’azione sui pedali in piedi sulla sella. Tonkov stringe i denti, rientra, lo fissa. A meno di tre chilometri dalla vetta, il Pirata sferra l’attacco decisivo, quello definitivo, staccando il rivale e andando a vincere in solitaria tra due ali di folla impazzita. Fu l’ipoteca definitiva su quel Giro del 1998, antipasto della leggendaria doppietta con il Tour de France. In cima alla salita, un monumento dedicato a Marco Pantani ricorda ancora oggi quell’impresa memorabile. 2014: L’esplosione del talento di Fabio Aru Sedici anni dopo, nel 2014, la Corsa Rosa torna a fare tappe a Montecampione. Questa volta non c’è un re consolidato a dominare, ma un giovane sardo che sta per far innamorare l’Italia: Fabio Aru. Con uno scatto secco e un’azione di pura grinta ed eleganza in salita, l’atleta della Astana stacca tutti i big della classifica generale — compresa la maglia rosa Rigoberto Urán e Nairo Quintana — conquistando la sua prima storica vittoria di tappa al Giro d’Italia. Una dimostrazione di forza pura che ha confermato come Montecampione sia una salita adatta solo ai veri scalatori di razza. Altimetria e pendenze: come si scala Montecampione Affrontare Montecampione in bicicletta richiede un’ottima preparazione fisica e, soprattutto, un’attenta gestione dei rapporti e delle energie. Non è una salita da prendere sottogamba: la costanza della pendenza è il suo tratto più logorante. La partenza: L’ascesa classica inizia da Pian Camuno (nella bassa Valle Camonica). I numeri della salita: Il tracciato misura circa 19,3 chilometri per raggiungere Plan di Montecampione, superando un dislivello positivo di quasi 1.400 metri. Le pendenze: La pendenza media complessiva si attesta attorno al 7,2%, ma questo dato è ingannevole. Il primo tratto è relativamente pedalabile, ma una volta superato l’abitato di Alpiaz le pendenze si stabilizzano stabilmente tra l’8% e il 10%, con punte massime che sfiorano il 12%. Non ci sono tratti di falsopiano per far respirare le gambe: è un’ascesa che richiede una spinta continua. Consigli per il cicloturismo Per gli amanti dei viaggi in bici, Montecampione offre panorami spettacolari che spaziano sulla Valle Camonica e, nei pressi della vetta, regalano scorci indimenticabili sulle creste alpine circostanti. Il fondo stradale è completamente asfaltato, ideale per le bici da corsa, ma affrontabile senza problemi anche con una gravel allestita con coperture scorrevoli. Il periodo migliore per pianificare questa scalata va da maggio a ottobre, evitando le ore centrali delle giornate estive poiché gran parte del percorso è esposta al sole. In vetta sono presenti strutture ricettive e fontane per il rifornimento idrico, oltre al già citato monumento dedicato al Pirata, tappa obbligatoria per una foto ricordo. Un’occasione unica a strade chiuse: Se vuoi vivere questa salita in totale sicurezza e senza il rumore dei motori, Montecampione sarà una delle protagoniste assolute dell’estate. L’ascesa sarà infatti interamente riservata alle biciclette il prossimo 2 luglio nell’ambito dei “Passi Mitici”, la splendida iniziativa cicloturistica collaterale alla Granfondo Gavia e Mortirolo 2026, che permette a tutti gli appassionati di pedalare sui monumenti della Valle Camonica in totale libertà. Che tu voglia sfidare il tempo di Pantani o goderti i tornanti a passo lento ammirando il paesaggio, Montecampione resta un’esperienza mistica che ogni ciclista dovrebbe inserire, almeno una volta nella vita, nel proprio diario di viaggio. Sorgente: Pedalare a Montecampione, la salita di Pantani e Aru: guida e pendenze – Ultimo Chilometro [...] Leggi di più...
20/05/2026Quarto fine settimana di training per le Nazionali di sci d’erba, in vista dell’inizio della stagione di gare. Il dt Fausto Cerentin ha convocato 18 effettivi delle squadre A, B e Osservati per un weekend di lavoro sui pendii di Montecampione, a partire dal 22 maggio e fino al 24. I convocati sono: Bryan Agostini, Michael Bertagno, Daniele Buio, Roberto Cerentin, Mattia Facchini, Mattia Garollo, Elia Gasperini, Lorenzo Gritti, Mark Mastalli, Niccolò Pettini, Pietro Pettini, Nathan Seganti, Gaia Cassone, Rachele Gatto, Federica Libardi, Lisa Lucchese, Nicole Mastalli e Margherita Mazzoncini. Lo staff tecnico sarà composto dallo stesso Cerentin, coadiuvato da Edoardo Frau e Roberto Parisi. (Fonte: Fisi) Sorgente: Sci d’erba, in vista della stagione ecco i convocati dal dt Cerentin. Lorenzo Gritti è inossidabile – Terzo Tempo Sport Magazine [...] Leggi di più...

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