I ♥ MONTECAMPIONE

Montecampion'è per sempre!

News: Dall’11° articolo più recente pubblicato al 20°

07/12/2022Un nuovo passettino verso l’apertura dell’intero comprensorio di Ponte-Tonale: alle undici piste fruibili dallo scorso fine settimana, da oggi si aggiungerà finalmente il ghiacciaio Presena, insolitamente chiuso finora per il ritiro del ghiaccio. Al Tonale sarà fruibile, in aggiunta, anche la Serodine, mentre a Ponte e Temù apriranno le piste Casola rossa e la Doss delle Pertiche. Il consorzio assicura però che «farà il possibile per cercare di aprire al più presto tutte le piste del comprensorio» e già da oggi potrebbero esserci delle novità. Ne è una dimostrazione il fatto che saranno fruibili pure le seggiovie Roccolo Ventura, Valbione e Corno d’Aola per accedere ai rifugi in quota. Impiantisti, ma un po’ tutto il mondo della neve dall’alta Valcamonica, confidano molto nelle nevicate previste nei prossimi giorni, che dovrebbero portare centimetri preziosi di manto bianco e fresco su gran parte del carosello. L’inaugurazione ufficiale della stagione sciistica è in calendario per venerdì e sabato, con due distinti momenti in piazza XXVII Settembre. Venerdì alle 18 si esibirà il gruppo Gospel Times, uno dei più espressivi del panorama gospel. Sabato invece dalle 17.30 si potrà ballare con dj Matrix, ma soprattutto saranno raccontate le chicche della stagione 2022-23. La Coppa Europa La settimana successiva sarà di livello, con le gare di Coppa Europa di gigante femminile sulla pista Casola. L’appuntamento sarà per il 13 e 14 dicembre, con le migliori sciatrici a confrontarsi nelle due gare previste e il pubblico nel parterre allestito in Valbione. Le due manche saranno alle 10 e alle 12.30, mentre alle 13.30 ci sarà la Flower Ceremony nel parterre di gara e alle 18 la premiazione ufficiale in piazza XXVII Settembre. A Borno e Montecampione Più a sud, a Borno, si aspetta un po’ più di neve per poter finalmente partire, mentre a Montecampione l’umore permane nero per la chiusura degli impianti a causa delle vicissitudini societarie. Uno spiraglio di luce ci sarà grazie a un privato, che a sue spese, l’8 dicembre, aprirà il Bassinale fun park, una pista di bob e sci con nastro trasportatore, dedicata ai più piccoli e ai principianti. Per la prima giornata la risalita sarà gratuita, dalle 9 alle 16.30. In Maniva Nel frattempo al Maniva si continua a sparare neve con i cannoni. Le piogge alle quote più basse non hanno aiutato la stazione sciistica incastonata tra Valtrompia e Valsabbia. Domani saranno tuttavia aperti il campo scuola a fianco dello Chalet e la pista del bob. Per il resto del comprensorio bisognerà attendere il 15 dicembre. Tra le novità della stagione spicca il «bus della neve», promosso dalla storica scuola di sci Tre Valli. Il primo viaggio è in programma domenica 18: parte al mattino da viale Italia, in prossimità della sede cittadina della scuola, e porta direttamente sulle piste. «È un’iniziativa pensata per tutti, anche per chi non scia ma si vuole semplicemente godere una giornata in montagna in tutta comodità», precisa il direttore Mario Tanghetti. Per prenotare il proprio posto si può telefonare al numero 030.9225065 o al 338.3459255. Giuliana Mossoni; Marco Tedoldi Sorgente: Al via la stagione dello sci: da oggi apre anche il Presena – Giornale di Brescia   [...] Leggi di più...
06/12/2022L’appello è chiaro e molto preoccupato. A seguito della mancata apertura degli impianti sciistici e considerato il silenzio di chi ha messo le mani sulla Misa (Montecampione international ski area), la società proprietaria della Montecampione ski area, i commercianti della stazione turistica si sono rivolti alla Comunità montana chiedendo che si faccia chiarezza su una situazione difficile. Rivolgendosi al presidente Sandro Bonomelli, all’assessore al Turismo Massimo Maugeri e ai sindaci di Artogne e Piancamuno ricordano che stanno valutando «il ridimensionamento delle attività, il licenziamento e la mancata assunzione di stagionali». Il circo bianco alimenta l’economia non solo di Montecampione, ma anche un importante indotto nella bassa valle, e senza gli impianti viene meno una buona fetta di fatturato. Se per le festività natalizie e di Capodanno qualcosa si riuscirà a salvare, le criticità arriveranno dopo. Mentre chi vive di e sulle piste sta già pagando un alto prezzo per una mancata stagione che dal punto di vista meteo si prospetta favorevole. «Se Montecampione non apre non c’è bisogno di scuole sci, i rifugi restano vuoti, alberghi bar, ristoranti e le altre attività non avranno ospiti – scrive il presidente dei commercianti Maurizio Carrara -; senza dimenticare il deprezzamento degli immobili». Se nessuno si illude per la stagione invernale in arrivo, la speranza è che almeno per il 2023-2024 si agisca «per portare grande rispetto verso un territorio le cui potenzialità turistiche sono riconosciute da tutti». Rispetto che non sembra tra le priorità dei proprietari di Msa, finora nell’ombra se si eclude qualche abboccamento con gli enti locali. «Ci rivolgiamo a lei perché ci aiuti a trovare gli strumenti più idonei a uscire da questa situazione – concludono i commercianti – consapevoli che il Patto territoriale rischia di andare perduto». Per far uscire allo scoperto chi finora è rimasto in silenzio, per capirne le intenzioni e dare seguito all’investimento dei 13 milioni destinati alla sostituzione di tre impianti di risalita: la Dosso Beccherie, la Secondino-Splaza e la Longarino Splaza. Domenico Benzoni Sorgente: Commercianti in allarme «Se lo sci non si muove addio a milioni e lavoro» | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
03/12/2022La decisione di Stefano Iorio di lasciare Montecampione ha fatto calare il buio sugli impianti. Gli uffici di Montecampione Ski Area sono chiusi, tanto da sembrare abbandonati, l’ultimo post sulla pagina Facebook risale al 29 ottobre con la lettera in cui si annuncia il cambio di proprietà, mentre sul sito web una fascia rossa lascia poco spazio alla fantasia: “IMPIANTI CHIUSI”. E non succedeva da una cinquantina di anni, Covid a parte, ovviamente. Facciamo però un passo indietro. Stefano Iorio a fine ottobre ha comunicato di voler fare un passo indietro per “l’impossibilità di stabilire un rapporto positivo di collaborazione con le istituzioni pubbliche del territorio camuno”. L’imprenditore ha deciso di vendere la MISAmontecampione a un gruppo di investitori privati guidati da Roberto Chiodelli, fondatore della Special Situations Srl, società di Milano attiva nel campo delle ristrutturazioni societarie e nel rilancio di realtà aziendali in difficoltà. La Misa detiene l’87% della Montecamione Ski Area Srl, la società proprietaria degli impianti di risalita della stazione sciistica che si estende fra Artogne e Pian Camuno. Non l’ha digerita facilmente Paolo Birnbaum, che oltre ad essere presidente del Consorzio Montecampione è anche socio di minoranza di MISA. “Dobbiamo pensare al futuro, ai prossimi dieci anni. Questa è la nostra assoluta priorità. In questo momento, insieme agli enti pubblici e agli investitori degli alberghi, siamo veramente una squadra e questa è la migliore notizia che Montecampione potesse avere. Adesso questa squadra deve dare i suoi frutti concreti e sono certo che lo farà… IL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE COMMERCIANTI Carrara: “Qui non c’è il deserto come dicono: Montecampione è viva. Siamo preoccupati ma fiduciosi” Montecampione non è soltanto impianti, lo sanno bene i commercianti che lo popolano e lo vivono ogni giorno. “Siamo arrabbiati per tutto quello che stanno dicendo di Montecampione in queste settimane”, ci dicono all’unisono. E allora abbiamo parlato con alcuni di loro, perché è attraverso la loro voce che vogliamo raccontarvi cosa sta succedendo a Montecampione. Iniziamo dal presidente dell’associazione commercianti, Maurizio Carrara, eletto l’anno scorso, che ha ben chiara la panoramica della stazione turistica. Maurizio è titolare della pasticceria Alpiaz. Quando gli chiediamo che clima si respira, non ha dubbi e senza troppi giri di parole ci dice: “La delusione è tanta e non soltanto da adesso. Sembra che qui ci sia il deserto, che non ci sia nessuno, ma non è così. Siamo tutti aperti e la gente c’è, o meglio, questo periodo di bassa stagione è uguale a tutti gli altri anni, ma si vede nel weekend che sta andando come sempre. Certo, perderemo i turisti giornalieri, perché sono quelli che vengono per sciare e quest’anno non sarà possibile”. Siete preoccupati? “Sì, per forza, ma devo anche dire che in 33 anni di attività non ho mai visto un’estate come quella appena passata. Non ce la saremmo aspettata un’affluenza così e adesso attendiamo il lungo ponte dell’Immacolata e il periodo natalizio….  Domenico: “La preoccupazione è forte, ci sentiamo abbandonati, ma ci siamo sempre. Crediamo nelle potenzialità di Montecampione” Tra i commercianti che ci hanno voluto raccontare l’atmosfera di Montecampione c’è anche Domenico Arrigoni, titolare della Tabaccheria Arrigoni. Un’attività ormai storica per Montecampione, qui Domenico ha visto passare i tempi d’oro della stazione. E ora? “La preoccupazione è forte, non era mai successa una cosa simile, non possiamo nascondere di sentirci un po’ abbandonati ma siamo fiduciosi, perché crediamo in Montecampione e nel potenziale che ha. Noi ci siamo sempre e guardiamo avanti seppur nell’incertezza”. Quanto può incidere la chiusura degli impianti sulla vita qui a Monteampione e per le attività che hanno sempre vissuto di questo? “Sicuramente il fatto di non avere gli impianti sciistici aperti incide molto ma non siamo tanto preoccupati per il periodo natalizio, perché sappiamo che l’afflusso sarà lo stesso degli altri anni… qui non vengono solo per sciare… Sabrina Pedersoli Sorgente: MONTECAMPIONE – Il buio sugli impianti, dall’agognato rilancio alla chiusura definitiva, “Ma Montecampione è vivo” – Araberara   [...] Leggi di più...
29/11/2022Ponte dell’Immacolata e festa di San Ambrogio si avvicinano, e a Montecampione, un tempo definita la Milano montana, il calendario alimenta la voglia di neve e riporta alla mente il ricordo degli anni in cui per l’occasione si aprivano gli impianti di risalita. Quest’anno l’unica precipitazione nevosa ha fatto una comparsa lo scorso 22 novembre, ma comunque la si voglia definire, disdetta, sfortuna o altro, questa volta per il villaggio turistico è suonata la campana dell’addio alla stagione sciistica. Il silenzio su ogni fronte da parte di Misa (Montecampione international sporting area), la società che detiene la maggioranza della ski area, fa da contrappunto alla valanga di commenti di ogni genere sui social. C’è chi auspica almeno l’apertura in extremis della seggiovia principale, la Corniolo; chi fa notare che anni fa altri imprenditori erano interessati agli impianti e sono stati contrastati; alcuni esprimono preoccupazione per il rischio di svalutazione delle case e qualcuno, fiducioso, ricorda come la località con i suoi esercizi commerciali continui a essere viva e a operare anche in inverno. A mantenere alto il morale tocca al presidente dell’Associazione commercianti di Montecampione, Maurizio Carrara, che ovviamente non nasconde le difficoltà soprattutto per coloro che operano grazie alle piste e per le conseguenze sull’indotto, ma chiarisce che i problemi si manifesteranno soprattutto dopo l’Epifania. «L’afflusso nei weekend e per il periodo di Natale e Capodanno non dovrebbe mancare, considerato che i proprietari degli appartamenti frequenteranno la stazione – spiega Carrara – ma è certo che con gli impianti chiusi l’economia collegata ne risentirà». L’associazione intende chiedere l’intervento di Comunità montana e Comuni per uscire da questa incertezza e fare in modo di poter ripartire col botto il prossimo anno. «Io cerco sempre di essere positivo – conclude il presidente dei commercianti -; credo in Montecampione e che riusciremo a uscire anche da questa situazione». Al momento però due scuole sci hanno già fatto sapere che si trasferiscono in quel di Borno, nel comprensorio Pontedilegno-Tonale e sul monte Pora, e stanno pensando di organizzare pure un servizio di trasporto per i propri clienti. Per ora l’unico fantasma che aleggia sul destino sciistico di Montecampione è la Msa, che dovrà pur farsi viva se non si vogliono perdere i finanziamenti regionali. A meno che non siano gli enti pubblici ad affrontare il problema. Domenico Benzoni Sorgente: Niente sci, ma i negozi restano | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
28/11/2022Assaggio di stagione sulle nevi di Ponte di Legno in attesa del via libera per il prossimo fine settimana Una sola pista, ma tanto entusiasmo. Un vero e proprio «white weekend» nell’attesa dell’apertura dell’intero comprensorio, prevista per il prossimo fine settimana. È stata, insomma, una prova generale della stagione, quella che è andata in scena ieri e sabato sulla pista Tonale Occidentale dove, nonostante tutto, si è lanciato un migliaio di sciatori. Certo, il divertimento è stato alquanto limitato, ma è stato pur sempre un assaggio di quanto, si spera, avverrà per tutto il resto della stagione, da qui sino a fine marzo-aprile. Soprattutto se le previsioni di precipitazioni nevose della prossima settimana saranno rispettate (benché, a oggi, siano già state un po’ ridimensionate). Il circo bianco Il circo bianco, lo scorso fine settimana, si è rimesso in moto in moltissime località dell’arco alpino. Anche a Ponte-Tonale, benché solo in modo «figurativo», ma non è stata certo una falsa partenza. L’inaugurazione ufficiale della stagione è in programma al ponte dell’Immacolata, quando mancano ancora oltre dieci giorni: le speranze sono altissime. Nel frattempo, in attesa delle neve dal cielo, si continua a sparare dai cannoni artificiali giorno e notte (al Tonale, ma anche a Ponte di Legno e a Temù, come su gran parte del comprensorio dell’alta Vallecamonica). E la stessa cosa vale per Borno e Corteno-Aprica; non così purtroppo per Montecampione, dove, senza il sigillo dell’ufficialità, appare chiaro a tutti che il prossimo inverno non aprirà neppure una pista. Anche i maestri di sci hanno trovato collocazione altrove, chi a Borno, chi in altre stazioni. Gli appuntamenti Nel fine settimana, sull’unica pista aperta del Tonale, si è visto un po’ di tutto, soprattutto giovanissimi degli sci club, desiderosi di iniziare gli allenamenti sul campo, ma anche molti appassionati, che non vedevano l’ora di mettere gli sci ai piedi. Le gare Il mese di dicembre, per il comprensorio Ponte-Tonale, sarà impegnativo: nei prossimi giorni prenderanno il via i campionati del mondo di ginnastica per atleti paralimpici, con disabilità intellettivo-relazionali, provenienti da tutto il mondo. E poi il 13 e 14 ci sarà la Coppa europea di gigante femminile e il 16 e 18 la Coppa del mondo di scialpinismo. Giuliana Mossoni Sorgente: Primo weekend sugli sci al Tonale: un migliaio di appassionati in pista – Giornale di Brescia   [...] Leggi di più...
25/11/2022A 17 anni il besanese cresciuto sui saliscendi della Brianza è diventato il punto di riferimento della Nazionale juniores: “Un anno travolgente” La forza della generosità e lo spirito di sacrificio sono i segni distintivi di Leonardo Vesco. Un corridore che stagione dopo stagione si è guadagnato uno spazio importante nel panorama ciclistico nazionale. Un atleta brianzolo che oggi difende i colori dell’orobico Team F.lli Giorgi guidato da Leone Malaga. Leonardo, Dna da campione, è diventato un punto di riferimento della Nazionale Juniores. “Non me lo aspettavo un exploit così travolgente, ma è chiaro che sono molto contento dei risultati di quest’anno – confessa Leonardo tra i libri del liceo sportivo di Seregno –. C’è stato anche un momento in cui sono salito sul podio quattro volte in neanche una settimana. Significa che sono riuscito a dare continuità alla preparazione estiva con la squadra a Livigno”. Vesco ha da poco archiviato la sua prima stagione con gli juniores. Un’annata piena di impegni e ottimi risultati, e soprattutto senza intoppi, su tutti i terreni di gara. “Era importante soprattutto correre da protagonista nell’anno del mio debutto nella nuova categoria e la risposta è stata immediata. La vittoria a Montecampione è stata la ciliegina sulla torta, ma prima di questa avevo centrato il bersaglio a Errano di Faenza in Romagna e in altre tre occasioni mi ero classificato in seconda posizione. Un piccolo rimpianto può essere legato alla corsa che mi affascina più di altre, la Coppa Linari in Toscana. Lì sono arrivato secondo e la sconfitta brucia ancora. Il fatto che si corre su un percorso molto bello e la qualità degli avversari è simile ad un campionato italiano, sono particolari importanti per un corridore che vuole capire dove vuole arrivare”. Umiltà e pacatezza. Leonardo mette sempre a disposizione la sua forza a favore dell’economia della squadra lasciando da parte le proprie ambizioni personali. Poi Vesco è molto giovane, 17 anni, e per un debuttante il percorso di crescita deve essere un po’ più graduale. Danilo Viganò Sorgente: Leonardo, i libri del liceo e il sogno azzurro – Cronaca – ilgiorno.it   [...] Leggi di più...
24/11/2022Il 2022 è stato l’anno più caldo mai registrato in Italia dall’invenzione del termometro, gli sconvolgimenti economici e sociali in corso sempre di più ci mostrano come il semplice concetto di “stazione climatica” sia una risorsa formidabile, dove basta un fazzoletto di bosco, un torrente, un sasso dove sedersi, un cuscino di muschio, per godersi la frescura, guardarsi attorno, ascoltare, leggere un libro… anche solo per tirare il fiato. Eppure prosperano folli progetti per nuove infrastrutture sciistiche un po’ ovunque sulle montagne lombarde, incluse quelle arroventate dal sole e a quote non propriamente elevate. Pazzie e insensatezze a parte, anche quando si inizia a percepire un necessario cambio di rotta, per fuggire ad una monocultura spompata, non per scelta, ma perché il clima ci presenta il conto, si replica lo stesso approccio separato dalla montagna vera, l’unica che ci appartiene e rappresenta. Quando arriverà il tempo di sostituire le “cose” con i “significati”? Mollare i cantieri costosi per il divertimento effimero di breve durata e raccontare (bene e con cognizione di causa) quel che abbiamo? Quando scopriremo che da qui nasce il desiderio, da qui il modo sano e durevole di stare al mondo, per vivere quassù e della montagna? Michele Comi da “La rincorsa delle cose”, stilealpino.it, 14 novembre 2022: https://wp.me/p1E5a2-acm Dei folli progetti di cui riferisce Michele Comi nel suo sito Stile Alpino raramente si trova traccia nei media cartacei e non, compresi quelli del Club Alpino Italiano che volentieri viene meno al suo conclamato ruolo di “vedetta”. Qualche esempio? Un nuovo impianto si annuncia ai Piani d’Artavaggio ex stazione sciistica un tempo rinomata, poi vittima dei cambiamenti climatici e “rinaturalizzata”. Non sembra esserci pace per il futuro del Monte San Primo (foto in apertura) nel Triangolo Lariano dove un progetto di “riqualificazione” prevede un tapis roulant e un impianto per la neve programmata. In questo caso anche il Cai Lombardia si esprime contro il progetto insieme con altre 18 associazioni che si oppongono alla serie di interventi finanziati con 5 milioni di fondi pubblici. Tali associazioni hanno lanciato un appello in cui si chiede alle Istituzioni (Comunità Montana del Triangolo Lariano e Comune di Bellagio) di rinunciare al progetto o almeno di stralciare le opere con maggiore impatto ambientale. Anche a Montecampione in Val Camonica dove lo scorso inverno si è riusciti a innevare una sola pista, il futuro è incerto: riaprire o no gli impianti? Sull’opportunità di una seggiovia finanziata al 95% dalla Regione si discute nel frattempo a Teglio in Valtellina. Altrove in attesa che arrivi la neve tangenti e carte bollate sono realtà con cui fare amaramente i conti. Pazzie e insensatezze, come dice l’amico Comi (Ser) Sorgente: Folli progetti sulle montagne lombarde – MountCity   [...] Leggi di più...
24/11/2022Nell’anno in cui Brescia è Capitale Italiana della Cultura, insieme a Bergamo, non c’è occasione migliore per scoprire anche i suoi comprensori di montagna (Ponte di Legno-Tonale, Corteno-Aprica, Borno Ski area, Gaver, Val Palot, Maniva ski) e le sue tre valli Camonica, Sabbia e Trompia. La montagna bresciana offre sette comprensori sciistici che partono dai 1000 metri fino ad arrivare ai 3000 del ghiacciaio Presena. Grande assente Montecampione, che senza il carattere dell’ufficialità conferma di non essere purtroppo pronto per quest’anno. Il circo bianco bresciano dunque scalda i motori (o, forse, sarebbe meglio dire «raffredda i cannoni»). L’attesa per la ripartenza della stagione sugli sci è alta, a giudicare dalle pagine social delle società impianti o dalle telefonate per avere informazioni sulla data di apertura degli impianti. Manca però l’elemento fondamentale: la neve, che si è fatta attendere fino a martedì, ha fatto una comparsata neppure troppo abbondante, e ora ha di nuovo salutato tutti almeno fino a inizio dicembre. Perlomeno – magra consolazione – è arrivato un po’ di freddo, che ha permesso, ove possibile, di azionare i cannoni. Date ufficiali per lo start non ci sono, ma si vocifera, per Ponte-Tonale, il 3 dicembre (con festa d’inizio stagione il 10 in piazza a Ponte). I treni della neve Da sei anni a questa parte la stagione invernale in Lombardia viene arricchita dall’offerta dei treni della neve, un progetto unico in Italia che permette, con un unico biglietto e un’unica piattaforma, di usufruire di più servizi e di pacchetti integrati treno-navetta-skipass. Un modo per dimenticarsi a casa l’auto, non farsi prendere dalla frenesia delle code e della mancanza di parcheggi e, perché no, rispettare un po’ di più l’ambiente. L’iniziativa è nata nel 2016 in collaborazione con Trenord e con i vari territori ed è sempre stata utilizzata con buoni riscontri. Le attrazioni Chi non ha aspettato la neve è la Regione, che ieri ha organizzato a Milano un evento per presentare la stagione turistica invernale 2022-2023, con il presidente Attilio Fontana, il neo ministro Daniela Santanchè e l’assessore regionale Lara Magoni. Presente il camuno Graziano Pennacchio, nella sua veste di amministratore delegato di Visit Brescia, che ha ricordato come la nostra provincia ha «uno spessore turistico importante, è seconda solo a Milano e nel 2021 è stata la prima per presenze; agli appassionati di sci offre una gamma amplissima di opportunità per tutte le età, da scoprire nell’anno delle Capitali della cultura». Cinque esempi su tutti: l’Ice Dome, il teatro-igloo a 2.600 metri sul ghiacciaio Presena che riaprirà a gennaio, il corso di sci gratuito per cento bambini in Val Palot di Pisogne e le serate con rifugio aperto dedicate allo scialpinismo sul monte Altissimo di Borno. E poi ancora la Superpanoramica del Baradello, la pista illuminata più lunga d’Europa a Corteno-Aprica, e la fiaccolata dei maestri di sci alla Maniva di Luna (il 4 febbraio), oltre allo sleddog con cani da slitta dell’Alaska. Grandi eventi Durante l’incontro che si è tenuto ieri in Regione a Milano, il presidente Fontana ha ricordato i due grandi eventi che contribuiranno a incrementare l’attrattività delle montagne lombarde: gli Winter master games del 2024, che si svolgeranno a Ponte di Legno, e le Olimpiadi invernali Milano Cortina del 2026. «Ci arriveremo con tutto quello che serve in termini di servizi, collegamenti, trasporti, per fare un’ottima figura a livello internazionale», ha affermato. Al suo fianco c’era il ministro Santanchè, che ha fatto sapere d’aver condotto una «personale battaglia affinché nella legge di bilancio fossero inserite le risorse necessarie a offrire contributi in quota capitale per l’ammodernamento degli impianti di risalita». Giuliana Mossoni Sorgente: Che stagione sciistica sarà a Brescia nell’anno di Capitale della cultura – Giornale di Brescia   [...] Leggi di più...
24/11/2022Il turismo montano è fondamentale per una regione, la Lombardia, che conta ben 27 comprensori sciistici, 476 piste da sci, 324 chilometri di pista per lo sci di fondo, 14 snowpark, 6700 chilometri di sentieri segnalati, 2.700 maestri di sci e 69 scuola di sci. Da Madesimo a Foppolo, da Bormio a Livigno, da Santa Caterina Valfurva a Ponte di Legno, fino ai Piani di Bobbio e Valtorta in Lombardia, si sviluppa un turismo invernale che deve continuamente confrontarsi con l’incognita della neve e che quindi si è datoto sempre più di impianti di innevamento a arificiale e che deve continuamente innovarsi per restare al passo con i tempi, con impianti nuovi di sci alpino, nordico, freeride, snowboard e proposte sempre più accativanti come lo sleddog, il fatbike o lo snow tubing, una sorta di rafting sulla neve. La stagione invernale lombarda è stata presentata a Palazzo Lombardia questo mercoledì: la maggior parte dei comprensori sciistici aprirà gli impianti il primo dicembre, sarà così anche per i comprensori bresciani e bergamaschi, grandi assenti dell’inverno potrebbero essere Montecampione e Colere, e molti comprensori stanno realizzando grandi opere di restyling in vista delle Olimpiadi Milano Cortina 2026. La Regione, dopo il bando da 25 milioni dello scorso anno, approverà a breve in giunta un altro investimento da 30 milioni per le strutture ricettive. Presente il Ministro del Turismo Daniela Santanchè che ha assicurato nella legge di bilancio, risorse alle stazioni sciistiche per ammodernare gli impianti. Presenti all’incontro anche gli esponenti dei territori: Graziano Pennacchio, amministratore delegato di Visit Brescia, Lucia Simonelli, project manager di Valtellina Turismo; Christophe Sanchez, amministratore delegato di Visit Bergamo e Leonardo Cesarini, direttore commerciale di Trenord. Le iniziative dei vari comprensori sono tante e diverse: gite con i cani da slitta in Valtellina, corsi gratuiti di sci (maestro, attrezzature) per i bimbi in Val Palot, ciaspolate, mercatini di Natale, terme e persino Paradice Music, che prevede concerti a 2.600 metri in un gigantesco Igloo da 200 posti sul ghiacciaio Presena dal 5 gennaio al 25 marzo. E poi i treni della neve di Trenord, con tariffe che includono biglietto andata e ritorno del treno, trasferimento sulle piste e skipass. La stagione invernale si preannuncia ricca di opportunità per la montagna lombarda. Sorgente: +Valli TV – TUTTO PRONTO PER LA STAGIONE INVERNALE   [...] Leggi di più...
22/11/2022Sulla carta i progetti avevano contorni precisi; peccato però che spesso nella realtà le opere non siano state sempre conformi a quanto depositato in municipio. L’abusivismo edilizio è un gigantesco male italiano anche a Montecampione, e il Comune di Artogne lo sta scoprendo da qualche anno.Le prime esigenze di sistemare a livello catastale frazionamenti e planimetrie si sono manifestate nel 2019, con il passaggio in mano pubblica delle opere di urbanizzazione legate al fallimento di Alpiaz. Poi si sono aggiunte quelle che avevano a che fare col fallimento della Montecampione hotel, tanto che i nuovi acquirenti degli alberghi, la Montecampione srl di Dattilo e Beccaria, hanno dovuto ritardare l’atto notarile di registrazione proprio per risolvere alcune situazioni non regolari al Plan di Bassinale. E non sono mancate criticità legate neppure nell’ex hotel di quota 1.200, sempre per difformità tra quanto realizzato e quanto presente negli uffici comunali. Il tutto è frutto di abusi e mancati controlli del passato, che trovano oggi conferma e anche risposta in una decisione della giunta di Artogne, che ha aggiornato i diritti di segreteria e di istruttoria per il rilascio di pratiche urbanistiche ed edilizie a sanatoria negli ambiti turistici proprio a Montecampione, alle quote 1.200 e 1.800. Come detto i problemi sono emersi con la richiesta di accesso agli atti che Montecampione srl ha effettuato per redarre i progetti di ristrutturazione degli alberghi di Preottone e Bassinale.E le nuove «tariffe»? Per le sanatorie, il costo da sostenere per le pratiche relative a interi complessi sarà di 5.164 euro; mille euro nel caso di richieste di accertamento di compatibilità paesaggistica per ogni scala di condominio; altrettanto per i diritti di segreteria legati al certificato di inizio attività e 2.500 euro per la pratica per un albergo. Per quanto riguarda poi il costo di costruzione in sanatoria, da calcolare in misura doppia, la giunta ha deciso che all’Ufficio tecnico dovrà essere presentato il computo metrico delle opere realizzate applicando l’aliquota del 10%. A sanatorie avvenute potranno partire le auspicate opere di ristrutturazione degli alberghi, con l’augurio che si risolvano i problemi degli impianti sciistici, altrimenti la necessità di destagionalizzare e sviluppare l’accoglienza estiva dovrà essere ribaltata sull’inverno. Doemico Benzoni Sorgente: Abusi edilizi mai sanati Artogne rialza le tariffe | Bresciaoggi   [...] Leggi di più...
22/11/2022I commercianti: «Così non si va avanti» Le «ultime news» sul sito internet della società Montecampione Ski Area risalgono al 19 gennaio scorso, giusto dieci mesi fa. Oggi, senza comunicazioni ufficiali della vecchia e della nuova proprietà, tutti hanno capito che il prossimo inverno gli impianti di risalita resteranno chiusi, per la prima volta in cinquant’anni. Soltanto i decreti contro il Covid, tra il 2020 e il 2021, erano riusciti a tenere fermi seggiovie e skilift. Si blocca così un indotto che negli anni d’oro di questa località, sorta all’inizio degli anni ’70 a cavallo dei territori di Artogne e Pian Camuno, dava lavoro a più di 500 persone fra camerieri e maestri di sci, impiantisti e baristi, baby sitter e negozianti. Oggi le persone che si incontrano in un giorno feriale si contano, davvero, sulle dita di una mano. Il bar del laghetto, punto d’arrivo della strada a tornanti, è chiuso; di fronte alla fermata dell’autobus ci sono i primi negozi, ma la vetrina della scuola di sci è vuota e buia, un po’ di luce arriva dall’edicola di Domenico Arrigoni: «L’incertezza ci sta uccidendo – racconta — non sappiamo nulla, abbiamo letto che una nuova società di Milano ha rilevato la maggioranza della Misa (la società che detiene il pacchetto di maggioranza della Montecampione Ski Area, ndr), ma non abbiamo avuto finora nessun contatto con loro». «Ho detto ai miei dipendenti — rilancia Andrea Bendotti mentre fuma una sigaretta ascoltando l’amico parlare — che quest’inverno li dovrò lasciare a casa: dieci persone non lavoreranno perché terrò chiusi il bar e il noleggio sci». Ad avere in mano le chiavi degli impianti è, o dovrebbe essere, la Special Situations, una srl con sede a pochi passi dal Duomo di Milano, realtà che offre, recita il suo sito, «consulenza e assistenza nella gestione straordinaria della crisi». È a loro che Stefano Iorio ha venduto la Misa pur rimanendo amministratore della Montecampione Ski Area, che in pochi anni pare abbia accumulato debiti per oltre due milioni di euro: il bilancio non è stato depositato, la nuova gestione non può partire. Sotto i portici dei condomini, gli uffici della società degli impianti sono chiusi da mesi: nella buca delle lettere si sono accumulate le buste con le bollette di luce e gas; il postino infila un avviso di giacenza, e se ne va. I menù dei bar dicono che si possono ordinare spremute e bombardini, panini e piadine, ma i tavoli e le sedie di plastica rosso sbiadito sono impilati uno sull’altro. Il blu brillante del nuovo campo per il padel bilancia il verde spelacchio dei campi da tennis. Il negozio di alimentari, con l’insegna fluo accesa, apre solo di venerdì. Un cartello «non disturbare» appeso in piazza suona beffardo perché l’unico rumore che si sente, in lontananza, è quello di uno sciacquone. Ma nessuno si affaccia ai balconi, dove le uniche macchie di colore sono i gerani superstiti. Da uno dei pochi appartamenti aperti, si affacciano Maruska e Matteo, lei cameriera, lui maestro di sci: «Stiamo traslocando: andremo al Monte Pora». Sulle piste, le seggiovie oscillano malinconiche, l’impianto per l’illuminazione notturna costato 600 mila euro resta spento; i cannoni per la neve artificiale e i gatti per battere le piste erano già stati portati via. Un labrador color miele si aggira per i condomini e docile ti annusa la mano. «Il nostro contesto di seconde case, in un giorno feriale con la nebbia, non è certo vitale» ammette Paolo Birnbaum, presidente del consorzio che riunisce i proprietari di tutti gli immobili. Eppure questo imprenditore milanese cresciuto in valle Camonica sarà l’ultimo a lasciare la nave se Montecampione dovesse affondare: «Io sono innamorato di queste montagne, e come me centinaia e migliaia di altre persone che da qui sono passate. Il momento è difficile, eppure i segnali positivi non mancano: gli appartamenti liberi per Natale e Capodanno sono pochissimi. Nonostante tutto, stiamo lavorando con gli enti pubblici per individuare un percorso che garantisca il futuro di questa stazione». La grande speranza si chiama patto territoriale: 13 milioni di euro con la regione in prima fila: contestato da Legambiente, che invita a ripensare dalle fondamenta questo luogo, per tutti gli altri «è l’ultimo treno». Barbara Bonicelli, sindaca di Artogne, non lo vuole perdere e spera che il prossimo inverno passi alla svelta per voltare pagina: «Il comune non può intervenire in nessun modo sugli impianti, ma qualcosa inventeremo in modo da tenere accesa una fiammella di speranza: più spazio, ad esempio, alle ciaspolate e alle risalite di scialpinismo, lavorando gomito a gomito con chi non ha mai smesso di credere in questa località». Segnali positivi arrivano anche dal gruppo Dattilo Costruzioni di Milano che ha da poco comprato i due alberghi abbandonati, quello a 1.200 e quello al Plan (a 1.800 metri di quota, dove arrivò a braccia alzate Marco Pantani e dove vennero confinati i profughi in arrivo dalla Libia): la prossima settimana iniziano i lavori in alto, per quelli in basso occorre attendere la primavera. Così l’unico albergo tuttora aperto è il Legazzuolo, di Pierino Peluchetti: dodici camere, ristorante e pizzeria compresi: «Io a Montecampione vivevo quando Montecampione non esisteva — racconta — poi è arrivata la strada, sono stati montati i primi impianti di risalita. A fine anni ‘70, ero via militare, veniva l’Inter a fare il ritiro estivo precampionato, ma io tifavo Milan… Ho visto l’apice e il declino. Se siamo arrivati al fondo, possiamo iniziare a risalire». Giuseppe Arrighetti Sorgente: Niente sci a Montecampione: la stazione dopo 50 anni resta chiusa   [...] Leggi di più...
16/11/2022Lo Sci club Concesio è pronto a ripartire con alcune grosse grossa novità. E con Nadia Fanchini nella rosa dei maestri che, vista la possibile chiusura di Montecampione, ha anche cambiato comprensorio di riferimento. Uscite e allenamenti avverranno sulle piste da sci di Borno. E, altro aspetto importante, lo Sci club presieduto da Paolo Del Cassi ha deciso di mantenere i costi inalterati. Fin qui le certezze anche se le incognite però sono più di una, inclusa quella che riguarda il meteo. «Nonostante ciò siamo pronti a partire con entusiasmo – annuncia Del Cassi -. Con un grande sforzo siamo riusciti a mantenere inalterati i costi e, data la situazione di Montecampione, abbiamo trovato un’alternativa nel limitrofo comprensorio di Borno». La new entry Fanchini «seguirà i gruppi intermedi e avanzati» specifica il presidente. Per i corsi di sci e snowboard rivolti sia agli adulti, sia ai bambini occorrerà aspettare l’inizio del 2023. Sono previste cinque uscite da tre ore ciascuna: la prima è in programma il 15 gennaio, la seconda il 22 e la terza il 29. Le ultime due si terranno il 5 e il 12 febbraio. L’iscrizione va effettuata entro il 2 dicembre recandosi il venerdì dalle 20.30 in poi alla sede dello Sci club, situata all’oratorio Paolo VI di Concesio. «Oltre alle cinque uscite invernali la nostra intenzione è organizzare prima di Natale anche una giornata sulla neve dedicata alle famiglie – spiega Del Cassi -. La stagione terminerà, come ormai da tradizione,  con il memorial intitolato alla memoria di Jannes Possi». La famiglia Possi offre anche un sostegno di tipo economico al sodalizio della Bassa Valtrompia, «consentendoci così di affrontare la stagione con una maggiore serenità» raccontano dallo Sci club. Per informazioni dettagliate è possibile visitare il sito www.sciclubconcesio.it, visitare l’omonima pagina Facebook, oppure contattare lo Sci club al 339.4795050 o via mail all’indirizzo info@sciclubconcesio.it. Barbara Fenotti Sorgente: La campionessa Nadia Fanchini tra i maestri dello Sci Club Concesio – Giornale di brescia   [...] Leggi di più...
15/11/2022Mentre in tutti i comprensori sciistici delle nostre vallate, escluso Montecampione che, come da noi raccontato la scorsa settimana, non aprirà, vi è enorme delusione a Colere dopo che la storica ma vecchia seggiovia Carbonera-Polzone è stata smantellata da mesi ma la nuova ovovia con cui sostituirla, primo essenziale passo del progetto di rilancio del comprensorio attivato da Rs Impianti, la società che ha vinto il bando di project financing per l’ammodernamento e la gestione degli impianti di risalita… non si può installare. La solita burocrazia blocca tutto dato che ancora non ci sono tutti i permessi necessari, ma non è neppure stata bandita la gara europea per reclutare il direttore lavori. Questa stagione invernale che sta per iniziare dunque a Colere non ci sarà: un inverno perso, non si scia e tutto potrebbe dunque riprendere dalla prossima estate. L’assessore ai lavori pubblici del comune scalvino, Ruggero Piantoni ha voluto comunque precisare che vi è la certezza che vi sarà un futuro per gli impianti. La Rs Impianti è già concessionaria e partner del Comune nel progetto di rilancio, gli impianti nuovi ci sono già, da montare e Massimiliano Belingheri (banchiere di Colere e amministratore delegato di Banca Farmafactoring con base a Londra) è impegnato in prima persona e ha già investito parecchi soldi sull’impianto di innevamento e il bacino di approvvigionamento. Dunque ancora una volta va tutto a rilento a causa degli iter da rispettare e i tempi tecnici dato che per questo ampio progetto ci sono ben 12 enti coinvolti. I lavori si faranno e una previsione ottimistica è che si possano eseguire entro la prossima primavera e si salvi così l’estate 2023. Sorgente: www.camunity.it/flash_page.php?id=51135   [...] Leggi di più...
13/11/2022La stagione sciistica è alle porte e, nonostante la neve per ora scarseggi, i comprensori si stanno preparando. Il debutto in Valtrompia, al Maniva, è previsto per l’8 dicembre come da tradizione, ma se il meteo dovesse essere favorevole si potrebbe anche anticipare. Sulla stessa lunghezza d’onda anche la Valcamonica, anche se al via al ponte dell’Immacolata ci sarà un grande assente: è ormai chiaro che il carosello di Montecampione non aprirà, a causa delle vicissitudini nella società di gestione degli impianti. Vediamo quali sono le principali iniziative per avvicinare giovani e famiglie alle piste. In Maniva In attesa dei fiocchi veri, già fioccano le novità per la Scuola di sci Tre Valli. La prima risulterà forse la più gradita: lo storico sodalizio ha deciso di «congelare» i prezzi sia delle lezioni individuali sia dei corsi collettivi. «Nonostante tutti i rincari che colpiscono anche la nostra Scuola – spiega il direttore Mario Tanghetti – non ci saranno aumenti per i nostri clienti. E naturalmente resterà invariata la qualità del servizio». Ma non è finita qui. Perché con la partenza della nuova stagione partirà anche uno speciale pullman che collegherà Brescia direttamente con la stazione sciistica. Si salirà in viale Italia a Brescia, dove si trova la sede cittadina della Scuola, per scendere direttamente con i piedi sulla neve. «Si potrà sciare tutto il giorno e tornare comodamente a casa, senza stress e senza preoccupazioni. Il servizio, che abbiamo pensato in particolare per le famiglie e per i più giovani, sarà attivo due domeniche al mese da dicembre a marzo». Il biglietto «avrà un costo simbolico», ma potrebbe persino diventare gratuito se verrà trovato l’accordo con la Comunità Montana». D’altronde l’iniziativa punta anche a promuovere il territorio: «Sono convinto – aggiunge il direttore – che il maestro di sci sia il primo ambasciatore turistico della nostra Valle nei mesi invernali. È infatti il primo interlocutore con cui i visitatori si interfacciano». In Valcamonica La neve ha fatto capolino solo alle quote più alte, la stagione sciistica pare ancora lontana, anche se la data di apertura ufficiale è fissata all’Immacolata. Per la Valcamonica è però già tempo di pensare al «free skipass», il progetto che da diversi anni fa sciare gratuitamente i ragazzi camuni dai sei ai sedici anni in una serie di comprensori camuni e bergamaschi. Si tratta di Aprica-Corteno, Borno, Schilpario, Ponte-Tonale,Val Palot, Presolana-Monte Pora, Spiazzi di Gromo, Lizzola e Selvino. Grande assente, L’iniziativa è promossa dal consorzio Bim di Vallecamonica insieme ai Comuni aderenti e alle società degli impianti e prevede l’istituzione di uno skipass unico e gratuito per la stagione invernale 2022-2023 per tutti i ragazzi residenti nel territorio nati dall’1 gennaio 2007 al 31 dicembre 2017. Le richieste degli skipass dovranno essere avanzate dalle famiglie dei ragazzi ai Comuni di residenza compilando un modulo, allegando carta d’identità, fototessera e cinque euro di cauzione entro il 22 novembre. Gli skipass saranno attivi dal 6 dicembre sino a fine stagione. Marco Tedoldi, Giuliana Mossoni Sorgente: Stagione sci al via: skipass gratis per i ragazzi e «bus della neve» – Giornale di brescia   [...] Leggi di più...
03/11/2022Con o senza neve la prospettiva di vedere Montecampione con gli impianti chiusi quest’inverno si fa sempre più concreta. È quanto emerso dopo la lettera nella quale Stefano Iorio ha comunicato di aver sottoscritto con la società Special Situation di Milano la cessione della holding Misa Montecampione che detiene l’87% di Montecampione Ski Area, proprietaria degli impianti. Il 13% del capitale di quest’ultima, detenuto da azionisti diffusi sul territorio, residenti, operatori commerciali e professionisti della neve, lunedì ha voluto chiarire in una conferenza stampa quanto accaduto e quanto sta accadendo quando l’inverno è ormai alle porte. «Abbiamo voluto convocare la conferenza perché nessuno stava dicendo nulla e questo silenzio era insopportabile – spiega il presidente del Consorzio Montecampione Paolo Birnbaum -. La gente non ha diritto di sapere in quanto stiamo parlando di un’azienda privata, però, c’è un’etica di comportamento, chi sa deve parlare perché non stiamo parlando di un supermercato che apre o che chiude, stiamo parlando del futuro di un’intera comunità che ha un’influenza importante anche nell’indotto economico di tutta la bassa Valle» Le probabilità di vedere gli impianti di risalita in funzione questa stagione sono ridotte al lumicino. «Non stiamo pensando alla prossima stagione invernale, ci dispiace dirlo per tutti quelli che operano nel settore ma noi dobbiamo pensare al futuro, ai prossimi dieci anni. In questo momento con gli enti pubblici ed investitori negli alberghi siamo veramente squadra e questa è la migliore notizia che Montecampione potesse avere, perché non accadeva da lustri», aggiunge Birnbaum. Verso il patto. Il patto territoriale per lo sviluppo del comprensorio di Montecampione all’orizzonte è al centro di tutto. «Questo Pat è un elemento irrinunciabile per il rilancio di Montecampione, ma non a qualunque costo e non con chiunque. Chiarezza, trasparenza e credibilità sono indispensabili, siamo disposti a cercare di mettere a terra questo piano di attuazione del territorio, ma dobbiamo sapere all’interno di questa scatola chi c’è e cosa c’è: non lo sappiamo ancora». Con la stagione sciistica di quest’anno che sembra già archiviata, è lecito pensare che gli attori coinvolti nel patto territoriale procedano speditamente per trovare soluzioni percorribili per il futuro ormai immediato. Francesco Moretti Sorgente: Montecampione: la stagione dello sci è a rischio, fiocca la preoccupazione – Giornale di brescia   [...] Leggi di più...
30/10/2022Stefano Iorio, socio di maggioranza dal 2016 di Monte campione Ski Area, ha deciso di vendere Misa – Montecampione International Sporting Area a un gruppo di investitori privati, guidati da Roberto Chiodelli, fondatore della Special Situations Srl, società di Milano attiva nel campo delle ristrutturazioni societarie e nel rilancio di realtà aziendali in difficoltà. La Misa di Iorio detiene l’87% della Montecampione Ski Area Srl, la società proprietaria degli impianti di risalita della bassa Valle. Una vera e propria doccia fredda per Montecampione dopo la notizia positiva che solo qualche settimana fa aveva permesso di intravedere uno spiraglio, ovvero l’acquisto all’asta degli hotel a quota 1.200 e 1.800 metri da parte di investitori privati. Iorio in un comunicato ha parlato di decisione sofferta e maturata per l’impossibilità di stabilire un rapporto positivo di collaborazione con le istituzioni pubbliche: “In questi anni, le amministrazioni hanno rifiutato di partecipare a qualsiasi proposta e iniziativa di rilancio e valorizzazione del comprensorio sciistico”. Skilift e seggiovie avrebbero bisogno di investimenti importanti per essere rinnovati e riqualificati: il patto siglato con la Regione muoverà 13 milioni di euro, ma l’attenzione mostrata adesso dagli enti territoriali – ha sottolineato Iorio – è fuori tempo massimo. A proposito di Regione, l’imprenditore ha riservato alcune righe di riconoscenza al consigliere Francesco Ghiroldi, definito l’unico politico che ha profuso energie per aiutare la stazione sciistica. Iorio resterà amministratore unico per il tempo necessario a portare in assemblea il bilancio che si è chiuso lo scorso 30 giugno. Il bilancio di Montecampione Ski Area che verrà portato in assemblea a novembre sarà in rosso: a fine maggio il conto economico era sotto di 500 mila euro. Lo scorso inverno era aperta una sola seggiovia ed era innevata una sola pista, mentre in estate gli impianti sono rimasti chiusi. Nel frattempo il Consorzio Montecampione, che riunisce i proprietari degli immobili, ha convocato una conferenza stampa per lunedì per fare chiarezza su questa decisione. Linda Bressanelli Sorgente: Montecampione Ski Area, Iorio se ne va: cambio di proprietà | Radio Voce Camuna   [...] Leggi di più...
29/10/2022Dopo una bella notizia, ovvero l’acquisto all’asta degli hotel a quota 1.200 e 1.800 metri da parte di investitori privati, per Montecampione è arrivata subito la tegola: alla viglia dell’inverno, l’imprenditore camuno Stefano Iorio ha sottoscritto con la società Special Situations un contratto di cessione della holding Misa Montecampione, che detiene l’87% della Montecampione Ski Area (la srl proprietaria degli impianti). La Special Situations è una società milanese specializzata nella consulenza e gestione di situazioni aziendali complesse, in grado di assistere l’impresa nelle crisi aziendali. Iorio resterà in carica ancora qualche settimana, giusto il tempo di approvare il bilancio, quindi uscirà di scena, lasciando alla nuova realtà la non facile decisione sulla riapertura degli impianti: la consapevolezza di tutti è che sarà molto complicato. Amarezza «La decisone che ho dovuto prendere – afferma Iorio – è stata una delle più difficili della mia vita imprenditoriale. Ma oramai era una lotta contro i mulini a vento: altre località hanno il totale appoggio e supporto del settore pubblico, io sono stato lasciato solo a pagare i debiti che il pubblico mi ha lasciato. Ho cercato in tutti i modi di avere un supporto, ma è sempre mancata la volontà politica. Avrei potuto veramente cambiare Montecampione, ma a un certo punto una persona deve capire quando si deve fermare. Ora chi ha preso il testimone avrà molto più di me la forza di mettere gli enti pubblici di fronte alla dura realtà: o collaborano oppure Montecampione non ha futuro». A reagire per primo è stato il Consorzio Montecampione, che ha convocato per lunedì una conferenza stampa al cinema. «La situazione – afferma Paolo Birnbaum, presidente del Consorzio – è poco chiara, non credo sia stata ceduta la società, ma solo la gestione, non la proprietà: sono tutti aspetti che cercheremo di chiarire lunedì». Difficoltà Stefano Iorio era entrato come socio di maggioranza in Montecampione Ski Area nell’ottobre 2016, prendendosi in carico i debiti della società e accorgendosi in un secondo momento, spiega, che la componente pubblica non partecipava ai progetti di valorizzazione . «Enormi le difficoltà causate da impianti obsoleti e da revisionare – aggiunge – ma tanti gli investimenti che abbiamo fatto, come due revisioni generali sugli impianti a 1.800, una serie di revisioni speciali e un ammodernamento dell’innevamento. Mi sono rivolto a Comuni ed enti sovracomunali per chiedere collaborazione e aiuto, ma ho ricevuto sempre solo risposte negative. Nelle ultime settimane, l’affacciarsi di investitori (il riferimento è all’acquisto degli alberghi, ndr) li ha quasi miracolosamente risvegliati dal lungo torpore, ma per me erano venute meno le condizioni per continuare». Giuliana Mossoni Sorgente: Montecampione Ski Area, Iorio getta la spugna: la società cambia padrone – Giornale di brescia   [...] Leggi di più...
29/10/2022Stefano Iorio, amministratore unico della Montecampione Ski area, ha sottoscritto un contratto di cessione della Misa, al 100%di sua proprietà, Holding che partecipa all’87% della Montecampione Ski Area, con la società milanese Special Situation che a breve dovrebbe provvedere a nominare il nuovo amministratore delegato. Iorio, entrato come socio di maggioranza in Montecampione Ski Area nell’ottobre del 2016, affida al comunicato stampa l’impossibilità di stabilire un rapporto positivo di collaborazione con le Istituzioni pubbliche del territorio camuno. In questi anni, sottolinea Iorio, le amministrazioni hanno rifiutato di partecipare a qualsiasi proposta e iniziativa di rilancio e valorizzazione di questo importante comprensorio sciistico bresciano in collaborazione con MSA. Le proposte di rilancio non accettate, sono riferite ad un periodo pregresso rispetto a quello odierno. Oggi nuovi progetti sono in dirittura di arrivo, ma l’attenzione mostrata adesso dagli Enti territoriali è oramai fuori tempo massimo. “La chiusura netta della componente pubblica ai progetti di sviluppo dell’area tradisce di fatto quelle che erano le premesse che mi avevano portato ad impegnarmi – afferma nel comunicato stampa Stefano Iorio – con uno staff di validissimi collaboratori, in Montecampione Ski Area. Il mio ingresso nella società, avvenuto nel 2016, risolveva di fatto una situazione creata dalla gestione a maggioranza pubblica, stava portando dritto alla liquidazione della società stessa. La mancanza di investimenti negli anni precedenti, su tutto il comprensorio, sia per gli impianti di risalita che di innevamento hanno generato notevoli ritardi e complessità nella gestione che mi ha visto coinvolto.” Iorio, insieme ad altri investitori minori, che hanno creduto nel progetto di rilancio, hanno salvato di fatto la località sciistica di Montecampione, credendo nelle potenzialità del comprensorio ma con una precisa condizione: un sostegno concreto delle Istituzioni pubbliche territoriali, secondo un accordo non scritto ma ben chiaro tra i soggetti che lo avevano prospettato, ha preso in carico i debiti della Società e ha iniziato a lavorare per il rilancio. Intanto per lunedì 31 ottobre è stata fissata una conferenza stampa da parte dei soci di minoranza di Montecampione Ski Area, tutti residenti di Montecampione, che intendono chiarire le rispettive posizioni e dare risposte, per quanto possibile, sulla stagione invernale ormai alle porte. Certamente, dopo la positiva soluzione dell’acquisto all’asta dei due alberghi a 1.200 e 1.800 da parte della Dattilo srl di Milano, questa doccia fredda non ci voleva. Decisive ora sono le decisioni di Special Situation sull’apertura o meno degli impianti di risalita e degli Enti pubblici che stanno lavorando al patto territoriale per Montecampione. Sottoscritto con regione Lombardia nel luglio scorso. Sorgente: +Valli TV – STEFANO IORIO CEDE LA GESTIONE   [...] Leggi di più...

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