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Il Sole 24 ORE – Valle Camonica bacino di eccellenze industriali

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Dalla lavorazione del ferro al turismo e fabbriche 4.0: l’evoluzione del territorio

«Ne avete fatta di strada!» direbbe oggi un pitoto (come in Valle Camonica avevano soprannominato le figure umane rappresentate nelle incisioni rupestri) muovendosi dal lago d’Iseo al Tonale: cento chilometri di fabbriche, cultura e turismo che hanno buttato alle spalle fatica, fame e migrazioni, affiancando alle storiche lavorazioni del ferro un sistema d’imprese importante, nonostante un territorio con l’indice di vecchiaia che a gennaio di quest’anno era a 185,9, contro una media provinciale di 157,1 anziani ogni 100 giovani, e nonostante il calo demografico e la necessità di restituire alla produzione poco meno di 700mila metri di aree dismesse da anni e compensare così un calo pesante dei posti di lavoro e delle imprese manifatturiere scese di 2.500 unità.
Alcune precedenti riconversioni, come quella di Forno d’Allione dopo l’abbandono di Union Carbide – che produceva elettrodi per la siderurgia – sostituita da Graftech, e con Moncini, Mosconi e Marsen oggi nei capannoni lasciati liberi, hanno avuto successo così come la privatizzazione dell’ex Sidermeccanica di Lovere ora della famiglia Lucchini ha favorito il rilancio dell’azienda.
Se l’industrializzazione era incominciata sfruttando l’energia dell’acqua dell’Oglio, oggi siderurgia e meccanica sono guidate da industria 4.0 e l’acqua del fiume serve ormai solo per usi civili, idroelettrici e per alimentare gli impianti di innevamento dove – prima del Covid – a Pontedilegno sono stati superati gli undici milioni di passaggi di sciatori che, al ritorno verso le città, si devono poi confrontare con una statale sebina che non regge più il carico né del turismo né quello dell’autotrasporto.
Economia e turismo camuno che incominciano a Pisogne e Costa Volpino, dove Tenaris (tubi per il gas e il petrolio), Lucchini Rs (materiale rotabile per treni, tram e metro), Comisa (termoidraulica) e Iseo Serrature (oltre trenta sedi nel mondo) hanno gli stabilimenti. Quattro aziende che insieme sfiorano il miliardo di fatturato, numero importante anche se più importante è la capacità di queste imprese di presidiare i mercati stranieri. Esattamente come il sistema dei forgiatori di Cividate (Mamè, Morandini, Monchieri, Fedriga) e di Breno con Metalcam, che sono un punto di riferimento mondiale grazie ad un gruppo di aziende che si contano sulle dita di una mano ma che insieme generano più di mezzo miliardo milioni di ricavi.
In mezzo a questo sistema c’è il turismo: quello del lago d’Iseo che dopo le passerelle galleggianti di Christo attende la nuova opera di Lorenzo Quinn con le “Mani che uscendo dall’acqua sollevano il globo terrestre”; quello culturale della media Valle con i dipinti del Romanino, la via Crucis di Cerveno e soprattutto con il parco di Capodiponte, che, sulla spinta del grande ambasciatore Emanuel Anati, ha voluto riconoscere i 140mila petroglifi lasciati nell’arco di 12.000 anni sulle rocce, ma che potrebbero anche esser 300mila, e quello della montagna con la rilanciata stazione di Montecampione e con gli impianti di Borno e Pontedilegno dove in quest’anno di neve eccezionale il Covid ha spento tutto.

Camillo Facchini

Sorgente: Valle Camonica bacino di eccellenze industriali – Il Sole 24 ORE

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