Dattilo ha ceduto il proprio 50 per cento all’ex socio. A quota 1800 proseguirà il progetto di riqualificazione. Slitta, invece, il progetto per il rinnovo degli impianti di risalita

Cambia la proprietà della società che detiene gli alberghi di quota 1200 e 1800 a Montecampione, mentre il progetto per il rinnovo degli impianti di risalita slitterà al prossimo anno, potendo ancora contare sui fondi del Patto territoriale regionale. Sono le principali novità illustrate dal consorzio Montecampione durante l’incontro di sabato al cinema Alpiaz. Il presidente Paolo Birnbaum ha annunciato che Bruno Dattilo ha ceduto il proprio 50 per cento della Montecampione srl all’ex socio, che oggi controlla l’intera società.
Assemblea
In una lettera letta in assemblea, Dattilo ha rivendicato il lavoro svolto negli ultimi tre anni per valorizzare gli immobili, confermando di voler mantenere un legame personale con la località. Birbaum ha riferito d’aver incontrato il nuovo proprietario e di aver ricevuto indicazioni su due percorsi distinti.
A quota 1800 il progetto di riqualificazione, già a buon punto, dovrebbe proseguire, mentre per l’albergo a 1200 sarebbe in corso un confronto con un operatore del settore. Le ipotesi sul tavolo sono la cessione dell’immobile oppure l’affidamento in gestione, con l’obiettivo di riaprire la struttura nell’inverno 2027-28.
«Brutta notizia»
«Per noi non è una brutta notizia – ha detto Birnbaum –, la dobbiamo semplicemente prendere per quello che è, cioè una notizia». Sul fronte degli impianti, il Consorzio ha ribadito che l’unico soggetto attuatore del Patto territoriale Pat è la Plan 1800, proprietaria dell’intero comprensorio sciistico. Ogni investimento privato dovrà quindi passare attraverso la società guidata da Devis Biena, escludendo la possibilità di cedere singoli impianti o frazionare il comprensorio.
Il riferimento è alla proposta di Carlo Gervasoni piombata su Montecampione alcuni giorni fa, per un progetto di rilancio immediato della seggiovia Corniolo. Proposta rispedita al mittente: «Finché sarò io amministratore – ha aggiunto Birnbaum –, mai mai più nessun privato comprerà impianti a Montecampione, chiunque esso sia. Negli anni son già state fatte una montagna di stupidaggini in questo posto».
Criticità
Il project financing per attuare il Pat regionale da 17 milioni, per il rifacimento di tre impianti, è al vaglio della Provincia, solo in seguito il Comune di Artogne potrà acquisire gli impianti e bandire i lavori (fatti salvi i problemi di instabilità dell’Amministrazione artognese). Infine, la Cassazione ha definitivamente archiviato il procedimento di alcuni ex consorziati, datato 2013, contro il consorzio, per chiederne lo scioglimento per il caso dell’applicazione della Tasi da parte di Piancamuno.
«Chiudiamo un lunghissimo capitolo – ha concluso Bornbaum – che ci ha provocato dei danni incalcolabili, portandoci via tempo, energie e risorse».
Giuliana Mossoni
Sorgente: Montecampione: nuova regia per gli alberghi, tempi lunghi per gli impianti | Giornale di Brescia


