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Giornale di Brescia – Olimpiadi invernali 2026: online i podcast degli studenti

26/05/2026 di Montecampione.org | 0 commenti

Atleti, rivalità, fair play e curiosità olimpiche: gli studenti di 11 istituti superiori hanno realizzato oltre quaranta puntate pilota esplorando discipline, personaggi e aspetti sociali delle Olimpiadi invernali

Gli studenti di 11 istituti superiori di Brescia e provincia hanno realizzato dei podcast ispirati a «MILANO-CORTINA 2026 – Un secolo di storie», esplorando aneddoti, imprese e trasformazioni delle Olimpiadi invernali. Il progetto ha valorizzato l’uso creativo e consapevole dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie per raccontare sport, ambiente, economia e aspetti emotivi dello sport olimpico.

«GdB Press Forward» è l’iniziativa del Giornale di Brescia, realizzata in collaborazione con The FabLab e con il sostegno di VIVI Energia, che ha permesso agli studenti di cimentarsi nella produzione di contenuti multimediali e di esplorare leOlimpiadi invernali del 2026 da diverse prospettive. I podcast raccontano storie di sport, curiosità, sfide ambientali e trasformazioni sociali, offrendo un’esperienza educativa e innovativa.

Economia, politica e grandi eventi

Sotto la neve

Analizza il lato meno visibile delle Olimpiadi invernali, tra finanziamenti pubblici e privati, grandi cantieri e controversie. Attraverso il caso di Milano-Cortina 2026, il podcast mostra come i Giochi siano diventati operazioni economiche e politiche capaci di trasformare città e territori. Vengono raccontate anche le polemiche per ritardi, costi e impatto ambientale, confrontando la narrazione ufficiale con la realtà dei cantieri e delle scelte economiche.

Olimpiadi invernali: tra debiti e infrastrutture

Focus sulla gestione dei fondi pubblici tra Torino 2006 e Milano-Cortina 2026, analizzando spesa per impianti, trasporti e infrastrutture civili. Il podcast mette a confronto i diversi modelli di gestione dei governi locali e dello Stato centrale, valutando rischi, benefici e lascito delle opere per le città ospitanti, con uno sguardo ai bilanci e all’eredità delle strutture olimpiche. 

Oggi è già domani

Confronta Cortina 1956 e Milano-Cortina 2026, mostrando come le Olimpiadi riflettano tensioni geopolitiche. Dal debutto dell’URSS e la Guerra Fredda alle guerre e boicottaggi contemporanei, il podcast evidenzia come lo sport sia specchio di rivalità globali e continui a rappresentare prestigio nazionale e strumenti di diplomazia culturale. 

Ambiente, tecnologia e sostenibilità

AI: amica o nemica?

Esplora l’impronta ecologica della città di Brescia e delle soluzioni innovative adottate sul territorio, tra economia circolare, mobilità sostenibile e piccoli gesti quotidiani. Il podcast invita i giovani e i cittadini a riflettere sul proprio ruolo nel cambiamento ambientale, mostrando esempi concreti di iniziative locali e impatti positivi misurabili. 

Oltre la neve

Racconta i preparativi di Milano-Cortina 2026, con un salto tra presente e passato: cantieri, polemiche sulla sostenibilità e memoria di Cortina 1956. Il podcast esplora come le Olimpiadi trasformino territori e città, con un focus sul rapporto tra sviluppo sportivo, infrastrutture e impatto ambientale delle competizioni. 

La montagna non perdona: l’avversario nascosto

Approfondisce la sfida tra atleta e ambiente, mostrando come vento, luce, qualità della neve e condizioni meteorologiche estreme influenzino le prestazioni. La narrazione evidenzia come la montagna stessa diventi un «giudice invisibile», capace di determinare esiti e risultati, inserendo lo sport in un contesto naturale imprevedibile. 

Inventare l’inverno

Analizza la trasformazione della neve naturale in artificiale, necessaria per garantire le competizioni in condizioni climatiche sempre più difficili. Viene illustrata la tecnologia della neve programmabile, con pro e contro per gli atleti e le stazioni sciistiche, sottolineando come il progresso tecnico risponda ai vincoli dell’antropocene. 

Oltre il ghiaccio: destinazione 2026

Confronta le Olimpiadi di Cortina 1956 e 2026, mostrando l’evoluzione del concetto di progresso: dalla rinascita industriale post-bellica alla responsabilità ecologica e all’uso della tecnologia, evidenziando come le sfide ambientali siano centrali nel pianificare eventi globali. 

Olimpiadi invernali, senza neve?

Racconta le difficoltà di Innsbruck 1964, quando la mancanza di neve minacciò lo svolgimento dei Giochi. Il podcast alterna storytelling e approfondimenti storici, sottolineando la gestione delle emergenze climatiche e il rapporto tra sport e adattamento ambientale. 

Freeze frame

Esplora il contrasto tra scenario tecnologico e vulnerabilità umana, mostrando come evoluzione della neve e del ghiaccio, resilienza degli atleti e preparazione mentale si intreccino per creare performance straordinarie, anche in condizioni estremamente controllate e artificiali. 

Imprese e storie memorabili

Oltre il ghiaccio: storie di campioni azzurri

Racconta la storia degli atleti italiani dallo sci alle discipline olimpiche più recenti. Il podcast unisce narrazione storica e testimonianze, mostrando l’evoluzione dei campioni, il loro spirito di squadra, la dedizione agli allenamenti e la costruzione di un’identità sportiva nazionale, fino ai Giochi di Milano-Cortina 2026. 

Per te che lotti

Analizza la carriera di Nadia Fanchini, dalle piste di Montecampione ai podi mondiali, evidenziando la sua resilienza dopo infortuni e momenti di difficoltà. Include il passaggio dalla carriera agonistica alla telecronaca, mostrando come l’esperienza di gara si trasformi in narrazione e capacità di trasmettere emozioni al pubblico. https://widget.spreaker.com/player?episode_id=72066608&theme=light&playlist=false&playlist-continuous=false&chapters-image=true&episode_image_position=right&hide-logo=false&hide-likes=false&hide-comments=false&hide-sharing=false&hide-download=true

Fama spietata

Racconta le difficoltà e le cadute degli atleti più celebri, come Federica Brignone, Ilia Malinin e Lindsey Vonn. Analizza come la pressione, le aspettative familiari e dei fan, e la gestione dei fallimenti possano influenzare la carriera, mostrando storie di resilienza, coraggio e determinazione. 

La discesa del coraggio

Seguiamo Sofia Goggia nei momenti più difficili della carriera, tra infortuni, rimonte e vittorie. Il podcast approfondisce la preparazione mentale e fisica, il superamento della paura e la gestione dell’ansia da competizione, offrendo uno spaccato completo dello sport agonistico ad alto livello. 

Il Miracolo di Calgary

Racconta la storica vittoria della squadra giamaicana di bob nel 1988 contro ogni previsione. Il podcast evidenzia il contesto socio-culturale, le difficoltà di un paese tropicale alle Olimpiadi invernali e come coraggio e determinazione possano trasformare una sfida impossibile in un simbolo globale. 

One more run

Tratta la storia di Breezy Johnson, dal percorso di infortuni alla vittoria a Milano-Cortina 2026. Il podcast esplora la resilienza psicologica, il recupero fisico e la gestione della pressione, mostrando il lato umano delle Olimpiadi e il significato di «non arrendersi mai». 

Eddie the Eagle: 10 minuti per cambiare la tua giornata

Racconta la vita di Michael Edwards, l’outsider britannico alle Olimpiadi di Calgary 1988. Il podcast evidenzia il coraggio di competere senza aspettative di vittoria, l’ispirazione che può derivare da storie di perseveranza e l’impatto culturale di un atleta simbolo di spirito olimpico. 

La storia di Lucas Pinheiro Braathen: il ribelle dello sci

Racconta la carriera di Lucas Braathen, lo sciatore talentuoso e creativo, evidenziando come stile, audacia e originalità nello sci alpino possano diventare un marchio personale e lasciare un’impronta duratura nella storia dello sport. 

Non sono il tuo trofeo: La vera storia di Alysa Liu

Esplora la carriera di Alyssa Liu, enfant prodige del pattinaggio artistico statunitense, con focus su successi, pressione mediatica e crisi post-Pechino 2022. Analizza il percorso di resilienza e il ritorno alle competizioni come atleta consapevole e padrona del proprio destino. 

Vinco solo se mi diverto

Racconta la carriera di Giovanni Franzoni, dai primi passi nello sci alle medaglie olimpiche, evidenziando determinazione, passione e umiltà. Il podcast offre uno spaccato del percorso sportivo di un campione bresciano e delle sfide affrontate lungo la carriera. 

Oltre la caduta: la storia di Lindsey Vonn

Racconta l’incidente e il recupero della sciatrice americana Lindsey Vonn, con approfondimenti su resilienza fisica e mentale. Il podcast mostra come gli atleti affrontino infortuni gravi e tornino a competere al massimo livello, diventando esempi di forza e determinazione. 

Tra neve e applausi: vita di Tomba

Analizza la carriera e il successo mediatico di Alberto Tomba. Il podcast evidenzia come il campione italiano abbia reso lo sci popolare, con uno sguardo alle medaglie olimpiche, ai record mondiali e all’impatto culturale nel periodo tra anni Ottanta e Novanta. 

A tutta velocità: intervista a Atle Lie McGrath

Gli studenti hanno simulato un’intervista di fantasia con Atle Lie McGrath riguardo l’episodio insolito in cui l’atleta si allontana dal villaggio olimpico per scaricare tensione, analizzando il lato emotivo e psicologico dell’esperienza sportiva ad alto livello, con approfondimenti sul contesto olimpico e la gestione della pressione. 

Il bastoncino della vittoria

Episodio che celebra il fair play: il gesto dell’allenatore norvegese che aiuta la canadese Sara Renner a Torino 2006. Il podcast analizza il significato di sportività e valori universali, mostrando come la correttezza e l’aiuto reciproco possano superare la competitività. 

Sciare oltre il visibile: il paralimpico Bertagnolli

Racconta la carriera paralimpica di Giacomo Bertagnolli, atleta ipovedente, e il suo rapporto simbiotico con la guida Andrea Ravelli. Il podcast evidenzia le sfide, la resilienza e il modo in cui la disabilità può diventare una leva per l’eccellenza sportiva. 

Discipline olimpiche 

Rompi il ghiaccio

Approfondisce il curling, disciplina spesso trascurata, mostrando regole, storia e curiosità. Analizza la crescente popolarità mediatica a Milano-Cortina 2026 e spiega perché questo sport richieda strategia, precisione e cooperazione tra i giocatori. 

Il rumore dei pattini

Racconta la carriera di Damian Clara e Kristin Della Rovere nell’hockey su ghiaccio, dalla formazione in Nord America alla convocazione nella nazionale italiana. Analizza rivalità, performance olimpiche e come Milano-Cortina 2026 offra una vetrina per far crescere lo sport nel nostro Paese. 

Sport dal divano

Storia e fascino del pattinaggio artistico: il podcast spiega come gli atleti trasformino il ghiaccio in un palcoscenico, unendo tecnica, eleganza e spettacolo. Approfondisce la nascita dello sport, le competizioni storiche e i protagonisti più famosi che hanno segnato la disciplina. 

Freestyle 360°

Esplora lo sci freestyle e le sue discipline spettacolari (slopestyle, big air, halfpipe), con focus sulle performance di Eileen Gu a Pechino 2022. Il podcast combina spiegazioni tecniche e narrazione emotiva, rendendo lo sport accessibile anche ai giovani. 

Ice Game: storie di hockey

Racconta storia, regole e curiosità dell’hockey su ghiaccio, con attenzione alla nazionale italiana. Il podcast accompagna l’ascoltatore alla scoperta della disciplina, analizzando rivalità e preparazione atletica in vista di Milano-Cortina 2026. 

Ghiaccio sottile, alla scoperta di Milano Cortina

Approfondimento su tre discipline «di nicchia»: sci alpinismo, gobbe e curling. Analizza funzionamento, rilevanza olimpica e risultati degli atleti italiani, valorizzando sport meno noti ma altrettanto spettacolari. 

Passione, emozione e resilienza

Fides: Storie di connessione a Milano-Cortina 2026

Esplora legami di fiducia e amicizia tra gli atleti, dalle coppie del pattinaggio e del bob fino ai team di velocità. Il podcast evidenzia come la fiducia reciproca e la collaborazione siano elementi fondamentali per la vittoria, mettendo in luce la dimensione umana dello sport olimpico oltre la competizione. 

Quando perdere diventa vincere

Racconto diMichael «Eddie» Edwards, outsider britannico alle Olimpiadi di Calgary 1988. Nonostante il piazzamento ultimo, il podcast mette in luce la determinazione e il coraggio, mostrando come lo spirito olimpico vada oltre il risultato. 

It’s your vibe

Analizza la dimensione emotiva e introspettiva degli atleti alle Olimpiadi. Attraverso la testimonianza di Cristian Zorzi, il podcast esplora come gli sportivi gestiscono la pressione, superano difficoltà e trasformano le sfide in crescita personale. Include contributi di Federica Brignone e Arianna Fontana, evidenziando come la «vittoria interna» sia spesso più significativa di quella esterna. 

La caduta degli dei

Racconta il momento in cui gli atleti smettono di sembrare invincibili e tornano esseri umani fragili. Analizza scandali, errori tecnici e la pressione dei social media, mostrando come la resilienza e la capacità di rialzarsi siano la vera sfida olimpica. Il podcast evidenzia l’umanità nascosta dietro le medaglie e l’importanza del sostegno emotivo. 

Podcast da podio: dove nasce il campione

Introduzione e chiusura di un podcast sulle Olimpiadi 2026, con riflessioni su coraggio, regole e responsabilità degli atleti. Il podcast sottolinea valori umani universali, mostrando come la disciplina e la dedizione siano centrali anche oltre le medaglie.

Curiosità e aneddoti

La scusa della colica non funziona (nemmeno alle Olimpiadi)

Racconta il caso della squadra israeliana di bob a quattro, in cui una bugia interna annulla anni di preparazione. Analizza le dinamiche psicologiche di sabotaggio, pressione estrema e tradimento tra compagni di squadra, offrendo uno spaccato crudo delle tensioni nascoste dietro le competizioni. 

Miracolo sul Ghiaccio

La storica partita di hockey delle Olimpiadi del 1980 in cui gli studenti universitari americani batterono l’URSS. Il podcast mostra come lo sport possa diventare simbolo di orgoglio nazionale, speranza e resilienza, trasformando una semplice partita in un momento storico globale

Il lato oscuro delle Olimpiadi

Indaga la presenza della criminalità nei grandi eventi sportivi, concentrandosi su appalti sospetti per servizi esterni e televoto truccato. Il podcast analizza il rischio di corruzione e come i controlli odierni cercano di prevenire il riciclaggio o la manipolazione dei risultati. 

Pettegolezzi a cinque cerchi

Puntata leggera dedicato ai gossip olimpici, rielaborati da fonti attendibili in chiave curiosa e divulgativa. Racconta retroscena divertenti e insoliti, offrendo un lato più umano e popolare degli atleti e delle competizioni. 

Abbiamo riportato soltanto il link che riguarda Nadia Fanchini e Montecampione; tutti gli altri li troverete al link della sorgente: Olimpiadi invernali 2026: online i podcast degli studenti

Ultimo Chilometro – Pedalare a Montecampione, la salita di Pantani e Aru: guida e pendenze

21/05/2026 di Montecampione.org | 0 commenti

Ci sono montagne che non hanno bisogno di presentazioni. Strade che, non appena la pendenza supera le due cifre, iniziano a trasudare storie di ciclismo epico, fatica e scatti scolpiti nella memoria collettiva. Nel cuore della Valle Camonica, c’è un’ascesa che incarna perfettamente questo spirito: la salita di Montecampione.

Lunga, esigente e spietata, questa ascesa alpina è una delle mete imperdibili per chi ama i viaggi in bici e le grandi sfide contro la gravità. Che la si affronti con una moderna bicicletta da strada o in modalità cicloturistica, scalare Montecampione significa misurarsi direttamente con i trionfi dei più grandi campioni del passato.

Montecampione e il Giro d’Italia: dove nascono i miti

Se il Mortirolo è la spietatezza e il Gavia è la maestosità mistica, Montecampione rappresenta il palcoscenico dei duelli ravvisati, delle sfide uomo contro uomo che hanno deciso la storia della Corsa Rosa. Due edizioni del Giro d’Italia, in particolare, hanno reso questa salita un vero e proprio tempio del ciclismo mondiale.

1998: Il giorno in cui Marco Pantani piegò Pavel Tonkov

È il 4 giugno 1998. La diciannovesima tappa del Giro d’Italia si conclude in vetta a Montecampione (a quota 1700 metri, in località Plan di Montecampione). La maglia rosa è sulle spalle di Marco Pantani, ma il russo Pavel Tonkov è vicinissimo e non molla di un millimetro. L’ascesa si trasforma in un duello ravvicinato brutale. Pantani scatta ripetutamente, si toglie gli occhiali, rilancia l’azione sui pedali in piedi sulla sella. Tonkov stringe i denti, rientra, lo fissa.

A meno di tre chilometri dalla vetta, il Pirata sferra l’attacco decisivo, quello definitivo, staccando il rivale e andando a vincere in solitaria tra due ali di folla impazzita. Fu l’ipoteca definitiva su quel Giro del 1998, antipasto della leggendaria doppietta con il Tour de France. In cima alla salita, un monumento dedicato a Marco Pantani ricorda ancora oggi quell’impresa memorabile.

2014: L’esplosione del talento di Fabio Aru

Sedici anni dopo, nel 2014, la Corsa Rosa torna a fare tappe a Montecampione. Questa volta non c’è un re consolidato a dominare, ma un giovane sardo che sta per far innamorare l’Italia: Fabio Aru. Con uno scatto secco e un’azione di pura grinta ed eleganza in salita, l’atleta della Astana stacca tutti i big della classifica generale — compresa la maglia rosa Rigoberto Urán e Nairo Quintana — conquistando la sua prima storica vittoria di tappa al Giro d’Italia. Una dimostrazione di forza pura che ha confermato come Montecampione sia una salita adatta solo ai veri scalatori di razza.

Altimetria e pendenze: come si scala Montecampione

Affrontare Montecampione in bicicletta richiede un’ottima preparazione fisica e, soprattutto, un’attenta gestione dei rapporti e delle energie. Non è una salita da prendere sottogamba: la costanza della pendenza è il suo tratto più logorante.

  • La partenza: L’ascesa classica inizia da Pian Camuno (nella bassa Valle Camonica).
  • I numeri della salita: Il tracciato misura circa 19,3 chilometri per raggiungere Plan di Montecampione, superando un dislivello positivo di quasi 1.400 metri.
  • Le pendenze: La pendenza media complessiva si attesta attorno al 7,2%, ma questo dato è ingannevole. Il primo tratto è relativamente pedalabile, ma una volta superato l’abitato di Alpiaz le pendenze si stabilizzano stabilmente tra l’8% e il 10%, con punte massime che sfiorano il 12%. Non ci sono tratti di falsopiano per far respirare le gambe: è un’ascesa che richiede una spinta continua.

Consigli per il cicloturismo

Per gli amanti dei viaggi in bici, Montecampione offre panorami spettacolari che spaziano sulla Valle Camonica e, nei pressi della vetta, regalano scorci indimenticabili sulle creste alpine circostanti. Il fondo stradale è completamente asfaltato, ideale per le bici da corsa, ma affrontabile senza problemi anche con una gravel allestita con coperture scorrevoli.

Il periodo migliore per pianificare questa scalata va da maggio a ottobre, evitando le ore centrali delle giornate estive poiché gran parte del percorso è esposta al sole. In vetta sono presenti strutture ricettive e fontane per il rifornimento idrico, oltre al già citato monumento dedicato al Pirata, tappa obbligatoria per una foto ricordo.

Un’occasione unica a strade chiuse: Se vuoi vivere questa salita in totale sicurezza e senza il rumore dei motori, Montecampione sarà una delle protagoniste assolute dell’estate. L’ascesa sarà infatti interamente riservata alle biciclette il prossimo 2 luglio nell’ambito dei “Passi Mitici”, la splendida iniziativa cicloturistica collaterale alla Granfondo Gavia e Mortirolo 2026, che permette a tutti gli appassionati di pedalare sui monumenti della Valle Camonica in totale libertà.

Che tu voglia sfidare il tempo di Pantani o goderti i tornanti a passo lento ammirando il paesaggio, Montecampione resta un’esperienza mistica che ogni ciclista dovrebbe inserire, almeno una volta nella vita, nel proprio diario di viaggio.

Sorgente: Pedalare a Montecampione, la salita di Pantani e Aru: guida e pendenze – Ultimo Chilometro

Inbici – Il Giro accende la leggenda del Gavia

16/05/2026 di Montecampione.org | 0 commenti

Dal Giro d’Italia alla Granfondo: il GS Alpi trasforma gli appassionati nei protagonisti delle grandi montagne   Tra Passi Mitici, Gravel Experience e Granfondo, il ciclismo vive una settimana epica sulle Alpi.

Il Giro d’Italia corre veloce sulle strade della penisola, infiamma piazze e montagne, risveglia passioni antiche e riporta il ciclismo dentro il cuore della gente. È il tempo delle grandi fughe, delle salite leggendarie e dei racconti che attraversano generazioni. Ma mentre la corsa rosa scrive nuove pagine di storia, sulle Alpi lombarde c’è chi invita gli appassionati a smettere di guardare e iniziare a vivere davvero il mito.

Il GS Alpi, guidato da Vittorio Mevio e sostenuto dal Consorzio Turistico Ponte di Legno-Tonale, rilancia una delle manifestazioni più iconiche del panorama amatoriale internazionale: la Granfondo Gavia e Mortirolo 2026, in programma domenica 5 luglio 2026. Non una semplice granfondo, ma una settimana intera di ciclismo autentico, costruita attorno ai luoghi che hanno consacrato il mito della fatica e della gloria.

Nel momento in cui il Giro d’Italia attraversa nuovamente l’immaginario collettivo degli italiani, il GS Alpi accende una chiamata diretta agli appassionati: diventare protagonisti sulle stesse strade percorse da Marco Pantani, Ivan Gotti e dai grandi campioni che hanno reso immortali il Passo Gavia e il Mortirolo.

Passi Mitici: la montagna restituita ai ciclisti

L’idea è semplice quanto potente: chiudere le strade al traffico motorizzato e restituire le grandi salite esclusivamente alle biciclette. Nasce così Passi Mitici, progetto promosso dal GS Alpi insieme all’Assessorato allo Sport e Turismo della Comunità Montana di Valle Camonica.

Per una settimana, alcune delle ascese più leggendarie del ciclismo internazionale diventeranno terreno esclusivo per gli amatori, i cicloturisti e gli appassionati che desiderano pedalare immersi nel silenzio della montagna, senza motori, senza caos, senza pressioni. Un modo diverso di vivere il ciclismo: più lento, più consapevole, più vicino alla natura e alla memoria sportiva di questi luoghi.

Il calendario è già capace di evocare emozioni profonde negli amanti delle due ruote. Si partirà il 30 giugno con il Passo del Vivione, autentico gioiello alpino sospeso tra natura e fatica. Il 2 luglio toccherà invece a Montecampione, salita simbolo del duello epico tra Marco Pantani e Pavel Tonkov, una delle pagine più intense del ciclismo moderno.

Il gran finale arriverà il 5 luglio con l’apertura contemporanea di Gavia e Mortirolo, nel cuore della Granfondo. E proprio il Mortirolo si prepara a vivere una nuova consacrazione simbolica: nei prossimi mesi diventerà Cima Pantani, trasformandosi ancora di più in luogo sacro della memoria ciclistica italiana.

Pedalare su queste strade significa attraversare la storia. Ogni tornante racconta un attacco, ogni tratto di salita conserva il respiro affannoso dei campioni. Ed è qui che il GS Alpi riesce a trasformare un evento sportivo in un’esperienza emotiva e culturale.

Gravel Experience: l’altra anima del ciclismo alpino

Ma il progetto Gavia-Mortirolo non si limita all’asfalto. Negli ultimi anni il mondo gravel ha cambiato il modo di vivere la bicicletta e il GS Alpi ha deciso di interpretare questa evoluzione con una proposta immersiva e moderna.

La Gravel Experience Gavia-Mortirolo, in programma il 4 e 5 luglio, rappresenta infatti il lato più selvaggio e avventuroso dell’evento. Una due giorni costruita tra Strade Bianche, sterrati, sentieri e panorami mozzafiato, dove la fatica si mescola alla scoperta del territorio.

Non si parla semplicemente di ciclismo, ma di esperienza totale. I partecipanti potranno scegliere tra il comfort dell’hotel oppure il fascino più autentico della notte in tenda, accompagnati da guide professioniste in un viaggio che unisce sport, natura e convivialità.

Il gravel rappresenta oggi una delle anime più dinamiche del movimento bike internazionale, e il contesto del Mortirolo e dell’alta Valle Camonica offre uno scenario perfetto per interpretarne lo spirito. Qui la bicicletta torna a essere libertà assoluta, esplorazione, connessione con il territorio.

La Granfondo del 5 luglio: il mito diventa sfida

Il culmine della settimana arriverà naturalmente domenica 5 luglio 2026, giorno della Granfondo Gavia e Mortirolo. Una sfida che ogni anno richiama appassionati provenienti da tutta Italia e dall’estero, desiderosi di confrontarsi con due dei giganti assoluti del ciclismo mondiale.

Tre i percorsi previsti, ciascuno pensato per livelli differenti ma accomunati dallo stesso fascino epico.

  • Percorso lungo – 141 km: la vera “combo” leggendaria, con Passo del Gavia e Mortirolo dal versante mitico di Mazzo di Valtellina.
  • Percorso medio – 110 km: Gavia e Mortirolo dal versante di Grosio, per vivere la doppia scalata con un livello di accessibilità leggermente maggiore.
  • Percorso corto – 45 km: l’ascesa al Gavia con arrivo in quota, pensata per chi vuole assaporare l’emozione della grande montagna.

Il percorso lungo rappresenta la sfida regina: Gavia e Mortirolo nello stesso giorno, la fatica che diventa racconto, la strada che si trasforma in memoria. Il medio conserva il fascino della doppia scalata, mentre il corto permette anche ai ciclisti meno esperti di vivere l’emozione della vetta.

Non sarà soltanto una manifestazione sportiva. Sarà un rito collettivo, una celebrazione del ciclismo nella sua forma più pura. Perché il Gavia e il Mortirolo non appartengono soltanto ai professionisti o agli archivi del Giro d’Italia. Appartengono a chi sogna davanti a una salita e continua a credere che la bicicletta possa ancora raccontare storie straordinarie.

Iscrizioni e informazioni utili

Le iscrizioni alla Granfondo Gavia e Mortirolo 2026 sono aperte. L’appuntamento è a Ponte di Legno, nel cuore di un territorio che da sempre lega turismo, sport, accoglienza e grandi salite.

Sito ufficiale Granfondo: www.granfondogaviaemortirolo.it
Info Passi Mitici: www.passimitici.it

Ed è proprio questo il messaggio più forte che il GS Alpi lancia nel momento in cui il Giro attraversa l’Italia: il ciclismo non si guarda soltanto. Si vive. Si conquista pedalata dopo pedalata. Si respira dentro il silenzio delle montagne dove la leggenda continua ancora oggi a prendere forma.

A cura della redazione di Inbici News24

Sorgente: Il Giro accende la leggenda del Gavia