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La Repubblica – Tripletta in salsa lombarda “Niente festa, c’è da allenarsi”

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«Bellissima vittoria, ma ora si punta al prossimo obiettivo».

Sulla pista dedicata a Franz Klammer, l’imperatore austriaco dello sci, il podio parla italiano, anzi lombardo. E si sente. Sì, perché Sofia Goggia, Federica Brignone e Nadia Fanchini, le tre atlete che ieri hanno regalato all’Italia la prima tripletta nella discesa libera femminile a Bad Kleinkirchheim, in Austria, sono tutte nate in Lombardia.

Classe 1992, Sofia Goggia rivendica con orgoglio il fatto di essere una bergamasca doc.

«Porto con me l’indole tipica della mia terra — spiega — . Sono testarda, grintosa e con una grande voglia di fare. Non riesco mai a star ferma. Non mi spaventa la competizione, anzi, è uno degli aspetti che amo di più della mia disciplina». E i primi passi sulla neve, ovviamente, li ha mossi in Alta Val Brembana, sulle piste di sci di Foppolo. Il suo primo maestro, Giuseppe Colombo, detto Popi, se li ricorda ancora bene: «Mai vista così tanta passione, per lo sci in una bambina di appena cinque anni — racconta — . Appena poteva correva sulle piste e si allenava anche fino al tardo pomeriggio.

Con una dedizione incredibile.

Nella mia professione ho visto tanti bambini, ma nessuno come lei. Abbiamo subito capito che si trattava di una fuoriclasse, ma nessuno si immaginava che sarebbe arrivata così in alto. Ancora oggi mi emoziono quando la vedo in gara, perché riconosco la stessa luce che aveva da bambina.

Ogni tanto sento suo fratello, lei è sempre troppo impegnata».

Così tanto da non concedersi neanche una serata per festeggiare l’impresa compiuta in Austria: «Ci ha già pensato il mio allenatore — scherza — io devo pensare alle prossime sfide». Ad attenderla, infatti, c’è la prova di Coppa del mondo a Cortina d’Ampezzo (il 19 gennaio) e l’appuntamento olimpico sulle piste di Jeongseon, in Corea del Sud.

Insomma, non c’è tempo per lo champagne. Non si concede festeggiamenti neanche Federica Brignone, 25 anni.

Nata a Milano e trasferitasi a La Salle, in Valle D’Aosta dall’età di sei anni, sembra comunque aver conservato il tipico pragmatismo lombardo: «Domani mattina presto sarò di nuovo sulle piste ad allenarmi, non posso permettermi di far serata, al massimo un brindisi con le ragazze. I festeggiamenti veri li rimando alla fine della stagione». La sua prima volta sugli sci è stata a un anno e mezzo «ho imparato prima a sciare che a camminare» scherza. E non poteva essere diversamente, visto che Federica è figlia d’arte, la mamma Maria Rosa Quario, era una delle stelle della valanga rosa. «Eravamo a Tregnes, in Francia — racconta — e come tutti i bambini volevo imitare i miei genitori. Così ho insistito per farmi mettere i primi sci ai piedi. È stato amore a prima vista». Anche per Nadia Fanchini, 31enne di Lovere, in provincia di Bergamo, la passione per le piste è una questione di Dna. È la seconda delle tre sorelle della nazionale azzurra, la maggiore è Elena, la più piccola Sabrina. «Hanno iniziato insieme quando erano ancora all’asilo — ricorda Stefano Iorio, presidente della Montecampione Ski Area, dove le sorelle Fanchini hanno mosso i primi passi sugli sci — . Quando possono tornano da noi e sono sempre circondate da ammiratori che non vedono l’ora di vederle sciare. A marzo il loro fan club organizza una festa qui da noi, per le tre campionesse. Sono molto unite». Ed è proprio alla sorella Elena, che pochi giorni fa ha annunciato su Facebook che non disputerà la quarta Olimpiade a causa di un tumore, che Nadia ha deciso di dedicare il 14esimo podio della sua carriera: «Un impresa per lei».

Giulia Argenti

Sorgente: Tripletta in salsa lombarda “Niente festa, c’è da allenarsi” – la Repubblica.it


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