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Bresciaoggi – Giro d’Italia, Brescia da arbitro a grande esclusa

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Dopo le grandi abbuffate degli ultimi anni, Brescia e provincia sono state dimenticate dagli organizzatori del Giro d’Italia, edizione 103, presentata ufficialmente ieri pomeriggio a Milano. A pochi mesi dalla splendida tappa di Pontedilegno vinta sotto un autentico nubifragio da Giulio Ciccone, i tifosi bresciani dovranno sobbarcarsi lunghe trasferte per vedere in azione i corridori nella corsa rosa. Ma perché Mauro Vegni ha deciso di cancellare dal programma del 2020 i mitici Mortirolo e Gavia che pure erano stati inseriti in una prima planimetria qualche tempo fa? Difficile trovare la risposta, ma purtroppo dopo dieci anni di ininterrotta presenza al Giro d’Italia, il nostro territorio non verrà nemmeno sfiorato dalla corsa che partirà da Budapest il 9 maggio per concludersi il 31 a Milano dopo 3.579,8 chilometri. Al posto dei nostri due mitici passi è stato inserito lo Stelvio, dove nel 1975 Fausto Bertoglio vince la corsa rosa. BRESCIA E PROVINCIA alla finestra, insomma, in attesa di una chiamata che si spera sia abbastanza vicina. Nel frattempo però c’è da fare i conti con un’esclusione difficile da digerire per una provincia come la nostra che vive di due ruote e pedali. Un rospo che Brescia non meritava affatto perché negli ultimi dieci anni è sempre stata all’altezza della situazione. Dal 2010, anno in cui ha orchestrato il finale della tappa scattata da Levico Terme e arrivata nel capoluogo con la vittoria di Andrè Greipel. L’anno successivo nella frazione Feltre-Tirano la corsa rosa ha affrontato una sessantina di chilometri in Alta Vallecamonica transistando dal Tonale e sull’Aprica. Nel 2012 è stata Limone sul Garda a ospitare la partenza della tappa terminata a Passo Falzes. Il sindaco Chicco Risatti con la collaborazione di Paolo Zanni allestì una logistica da sogno, in una giornata di sole meraviglioso. Nel 2013 per ben due volte la corsa rosa si è affacciata sul balcone di casa nostra. Nella tappa Caravaggio-Vicenza ha percorso una cinquantina di chilometri nella Bassa, con un traguardo volante organizzato da Luciano Grillo davanti al ciclodromo Naviglio di Ghedi. Quindi il Grande Arrivo a Brescia, con la vittoria in volata di Mark Cavendish e il trionfo di Vincenzo Nibali diretto dal lodettese Giuseppe Martinelli. La tappa scattò da Riese Pio X, in provincia di Treviso. Anche nel 2014 la corsa targata Rcs ha gratificato il nostro territorio. Nella Valdengo-Montecampione, revival del trionfo di Marco Pantani nel 1998, vinse Fabio Aru, diretto anche lui da Martinelli, mentre in maglia rosa si presentò sul palco delle premiazioni il colombiano-bresciano Rigoberto Uran. DOPO IL GIORNO di riposo la carovana rosa si rimise in moto da Pontedilegno per fare rotta sulla Val Martello: praticamente la ripetizione della tappa non disputata l’anno prima per le avverse condizioni meteo. Nel 2015 Alta Vallecamonica ancora gratificata per una centinaio di chilometri nella tappa Pinzolo-Aprica, con le salite del Tonale e del Mortirolo letteralmente invase dai tifosi. Nella Molveno-Cassano d’Adda del 2016 i corridori percorsero un centinaio di chilometri da Ponte Caffaro in poi, affrontando il Sant’Eusebio prima di lasciare il nostro territorio a Urago d’Oglio, mentre a Brescia in piazza Garibaldi era stato fissato il traguardo volante. Due le tappe che hanno toccato la nostra provincia nell’edizione 2017 della corsa rosa: la Tirano-Canazei e la Rovetta-Bormio. Nella prima i corridori hanno scalato il Tonale, nella seconda hanno affrontato il Mortirolo. Quindi la Riva del Garda-Iseo vinta da Elia Viviani in una giornata da tregenda e la Lovere-Pontedilegno di quest’anno che ha incoronato Ciccone. Dopo due arrivi di fila, rimarremo pertanto a guardare. Mauro Vegni questa volta non ha voluto sentire ragioni. Peccato, perché la nostra provincia ha sempre risposto alla grande alle chiamate in rosa. Che di sicuro non mancheranno di arrivare nella prossima edizione. Ma stavolta, con grande rammarico, resteremo ai margini.

Angiolino Massolini

Sorgente: Giro d’Italia, Brescia da arbitro a grande esclusa | Ciclismo


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