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Che bello “smanettare” su Google di giovedì – 2009, Gazzetta dello Sport, -4 al battesimo del Giro d’Italia Hinault e Contador imbattuti

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Sabato verrà presentato il Giro d’Italia 2010. E ogni giorno, in avvicinamento al gran gala, proponiamo un episodio legato a un personaggio fra i mille che hanno reso unica e affascinante la storia della corsa rosa. Oggi retrospettiva su chi ha sempre vinto quando era in corsa

MILANO, 20 ottobre 2009 – Nella storia del Gir

o due corridori sono imbattuti. Contador e Hinault. Contador si è imposto nel 2008. Ha gareggiato una sola volta al Giro e lo ha vinto. Bernard Hinault, invece, ha vinto tre volte su tre. Certo, Hinault non è all’altezza di Binda, Coppi e Merckx che hanno vinto 5 Giri. Nella storia del Giro lo mettiamo al sesto posto nella nostra personale classifica, che vede: 1. Binda, 2. Coppi, 3. Merckx, 4. Bartali, 5. Girardengo, 6. Gimondi e Hinault.

I grandi del giro — Girardengo, Bartali e Coppi sono stati penalizzati dalla guerra, Gimondi dall’avere Merckx come avversario. Binda è il corridore che ha espresso la superiorità più ampia: leader della corsa in 64 tappe su 128, capace di vincere 41 tappe, tra cui 8 di fila e 12 su 15 in un solo Giro. Binda ha vinto 5 Giri su 10. Coppi, che aveva di fronte avversari formidabili – Bartali, Koblet, Bobet, Magni, Robic – ne ha vinti 5 su 13. Merckx 5 su 8. Merckx è stato il corridore più forte del secolo, ma non al Giro, dove Fuente lo ha staccato molte volte in salita, mentre Trueba ha visto solo la schiena di Binda. Coppi ha regalato le imprese più belle. Ma nessuno ha schiacciato la corsa come Binda. Era così superiore, che nel 1930 fu pagato col premio-vittoria per non correre.

Hinault, la prima vittoria — Più di loro, però, Hinault merita l’appellativo di «imbattibile al Giro». Hinault si è presentato al Giro nel 1980, a 25 anni. Nel ’78 aveva già vinto all’esordio sia la Vuelta che il Tour. E’ un bretone come Robic. Un duro. Poche settimane prima ha vinto la Liegi-Bastogne-Liegi con la neve con 9’24″ su Kuiper. Quando compare, la scena è di Saronni e Moser che duellano dentro e fuori la corsa. Hinault regala lo show sulle prime montagne della storia del Giro. Forza sul Macerone e fa il vuoto sulla salita di Rionero Sannitico. Si porta dietro solo Panizza, come uno scudiero gentile: da 14 anni insegue il sogno della maglia rosa, che veste a Roccaraso. Hinault, però, vince e stacca gli avversari che contano: Saronni, Moser, Battaglin, Baronchelli. Per la stoccata finale aspetta il 5 giugno, terz’ultimo giorno di corsa, e lo Stelvio, il tetto del Giro. Quel giorno manda avanti il suo luogotenente Bernaudeau. Poi forza al tornante numero 34. Semina tutti. Scollina a 45″ da Bernaudeau e lo raggiunge dopo tre chilometri di discesa. Bernaudeau viene dalla tragedia. Poche settimane prima suo fratello minore si è rovesciato in canoa ed è annegato nel lago di Saint Maurice, davanti a casa. Hinault lo ha portato al Giro per dimenticare. Scende con lui e, con gesto regale, gli lascia la vittoria di tappa a Sondrio. Vince il Giro con 5’43″ su Panizza.

Hinault, bis e tris — Torna nell’82. Viene accerchiato e messo con le spalle al muro dagli uomini della Bianchi: Prim, Contini, Baronchelli. Ma gli basta una tappa brevissima, 85 km, per liquidarli sulla salita di Montecampione e spodestare Contini della maglia rosa. Fa il tris nell’85, con l’aiuto di Greg LeMond, piegando Moser, che si batte con valore.

Claudio Gregori

Sorgente: Gazzetta dello Sport

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