
Lasciato l’auto all’ampio parcheggio proseguo lungo la strada sterrata / cementata, accanto agli impianti, spesso i due si incrociano. Seguendo la strada si raggiunge velocemente la Stanga di Bassinale, un piccolo valico, se non fosse che di fronte il panorama cambia e si amplia non ci si accorge si superarlo. Mantenendosi sulla destra e seguendo la strada, ora sempre sterrata, si raggiunge la malga rondeneto e poi, immergersi nella fantastica ValGrigna fino a raggiungere il rifugio Elena Tironi. Questo tratto all’apparenza noioso è sempre accompagnato da panorami che ripagano e non annoiano mai. Poco prima di raggiungere il rifugio si lascia la strada e ci si immerge nel bosco per raggiungere la Foppa del Mercato. Qui si hanno due opzioni. La prima è svoltare a sinistra e salire rapidamente e raggiungere il Monte Stabil Fiorito e da qui seguendo la cresta, sali e scendi, raggiungere il monte Crestoso, oppure, proseguire dritto e dopo essere scesi rapidamente si risale lentamente passando da Malga Poffe Stabil Fiorito e dopo un leggero strappo finale si raggiunge un nuovo bivio a sinistra inizia la salita al monte Crestoso a destra si raggiunge il passo.
Decido per la seconda scelta per prendermela comoda e godermi la passeggiata. Raggiungo la malga e un ultimo strappo mi porta al bivio. Decido di salire subito sulla cima del Monte Crestoso dove il panorama ripaga della fatica. Un giro di 360° che lascia senza parole.
Scendo e raggiungo il Passo delle sette crocette. Conoscete la sua storia ?
Credo che in fondo siano in pochi e, come spesso succede, chiunque prende la versione che più gli aggrada.
Il passo, antica via di collegamento fra l’alta Val Trompia e la Val Grigna, è caratterizzato dalla presenza di un muretto di pietre a secco con infisse sette croci di ferro (originariamente erano in legno, poi vennero sostituite con le attuali in ferro), oltre alle sette croci c’è un cippo con scolpita la data del 1688. L’origine di questo monumento è sconosciuta, diventando così sorgente di miti e leggende. Chi dice sia un luogo legato a spiritismo e stregoneria, altri (storie popolari), raccontano di un gesto di pietà montanara verso un fatto di sangue,la morte di sette persone, chi dice fossero banditi, chi pastori.
Dal passo mantenendomi su un sentiero leggermente più basso dell’andata raggiungo il passo del Crestoso, ora seguo le indicazioni per la nicchia di San Glisente. Altro luogo pieno di misteri e leggende.
Probabilmente il popolo che abitò la media Valcamonica, guardava al monte San Glisente come gli Ebrei guardavano al Moria o al Carmelo. La sua forma, la sua posizione spingeva alla creazione di leggende e storie.
San Glisente, ex soldato di Carlo Magno, ritiratosi in eremitaggio su quel monte, alimentò queste storie.
La realtà è diversa perchè non si hanno certezze che Carlo Magno, e il suo esercito, sia mai stato in Valcamonica.
Raggiunto la nicchia scendo verso il bellissimo bivacco Marino Bassi, proseguendo dritto si scende di poco metri per scoprire una bellissima cascata. Si continua sul sentiero, si risale per poi scendere subito fino a raggiungere Malga Rosellino. Sempre seguendo i cartelli e i segni chiari e posizionati bene ci si ritrova ben presto in un bellissimo bosco e ne uscirò solo al rifugio Elena Tironi, dove riprendo il sentiero dell’andata per ritornare al parcheggio.
Sorgente: Monte Crestoso e Passo sette crocette da Montecampione – Orobie.it


