I ♥ MONTECAMPIONE

Montecampion'è per sempre!

Italiadeiderby – Inter fai come Monzon

La Beneamata si gode finalmente a detta del suo allenatore delle meritate vacanze mentre attorno a lei divampano le polemiche nelle altre squadre che stanno soffrendo l’indicibile provocando un effetto domino che le coinvolge. L’esclusione clamorosa di Milan e Juve dalla prossima Champions League (ballano almeno una settantina di milioni di ricavi mancanti) hanno provocato non solo malumori fra i tifosi ma anche e soprattutto più che delle dirigenze soprattutto delle proprietà. Nel caso del Milan solo Ibrahimovic para essersi salvato dallo tsunami in atto ed in verità lo si può capire (o no) in quanto il suo ruolo di advisor non ha minimamente inciso. Via Allegri, Tare, Furlani e Moncada ed ora viene il bello. La Juventus fuori dell’Europa che conta deve fare i conti con lo scontato nervosismo di uno Spalletti che non sa proprio da che parte girarsi ed a chi far riferimento. Per non parlare del Napoli e dell’esilarante conferenza stampa del dopo partita tenuta dal Presidente assieme al dimissionario Conte, vederli rimproverarsi a vicenda ha fatto sorridere i più. L’unica squadra o meglio club che ha saputo mettere le cose a posto è stata la Roma assicurando una fiducia incondizionata a Gasperini oltre alla rivelazione Como del Presidente Suwarso e della ricca proprietà Hartomo. Perché dicevamo di Monzon? Presto detto, l’Inter non deve farsi sfuggire l’occasione di aver messo i suoi potenziali contendenti all’angolo trovandosi ora nella necessità di infierire come faceva ai tempi Carlos che fra le sedici corde si dimostrava di una spietatezza inaudita. Nel caso dei nerazzurri guai a farsi intenerire dalla situazione degli avversari, è il momento di mantenere la feroce calma del pugile argentino, continuare a colpire alla nuca come lui faceva dimostrando una fisicità sproporzionata oltre che una tecnica ai limiti del regolamento. Gli uomini di Chivu sono attesi a dimostrare di non avere pietà, sempre sportivamente parlando, in quanto questo è il momento di assestare il definitivo colpo del KO alle ambizioni di molti avversari che il proprio angolo vorrebbero guadagnarselo quanto prima. Fuori i secondi anche se qui parliamo di quinti o sesti.

21 maggio 2026
La non fatal Bologna

La storia si ripete, ma neanche per sogno. La trasferta in terra emiliana, che tanto preoccupava il popolo nerazzurro, ha perso d’importanza alla luce della vittoria recentemente conquistata. La partita rappresentava di certo uno spauracchio visti i due precedenti. Il primo nel recupero con lo scivolone di Radu, il secondo l’anno scorso con il gol in semirovesciata di Orsolini. Da mangiarsi le dita in quanto un pareggio avrebbe permesso di andare allo spareggio con il Napoli. Insomma un bel pericolo scampato anche se ora ci si aspetta delle novità dal mercato soprattutto in uscita con i non rinnovi di Sommer, Acerbi, Darmian e Mkhitaryan. La posizione di De Vrij è incerta anche se a nostro parere i limiti di età per il centrale non sono stati ancora raggiunti. Bastoni e Frattesi i dubbi amletici, anche se il romano ha più di un piede e mezzo fuori. Servono un difensore di sicuro affidamento, un centrocampista di livello vista la partenza dell’armeno e soprattutto alcune defezioni per infortuni registratesi in quella zona del campo. Noi opteremmo anche per un quinto attaccante visti i numerosi impegni e soprattutto il Mondiale alle porte dove la Thu-La che reciterà un ruolo da protagonista. La decisione sul portiere deve inoltre avvenire in tempi brevi. Il duo Ausilio-Baccin sarà costretto a rimboccarsi le maniche e fare i conti con la somma messa a disposizione dalla proprietà. Ci si aspetta un salto di qualità soprattutto in Europa dove abbiamo visto che il gap è ancora troppo evidente. Insomma un’estate che si prennuncia calda ma sicuramente interessante e noi la seguiremo aggiornandovi costantemente.

08 maggio 2026
Và a chapà el Meaza!

Per chi non è avvezzo al dialetto milanese questa era la tipica espressione meneghina di alcuni tifosi che a fine partita si radunavano sotto la tribuna principale, quelli che erano una volta i parterre, per commentare le gesta dei loro eroi oltre che per vedere sul tabellone che si chiamava “luminoso” i risultati delle altre. Si commentavano questi magari chiedendo lumi a chi aveva seguito le altre partite in quanto dotato di un transistor attaccato all’orecchio per non perdersi nulla di Tutto il Calcio Minuto per Minuto. Questo sì solo collegandosi per i secondi tempi, nei primi ci si dedicava solo alla propria squadra salvo poi alla fine riunirsi per una buona mezzoretta fino a quando qualche dannato ghisa invitava gli astanti a guadagnare l’uscita. Ebbene nelle discussioni post gara c’era sempre qualcuno che la sapeva più degli altri e sciorinando acume tattico e giornalistico si permetteva di criticare i propri idoli scatenando l’indignazione dei più. La persona alquanto datata evocava le gesta dei giocatori del passato ricordando episodi di molti anni addietro fino ad arrivare a spazientire i propri interlocutori. I giocatori di un tempo avrebbero fatto meglio di quelli di oggi ma vuoi mettere gli Skoglund, Lorenzi, Nyers e compagnia rispetto a quanto abbiamo visto oggi pomeriggio. Spingendosi più in là si arrivava anche a ricordare le gesta del Balilla ossia di Pepin Meazza fino a raggiungere il culmine che ha generato l’espressione del nostro titolo. Arrivati a questo punto il capannello si sfaldava, tutti si erano convinti di dover guadagnare l’uscita ma senza guardare il sapientone lo lasciavano pensativo ed ondeggiando le mani dandogli le spalle manifestavano in questo modo la loro non conformità (in verità le espressioni erano molto più colorite di questa). Nel frattempo i cuscinetti di paglia hanno preso fuoco quà e là creando un ambiente suggestivo.

06 maggio 2026
Dopo Canuti ora anche il Becca!

Triste notizia quella che con la quale ci tocca iniziare la giornata. Evaristo Beccalossi detto il Becca ci ha lasciati quando avrebbe compiuto settant’anni fra meno di una settimana. Minato nel fisico da più di un anno causa un’emorragia celebrale, non si è più ripreso nonostante le cure dei medici oltre che l’attenzione dei suoi familiari. Un estroso in campo e dalla spiccata personalità fuori, quante volte lo abbiamo invitato a partecipare alle nostre trasmissioni ma lui ha sempre declinato l’invito causa i notevoli impegni assunti. Vogliamo però ricordarlo per le sue gesta in campo e per le due frasi che gli erano state affibbiate ” Sono Evaristo, scusi se insisto” oppure “A Evaristo non lo ferma neppure Cristo”. Come Nazzareno se ne è andato troppo presto. Faceva parte di quell’Inter Berselliniana avendo avuto anche come allenatori Radice prima e Castagner poi. Di lui ricordiamo la favolosa doppietta nel famoso derby del 28.10.79 sotto il diluvio ma anche i due rigori sbagliati nella stessa partita contro lo Slovan Bratislava in Coppa delle Coppe. Idolo dei tifosi come tutti i numeri dieci che si rispettino aveva un sinistro magico che incantava i suoi sostenitori e non solo. Non fu convocato per il Mondiale del 1982 quando la sua partecipazione veniva richiesta a furor di popolo (e ci rimase molto male). Fu Campione d’Italia nel 79-80 vincendo sempre con l’Inter una Coppa Italia nell’81-82. L’arrivo del tedesco Hansi Müller gli precluse la continuità con i nerazzurri e dovette passare alla Sampdoria (vinse con i blucerchiati la Coppa Italia dell’84-85) per finire poi la carriera nel 1991 dopo aver militato nel Monza, Barletta e Pordenone. Lo ricordiamo con fare scanzonato sedersi al nostro tavolo nei ritiri estivi di Montecampione, la sua personalità lo portò anche a disimpegnare le proprie qualità e soprattutto schiettezza come opinionista tv. Becca ci mancherai e non è solo un modo di dire. Alla figlia Nagaja ed ai suoi familiari ed amici, che più di noi hanno avuto la fortuna e la possibilità di conoscerlo, il nostro più commosso e sincero ricordo.

04 maggio 2026
E’ fatta!

Obiettivo raggiunto con il minimo sforzo visto che alla Beneamata bastava raggranellare un solo punticino contro il Parma per avere la matematica certezza della conquista del ventunesimo titolo. Tutto questo grazie al pareggio in riva al lago degli uomini di Antonio Conte e dell’inopinata ma giusta sconfitta di quelli di Allegri contro un Sassuolo che almeno una volta non ha fatto lo … Scansuolo (ancora Berardi particolarmente eccitato nel vedere le maglie rossonere). E’ stata una nottataccia con sarte, sartine e modiste impegnate nel cucire quel triangolino tricolore che tanto vuol significare e non solo per il popolo interista. L’unico puntino nero, come ha sottolineato il suo presidente Marotta (quello per intenderci della Marotta League), è stata l’eliminazione contro i norvegesi in Champions. Se ci si guarda indietro si vede la seconda a dodici punti e la terza a quindici con una lotta per i due posti disponibili per l’Europa che conta ancora in bilico. Un’Inter che come tutte le altre italiane almeno per ora non pare essere competitiva a livello internazionale rendendosi quanto mai necessari degli aggiustamenti di mercato per rinforzare soprattutto gli esterni d’attacco con giocatori che sappiano dare la propria impronta nelle partite maledettamente bloccate. Saltare l’uomo non è necessario ma almeno aggirarlo questo sì. Sicuramente non verranno rinnovati i contratti di Sommer, Acerbi, Darmian e Mihkitaryan cercando i loro sostituti possibilmente nel panorama nazionale, cosa che non sembra affatto semplice. Per il momento ci si gode il successo pronti a bissarlo il 13 maggio nella finale di Coppa Italia celebrando poi questa doppietta che farà schiumare di rabbia chi sappiamo noi.

Carlo Bianchi

Sorgente: Inter fai come Monzon

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