
Il 6 giugno 1998 in Italia la “febbre Pantani” tocca quota 40 gradi, più di quelli presenti sulle strade del Nord Italia che in quei giorni vivono una delle tradizionali giornate pre-estive. Tutto ciò non si percepisce in Svizzera dove il Giro d’Italia è approdato con una ventata di aria gelida che si abbatte sulla Mercatone Uno-Bianchi.
Pantani è sì maglia rosa da due giorni dopo aver sfiancato Pavel Tonkov (Mapei-Bricobi) lungo la scalata a Montecampione, ma quel 1’28” di vantaggio appare più come un vantaggio per il russo che un distacco rassicurante per il romagnolo. Davanti al Pirata c’è la temibile cronometro da Mendrisio a Lugano, trentaquattro chilometri tutti a favore del vincitore dell’edizione precedente.
Il russo scatta con un casco da marziano per i tifosi italiani e tutto sembra pronto per creare una sorta di psicodramma sportivo per quel piccolo scalatore venuto dal mare, ma che ha una struttura tutt’altro che adatta ai lunghi rettilinei lungo il lago elvetico.
La corsa sembra già scontata alla partenza con tutti pronti a vedere il disastro di Pantani sin dai primi chilometri eppure dopo tremila metri è l’atleta di Cesenatico a essere in vantaggio di tre secondi, un distacco che aumenta con il passare dei chilometri che sale a nove secondi al settimo e a dieci al dodicesimo.
I più pessimisti sono convinti che Pantani pagherà lo sforzo e crollerà e in parte accade tutto cio. A metà gara a Pantani rimangono solo due secondi di vantaggio, mentre al ventesimo chilometro è dietro di un secondo. L’inerzia sembra tutto a favore del russo, ma il vento all’improvviso cambia completamente. L’eleganza di Tonkov lascia spazio a energie sempre più ridotte che favoriscono la caparbietà del Pirata che a sette chilometri dall’arrivo è in vantaggio nuovamente di due secondi, a cinque ne guadagna addirittura sette.
All’arrivo di Lugano è un trionfo con Pantani che chiude terzo nella giornata di Serhij Hončar (Cantina Tollo) che vince con ventinove secondi su Massimo Podenzana (Mercatone Uno-Bianchi) e trenta sul romagnolo, mentre Tonkov è quinto con trentacinque secondi di distacco. Il Giro è finalmente di Pantani, l’Italia può festeggiare finalmente il piccolo eroe dalla bandana da corsaro che ha compiuto un vero e proprio “miracolo”.


