Ultimo Chilometro – Pedalare a Montecampione, la salita di Pantani e Aru: guida e pendenze
21/05/2026 di Montecampione.org | 0 commenti

Ci sono montagne che non hanno bisogno di presentazioni. Strade che, non appena la pendenza supera le due cifre, iniziano a trasudare storie di ciclismo epico, fatica e scatti scolpiti nella memoria collettiva. Nel cuore della Valle Camonica, c’è un’ascesa che incarna perfettamente questo spirito: la salita di Montecampione.
Lunga, esigente e spietata, questa ascesa alpina è una delle mete imperdibili per chi ama i viaggi in bici e le grandi sfide contro la gravità. Che la si affronti con una moderna bicicletta da strada o in modalità cicloturistica, scalare Montecampione significa misurarsi direttamente con i trionfi dei più grandi campioni del passato.
Montecampione e il Giro d’Italia: dove nascono i miti
Se il Mortirolo è la spietatezza e il Gavia è la maestosità mistica, Montecampione rappresenta il palcoscenico dei duelli ravvisati, delle sfide uomo contro uomo che hanno deciso la storia della Corsa Rosa. Due edizioni del Giro d’Italia, in particolare, hanno reso questa salita un vero e proprio tempio del ciclismo mondiale.
1998: Il giorno in cui Marco Pantani piegò Pavel Tonkov
È il 4 giugno 1998. La diciannovesima tappa del Giro d’Italia si conclude in vetta a Montecampione (a quota 1700 metri, in località Plan di Montecampione). La maglia rosa è sulle spalle di Marco Pantani, ma il russo Pavel Tonkov è vicinissimo e non molla di un millimetro. L’ascesa si trasforma in un duello ravvicinato brutale. Pantani scatta ripetutamente, si toglie gli occhiali, rilancia l’azione sui pedali in piedi sulla sella. Tonkov stringe i denti, rientra, lo fissa.
A meno di tre chilometri dalla vetta, il Pirata sferra l’attacco decisivo, quello definitivo, staccando il rivale e andando a vincere in solitaria tra due ali di folla impazzita. Fu l’ipoteca definitiva su quel Giro del 1998, antipasto della leggendaria doppietta con il Tour de France. In cima alla salita, un monumento dedicato a Marco Pantani ricorda ancora oggi quell’impresa memorabile.
2014: L’esplosione del talento di Fabio Aru
Sedici anni dopo, nel 2014, la Corsa Rosa torna a fare tappe a Montecampione. Questa volta non c’è un re consolidato a dominare, ma un giovane sardo che sta per far innamorare l’Italia: Fabio Aru. Con uno scatto secco e un’azione di pura grinta ed eleganza in salita, l’atleta della Astana stacca tutti i big della classifica generale — compresa la maglia rosa Rigoberto Urán e Nairo Quintana — conquistando la sua prima storica vittoria di tappa al Giro d’Italia. Una dimostrazione di forza pura che ha confermato come Montecampione sia una salita adatta solo ai veri scalatori di razza.
Altimetria e pendenze: come si scala Montecampione
Affrontare Montecampione in bicicletta richiede un’ottima preparazione fisica e, soprattutto, un’attenta gestione dei rapporti e delle energie. Non è una salita da prendere sottogamba: la costanza della pendenza è il suo tratto più logorante.
- La partenza: L’ascesa classica inizia da Pian Camuno (nella bassa Valle Camonica).
- I numeri della salita: Il tracciato misura circa 19,3 chilometri per raggiungere Plan di Montecampione, superando un dislivello positivo di quasi 1.400 metri.
- Le pendenze: La pendenza media complessiva si attesta attorno al 7,2%, ma questo dato è ingannevole. Il primo tratto è relativamente pedalabile, ma una volta superato l’abitato di Alpiaz le pendenze si stabilizzano stabilmente tra l’8% e il 10%, con punte massime che sfiorano il 12%. Non ci sono tratti di falsopiano per far respirare le gambe: è un’ascesa che richiede una spinta continua.
Consigli per il cicloturismo
Per gli amanti dei viaggi in bici, Montecampione offre panorami spettacolari che spaziano sulla Valle Camonica e, nei pressi della vetta, regalano scorci indimenticabili sulle creste alpine circostanti. Il fondo stradale è completamente asfaltato, ideale per le bici da corsa, ma affrontabile senza problemi anche con una gravel allestita con coperture scorrevoli.
Il periodo migliore per pianificare questa scalata va da maggio a ottobre, evitando le ore centrali delle giornate estive poiché gran parte del percorso è esposta al sole. In vetta sono presenti strutture ricettive e fontane per il rifornimento idrico, oltre al già citato monumento dedicato al Pirata, tappa obbligatoria per una foto ricordo.
Un’occasione unica a strade chiuse: Se vuoi vivere questa salita in totale sicurezza e senza il rumore dei motori, Montecampione sarà una delle protagoniste assolute dell’estate. L’ascesa sarà infatti interamente riservata alle biciclette il prossimo 2 luglio nell’ambito dei “Passi Mitici”, la splendida iniziativa cicloturistica collaterale alla Granfondo Gavia e Mortirolo 2026, che permette a tutti gli appassionati di pedalare sui monumenti della Valle Camonica in totale libertà.
Che tu voglia sfidare il tempo di Pantani o goderti i tornanti a passo lento ammirando il paesaggio, Montecampione resta un’esperienza mistica che ogni ciclista dovrebbe inserire, almeno una volta nella vita, nel proprio diario di viaggio.
Sorgente: Pedalare a Montecampione, la salita di Pantani e Aru: guida e pendenze – Ultimo Chilometro