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Camunity – MONTECAMPIONE: alla guerra della TARI…

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A Montecampione si sta giocando in questi giorni una partita molto seria per la sua sopravvivenza: resta poco più di un mese per convincere il Comune di Artogne a retrocedere dalla sua posizione fiscale permettendo al consorzio dei residenti di continuare ad esistere. Proprio in quello che doveva essere l’anno del rilancio, su Montecampione si è avventata la Tari: l’amministrazione di Artogne, competente per territorio sulla stazione turistica della bassa Valle Camonica condotta dalla sindaca Barbara Bonicelli, il 30 marzo dovrebbe approvare l’applicazione della tassa di raccolta e smaltimento rifiuti anche alla località turistica dove, fino ad oggi, il servizio era gestito autonomamente. Una azione che potrebbe portare allo scioglimento del consorzio che fino ad ora aveva agito in modo ottimale garantendo il buon funzionamento del villaggio: dalla raccolta rifiuti alla manutenzione del verde, dalla depurazione, ai trasporti fino alle iniziative di animazione. La decisione di mungere soldi con la Tari potrebbe davvero avere conseguenze disastrose per Montecampione ma anche per il Comune di Artogne e Pian Camuno che non sarebbero strutturati per rispondere ai bisogni della località. Per coloro che da anni gestiscono i vari servizi questo intervento della locale amministrazione sarebbe però solo un mirato e maldestro atto per cercare lo scioglimento del consorzio che alcuni potentati locali non hanno mai accettato. Comunque finchè non sarà depositata la delibera del Comune di Artogne vi sarà battaglia per difendere Montecampione e tutti i consorziati. Gli associati (con circa 2.500 unità immobiliari) versano annualmente circa 1,5milioni di euro che vengono reinvestiti dal consorzio per manutenzioni e servizi. Il Comune di Artogne, evidentemente goloso di questi soldi, ha deciso di farsi carico del servizio applicando la Tari ai proprietari di appartamenti e attività commerciali. Il consorzio, da anni, si appoggia direttamente a Valle Camonica Servizi a fronte di una spesa di circa 110mila euro all’anno con una spesa di pochi euro a famiglia e Valle Camonica Servizi è anche la società dei Comuni del territorio di cui anche Artogne è socio: questa decisione, per quelli di Montecampione sarebbe dunque una scelta illogica e anche scellerata. Stefano Iorio, presidente dell’associazione commercianti e principale investitore per fare ripartire la stazione scistica della Ski Area ha voluto sottolineare che è anche grazie al consorzio se si sta facendo ripartire Montecampione che non può certo esistere senza il consorzio. Ora tutti si auspicano che, per il bene di tutti, si giunga ad un accordo anche se le posizioni per ora sono distanti.

Sorgente: Camunity – Il portale della Val Camonica


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