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Bresciaoggi – Montecampione piange: «Già perso il 60 per cento»

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La neve cade su Montecampione: nella notte tra sabato e domenica 20 centimetri di coltre bianca hanno coperto quella già presente, e dalla mattinata di ieri la perturbazione ha ripreso copiosa. «Una beffa – ha commentato Stefano Iorio, il Presidente di Montecampione Ski Area, la società che si occupa della gestione degli impianti di risalita del comprensorio a cavallo tra i comuni di Artogne e Piancamuno – perché fino al prossimo 18 gennaio non tutti potranno godere di questa situazione. Abbiamo aperto le piste per i soli agonisti: ogni giorno arrivano 150 ragazzi da tutto il territorio, ma ovviamente è un lavoro in perdita». GIÀ, PERCHÈ COME gli altri comprensori, anche Montecampione deve fare i conti con un bilancio negativo: «Lo scorso anno, a quest’ora staccavamo tremila ticket – continua Iorio – e solitamente il boom delle presenze c’è dal 20 dicembre al 6 di gennaio, periodo in cui facciamo almeno il 60 percento del nostro fatturato. A tanto ammonta, per ora, la perdita economico di quest’anno». «Non converrebbe tenere aperto – afferma – ma è una scelta ben precisa, quella che abbiamo voluto fare. Un atto di responsabilità verso i giovani sciatori, che possono sognare di diventare un giorno i nuovi Bergamelli o le nuove Fanchini». Se la Lombardia si colorerà di giallo, allora il 18 gennaio si potrà aprire a tutti: «Abbiamo lavorato per quello, e a dire la verità eravamo pronti già all’Immacolata – spiega il Presidente – abbiamo investito per garantire sicurezza e tranquillità a tutti. Dalla possibile apertura, avremo poco tempo, lavorando a pieno regime negli week end, e terminando le attività a Marzo. Ma tant’è…per me il bicchiere deve sempre essere mezzo pieno. Ovvio che è difficile crederci, ma lo facciamo». A quota 1200, alla partenza degli impianti – Montecampione conta 9 impianti di risalita e 30 chilometri di piste – la neve sfiora il metro e mezzo di altezza; più in alto, a quota 1800, è abbondantemente sopra i due metri e mezzo. Rimane l’amaro in bocca: «Dal Governo non ci sono stati segnali – chiude Iorio – nessuna certezza, troppa precarietà: le aziende della neve soffrono, e con loro tutto il comparto turistico». Da qui la beffa di una stagione ce ha visto nevicare come non accadeva da almeno 20 anni con il manto bianco che, però, non potrà accogliere a breve nessun sciatore se non arriverà l’ok del Governo romano.

Al.Rom.

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