I ♥ MONTECAMPIONE

Montecampion'è per sempre!

QuiBrescia – Le salite leggendarie del Bresciano: dove la montagna mette alla prova per davvero

Le salite più leggendarie del Bresciano sono un’altra cosa: Maniva, Guglielmo, Crocedomini. E poi i due templi del Pirata — il Mortirolo dove Pantani ha fatto a pezzi il Giro, e Montecampione dove una statua lo aspetta ancora. Ecco le ascese che da Brescia ti portano davvero oltre il limite.

Le salite leggendarie del Bresciano non sono solo strade: sono storie. Sono fatica, silenzi, panorami che si aprono all’improvviso. Sono quei luoghi dove la montagna ti guarda negli occhi e decide se sei pronto. Dal Maniva al Mortirolo, dal Guglielmo a Montecampione, ecco le ascese che hanno fatto la storia di chi ama salire davvero.

Maniva – La salita che ha fatto innamorare generazioni di ciclisti

Il Maniva è una delle strade più iconiche del Bresciano: curve morbide, pendenze che non perdonano, aria che cambia a ogni tornante. Qui la montagna ti accompagna, non ti aggredisce, ma ti chiede costanza. È una salita che cresce con te, che ti insegna a respirare e a guardare lontano. Come arrivare: da Brescia si percorre la SP345 della Val Trompia fino a Collio, dove iniziano i tornanti verso il passo.

Montecampione – La salita del Giro, la salita di Pantani

Montecampione è storia pura. Qui Marco Pantani ha scritto una delle pagine più emozionanti del Giro d’Italia 1998, con una rimonta che è diventata leggenda. La salita è lunga, cattiva, continua: non ti lascia mai respirare davvero. E in cima, a Plan di Montecampione, c’è la statua del Pirata, che guarda la valle come se fosse ancora lì a spingere sui pedali. Come arrivare: da Brescia si segue la SP510 fino a Pisogne, poi si sale verso Artogne e Montecampione, dove inizia la salita.

Mortirolo – La leggenda assoluta, il regno del Pirata

Il Mortirolo non è una salita: è un rito di passaggio. Pendenze cattive, tornanti stretti, boschi che sembrano chiudersi attorno a te. Qui Pantani ha costruito la sua leggenda, con una delle scalate più iconiche della storia del ciclismo. Ogni metro è una sfida, ogni curva è un ricordo. Chi arriva in cima sa di aver fatto qualcosa che non tutti possono raccontare. Come arrivare: da Brescia si segue la SS42 fino a Monno, dove parte la salita bresciana verso il Mortirolo.

Monte Guglielmo – La salita che ti porta sopra tutto

Il “Gölem” è il balcone naturale del Sebino. Una salita che cambia volto più volte: boschi, radure, panorami che si aprono all’improvviso. In cima il mondo sembra più grande, più pulito, più vero. È una delle ascese più emozionanti del Bresciano, perfetta per chi cerca una sfida che ripaga sempre. Come arrivare: SP510 fino a Pisogne, poi si sale verso Zone, punto di partenza più classico.

Passo Crocedomini – La porta dell’Adamello

Una salita lunga, selvaggia, che ti accompagna dentro il cuore della montagna. Il Crocedomini è un viaggio: malghe, curve disegnate a mano, aria sottile che cambia sapore a ogni chilometro. È una delle ascese più panoramiche della provincia, perfetta per chi ama la montagna vera. Come arrivare: da Brescia si percorre la SS42 fino a Breno, poi si seguono le indicazioni per il passo.

Colle di San Zeno – La salita silenziosa

Qui il rumore sparisce. Il Colle di San Zeno è fresco, tranquillo, perfetto d’estate. Una salita che non urla, che non pretende, ma che ti regala panorami sul lago d’Iseo che restano impressi. È la scelta ideale per chi cerca pace e aria buona. Come arrivare: SP510 fino a Pisogne, poi deviazione verso Grignaghe, dove la strada sale verso il colle.

Passo del Vivione – La salita più romantica

Stretto, selvaggio, unico. Il Vivione sembra uscito da un’altra epoca: niente caos, niente traffico, solo natura. È una salita che ti accompagna dolcemente verso uno dei panorami più dolci dell’Adamello. Perfetta per chi cerca un’esperienza diversa. Come arrivare: SS42 fino a Forno Allione, frazione di Berzo Demo. La salita parte dal centro del paese.

Monte Pora – La salita che guarda il Sebino dall’alto

Una salita che alterna tratti duri a momenti più dolci, perfetta per chi vuole una sfida senza esagerare. In cima il panorama sul lago d’Iseo è uno dei più belli della provincia: luce, silenzi, orizzonti larghi. Come arrivare: SP510 fino a Darfo, poi Angolo Terme e Dezzo, dove inizia la salita.

Passo del Baremone – La salita storica

Strada militare, ruvida, scolpita nella roccia. Il Baremone è una salita che racconta la storia delle nostre montagne: forti, silenziose, severe. Perfetta per chi ama le ascese che hanno un’anima. Come arrivare: SS45bis fino a Idro, poi si sale verso Anfo, imbocco della salita.

Monte Stino – La salita che guarda il Garda

Una delle ascese più panoramiche del Bresciano. Il Monte Stino è luce, vento, orizzonti larghi. Una salita che unisce fatica e bellezza, perfetta per chi cerca un balcone naturale sul Garda. Come arrivare: SS45bis passando per Salò e Gargnano, poi si sale verso Capovalle, punto di partenza.

Le salite leggendarie del Bresciano non sono solo percorsi da affrontare: sono luoghi che ti cambiano. Qui la montagna non è uno sfondo, ma una presenza che ti accompagna passo dopo passo, curva dopo curva. Sono strade che hanno visto sudore, silenzi, sogni, e che custodiscono ancora oggi la memoria di chi le ha rese immortali. Sul Mortirolo il Pirata ha scritto una delle pagine più incredibili della storia del ciclismo; a Montecampione ha lasciato un segno che non si cancella, una statua che non celebra solo un campione, ma un modo di vivere la salita.

E ogni volta che sali, anche tu lasci qualcosa: un pensiero, una fatica, un pezzo di te. Perché la montagna non ti regala nulla, ma ti restituisce tutto. Ti insegna a rallentare, a respirare, a guardare lontano. Ti ricorda che la cima non è mai il traguardo: è solo il punto in cui capisci perché hai iniziato a salire. E quando il panorama si apre, quando il vento cambia direzione, quando il cuore batte forte, allora sì: capisci che certe salite non si fanno per arrivare, ma per diventare.

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