I ♥ MONTECAMPIONE

Montecampion'è per sempre!

Bresciaoggi – Turismo, c’è un tesoro che nessuno conosce

| 0 commenti

Camminare in cresta e godere del paesaggio della bassa Valcamonica da un lato e dell’alta ValTrompia dall’altro, partendo dal Plan o dal monte Corniolo con meta il rifugio Dosso Rotondo. E nel percorso imbattersi in testimonianze archeologiche che documentano come anche queste cime erano frequentate dai predecessori degli antichi Camuni già del Neolitico. È un’esperienza indimenticabile in estate; peccato che sia difficile apprezzarla fino in fondo per chi non conosce la situazione. Il panorama è accessibile a tutti, ma pochi sanno che proprio nelle vicinanze del rifugio, attorno a quota 1.780, tempo fa un cacciatore ha scoperto un sasso istoriato. Lo sanno in pochi anche perché non ci sono indicazioni; non c’è alcun cartello. È un peccato e un guaio, ma per fortuna il gestore del rifugio può dare tutte le indicazioni per andare a scovarlo; e non è escluso che lì attorno salti all’occhio anche qualche altro graffito: una coppella, un’ascia, un disco. Su sassi isolati, nemmeno particolarmente grandi, che affiorano tra l’erba. È su uno di questi che ancora si distingue una figura antropomorfa risalente appunto al Neolitico, segno che gli uomini in movimento cinquemila anni fa lungo le Prealpi sono passati anche da qui. Questa arte rupestre potrebbe rappresentare un valore aggiunto al richiamo turistico dell’area. Invece, nelle citazioni dei siti archeologici camuni spiccano Darfo Luine, Montecchio, Pisogne, ovviamente Capo di Ponte, Nadro, Cimbergo e Paspardo, mentre Montecampione ancora non c’è. L’ORANTE graffito del Dosso Rotondo potrebbe giustificare l’inserimento? Perché no? Anche perché per il momento si sa solo della sua solitaria presenza, ma già nel 2000, quando la Snam stava scavando la dorsale del metano al servizio dell’alta valle, proprio vicino al Dosso Rotondo era venuto alla luce un insediamento preistorico. Magari un semplice, piccolo cartello neanche troppo costoso potrebbe fare al caso; innanzitutto per ricordare che i nostri predecessori erano già qui molto, molto tempo fa, e poi, oltre che per testimoniare la storia, per offrire i turisti un motivo in più per visitare la Valcamonica.

Domenico Benzoni

Sorgente: Turismo, c’è un tesoro che nessuno conosce | Valcamonica


Lascia un commento