I ♥ MONTECAMPIONE

Montecampion'è per sempre!

Corriere della Sera – Se il pubblico non collabora

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Il caso Montecampione

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha dichiarato un paio di giorni fa che è indispensabile che quest’anno gli impianti sciistici possano ripartire, perché un’altra stagione di chiusura non potrebbero permettersela. Parole scese come un balsamo ristoratore sulle piaghe degli impiantisti, ancora in paziente attesa di quei famosi ristori, che avrebbero dovuto arrivare da mesi, in modo da permettere gli ordinari interventi di manutenzione.

Ora però la gente, che ha voglia di tornare a sciare, si trova un po’ spiazzata dalla piccola guerra scoppiata tra il Consorzio dei residenti di Montecampione e il Comune di Artogne. Con un comunicato

il presidente Paolo Birnbaum accusa l’amministrazione del centro camuno di non fare quello che dovrebbe fare un’amministrazione che abbia sul proprio territorio una stazione sciistica: assicurargli il sostegno che ne garantisca il regolare funzionamento e anzi guidarne lo sviluppo. In effetti a poche decine di chilometri di distanza ben altre sinergie uniscono gli impianti di Pontedilegno–Tonale e il Comune di Pontedilegno. E non si tratta di sprecare soldi pubblici, ma di perseguire insieme alla struttura portante di una stazione, gli impianti di risalita, un progetto di sviluppo coerente, destinato ad avere benefiche ricadute sull’intera comunità. Seggiovie e funivie sono un’infrastruttura vitale per una località sciistica, perché, se chiudono loro, si ferma tutto. Per molti studiosi degli sport invernali i benefici derivanti alla totalità degli esercizi economici sono tali che la cooperazione fra pubblico e privato dovrebbe essere fuori discussione.

Questo snodo diventa ancora più importante nelle stazioni medio–piccole, dove il limitato giro d’affari rende ancora più onerosi per l’impiantista i costi per la gestione e per le manutenzioni ordinarie e straordinarie. Viene da chiedersi cosa farebbero le migliaia di persone che hanno casa nei complessi di Montecampione se la Montecampione Skiarea, nell’impossibilità di garantire gli interventi tecnici indispensabili per l’apertura, decidesse di chiudere anche solo per una stagione seggiovie e sciovie. Già oggi il Consorzio dei residenti, il secondo nato in Italia dopo quello di Porto Cervo, molto si prodiga per dare una mano al piccolo Comune camuno nella gestione del verde, dell’illuminazione pubblica, dei rifiuti, dell’acqua.

D’altronde bisogna riconoscre che, pur ricavando dei benefici dai turisti che raddoppiano la sua popolazione, Artogne ha pur sempre risorse limitate. La soluzione potrebbe essere quella di un pressing più risoluto nella richiesta di risorse sui tavoli pubblici regionali, da spendere poi a vantaggio del territorio.
Forse la presa di posizione del Consorzio può essere molto utile per sbloccare situazioni in stallo, che non giovano certo alla comunità. In giro c’è molta voglia di sci. La gente vuole tornare sulla neve dopo questi mesi difficili. E credo trovi giusto che tutti quanti gli attori di questo teatro turistico, il Comune, Il Consorzio e la Ski Area, operino congiuntamente per il bene comune. La guerra danneggia tutti, l’unità garantisce invece grossi vantaggi, in primo luogo ai turisti che hanno scelto Montecampione. Ma, nessuno dovrebbe mai dimenticarlo, a pochi chilometri ci sono altre stazioni, che sarebbero molto felici di accoglierli.

Franco Brevini

Sorgente: se il pubblico non collabora- Corriere.it


 

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