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Mercoledì a Montecampione, parliamo di funghi con Dario Dogali – Xerocomus badius, Xerocomus subtomentosus e Xerocomus ferrugineus

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Buongiorno a tutti

Buon 1° Maggio, festa dei Lavoratori.

Sono passati già quasi sei mesi da quando ho iniziato a parlarvi di funghi in questa rubrica dedicata alla compianta amica Bruna Missarelli.

Vi informo che alla fine di questo mese la parte “teorica” si concluderà anche se con l’amico Lorenzo Borghesi, presidente della sezione di Lovere del Circolo Micologico G. Carini, vedremo di proporre alcune serate divulgative poi…… passeremo alla parte “pratica” nei boschi.

Oggi, come vi avevo già anticipato con l’ultimo articolo pubblicato, vi parlerò di tre funghi appartenenti alla famiglia delle Boletaceae, famiglia che comprende numerosi funghi (tra cui l’ottimo Boletus edulis) con imenoforo composto sia da lamelle (anastomizzate) ma perlopiù da pori, come nelle tre specie di seguito descritte.

Questi funghi, conosciuti nella terminologia dialettale bresciana come “boasine” ma da noi specialmente come “cambiaculur” appartengono al genere Xerocomus che comprendente perlopiù specie commestibili poco pregiate ma alcune anche di buona commestibilità che sono: Xerocomus badius, Xerocomus subtomentosus e Xerocomus ferrugineus. Essi si caratterizzano per la cuticola asciutta, vellutata, il gambo non propriamente reticolato ma, come nel caso di Xerocomus subtomentosus, con costolature longitudinali intersecate quasi a formare un reticolo grossolano oppure, come in Xerocomus badius, ornato da fibrille e punteggiature giallo-brunastre. Nel nostro territorio sono facilmente reperibili già nella stagione estiva e la loro fruttificazione prosegue fino ad autunno spesso inoltrato. Tra i tre quello da ritenersi più pregiato è sicuramente Xerocomus badius. Di seguito la scheda descrittiva delle tre specie.

Xerocomus badius  (Fries) kühner ex Gilbert

Spore elissoidali -fusiformi

Con cappello con diametro di 40-120 (150) mm, carnoso, inizialmente emisferico, poi convesso, alla fine appianato; la cuticola è vellutata, asciutta e lucente nei giovani, vischiosa con tempo umido, di colore bruno – baio poi bruno – castano, bruno – rossastro, raramente bruno chiaro; il margine è leggermente involuto, poi disteso. L’imenoforo è formato da tubuli lunghi fino a 12 mm, adnati al gambo, inizialmente biancastri – crema poi, con la maturazione, da gialli – olivastri a verdi – oliva più o meno carico e da pori piccoli, biancastri, poi gialli – verdastri, viranti al blu – nero al taglio o alla manipolazione. Il gambo, di 50-90 (140) x 15-35 (50) mm, è sodo, carnoso, obeso, sovente cilindraceo, slanciato, a volte incurvato alla base, colore da giallo – pallido a ocra – brunastro, striato longitudinalmente da deboli fibrille più scure. La carne è soda e compatta nel giovane, tenera nel cappello, fibrosa nel gambo specialmente a maturità, da biancastra – giallina a bruno-rossastra, in particolare sotto la cuticola del cappello e anche nel gambo, vira al blu specialmente sotto i tubuli, con sapore dolce e odore fruttato. Cresce sia in boschi misti che di sole conifere o latifoglie, in estate – autunno.

È un buon commestibile che si presta ad essere cucinato sia nel misto con altri funghi, che solo, ma anche conservato sia sott’olio o sottaceto o meglio essiccato, scartando i gambi se troppo fibrosi perché possono risultare non facilmente digeribili.

Xerocomus subtomentosus  (L. : Fr.) Quélet

Spore elissoidali – fusiformi

Con cappello di diametro 60-120 (150) mm, carnoso, convesso, poi appianato; la cuticola è asciutta, tomentosa, vellutata nei giovani, sovente screpolata a tempo secco, da gialla a bruna – olivastra, bruna – rossastra rugginosa a tempo umido e con margine lievemente debordante nei giovani, poi disteso, spesso irregolarmente ondulato. L’imenoforo è formato da tubuli lunghi fino a 15-20 mm, adnati, a volte subdecorrenti sul gambo, da gialli cromo a verdi – olivastri, viranti al blu in modo lento al tocco e da pori ampi, irregolari, concolori ai tubuli, al pari viranti lentamente al blu alla manipolazione. Il gambo, di 50-80 (120) x 10-25 mm, è sodo, pieno, slanciato, subcilindrico, dilatato – svasato all’apice, sovente incurvato verso la base, giallo pallido, imbrunente con la maturità, ornato in senso longitudinale da fibrille o costolature evocanti una sorta di reticolo, concolori o lievemente più scure. La carne è soda e compatta nei giovani, poi tenera, molle e bianca – giallognola nel cappello, fibrosa e più scura, imbrunente, nel gambo, specialmente alla base; vira lentamente all’azzurro al taglio, con odore lieve, gradevole e sapore dolciastro. Cresce sia in boschi di conifere che di latifoglie, con preferenza presso querce e castagni, dall’estate all’autunno.

È un buon commestibile, utilizzare solo il cappello specialmente nei misti di funghi, scartare il gambo perché duro e fibroso.

Xerocomus ferrugineus  (Schaeffer) Bon

Spore elissoidali – fusiformi

Con cappello di diametro 40-120 mm, inizialmente emisferico – convesso, pulvinato, infine più o meno appianato; la cuticola è asciutta, finemente vellutata, opaca, a volte screpolata con tempo secco, colore variabile da bruno oliva a bruno rugginoso più o meno carico; il margine è debolmente involuto poi disteso, regolare o un poco ondulato. L’imenoforo è formato da tubuli lunghi fino a 5 mm, da quasi liberi a debolmente decorrenti sul gambo, gialli e da pori inizialmente piccoli, arrotondati, poi più grandi e angolosi, concolori ai tubuli, con deboli sfumature azzurre al tocco. Il gambo, di 80-120 x 10-25 mm, è cilindraceo, sovente incurvato e flessuoso, ingrossato verso la base, colore da biancastro a giallo più o meno carico, a volte con costolature imbrunenti, specialmente nella parte alta, tendenti a formare un accenno di reticolo. La carne è inizialmente soda, poi molle nel cappello, specialmente a maturità, fibrosa nel gambo, bianca, gialla e tendente ad imbrunire verso la base, immutabile e solo leggermente azzurrognola sopra i tubuli, con odore debole, acidulo, come di frutta in fermentazione e sapore dolciastro. Cresce sia solitario che in piccoli gruppi sia in boschi di latifoglie, con preferenza per il castagno e il faggio, ma anche in quelli di conifere (Abete rosso).

È un buon commestibile, utilizzare solo il cappello specialmente nei misti di funghi, scartare il gambo perché duro e fibroso.

Conclusione:

Solo la conoscenza delle specie raccolte preserva da gravi rischi alla nostra salute.

Mercoledì 8/5 2019 vi parlerò di di Leccinum aurantiacum, Leccinum scabrum e Leccinum carpini, le cosidette “sürle, anch’esse buone commestibili, da conoscere ed utilizzare specialmente nella preparazione dei “misti di funghi”.

Arrivederci e buon fine settimana a tutti, vi saluto cordialmente, alla prossima…

Dario Dogali


Qui l’elenco dei funghi che sono stati argomento della rubrica da quando è nata (21/11/18).

AVVERTENZA : Indicazioni o considerazioni, riguardanti la commestibilità dei funghi trattati, non devono in alcun modo essere considerate informazioni sicure per la raccolta ed il consumo degli stessi. Pertanto ci si deve astenere dal consumare funghi solo sulla base di queste indicazioni o della presunta somiglianza con le fotografie pubblicate. Si declina pertanto qualsiasi responsabilità, sia penale che civile, derivante dalla inosservanza di questa avvertenza.

E’ buona cosa leggere sempre e comunque:

Informazioni generali

Glossario

Biografia di Dario Dogali

Nota bene: Il testo di colore ROSSO nelle pagine della rubrica sui funghi, indica pericolo e non commestibilità.


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