I ♥ MONTECAMPIONE

Montecampion'è per sempre!

Che bello “smanettare” su Google di giovedì – 2004, Il Borghista: Artogne (BS)

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BENVENUTO AD ARTOGNE, BORGO DI ARTI E MESTIERI!

Artogne è un borgo lombardo di circa 3.630 abitanti, immerso nella Bassa Val Camonica, una delle vallate più estese delle Alpi centrali. Il suo territorio è posto sul versante sinistro del fiume Oglio, ad un’altitudine media di circa 260 m s.l.m., ma che raggiunge la quota massima di 2060 m s.l.m . con la cima del Monte Muffetto.

Artogne, con le frazioni di Acquebone, Piazze e la nota meta turistica di Montecampione, offre una buona vastità di eventi, passeggiate in montagna e attività culturali. Montecampione è indubbiamente uno dei comprensori più famosi delle Alpi Lombarde, meta prediletta di molte famiglie milanesi, bergamasche e bresciane. La località montana Montecampione Alpiaz sorge nella parte meridionale della Valle Camonica, vicino al lago d’Iseo e di fronte al suggestivo scenario dei monti della Presolana. La sua attrazione principale è una delle più giovani e moderne stazioni sciistiche, nata dal nulla sul finire degli anni ’70 per iniziativa di due gruppi imprenditoriali, e costituita da due livelli: Alpiaz (1200m s.l.m.) e Plan (1800m s.l.m.). Gli appassionati di sci potranno godere di circa 30 piste con innevamento programmato, 15 delle quali con differente livello di difficoltà, il tutto servito da 13 impianti di risalita (8 seggiovie e 5 skilift). Per gli sciatori esperti sono disponibili 4 piste nere, tra cui il complesso itinerario sciistico “Secondino Nord”. E’ su queste piste che si sono formate le tre sorelle montecampionesi Elena, Nadia e Sabrina Fanchini, punte della nazionale italiana di sci alpino! Ma i servizi offerti i servizi offerti dalla località turistica sono innumerevoli: pista di pattinaggio, campo da golf, Palazzetto dello Sport con campo di calcetto, pallavolo, basket e tennis, piscina con sauna, discoteca, pub, ristoranti, cinema, sala giochi e svariati negozi, per un soggiorno all’insegna dello sport e del divertimento. Negli ultimi anni si è praticato anche lo sci d’erba e proprio a Montecampione si è tenuta la coppa del mondo del 2018. Sono presenti inoltre due campi da gioco, uno polivalente e un altro esclusivamente dedicato al calcio, costruito appositamete per gli allenamenti estivi del Milan durante gli anni ’80. Montecampione è anche una gettonata meta estiva per la sua natura e per le innumerevoli attività proposte. Tra queste, la famosa manifestazione “Ciaspolando sotto al Muffetto” organizzata dalla Pro Loco solitamente nel mese di marzo; una ciaspolata serale, ideale sia per esperti che per famiglie, che consente di trascorrere una serata speciale in uno scenario suggestivo, in compagnia anche dei vostri amici a 4 zampe!

Di interesse culturale ad Artogne troviamo il Museo della Stampa “Lodovico Pavoni”. Non soltanto un museo, ma un vero e proprio laboratorio dove grandi e piccini si cimentano nell’arte della stampa con antiche macchine ancora funzionanti. Inaugurato nel 2009, il Museo si inserisce in un contesto particolarmente stimolato alla comunicazione visiva, data la presenza dell’antica arte camuna delle incisioni rupestri della Valle Camonica. Ad idearlo è stato Simone Quetti, ex allievo della Scuola tipografica pavoniana a Brescia, che dopo anni di duro impegno nella sua azienda tipografica ad Artogne, insieme al fratello Mattia ha voluto onorare la formazione ricevuta dai Pavoniani. Non a caso il Museo è intitolato a Lodovico Pavoni, colui che per primo in Italia, nel 1821, fondò una scuola tipografica e che, grazie alla sua intuizione, offrì alla comunità un importante strumento e metodo educativo per la crescita personale.

Dal 2019 il piccolo borgo ospita un evento dedicato alla musica camuna, destinato a diventare un punto di riferimento per la bassa Val Camonica: Le Mura del Suono. Il festival si svolge nella magica cornice del duecentesco Castello di Artogne, su una splendida terrazza panoramica che affaccia sulla Valle Camonica, incorniciata dalle antiche merlature. L’accesso è da Via Fucina di Artogne, percorrendo un sentiero in salita scolpito nella roccia. Il Castellino – di cui restano la torre di difesa e le storiche mura di protezione – è un edificio privato, visitabile anche di giorno contattando la Pro Loco. E’ in questo luogo che si stanziò il nucleo originario del borgo, ed è sempre da qui che a partire dal 1300 il dominio della nobile famiglia dei Federici si estese ai territori confinanti.

Il borgo di Artogne è questo e molto altro ancora…

Curiosità

  • Nel centro storico sono presenti due moderni murales, realizzati durante la manifestazione “Artomnis”. Riuscirete a trovarli?
  • Su tutto il territorio ci sono oltre 46 fontane pubbliche, e molte altre private, che potrete scorgere nei cortili privati, spesso aperti!
  • All’interno del centro storico sono presenti dei mulini e numerosi portali e archi storici.
  • In via Alberzoni vi è un’antica filanda risalente al periodo in cui ad Artogne, sul piano economico, ebbe inizio la bachicoltura.
  • Grazie alla posizione del paese è possibile raggiungere facilmente altre mete come ad esempio le varie panchine giganti collocate sul territorio, il lago d’Iseo, il lago Moro, le terme di Boario, le incisioni rupestri (sito UNESCO).
  • Nel borgo sono presenti diverse case della potente famiglia nobile Federici, tra cui una con un portale in pietra di Sarnico e portone il legno borchiato del 1400.
  • Gli scotöm sono nei dialetti camuni dei soprannomi che indicano tratti caratteristici di una comunità. Quelli che contraddistinguono gli abitanti di Artogne sono Patàte, Mascherpine (ricotte), maia mèlga (mangia granturco), Màgole.
  • Dal 1999, il Comune di Artogne è gemellato con la cittadina belga di Courcelles, per la massiccia emigrazione di artognesi presso questa comunità durante il periodo delle miniere di carbone del Belgio, alla fine degli anni ’40. Il 23 giugno 1946, infatti, il governo italiano sottoscrisse un accordo con quello belga che prevedeva una fornitura di carbone in cambio di manodopera italiana da impiegare nelle miniere.
  • Il 4 giugno 1998 la 19ª tappa del Giro d’Italia si è conclusa a Plan di Montecampione, con la vittoria di Marco Pantani. Sempre Plan di Montecampione ha ospitato la 15ª tappa del Giro d’Italia 2014, terminata con la vittoria di Fabio Aru.
  • Montecampione risiedono le sorelle Nadia ed Elena Fanchini, sciatrici della Nazionale italiana di sci alpino, con la minore delle sorelle, Sabrina, anche lei sciatrice.
  • Dal 1985 Montecampione è stata anche teatro di una Cronoscalata Automobilistica denominata “Piancamuno-Montecampione”, gara nazionale di velocità in salita, presto assurta all’importante ruolo di prova di Campionato Italiano e in seguito Europeo della Montagna.
  • Nel 1993 si sono svolti a MontecampioneCampionati mondiali juniores di sci alpino.
  • Nel 1996 Montecampione è scelta per il Parallelo di Natale dove si sono incontrati Alberto Tomba e Andrea Bocelli sulle piste da sci.

Citazioni famose

  • «Proseguendo à mattina, si mette piede ad Artogne, terra insigne di fabriche, e d’abitanti, con alcune famiglie, che conservano ancora chiari splendori d’antica nobiltà; e veggionsi qui le vestigia d’una gran rocca, che fu lungamente habitata da alcuni de Federici.» Cit. Gregorio Brunelli, Curiosi trattenimenti contenenti ragguagli sacri e profani dei popoli camuni, 1698.

 

Cenni Storici
L’etimologia del nome sembrerebbe derivare da “Hart Thon”, che significa “fortezza recintata”, facendo dedurre che il borgo di Artogne fosse anticamente un luogo fortificato posto sulla importante strada Valeriana che percorreva la Valle Camonica.

L’abitato di Artogne risale all’anno Mille e ai primi decenni del Millennio, a cavallo del Medioevo, quando si formano anche le contrade. In epoca carolingia, come tutta la bassa Valle Camonica, il territorio viene donato ai monaci del convento francese di Tour. Nel XII secolo, mediante scambi territoriali e donazioni imperiali, la Valle diviene feudo del vescovo di Brescia, che nel 1233 investe la nobile famiglia dei Brusati dei beni e delle terre di Artogne. Nel 1331, tutti questi beni vengono acquistati da Zanone e Ziliolo Federici, figli di Bojaco di Gorzone.

La famiglia Federici si afferma in breve tempo la più potente casata della Valle Camonica, avvicinandosi a più riprese e a seconda delle convenienze politiche del momento, alla nobiltà bresciana ed al Vescovo Berardo Maggi – allora Duca di Valle Camonica -, tanto che il ramo artognese nel 1454 viene iscritto nell’elenco dei nobili bresciani.

Terminato il periodo di dominazione dei signorotti locali, si sviluppa una certa autonomia e nascono le Vicinie che fino al periodo napoleonico si identificano con le municipalità. Sul piano economico ha inizio la bachicoltura, il cui fiorire è testimoniato dall’antica filanda in via Alberzoni.

Tra 1800 e 1900, con la Repubblica Cisalpina, Artogne entra nel dipartimento bergamasco del Serio e perde la sua autonomia comunale.

Dopo la restaurazione post napoleonica tutta la Valle Camonica passa sotto il dominio austriaco.

Con la proclamazione del Regno d’Italia, nel 1861, Artogne è nuovamente aggregata amministrativamente a Brescia.

Nel 1927, durante il ventennio fascista, la fusione con il comune di Pian Camuno dà origine a “Pian d’Artogne”, ma nel 1957 il borgo riottiene l’indipendenza amministrativa, tornando ad essere un comune autonomo.

Altre informazioni ed immagini al link della sorgente: Artogne (BS) | Il borghista


 

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