Il Pat è il Patto territoriale per lo sviluppo strategico di Montecampione: presentato da Artogne nel giugno del 2021, approvato dalla Giunta Regionale ad aprile del 2022, sottoscritto ufficialmente dagli enti pubblici coinvolti tre mesi dopo, ora da più parti lo si ritiene sorpassato. Cominciamo col dire che la sua redazione fu il frutto di una concertazione tra l’allora presidente di Montecampione Ski Area ed il Comune di Artogne. Stefano Iorio e Barbara Bonicelli convennero che alcuni impianti di risalita della parte alta del comprensorio sciistico di Montecampione – le seggiovie Plan-Dosso Beccherie, Secondino-Splaza e Longarino-Splaza – dovevano passare nelle mani del pubblico al fine di essere poi sostituite. Perché proprio queste? La prima, chiusa dal 2014, necessitava della revisione generale; per la messa in esercizio della seconda serve una revisione speciale; per la terza è stata presentata istanza proroga di vita tecnica. In attesa che i dettami del Patto si concretizzassero, di mezzo s’è inserita la messa in liquidazione di Montecampione Ski Area con l’affitto di sei linee di risalita alla società Plan 1800, e tra queste anche le tre contemplate dal Patto per lo sviluppo strategico. Se ci si aggiunge lo stralcio, causa lievitazione dei prezzi, del laghetto di Bassinale che faceva parte dell’Accordo quadro per lo sviluppo turistico di Montecampione datato 2018, il puzzle ha un ulteriore tassello.
A seguito di questi sommovimenti, da più parti si auspica quindi che il Patto territoriale venga rivisto. Per farlo è però necessario che l’ente capofila o i soggetti sottoscrittori predispongano una nuova proposta, approvato poi dal Comitato di Patto; modifiche che a stare all’accordo «non devono comportare la rivisitazione dell’intero contenuto o delle finalità per le quali è stato promosso». Il Comune di Artogne quale capofila dell’operazione, si sta interrogando sulle possibili modifiche, ma senza che venga meno il coinvolgimento della parte alta del comprensorio. Considerato che la situazione economica e giuridica degli impianti già in capo a Ski Area è cambiata, in un recente incontro con la Plan 1800 srl il tema Patto territoriale è stato affrontato; con attenzione puntata anche sulla seggiovia Corniolo, non rientrata nell’affitto del ramo d’azienda sottoscritto tra Msa e Pan 1800. Per questo impianto la spesa di revisione richiederebbe circa 500.000 euro.
Sorgente: Il patto per lo sviluppo cerca un’altra strada | Bresciaoggi
Il sindaco di Artogne «Contenuti da rivedere»
A proposito della necessità di rivedere il Patto territoriale per lo sviluppo di Montecampione, il sindaco di Artogne commenta: «Da tempo stiamo valutando in che modo poter acquisire al demanio gli impianti, condizione d’obbligo per intervenire con risorse pubbliche – spiega Barbara Bonicelli – si sta cercando una soluzione con la parte privata, la Plan 1800 srl, in attesa della decisione del giudice sulle sorti di Ski Area». Quest’ultima società ha tempo fino al 20 maggio per depositare la sua proposta di concordato preventivo, oppure la domanda di omologazione degli accordi di ristrutturazione del debito. Termine prorogabile fino a 60 giorni». Nell’attesa, la prima cittadina fa presente che il Patto territoriale «andrà necessariamente rivisitato a seguito dell’adeguamento del quadro economico, e non è esclusa la possibilità di ricercare al suo interno risorse per la creazione del bacino idrico».
Secondo l’amministrazione comunale di Artogne la messa in sicurezza del carosello in quota, la meno onerosa e la più soggetta a nevicate certe, potrà fare da premessa «a progetti che comprendano l’intero comprensorio. Per noi è strategica la seggiovia del Corniolo oggi fuori dal Pat» conclude la Bonicelli.
Domenico Benzoni
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