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Bresciaoggi – Due anni senza Elena Fanchini: il suo sorriso splende ancora tra noi

La sciatrice di Montecampione dopo una lunga lotta si arrese alla malattia l’8 febbraio 2023 a soli 37 anni.

Elena Fanchini 2 anni fa tagliava il suo ultimo traguardo, tra il dolore e lo sconforto dei suoi famigliari e di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di frequentarla, di applaudirla e festeggiarla per le sue imprese.

Morire a 37 anni è un colpo atroce del destino, contro il quale nulla si può, nemmeno la forza morale straordinaria della cara Elly che ha combattuto con coraggio per quasi 6 anni. Con la sua scomparsa lo sci alpino mondiale ha perso una delle atlete più splendenti, sempre sorridente, mai una parola fuori posto nemmeno quando ne avrebbe avuto il sacrosanto diritto.

L’inizio della lotta

Tutto ebbe inizio durante le festività natalizie del 2017, quando fu costretta al ricovero all’ospedale di Esine, ma nessuno pensò che il male oscuro, il cancro, l’avesse colta di sorpresa così presto, con una carriera agonistica di rilievo alle spalle e un futuro ancora tutto da gustare, con il pass in tasca per i Giochi di PyeonChang, che avrebbe affrontato per la quarta volta dopo Torino 2006, Vancouver 2010 e Sochi 2014.

Il 27 dicembre 2017 fu lei stessa a comunicarci la malattia: «Ho il tumore all’intestino ma sono pronta a reagire con tutta la grinta che ho». Una sorta di rassicurazione prima di affrontare la prima seduta di chemioterapia all’Humanitas di Rozzano.

Prima decise di andare a Cortina dove il 16 gennaio 2015 aveva conquistato la sua seconda vittoria in Coppa del Mondo dopo quella ottenuta a Lake Louise di 10 anni prima. Voleva trascorrere alcuni giorni con le compagne in azzurro e con la famiglia. Aveva una voglia di vivere straordinaria, supportata da una famiglia fantastica e dagli amici veri, quelli che al momento giusto ci sono sempre.

Le cure e l’infortunio

Dopo un periodo durante il quale dovette affrontare il dolore della terapia – e lo fece con tenacia e serenità -, facendo appello a tutta la sua forza morale riuscì a rimettersi gli sci e ripartire. Sembrava avesse superato il problema, che avesse sconfitto il cancro. La Federsci le riaprì le porte della Nazionale. Ma il destino le giocò un altro colpo gobbo: mentre si stava allenando nel mese di novembre 2018 a Copper Mountain negli Stati Uniti, cadde e si infortunò riportando la frattura del perone e qualche altro problemino.

Così decise di porre fine alla sua carriera, non prima però di avere percorso tutte le strade possibili per poter tornare all’attività. Decise di chiudere con il sorriso sulle labbra. Il 30 aprile 2020, giorno del suo 35° compleanno, lo festeggiò con i suoi cari, alla nostra telefonata rispose: «Ho dovuto affrontare tanti problemi – disse -. Nella mia vita ho superato ogni sorta di ostacoli, dagli infortuni al tumore, ma sono felice: ho realizzato il sogno di tornare a sciare e di diventare zia».

I sogni infranti

E qualche mese dopo addirittura ci confidò che sarebbe pure stata in grado di dare un figlio all’amato Denis. Tutto bene, tutto tranquillo, fino a quando il cancro riapparse con tutta la sua forza, che tutto annienta, fisico e mente, che la costrinse di nuovo a lottare. Lo fece con il coraggio che l’ha sempre contraddistinta, con la fede, con la famiglia alle spalle più unita che mai. Ma stavolta ha dovuto cedere e prima di tagliare il suo ultimo traguardo chiamò a raccolta i famigliari per esprimere gli ultimi desideri.

La grinta inusuale di una donna super, di un’atleta formidabile che ha lasciato un vuoto incolmabile tra coloro che le hanno voluto bene. Dopo la sua scomparsa sono nate numerose manifestazioni per ricordarla, in Vallecamonica e non solo. A Cortina d’Ampezzo le è stata dedicata la sala riunioni, a poche centinaia di metri dove nel 2015 trionfò sulle Tofane.

Angiolino Massolini

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