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Bresciaoggi – Imposta di soggiorno, c’è la app

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Il nome potrebbe suonare accattivante, anche se sottintende a un’imposta. «SoggiorniAmo.com» è l’applicazione che consentirà a titolari di residenze turistico alberghiere, bed&breakfast, case vacanze e affittuari di camere e appartamenti di pagare l’imposta di soggiorno a Artogne. Approvata dal consiglio comunale nell’ottobre dello scorso anno, la novità è entrata in vigore con il primo gennaio, e con l’obiettivo di offrire il servizio necessario ai gestori delle strutture ricettive, che sono i responsabili della «raccolta» del tributo, il Comune si è affidato alla «Mit» di Mirano (Venezia), la società che ha già in mano la bollettazione acquedottistica. È quest’ultima realtà che ha fornito la piattaforma web che consente di gestire l’accreditamento delle strutture, di memorizzare dati e tariffe, effettuare calcoli, controllare i versamenti, le sollecitazioni di pagamento e rendicontare all’ufficio tributi. L’accordo tra ente locale e azienda prevede anche l’assistenza normativa alle strutture ricettive relativamente a procedure, modulistica, gestione dell’imposta e fornitura del blocchetto delle ricevute. Il tutto per un canone annuo di poco meno di cinquemila euro per il 2018 e di 1.220 euro per il 2019. Stando alle previsioni della giunta, l’imposta dovrebbe fruttare al Comune circa 30 mila euro provenienti per la quasi totalità dai posti letto di Montecampione. È qui infatti che si concentrano alberghi (anche se di fatto ne funziona solamente uno, essendo gli altri al centro di un fallimento) e appartamenti. Ogni gestore è tenuto a versare a cadenza trimestrale quanto raccolto sulla base di tariffe che variano dai 2 euro per i cinque stelle all’uno e 50 per case e appartamenti, scendendo a 0,80 per i B&B e a 0,50 per gli affittacamere.

Domenico Benzoni

Sorgente: Imposta di soggiorno, c’è la app – Valcamonica – Bresciaoggi


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