Qualcosa si muove sul fronte dello sci a Montecampione, ma le notizie potenzialmente interessanti si sono mescolate alle criticità, sempre relativamente agli impianti di risalita della stazione e del percorso di messa in liquidazione di Ski area, durante l’incontro organizzato sabato dal Consorzio dei residenti. Iniziamo con qualche novità. Per la prossima stagione invernale, se il cielo e il clima lo permetteranno, ci sarà la speranza di tornare a inforcare gli sci. Il «merito» potrebbe essere della della società Plan 1800 srl, una new entry già Tecnocom immobiliare costituita appositamente, e recentemente, con un capitale sociale di 10mila euro, per sfruttare l’opportunità di affittare gli impianti che ha iniziato la propria attività nel novembre del 2019. La srl è attualmente partecipata da Val Palot impianti, da Monte Pora ed è guidata dall’amministratore unico Angelo Redaelli, già amministratore della citata Tecnocom, e questa realtà ha deciso di affittare un ramo d’azienda della Montecampione Ski area. Le seggiovie coinvolte sono quelle della parte alta del comprensorio: Campo scuola, Longarino, Secondino, Larice, Baite, Beccherie (non utilizzabile) e Gardena, con attrezzature e automezzi. La durata dell’affitto è fissata in 26 mesi per un canone complessivo di 130 mila euro. In caso di vendita della parte affittata, nella quale rientrano i tre impianti contemplati nel Patto territoriale per lo sviluppo strategico di Montecampione, la società avrà diritto di prelazione a parità di condizioni.
E qui c’è già chi si fa una domanda: i fondi che la Regione ha messo a disposizione proprio per acquisire Beccherie, Secondino e Longarino che fine faranno? Proprio parlando di Patto territoriale si sono evidenziate le criticità. La sindaca di Artogne Barbara Bonicelli ha fatto sapere che quello stilato nel 2021 e approvato l’anno è un problema, perché «la situazione economica e giuridica degli impianti oggi è stravolta e l’ente pubblico da solo non ce la fa». In sintesi, l’invito fatto sabato da più parti a Montecampione è stato: «Bisogna rivedere il Pat». Un invito al quale l’avvocato Giuseppe Profeta, membro del Consiglio di amministrazione dei residenti, ha aggiunto: «Non c’è più tempo, Artogne ascolti le richieste del Consorzio riferite alla bozza di convenzione e se ne faccia carico». Per poter avere un ruolo più attivo nel rilancio della stazione turistica, proprio il Consorzio, attraverso i propri vertici, ha affermato di voler intervenire sul proprio Statuto aumentando la capacità di spesa del Cda oltre gli attuali 100 mila euro, poi si dovrà anche decidere il da farsi per il futuro. Nel corso dell’assemblea non è mancata neppure una parentesi legata alla sottolineatura della (anche qui) grave carenza di acqua e di una realtà fatta di rubinetti a secco. C’è anche il problema creato dal al fatto che le vasche di accumulo sono di proprietà di Ski area, e sullo sfondo c’è sempre l’annosa questione dell’Ato di Valcamonica.
Domenico Benzoni
Sorgente: Montecampione, altri scenari per lo sci | Bresciaoggi



