Un comitato di residenti nelle frazioni e nel capoluogo sta lavorando per salvare la stazione
Da settimane ormai, sulla vita «sciistica» del piccolo comprensorio pisognese della Val Palot è stata scritta la parola fine. Dopo la vendita delle reti di protezione, dei cannoni sparaneve e del gatto delle nevi alle società che gestiscono i comprensori di Borno e Montecampione, a causa del procedimento di liquidazione della società Dnf Sport (che gestiva la Val Palot) anche lo skilift ha preso la stessa direzione. Un privato – non è dato sapere chi – lo ha acquisito, dopo che alcune settimane fa era stato dissequestrato. Verrà quindi smantellato a breve, e così si chiuderà un capitolo doloroso per la vallata alle spalle di Pisogne iniziato nel dicembre dello scorso anno, quando Angelo Frassi, 67 anni, era caduto da un pilone su cui non poteva lavorare morendo sul colpo: per questo, i titolari della Dnf dovranno rispondere dell’accusa di omicidio colposo. Per almeno due volte, lo skilift è stato proposto anche al Comune, ma la giunta di Federico Laini ha preferito rispondere con un «no». La stessa risposta che ha dato anche a un imprenditore locale, che si era detto disponibile a gestire, a fronte di un investimento pubblico di 540mila euro, il piccolo comprensorio per 15 anni, garantendone l’apertura per poi lasciarlo al Comune. Sulla Val Palot però è in essere un finanziamento di circa un milione della Regione: «Stiamo valutando alcuni progetti – spiegano dal municipio – compresa la possibilità di sostituire lo skilift con altro impianto. Le priorità, come sottolineato più volte, sono la tutela e la riqualificazione dell’area».
Non è detta l’ultima parola
Tutto fermo quindi? No: alcuni cittadini residenti nella zona montana e nel fondovalle hanno deciso di unirsi per provare a fare qualcosa. «Stanno chiudendo la nostra storica e amata stazione sciistica – spiegano -. La Val Palot è una località che custodisce le nostre radici. Non possiamo restare a guardare». Il comitato, che si definisce non politico ma semplicemente «un gruppo di cittadini a cui sta a cuore la Val Palot», ha organizzato per l’11 novembre alle 20 un’assemblea pubblica nella sala del ristorante Duadell: «Se anche tu ami questo posto – è l’invito – vieni, ti aspettiamo. È il momento di farsi sentire, di difendere ciò che conta».
Alessandro Romele
Sorgente: Pisogne, Val Palot: è tutto venduto ma c’è chi non si arrende | Bresciaoggi



