I ♥ MONTECAMPIONE

Montecampion'è per sempre!

Mercoledì a Montecampione, parliamo di funghi con Dario Dogali – Amanita caesaria ed Amanita muscaria

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Buongiorno a tutti, oggi inizio presentandovi la mia Anita e…

….Anita, questa sera a casa ci metteremo al camino e guarderemo le “falie” salire su lungo la cappa e in silenzio ascolteremo lo scoppiettio della legna e ci racconteremo le nostre cose; ti racconterò del paese dove sono nato, Pian Camuno, in Valcamonica e di quando mia mamma Antonietta mi portava, seppur piccolo, con i miei fratelli Anna, Roberto e la nostra cugina Lisetta, su nei boschi del paese, e poi ancora più su verso Solato e Vissone, passando tra i grandi castagni, i faggi e, a volte, fin su agli abeti e larici, in cerca di ovoli, porcini e finferli ed e forse perché mi piaceva tanto andarci che mi chiamava “el me montagni”. Poi ti racconterò del mio carissimo amico d’infanzia Gianmario Bertoli, del nostro girovagare da ragazzi tra quei boschi, i prati e le rive del fiume Oglio, e il ritrovarci poi alla vecchia contrada Castellazzi, rifugio ideale dove, parafrasando un poco la bellissima poesia di Giacomo Leopardi, passavamo diverse ore spensierate con “quei chebbe compagni (e compagne) nell’età più bella”… e poi ti racconterò di tutti i cani che ho avuto la fortuna di avere vicino fin da bambino, del Bill, di Brik, e poi i Cocker spaniel fulvi Doghi e della Diana con i suoi cuccioli nati tutti neri (per via di chi sa quale discendenza) e poi ancora di Diana, la bretoncina con le sue bellissime cucciolate (pure), la prima con Nuvola, Nebbia e Onda, la seconda con Geronimo, Cochise, Pepe, Folie, Kira e la dolce Luna, l’ultima a lasciarci, e poi sei arriva tu…la mia Insostituibile Compagna di Ricerca e di Cammino e vedrai… alla fine ci diremo che ne è valsa la pena fare ciò che abbiamo fatto in tutti questi anni. Innanzitutto per nostra gratificazione personale, ma anche per lasciare a chi verrà dopo di noi questo sentiero tracciato, questa nostra testimonianza, questo nostro “Diario”, come contributo per questa terra ricca di tante cose belle e di altre che potrebbero esserlo, di questa terra che pur non essendoci nato, ci risiedo e abito con la mia famiglia dal 1973 e alla quale devo riconoscenza, e innanzitutto rispetto.

(tratto da: DARIO DOGALI – FUNGHI DI FRANCIACORTA – Diario di due cercatori di funghi – Edizione marzo 2019)

Oggi vi parlerò……delle Amanita, di quei funghi considerati prelibati, gli “ovoli” e……

Nella terminologia dialettale per “cucù”, “cucù ross” o “bola” si intende l’Amanita caesarea, il fungo dei Cesari, l’ovolo buono, il fungo di ottima qualità ritenuto uno dei pochi che si possono consumare crudi. Il Genere di appartenenza comprende funghi simbionti che iniziano ad apparire già da aprile-maggio, come Amanita junquillea, per proseguire nella loro crescita fino alle prime gelate del tardo autunno, inizio inverno; sono questi tra i funghi più belli in natura, ma anche i più pericolosi difatti, oltre ad Amanita caesarea, poche sono le specie commestibili da prendere in considerazione per uso utilitaristico; alcune sono: Amanita rubescens, Amanita vaginata e le specie del relativo gruppo, sono da consumare sempre cotte e specialmente frammiste con altri funghi commestibili, altre, quali Amanita spissa, Amanita excelsa, Amanita citrina, sono di nessun pregio e ritenute non commestibili; altre ancora sono invece tossiche come: Amanita pantherina, Amanita muscaria (il bellissimo fungo delle fiabe) e la sua var. aureola, altre ancora sono tossico – mortali come: Amanita verna, Amanita virosa, Amanita phalloides e la sua var. alba. Purtroppo ancora oggi si verificano gravi casi di confusione da parte di sprovveduti o inesperti raccoglitori nella sfrenata ricerca degli “ovoli”, specialmente quando il giovane fungo è ancora racchiuso nell’involucro bianco (velo generale) che lo protegge. Potrebbero così essere confusi ovoli di Amanita caesarea con ovoli di Amanita muscaria o peggio ancora con ovoli di Amanita phalloides, specie tossica – mortale. Allora come distinguerli? Osservate ora attentamente i fotocolor di seguito riportati.

Il primo fotocolor rappresenta tre ovoli (primordi, cioè giovanissimi esemplari) di cui uno sezionato, di Amanita caesarea. Come potete notare, l’ovolo si sviluppa sul terreno con la forma caratteristica che ricorda l’uovo di una gallina, pressoché liscio, con la parte più dilatata verso l’alto e quella più stretta verso il basso, infissa nel terreno. Alla sezione risultano già ben evidenti il colore giallo della superficie esterna del gambo e la linea superiore di colore giallo-arancio della cuticola del cappello (tale colore è ben visibile nei due primordi con il velo già lacerato). Nel secondo fotocolor, che rappresenta l’intera fase di sviluppo di numerose Amanita muscaria, fungo tossico, l’ovolo non è liscio ma verrucoso – farinoso, specialmente nella parte alta dove, in seguito, si svilupperà il cappello inoltre, in quello sezionato, non vi è nessuna traccia di colore giallo – arancio, che però in alcuni casi può essere presente ma solo nell’estrema parte alta, corrispondente alla cuticola del cappello. La forma è diversa da Amanita caesarea, con la base molto larga e la parte alta bruscamente ristretta (come una pallina piccola compenetrata in una più grande). Nel terzo fotocolor è invece rappresentato un ovolo di Amanita phalloides che si sta “schiudendo”; esso è liscio come in Amanita caesarea, ma dilatato alla base e più stretto in alto, con il cappello già ben visibile che fuoriesce dal velo generale che lo racchiudeva, in questa fase è spesso bianco, ma diverrà presto verdognolo con la maturità. Questi sono i caratteri morfologici da tenere ben presenti quando si raccoglie un “ovolo”, ciò dovrebbe scongiurare il rischio di tragici e spesso fatali errori.


Per completezza di informazione si ricorda che la legislazione italiana in materia di raccolta di funghi epigei spontanei, VIETA la raccolta di Amanita caesarea allo stadio di “ovolo” chiuso, sia per consentire al fungo di crescere, maturare e diffondere le spore che consentiranno il perpetrarsi della specie, sia per il rischio sanitario collegato alla confusione con specie simili velenose. In natura esistono altri funghi di forma tondeggiante; alcuni sono commestibili e sono già stati trattati negli articoli precedenti e appartengono alla famiglia Lycoperdaceae. La loro forma rimane simile per tutta la crescita, mentre altri, appartenenti alle famiglie Phallaceae e Clathraceae, saranno “ovoli” solo nella fase di primordi, poi si svilupperanno con forme e colori bellissimi specialmente a maturità, ma sono da considerare tutti “non commestibili”:

Bovista plumbea

Phallus impudicus

Clathrus ruber

Ritengo valga la pena proporre ai nostri lettori solo la specie più pregiata, Amanita caesarea (che si può sicuramente trovare ancora, nei castagneti salendo da Pian Camuno o da Artogne) e la specie tossica a lei più simile, l’Amanita muscaria.

Di seguito schede descrittive delle due specie.

Amanita caesaria (Scop. : Fr.) Persoon

Nome italiano:  Ovolo buono – Fungo reale

Nome dialettale: Cucu – Cuchi – Cucu ros – Cucu zalc

Spore da subovoidali a largamente elissoidali

Con cappello di diametro 80-150 (180) mm, prima emisferico, poi convesso e alla fine appianato a maturità; la cuticola è lucida, umida, facilmente separabile, di colore uniforme rosso – arancio, solitamente glabra ma, a volte, con lembi bianchi residui del velo generale; il margine è striato. Le lamelle sono fitte, di colore giallo carico, libere al gambo, intervallate da lamellule di varia lunghezza, caratteristicamente tronche. Il gambo, di 70-150 x 15-30 mm, è liscio, sodo, pieno, poi cavo e bambagioso, di colore giallo, slanciato, attenuato verso l’alto, ingrossato alla base dove è presente una volva membranosa, consistente e ampia, bianca; l’anello è parimenti ampio, pendulo, striato, persistente e concolore al gambo. La carne è abbastanza consistente e compatta, un poco fibrosa nel gambo, gialla esternamente, bianca nella parte più interna, con odore debole, poco significativo e sapore gradevole. Cresce nei boschi di latifoglie, con preferenza presso castagni e querce, specialmente in zone calde, secche, in terreni siliceo – calcarei, dall’estate al primo autunno.

Note: buono anche consumato crudo è conosciuto e apprezzato fin dai tempi antichi dove era conosciuto come “l’ovolo dei Cesari” e ricercato in particolare nello stadio di ovolo. È in questa fase che si verificano i tragici errori in cui incorrono raccoglitori inesperti che lo confondono con l’ovolo mortale della Amanita phalloides. Potrebbe essere anche confuso con Amanita muscaria (e le sue varietà) quando sono prive delle verruche bianche sul cappello; queste ultime però hanno gambo e lamelle bianchi.

Amanita muscaria (L. : Fr.) Hooker

Nome italiano: Ovulo malefico

Nome dialettale: Bola

Spore elissoidali sbovoidali

Con cappello di diametro 80-150 (250) mm, carnoso, inizialmente emisferico, poi convesso, alla fine appianato e a volte anche depresso centralmente; la cuticola è di colore arancio – rosso più o meno scuro, liscia, vischiosa a tempo umido, ricoperta da verruche bianche piramidali in rilievo, residui del velo generale, concentriche; il margine è finemente striato. Le lamelle sono fitte, libere al gambo, ventricose, con lamellule, bianche o leggermente gialline. Il gambo, di 80-150 (250) x 10-20 mm, è cilindrico, slanciato, attenuato verso l’apice, bulboso alla base, duro e fibroso, pieno poi fistoloso e cavo, biancastro; la volva che ricopre il bulbo, è piuttosto sottile, dissociata in verruche biancastre, concentriche; l’anello è ampio e membranoso, bianco, striato superiormente, posizionato nella metà superiore del gambo. La carne è piuttosto soda nel cappello, fibrosa nel gambo, bianca, aranciata sotto la cuticola, con sapore gradevole, dolciastro e odore non indicativo. Cresce sovente in gruppi di più esemplari sia in boschi di conifere che di latifoglie, dall’estate all’autunno.

Note: Specie tossica, è il classico fungo delle fiabe, bellissimo a vedersi è ritenuto erroneamente più pericoloso della stessa Amanita phalloides e forse per questo ingiustamente “bastonato” e calpestato. Causa comunque gravi avvelenamenti di natura neurotropica a carico del sistema nervoso periferico e centrale. Esiste una specie simile, la var. aureola, con verruche meno numerose o perlopiù assenti e con volva meno friabile.

È ritenuto anche una delle tre “spie” del porcino; le altre due sono: il Chalciporus piperatus (Specie ritenuta non commestibile per il gusto pepato della carne – da cui il nome) e il Clitopilus prunulus, questo sì da considerare la più “efficiente spia” secondo il mio parere e di molto altri raccoglitori di funghi.

Conclusione:

Solo la conoscenza delle specie raccolte preserva da gravi rischi alla nostra salute.

Ci avviciniamo verso la conclusione di questi miei articoli sui funghi che si concluderanno con l’ultimo mercoledì di maggio. Spero poi di rivedervi nei boschi di Montecampione dove sarò ben felice di proseguire sul campo ciò che ho cercato (spero) di trasmettervi in questi mesi… con una raccomandazione, conservate sempre una elevata dose di “dubbio” perché questo vi aiuterà ad essere prudentissimi… perché con i funghi non si scherza…

Intanto vi informo che mercoledì 22-5-2019 vi parlerò di Suillus grevillei, il “laricino” e concluderò mercoledì 29 maggio con un articolo a cui sinceramente sto ancora pensando…. intanto vi mando un…

Arrivederci e buon fine settimana a tutti, vi saluto cordialmente, alla prossima…

Dario Dogali


Qui l’elenco dei funghi che sono stati argomento della rubrica da quando è nata (21/11/18).

AVVERTENZA : Indicazioni o considerazioni, riguardanti la commestibilità dei funghi trattati, non devono in alcun modo essere considerate informazioni sicure per la raccolta ed il consumo degli stessi. Pertanto ci si deve astenere dal consumare funghi solo sulla base di queste indicazioni o della presunta somiglianza con le fotografie pubblicate. Si declina pertanto qualsiasi responsabilità, sia penale che civile, derivante dalla inosservanza di questa avvertenza.

E’ buona cosa leggere sempre e comunque:

Informazioni generali

Glossario

Biografia di Dario Dogali

Nota bene: Il testo di colore ROSSO nelle pagine della rubrica sui funghi, indica pericolo e non commestibilità.


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