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Montecampion'è per sempre!

08/02/2024
di Montecampione.org
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L’8 febbraio di un anno fa a soli 37 anni moriva la sciatrice camuna Elena Fanchini. Il ricordo della sorella e compagna di squadra: «Nella malattia era lei a darci coraggio»

L’8 febbraio di un anno fa Elena Fanchini moriva a soli 37 anni, lasciando nella disperazione la famiglia e le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerla, frequentarla e apprezzarla non solo per le sue gesta sportive ma per il suo costante impegno nel sociale. Elli ha lasciato un vuoto incolmabile tra coloro che l’hanno amata e ammirata e a un anno dalla sua scomparsa la ferita è ancora più che mai aperta.

Il suo calvario iniziò durante le festività natalizie del 2017. Un improvviso dolore all’addome la convinse a farsi controllare all’ospedale di Esine. Il giorno dopo ci chiamò per darci la brutta notizia: «Ho un tumore all’intestino ma sono pronta a lottare come ho sempre fatto». E prima ancora di avere la certezza della gravità della sua malattia, aggiunse. «Attendiamo l’esito degli esami ma sento di avere qualcosa di serio. Ho però ancora tante cartucce da sparare e sono pronta a colpire il male».

Le terapie all’Humanitas di Rozzano l’hanno provata se non distrutta, ma non si è mai lamentata. Voleva, doveva resistere per il suo Denis, per mamma, papà, sorelle e nipotini. Il crudele destino però era dietro l’angolo e pochi giorni dopo averci comunicato che era tutto okay e che era felicissima, perché ogni giorno giocava con i nipotini, i figli delle sorelle Nadia e Sabrina. Una settimana prima che ci lasciasse con voce strozzata ebbe ancora la forza di affermare che era tutto sotto controllo.

La Elli era così, non voleva mai disturbare, dare fastidio, nella buona e cattiva sorte. Una ragazza per bene cresciuta senza grilli per la testa con grande dirittura morale. È per quello che tutto il mondo che la circondava l’amava e la stimava. Alla campionessa di Montecampione, che sull’Olympia delle Tofane primeggiò nel 2015 nella discesa libera accorciata per via del vento, la Fondazione Cortina le ha dedicata la sala riunioni. Sono state distribuite borse di studio con il suo nome. Adesso sarebbe il momento che anche Brescia e la Valcamonica le dedicassero una gara, una pista, qualcosa che ricordi lo sport che ha onorato con la sua classe e il suo comportamento esemplare. Sua compagna di squadra è stata la sorella Nadia, che con Elena ha gareggiato alle Olimpiadi di Torino 2006 e Sochi 2014, ai Mondiali di Bormio Santa Caterina 2005, Are 2007, Schladming 2013, Vail Beaver Creek 2015. Insieme hanno corso in Coppa del Mondo in 114 gare: la prima volta il 6 gennaio 2005 a Santa Caterina Falfurva, l’ultima il 17 dicembre 2017 in Val D’Isere.

Nadia Fanchini, come si sente a un anno dalla scomparsa di Elena? Il vuoto è enorme, incolmabile. Elena manca in ogni istante della giornata. Era davvero speciale. E aveva una forza che trasmetteva a tutte noi anche nei momenti più duri.

In effetti mai un segno di debolezza durante la malattia. Vero. Elena era speciale, forte, aveva una determinazione straordinaria. Ha affrontato la carriera sciistica con tanto amore e con infinita passione. E ha sfidato la malattia con tutta la forza che aveva. Non voleva mai arrendersi, questo è quello che voglio ricordare di lei.

Come è stato l’avvicinamento a un giorno che è impossibile da dimenticare? Intanto insieme a noi si stringeranno parenti, amici e tutte le persone che hanno pianto per la scomparsa della nostra cara Elena. Ogni giorno riceviamo testimonianze che le fanno onore. Evidentemente ha lasciato un segno indelebile tra coloro che l’hanno conosciuta. Apprezziamo tutto moltissimo, queste attestazioni nei confronti di Elena ci danno la forza di andare avanti. Ma sa quale è la cosa più difficile?

Quale è? Spesso devo rispondere a mio figlio Alessandro che mi chiede quando andiamo a prendere la zia Elena, che è andata via. L’innocenza dei bimbi ci sprona ad andare avanti, ma lei non è più con noi. La sua mancanza la sentiamo sulla nostra pelle. Ha lasciato un vuoto incolmabile e non sappiamo ancora oggi capacitarsi per la sua scomparsa: è stato davvero un crudele destino quello di Elli. Mi crede se le dico che sto male, quando leggo sui giornali le polemiche alio dal Festival di Sanremo o altre vicende del genere? Sono solo le questioni di cuore che contano. L’amore e la salute sono le parti essenziali della vita e non le piccolezze che leggiamo ogni giorno.

Elena era attivissima nel sociale. E continua a vivere nei cuori di chi l’ha amata. Verissimo. Abbiamo infatti aperto una pagina sui social aperta, invitando amici e parenti a fare un’offerta a favore dell’Airc, l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro. Al momento sono state raccolte alcune decine di migliaia di euro che consentiranno all’Airc di mantenere per un anno un nuovo ricercatore. Siamo molto contenti per questo risultato ma siamo sicuri che le offerte proseguiranno nel tempo. È un modo straordinario per fare vivere mia sorella nei cuori di chi le ha voluto bene».Un destino crudele quello di Elena a qualche anno dalla scomparsa di un altro membro della famiglia Fanchini. Purtroppo nel 2009 a soli 24 anni ci ha lasciato anche la cugina Claudia, con la quale siamo cresciute e giocato. Purtroppo il destino ci ha messo a dura prova, ma dobbiamo continuare ad occuparci delle persone malate nel ricordo di Elena.

Non è il momento che Brescia e la Valcamonica si ricordino di Elena intitolandole una pista da sci o con un Memorial?
Sarebbe bellissimo, come è successo a Cortina con la sala riunioni. Per ora si parla di una gara a Borno. Vedremo. Spero che qualcosa si muova. Sarebbe il modo migliore per ricordarla.

Angiolino Massolini

Sorgente: Nadia Fanchini: «Elli ha lasciato un vuoto incolmabile» | Bresciaoggi

13/01/2024
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Era l’8 giugno quando vinse la corsa rosa: fu il primo ciclista bresciano a riuscirci. Il secondo, 11 anni dopo, fu Roberto Visentini

Fausto Bertoglio oggi, 13 gennaio, compie 75 anni. È stato il 1° dei 2 vincitori bresciani del Giro d’Italia, il successo più prestigioso della sua carriera, siglato l’8 giugno 1975. L’altro è Roberto Visentini, in rosa nel 1986.

Il giorno del trionfo

Sono passati 48 anni da quel meraviglioso 8 giugno 1975: «Ricordo sempre con emozione quel giorno. Lungo lo Stelvio si staccarono numerosi rivali – racconta Bertoglio -, rimasi incollato a Galdos, l’avversario più vicino in classifica. E alla fine ci disputammo la vittoria». Si disse che alla fine fece vincere Galdos: «A ripensarci avrei anche potuto batterlo in volata. Ma a lui il successo di tappa, a me quello finale, il più importante».

In quel Giro, oltre allo Stelvio concluse 2° anche sulla Maddalena, la montagna di casa: «Ma quando andai a provare la salita prima dell’inizio del Giro pianificai l’eventuale attacco, ma il giorno della corsa l’albero che avevo individuato come riferimento non c’era più. Era stato tagliato e non portai a termine il mio piano. Ma fu comunque bello: Brescia mi festeggiò a lungo», conclude.

Le vittorie di Bertoglio

Bertoglio, al di là del trionfo al Giro, vanta un palmares di tutto rispetto. Dopo avere vinto il 6 giungo 1965 il titolo provinciale esordienti a Castenedolo con l’Audaces Nave di patron Rizzo, davanti a Flavio Cigolini e Sergio Boccacci, si è ripetuto nella corsa tricolore di Trento, succedendo nell’albo d’oro al franciacortino Palini. Poi ha gareggiato con Pedale Bresciano e Domus Pedrengo, diretti da Antonio Zanola e Gianni Sommariva. Numerose le vittorie tra le quali la Settimana Bergamasca vinta l’11 maggio 1972 a Suisio con 1’25” su Serge Parsani.

L’anno dopo al debutto da professionista con la Brooklyn di Roger De Vlaeminck ha vinto la cronoscalata della Maddalena. Dopo 2 anni è passato alla Jolly Ceramica con Pierino Gavazzi e Alessio Antonini e, successivamente, con Giuseppe Martinelli. Dopo avere vinto nel 1974 corsa in linea, a cronometro e quindi la challenge a Montecampione, nel 1975 è esploso.

Il Giro…vittorioso

Al Giro, partito con il compito di spalleggiare capitan Giovanni Battaglin, nella cronoscalata del Ciocco in Toscana ha colto vittoria di tappa e maglia rosa, che ha indossato fino alla conclusione sul mitico Stelvio. Il Giro ’75 passò anche da Brescia: il 3 giugno si svolse la prima semitappa a Pontoglio, nel pomeriggio la chiusura sul Colle Maddalena dal versante di Muratello dove fu 2° dietro a Wladimiro Panizza, come pure allo Stelvio dietro Francisco Galdos, che però lascio a 41 secondi in classifica generale.

In quella stagione vinse anche il Giro di Catalogna. Nel 1976 si affermò nella Coppa Placci. E al Giro, appiedato da 3 forature, fu 3° dietro a Felice Gimondi e Johann De Muynck.

La sua vita oltre e insieme alla due ruote

Residente da sempre a San Vigilio con la moglie Giusy, è padre di Andrea e Paolo (ex professionista), e collabora proprio con Andrea che gestisce una bottega di biciclette in via Galileo Galilei. «Questi 75 anni sono un bel traguardo – dice Bertoglio -. Li festeggerò in famiglia». Quando gli si chiede la soddisfazione più grande la delusione più cocente, non ha dubbi: «Entrambe sono legate al Giro. Nel 1975 ho vinto, l’anno dopo avrei potuto fare il bis se non fosse per alcuni problemi meccanici. Sono comunque arrivato 3°».

I ricordi di Bertoglio sono quelli di un ragazzo di 75 anni. Ogni tanto scala ancora lo Stelvio con gli amici per ricordare quell’8 giugno 1975. E noi con lui. Buon compleanno, caro Fausto.

Angiolino Massolini

Sorgente: I 75 anni del mitico Fausto Bertoglio: fu il «re» del Giro d’Italia nel 1975 | Bresciaoggi

24/11/2023
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Skipass gratuito per tutta la stagione per 7 mila bambini e ragazzi camuni di età fra 6 e 16 anni sulle piste di diverse località della Valle Camonica, della bergamasca e della vicina Aprica. L’iniziativa, già provata con alto gradimento lo scorso anno, viene riproposta su iniziativa dell’assessore allo sport della Comunità montana, Massimo Maugeri: il progetto, denominato «Free Skipass», prevede la disponibilità degli impianti dal 6 dicembre.L’assessore Maugeri fra l’altro esprime gratitudine ai Comuni che hanno ancora aderito versando la quota, di 1 euro per ogni residente al 31 dicembre 2022, alla Comunità montana e ai titolari delle strutture di risalita.Gli impianti di risalita disponibiliI ragazzi nati fra il primo gennaio 2008 e il 31 dicembre 2018, residenti nei Comuni aderenti, avranno l’opportunità di sciare gratuitamente negli impianti di Borno, Ponte di Legno-Tonale, Aprica, Corteno Golgi, Val Palot, Presolana, Schilpario, Colere, Monte Pora, Spiazzi di Gromo, Lizzola, Selvino e Montecampione.Bambini e ragazzi più vicini alla montagnaAnche Demis Zendra, amministratore delegato di Borno Ski area Monte Altissimo, rappresentando tutti i gestori degli impianti, alla presentazione ha detto: «Un progetto che continua ad ampliarsi, strumento di assoluta importanza per facilitare l’avvicinamento agli sport della neve e più in generale alle nostre montagne da parte di migliaia di bambini e ragazzi. Ciò è possibile grazie al prezioso supporto degli enti aderenti, con i quali c’è sempre massima collaborazione».Come fare ad avere lo skipass gratisOccorre affrettarsi però: i ragazzi (o i genitori) interessati devono presentarsi negli uffici del Comune di residenza entro oggi a mezzogiorno muniti di modulo d’iscrizione, fotocopia di carta d’identità, foto e di 15 euro, 5 dei quali di cauzione per le spese amministrative), mentre chi l’aveva già utilizzata nella precedente stagione ne potrà chiedere il rinnovo. L’assessore Massimo Maugeri, nel ringraziare le società gestrici degli impianti che hanno profuso in questa iniziativa un notevole sforzo economico, raccomandando che «non vi siano abusi nell’utilizzo degli skipass dati titolo gratuito».

Luciano Ranzanici

Sorgente: Skipass gratis in Valcamonica ai residenti fino a 16 anni | Bresciaoggi

13/10/2023
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La proposta della Plan 1800 di presa in carico degli impianti non ha convinto i giudici. La società verso il fallimento

La notizia è subito rimbalzata a Montecampione, come tra gli enti pubblici della Valle Camonica. Il capolinea per la società di gestione degli impianti sciistici non è mai stato così vicino.Per la Montecampione Ski Area si imbocca la strada del fallimento. A decretarlo l’udienza di mercoledì: la giudice fallimentare ha di nuovo respinto la proposta di concordato presentata dai liquidatori della società. Non deve aver convinto nemmeno l’ipotesi della Plan 1800 che si era detta interessata alla presa in carico degli impianti sciistici, con la speranza di risollevare le sorti della società in forte crisi finanziaria e alle prese con un soffocante carico di debiti.Le reazioniIl Consorzio dei residenti, in uno stringato comunicato sostiene che con la messa in liquidazione «si confronteranno Enti pubblici e privati intenzionati a far ripartire gli impianti di risalita». Secondo l’associazione, questa situazione «imprime un’accelerazione alle iniziative ed azioni finalizzate alla messa in sicurezza degli impianti sciistici, a cui Comune di Artogne e Comunità Montana di Valle Camonica in primis e Consorzio Montecampione stanno lavorando da tempo». Il passaggio giudiziario dovrebbe dare insomma una benefica scossa alle operazioni di rilancio o quanto meno di salvataggio di Montecampione.Ma tra molti addetti ai lavori e amministratori del comprensorio si sollevano molti interrogativi. Innanzitutto c’è chi si chiede se la prossima stagione invernale si potrà sciare, e molti dubbi aleggiano. Per gli enti che avrebbero dovuto costituire una società pubblica per sfruttare i fondi regionali ed acquistare alcuni impianti a 1800, la dilazione dei tempi legati al fallimento potrebbe giocare a loro favore, ma non è escluso che l’asta li metta in concorso con la Plan 1800, già affittuaria di alcune linee di risalita, che potrebbe vantare il «diritto di prelazione sull’acquisto a parità di condizioni». Questo almeno è quanto previsto dal contratto di affitto.I vincoliE poi ci sono i fondi del Patto territoriale per lo sviluppo strategico di Montecampione , che contemplava acquisto e sostituzione di tre seggiovie e che prevedeva la fine dei lavori entro il 31 dicembre 2024; si dovrà chiederne la proroga. Senza dimenticare ad esempio la revisioni della fondamentale seggiovia Corniolo, preventivata in 500.000 euro. Ora non rimane che attendere l’avvio dell’iter per le aste, con gli undici impianti valutati in perizia 5.497.000.La black listMontecampione inanella un altro fallimento. Dopo Alpiaz, Montecampione impianti, Montecampione hotels, Montecampione Bovegno Ski e Stella Alpina, ora tocca a Montecampione Ski Area. La società venne costituita nell’ottobre 2012 da un gruppo di commercianti della stazione turistica, sostenuta da enti pubblici ed azionariato diffuso, è passata in mano a Stefano Iorio nel 2016, venduta per debiti nell’ottobre 2022, ora è giunta al capolinea. Non c’è che da sperare in un futuro più roseo. Ma sul destino del comprensorio si allungano una serie di incognite che non lasciano certo spazio all’ottimismo.

Domenico Benzoni

Sorgente: Concordato respinto dal tribunale . Montecampione Ski al capolinea | Bresciaoggi

29/08/2023
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L’iniziativa del Cai per Brescia e Bergamo Capitale della cultura valorizza i percorsi verso Maniva e Colle San Zeno

Battuta d’arresto degli ultimi giorni a parte, l’estate 2023 è stata particolarmente apprezzata dagli amanti del trekking che hanno approfittato dei tanti percorsi presenti in Valle. In molti però non sanno che il Sentiero dei Laghi, promosso dal Cai in occasione di Bergamo Brescia Capitale della cultura, passa anche per la Valle Trompia.Una cerniera fra territoriParliamo di un progetto di «museo aperto» permanente che collega il lago di Como, il lago d’Iseo, il lago d’Idro e il lago di Garda. Il percorso è lungo circa 230 km e offre tre possibili itinerari: il percorso alto, il percorso basso (bergamasco e bresciano) e il percorso ciclo-escursionistico. Attraverso montagne, vallate e borghi storici, il tracciato tocca il lago di Como (Lecco), il Sebino, il lago d’Idro e il Garda a Salò, abbracciando buona parte del territorio bresciano settentrionale.Le tre «piste»Gli itinerari sono tre: il Sentiero dei Laghi percorso Alto (dai 1000 ai 2500 metri di quota), è riservato a escursionisti esperti; il percorso Basso (dai 600 ai 2000 metri di quota) è adatto a una fascia più ampia di escursionisti e alle famiglie; e poi c’è la Ciclabile dei laghi che parte da Lecco e arriva a Lovere sul Sebino.Il tratto valtrumplinoCome anticipato i percorsi coinvolgono anche la Valtrompia: la tratta 12 parte dal Rifugio Piardi sul Colle San Zeno (1435 metri) dove è possibile percorrere la dorsale (sentiero 393 ex 3V) in campo aperto su prato, spartiacque tra Valle Trompia e Valle Camonica, sotto lo sguardo vigile del Monte Guglielmo, con vista panoramica sulle Orobie bergamasche e bresciane, seguendo le segnalazioni del metanodotto. Percorrendo il sentiero si raggiunge il cupolone della Colma di San Zeno (1668 metri) e, successivamente, si prosegue lungo la larga dorsale con leggere pendenze fino a portarsi sotto l’ultimo strappo di salita che sale verso gli antennoni alla Colma di Marucolo (1857 metri). Da qui si può arrivare fino a Montecampione. La tratta 13 parte, invece, dal rifugio Elena Tironi (1705 metri) di Esine per poi procedere verso destra sul sentiero 3V 393 (indicato anche con il numero 721 della segnaletica Cai) in direzione della Malga Rosellino (1883 metri) e del Passo Crestoso (2060 metri).Destinazione ManivaDal medesimo passo, tenendo la destra, si procede in direzione del Passo delle Sette Crocette (2050 m) sopra il Maniva e da qui, seguendo sempre le indicazioni Cai e la segnaletica 3V in direzione del Goletto di Gludona. Dal Goletto di Gludona, come alternativa, si può prendere la variante alta del Sentiero 3V che porta al Monte Colombine e poi al Passo di Dasdana in circa 1 ora e trenta minuti. Infine, c’è la tratta 14 con il sentiero che prosegue dal Giogo del Maniva verso Ponte Caffaro. In questo caso si parte dal Piazzale del Giogo del Maniva e si prende la stradina in direzione sud che si sviluppa in falsopiano per circa 2500 metri. Chi decide di provare questi percorsi può anche approfittare dell’ospitalità e della buona cucina della locanda Bonardi, dello Chalet Manica, dell’albergo pizzeria Dosso Alto, del ristorante Fabus e del Pineta.

Marco Benasseni

Sorgente: Monti e vallate: il Sentiero dei laghi diventa un museo a cielo aperto | Bresciaoggi

13/08/2023
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Le proposte per chi resta: una giornata tra divertimento, buona cucina, arte e spettacoli e molto di più

C’è chi parte e c’è chi resta: come ogni anno ad agosto si svuotano città e paesini di residenti e in alcuni casi si riempiono di vacanzieri. Ecco, quindi, alcune proposte per passare in compagnia la giornata di Ferragosto tra divertimento, buona cucina, arte, cultura, spettacoli e molto molto di più, in compagnia (o meno) del proprio amico a quattro zampe.

BRESCIA e HINTERLAND Chi proprio non può o non vuole rinunciare al tuffo ci sono le piscine in città e anche nell’hinterland, come a Concesio, senza bisogno di spingersi fino ai laghi. Complice una buona rete di piste ciclabili, è possibile trascorrere una giornata alla scoperta del parco delle Cave. Scoprire ad uno ad uno i parchi significa fare una bella pedalata e trascorrere una giornata diversa dal solito, arrivando, volendo, anche a Castenedolo, al bosco della Collina, uno dei più grandi boschi della pianura bresciana. Per chi invece preferisce una giornata meno sportiva e all’insegna dell’ozio, il patrimonio verde della città è notevole: i parchi urbani, soprattutto quelli più grandi, sono l’ideale per trascorre qualche ora nella natura, da parco Castelli a parco Ducos senza dimenticare parco Gallo (mentre il Tarello è poco ombreggiato). Con un buon libro, un telo su cui sedersi o stendersi (e un anti zanzare) è possibile passare un Ferragosto senza pensieri, anche con figlie e oppure amici a quattro zampe, dal momento che non mancano le apposite e dedicare aree attrezzate. Una via di mezzo tra la pedalata e l’ozio totale è offerta dalle colline, sia quelle della zona di Sant’Anna sia quelle dei Mompiano, dove, alla valle omonima, è possibile sia camminare poco e fermarsi al parco d’ingresso, sia invece salire in valle verso la cima della Maddalena. Proprio il monte di casa dei bresciani è un posto ideale per tante tipologie di utenza: chi non può o non vuole camminare può salirci con il mezzo privato o con quello pubblico, chi si mette in sella si può fermare nelle tappe inferiori alla cima, dal San Gottardo alla Margherita. Quest’ultima è la meta tradizionale della gita di pasquetta, ma ovviamente nulla vieta di farci il pic nic di Ferragosto sui tavolini messi a disposizione del pubblico. Chi invece preferisce regalarsi un pranzo al ristorante, sempre in Maddalena, può soddisfare il desiderio, con l’accortezza di telefonare prima per non incappare nel tutto esaurito. Infine l’aspetto religioso: Ferragosto rappresenta la solennità dell’assunzione di Maria, che viene celebrata domani dalle 10 in Cattedrale con il vescovo a presiedere la messa (le altre celebrazioni sono alle 9, alle 12 e alle 18.30).

L’ALTO GARDA Anche quest’anno durante il ponte di Ferragosto vanno in vetrina le eccellenze culturali della riviera del parco alto Garda, limonaie comprese, e per chi è intenzionato a trascorrere la vigilia e la giornata dell’Assunta smarcandosi dal classico cliché del «sole, spiaggia, bagno», le occasioni per trascorrere qualche ora alternativa non mancano di certo. A Salò il MuSa accoglie i suoi visitatori proponendo due intriganti esposizioni: «La passeggiata della linea» con 100 opere dei protagonisti del disegno contemporaneo (da Guttuso a Fontana passando da Sironi, Manzù, Schifano, giusto per citarne qualcuno) e la nuova sezione permanente dedicata a «L’Ultimo fascismo 1943-1945. La Repubblica sociale italiana». Qualche chilometro a nord, Il Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera è adesso visitabile anche nei suoi angoli più remoti (compresa la colombera dove il poeta allevava i suoi colombi viaggiatori) dopo la conclusione del progetto «Riconquista» nato per restaurare e rendere accessibile al pubblico ogni area del complesso monumentale. Il tour culturale sulla riviera del Parco prosegue a Toscolano Maderno con il sito archeologico della villa romana dei Nonii Arrii e quello industriale nella frescura della Valle delle Cartiere all’omonimo museo. Merita anche una visita a Bogliaco di Gargnano in fregio alla 45 bis, la settecentesca villa Bettoni con il suo monumentale giardino. A Gargnano, Tignale e Limone infine sono visitabili le secolari limonaie, patrimonio storico unico al mondo dove dal XV secolo venivano coltivati gli agrumi. Completano l’offerta, il MuSt di Tremosine, percorso espositivo delle tradizioni e storia dell’altopiano e il museo etnografico della Valvestino.

IL BASSO GARDA Anche nel Basso Garda non mancano le opportunità. Ad esempio a Sirmione è possibile, appena varcato il ponte d’accesso al centro storico, vistare il Castello scaligero. Uno straordinario esempio di fortificazione lacustre, tra le più spettacolari e meglio conservate del Garda e anche ammirare le mozzafiato Grotte di Catullo, il poeta dell’amore, posizionate sul promontorio in punta alla penisola. Ma a Sirmione ricorre il 100° anniversario di Maria Callas e quindi in piazza Carducci, nel palazzo a lei dedicato, è immancabile la mostra “Legato Staccato”, una visionaria istallazione video-fotografica di Cristina de Middel. A Desenzano invece porte aperte mattina e pomeriggio alla torre di San Martino e al museo del Risorgimento; ma anche in centro l’occasione è ghiotta: la villa Romana resterà a disposizione tutto il giorno, come il castello che ospita la mostra «1600: l’epoca di Van Dyck. 1900: il viaggio da de Chirico». Per tornare al passato più remoto sarà impossibile non fare un salto al rinnovato e interattivo Museo Rambotti (solo la mattina), dove i protagonisti sono l’aratro più antico del mondo e la piroga del periodo del rame. E per restare nell’atmosfera del periodo palafitticolo basterà spostarsi al sito del Lucone di Polpenazze aperto dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17.Oppure cambiare tutto e visitare dalle 10 alle 18 la Casa del Podestà a Lonato, la Rocca e la mostra fotografica di Mario Giacomelli.

SUL LAGO DI ISEO

Il bel tempo saluta il giro di boa di metà estate, e porta con se migliaia di turisti sul lago d’Iseo: come sempre la parte del leone la farà Montisola, e a dimostrarlo sono i numeri in costante crescita di tiket staccati dalla Navigazione per i viaggiatori diretti ai porti di Peschiera e Carzano, per una passeggiata sul lungolago o una scampagnata fino alla cima della Ceriola. A Iseo, a Sassabanek, la spiaggia più grande del Sebino, si aspettano il tutto esaurito e le tre piscine prese d’assalto, mentre in serata in centro andrà di scena il tradizionale spettacolo pirotecnico. A Pisogne continua la mostra mercato inaugurata sabato: in calendario – oltre alle bancarelle dell’artigianato, alle mostre ed alle esposizioni artistiche – anche una serie di circensi e tanto buon cibo ai diversi punti ristoro. Le cime del territorio saranno metà di centinaia di escursionisti: il fascino del monte Guglielmo a Zone, della punta Almana di Sale Marasino, di Santa Maria del Giogo a Sulzano riesce sempre a catturare l’interesse di molti, in questo periodo estivo. 

CAINO

L’appuntamento è fissato negli spazi della Polisportiva: qui, gli alpini di Caino hanno organizzato una giornata di festa per tutti quelli che non sono in vacanza. Il ritrovo è alle 12,30 per lo spiedo, poi la serata danzante col duo Roby e Maura. Sempre martedì, l’eremo di San Giorgio sarà aperto al pubblico e si potranno quindi scoprire gli affreschi recentemente restaurati all’interno. Ci saranno anche volontari pronti a offrire informazioni e gestire visite guidate. L’eremo si raggiunge con un’ora di passeggiata partendo dal paese. 

PERTICA ALTA

Arriva da Pertica Alta l’invito a trascorrere un Ferragosto in malga. Basterà raggiungere Belprato e poi imboccare via Pineta per raggiungere la malga Casine, dove opera l’omonima azienda agricola gestita da Cristian e Milena che ospita bovine di razza bruna alpina e rendena, maiali, capre e galline. Creata nel 2015, vive della lavorazione del latte e della produzione di prodotti caseari, e rappresenta un presidio e insieme una riscoperta di un territorio legato per secoli ai mestieri della terra. Martedì dalle 11, qui inizierà «Ferragosto in malga», a ingresso libero ma con prenotazione consigliata al 339 2329442, e i padroni di casa offriranno uno stand gastronomico, una visita guidata all’azienda, animazione per i bambini, campeggio gratuito e uno splendido punto panoramico sulla valle.

PASPARDO

Al via il Ferragosto del Centro faunistico del Parco dell’Adamello di Paspardo: martedì un laboratorio del riuso prevede la realizzazione di mangiatoie per i piccoli uccelli a partire da bottiglie di plastica. Ogni proposta costa 10 euro, e si prenota al numero Whatsapp 348 459 53 74 o scrivendo a lontanoverdegmail.com.

CAPOVALLE

Naturalmente c’è sempre la possibilità di fare una passeggiata attorno a un paese collocato nel mezzo di un panorama da favola, ma ai più esigenti, anche tra i residenti, Capovalle offrirà l’occasione di festeggiare il Ferragosto con la messa in scena di una commedia teatrale. In questo piccolo centro dell’alta Valsabbia la compagnia di casa è molto attiva, e anche per quest’anno metterà in scena uno spettacolo di mezza estate. Si tratta della commedia dialettale in due atti «Ho deciso di non morire» scritta da Camillo Vittici. È la storia di nonno Alvaro, che lascia un testamento alquanto insolito per scoprire come la famiglia si attiva e si organizza per meritarsi l’eredità. Infatti la fantasia dei parenti si scatena nelle più disparate performarce, ma alla fine Alvaro, falso ammalato, svela le sue trame e, soddisfatto, calma le ansie di tutti. L’appuntamento nel borgo alle porte della Valvestino è fissato appunto per martedì alle 20,30 nel centro sportivo parrocchiale. In caso di maltempo, lo spettacolo sarà messo in scena il giorno successivo.

VOBARNO

Anche a Vobarno faranno scendere in strada i cittadini di tutte le età con la prima edizione di «Hop Hop street food», il ristorante a cielo aperto con cibi di strada da tutto il mondo, ospitato negli spazi del Largo Donatori di Sangue. Venti le cucine per offrire specialità di ogni angolo del Pianeta: dal Brasile alla Cina, passando per le cucine regionali italiane, con l’accompagnamento di birre da degustare e musica da ascoltare: dalle 10,30 alla mezzanotte.

MURA

Il Palio degli asini di Mur torna ad arricchire il Ferragosto murense promosso dalla parrocchia di Santa Maria Assunta con l’aiuto del Comune, e cadenzato da proposte sacre e profane. Sarà l’edizione numero 27: 4 giorni di festa con martedì 15 giornata clou segnata dalla sfilata in abiti medievali per le vie del paese e, sul campo sportivo, dalla corsa, subito dopo la benedizione dello stendardo del Palio realizzato dal pittore locale Danilo Bertelli. Gli appuntamenti: alle 8 e alle 11,15 le messe con la benedizione dei fantini delle 4 contrade (Gladiatori, Fragola, Bronx e Pellicani), alle 12,30 e alle 19 l’apertura dello stand gastronomico, alle 16,30 la sfilata medievale e la corsa degli asini. Infine, musica e spettacolo pirotecnico.

MONTECAMPIONE

Cartellone confermato e ricco per la festa di mezza estate della bassa valle. Come ogni anno a Ferragosto, insieme alla frescura montana a Montecampione ci si gode il pacchetto di iniziative allestite per «riempire» queste giornate di vacanza. Tanti gli appuntamenti di rilievo che sono entrati nel calendario. Martedì 15 sarà di scena il ciclismo juniores col trofeo Memorial Angelo Felappi, la scalata dal fondovalle al laghetto di Montecampione che da ormai 43 anni viene organizzata dal Gs Piancamuno. Questi gli eventi di spicco per Ferragosto, ai quali faranno da corona altri intrattenimenti musicali. 

HANNO COLLABORATO: Marco Benasseni, Massimo Pasinetti, Mila Rovetta, Domenico Benzoni, Irene Panighetti, Silvia Avigo, Luciano Scarpetta, Alessandro Romele.

Marta Giansanti

Sorgente: Cosa fare a Ferragosto: tutti gli appuntamenti di città e provincia | Bresciaoggi

25/07/2023
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Montecampione Si è presentato un altro ostacolo sulla strada intrapresa da Montecampione ski area per uscire dalla crisi in cui versa, raggiungere il concordato preventivo ed evitare il fallimento. L’attestatrice del piano e degli accordi, in sostanza la professionista che doveva garantire la fattibilità del piano di risanamento presentato dalla «Special situation» di Milano, la società che ora ha in mano Msa, è stata giudicata priva dei requisiti di indipendenza dal Tribunale di Brescia. La necessità di affidarsi a un altro professionista è stata messa nero su bianco dal collegio giudicante, che ha dato tempo fino all’8 settembre per provvedere al deposito di una nuova relazione attestativa. A segnalare l’esistenza di circostanze «potenzialmente idonee a incidere sul requisito dell’indipendenza dell’attestatrice» è stato il commissario giudiziale, sottolineando che la professionista incaricata risulterebbe legata alla società amministrata dal liquidatore della Montecampione ski area. Ovvero la già citata Special situation. E auspicando che «…l’attestazione, rilevatasi inidonea all’assolvimento della propria funzione, venga sostituita con una nuova relazione, redatta da un professionista dotato dei requisiti prescritti». Insomma, nel dettato del Tribunale fallimentare di Brescia si ricorda che se la legge fallimentare prevede che tocchi al proponente il concordato unitario indicare il professionista accertatore, la nomina di questo non può però prescindere dal fatto che egli non sia «legato all’impresa o ad altre parti interessate alla regolazione della crisi», e in posizione di indipendenza e terzietà a garanzia degli interessi dei creditori e dell’intera procedura. Una replica non basta Dalla Special situation replicano affermando «l’assenza di qualsivoglia cointeressenza economica» tra la sua società e l’attestatrice, ma questo non è bastato a smentire quelli che i giudici hanno definito «rapporti di collaborazione, di carattere non occasionale tra i due professionisti». Slitta così a settembre la possibilità di presentare una nuova relazione che consenta a Msa la messa in liquidazione senza ricadere nella voragine della crisi fallimentare.

Domenico Benzoni

Sorgente: La crisi di Ski area Concordato rinviato per un altro ostacolo | Bresciaoggi

14/07/2023
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MONTECAMPIONE La montagna in estate offre camminate e arrampicate; ma anche occasioni di svago. Col caldo che non lascia tregua, questo è il momento per trascorrere un weekend in quota. Magari godendo fresco di Bassinale all’ombra del monte Muffetto. La località a quota 1.800 sopra Montecampione è fatta apposta per questo, e da oggi ospiterà la quinta edizione della tradizionale Festa di Bassinale. Un appuntamento voluto dall’omonima associazione guidata dalla famiglia Poiatti di Artogne, che chiama a raccolta giovani e meno giovani offrendo musica, degustazioni di prodotti di malga, stand di artigianato e intrattenimento. La tensostruttura destinata ad accogliere i tre giorni è stata allestita a fianco del complesso residenziale Le Baite da un gruppo di giovani volontari, ma a dare una mano ci sono anhe i gruppi alpini di Artogne e Vissone, la Pro loco di Artogne e la Protezione civile.Nel programma spicca oggi alle 20 il concerto del gruppo New Demolition man seguito dall’animazione con Sara Bronzini. Domani lo stand gastronomico aprirà alle 12, e nel pomeriggio si andrà verso la tradizione con una gara di briscola seguita da karaoke, e in serata dalla musica dei dj Manghi, Frank Van Janek e Gevo. Domenica mattina si ripartirà dalla messa delle 11, poi il pranzo a base anche di spiedo, l’animazione con Le Mondine e il torneo di morra dedicato a Giuseppe Foppoli ed Eugenio Spagnoli, due amici dell’associazione prematuramente scomparsi.

Domenico Benzoni

Sorgente: Musica sotto le stelle La Festa di Bassinale anima l’alta quota | Bresciaoggi

12/07/2023
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MONTECAMPIONE La stazione turistica della bassa valle è uno dei luoghi simbolo della carriera di Marco Pantani. Merito dell’impresa del 4 giugno 1998, quando il Pirata, dopo il duello col russo Pavel Tonkov, lo staccò e a braccia aperte tagliò in solitaria il traguardo del Plan. A 25 anni di distanza, nel cinema d’Alpiaz di Montecampione approda lo spettacolo teatrale «Il mio nome è Marco»: un recital che alterna musica e parole di autori che il ciclista l’avevano conosciuto. È uno spettacolo del Teatro delle Lune, con musiche di Gianni Drudi, la regia di Monica Briganti e nel cast Mirko Ciorciari, Maurizio Mastrandrea e Alessandro Peri. La presentazione è affidata a Elvira Federico, e l’appuntamento è per sabato alle 20,30. Sarà una celebrazione del mito del ciclismo, come la statua in ferro eretta sulla rotonda del Plan di Bassinale, pochi metri sopra il luogo dove Pantani tagliò il traguardo assicurandosi l’81esimo Giro d’Italia. «Il ricordo di quella straordinaria impresa resterà nella nostra memoria» commenta la sindaca di Artogne Barbara Bonicelli, alla quale fa eco l’assessore allo Sport Fabio Cantoni: «Quando nel mondo si parla di Pantani e delle sue vittorie, il nome di Montecampione compare tra le località più rinomate».Secondo Corrado Neggia, manager della manifestazione, il tour teatrale che approda nella stazione turistica rappresenta qualcosa che «unisce il passato al presente nel nome di un campionissimo e in un luogo in cui ha scritto una delle più belle pagine del ciclismo mondiale». Lo spettacolo «Il mio nome è Marco» è nato proprio da un’idea di Neggia e dell’attrice Monica Briganti.

Domenico Benzoni

Sorgente: In scena «Il mio nome è Marco» Le imprese del Pirata a teatro | Bresciaoggi

02/07/2023
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Lasciati a decantare i problemi (seri) degli impianti sciistici, a Montecampione tutto è pronto per godersi l’estate. Il villaggio di quota 1.200 si va riempiendo, nei fine settimana le presenze si fanno più consistenti e per i mesi di luglio e agosto il calendario delle proposte per il tempo libero predisposto dal Consorzio dei residenti non fa che stimolare la voglia di vivere una vacanza piacevolei. Locali commerciali, ristorazione e bar tornano in scena, così come gli impianti sportivi: tennis, calcio, pallavolo, pallacanestro, padel e golf. Mentre per palestra e piscina si attendono tempi migliori. L’animazione si alterna tra conferme e novità per bambini e adulti. Tanto per citare qualche iniziativa: la scuola calcio prosegue inossidabile e ha toccato la 24esima edizione; le passeggiate quasi giornaliere alla scoperta del circondario non mancano, così come le serate musicali.I giorni di Ferragosto saranno caratterizzati dalla tradizionale sfilata di alta moda Michelle Ferrè che ogni volta riempie la Piazzetta e dalla 43esima edizione del trofeo ciclistico Gs Piancamuno con arrivo al laghetto di Montecampione. La Pro loco protagonista L’associazione di Artogne conferma la sua Giornata del viver montano, che consente a chi abita in città di entrare in contato con allevamento e agricoltura, e poi ci sono le proposte del gruppo VerticalMonte, con la Foresto-terapia, le escursioni in mtb, l’arrampicata sportiva e la Corri e cammina lungo i sentieri del villaggio turistico. Insomma, c’è di tutto per consentire di vivere al meglio i due mesi più caldi dell’anno in montagna.

Domenico Benzoni

Sorgente: Sport, escursioni e sfilate di moda È iniziata l’estate | Bresciaoggi